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VoxEeurop | L'UE nel mondo



Le voci del continente



 



Accordo Ue-Turchia sui profughi: La paura paralizza l’Europa

Tue, 15 Mar 2016 14:18:57 +0100

Internazionale, Roma – Invece di giocarsi l'anima nei mercanteggiamenti con la Turchia per trattenere i rifugiati che vogliono andare in Europa, l'Unione farebbe meglio di aiutare gli stati membri che stanno affrontando praticamente da soli il flusso di profughi. Leggi il resto.



Il piano della Russia per l'Europa: Punire la Germania, dividere l’Unione, mantenere la pressione sull’Ucraina

Thu, 03 Mar 2016 09:11:33 +0100

Richard Herzinger, editorialista del quotidiano tedesco Die Welt, sostiene che Vladimir Putin sta mettendo in atto una politica espansionistica in Europa. L’obiettivo numero uno del presidente russo è far cadere Angela Merkel. La determinazione del Cremlino di immischiarsi negli affari degli altri paesi non ha fatto altro che crescere dalla crisi ucraina. Secondo Herzinger una simile "strategia d’infiltrazione" è in atto proprio in Germania, dove la Russia ora sostiene di proteggere i cittadini tedeschi di origine russa. La storia costruita ad arte di una ragazzina russo-tedesca violentata da una gruppo di rifugiati è stata ampiamente diffusa dai mezzi d’informazione nazionali russi. Sergej Lavrov, il ministro degli esteri russo, è intervenuto a favore della presunta vittima, criticando la modalità con cui il sistema giudiziario tedesco aveva gestito il caso. Questo tipo di operazione rientra nella più ampia strategia escogitata dalla Russia di destabilizzare l'Unione europea, aggiunge Herzinger: "Mosca sta cercando di capire fino a che punto può spingersi senza incorrere in una significativa opposizione in Occidente." L’ammonimento di Angela Merkel a seguito dell'intervento russo ha suscitato poche ripercussioni, così come la decisione di una commissione d’inchiesta britannica di accusare Putin di essere coinvolto nell’omicidio di Aleksandr Litvinenko, il dissidente russo avvelenato a Londra. Cosa spinge la Russia ad intervenire nelle faccende dell’Europa? Secondo Herzinger, Vladimir Putin mira a dividere gli stati membri dell'Unione e, alla fine, a smembrare la stessa Ue: Il sogno di Putin è vedere gli stati nazionali europei isolati, estromessi dall’ombrello protettivo dell’Ue che, nelle questioni geopolitiche fondamentali, non sarà in grado di prendere nessuna decisione senza l’assenso di Mosca, la nuova potenza dominante. Affinché ciò avvenga, occorre rompere l'asse transatlantico e allontanare gli Stati Uniti dall’Europa. L'ambizione di Putin di realizzare un'Europa dominata dalla Russia si basa su una mentalità neo-imperialista che fonde l'idea zarista di superiorità russa con un rinnovato orgoglio nell’eredità del dominio militare dell'Unione sovietica. Herzinger taccia d’ingenuità gli analisti che puntano sulle sanzioni economiche come misura per ammorbidire la posizione della Russia e normalizzare le sue relazioni con l'Europa. La società russa, aggiunge, è stata indotta a considerare se stessa come una pedina fondamentale nella storia del mondo. In questo quadro la Russia sente di avere il dovere di salvare i suoi vicini occidentali dalla "decadenza liberale" indotta dagli Stati Uniti. Putin gioca un ruolo centrale nelle vesti di soccorritore e rinnovatore della "russitudine". Questa posizione creata ad arte gli garantisce una protezione significativa da eventuali shock economici. Le avventure geopolitiche di Putin non si fermano in Europa. L’intervento della Russia in Siria, attentamente pianificato, rappresenta un perfetto esempio dell’abilità russa di confondere e superare in astuzia l’Occidente. Se i diplomatici cercano di nascondere le loro differenze additando l’organizzazione Stato islamico come nemico comune, Putin continua ad appoggiare l’aggressione del presidente siriano Bachar al-Assad contro il suo stesso popolo. Il terrorismo funge da comoda scusa per giustificare l’inerzia anche lungo la frontiera orientale dell’Europa: La convinzione fittizia dell’Occidente secondo cui il Cremlino è un partner ineludibile nella guerra al terrore ha giustificato ulteriori aggressioni della Russia in Ucraina, mettendo il paese sotto pressione. I governi occidentali non hanno accusato la Russia di condurre una politica di aggressione in Ucraina, nonostante l’evidente infrazione dell’accordo di Minsk e la continua, ibrida guerra nell’est del paese. Al contrario, i negoziati con Mosca, volti a definire un modus vivendi sulla questione, ora sono condotti direttamente dagli Stati Uniti. Se gli enormi costi de[...]



La Danimarca guarda all’Artico: Terza incomoda

Thu, 18 Dec 2014 16:05:48 +0100

Neues Deutschland, Berlino – Cartoon. Leggi il resto.



Ucraina: “Costretti al dialogo”

Tue, 10 Dec 2013 14:54:15 +0100

Dopo tre settimane di manifestazioni contro la decisione del presidente Viktor Janukovyč di rinunciare alla firma dell'accordo di associazione con l’Ue, i partiti sembrano pronti a discutere, riporta Den.

Nonostante a Kiev le forze dell’ordine abbiano bloccato le strade che portano a piazza dell'Indipendenza, dove si riuniscono gli oppositori di Janukovyč, c’è un aspetto positivo, sottolinea il quotidiano:

i politici occidentali arriveranno in Ucraina per cercare una soluzione, a partire dal capo della diplomazia Ue Catherine Ashton. Un altro segnale positivo è che […] Janukovyč sostiene l’idea dell’ex presidente Leonid Kravčuk di convocare una tavola rotonda per cercare di superare la crisi politica. È ancora troppo presto per azzardare una previsione, ma l’inizio è incoraggiante.




