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Archivio del Televideo RAI - Articoli



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Le candele di telefono azzurro

Fri, 07 Nov 2008 23:56:46 +0200

"Senza te Telefono Azzurro non c'è": è lo slogan che accompagna l'iniziativa "Accendi l'azzurro" in programma sabato 22 e domenica 23 novembre in 1500 piazze italiane. Volontari dell'associazione offriranno candele in cambio di un contributo.I fondi raccolti sono destinati a finanziare le varie attività di Telefono Azzurro, impegnato da 21 anni nella tutela dei diritti dei minori. In particolare, si intende potenziare sia la linea telefonica istituzionale 199.151515 sia quella gratuita 19696 a cui possono accedere, da quest'anno, anche gli adolescenti e non solo i bambini più piccoli. Info piazze su www.azzurro.it e al numero verde 800.090.335




Baby alcolisti, emergenza sotto traccia

Fri, 07 Nov 2008 18:13:27 +0200

di Fiammetta Rossi

Negli ultimi tempi sembrano moltiplicarsi fatti di cronaca che vedono protagonisti teen-agers, risse,violenze di gruppo,baby gang,fino al caso limite della sparatoria a Secondigliano. Ed emergono sempre di più casi di baby alcolisti e di bullismo, un fenomeno spesso sommerso, quasi sotto traccia, che abbiamo tentato di conoscere meglio. E’ un mondo ancora tutto da scoprire, una realtà che però appare già come una vera emergenza.

I dati sono allarmanti: in Italia l’età del primo contatto con l’alcool è la più bassa in Europa e un ragazzo su cinque, tra gli 11 e i 15 anni, è un consumatore a rischio. I ragazzini non bevono mai vino, a farla da padrona è la birra, fuori pasto e soprattutto nel week-end.  Restano comunque zone d’ombra ed è difficile stabilire i veri contorni dell’aumento del consumo dell’alcool, fenomeno meno conosciuto del bullismo che però già impegna i medici, i quali ci hanno spiegato i danni di oggi e di domani, fisici e psicologici,  che ne derivano.

Intanto i giovanissimi continuano a bere in gruppo, a ritrovarsi la sera fino a notte nei posti di ritrovo alla moda e qualche volta ci scappa la rissa. Nemici della prevenzione e della soluzione dei problemi degli adolescenti sono la scarsa informazione, la difficoltà dei giovani a comunicare disagi e difficoltà, la reticenza, forse la paura dei genitori ad ammettere i pericoli che corrono i figli.

La nostra ricerca non si ferma qui. Continueremo ad indagare nel mondo del disagio giovanile e prezioso sarà l’apporto che vorrà darci chi, per lavoro o per motivi familiari, si misura con questi problemi.




In Italia si comincia a bere anche a 11 anni

Fri, 07 Nov 2008 15:46:13 +0200

di F. R.

In Italia, l’età del primo contatto con l’alcool è la più bassa d’Europa, con una media di 12,2 anni contro i 14,6 di quella europea. Seguono Irlanda e Austria, con una media di 12,7 anni.  I dati risultano dall’indagine “Eurobarometro 2002” della commissione europea.

Secondo i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità, un ragazzino su cinque tra gli 11 e i 15 anni è un consumatore a rischio, in tutto sono 740.000 i giovanissimi che mettono in pericolo la propria salute.

Da un’indagine dell’Istat emerge che tra i ragazzi di 16-17 anni uno su due consuma alcolici e l’8% dei maschi consuma alcolici tutti i giorni. Altro fattore allarmante è l’aumento dell’abitudine al consumo fuori pasto: fra i giovanissimi tra i 14 e i 17 anni, la percentuale è raddoppiata dal 1994 al 2006, passando dal 13,4% al 24,2% tra maschi e dall’8% al 16,8% tra le femmine. Sempre secondo l’Istat, ammette di essersi ubriacato,nel 2005, almeno una volta il 3,2% dei giovani maschi di meno di 16 anni, età legale per poter bere alcolici.

