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La Valle del Vento





Updated: 2014-10-07T05:37:55.845+02:00

 



Post riepilogativo

2008-10-08T12:39:27.223+02:00

Ho capito una cosa di me. Non riesco ad essere costante in niente. Mi annoio subito. Soprattutto quando sono stanco e distante dalla realtà, non riesco a trovare un modo per dare un flusso ordinato ai miei pensieri. La mia mente non riesce a gestire le emozioni e mi risulta difficile scrivere, quasi doloroso.
Appena rientro in contatto con me stesso e con gli altri, tutto ciò che avrei voluto dire, di cui avrei voluto parlare e a cui ho bisogno di trovare una valvola di sfogo, riaffiora prepotentemente.
Quindi eccomi di nuovo qui.



Due mesi...

2008-06-05T16:40:17.342+02:00

Sono passati quasi due mesi, dalle elezioni e dall'ultima volta che ho aggiornato questo blog. Due mesi in cui ho perso il controllo del tempo e del flusso dei miei pensieri. In quella condizione di smarrimento scrivere è faticoso, doloroso. Ogni tentativo di espressione si scioglie nell'ansia dello scorrere dei giorni.
Le elezioni, appunto. Le elezioni. Quel momento ha contribuito a peggiorare sensibilmente il mio umore, più di quanto non riescano a farlo un'ora di traffico romano o le mie difficoltà lavorative. Possibile che siamo di nuovo allo stesso punto di sette anni fa? Possibile. Tutto questo mi ha privato di ogni residua speranza. E la rassegnazione per l'ineluttabilità della situzione politica, sociale e culturale italiana si è inevitabilemente riflessa sulla percezione della mia vita. Un'Italia in piccolo, governata dall'inadempienza, dal lassismo e dal parassitismo.
A volte mi chiedo come sia possibile che certe storture le veda solo io. Che il 50% degli italiani affidi con allegria e disinteresse le proprie sorti nelle mani del Cavaliere e dei suoi soci. Ma non c'è davvero mai limite al peggio. La vittoria dell'ex-missino Alemanno al comune di Roma lo dimostra. Non c'è mai limite al peggio. Il neo-sindaco ci riporterà sicurezza e bellezza. La prima eliminando con un colpo di bacchetta magica tutti gli stranieri "cattivoni". I delinquenti italiani , infatti, sono così pochi che non costituiranno di sicuro un problema. D'altronde la criminalità organizzata più famosa del mondo è nata in Romania, vero? La seconda sarà ripristinata eliminando l'orrendo museo dell'Ara Pacis, costruito per volere dei sindaci di Centrosinistra. L'Ara Pacis verrà posta in un museo che sarà la copia (anche se in piccolo) dell'altare della patria. Quello sì che è un esempio di architettura esteticamente riuscita e in perfetta amalgama con il tessuto urbano circostante.
Il primo consiglio dei ministri, trasferitosi temporaneamente a Napoli, forse per sentirsi un po' più a casa (non era meglio Palermo a questo punto?) ha subito varato le nuove fondamentali manovre che miglioreranno la vita di tutti noi: l'abolizione dell'ICI sulla prima casa e del bollo auto e il nuovo disegno di legge per la lotta all'immigrazione clandestina. Interessante notare come un governo, che ha vinto le elezioni in nome del federalismo fiscale, abolisca proprio la tassa che è gestita interamente dalle amministrazioni locali. Alla faccia della coerenza. Poi l'immigrazione, sempre l'immigrazione. Fomentando queste paure si sono vinte le elezioni ed è giusto continuare su questa strada. Non importa se poi qualcuno si sente legittimato a dar fuoco ai campi nomadi. Non importa. Ciò che conta è la percezione della sicurezza, non la sicurezza in sé stessa.
Ma il problema più importante da risolvere è quello della "monnezza", che affligge Napoli da tre lustri, uno dei quali, almeno, nel quale il governo aveva lo stesso nome che ha ora. Dato che la bacchetta magica non esiste il problema è stato "sotterrato", nel vero senso della parola. Non ci saranno discussioni e l'impresa sarà assegnata a chi già nel passato aveva avuto grandi successi nella gestione del commissariato ai rifiuti. Geniale.



Juno

2008-12-09T09:03:41.375+02:00

(image)
Il film non si presenta bene, almeno in Italia, se a sponsorizzarlo è quel simpaticone di Giuliano Ferrara, il sedicente laico, scopertosi all'improvviso fervente credente. Ma come spesso accade, è soltanto strumentalizzazione. Il film non c'entra quasi nulla con la battaglia ideologica e moralista portata avanti dal partito del direttore del "Foglio". Meglio, quindi, lasciar perdere l'attualità italiana e far parlare il cinema. Questo film, che ha ottenuto il premio come miglior film alla festa del cinema di Roma ed uno Oscar per la sceneggiatura, è delicato, poetico ma al tempo stesso crudo e ancorato alla realtà. La ragazza protagonista, che rimane incinta, del suo ingenuo e imbranato ragazzo, e decide, supportata dai genitori, di prodeguire la gravidanza, per dare in adozione il bambino, è quanto più lontano si possa immaginare dall'eroina romantica. Agisce d'istinto, trasportata dalle sue emozioni, ma è sempre lei a scegliere il suo futuro e quello del suo inaspettato bambino. Il film è toccante e divertente, non banale nelle dinamiche tra i personaggi e soprattutto è un elogio alla libertà di decisione della donna sul suo corpo. Juno non decide di tenere il bambino perché convinta dalla ragazzina che distribuisce volantini anti-abortistici davanti al consultorio, ma perché sente che quella è la cosa più giusta per il suo modo di essere. E la libertà di scelta si esprime a tal punto da voler essere consapevole del futuro che attende suo figlio con i genitori adottivi, da lei scelti ed "esaminati" personalmente. Forse una maturità eccessiva per una ragazzina dell'età della protagonista, ma la storia non perde per questo di verosimiglianza né di forza espressiva. Accurata la regia e mai banali i dialoghi, è un film da vedere senza pregiudizi e liberandosi dagli orpelli morali e moralistici che, su questi temi sembrano sempre più spesso imprescindibili.



