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Last Build Date: Sat, 16 Dec 2017 08:30:18 +0100

Copyright: Copyright 2017
 



La Corte dei Conti blocca la TAV Brescia Verona

Sat, 16 Dec 2017 08:30:18 +0100

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di Francesca Businarolo e Ferdinando Alberti

Sulla Tav la Corte dei Conti si è accorta di quanto il MoVimento 5 Stelle, i comitati NO TAV ed i cittadini che si oppongono all'opera denunciavano da tempo: in un contesto generale di assoluta mancanza di trasparenza, non ci sono nemmeno i documenti per consentire l’avvio dei cantieri.
Per questo motivo ha imposto lo stop alla tratta Brescia - Verona, una delle più delicate sotto il profilo paesaggistico, che rischia di deturpare la zona del basso lago di Garda e delle colline moreniche e che causerà grossi danni a chi vive di agricoltura (è zona di DOP come il Lugana) e di turismo. Martedì la Corte dei Conti, anziché dare l’atteso via libera, ha rimandato il tutto al mittente, ossia il ministero dell’Economia. Il motivo è proprio l’incompletezza documentale.

Si tratta di un atto importante che da ragione al MoVimento 5 Stelle, ai NO TAV e ai cittadini delle province di Brescia e di Verona insieme ai quali abbiamo recentemente presentato un esposto in cui segnalavamo anche queste carenze documentali. Ecco qualche esempio: la mancanza di una valutazione costi – benefici, l’assenza di un adeguamento alle norme antisismiche per quanto riguarda i viadotti, nonché di un percorso alternativo per evitare il passaggio nell’area urbana di Brescia. E ancora, la mancata ottemperanza delle decine di prescrizioni imposte dal CIPE al progetto preliminare a cui il Ministero dell'Ambiente, altro grande responsabile in questa faccenda, ha risposto con imbarazzanti e inaccettabili "si vedrà" (solo 27 prescrizioni su 107 trovano l’ok definitivo). Oppure la mancanza totale della Valutazione Ambientale Strategica sull’opera come stabilisce il Decreto legislativo 152/2006 (allegato II).

Ora c’è chi, dalla maggioranza di governo, tenta di buttare acqua sul fuoco, sostenendo che è solo un intoppo. Ma quest’intoppo è l’indicatore di un’opera che rimane insostenibile: il costo della Brescia - Verona ammonta a 2,5 miliardi di euro con rapporto tra costi e benefici altamente al di sotto degli standard europei. Intanto gli espropri e gli accessi ai terreni non devono iniziare.

Appare evidente come la strategia sia quella di bypassare il normale iter e di approvare tutto in fretta in furia. Spetta a chi ha l’onere del controllo impedirlo e spetta al governo rivalutare l’intero progetto optando per soluzioni alternative e meno impattanti per il territorio.


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Il Pd non vuole una legge sul consumo di suolo

Sat, 16 Dec 2017 08:25:05 +0100

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di Massimo De Rosa

Siamo al paradosso. Durante questa legislatura la legge sul consumo di suolo, di cui sono stato primo firmatario è stata nell'ordine:

1. Dimenticata in un cassetto
2. Snaturata del suo significato al punto da diventare quasi una legge a favore del consumo di suolo, tacciabile di anti-costituzionalità
3. Approvata alla Camera con relativa promessa di sostanziali migliorie da apportare poi nel passaggio al Senato.
4. Persa nell'iter della calendarizzazione fra una Camera e l'altra.
5. Infine migliorata in alcune sue parti ma lasciata morire perché fuori tempo per questa legislatura.

Quella del governo e del ministero dell'Ambiente è stata la dimostrazione nei fatti del loro totale disinteresse nei confronti di un argomento, che invece dovrebbe essere al centro delle politiche ambientali di un paese in cui il 7,6% del territorio è cementificato e dove il consumo di suolo avanza al ritmo di tre metri al secondo. Dove la cementificazione è arrivata a minacciare le aree protette, i parchi naturali, ma soprattutto dove ancora si costruisce senza criterio in zone sismiche o ad altro rischio di dissesto idrogeologico. Un atteggiamento svilente nei confronti di cittadini e associazioni, come ad esempio Salviamo il Paesaggio, che hanno dedicato il loro attivismo a questa causa.