Parla chiaro anche un’indagine, finanziata dal Ministero della Salute, e condotta nelle discoteche dal Centro collaboratore dell’OMS per la Ricerca sull’Alcol: il 67% dei ragazzi tra i 13 e i 15 anni beve il sabato sera. Di questi, il 20% si ubriaca nel fine settimana. E tra i teen-agers si diffonde sempre di più il “binge drinking” ,il bere per ubriacarsi, 6 o più bicchieri uno dietro l’altro.




I danni di oggi e di domani per i giovanissimi

Fri, 07 Nov 2008 14:39:36 +0200

di F. R.

Sui rischi dell’uso precoce di alcolici mette in guardia il professor Claudio Mencacci, capo del  Dipartimento Salute mentale dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano. “L’abitudine a bere, in un’età che si abbassa sempre di più,  è il motore per rendere più evidenti comportamenti aggressivi e impulsivi. Di qui lo stretto legame tra abuso di alcool, bullismo, tendenza alle risse. Ormai troviamo ragazzini che hanno iniziato a bere anche a 10-11 anni, quindi in un momento delicatissimo di formazione. Questo comporta danni a livello soprattutto cerebrale che influenzano la maturazione ma soprattutto, e questo è tutt’altro che da sottovalutare,disturbano la continuità delle ore di sonno che è la più grande protezione per la salute. Noi vediamo piccoli di 12-13 anni che sono già diventati cattivi dormitori perché l’alcool induce sì al dormire ma a lunga scadenza altera la struttura del sonno”.

E’ vero che i ragazzi bevono soprattutto birra?
“Sì, di solito si incomincia così perché apparentemente sembra meno dannosa ed i ragazzi sono convinti che faccia meno danni, non solo, ma da questo passano poi rapidamente a sperimentare i superalcolici. Negli ultimi anni, ai ragazzi si sono affiancate le ragazze che dall’alcool sono più danneggiate, ne risentono di più gli effetti. E per questo esiste una spiegazione scientifica, alle donne manca un enzima per la metabolizzazione, dovrebbero bere in genere 1/3 degli uomini. In più nella nostra esperienza si è notato che nelle donne l’abitudine al bere ha maggiore presa, ne diventano più facilmente dipendenti. Poi negli ultimi 2 o 3 anni c’è stato anche un crescendo imitativo e agli “happy hour” sono aumentate sempre di più proprio le donne.”.

Lei parla di superalcolici ma a quell’età sono vietati
“E’ vero ma purtroppo gli escamotage sono tantissimi. Basta non consumarli al bar o nei pub ma comprarli al supermercato, magari fingendo di fare la spesa per i genitori”.

Quali cause ha individuato nell’abuso di alcolici tra teen-agers?
“Una concomitanza di situazioni, un tema che si collega anche al fenomeno del bullismo. Innanzitutto le famiglie sono abituate a sentire molto i figli, a cercarli di continuo con il cellulare, ma poco ad ascoltare. C’è una perdita totale dei sistemi di segnalazione ed uno scollamento drammatico tra scuola e famiglia. A mio avviso,manca una responsabilizzazione dei ragazzi ed i genitori spesso non supportano l’autorevolezza dei docenti e, a loro volta, hanno difficoltà a far valere la propria credibilità, la proprio autorevolezza,anche se per far questo servono fatica e tempo. Insomma io credo bisognerebbe che i genitori sapessero dire dei no. I no fanno crescere non fanno restare piccoli”.

Ci sono realtà più a rischio, giovanissimi più esposti di altri all’uso precoce di alcolici?
“No, è un fenomeno diffuso nelle varie classi sociali. Molti luoghi comuni sono ormai crollati, non è un problema di marginalità sociale o di povertà,anzi potremmo dire che si colloca proprio laddove c’è maggiore disponibilità ma non per questo sufficiente attenzione ai ragazzi.  Il nostro obiettivo è la prevenzione perché i giovani non si accorgano dei danni troppo tardi, quando si è scelto un binario sbagliato, si è demotivati,incapaci di sapersi progettare ed esposti a perdere il treno delle rare opportunità che oggi si presentano ai giovani”.