Italiani...

2008-03-27T19:23:26.086+02:00

Ecco la scena. Sono all'aeroporto di Francoforte-Hahn. Sto per passare il controllo dei bagagli. Mi ricordo, giusto in tempo, di mettere tutti i contenitori di liquidi nell'apposita bustina trasparenti, come richiesto dalle nuove normative europee sui controlli negli aeroporti. Mi è già capitato di prendere l'aereo in Germania e so che sanno essere molto fiscali. Davanti a me una coppia di italiani. Passano il controllo prima di me. Loro però non hanno l'apposita bustina trasparente. L'addetto al controllo apre la valigia della ragazza. Prende tutti i contenitori che devono essere mostrati nel sacchetto trasparente e ne fornisce uno alla ragazza facendole pagare 50 centesimi. Lei però non ci sta e dice che in Italia prende gli aerei tutte le settimane per andare in Sardegna e nessuno le ha mai fatto questi controlli. L'addetto all'aeroporto che, purtroppo, parla italiano sorride e poi rivolgendosi divertito ai colleghi, esclama: "In Italia, sì!!". Io, che assistevo alla scena, dico alla ragazza che avrebbe fatto meglio a non farci fare l'ennesima bella figura davanti agli europei.
Ma questa è l'Italia. Non possiamo farci nulla. A Ciampino i controlli dei bagagli e delle persone che prendono gli aerei sono molto più approssimativi.
In Italia, siamo abituati a fare le cose all'acqua di rose. E spesso siamo poi costretti a pagarne il prezzo.



Persepolis

2008-12-09T09:03:41.622+02:00

(image)
Dopo il festival di Cannes, al quale ha vinto il premio della giuria, arriva in Italia il discusso film d'animazione Persepolis dell'iraniana Marjane Satrapi. Tratto dalla grafic Novel dell'autrice e da lei stessa codiretto, il film ci porta agli eventi che portarono al potere il regime musulmano in Iran e alla sanguinosa guerra Iran-Iraq, visti attraverso gli occhi di una bambina, prima, e di una giovane donna poi. La vicenda autobiografica apre un velo di luce su eventi dimenticati in Occidente, ma lo fa con ironia, intelligenza e straordinaria sensibilità. Dalla più tenera infanzia la piccola "Marji" si trova a vivere in prima persona gli sconvolgimenti politici del suo paese, passato attraverso una rivoluzione che avrebbe dovuto cacciare lo Scià per istaurare un regime democratico, e che, invece, favorì l'istaurarsi di un regime teocratico islamico. Grazie ai racconti del suo amato zio e dei suoi genitori, la ragazza cresce libera e indipendente, mentre il suo paese viene scosso dalla guerra con il vicino Iraq. L'indipendenza e la vivacità della ragazzina suggeriranno ai genitori che l'unico modo per evitarle problemi sia mandarla in Europa. Alla fine delle scuole superiori, Marjane deciderà di tornare in Iran, dove inizierà a frequentare l'università. Ma dopo un matrimonio fallito, l'impossibilità a sottomettersi alle ferree regole del regime, la porterà definitivamente lontana dalla sua terra natale e dalla sua famiglia.
Il tocco lieve ed al contempo mai superficiale dell'autrice, la sua ironia e capacità di modulare gli eventi tragici in senso grottescamente comico, rendono il film unico, così come lo è il fumetto da cui è tratto.



Non è un paese per vecchi

2008-12-09T09:03:41.800+02:00

(image)
A parte il brutto titolo italiano, traduzione troppo letterale dell'originale americano, che non invita certo il pubblico a vedere il film, le premesse perché sia un successo, l'opera dei Coen, ci sono tutte. Registi affermati, buon cast, una sceneggiatura ripresa dal romanzo di un affermato scrittore. Premesse, dal mio punto di vista, in parte tradite. Quello che emerge nel film è una certa superficialità nell'affrontare i temi trattati, nonostante qualche monologo qua e là tenti di dare un senso al titolo, tra uno schizzo di sangue e l'altro. Troppo compiacimento tecnico da parte della regia. Il troppo indugiare su paesaggi, bellissimi per carità, e sui primi piani degli attori, rende il film ancora più ripetitivo di quanto già non sia un susseguirsi di assassini senza il minimo senso. Ma forse è proprio questo il senso che volevano dare al film, un'assurda sequenza di azioni incomprensibili, folli. Se questo era il messaggio, è arrivato. Eccome. Chi desidera una vicenda compiuta e uno scorrimento logico, guardi qualcos'altro. Chi ama lo "splatter" e il sangue resterà forse deluso, perché la violenza c'è, al limite del disumano, ma non vi si indugia troppo. E' talmente ripetuta da dare assuefazione, da non risucire a colpire più. Tommy Lee Jones sotto tono, ma forse il ruolo era infelice, mentre svetta un Bardem spietato e impassibile, che riesce a rendere in maniera inquietante la normalità della pazzia.



