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Blog di Beppe Grillo





Last Build Date: Sat, 03 Dec 2016 10:40:41 +0100

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Perché dico NO

Sat, 03 Dec 2016 10:40:41 +0100

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di Giancarlo Del Monaco*

Perché dico NO? Perché il termine ‘rottamazione’ di cui è stato fatto ultimamente largo uso e abuso, offende la dignità degli esseri umani tradendo la cultura dei popoli che hanno contribuito a creare la nostra civiltà, primi tra tutti i Greci e i Romani, dai quali l’esperienza delle generazioni passate era considerata un tesoro prezioso. Perché questo terribile termine evoca i fantasmi di dittature che hanno insanguinato il secolo passato: per Hitler e Stalin, come per tanti dittatori che ancora oggi calpestano i più elementari diritti umani, gli uomini erano ‘cose’ ai quali era negata ogni forma di libertà e di rispetto e che potevano per questo essere ‘rottamati’ come un vecchio camion, una vecchia automobile o un qualsiasi soggetto ritenuto stoltamente inutile.
Perché chi rinnega il proprio passato e le proprie radici diventa debole; perché i popoli ai quali è strappata la loro storia, disorientati e impoveriti, rischiano una tragica e pericolosa deriva, piegati alle astute trame di oligarchie perverse delle quali i leader ‘rottamatori’ sono strumenti funzionali.
Perché con la politica del terrore (alla quale Inglesi e Americani non si sono piegati), in nome di una presunta efficienza, si nasconde il vero scopo, che è quello di realizzare il più rapidamente possibile il programma delle élites autoritarie spogliando ancor più l’Italia non solo delle sue ricchezze e della sua cultura ma anche della sua anima e del suo futuro.
Per questo io, Giancarlo Del Monaco, dico NO e ho voluto che questo fosse ribadito con forza attraverso la voce di mio padre MARIO DEL MONACO, grande artista e uomo libero, in difesa della libertà, della democrazia rappresentativa, dei più nobili valori, della più alta cultura e della dignità umana.

*regista


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Video pirata! M5S scova un altro lobbista appostato in Parlamento

Sat, 03 Dec 2016 10:25:25 +0100

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di MoVimento 5 Stelle

M5S in modalità "apriscatole": beccato un altro lobbista che si aggira come uno squalo attorno alla Commissione Bilancio, per ottenere norme e leggi favorevoli all'azienda e alla multinazionale di turno.

Il lobbista pizzicato dal nostro portavoce Giorgio Sorial è Antonio Iannamorelli, presente per conto della società di lobbying Reti e "invitato" dal deputato del PD Alberto Losacco a seguire da molto vicino i lavori sulla manovra di bilancio, in particolare riguardo la sorte dei provvedimenti sulle società di call center.

Guarda caso lo stesso Iannamorelli ha già fatto con il Partito Democratico politica attiva a livello locale in Abruzzo.
A un certo punto, il lobbista di giornata sembra esultare per l'accantonamento (in pratica un rinvio) di un emendamento tra i tanti (ce ne sono anche del M5S) che precisano doveri, aggravano responsabilità ed eventuali multe per gli aggiudicatari dei servizi di assistenza telefonica.

Perché quegli emendamenti sono stati messi da parte? Qualcuno auspica riformulazioni? In favore di chi? Visto che Iannamorelli non si fa problemi a raccontare sul web o su twitter la propria attività, anzi si considera "la quintessenza della #lobby messa a dura prova dalla congrega degli onorevoli burloni", il M5S chiede come sempre massima trasparenza in favore dei cittadini, a partire dalla pubblicazione della lista di chi entra ed esce dal Parlamento. E a che titolo.
Il tema dei call center, quintessenza (questa sì!) del precariato moderno, è tornato peraltro caldissimo in questi giorni, con l'inchiesta che ha portato all'arresto per corruzione di Roberto Boggio, gran capo della Transcom e titolare del servizio per conto di Inps-Inail.

