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L'Informazione fuori e dentro la Rete



Last Build Date: Wed, 27 Dec 2017 13:55:03 PST

 



In libreria “Cento Farfalle e… più”: la raccolta poetica di Massimo Pinto pubblicata da Bastogi Libri

Wed, 27 Dec 2017 03:49:04 PST

“[…] La finestrella inquadra/ di luna argenteo il lume/ che illumina la roccia/ della casa di Dio. Di pietra è il mio giaciglio,/ ruvida la coperta,/ mentre tra me io prego/ che notturni piaceri/ non vengano a tentare/ il mio giovane corpo:/ occhi di brace e seni/ di fanciulla tra i fiori,/ che ergono il mio sesso./ Tutto ho compiuto ormai:/ mi addormento sereno./ Clemente il Buddha viene,/ tra le braccia mi prende/ e in volo mi conduce/ lassù, sempre più in alto,/ del Chomolungma in cima./ […]” ‒ “Il monaco tibetano”“Cento Farfalle e… più” è una raccolta poetica dell’autore Massimo Pinto, pubblicata nel 2017 dalla casa editrice Bastogi Libri. Abbiamo conosciuto l’autore nel 2016 con il romanzo “Il trono del padre ‒ L’innocenza”, uno spaccato della relazione esistente tra padre e figlio attraverso due momenti storici diversi: il 1950 a Roma ed il 1820 a Vienna nella corte di Napoleone Bonaparte. Inaspettata una raccolta poetica che mette in luce le simboliche vedute e l’ampiezza di spirito di uno scrittore che ha esordito in prosa con un romanzo di carattere storico ed antropologico/familiare.  “Cento Farfalle e… più” apre, successiva alla Prefazione di Massimiliano Grotti, con un consiglio per il lettore pronunciato in modo solenne dallo stesso Pinto: “Le poesie non dovrebbero essere lette rapidamente come un romanzo, tutte di seguito in fila; anzi sarebbe bene leggerne non più di tre o quattro nella stessa giornata, e su quelle soltanto soffermarsi a lungo sino a che non rivelino tutto ciò che debbono rivelare, che sarà diverso per ogni lettore. Soltanto dopo si dovrebbe andare avanti. Una per una sono poesie, una dopo l’altra un romanzo, come lo srotolare visivo di un “volumen” di una ipotetica colonna romana.” Un consiglio valido per tutti i versi che son stati scritti perché essi rappresentano l’essenza di un lungo e tortuoso dialogare del pensiero che il poeta opera incessantemente per mesi, anni.Nello specifico Massimiliano Grotti scrive: “Così, mentre la narrativa si rivela un viaggio verso altri mondi e realtà, la poesia si struttura come un lento cammino verso il proprio io interiore, spingendo l’uomo a ritrovare il senso di sé per ristabilire una naturale comunicazione con le cose e con i suoi simili, per indurlo a momenti di meditazione e di riflessione sulla temuta realtà e sul suo rapporto con gli altri. […] La poesia, difatti, è anche rispondere a quella voce interiore che proviene dal profondo, un richiamo intraducibile e ineffabile per mezzo della prosa ma che si concretizza mediante l’arte poetica. Il linguaggio diviene strumento attraverso cui, ancor prima di comunicare, si vuole esprimere uno stato e dove ogni agglomerato di vocali e consonanti, ogni parola può suscitare emozioni diverse in lettori e uditori differenti. Il poeta, così, utilizza le parole non per la mera comunicazione pratica bensì per esprimere una particolare condizione dell’essere, dell’anima.”“Cento Farfalle e… più” consta di tre parti denominate “I frutti acerbi sui rami”, “La messe matura” ed “ormai ingiallite, cadono le foglie”. Le liriche sono immerse in una pluralità di metro che riecheggia le pubblicazioni degli scorsi secoli, non è infatti abituale nella pubblicazione contemporanea trovarsi davanti un’opera che spazia dai versi liberi agli endecasillabi, ai decasillabi, ai novenari, ai settenari, ai senari, da strofe strutturate (eptastiche, cinquine, quartine, ecc.) a quelle libere, sino all’assenza di strofe, dall’assenza di rima alle rime baciate o alternate, dalla lirica compatta al poemetto, in un godibile, sapiente ed ispirato alternarsi, ove anche la forma diventa parte della sostanza. Esplorazione del verso, esplorazione della struttura che si impadronisce della parola sino alle viscere del simbolo. Nella Prefazione di Grotti, infatti, troviamo: “Optando talvolta per il verso libero, tipico di molta poesia contemporanea, talora per una metrica più tradizionale, il poeta impiega sillabe e versi n[...]