Eppure oggi ci tocca leggere dichiarazioni come quella del Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Ambiente Silvia Velo, la quale dichiara: "La legge sul consumo di suolo diventi priorità per il PD". Ma come? In questi cinque anni per chi doveva esserlo? Il giochino è sempre il solito. A marzo si vota e questi pseudo-ambientalisti poltronari torneranno a promettere, sventoleranno programmi, indicheranno priorità. NON CREDIAMOGLI. Sono i fatti, non le parole a dimostrare come una legge capace di arginare realmente il consumo di suolo loro non l'abbiano mai voluta. Se veramente, come me, hai a cuore l'ambiente e questa battaglia non dimenticarti chi sono loro e cosa non hanno fatto e se puoi aiutami a raccontarlo a quante più persone possibili.


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Come le nuove tecnologie possono migliorarci la vita

Sat, 16 Dec 2017 08:18:39 +0100

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di Luigi Di Maio

Domenica il #Rally farà di nuovo tappa a Milano. La mattina sarò alla Triennale per partecipare al convegno "Next Step iTALY 2030. Il futuro che è già presente: come la robotica rivoluziona la nostra società". Parleremo dell’Italia che vogliamo e di come aiutare le piccole e medie imprese a non perdere il treno del futuro rappresentato dall'intelligenza artificiale.

La quarta rivoluzione industriale, basata sulla virtualizzazione e l'interconnessione di dispositivi intelligenti, sta cambiando l’economia, il lavoro, la società, i rapporti umani. Un nuovo concetto di mobilità si sta affermando: la Tesla non è più il simbolo di un futuro lontano ma una realtà che vediamo già circolare nelle nostre città tutti i giorni. Le nuove tecnologie possono aiutarci a rendere più moderna la pubblica amministrazione, cambiano il rapporto medico-paziente così come quello fra insegnante e alunno.

A Helsinki circola un autobus elettrico e senza conducente
che serve principalmente gli anziani che abitano nelle periferie. A Gand, in Belgio, ci sono aziende che sfruttano i principi dell’agricoltura di precisione per coltivare senza pesticidi ed erbicidi, con un notevole risparmio d’acqua e di suolo. Vogliamo governare questo fenomeno irreversibile per non lasciare nessuno indietro. Parliamo di un processo che è già in atto e che deve essere controllato con strategia e visione politica.

Al convegno parteciperanno David Borrelli, europarlamentare, Domenico De Masi, Professore emerito di Sociologia del lavoro presso l'Università “La Sapienza” di Roma, Alessandro De Carlo, Presidente nazionale psicologi Veneto, Mauro Pierini, imprenditore P.R.M., Fabio Ravezzani, Direttore di Telelombardia, Isabella Villafranca, Direttore dipartimento Conservazione e restauro Opencare servizi per l’arte, Maria Xanthoudaki, direttore education Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci.

Sarò felice di ascoltare anche un illustre ospite Jerome Glenn, Direttore del Millennium Project, un think thank che ogni anno pubblica un rapporto sullo Stato del Futuro, un lavoro preziosissimo per capire dove (e come) il mondo si sta muovendo. Jerome Glenn presenterà in anteprima europea il libro appena pubblicato sullo “State of the Future 19.0” Ci vediamo domenica!


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Pedonalizziamo Roma

Fri, 15 Dec 2017 19:00:19 +0100

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di Virginia Raggi

Questa domenica alcune strade di Roma si trasformeranno in piccole isole pedonali. Al via le pedonalizzazioni temporanee in diversi Municipi.

Un’occasione di festa per riappropriarsi degli spazi sotto casa e liberare le strade dalle auto, riscoprendo il piacere di passeggiare tra le vie del proprio quartiere a pochi giorni dal Natale. Una formula che vogliamo riproporre e replicare affinché i cittadini possano vivere nuovi spazi a loro dedicati e riappropriarsi della propria città.



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Zoom non aprirà a Torino con il MoVimento 5 Stelle

Fri, 15 Dec 2017 18:09:35 +0100

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di Gruppo Consiliare M5S Torino

Fin dal primo giorno di consiliatura il tema della privatizzazione del Parco Michelotti e della costruzione di uno zoo è stato uno dei temi di confronto e scontro del nostro gruppo e della nostra amministrazione. Non é stato semplice trascorrere più di un anno venendo continuamente accusati con la consapevolezza però che il movimento 5 stelle, senza tanti clamori stava lavorando nella direzione giusta.

