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Blog di Beppe Grillo





Last Build Date: Tue, 17 Jan 2017 18:03:59 +0100

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Rigettato il ricorso del Pd contro Virginia Raggi

Tue, 17 Jan 2017 18:03:59 +0100

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di Virginia Raggi

Tanto rumore per nulla. Dopo la batosta elettorale a Roma, il Pd ne subisce un'altra in Tribunale. Il giudice non ha accolto la richiesta con la quale i dem cercavano di ribaltare il risultato delle urne che ha visto il M5S vincere.

Speravano di rendere nulla la nostra vittoria, paragonando la stipula del Codice di comportamento del M5S ad un accordo di una associazione segreta. Non sanno più cosa inventare. Il problema è che non riescono ad accettare la sconfitta ed il fatto che stiamo riportando la legalità. Quando abbiamo vinto le elezioni, abbiamo assicurato che avremmo rispettato gli impegni con i cittadini. Questo è lo spirito del M5S. L'impegno l'abbiamo preso con voi e lo rispetteremo sempre.


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Non sosteniamo il #PresidenteDeiPartiti

Tue, 17 Jan 2017 15:10:43 +0100

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di MoVimento 5 Stelle Europa

Pittella e Tajani sono figli della stagione politica più fallimentare nella storia d'Europa. Noi non li sosteniamo. Sono uomini di partito che governano in Italia e in Europa nel nome dell'inciucio del Patto del Nazareno. Pittella e Tajani sono gli emissari di Renzi e Berlusconi in Europa. Le loro scelte politiche hanno creato il vuoto di rappresentanza e la crisi dell'Unione europea. Loro sono quelli che si vantano di sostenere Juncker, uomo della Merkel, compare di Schulz (che non mancherà a nessuno) e architetto dell'elusione fiscale di Stato.

Non appoggiamo oggi e non appoggeremo mai un #PresidenteDeiPartiti che non si batte per tutelare i diritti dei cittadini e dei popoli europei. Che non conosce i valori della democrazia diretta e della partecipazione. Non sosteniamo un #PresidenteDeiPartiti che ha paura di affossare le politiche di austerità, che non ha il coraggio di ribellarsi ai trattati dettati dai lobbisti, che non pretende chiarezza sugli scandali Volkswagen e che non elimina la vergognosa elusione fiscale di Stato in Lussemburgo. Pittella e Tajani rappresentano il sistema che noi combattiamo. Con loro perde l'Europa dei cittadini!


Twitta anche tu usando l'hashtag il #PresidenteDeiPartiti




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I dannati e i signori

Tue, 17 Jan 2017 15:05:45 +0100

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di Diego Fusaro

Il noto non è conosciuto. Così diceva Hegel. E non è conosciuto perché lo diamo per scontato o rinunciamo a ragionarvi serenamente, complice la distrazione di massa che regna a ogni latitudine. Lo sappiamo da anni. Anche da prima che ce lo ricordasse Thomas Piketty nel suo studio sul capitalismo nel ventunesimo secolo.

Il mondo post-1989 non è il mondo della libertà, come ripetono i suoi ditirambici cantori: a meno che per libertà non si intenda quella del capitale e dei suoi agenti. Per il 99% della popolazione mondiale il post-1989 è e resta un incubo: un incubo di disuguaglianza e miseria.

Ce l’ha ancora recentemente ricordato Forbes
, la Bibbia dei sacerdoti del monoteismo del mercato deregolamentato. Otto super-miliardari – meticolosamente censiti da Forbes – detengono la stessa ricchezza che è riuscita ad accumulare la metà della popolazione più povera del pianeta: 3,6 miliardi di persone. L’1% ha accumulato nel 2016 l’equivalente di quanto sta nelle tasche del restante 99%.

Insomma, ci sia consentito ricordarlo, a beneficio di quanti non l’avessero notato o, più semplicemente, facessero ostinatamente finta di non notarlo: il mondo è sempre più visibilmente diviso tra un’immensa massa di dannati – gli sconfitti della mondializzazione – e una ristrettissima classe di signori apolidi dell’oligarchia finanziaria transnazionale e postmoderna, post-borghese e post-proletaria.