Ucraina: Questa è una rivoluzione, non uno scherzo

Fri, 06 Dec 2013 16:46:04 +0100

Süddeutsche Zeitung, Monaco – Un giovane poeta ucraino racconta le manifestazioni contro Janukovyč e la Russia, la minaccia dei provocatori al soldo del governo e le prospettive del movimento. Leggi il resto.



Repubblica Centrafricana: “La Francia in prima linea in Africa”

Fri, 06 Dec 2013 10:09:59 +0100

Il 6 ottobre Parigi ha annunciato l’avvio dell’operazione francese in Repubblica Centrafricana dopo l’arrivo di alcuni battaglioni nella capitale Bangui, riporta Le Monde.

La notizia arriva all’indomani di una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu che apre la strada a un’operazione di peacekeeping nel paese. La Repubblica Centrafricana è nel caos da quando una coalizione di ribelli, la Séléka, ha rovesciato il presidente François Bozizé nel marzo 2013. I ribelli sono accusati di aver commesso atrocità nei confronti della popolazione civile.

Intanto il 6 e 7 dicembre Parigi ospita un vertice per la pace e la sicurezza in Africa. Il quotidiano sottolinea che

il primo vertice franco-africano del presidente Hollande sarà sotto il segno dell’emergenza, e chiuderà un anno iniziato con l’intervento in Mali del gennaio scorso.




Ucraina: “Mantenere la superiorità morale”

Tue, 03 Dec 2013 10:38:24 +0100

La piazza centrale di Kiev “continua a fare pressione sui politici, ma l’unica sede dove si può risolvere la crisi attuale resta il parlamento”, scrive Den.

Nella giornata di ieri migliaia di ucraini hanno continuato a manifestare davanti ai palazzi del potere e soprattutto davanti al parlamento, dove il 3 dicembre si esamina una mozione di sfiducia contro il governo. Secondo il primo ministro ucraino Mykola Azarov si tratta di un “tentativo di colpo di stato”.

Domenica erano in più di centomila a chiedere le dimissioni del presidente Viktor Janukovyč, che ha rinunciato alla firma di un accordo di associazione con l’Unione europea scegliendo un riavvicinamento a Mosca.




Ucraina: Non perdiamo un’altra rivoluzione

Mon, 02 Dec 2013 17:06:50 +0100

Le Monde, Parigi – La rinuncia all'accordo di associazione con l'Ue al vertice di Vilnius ha spinto centinaia di migliaia di ucraini a protestare in piazza. Ora l'Europa deve dimostrarsi all'altezza di questo attaccamento. Leggi il resto.



Ucraina: “Una rivolta per l’Europa”

Mon, 02 Dec 2013 11:00:46 +0100

“Centinaia di migliaia di persone hanno manifestato a Kiev contro il governo e il suo capo anti-Ue”, riferisce la Tageszeitung. Il presidente Viktor “Janukovyč ha scatenato la collera di molti ucraini decidendo di non firmare l’accordo di associazione negoziato da tempo con l’Ue a causa delle pressioni russe”, spiega il quotidiano aggiungendo che durante le manifestazioni di domenica 1 dicembre,

le più imponenti in Ucraina dalla rivoluzione arancione di nove anni fa, circa 350mila persone hanno chiesto le dimissioni di Janukovyč.

Il corteo ha trasformato il centro di Kiev in un mare di bandiere blu e dorate, simboli dell’Ucraina e dell’Ue. Secondo il quotidiano le manifestazioni andranno avanti anche il 2 dicembre. Diverse migliaia di oppositori hanno passato la notte tra domenica e lunedì nelle tende montate in piazza dell’Indipendenza.




Partenariato orientale: La Moldavia si avvicina all’Ue

Fri, 29 Nov 2013 11:54:57 +0100

“Un piccolo passo per l’Europa, un salto da gigante per la Moldavia”, titola Timpul nel giorno in cui il primo ministro Iurie Leancă firma l’accordo di associazione con l’Unione europea al vertice sul Partenariato orientale, dopo tre anni di trattative.

“Per la Moldavia è una giornata storica”, scrive il quotidiano riportando le parole del Primo ministro, convinto che la firma “apre una strada dritta verso la futura adesione della Moldavia all’Ue”.

Con l’accordo di associazione “l’Ue e gli Stati Uniti strappano la Moldavia dalle grinfie della Russia”, titola Adevărul Moldova, sottolineando che la firma dell’accordo è un successo per Chisinau e che bisogna mettere da parte lo scetticismo e “vedere il bicchiere mezzo pieno”:

La Moldavia diventa il principale “fiore” del bouquet del Partenariato orientale dopo che l’Ucraina è sfiorita a causa delle prime gelate russe che hanno spazzato via le speranze. I funzionari europei dovranno concedere punti alla Moldavia senza dimenticare l’Ucraina (dove non è ancora tutto perduto). L’importante è che il desiderio d’integrazione europea si mantenga a livello del potere di Chisinau e come sentimento dominante della società della Bessarabia.

Il valore dell’allontanamento della Moldavia dall’influenza russa è alto, scrive il romeno România Liberă, secondo cui l’accordo firmato a Vilnius potrebbe segnare il futuro della regione. Secondo l’editorialista Sabina Fati

la Russia lascerà che i leader georgiani e moldavi esultino per il successo di Vilnius per non creare problemi in vista dei giochi olimpici invernali di Soci, ma è difficile credere che abbandonerà i due stati nelle braccia degli europei. È probabile che ci saranno pressioni economiche, e la Romania deve avere pronto un piano B per mantenere la Moldavia nell’orbita europea.




