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Last Build Date: Sat, 25 Feb 2017 12:55:22 +0100

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#EmergenzaTerremoto: Errani se non sei capace, fatti da parte!

Sat, 25 Feb 2017 12:55:22 +0100

src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FLuigiDiMaio%2Fvideos%2F1270307833005760%2F&show_text=0&width=560" width="460" height="270" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" allowFullScreen="true">

di Luigi Di Maio

Sono passati 6 mesi dalla prima scossa di terremoto nel Centro Italia, quella del 24 agosto. Ebbene, in 6 mesi non è stato fatto quasi nulla. A dirlo non è solo il MoVimento 5 Stelle, i sindaci o i cittadini di quei territori che sono venuti qui a Montecitorio a manifestare. A dirlo è anche il commissario alla ricostruzione Vasco Errani, nominato dal Governo Renzi in questo audio (non sapeva di essere registrato).

Rendiamoci conto, dopo 6 mesi Errani dice: ”ci dobbiamo dare un’organizzazione”. Lui, che è stato nominato proprio in virtù dell’esperienza maturata da commissario al terremoto in Emilia Romagna ma che, in realtà, è stato scelto secondo le solite logiche spartitorie del Pd .
È vero: non è possibile che dopo 6 mesi e tre decreti sul terremoto sia ancora tutto fermo. Non è possibile che ci siano da assegnare 3 mila casette e ne sono state consegnate soltanto 18.

Non è possibile che le macerie siano ancora lì. Guardate le foto dei centri colpiti il 24 agosto e confrontatele con quelle fatte 6 mesi dopo: gran parte delle macerie sono ancora là.
Non è possibile che abbiamo sulla costa, ospitate negli alberghi, 5300 persone delle zone colpite dal sisma che non sanno se potranno restare negli alberghi nei prossimi mesi. Questi cittadini rischiano di essere sfollati anche dagli alberghi perché le convenzioni non sono state ancora rinnovate e gli albergatori tra poco dovranno affrontare la stagione estiva.

Non è possibile che dovevano essere realizzate 637 stalle per gli allevatori e a gennaio ne erano state consegnate solo il 12%. Intanto però la neve era arrivata e in questi sei mesi sono morti 10 mila animali.
E non è possibile che non ci sia ancora una no tax area. Sono mesi che la chiediamo per le zone terremotate. Non si può sospendere il pagamento delle tasse per due, tre anni, perché a quei cittadini quando dici “tasse sospese”, sanno che si dovranno porre il problema di pagare le tasse alla fine della sospensione.

Il sindaco di Accumoli ha detto: “Se si continua così, neanche nei prossimi 20 anni avremmo un barlume di ricostruzione”. Ha ragione.
Allora al commissario Errani chiediamo di assumersi le sue responsabilità: se lui è incapace, se ne vada a casa. Se invece la responsabilità della non gestione di questa emergenza è di qualcun altro, allora faccia nomi e cognomi di chi non sta facendo il proprio dovere.

Avevamo chiesto al governo Gentiloni con questa lettera di inserire nell’ultimo decreto sul terremoto tutte le richieste che giungevano dai sindaci, dai territori, dai cittadini che sono venuti qui a Roma. Richieste e soluzioni per aiutare imprese e famiglie di quell’area. La maggior parte di queste proposte sono state ignorate e non sono state inserite nel nuovo decreto .
Il MoVimento 5 Stelle ha sempre detto di essere disposto a collaborare. Ma per aiutare i nostri concittadini, non per prenderli in giro.
E quindi chi non sta facendo la sua parte si faccia da parte, il prima possibile.


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93 nuove proposte di legge degli iscritti 5 Stelle

Sat, 25 Feb 2017 12:38:35 +0100

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di Danilo Toninelli

Sono online le nuove proposte di legge degli iscritti del MoVimento 5 Stelle. Le trovi su Rousseau. Si tratta di 93 nuove proposte di legge degli iscritti del MoVimento 5 Stelle. Accedi alla lista e scegli quelle che ritieni più convincenti per le votazioni che si terranno la prossima settimana.
Se vuoi sapere come si propone una legge su Lex Iscritti e come viene valutata qui trovi tutte le informazioni necessarie.
Grazie a tutti coloro che stanno contribuendo allo sviluppo di Rousseau, il cuore pulsante del MoVimento 5 Stelle: continuate a sostenerci!