Non vi è più il tradizionale conflitto tra la borghesia e il proletariato nel quadro dello Stato sovrano nazionale: il conflitto – meglio, il massacro a senso unico – è oggi tra la nuova massa precarizzata globale e la nuova “aristocrazia finanziaria” (Marx) cosmopolita e liberal-libertaria, nemica giurata dei diritti sociali e delle sovranità economiche e politiche.

La massa degli sconfitti della globalizzazione è composta dal vecchio proletariato e dalla vecchia borghesia: il vecchio proletariato è divenuto una massa senza coscienza di erogatori di forza lavoro sottopagata, supersfruttata e intermittente. La vecchia borghesia dei piccoli imprenditori è stata essa stessa pauperizzata dall’oligarchia finanziaria, mediante rapine finanziarie, truffe bancarie e competivitismo transnazionale. L’oligarchia sempre più ristretta governa il mondo secondo la logica esclusiva della crescita illimitata del proprio profitto individuale, a detrimento del restante 99% dell’umanità sofferente.


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Grazie al MoVimento 12,5 milioni di euro per la sicurezza dei ciclisti

Tue, 17 Jan 2017 13:00:48 +0100

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di MoVimento 5 Stelle

Ci sono voluti quasi 4 anni, due flash mob, svariate interrogazioni, interpellanze, campagne mediatiche. Ma alla fine, il ministro ha dovuto firmare, e rendere disponibili e finalmente davvero operativi i 12,5 milioni di euro reperiti grazie al Movimento 5 Stelle (emendamento a firma Michele Dell’Orco al decreto del Fare del 2013) e destinati alla sicurezza dei ciclisti.

Una buona, ottima notizia che riguarda tutta l’Italia. Si va dalla Lombardia, che avrà quasi due milioni di euro a disposizione, ai 170 mila della Valle D’Aosta, ogni regione avrà il suo gruzzoletto da investire nella salvaguardia dei ciclisti.
L’emendamento era diventato legge già nel 2013, con il governo Letta, ma chissà come mai la firma dei ministri s’impigliava sempre in qualche altro impegno più urgente.

Avevamo sperato in Delrio, il ministro in bicicletta, il fan delle due ruote, acclamato dai ciclisti di tutta Italia. Ma anche lui è stato fino a oggi troppo impegnato. Finalmente i soldi sono a disposizione. Adesso il Movimento 5 Stelle vigilerà in tutte le regioni affinché i soldi siano effettivamente spesi per la sicurezza dei ciclisti.

Deputati M5S in Commissione Trasporti
Camera dei Deputati

Ps: "Poche ore fa ho letto un commento su uno dei principali giornali italiani. Diceva: "La “Cosa pubblica” in mano a una società privata (la Casaleggio Associati). Neanche con Berlusconi e Mediaset si era arrivati a tanto." Ma è veramente cosi? Chiaramente no. Eppure da mesi si continua a martellare l’idea che qualche misterioso potere di una società privata decida per la città di Roma.
Mi spiace deludere qualcuno, ma non è così. E lo dico chiaramente: non esiste alcun contratto tra il Sindaco di Roma, Virginia Raggi e Casaleggio Associati. E sarebbe assurdo che ci fosse. Il contratto che per mesi in tanti hanno citato e pubblicato non è stato nemmeno letto. Nel documento vengono nominati Beppe Grillo e lo scomparso Gianroberto Casaleggio, nel loro ruolo di garanti del Movimento 5 Stelle. E’ una fake news inventata e diffusa ad arte, che serve ad alimentare
l’idea di oscure trame, di reti e di sistemi, che semplicemente non esistono." Davide Casaleggio


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Arriva Sharing, la nuova app di #Rousseau: la condivisione fa la forza

Tue, 17 Jan 2017 11:04:14 +0100

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di Massimo Bugani

Ciao a tutti! Oggi all’interno della nostra piattaforma Rousseau finalmente lanciamo la funzione Sharing, cioè quell’applicazione che permetterà la condivisione di atti all’interno delle istituzioni. Si tratta di un tassello fondamentale per il nostro Sistema Operativo e per il MoVimento 5 Stelle stesso.

