Subscribe: Blog di Beppe Grillo
http://www.beppegrillo.it/index.xml
Added By: Feedage Forager Feedage Grade B rated
Language: Italian
Tags:
anche  che  dal  dei  della  delle  essere  euro  gli  italia  miliardi  nel  ong  perché  più  questo  sono  sul 
Rate this Feed
Rate this feedRate this feedRate this feedRate this feedRate this feed
Rate this feed 1 starRate this feed 2 starRate this feed 3 starRate this feed 4 starRate this feed 5 star

Comments (0)

Feed Details and Statistics Feed Statistics
Preview: Blog di Beppe Grillo

Blog di Beppe Grillo





Last Build Date: Sat, 29 Apr 2017 16:25:28 +0100

Copyright: Copyright 2017
 



#ProgrammaAgricoltura: la Politica Agricola Comune (PAC)

Sat, 29 Apr 2017 16:25:28 +0100

src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fmovimentocinquestelle%2Fvideos%2F10154977418180813%2F&show_text=0&width=560" width="475" height="270" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" allowFullScreen="true"> di MoVimento 5 Stelle La PAC costituisce (e costituirà) la principale fonte finanziaria a sostegno dell’agricoltura. Circa il 35% del bilancio della UE viene destinato al settore agricolo. I fondi vengono però suddivisi sulla base di alcuni pilastri che hanno la necessità di essere rivisti in quanto non corrispondenti a logiche legato alla produttività, ma a quelle dettate dal commercio avente come faro la WTO. Il modello è quello industrializzato e globalizzato che mal si sposa con la centralità dell'agricoltura per l'economica e il territorio. Un modello alternativo invece sarebbe quello di ripartire dallo sviluppo territoriale che consenta un benessere diffuso locale attraverso la valorizzazione delle risorse locali. Le imprese devono essere messe nelle condizioni di esprimere multifunzionalità, non limitandosi al compitino per l'intercettazione dei fondi, ma per la costituzione di un modello che inverta la tendenza attuale. di Simone Vieri, Ordinario di Economia e politica agraria, Univ La Sapienza Roma La PAC è stata per lungo tempo la principale politica agricola sostenuta a livello europeo. In 55 anni di storia è stata modificata e revisionata tante volte, e adesso non ha praticamente più niente dei contenuti originari, non vi è più traccia dei contenuti nutrizionistici. Il sostegno agli agricoltori è assicurato attraverso due strumenti: un aiuto diretto al reddito la cui concessione è condizionata al rispetto alcune norme ambientali; una serie di politiche di tipo socio-strutturale, le cosiddette politiche di sviluppo rurale, che dovrebbero sostenere lo sviluppo locale, e che sono attuate in Italia attraverso le regioni. Attraverso questo lungo processo di riforma che ha conosciuto la PAC nel corso della sua storia, molte situazioni si sono create ma sono rimaste molte delle contraddizioni iniziali di questa politica. Ancora oggi la PAC è fortemente gravata da un elevato livello di burocrazia, presenta problemi nella distribuzione del reddito: circa i 3/4 del reddito di sostegno agricolo finisce a meno di un quarto di agricoltori europei. Ci sono problemi sotto il profilo di sostenibilità ambientale, forme di agricoltura come le monocolture e gli allevamenti intensivi continuano ad essere fortemente praticate, mentre le forme di agricoltura a minor impatto ambientale tendono a veder riconosciuto effettivamente il loro ruolo. La dotazione per le misure di politica socio strutturale è ancora oggi carente, e non sufficiente a dare risposte adeguate rispetto ai bisogni di sviluppo dei sistemi locali. Ma la contraddizione forse più forte della PAC attuale è che essa non è più una politica autonoma, che rappresenta la sintesi delle istanze provenienti dai paesi europei, ma è diventata una politica che praticamente ha in sé solo le misure che l'Organizzazione mondiale del commercio le consente. L'attuale assetto della PAC è infatti figlio della necessità di adeguare i contenuti delle politiche agrarie a quelle che sono le regole del commercio multilaterale. In questa situazione, tutte queste criticità costituiscono dei problemi, ma non devono far dimenticare che la PAC era e resterà il principale strumento a sostegno degli agricoltori. Per questo motivo, occorre riformarla per renderla più possibile efficace rispetto a quelle che sono le esigenze e le potenzialità di sviluppo dei nostri sistemi agricoli, e però nel fare questo non si dovrà neanche dimenticare che l'agricoltura non può essere decontestualizzata dal sistema socio economico nazionale. Quindi la PAC dovrà essere importante per dare risposte all'agricoltura, ma dovrà anche essere in grado di integrarsi con le altre politiche economiche. Per fare questo occorre sostenere un processo di riforma e bisogna inseri[...]



