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Ultimi articoli di Universo On Line



 



Pressione arteriosa alta: il potassio negli alimenti la abbassa
Ci sono diversi rimedi per la pressione arteriosa alta ma la dieta, stando attenti a limitare il sale e a migliorare l'apporto di potassio (K), è sicuramente la strada più naturale che si possa intraprendere. Ormai da tempo si sa che un eccessivo apporto di sale nella dieta incide sull'ipertensione arteriosa, una condizione fisica che incrementa notevolmente l'insorgenza di malattie cardiovascolari quali ictus e infarto. Proprio per ridurre i rischi cardiovascolari i cardiologi consigliano di limitare l'apporto di sale nell'alimentazione. Le persone con la pressione arteriosa alta dovrebbero però mangiare anche più frutta e verdura. Stando ai dati di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della University of Southern California, anche adeguati livelli di potassio possono infatti aiutare a combattere l'ipertensione. I risultati dell'indagine sono stati pubblicati sull'American Journal of Physiology - Endocrinology and Metabolism (Cardiovascular benefits associated with higher dietary K+ vs. lower dietary Na+: evidence from population and mechanistic studies - Doi: 10.1152/ajpendo.00453.2016).



Correre per dimagrire e allungare la vita di 3 anni
Iniziare a correre per dimagrire è un buon proposito, la costanza nel running potrebbe però offrire un ulteriore beneficio oltre alla perdita di peso. Un'ora di corsa, ripetuta con una media di due volte a settimana, in 40 anni potrebbe donare complessivamente circa tre anni di vita in più rispetto a chi ha una vita sedentaria. Per allungare l'aspettativa di vita non bisogna essere degli assidui podisti, secondo quanto scoperto dai ricercatori della Iowa State University basta anche una corsa sporadica, 2 volte a settimana, con un'andatura moderata senza affanno. I benefici ci sarebbero anche per i runner che bevono alcolici e/o fumano, ovviamente questi due vizi riducono le aspettative di vita rispetto al resto della popolazione ma l'attività fisica contrasta in parte la perdita di anni. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Progress in Cardiovascular Disease (Running as a Key Lifestyle Medicine for Longevity - Doi: 10.1016/j.pcad.2017.03.005).



Frutta per diabetici e per prevenire il diabete
Quali sono le indicazioni sulla frutta per i diabetici? Diversi persone con diabete pensano che la frutta debba essere mangiata con molta moderazione per via dell'elevato contenuto di zuccheri, questo può essere vero solo per alcuni frutti ma non bisogna fare l'errore di bandirla in toto dalla propria dieta. Già in passato altre ricerche hanno dimostrato che la frutta è importante anche per i diabetici, ora nuovi dati rimarcano la sua importanza ed evidenziano che può essere addirittura utile a prevenire alcune complicanze della malattia. Oltre ad aiutare le persone diabetiche, mangiare abitualmente frutta può contribuire anche a prevenire il diabete. Il legame fra frutta e diabete è stato esaminato nel corso di uno studio i cui dati sono stati pubblicati su Plos Medicine (Fresh fruit consumption in relation to incident diabetes and diabetic vascular complications: A 7-y prospective study of 0.5 million Chinese adults - Doi: 10.1371/journal.pmed.1002279).



Ricerca sul fumo, danni delle sigarette causano una morte su 10
Una ricerca sul fumo evidenzia che, a livello mondiale, circa una morte su 10 è causata dalle sigarette e, più in generale, dal tabacco. Si stima che ogni anno muoiano quasi 6,4 milioni di per-sone a causa del fumo, ben la metà di queste morti sono concentrate in quattro paesi: Stati Uniti, Russia, Cina e india. L'informazione emerge dal Global Burden of Disease Study 2015 (GBD 2015), un'indagine condotta da un gruppo di ricerca internazionale che ha analizzato, tra il 1990 e il 2015, la diffusione del vizio del fumo. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet [Smoking prevalence and attributable disease burden in 195 countries and territories, 1990-2015: a systematic analysis from the Global Burden of Disease Study 2015 - Doi: 10.1016/S0140-6736(17)30819-X].



Gravidanza e alimentazione: cibi da evitare
Perché bisogna evitare alcuni cibi in gravidanza? Il tipo di dieta seguita nei nove mesi di gestazione non solo influisce su un corretto sviluppo del bambino, può anche incidere in maniera significativa su futuri problemi di salute. Sono numerose le ricerche che hanno individuato una correlazione tra l'alimentazione della madre in dolce attesa e la probabilità di malattie nei figli, un nuovo studio ha indagato sui problemi correlati ad un eccesso di grassi e zuccheri. I risultati della ricerca, condotta da un gruppo di scienziati dell'Università di Cambridge, sono stati pubblicati sul Journal of Physiology (A Western-style obesogenic diet alters maternal metabolic physiology with consequences for fetal nutrient acquisition in mice - doi:10.1113/jp273684).