Cloverfield

2008-12-09T09:03:41.958+02:00

(image) Le idee di fondo probabilmente non sono originalissime, c'è chi ha citato Blair Witch Project, Godzilla e Star Sheep Troopers, ma chi le ha messe insieme ha ottenuto un risultato interessante. Il film è interamente girato con una telecamera a mano, le immagini sono mosse e sfocate, spesso nauseanti. New York è il contesto preferito per ogni pellicola catastrofista, con la statua della libertà e i grattacieli della Grande Mela, un'icona di tutti gli Stati Uniti. Una normale serata tra amici, filmata con l'oramai immancabile, nell'era si Youtube, telecamera amatoriale, si trasforma in una corsa contro il tempo per salvarsi dall'evento catastrofico che si abbatte sulla città. Dal quotidiano al surreale, insomma, utilizzando le riprese home-made, per rendere il tutto più verosimile. Ma da questa trovata stilistica ha origine un film scontato e a tratti inguardabile. Per gran parte del film si riesce a capire poco, e si deve per lo più immaginare. Ma è probabile che sia meglio così.




Questa Pazza Pazza Italia!!

2008-12-09T09:03:42.111+02:00

A volte mi sembra di provenire da un altro pianeta, tanto mi sento fuori contesto nella realtà italiana. Sono alcuni eventi delle ultime settimane a riportare a galla questa sensazione. Mi riferisco a notizie che per giorni hanno invaso e stanno invadendo le pagine dei giornali italiani. Cominciamo da caso "Sapienza". Per giorni tutti i giornali e telegiornali italiani hanno riportato la notizia del Papa, al quale sarebbe stato impedito di pronunciare un discorso, in un evento al quale era stato invitato dal Rettore della Sapienza, in coincidenza con le celebrazioni per l'inaugurazione della prima università della Capitale. La superficialità con cui vengono trattati alcuni argomenti nei mezzi di comunicazione italiani è sconcertante. Nessuno si è sentito in dovere di chiarire come siano andate veramente le cose. O almeno lo hanno fatto in pochi, non certo l'informazione "mainstream". Ma andiamo con ordine. Gli eventi che hanno scatenato la polemica a metà gennaio risalgono ai Novembre 2007. All'annuncio da parte del rettore dell'università La Sapienza, di aver invitato il Pontefice Benedetto XVI per una lectio magistralis nel giorno dell'inaugurazione dell'anno accademico, risponde con una lettera aperta il professor di fisica Marcello Cini, sul Manifesto. Il professore spiega le ragioni per cui gli pare inappropriata la presenza del Papa nel giorno dell'inaugurazione dell'anno accademico. E' appunto questo il punto che in pochi hanno sottolineato. Il problema non era l'invito al Papa, ma la circostanza in cui si sarebbe dovuta svogere la visita. Letta la lettera sui giornali, oltre 60 professori delle facoltà scientifiche dell'università inviano al rettore una lettera, in forma privata, nella quale si esprime la loro vicinanza alle posizioni espresse da professor Cini. Tutto si conclude qui, fino alla settimana prima dell'evento in questione. Un quotidiano nazionale pubblica la lettera dei 67 professori della Sapienza e si scatena un putiferio di polemiche. Si parla di censura preventiva, di non lasciar parlare il Pontefice. Dopo alcuni giorni di rimbalzi della questione sui media e dopo il verificarsi di alcune manifestazioni di appoggio ai professori firmatari, da parte di alcune associazioni studentesche, arriva il comunicato della rinuncia della Santa Sede. Il Papa non parteciperà, non vuole creare problemi nell'università A questo punto continua il tam tam mediatico, che afferma che al Papa "è stato impedito di parlare". I fatti dicono che è stata una scelta del Papa, che evidentemente non gradiva le tensioni venutesi a creare, non un'imposizione da parte di qualcuno. Credo che al pontefice sia capitato altre volte di parlare in luoghi dove non tutti gradivano la sua presenza, quindi non vedo dove fosse il problema. La questione posta sulla libertà di parola non è mai stata posta all'inverso. I professori hanno espresso il loro dissenso all'invito del rettore ed erano liberi di farlo. Così come il Papa era libero di partecipare, e non farlo è stata una sua decisione. L'immagine che tutto il mondo sta avendo dell'Italia in questi giorni è quella di un paese sommerso da i rifiuti. Per fortuna non è dappertutto così, se è vero come è vero che la regione Veneto sta studiando una pubblicità, progresso verrebbe da dire, per sottolineare che il Veneto non è la Campania. Ma il problema dei rifiuti è molto più generalizzato e diffuso di quanto si pensi, non riguarda solo il popolo campano, in "emergenza" ormai da 15 anni. Anche in altre regioni, come nel Lazio, la situazione rischia di farsi pesante. La colpa, checchè se ne pensi, non è da imputare al povero ministro Pecorario Scanio, da molti additato come colpevole, ma a ritardi che si sono protratti negli anni, sotto ogni tipo di governo. Forse qualche responsabilità in più, nel caso specifico, ce l'hanno i dirigenti regionali campani, ma il problema è[...]



