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Come lavare i denti: gli errori da evitare
Lavarsi i denti può sembrare un'azione banale, ci sono però alcuni errori che potrebbero influire sull'igiene dentale e la salute di bocca e gengive. Prima di vedere come lavare i denti in modo corretto, vediamo di sfatare alcuni falsi miti dell'igiene orale. Per aiutarci in questo compito partiamo da alcune informazioni date in occasione di un incontro organizzato dall'Associazione Nazionale Dentisti Italiani (Andi). L'evento "Vivi sano‚ mantieni la tua bocca in salute", dedicato alla prevenzione, si è tenuto presso la sede dell'Enpam (Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri).



Tumore al seno HER2 positivo e risposta ai farmaci
L'efficacia della terapia utilizzata per curare un tumore al seno può dipendere anche dalle caratteristiche genetiche del cancro. Nel corso di uno studio, condotto presso i laboratori del Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze della Salute dell'Università di Torino, si è scoperto un nuovo possibile marker tumorale (la proteina p140Cap) che potrebbe aiutare a personalizzare le cure oncologiche. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Nature (The scaffold protein p140Cap limits ERBB2-mediated breast cancer progression interfering with Rac GTPase-controlled circuitries - Doi: 10.1038/ncomms14797).



Proprietà del tè e predisposizione Alzheimer
Alcune proprietà del tè, di qualsiasi tipo si tratti (verde, nero, bianco o rosso), sembrerebbero contrastare il declino cognitivo e specifiche forme di demenza come l'Alzheimer.



Dieta: cause mal di testa e rimedi
Le cause del mal di testa possono essere diverse e, di conseguenza, sono diverse le soluzioni per combattere il disturbo. La cefalea rappresenta uno dei dolori più comuni al mondo e tutti, in maniera più o meno intensa, nel corso della vita sperimentano questo disturbo anche diverse volte. Alcune persone lamentano un mal di testa forte al punto tale da incidere in maniera invalidante sulla loro vita, trovare un rimedio per evitare il problema, o comunque ridurne considerevolmente l'intensità, è quindi molto importante. In diversi casi di cefalea la dieta potrebbe giocare un ruolo importante, un legame rilevato in numerosi studi epidemiologici. Vincent Martin e Brinder Vij, due ricercatori dell'università di Cincinnati, hanno condotto una meta analisi passando in rassegna oltre 180 ricerche che hanno individuato una correlazione tra dieta e mal di testa. I risultati dell'indagine sono stati pubblicati sulla rivista Headache, The Journal of Head and Face Pain(Diet and Headache - Doi: 10.1111/head.12953).



Proprietà del caffè: demenza senile e Alzheimer
Tre tazzine di caffè espresso, un quantitativo che si può bere tranquillamente in un giorno, contribuiscono a prevenire il declino cognitivo e la demenza senile. Già in precedenza altri studi avevano evidenziato potenziali effetti benefici per il cervello, derivanti dalla bevanda nera tanto amata dagli italiani, altre due ricerche confermano tali ipotesi e forniscono nuove informazioni. Il primo studio, coordinato da Mark A. Espeland, è stato pubblicato sulla rivista The Journals of Gerontology, Series A: Biological Sciences and Medical Sciences (Relationships Between Caffeine Intake and Risk for Probable Dementia or Global Cognitive Impairment: The Women's Health Initiative Memory Study - Doi: 10.1093/gerona/glw078).



Migliorare la memoria senza integratori ne farmaci
Farmaci e integratori per migliorare la memoria potrebbero non essere necessari, essa può infatti essere potenziata semplicemente ascoltando alcuni suoni durante il sonno. Vuoti e perdita di memoria sono più frequenti superata una certa età, prima di ricorrere ad altri rimedi si potrebbe però provare ad ascoltare lo scorrere dell'acqua mentre si dorme, suoni di questo tipo contribuiscono, in alcuni casi, a triplicare le performance mnemoniche. Questa è la conclusione di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Northwestern University di Chicago (Usa). I risultati dell'indagine sono stati pubblicati su Frontiers in Human Neuroscience (Acoustic Enhancement of Sleep Slow Oscillations and Concomitant Memory Improvement in Older Adults - 10.3389/fnhum.2017.00109).