Il M5S ha una proposta di legge, a prima firma Cominardi, che regola il settore in favore dei lavoratori e dei fruitori. E non possiamo tollerare che figure opache si appostino fuori dalle Commissioni Parlamentari e facciano pressione sul Parlamento, per conto di società che sfruttano la manodopera ingrassando con contratti milionari.


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Movimento 5 Stelle batte austerity 1-0

Sat, 03 Dec 2016 10:21:39 +0100

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di MoVimento 5 Stelle Europa

Movimento 5 Stelle batte austerity 1 - 0. È la prima volta che accade. Al diavolo Merkel, Katainen, Moscovici, Schäuble e tutti i sacerdoti dell'austerity. Il Parlamento europeo ha votato un paragrafo presentato dal gruppo Efdd - Movimento 5 Stelle con il quale si invita la Commissione europea a scorporare dal Patto di Stabilità i fondi strutturali per gli investimenti antisismici. Questo significa che la quota di cofinanziamento dei fondi strutturali, compresi quelli per la prevenzione dei terremoti, non verranno calcolati nei disavanzi pubblici nazionali nel quadro del patto di stabilità e crescita. Abbiamo picconato l'austerity!

Mentre negli ultimi 5 anni i governi italiani (Monti-Letta-Renzi) hanno sprecato ben 1,3 miliardi di euro di fondi - stanziati a seguito dei terremoti a L'Aquila e in Emilia - per mettere in sicurezza gli edifici pubblici delle aree più a rischio, il Movimento 5 Stelle riesce in un'impresa che sembrava impossibile. Adesso ci aspettiamo che la Commissione europea dia seguito alle indicazioni del Parlamento europeo. Grazie a questo voto, Regioni, Comuni e privati avranno a disposizione una leva finanziaria importante per fare prevenzione e gestione dei rischi. Questo provvedimento riguarda il terremoto, ma non solo: sono inclusi anche gli investimenti relativi al dissesto idrogeolico, frane e smottamenti. Vogliamo mettere in sicurezza l'Italia!

Il 4 dicembre #IoDicoNo anche per mandare a casa tutti quelli che fino ad oggi in Europa hanno fatto porcate su porcate senza pensare al bene dei cittadini!

VIDEO. Rosa D'Amato ha presentato la proposta di risoluzione con l'emendamento 11 contro l'austerity poi inserito nella risoluzione di compromesso con tutti gli altri gruppi. Ascolta il suo intervento.

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VIDEO. Ascolta e condividi l'intervento di Laura Agea sull'emergenza terremoto in Italia. Ha emozionato tutto il Parlamento europeo.

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VIDEO. Marco Valli nella Commissione per i problemi economici e monetari sta lottando contro l'austerity. Questo voto è epocale ed è tutto merito dei portavoce del Movimento 5 Stelle.

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#IoDicoNo Gran finale a Torino

Fri, 02 Dec 2016 17:13:46 +0100

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di MoVimento 5 Stelle

Siamo in piazza San Carlo, a Torino, per chiudere la campagna referendaria. È un momento importantissimo per dire NO a questa riforma che ci toglie un diritto, quello di votare il Senato, e dà un altro privilegio ai partiti: l'immunità parlamentare. Per salvare la poltrona ad una classe politica che sta morendo, faranno piombare il paese nel caos, e per questo dobbiamo bloccarla con un NO.

La scaletta dei partecipanti in ordina di intervento:

Video musicale - testo Giorgia
LE GAL
SALUTO INIZIALE - DI BEPPE GRILLO
CONSIGLIERI REGIONALI
Giorgio Bertola (Piemonte)
Antonella Laricchia (Puglia)
Valeria Ciarambino (Campania)
Alice Salvatore (Liguria)
Giacomo Giannarelli (Toscana)
PARLAMENTARI DEL TERRITORIO
Alberto Airola
Ivan Della Valle
Laura Castelli
RUDY ROTTA
EUROPARLAMENTARI
Tiziana Beghin
Eleonora Evi
CAPIGRUPPO CAMERA E SENATO
Giulia Grillo
Luigi Gaetti
LE GAL
ATTORE - I MAMMUTH
I COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI CAMERA
Fabiana Dadone
Riccardo Fraccaro
Danilo Toninelli
I COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI SENATO
Nicola Morra
Giovanni Endrizzi
Vito Crimi
Dalila Nesci
Carlo Sibilia
Barbara Lezzi
SINDACI ROMA E TORINO
Virginia Raggi
Chiara Appendino
RUDY ROTTA
Luigi Di Maio
Roberto Fico
Alessandro Di Battista
RICORDO DI GIANROBERTO CASALEGGIO E DI DARIO FO
Beppe Grillo
CHIUSURA RUDY ROTTA