La voglia matta di birra in gruppo

Fri, 07 Nov 2008 14:37:14 +0200

di F. R. Prima era un’abitudine estiva uscire con sette, otto amici, bere qualche birra,fare tardi, unirsi ad altri gruppi,anche di sconosciuti, liberi dall’impegno della scuola. Ma ora è diventata una moda, quasi una necessità, per non essere diversi dagli altri,una libertà che si pretende non sia negata tutte le sere, anche d’inverno. Frotte di ragazzini di 16, 17 anni si ritrovano puntualmente, quasi a un segnale convenuto, ora in una piazza ora in un’altra, su una scalinata o davanti a un  bar. I gestori di locali  e pub delle zone più frequentate ci hanno aiutato a capirne di più.A Ponte Milvio,a Roma, luogo di ritrovo tra i più conosciuti e amati,vicino al fatidico ponte dei lucchetti dell’amore abbiamo parlato con chi questi giovanissimi ha imparato a conoscerli. Sara e Federico hanno un piccolo locale proprio nella piazza e tengono i prezzi piuttosto bassi. I ragazzi, raccontano, bevono fuori pasto, praticamente solo birra ma scelgono la più forte, “per ubriacarsi prima, senza spendere tanto”. Certo non possono bere superalcolici perché sono minorenni ma, pensiamo,anche contro i nostri interessi, che bisognerebbe alzare l’età per bere alcolici come la birra,ora fissata a 16 anni”. Sara, 25 anni, dice: “Sono giovane ma mi impressiona la libertà che hanno questi giovanissimi”. E Federico, 26 anni, è convinto: “Le famiglie dovrebbero controllarli di più”. Poi ci confermano che spesso bevono parecchio e poi finiscono a litigare, a volte sembra sia sbucato fuori anche qualche coltello, “adesso però le liti sono diminuite, anche perché sono aumentati i controlli di Polizia”. Fabio, sempre a Ponte Milvio, ha scelto di avere un locale per ragazzi più grandi, che “danno meno problemi”, dopo un’esperienza a Campo dei Fiori. Lì i giovanissimi “bevevano tantissimo e ogni sera ci scappavano le risse. Anche le ragazze si riempivano di birra e spesso reggevano meno”. Per me,dice “questi ragazzini hanno troppi soldi, forse i genitori sentono di mancare in qualcosa e allora li accontentano così”. Stessa scena nella zona di Trastevere, quartiere storico della capitale, dove non sono pochi i proprietari di locali che si lamentano di questa invasione di giovanissimi e ci confessano una certa paura che possano combinare qualsiasi cosa e allontanare i clienti. Giovanni lavora in un conosciutissimo forno della zona aperto fino a tarda notte.  Qui intorno è sempre pieno di ragazzi, ci dice, “La situazione è molto peggiorata negli ultimi anni. Lasciano decine di bottiglie di birra vuote per terra. Poi capita che si sentano male, sporcano, litigano tra di loro magari per una stupidaggine. Sa che le dico? Hanno troppa indipendenza e il problema è anche che i ragazzini sono chiusi, non parlano in casa e i genitori non indagano più di tanto”. In una delle piazze più note del quartiere parliamo con uno dei responsabili di un altro locale, Emanuele. “Noi abbiamo prezzi un po’ alti, non adatti alle tasche dei 15-16enni ma li vediamo, stanno sempre qui davanti, tutta la sera fino a notte, e quando alle 2 chiudiamo sono ancora lì che girano. Io ancora mi dico ma che fanno nella vita questi. Vengono soprattutto nel week-end ma non solo, la maggior parte credo dalle periferie. Comprano le birre dove costano poco,spesso nei negozi di pizza a taglio e poi si mettono a bere per strada, sugli scalini, sempre rigorosamente in gruppo, difficile vedere coppiette, così a non far niente  perché il problema è proprio questo, non fanno niente. Qualche volta c’è qualche piccola rissa ma raramente e per motivi banali, perché uno ha guardato una ragazza, perché litigano p[...]