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Last Build Date: Thu, 27 Jul 2017 15:45:28 +0100

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Banche salvate, risparmiatori truffati #DecretoBancheVenete

Thu, 27 Jul 2017 15:45:28 +0100

src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fmovimentocinquestelle%2Fvideos%2F860706540752393%2F&show_text=0&width=560" width="460" height="270" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" allowFullScreen="true"> di MoVimento 5 Stelle Che a Palazzo Chigi ci sia Gentiloni o Renzi non cambia nulla, a gestire i salvataggi bancari è sempre Pier Carlo Padoan, l’uomo della grande finanza italiana e internazionale. Il decreto banche venete approvato oggi in Senato è solo l’ultimo capitolo di una sporca storia iniziata con la risoluzione delle quattro banche popolari durante il Governo Renzi-Boschi. Le banche italiane hanno finanziato per anni gli amici degli amici e gli stessi partiti, poi quando il bubbone è scoppiato i partiti si sono sentiti in dovere di intervenire salvandole dal fallimento. Ora, le banche risanate con i soldi dei contribuenti e dei risparmiatori, rimaste in mano ai privati, torneranno a finanziare il sistema, in un circuito perverso in cui cittadini e risparmiatori sono solo vittime da spremere. Sia durante il governo Renzi che oggi il Pd ci ha detto che le banche devono essere salvate, altrimenti salta in aria l’intero sistema del credito. Il problema, però, è come salvarle. Il MoVimento 5 Stelle si oppone con forza al metodo Pd-Padoan, che consiste nel salvare gli istituti sia con miliardi di euro di soldi pubblici che con i sacrifici degli azionisti e degli risparmiatori, lasciando il controllo delle banche risanate ai privati. Nel caso delle due banche venete, addirittura, i due istituti sono stati regalati ad una grande banca, Intesa, la quale ha dettato le sue condizioni sin dalla presentazione del decreto. Intesa ha poi respinto ogni mozione ed emendamento delle opposizioni servendosi dei parlamentari del Pd, compresi quelli veneti. I numeri del salvataggio gridano vendetta: oltre 17 miliardi di euro di nuovo debito pubblico, 5 dei quali girati a Banca Intesa per acquistare la parte sana di Veneto Banca e di Banca Popolare di Vicenza. Intesa si è presa quindi 30 miliardi di crediti a basso rischio e 500 milioni di patrimonio immobiliare, lasciando allo Stato le macerie, ovvero 10 miliardi di obbligazioni subordinate e i crediti più a rischio o irrecuperabili. Oltre al danno immenso per risparmiatori, azionisti e contribuenti, c’è anche la beffa: gli amministratori indagati per il crac non potranno essere interdetti perpetuamente dai pubblici uffici, dato che il Pd si è rifiutato persino di discutere la nostra mozione, la quale avrebbe rafforzato i poteri dei giudici e garantito quella giustizia che a causa della prescrizione non arriverà mai. Un intero territorio produttivo è a rischio disgregazione e 210 mila risparmiatori hanno perso del tutto o in parte i soldi messi da parte per i figli. Le associazioni delle vittime colpite da questo indegno piano del Governo ci hanno assicurato che decine di persone stanno pensando, proprio in queste ore, a gesti estremi, proprio perché non solo hanno perso tutto, ma immaginano un futuro in cui i banchieri oggi indagati la faranno comunque franca, anche se verrà accertata la loro responsabilità nel crac. La prescrizione corre veloce, e le armi dei giudici sono spuntate, anche perché le procure venete soffrono da tempo di una pesante carenza di organico. La situazione è tragica, e siamo solo all’antipasto. Non finirà con le due banche venete, anche perché gli accordi europei di Basilea sul patrimonio delle banche sembrano disegnati apposta per far saltare in aria il nostro sistema del credito. In un futuro così fosco, solo il metodo 5 Stelle può funzionare: interdizione perpetua per i banchieri colpevoli, tutela completa dei risparmiatori e intervento pubblico finalizzato a prendere il controllo delle banche fallite, così da risanarle pazientemente e riattivare un circuito del credito sano, legato ai territori e slegato dalla politica.Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it[...]



