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Coordinamento Antifascista della Tuscia



Last Build Date: Thu, 19 Nov 2009 19:33:10 +0100

 



Senza titolo

Mon, 03 Mar 2008 00:02:40 +0100

GIORNATA DELLA MEMORIA E GIORNO DEL RICORDOdi Claudia CernigoiDopo l'istituzione del Giorno della Memoria per il 27 gennaio (anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte dell'Armata Rossa sovietica), le associazioni irredentistiche degli esuli istriani hanno tanto fatto e brigato da ottenere, nel 2004, che il 10 febbraio, cioè a pochi giorni di distanza da questa ricorrenza, venisse istituito il "Giorno del Ricordo" (si noti qui anche la similitudine linguistica tra "ricordo" e "memoria"), "dell'esodo e delle foibe", ricorrenza istituita anche con il beneplacito di buona parte del centrosinistra, soprattutto i DS. A tre anni di distanza da questa "operazione", possiamo vedere gli effetti che essa ha avuto sulla scena politica e culturale italiana (ma anche internazionale).Innanzitutto vediamo che già da metà gennaio, cioè in prossimità del Giorno della Memoria, le associazioni degli esuli riempiono il calendario di proprie iniziative che, stante la vicinanza delle date e stante il fatto che, vuoi per capacità organizzativa, per spirito combattivo, per disponibilità di fondi, o chissà per quali altri motivi, sono molto più numerose e visibili di quelle indette per il 27 gennaio, mettendo di fatto in secondo piano quelle relative a questa ricorrenza.C'è però una differenza di fondo nell'atteggiamento di chi si occupa delle due "giornate". Mentre nelle intenzioni di chi ha ideato la Giornata della Memoria e di chi per celebrare questa giornata organizza convegni, dibattiti, iniziative culturali lo scopo era quello di ricordare ciò che è stato (la follia guerrafondaia e criminale del nazifascismo) affinché la storia non si ripeta e non vi siano più genocidi e violenze, la stessa cosa non la rileviamo nelle iniziative indette dalle varie associazioni di "esuli istriani" per il 10 febbraio (e parliamo qui della Lega Nazionale ed anche delle Comunità istriane).Chi ha avuto modo di sentire o di leggere le testimonianze dei sopravvissuti dai lager nazifascisti (e diciamo nazifascisti perché anche il fascismo ha avuto i propri lager, pensiamo solo a quello di Gonars che si trovava a pochi chilometri da Trieste, circostanza spesso ignorata dagli stessi antifascisti), sa perfettamente che nella memoria di essi non c'è posto, di norma, per l'odio, per il rancore, per il desiderio di vendetta. Nella maggior parte dei casi, chi ha vissuto sofferenze indicibili, preferisce dimenticare, cerca l'oblio e per questo lascia da parte i sentimenti di odio che invece tengono vivo il dolore del ricordo.Se andiamo invece a seguire le iniziative per il Giorno del Ricordo (10 febbraio), vediamo che la maggior parte di esse non sono finalizzate al superamento della fase storica che ha portato al Trattato di pace (perché il 10 febbraio è quello del 1947, quando l'Italia finalmente siglò il trattato di pace con il quale venivano sanciti i nuovi confini sorti dopo la seconda guerra mondiale), ma al reiteramento di una propaganda irredentistica, che partendo da dati storici falsi (come l'ingigantimento delle cifre degli "infoibati", cioè di coloro che, nell'allora Venezia Giulia furono uccisi, per vari motivi, tra i quali anche fatti di guerra, dai partigiani jugoslavi o condannati a morte come criminali di guerra dai tribunali jugoslavi), e dalla ripetizione della vecchia teoria (un tempo solo fascista) che il trattato di pace fu in realtà un diktat per l'Italia, ribadisce la teoria degli "ingiusti confini", delle "terre rubate" e conclude con lo slogan "volemo tornar".Ora non ci dilungheremo sulla questione delle "foibe", perché fin troppo spesso ne abbiamo parlato su queste pagine; diciamo solo che quelli che vengono fatti passare per "infoibati sol perché italiani" nella maggior parte dei casi si possono inserire nella categoria dei "morti per cause di guerra", ricordando che nel corso della seconda guerra mondiale sono morte milioni di persone, a causa di [...]



Senza titolo

Thu, 14 Feb 2008 16:57:05 +0100

Comunicato inviato alla stampa dai Giovani Comunisti

Non è nuova la pratica intimidatoria delle frange fasciste della nostra zona.

