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Unaltravoce di Ornella De Zordo



Il blog politico di Unaltracittà/Unaltromondo, a partire dalla sua esperienza all'interno del Consiglio comunale di Firenze. Partecipa anche tu!



Updated: 2014-10-01T08:06:28.523+02:00

 



Arrivederci sul nuovo sito perUnaltracittà, vi aspettiamo!

2010-01-20T09:28:17.823+01:00

(image) [vistate il nuovo sito www.perunaltracitta.org]

Care lettrici, cari lettori,

dal marzo 2006 questo blog ha prodotto idee e brevi editoriali sulla politica cittadina e nazionale. E' stato il mio punto di riferimento per mettere nero su bianco, senza l'urgenza tipica del comunicato stampa, quanto ho creduto necessario scrivere sui più svariati temi.

L'esperienza di Unaltracittà/Unaltromondo si è conclusa nel giugno 2009, con la nascita della lista di cittadinanza perUnaltracittà.

Da oggi, quindi, i contenuti del blog Unaltravoce sono stati trasferiti sul nuovo sito che trovate all'indirizzo www.perunaltracitta.org, che abbiamo pensato in modo tale da farvi confluire tutte le notizie, i comunicati, le prese di posizione mie e del gruppo a Palazzo Vecchio, dal 2004 ad oggi, provenienti dai siti www.unaltracittaunaltromondo.it (oggi chiuso) e unaltracitta.blogspot.com (che chiudiamo con questo post).

Il nostro lavoro continua. Non perdetelo!
Ci trovate su
www.perunaltracitta.org!

Vi aspettiamo.
Ornella De Zordo



La stazione fantasma

2010-01-07T18:49:53.325+01:00

Il capoluogo toscano sta per conoscere uno degli interventi infrastrutturali più importanti. Il passaggio della Tav sostenuto da Regione, Governo e Ferrovie – ma non dall’attuale sindaco – prevede un doppio tunnel di circa 8 km con annessa enorme stazione sotterranea: uno scatolone lungo 400 metri e profondo 25. Per un appalto da 1 miliardo e 400 milioni di euro e 12 anni di lavori. Malgrado la motivata avversione di comitati, geologi e urbanisti, niente sembra fermare un progetto avallato da più di 15 anni di accordi, anche se privo delle necessarie verifiche tecniche. I lavori propedeutici sono già cominciati, ed hanno già provocato le prime lesioni nelle case adiacenti. Eppure qualche dubbio ci deve pur essere, se ancora non si sa dove e quale stazione verrà realizzata: sono innegabili i problemi idrogeologici e ambientali su cui responsabili si stanno incartando. In origine c’era il progetto definito “squalo”, sostituito poi da quello dalla stazione di Foster. Adesso sentiamo parlare di “Foster-light” spostata di qualche centinaio di metri, di un nuovo progetto a Campo di Marte. Tutto pur di non adottare l’unica soluzione che risolverebbe ogni problema: un passaggio in superficie con un sistema di stazioni – come elaborato da un gruppo tecnico dell’Università di Firenze – che non solo non crea impatto ma che può essere realizzato nell’arco di 3 anni. C’è un problema: riduce i costi a un decimo e rappresenta uno smacco per chi, come Regione Toscana e Governo, hanno da sempre spinto per la sotterranea. Solo per questo stiamo rincorrendo fantasmi che quando prenderanno corpo saranno comunque devastanti per questo territorio.



Una firma per salvare i senzatetto

2010-01-07T18:49:26.515+01:00

Basta un'ordinanza. Non serve altro che un'ordinanza del sindaco ad assicurare la sopravvivenza dei senza fissa dimora nelle prossime ore, quando su Firenze scenderà una micidiale cappa di gelo. Poche parole, nero su bianco, con cui Matteo Renzi può obbligare i gestori delle stazioni ferroviarie a tenere aperte le sale d'aspetto durante la notte, per farvi dormire chi è senza una casa. La stiamo aspettando da settimane questa ordinanza, insieme naturalmente alle associazioni e ai gruppi che operano in difesa dei diritti umani e che da anni sono impegnati anche sullo spinoso tema della residenza, che il Comune concede, ad oggi, discriminando chi non decide di affidarsi ai servizi sociali. Sono oltre 500, infatti, le persone in stato di estremo disagio che vivono per le strade di Firenze, quando i posti letto messi a disposizione dall'amministrazione sono appena 150. Nei giorni scorsi abbiamo contribuito all'appello in cui si chiede al primo cittadino di far intervenire anche la Protezione Civile. Abbiamo anche chiesto che il Prefetto si attivi nel reperire edifici dismessi e inutilizzati dove accogliere temporaneamente, anche di giorno e non solo per dormire, i tanti senza dimora della città. Due anni fa moriva assiderato tra i binari di Campo di Marte Pal Surinder, un giovane immigrato in cerca di fortuna nella nostra città, incapace di accoglierlo anche nei giorni più duri dell'inverno. Il sindaco di allora non c'è più. Vediamo se Renzi si mostrerà all'altezza della situazione. In fondo basta una firma.



