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VoxEeurop | L'UE vista dagli altri



Le voci del continente



 



L’Ue e il mondo: Assente e consenziente

Wed, 27 Apr 2016 11:29:11 +0100

“C’è qualcosa di strano nella foto ufficiale di Obama e dei leader europei riuniti ieri a Hannover” per un vertice sulla sicurezza, scrive Lorenzo Ferrari sul Post: “sulla destra della foto c’è un elemento strano, che ne sballa la simmetria – una bandiera europea tutta sola. Sembra quasi una svista nella scenografia, un errore del protocollo. Forse in quel momento Jean-Claude Juncker era andato in bagno?”, si chiede lo storico.

No, “non c’è stato nessun errore, nessun contrattempo. Al vertice tra Obama e i principali leader europei il presidente della Commissione non era proprio stato invitato, anche se si parlava di argomenti che lo riguardavano. Lo stesso Obama aveva appena pronunciato un sentito ‘discorso agli europei’, nel quale ha addirittura definito l’integrazione europea come “uno dei più grandi successi politici ed economici della nostra epoca” e, aggiunge Ferrari, “per ricordare che ‘un’Europa unita – un tempo sogno di pochi – rimane la speranza di molti e una necessità per tutti noi’”. Ma la situazione che il presidente degli Stati Uniti ha trovato è “piuttosto diversa da quella che descrive”, prosegue Ferrari:

Una situazione rappresentata perfettamente dalla foto di ieri: l’Europa unita è una presenza retorica marginale, l’Europa vera sono quattro leader diversi spesso in disaccordo tra loro. La marginalizzazione della Commissione è data ormai così per scontata che nessuno sembra stupirsi di quella strana foto; né la stampa né i politici sembrano essersi accorti dell’assenza di Juncker dal vertice.

A Bruxelles la cosa non ha invece destato ufficialmente nessuna perplessità:

in conferenza stampa il portavoce della Commissione dichiarava che a loro sta benissimo così: i leader europei possono discutere di questioni che riguardano direttamente la Commissione senza neanche fare finta di coinvolgerla.

Ormai, conclude Ferrari, “le istituzioni comuni in pratica non contano nulla” e “non chiedono nemmeno più di contare qualcosa”:

La bandiera europea non è diventata il simbolo di un superstato federale, è diventata un semplice ornamento che pare brutto tagliare dall’inquadratura.




Ue-Turchia: Gioco delle parti sulla pelle dei profughi

Wed, 09 Mar 2016 16:13:37 +0100

, – Nel vertice del 7 marzo Ue e Turchia hanno deciso che quest’ultima si riprenderà i rifugiati arrivati in Grecia passando dal suo territorio in cambio di importanti aiuti finanziari. Per Cengiz Aktar, il cui giornale è stato chiuso da Ankara, l’Unione rinuncia ai suoi valori dinanzi a un regime senza scrupoli. Leggi il resto.



L’Europa, l’Africa e i migranti: Oltre il vertice della Valletta

Wed, 11 Nov 2015 11:57:33 +0100

The Times of Malta, La Valletta – Il summit Ue-Africa che si apre mercoledì a Malta ha per oggetto principale le questioni di sicurezza e il rimpatrio dei migranti piuttosto che la cooperazione, denuncia un operatore umanitario installato sull'isola. Leggi il resto.



Ucraina: “La bandiera europea va di moda”

Thu, 21 Nov 2013 11:26:58 +0100

A una settimana dal vertice di Vilnius, durante il quale dovrebbe essere firmato l’accordo di associazione tra Ucraina e Unione europea, si registra una “grave penuria di bandiere dell’Ue” nel paese, constata Den.

“La bandiera europea va di moda”, ha spiegato al quotidiano Irina Diadenko, responsabile per le pubbliche relazioni della città di Sumy (est), dove la bandiera europea esposta davanti al municipio è stata rubata dai passanti.

Il quotidiano ha interpellato diversi produttori di bandiere, e tutti riportano un aumento della domanda, soprattutto da parte dei privati.




Prism: “Il Sudamerica pretende le scuse dell’Europa”

Mon, 15 Jul 2013 10:52:15 +0100

Il 12 luglio, a margine del vertice del Mercosur, Argentina, Brasile, Uruguay e Venezuela, insieme a Bolivia, Ecuador e Nicaragua, hanno richiamato i loro ambasciatori in Spagna, Francia, Italia e Portogallo.

Il gesto, spiega Trouw, segue la decisione di chiudere lo spazio aereo francese, spagnolo, italiano e portoghese all’aereo del presidente boliviano Evo Morales, il 2 luglio. I paesi europei sospettavano che a bordo ci fosse Edward Snowden, l’ex dipendente della Cia che ha rivelato il sistema di spionaggio statunitense Prism.

La decisione ha “mandato su tutte le furie” i paesi sudamericani, ricorda il quotidiano. “Il comportamento neo-coloniale non può più restare impunito”, ha dichiarato la presidente argentina Cristina Kirchner.




Spionaggio americano: Melodramma europeo

Wed, 03 Jul 2013 15:58:39 +0100

The New York Times, New York – Il New York Times definisce esagerato lo sdegno dei leader europei per le intercettazioni statunitensi, e così pure la minaccia di sospendere i colloqui commerciali tra Ue e Usa. Questo tipo di sorveglianza negli Usa è legale e Washington avrebbe sicuramente informato i partner europei delle sue scoperte. Leggi il resto.