Dopo quattro anni in cui abbiamo vissuto episodi ben più gravi e allarmanti nella nostra città e nella nostra provincia, come pestaggi, aggressioni con armi da taglio e incendi nelle sedi politiche di partito, si continuano a manifestare, senza la condanna dell’amministrazione comunale e con la tiepida presa di posizione di alcuni schieramenti politici, manifestazioni oltraggiose di odio, come quelle a cui abbiamo assistito ultimamente, dopo la giornata del Ricordo.

Giornata, per altro, strumentalizzata per i vari motivi che sono stati esposti puntigliosamente e storicamente dall’ANPI e da alcune persone intervenute sulla stampa locale.

Giornata a cui anche noi avevamo dedicato un intervento sui giornali, ma al quale pochi hanno dato risalto.

La situazione che si è venuta a creare non fa altro che avvalorare la tesi del “contentino” voluto dare alla destra per “pareggiare” i conti con la giornata della Memoria…squallido risultato!

Data la vicinanza dei due eventi poi, neanche a dirlo, la giornata dedicata ai crimini compiuti in nome di un ideale razzista, pianificati ed orchestrati politicamente da uno Stato, passa quasi in secondo piano; soprattutto a causa della grande rincorsa al riarmo in preparazione della giornata del…“Riscatto”, più che del Ricordo.

Fatto sta che, a dire palesemente come sono avvenuti certi fatti storici e in che tipo di contesto si siano verificati (cioè parlare storicamente di un episodio) si rischiano intimidazioni ed insulti…

Esprimiamo perciò solidarietà all’ANPI, associazione vicina a noi e che conta tra i nostri iscritti alcuni aderenti e chiediamo l’immediata cancellazione, da parte del comune, di quelle scritte oscene come di tante altre che l’amministrazione locale pare (come è sempre parsa) restia a togliere.

Coordinamento provinciale dei Giovani Comunisti di Viterbo

 




scritte naziste sotto la sede dell'ANPI di Viterbo

Wed, 13 Feb 2008 18:53:29 +0100

“Partigiano verme”, “W Adolf Hitler”, “A.N.P.I. siete solo merde”; questa è la trascrizione delle scritte fatte da mano ignota stanotte sulle mura sottostanti la nostra sede (http://www.tusciaweb.it/notizie/2008/febbraio/13_11naziste.htm). Volendo si potrebbe pure credere al caso ma non è affatto peregrina l’ipotesi che questo attacco sia il frutto delle posizioni da noi espresse in merito al Giorno del Ricordo, quando, unica realtà associativa e politica del Viterbese, abbiamo tenuto alti i valori della Resistenza e dell’Antifascismo, così messi a repentaglio dall’accoglimento in sede istituzionale di tesi un tempo appannaggio del neofascismo e del nazionalismo razzista e antislavo (http://www.tusciaweb.it/notizie/2008/febbraio/9_22anpi.htm). Le leggi razziali nel 1938 non erano giuste solo perché l’allora capo di stato le firmava ad occhi chiusi o perché tutti gli organismi preposti le rispettarono e applicarono con zelo. Il clima di conformismo attuale non deve costringerci a ripensamenti, semmai deve invitarci ad agire con più energia. Siamo i principali eredi della lotta partigiana, la lotta di chi avrebbe potuto benissimo rintanarsi in casa oppure fare il ben equipaggiato e accasermato “ragazzo di Salò” e invece si è unito alla Resistenza mettendo a repentaglio la propria vita, finendo spesso deportato, torturato e ucciso dai nazisti e dai loro fedeli servitori fascisti. Se vogliamo essere degni testimoni di quel sacrificio, al quale dobbiamo tutto, non possiamo certo temere queste avversità.      Noi continueremo perciò a denunciare l’assenza di ogni contestualizzazione in merito alle foibe e, in generale, alle questioni balcaniche, ricordando la politica di persecuzione prima e di sterminio poi attuata dal fascismo ai danni delle minoranze slave, in Italia così come in JugoslaviaSia ben chiaro: una scritta di per sé lascia il tempo che trova ma in questo caso siamo soltanto dinanzi ad uno della serie di episodi verificatisi nei giorni addietro in tutt’Italia, Viterbese compreso. Si pensi allo striscione apparso a Tarquinia a ridosso della Giornata della Memoria e a quello appeso sopra la sez. PD di Vallerano l’altro giorno. Ormai non si contano più le violenze e le intimidazioni perpetrate da gruppi fascisti, nel silenzio più assoluto, a danno dei singoli e delle sedi delle associazioni e dei partiti democratici, che attorno al Giorno del Ricordo vedono un’impennata. Proprio gli attacchi contro le sezioni PD dimostrano che a poco serve sottoscrivere solennemente le istanze revisioniste-strumentali. Il fascismo iniziò così, con le aggressioni, in nome dell’italianità, alle Case del Popolo e alle Camere del Lavoro, nonché alle sedi di cultura slava presenti a ridosso del confine orientale. Negli anni ’20 quella violenza venne sottovalutata. I dirigenti sindacali e politici della sinistra perlopiù tentarono di minimizzarne il portato, convinti di essere dinanzi ad un fenomeno passeggero. Allora fecero così, e oggi? “Smrt fazismu – Slaboda narodu”(Morte al fascismo – Libertà al popolo) Silvio AntoniniSegretario e portabandieraANPI Comitato Provinciale Viterbo[...]