Emergenza carcere in Comune

2009-11-16T09:13:54.891+01:00

E' emergenza sempre più grave nel carcere fiorentino di Sollicciano. E non tutto dipende dai Ministeri romani o dalle leggi dello Stato. Qualcosa può fare anche l'amministrazione comunale. Anzi molto di più di quello che si pensa. Proprio in questi giorni Palazzo Vecchio sta discutendo una mozione presentata da perUnaltracittà - ma predisposta dalla rete di movimento "Liberarsi" - per impegnare il sindaco a mettere in atto tutte le azioni di sua competenza previste dalle normative e mai realizzate. Si chiede che attraverso la Società della salute si attui una verifica costante e un miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, che si vigili sul passaggio della sanità penitenziaria al servizio sanitario nazionale, che si intervenga con efficacia sulle politiche di reinserimento dei detenuti nella realtà del territorio per poter consentire misure alternative e sistemazioni temporanee a fine pena, che si favorisca l'inserimento lavorativo dei detenuti ammessi al lavoro esterno come anche il processo di reinserimento degli ex detenuti. L'atto sollecita anche il potenziamento dell’Ufficio del Garante dei Detenuti e la predisposizione di contatti permanenti con gli enti e associazioni per legare l'istituzione carcere alla realtà del territorio. Per far questo è necessario anche potenziare l'Ufficio carcere del Comune di Firenze. Si tratta di azioni basilari, ma che possono migliorare la vita a svariate centinaia di persone (1008 le presenze ad oggi, a fronte di una capienza per 680). Il carcere non può e non deve essere considerato come un corpo estraneo, ma uno dei diversi luoghi di cui si compone la nostra città. E che vi vengano rispettate condizioni umane e salvaguardati i diritti riguarda tutti i cittadini, in primis il primo cittadino.



Torna l'allarme inquinamento in città

2009-11-12T15:53:50.607+01:00

Il 15 novembre si svolgerà a Firenze la domenica ecologica. Non ci sarà il blocco del traffico a cui eravamo abituati ad assistere in queste giornate: soltanto piazza della Repubblica e il Parco delle Cascine saranno off-limits a mezzi pubblici e privati a motore. Al di là dei provvedimenti “mediatici”, o di sensibilizzazione al tema, ci chiediamo però quali siano i provvedimenti concreti che la giunta intende adottare per affrontare in città uno dei problemi più seri: lo smog. Dopo la pedonalizzazione di piazza Duomo, infatti, a Firenze sono di nuovo aumentati gli sforamenti del limite di pm10 registrati dalla centralina di viale Gramsci. Autobus, taxi, ma anche mezzi privati devono ora passare per i viali, e il risultato è che l'inquinamento raggiunge limiti allarmanti. Una situazione che conferma le nostre preoccupazioni. Al 30 ottobre 2009 erano già 63 i giorni di superamento di pm10, quando il limite consentito è di 35 giorni all'anno di sforamento della soglia di 50 microgrammi per metro cubo fissati dall'Unione Europea e dal governo italiano. Si tratta di una questione seria: non è un caso che l'ex sindaco Domenici e il presidente della Regione Martini siano stati accusati di 'getto di cose pericolose' e coinvolti in un processo che è tutt'ora in corso. In un contesto del genere ci chiediamo cosa aspetti la giunta ad agire urgentemente in uno dei campi che gli amministratori pubblici sottovalutano di più: la tutela della salute pubblica dei cittadini.



Urbanistica, le parole non ci bastano più

2009-11-06T10:33:11.075+01:00

La gravità della situazione nella gestione urbanistica della città sta emergendo in tutta la sua portata, dopo che per anni si è cercato di non vedere e di non sapere. Non si può limitare tutto alla sola responsabilità individuale, sulla quale peraltro sta indagando e indagherà la Magistratura. E' necessario un giudizio politico su un sistema che ha consentito si formasse un gruppo di potere efficiente che per anni, nella gestione del territorio, ha saldato la cosa pubblica e gli interessi privati. E che in tutti questi anni e ha prodotto i "casi" Castello, Multiplex, Quadra. Nessuno può dire che non sapeva. Da parte nostra, come anche da parte di comitati e singoli cittadini, sono stati fatti atti precisi di denuncia per richiedere la dovuta trasparenza in situazioni oscure. Se davvero la nuova amministrazione Renzi vuole prendere le distanze da chi lo ha preceduto, lo dimostri azzerando il Piano strutturale di Biagi e il Regolamento edilizio di Bartoloni. Nell'immediato, occorre accogliere gli atti che oggi abbiamo presentato e che chiedono di sospendere in via cautelare tutte le deliberazioni e le varianti urbanistiche, Dia e Permessi a costruire ancora in itinere riferibile alla Quadra srl, nonché i cantieri edilizi ancora aperti e progettati o riferibili alla società finita sotto l'inchiesta “Le mani sulla città”. Non ci bastano dunuque, da parte del sindaco, le sole assicurazioni sulla trasparenza dell'amministrazione comunale. Alle parole devono seguire i fatti.



Vicina alla Comunità delle Piagge

2009-10-30T19:39:41.807+01:00

Oggi pomeriggio alle 18 sarò in Piazza dei Ciompi. E' lì infatti che persone, gruppi, associazioni si sono date appuntamento per decidere insieme come sostenere la Comunità delle Piagge, dopo che don Alessandro Santoro è stato strappato alla sua gente dal vescovo Giuseppe Betori. La colpa del prete è quella di aver celebrato il matrimonio tra Fortunato e Sandra, un matrimonio tra due persone credenti, già sposate con rito civile da 26 anni, ma che per la gerarchia cattolica devono scontare una colpa imperdonabile: la sposa, Sandra, che per lo stato italiano è donna a tutti gli effetti, fino a 30 anni fa era un uomo.