Perché Gianroberto Casaleggio ha scelto proprio Rousseau per il nome della piattaforma che ci ha lasciato in eredità? Dovete sapere che in un testo, il “contratto sociale” del 1762 Rousseau spiegava la sua proposta politica, una proposta per la rifondazione della società sulla base di un patto equo, costitutivo del popolo come corpo sovrano, solo detentore del potere legislativo. Questo, e altri suoi scritti, vennero condannati e contribuirono a isolare Rousseau dall’ambiente culturale del suo tempo. Vi ricorda qualcuno?

Sharing, dicevamo, condivisione. Una parola chiave fondamentale, per sfruttare dalla rete il massimo, migliorare sempre di più, per poi arrivare a quell’obiettivo finale che aveva a cuore il nostro caro e geniale Gianroberto: far tornare il potere al popolo.

Con sharing, nuovo tassello della piattaforma di democrazia diretta che è Rousseau potremo condividere gli atti, le interrogazioni, le interpellanze, gli ordini del giorno, le mozioni, discutere e migliorarle, trarre ispirazione da altre, condividere altri tipi di documenti utili, calarli nei rispettivi contesti territoriali per utilizzarli al meglio. Quindi, soprattutto: fare rete e migliorare insieme. Con questo nuovo strumento, che ci permetterà di sfruttare ancora meglio la rete, riusciremo a fare un altro passo verso il nostro più importante obiettivo: restituire la democrazia nelle mani dei cittadini.


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Finché la Grecia resta parte dell’eurozona non potrà fare altro che peggiorare

Tue, 17 Jan 2017 10:58:44 +0100

da Vocidallestero.it Con la consueta punta di sarcasmo, Zero Hedge commenta il recente scontro diplomatico tra Grecia e autorità (imperiali) europee, su un piccolo bonus natalizio che Tsipras ha promesso ai pensionati più poveri. Per la UE non è mai Natale. Più che l’entità della spesa, sottolinea Zero Hedge, è l’atteggiamento della Grecia a irritare i “creditori”: lo schiavo osa prendere una decisione per conto proprio, dunque deve essere punito. Con una nota di ridicolo, i socialisti del governo francese intervengono a difesa della Grecia, per il motivo che questa “ha già oltrepassato l’obiettivo del surplus primario per il 2016”, e dunque le si potrebbe addirittura concedere qualcosa... di Zero Hedge, 16 dicembre 2016 Mercoledì scorso i rendimenti dei titoli greci si sono impennati a seguito dell’ennesima crisi nei rapporti diplomatici tra Grecia ed Eurogruppo. Il tutto è avvenuto quando i ministri delle finanze europei hanno sospeso le trattative sulla concessione di un temporaneo condono del debito, subito dopo che l’assediato premier greco Tsipras ha promesso un inatteso bonus pre-natalizio ai pensionati con basso reddito. Il bonus dovrebbe consistere in 600 milioni di euro divisi tra un milione di pensionati greci a basso reddito, e intende sostituire un precedente bonus natalizio cancellato dalle autorità che hanno supervisionato il bailout greco. Dando per scontato che la minaccia di non concedere alla Grecia qualche concessione sul debito (che dovrebbe servire a ridurre il debito greco del 20 per cento più o meno verso il 2060) fosse sufficiente, i burocrati hanno dato al governo greco poche ore per ritornare in sé e revocare la promessa fatta ai pensionati. Ciò non è avvenuto e, invece, giovedì scorso il parlamento greco ha approvato la decisione di stanziare 617 milioni di euro – un surplus nei risparmi – per concedere il bonus ai pensionati. La Grecia ha così snobbato i creditori internazionali e legiferato per dare ai pensionati un bonus natalizio una tantum, a dispetto dei chiari avvertimenti dei creditori. Si tratta dell’ultimo, ennesimo scontro sul terzo programma di bailout del paese. “I greci devono vedere che i sacrifici fatti per sei, sette anni stanno finalmente dando dei frutti“, ha detto il ministro delle finanze greco Euclid Tsakalotos, durante una visita a Bruxelles. Ciononostante, stanchi di questi sacrifici e dei tagli alle pensioni, ormai una dozzina, che hanno spinto quasi metà degli anziani del paese sotto la soglia di povertà, giovedì sera 5.000 pensionati greci hanno protestato pacificamente, marciando per le strade di Atene. “Siamo venuti a dare un messaggio. Mai più!” ha protestato il pensionato Efstratios Bozos, parlando alla Reuters. “Le nostre pensioni si sono ridotte alle mance che si danno al ristorante“. Sì, be’, e la vostra economia resta in recessione. Ma almeno avete il vostro euro, e dopo l’estate 2015, quando la Grecia è andata molto vicina a riprendersi la propria indipendenza dagli artigli di Bruxelles, ma è stata poi soffocata all’ultimo minuto, la comunità internazionale non si cura nemmeno più della disperazione dei greci. Ma ecco la notizia peggiore: finché la Grecia resta parte dell’eurozona non potrà fare altro che peggiorare. Pensavamo che, arrivati a questo punto, i greci avrebbero capito. Invece non hanno capito, e dunque le sofferenze devono continuare. Ma c’è comunque una qualche buona notizia. Come riportato da Reuters, la mossa di Tsipras ha fatto “infuriare” i funzionari tedeschi e di molti altri paesi, ma il presidente francese Hollande e il suo ministro delle finanze hanno preso le difese di Tsipras questo giovedì, dando segno di una certa divisione in Europa su come gestire la Grecia. Arrivando al summit a Bruxelles, Hollande ha detto che era sbagliato impedire alla Grecia di prendere delle “decisioni sovrane” e ha suggerito che i ministri dell’euroz[...]



