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Last Build Date: Sat, 18 Nov 2017 15:45:13 +0100

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Adnkronos e I brutti sogni

Sat, 18 Nov 2017 15:45:13 +0100

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di Beppe Grillo, Luigi di Maio, Alessandro Di Battista, Davide Casaleggio, Riccardo Fraccaro, Alfonso Bonafede, Rocco Casalino, Ilaria Loquenzi, Pietro Dettori e Cristina Belotti

AdnKronos riferisce di un  incontro tenutosi a Milano in cui eravamo presenti Beppe Grillo, Luigi di Maio, Alessandro Di Battista, Davide Casaleggio, Riccardo Fraccaro, Alfonso Bonafede, Rocco Casalino, Ilaria Loquenzi, Pietro Dettori e Cristina Belotti. 

Ed è proprio così, ci siamo riuniti davvero, ed è stato bello leggere la versione di quell’incontro fornita dall’Agenzia di Stampa; bello come quando ti risvegli da un brutto sogno e ti accorgi che non era vero niente, avete presente quella sensazione?

Non stavamo parlando di loro, oppure delle gaffe inventate di Di Maio, di quanto siamo preoccupati per delle divisioni che... in effetti non esistono proprio! grazie adnKronos! 

Perché ti leggo e poi... mi sveglio nella realtà e capisco che nessuno di noi avverte dentro di se gli echi delle vostre bufale. Questo non avremmo mai potuto verificarlo con certezza senza di voi. C’è anche un valore aggiunto: la riunione a cui fate riferimento ci vedeva tutti insieme... e insieme ci siamo rinforzati proprio come succederebbe dopo un brutto sogno collettivo. La rappresentazione che fornite voi dei nostri momenti insieme ci fa esclamare “che bello non essere così... come ci dipingono sti ragazzi!” Ma non è soltanto questo il regalo che ci avete fatto, perché un movimento come il nostro ha il carattere dell’unicità, così confrontare le vostre fantasie con la nostra realtà ci ha permesso di toccare tutti insieme che proprio non abbiamo preso neppure la più piccola piega di un partito.

Gli italiani probabilmente immaginano voi e immaginano noi, sanno bene cosa significa lavorare sotto schiaffo. Piegare la propria visione delle cose alle pretese di chi può ricattarti per qualche frammento di contratto sbucato dal Jobs Act. Non gli è difficile capire che fabbricare brutti sogni è un mestiere triste a cui siete condannati come tantissimi di loro. Basta mettere delle virgolette a delle frasi inventate perché la maggioranza degli italiani creda alle vostre pozzanghere esistenziali?

Comunque si è trattato di un momento anche parecchio divertente, neppure un sorriso falso, neppure la minima preoccupazione per il fatto che esistono i gufi nella foresta: è sufficiente non guardare tutto dalla loro prospettiva, dai loro buchi


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23.661 nuovi alberi per il futuro