Ucraina: “Cosa unirà gli ucraini dopo Maidan?”

Fri, 29 Nov 2013 11:30:42 +0100

Den torna sulle proteste filoeuropee in corso da una settimana sulle piazze (Maidan in ucraino) di molte grandi città del paese, dopo il rifiuto da parte del governo di Kiev dell’accordo di associazione proposto dall’Ue.

“Nessun rischio di depressione”, commenta il quotidiano, perché le “EvroMaidany” (le “europiazze” dove si riuniscono i manifestanti) “hanno mostrato che gli ucraini sono pronti a organizzarsi e agire per il cambiamento”.

Den si dice ottimista sul futuro dell’Ucraina, portando l’esempio della Primavera di Praga e del movimento Solidarnosc in Polonia, e ricorda che

anche dopo il crollo dell’Unione sovietica, l’Europa dell’est ha conosciuto un periodo di ribellione che ha preceduto il risveglio della società civile.




Vertice di Vilnius: “L’Ue fa pressione sull’Ucraina fino alla fine”

Fri, 29 Nov 2013 10:41:25 +0100

“Non fanno impressione come i diecimila manifestanti sulla piazza dell’Indipendenza a Kiev”, ma ci sono anche loro al Palazzo dei Granduchi di Vilnius, dove è in corso il terzo vertice sul Partenariato orientale”, racconta Trouw.

I manifestanti ucraini, con bandiere ucraine ed europee, chiedono al presidente Janukovyč di firmare l’accordo di associazione con l’Ue.

In realtà dopo il rifiuto annunciato il 21 novembre è difficile che ciò accada, ma alcuni leader europei continuano a sperare che Kiev cambi la sua decisione, constata il quotidiano:

prima di cena il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e quello del Consiglio europeo Herman Van Rompuy hanno parlato nuovamente con Janukovyč, che ha deciso di non mostrarsi alla stampa. Forse i due capi dell’Ue hanno fatto nuove promesse per convincerlo a firmare l’accordo più tardi.




Partenariato orientale: L’Ue non deve cedere l’est

Wed, 27 Nov 2013 16:10:36 +0100

Die Welt, Berlino – Dopo il voltafaccia dell’Ucraina sull’accordo di associazione, al vertice di Vilnius l’Europa dovrà confermare la fiducia degli altri paesi e mandare un chiaro segnale a Moldavia e Georgia. Leggi il resto.



Ue-Cina: Pechino investe in Europa orientale

Tue, 26 Nov 2013 13:12:13 +0100

Pochi giorni dopo il forum Ue-Cina del 21 novembre a Pechino, il primo ministro cinese Li Keqiang è a Bucarest per il terzo Forum economico Cina-Europa centrale e orientale, a cui partecipano 15 paesi europei, scrive Jurnalul Naţional.

Il 25 novembre Li Keqiang ha già presenziato alla firma di 13 accordi commerciali con la Romania nei settori “dell’energia, delle infrastrutture, del nucleare, del termoelettrico ma anche del trasporto ferroviario, per un valore di circa 8 miliardi di euro”, riporta il quotidiano di Bucarest.

Dopo un incontro con i primi ministri di Ungheria e Serbia Viktor Orbán et Ivica Dačić, Li Keqiang ha annunciato che il suo paese ha raggiunto un accordo con Belgrado e Budapest per modernizzare la ferrovia tra le due capitali, riferisce il quotidiano ungherese Magyar Hírlap. L’ammontare del contratto non è stato precisato, ma Orbán ha sottolineato che la Cina porterà un contributo che l’eurozona non è mai stata capace di fornire.

Il vertice tra la Cina e sedici paesi europei si svolge in un “contesto europeo non proprio disteso”, sottolinea Curs de guvernare. Secondo il sito romeno Bruxelles ha chiesto ai partecipanti del vertice di “non uscire dai limiti già negoziati a Pechino dall’Ue”. “Un diplomatico europeo ha spiegato al Financial Times che l’incontro di Bucarest fa parte della strategia cinese del ‘divide et impera’ per aumentare la pressione su Bruxelles”.




Partenariato orientale: “L’Ue critica Mosca per le pressioni sull’Ucraina”

Tue, 26 Nov 2013 11:34:43 +0100

Dopo che Kiev ha annunciato che non firmerà l’accordo di associazione proposto dall’Ue in occasione del vertice del partenariato orientale di Vilnius del 28 e 29 novembre, il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy hanno dichiarato il 25 novembre in un comunicato congiunto che “disapprovano fortemente la posizione e le azioni della Russia in questo contesto”.

Der Standard sottolinea che

è raro che i capi dell’Unione critichino così apertamente il presidente Vladimir Putin. I due pongono l’accento sul fatto che l’offerta dell’Ue resterà sul tavolo […]. “Siamo consapevoli della pressione esterna subita dall’Ucraina […]. L’Ue non costringerà Kiev a scegliere tra l’Unione e un’altra entità regionale”, hanno aggiunto. Le parole di Barroso e Van Rompuy suoneranno come una grave offesa alle orecchie di Putin.




Ucraina: Il bluff fallito di Janukovič

Mon, 25 Nov 2013 15:36:06 +0100

Dzerkalo Tyjnia, Kiev – Rifiutando l'Accordo di associazione con l'Ue il presidente ucraino voleva spuntare un'offerta migliore. Ma ora si ritrova stretto tra le condizioni dettate dalla Russia e le manifestazioni di protesta. Leggi il resto.



Partenariato orientale: “Gli ucraini lottano per l’Unione”

Mon, 25 Nov 2013 12:08:45 +0100

Il 24 novembre nel centro di Kiev circa centomila manifestanti hanno chiesto al presidente Viktor Janukovič di cambiare idea e firmare un accordo di associazione con l’Ue.