Sarò in Piazza dei Ciompi, e poi domenica alle 11 anche alle Piagge per l'ultima messa di Santoro, perché mi sento estremamente vicina alle opere e alle attività a vantaggio degli “ultimi” portate avanti dalla Comunità, ma anche perché in questa vicenda mi sembra di cogliere un dato allarmante, che investe i diritti di tutti/e noi, credenti o non credenti. Il vescovo ha intimato infatti ad Alessandro Santoro di lasciare anche tutte le sue cariche sociali che ricopre all'interno dell'associazione di volontariato Il Muretto e delle cooperative Il Cerro (inserimenti lavorativi) e Il Pozzo (educativa). E' un fatto gravissimo, perché colpisce il diritto di un cittadino italiano alla libera associazione garantito dall'articolo 18 della Costituzione. Si tratta evidentemente dell'ennesima ingerenza cattolica negli affari italiani.



No a Renzi, coerenti nell'alternativa

2009-10-26T10:37:31.415+01:00

In questi giorni nel Consiglio comunale fiorentino si è discusso e votato il programma di mandato del nuovo sindaco PD, “l'enfant prodige” Matteo Renzi. Le linee per i cinque anni di governo cittadino non si differenziano dal programma presentato in campagna elettorale, né avrebbero potuto farlo. Al di là dell'apparente nuovismo renziano, di una eccezionale capacità comunicativa e di un dinamismo presenzialista che non apparteneva al precedente governo Domenici, si rintracciano le continuità con il passato. Basti citare la volontà di costruire un nuovo inceneritore, il progetto di una mega-circonvallazione interrata sotto le colline, il rifiuto di considerare il passaggio in superficie per l'Alta velocità come alternativa al devastante doppio tunnel sotto la città; e ancora, la mancanza di strumenti per risolvere l'emergenza abitativa, le insufficienti proposte in tema di lavoro e accoglienza, la chiusura sui diritti e sul principio di laicità, come anche i modelli di gestione dei servizi pubblici a partire dall'acqua. Ho quindi confermato il mio voto contrario contrapponendo altre scelte per la città. Del resto, abbiamo un mandato preciso, che ci viene dalle migliaia di persone che ci hanno votato proprio in quanto alternativi a Renzi e al suo programma. Stupisce invece che l'opposizione rappresentata dai partiti della sinistra, pur essendosi presentata solo pochi mesi fa come decisamente alternativa a Renzi, abbia deciso di astenersi e addirittura di sottolineare gli aspetti positivi del programma del sindaco. Ma si sa, a noi liste di cittadinanza sfuggono sempre di più le logiche di chi sta ai vertici dei partiti. Anche di sinistra.



Multiplex: che fine farà l'edificio di Novoli?

2009-10-23T12:24:43.531+02:00

Il dissequestro dell'edificio di via Forlanini, originariamente destinato a Multiplex e galleria commerciale, pone una questione centrale: non è che alla fine nessuno sarà ritenuto responsabile dell'abuso che è stato commesso? Secondo le notizie riportate dalla stampa, infatti, il Gip avrebbe stabilito che l'Immobiliare Novoli ha agito in "buona fede", fuorviata da comportamenti ed atti comunali. L'illecito è acclarato, ma pare profilarsi una sostanziale non responsabilità degli operatori, mentre il falso in atto pubblico ipotizzato dal Pm a carico del responsabile del procedimento per conto del Comune di Firenze, è prescritto. Siamo di fronte a procedure irregolari, a cantieri fermi per un anno. E di chi è la responsabilità? Di certo la vicenda mostra ancora una volta la gestione negativa dell'urbanistica da parte dell'ex assessore Biagi e di tutta la precedente amministrazione, che ha provocato danni gravissimi al territorio fiorentino ad al senso stesso di correttezza e trasparenza nei comportamenti amministrativi. E c'è poi un'incertezza su quello che sarà. Ci auguriamo che alle dichiarazioni del sindaco rispetto all'indisponibilità dell'amministrazione di mantenere sale cinematografiche nell'area seguano presto i fatti. In un contesto del genere sarebbe quantomeno curioso se in via Forlanini ripartissero i cantieri per il Multiplex. Ci aspettiamo piuttosto che Renzi prenda in considerazione l'ipotesi di destinare quell'immobile ad usi di utilità pubblica e sociale. Ricordando anche la vicinanza con il polo universitario che di spazi destinati a attività culturali beneficerebbe non poco.



