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blogbuster - cinema e musica



 



Race - Il colore della vittoria

2017-03-06T05:00:00+01:00

Titolo originale Race Produzione Germania, Canada, Francia 2016. Regia Stephen Hopkins Interpreti Stephan James, Jason Sudeikis, Jeremy Irons, Carice van Houten, Eli Goree. Durata 134 Minuti Sono trascorsi 35 anni dalla morte di Owens e, oggi con il lungometraggio “Race- il colore della vittoria”, racconta la sua storia: questo atleta afroamericano che nel 1936, allora ventiduenne sorprese il mondo con un'impresa storica. Contro ogni aspettative vinse quattro medaglie d'oro in una sola Olimpiade trionfando nei 100 metri, nei 200 metri nel salto in lungo e nella staffetta 4x100 tenutesi a Berlino, sotto agli occhi esterrefatti di Adolf Hitler. Jesse, un giovane atleta di colore, che nell'America ancora segregata degli anni trenta, riesce fra mille sacrifici a farsi accettare alla prestigiosa Ohio University, dove i neri sono in nettissima minoranza e hanno vita dura. Lo sport dei bianchi è il football ma in atletica i neri si fanno già valere. Grazie al coach Larry Suyder (Jason Sudeikis) Jesse comincia ad allenarsi e nonostante alle tensioni razziali che subisce, non ci bada, quando corre pensa solo a vincere e oltrepassare i suoi ostacoli. Vuole dimostrare a sé stesso e agli altri che può farcela, che può vincere e diventare un esempio a tutti, non solo come atleta ma anche come uomo. In una sola giornata e in meno di un'ora Owens batte quattro record del mondo ed è pronto a vincere le fatidiche quattro medaglie d'oro alle Olimpiadi. Mancano pochi mesi alle famose Olimpiadi del 1936 e, il Comitato Olimpico Americano è indeciso a partecipare alle gare come segno di protesta contro il regime hitleriano che non vuole nessun ebreo e nessuno atleta di colore. Dopo un acceso dibattito pro e contro, partecipare o boicottare, l'America decide di partecipare e Jesse arriva finalmente a Berlino alle famose Olimpiadi. Vince le sue quattro medaglie d'oro, un duro colpo per il regime nazista! E non solo, ma durante le manifestazioni delle gare Jesse stringe anche una profonda amicizia con il suo avversario tedesco Luz Long (David Kross) sfidando le ideologie naziste. Peccato che a questo incredibile atleta, l'uomo che cambiò la storia in 10 secondi netti (record rimasto imbattuto per ben 48 anni) non gli sia mai stata consegnata la giusta onorificenza. La Casa Bianca non gli riconobbe il successo ottenuto alle Olimpiadi di Berlino, così come il mondo, forse, non gli riconobbe, al tempo, il successo ottenuto per la battaglia contro la discriminazione razziale. Per ricevere un qualche riconoscimento l'atleta dovette aspettare il 1976 quando venne invitato alla Casa Bianca dal Presidente Gerard Ford dove ricevette la Medaglia Presidenziale della Libertà. Il film voluto ed approvato da Marlene, figlia del campione, è diretto dal regista australiano Stephan Hopkin, già noto al pubblico con “Nightmare 5” èPredator2”. Ad interpretare il protagonista di questa leggenda atletica mondiale è Stephan James (già star di “Selma”) che riesce molto bene sia nella recitazione e sia ad interpretare tutte le sue imprese sportive riuscendo a rendere realistiche le gare. A me, personalmente, è piaciuto molto. 138 minuti senza un attimo di noia, anzi, si prova anche suspense durante le gare. Una storia appassionante con attori molto bravi. Il tema del pregiudizio razziale è ben affrontato come pure il p[...]