Il #ProgrammaUniversità del MoVimento 5 Stelle

Thu, 27 Jul 2017 15:33:55 +0100

src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fmovimentocinquestelle%2Fvideos%2F10155284160895813%2F&show_text=0&width=560" width="460" height="270" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" allowFullScreen="true"> di MoVimento 5 Stelle Il futuro di una comunità passa prima di tutto attraverso la sua capacità di istruire le nuove generazioni, dalla qualità della formazione culturale, tecnica e sociale che gli viene fornita. L’università rappresenta l’ultimo tratto di un percorso che si realizza nel presente ma già guarda al domani: le sfide della ricerca e dell’innovazione sono fondamentali per accrescere la conoscenza, rendere l'Italia competitiva e migliorare complessivamente la nostra qualità della vita nel medio-lungo periodo. Quella capacità di competere e di stare sul mercato che spesso al nostro Paese manca perché negli anni la politica non ha voluto puntare sulle nuove leve. Nella maggior parte dei Paesi europei colpiti da crisi strutturali è stata fatta la scelta di investire su università e ricerca, aumentando le risorse, perché è in questi comparti che hanno individuato un fondamentale strumento di rilancio. Giustamente hanno compreso che per uscire dal pantano dovevano puntare sul futuro, sull'innovazione, e su quelle nuove professionalità richieste dal mercato del lavoro. Da noi, invece, tutto questo non è avvenuto e bastano alcuni dati a chiarirlo: la spesa pubblica per l’istruzione universitaria, in percentuale al Pil, è ferma allo 0,3%, a fronte della media Ue dello 0,8%. Dal 2011 al 2014 la quota che il nostro Paese ha investito in ricerca e sviluppo è stata l’1,27% del Pil, mentre la media dei paesi Ocse è del 2,23% è quella della Ue del 2,6%. In Italia, oltre ai mancati investimenti, da anni è in corso il blocco del turnover del pubblico impiego che, a pieno titolo, può essere inserito nella voce "tagli": la contrazione del personale docente è stata una delle principali cause della riduzione delle cattedre (meno venti mila dal 2008)e, dunque, dell’offerta formativa. Scarsi investimenti si traducono in bassa capacità attrattiva. Le conseguenze poi sono inevitabili ed evidenti: in Italia il tasso di ingresso all’università è pari al 41% (media Ocse: 60%) e a completare il percorso di studi accademico è il 58% (media Ocse: 70%) tra quanti erano partiti. Da noi solo il 24% delle persone di età compresa tra 25 e 34 anni è in possesso della laurea (media Ocse: 41%), una percentuale che ci relega sul fondo della classifica dell’Ue. Il MoVimento 5 Stelle in questi anni ha avanzato proposte per invertire la tendenza e rimettere l'università e la ricerca al centro delle politiche nazionali, attraverso battaglie come quella contro il precariato all’interno degli atenei e quella per la realizzazione di procedure trasparenti (e meritocratiche) per i concorsi e il reclutamento. Soprattutto, ha condotto una lunga campagna negli atenei e nelle istituzioni per introdurre una no tax area e incentivare così l'iscrizione all’università delle fasce economicamente più deboli. Un’iniziativa sacrosanta intorno alla quale si è creato un consenso unanime che ha spinto la politica a tradurre quella proposta in legge. Adesso è venuto il momento di accelerare lungo questo percorso di cambiamento: l’università e la ricerca vanno concepiti come un grande volano di crescita e di sviluppo e, dunque, devono diventare una priorità. Il cambiamento deve partire dalle fondamenta: la prima domanda che ci dobbiamo porre è dunque quale modello di governance vogliamo per le università statali del nostro Paese: se ciò di cui abbiamo bisogno è un modello verticistico oppure partecipato. E’ necessario decidere se il sistema di finanziamento attuale risponde alle esigenze del comparto, oppure se la quota premiale, così com’è oggi, non è in grado di garantire al nostro sistema universitario di crescere e di competere. Altra scelta da compiere è quella rispetto alla dida[...]