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Ilva: Renzi si rimangia i fondi promessi ai bambini malati di Taranto

Fri, 02 Dec 2016 16:46:22 +0100

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di MoVimento 5 Stelle

Il mentitore seriale Renzi l'ha fatto un'altra volta.
Si è rimangiato la promessa di dare 50 milioni a Taranto "per curare i bambini malati di tumore". Quelli che respirano il veleno dell'Ilva in una città che ha una mortalità infantile in continua crescita a causa di malattie legate all'inquinamento. Li ha fatti sparire nottetempo dalla legge di bilancio, con una manina che ha cancellato l'emendamento che prevedeva lo stanziamento per la sanità jonica. Si è preso gioco dei tarantini! e quando è stato smascherato ha rilanciato con un colpo di teatro ancora più grande: dalla famiglia Riva arriverà oltre 1 miliardo di Euro per l'Ilva.

Per l'Ilva? Cosi la fabbrica sarà più appetibile per i nuovi compratori e la vecchia proprietà uscirà dai processi con un trattamento migliore. E per i tarantini? Questi fondi non sono nessun nuovo stanziamento del governo e non andranno alla sanità come promesso da Renzi ma all'azienda. Sono sempre gli stessi fantomatici soldi che dovrebbero arrivare a seguito dell'azione della magistratura, e che il governo promette ogni volta che si trova a dover far digerire l'ennesimo decreto Salva Ilva.

Il presidente del Consiglio scarica il barile delle responsabilità del governo, e le sue personali promesse di elargire fondi per la sanità tarantina, sulle casse della famiglia Riva. La stessa che non ha ottemperato alle prescrizioni ambientali del tribunale jonico, dopo aver causato l'emergenza ambientale e sanitaria a Taranto con l'Ilva.

È l'ennesima fuffa, ed è ancora più grave visto che arriva a pochi giorni dal voto referendario, e Renzi ha bisogno di racimolare altri Sì alla sua Riforma della Costituzione. Ingannando ancora una volta i cittadini di Taranto, quelli che ancora credono alle sue menzogne. Prendendosi gioco di quei bambini che, nelle mani di una sanità carente, voglia di giocare ne hanno ben poca. Svegliatevi #IoDicoNo


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Lettera agli indecisi #IoDicoNo