La settimana scorsa il governo ucraino ha sospeso i preparativi per la firma del documento, prevista per il vertice per il Partenariato orientale in programma a Vilnius giovedì, riporta Rzeczpospolita

“Non siamo sovietici, facciamo parte dell’Unione europea”, recitavano gli striscioni dei manifestanti, che hanno spiegato a Rzeczpospolita di volere “un futuro per i loro figli anziché essere condannati alla schiavitù russa”. Secondo il quotidiano le manifestazioni di domenica sono state “un grande successo per gli oppositori di Janukovič”.




Angola-Portogallo (2/2) : I segreti della lobby angolana

Wed, 20 Nov 2013 12:36:29 +0100

Mediapart , Parigi – I dubbi sulla provenienza dei capitali angolani investiti in Portogallo non hanno trovato spazio nel dibattito pubblico portoghese, anche grazie agli stretti legami tra l’establishment di Lisbona e l’ex colonia. Leggi il resto.



Angola-Portogallo (1/2): Lisbona chiude un occhio sul denaro sporco di Luanda

Tue, 19 Nov 2013 19:52:31 +0100

Mediapart , Parigi – L'ex potenza coloniale in crisi è diventata un supermercato dove i nuovi ricchi dell'ex colonia, a cominciare dalla famiglia del presidente Dos Santos, acquistano banche e immobili. Ma la provenienza di questi capitali suscita parecchi dubbi. Leggi il resto.



Partenariato orientale: “La Moldavia appesa ai giochi dell’Ucraina”

Thu, 14 Nov 2013 10:23:03 +0100

Le possibilità dell’Ucraina di firmare un accordo di associazione con l’Ue in occasione del vertice sul Partenariato orientale del 28 e 29 novembre a Vilnius sono del 50 per cento, spiega Adevărul Moldova.

Se l’accordo non verrà firmato “sarà uno shock per l’Ue e un disastro per il Partenariato orientale”, sottolinea il quotidiano di Chişinău interrogandosi sulle conseguenze per la Moldavia:

Gli europei potrebbero pensare di aver bisogno di un paese vicino, e questo sarebbe la Moldavia. È uno scenario rischioso ma che mette in evidenza la Moldavia come l’unico paese che resiste. Per la Moldavia firmare l’Accordo di associazione sarà più facile, anche se sarà più difficile applicare la liberalizzazione del commercio e cancellare l’obbligo di visti. Se Moldavia e Ucraina andranno in coppia, con coerenza, diventeranno parte di uno spazio comune. Se la Moldavia resta sola sarà tutto più difficile.




Ucraina: “Tutto o niente”

Thu, 14 Nov 2013 10:20:15 +0100

Il 13 novembre il parlamento ucraino ha rinviato il voto sulla scarcerazione di Julia Timošenko, condizione essenziale posta dall’Ue per la firma di un accordo di associazione durante il vertice di Vilnius sul Partneraiato orientale che si terrà il 28 e 29 novembre.

I deputati della maggioranza e dell’opposizione non hanno trovato un accordo sulla legge che permetterebbe a Timošenko, in carcere dal 2010 e con seri problemi alla schiena, di farsi curare all’estero. Il voto è stato rinviato al 19 novembre, e gli emissari del Parlamento europeo, il polacco Aleksander Kwasniewski e l’irlandese Pat Cox, sperano ancora in una soluzione. Secondo Den

ormai i politici ucraini non parlano più di soddisfare le richieste dell’Ue, ma di chi incolpare per il fallimento di Vilnius.




Partenariato orientale : L’Ucraina vacilla sotto la pressione russa

Wed, 13 Nov 2013 14:38:10 +0100

A due settimane dal vertice di Vilnius sul partenariato orientale, durante il quale dovrebbe essere firmato l’Accordo di associazione tra l’Ucraina e l’Ue, a Kiev la situazione precipita. Riunita in sessione straordinaria il 13 novembre, il parlamento ucraino ha rinviato al 19 novembre il voto sulla liberazione dell’ex premier Julia Timošenko, una delle condizioni essenziali poste dagli europei per la firma dell’accordo. 

Tre giorni prima il presidente Viktor Janukovyč aveva effettuato una visita a sorpresa a Mosca che ha alimentato le polemiche. “Il sito ufficiale di Janukovyč ha annunciato il giorno stesso che il presidente si sarebbe recato nella Federazione russa senza aggiungere altro, constata Den, quotidiano centrista di Kiev. “Il sito del presidente Putin non ha fornito alcuna informazione, e questa segretezza ha prodotto ogni genere di speculazioni e insinuazioni”. Il filoccidentale il Kyiv Post parla di pressioni da parte di Mosca e addirittura di una “guerra commerciale contro l’Ucraina” a cui “l’economia ucraina non sarebbe in grado di resistere” perché “molti settori dell’economia del paese sono dipendenti dalla Russia”. 

Secondo il primo ministro ucraino Mykola Azarov, citato da Ukrainska Pravda, la marcia indietro di Kiev si spiegherebbe con la speranza di “normalizzare i rapporti con la Russia” per soddisfare le “industrie e gli imprenditori ucraini, preoccupati dal futuro degli scambi commerciali con Mosca”. Secondo alcuni Putin avrebbe addirittura chiesto la testa di Azaroz durante l’incontro, perché i russi lo considerano troppo favorevole al riavvicinamento con l’occidente. 

A Bruxelles, riporta EUobserver, “i diplomatici europei hanno abbandonato la speranza che l’Ucraina firmi l’accordo”. Il sito d’informazioni nota che Serhiy Vlassenko, avvocato di Timošenko, è stato appena accusato di violenza coniugale:

l’accusa è arrivata 48 ore prima che una commissione del parlamento europeo emanasse (mercoledì 13)  il suo verdetto per stabilire se l’Ucraina ha messo fine alla sua “giustizia selettiva”, e una settimana prima dell’incontro tra i ministri degli esteri europei (lunedì 18) per stabilire se firmare l’accordo durante il vertice con le ex repubbliche sovietiche nella capitale lituana, previsto per i 28 e 29 novembre.