Dorgali non ha paura

Thu, 27 Jul 2017 15:32:55 +0100

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di Itria Fancello, sindaca di Dorgali

Dorgali non ha paura. Nella notte s’è registrata un’esplosione al centro di prima accoglienza di “Su Babbu Mannu, dove si trovano circa 60 migranti ospitati dalla nostra comunità. Si tratta di persone che non hanno mai creato problemi in paese e che anzi ci hanno dato una mano in lavori socialmente utili e sono stati coinvolti anche da progetti di integrazione.

Attualmente accogliamo ben oltre il doppio della quota di migranti che ci spetterebbe, ma questo non può giustificare assolutamente nulla e il gesto compiuto, qualunque sia il movente, lo condanniamo con fermezza. Magistratura e forze dell’ordine sono al lavoro per ricostruire la vicenda e abbiamo la massima fiducia nel loro operato.


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#aTuttaSicilia Tour: dal 5 al 31 agosto

Thu, 27 Jul 2017 09:43:00 +0100

src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fmovimentocinquestelle%2Fvideos%2F10155283296710813%2F&show_text=0&width=560" width="460" height="270" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" allowFullScreen="true">

di Giancarlo Cancelleri, candidato Presidente del MoVimento 5 Stelle alla Regione Siciliana

Da sabato 5, e per tutto il mese di agosto, sarò in giro per la Sicilia a raccontare il sogno di una Sicilia a 5 Stelle. Con me ci saranno pure Luigi Di Maio, ormai di casa qui, e Alessandro Di Battista, carico come non mai. Faremo una cosa mai fatta prima: una full immersion nei luoghi e negli eventi più belli e caratteristici della nostra Isola, visiteremo sagre e festival, piazze e spiagge, arriveremo fin sotto il vostro ombrellone a parlarvi di futuro. Perché questa volta la cambiamo davvero questa terra, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto.

Ci troviamo di fronte a una svolta epocale. La Sicilia potrebbe essere la prima regione ad abolire vitalizi e privilegi, a dimezzare gli stipendi dei parlamentari, a sperimentare il reddito di cittadinanza, a chiudere le discariche e passare al 100% di differenziata, a sbloccare appalti fermi da anni, a ridisegnare mobilità e trasporti, a eccellere in sanità e servizi sociali, a ritornare a essere la regione più ricca d’Italia. Una Regione a 5 stelle insomma, dove tutto finalmente funziona e di cui si può orgogliosamente andare fieri.

Si parte il 5 da Marina di Ragusa, prima città siciliana con un sindaco a 5 stelle, per poi spostarci il 6 nella meravigliosa Marzamemi. Da lì inizierà un coast to coast che ci porterà fino alle pendici dell’Etna. Proseguiremo poi nel Messinese e decideremo in quale posto passare il ferragosto (a proposito se avete idee proponete). Sarà un viaggio indimenticabile tra le mille bellezze della nostra Isola e il calore unico dei siciliani. Viaggeremo a bordo di auto 100% elettriche, coloratissime e ad impatto ambientale zero. Esempio concreto di futuro a 5 stelle.

La Sicilia non è solo una Regione: è un’emozione, uno stato d’animo, un’energia indescrivibile che va vissuta sulla propria pelle. Per questo da ora fino a novembre: #aTuttaSicilia!


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Il nuovo regolamento per i campi Rom a Torino che ripristina la legalità