Sat, 18 Nov 2017 15:44:18 +0100

di MoVimento 5 Stelle 23.661 nuovi alberi per il futuro piantati dai cittadini di 67 Comuni. Accadrà da domani e nelle prossime settimane grazie ad una iniziativa, trasversale e senza bandiere, ideata e promossa dal Movimento 5 Stelle in collaborazione con amministrazioni comunali di ogni colore politico ed associazioni. Una azione nata nel 2015 tra Reggio Emilia e Milano insieme a Gianroberto. Un’idea nata per celebrare in maniera attiva la Giornata Nazionale degli Alberi, che si celebra il 21 novembre. Creare nuovi boschi urbani, fasce boscate, rigenerare parchi sono misure necessarie per contrastare i cambiamenti climatici e combattere l’inquinamento atmosferico che sta generando una vera e propria emergenza sanitaria. Ogni albero piantato da un cittadino è un passo in più verso il cambiamento. Chi parteciperà, li metterà a dimora senza bandiere o simboli politici, perché gli alberi e l’aria sono un bene comune di tutti. Queste piante, si andranno ad aggiungere alle 4.000 già messe a dimora dal 2015. Una volta cresciuti questi alberi permetteranno di creare ossigeno per 69.152 esseri umani e assorbire 414 tonnellate di CO2 . Vi aspettiamo. Portate amore per la vostra città, vanga, paletta e guanti! I PRINCIPALI APPUNTAMENTI MILANO- 200 alberi per creare una barriera vegetativa a fianco della tangenziale. Parteciperanno Luigi Di Maio e Davide Casaleggio ritrovo ore 10 in via via San Paolino, all'altezza del civico 34/36. ROMA- 12.000 i nuovi alberi Si inizia domani e si prosegue nelle prossime settimane. Alle piantumazioni partecipano il sindaco Virginia Raggi, Alessandro Di Battista, portavoce comunali, regionali e nazionali. Si inizia domani dalle 9 da Tor Sapienza, Alessandrino, Garbatella e Riserva Naturale Tenuta dell’Acquafredda. Nelle prossime settimane in tutti i Municipi e Parco di Centocelle con il progetto 'Archeobosco' realizzato in collaborazione con la Sovrintendenza – Cliccate qui per i punti di ritrovo. TORINO - A Torino dalle 10, insieme al sindaco Chiara Appendino, cittadini e associazioni iniziano la piantumazione per creare un bosco di 1000 alberi di fronte all’inceneritore del Gerbido. Gli alberi sono il futuro, bruciare rifiuti il passato. Per adesioni e informazioni qui. Sul sito www.alberiperilfuturo.it trovate tutte le informazioni necessarie. TUTTI I 67 COMUNI ADERENTI ALL’EDIZIONE 2017 ROMA 12.000 alberi – Per aderire e ricevere info: eventi.assessoratoambiente@comune.roma.it CARTIGLIANO (Vi) 1.250 alberi (1 ogni 3 abitanti) TORINO 1.000 alberi - REGGIO EMILIA 1.000 alberi – creiamo il Bosco ‘Dario Fo’ POMEZIA (Roma) 1.000 alberi VOLLA (NA ) 1.000 alberi SAREGO (Vi) 750 alberi: donati agli studenti delle scuole su iniziativa del sindaco FABRIANO (AN) 500 alberi CARRARA 450 alberi/arbusti ASSISI (PG) 350 alberi FAENZA (Ra) 300 alberi CARBONIA (Ca) 250 alberi ARDEA (Roma) 200 alberi sonia.modica@ardea.gov.it CATTOLICA (RN) 200 alberi CHIOGGIA (VE) 200 alberi RHO (MI) - 200 alberi DORGALI (NU) 200 alberi assessore.corrias@comune.dorgali.nu.it MERCATO SAN SEVERINO (SA) 200 alberi MILANO 200 alberi comitatoalberipermilano@gmail.com PAVIA 200 alberi TARQUINIA (Vt) 150 alberi POMIGLIANO D'ARCO (Na) 150 alberi RUBIERA (RE) 111 alberi BENEVENTO 100 alberi LONATO SUL GARDA (BS)100 alberi GINOSA (Ta) 100 alberi NOVATE MILANESE (Mi) 100 alberi SEDRIANO (Mi) 100 alberi MELZO (Mi) 90 alberi GALATINA (Le) 80 alberi GARDA (Vr) 60 alberi LACHIARELLA (Mi) 50 alberi MATERA 50 alberi CASALPUSTERLENGO (Lo) 50 alberi VIMODRONE (MI) 50 alberi PESCANTINA (Vr) 50 alberi TRAVAGLIATO (Bs) 50 alberi ROCCA IMPERIALE (Cs) 50 alberi SANTERAMO IN COLLE (Ba) 50 alberi MIRA (Ve) 40 alberi SAN FERDINANDO DI PUGLIA (BAT) 40 alberi RENDE (CS) - 39 alberi VARESE 30 alberi BARRAFRANCA (EN) - 30 alberi TREVISO 30 alberi VIGONOVO (Ve) 30 alberi SALZANO (Ve) 30 alberi SCALEA (Cs) 25 alberi CROTONE 25 alberi TRONZANO VERCELLESE (Cv) 25 alberi EBOLI (SA) 22 alberi BASTIA UMBRA (Pg) 21 alberi CHAMBAVE (AO) 15 alberi MISTERB[...]