Francesca ed Enrico non sono soli

Sat, 29 Apr 2017 16:01:09 +0100

(image)

di MoVimento 5 Stelle

Questo teschio di capra è stato recapitato a casa della nostra consigliere comunale di Serramazzoni (Modena) Francesca Marzani, ove abita anche il marito, ingegner Enrico Bussei, ex presidente del Comitato che si era battuto contro l'inceneritore e oggi attivista dell'associazione Libera contro le mafie.

Francesca è impegnata fortemente nella battaglia contro la cementificazione selvaggia e devastazione del territorio. Determinata, lavora a testa bassa in questo comune modenese di 8.294 abitanti, ove però si avvertono messaggi mafiosi, visti anche i precedenti: minacce, teste mozzate di animali, incendi.

Sono intervenuti i carabinieri per capire la natura del gesto ed è stata aperta un'inchiesta, perché a Serramazzoni resta un episodio non fuori dal comune e molto preoccupante.

Il messaggio arriva guarda caso pochi giorni dopo l'approvazione del nuovo piano urbanistico del Comune e pochi giorni prima della sentenza che ammazza anni di indagini della Procura sull'urbanistica malata di Serramazzoni e sull'inceneritore, perché interviene ancora una volta la vergognosa prescrizione, che cala un velo di impunità su quelle che potevano essere gravi responsabilità. Per fortuna però l'inceneritore non verrà costruito, grazie al Comitato e ai tanti cittadini che si sono voluti battere per il loro diritto alla salute, e quindi grazie anche a Francesca ed Enrico.

"Non vogliamo pensare solo alla tutela della nostra famiglia, ma della imprescindibile necessità di garantire e difendere la civiltà e la lealtà in una comunità da troppo tempo ferita e spesso piegata a metodi e approcci inaccettabili, non faremo un solo passo indietro, non modificheremo di una sola virgola i valori e le azioni che abbiamo condiviso e difeso in questi anni di impegno civile."

Sono state queste le loro prime parole, parole di coraggio e responsabilità verso una piccola comunità che sembra essere immersa in un contesto ove gli interessi di qualcuno la pervadono e la immergono in un clima di paura.

Francesca ed Enrico non hanno paura e, anche se sono solo cittadini che si battono per i diritti dei cittadini che ogni giorno vivono questa realtà, sanno di avere l’appoggio di migliaia di altri cittadini onesti che non ci stanno più a vivere in questa situazione. Ecco perché teniamo ad inviargli la nostra solidarietà e quella di tutto il M5S. Non siete soli.


Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it




La grottesca fantasia di Anzaldi

Sat, 29 Apr 2017 15:36:25 +0100

(image)

di Roberto Fico

Non saprei dire se il gesto di Anzaldi sia più grave o grottesco. Estrapolare una frase da uno show e sulla base di questo scrivere una lettera al Ministro dell’Interno a tutela dell’incolumità dei giornalisti è un atto irresponsabile.

Si tratta evidentemente di battute, che spesso Beppe Grillo rivolge direttamente ai presenti in sala. Credo che il Ministro dell’Interno abbia cose più serie da affrontare degli allarmi degli esponenti del Pd, privi di qualsiasi fondamento, frutto della loro fantasia. Anzaldi non scomodi il Ministro dell’Interno a sproposito e si preoccupi un po’ di più delle diffamatorie fake news che partono dal suo partito, come quella di recente rilanciata da Alessandra Moretti su un bimbo morto a Roma perché morso da un topo.


Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it




Investiamo sull'intelligenza italiana!