La Lezzi smonta le bufale del piddino Carbone

Tue, 17 Jan 2017 10:10:18 +0100

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di Barbara Lezzi

Durante la puntata dell’Arena di domenica scorsa, ho fatto presente che a Roma abbiamo istituito il wistleblowing (norma che agevola la lotta alla corruzione) e che il Partito Democratico ne ostacola l’introduzione a livello nazionale.

A questo punto, Ernesto Carbone del PD mi risponde dicendomi che il provvedimento c’è già dal luglio 2016 e a me che replicavo, chiedendogli di citare il numero della norma perché convinta dell’inesistenza della stessa, ha intimato di leggere la Gazzetta Ufficiale anziché il Blog di Beppe Grillo.

Intanto, però, Riparte il Futuro - comunità anti corruzione promossa da Libera e Gruppo Abele- si appella, proprio in questi giorni, tramite un comunicato, al Presidente Grasso perché sblocchi la discussione di diversi provvedimenti contro la corruzione tra cui proprio il whistleblower fermo anch’esso nel “porto delle nebbie” della commissione affari costituzionali come denunciato dalla comunità.

Per Carbone resta l’invito a informarsi meglio perché, oltre a quest’aspetto, nel seguito della trasmissione, ha dimostrato di non aver capito nulla del referendum costituzionale e di aver votato, a sua insaputa, per circa 15 miliardi di tagli alla regioni i cui bilanci sono impegnati per l’80% nella sanità.

Questa sarebbe la classe dirigente informata e competente del Partito Democratico.


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I grandi debitori di MPS non pagano, Calenda fa il palo

Mon, 16 Jan 2017 17:42:00 +0100

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di Luigi Di Maio

Dal Corriere della Sera: "Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, dice no alla black list dei debitori, la lista delle aziende che hanno ottenuto e poi non restituito prestiti pesanti dalle banche finite poi in difficoltà, a partire dal Monte dei paschi di Siena. "No, secondo me non va pubblicata la lista dei grandi debitori insolventi", segnando un cambio di direzione rispetto all’orientamento che il governo aveva lasciato filtrare nei giorni scorsi". Il principio - spiega il ministro - è che l’imprenditore va dalla banca a chiedere i soldi. È responsabilità della banca capire se è insolvente. È un po’ strano spostare l’onere su chi chiede i soldi"
E' molto strano che siano i cittadini comuni a dover pagare per quelli, che come riportato dagli organi di stampa (Corriere, Il Sole, Libero), sono i grandi debitori insolventi di MPS, su tutti Carlo De Benedetti (tessera numero 1 del Pd e patron de La Repubblica che infatti su questo scandalo non scrive mezza riga), che con i 600 milioni di euro di Sorgenia risulta il maggior debitore del Monte dei Paschi, almeno tra i privati citati dai giornali. Perchè Calenda tutela gli interessi del numero 1 del Pd e se ne frega dei cittadini che gli pagano lo stipendio? Pensi a fare il ministro dello Sviluppo Economico di un Paese in macerie anzichè il palo ai grandi debitori insolventi. Vogliamo che la lista dei grandi debitori insolventi MPS venga pubblicata al più presto, prima di prendere altri soldi ai cittadini devono essere loro a pagare!


