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Rosalio



Il blog di Palermo



Last Build Date: Wed, 25 Apr 2018 07:51:48 +0000

 



La “liberazione” di viale Lazio, riaperto anche il viadotto Morello sull’A19

Tue, 24 Apr 2018 21:46:51 +0000

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Ha riaperto oggi pomeriggio viale Lazio. Era rimasto chiuso per tre anni per i lavori dell’anello ferroviario. La riapertura ha subito numerosi rinvii, l’ultimo nel weekend per l’asciugatura dell’asfalto appena posato.

In anticipo rispetto ai tempi previsti è stata ripristinata la circolazione autostradale sul viadotto Morello sull’autostrada A19 Palermo – Catania.




Il sesso a Palermo negli anni ’80

Mon, 23 Apr 2018 09:10:14 +0000

(image)

Il sesso negli anni ottanta….non mi riguarda.
Però riguardava tutti gli altri attorno a me, amici e compagni di scuola. Io frequentavo il Liceo Artistico, e lì di storie di sesso se ne sentivano parecchie, soprattutto dai ragazzi più grandi. Ogni tanto si organizzava una occupazione per motivi politici che non ho mai capito ma sapevo che di notte, e non solo di notte, lì succedeva di tutto.
Io a casa.
Io in quel periodo al massimo mi ero concesso un pochino di “petting” e qualche toccata di tette. Fine della storia.
In realtà l’ostacolo maggiore era la mancanza totale di privacy.
A casa mia eravamo sei. Io le mie due sorelle, mio padre, mia madre e mia nonna trasferita da noi per problemi di salute. La testa però le funzionava benissimo era sveglia e furba come una lince.
Tutti vestiti da guardie svizzere, mia nonna con l’alabarda all’ingresso e gli altri sull’attenti lungo il corridoio.
La casa non era mai vuota manco fosse Fort Knox. E quindi? Niente. Manco la macchina avevo ero minorenne!
Ma gli altri come facevano? E allora chiedevo in giro
«I miei lavorano tutto il giorno ho casa libera!».
«Io in garage, ho un soppalchino….».
«Io mi chiudo in camera, i miei lo sanno».
Un amico aveva persino l’albergooooo!
BASTARDI!
Ma quando avrò la patente vi faccio vedere io!!!
Mi fu affidata una 500, bella per carità ma troppo piccola per farci cose e allora? Niente. Rimandato…
Nel frattempo gli amici mi raccontavano di spedizioni del sabato sera a Villagrazia di Carini…avete presente quel tratto di autostrada dove c’è sempre puzza di fogna? Bene lì nelle case del lungomare il sabato c’era un vero e proprio “formicaio”.
Da fuori tutto chiuso, sigillato, buio. All’interno l’inferno. Un mio amico ogni sabato rompeva il lucchetto del contatore per accendere le luci e poi sostituiva la chiave al padre ignaro. Certo poi arrivava la bolletta di Carini e il padre: «Ma possibile mai che arrivarono cinquanta mila lire di luce, c’a un ci va mai nuddu?».
La madre arrivata l’estate si priava che entrando in casa non c’era puzza di chiuso…e grazie c’era movimento tutto l’inverno!
I più sfigati si affidavano alla camporella, ovvero in macchina. Si cercavano gli angoli più remoti della città, c’è chi arrivava sino a Trapani.
Certo lo scanto c’era, metti che spuntava qualche malo Pacciani all’improvviso…
A Isola delle Femmine c’è un curvone dove d’inverno si riempiva così tanto di fazzolettini bianchi che qualche ingenuo passando diceva: «Guarda ha nevicato!».
Dimenticavo! Qualcuno addirittura sfruttava le cabine di Mondello, sia dentro che sopra…qualche chiodo appizzato nelle chiappe ci scappava sempre.
Insomma fare sesso sempre complicato è stato. Pure adesso che siamo adulti e indipendenti qualche problemino logistico lo abbiamo. Adesso i figli il sabato non escono più. «Mamma, ci compriamo la pizza con Titty, Lally e Pappy e ci vediamo Xfactor».
E cosi ci ritroviamo cinquantenni a vederci il film che ha commosso una generazione: Paradise. Lei bona, lui pure, tutti e due nudi dalla mattina alla sera alla facciazza di Villagrazia di Carini….