Polonia-Russia: “In fiamme”

Wed, 13 Nov 2013 12:17:44 +0100

Un altro conflitto russo-polacco, scrive Dziennik Gazeta Prawna dopo gli incidenti dell’11 novembre, quando alcuni uomini mascherati che partecipavano alla Marcia per l’indipendenza nazionalista si sono arrampicati su una recinzione davanti all’ambasciata russa a Varsavia scandendo slogan anti-russi e bruciando il gabbiotto del guardiano.

Il quotidiano pubblica una lista di questioni in sospeso tra Polonia e Russia, come la riluttanza di Mosca a introdurre cambiamenti nell’organizzazione per la gestione del gas Europol (la Polonia chiede di sostituire i suoi rappresentanti), lo scudo antimissile (entro il 2018 le batterie americane Sm3 potrebbero essere posizionate in Polonia) e le restrizioni russe alla carne importata dalla Polonia.

Dopo gli scontri Mosca ha convocato l’ambasciatore polacco, mentre l’ambasciata russa di Varsavia ha chiesto le scuse scritte e il pagamento dei danni. “La Russia non perde occasione per dipingere la Polonia come un paese russofobo”, commenta Dgp.




Serbia: A metà del guado

Thu, 07 Nov 2013 16:55:25 +0100

Libération, Parigi – All’inizio del 2014 Belgrado comincerà a trattare l’ingresso nell’Ue. Un obiettivo a lungo inseguito, ma ancora distante e non condiviso da una parte della società. Leggi il resto.



Ue-Stati Uniti: La vera crisi di fiducia transatlantica

Mon, 28 Oct 2013 16:09:38 +0100

Il Sole-24 Ore, Milano – Per gli europei lo scandalo delle intercettazioni mina il prestigio e la credibilità di Washington. Ma per gli americani il rapporto è minacciato soprattutto dall'incapacità dell'Ue a risolvere la sua crisi. Leggi il resto.



Prism: “L’Nsa ha spiato 60 milioni di conversazioni telefoniche spagnole in un solo mese ”

Mon, 28 Oct 2013 11:03:23 +0100

El Mundo ha avuto accesso a un documento intitolato “Spagna, ultimi 30 giorni”, che conterrebbe il flusso delle conversazioni telefoniche intercettate dall’Nsa tra il 10 dicembre 2012 e l’8 gennaio 2013.

L’11 dicembre, “la giornata dai flussi più intensi”, sarebbero state intercettate 3,5 milioni di conversazioni. Secondo il quotidiano i fatti costituirebbero “un reato punibile dal Codice penale” spagnolo, quello di violazione della privacy. El Mundo afferma di avere l’esclusiva per la pubblicazione dei documenti messi a disposizione dall’ex agente dell’Nsa Edward Snowden e riguardanti la Spagna, e sottolinea che le rivelazioni

rendono necessaria una risposta adeguata da parte delle autorità. […] Mariano Rajoy deve unirsi alle iniziative di Francia e Germania […], mentre il procuratore di stato deve denunciare l’Nsa per violazione della privacy di milioni di spagnoli.




Prism: “L’Ue sbatte il pugno ma gli Stati Uniti non si fanno impressionare”

Wed, 23 Oct 2013 10:18:49 +0100

Il 23 ottobre “il Parlamento europeo potrebbe lanciare il segnale più forte deciso finora da un’istituzione europea per rispondere alle intercettazioni illecite” effettuate dai servizi segreti americani, annuncia Trouw.

Dopo aver approvato il 22 ottobre un progetto di regolamentazione sulla protezione di dati privati su internet, gli eurodeputati dovranno votare la sospensione dello scambio di dati bancari con gli Stati Uniti nel quadro del trattato Swift. Si tratta di una ritorsione per la violazione da parte di Washington del trattato secondo cui possono essere consultati soltanto i dati bancari di persone sospettate di terrorismo. Per Trouw

si tratta soltanto di piccoli passi che non toglieranno il sonno agli americani. Tra l’altro, se il parlamento vota per la sospensione del Swift, toccherà alla Commissione europea proporre la misura.




Moldavia: “La rotta verso l’ovest: solidarietà con la Moldavia nelle strade di Bucarest”

Mon, 21 Oct 2013 11:19:03 +0100

Il 20 ottobre circa cinquemila persone hanno manifestato a Bucarest per chiedere l’unione tra Moldavia e Romania, oltre a una legge che rafforzi i rapporti tra i due paesi. La manifestazione ha avuto luogo un mese prima del vertice di Vilnius sul Partenariato orientale durante il quale la Moldavia firmerà l’Accordo di associazione con l’Ue.

Il patto aprirà il mercato europeo ai prodotti moldavi e secondo la Commissione europea porterà una crescita a medio termine del 12 per cento per il paese.

Secondo România Liberă la manifestazione si inscrive nel quadro della campagna "portiamo la Bessarabia da noi", che chiede anche un ammorbidimento delle condizioni per ottenere visti “per i romeni che vivono al di là del fiume Prut”.




Partenariato orientale: Perché l’Ucraina sceglie l’Europa

Mon, 07 Oct 2013 17:07:38 +0100

Veidas, Vilnius – A meno di due mesi dal vertice di Vilnius il presidente ucraino Viktor Janukovic, da sempre schierato con la Russia, sembra determinato a firmare l'accordo di associazione con l'Ue invece che l'unione doganale con Mosca. Leggi il resto.