Sat, 29 Apr 2017 11:03:43 +0100

src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FCasaleggio.Davide%2Fvideos%2F304476853321632%2F&show_text=0&width=560" width="560" height="315" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" allowFullScreen="true"> di Davide Casaleggio Ieri sono intervenuto all'#InternetDay organizzato dall'AGI. Ecco il video e di seguito il mio intervento. Oggi sono qui per parlarvi di investimenti, investimenti sull'intelligenza. Nel 2016 in Italia sono stati investiti circa 160 milioni di euro da parte di Venture Capital nelle startup. Ora questo numero in sé può dirci poco, in realtà nei prossimi 10 minuti cercheremo di capire cosa vuol dire questo numero, cosa vuol dire 160 milioni rispetto al resto d'Europa, cosa vuol dire investire 160 milioni in startup e in quali ambiti ha senso oggi investire. Alcuni di questi dati provengono da un rapporto sull'European Venture Capital, report che ha investigato e investiga tuttora gli investimenti da parte di Venture Capital. Quindi aziende private che possono essere incentivate, aiutate da parte dello Stato verso nuove società, startup che crescono e fanno emergere l'innovazione in Italia e nel resto d'Europa. Forse conoscerete Yoox: Yoox è forse uno dei pochi esempi di startup italiana che è riuscita nel suo percorso a raccogliere alcuni investimenti privati da Venture Capital italiani ma soprattutto esteri, poi andare in Borsa, poi fondersi con un altro gruppo net-a-porter inglese e quindi diventare un colosso internazionale. Però questo è uno dei pochissimi esempi che noi abbiamo in Italia di startup di successo, che è riuscita a posizionarsi sul mercato grazie a investimenti iniziali soprattutto esteri. C'è anche un Venture Capital italiano che ha collaborato sul suo caso, poi è riuscita a ottenere i suoi 95 milioni di euro dalla ITO quotandosi in Borsa, quindi è un'avventura che è sicuramente un bel caso di successo. Abbiamo più recentemente diverse società che hanno ricevuto investimenti da parte di Venture Capital anche in Italia, per esempio ne cito una, MoneyFarm: ha recentemente cumulato circa 20 milioni di euro di finanziamento da parte dei Venture Capital ed è un'applicazione di intelligenza artificiale applicata alla gestione patrimoniale. L'anno scorso ha aperto anche a Londra, è partita da Cagliari, è una bella avventura. Ma cosa succede alla maggior parte delle società, delle startup italiane? Raccolgono circa 500mila - 5 milioni di euro, queste sono le cifre che le startup italiane riescono a raccogliere. Forse c'è qualche altra eccezione, per esempio recentemente c'è Musement che ha raccolto circa 15 milioni di euro, però se andiamo a vedere i nostri 160 milioni di euro investiti in startup da parte di Venture Capital in Italia, poi affrontiamo gli altri Paesi europei e vediamo che sicuramente è una cifra che non sta in piedi, che non permette alle aziende italiane di competere sul mercato europeo, tantomeno quello statunitense. Se vediamo la Gran Bretagna, stiamo parlando di 3,2 miliardi di euro investiti nel 2016 -in un anno- la Francia 2,7 miliardi, ed è la nazione che ha visto il balzo più importante perché la crescita dell'anno precedente è enorme, è passata da un miliardo e mezzo a 2 miliardi e 700 con la crescita più importante di investimenti in startup in Europa. Vi ricordo: in Italia 160 milioni. Poi abbiamo la Francia che sicuramente, come vi ho appena citato, è un esempio importante dal punto di vista sia del volume complessivo, perché sicuramente questi miliardi di euro investiti in startup sono cifre importanti, ma anche dal punto di vista della crescita. Vuol dire che stanno applicando una serie di azioni dal punto di vista del governo ma soprattutto da quello dell'infrastruttura dell'ecosistema delle startup e dei Ventures capital sulla Francia, che permette questa crescita molto importante per l'impresa nuova, l'innovazione in Francia. Vi dico giusto due [...]