Allied

2017-02-27T05:00:00+01:00

Titolo originale Allied Produzione USA 2016 Regia Robert Zemeckis Interpreti Brad Pitt, Marion Cotillard, Jared Harris, Lizzy Caplan, Daniel Betts. Durata 147 Minuti Trailer Link Nell’Africa occupata dalle truppe naziste, l’ufficiale canadese con incarichi di spionaggio Max Vatan (Brad Pitt) viene paracadutato nei pressi di Casablanca per incontrare l’agente della Resistenza francese Marianne Beausejour (Marion Cotillard): insieme, fingendosi marito e moglie, dovranno infiltrarsi nella rete di conoscenze che ruotano intorno all’ambasciatore tedesco per organizzare un attentato ed eliminarlo. La missione è delicata e i rischi di essere scoperti sono elevati, ma i due agenti hanno le qualità per portare a termine il lavoro, non fosse per una iniziale diffidenza che rischia di compromettere la copertura. Sarà Marianne a trovare il modo di avvicinare Max abbastanza da creare quell’intesa che li renderà credibili fino al momento di entrare in azione, e che si consoliderà dopo, in un amore che li condurrà al matrimonio una volta rientrati in Inghilterra. Così, sembra tutto perfetto, ma la perfezione non è di questo mondo. Infatti, mentre i due coniugi cercano di sopravvivere ai bombardamenti tedeschi crescendo la loro figlia, la felicità di Max viene incrinata da una notizia inaspettata che riguarda proprio sua moglie: per i servizi segreti, lei è una spia del nemico. Toccherà a Max verificare e, se così fosse, eliminarla senza indugio. Serve un test, servono nervi saldi per portare a termine la missione: però Max deve esserne certo e lui stesso non si fida dei servizi britannici; contravvenendo agli ordini, comincerà una indagine personale e pericolosissima per fugare qualsiasi sospetto. Ma chi gli garantisce che invece non sia un test per valutarlo, in vista di un importante incarico di spionaggio? Infatti, si parla di lui per riorganizzare la Resistenza in Francia e rovesciare i fascisti di Vichy. Robert Zemeckis (“Ritorno al futuro”, “Forrest Gump”, “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, “Cast Away”) torna alla macchina da presa per dirigere una storia di spionaggio bellico ricca di suspance, avvalendosi della collaborazione di Steven Knight per la sceneggiatura (autore del particolarissimo “Locke”) e da una coppia affascinante e talentuosa come Marion Cotillard e Brad Pitt: le basi per un film indimenticabile ci sono tutte e credo che il risultato per il pubblico e per la critica sia apprezabile, anche se… mi sarei aspettato di più, considerato il “palmares” di tutti. “Allied” è un bel film, fatto bene. Appagante sotto tutti i punti di vista, dalla ricostruzione storica al pathos di alcune scene (la tempesta di sabbia o il parto durante il bombardamento); poi è interpretato bene da attori sempre in sintonia con la scena. Tuttavia, paragonato alle precedenti esperienze di tutti, la pellicola non brilla per originalità, accuratezza, tensione e, perché no, interpretazione. Soprattutto Brad Pitt, che è stato tanto bello quanto bravo in passato, qui sembra voler “vivere di rendita” nonostante qualche guizzo interpretativo. A tratti ho avuto l&[...]



Man in the dark

2017-02-20T05:00:00+01:00

Titolo originale Don't Breathe Produzione USA 2016 Regia Fede Alvarez Interpreti Jane Levy, Dylan Minnette, Stephen Lang, Daniel Zovatto, Jane May Graves Durata 88 Minuti Trailer Link Un trio di amici composto da Rocky (Jane Levy), Alex (Dylan Minette) e Money (Daniel Zovatto), vivono di piccoli furti ai danni di proprietari di appartamenti mentre non sono in casa. i tre amici hanno un unico obbiettivo, quello di abbandonare per sempre Detroit e trasferirsi in California. Ma con le piccole refurtive attuate dai tre, il progetto California è destinato ad avverarsi molto in là col tempo, e tempo Rocky non ne ha a disposizione, visto che deve portare via la sorellina da una situazione famigliare misera dettata da una madre tirannica è inaffidabile. L’occasione per vedere il loro piano di fuga realizzarsi nell’immediato gli viene offerta da un ricettatore che gli indicano la casa con trecentomila dollari in cassaforte di un cieco in un quartiere semi abbandonato. Fatto il debito sopralluogo e le dovute ricerche sul possessore della casa, i tre decidono di fare quest’ultimo colpo per sistemarsi definitivamente nell’agognato stato del sole. Durante l’attuazione del piano che sembrava molto facile le cose non vanno come avevano prefissato i tre amici, il recluso che vive in quella casa è un veterano del Vietnam ben addestrato e molto arrabbiato con la società che non gli ha dato giustizia per la morte della figlia. Ben presto i tre compari scoprono di essere in trappola alla merce di un uomo senza alcun scrupolo nel ucciderli a sangue freddo, specialmente dopo la loro scioccante scoperta nascosta in quella casa fortezza. “Man in the dark” e diretto dal regista Fede Alvarez (La Casa) è prodotto dal leggendario Sam Raimi con la sua Ghost House Pictures. Il film si fa ben apprezzare per suspense e originalità in un genere che ormai è quasi tutto scontato per quanto riguarda la trama. Gli attori adempiono con buona diligenza i ruoli a loro assegnati in particolar modo il cieco veterano di guerra interpretato da Stephen Lang. Consigliato per una visione dedita alla buona suspense.  Namor [...]