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Il caso #Consip, una storia torbida

Sat, 25 Feb 2017 12:19:18 +0100

src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fdibattista.alessandro%2Fvideos%2F1109103119201751%2F&show_text=0&width=560" width="460" height="270" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" allowFullScreen="true"> di Alessandro Di Battista Da qualche giorno si sente finalmente parlare, troppo poco, dell'inchiesta Consip. Ma di che cosa stiamo parlando? Il 2 novembre 2016 il quotidiano La Verità diretto da Maurizio Belpietro scrive che Tiziano Renzi, il papà di Matteo Renzi, è preoccupato per un'inchiesta di una procura del Sud. In effetti c'è un'inchiesta che poi lo riguarderà ed era appunto di una procura del Sud, nello specifico una procura di Napoli che indaga sull'appalto più grande d'Europa che riguarda la Consip. Che cosa è la Consip? La Consip è la centrale di acquisti della pubblica amministrazione, è una società che appartiene tutta al Ministero dell’Economia e delle Finanze e serve per comprare beni e servizi per la pubblica amministrazione. Su cosa indagano i magistrati napoletani? Indagano su una possibilità di corruzione, portata avanti da un imprenditore che si chiama Alfredo Romeo interessato ad aggiudicarsi alcuni lotti di quello che viene considerato l’appalto più grande d'Europa, portato avanti dalla Consip. Tra l'altro qualche anno fa Alfredo Romeo finanziò le fondazioni renziane, lecitamente, però ha dato dei soldi diciamo “a sostegno” delle campagne elettorali dell’ex sindaco di Firenze, ex presidente del Consiglio, nonché figlio di Tiziano Renzi. L’inchiesta va avanti, è un’inchiesta importante, tuttavia viene rovinata da una soffiata: arriva in Consip la notizia della presenza di microspie che servivano a scoprire la presenza di eventuali reati, e l'amministratore delegato Luigi Marroni organizza una vera e propria bonifica, e in effetti viene scelta una società esperta di bonifiche che arriva negli uffici di Consip, bonifica gli uffici e trova le microspie. Luigi Marroni, tra l'altro un amico di Renzi, prima di diventare amministratore delegato di Consip (nominato da Renzi) è stato direttore dell'Asl di Firenze quando Matteo Renzi era presidente della Provincia e poi sindaco, e poi è diventato anche assessore del Partito Democratico alla sanità della Toscana. Marroni viene interrogato dai magistrati, e dice ai magistrati di aver saputo dell'eventuale presenza delle microspie e di questa indagine Consip. Chi avrebbe fatto la soffiata? Luigi Marroni, non un “grillino” ripeto, ma un amico di Renzi, fa i nomi: dice di essere stato avvisato della presenza delle microspie, poi trovate dopo la bonifica, e quindi dell'indagine, da Luigi Ferrara presidente di Consip, il quale poi sostiene di averlo saputo dal comandante dell'Arma dei Carabinieri generale Tullio Del Sette. Tutto da verificare per amor di Dio. Sempre Luigi Marroni dice ai magistrati di essere stato avvisato anche da Luca Lotti, il potentissimo braccio destro di Matteo Renzi, ministro dello Sport, e sottosegretario se non sbaglio con delega ai Servizi Segreti del passato governo Renzi. Poi, sempre Marroni, dice di essere stato avvertito dal comandante dei carabinieri della Toscana Emanuele Saltalamacchia. Ma non è finita qui. C’è un altro grandissimo amico di Renzi che parla e dice delle cose molto interessanti: si chiama Filippo Vannoni, è presidente di Publiacqua, nominato sempre da Renzi. Publiacqua è la società partecipata del comune di Firenze, e si occupa il servizio idrico. Tra l'altro è anche il marito di Lucia De Siervo, l'ex capo di gabinetto di Renzi quando Renzi era sindaco di Firenze, e attualmente direttore dell'attività economica sempre del Comune di Firenze sotto Nardella. Filippo Vannoni, anche lui, viene interrogato dai magistrati e dice che di questa inchiesta era a conoscenza sempre Luca Lotti, ma anche lo stesso Matteo Renzi. Insomma Matteo Renzi, secondo Filippo Vannoni, conosceva questa inchiesta Consip, presumibilmente quell’inchiest[...]