"Il grande lavoro di questa amministrazione, sostenuta anche dalle lotte di una parte di cittadini e comitati, e sopratutto supportata dalla forza di volontà del Gruppo Consiliare M5S ha portato a questa grande conclusione" dichiara la capogruppo Giacosa.
"Fin da subito il tema del parco Michelotti, del suo futuro, per alcuni scritto senza possibilità di tornare indietro, per altri un terreno di scontro, è stato al centro dei lavori della commissione ambiente e verde da una parte, e dall'altra di alcuni consiglieri del M5S che, come nel loro stile, hanno operato per raggiungere questo primo obiettivo senza tanti clamori." sottolinea il consigliere Mensio

Oggi è la giornata in cui possiamo finalmente dire che Parco Michelotti non sarà MAI dato ai privati, non vedrà MAI lo sfruttamento animale al suo interno, questo finché il M5S sarà al governo della città, e presto ci auguriamo venga riaperto alla fruizione pubblica.

E' il momento di lavorare con i cittadini che decideranno, assieme alla nostra amministrazione, come potrà e dovrà essere l'uso dell'area per garantirgli un futuro pubblico.


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Liberiamoci delle zavorre: l'Italia deve volare alto!

Fri, 15 Dec 2017 11:13:00 +0100

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di Luigi Di Maio

Questi sono giorni in cui stiamo capendo quanto questo Paese sia zavorrato. I vecchi partiti sono una zavorra. Con i loro conflitti di interesse, le loro continue questioni interne, le banche che stanno facendo crollare la seconda repubblica. Noi dobbiamo volare alto.

Dobbiamo portare questo Paese a volare in alto, mentre loro si scannano, si trascinano in basso verso i loro problemi, i loro conflitti di interesse, le loro ruberie. Noi dobbiamo essere in grado di trascinare questo Paese sempre più verso l'alto, verso la qualità della vita dei cittadini, verso una migliore condizione per tutta l'Italia e per tutti gli italiani. Ed è per questo che oggi voliamo davvero: GUARDA IL VIDEO!

Ps: Grazie ad Aero Gravity per la fantastica esperienza! Il #Rally continua: sosteneteci con una donazione.


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Turismo2030: come sarà il turismo del futuro

Fri, 15 Dec 2017 09:13:37 +0100

width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/17qW20dSDzI" frameborder="0" gesture="media" allow="encrypted-media" allowfullscreen>

di MoVimento 5 Stelle

Appuntamento mercoledì, 20 dicembre, alle ore 9, a Milano, presso la Fondazione Stelline in Corso Magenta, 61, per la presentazione di “Turismo 2030 – Come evolverà il turismo nel prossimo decennio”, la ricerca commissionata dal MoVimento 5 Stelle al professor Domenico De Masi, sociologo del lavoro, che disegna lo scenario futuro dell’economia del turismo, grazie al contributo di altri undici esperti, che si sono espressi senza conoscere l’identità del committente.

Attualmente l’Italia è la meta più desiderata al mondo e il quinto Paese più visitato. Nonostante ciò guadagna meno di altri Stati che hanno un minor numero di turisti.
Nel 2030 il turismo mondiale interesserà 1,8 miliardi di persone, l'80% in più rispetto al miliardo di turisti del 2013, che hanno speso 1200 miliardi di dollari. In questo scenario si farà sempre più agguerrita la concorrenza tra i Paesi. Come riuscirà l’Italia a tenere testa ai suoi concorrenti? Capacità di attrazione, strategie di marketing, digitalizzazione, robotica e intelligenza artificiale sono solo alcune delle principali sfide del turismo post industriale che Stato, imprese e operatori del settore dovranno affrontare. Durante la presentazione di “Turismo 2030” proveremo a rispondere a queste domande e a capire come attrezzarci per il cambiamento già in atto.