Pets - Vita da animali

2017-02-13T05:00:00+01:00

Titolo originale The Secret Life of Pets Produzione USA 2016 Regia Chris Renaud, Yarrow Cheney Interpreti Louis C.K., Eric Stonestreet, Kevin Hart, Jenny Slate, Alessandro Cattelan. Durata 87 Minuti Cosa fanno i nostri animali quando non siamo a casa? Quando li lasciamo soli per andare a lavorare? Questa è la domanda che tutti noi ci facciamo…beh la risposta la si può trovare seguendo questo divertente film d’animazione!! La pellicola, ambientata a New York, racconta la storia di Max, un simpatico Terrier innamorato e ricambiato della sua padroncina Katie. Vivono felici nella Grande Mela in un condominio abitato da tante famiglie ognuna delle quali possiede un animaletto, cani, gatti, roditori, pesci e uccellini. Tutto sembra filare liscio fino a quando Katie, impietosita di un cane destinato a morte certa al canile, non arriva a casa con quest’ultimo: un enorme “coso” peloso di nome Duke. Purtroppo per Max, gelosissimo, dividere i suoi spazi con questo intruso non è certo facile come sembra, i due finiscono sempre a litigare e finire nei guai. Un giorno come tanti, nel loro consueto giro al parco accompagnati dallo strampalato dog sitter, durante l’ennesima litigata, scappano al suo controllo finendo prima nelle grinfie dell’accalappiacani e poi nelle zampe di una strana gang di animali in lotta contro gli umani capitanati da un simpatico coniglietto bianco di nome Nevosetto, piuttosto schizzato dal muso inquietante. I nostri amici a questo punto si trovano in guai seri, ma pronta in loro aiuto, ecco che entra in scena l’adorabile cagnolina Gidget, segretamente innamorata di Max, la quale con l’aiuto di tutti gli animali del condominio e sfidando ogni tipo di pericolo, riesce a sgominare la banda prendendo tutti letteralmente a calci riuscendo a portare i suoi amici sani e salvi a casa. Tutto è bene quello che finisce bene e a fine giornata, nonostante tutti gli avvenimenti successi, ogni animaletto peloso fa ritorno nelle mura domestiche aspettando trepidamente l’arrivo del proprio padrone, inoltre, questa lezione di vita, ha fatto capire a Max e a Duke che in fondo essere “fratelli” non è poi cosi male. Dopo il successo di “Cattivissimo Me” e de “I Minions”, Chris Renaud, torna sul grande schermo con un nuovo cartone sempre in collaborazione con Yarrow Cheney. Il film citato, “Pets- vita da animali”, è una pellicola ricca di sketch divertenti, con un ritmo incalzante, piacevole da vedere, una trama molto semplice adatta logicamente ad un pubblico infantile ma apprezzabile anche per gli adulti. Questo lungometraggio ha riscosso un ottimo successo diventando il primo movie non Disney o Pixel con il più alto incasso. La pellicola inoltre mette in risalto anche messaggi importanti come il triste abbandono degli animali, ma soprattutto l’importanza dell’amicizia e l’unione nei momenti di difficoltà, valori qui messi in risalto da amici a quattro zampe, che dovrebbero essere più valutati anche da noi bipedi!! Buona visione a tutti!! Miryam [...]



Silence

2017-02-06T05:00:00+01:00

Titolo originale Silence Produzione USA 2016 Regia Martin Scorsese Interpreti Andrew Garfield, Adam Driver, Liam Neeson, Tadanobu Asano, Ciarán Hinds. Durata 161 Minuti Trailer Link Giappone XVII Secolo. Due giovani gesuiti, Padre Rodrigues (Andrew Garfield) e padre Garupe (Adam Driver), rifiutano di credere alla notizia che il loro maestro spirituale Padre Ferreira (Liam Neeson), partito per il Giappone con la missione di convertire gli abitanti al Cristianesimo, abbia commesso apostasia, ovvero abbia rinnegato la propria fede abbandonandola in modo definitivo per avere salva la vita. I due giovani decidono di partire così per l'Estremo Oriente alla ricerca del loro maestro, pur sapendo che in Giappone i cristiani sono perseguitati e sottoposti a crudeli torture. Arrivati a destinazione trovano come guida un cittadino Kichijirò, un ubriacone che ripetutamente tradisce i cristiani, pur avendo abbracciato il loro credo. I due Padri durante la ricerca che, sarà un'odissea dolorosa, sono costretti a nascondersi, a fuggire, si separano, vengono catturati e torturati con il rischio non solo di perdere la vita, ma anche la fede più incrollabile. Alla fine i Padri gesuiti diventano per i potenti inquisitori giapponesi i simboli pubblicizzabili di una possibile abiura, di un'iconoclastia da mostrare al popolo contadino che anela al battesimo e al Padre Nostro. “Silence” film diretto da Martin Scorsese è ambientato nel XVII secolo e vede come protagonisti Andrew Garfield, Adam Driver e Liam Neeson nei panni di tre gesuiti perseguitati in Giappone a causa della loro fede cristiana. Il regista ha impiegato quasi ben trent'anni per riuscire a girare “Silence, tratto dal romanzo “Silenzio” scritto nel 1966 da Shusaku Endo, scrittore giapponese di religione cristiana. La storia in parte è basata su personaggi realmente esistiti come Padre Christovao Ferreira e il gesuita italiano Giuseppe Chiara, su cui Endo ha modellato il personaggio di Padre Rodrigues. La lentezza nel concretizzarsi del progetto è derivato non solo dalle innumerevoli difficoltà produttive ma, soprattutto dal fatto che, (dichiarato dallo stesso regista) non si sentiva ancora pronto a cimentarsi con un tema così riflessivo, profondo che gli sta a cuore: rapporto dell'uomo con la fede, anche se è il suo terzo film sul tema religioso. “Silence” nonostante la sua lunghezza di due ore e 40 minuti, forse unico motivo per cui molti spettatori troveranno il film un po' noioso e poco apprezzabile ma, a mio parere, è un bel film molto meditativo anche se in certe sue parti, devo dire un po' lento. E una pellicola intensa che si percepisce e si assimila lentamente e una volta vista non ci lascia indifferenti, anzi, si esce dalla sala cinematografica meditando sulla spiritualità profonda del silenzio di Dio di fronte alla sofferenza umana. Il trio dei protagonisti Andrew, Adam e Liam l’ho trovato ottimo. Andrew Garfield, praticamente sempre in scena, regala un'interpretazione coinvolgente anche se devo fare una piccola nota negativa (tra virgolette) nei suoi confronti riguardo al suo volto, che risulta troppo da ragazzino e in certe situazi[...]