Uwe, Costanza, l’Arte, Palermo e la mancanza di rispetto

Mon, 23 Apr 2018 08:52:56 +0000

Gentilissimo Sindaco di Palermo, mi chiamo Andrea Bartoli, svolgo la professione di Notaio e insieme a mia moglie Florinda, nel 2010, ho fondato Farm Cultural Park, un Centro Culturale indipendente a Favara. Ero appena ventenne e studiavo giurisprudenza a Cagliari, quando Lei iniziava il suo primo mandato come Sindaco di Palermo, e ritornando in Sicilia e frequentando Palermo notai come in quel periodo la città di Palermo iniziava a risorgere, avere una “nuova primavera” come dissero in tanti. Sono passati tanti anni da allora, Lei è stato ed è ritornato a fare il Sindaco di Palermo per altri quattro mandati; personalmente ho avuto la possibilità di ascoltarla pubblicamente diverse volte e rimanere affascinato, apprezzare e condividere le sue posizioni su tantissimi temi. Concordo con Lei quando dice che «L’Europa potrà essere processata per genocidio» e che bisogna riconoscere il diritto di chi non sta bene nel proprio Paese di poter essere accolto nel nostro. Spero di cuore che riesca veramente a fare la “Carta di Palermo”, abolendo il permesso di soggiorno. Sarebbe un momento da consegnare alla storia della città di Palermo e dell’umanità intera e consacrerebbe il ruolo di Palermo come modello di accoglienza. Probabilmente non sarò il primo a dirglielo ma ho subito pensato a Lei e al suo amore per Palermo nel vedere il bravissimo Gérard Depardieu impegnato nel ruolo di Primo Cittadino della città di Marsiglia, nella serie televisiva francese prodotta da Netflix. Mi permetto di scriverLe questa lettera pubblica perché spero che La sua sensibilità possa evitare alla città di Palermo di commettere uno storico grave atto di irriconoscenza e di mancanza di rispetto nei confronti di due suoi cittadini “speciali”, una coppia di artisti, Uwe e Costanza, che in regime di sussidiarietà, per quasi vent’anni hanno lavorato a Palermo e per Palermo. Ho appena compiuto 48 anni e negli ultimi trent’anni della mia vita, ho conosciuto, frequentato e promosso artisti provenienti da ogni parte del mondo; artisti giovani e meno giovani, affermati o sconosciuti, sconosciuti che si sono affermati. In questo preciso momento a Favara come in ogni momento dell’anno degli ultimi otto anni, in occasione di Opp Festival-Energie U18, un Festival dedicato ai teenager, ne ospitiamo una decina di grandissimo talento. Bene, Uwe e Costanza sono in assoluto, i più straordinari artisti con i quali io abbia mai avuto a che fare. Non importa che le poche straordinarie opere di Uwe, non abbiano grandi quotazioni; non importa che il mio amico e bravissimo gallerista Francesco Pantaleone li abbia in antipatia, non importa che i curatori di Manifesta non si siano accorti o non si siano voluti accorgere del valore del loro lavoro. Io so, perché lo sento, perché conosco il valore dell’Arte, perché sono in tanti a pensarla come me e perché in fondo lo sanno anche quelli che provano a disprezzarne il valore, che il loro lavoro è uno dei più preziosi contributi alla storia dell’arte della Città di Palermo. Perché caro Sindaco, e sono certo che lei concorderà con me, l’espressione dell’Arte più alta è quella che si misura con la realtà, con i bisogni, con i problemi della gente comune, che costruisce relazioni, che regala speranza, che genera possibilità. L’Arte non è limitarsi a vendere delle opere, quello si chiama mercato, commercio. L’arte deve avere una funzione sociale. L’arte deve mettersi al servizio di un luogo. L’arte deve essere un straordinario strumento di sviluppo culturale, sociale ed economico. Per chi ancora non l’avesse capito, la scritta “Si vende” sulla fontana di Piazza Garraffello non è stato un atto di vandalismo ma una denuncia, un grido di allarme, un semplice atto rivoluzionario, una piccola guerra buona. Contro di chi? Contro l’indifferenza di tutti: non solo del governo della Città e dei media ma anche di tutti quei cittadini assopiti che non si accorgevano del degrado che stava riconquistando non [...]



La sezione aurea

Mon, 23 Apr 2018 08:40:36 +0000

Alla soglia dei 27 anni mi sono ormai rassegnato a convivere con tutta una serie di abitudini. Alcune piacevoli e altre che invece non hanno ragione d’esistere ma per qualche strano motivo mi ostino ad assecondarle. 
 L’aver deciso di frequentare la facoltà di Architettura non mi ha decisamente aiutato, anzi. Piccoli accenni di nevrosi ora sono vere e proprie ossessioni, deficit che mi rendono un disadattato nella società contemporanea. Col tempo io mi sono adattato a questo mio nuovo status maniacale. Gli altri no. 
 Qualche sera fa ero in centro con un amico, scegliamo un locale per un aperitivo e ci sediamo ad un tavolino in legno, 40×40 cm, decorato con geometrie varie. Si chiacchiera del più e del meno e poi lui decide di poggiare il telefono sul tavolo, violando tutte le regole della simmetria e della composizione. Cazzo, ma la sezione aurea la conosci? Allinea quel cellulare con la giuntura dei due listelli di legno prima che ti pesti a sangue con il bicchiere di rame del Moscow mule che stai bevendo. Ma no. Lo penso ma non lo dico. Guardo la persona negli occhi, annuisco, sorrido ma il tic al sopracciglio diventa evidente e allora comincio a picchiettare il tavolo con le dita. Il piede batte a terra andando a tempo con la mia frequenza cardiaca che in quel momento è pari a 432 battiti al minuti, praticamente sto scavando un tunnel nel pavimento che sbuca in Cina. Senza distogliere lo sguardo, senza smettere di annuire, senza smettere di sorridere, allungo la mano e tento di raddrizzare il cellulare. Vado a tentoni, maldestramente urto cose. Non ci riesco. Devo fare qualcosa per calmarmi e allora calcolo ad occhio la misura delle diagonali del tavolo, individuo il centro e posiziono lì il porta tovaglioli. Finalmente un po’ di pace. 
 «Vi’, tutto bene?». «Ehm.. sì sì, certo. Continua». «Sicuro? Stai sudando!». «Sicuro». «Ma non sembra». «Sto bene, continua a raccontare. Il tuo gatto ha le emorroidi, com’è finita?». «Ok. Dicevo». 
 Arrivano le noccioline e il cameriere le posa lì, non curante della disposizione semianulare creata con la ciotola delle patatine, il mio cellulare e il bicchiere di birra centrato su un tovagliolo rettangolare ripiegato appositamente per farlo diventare quadrato. Ma io vi licenzierei in tronco. Tutti quanti. Ma chi è che vi fa i colloqui? Cosa vi insegnano durante la settimana di prova? Vi mancano proprio le basi. Anche questa volta non dico niente. Sorrido e ringrazio. Ora però entrambi i piedi battono a terra tipo Toro Seduto che invoca la pioggia. 
 «…e quindi devo sverminarlo almeno una volta a settimana. No Vì, me lo dici che hai? Hai un’enorme vena che pulsa sulla tempia, sei paonazzo e a furia di grattarti il dorso della mano ti si vede l’osso. Dimmi che hai!». «Non posso». «Ma che significa? Ho detto qualcosa che non dovevo dire?». «No, macché. Starei ore a sentire parlare dell’ano del tuo gatto». «E allora che c’è?». «Ok, non giudicarmi però». «Ma scherzi? Dimmi!». 
 Mi alzo e mi sbraccio. 
 Prendo il telefono e lo raddrizzo e sposto la ciotola delle noccioline e disegno una spirale perfetta e ruoto il tavolo che ora è in linea con la fuga dei mattoni e ripiego il suo tovagliolo sottobicchiere e ne faccio un quadrato e rivolgo la cannuccia del suo bicchiere verso l’esterno e giro il manico verso l’interno. Mi siedo, mi accendo una sigaretta e 
 «Aaaaaaaaaa finalmente! Cazzo! Sììì che meraviglia. Tutto ora è come dovrebbe essere. Aaaaaaa sììììì ancoooora, di più!». … «Dicevamo?». «No no, ho finito. CAMERIERE IL CONTO. SUBITO!». Post (forse) correlati:Non sembra che ci siano post correlati. [...]