Rifugiati siriani: “Qualsiasi altro posto in Europa è meglio della Francia”

Wed, 02 Oct 2013 12:42:15 +0100

Libération, Parigi – I profughi del conflitto siriano si raccolgono a Calais per cercare di entrare nel Regno Unito. Ma se oltremanica e in Svezia sono subito accolti come rifugiati, in Francia la polizia li perseguita come barboni. Leggi il resto.



Partenariato orientale: Mosca blocca la strada per l’Ue

Wed, 25 Sep 2013 12:22:05 +0100

Postimees, Tallinn – La Russia teme che gli accordi di associazione tra l’Unione europea e e i suoi ex satelliti possano a limitare la sua influenza e cerca di promuovere la sua unione doganale con tutti i mezzi, compresa l'intimidazione. Leggi il resto.



Unione europea: Una potenza atonica

Mon, 09 Sep 2013 16:31:36 +0100

Rue89, Parigi – La passività sulla crisi siriana e la perdita del primato tecnologico esemplificata dalla cessione di Nokia sono l'ennesima prova della pericolosa apatia in cui sta scivolando l'Europa. Leggi il resto.



Siria: “Domenico libero: è come tornare da Marte”

Mon, 09 Sep 2013 15:45:55 +0100

L'inviato de La Stampa Domenico Quirico è rientrato a Roma la sera dell'8 agosto dopo essere stato per cinque mesi prigioniero di un gruppo ribelle siriano di matrice islamica, annuncia il quotidiano torinese al termine di una lunga campagna per la sua liberazione.

Quirico, che era già stato rapito in Libia nel 2011 e rilasciato dopo due giorni, era scomparso nei pressi di Homs il 9 aprile e di lui non si avevano più notizie. Ha dichiarato di essere stato trattato crudelmente dai suoi carcerieri e che la rivolta siriana "non è più la rivoluzione laica di Aleppo, è diventata un’altra cosa".

Secondo Reporters sans frontières sono tredici i giornalisti stranieri tuttora dispersi in Siria.




Germania: “Spd: Merkel ha fallito sulla crisi in Siria”

Mon, 09 Sep 2013 10:56:24 +0100

Le esitazioni di Angela Merkel sull’intervento militare in Siria diventano un argomento di campagna elettorale in vista delle legislative del 22 settembre.

Il 6 settembre, durante il G20 di San Pietroburgo, la cancelliera si è rifiutata di firmare insieme a 10 omologhi una risoluzione per chiedere “una risposta internazionale forte” agli attacchi chimici attribuiti al regime di Bashar al Assad. Merkel ha comunque firmato il documento il giorno successivo a Vilnius, durante il vertice dei ministri degli esteri dell’Ue.

A due settimane dal voto, i socialdemocratici “sottolineano il fallimento diplomatico del governo tedesco”, sottolinea la Berliner Zeitung. L’Spd accusa la cancelliera “di avere scelto ancora una volta una posizione separata” come già nel 2011, quando la Germania si era astenuta dal voto su un [intervento militare in Libia] al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite.




G20: “L’Ue spinge Putin a negoziare”

Fri, 06 Sep 2013 10:59:30 +0100

“L’Ue continua a cercare una soluzione politica per la Siria”, scrive Der Tagesspiegel.

Poco prima dell’inizio del G20 del 5 e 6 settembre a San Pietroburgo, ufficialmente dedicato alla crisi finanziaria ma monopolizzato dalla Siria, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha tenuto un discorso all’Università europea di San Pietroburgo.

Van Rompuy ha chiesto alla Russia di impegnarsi per trovare una soluzione diplomatica.




G20: “Siria: gli europei abbandonano Hollande”

Fri, 06 Sep 2013 10:54:26 +0100

“L’Unione europea, membro a pieno titolo del G20, volta le spalle alla Francia e lascia François Hollande più isolato che mai”, constata Le Figaro all’indomani dell’apertura del G20 ospitato a San Pietroburgo dal presidente russo Vladimir Putin.

Con il voto del presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e di quello della Commissione europea José Manuel Barroso, il 5 settembre l’Ue ha bocciato l’uso della forza contro la Siria, esprimendosi in favore di una soluzione politica sotto l’egida dell’Onu già sostenuta dalla Germania.

Nel suo editoriale, il quotidiano francese sottolinea che

i diplomatici francesi e britannici hanno spinto troppo sull’argomento, e ora l’Unione europea sostiene più Vladimir Putin che Barack Obama.




Svezia: “Obama lotta per la sua eredità politica”

Thu, 05 Sep 2013 10:40:36 +0100

Durante la sua visita a Stoccolma del 4 agosto, la prima di un presidente americano in carica in Svezia, Barack Obama ha stravolto il suo programma iniziale incentrato sul clima e le nuove tecnologie per discutere essenzialmente della Siria alla vigilia del G20 di San Pietroburgo.

In una dichiarazione a margine di una cena ufficiale, Obama e i capi di stato e di governo dei paesi nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia) hanno affermato che la comunità internazionale deve prendersi le sue responsabilità davanti alla situazione in Siria. Secondo Svenska Dagbladet

la visita di Obama a Stoccolma è stata più rivolta al mondo che al paese ospite. Ha cambiato parere sulla Siria e ora sostiene che agire è un imperativo morale.

Il primo ministro svedese Fredrik Reinfeldt ha ripetuto che il sostegno dell’Onu è necessario per un intervento in Siria.




Siria: Il Mediterraneo non è più il centro del mondo

Wed, 04 Sep 2013 13:12:11 +0100

La Tribune, Parigi – Le esitazioni sull’intervento contro Assad dimostrano che la regione non è più strategicamente fondamentale. Il disimpegno degli Stati Uniti lascia un vuoto che l’Europa non riesce a colmare. Leggi il resto.