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Mobilità sostenibile, siamo gli ultimi della classe

Mon, 16 Jan 2017 16:11:09 +0100

di Gianni Girotto Sulla mobilità elettrica l’Italia è ferma al palo. Troppa burocrazia. Talmente tanta che non si riescono a spendere neanche i soldi pubblici già stanziati. Infatti, dei 50.000.000 di euro stanziati in tre anni per le ricariche delle auto elettriche, dal 2013 al 2015, finora lo Stato è riuscito a spenderne meno di 6.300 di tipografia per stampare i bandi. A segnalarlo è la Corte dei Conti in un documento di accusa alla politica di grave inefficienze in un settore strategico per il futuro della sostenibilità in cui il cittadino italiano è doppiamente scoraggiato dai prezzi alti delle vetture elettriche e da un numero di colonnine di ricarica non adeguato. Le colonnine attualmente esistenti infatti sono tutte dovute ad iniziative private. Un'ennesima storia di ritardi e palleggiamenti, che inizia nel 2009 con l'UE che vara un programma per "veicoli puliti ed efficienti", ma che da allora vede accumularsi, anziché la sua attuazione, ritardi su ritardi. Gravissime le responsabilità della politica e del Governo, che in questi tre anni è passato da una consultazione all'altra, senza però arrivare ad installare una sola colonnina. Ricordiamo che presso la presidenza del Consiglio dei Ministri venne istituito il tavolo Tiscar sulla mobilità sostenibile che con la partecipazione dei diversi stakeholders (portatori di interesse) avrebbe dovuto dar luce ad una road map (pianificazione) di cui non vi è traccia per l’opposizione anche di alcuni grossi gruppi industriali, Fiat ed Eni in primis. Il documento doveva servire per condividere delle proposte in sostegno della mobilità sostenibile che sarebbero state presentate già nella discussione della legge di bilancio tenuta a dicembre. Le dimissioni di Renzi durante l’esame della legge di bilancio hanno congelato la discussione anche delle proposte di modifiche presentate dal M5S per inserire alcuni miglioramenti in questo ambito. Parallelamente a questo percorso, un mesetto fa il Parlamento Italiano ha recepito la direttiva europea sui combustibili alternativi dove ha "scelto" di privilegiare le infrastrutture gas anziché appunto quelle elettriche. Con l'aggravante che viene previsto un sistema di scelta dei fornitori di colonnine che, come al solito, privilegerà i grandi oligopolisti, col rischio quindi di incorrere in un'ennesima procedura di infrazione della direttiva europea che impone ai distributori di favorire e non limitare la concorrenza nel settore le infrastrutture di ricarica. Indovinate chi ci guadagna? Bisognerebbe “accelerare al massimo” lo sviluppo delle elettrificazione della mobilità, come sostiene la Corte dei Conti. Ma non è sufficiente. E’ il Governo, anche per tutelare la salute dei cittadini, che deve impegnarsi quotidianamente per lo sviluppo di questo settore fortemente innovativo. Non può continuare a rimanere indifferenti alle estreme e drammatiche conseguenze: l'Italia paga un tributo di 85mila morti all'anno dovute all'inquinamento dell'aria. In 32 città italiane capoluoghi di provincia siamo con l'aria fuorilegge, con le polveri sottili che hanno superato, nell'anno che si è appena concluso, la soglia massima consentita. Ora poco più di 1/4 di questo inquinamento proviene dal settore dei trasporti, precisamente il 72% auto/camion, 11% navi, 10% aerei e 3% treni (dati ufficiali UE da cui l'Italia si discosta di pochissimo). Nonostante tutto questo inquinamento cosa succede invece in Italia? Le Ferrovie varano un piano di investimenti in cui la parte del leone la fanno i trasporti su gomma (sì avete capito bene, gomma!). Ed intanto ci sono almeno 1.000 Km di ferrovie locali sospese, che meriterebbero progetti di recupero. Indovinate chi ci guadagna? Sarebbe opportuno adottare subito norme "tecniche" per permettere alle auto elettriche di connettersi agli edifici e partecipare al mercat[...]