Legge elettorale: partiamo dal Legalicum

Sat, 29 Apr 2017 10:43:27 +0100

di seguito l'intervista rilasciata da Luigi Di Maio ad Emanuele Buzzi del Corriere della Sera «Matteo Renzi la deve smettere di fare la politica dei due forni: ci dica se vuole fare una legge elettorale con Silvio Berlusconi per arrivare a un inciucio 2.0 o fare una legge seria»: Luigi Di Maio dopo l’intervento di Sergio Mattarella che ha chiesto con urgenza l’approvazione di una legge, prende posizione. Dopo le parole del capo dello Stato siete disposti a trattare con il Pd? «Ringrazio il presidente per l’appello, che dimostra quanto il Pd e il governo siano in difficoltà su questo tema. Per noi si parte dal Legalicum (la legge elettorale frutto delle correzioni della Consulta ndr), ma in commissione si può discutere di eventuali modifiche che ci vengano sottoposte come abbassare la soglia per il premio di governabilità». Quindi sarete favorevoli a modifiche sul premio? «Questo fa parte del dibattito in commissione. Per noi il Legalicum non è inscalfibile». Nei sondaggi siete sempre in testa, ora Grillo ha strizzato l’occhio ai mercati finanziari. Vi preparate a incontrare nuovi interlocutori? «Quel post di Grillo (pubblicato sul blog giovedì, ndr) è la dimostrazione di come gli economisti non ne azzecchino una. Brexit, Trump, referendum: le loro previsioni sono solo un tentativo di terrorizzare. Noi non siamo nemici dei mercati finanziari. Anzi vogliamo portare investimenti e imprenditori in Italia con piani a lungo termine». Lei la prossima settimana andrà a Harvard a spiegare il ruolo della democrazia diretta in Italia. Cosa dirà? «Racconterò anzitutto cosa è il Movimento e sarà una grande occasione per rispondere alle loro domande». Come è nato questo viaggio? «Si tratta di un viaggio non politico nato dall’invito di gruppi studenteschi, esteso poi al corpo docente e al rettore». Incontrerà anche imprenditori e la comunità italiana a Boston: cosa si aspetta? «Sarò al Mit e sì vedrò anche la comunità italiana. È una occasione per creare relazioni con il mondo universitario statunitense e ponti che possano aiutare lo sviluppo economico, l’istruzione, la ricerca». Cosa pensa di Trump? Come giudica i primi mesi della sua amministrazione? «Adesso è troppo presto per fare un bilancio. Noi ci siamo sempre espressi chiaramente, sia apprezzando le sue mosse sul rifiuto di alcuni trattati internazionali sia criticandolo per il suo operato in Siria». In Europa non prendete posizione sulle prossime elezioni. Perché? «Non è intelligente fare il tifo per un candidato o un altro: si rischia di fare la figura di Renzi con Clinton, da lui supportata, e Trump. In Francia entrambi i candidati sono distanti da noi, ma chi vincerà diventerà — se dovessimo governare — il nostro interlocutore istituzionale». Ha fatto molto discutere la classifica sulla libertà di stampa di Reporter senza frontiere. Grillo anche ieri ha attaccato i giornalisti. Ma non state sbagliando con i media? Possibile che la classifica sia attendibile solo quando non vi criticano? «Personalmente siamo sorpresi che ci sia Grillo tra i problemi della libertà di stampa quando un ex premier possiede tre televisioni e il premier nomina i vertici Rai. Per noi c’è molto da fare. Dobbiamo risolvere il conflitto di interessi e la lottizzazione delle tv pubbliche: dopo aver sciolto questi nodi sono sicuro che ci sarà un rapporto più tranquillo con i media». Lei a messa dal Papa, Grillo intervistato da Avvenire, ma anche gli interventi duri della Cei verso di voi. Si è discusso molto di una vostra affinità con il mondo cattolico. Lei cosa ne pensa? «Credo che su alcune cose la pensiamo in modo simile e su altre abbiamo opinioni più distanti. Nell’ultimo mese ci sono state prese di posizione della Cei più che legittimamente critiche su alcuni temi etici o sui migranti e posizioni invece più affini su temi come il reddito di cittadinanza. Questo dimostra che non ci sono alleanze o accordi, ma ch[...]



#NonLasciamoSoloZuccaro: verità sulle Ong e sul Cara di Mineo

Sat, 29 Apr 2017 10:39:40 +0100

(image)

di Giuseppe Brescia

Quale è il motivo di tutto questo accanimento da parte del Governo su un uomo dello Stato come il Procuratore di Catania Zuccaro, che sta invece chiedendo aiuto per arrivare alla verità sui presunti business di migranti gestiti dai criminali e che vedrebbero coinvolte alcune ONG?

Il motivo per caso è l'indagine che sta portando avanti sempre lo stesso procuratore Zuccaro sul CARA di Mineo e che mira a farlo chiudere, perché al centro di una serie di atti illegali.

Ecco allora perché il Governo ed il PD lo attaccano, anziché elogiarne il lavoro e sostenerlo.

L'indagine del Procuratore probabilmente sta andando a colpire gli interessi economici legati alla gestione e accoglienza dei migranti e riconducibili alle cooperative utilizzate dal NCD di Alfano. Quelle sotto inchiesta per probabili assunzioni in cambio di voti politici. Ecco a chi sta dando anche fastidio l'indagine.

E tutto questo con la chiara complicità del PD che, ricattato da Alfano, ha bocciato una mozione del M5S che prevedeva la chiusura dei CARA di Mineo a seguito degli illeciti riscontrati.

Il M5S non lascerà solo il Procuratore Zuccaro, così come non lascera' mai soli tutti coloro che vogliono arrivare all'accertamento della verità. Andremo fino in fondo! Solidarietà e sostegno per Zuccaro.


Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it




Sulla pelle dei migranti

Fri, 28 Apr 2017 18:34:27 +0100

(image)

di L'Osservatore Romano

Non bastano gli orrori della guerra, gli stenti di fughe interminabili, i rischi del mare aperto, lo sfruttamento economico e sessuale. Sulla pelle dei migranti sta emergendo un ennesimo scandalo: il sospetto — che purtroppo non sembra totalmente privo di fondamento — di una manipolazione a fini economici e politici anche delle operazioni di salvataggio.