Svezia: Soggiorno illimitato per i rifugiati siriani

Tue, 03 Sep 2013 14:16:35 +0100

La Svezia è il primo paese dell’Ue a concedere ai rifugiati siriani un permesso di soggiorno permanente, riporta Dagens Nyheter il 3 settembre.

“Visto che la situazione in Siria si è aggravata, seguiamo il diritto internazionale secondo cui bisogna concedere permessi di soggiorno permanenti se verosimilmente un conflitto durerà ancora a tempo indeterminato”, ha spiegato alla radio pubblica svedese Anders Danielsson, direttore dell’Ufficio svedese per l’immigrazione ripreso dal quotidiano.

La decisione implica che gli ottomila rifugiati siriani attualmente presenti in Svezia potranno restare a tempo indefinito nel paese e avranno il diritto di ricongiungersi con le famiglie, spiega Dagens Nyheter. Finora due milioni di siriani sono fuggiti dal conflitto nel loro paese.




Svezia: “Pronti per Obama”

Tue, 03 Sep 2013 11:14:32 +0100

A Stoccolma i preparativi procedono a ritmo serrato alla vigilia della visita di Barack Obama (4-5 settembre), la prima di un presidente americano in carica in Svezia.

Per l’occasione, spiega Svenska Dagbladet, la polizia ha messo in piedi un vasto dispositivo di sicurezza, mentre una quindicina di organizzazioni hanno chiesto l'autorizzazione a manifestare.

Tra esse c’è anche l’Associazione 4 settembre, che dietro lo slogan “No al Big Brother Obama” protesta contro le intercettazioni illecite effettuate dall’Agenzia nazionale per la sicurezza americana (Nsa), ma anche contro il rinvio della chiusura della prigione anti-terrorismo di Guantanamo e le “esecuzioni extra-giudiziarie” dei droni americani in Medio Oriente.




Francia : “Siria: Hollande in trappola”

Mon, 02 Sep 2013 11:17:04 +0100

“Partito lancia in resta per colpire Bashar al Assad, il capo dello stato è costretto a temporeggiare dopo la decisione di Barack Obama di attendere il responso del Congresso, che non arriverà prima del 9 settembre”, sottolinea Le Figaro, secondo cui Hollande vive “un momento di sostanziale isolamento”.

Dopo il rifiuto del parlamento britannico di appoggiare l'intervento militare in Siria, il presidente francese aveva confermato la sua intenzione di unirsi agli Stati Uniti per "infliggere una punizione" militare ad Assad. Nel suo editoriale, il quotidiano conservatore evoca

la contestazione crescente da parte dell’opposizione, che chiede un voto in parlamento. […] Risultato: Hollande è intrappolato sul fronte interno e isolato sul quello esterno.




Siria: “L’Europa contro un intervento militare rapido”

Fri, 30 Aug 2013 11:35:58 +0100

Per scongiurare un intervento militare statunitense immediato in Siria, “diversi capi di stato e di governo in Europa, Stati Uniti e Russia si sono chiamati il 29 agosto per cercare una soluzione politica alla crisi”, rivela la Süddeutsche Zeitung.

L’inziativa è partita dal presidente francese François Hollande e dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, e econdo la SZ

è stata resa possibile dalla bocciatura da parte del parlamento britannico della partecipazione di Londra all’intervento prima che si conoscessero le conclusioni del rapporto degli ispettori Onu che investigano sulle armi chimiche in Siria.

Il quotidiano aggiunge che il voto britannico e l’iniziativa franco-tedesca

hanno costretto il presidente americano Barack Obama a ritardare di qualche giorno l’intervento militare, se vuole ancora una coalizione internazionale.

Merkel e Hollande vogliono sfruttare il tempo guadagnato per fare pressione sulla Russia, che ha messo il veto su ogni tipo di intervento in Siria, per costringerla ad appoggiare una soluzione politica, scrive la Süddeutsche Zeitung.




Grecia: I dubbi di Atene sull’intervento in Siria

Wed, 28 Aug 2013 15:25:54 +0100

Mentre si prepara l'intervento armato contro la Siria, la Grecia si interroga sull'atteggiamento da tenere. Membro strategico della Nato nel Mediterraneo, di cui ospita due basi, "la Grecia deve pensare al suo futuro mentre si trova attualmente sotto l'egemonia tedesca", afferma un editorialista di To Vima

La Grecia "appartiene" all'occidente [gli Stati Uniti] e non alla Germania, che cerca in tutti i modi di assumere il controllo del paese attraverso la sua crisi del debito. Se vogliamo ritrovare la Grecia di un tempo è ora di renderci utili per questi alleati che hanno tutto l'interesse a non metterci in ginocchio, ma a farci rimanere in piedi. 

Tuttavia il settimanale osserva in un editoriale che la Grecia – convinta di essere un fattore di stabilità dopo le rivoluzioni arabe – non deve lasciarsi coinvolgere in una "tale crisi regionale": 

Di fronte a un futuro incerto dobbiamo proteggere il nostro ruolo di elemento di stabilità nella regione. Abbiamo pagato abbastanza per la nostra crisi. Non possiamo rischiare di far parte della crisi che si sta sviluppando nella regione. Dobbiamo essere in grado di gestire le contraddizioni dei nostri problemi interni, così da non ritrovarci nell'instabilità e nella destabilizzazione.




Siria: “Attacco imminente”

Wed, 28 Aug 2013 10:25:25 +0100

Il 28 agosto gli ambasciatori dei 28 membri della Nato si riuniscono con il segretario generale dell’alleanza Anders Fogh Rasmussen “per confrontare informazioni, analisi e posizioni”, riferisce La Vanguardia.

Il vertice segue quello dei capi di stato maggiore dei paesi occidentali e mediorientali del 26 agosto.