La Divina Commedia - L'Opera

2008-12-09T09:03:42.257+02:00

(image)
In scena nella zona di Tor Vergata a Roma fino a Febbraio questa revisitazione in forma di musical dell'immortale opera del poeta toscano. Si inizia subito male. Le sedie sono scomodissime, che in confronto quelle del campeggio sono poltrone, non facilitano uno stato d'animo consono alla rappresentazione. Subito si capisce che il titolo è quantomeno esagerato. Non di Opera di tratta ma di musical, con i cori tristemente registrati a ricordarcelo. Il primo atto scorre fluido, anche se le musiche iniziano ad essere ripetitive. Non troppo moderne le composizioni, che si avvicinano più al canto gregoriano che alla musica contemporanea. Sarà stata sicuramente una scelta, quella dell'autore, Monsignor Marco Frisina. Solo nel momento dell'arrivo al cuore degli inferi spunta qualche chitarra elettrica. Sarà un caso, ma questo accostamento Satana-musica metal fa un po' sorridere. Incontrati i personaggi più importanti dell'inferno, Ulisse, Paolo e Francesca, il Conte Ugolino, si passa alle ultime 2 cantiche, concentrate entrambe nel secondo atto. A questo punto le musiche diventano sempre più ripetitive e e l'unico sobbalzo, nel vero senso della parola, lo offrono i ballerini-acrobati, unico vero spunto di novità. Una versione della Divina Commedia non indimenticabile, anche se la bravura degli attori e dei ballerini è indiscutibile. Suggestivi i costumi,anche se a volte troppo semplici, e molto bella e funzionale la scenografia girevole. Mi aspettavo qualcosa di più innovativo, forse, e son rimasto deluso. Un'occasione persa.



Bianco e Nero

2008-12-09T09:03:42.361+02:00

(image)
Nuovo film per Cristina Comencini, e nuovo tuffo nella commedia sentimentale all'italiana. Stavolta i protagonisti sono gli onnipresenti Fabio Volo (che pensa di essere l'artista completo di cui avevamo assoluto bisogno) e Ambra Angiolini, che in una volta ci fa ricredere sulle buone impressioni sulle sue capacità recitative, dopo il convincente Saturno Contro. Il tema dell'intolleranza razziale, nell'Italia dell'aumento dell'immigrazione dai paesi extraxomunitari, è interessante e attuale. Il taglio scelto dalla sceneggiatura è, però, troppo distante dalla realtà. I personaggi sono troppo accennati, quasi caricaturali, e l'ambientazione borghese-chic, nella quale la famiglia della protagonista ha una cameriera di colore, assolutamente distante dalla realtà del nostro paese. Ci si poteva aspettare un "Indovina chi viene a cena" all'italiana, ed invece ci ritroviamo a vedere la solita commedia fatta di urla, tradimenti e riappacificazioni. Piccola partecipazione per Katia Ricciarelli, in un ruolo, quello della madre del protagonista, divertente e simpatico. Se voleva essere una critica sociale, non ha di certo colto nel segno, anche se per certi versi, dipinge un ritratto di una certa beneficenza ipocrita che si sta diffondendo. Della serie, aiuto le popolazioni più in difficoltà, basta che non vi entri in contatto direttamente. Meglio mantenere le distanze. E su questo, anche questo film, qualche spunto di riflessione lo offre.



Io sono Leggenda

2008-12-09T09:03:42.416+02:00

(image)
Nuovo one-man-show per Will Smith, che dopo Io-Robot e La Ricerca della felicità si ripresenta con un altro ruolo di protagonista assoluto. Stavolta non ci troviamo di fronte ad un film esistenziale, ma ad una vicenda apocalittica, di quelle che tanto piacciono a l pubblico americano e non solo. L'idea per la trama viene dal romanzo horror omonimo di Richard Matheson, che affrontava il tema dei vampiri da un punto di vista originale. L'ultimo uomo sulla terra che combatte una feroce minaccia. Ma questo romanzo è soltanto il punto di partenza. La storia del sopravvissuto dopo lo sterminio e successiva trasformazione dell'umanità in vampiri, causata da un virus, prende uno sviluppo e arriva a conclusioni pratiche ed ideologice totalmente differenti. Messo da parte il confronto, forse improponibile, con il testo originale, il film ci affascina, però, con effetti speciali molto coinvolgenti e con vedute di una New York desolata e deserta, davvero da brivido. Questa è probabilmente la parte migliore del film, che per il resto scorre con la solita morale scontata dell'eroe salva-mondo, tanto cara a molta cinematografia d'oltreoceano. Smith tiene lo schermo con efficacia, ma sembra affaticato, quasi stanco di alcuni ruoli, sempre uguali a sé stessi.



La Bussola d'Oro.

2008-12-09T09:03:42.720+02:00

(image)
Puntuale come le tasse, anche quest'anno a Natale è arrivato il film fantasy destinato al grande pubblico, con i soliti ritardi imposti dalle imprese di sitribuzione. Interpreti di primo piano come Nicole Kidman e Daniel Craig rendono la pellicola sicuramente "di cartello". Purtroppo il riscontro del pubblico pare sia stato non eccelso, nonostante le ottime premesse, quali una storia interessante, tratta dal libro di Stephen Pullman, Northern Lights, e una produzione faraonica, in quanto ad effetti speciali e cura dei dettagli. Le ottime premesse sono state tradite da un film che mette molta carne al fuoco, ma lo fa in maniera estremamente confusa, lasciando nello spettatore un senso di inconpiuto. Forse non si è voluto approfondire troppo il tema per lasciare il film più "politicamente corretto" possibile. Ed è stata proprio questa mancanza di coraggio e una sceneggiatura a volte un po' macchinosa, che fanno perdere l'interesse per questa pellicola. Il finale aperto è di quelli che lasciano l'amaro in bocca, visto che lo scarso successo ci impedirà, forse, di assistere ad un seguito. Kidman sotto tono e molta frenesia nella storia, ma pochissimi eventi di sostanza.



La luce

2008-12-09T09:03:42.811+02:00

(image)
A volte mi sento triste e stanco. Una sensazione strana mi pervade. Vorrei scappare da me stesso. Non riesco più a riconoscere l'immagine che lo specchio mi restituisce. Un estraneo che mi guarda e scruta nel mio profondo, distruggendo ogni certezza, logorando la base della mia esistenza. Mi sento svuotato, privo di valore. Paralizzato, privo di energie.