La questione è stata portata alla ribalta dalle dichiarazioni del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro che sta indagando, così come avviene da parte di altre procure siciliane, su presunti contatti tra alcune ong presenti nel Mediterraneo con proprie imbarcazioni e gruppi di scafisti. Il sospetto è che le navi delle organizzazioni non governative vengano utilizzate come una sorta di taxi dai trafficanti di esseri umani per fini tutt’altro che umanitari. Un atto doveroso e irrinunciabile, come quello di salvare vite umane, verrebbe così stravolto, infangato da interessi e giochi di potere. Così come è già accaduto per l’accoglienza diventata occasione di speculazione da parte di organizzazioni criminali.

Le polemiche di questi giorni non aiutano a chiarire la questione. E la paura che venga meno lo sforzo generoso di molti per il salvataggio dei migranti non può portare a semplificare il problema negandone l’esistenza. È necessario liberare il campo da posizioni preconcette o utilitaristiche, così come è indispensabile tenere costantemente presente il dovere di salvare i migranti anche dallo sfruttamento che può essere fatto del loro dramma. Uno degli obiettivi delle indagini della procura di Catania è quello di accertare la provenienza dei fondi con i quali le ong sostengono le ingenti spese per il mantenimento delle navi in mare. In tutto questo c’è chi punta a garantire alternative ai viaggi della disperazione. Grazie ai corridoi umanitari, sono arrivati oggi all’aeroporto di Fiumicino altri 57 profughi siriani, dopo i 68 di ieri e i circa 700 dei mesi scorsi. Provengono soprattutto dalle città di Homs e Aleppo ed erano rifugiati in campi in Libano.


Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it




#RispettoPerZuccaro

Fri, 28 Apr 2017 16:55:45 +0100

(image)

di Luigi Di Maio

Sul caso ONG il sistema sta reagendo in modo scomposto. Evidentemente si è aperto un vaso di Pandora. Ora dobbiamo capire fino in fondo cosa sia stato nascosto ai cittadini italiani sulle operazioni nel Mediterraneo.
Gli scafisti hanno contatti con alcune ONG? Le finanziano? Dei 180.000 migranti entrati in Italia nel 2016, quanti sono stati traghettati in Italia e quanti invece sono stati salvati?
Il Procuratore Zuccaro di Catania che ha lanciato questo allarme insieme a Frontex, va sostenuto. Non isolato. Ieri il Ministro della Giustizia lo ha attaccato vergognosamente. Oggi il Consiglio superiore della Magistratura ha addirittura deciso di avviare una procedura nei suoi riguardi. Assurdo!
Io sto con chi cerca la verità.
Da oggi il Movimento 5 Stelle è al lavoro per una modifica della legge. La procura di Catania ha certezze sui contatti tra ong e scafisti, ma non può usarle nel processo. Cambiamo la legge e permettiamogli di aprire un fasciolo.


Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it




A Perugia per il Reddito di Cittadinanza

Fri, 28 Apr 2017 16:33:14 +0100

src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fmovimentocinquestelle%2Fvideos%2F10154974231845813%2F&show_text=0&width=560" width="560" height="315" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" allowFullScreen="true">

di Barbara Lezzi

L'economica italiana sappiamo tutti che è ferma. L'Italia non merita di restare il fanalino di coda dell'Europa. E' per questo che per noi il reddito di cittadinanza è una vera e propria manovra economica. Perché? Perché farebbe ripartire immediatamente i consumi e quindi ci sarebbe un circolo virtuoso a favore anche delle nostre piccole e medie imprese. E allora facciamo ripartire la nostra economia passo dopo passo. Vi aspettiamo a Perugia il 20 maggio.


Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it




Lo scandalo derivati

Fri, 28 Apr 2017 15:53:44 +0100

di Elio Lannuti Mentre il rapporto di Reporters Sans Frontieres appena pubblicato, addebita a Beppe Grillo ed al M5S la causa del problema della libertà di stampa in Italia, incurante della lottizzazione Rai, la censura sistematica dei quotidiani spesso utilizzati come manganelli mediatici, le intimidazioni di Bankitalia, Consob ed altri potentati verso i rarissimi giornalisti ed associazioni di consumatori che hanno denunciato anni prima l’omessa vigilanza ed i crac bancari che hanno azzerato oltre 1 milione di famiglie per 108 miliardi di euro, si occultano notizie scomode per i governi ed il potere, in merito alle politiche di austerità del primo governo non eletto di Mario Monti, costate 300 miliardi di euro di Pil, ed i derivati tossici, il cui impatto disastroso sul bilancio pubblico ha avuto un costo di 8,3 miliardi di euro solo nel 2016, ben 24 miliardi di euro in 4 anni, tra il 2013 ed il 2016. Secondo le ultime statistiche di Eurostat, i derivati (scommesse rischiose, in grado di generare guadagni elevati e perdite consistenti per assicurare strumenti finanziari, come ad esempio un titolo di debito a un prezzo prefissato, flussi di cassa, un tasso di interesse fisso con uno variabile, o un importo in una valuta con una diversa), hanno avuto sul bilancio pubblico italiano un impatto negativo di oltre 8,3 miliardi nel 2016. Gli esborsi pari a 4,250 miliardi, aggiunti agli aggiustamenti contabili che incidono sul debito pubblico, hanno raggiunto 8,324 miliardi, che cumulati tra il 2013 ed 2016 sono costati ben 24 miliardi (13,7 i soli esborsi), in media 6 miliardi di euro l’anno, mentre negli altri Stati europei, gli stessi strumenti derivati hanno un impatto negativo inferiore in Germania, di 4,5 miliardi tra 2013 e 2016, in Francia di 293 milioni, mentre hanno ridotto l'indebitamento di 11,8 miliardi in Olanda. Il ministero dell’Economia, che ha sostenuto di aver utilizzato i derivati come assicurazione contro il rischio di aumento dei tassi, ha contratti derivati per 161 miliardi di euro, il cui ‘market to market’ negativo a fine 2016 era di 37,8 miliardi (-36,7 miliardi di fine 2015), ha pagato oneri per circa 1 miliardo di euro l’anno scorso, per l'esercizio di una clausola di estinzione anticipata da parte di una banca controparte in derivati, che si aggiunge a 3,1 miliardi di euro versati all’inizio del 2012 dal governo Monti a Morgan Stanley, che fece appello a un codicillo che le consentiva di chiudere in anticipo il contratto Isda Master Agreement sottoscritto nel 1994 con il Tesoro (di cui all’epoca era direttore generale Mario Draghi) facendosi restituire l’intero importo. Le stesse politiche di austerità e di macelleria sociale del governo tecnico di Mario Monti, insediatosi a fine novembre 2011, invece di salvare l’Italia con la riforma delle pensioni, il dramma degli esodati ed altre misure salva banche, non hanno fatto ripartire l’economia, ma ammazzato la crescita economica, aggravando la crisi con un costo di circa 300 miliardi di euro sul Pil, come annotato dal ministero dell’Economia, in una paginetta a pagina 17 del Piano nazionale di riforma (Pnr), del Def approvato dal governo il 12 aprile, dal titolo (link allegato): "Una valutazione del 'Salva Italia' con la nuova variante del modello Igem con frizioni finanziarie". La stima degli economisti del Tesoro, pubblicata a pag 17 (pag.407 del Def, come è stato riportato oggi da un raro articolo del Fatto Quotidiano firmato Carlo Di Foggia e Marco Palombi), ha deteriorato le condizione di offerta di credito, causando un aumento medio del rapporto tra le sofferenze (i crediti inesigibili) e il capitale bancario pari al 6,2% tra 2011 e 2015", aggravando col decreto "Salva Italia" gli effetti recessivi del consolidamento fiscale sia sul Pil sia sulle principali compon[...]



#RispettoPerZuccaro

Fri, 28 Apr 2017 10:45:17 +0100

src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FLuigiDiMaio%2Fvideos%2F1334254013277808%2F&show_text=0&width=560" width="560" height="315" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" allowFullScreen="true">

di Luigi Di Maio

Massimo rispetto per il procuratore Zuccaro che denuncia un fatto gravissimo: ONG che potrebbero essere stat finanziate dai trafficanti, oggi il Ministro della Giustizia e il Ministro dell'interno minimizzano o mettono in dubbio questo allarme. Ma in che razza di Paese viviamo? Un Governo serio dovrebbe mettersi a disposizione di quel magistrato fornendogli tutti gli strumenti per arrivare alla verità. Ma questo è il Governo del business sull'immigrazione. Per quelli che finanziavano la campagna elettorale il Pm ha chiesto oltre 25 anni di galera. Di seguito le parole di Zuccaro ieri ad Agorà che spiegano su cosa sta indagando:

"In questo momento il modo in cui viene attuato il salvataggio in mare non fa diminuire il numero dei morti. Un natante delle ONG si porta a ridosso delle spiagge libiche, non esiste in quel momento quella situazione di pericolo che giustifica l'intervento. Se dalla Libia partono delle telefonate che dicono loro: “Possiamo mettere in mare queste imbarcazioni anche se c'è il mare agitato?”, e da parte loro si risponde: “Fate tranquillamente, tanto noi siamo a ridosso, lo potete fare”, lì la convenzione di Amburgo non è assolutamente applicabile.

Ora è chiaro che bisogna distinguere tra ONG e ONG, quelle che operano da tanto tempo su tutti gli scenari internazionali facendo veramente un gran bel lavoro, parlo di Medici Senza Frontiere, Save The Children soprattutto, che sono organizzazioni che hanno certamente scopi umanitari.