Fri, 02 Dec 2016 15:37:22 +0100

di Piero Ricca Caro elettore indeciso, vorrei che questa lettera arrivasse sotto i tuoi occhi e tu trovassi il tempo di leggerla. Dopo una campagna infame, piena di forzature di potere, l'esito del referendum del 4 dicembre è ora nelle tue mani e di tante persone che come te non ci credono più e magari non votano da anni. Astenendovi o decidendo all'ultimo di andare a votare, deciderete per tutti. Vorrei trovare le parole per dirti perché stavolta è decisivo votare, e votare No. Questa non è un'elezione politica, è qualcosa di più importante: è un referendum sulla Costituzione, che è destinata a durare oltre le convenienze di parte, più delle contingenze del momento. Sottoposta al referendum non è una riforma della Costituzione, ma un'operazione di potere sulle regole, volta a concentrare il potere politico nelle mani del governo, il potere del governo nelle mani di un partito, il potere del partito di governo nelle mani di un capo. Un'operazione in due tempi: legge elettorale e modifica della Costituzione. Il capo di un partito che gode in parlamento di un premio di seggi illegittimo, dopo le elezioni europee del 2014, si è illuso di avere il paese in mano e di poter governare da solo con pieno potere, naturalmente con il placet del sistema finanziario, famelico di beni comuni. Ecco dunque che nel 2015 si fa una legge elettorale solo per la Camera dei deputati, imponendola con il voto di fiducia. Quella legge trasforma al ballottaggio una minoranza di voti in una maggioranza assoluta di seggi. Poi hanno cambiato la Costituzione, per dare alla sola Camera il potere di votare la fiducia al governo: chi ha la maggioranza assoluta alla Camera governa da solo. Il Senato avrà cento membri non eletti dai cittadini ma dai consigli regionali, in gran maggioranza attualmente controllati da quello stesso partito, che dunque avrà la maggioranza assoluta anche al Senato nei prossimi anni. Tuttavia alle elezioni amministrative c'è stata una sorpresa: ai ballottaggi un'altra forza politica ha prevalso quasi ovunque su quel partito. Conseguenza: quel partito intende cambiare la legge elettorale dopo il referendum. Il ballottaggio va tolto di mezzo perché rischia di far vincere altri. Ecco la prova che truccano le regole del gioco pur di vincere. In quel No un atto di libertà Immagino a questo punto la tua obiezione: "A me non interessa, non ci credo più, comunque vada non cambierà nulla". Ed è qui che volevo arrivare. Se non ci credi più, continua pure a non votare alle elezioni, esercita questa forma di libertà. Ma questo è un referendum, non è un'elezione. E la Costituzione, dopotutto che ti ha fatto di male? Ti sembra un'astrazione retorica, una promessa inattuata? Forse. Ma garantisce qualcosa anche a te, anche se fatichi a riconoscerlo. Dev'essere applicata, non cambiata. E comunque non cambiata in questo modo. Ricorda che questa tua libertà di non votare alle elezioni corrisponde a un diritto che stanno in sostanza portando via a tutti, anche a chi vuole continuare a esercitarlo. Con la legge elettorale, infatti, buona parte dei deputati li nomineranno i capi dei partiti, gli stessi partiti che per effetto della modifica della Costituzione eleggeranno tutti i senatori. Quindi, per una volta potresti farlo per noi che ci crediamo ancora il piccolo sforzo di mettere una crocetta su una scheda. E poi - se mi permetti - dovresti farlo per te, poiché se riducono il diritto di votare ti tolgono anche la libertà di non esercitare quel diritto, come pure la libertà di cambiare un giorno idea. Ma c'è un altro aspetto, il più importante: i ladri non vanno trattati con indifferenza, a maggior ragione i ladri di democrazia. Dire No a chi manipola le regole di tutti per un vantaggio di parte è pur sempre un atto di libertà, anche se non si crede alle regole, perfino se non si crede più a nulla. Riflettici ancora un momento. Traccia su quel No il tuo [...]



La scheda di Renzi non è un facsimile, è un falso

Fri, 02 Dec 2016 13:47:44 +0100

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di Luigi Di Maio

Ieri Renzi in TV a Otto e mezzo è stato (finalmente) incalzato da una giornalista sulla questione della scheda falsa denunciata ieri da questo blog. Il premier è rimasto senza parole, ha balbettato per un po' e poi, come un bimbo che non sa cosa dire, l'ha sparata grossa: "La scheda che ho mostrato è un facsimile". Ancora bugie davanti agli italiani. Quella scheda non é un facsimile. Un facsimile è per definizione è la riproduzione di un documento ufficiale, originale e esistente. Come riporta la definizione Treccani è la "copia esatta di scritto, stampato, disegno, oggetto, ottenuta mediante riproduzione fotografica o con altre tecniche: il f. d’un manoscritto, d’un documento".

Siccome la sua riforma non prevede l'elezione da parte dei cittadini e non esiste una legge elettorale per il senato, quella scheda non esiste. Quindi quello non è un facsimile, è un falso bello e buono per prendere in giro gli elettori. Un comportamento inaccettabile da parte di una persona che ricopre cariche istituzionali. Renzi deve ammettere che quella scheda non esiste. Vogliamo anche sapere chi l'ha materialmente prodotta e lo esortiamo quanto meno a non esporla più in questi ultimi giorni di campagna. Invito anche i giornalisti ad intervistare Renzi sul tema: vuole dirci cosa è quella scheda o no? La sua riforma dimezza il diritto di voto degli italiani, abbia il coraggio di dirlo e la smetta con i sotterfugi.