Per partecipare compilate il form


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Martina, Castiglione, la neve e il pesce spada

Fri, 15 Dec 2017 09:00:12 +0100

di Ignazio Corrao, M5s Europa Questa è bella. Lunedì e martedì a Bruxelles si è tenuto il Consiglio dell’Unione Europea, dove sono state prese importanti decisioni, alcune potenzialmente negative per l’agricoltura e la pesca. Nello specifico, martedì si è votato all’unanimità la riduzione del 3% del quantitativo di pesce spada che i pescatori italiani possono pescare. A quella riunione di Consiglio, hanno partecipato ministri e vice degli stati membri, la Spagna ad esempio, era presente con il suo ministro, così come la Francia, per il Belgio presenti ben tre ministri, erano presenti persino i ministri di Lussemburgo e Repubblica Ceca che certamente non hanno grandi interessi per la pesca. Ebbene, a rappresentare l’Italia c’era solo un funzionario permanente, il signor Giovanni Pugliese. Nessuna traccia del ministro Martina o del sottosegretario Castiglione. Proprio così, in quel tavolo dove l’Italia aveva tutto da perdere (e così è stato), non c’era uno straccio di rappresentante istituzionale italiano. Anche se Martina o Castiglione vi fossero andati però, non sarebbe cambiato granchè, dato che è stata votata all’unanimità, senza cioè alcun voto contrario, anche del rappresentante italiano, il signor Pugliese, la riduzione di un ulteriore 3% la quota di pesca per il pesce spada, fissata attualmente a 3.736 tonnellate. https://goo.gl/pQNy21 Il mio ufficio denuncia il caso, diamo l’elenco ai giornali e di fatto salta il continuo bluff tutto italiano della narrazione politica dei “bravi” ministri e deputati di destra e sinistra che raccontano ai territori e ai giornali locali di tutelare l’agricoltura, la pesca e tutte queste belle manfrine che leggiamo ogni mattina. Qualche giorno addietro ad esempio, abbiamo denunciato come i deputati europei di PD e Forza Italia avevano votato a favore dell’uso del glifosato in Italia per altri 5 anni. https://goo.gl/XPvkoP Ma torniamo al caso pesce spada e assenza del ministro Martina. Stamattina faccio un tweet in cui chiedo spiegazioni al ministro. Ebbene, sapete cosa mi risponde? Risponde che lunedì è rimasto bloccato a Liegi mentre era diretto a Bruxelles causa neve. Peccato per il Ministro Martina che su quel volo ci fossi pure io che partito da Roma ero diretto a Strasburgo per la sessione Plenaria del Parlamento Europeo. Quel volo è partito da Roma alle ore 11.00 come mostra anche la mia agenda. Ora, intanto vorrei chiedere al ministro Martina, come mai sia partito per Bruxelles, alle ore 11.00 di lunedì 11 dicembre, giorno in cui il Consiglio si riuniva a partire dalle ore 8.30. Un rappresentante di Governo che ha a cuore le sorti dei propri connazionali, parte in tempo per partecipare agli incontri e battere i pugni sui tavoli e magari poteva partire il giorno prima, come hanno fatto i rappresentanti degli altri Paesi. Altra cosa. Da quel volo diretto a Bruxelles e dirottato a Liegi causa neve, siamo scesi alle ore 14.00 circa. Il Ministro Martina avrebbe in ogni caso potuto prendere un treno che in 60 minuti circa lo avrebbe portato a Bruxelles a sedere su quel tavolo in tempo per partecipare al panel relativo ad African Swine fever, cioè la febbre suina che sta colpendo gli allevatori della Sardegna. https://goo.gl/mVSS4N Avrebbe potuto usare la scusa del ritardo a causa del “UAIND” (Alfano Docet). Ma un dubbio mi assale: una volta arrivato a Liegi e aver maturato la decisione di dare forfait al Consiglio, che cosa ha fatto lunedì e martedì il ministro Martina? Perchè non ha avuto il tempo di andare a Bruxelles al consiglio dell’Unione Europea? Ce lo chiediamo noi e se lo chiederanno gli italiani che gli danno lo stipendio. Altra cosina, dato che non c’è traccia della posizione dell’Italia nei documenti pubblici, potrebbe il ministro Martina pubblicare il documento preventivo che concorda la posizione dell’Italia con il funz[...]