Gli imprenditori devono sapere che in Europa i partiti li tradiscono

Sat, 18 Nov 2017 10:30:26 +0100

di Tiziana Beghin, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa. Forza Italia e Partito Democratico votano al Parlamento europeo contro gli interessi degli imprenditori italiani. Durante la prossima campagna elettorale, i politici faranno a gara a stringere le mani degli imprenditori, chiederanno il loro voto, rispolvereranno vecchi slogan per lusingarli. Da imprenditrice mi rivolgo a tutti gli imprenditori italiani. Giudichiamoli per i fatti. Giudichiamoli per quello che hanno fatto in questi anni. Oggi, eletta al Parlamento europeo con il MoVimento 5 Stelle, posso dire con certezza che i partiti italiani ci hanno tradito. Ecco due esempi: A) LA POLITICA COMMERCIALE FAVORISCE SOLO LE GRANDI MULTINAZIONALI La politica commerciale europea favorisce solo gli interessi delle grandi multinazionali, ma in Italia le microimprese (con meno di dieci addetti) sono circa 4,2 milioni e rappresentano il 95% del totale delle unità produttive. Impiegano circa 7,8 milioni di addetti, il 47% contro il 29% nella media europea. Se si vuole rappresentare e difendere l'Italia in Europa bisogna difendere le piccole e medie imprese. I politici dovrebbero sapere che la politica commerciale è fondamentale per ogni imprenditore perché stabilisce regole e tariffe con le quali si vendono le merci prodotte. Ecco come queste regole e queste tariffe vengono utilizzate dalle imprese italiane che commercializzano nel mondo. Analizziamo il "preference utilisation rate", ovvero il tasso di utilizzo di tariffe preferenziali offerte dall'Unione attraverso accordi di libero scambio, troviamo dati allarmanti. Qualche esempio: UE-COSTA RICA: solo il 16.6% delle esportazioni dell'UE ha beneficiato delle tariffe preferenziali mentre il Costa Rica ha beneficiato del 92% delle tariffe messe a disposizione per l'esportazione dei loro prodotti in Europa. Questo significa che le imprese europee che hanno venduto nel Paese centroamericano hanno pagato tariffe eccessive per l'83.4% delle volte. UE-TUNISIA: un altro dato allarmante, soprattutto per la nostra agricoltura, è l'utilizzo delle esportazioni negli accordi con la Tunisia: il 96% da parte tunisina verso l'Europa e solo il 23.5% delle esportazioni possibili dall'Europa alla Tunisia. UE-COREA DEL SUD: se guardiamo i dati dell'accordo con la Corea del Sud, uno dei migliori accordi firmati dall'UE, e ci soffermiamo sul commercio di macchinari la nostra quota utilizzata è pari solo al 48% rispetto al 72% utilizzata dai coreani. Lo stesso vale per prodotti minerali, pietre preziose e metalli dove la quota viene utilizzata al di sotto del 50%. L'accordo è in vigore dal 2011. La domanda è: a cosa servono quindi i Trattati commerciali se le imprese europee non li utilizzano? La verità è che questi Trattati servono alle multinazionali straniere per aggredire il ricco mercato europeo. Non fatevi abbindolare dalle promesse mirabolanti di un boom delle esportazioni; in molti casi questo non avverrà perché i principali partner commerciali italiani sono europei! La conseguenza non è nelle esportazioni ma nelle importazioni: molte aziende italiane oggi fanno fatica a stare sul mercato interno perché chi produce sfruttando le economie di scala può vendere a prezzi inferiori. A beneficiare dei Trattati commerciali sponsorizzati dai partiti sono le grandi imprese che già hanno un mercato estero esistente e che quindi possono usufruire di tariffe ridotte e quelle poche PMI che riescono ad avere quantità di prodotto utile all'esportazione, per la maggior parte delle altre imprese il commercio fuori confine è pari a zero e resta tale anche dopo l'entrata in vigore di accordi commerciali. Quello con la Tunisia ne è un esempio perché è in vigore dagli anni '90. B) LE IMPRESE ITALIANE NON UTILIZZANO LE TARIFFE DI FAVORE DEI TRATTATI. Il rapporto della Commissione europea sulle politiche di implementazione commerciale evidenzia che il numero ridotto di esportazioni su tariffa preferenziale dipende da tre elementi: mancanza di conoscenza sugli accordi, difficolt[...]