GGG - Il grande gigante gentile

2017-01-30T05:00:00+01:00

Titolo originale GGG Produzione Usa - Gran Bretagna - Canada 2016 Regia Steven Spielberg Interpreti Mark Rylance, Ruby Barnhill, Jemaine Clement, Rebecca Hall, Rafe Spall. Durata 117 Minuti Trailer Link Sophie (Ruby Barnhill) è una bambina vispa e intelligente che vive a Londra in un orfanotrofio. A causa della sua insonnia, durante la notte si ritrova a vagare per le camerate in compagnia del suo gatto, immaginando che le storie fantastiche dei libri che legge possano materializzarsi. Nonostante la giovane età, Sophie è responsabile, autonoma e diligente: tuttavia, una notte si ritrova a dover infrangere una delle sue regole per salvare il suo amico gatto… una regola che dice, all’incirca, “mai guardare oltre le tende, mai uscire sul terrazzo, occhi ben chiusi, per non vederli.” Invece, Sophie esce sul balcone e vede quella mano gigante che sistema con cura un bidone della spazzatura, così come lei viene vista dal gigante alla quale quella mano appartiene, che, per proteggere il segreto della sua esistenza, è costretto a rapirla e portarla con sé. Al suo risveglio, Sophie si ritrova in un mondo “sproporzionato”, apparentemente spaventoso, eppure, fantastico: è la casa di GGG (Mark Rylance), come lei ribattezza quel Grande Gigante Gentile che le spiega, in un buffo linguaggio, di essere l’unico gigante vegetariano della sua terra, e neppure tanto gigante, se paragonato alle dimensioni dei suoi conterranei… per questa ragione, raccomanda a Sophia di non uscire MAI dalla sua casa. Per convincerla, le prepara un incubo orribile che vale più di mille divieti. Sì, perché GGG conosce la strada per il mondo dei sogni e sa come catturarli, conservarli e restituirli alle creature addormentate. Naturalmente Sophia non ha intenzione di obbedirgli, anzi, vuole seguirlo nel suo mondo fantastico e stargli sempre vicino. Ma il suo odore di “essere urbano”, così prelibato, arriva subito al naso dei grandi giganti cattivi… Dopo la versione ad animazione del 1989, il pluripremiato regista Steven Spielberg porta sul grande schermo il racconto “Big Friendly Giant” di Roald Dahl, lo scrittore britannico dalla vita avventurosa e travagliata, autore di numerose storie per bambini tra le quali “Willy Wonka e la Fabbrica del Cioccolato”, “Le streghe”, “Matilde”, e “I Gremlins” ma anche sceneggiatore di “007 - Si vive solo due volte”. “GGG” è la prima produzione Disney di Spielberg, una pellicola in tecnica mista amalgamata dagli effetti speciali: il risultato è di notevole impatto visivo, grazie alla regìa dinamica e all’interpretazione degli attori. La giovanissima Ruby Barnhill, Sophia, riesce a creare una simpatica sintonia con l’emarginata creatura di Mark Rylance (vero pilastro del film), animata da genuino stupore e bontà; la loro amicizia commuove e diverte, sottolineando quanto sia difficile mantenersi innocenti in un mondo ignorante e primitivo. Pieno di idee, divertente, educativo, “GGG” si è però rivelato… un “flop”. Se non altro, dal punto di vista degli incassi. Infatti, la programmazione nelle sale non ha coperto neppure i [...]