Bancopoli è appena iniziata

Fri, 15 Dec 2017 08:54:41 +0100

Scarica il volantino! di MoVimento 5 Stelle Adesso, in questa settimana o poco più, si andrà avanti a tamburo battente, audizione dopo audizione, anche se il tempo perso non si recupera. Non ci si possono certo aspettare miracoli da una commissione d’inchiesta come quella sul sistema bancario, nata troppo tardi e nata male, con un presidente come Pier Ferdinando Casini che ne disprezzava la ratio e gli obiettivi prima di prenderne il comando con poteri fin troppo discrezionali. Il MoVimento 5 Stelle, rappresentato da cinque valenti membri, pur escluso dall’Ufficio di presidenza per mano dei partiti, sta dando un contributo fondamentale ai lavori della bicamerale. Caso Vegas-Boschi a parte, le nostre domande hanno contribuito a far cadere in contraddizione le vigilanze, Bankitalia e Consob, circa la mancata sorveglianza sulle venete che nel frattempo sprofondavano sotto il peso dei crediti deteriorati e massacravano i piccoli risparmiatori con aumenti di capitale gonfiati o con obbligazioni spazzatura. I commissari Cinquestelle hanno messo in risalto le timidezze, chiamiamole così, del Tesoro che da primo azionista di Mps non intraprenderà alcuna azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici Profumo e Viola. E, tanto per dirne un’altra, siamo stati noi a mettere in difficoltà il procuratore di Arezzo Roberto Rossi sulle indagini a carico (anche) di Pier Luigi Boschi per il falso in prospetto legato alle obbligazioni 2013 di Banca Etruria.  Il M5S sta lavorando intensamente e a tutto tondo in commissione, anche perché siamo l’unica forza politica che non ha scheletri negli armadi del credito e siamo stati i soli ad aver chiesto fin da subito di infittire l’agenda per poter sciogliere il maggior numero di nodi possibile. Il MoVimento aveva spinto per questa bicamerale fin dall’inizio della legislatura, con la proposta di legge del portavoce Carlo Martelli. Avevamo anche preteso una commissione specifica sul caso Montepaschi e abbiamo un testo di legge ad hoc per un organismo di inchiesta sui crimini bancari, firmato da Dalila Nesci e risalente al settembre 2015.  Con le nostre fortissime pressioni, già prima che arrivasse Vegas, abbiamo messo il Pd all’angolo e abbiamo ottenuto l’audizione di Federico Ghizzoni, l’ex ad di Unicredit, che verrà a dirci se il sottosegretario Maria Elena Boschi fece pressioni pure su di lui all’inizio del 2015 per spingerlo a salvare la banchetta di famiglia che, come ora sappiamo, le dava così tante preoccupazioni. Insomma, difendiamo da sempre i piccoli investitori e non siamo improvvisati paladini del risparmio solo in vista della campagna elettorale. Ecco perché nella prossima legislatura, se saremo al governo, il M5S istituirà da subito una nuova bicamerale sui crac e sulle truffe degli istituti di credito. Perché purtroppo questa commissione si prepara a restare, tra poco, un discorso interrotto troppo presto, assieme alla fine della legislatura. Ora dobbiamo concentrarci su quello che sta avvenendo a Palazzo San Macuto. Saranno giorni intensissimi. E’ per questo che il M5S ha deciso di rinviare l’evento legato al “Programma Banche” che si sarebbe dovuto tenere ad Arezzo oggi, 15 dicembre. La fitta agenda non consente ai nostri commissari di muoversi. Ci ritroveremo comunque nella stessa Arezzo, ma nell’anno nuovo. E avremo nuovi elementi per raccontare ai cittadini cosa ci differenzia da questi partiti e come vogliamo rivoluzionare il sistema del credito, tutelando realmente il risparmio, sostenendo famiglie e imprese. Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it[...]