A mio avviso le ONG potrebbero essere finanziate, alcune ONG ripeto, dai trafficanti. E so di contatti.

Un traffico che oggi sta fruttando quanto il traffico della droga, moltiplicate 8500 per 600 euro circa che è il costo di ogni viaggio, e avrete delle cifre che sono significative, 8500 (persone) in tre giorni, in 3-4 giorni. Potrebbe anche essere, forse la cosa potrebbe essere anche più inquietante, che si perseguano da parte di alcune di queste ONG finalità diverse, di destabilizzazione per esempio dell’economia italiana. Chi volesse per esempio speculare su una situazione di debolezza economica dell'Italia, che non c'è dubbio viene incrementata da un afflusso di migranti incontrollato, senza dubbio ne potrebbe avere dei vantaggi.

Adesso faccio delle ipotesi e ne parlo, dovrei in teoria prima fare degli accertamenti.
Se l’informazione è corretta come fanno tutti i giornalisti seri, cortocircuito non si può creare nessun cortocircuito salvo che per effetto di persone che vogliono creare confusione. Perché se io dico chiaramente che ho delle ipotesi di lavoro, se io dico chiaramente che non tutte le ONG lavorano correttamente, è ovvio che io non creo il cortocircuito mediatico, il cortocircuito mediatico si crea se le distinzioni non vengono fatte, se i distinguo saltano."


Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it




Quelle 13 navi fisse nel Mediterraneo: finanziatori opachi e contatti sospetti

Fri, 28 Apr 2017 10:32:23 +0100

di Marco Ventura, per Il Messaggero Una flotta al servizio dei migranti e, stando alle accuse della Procura di Catania e dell'Agenzia europea Frontex, in stretto contatto con gli scafisti. Sigle di organizzazioni non governative, almeno 10, soprattutto tedesche (4) ma anche francesi, spagnole, olandesi, italiane, maltesi. Una babele di natanti in soccorso dei migranti stipati dentro gommoni e imbarcazioni di fortuna. IL MECENATE DIETRO LE QUINTE Dietro le quinte, riflettori puntati sul mecenate americano George Soros e la sua Open Society, che però smentisce di finanziare questo fitto via vai marittimo. Tredici imbarcazioni incrociano quelle acque battendo le bandiere di Gibilterra, Nuova Zelanda, Belize, Panama e Isole Marshall: spingendosi a ridosso delle acque territoriali libiche, alcune segnalerebbero la loro presenza ai boat people secondo un metodo collaudato. Il vantaggio per i trafficanti? Poter recuperare indisturbati le imbarcazioni che, invece, gli uomini della missione aeronavale EunavForMed, distruggerebbero non prima di avere anche, se possibile, arrestato i criminali. Ci sono le Ong che da anni affrontano sul campo la crisi, come Medici senza Frontiere e Save the Children, ma anche quelle, più piccole, sulle quali punta l'interesse di militari e investigatori. Quattro tedesche: Life Boat con la nave Minden, la Sea-watch con le Sea-watch 1 e 2, la Sea-eye e l'omonima nave, la Jugend Rettet con la Juventa. Franco-italo-tedesca è la Sos M éditerrané e con la nave Aquarius che ospita anche i medici senza frontiere. Olandese invece la Boat Refuge e Foundation con la Golfo Azzurro, spagnola la Proactiva Open Arms con la Astral, maltese la controversa Moas (Migrant Offshore Aid Station) con le Phoenix e Topaz Responder. Quanto a Medici senza Frontiere e a Save the Children, navigano rispettivamente sulla Prudence e su Vos Hestia e Dignityl. Tutte prue che solcano la "Sar zone", la zona di "search and rescue", ricerca e soccorso. La Sea-eye, per dire, solo nel 2016 ha portato in salvo oltre 5500 migranti. Sul sito della Ong si caldeggiava una donazione di 1000 euro per finanziare una giornata di utilizzo. La Vos Hestia di Save the Children è lunga 59 metri, può accogliere fino a 300 persone per volta ed è dotata di due gommoni di salvataggio con squadre specializzate. MONITORAGGIO I sospetti sulle organizzazioni più piccole partono da lontano, da quando il 3 marzo 2016 il generale a capo dello staff militare UE, Wolfgang Wosolsobe, in un'audizione a porte chiuse al Parlamento inglese rivelò che i migranti ricevevano «istruzioni e linee guida su come evitare di dare informazioni» alla polizia italiana «da almeno una delle Ong». Poi la fondazione Gefira, con sede in Olanda, ha monitorato le rotte e realizzato quanto fossero vicine alle coste libiche quelle delle navi delle Ong. Tre Procure si sono mosse per indagare, in particolare a Catania il Pm Carmelo Zuccaro. Hans-Peter Buschheuer, imprenditore portavoce della Sea-eye, sostiene che la sua Ong collabora con polizia e militari, dà salvagente e acqua ai migranti, se qualcuno sta male va nell'infermeria di bordo, e mai viola le acque territoriali navigando a una distanza «tra 22 e 30 chilometri dalle coste». Insomma, nel rispetto delle leggi. Ma Zuccaro ammonisce di avere le prove di contatti diretti fra i trafficanti e certe Ong, non le più grandi. Sarebbe accertato che alcune navi staccano i trasponder in certi momenti. E sono imbarcazioni che costano: Aquarius llmila euro al giorno, Jugend 40mila al mese. Molto attiva la Moas degli imprenditori Christopher e Regina Catrambone, lui americano, lei italiana. Christopher, per dire, era tra i finanziatori di Hillary Clinton. Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it[...]