#UnoStadioFattoBene

Fri, 24 Feb 2017 22:29:35 +0100

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di Virginia Raggi

Tre torri eliminate; cubature dimezzate, addirittura il 60% in meno per la parte relativa al Business Park; abbiamo elevato gli standard di costruzione a classe A4, la più alta al mondo; mettiamo in sicurezza il quartiere di Decima che non sarà piu soggetto ad allagamenti; realizzeremo una stazione nuova per la ferrovia Roma-Lido.

Abbiamo rivoluzionato il progetto dello stadio della Roma e lo abbiamo trasformato in una opportunità per Roma. Abbiamo sempre detto di essere favorevoli alla realizzazione dello stadio ma nel rispetto della legge e per il bene della nostra città.

Ci siamo riusciti. Abbiamo evitato il progetto monstre ereditato dalla precedente amministrazione. A Tor di Valle nascerà uno stadio ma moderno, ecocompatibile, all’avanguardia dal punto di vista delle tecnologie ma soprattutto sarà un’opera che rispetterà molto di più l’ambiente e il territorio.

E abbiamo previsto una convenzione con i costruttori: avranno priorita' le opere di urbanizzazione utili alla città e ai romani, come la messa in sicurezza dell’area di Decima o il potenziamento della ferrovia Roma-Lido grazie a cui si accorceranno i tempi per andare e venire dal litorale di Ostia.

Uno stadio fatto bene.


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Terremoto, l'aiuto concreto del M5S Lazio

Fri, 24 Feb 2017 15:25:24 +0100

(image)

di MoVimento 5 Stelle Lazio

Abbiamo dato seguito a quanto promesso dopo il terremoto che il 24 agosto ha colpito il Centro Italia ed effettuato due bonifici da 100 mila euro a favore dei comuni di Accumoli e di Amatrice, le due comunità della nostra regione maggiormente colpite dal sisma.

Siamo orgogliosi di poter mettere a disposizione degli amministratori e delle popolazioni colpite una parte delle risorse frutto di quanto accantoniamo ogni mese dal nostro stipendio. Volevamo fare la nostra parte con un gesto di solidarietà e vicinanza come tanti ce ne sono stati e, fortunatamente, continuano ad esserci. Siamo certi che la somma messa a disposizione sarà utilizzata per dare un aiuto concreto a quei territori e per sostenere iniziative utili alla rinascita di comunità così duramente colpite.


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Il Jobs Act di Renzi è una disgrazia, ecco la conferma dell'Inps

Fri, 24 Feb 2017 12:27:42 +0100

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di MoVimento 5 Stelle

È arrivata dall'Inps una pessima pagella per Matteo Renzi. I dati definitivi sul mondo del lavoro nel 2016 sono da mani nei capelli e confermano il fallimento della sua riforma principale, il Jobs Act.

Il paradosso è che lo scorso anno non solo sono crollati i nuovi contratti a tempo indeterminato rispetto al 2015 (-37,6%, da oltre 2 milioni a 1.264.865) ma il livello degli stessi è stato ancora più basso del 2014 (1.271.398) prima cioè che entrasse in vigore il Jobs Act. Questo significa che senza la droga degli incentivi pubblici il Jobs Act è il nulla assoluto: non crea posti di lavoro e non favorisce i contratti stabili. Renzi ha quindi stanziato quasi 20 miliardi di incentivi pubblici per nascondere l'inconsistenza della sua riforma e appena ha dovuto ridurli dal 100% al 40% la bolla occupazionale si è sgonfiata. Lo abbiamo sempre detto, ma adesso arriva la conferma ufficiale dei tecnici.

Fa rabbia pensare che con quei 20 miliardi si poteva finanziare il reddito di cittadinanza, il salvataggio dei risparmiatori senza ulteriore debito pubblico o un piano di investimenti pubblici infrastrutturali (magari anche per la prevenzione sismica e del rischio idrogeologico).