Ferrandelli: “Il presidente della Sispi è abusivo”, Orlando: “Stupore”

Mon, 23 Apr 2018 08:26:31 +0000

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Il leader dell’opposizione in Consiglio comunale Fabrizio Ferrandelli ha parlato di una nota interna della Sispi (la partecipata che si occupa dei servizi informatici del Comune) che evidenzia che il presidente del consiglio d’amministrazione non avrebbe potuto essere nominato poiché aveva svolto nel periodo immediatamente precedente alla nomina attività simile. Ferrandelli scrive: «Mentre il Consiglio sana, votando la convezione, le mancanze dell’amministrazione, scopriamo che il presidente del Cda della Sispi è abusivo. […] Ho appreso in estemporanea di una nota a firma del dirigente che dichiara illegittima la nomina del presidente della partecipata. Ma in che mani siamo? Ma a chi Palermo ha consegnato la città pochi mesi fa?».

Il capo di gabinetto è intervenuto per chiarire che nessuna irregolarità si è verificata, sottolineando come i due dirigenti avessero fatto erroneamente riferimento ad una normativa non più in vigore. Il sindaco Leoluca Orlando ha replicato: «Stupore per una missiva che denota pressappochismo nella fase istruttoria, certamente non all’altezza della qualifica dirigenziale. […] Quando decidano di inviare documenti che essi stessi ritengono riservati, a far sì che essi siano tali, piuttosto che essere distribuiti a soggetti non destinatari prima ancora che ai destinatari istituzionali, soprattutto quando si tratta di documenti relativi ad argomenti delicati e quando, come in questo caso, mostrando approssimazione istruttoria, danneggiano l’immagine dell’amministrazione e degli stessi estensori».




Processo Stato – mafia: condannati Mori, De Donno, Subranni e Dell’Utri, assolto Mancino

Fri, 20 Apr 2018 14:27:25 +0000

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La Corte d’Assise di Palermo ha condannato i generali del Ros Mario Mori e Antonio Subranni, l’ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri e il boss Antonino Cinà a 12 anni di carcere. L’ex ministro Nicola Mancino, che era accusato di falsa testimonianza è stato assolto.

Leoluca Bagarella è stato condannato a 28 anni di carcere. Il reato di Giovanni Brusca è prescritto. Otto anni di pena al colonnello Giuseppe De Donno e a Massimo Ciancimino.

La sentenza di primo grado consolida il fatto che la trattativa tra Stato e mafia si è svolta dopo le stragi del 1992.

(foto da Google Maps)