Thu, 27 Jul 2017 09:31:41 +0100

di Chiara Appendino Quello dei campi nomadi a Torino è un tema che si protrae da diversi anni e che, ad oggi, non ha mai visto una reale soluzione. In Città si stimano circa 1.500 persone appartenenti alle comunità Rom e Sinti che vivono in quelle che – anche recependo una mozione del Consiglio Comunale – sarebbe più opportuno definire “baraccopoli” piuttosto che campi. La situazione di questi luoghi è tristemente nota per i livelli di degrado in cui versano e per le difficoltà di convivenza con i cittadini delle zone limitrofe all’area. In realtà, negli ultimi anni, a subire i danni di quanto avviene nelle baraccopoli sono cittadine e cittadini che risiedono anche a diversi chilometri dalle baraccopoli, e ciò è dovuto all’accensione di roghi, fuochi illegali alimentati con materiale di varia natura che creano fumi tossici, provocando danni ambientali e sanitari. È evidente che la situazione – per questi ed altri episodi di illegalità – è insostenibile e che, per quanto difficile sia, è necessario mettere in campo tutte le risorse possibili per affrontarla e arrivare quanto prima possibile al definitivo superamento delle baraccopoli Rom. Si tratta innanzitutto di un obiettivo di civiltà. Per questo motivo gli assessorati e gli uffici del Comune si sono messi al lavoro per realizzare un nuovo regolamento, nel contesto più ampio di un Progetto Speciale. Il regolamento è stato illustrato nelle sue linee salienti ieri sera in Circoscrizione 6 in occasione di un Consiglio aperto. Colgo qui l’occasione per ringraziare la Presidente Carlotta Salerno e tutti i Consiglieri per averci ospitato. L’evento è stato partecipato, intenso, a tratti teso, ma considero sia stato fondamentale per avere un confronto franco con la cittadinanza e con i suoi rappresentanti. Trovate qui sotto le slide che abbiamo illustrato ieri ma, prima di scorrerle, vi chiedo ancora qualche minuto di pazienza per leggere alcune premesse e risposte a quelle che sono state le domande più frequenti. src="//www.slideshare.net/slideshow/embed_code/key/xNl23hSTJf5fN" width="595" height="485" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" style="border:1px solid #CCC; border-width:1px; margin-bottom:5px; max-width: 100%;" allowfullscreen> Progetto Speciale Campi Rom from Chiara Appendino Deve essere chiaro un punto: il principio cardine che guida questa prima fase è il ripristino della legalità. Noi non possiamo permettere che in Città esistano aree dove gli abitanti possano affrancarsi non solo dalla legge, ma anche dalle più basilari regole di civiltà che soggiacciono al vivere comune. Per questo motivo il regolamento dà una serie di norme chiare che sarà necessario rispettare per proseguire la permanenza nell’area e avviare progetti di inclusione. Credo sia importante dire che tutto è perfettibile, compreso questo testo, però da qualche parte bisogna iniziare, e bisogna farlo seriamente. Continuare a dire che “tanto non si può fare niente” non ci porterà da nessuna parte, se non a un peggioramento della situazione. Qui arrivo dunque al secondo principio. Con questo strumento si crea una netta linea di demarcazione tra chi ha intenzione di impegnarsi per integrarsi e far parte della nostra Comunità e chi invece pensa di poter vivere ai margini abdicando alle regole che ognuno di noi rispetta (o dovrebbe rispettare). Infatti, insieme al principio di legalità di cui sopra, ve n’è un altro parallelo che è quello di inclusione. E su questo punto i Servizi Sociali sono alacremente al lavoro da diversi anni per individuare progetti, anche puntuali, che siano sostenibili. Vi è stata un’obiezione frequente che si può sintetizzare così: "questo regolamento dice cose ovvie, esistono già leggi che prevedono sanzioni per questi comportamenti." Vero, ma stiamo parlando di un passo ulteriore. Qui non si tratta genericamente di sanzionare un comportamento scorretto, bensì di definire att[...]



La rivoluzione energetica parte da Porto Torres #RedditoEnergetico

Thu, 27 Jul 2017 09:30:55 +0100

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di MoVimento 5 Stelle

Il MoVimento 5 Stelle ha inventato lo strumento che riuscirà ad aiutare le famiglie in difficoltà economica e nello stesso tempo a diffondere l’energia rinnovabile del fotovoltaico. È una giornata storica oggi: dopo mesi di lavoro, incontri, sopralluoghi, studi, grazie a un'idea del portavoce Riccardo Fraccaro, nasce il Reddito energetico, che ci impegneremo ad esportare negli altri comuni a 5 Stelle.