CASTELLABATE - LE FOTO DELLA GRANDE NEVICATA DEL 1895 . AGGIORNAMENTO METEO !

Wed, 27 Dec 2017 03:51:25 PST

CASTELLABATE - La Protezione Civile della Regione Campania ha diramato un'allerta meteo con conseguente criticità idrogeologica di colore Giallo, a partire dalla mezzanotte fino alle 23.59 di domani Dunque dopo la breve pausa di Natale con il sole un po ovunque ora torna il maltempo con pioggia e vento: ecco le previsioni. Su buona parte del territorio si registrerà una perturbazione che comporterà rovesci o temporali di  moderata intensità. Non mancheranno venti forti, con raffiche nei temporali e a mare agitato o molto agitato con possibili mareggiate lungo le coste esposte. Il rischio idrogeologico, invece, riguarda ruscellamenti superficiali, possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse; innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d'acqua minori con inondazione delle zone circostanti; occasionali fenomeni franosi.L'allerta per criticità idrogeologiche dovute alle precipitazioni riguarda, in particolare, le seguenti zone: Piana Campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; Alto Volturno e Matese; Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; Tusciano e Alto Sele. Sul resto della Campania vige comunque l'allerta per veno forte con raffiche nei temporali e mare agitato o localmente molto agitato con possibili mareggiate.A corredo di questo aggiornamento METEO Inseriamo delle storiche foto realizzate dal maestro Lazzaro Addesso  a Castellabate nel 1985 quando il famoso paese Di Benvenuti Al Sud si risvegliò totalmente imbiancato Edizione  a cura di Marco Nicoletti  ©️2017 Pagina Facebook / @castellabateinfo Questa informazione è diffusa dal CorrieredelWeb.it e ogni diritto è riservato. © All rights reserved. Copyright CorrieredelWeb.it ©[...]



Neapolitan Memories mostra Renzo Arbore

Wed, 27 Dec 2017 03:53:18 PST

Palazzo Reale Napoli - Da Indietro tutta, 30 e l’ode a Palazzo Reale, Renzo Arbore con Neapolitan Memories and his tv shows and absolute inutilities a cura di Alida Cappellini e Giovanni Licheri, da venerdì 23 dicembre al primo maggio 2018.

I visitatori della mostra saranno accolti, nella Sala Dorica a piano terra della Reggia di Piazza del Plebiscito, da uno degli slogan dello showmen “lasciate ogni tristezza voi ch’entrate”, con sottofondo dei maggiori successi di cinquanta anni e più di carriera del pugliese-napoletano doc d’adozione.

Un allegro percorso, in bacheca e vetrine coloratissime, in bell’ordine cimeli e cianfrusaglie raccolte in giro per il mondo con la sua troupe. Radio antiche, borse, occhiali, cappelli, gilet, cravatte le più stravaganti possibile, costumi, camicie, oggetti cult di plastica, bigiotteria, sedie da salotto con disegnato clarinetti, il suo strumento preferito. 

Foto, locandine e contributi di amici e colleghi che in questi anni hanno diviso con lui le scene, Roberto Benigni che gli ha dedicato una bellissima poesia, Pietrantonio, Frassica, Laurito, Pazzaglia.

Una decina di televisori con brevi video dei maggiori successi dell’allegra banda che negli anni ottanta teneva sveglio i telespettatori con il cacao meravigliao, arrivato addirittura in vendita da parte di una ditta che fu citata per appropriazione del marchio inventato, nella canzone di Arbore e Mattone.

Conferenza stampa nella Cappella Palatina e taglio del nastro presente il direttore Rai di Napoli, Francesco Pinto, il presidente della Scabec Antonio Bottiglieri, il presidente dell’Unione Industriali Ambrogio Prezioso e Maria Pia ammirati direttore delle Teche Rai. Riconoscimento Unesco per la canzone napoletana, l’auspicio di Renzi al termine della visita, presenti giornalisti e teleoperatori.