Su #Bancopoli cade la seconda Repubblica

Thu, 14 Dec 2017 16:24:13 +0100

src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FLuigiDiMaio%2Fvideos%2F1550154805021060%2F&show_text=0&width=560" width="475" height="270" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" allowFullScreen="true"> di Luigi Di Maio Oggi è successa una cosa gravissima nella commissione d'inchiesta sulle banche. A circa una settimana dalla fine della legislatura, il capo della Consob viene in Commissione d'inchiesta e ci dice che il ministro Boschi, al tempo in cui si stava interessando della banca del padre, era andata da lui a chiedere informazioni su Etruria, visto e considerato che si parlava di come stesse per diventare una banca da accorpare con la Popolare di Vicenza. Si interessa della banca, interferisce con un'autorità di garanzia, e quindi favorisce la banca del padre. Questo è un fatto gravissimo, perché Maria Elena Boschi nel 2015, quando noi abbiamo presentato la mozione di sfiducia a lei, come ministro, per i fatti relativi a Banca Etruria, aveva detto di fronte al Parlamento che non si era occupata della banca del padre. Che non aveva favorito la sua famiglia e che non c'era nessun conflitto di interessi. Oggi viene fuori che ha mentito, e dobbiamo ancora ascoltare Ghizzoni che è l'ex AD di Unicredit, a cui chiederemo in commissione nei prossimi giorni, credo il 20, se Maria Elena Boschi è andata anche da lui a chiedere di salvare la banca del padre. Abbiamo un governo, quello Renzi, che ha passato il tempo con uno dei suoi ministri di punta a chiedere favori per salvare una banca. Ma non è finita qui, non basta questo, perché quando noi abbiamo presentato la mozione di sfiducia alla Boschi, Il centro-destra non l'ha votata. E soprattutto, non è un caso che a capo della Commissione d'inchiesta sulle banche abbiano messo Casini e Brunetta, non è un caso questo, il centro-destra e il centro-sinistra si sono sempre difesi, insieme, sulla questione banche, non sono mai stati aggressivi l'uno contro l'altro, perché sono tutti quanti immischiati. Io ieri mi chiedevo perché Berlusconi dice di riportare Gentiloni a Palazzo Chigi? perché il tema delle banche è come il tema delle tangenti nella prima Repubblica. Qui sta crollando la seconda Repubblica, su Bancopoli, come è crollata la prima repubblica su Tangentopoli. Si tengono tutti quanti insieme, hanno fatto una legge elettorale per provare a rimettersi insieme, e provare ad arrivare al governo di nuovo tutti quanti insieme, ma i numeri non li hanno. Ma soprattutto, e in questo momento è una certezza, che dopo questo caso gli italiani capiranno che, se vogliamo portare di nuovo il governo di questo Paese a lavorare per i cittadini italiani, allora bisogna votare il MoVimento 5 Stelle. Se volete che non cambi nulla, che si continui a fare affari sulle banche con i conflitti di interesse, votare centro destra o centro sinistra è la stessa cosa. Noi chiediamo due cose subito: anche se è finita la legislatura, Maria Elena Boschi se ne deve andare a casa subito da sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, anche perché quel governo resterà in carica per l'ordinaria amministrazione. Secondo, chiediamo che il Partito Democratico non ricandidi Maria Elena Boschi perché, se dovesse ricandidarla allora ci confermerà che tutto il partito è coinvolto nello scandalo banche, come probabilmente è. Qui abbiamo una situazione come quella della prima Repubblica. Come Mario Chiesa iniziò il declino della prima Repubblica con lo scandalo che lo coinvolse, allo stesso modo Maria Elena Boschi è il Mario Chiesa della seconda Repubblica, che con lo scandalo legato alla banca del padre farà iniziare il declino definitivo dei partiti della seconda Repubblica. Questi signori avranno grandissime sorprese. La terza [...]