Stiamo riportando la legalità a Roma

Mon, 16 Jan 2017 15:48:48 +0100

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di Roberta Lombardi

E' notizia di poco fa che la procura di Roma ha disposto il sequestro di 3 palazzine del piano di zona Monte Stallonara a seguito di varie denunce tra cui la mia (vedi comunicato allegato della Polizia Locale di Roma Capitale). Nei tanti esposti che ho presentato in questi anni sui più critici tra i 102 piani di zona attualmente presenti a Roma segnalavo le responsabilità di molti funzionari e dirigenti comunali e regionali nel mancato controllo sull'utilizzo dei soldi pubblici.

I piani di zona sono strumenti di attuazione urbanistica dei piani di edilizia residenziale pubblica, ovvero il mezzo attraverso cui lo Stato si preoccupa di garantire un tetto anche a quelle famiglie economicamente più fragili che non possono permettersi una casa sul libero mercato. Ci sono tante persone in questi immobili, tante famiglie sotto ingiusto sfratto che aspettano qualcuno che faccia giustizia sulla truffa perpetrata alle loro spalle.
Perché in tutti questi anni i costruttori privati che hanno costruito con soldi pubblici su terreni comunali impegnandosi a realizzare opere di urbanizzazione primaria in molti casi inesistenti hanno lucrato sulle spalle della povera gente nell'assoluta inerzia, quando non complicità, della Regione Lazio e di chi in passato ha amministrato il Comune di Roma. Oggi la Procura è intervenuta iniziando a tutelare queste famiglie e iniziando a richiamare alle proprie responsabilità chi non ha voluto seguire la legge.

Come per le banche, così per i palazzinari, chi paga sono sempre i cittadini. Milioni di euro a pioggia per i potenti, per gli amici degli amici. Il conto vero, però, lo pagano le famiglie italiane a cui rubano i risparmi e rubano un tetto sotto cui vivere. Ma noi non ci arrendiamo!

di Paolo Berdini, Assessore all'Urbanistica di Roma Capitale

Ora faremo chiarezza su quanto accaduto e prenderemo seri provvedimenti. Stiamo riportando la legalità dove finora è mancata. Non vogliamo esistano più zone d'ombra dove corruzione e malaffare trovano terreno fertile per diffondersi. Grazie ad un esposto presentato dal Movimento 5 Stelle e al prezioso lavoro della magistratura, della Polizia Locale e della Guardia di Finanza si fa luce sulla vicenda controversa del progetto del piano di zona B50 Monte Stallonara.

È stata aperta un'indagine per una truffa da 14 milioni di euro ai danni del Comune di Roma e della Regione Lazio. I dipendenti comunali, abusando del loro potere, davano il via libera ai prezzi di concessione accontentandosi della semplice dichiarazione dei Consigli di amministrazione mentre invece era necessario che i prezzi di cessione fossero approvati e deliberati dai soci delle cooperative. I soldi poi venivano fatti sparire nelle casse delle cooperative in una sorta di scatola cinese. L'aumento del prezzo massimo di cessione doveva essere concordato con Regione e Comune. E così non è stato: c'è stata una mancanza di vigilanza da parte degli uffici pubblici. Con noi questo non succederà più.


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#RaiChiediScusa per le balle sul referendum

Mon, 16 Jan 2017 14:00:08 +0100

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di Beppe Grillo

Il sondaggio sulle bufale dei media si è concluso. I risultati sono i seguenti:
- 60%: Se vince il NO paese a rotoli: bufala diffusa da tutti i media italiani, con rare eccezioni, per comodità è stata attribuita alla RAI che maggiormente si è distinta per la campagna a favore del SI, fregandosene del suo ruolo di servizio pubblico
- 17%: Grillo vuole una banca: bufala diffusa dal Giornale (prima pagina)
- 14%: Beatrice Di Maio: bufala diffusa da La Stampa (chiamata La Busiarda a Torino) e smontata dall'intervista di Franco Bechis a Titti Brunetta
- 9%: Buche a Roma (del 2014): bufala diffusa da L'Unità, qui maggiori informazioni
La RAI vince quindi il Bufalino d'oro e presto gli sarà consegnato il premio. Pretendiamo scuse pubbliche ai cittadini italiani per la campagna di disinformazione messa in atto per il Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. Basta prendere in giro i cittadini che pagano il canone. La RAI cominci a fare informazione imparziale e veritiera.