La mostra a cura della Scabec, società beni culturali della Regione, in sinergia con il Polo museale della Campania, l’Archivio sonoro della canzone napoletana e Teche Rai. 

L’ufficio stampa curato da Paolo Russo, Raffaella Levèque, Simona Golia. Previste visite guidate da parte di un gruppo di ragazzi “Canta, suona e cammina”, una formazione del progetto Musica nei luoghi sacri con 50 maestri e oltre 350 allievi per la realizzazione di un percorso di crescita sociale e didattica.



ZEISS continua il suo percorso di crescita con fatturato e utile in aumento

Wed, 27 Dec 2017 03:54:37 PST

ZEISS continua il suo percorso di crescita con fatturato e utile in aumentoGli investimenti in ricerca e sviluppo e le innovazioni portanoil Gruppo a raggiungere i migliori risultati in oltre 170 annidi storia e confermano il posizionamento dell'Azienda,sempre più all'avanguardia e orientata al futuro• Crescita percentuale a due cifre del fatturato a 5,348 miliardi di euro• L'EBIT sale a 770 milioni di euro• Un contributo positivo da tutti i segmenti• Una crescita basata sulla tecnologia avanzata EUV• ZEISS continua a concentrarsi su innovazione, investimenti globali ed espansioneDicembre 2017 ZEISS chiude l'anno fiscale 2016/17 (al 30 settembre 2017) con un record di crescita sia come fatturato che come utile: le entrate sono aumentate del 10% a 5,348 miliardi di euro (rispetto all'anno precedente, chiuso a 4,891 miliardi di euro). L'EBIT (risultato aziendale prima delle imposte e degli oneri finanziari) è salito di oltre il 14% a 770 milioni di euro. Gli ordini sono cresciuti del 12% a 5,625 miliardi di euro, confermando le importanti dinamiche di crescita dell'azienda."Tutti e quattro i segmenti (Research & QualityTechnology, Medical Technology, Vision Care/Consumer Products and Semiconductor Manufacturing Technology) sono al di sopra dei loro obiettivi di rendimento, contribuendo positivamente a chiudere l'anno fiscale di maggior successo ottenuto nella storia di ZEISS" afferma Michael Kaschke, President & CEO di Carl Zeiss AG. "Questo non è frutto di casualità, ma è il risultato degli enormi sforzi compiuti da tutti i dipendenti e partner nel lungo periodo. La costante implementazione dell'agenda strategica ha avuto un impatto concreto e ha aumentato in modo significativo la competitività. Grazie agli investimenti in innovazione tecnologica all'avanguardia, al grande commitment verso i propri clienti, alle partnership globali e alle espansioni strategiche, ci siamo concentrati interamente sulle esigenze dei nostri clienti", ha affermato Kaschke, spiegando la strategia dell'Azienda. Uno sviluppo positivo in tutti i segmentiFatturato (in € million)2016/172015/16VariazioneResearch & Quality Technology1,5381,466+5%Medical Technology*1,4271,290+11%Vision Care/Consumer Products1,1081,089+2%Semiconductor Manufacturing Technology1,212972+25%* Non assimilabile a Carl Zeiss Meditec AGSegmento Vision Care/Consumer ProductsQuesto segmento è il più vicino all'utente finale raggruppando due aree importanti e più note dell'offerta ZEISS, quali le ottiche di consumo (binocoli, ottichefotografiche e cinematografiche) e le soluzioni per il benessere visivo. Vision Care è uno dei produttori leader a livello mondiale di lenti per occhiali e strumenti per l'ottica oftalmica. Sviluppa e produce strumenti e soluzioni per l'intera catena ottica, commercializzati in tutto il mondo con il marchio ZEISS. L'area aziendale appartiene al settore Vision Care/Consumer Products; con circa 9.300 dipendenti, nell'anno d'esercizio 2016/17 il settore ha conseguito un fatturato di circa 1,108 miliardi di Euro."Al pari degli altri segmenti, la divisione Vision Careconferma la strategia del Gruppo di un sempre maggiore orientamento al futuro, grazie ad un innovativo approccioalla vendita di qualità, ad una strumentazione ottica interconnessa, digitale e proiettata ai più moderni sistemi gestionali, per collegare centro ottico e Azienda e rendere più memorabile e coinvolgente il momento dell'acquisto. Un piano strategico per l'Italia che ha permesso[...]