Il futuro dell'Italia con il MoVimento 5 Stelle al governo

Thu, 14 Dec 2017 16:20:53 +0100

di MoVimento 5 Stelle Preparate i maglioni, prendete le coperte più pesanti che avete, iniziate a equipaggiarvi. L’inverno sta arrivando. Ma non è una fiction. È la realtà, così come arriverà nel 2050, dopo che il MoVimento Stelle avrà governato. Lo dicono i giornali, titolando l’apocalisse, lo paventano nei convegni e sui libri cosiddetti esperti del settore. L’Italia tornerà nel Medioevo, sostengono. Sordi agli appelli dei leader internazionali, ciechi o ignoranti rispetto agli studi pubblicati sulle più autorevoli riviste scientifiche, ma anche distratti rispetto a – ad esempio – la decisione annunciata dalla Banca mondiale appena ieri di interrompere gli investimenti nell’estrazione e ricerca di petrolio a partire dal 2019. Anche la Banca mondiale vuole riportare il mondo all’età della pietra? Viene contestato al programma energia del MoVimento 5 Stelle la programmatica fuoriuscita dalle fossili, petrolio e anche gas. Ma nel documento, che contiene più di cento pagine, è tutto spiegato: i pilatri del programma sono la necessaria penetrazione elettrica insieme alla riduzione dei consumi. Ma non significa affatto che moriremo di freddo: sono anni che il consumo di gas sta calando e nel nostre infrastrutture attuali sono già in grado di reggere incrementi di domanda sena problemi. Quindi no, il Tap non serve. È inutile. È dannoso. Inoltre ci renderebbe dipendente da un asset geopolitico decisamente poco sicuro. E ricordiamo anche che già oggi abbiamo gasdotti di importazione importanti come quello di passo Greis verso il Mare del Nord, utilizzati al 12% della loro capacità. Il costo di produzione da rinnovabili è già in grado di reggere il confronto con le fossili, senza inquinare per combustione come in pianura padana, ad esempio. Fa così tanto paura immaginare un Paese che non debba più pagare il costo sanitario dello smog, che non debba più sacrificare la salute all’economia miope? E l’importanza delle tecnologie elettriche più efficienti sono finite anche nella Sen, la Strategia energetica nazionale. Quella scritta dal governo, per intenderci. Il nostro è un piano organico, che contempla e prende in considerazione l’edilizia, l’efficientamento, la curva dei consumi, la possibilità della riduzione degli stessi. No, non stiamo dicendo che dovremmo stare al freddo per non consumare. Spiace dirlo a chi si professa esperto della materia: Si stima che gli interventi sull’involucro edilizio e sugli impianti permetterebbero una riduzione dei consumi di circa il 40%, con un risparmio di 73 milioni di euro. Dal 1° gennaio 2019 scatterà l’obbligo per tutti gli edifici della PA di rispettare il nuovo standard energetico, che prevede consumi molto bassi e l’impiego di fonti rinnovabili. Altro che maglie di lana e coperte invernali: la rivoluzione energetica in molti Paesi di Europa è già iniziata. Proprio qualche mese fa lo Statens pensjonsfond utland, che a settembre scorso ha superato per la prima volta il valore di mille miliardi di dollari, ha annunciato la sua intenzione di disinvestire per una somma tra 35 e 37 miliardi di dollari da titoli di aziende attive nell'estrazione e vendita di petrolio e di gas. La Norvegia, principale produttore di petrolio dell’Europa occidentale, e il Nord Europa, hanno innescato la rivoluzione. Con il MoVimento 5 Stelle, arriverà anche in Italia.Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it[...]



Biotestamento: legge di civiltà e storica vittoria

Thu, 14 Dec 2017 15:52:02 +0100

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di MoVimento 5 Stelle

Oggi il Senato ha approvato in via definitiva la legge sul testamento biologico. Questa è davvero una giornata storica per la nostra Repubblica, che ha fatto un balzo in avanti dal punto di vista culturale e sociale. Si tratta di una legge di civiltà, che porta la prima firma del nostro deputato Matteo Mantero, attraverso la quale viene garantito ai cittadini italiani un diritto che aspettavano da troppo tempo: quello della persona di poter disporre di se stessa.

Il MoVimento 5 Stelle ha sempre detto di essere disponibile ad approvare buone leggi, al di là di schieramenti o maggioranze di governo, e la determinazione con la quale abbiamo sostenuto il biotestamento ne è stata solo l’ennesima dimostrazione.

Stavolta il Parlamento di questa aberrante Legislatura non ha ceduto ai soliti interessi dei partiti e delle fazioni contrapposte, ma ha mantenuto al centro l’interesse dei cittadini. Ci dispiace che qualcuno in questi mesi abbia cercato di fare leva sulla strategia della disinformazione, equiparando questa legge a quella sull’eutanasia e sul suicidio assistito, quando il contenuto del provvedimento riguardava esclusivamente il consenso informato, le disposizioni anticipate di trattamento e la pianificazione condivisa delle cure. Il parlamento ha lavorato per promuovere i valori dell’umanizzazione delle cure e della dignità della fase finale della vita, introducendo il principio dell’astensione del medico da ogni ostinazione irragionevole e dal ricorso a trattamenti inutili o sproporzionati (accanimento terapeutico), prevedendo anche il ricorso alla sedazione palliativa profonda continua.

Nessuno sia ipocrita o faccia finta di cadere dal pero:
sappiamo tutti che si tratta di cure che venivano già praticate, nei casi di necessità, in moltissime strutture sanitarie del nostro Paese. Il mancato intervento del legislatore – la prima legge sul testamento biologico era stata depositata in Parlamento 33 anni fa - ha causato per troppo tempo confusione e incertezze. Con il “sì” pronunciato oggi abbiamo rimesso al centro la dignità della persona, il suo diritto di scegliere, evitando che rispetto a momenti così drammatici dell’esistenza umana vi possano essere disparità di trattamento. Questa giornata, e questa legge, vogliamo dedicarla a tutti coloro i quali, con il loro impegno, il loro esempio e il loro sacrificio, hanno reso tutto questo possibile


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