L’amministrazione di Porto Torres, guidata dal sindaco a 5 Stelle Sean Wheeler ha dato il via con 500 mila euro a un fondo rotativo con il quale acquisterà impianti fotovoltaici donandoli in comodato d’uso alle famiglie assegnatarie mediante un bando.

Così la bolletta elettrica sarà drasticamente ridimensionata grazie allo scambio sul posto e il ricavato dalla vendita del surplus di energia andrà ad alimentare il fondo. Geniale, no? Il primo agosto parte il bando e invitiamo tutti i cittadini di Porto Torres a partecipare, avete 60 giorni di tempo. A metà ottobre conosceremo gli assegnatari e a inizio anno sarà tagliato il nastro dei primi impianti attivati.

Lo abbiamo sempre detto: la nostra visione è di un’Italia sempre più rinnovabile, dove l’energia pulita andrà a sostituire le fonti inquinanti e dove nessuno dovrà essere lasciato indietro. Porto Torres, comune a 5 Stelle, è il primo a passare dalle parole ai fatti. Ma non ci fermeremo: il Reddito energetico sarà una rivoluzione che si espanderà nelle altre città e conquisterà l’Italia!


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Una vittoria storica: la prima battaglia sui #vitalizi è vinta

Wed, 26 Jul 2017 18:57:06 +0100

src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FLuigiDiMaio%2Fvideos%2F1422616104441598%2F&show_text=0&width=560" width="465" height="275" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" allowFullScreen="true"> di Luigi Di Maio Oggi è un giorno storico. Segniamocela in rosso sul calendario questa data, perchè finalmente quest'Aula, che si è macchiata di tanti voti vergogna, sta per abolire i vitalizi. C’è voluta quasi un’intera legislatura - quattro anni e 4 mesi per l’esattezza - di pressioni del MoVimento 5 Stelle per giungere -al punto in cui siamo oggi. Perchè, diciamocelo chiaro come lo hanno detto colleghi di altri partiti, questa legge è una vittoria del MoVimento 5 Stelle. Ed è ancora di più una nostra vittoria perchè non solo abbiamo portato la maggioranza di voi a votare per togliervi il privilegio, ma abbiamo addirittura portato il Pd a presentare questa legge. E' stata dura trascinarvi fino a qua, ma alla fine avete ceduto. Quattro anni e mezzo per questo risultato. Dieci anni di battaglie con migliaia di attivisti. Oggi viene ristabilita la giustizia. Non è la prima volta che vi costringiamo a far saltare delle indecenze, perchè ve ne vergognate. Quando siamo arrivati qui si spendevano 30 milioni di euro di affitti d'oro e li abbiamo fatti saltare. Si spendeva un milione di euro in rimborsi spese viaggio agli ex parlamentari e li abbiamo fatti saltare. Si spendevano 350.000 euro in un'assicurazione dalle punture di insetto ai parlamentari, l'abbiamo fatta saltare qualche mese fa. Le auto blu costavano 759.000 euro all'anno, oggi costano 200.000 euro, ma si può fare di meglio. Solo fino a qualche mese fa questo sembrava impossibile, in un’Italia ormai assuefatta ai privilegi delle tante, troppe caste che per anni si sono considerate intoccabili. E infatti il clima in cui in cui oggi si discute, tra questi banchi e di riflesso sui giornali, è surreale: “i vitalizi non si toccano”, “abolirli è incostituzionale”, ho sentito addirittura evocare parole come “macelleria sociale”... Signori, ma voi vi rendete conto di cosa stiamo parlando? Volete svegliarvi una buona volta? La macelleria sociale è quella che VOI avete imposto al Paese: tagli da oltre 4 miliardi alla sanità, jobs act, questa è macelleria sociale! Qui noi oggi stiamo facendo una cosa semplice, semplice e giusta. Stiamo togliendo di mezzo un privilegio medievale, siamo qui a dirvi: non è intoccabile! Nessuno di voi lo è! src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fdibattista.alessandro%2Fvideos%2F1248634615248600%2F&show_text=0&width=560" width="460" height="270" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" allowFullScreen="true"> Non vi stiamo dicendo “rinunciate a una pensione”, vi stiamo dicendo “smettetela di considerarvi diversi dagli altri e di pretendere trattamenti di favore”. Il vitalizio è un privilegio per chi lo riceve, ma un’ingiustizia non più sopportabile per tutti coloro che sono fuori da quest’Aula, per quei cittadini italiani a cui noi dobbiamo rendere conto. Oggi lo Stato spende 215 milioni di euro l’anno per il vitalizio di 2600 ex parlamentari. Il loro assegno, ancora oggi, viene calcolato con il sistema retributivo, quindi un ex parlamentare arriva ad incassare fino a cinque volte quanto versava di contributi. Da oggi non sarà più così. Nessuno avrà più diritto a un privilegio del genere. Chi ora percepisce il vitalizio si vedrà un bel taglio perchè ora sarà ricalcolato secondo il sistema contributivo. Vi sareste dovuti rendere conto da soli che questa situazione di ingiustizia, di disuguaglianza così smaccata, non è mai stata tollerabile. Siamo dovuti arrivare noi per farvelo capire. Perché noi abbiamo a cuore il Paese lì fuori, l’Italia [...]