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Maltempo e neve: la strage nei canili lager

Mon, 16 Jan 2017 11:08:44 +0100

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di Paolo Bernini, M5s Camera

Per fortuna ci sono i volontari e le volontarie che sopperisco all'assenza dello Stato.

Questo week end sono stato bombardato di messaggi sul mio profilo Facebook, mail e telefonate da parte di cittadini e cittadine che mi chiedevano aiuto per l’emergenza freddo e neve che ha colpito soprattutto il sud italia.

Molti canili si sono trovati impreparati a fronteggiare questa ondata di maltempo poiché la maggior parte di queste strutture non è assolutamente a norma. Molte sono fatiscenti e alcune non hanno neanche le autorizzazioni sanitarie previste per legge. Molti di questi canili sono comunali ma gestiti da privati, quindi sono stati usati soldi pubblici per costruire strutture non a norma e se ne stanno spendendo tanti altri per dar in appalto la vita di questi cani a soggetti privati il cui unico interesse è il benessere del loro portafogli e non quello dei nostri amici a 4 zampe .

Le scene riprese con tablet e smartphone sono di cani che muoiono tra il freddo, la neve e l’incuria: cani con le zampe congelate attaccate al terreno. Tutto questo è vergognoso- oltre al configurasi del reato di maltrattamento degli animali c’è anche il danno erariale. Ma sembra che a nessuno interessi.

Sto girando tutta italia in questi canili che sono diventati delle carceri, in cui i cani entrano da cuccioli, crescono e muoiono lì dentro. Siamo nel 2017 l’Italia dovrebbe essere un Paese civile, ma così non è evidentemente. In Italia ci sono ancora questi problemi a causa dell’assenza di controlli.

Ho fatto interrogazioni a cui non mi è stata data risposta e sto usando il mio ruolo per dare voce a chi non ne ha, ma non sarebbe compito mio ma del Ministro della Salute che latita nel controllo e nell'applicazione della normativa sul benessere degli animali lasciando morire questi cani nel freddo di queste gabbie fatte per aumentare il conto in banca di persone senza scrupoli.


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La Russia è un alleato, non un nemico

Mon, 16 Jan 2017 11:00:03 +0100

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di Alessandro Di Battista

Furono gli USA di Obama a “chiedere-pretendere” le sanzioni alla Russia. L'Europa eseguì a cominciare dall'Italia scendiletto degli americani. Chi pensava che le sanzioni avrebbero indebolito Putin adesso si starà vergognando. Il M5S non è mai stato né filo-russo né filo-americano. Vogliamo costruire un paese autonomo, sovrano, indipendente e soprattutto non stupido! Le sanzioni alla Russia ci sono costate miliardi di euro, migliaia di posti di lavoro e l'accentuarsi di una crisi prodotta dalla corruzione sì, ma ancor di più da questo folle capitalismo finanziario.

Trump lo giudicheranno gli americani, non è affar mio, quel che mi importa sono quelle scelte che potrebbero ricadere positivamente sugli interessi italiani. Negli ultimi anni quel che ci siamo fatti imporre dagli USA ci ha indebolito. L'illegale guerra in Iraq, l'assurda guerra in Afghanistan, la deposizione violenta di Gheddafi (erano altri che gli baciavano le mani ma quel che va compreso è che se butti giù un dittatore con le bombe straniere quel paese non diventerà più sicuro, al contrario esploderà) e molte altre. Oggi Trump parla di una possibile revoca delle sanzioni alla Russia. E' una buona notizia tuttavia l'Italia non dovrebbe aspettare le decisioni del Presidente degli USA per far quel che è giusto fare. Un Paese sovrano avrebbe già preteso e ottenuto lo stop di questa follia. Il M5S lo chiede da tempo.