Passengers

2017-01-23T05:00:00+01:00

Titolo originale Passengers Produzione USA 2016 Regia Morten Tyldum Interpreti Jennifer Lawrence, Chris Pratt, Michael Sheen, Laurence Fishburne, Inder Kumar Durata 111 Minuti Trailer Link L’astronave Avalon sta compiendo la più grande migrazione di massa verso Homestad II, un nuovo pianeta che fungerà da colonia per i cinquemila passeggeri ibernati in speciali capsule pronte a schiudersi al loro arrivo. Il lungo viaggio per raggiungere la nuova destinazione dura 120 anni, ma non per Jim (Chris Pratt) che per un’anomalia al suo contenitore viene svegliato 90 anni prima. Dopo aver preso coscienza della drammatica situazione, Jim cerca in tutti i modi di riaddormentarsi per non morire sulla nave spaziale, ma ogni tentativo di ripristinare il complesso sistema di ibernazione è vano, così come quello di trovare altre persone sveglie all’interno dell’astronave. Unica forma di vita è quella dell’androide Arthur (Michael Sheen) che svolge la funzione di barman, con lui Jim condividerà paure, angosce e dubbi morali sul risveglio forzato della bella giornalista Aurora (Jennifer Lawrence) per averla come compagna di viaggio. Sarà la solitudine patita per anni ed il suo innamoramento per lei che avranno la meglio sulla sua coscienza che lo faceva desistere dal condannare anche Aurora a vivere sulla navicella per sempre. Ci sarà anche un terzo “risveglio” quello del caposquadra Gus Mancuso (Laurence Fishburne) che ha accesso a tutte le sale. I tre viaggiatori iniziano ad esplorare la nave in cerca del problema che li hanno risvegliati, la scoperta viene fatta dopo che la nave inizia a collassare per malfunzionamenti generali. Ha inizio una corsa contro il tempo per salvare non solo le loro vite, ma anche quelle dei restanti passeggeri che ignari del pericolo dormono in attesa del risveglio. “Passengers” diretto dal norvegese Morten Tyldum (Imitation Game) è un film fantascientifico con risvolti amorosi dei due protagonisti che ricordano la famosa coppia del “Titanic” Jake e Rose. Il ruolo dei due protagonisti è affidato al già collaudato navigatore dello spazio Chris Pratt, già visto in “I guardiani della galassia” e la eroina di “Hunger Game” Jennifer Lawrance. Ad affiancarli con un buon supporto recitativo vi sono Laurence Fishburne e Michael Sheen. Una trama discreta e una buona scenografia sostenuta da altrettanti efficienti effetti speciali, fanno di questa pellicola un piacevole viaggio nello spazio, dove i momenti di calma (presenti in tutti i film con astronavi spaziali) e quelli con suspense si alternano con dovuto interesse. Da vedere ma con la giusta leggerezza rispetto ai film ben più consistenti del passato riguardante questo genere.  Namor [...]



Perfetti sconosciuti

2017-01-16T05:00:00+01:00

Titolo originale Perfetti sconosciuti Produzione Italia 2016 Regia Paolo Genovese Interpreti Giuseppe Battiston, Anna Foglietta, Marco Giallini, Edoardo Leo, Valerio Mastandrea. Durata 97 Minuti Una bellissima casa, un ampio salone con una tavola rotonda imbandita nel mezzo pronta ad accogliere i soliti amici. Una cena organizzata da Eva (Katia Smutniak) e suo marito Luca (Marco Giallini), una coppia in crisi perché sempre in disaccordo con l’educazione della figlia sedicenne. Gli invitati di questo incontro, preparato per assistere insieme all’eclissi totale di luna, sono i loro migliori amici come Cosimo (Edoardo Leo) e Bianca (Alba Rohrwacher), novelli sposi innamoratissimi, al contrario di Lele (Valerio Mastandrea) e Carlotta (Anna Foglietta), coniugi ormai stanchi e infine Peppe (Giuseppe Battiston) che doveva venire con la nuova fidanzata ma rimasta a casa perché influenzata. Nel corso della cena, Eva ad un certo punto propone ai commensali di mettere il proprio cellulare sul tavolo e di rispondere in viva voce alle chiamate e di leggere a voce alta ogni sms. Dopo il primo tentennamento, tutti accettano, peccato però che quello che doveva essere un gioco divertente, si trasforma nel giro di poco in un incubo. Per fortuna a serata conclusa si scopre che il gioco del “cellulare pubblico” …e qui mi fermo per non svelare tutta la sorpresa! “Perfetti Sconosciuti”, è stato diretto da Paolo Genovese già autore di precedenti pellicole come “Immaturi” e “Tutta colpa di Freud”. Il film campione di incassi nel 2016 dietro soltanto a Checco Zalone, è stato premiato come miglior film ai David di Donatello e inoltre come miglior sceneggiatura al festival prestigioso come il Tribeca. Una commedia divertente e pungente che ruota intorno allo smartphone, quell’oggetto tecnologico che oramai non possiamo più farne a meno e che può diventare un’arma a doppio taglio. Infatti, tutti noi abbiamo una vita pubblica, una privata ma soprattutto ahimè anche una vita segreta, uno scheletro nell’armadio che mentre prima dell’era tecnologica lo custodivamo nella nostra testa, adesso invece si trova nella nostra sim!! La pellicola è davvero da visionare, ben costruita e per niente monotona seppur si concentra in un luogo chiuso per circa un’ora e mezza, pochi attori ma perfettissimi nei loro ruoli, una trama che coinvolge lo spettatore con risate e tensioni, perciò sedetevi in poltrona e guardatelo, un consiglio…cancellate tutto dal vostro telefonino!! Miryam [...]