E' questo il male di vivere? Il sentirsi incapaci di affrontare la realtà?


Tra inettitudine e pessimismo navigo instabile in acque sconosciute. Mi sono lasciato trasportare dalle onde. Non ho deciso la rotta da seguire, né tantomeno sforzato di seguirne una. Troppo lontano dalla costa per tornare indietro. Troppo distante dalla terra ferma, per riaccendere la speranza. Una luce è apparsa in lontananza e mi ha fatto capire dove sono. Ora non mi basta più stare a galla. La terra ferma mi aspetta. Ma devo decidere io il percorso per raggiungerla, non le correnti marine. Le onde alte non devono spaventarmi, la fatica neppure. La luce potrà spegnersi, ma la rotta è disegnata. Una nave sola in mezzo al nulla.



Felicità e denaro.

2007-11-29T13:07:59.683+02:00

Il quesito è banale e stranoto: I soldi danno la felicità? Ci stavo riflettendo in questi giorni, forse non avendo di meglio da fare... La società occidentale ha stabilito le regole della nostra vita per noi. Ne siamo permeati fin dalla nascita e durante la formazione della nostra personalità non possiamo prescindere dagli influssi che ci vengono dall'esterno. Il mondo in cui viviamo richiede a ciascuno di noi di stare all'interno di certe strutture sociali. Il primo inquadramento che abbiamo è il nostro lavoro, da quello siamo identificati e in quello siamo tenuti ad avere successo, perché ci hanno insegnato le serie di oltreoceano, costruite sull'ideale del sogno americano, che per essere felici bisogna essere "di successo". Ed una delle caratteristiche del successo è quella di riuscire a trarre dal proprio lavoro il massimo dei guadagni, quindi molti soldi. Sono questi che fanno la differenza tra la felicità e l'infelicità. Non voglio dire che non sia vero, anzi. Voglio solo sottolineare il fatto che non ne servono un'infinità per essere felici. Bastano quelli sufficienti per una vita dignitosa. Oltre spesso possono anche diventare un peso, un'eccessiva responsabilità, fonte di stress per chi non abbia la capacità di gestirli. Con questo non voglio dire che non servano, ma solo che non devono costituire lo scopo essenziale della nostra vita. Se dal lavoro che ci piace (questa è ciò che giudico importante, trascorrere le giornate facendo qualcosa che ci piaccia almeno un po') riusciamo a ricavare il massimo guadagno tanto meglio, ma credo che questo non debba mai andare a discpito del resto della nostra esistenza, la famiglia, gli affetti, gli amici.



La malattia del secolo (scorso?)

2007-11-29T13:08:13.685+02:00

In questo post vorrei parlare della malattia del secolo. L'Aids, direte voi. No, la depressione, che nel mondo occidentale colpisce una vasta parte della popolazione. E' il mare oscuro, su quale si interrogano numerosi esperti, psicanalisti, psicologi e psichiatri. La psicanalisi sta diventando un moda (anche la televisione ed il cinema aiutano a diffonderla), mentre i farmaci antidepressivi o calmanti sono entrati nella nostra vita di tutti i giorni. Molti iniziano a curarsi con loro e si ritrovano poi a dover fare i conti con una difficile dipendenza. Perché, pur se venduti legalmente in farmacia, queste medicine sono in realtà droghe a tutti gli effetti. Non voglio fare un discorso generale e dire che sono inutili, ma credo che se ne debba far risorso con minore frequenza e facilità. Negli Stati Uniti alcuni psicofarmaci sono stati somministrati anche a bambini, per curarli dalla sindrome di iperattività. Credo che quando ci si rivolge anche ai bambini ci vuole la massima cautela e attenzione. Ma non è questo il punto. La società di oggi ci vuole forti, scattanti, vincenti, pieni di energie e non ci concede tregua perché chi si ferma è perduto. Tutto ciò si trasforma in molto stress, che si accumula in noi e poi esplode magari in concomitanza di un evento traumatico. E data la facilità con cui questo oramai può avvenire, la depressione si sta diffondendo sempre più. Ci sono diverse teorie che distinguono le origini di questo male tra endogene ed esogene. Prima di iniziare una cura per squilibri chimici, direi che è meglio ricercare all'esterno, per escludere ogni altra possibilità. Sono a questo punto mi sembra giusto che un farmaco posso essere somministrato. Ma non sono un medico e esprimo solo il mio punto di vista.
Le droghe legali che si vendono in farmacia sono tanto diverse da quelle con cui si sballano i ragazzi il sabato sera? Penso che spesso questa società sia ipocrita e ci fornisca dei modelli che dobbiamo seguire a tutti i costi, anche rovinando la nostra vita. Il fumo e l'alcol hanno effetti devastanti per la salute ma sono legali e diffusissimi, così come calmanti o sonniferi. Di ogni cosa occorre considerare la giusta prospettiva e magari riflettere sulle influenze o sui condizionamenti che continuamente riceviamo e che ci danneggiano.