Il Dublinum Bis della Lega

Sat, 18 Nov 2017 10:29:36 +0100

di Manlio Di Stefano Era il 18 dicembre 2014 (diciottodicembreduemilaquattordici) quando la mozione n.1-00605 a mia prima firma venne approvata in aula. Tra gli impegni vi era quello del superamento del regolamento di Dublino III in virtù del quale il Paese responsabile della gestione dei migranti che arrivano in Europa è il Paese di primo approdo: il nostro. Più precisamente l'impegno approvato della mia mozione recitava: "il superamento dell'attuale quadro normativo (così detto sistema di «Dublino III») attraverso una sua revisione per favorire: l'inserimento dei richiedenti asilo già dal momento dell'avvio della procedura di protezione, nei Paesi dell'Unione dove già vivono propri parenti, prima ancora che acquisiscano lo status di apolide". La lega rivendicava questo impegno in ogni occasione scagliandosi contro l’assurda regola vigente. Bene! Gli altri partiti idem. Bene! Tutti d'accordo quindi?! Neanche per sogno! Ieri il PD, la Lega Nord (con la sua astensione) e Forza Italia hanno approvato in sede di Parlamento Europeo il nuovo regolamento di Dublino che prevede, tra le altre cose, di trattenere in Italia tutti i migranti cosiddetti economici (definizione impropria che andrebbe superata ma che uso per comodità comunicative). Per la Lega Nord, che del tema ne ha fatto manifesto per il mantenimento di quel briciolo di dignità rimasta, è l'ennesima dimostrazione di imbarazzante obbedienza al padrone Berlusconi divenuto di nuovo alleato e amico dopo l'approvazione del Rosatellum bis. Avete capito bene: l'ex indossatore di felpe Salvini ha acconsentito a una riforma del Regolamento di Dublino che obbligherà l'Italia a gestire tutti i migranti economici arrivati (il 61% nel 2016). Per loro non è previsto nessun ricollocamento, nessuna solidarietà europea, nessuna condivisione degli oneri legati alla gestione dell'immigrazione. Il regolamento di Dublino II fu adottato nel 2003 e votato in sede di Consiglio dal governo Berlusconi – Bossi (Forza Italia e Lega Nord). Il regolamento di Dublino III, che ha aggiornato la versione precedente, è stato approvato nel giugno 2013 e votato in sede di Consiglio dal governo Letta (Partito Democratico). Con il voto di ieri, Forza Italia, Partito Democratico e Lega Nord lo rafforzano. La propaganda dei partiti sostiene che finalmente cade il principio del "primo ingresso", in realtà non è così. La riforma introduce criteri e filtri che di fatto faranno gravare sul Paese di primo approdo tutte le responsabilità della gestione dei migranti e renderanno impossibili i ricollocamenti. Anziché stracciare il Regolamento e riformare il sistema, gli "esperti della politica" hanno introdotto una serie di criteri e filtri che di fatto appesantiscono la procedura per gli Stati membri di primo arrivo. Eccoli nel dettaglio: 1) PRIMO FILTRO. Il primo filtro stabilisce che i migranti economici, a differenza dei rifugiati, rimarranno nel Paese di arrivo. La maggior parte dei migranti rimarrà, dunque, in Italia. Non è vero - come i partiti affermano - che verranno redistribuiti fra tutti gli Stati membri: sarà solo l'Italia a farsene carico e saranno difficili i rimpatri visto che mancano gli accordi con la maggior parte dei Paesi di provenienza; 2) SECONDO FILTRO. Viene introdotto il filtro della sicurezza: anche in questo caso tutte le persone potenzialmente pericolose per la sicurezza pubblica restano nel Paese di primo ingresso. Non siamo contrari alle verifiche sulla sicurezza, ma siamo contrari al fatto che i Paesi di primo ingresso vengono lasciati da soli a gestire questi soggetti potenzialmente pericolosi; 3) PRIMO PAESE DI APPRODO SEMPRE RESPONSABILE. Nasce il criterio della responsabilità permanente. Con le vecchie regole uno Stato membro diventava competente se il richiedente vi aveva soggiornato per un anno anche se era sbarcato in un altro Paese, con la nuova revisione non sarà più così. Per esempio, un migrante entrato illegalmente in Italia che andava in Svezia [...]