CHIama, Palermo?!, la camurria social dei palermitani

Fri, 20 Apr 2018 10:24:53 +0000

Salve a tutti voi palermitani e no…..teste pensanti e teste parlanti della nostra amata città. Oggi vorrei proporre ma anche suggerire a tutti voi una mia idea che sento di poter condividere con chi si riscopre di buona volontà ed iniziativa costruttiva. È da anni che macino e rimacino una certa idea visionaria per la quale purtroppo io non ho i mezzi, la competenza o le conoscenze giuste per poterla sviluppare e così ve ne faccio dono. Chi ha le capacità potrà svilupparla, plasmarla e renderla qualcosa di valido, si spera. Allora ciancio alle bande: ecco qua…. Spesso in giro per Palermo veniamo a conoscenza o viviamo determinate problematiche derivanti da servizi inefficienti o degrado urbano, i quali sempre arrecano danno, gira e rigira, alla collettività. Magari un cittadino di buona volontà si informa, chiede a chi di competenza, se ne ha la voglia e si sente rispondere con tanti “non so”, “vedremo”, “ci devono lavorare” ecc. che vengono rimpallati da un ufficio all’altro e da un ente all’altro. Quel cittadino si ritrova solo e non supportato ed alla fine si arrende impotente. Allora ho pensato ma perchè non teniamo in contatto tutti questa gente scontenta ed amplifichiamo la loro voce? Ok ci sono i vari blog….bla bla…..si scrive, si commenta….poi passano i giorni ed il post non si legge più e finisce la forza di internet e l’amplificazione si rompe. Invece ci vuole una rubrica che si mette a camurria….a chiattidda…..che rompe davvero tanto è amplificato. Vi faccio un esempio: c’è una buca in via Pinco pallino….chi è l’ufficio/ente competente?….ufficio Calia & simensa…..allora si posta la foto nella rubrica con la descrizione ed i recapiti dell’ufficio. Gli iscritti inizieranno a contattare l’ufficio segnalando la buca ed ognuno di loro pubblicherà un messaggio (con data e orario) scrivendo la risposta ricevuta. Se la risposta sarà evasiva o scaricante barile allora partirà il secondo, il terzo, il quarto ….ecc……ci metteremo tutti a camurria fino a quando quell’ufficio sarà così tartassato da legittime lamentele che dovrà intervenire sulu sulu p’un ni sientiri chiù. E cos’ via per ogni disservizio o problematica della città. Con un applicazione apposita o anche senza si pubblicherà la foto o il video e tutte le persone con solidarietà contatteranno chi di competenza fino a quando non saranno intervenuti. Ovviamente la rubrica sarà seguita da un moderatore che dovrà capire cosa si può scrivere e fino a quando continuare la camurria valutando se la lamentela è ancora dovuta o meno. Questo tipo di blog potrebbe essere utilizzato per tutte le città siciliane ed italiane: CHIama, Catania?!, CHIama, Napoli?! ecc. ecc. Diventerebbe una sorta di facebook che tiene in contatto persone che si vogliono confrontare con solidarietà ed in tempo reale sulle varie problematiche della loro città. Non escludo che con questo nome e con la gente che supporta la rubrica possano nascere dei movimenti civici da candidarsi nei rispettivi comuni. Ma questa è una storia più delicata. Ecco qua l’idea grezza e semplice che secondo me ha del potenziale se sviluppata dalle persone giuste. Se la ritenete valida fate pure…….basta che nella rubrica scrivete “…da un idea di Russo Luca” ahahah ma anche no….fate voi…..dobbiamo spremerci la mente e proporre…parlare…aiutiamoci a vicenda per migliorare le cose….ma soprattutto condividiamo con solidarietà ed onesta……quello che non va lo dobbiamo sistemare insieme. Post (forse) correlati:Non sembra che ci siano post correlati. [...]



Chiuso il viadotto Morello sulla Palermo – Catania

Fri, 20 Apr 2018 09:35:59 +0000

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Da ieri è chiuso il viadotto Morello in direzione Palermo sull’autostrada A19 Palermo – Catania. Per passare c’è una deviazione di 16 chilometri tra Enna e Caltanissetta che rende il percorso più lungo di circa un’ora.

Il problema consiste nel deterioramento di una soletta e la chiusura non finirà prima del 25 aprile.




Rinasce Palermo, Vogue lo dice ai palermitani che non si erano accorti di niente

Thu, 19 Apr 2018 07:56:51 +0000

In un bell’articolo di Francesca Molteni su Casa Vogue, si parla di un incredibile miracolo di rinascita di Palermo, città dalle mille potenzialità e dalle mille contraddizioni, che ora sembra al centro del mondo. E parla di una invasione di stranieri, che vengono a Palermo per inventarsi una nuova vita. E questo è sotto gli occhi di tutti, specialmente nella zona del centro storico (da via Maqueda a Ballarò), città piena di emigranti di ritorno e di giovani che non scappano più al nord. Certo i circa 10000 palermitani che mediamente ogni anno, negli ultimi anni, hanno lasciato la città questo non lo sapevano, ma poco importa. La festa è cominciata. Per tutti e a tutti i costi. E soprattutto perchè mai andare via da una città che ha un tasso di disoccupazione giovanile di poco superiore al 70%? E con appena 107 mila disoccupati su una popolazione attiva di 450 mila anime. Sarebbe una follia scappare. Forse una follia anche restare. E come testimone d’eccezione di questa città fatta dai giovani e per i giovani, viene presa una grande lottatrice della primavera palermitana, che giovane lo è stata nel corpo, ma sicuramente lo è ancora nello spirito. Letizia Battaglia, 83 anni compiuti, ed una vita tra le strade della città, la stessa che pochi mesi fa scriveva ad Orlando che gli ospedali di Palermo sono un inferno. Ma solo per chi sta male. E poi si parla di Manifesta 12, questo splendida Biennale nomade europea di arte contemporanea, che fino ad ora c’è costata tanti soldini e sulle cui potenzialità stiamo tutti col fiato sospeso, perchè fin ora poco abbiamo visto e percepito! Ma noi amiamo le sorprese. E poi l’articolo continua con le dichiarazioni della madre e madrina di Manifesta 12, la storica dell’arte olandese Hedwig Fijen che, tra le altre cose, sostiene che Palermo è stata scelta per la sua complessità (è impossibile non accorgersi della complessità complessiva della nostra città) e per la sua storia, cioè il passato. E poi l’orto botanico di Palermo, vero filo conduttore di Manifesta 12, il giardino dell’accoglienza e metafora della Sicilia. Il più grande giardino botanico d’Europa, uno dei primi 8 al mondo, che con le sue 12000 specie vegetali ed i suoi 210 e passa anni di storia, ma soprattutto con i suoi dipendenti stagionali, che fanno quel che possono per curare l’orto, è davvero la metafora di questa città! La precarietà stagionale! E poi Palermo è un cantiere, come dice la stessa autrice e come sanno gli automobilisti della città, i pedoni e gli ammortizzatori della nostra auto. Un cantiere festoso di auto imbottigliate e di gente che impreca. La nostra città….già di suo una delle più trafficate d’Europa, forse un tantinello sporca, ma felice. Felice per essere finita tra gli appunti di una rinascita di Vogue, una rinascita A sua insaputa. Non me ne voglia la brava giornalista di Vogue, che analizza correttamente una parte della città, quella che adesso è sul palcoscenico e sotto i riflettori per l’ennesimo taglio di nastro che deve effettuare il nostro sindaco. Ma noi a Palermo viviamo e ne conosciamo anche i retroscena. e gli splendidi palazzi citati nell’articolo, sono tutti gioielli incastonati in una città ha bisogno anche della normalità quotidiana per sopravvivere. Tanto da poterci permettere di dire che la nostra città ha bisogno di fondamenta, per diventare capitale di qualche cosa, fosse anche di se stessa o dei palermitani. E non ti terrazze sul mare con viste bellissime. E il vuoto sotto. Post (forse) correlati: Sindaco Orlando, ma i vertici delle partecipate? [...]