Acqua salata a Firenze

2009-10-19T13:06:00.783+02:00

A Firenze si pagano per l'acqua le tariffe più alte d'Italia. A rilevarlo sono le ricerche effettuate negli ultimi giorni da autorevoli associazioni indipendenti. Secondo il dossier di Cittadinanzattiva a Firenze la spesa media annua per la bolletta dell'acqua nel 2008 è di 378 euro, a fronte di una media nazionale pari a 253 euro, e con un incremento della bolletta del 7,4% rispetto al 2007. Ancor più critica la situazione secondo le cifre di Altroconsumo, che addirittura indicano una spesa media annua 448 euro. Firenze è così in cima alla classifica delle città più care: nella nostra città l'acqua costa il 300% in più rispetto a Milano, ad esempio. Inoltre, la riduzione nel 2009 della fascia di tariffa agevolata ha comportato la spalmatura degli aumenti tariffari su un numero più ampio di nuclei familiari, coinvolgendo così anche quelli con minore capacità di reddito. Si tratta di una situazione inaccettabile: non si possono pagare cifre del genere per un bene di prima necessità. Né si possono giustificare con la qualità dell'acqua, come tenta di fare Publiacqua, la società che gestisce il servizio idrico. In realtà Publiacqua ha presentato nell'ultimo bilancio un utile di esercizio di circa 8 milioni di euro (che si assommano ai 5 dello scorso anno), destinati ampiamente alla remunerazione dei soci tra cui i soci privati industriali. E' questo il risultato del modello di gestione affidato ad una "Società per Azioni", guidato dalla multinazionale Acea. Occorre rivedere da subito la gestione privata, perché l'acqua è e deve rimanere un bene comune fondamentale e, come ormai sappiamo, non può essere assoggettato ad interessi economici.



Studenti in difesa della scuola pubblica

2009-10-15T15:58:30.870+02:00

In questi giorni sono ripartite nelle scuole di Firenze (e non solo) le occupazioni. Si tratta di una protesta in difesa della scuola pubblica che ha ragioni da vendere, a dispetto di quel che scrivono alcuni “soloni” sempre pronti a bacchettare. I tagli indiscriminati della Gelmini, che sono rimasti intatti nella loro insensatezza, cominciano infatti a provocare pesantissimi effetti. Nonostante l'opposizione di tutto il mondo della scuola, insomma, l'offerta didattica è stata fortemente ridimensionata, l'affollamento nelle classi è ancora aumentato e molti servizi sono stati tagliati. A questo si aggiungono i danni che causerà il ddl Aprea, che consentirà l'entrata dei privati nella gestione delle scuole, fino a condizionare l'organizzazione della didattica e l'offerta formativa. Gli studenti non solo hanno ragione, ma stanno anche dimostrando maturità, con attività informative e culturali, gestione degli spazi oculata nella stragrande maggioranza dei casi e un alto livello di informazione e di critica. Spesso sono anche sostenuti da una parte consistente del corpo insegnante, che del resto è colpito anch'esso pesantemente. I docenti sono sempre più in difficoltà, per non parlare dei precari in perenne agonia. Le misure governative, da una parte tendono dunque a recuperare indiscriminatamente risorse, dall'altro puntano alla demolizione della scuola pubblica; un sistema forse troppo vivace, democratico e poco allineato. Ma che sopravvive, anche grazie alle lotte dei docenti e degli studenti, nonostante i difetti che pure mantiene.



Tunnel Tav: danni in anteprima

2009-10-12T12:17:45.836+02:00

I cantieri veri e propri non sono ancora partiti, ma l'anteprima dei danni provocati dagli scavi del nodo fiorentino dell'alta velocità è già ben visibile. Nella zona di Castello, dove si stanno realizzando alcune opere propedeutiche al tunnel che passerà sotto Firenze, sono apparse le prime crepe nelle abitazioni. Fessure sui muri, spaccature nei pavimenti, oltre a pozzi seccati. I geologi confermano che scavi di grande profondità e interventi sulla falda causano spesso danni di questo genere, specie laddove il suolo è vario. Proprio come quello di Firenze. Incombe anche su Firenze così l'incubo vissuto dai cittadini del Mugello prima – devastati dai danni della tratta Tav Firenze-Bologna – e da quelli di Bologna poi, dove sono state centinaia e centinaia le famiglie coinvolte fra danni strutturali, evacuazioni, allagamenti e inquinamento alle stelle. In questo contesto il Comune non può aspettare ancora per valutare con attenzione i rischi che potrebbe costituire dare il via ai lavori per il sottoattraversamento di Firenze. Così come deve farsi garante per assicurare ai cittadini danneggiati i dovuti risarcimenti. I rischi idrogeologici, come ha confermato lo stesso Osservatorio Ambienale locale, preoccupano molto. E' ora di dire “basta” a soluzioni improvvisate, che non hanno una pianificazione seria, e che non tengono conto dei rapporti costi-benefici. Che poi portano, oltre a conseguenze molto serie, anche allungamenti nei tempi e soprattutto nei costi dei lavori. A Firenze il movimento no-Tav si sta ampliando e vigilerà in maniera attenta sia con azioni amministrative che di piazza.



Rifiuti: Firenze cambi rotta

2009-10-12T12:18:56.751+02:00

Nei giorni scorsi la Regione Toscana ha presentato i dati sui rifiuti. Il Comune di Firenze raggiunge il 37,26% nella raccolta differenziata: un risultato pessimo per una città che ormai da molto tempo è al di sotto degli obiettivi minimi fissati. Le politiche cittadine in materia sono infatti totalmente deficitarie. Allo stato attuale gli amministratori locali si impegnano solo 'a parole', un po' per sentito dire, sulla green economy. Ma a quanto pare non hanno la più pallida idea di cosa significhi intraprendere azioni capaci di alleggerire la produzione di rifiuti, favorire il loro recupero e cancellare la pericolosa costruzione di inceneritori. La cosa più grave è che le buone pratiche nel settore non mancano, ma vengono ignorate: questo fa nascere il sospetto che dietro la loro incapacità in realtà si celi una sorta di cattiva fede, utile a favorire le grandi imprese che costruiscono gli inceneritori. Il Consiglio Comunale lunedì scorso ha approvato una mozione che impegna il sindaco ad anticipare l'abolizione dei sacchetti di plastica, già prevista a livello nazionale per il 2011. Si tratta di un segnale positivo, ma non può che essere un primo passo verso una gestione diversa dei rifiuti. Iniziative come l'abolizione delle buste non devono rimanere fini a sé stesse. Occorre intraprendere azioni a 360 gradi per ridurre i rifiuti ed incentivare la raccolta differenziata, iniziando dall'ampliamento della raccolta 'porta a porta', che già ha dato ottimi risultati nel borgo di Peretola.