Tavecchio, Malagò e Lotti: i tre responsabili del flop azzurro

Fri, 17 Nov 2017 15:08:50 +0100

di MoVimento 5 Stelle Lo sport nazionale in Italia è quello di dare agli altri la colpa dei propri errori. Lo fanno di solito i leader di partito quando perdono, magari promettendo di lasciare la politica e poi restando in sella, come il duo Renzi-Boschi. Adesso lo fanno i vertici dello sport italiano. Dopo la pesantissima sconfitta della nostra Nazionale di calcio sono intervenuti anche quelli che sono i capi dello sport azzurro, ovvero il presidente del Coni Malagò e il ministro dello Sport Lotti. Non hanno chiesto scusa, non si sono assunti delle responsabilità. Affatto. Hanno detto che era colpa di Tavecchio, tanto che Malagò nei fatti ne ha chiesto le dimissioni. La realtà è che Tavecchio, Malagò e Lotti sono responsabili in ugual misura del tracollo della Nazionale, culminato nella sconfitta con la Svezia che ha escluso gli azzurri dai campionati mondiali in Russia del prossimo anno. Tutti e tre devono dimettersi. E' una questione di merito ed un segnale preciso all'Italia che vuole ricostruirsi partendo proprio dalle sue fondamenta: la meritocrazia. La gestione Tavecchio è stata fallimentare perché ha proseguito negli errori del passato: prima la politica e le appartenenze, poi il merito. E' stato lui a scegliere un commissario tecnico che non ha centrato l'obiettivo prefissato, cacciandolo - con tanto di buonuscita - dopo l'eliminazione. Adesso Carlo Tavecchio deve dimettersi da presidente della Figc, assumendosi le sue responsabilità e dando un segnale a tutto il movimento sportivo. Prima di lasciare la Figc però si ricordi di rinunciare anche al ruolo di commissario della Lega Serie A. Non può certamente nascondere il suo fallimento scegliendo un allenatore di alto livello, come magari Ancelotti, per la guida della Nazionale. Adesso il mondo del calcio riparta dalla base, non dalla politica. Sarebbe infatti agghiacciante se al suo posto arrivasse un profilo come quello di Cosimo Sibilia, che oltre ad essere presidente della Lega dilettanti è anche senatore di Forza Italia. Potrebbe sfiduciare Tavecchio solo il consiglio federale, l'organismo di autogoverno del nostro calcio che però lui stesso controlla quasi completamente. In questo caso si tornerebbe al voto. Ma non basta. Anche Giovanni Malagò è responsabile. Lo sport italiano non si guida facendosi vedere dai flash accanto a campioni affermati o lamentandosi - a distanza di oltre un anno - della sacrosanta rinuncia di Roma alle Olimpiadi del 2024. Si fa partendo dallo sport di base, o meglio ancora prima dall’educazione fisica nella scuola, l’unica in grado di creare quella cultura sportiva e dell’esercizio fisico che tanto manca nel nostro Paese. Quest'anno poi anche il progetto 'Sport di classe' è stato ridimensionato, senza che lui muovesse un dito per chiedere di più al governo. Adesso infatti sarà rivolto solo alle classi quarte e quinte. Insomma addio a prima, seconda e terza elementare. E anche i risultati di altri sport sono davvero al minimo storico: il basket ha bucato per due volte l'accesso alle Olimpiadi, l'atletica è in fase discendente, anche il rugby fatica. Per non parlare del pasticcio del volley maschile, dove i miglior giocatore è stato escluso dalla Nazionale per un problema con uno sponsor. C'è poi Luca Lotti, di professione tagliatore di nastri e ombra proprio di Malagò che fa il vero ministro dello sport. La promozione alla guida del dicastero è servita per permettere a Renzi di tenere il controllo di Palazzo Chigi. L'incarico di ministro serve a Lotti per fare provvedimenti spot, fra cui quella per ridurre i mandati dei presidenti delle federazioni ma aumentare quelli per Malagò. E sul progetto 'Sport di classe' il suo governo lancia il sasso e nasconde la mano. Quest'anno si partirà più tardi, rispetto al precedente. Come se non bastasse sono stati escluse le classi più importanti, ovvero le prime tre della scuola primaria, anni preziosissimi per sviluppare gli schemi motori di base[...]