I Castelli Animati

2008-12-09T09:03:42.987+02:00

(image)
Dopo undici anni di presenza sul territorio che dà il nome alla manifestazione, i Castelli Romani perdono il festival di Animazione fondato e diretto dal giornalista Luca Raffaelli. La dodicesima edizione, dal 28 Novembre al 2 Dicembre, si svolgerà, infatti, per la prima volta, negli studi di Cinecittà Campus, abbandonando il cinema Modernissimo di Genzano. Nel corso degli anni, questo festival ha portato alle porte di Roma esponenti molto importanti dell'animazione mondiale, tra i quali i giapponesi Rin Taro e Isao Takahada, Peter Lord e il nostrano Bruno Bozzetto. Il concorso nelle sue varie sezioni ha dato visibilità ad un settore della cinematografia che in Italia non è mai riuscito a decollare, e che, invece, all'estero sta vivendo un momento di fulgore, anche grazie alle innovazioni portate dalla Computer Grafic. Anche quest'anno, (il programma dettagliato non è ancora disponibile) saranno presentatati corto e lungometraggi provenienti da tutto il mondo, che si contenderanno i premi nelle varie sezioni. Come negli anni passati vi saranno importanti personaggi, come il regista del film dei Simpson e interessanti interventi. Da spettatore ho partecipato alla manifestazione molte volte e mi sono divertito a vedere film in anteprima, interessanti conferenze e cortometraggi in concorso. Ricordo molte anteprima, da Mononoke Hime, anime giapponese, a Galline in Fuga, dai creatori di Wallace and Gromit e la divertentissima conferenza con cui Bruno Bozzetto presentò il famoso Italia e Europa. Spero che anche quest'anno gli eventi siano interessanti e che il festival abbia quel minimo di risalto che merita.



Resident Evil - Extinction

2008-12-09T09:03:43.074+02:00

(image)
Arriva nelle sale italiane anche il terzo episodio della serie di film tratti dal famoso video gioco sui non-morti. La protagonista è ancora la modella Milla Jovovich, che impersona il progetto di modifica genetica di una industria senza scrupoli, la Umbrella Corporation. Se nel primo episodio della serie, il più riuscito, a mio parere, l'azione si svolgeva nei sotterranei segreti dei laboratori chimici e nel secondo in una sola città, ora il set è costituito da tutto l'ovest americano. Questo allargamento di orizzonti è dovuto al diffondersi rapido e distruttivo dell'epidemia che trasforma gli esseri trapassati in non-morti, zombie appunto, voracissimi di carne umana. Come per il secondo episodio, anche in questo caso siamo di fronte ad un film videogioco, costituito essenzialmente da scene spara-spara, anche se in questo caso si intravvede qualche sviluppo ulteriore della trama, che comunque rimane scarna e approssimativa. E il finale, al solito apre per gli episodi successivi, in una strana estensione megalomane. Lotte all'ultimo sangue, sparatorie, corse spettacolari, ingegneria genetica, mutazioni, questi gli ingredienti di questo film d'azione.



I'm back!!!

2007-11-09T19:10:32.748+02:00

Più di un mese senza pubblicare un post? Che vita piatta che ho... :-p!!

Dopo tutto questo tempo non so davvero da dove cominciare. Ci sarebbero un sacco di cose interessanti di cui parlare...

Data la fase di stanca cinematografica (non sta uscendo un film decente ultimamente.. o sono io troppo distratto? Oh, se avete consigli fatevi avanti, o miei lettori!!), non ho trovato neppure un film da recensire. Ora che mi ricordo sono andato a vedere Resident Evil 3 ultimamente, quindi aspettatevi una bella recensione sul film video-gioco con la supermodellona sempre mezza nuda!!

L'attualità è davvero piatta. Che posso dire? L'informazione non merita più il mio interesse. Da quando i giornali non fanno altro che parlare di Mastella mi viene l'orticaria al solo sfogliarne uno. Ma è possibile che certa gente faccia parte del parlamento e del governo italiano? Stiamo ogni giorno peggio e non si fa altro che parlare di idiozie, sui giornali ed in televisione. Dei problemi reali ( non so il costo assurdo delle case dovuto alla speculazione edilizia, il precariato e la perdita del potere d'acquisto... solo per fare due esempi che mi stanno molto a cuore..) nessuno parla. Troppo occupati con le inutili beghe politiche e con i morbosi casi di cronaca, come insegnano ogni sera Vespa e Mentana. Ma una sana inchiesta su qualcosa di veramente interessante? L'altra sera, ad esempio, ci sono stati 3 programmi fotocopia, con lo stesso tema, praticamente in contemporanea. Si parlava del'argomento del momento, l'immigrazione straniera. Ha iniziato Ilaria "bella-voce" D'amico, col suo Exit. Subito dopo da Mentana c'erano Casini e Rutelli e da Vespa Fini e Fassino, che dicevano tutti le stesse cose e sfruttavano il momento solo per avere visibilità. Davvero una scena triste, soprattutto rivedere Gasparri in televisione. Evviva la varietà televisiva!! Ma in fondo ciò che conta è vendere spazi pubblicitari, non fare giornalismo degno di questo nome!!

Dopo questa filippica (:-p) chiudo con un consiglio su un libro. "L'elogio dell'ozio", saggio di Bertrand Russell. Il titolo incuriosisce e appena l'avrò finito vi farò sapere qualcosa.



I Simpson - Il film.

2008-12-09T09:03:43.414+02:00

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Arriva finalmente anche in Italia (non capirò mai le strategie delle nostre case di distribuzione, che spesso ritardano le uscite in maniera poco sensata), la puntatona dei personaggi gialli dei cartoons più famosi nel mondo. Inizio veramente imperdibile, con una serie di particolari esilaranti, in perfetto stile Simpson. Poi la storia si dipana come in uno dei soliti episodi della lunghissima serie. Ma la maggiore lunghezza permette di inserire molti più elementi e diversificare le vicende. Gli autori, in questo caso, cavalcano l'onda del neo-ecologismo che si sta diffondendo in tutto il mondo, incentrando la vicenda sul corretto smaltimanto dei rifiuti. Sprinfield potrebbe essere qualsiasi super-inquinata città d'America (non è un caso che gli autori abbiano dato questo nome a simpson-ville, dato che appartiene a più di 10 città negli Stati Uniti). A noi verrebbe in mente una situazione simile molto più vicina a casa nostra. I vari membri della famiglia conservano tutte le loro esilaranti caratteristiche e alcune trovate, come quella sul maiale, sono davvero geniali. Irriverenti il giusto (Swarzenegger presidente è una frecciatina niente male) ma ancora sulla linea del politically correct. Lontani dagli scorrettissimi Griffin, ma sufficientemente graffianti.