Il presidente del consiglio ha anche detto che la denuncia annunciata da Danilo Toninelli non lo preoccupa, con i tempi a cui ha costretto la giustizia italiana come dargli torto. Fossi in lui mi preoccuperei del voto di domenica. Lì gli italiani voteranno nel merito e pochi saranno disposti a dimezzarsi il diritto di voto ora che le sue balle sono state smascherate.

Se Renzi vuole continuare a mentire lo faccia, ma in un confronto con me e la smetta di scappare. Lo aspetto stasera.


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La salute dei cittadini viene prima di raffinerie e discariche

Fri, 02 Dec 2016 10:52:57 +0100

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di Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia

L’esplosione avvenuta presso la raffineria Eni di Sannazzaro de Burgondi (PV) è un incidente gravissimo che conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, la pericolosità degli impianti fossili.

Ci auguriamo siano state attivate tutte le misure atte a tutelare la salute della popolazione. E’ in casi come questo che si rivela tutta l’irresponsabilità’ di chi ha autorizzato, proprio al fianco della raffineria più grande d’Europa, la più grande discarica di amianto d’Italia. Non ci vuole una volpe per immaginare che quella non è un’area sulla quale insediare impianti già di per sé impattanti per l’ambiente e per la salute.

Per fortuna non risultano vittime, ma ci auspichiamo che gli enti preposti si attivino immediatamente per informare puntualmente i cittadini e tutelare la salute dei lavoratori e della popolazione alla quale è stato chiesto di chiudersi in casa. Questo è solo l’ultimo di una serie di incedenti avvenuti alla raffineria Eni. Noi, come i cittadini del territorio, non siamo tranquilli ed esigiamo trasparenza. Per questo il M5S chiederà di fare chiarezza sulle cause dell’incendio, sulla salute dei lavoratori, sulle sostanze tossiche disperse dall’inquietante nube nera ai danni della popolazione.


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#RenziPeggioDiMonti ma è arrivato il momento di dire NO

Fri, 02 Dec 2016 10:25:27 +0100

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di MoVimento 5 Stelle Europa

Quello di Renzi è un NON governo di politici che continua il lavoro iniziato dai tecnici. La continuità fra Monti e Renzi è dimostrata da:

1) La maggioranza che ha sostenuto il governo Monti è la stampella di tecnocrati che oggi tiene in piedi Renzi. Il nucleo è il Partito Democratico alleato a meteore della politica raggruppate da Angelino Alfano. Entrambi i governi sono stati nominati senza essere stati eletti dai cittadini.

2) Otto fra Ministri e Sottosegretari del governo Renzi sono legati mani e piedi a Mario Monti: o erano stati membri del suo governo o si sono candidati nella sua coalizione nel 2013. Nel governo Renzi c'è addirittura l'ex portavoce del Professore della Bocconi.

E allora è vero che questa riforma costituzionale ce la chiede l'Europa come dimostrano gli endorsement di Juncker, Moscovici, Schäuble: un governo tecnico è sempre schiavo dei superburocrati europei.

3) La continuità fra Monti e Renzi c'è anche nelle politiche tant'è che l'ex Ministro Fornero nel 2015 dichiara: "Il Jobs Act è la continuazione della nostra riforma". La riforma della "buona scuola" è stata partorita da Stefania Giannini, punta di diamante della coalizione "Con Monti per l'Italia" che si è presentata alle elezioni nel 2013. In Europa, nonostante i proclami, NULLA è cambiato. Solo il Movimento 5 Stelle lotta contro l'austerity.

Politici e tecnici sono pappa e ciccia. I cittadini devono riprendersi il potere. È arrivato il momento di dire NO.


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Con la Riforma il Presidente della Repubblica diventa ostaggio dei partiti

Fri, 02 Dec 2016 10:05:54 +0100

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