Nel complesso il saldo dei contratti a tempo indeterminato nel 2016 è positivo di sole 82.000 unità (-91% sul 2015) e considera anche le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti (teoricamente) stabili. Senza esse, che pure sono diminuite del 35%, il saldo sarebbe addirittura negativo.

A far la parte dei leoni, oltre ai voucher, sono i nuovi contratti a tempo determinato (in aumento dai 3,4 del 2015 ai 3,7 milioni del 2016). Come dire che per tre anni Renzi ci ha tenuti prigionieri di un bluff! Ora che l'illusionista bugiardo se ne è andato la realtà torna a prendere il sopravvento sulla propaganda: il precariato dilaga e l'occupazione ristagna.
Come era ovvio a pagare questo fallimento sono stati innanzitutto i salari dei nuovi lavoratori a tempo determinato, i più numerosi. In un anno sono calati dello 0,3% e la discesa è destinata a continuare.

La ricetta per creare lavoro rimane una e una sola: aumentare gli investimenti pubblici e privati. Per i primi serve la sovranità monetaria e fiscale che l'Unione Europea ci nega, i secondi sono innescati dalla crescita della domanda interna, cioè da misure di sostegno al reddito e dagli stessi investimenti pubblici.

BOCCIATA la riforma costituzionale dal popolo italiano,

BOCCIATO l'Italicum dalla Corte Costituzionale e

BOCCIATO il Jobs Act dai dati Inps,

cosa rimane del Governo Renzi? Parole, parole, parole...


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#ForzaVirginia, giornalisti restate umani

Fri, 24 Feb 2017 12:26:45 +0100

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di MoVimento 5 Stelle

#ForzaVirginia! Sei una roccia! Tutto il MoVimento 5 Stelle ti è vicino in questo momento
Chiediamo ai giornali e alle TV di rispettare la privacy del sindaco di Roma Virginia Raggi, come avvenuto recentemente per il presidente Gentiloni. La morbosità della telecamera fissa del Corriere della Sera davanti l'ingresso dell'ospedale che trasmette da due ore, non aggiunge alcun contenuto informativo. Restate umani.


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Così il MoVimento salva il cittadino da Equitalia

Fri, 24 Feb 2017 10:14:57 +0100

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di MoVimento 5 Stelle

Ecco cosa significa rimboccarsi le maniche, sul territorio, giorno dopo giorno, per affrontare i problemi veri degli italiani alle prese con uno Stato inefficiente e ingiusto. Il M5S e gli splendidi volontari che animano i punti SosAntiEquitalia, danno gratuitamente assistenza concreta, fiscale e giuridica, ma anche conforto psicologico ai cittadini alle prese con il riscossore di Stato. E spesso risolvono problemi enormi.
Qui a seguire una testimonianza reale, che vale più di mille chiacchiere di palazzo. Un debito con l’erario in realtà inesistente, Equitalia che non risponde e non rispetta la legge, un pignoramento che continua a crescere. E una cifra iniziale in ballo di poco meno di 10mila euro che si trasforma presto in un incubo.

Il racconto è rivolto al nostro portavoce Carlo Sibilia:

“Mi chiamo Marina De Rose e le scrivo perché desidero ringraziarla per aver creato le strutture Antiequitalia; grazie a una di queste - precisamente quella di Lamezia Terme a cura dell’avvocato D’Ippolito - ho potuto dopo anni di vero stress risolvere la mia pendenza con Equitalia.
Disperavo di poterlo fare perché gli avvocati a cui mi ero rivolta in precedenza non avevano nemmeno tentato di mettersi contro quello che è stato definito da qualcuno e davvero realisticamente ‘un mostro’.
Se provassi a riscrivere qui l’intera vicenda non basterebbero 10 pagine; però avevo in precedenza scannerizzato dei fogli che la riassumono piuttosto bene, fogli che le mando e che avevo inviato via mail anche all’allora Ministro dello Sviluppo Economico Guidi (parlo del 2014, dopo che mi era arrivata l’ingiunzione nel 2013).
Da allora ho fatto di tutto – 2 richieste di sospensione in autotutela, lettere, telefonate, mail - ma non sono approdata a nulla, tant’è che – stremata e già con 2 stipendi pignorati (ottobre e novembre 2015) – avevo richiesto la rateizzazione del debito, che Equitalia mi aveva accordato a gennaio 2016 senza però riconoscermi la maggior rateizzazione possibile.
Nel frattempo – proprio a dicembre 2015 – ho sentito parlare per la prima volta dei Punti SOS AntiEquitalia di 5 stelle; ho chiamato e ho avuto subito l’appuntamento con un angelo dal volto umano, Giuseppe D’Ippolito.
Da tutti i documenti che ho portato, l’avvocato D’Ippolito intanto ha capito quali errori aveva commesso Equitalia – e in primis la mancata risposta alla mia prima richiesta di sospensione in autotutela nei tempi previsti – e ha agito subito, recandosi a Roma, incontrando i vertici di Equitalia, chiedendo e ottenendo risposte e risultati, dandomi consigli immediati su lettere da scrivere, comunicazioni e richieste da fare, interlocutori da contattare . In capo a pochi mesi, mi sono state restituite le somme pignorate, e ho ricevuto una lettera da Equitalia che non lasciava più adito a dubbi: la vicenda si era conclusa positivamente.
Non ha idea di come mi sia sentita liberata.
Ancora grazie al Movimento 5 Stelle, a Lei e all’avvocato D’Ippolito.
Non saprete mai abbastanza quanto vi sono grata.
Cordiali saluti”
Marina De Rose


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La corruzione elettorale in Trentino

Fri, 24 Feb 2017 09:53:46 +0100

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di Riccardo Fraccaro e Filippo Degasperi

Offrire soldi in cambio di sostegno elettorale non è solo politicamente disonesto, ma è anche un reato. Lunedì 20 febbraio una sentenza del Tribunale di Trento ha finalmente fatto luce sulla torbida vicenda politica in cui è coinvolto Lorenzo Baratter, consigliere provinciale del PATT che in Trentino e in Parlamento governa con il PD.

Baratter, alla vigilia delle elezioni provinciali 2013 aveva messo nero su bianco un accordo elettorale con cui si impegnava a versare 500 euro al mese alla Federazione degli Schützen in cambio del loro “pieno sostegno”. Baratter fu eletto in Consiglio Provinciale con 3.693 preferenze e, puntualmente, cominciò a versare agli Schützen quanto promesso.

Quest’accordo segreto è venuto a galla solo lo scorso anno. Il M5S ha subito presentato un esposto in Procura ed è stata aperta un’indagine. Ci siamo opposti all’iniziale proposta di archiviazione del procuratore; la nostra richiesta di opposizione è stata accolta e ci siamo costituiti parte civile nel processo penale che ne è seguito.

Lunedì scorso, finalmente, il giudice ci ha dato ragione: quello siglato tra Baratter e gli Schützen è un accordo corruttivo. Il consigliere, però, ha schivato con destrezza la condanna per corruzione elettorale chiedendo la messa in prova: un espediente per sottrarsi all’accertamento giudiziario, ma sul piano politico un’ammissione di colpa.

Il consigliere Baratter ha firmato un patto che il Tribunale ha giudicato come “corruzione elettorale”. La maggioranza però fa finta di nulla: per PATT e PD non si tratta di un reato grave ma di “un’ingenuità”, “una leggerezza”. La sentenza dimostra che i consensi raccolti dalla maggioranza alle elezioni sono stati inquinati da un accordo corruttivo, ma per i partiti di centrosinistra siamo di fronte ad un peccato veniale.

Se il Presidente del Consiglio Provinciale Rossi e i partiti che lo sostengono non prenderanno provvedimenti nei confronti di Baratter significa che sono conniventi e approvano un simile modo di raccattare voti. Ed è gravissimo che la maggioranza lo difenda solo perché, in caso di sue dimissioni, subentrerebbe un consigliere di minoranza. È uno scandalo intollerabile, un insulto ai cittadini e agli elettori. L’integrità delle istituzioni viene prima di qualsiasi poltrona: il PD i suoi alleati abbiano un sussulto di onestà, altrimenti a farne le spese sarà il buon nome della nostra autonomia.


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