Funeral party

2008-12-09T09:03:43.543+02:00

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Commedia in perfetto stile inglese. Questa è forse la definizione migliore per questo divertente film, nel quale il comico si mescola al grottesco, nella migliore versione della commedia degli equivoci. Un susseguirsi di trovate assurde ed esilaranti, battute fulminee e improvvise rendono il ritmo serrato, pur trattandosi di un fil molto "teatrale". E' dalle relazioni familiari che, di solito, si riescono a tirar fuori le situazioni più divertenti. Quale migliore occasione per mettere in contatto tutto il parentado di un funerale? E' per l'appunto per l'estremo saluto al padre che il protagonista si ritroverà in casa tutta la famiglia, zii, cugini, e soprattutto il fratello scrittore di successo che lui vorrebbe essere. Una serie di circostanze e di scoperte sulla vita del defunto, porteranno il funerale ad allungarsi a dismisura, mal sopportato persino dal pastore che lo sta celebrando.Finalmente un film intelligente, ben scritto e recitato in maniera impeccabile.



Dayone

2007-09-21T15:24:07.282+02:00

Eccomi di nuovo qui a riflettere su me stesso a cercare di reinventarmi. Obiettivo? Non perdermi nel mare del mondo. Sapere dove inizia e dove finisce la mia individualità. Continuare un percorso che sia solo mio. Perseguire i miei scopi nella vita. Sto perdendo il controllo di tutto questo. Troppi pezzi del puzzle non collimano più. Ho sempre pensato che la vita fosse una ricerca ed un cambiamento continui, ma non mi sono mai soffermato a riflettere su quanto questo continuo evolvere e mutare di ciò che mi circonda mi destabilizzi e mi tolga sicurezza. Ma è la sfida quotidiana che vivo, che sento e che voglio. So che soffrirò, perlopiù, e che sarò felice, molto più di rado. Ma tutto questo fa parte di me, del mio modo di essere costruttivo e disfattista, allegro e malinconico, incredibilmente vitale e altrettanto depressivo. Bipolarità, schizofrenia, chiamatela come volete, ma io sono tutto questo. Ma fino a quando resisterò senza mai una certezza, una sicurezza su nulla? A volte penso di essere io a non volerle queste certezze, a cercare in tutti i modi come provocarmi dolore. Entro nei tunnel consapevole di ciò che mi aspetta. La mancanza di incoscenza è forse il problema. So a cosa andrò incontro ma non per questo lo evito. Anzi, faccio di tutto per peggiorare le cose, pur non volendo. Questa è la parte peggiore, la consapevolezza di tutto ciò che accade, non riesce ad impedire alla volontà di agire, nonostante si conoscano già gli effetti che tali azioni avranno.



Lavavetri sì o no?

2007-09-13T16:38:36.312+02:00

Si è fatto un gran parlare sui giornali nelle ultime settimane della vicenda dei lavavetri. Tutto è cominciato dalla presa di posizione del sindaco di Firenze, mosso da alcuni fatti verificatosi nella sua città, ad emettere dei provvedimenti riguardo coloro che ad ogni semaforo in tutte le grandi città si avvicinano alle auto per pulirne i vetri. A Firenze, infatti, si sono verificati alcuni episodi di aggressione ai danni di automobilisti, che, evidentemente avevano rifiutato l'offerta di pulizia del parabrezza. Successivamente a questa presa di posizione, sindaci di altre città italiane hanno mostrato di pensarla alla stessa maniera, proponendo di vietare l'attività dei lavavetri ai semafori. Vivendo a Roma, conosco perfettamente il fenomeno, che insieme a quello dei ragazzi che aiutano a fare benzina ai distributori e ai parcheggiatori abusivi, vengono associati dall'opinione pubblica, all'immigrazione. Ed è appunto qui che sorge il problema, nonostante sia palese che ci siano anche italiani, seppur in minoranza, a svolgere queste attività. La nostra società e forse anche la nostra mentalità, non sono ancora pronte ad accettare l'immigrazione massiccia dai paesi africani e asiatici che si sta verificando negli ultimi anni. La nostra non è mai stata una società né multiculturale, né multirazziale ( né tantomeno multireligiosa, ma questo è un terreno minato che mi porterebbe troppo lontano). Ora che si stanno affacciando comunità etnicamente diverse, con usi e costumi propri, non siamo ancora in grado di accettarle e di assorbirle perfettamente. A causa di questo "timore dello straniero", tali notizie fanno molta presa sull'opinione pubblica, complici i giornalisti che a volte si impegnano a gonfiare gli eventi per creare l'interesse. Come dimenticare i casi di Novi Ligure e di Erba. Per entrambe le stragi, all'indomani dell'accaduto, i mezzi di stampa gridarono allo straniero colpevole (nel primo caso si parlò di una banda di Slavi, nel secondo si diede per colpevole il compagno tunisino di una delle vittime). La verità, in entrambi i casi, era un'altra e le stragi erano, per così dire tutte italiane. Lungi da me minimizzare il fenomeno dei lavavetri e di tutte queste attività abusive che quotidianamente creano problemi alla civile convivenza. Evidentemente il fenomeno più grave è quello dei parcheggiatori abusivi, che, a Roma in una maniera esponenziale, taglieggiano letteralmente gli automobilisti con la sottintesa minaccia di danneggiare l'autovettura appena parcheggiata. Quello che mi sorge spontaneo pensare è che però, in questi casi di microcriminalità evidente e alla luce del sole, ci sia un lassismo generalizzato delle autorità e delle forze dell'ordine, che preferiscono lasciar correre, pur essendo a conoscenza di tutto.