Zona d'ombra - Una scomoda verità

2017-01-09T05:00:00+01:00

Titolo originale Concussion Produzione USA 2015 Regia Peter Landesman Interpreti Will Smith, Alec Baldwin, Gugu Mbatha Raw, Arliss Howard, Paul Reiser. Durata 123 Minuti Un neuropatologo nigeriano Bennet Omalu, (interpretato da Will Smith) laureatosi con master ad alti livelli, vive nel suo cupo laboratorio dove esegue autopsie. Omalu, parla con i suoi cadaveri che gli arrivano per indagini e, questo fa sorridere i suoi colleghi. Il suo lavoro per lui è una missione e non lascia mai perdere. Durante in una delle sue autopsie s'imbatte nel cadavere di un campione di football, Mike Webster, finito in disgrazia a vivere in un pick-up, tormentato da spaventose emicranie e deceduto in circostanze anomale. Il neuropatologo vuole approfondire la questione e, fa a spese sue costosi esami celebrali e scopre che la causa del suo malessere (non identificabile nelle Tac) è la encefalopatia traumatica cronica (CTE) provocata da violenti colpi dati e ricevuti alla testa. Infatti, in seguito avvennero morti di altri ex giocatori. Omalu cercò in ogni modo di portare all'attenzione pubblica questa sua scoperta: una malattia degenerativa del cervello che colpiva soprattutto i giocatori di football. Durante la sua ostinata ricerca, il medico tentò di smantellare lo Status Quo dell'ambiente sportivo che per interessi economici e politici, metteva a repentaglio la salute degli atleti. Porta alla luce una verità a dir poco scomoda che, mette in pericolo la sua carriera. Nonostante le poche esperienze da regista, Peter Landesman scrive e dirige il film “Zona D'Ombra”, tratto da una storia vera recente del 2002, ispirato all'articolo “Game Brain” di Jeanne Miller Laskas e pubblicato da GQ prodotto da Ridley Scott. Racconta la vicenda del dottor Bennet Omalu, che scoprì la encefalopatia traumatica cronica, individuando una connessione diretta tra i traumi celebrali cronici dei giocatori di football e le loro attività sportive. Film interessante e ben interpretato con gran performance da Will Smith, bravo e verosimile nei panni del neuropatologo nigeriano. E una pellicola che ci insegna tante cose, come un uomo, praticamente da solo, ha cercato di portare alla luce, una verità al quanto scomoda nell'ambiente sportivo americano del football, ma non per avere fama e fortuna, ma per cercare di salvare delle vite umane. La storia mi ha appassionato e l’ho vista volentieri, anche perché non conoscevo questo aspetto del football americano. Sono argomenti (a mio parere) sempre interessanti da vedere che coinvolgono lo spettatore. Vale almeno una sua visione! Angie[...]



Buone Feste

2016-12-25T05:00:00+01:00

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la redazione di Blogbuster augura a tutti
(image) B U O N E F E S T E (image)

le recensioni riprenderanno il 9 gennaio 2017.
(image) auguri!




Shut In

2016-12-19T05:00:00+01:00

(image)
Titolo originale
Shut In
Produzione
USA 2016
Regia
Farren Blackburn
Interpreti
Naomi Watts, Oliver Platt, Charlie Heaton, David Cubitt, Jacob Tremblay.
Durata
91 Minuti

Dopo un incidente stradale che le ha portato via il marito e ridotto in stato vegetativo il figliastro Stephen (Charlie Heaton), la psicologa infantile Mary Portman (Naomi Watts) è costretta a ricevere i suoi pazienti a domicilio per poter accudire nel migliore dei modi Stephen. Il lavoro e l’accudimento del figlio si fa sempre più impegnativo e logorante.
Dietro consiglio del suo psicanalista di fiducia, Mary decide di trasferire Stephen in una struttura adeguata alle sue esigenze, in modo di avere più tempo per lei ed i suoi pazienti. Dopo la sparizione improvvisa di uno dei suoi piccoli pazienti, Mary inizia ad avere misteriosi incubi associati a strani eventi che la porteranno a scoprire una incredibile verità della loro origine.
Diretto dal regista televisivo britannico Farren Blackburn, “Shut In” si colloca al genere thriller drammatico con protagonista femminile che abita (guarda caso) in una casa isolata e indipendente. Il giusto mix per sfociare in una alta aspettativa di suspense e tensione emotiva, dovuta ai probabili colpi di scena dettati dalla trama e dall’ambientazione studiata apposta per far sobbalzare lo spettatore dalla poltrona.
Ma di sussulti (a parte una scena) non ve ne sono, il film ha il potere di far predire al pubblico gli imminenti eventi di cui sarà annoiatamente sottoposto fino alla fine della pellicola, vista la scontatezza della banalissima ed elementare trama.
La Watts fa del suo meglio per rendere credibile il suo personaggio, ma la sceneggiatura ed il resto del cast non la aiuta ad elevare la pellicola oltre il voto della insufficienza.
Lasciate perdere e optate per un altro film che meriti il vostro tempo e denaro.