Una strada per Ilaria

2009-10-06T20:06:47.357+02:00

In concomitanza con la manifestazione nazionale sulla libertà di stampa, il gruppo consiliare perUnaltracittà ha depositato una mozione perché Firenze dedichi una strada o una piazza alla memoria di Ilaria Alpi. L'impegno di Ilaria per far emergere la verità dei fatti rappresenta infatti al meglio lo spirito della libertà di stampa nella società contemporanea. La giornalista Rai fu barbaramente assassinata il 20 marzo 1994 a Mogadiscio, in Somalia, proprio mentre era inviata in un teatro di guerra civile: l'inchiesta giornalistica alla quale stava lavorando per il servizio pubblico italiano era probabilmente troppo scomoda per poter uscire. Ilaria metteva al centro dei suoi servizi lo sfruttamento delle popolazioni del Sud del mondo, il consumo incontrollato delle risorse, la guerra e gli interessi economici ad essa legata. Questioni oggi sempre più centrali e sempre meno dibattute dai mass media di tutto il mondo. Ecco perché il suo impegno era fondamentale per l'affermazione della verità, al servizio del sapere e delle culture tutte. Il coraggio con cui Ilaria Alpi ha interpretato la sua professione deve essere oggi un modello di riferimento per i giovani giornalisti e per la pluralità dell'informazione. Il rischio di un'informazione omologata, fatta soltanto per mezzo di veline e comunicati stampa, è oggi sempre più vivo, così com'è vivo il rischio di un imbavagliamento dei giornalisti. Nell'emergenza democratica che stiamo vivendo, intitolare una strada o una piazza alla memoria di Ilaria Alpi può essere un gesto simbolico con cui affermare l'importanza della sua azione e insieme la difesa della stampa libera, aperta, plurale.



In marcia per la pace

2009-10-06T20:05:52.245+02:00

Prende il via oggi in Nuova Zelanda la “Marcia mondiale per la pace e la nonviolenza”, organizzata dal movimento umanista. Un gruppo di persone provenienti da diversi paesi del mondo percorrerà in tre mesi 160 chilometri, attraverso sei continenti e circa 100 paesi portando simbolicamente la fiaccola della speranza per un mondo senza guerre, senza minacce nucleari, senza violenze. Firenze – da dove la marcia passerà l'11 novembre – festeggerà oggi, venerdì 2 ottobre, l'evento grazie all'importante sinergia fra enti pubblici e associazioni, con un convegno e una mega-festa in piazza Santissima Annunziata fino a tarda notte. Si tratta di una manifestazione molto importante che, in questo particolare momento storico, richiama l'attenzione sulla necessità di costruire una società più equa e aperta alle diversità. In un periodo di imbarbarimento della società fra respingimenti di clandestini, ronde e aggressioni omofobiche, si tratta di affermare i fondamentali principi della nonviolenza, sia essa fisica, economica, razziale, psicologica, religiosa, sessuale. Un tentativo concreto per cercare, attraverso la presenza e l'affratellamento delle persone, una strada verso un modo migliore. In questo contesto non si possono dunque dimenticare le decine e decine di guerre che ogni giorno producono vittime in tutto il mondo. E se l'Occidente vuol davvero perseguire l'obiettivo della Marcia deve evitare di anteporre, per una volta, gli interessi economici e geopolitici a quelli della vita umana.



Sollicciano: l'emergenza di tutta la città

2009-09-25T11:33:21.772+02:00

Sollicciano: la città si faccia carico dell'emergenza

Le condizioni di vita delle persone rinchiuse in un carcere sono un problema “invisibile” agli occhi della maggior parte di noi. Proprio per questo motivo, però, occorre tenere ancor più alta l'attenzione su una questione che riguarda i più elementari diritti umani. E che è molto più vicina a noi di quanto sembri. I detenuti del carcere di Sollicciano (come quelli di tantissimi altri penitenziari in Italia) vivono ormai da troppo tempo in una situazione che oltrepassa di gran lunga il limite della vivibilità. La struttura ha una capienza massima di 460 persone, ma oggi sono mille i detenuti reclusi. Una condizione causata soprattutto dalla mancata applicazione delle misure alternative di cui, per legge, molte categorie potrebbero godere. I problemi di Sollicciano riguardano anche la mancanza di condizioni igienico-sanitarie di base. Ecco perché da qualche tempo ci siamo attivati per chiedere l'intervento del governo cittadino. Proprio ieri a Palazzo Vecchio si è discusso di una mozione che abbiamo presentato perché l'amministrazione, nell'ambito delle proprie competenze, agisca per sopperire a questi problemi con azioni concrete. La proposta formulata è frutto del lavoro elaborato insieme a numerose associazioni e movimenti che si occupano del problema, mirato anche al reinserimento degli ex detenuti. Ci auguriamo che l'iter messo in atto produca importanti frutti, perché Firenze deve considerare Sollicciano come un corpo integrato nel territorio.