Al presunto uso di armi chimiche da parte dell’esercito siriano il 21 agosto potrebbero presto rispondere degli attacchi missilistici. Il quotidiano spagnolo cita la rete americana Nbc, secondo cui l’intervento potrebbe avere inizio giovedì 29 agosto, sarebbe di durata limitata e non avrebbe l’autorizzazione dell’Onu.




Siria: “Nessuna buona opzione contro Assad”

Tue, 27 Aug 2013 15:28:40 +0100

Autorizzando un’ispezione degli inviati dell’Onu nei luoghi del massacro, “il presidente siriano scommette che ciò acuirà le divisioni sulla risposta appropriata. (…) Ma si tratta di una sfida che non gli si può lasciar vincere” scrive il Financial Times. In un editoriale intitolato “Le ragioni morali di un intervento in Siria”, il quotidiano britannico ricorda che qualsiasi azione contro il governo di Assad andrà intrapresa sulla base di prove inoppugnabili e con un ampio appoggio internazionale. Ma pensa anche cheIntervenire non significa intromettersi nella guerra civile siriana. La questione è lanciare agli stati canaglia un messaggio preciso e far capire che l’utilizzo di armi di distruzione di massa non può essere tollerato. (…) Un’azione militare comporta dei rischi. Non ci sono opzioni positive per sventare la minaccia che Assad fa pesare sul suo stesso popolo e sul mondo. Ma non fare niente sarebbe di gran lunga peggio. “Non reagire con la dovuta fermezza al bombardamento siriano con agenti chimici vorrebbe dire spalancare la strada alla barbarie della nostra era su scala globale”, commenta la direttrice di Le Monde Natalie Nougayrède:Intervenire in maniera precisa, puntuale e mirata non vorrebbe dire lanciarsi in un’azione militare occidentale irresponsabile. A condizione, però, di anticipare bene ciò che accadrà dopo. A quel punto per la diplomazia russa suonerebbe l’ora della verità: difficilmente essa potrà permettersi di rispondere alle navi da guerra americane. Tale iniziativa significherebbe evidenziare la soglia che non si può assolutamente varcare, pena violare i principi più intangibili sui quali si basano la comunità delle nazioni e la sicurezza internazionale. Questa strage è troppo ed impone una risposta chiara e determinata. Secondo La Libre Belgique prima di qualsiasi intervento militare è indispensabile portare le prove, “non fosse altro che per convincere un’opinione pubblica molto indecisa, sia negli Stati Uniti sia in Europa”. In un editoriale intitolato “Si deve colpire la Siria? Prima le prove”, il quotidiano osserva che:Nel momento in cui scriviamo questo editoriale le accuse contro Damasco sono ancora ipotetiche. Ciò non è affatto sufficiente in un paese che annovera quattro agenzie d’intelligence, milizie, ribelli ed è oggetto di molteplici interferenze straniere. La prudenza in questo caso non è segno di debolezza: è soltanto la prima fase. La Frankfurter Allgemeine Zeitung osserva che “sarà Washington a decidere sulla reazione militare contro Assad”. Ma questa volta, a differenza dell’intervento in Libia che la Germania non aveva appoggiato, “Berlino probabilmente sarà al fianco degli americani”. La Faz sottolinea xhw “a meno di quattro settimane dalle elezioni legislative, la situazione è cambiata”. E il ministro degli affari es[...]



Siria: “Washington, Londra e Parigi preparano la risposta”

Tue, 27 Aug 2013 10:25:42 +0100

“Si è messo in moto un meccanismo accelerato e nessuno sa ancora precisamente quale ‘punizione’ produrrà per Bashar al Assad”, scrive Le Figaro dopo il vertice ad Amman tra i capi di stato maggiore di diversi paesi occidentali e arabi sul conflitto in Siria.

Secondo il quotidiano “è stato concesso il via libera politico”, e stando a una fonte militare francese “la decisione sarà presa molto presto”:

Gli europei sono tenuti al corrente, soprattutto gli italiani. I tedeschi hanno delle riserve ma hanno dichiarato che approverebbero un’eventuale azione della comunità internazionale se l’uso di armi chimiche sarà confermato.




Estonia: Saatse si toglie lo "stivale" russo

Mon, 26 Aug 2013 12:14:08 +0100

Postimees, Tallinn – L’accordo sulle frontiere tra Mosca e Tallinn cancellerà un’enclave russa di 115 ettari in territorio estone, per il dispiacere dei turisti e la soddisfazione dei cercatori di funghi. Leggi il resto.



Elezioni tedesche 2013: Gatta da pelare

Thu, 22 Aug 2013 16:24:24 +0100

Süddeutsche Zeitung, Monaco – Cartoon. Leggi il resto.



Ue-Svizzera: “Passo deciso verso l’Europa del Consiglio federale”

Thu, 22 Aug 2013 10:26:15 +0100

“Finalmente una visione chiara!”, scrive Le Temps dopo che il 21 agosto il Consiglio federale svizzero ha approvato il progetto di mandato negoziale con Bruxelles elaborato dal dipartimento degli esteri.

Secondo il quotidiano di Ginevra si tratta di

un segnale simbolicamente forte. [...] La maggioranza dei sette saggi vuole approfittare della buona disposizione di Bruxelles per sbloccare un percorso bilaterale fermo da molti mesi.

Il dossier era particolarmente delicato, soprattutto sulla questione di stabilire se la Corte di giustizia europea avrebbe potuto condannare la Svizzera o risolvere delle dispute con l’Ue.




Egitto: L’Europa è l’unica speranza

Wed, 21 Aug 2013 16:56:51 +0100

Süddeutsche Zeitung, Monaco – Di fronte alla violenza e alla svolta autoritaria dei militari l'Ue appare di nuovo impotente, ma è l'unico modello che possa guidare gli egiziani nella costruzione della democrazia. Leggi il resto.