RISULTATI - Vota il #ProgrammaImmigrazione del MoVimento 5 Stelle

Wed, 26 Jul 2017 10:00:00 +0100

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Le votazioni sono concluse. I risultati in fondo al post.

Oggi, mercoledì 26 luglio, si vota per il Programma Immigrazione del MoVimento 5 Stelle.
Le votazioni saranno aperte su Rousseau dalle 10.00 alle 19.00.

Grazie all'aiuto di esperti, nei giorni scorsi abbiamo approfondito i punti fondamentali su cui si baserà la nostra attività di governo. L’obiettivo del MoVimento 5 Stelle è quello di arrivare a SBARCHI ZERO entro i prossimi 5 anni. L’immigrazione è il più grande fallimento dei partiti: hanno firmato accordi suicidi che hanno trasformato l’Italia nel campo profughi d’Europa e hanno foraggiato il business della criminalità organizzata, come dimostra l’inchiesta Mafia Capitale. È arrivato il momento di mandarli a casa!
Su Rousseau troverai 4 quesiti. Sei chiamato a decidere su:

VIE LEGALI DI ACCESSO: per fermare l’illegalità degli sbarchi affidiamo la valutazione dell’ammissibilità delle domande di protezione internazionale alle ambasciate e ai consolati nei Paesi di origine o di transito o nelle delegazioni dell’UE presso i Paesi terzi.

RICOLLOCAMENTO OBBLIGATORIO: votate sul meccanismo di distribuzione dei richiedenti asilo e sulle sanzioni agli Stati membri che non rispettano gli accordi.

COMMISSIONI TERRITORIALI: bisogna scegliere il modo per velocizzare le procedure del riconoscimento o meno della protezione internazionale. In Italia durano mediamente 18 mesi. Nel resto d’Europa 6 mesi.

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE: qual è la priorità per rimuovere le cause profonde delle migrazioni dai Paesi di origine dei migranti?

Accedi a Rousseau e vota subito!

RISULTATI

Le vie legali di accesso, votanti 20195
SI 19146
NO 1049

Il ricollocamento dei richiedenti asilo, votanti 20168
SI 19447
NO 721

Le Commissioni territoriali, votanti 20037
SI 18663
NO 1374

La cooperazione internazionale, votanti 19685
Tanti piccoli programmi di sostegno allo sviluppo rurale, all'agricoltura sostenibile e alla sicurezza alimentare, all' istruzione e alla formazione professionale per attività artigianali, di contrasto alle emergenze sanitarie. 13068
Programmi di sostegno alle istituzioni dei Paesi in via di sviluppo (capacity building) nella lotta alla corruzione, agevolando gli investimenti privati italiani in un regime di accessibilità e competitività. 4290
Programmi di grandi investimenti in infrastrutture di base e in servizi collegati (dighe, grandi impianti energetici, porti, autostrade) 2327