Firenze in prima linea nella lotta all'omo/transfobia

2009-09-20T12:54:38.120+02:00

All'indomani della manifestazione contro l'omo/transfobia (che ha avuto un grande successo) si è assistito a Firenze ad un atto vile e inaccettabile. L'aggressione nei confronti del giovane ragazzo in pieno centro ci apre gli occhi su un problema che oggi si manifesta in tutta la sua evidenza anche nella nostra città: secondo una ricerca condotta recentemente dalla Regione Toscana, il 27% degli omosessuali (o trans) hanno subito aggressione fisiche o verbali per la loro condizione di genere. E' per questo che Firenze è chiamata a reagire senza indugi a questa spirale di violenza. Ieri la commissione pace di Palazzo Vecchio ha approvato all’unanimità una mozione che va in questo senso e che chiamerà il Consiglio Comunale ad esprimersi lunedì prossimo. La nostra città potrà così assumere un impegno forte per essere in prima linea in questa battaglia. Si tratta di un segnale molto positivo. Secondo quanto richiesto da perUnaltracittà l'atto chiede di intervenire presso il governo perché proceda ad una modifica della legge Mancino, introducendo l’aggravante per i reati di omofobia e transfobia, e intraprenda reali azioni a tutela dell'incolumità delle persone Lgbt e al riconoscimento dei loro diritti. Inoltre, chiederemo anche che Firenze invii il Gonfalone del Comune alla manifestazione che si terrà a Roma il 10 ottobre. E sappiamo quanto siamo importanti i gesti simbolici nella società di oggi.



Il “Ramazza-Day” fiorentino

2009-09-11T14:08:00.559+02:00

Firenze da quest'anno ha il suo “Ramazza-Day”. Il sindaco Renzi ha indetto per i giorni scorsi una giornata dedicata alla pulizia della città, in cui ogni cittadino potrà dare il suo contributo. Un'iniziativa d'immagine che rischia di rimanere pura demagogia se, in generale, il Comune continuerà a non fare il suo dovere per affrontare concretamente il problema della pulizia a Firenze. Il tema dei rifiuti resta in città un problema molto serio: Firenze è da molto tempo ormai al di sotto degli obiettivi minimi fissati per la raccolta differenziata. L'amministrazione deve agire per ampliarla, adottare programmi per la riduzione dei rifiuti e allargare il 'porta a porta', che già ha dato ottimi risultati nel borgo di Peretola. Si tratta di sistemi che i cittadini hanno mostrato di gradire, e che consentirebbero, tra l'altro, consistenti sconti sulla tariffa. A dimostrarlo è il caso di Capannori, eccellenza italiana nella gestione dei rifiuti. L'impressione è che si stiano ritardando queste buone pratiche per far passare come inevitabile la scelta di costruire l'inceneritore, dietro cui si celano interessi da oltre cento milioni di euro, ma che risulterebbe dannosa per la cittadinanza. Si attendono impegni anche sull'eliminazione delle buste di plastica: è prevista nel nostro paese per il 2011, ma alcuni comuni stanno anticipando i tempi per dare un contributo fattivo nella difesa dell'ambiente. E' ovvio, nessuno di noi è contrario a spazzare le strade per rendere la città più decorosa. Ma senza impegni fattivi l'onda della pulizia passerà presto.



Casa, Multiplex e Tav: è tempo di scelte

2009-09-15T19:43:36.164+02:00

Lunedì riprendono i lavori del Consiglio Comunale. Riparte così la stagione delle scelte che decideranno il futuro della città. La pausa estiva non ci ha comunque “esentato” dall'impegno sui tanti temi caldi che saranno in discussione nelle prossime settimane. Le prese di posizione del nuovo sindaco su molti di questi hanno suscitato curiosità, perché, almeno a parole, hanno rappresentato una novità rispetto al passato. Renzi ha esplicitato ripensamenti su decisioni che sembravano irreversibili: in primis la Tav (dicendo tra l'altro le stesse cose che noi andiamo ripetendo da cinque anni), su cui sembra si sia aperto uno spazio per un'alternativa meno impattante e costosa. C'è poi tutta la questione dell'urbanistica: Firenze non può prevedere ulteriori cementificazioni, ma il recupero delle aree dismesse e l'aumento delle aree verdi. Discontinuità significherebbe anche trasparenza, che negli scorsi cinque anni è troppo spesso mancata. Come nel caso del Multiplex, che abbiamo già chiesto di trasformare in “Casa delle culture”, in connessione con il polo universitario. Fra i tanti temi non si può non citare l'emergenza casa. Occorre davvero riqualificare le migliaia di contenitori sfitti che ci sono per far fronte ad un dramma che sta coinvolgendo sempre più persone, e non solo quelle più povere. Noi continueremo a vigilare su ciò che succede in questa città, denunciando qualsiasi scelta venga presa nell'interesse di parte anziché di quello collettivo. E a fare proposte per una Firenze più vivibile.