#SalviniIpocrita cambia voto per compiacere a Merkel e Berlusconi

Fri, 17 Nov 2017 14:47:32 +0100

di Laura Ferrara, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa Salvini prima sbraita contro i migranti economici poi accetta le riforme della Merkel. Aspettiamo ancora di sapere perché ha cambiato il voto sulla riforma "tedesca" del Regolamento di Dublino. Non può cavarsela con mezzucci da bar dello sport per cercare di nascondere la verità. Con la sua astensione si è persa l'occasione di cambiare una riforma che fa solo gli interessi della Germania. La Merkel lo aveva detto lo scorso 28 agosto: non voleva i migranti economici e così è stato. Nel mandato negoziale approvato dal Parlamento europeo c'è un silenzio tombale sugli irregolari che vengono abbandonati in Italia. Ecco le prove delle giravolte leghiste: 19 ottobre 2017: la Lega Nord vota in Commissione Libertà civili del Parlamento europeo contro la riforma perché "non migliorerà la situazione dell'Italia", perché "Bruxelles ha reso ancora più debole il nostro Paese", perché "dispiaciuto che il Parlamento europeo abbia perso l'occasione di accogliere i nostri emendamenti migliorativi, volti a cambiare la politica sui rifugiati". 17 novembre 2017: la Lega Nord si astiene durante il voto finale. Se il Parlamento europeo avesse bocciato il mandato negoziale sulla riforma del Regolamento di Dublino (anziché con l'ipocrita astensione della Lega) si sarebbe potuto lavorare per migliorare il testo. PERCHÈ QUESTA RIFORMA PEGGIORA SOLO LE COSE Abbiamo sempre lottato al Parlamento europeo per una reale, forte e autentica solidarietà europea. I migranti che arrivano nel nostro Paese vogliono andare in Europa, quindi devono essere i Paesi membri a condividere equamente le responsabilità dell'accoglienza. La riforma del Regolamento di Dublino votata da Pd e Forza Italia non dice questo: c'è scritto che tutti i migranti economici devono restare in Italia. Stiamo parlando oltre 70.000 persone che devono essere rimpatriate, ma i rimpatri sono molto difficili visto che mancano gli accordi con la maggior parte dei Paesi di provenienza. Inoltre, ci sono troppi filtri che appesantiscono la procedura e mettono un peso eccessivo sugli Stati membri di primo arrivo. Questi sono i punti che di fatto vanificano la cancellazione del principio del Paese di primo ingresso: 1) PRIMO FILTRO. Il primo filtro stabilisce che i migranti economici, a differenza dei rifugiati, rimarranno nel Paese di arrivo. Sarà solo l'Italia a farsene carico e saranno difficili i rimpatri visto che mancano gli accordi con la maggior parte dei Paesi di provenienza. 2) SECONDO FILTRO. Viene introdotto il filtro della sicurezza: anche in questo caso tutte le persone potenzialmente pericolose per la sicurezza pubblica restano nel Paese di primo ingresso. Non siamo contrari alle verifiche sulla sicurezza, ma siamo contrari al fatto che i Paesi di primo ingresso vengono lasciati da soli a gestire questi soggetti potenzialmente pericolosi. 3) PRIMO PAESE DI APPRODO SEMPRE RESPONSABILE. Nasce il criterio della responsabilità permanente. Con le vecchie regole uno Stato membro diventava competente se il richiedente vi aveva soggiornato per 1 anno anche se era sbarcato in un altro Paese, con la nuova revisione non sarà più così. L'Italia come Paese di primo approdo sarà permanentemente responsabile dei migranti arrivati. Altro che solidarietà! 4) RICOLLOCAMENTO SOLO DOPO LE VERIFICHE DEI DUE FILTRI. Il meccanismo di ricollocamento non è affatto automatico: scatterà dopo le procedure dei filtri sulla sicurezza e sulla domanda. Un richiedente asilo potrà, dunque, essere trasferito in un altro Paese dopo molti mesi dal suo arrivo e nel frattempo sarà sempre l'Italia a farsene carico. 5) PAESI POVERI PENALIZZATI. Fra i criteri per redistribuire i richiedenti asilo non c'è il tasso di disoccupazione: restano solo quelli del PIL e della popolazione. Questo significa che non si terrà conto delle difficoltà che hanno i Paesi con i livelli di disoccupazione più alti,[...]



Torino, nuovo regolamento nomine: giovani, merito e trasparenza

Fri, 17 Nov 2017 10:05:43 +0100

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di Chiara Appendino

Con il nuovo Regolamento Nomine della Città di Torino si introducono per la prima volta in Italia delle specifiche che sono in grado di dare davvero una risposta a chi da troppo tempo aspettava un cambiamento in tema di nomine nella Politica.