Mai leccare il culo!

Thu, 19 Apr 2018 07:36:31 +0000

Uwe, o meglio dire Uwe ti ama, come lui ama farsi chiamare, ha avuto pudore ad usare questa espressione, mi permetto di farlo io al suo posto, chiedendo scusa all’uditorio più sensibile. Anni fa passeggiavo per il centro storico di Palermo con un mio amico, non di Palermo. Ad un certo punto, in via dello Spasimo, si fermò di fronte ad un palazzo in parte restaurato ed in parte no, e mi disse: «questo è il fascino di Palermo, una città viva che insegue le sue ferite, provando a medicarle. Un giorno sarà tutta così» – ed indicò la parte restaurata – «e diventerà come Venezia: una cartolina morta». A parlare era un designer piuttosto quotato di Venezia. Ovviamente non era il restauro della città il punto, ma in che modo questo restauro avrebbe avuto corpo. In questi giorni ha avuto epilogo l’avventura di Uwe alla Vucciria. Penso che la città non abbia compreso granché della sua presenza a Palermo e del suo lavoro. E comprenderà, purtroppo, temo troppo tardi, quanto il suo messaggio e le sue intenzioni fossero a tutela di quell’anima della città che il mio amico designer prevedeva sarebbe andata perduta. Per chi non ha seguito la vicenda: il Palazzo nel quale Uwe ha concentrato gran parte dei suoi interventi è stato venduto e sembra sarà restaurato con fondi in gran parte pubblici. Questi fondi dovrebbero ristrutturare tutta la piazza. Uwe ha vissuto e lavorato nel palazzo d’intesa con la precedente proprietaria. Con la vendita avvenuta, credo lo scorso anno, i nuovi proprietari hanno avviato a gennaio una procedura di sgombero, conclusa in questi giorni. Ammesso che l’occupazione fosse abusiva, e che un intervento artistico di quasi venti anni non abbia alcun diritto di considerazione in una città che vuole vivere di cultura e turismo, faccio solo presente che io ho subito una occupazione abusiva in un appartamentino al Borgo dieci anni fa ed ancora la causa è in corso. Le due velocità meritano di essere considerate nella riflessione. Uwe andrà via con soddisfazione di gran parte di quella città assente, che non vuole avere raccontate le proprie miserie ed i propri limiti. Il lavoro di Uwe è stato un lavoro militante, e con una città più attenta, con istituzioni leggermente meno miopi, poteva essere la base di una riscrittura del futuro del quartiere e di recupero del mercato in sinergia con la sua storia e la sua anima. Uwe ci ha proposto una visione, un punto di vista diverso, e l’ha fatto come solo gli artisti possono e sanno fare: esasperando le contraddizioni fino al limite. In questi anni solo Uwe si è preso la briga di mantenere la memoria di cosa li accade. È lui che ci ha raccontato come la pavimentazione del quattrocento è stata sostituita, chiedendosi dove fossero finite quelle “balate”, intrise di storia, che non avrebbero mai dovuto asciugarsi. Lui ci ha raccontato del pomello della fontana trafugato. E come il palazzo di fronte la fontana sia crollato negli anni 80 per incuria e non a seguito dei bombardamenti del ‘43, come tutti siamo convinti. Lui ha indicato la messa insicurezza assurda di un palazzo della piazza fatta in cemento, con l’opera Durex, che è ancora visibile. Lui pose l’attenzione sulla fontana di Piazza Garraffello, scrivendo un “si vende” che intendeva segnalare come stessimo dando via, a poco prezzo, pezzi della nostra storia e della nostra cultura. Già, la parola “cultura”, è la cifra stilistica del nostro disimpegno culturale. Ospitiamo in pompa magna manifestazioni pensate altrove, che non avranno alcuna dialettica con il tessuto della città, e che al massimo promuoveranno Palermo come vetrina. Una città che rinuncia ancora una volta a farsi contenuto, una città che non comprende il suo contenuto, ovvero la sua cultura. Quello che avverr[...]