Uno spazio non in vendita

2009-09-15T19:42:32.630+02:00

Nel centro di una città la convivenza tra residenti e commercianti, lo sappiamo, è uno degli obbiettivi più difficili da raggiungere. E quando si ottiene, un'amministrazione dovrebbe sostenere in ogni modo l'equilibrio raggiunto tra chi vuol dormire e chi vuole vendere, tra chi vive la città di giorno e chi di notte. Nel cuore storico di Firenze, nel rione di San Pierino, esercenti e residenti si sono uniti per la costituzione del “Comitato per la rinascita di San Pierino”, e per ricreare una socialità ormai perduta hanno chiesto al Comune di poter mettere sotto un arco pedonalizzato sedie e tavolini a disposizione di tutti e senza scopi commerciali. L'idea era di creare uno spazio di libera aggregazione rendendo l'area più sicura e facendo in modo che la gente del quartiere – anziani, ma anche giovani – ricominciassero a vivere per strada. Anche di notte. L'Amministrazione comunale ha completamente ignorato la richiesta e così commercianti e residenti hanno deciso l'autogestione dello spazio pubblico collocando di propria iniziativa tavoli e sedie. L'iniziativa ha riscosso successo ma gli esercenti della zona sono stati multati dai vigili urbani per aver “occupato” il suolo pubblico. Paradossale, perché proprio alla collettività veniva destinato quello spazio. Come è paradossale che vengano puniti cittadini che mettono in pratica una reale convivenza civile sulla base di un Regolamento denominato appunto “Norme di convivenza civile”. Ma il Comitato non demorde e prosegue nella sua battaglia. E vedremo se l'amministrazione comunale alla fine concederà al “Comitato per la rinascita di San Pierino” l'autorizzazione per mettere a disposizione di tutti lo spazio che è di tutti.



Tunnel AV: ultimo atto

2009-08-31T12:49:49.432+02:00

Finalmente ci siamo arrivati. Ci sono voluti più di dieci anni perché un organismo istituzionale (l’Osservatorio Ambientale) mettesse nero su bianco quello che da sempre ripetiamo: il tunnel sotto Firenze per la TAV è pericoloso per la sicurezza della città, dei fabbricati, dei monumenti. Queste cose erano state dette non solo da Unaltracittà, Idra, il Comitato contro il sottoattraversamento, PRC. Erano persino scritte a chiare lettere nei pareri tecnici usciti da uffici della Regione Toscana e dell’ARPAT fin dal 1998, tanto che nel 2003 l’ARPAT scrive che il progetto della stazione è così carente da essere addirittura non valutabile. Ma in tutto questo tempo le Amministrazioni, quella regionale in testa, hanno sempre deciso altrimenti, contraddicendo i loro stessi pareri: bisognava andare avanti, senza indugi, verso la Grande Opera più grande. E verso un appalto miliardario per la Coopsette di Reggio Emilia. Come nel Mugello: allarmi inascoltati, firme di assessori e presidenti in Conferenze dei servizi, disastro annunciato e puntualmente avvenuto.

A Firenze doveva andare in scena lo stesso copione, in nome dello Sviluppo, del Progresso, e degli Affari, naturalmente. Ora, all'ultimo atto, si è riaccesa qualche speranza di un finale diverso, ma qualcuno dovrebbe spiegare perché le prescrizioni del 1998, e poi del 2003, sono rimaste lettera morta; perché si è voluto andare all’appalto sulla base di un progetto così carente sul piano degli effetti ambientali da risultare invalutabile; e chi pagherà un progetto esecutivo che non doveva mai essere neanche iniziato. E sarà bene continuare a vigilare perché il finale sia davvero lieto e questa farsa non finisca in tragedia.




Carceri: diamo voce all'emergenza

2009-08-19T17:14:49.461+02:00

Il carcere fiorentino di Sollicciano è stato l'ulitmo teatro della diffusa protesta che negli ultimi tempi ha coinvolto i penitenziari di tutto il paese. Anche a Firenze, così, i detenuti hanno nei giorni scorsi ripreso l’iniziativa e la parola, comunicando all'esterno l'invivibilità di una struttura costruita per 460 persone e che oggi ne contiene oltre il doppio. Un carcere dove si sono suicidati in molti – l'autolesionismo è spesso l'unico mezzo per affermare la propria esistenza – e in cui tante sono state le morti per i ritardi nell'assistenza sanitaria. A Sollicciano la violenza è quotidiana: negli ultimi anni sono avvenuti a varie riprese pestaggi sistematici. Nessuno ha ancora fatto luce sulla morte di Niki Aprile Gatti, ventiseienne trovato senza vita il 24 giugno 2008 durante l'ora d'aria. (http://nikiaprilegatti.blogspot.com/). Parlamentari e consiglieri regionali hanno visitato molte delle strutture in tutto il paese, toccando con mano una situazione vergognosa. Per risolverla dovrebbero innanzitutto smetterla di usare la parola "sicurezza" come strumento di propaganda politica e abolire le leggi Bossi-Fini, Fini-Giovanardi, ex-Cirielli e la recente varata dal Ministro Maroni. Il “piano carceri” poi, applicato così com'è, risulta solo un inutile spreco di soldi. Bisogna puntare di più sulle misure alternative alla detenzione, sulle politiche sociali, sull'immediata abolizione degli ospedali psichiatrici giudiziari e delle carceri minorili. Ma niente di tutto questo sarà realizzato se un movimento ampio non tornerà a porre la questione sociale del carcere come prioritaria. Ed è dalla piena solidarietà con la lotta dei detenuti che bisogna partire.