Esame del sangue per tumori
Un esame del sangue per scoprire un tumore prima della comparsa dei primi sintomi del cancro è in fase di studio. Si tratta una tecnica diagnostica che potrebbe essere più precisa dell'attuale biopsia liquida. Già da qualche tempo si sente parlare di biopsia liquida, un'alternativa alla biopsia chirurgica (un metodo abbastanza invasivo ma che attualmente rappresenta la tecnica più accurata per effettuare una diagnosi) che prevede un semplice prelievo di sangue venoso al posto dell'analisi del tessuto tumorale. Un gruppo di ricercatori, dell'Università della California di San Diego (Stati Uniti), ha trovato un nuovo modo per diagnosticare un tumore analizzando un campione di sangue. I risultati forniti dall'esame non si limitano però solo a questo, tramite essi si può anche individuare la parte del corpo dove si sta sviluppando la neoplasia. Alcuni dettagli del funzionamento di questo innovativo metodo diagnostico sono stati pubblicati su Nature Genetics (Identification of methylation haplotype blocks aids in deconvolution of heterogeneous tissue samples and tumor tissue-of-origin mapping from plasma DNA - Doi: 10.1038/ng.3805).



Tumore al seno, meno rischi con dieta mediterranea
L'alimentazione svolge un ruolo importante nella prevenzione dei tumori, la dieta mediterranea contribuisce ad esempio a prevenire una delle forme più aggressive di tumore al seno (tumore alla mammella ER/PR negativo). La maggior parte dei tumori al seno presentano sulla superficie delle cellule dei recettori per gli estrogeni, per il progesterone o per entrambi. Fino a quando non si esegue l'esame istologico, su un frammento di materiale prelevato nel corso dell'intervento chirurgico o di una biopsia, non si sa che tipo di tumore si deve affrontare. Nei casi in cui la neoplasia risulti estrogeno e/o progesterone positivo, si può optare per una cura che agisca su questi livelli ormonali, nei casi in cui il tumore non presenti questi recettori (negativo ai recettori di estrogeni e progesterone) non si può invece applicare la terapia ormonale. Grazie a uno studio durato oltre vent'anni, condotto da un gruppo di ricercatori del Maastricht University Medical Centre di Maastricht (Paesi Bassi), si è però scoperto che un regime alimentare ricco di olio d'oliva, frutta, verdura, pesce, cereali, ecc., alimenti tipici della dieta mediterranea, può ridurre addirittura del 40 per cento l'insorgenza del tumore al seno legato agli ormoni. I risultati dell'indagine sono stati pubblicati sull'International Journal of Cancer (Mediterranean diet adherence and risk of postmenopausal breast cancer: results of a cohort study and meta-analysis - Doi: 10.1002/ijc.30654).



Aspirina e gravidanza: prevenire aborti spontanei ricorrenti
In presenza di aborti spontanei ricorrenti un quarto di aspirina, circa 81 milligrammi di acido acetilsalicilico, potrebbe favorire il concepimento e il buon esito della gravidanza. Dietro a un aborto spontaneo ci sono diverse cause e l'evento è tutt'altro che raro, basti pensare che statisticamente la gestazione non prosegue in una percentuale variabile tra il 10 e il 25 per cento. Nei casi in cui vi è la perdita di tre o più gravidanze consecutive prima della ventiquattresima settimana, si parla di aborti spontanei ricorrenti. Già in passato altri studi avevano rilevato un potenziale beneficio derivante da una terapia a base di aspirina, nuovi dati sembrano confermare l'utilità di un basso dosaggio quotidiano di acido acetilsalicilico per prevenire la perdita del bambino. I risultati dell'indagine sono stati pubblicati sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism(Preconception low-dose aspirin restores diminished pregnancy and live birth rates in women with low grade inflammation: a secondary analysis of a randomized trial - Doi: 10.1210/jc.2016-2917).



Diagnosi Parkinson e Alzheimer mediante nanocristalli
La diagnosi di Parkinson e Alzheimer non sempre è facile quando ancora si trovano in uno stadio iniziale, una tecnica innovativa sembrerebbe però in grado di identificare le due patologie quando le proteine che le caratterizzano sono presenti ancora in quantità molto ridotte. Un gruppo di ricercatori dell'Istituto di fisica applicata (IFAC-Cnr), in collaborazione con alcuni colleghi dell'Istituto di microelettronica e microsistemi (Imm-Cnr), ha messo a punto una tecnica in grado di identificare piccoli segnali utili per diagnosticare precocemente alcune malattie neurodegenerative. Un risultato molto importante perché, nonostante non esistano ancora delle cure risolutive, si possono sottoporre i pazienti a trattamenti in grado di rallentare il decorso della malattia. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Acs Nano (Site-Selective Surface-Enhanced Raman Detection of Proteins - Doi: 10.1021/acsnano.6b07523).