Tumore al polmone: aspettative di vita e metastasi
Guarire dal tumore al polmone non è ancora un traguardo alla portata di tutti, rispetto al passato le aspettative di vita sono però aumentate considerevolmente. Grazie a una scoperta italiana, frutto di uno studio coordinato da Rita Mancini (del Dipartimento di Medicina Clinica Molecolare della Sapienza Università di Roma), si è individuato il meccanismo alla base della propagazione delle cellule staminali del tumore al polmone. Un processo che favorisce le recidive, il ripresentarsi della neoplasia a distanza di tempi più o meno lunghi, e le metastasi. Le nuove informazioni sono molto importanti perché potrebbero contribuire a bloccare alcuni processi cellulari aumentando le probabilità di sopravvivenza dei pazienti. La ricerca, sostenuta anche dall'Associazione italiana per la ricerca sul cancro Airc, è stata portata avanti grazie alla collaborazione di diverse istituzioni quali ad esempio l'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Oncogene (Stearoyl-CoA-desaturase 1 regulates lung cancer stemness via stabilization and nuclear localization of YAP/TAZ - Doi: 10.1038/onc.2017.75).



Sintomi Alzheimer: depressione possibile spia della malattia
Depressione come sintomo dell'Alzheimer incipiente, l'origine della malattia potrebbe nascondersi nell'area del cervello associata all'umore e non a quella della memoria. La perdita di memoria è probabilmente il sintomo più evidente e noto della patologia, un aspetto che ha portato a ipotizzare che l'origine della malattia risiedesse nell'area dell'ippocampo. Stando ai dati di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Fondazione Santa Lucia Irccs, dell'Università Campus Bio-Medico di Roma e del CNR, l'origine dell'Alzheimer sembrerebbe essere localizzata nell'area ventrale tegmentale (VTA). Si tratta di un'area, situata nei pressi della linea mediana sul pavimento del mesencefalo, costituita da un gruppo di neuroni dopaminergici in grado di processare le emozioni provenienti dall'amigdala. I risultati dell'indagine sono stati pubblicati su Nature Communications (Dopamine neuronal loss contributes to memory and reward dysfunction in a model of Alzheimer's disease - Doi: 10.1038/ncomms14727).



Irisina per dimagrire e prevenire diabete e obesità
L'irisina, nota anche come l'ormone dello sport, non solo aiuta a dimagrire ma, agendo sul metabolismo, contribuisce a prevenire anche obesità e diabete. I dati di una ricerca coordinata dall'Università Statale di Milano hanno evidenziato che i livelli di questa molecola, più alti nei soggetti che svolgono attività fisica, sono collegati all'insorgenza delle malattie metaboliche. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Journal of Diabetes Research (Irisin: A Potential Link between Physical Exercise and Metabolism-An Observational Study in Differently Trained Subjects, from Elite Athletes to Sedentary People - Doi: 10.1155/2017/1039161).



Fratture ossee e alimentazione: calcio e vitamina D
Per prevenire le fratture ossee da anziani, quando il rischio è più alto sopratutto nelle donne in menopausa, bisogna stare attenti all'alimentazione fin da bambini. Due sostanze sono molto importanti per la salute delle ossa: la vitamina D e il calcio. Per quanto riguarda la vitamina D basta esporsi alla luce del sole dai 10 ai 30 minuti al giorno, il periodo di esposizione varia perché alcune caratteristiche individuali variano con l'età: 200 unità al giorno dopo il 20°mese, da 400 a 600 negli adulti e fino a 800 dopo i 70 anni. Se ci si espone regolarmente alla luce del sole non c'è bisogno di nessun integratore di vitamina D, tale supplemento è infatti necessario solo in caso di una reale carenza che sarà valutata dal medico dopo la lettura del referto delle analisi del sangue. Il livello di vitamina D viene in molti casi espresso utilizzando le Unità Internazionali (UI), in altri casi il valore può però essere riportato in microgrammi. Per agevolare un'eventuale interpretazione dei livelli riportiamo le due equivalenze: 1 UI corrisponde a 0,025 mcg mentre 1 mcg di colecalciferolo corrisponde a 40 U. Per quanto riguarda il calcio, le principali fonti alimentari sono il latte e i suoi derivati. Un buon apporto del minerale lo si ha mangiando formaggi, yogurt e altri prodotti ottenuti dalla fermentazione del latte.



Mal di pancia nei bambini: cosa fare prima di andare dal medico
Prima di cercare un rimedio per il mal di pancia è importante capire se il dolore addominale è legato a errori alimentari, alla tensione emotiva o ci sono delle cause più serie come ad esempio un'appendicite. Un aiuto, per capire quando è il caso di allarmarsi e quando invece si può risolvere senza dover andare dal medico, ci arriva da Italo Farnetani, pediatra e Professore Ordinario di Pediatria presso la Libera Università degli Studi di Scienze Umane e Tecnologiche di Malta. Il dolore addominale è uno dei motivi più frequenti per il quale i bambini vengono portati dal pediatra. Secondo alcune indagini, circa il 10-15 per cento delle visite pediatriche sono riconducibili a questo disturbo.