Non cementifichiamo (anche) il Mugnone

2009-07-24T10:09:19.651+02:00

I lavori di messa in sicurezza del Mugnone per la realizzazione del sottoattraversamento Tav sembrano prospettare la cementificazione dell'alveo del Mugnone. Un'ipotesi che precluderebbe la sopravvivenza di flora e fauna, oltre che del torrente stesso. Questa città negli ultimi anni ha troppo spesso trascurato l'importanza che costituiscono il verde e la natura. Moltissime aree prima dedicate ad alberature, giardini, parchi, hanno lasciato lo spazio a costruzioni di vario genere. Per non parlare delle stragi di alberi che in questi anni sono state eseguite per lasciare campo libero alle cosiddette “grandi opere” cittadine. E sono molti altri i torrenti del bacino dell'Arno che avrebbero necessità di interventi di rinaturalizzazione, alcuni dei quali versano in condizioni naturalisticamente inaccettabili.

Quello dell'ultimo tratto del Mugnone è certamente il più urgente, visto che i lavori sono in corso. Occorre assolutamente che l'amministrazione comunale e l'Assessorato all'Ambiente si rendano conto della necessità di rinaturalizzare il fondo del fiume, anziché coprirlo di cemento. Soltanto così si potranno garantire funzioni importanti come l'ossigenazione dell'acqua e la formazione di pozze nei punti più profondi per evitare l'essiccamento totale nel periodo estivo. Tutto questo consentirà di mantenere la crescita spontanea della vegetazione, e di conseguenza un habitat per pesci, uccelli acquatici, anfibi. Un'operazione che, tra l'altro, non comporterebbe alcun aggravio di spesa.



Vigili o poliziotti?

2009-07-19T18:55:24.261+02:00

Nell'estate scorsa, quando fu approvato il nuovo Regolamento di Polizia Municipale per volere dell'allora assessore-sceriffo Cioni, Firenze finì sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. In nome di una presunta “civile convivenza” si prescriveva di multare chi mendicava (!), chi stendeva i panni alle finestre, chi legava le biciclette fuori dalle rastrelliere e persone colte nell'atto di compiere una molteplicità di azioni disparate, oltre a perquisire le borse di immigrati in barba ai diritti costituzionali. Ingiusto e demagogico, lo avevamo definito, perché colpiva i più deboli e perché risultava per molti aspetti inapplicabile a causa dell'infinita varietà di comportamenti sanzionabili, lasciati alla discrezionalità dei singoli agenti che avrebbero dovuto essere forniti di poteri superumani per decidere su due piedi e senza ausili di nessun tipo se il rumore emesso da un locale era accettabile o no, se il "disturbo" recato da una persona era ammissibile o no.

A distanza di un anno il Regolamento mostra un ulteriore limite, gravissimo, dovuto al fatto che i vigili urbani sono stati trasformati da garanti del rispetto del codice della strada a supporto alle forze dell'ordine per antidegrado e lotta alla prostituzione; e senza aver avuto nessuna formazione. Lo dicono gli stessi vigili, che in questo anno denunciano un aumento di incidenti sul lavoro del 20% ; si sono visti trasferire da autisti di assessori a pattuglie antidegrado senza mezzi né formazione. Ma per far emergere questo c'è voluto un incidente mortale: una diciottenne falciata da un'auto civetta passata a velocità col rosso e senza sirena. Ora non saremo più solo noi a chiedere la revoca del Regolamento.



Una tenda per l'Iran

2009-07-16T17:32:49.871+02:00

Da lunedì 13 fino a sabato 18 luglio in piazza della Repubblica è ben visibile una tenda bianca, corredata di materiale informativo sulla situazione in Iran. E’ un presidio di solidarietà con chi in quel paese sta manifestando per difendere il diritto di espressione e di voto. Sono diritti elementari, calpestati da un regime che non esita a usare la forza per reprimere qualunque forma di dissenso, che utilizza la tortura, applica la pena di morte e utilizza persino esecuzioni pubbliche come deterrente di massa. Un paese travagliato, dove alla fine degli anni ’70 “la dittatura della corona venne rimpiazzata dalla dittatura del turbante”, pieno di divisioni e di contraddizioni visto che alla definizione di “riformista” corrispondono sia i “mullah miliardari” sostenitori delle privatizzazioni, sia attivisti che lottano per i diritti umani.

Dopo le ultime tragiche elezioni politiche, Firenze ritrova la solidarietà per il popolo iraniano già dimostrata negli anni ’70 quando accoglieva numerosi studenti espatriati e iscritti alla sua Università. Grazie a una serie di associazioni e soggetti politici (SR,Centro delle culture, Unicobas, Partito Umanista, perUnaltracittà, Ireos, Comitato antirazzista Vite impegnative) non solo ospita la tenda bianca di solidarietà ma vi promuove ogni sera dibattiti, incontri, proiezioni. Fino a organizzare sabato pomeriggio una manifestazione nazionale “Con le donne e gli uomini in lotta per la libertà in Iran” (alle ore 16,30 in piazza San Marco). Non per sostenere questa o quella parte politica, ma perché non si debba ancora morire per esprimere le proprie idee e far sentire la propria voce.