Sulle FOIBE

Wed, 13 Feb 2008 15:01:27 +0100

Lettera aperta sul Giorno del Ricordo ai rappresentanti dei partiti e agli amministratori appartenenti al centrosinistra nella provincia di Viterbo. Anche quest’anno, come succede dal 2004, sarete invitati a partecipare in vari modi alla celebrazione del Giorno del Ricordo “in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale”, sollecitati non senza quel po’ di provocazione da colleghi di centrodestra che si rivolgono a voi con l’espressione facciale di chi vi sta rivelando chissà quali incontestabili e imbarazzanti verità sui vostri trascorsi. Forse in questi giorni il mondo politico è preso da ben altre preoccupazioni ma, a quattro anni dalla sua istituzione, il Giorno del Ricordo dovrebbe aver ampiamente dimostrato quali fossero le necessita più impellenti dei suoi propugnatori: mettere in secondo piano la Giornata della Memoria contrapponendole fatti per nulla paragonabili al genocidio nazifascista, per di più riportati con una ricostruzione storica assai discutibile. In questi anni, a Viterbo, siamo intervenuti più volte per denunciare certe imprecisioni, chiamiamole così, tramite comunicati e iniziative pubbliche, e ogni volta è accaduto che qualcuno del centrodestra rispondesse invocando obiettività e ammissioni di colpa, senza però entrar nel merito di quanto da noi documentato, mentre il centrosinistra - perché negarlo? – in genere ha preferito concedere, ignorando la perniciosità di certe assurde equiparazioni. Evitiamo qui di rievocare tutte le tappe che ci hanno portato oggi a mettere sullo stesso piano la “foiba” Basovizza e il campo di sterminio di Auschwitz, di contestare per l’ennesima volta asserzioni e cifre sparate sulle decine, se non centinaia, di migliaia di “italiani infoibati con la sola colpa di essere tali dai criminali slavo-comunisti”, o di tentare contestualizzazioni: si può ormai disporre di un’amplia e dettagliata bibliografia in merito; basta solo un po’ di buona volontà.Mi appello quindi direttamente a voi politici del centrosinistra, che vi ispirate ai valori dell’Antifascismo e della Resistenza, affinché:- Ogni qualvolta vi vengano sottoposti documenti di respiro storico, a maggior ragione se comportano scelte atte a gravare sui contribuenti, prima di apporre firme chiediate ai colleghi del centrodestra di citare le fonti alle quali hanno attinto per la redazione dei medesimi, onde verificarne serietà e attendibilità in nome d’una, seppur minima, validità storiografica (casuale è qui ogni riferimento alla discussa mozione Udc dei viaggi premio a Basovizza, approvata dal Consiglio Provinciale e basata, a detta degli stessi consiglieri Udc, su “informazioni prese da internet”).  - Diate un contributo nelle vostre sedi e con gli strumenti che avete a disposizione per fare luce sulle vicende del confine orientale. Perché vi sia maggiore chiarezza occorre non omettere o censurare nulla, anche riguardo la politica antislava del fascismo, la sanguinosa aggressione nazifascista ai Balcani e le responsabilità nell’avvio della pratica delle infoibazioni.-  Vi facciate quindi promotori del superamento della cappa di censura che grava sui crimini contro l’umanità commessi dall’Italia sabauda e fascista durante le sue avventure belliche e coloniali, nonché sull’impunità che ne è seguita. A tal proposito potreste impegnarvi affinché nelle scuole (sempre tirate in ballo per queste faccende) si proiettino film censurati come Fascist Legacy - la RAI lo ha acquistato nel 1989 senza mai trasmetterlo - e Il leone del deserto, sulla Resistenza cirenaica contro l’occupazione fascista, oppure, nel nostro piccolo, il documentario Mio fratello Gojko, intervista a Nello Marignoli, partigiano viterbese combattente in Jugoslavia.- Vi ricordiate, in conclusione, di rendere omaggio, in nome della solidarietà e della fratellanza tra i popoli, alla Resistenza; a quella jugoslava, che ha dato un contributo di[...]



Anno Antifascista

Thu, 03 Jan 2008 12:09:22 +0100

(image)

Auguriamo a tutt* un anno antifascista...

Tanti auguri