Namor




Sully

2016-12-13T05:00:00+01:00

Titolo originale Sully Produzione USA 2016 Regia Clint Eastwood Interpreti Tom Hanks, Aaron Eckhart, Laura Linney, Anna Gunn, Autumn Reeser. Durata 95 Minuti Trailer Link Il 15 gennaio 2009 un aereo della US AIRWAYS decolla dall'aeroporto di La Guardia con 155 passeggeri a bordo. L'aereo pilotato da Chesley Sullenberger, detto Sully, (interpretato da Tom Hans) con tante esperienze di volo, a due minuti dal decollo uno stormo di uccelli colpisce l'aereo e mette fuori uso immediatamente i due motori. Sully ha poco tempo per decidere e trovare una soluzione. Impossibile raggiungere il primo aeroporto ed impossibile anche tornare indietro. Il capitano tenta così, insieme al copilota Jeffrey Skiles (Aaron Eckhart) un ammaraggio sul fiume Hudson: una manovra che non era contemplata in nessun manuale d'emergenza. L'impresa riesce, equipaggio e passeggeri tutti salvi. Sully fu l'ultimo ad abbandonare il veicolo dopo averlo perlustrato per ben due volte per accertarsi che nessuno fosse rimasto indietro. Per l'opinione pubblica è un grande eroe ma, davanti alle autorità del National Transportation Safety Board, no. Secondo la loro opinione il pilota poteva evitare la pericolosa e difficile manovra e fare ritorno a La Guardia e, avviano indagini che minacciano la sua reputazione e carriera. Il grande regista Clint Eastwood torno con il suo 36esimo lungometraggio portando sul grande schermo il film “Sully”, che prende spunto dal romanzo scritto dallo stesso Sullenberger insieme all'autore e giornalista Jeffrey Zaslow. Storia del capitano Chesley “Sully” Sullenberger della sua straordinaria impresa: quella di aver effettuato un incredibile atterraggio di emergenza sulle fredde acque di Hudson senza recare danno alle vite umane. Definito il “Miracolo sull'Hudson” dall'opinione pubblica; un eroe nazionale degno di medaglia al valore ma, non per il CDA, la compagnia aerea che è sospettosa e diffidente per cui cerca “l'errore umano” a tutti i costi mettendo sul patibolo Sully e il suo copilota. Questa gloriosa impresa per il regista Clint doveva essere assolutamente ricordata è lo proprio con la rappresentazione di questa pellicola. Un ottimo cast. L'interprete principale Tom Hanks è stato veramente bravo, con le sue micro espressioni del viso che l'hanno reso credibile e calibrato nel ruolo. Ha dato una prova magistrale che gli ha prenotato una candidatura ai prossimi Oscar. Ottima regia e belle scenografie, specie le inquadrature sulla città di notte. Difficile staccare gli occhi dallo schermo anche per via dei salti temporali tra passato e presente e, inoltre già la scena iniziale (a mio parere) rende il tenore del film. Un film, a mio avviso, bellissimo che valorizza le capacità umane, a discapito della fredda tecnologia del giorno d'oggi e l'inutile burocrazia. Un bravo di nuovo a Clint Eastwood che ancora una volta ci sorprende e riesce a mantenere sempre alto l'interesse e la curiosità degli spettatori, facendoci appassionare [...]