CASTELLABATE NEWS - GLI AUGURI DEL DIRETTORE DELLA PAGINA . IL NATALE IERI E OGGI

Wed, 27 Dec 2017 03:59:25 PST

( CASTELLABATE)  - Faccio una premessa. Questa non vuole essere una riflessione morale o nostalgica sul cambiamento dei costumi e della società o sul significato religioso del Natale. In giro se ne sentono già troppe e me ne guarderei bene. È semplicemente una riflessione, assolutamente personale e nata dai ricordi e dall’osservazione di quanto accade intorno a me in questo periodo dell’anno.Dunque , c’era una volta il Natale. Prima. Quando quelli che hanno all’incirca la mia età (quarantenni e oltre) erano bambini. Si aspettava con ansia e desiderio il giorno in cui si tirava fuori l’albero, con tutte le sue decorazioni. Fare l’albero di Natale era considerato un rito ed era bello quasi quanto stare a guardare, per ore, le sue lucine intermittenti alla sera. Eppure, erano alberi semplici, con decorazioni semplici, un po’ si somigliavano tutti.A partire dalla vigilia dell’immacolata , ininterrottamente fino al giorno della Befana, le famiglie si riunivano in casa. Ricordo che si facevano a turno gli inviti e, quasi tutte le sere, si trascorrevano ore e ore, fino a tarda notte, a giocare a carte o a tombola, mangiare, gustare dolci e panettoni, spiluccare noccioline e semenza. Si respirava il piacere di stare insieme.Settimane prima, con calma e senza frenesia, si compravano i regali. Si sceglievano con la gioia di donare e di dedicare a ciascuno un pensiero che si sapeva avrebbe fatto piacere, non con l’urgente necessità di togliersi un’incombenza dalla testa. Si sceglieva anche il vestito buono da indossare per la festa di Capodanno. Giorni prima si pensava alla cena della vigilia e al pranzo dell’indomani, mescolando i piatti della tradizione con la voglia di sperimentare cose nuove.Erano giornate e serate allegre, serene, di vera festa.Oggi l’aria che si respira è totalmente diversa. Si entra nel periodo delle festività come in una sorta di tunnel, fatto di doveri e impegni, del quale nessuno ha voglia e dal quale non si vede l’ora di uscire. Le famiglie si riuniscono il minimo indispensabile, sempre più spesso giusto per la vigilia e per il giorno di Natale, soltanto per rispettare la tradizione. La corsa ai regali, che negli ultimi anni era diventata frenetica, sembra arrivata al capolinea. I negozi sono vuoti. Nessuno ha il piacere e soprattutto molti neppure la possibilità economica di regalare niente a nessuno. Ai più sento dire che non hanno preparato l’albero di Natale o, se l’hanno fatto, solo per un senso di dovere nei confronti dei bambini.Mi sono chiesto da cosa possa nascere questo atteggiamento comune diverso nei confronti della “festa”. Tutto sommato, non è difficile individuare le cause di questo malessere diffuso. Togliendo dal mazzo, per ovvi motivi, le vicissitudini personali, è sotto gli occhi di tutti che gli ultimi decenni di crisi, aspettative deluse e amarezze collettive, nonché di incertezza totale da un punto di vista economico, lavorativo e sociale ci hanno messo a dura prova.Con questi venti di angoscia, tristezza e soprattutto di precarietà, che da materiale è divenuta intima e persino affettiva, chi può avere voglia di festeggiare? Chi sente dentro l’angoscia di non saper come tirare avanti, chi si interroga sul futuro dei propri figli o sulla propria vecchiaia, chi tutti i giorni deve combattere con la fatica di arrivare alla sera, fra la frenesia di cose da fare e pensieri nella testa, e magari l’unica vera esigenza che sente è quella di mettersi a letto a riposare, come può sentire nascere spontaneamente, dentro di sé, la voglia di festeggiare?Ecco che la “festa” diventa una finzione, difficile da digerire perché non intimamente sentita e vissuta. Il dover divertirsi a tutti i costi quando non se ne ha voglia, il dover stare in compagnia quando si vorrebbe stare soli può essere tanto pesante quanto non poter stare in compagnia e divertirsi quando lo si vorrebbe.Non so quale potrebbe essere la soluzione. For[...]