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Questo segnale forte arriva da una proposta di delibera presentata dal Movimento 5 Stelle di Torino, a firma dei consiglieri Carlotta Tevere e Federico Mensio e presentata mercoledì 15 novembre insieme al Presidente del Consiglio, Fabio Versaci, con la quale si introducono delle novità nel regolamento di indirizzo per le nomine della Città, molte delle quali già anticipate in campagna elettorale e a cui siamo felici di poter dare seguito.

Vediamole sinteticamente in alcuni punti in attesa che arrivi il documento ufficiale.

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Semestre bianco
Negli ultimi sei mesi di consiliatura non si potrà procedere a nomine se non strettamente necessario.
Oggi questa regola non esiste e crediamo che sia importante per evitare di condizionare il lavoro delle successive Giunte votate dai cittadini

Massimo due mandati nello stesso Ente
anche non consecutivi. In questo modo si disincentiva il radicamento di interessi (e poteri) troppo profondi;

Candidatura in massimo tre Enti
e non più in tutti quelli che si vuole. È legittimo pensare che ci si voglia candidare in Enti che trattino temi analoghi e in linea con i propri interessi e le proprie peculiarità. Maggiori dubbi invece sorgono quando si sottopongono candidature in Enti che svolgono funzioni del tutto diverse;

Possibilità di percepire un solo emolumento
e di essere nominati in massimo due ruoli che lo prevedano. In altre parole non si potranno cumulare emolumenti in cariche derivate da nomine;

Priorità ai giovani
A parità di requisiti verranno preferiti i candidati più giovani di età;

Audizione pubblica
per la nomina in Enti che presentino un bilancio superiore ai 250mila euro. Sarà inoltre facoltà dei cittadini porre domande ai candidati.

Riteniamo che questi siano punti importanti del nuovo Regolamento Nomine con cui la Politica per la prima volta dà una risposta concreta in un’ottica di trasparenza, partecipazione, merito, tutela degli Enti Pubblici e slancio verso il futuro.

C’è ancora molto da fare, e non abbiamo nessuna intenzione di fermarci.


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12mila alberi per Roma: puoi partecipare anche tu

Fri, 17 Nov 2017 10:04:02 +0100

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di Virginia Raggi

A partire da domenica 19 novembre, i cittadini di Roma potranno fare la loro parte per piantare 12.000 nuovi alberi in città. Domenica inizia un percorso partecipato e innovativo di forestazione urbana - per tutti e di tutti al di là di ogni appartenenza politica, religiosa, sociale - che andrà avanti anche nelle prossime settimane e sarà un appuntamento fisso ogni anno per festeggiare la Giornata Nazionale degli Alberi e per far sì che Roma recuperi il tempo perso in questi anni sulla legge 'un albero per ogni nato'.

Lo faremo, senza alcuna bandiera o simbolo politico, insieme a cittadini, associazioni, comitati.

Gli alberi come l’aria sono di tutti. Questa iniziativa è per il bene comune di tutti. Come la nostra Costituzione che all’articolo 9 afferma che la Repubblica “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione” e come l’Enciclica Laudato Si' di Papa Francesco che ci insegna ad amare e rispettare l’ambiente nel rispetto di ogni diversità culturale, sociale e religiosa.

Si inizia da Tor Sapienza, Alessandrino, Garbatella, Tenuta dell'Acquafredda. A Centocelle, in collaborazione con la Soprintendenza alle Belle Arti e al Paesaggio e la Sovrintendenza capitolina ai beni Culturali stiamo predisponendo un bellissimo progetto di “ArcheoBosco”. Vogliamo che nel Parco di Centocelle si possa camminare tra natura e Storia in un bellissimo connubio tra ambiente e cultura.

Ognuno dei 15 Municipi di Roma avrà a disposizione alberi da mettere a dimora insieme ai cittadini e associazioni.

Partecipare è semplice. Basta amare la propria città e portare pala o paletta e guanti da giardino e recarsi direttamente domenica alle 9:00 nei seguenti punti di ritrovo:

- Tor Sapienza, ingresso di Viale Giorgio Morandi

- Parco Alessandrino, ingresso di Via Locorotondo

- Garbatella, Area Verde Garibaldi, ingresso Via Rosa Raimondi Garibaldi

- A cura di Roma Natura: Riserva Naturale Tenuta dell’Acquafredda, via di Val Cannuta 250

Tecnici del Comune ed esperti delle associazioni spiegheranno come mettere correttamente a dimora gli alberi. Sarà anche un modo per imparare qualcosa di nuovo e importante.