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A Roma la differenziata per negozi e uffici è aumentata del 16, 5%

Wed, 26 Jul 2017 09:58:34 +0100

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di Pinuccia Montanari, assessore all'ambiente di Roma

Stiamo riorganizzando i metodi di raccolta dei rifiuti a Roma, perché quelli che abbiamo trovato, a fronte di un grande dispendio di risorse, non sono efficienti ed efficaci. Applicando su una parte delle utenze non domestiche (negozi, ristoranti, uffici) un sistema dedicato di raccolta differenziata porta a porta, abbiamo ottenuto ottimi risultati: rispetto a giugno 2016, la raccolta differenziata è aumentata del 16,5% in 12 mesi e del 14,2% nei primi sei mesi dell'anno.

La raccolta di carta e cartone, particolarmente importante per gli esercizi commerciali, è aumentata del 19,2% tra giugno 2016 e giugno 2017 e del 24,4% nei primi 6 mesi del 2017.
Su questo specifico intervento, è aumentato del 19% anche il numero di utenze servite da raccolta differenziata. L'incremento è stato superiore all'obiettivo che ci eravamo dati: avevamo previsto 31.505 nuove utenze, ne abbiamo attivate 37.565.

Seguendo questo modello stiamo riorganizzando la raccolta differenziata su tutta la città. Così Roma potrà arrivare all’obiettivo prefissato del 70% di differenziata al 2021.


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Macron fa gli interessi della Francia. Il PD pure

Wed, 26 Jul 2017 09:55:55 +0100

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di MoVimento 5 Stelle

E ancora una volta, l'Italia subisce Parigi. Dopo i respingimenti a Ventimiglia, dopo aver regalato allegramente ai francesi ampie zone di mare, ecco l'ennesimo asservimento forzato del nostro Paese, con il presidente francese Macron che a Parigi ha portato avanti una mediazione tra il presidente del Consiglio presidenziale di Tripoli Fayez Sarraj e il comandante dell'Esercito nazionale libico Khalifa Haftar per un cessate il fuoco in Libia.

La Libia, che fino a qualche anno fa era considerata il "quarto confine italiano" nel Mediterraneo.

Ma noi non ci sentiamo di condannare Macron: ha fatto solo gli interessi dei propri connazionali e del proprio Paese come è suo compito. Compito invece da tempo dimenticato dal PD e dal suo governo incapace di gestire gli eventi, dilettanti paralizzati dall'ormai tristemente famoso accordo che Matteo Renzi, nel 2014, ha siglato con la controparte europea per far sì che tutti i migranti del Mediterraneo arrivassero in Italia.

Il MoVimento 5 Stelle sta preparando un'informativa urgente a Gentiloni sulla Libia, a seguito degli ultimi sviluppi, per capire come si posiziona l'Italia in questa cornice. Che ruolo abbiamo? Che ruolo avremo? Dove ci stanno portando (sempre che lo sappiano)? E' da oltre un anno che chiediamo al governo di impegnarsi per l'organizzazione di una grande conferenza di pace a Roma che riunisca tutti i rappresentanti politici del territorio libico: il MoVimento 5 Stelle è stato il primo a capire che era indispensabile un dialogo con le parti. Mesi fa avevamo chiesto anche che l'Italia si facesse capofila in questo complesso processo di stabilizzazione della regione, invece ci ritroviamo ancora una volta ultimi della fila.

Oltre alle critiche, legittime, accogliamo comunque con favore l'impegno assunto tra Serraj e Haftar per un cessate il fuoco. L'auspicio è che duri a lungo e che serva ad arginare finalmente anche i flussi verso le nostre coste. Qualora ciò accadesse, però, la Francia vorrà qualcosa in cambio: noi non abbiamo dubbi sul fatto che il governo PD sarà pronto, stavolta, a concedere anche i primogeniti.


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