La comitiva a Palermo negli anni ’80 e ’90

Wed, 18 Apr 2018 08:35:08 +0000

Adesso immaginate di ascoltare Bach, l’aria sulla quarta corda, quella di Quark per intenderci. Io avanzerò dal fondo dello studio televisivo in giacca e cravatta per parlarvi di un altro fenomeno traumatico di chi ha vissuto gli anni 80/90: la comitiva. Nel mio caso uno stormo di colombe che si riuniva nel pomeriggio davanti Collica in viale Strasburgo. Attività principale? Il nulla, il fancazzismo più totale. C’era il toko del gruppo, di solito più grande, che arrivava cavalcando la sua moto anzi il “motore” con incastonata sulle spalle l’ingrizzo, adolescente bionda con occhi azzurri, fisico perfetto, poco pensante ma invidiata da tutti. Il toko era un po’ come l’ape regina. Appoggiato al muretto con sigaretta accesa, capelli perfetti anche dopo aver tolto il casco, vestito alla moda e baciato a turno sulle guance dalle api operaie che ronzavano intorno. Il toko era toko in tutte le sue manifestazioni. Il primo a partire se c’era l’aggaddo ed era toko se le prendeva di brutto, cadeva con la moto e si rompeva una gamba Tokissimo, grande procuratore di feste a scoppolone e forse, pare, attivo sessualmente! Noi più piccolini cercavamo di unirci a questo gruppo di supereroi ma arrivato il sabato sera ci dividevamo sia per mancanza di mezzi che per la totale mancanza di invito a partecipare alle cose toke. E allora si organizzava una bella comitiva per andare a mangiare la pizza. Ore di interminabili discussioni sulla pizzeria da scegliere, poi finalmente ci si muoveva a piedi verso la destinazione con un allegria generale. Battute squallide sul sesso, sgambetti fugaci, boffe sul cozzo, e commenti poco eleganti sulla più carina del gruppo. Risaaaaaaate! Giunti alla meta ci si trovava davanti ad una tristissima pizzeria a veranda color ottone con vetrate color caramello con un cartello enorme “forno a legna”. All’esterno una bolgia infernale di comitive come la nostra affamate di pizza e Coca Cola. Un signore col panzone, camicia aperta e catenazza d’oro prendeva il turno. «Ma quanto c’è da aspettare?». «Venti minuti!». Tradotto: un’ora e mezza. Nel frattempo l’apparato digerente cominciava a secernere succhi gastrici per la fame con la collaborazione della quantità industriale di Big Babol che masticavamo in continuazione e dei fumi espulsi dal forno a legna. Intanto il turno procedeva lento ed io personalmente cominciavo ad avere bruciori allo stomaco infernali. Il pititto faceva acido” praticamente. Finalmente arriva il nostro turno. Camerieri sgarbati ci fanno accomodare su tavolate ancora da riordinare, sciarre su chi si doveva sedere accanto al preferito e le solite boffe sul cozzo che volavano. In sottofondo Just an illusion degli Imagination. Mezzora per ordinare le pizze grazie agli spiritosi di turno che intralciavano il lavoro estenuante del cameriere il quale poi qualche pizza la sbagliava. Grazie al forno a legna la temperatura del locale è altissima, forse per questo i vetri erano caramellati, puzza di sudore e i decibel prodotti dagli schiamazzi superavano quelli del concerto di Vasco a Partinico. Del resto si sa: i giovani gridano sempre (chissà perché). Ad un certo punto si avvicina al tavolo un disco volante della flotta di Vega, è il cameriere con un quantitativo impressionante di pizze sulle braccia. Un mostro mitologico. «Romanaaaaaaa». «Capricciosaaaaaaaaaa». «Diavolaaaaaa» (la prendeva sempre un mio amico temerario). E noi risaaate, burdello, sfottò al cameriere… «Amunì picciotti, facitimi travagghiari, Margheritaaaaaaaaaaaa». Io raggiungevo uno stato di malessere psicofisico ai limiti del TSO Ma MAI e dico MAI avrei passato un sabato a casa. CheffaR[...]



Hitler e la Ztl di Palermo

Wed, 18 Apr 2018 08:13:51 +0000

I video sottotitolati de La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler girano da anni ma ogni volta strappano un sorriso. Questo riguarda la zona a traffico limitato di Palermo e lo scarso presidio con le telecamere dei varchi. 😀 I poteri occulti contro la zona a traffico limitato di Palermo Posted by Vincenzo Marannano […]