La Russia ha i suoi guai (come gli USA e come l'Europa intera) e non rispetta tutti i diritti (come gli USA e come l'Europa intera) ma è un partner economico con cui dialogare e un alleato contro il terrorismo, non un nemico!


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Un'economia terminale in mano ai suoi assassini

Mon, 16 Jan 2017 10:09:11 +0100

di MoVimento 5 Stelle Il debito italiano è sempre meno credibile. Delle quattro agenzie di rating che la BCE valuta quando deve fornire liquidità alle banche italiane, anche l’ultima, l’agenzia canadese Dbrs, ha retrocesso i nostri titoli di Stato da A  a BBB. Lo avevano già fatto le più note agenzie Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch. Secondo l’istituto canadese il problema del debito italiano è che l’economia non cresce e ristagnano anche tutti gli altri fondamentali economici, tra i quali l’occupazione. A ciò si aggiunge una crisi bancaria della quale il Governo Renzi ha gettato le basi con tre mosse sconsiderate:  1) la risoluzione delle quattro banche popolari a carico dei risparmiatori 2) il recepimento della direttiva europea sul bail-in  3) un folle referendum costituzionale che ha esasperato la già disastrosa situazione di Mps, banca legata a doppio filo con il suo partito. Le responsabilità del Governo Renzi, e quindi anche del Ministro dell’Economia Padoan e del Ministro degli Esteri Gentiloni, che oggi siede a Palazzo Chigi, sono immense. Il primo dovrebbe ritirarsi per sempre dalla vita politica, invece di preparare un ritorno in grande stile sulle macerie dell’economia italiana, gli altri due dovrebbero dimettersi immediatamente lasciando la parola al popolo italiano. Non lo faranno, e la crisi bancaria italiana si trascinerà dietro altre decine di migliaia di incolpevoli risparmiatori. Ciò detto, tutti sappiamo che le agenzie di rating non meritano alcuna fiducia. Fino alla catastrofe finanziaria del 2008 valutarono i mutui spazzatura concessi dalle banche americane con una tripla A. Sono controllori in pieno conflitto di interesse con istituti e Governi che dovrebbero controllare. Non si tratta quindi di pendere dalle loro labbra, ma di riconoscere che all’interno di questo sistema finanziario globale il loro parere conta, perché muove gli investitori e influenza così la stabilità dei Governi. L’ulteriore retrocessione del debito italiano significa, tecnicamente, che le banche italiane già in forte crisi dovranno garantire alla BCE più titoli di prima in cambio della liquidità necessaria alla loro attività quotidiana. Si stima uno sforzo aggiuntivo in termini di titoli da girare in garanzia alla Bce tra i 14 e i 30 miliardi di euro. Certo, non si tratta di miliardi netti che escono dal sistema creditizio nazionale, ma dei cosiddetti collaterali scambiati con la Bce in cambio di liquidità fresca. Le banche italiane, nel complesso, hanno collaterali in abbondanza. Ciò che vale nel complesso, però, non vale per tutti gli istituti di credito presi singolarmente. Qualcuno di essi potrebbe soffrire il declassamento del nostro debito e la maggiore richiesta di collaterali da parte della Bce.  Se però il dato tecnico è nel complesso gestibile, dato che le banche italiane in generale non hanno problemi di liquidità ma di capitale e di crediti deteriorati, il dato politico è pesantissimo. Questa volta, infatti, le agenzie di rating non dicono il falso, ma fotografano un’economia in pezzi. Poco importa che queste agenzie siano una parte del problema perché sono stati gli ultimi Governi a distruggere il Paese con l’austerità, i tagli ai servizi pubblici e una pressione fiscale insostenibile. Se Renzi ha sempre eseguito i diktat di bilancio dell’Unione Europea e non ha mai messo in discussione la camicia di forza dell’euro è per una ragione molto semplice: ha voluto farlo.  Ricordiamocelo quando fra qualche mese, dopo altri 20 miliardi di euro che i cittadini avranno pagato per salvare le banche, il Bomba verrà a cantarci le meraviglie del suo Governo e a chiederci una X sulla scheda elettorale.Leggi e commenta [...]