Revenant - Redivivo

2016-12-04T05:00:00+01:00

Titolo originale Revenant Produzione USA 2015 Regia Alejandro González Iñárritu Interpreti Leonardo DiCaprio, Tom Hardy, Domhnall Gleeson, Will Poulter, Forrest Goodluck. Durata 156 Minuti Ambientato nel 1823, il film narra la storia di esploratori, cacciatori di pelli, mercenari che attraversavano territori sconosciuti tra gli Stati Uniti e il Canada. In particolare rilievo è l’avventura di un cacciatore di pellicce, Hugh Glass (Leonardo di Caprio) il quale, essendo molto esperto di terreni impervi, ha il compito di riportare la compagnia al forte e soprattutto di proteggere suo figlio, un ragazzo nato dalla relazione con la sua compagna, una ragazza indiana verso la quale nutre ancora un sentimento profondo seppur non faccia più parte della vita terrena. Così il gruppo, costretto a lasciar il Nord Dakota a causa di un feroce attacco indiano che li ha decimati, abbandona non solo i boschi ma anche tutte le pelli raccolte che rappresentavano la loro fonte di guadagno. Questa scelta di Glass, suscita l’ostilità del rude John Fitzgerald (Tom Hardy) che cercherà di fargliela pagare in tutti i modi possibili. Durante la via del ritorno, Glass si imbatte in due cuccioli di grizzly, la madre di questi per proteggerli, attacca in maniera alquanto brutale Hugh infierendo su di lui i potenti artigli e denti procurandogli lacerazioni molto profonde in varie parti del corpo riducendolo quasi in fin di vita. Lo scontro con l’orsa non lascia scampo al nostro esploratore che viene lasciato sul luogo in compagnia del figlio Hawk (Forrest Goodluck), del giovane Jim Bridger (Will Poultier) e di Fitzgerald che si offre volontario per dargli poi una degna sepoltura, purtroppo però le cose non vanno come promesso da quest’ultimo, anzi cerca di soffocarlo ma viene visto da Hawk che nel tentativo di fermarlo viene accoltellato e ucciso sotto gli occhi inermi di suo padre. Questo affronto e soprattutto il profondo dolore, innesta una forza tale in Hugh tanto da rimetterlo in piedi, affrontare un lungo cammino di trecento chilometri per il solo scopo di vendicarsi del tradimento subito. Dietro la macchina da presa di questa pellicola c’è il regista messicano Alejandro G. Inarritu, vincitore del premio Oscar con “Birdman” è “Babel”. Il film “Revenant-Redivivo”, tratto da un romanzo di Michael Punke, è ispirato a eventi realmente accaduti. La pellicola è stata girata principalmente in Canada, purtroppo però nonostante la produzione avesse scelto di girare tutto in questo Stato, l’arrivo della primavera e del caldo l’ha costretta a ultimare le scene nella Terra del Fuoco in Argentina. Non è stato facile per l’intera troupe lavorare tutto in esterno data la temperatura gelida, infatti tutti gli attori hanno girato le scene con – 30°. Lo stesso Di Caprio ha rivelato in un’intervista di aver sfiorato l’ipotermia, non solo, ha pure affermato che quella tosse continua e persistente che si sente nel film, non era affatto simulata ma[...]



Abel - Il figlio del vento

2016-11-27T05:00:00+01:00

Titolo originale The Way of the Eagle Produzione Austria 2015 Regia Gerardo Olivares Interpreti Jean Reno, Tobias Moretti, Manuel Camacho, Eva Kuen Durata 98 Minuti Trailer Link Nel panorama incantato delle Alpi austriache, una coppia di aquile cresce i loro piccoli nella nicchia di un salto di roccia. A causa del loro carattere predatorio, la rivalità tra i fratelli si manifesta subito: appena rimasti soli, infatti, il più grande dei due riesce a spingere l’altro fuori dal nido, prima ancora di aver imparato a volare; l’aquilotto precipita dalle rocce e soltanto la vegetazione gli risparmia un impatto fatale. Giunto al suolo, però, si ritrova esposto ai pericoli della fame e del sottobosco: per fortuna sopraggiunge Lukas (Manuel Camacho), il figlio di un cacciatore che abita nelle vicinanze; il ragazzo i richiami dell’aquilotto, lo trova e lo porta nel rudere di una casa sulle rive di un laghetto alpino, improvvisando un nido sicuro dove poterlo accudire. Lukas non parla molto, tantomeno con Keller (Tobias Moretti), suo padre. L’uomo è molto autoritario e pretenderebbe l’aiuto del figlio per strappare alla montagna le risorse di cui hanno bisogno per vivere, ma Lukas si rifiuta di parlargli e cerca perfino di ostacolarlo, a volte. La causa dei loro attriti è la perdita prematura di Maria (Eva Kuen), moglie e mamma dei due, che ha lasciato un vuoto doloroso. Lukas trova nell’aquilotto un amico al quale dedicarsi: decide di chiamarlo Abel, perché vittima di un fratello cattivo, e va a trovarlo ogni giorno, approfittando della bella stagione. La casa del lago è un luogo caro al ragazzo, nonostante custodisca ricordi dolorosi: ci torna di nascosto dal padre, ma quelle visite non sfuggono a Danzer, il guardiaboschi (Jean Reno); lui conosce la storia di quella casa e conosce bene anche le aquile. Il suo contributo sarà decisivo per crescere Abel e insegnargli a volare: un’esperienza unica, che restituirà l’aquila al cielo e permetterà agli uomini di sanare le vecchie ferite. “Abel figlio del Vento” è un film per famiglie diretto da Gerardo Olivares, un regista spagnolo poco noto in Italia che ha dedicato la carriera ai viaggi, documentando le sue esperienze con articoli, libri e documentari molto apprezzati a livello europeo. Solo negli ultimi anni si è dedicato alla fiction, riscuotendo un grande successo di pubblico in Spagna per “Among Wolves” (“Tra i lupi”). Ingaggiato dalla austriaca Adler, ha diretto Jean Reno, Tobias Moretti e il giovane Manuel Camacho in questa bella favola di montagna, che intreccia le storie di uomini e animali in maniera avvincente, armonizzando la recitazione degli attori con immagini documentaristiche di altissima qualità. Come accade nelle pellicole dedicate al rapporto dell’uomo con la montagna, la flora e la fauna diventano protagonisti delle vicende al pari degli uomini, co[...]