Orlando prepara il rimpasto, Ferrandelli e Forello lo attaccano

Wed, 18 Apr 2018 07:41:49 +0000

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando sta lavorando a un rimpasto della Giunta che avrà assessori politici che condividono il suo progetto. L’avvio del secondo mandato ha causato diverse critiche e le società partecipate destano preoccupazione per i servizi erogati e lo stato dei conti. Orlando ha detto che rimarrà sindaco fino al 2022. Le opposizioni attaccano. Fabrizio Ferrandelli ha dichiarato: «Il sindaco continua nella sua narrazione di una città che non esiste. Non capisco se vive in una dimensione parallela e non si rende conto delle reali condizioni della città che amministra da ben 37 anni o se il suo intento è quello di mistificare la realtà, nascondendosi dietro un dito. I problemi della città sono sotto gli occhi di tutti: dalla raccolta differenziata che stenta a partire al caos rifiuti per le strade, dal traffico in tilt ai cantieri infiniti, dal buco in bilancio alla gestione delle partecipate. In questi giorni – precisa Ferrandelli – ho raccontato la realtà dei fatti, dati alla mano, e oggi non posso accettare che vengano raccontate altre menzogne alla città. C’è un disallineamento dei conti di – 42 milioni di euro e i crediti vantati dalle partecipate non saranno riconosciuti da colui che ha approvato i loro vecchi bilanci, dichiarando oggi che non sono dovuti. Come se lui non fosse lo stesso sindaco di ieri. Narra di miglioramenti rispetto al “prima”. Ma omettendo ricordare che il “prima” è sempre se stesso e la sua passata gestione. A me piace paragonare Palermo al mondo e non ad Orlando ‘80, ’90, 2000. La priorità in questo momento è bloccare la gara dell’8 maggio perché Palermo non può gestire economicamente altre tre linee di Tram e soprattutto non possiamo dare l’ennesimo colpo alla già problematica mobilità cittadina. Vorrei rispondere al sindaco ricordando che non è con la sostituzione degli assessori (ammissione in sé di un fallimento) che si risolvono i problemi, ma con una visione programmatica che allo stato attuale manca del tutto. Le soluzioni ai problemi ci sono, basterebbe solo ascoltare le richieste dei cittadini. Siamo stanchi di leggere di continui scaricabarile che l’uomo solo al comando lancia nei confronti di chi oggi è il nemico, ma che magari fino al giorno prima era al suo fianco. Non scordiamoci gli endorsement che proprio Ciancimino jr durante la campagna elettorale del 2012 fece nei suoi confronti, per non parlare delle affermazioni pesanti venute fuori dopo la desecretazione degli atti del CSM in cui Falcone asseverava che mai gli affari di Ciancimino erano stati così forti in città come con Orlando sindaco. Ed oggi, proprio lui, accusa la borghesia palermitana di essere stata attigua a Ciancimino, semplicemente perché disapprova il delirante progetto del tram in via libertà. Orlando governa Palermo da 37 anni e se la città oggi versa in questo stato non c’è altro responsabile». Ugo Forello (MoVimento 5 stelle) ha dichiarato: «“Non è accettabile che il sindaco Orlando rassicuri i palermitani affermando che “la crisi passerà”. Un amministratore, un politico, avrebbe l’obbligo di informare in modo corretto e trasparente i cittadini, ma la verità è che il Comune di Palermo sta attraversando una crisi senza precedenti, frutto di una gestione approssimativa e senza adeguata pianificazione, negli ultimi 6 anni. Le responsabilità dell’amministrazione sul sistema rifiuti sono evidenti, il dato della raccolta differenziata è fra i più bassi d’Italia. La Rap, in particolare, negli ultimi tempi non ha migliorato le proprie perfomance, come sostiene il sindaco: i disservizi rispetto alle attività di spazzamento e nella raccolta porta a porta,[...]



Si era fermato in galleria sulla Messina – Palermo per uccidersi, salvato

Wed, 18 Apr 2018 07:30:48 +0000

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Un uomo palermitano di 53 anni aveva assunto un cocktail di alcool e farmaci e si era fermato nella corsia di una galleria dell’autostrada A20 Messina – Palermo. Sembra che volesse provocare un incidente per togliersi la vita.

I familiari hanni chiamato la Polizia che ha rintracciato l’uomo in collaborazione con il suo gestore telefonico nei pressi di Sant’Agata di Militello, scongiurando un pericoloso incidente.







Piove, su facebook il video del fiume d’acqua e immondizia a Palermo

Sun, 15 Apr 2018 22:23:15 +0000

palermo capitale ra munnizza Posted by Alessandro Aiello on Sunday, April 15, 2018 Ha superato in poche ore settantamila visualizzazioni su facebook il video di Alessandro Aiello che riprende dell’acqua che scorre in una via di Palermo con diversi sacchetti di immondizia dopo le piogge di ieri sera. Palermo è in piena emergenza rifiuti dopo […]



Seconda edizione per “La domenica favorita” nel Parco della Favorita

Sat, 14 Apr 2018 11:19:16 +0000

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Torna la manifestazione La domenica Favorita. Per quattro domeniche si svolgeranno diverse attività all’interno del Parco della Favorita.

Si parte domenica 15 aprile per proseguire il 22 aprile e poi il 6 ed il 13 maggio. Il traffico veicolare sarà chiuso dalle ore 8:00 alle ore 15.00.

Ci saranno cinque aree a parcheggio posizionate agli ingressi del Parco della Favorita oltre la Fiera del Mediterraneo lato Caserma Cascino. All’interno del Parco, inoltre, sono stati organizzati dei bus navetta oltre a stazioni di bike sharing e rastrelliere per le bici. Amat introduce il servizio con biglietto unico per muoversi tutto il giorno. Previsto anche il taxi collettivo gestito da Auto Radio Taxi e Coop Trinacria presso le stazioni di piazza Castelnuovo, Politeama, De Gasperi, Valdesi Mondello, Mondello paese con costo corsa di 2 euro per movimenti all’interno della città e di 4 euro tratta Palermo/Mondello (minimo 4 persone).