Shrek Terzo.

2008-12-09T09:03:43.796+02:00

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E' appena arrivato al cinema il terzo film della fortunata serie che ha come protagonista in simpatico e burbero orco delle favole. Grande rischio di ripetersi e di ricadere sempre nelle stesse trovate comiche altissimo. Ed in parte centrato. Si ripetono i personaggi e anche le battute segnano il passo, pur nello sforzo di inserire i protagonisti sempre in nuove avventure. Stavolta si richiama vagamente la storia di Re Artù. L'idea intelligente e ben gestita di fondo, però, rimane. Una parodia delle favole, retaggio culturale di tutto il mondo, propagandate per anni dai film di animazione, Disney in testa, non può che unire tutti e avere un grande successo. I personaggi "spalla" continuano a far ridere e a reggere il ritmo del film. Strepitosi il gatto con gli stivali e le parodie delle protagoniste delle favole. Dalla sonnolenta Bella Addormentata alla cattiva e vanitosa Biancaneve. L'ondata di film in computer grafica continua. I costi più contenuti rispetto all'animazione tradizionale permettono la produzione di un numero di film sempre maggiore. Il pubblico di questi spettacoli, dunque, si allarga, anche se i nostri cinema continuano ad essere per lo più affolati da rumorosi bambini.



Vita quotidiana.

2007-09-13T16:37:35.360+02:00

Tornato dalle vacanze, mi sentivo carico e pronto per affrontare con decisione la ritrovata quotidianità. Erano stati giorni molto belli e rilassanti che mi avevano permesso di riappropriarmi della mia dimensione, grazie alla lontananza dallo stress e dai problemi. Non so come, ma queste sensazioni sono presto svanite, lasciandomi un senso di vuoto e di insicurezza per il futuro. Cambiamenti rapidi, eventi improvvisi e nuove preoccupazioni sono riuscite facilmente a destabilizzare quello che pensavo essere un equilibrio quantomeno stabile. Il senso di agitazione e inadeguatezza mi ha portato anche ad un allontanamento dall'azione, che si è riflettuto anche sul blog, nel quale non riuscivo più a trovare la voglia di scrivere. Proprio queste sensazioni negative si stanno rivelando, invece, estremamente positive. Una nuova rabbia, un nuovo vigore sta nascendo in me. Non avevo mai sentito prima, come ora, la necessità di esprimermi nella mia completezza. Non ho più intenzione di lasciarmi condizionare da chi e cosa mi sta intorno. Non ho più intenzione di stare a guardare. Sento la necessità di modificare il mio approccio verso il mondo e di ridisegnare il rapporto con chi mi circonda. Niente stravolgimenti, solo alcuni ponderati cambiamenti di rotta. Anche se non è detto che non giunga in questo modo a sconvolgere tutto.



Vecchio post...

2007-08-20T22:35:08.684+02:00

Ritornato per aggiornare il blog, mi è venuto in mente un vecchio post che ho scritto ma che poi ho cancellato... Lo voglio pubblicare di nuovo. Il tema era interessante e, avendo avuto molto tempo per stare da solo e riflettere negli ultimi giorni, lo sento vicino al mio stato d'animo. Ecco il contenuto:

"E' inutile affannarsi per tenerci accanto le persone, in fondo siamo e restiamo sempre soli..."

Può sembrare una osservazione pessimistica, e forse lo è, ma aiuta a non farsi troppi problemi. E' l'osservazione di una realtà. La solitudine dell'uomo di fronte alla vita e l'inutile affanno quotidiano per dimenticarsi di tale verità. Si passa la vita a cercare di ingannare il tempo che passa e a tentare di entrare in contatto con ciò o chi ci possa far sentire meno soli di fronte al mondo. Poi spesso ci si accorge di quanto tutti questi sforzi siano solo dei palliativi momentanei. Ma questa truffa contro il tempo non è assolutamente sbagliata. Basta non ingannare se stessi. Perché rifuggere ciò che ci fa stare bene e che non danneggia nessun altro, solo perché non appartiene a certi canoni dettati dall'esterno? Alla fine siamo solo noi a dover decidere cosa è meglio per noi. Ho sempre preferito un attimo di felicità all'inutile ricerca della stabilità.


Forse si legge pessimismo tra le righe, ma non credo che fossi particolarmente depresso quando l'ho scritto. Forse mi crogiolavo soltanto in una sensazione di straniamento. Forse viaggiavo distante dai contesti reali, tentando di generalizzare.
Sono uscito da due settimane in cui ho attraversato due opposti estremi, il caos di Barcellona, dove ho conosciuto gente nuova e rivisto cari amici di un passato non tanto lontano, contrapposto alla quiete e tranquillità solitaria della mia casa in montagna. Queste due esperienze antipodiche mi hanno fatto riflettere su quanto, spesso la solitudine sia solo una condizione mentale e non uno stato contingente. Mi è capitato di sentirmi più solo tra la moltitudine che popola la Rambla in Agosto che tra i castagni e le pecore delle montagne del Sannio.