Vi aspettiamo.

ps Per ulteriori informazioni scrivete a eventi.assessoratoambiente@comune.roma.it


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Figuraccia di Chiamparino. Fallito il suo blitz per modificare, in peggio, la legge sull’azzardo

Fri, 17 Nov 2017 09:58:59 +0100

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di Gruppo regionale M5S Piemonte

Figuraccia colossale di Chiamparino. Fallito il suo blitz per modificare, in peggio, la legge sull’azzardo 9/2016 approvata all’unanimità dal Consiglio regionale. La proposta è stata bocciata addirittura dagli stessi rappresentanti del PD in sede di conferenza dei Capigruppo.

L’obiettivo di Chiamparino era quello di posticipare l’entrata in vigore delle norme riguardanti le distanze degli apparecchi di gioco dai luoghi sensibili prevista per il 20 novembre 2017, modificando la legge. Il tutto su pressione del vice Ministro Baretta in virtù di un articolo della legge di stabilità ancora nemmeno approvato dal Parlamento.

Chiamparino, per giustificare questa oscura manovra, nella sua lettera al presidente del Consiglio Laus, ha fatto riferimento alle dichiarazioni di Baretta sull’eventuale perdita di gettito per l’erario, una considerazione che la dice lunga sui reali intenti, che non coincidono di certo con la necessità di combattere il gioco d’azzardo in Piemonte.

Non è accettabile cambiare una legge regionale sulla base di un disegno di legge nazionale frutto delle pressioni delle lobbies del gioco. A ciò va aggiunta l’intesa siglata in Conferenza unificata che tutela le leggi regionali più restrittive. Se l’intento del Governo è quello di discostarsi dall’intesa poteva fare un decreto legge. E Chiamparino, anziché assecondare il Governo, dovrebbe mettere al primo posto la lotta al gioco d’azzardo, la salute dei piemontesi e le scelte fatte dal Consiglio regionale.

Ad oggi la nostra legge è vigente ed i Comuni si devono adeguare. Quando, e se, ci sarà una norma nazionale diversa solo allora toccherà alla Regione prendere i provvedimenti necessari. Noi non siamo disponibili per nessuna Commissione urgente e nessun’altra seduta urgente (non richieste dal PD nemmeno per l’emergenza incendi…). Anzi, annunciamo fin da ora, nel caso in cui si arrivasse a quel punto, l’intenzione di fare le barricate in Consiglio per impedire l’approvazione di qualsiasi provvedimento che cambi in peggio la legge regionale 9 del 2016.


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Domenica piantiamo gli #AlberiPerIlFuturo anche a Milano con Luigi Di Maio e Davide Casaleggio

Fri, 17 Nov 2017 09:52:31 +0100

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di Luigi Di Maio

Domenica 19 novembre, in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi che si celebra martedì prossimo, il MoVimento 5 Stelle rinnova il proprio impegno per la creazione di nuovi boschi urbani a Milano e in tutta Italia (qui tutti i dettagli, partecipate anche voi!).

Vi aspettiamo a partire dalle ore 10, in via San Paolino, all'altezza del civico 34/36, insieme a Davide Casaleggio, ai portavoce europei, nazionali, regionali e comunali del MoVimento 5 Stelle e a tanti attivisti.

Senza bandiere, perché le piante come l’aria sono di tutti, metteremo a dimora circa 200 nuovi alberi che andranno a formare una fascia boschiva, a margine della tangenziale, utilissima come barriera contro l'inquinamento ambientale e acustico.

È dal 2015 che il MoVimento 5 Stelle insieme a cittadini e associazioni crea boschi urbani. Abbiamo iniziato in due città (Milano e Reggio Emilia), quest'anno hanno aderito oltre 50 Comuni in tutta Italia di ogni colore politico e a partire da domenica con cittadini ,associazioni, comitati pianteremo più di 23 mila alberi.

È un'iniziativa a cui teniamo molto e che siamo orgogliosi di rinnovare ogni anno, ancora di più perché quando abbiamo piantato i primi alberi con noi c'era anche Gianroberto.


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