L’esperimento svoltosi nel 2014 venne prima ridotto e poi sospeso una domenica prima e si rivelò un flop, con disagi e incolonnamenti dovuti anche a una carente campagna informativa e a un non adeguato supporto con i mezzi pubblici. L’anno scorso l’organizzazione è stata migliorata e hanno partecipato circa 50 mila palermitani e turisti.




Quando la pezza è peggio del buco

Fri, 13 Apr 2018 09:11:33 +0000

Mi è stata chiesta una rettifica sul post di un paio di giorni fa nel quale affermavo che il sostegno che in aula il MoVimento 5 stelle ha dato alla delibera sulla tari fosse stato determinante per l’approvazione dello stesso. In realtà la maggioranza aveva i numeri per approvare il provvedimento senza il voto del MoVimento 5 stelle. Mi sono riferito agli articoli di stampa ed alle dichiarazioni del capogruppo. Ho commesso un errore. Il verbale conferma il mio errore e nel chiedere scusa mi cospargo il capo di cenere. In realtà il MoVimento ha votato in favore della Giunta senza che questo voto avesse alcuna rilevante utilità. Adesso, fatto questo atto di pubblica ammenda e contrizione, mi chiedo con pari umiltà, quale sia l’utilità e la strategia politica di votare con la maggioranza un atto che comunque la maggioranza avrebbe approvato da sola, e con questo voto assumersi la responsabilità di quell’atto. Votandolo il MoVimento 5 stelle è responsabile degli effetti di questa delibera. Non capisco il senso. Ho provato a capirlo. Provo a raccontarvi cosa ho capito. Ferrandelli si è astenuto: l’ho chiamato per avere spiegate le motivazioni del suo non voto. Le ragioni di Ferrandelli: in sintesi la Rap non è florida finanziariamente; al di là del pessimo servizio che eroga il fallimento della società potrebbe solo peggiorare le cose. Il timore è che un eccessivo indebolimento della società possa portare al fallimento e quindi all’affidamento a privati del servizio, con oneri futuri maggiori per la cittadinanza. Ferrandelli si è astenuto pertanto perché non conosceva i dettagli del bilancio, ed intendeva comunque segnalare la preoccupazione verso un impoverimento finanziario di Rap in assenza di un diverso piano industriale. Ovvero, questa è una mia considerazione, se non è cambiato il piano industriale di Rap per quale ragione il servizio dovrebbe costare meno? E se il servizio vale meno, dove sono finiti i soldi in più pagati lo scorso anno? Mi pare una posizione ragionevole e costruttiva. Tutto comunque passa dalla consultazione del piano industriale, se questo spiegasse come il taglio può essere assorbito i timori di Ferrandelli sarebbero eccessivi. Dunque mi documento e scopro che Rap non ha un piano industriale approvato. Riassumiamo: la giunta vara un provvedimento che il consiglio comunale con il voto “vigile” del MoVimento 5 stelle approva, che prevede una minore entrata per la Rap senza che vi sia un piano che affronti questi minori entrate. Forse è stata una trappola, ovvero il provvedimento è passato in sordina e lo hanno votato senza capirlo bene. Può starci. Scopro che la delibera è stata trasmessa pochi giorni prima al consiglio per la votazione, e che a causa della fretta non è neanche passato dalla terza commissione, quella sulle partecipate, che avrebbe dovuto esprimersi prima del voto in aula. La tesi del complotto regge. Mi interrogo, ed avrebbero dovuto interrogarsi i consiglieri di opposizione, perché un provvedimento così importante arrivi in aula per essere approvato di fretta e furia. Vengo a sapere che la mattina precedente la votazione ha luogo una riunione di minoranza. In quella sede la minoranza si orienta a non sostenere la delibera e ad approfondire con Rap la questione. In aula il MoVimento 5 stelle, sorprendendo il resto dell’opposizione, vota favorevolmente. La tesi del complotto non regge. Non è stata un’imboscata, i consiglieri sapevano perfettamente cosa stavano votando. A questo punto della vicenda credo che sarebbe auspicabile che il MoVimento 5 stelle cittadino spieghi a noi elettor[...]



La Procura apre un fascicolo sui ritardi nei cantieri di Palermo

Fri, 13 Apr 2018 08:43:41 +0000

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La Procura di Palermo ha aperto un fascicolo modello 45 di atti non costituenti notizia di reato sull’andamento dei cantieri per le grandi opere in città. Si vuole appurare se ci sono delle responsabilità nei ritardi sugli appalti e sull’esecuzione dei lavori che stanno causando disagi alla cittadinanza.




“Nudes” di Spencer Tunick ai Cantieri culturali alla Zisa

Fri, 13 Apr 2018 08:41:27 +0000

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Verrà inaugurata alle 18:00 allo Zac (via P. Gili, 7; Cantieri culturali alla Zisa) la mostra Nudes di Spencer Tunick.

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Il fotografo americano fotografa volontari nudi in tutto il mondo, da Shanghai a Parigi, dall’Australia a Brooklyn. Le gigantografie dei suoi lavori più importanti sono stampate su 14 teli di grande formato, tre metri per lato.

La mostra, a cura di Gerald Matt, rimarrà visitabile fino al 2 giugno dal martedì alla domenica dalle 9:30 alle 18:30.

Ingresso libero.

Il progetto, nell’ambito di Palermo Capitale italiana della Cultura è sostenuto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo e dalla Galleria d’Arte Moderna. Organizzazione dell’Accademia degli Offuscati.