#ProgrammaAgricoltura: Etichettatura e tutela del “Made in Italy”

Fri, 28 Apr 2017 10:20:31 +0100

src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fmovimentocinquestelle%2Fvideos%2F10154973531780813%2F&show_text=0&width=560" width="475" height="270" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" allowFullScreen="true"> di MoVimento 5 Stelle Oggi discutiamo il secondo quesito del programma Agricoltura del MoVimento 5 Stelle. La votazione si terrà la prossima settimana. Una corretta e trasparente etichettatura si traduce in una maggiore tutela dei consumatori e in una salvaguardia più accurata delle eccellenze, con il mantenimento della libertà di una scelta consapevole. In materia di etichettatura la UE fa la voce grossa e la linea politico legislativa è lontana dalle esigenze dei paesi dalle eccellenze produttive in campo agricolo, sottostando a logiche lobbistiche a livello aziendale e di potere a livello politico in un'ottica di standardizzazione che fa maggiore gioco ai paesi del Nord Europa. In particolare il codice doganale prevede che il paese di origine dei prodotti si debba considerare quello di ultima trasformazione, senza obbligo di apporre in etichetta la provenienza delle materie prime. Per questo motivo la UE ha sostanzialmente parcheggiato la legge 4/2011 con tanto di minaccia di infrazione proprio perché prevedeva l'indicazione in etichetta dell'origine delle materie prime. di Antonello Paparella, Ordinario di microbiologia alimentare Univ. Teramo Il 96% dei consumatori italiani ritiene fondamentale disporre di una informazione chiara sull'origine dei prodotti alimentari. Questo è il risultato di una recente indagine svolta dal nostro Ministero delle Politiche Agricole: ebbene 8 consumatori su 10 in Italia decidono di acquistare un alimento soprattutto perché, oltre ad essere stato realizzato in uno stabilimento italiano, è prodotto con materie prime italiane. La posizione dell'Unione Europea è diversa: nonostante il made in Italy sia uno strumento formidabile di marketing e spesso condizioni il prezzo dei prodotti, la UE limita l'obbligo di informazione sulla provenienza a casi molto specifici, che vanno decisi di volta in volta. Invece è realmente importante conoscere, oltre all'origine dello stabilimento, se veramente le materie prime provengono da un paese anziché da un altro. L’Italia ha una normativa molto severa, per esempio dispone di una normativa diversa sui prodotti di salumeria, sui prodotti da ricorrenza come la colomba o il panettone. Non chiede deroghe in relazione a molti prodotti utilizzati nell'agricoltura. Ciò nonostante l'obbligo di informazione sulla provenienza vige in Europa solo quando l'omissione possa indurre in errore il consumatore, per esempio il pesto ligure realizzato con materie prime non liguri. Oppure in alcuni settori merceologici: in Italia è obbligatorio per le carni bovine, suine e ovicaprine, per il pesce e i prodotti di acquacoltura, per il miele, le uova e i prodotti ortofrutticoli freschi, la passata di pomodoro, il latte e i prodotti lattiero caseari confezionati, e per l'olio extravergine di oliva. Quindi sono settori molto specifici. Per tutti gli altri non esiste l'obbligo di informazione sulla provenienza. In questi ultimi anni l'esperienza italiana ha dimostrato che esiste un reale vantaggio non solo per i consumatori, ma anche per l'industria e il produttore, se viene indicata la provenienza. Per esempio nel latte di alta qualità si è avvantaggiato il latte italiano. Oggi quasi tutto il latte di alta qualità è italiano ed esistono anche produzioni regionali e provinciali che in questo modo possono essere valorizzate. Nel miele noi abbiamo una normativa più severa di quella europea perché siamo obbligati ad indicare la p[...]