Fondi Ue: Un aiuto alla corruzione

Fri, 21 Dec 2012 12:28:35 +0100

De Standaard, Bruxelles – Dopo l’ennesimo caso di politici che intascano i contributi diretti al bilancio ugandese, la stampa locale sostiene che la colpa è soprattutto dell’Europa, che usa i fondi per perpetuare la dipendenza coloniale senza preoccuparsi di dove vanno a finire. Leggi il resto.



Ue-Stati Uniti: Obama teme l’uscita di Londra

Wed, 19 Dec 2012 14:59:45 +0100

Secondo il Daily Telegraph il governo degli Stati Uniti è sempre più preoccupato dalla crescita dell’Ukip e dell'euroscetticismo nel Regno Unito. Mentre il primo ministro conservatore David Cameron afferma che è “inimmaginabile” pensare a Londra fuori dall’Europa ma intanto il suo governo continua a valutare un referendum sull’adesione all’Ue, l’amministrazione Obama è preoccupata dal possibile ritiro del Regno Unito dalle istituzioni Ue, che “ridurrebbe anche l’influenza dell’America sul continente”.

Storicamente Washington ha sempre potuto contare su Londra per sostenere le sue posizioni, specialmente nel campo della politica estera e del libero mercato, in cui l’influenza del Regno Unito è considerata fondamentale per evitare “una deriva verso il protezionismo” all’interno dell’Ue. Il timore degli Stati Uniti è che il Regno Unito possa diventare un alleato molto più debole.

È importante capire che un Regno Unito forte in un’Europa forte è negli interessi nazionali dell’America”, ha dichiarato un alto funzionario dell’amministrazione Usa. “Riconosciamo gli stati nazionali ma consideriamo l’Ue un moltiplicatore di forze.

La notizia che l’America farà pressione sul Regno Unito per quanto riguarda il suo ruolo in Europa non ha fatto piacere agli euroscettici dell'Ukip, il cui portavoce per la politica estera William Dartmouth ha sottolineato che “non spetta al Regno Unito facilitare il lavoro dei diplomatici Usa. Il nostro lavoro è proteggere i nostri interessi”.




Grecia: Il dottor Robin Hood

Mon, 29 Oct 2012 15:55:15 +0100

The New York Times, New York – I tagli imposti dai creditori internazionali hanno privato migliaia di greci della copertura sanitaria e dell'accesso ai farmaci. Una rete clandestina di medici cerca di alleviare una situazione sempre più disperata. Leggi il resto.



Unione europea: I ricchi cambiano la mappa

Mon, 08 Oct 2012 16:32:04 +0100

The New York Times, New York – La crisi sta riaccendendo ovunque le tensioni tra le regioni più prospere e i governi centrali. Ma il caso della Catalogna dimostra che anche l'integrazione europea ha dato una spinta al secessionismo. Leggi il resto.



Dibattito: Anche gli europei alimentano la dipendenza dalle armi degli Stati Uniti

Fri, 27 Jul 2012 13:08:30 +0100

Gli europei che si scandalizzano per la legge Usa sulle armi, come Christoph Prantner di Der Standard, dovrebbero ricordare che il presunto colpevole del massacro di Aurora, James Holmes, ha usato una pistola Glock semi automatica fabbricata in Austria,scrive Charles Lane sul Washington Post. A pochi giorni dalla sparatoria che il 20 luglio ha provocato la morte di 12 persone durante una proiezione notturna dell’ultimo film di Batman, Lane sottolinea che

nonostante la pioggia di critiche che ci arrivano dall’altro lato della pozzanghera, la cultura americana delle armi esiste in simbiosi con la cultura europea della fabbricazione di precisione, di cui Glock è una notevole espressione.

Mentre si avvicina la Conferenza delle Nazioni unite sul trattato per il commercio delle armi,

nel 2010 gli stati dell’Ue hanno spedito in Usa quasi un milione di pistole […] I piccoli produttori di armi europei possono ancora arricchirsi e creare posti di lavoro grazie al Secondo emendamento. […] E forse l’Europa ha una condotta diversa da quella che predica agli altri.

Lane suggerisce ai leader europei di limitare le esportazioni di armi, dato che “stiamo parlando di un prodotto che può uccidere la gente”:

Una tassa doganale proibitiva sulle armi europee non metterebbe fine alla violenza negli Usa, ma potrebbe ridurre il rischio […] L’economia claudicante del vecchio continente potrebbe soffrirne, ma comunque non sarebbe la prima volta che le compagnie europee rinunciano al mercato americano per non incoraggiare il deprecabile stile di vita degli Stati Uniti. A dicembre l’Ue ha limitato la vendita agli Usa dei farmaci utilizzati nelle iniezioni letali – che l’Europa esecra. Holmes potrebbe essere condannato a morte, […] ma grazie a dio il suo sangue non peserà sulle coscienze degli europei.




Geopolitica: Cipro e il sogno europeo

Mon, 02 Jul 2012 11:37:21 +0100

Project Syndicate, Praga – Il primo luglio Nicosia ha assunto la presidenza di turno dell’Ue. Gas, relazioni con la Turchia, politica medio-orientale: l’Europa dovrebbe approfittare di questa occasione per definire un nuovo grande progetto mediterraneo, commenta la politologa statunitense Anne-Marie Slaughter. Leggi il resto.



Dal Maghreb: L’Europa non fa più sognare

Wed, 20 Jun 2012 12:10:26 +0100

Slate Afrique, Parigi – Dall’altro lato del Mediterraneo la crisi che attraversa la zona euro ha appannato la stella dell’Ue. Sempre più divisa, chiusa in se stessa e in balia di egoismi nazionali, l’Europa ha smesso di rappresentare un modello da seguire, sostituita dalle potenze emergenti. Leggi il resto.



Diplomazia: Ashton-Israele, una tempesta in un bicchier d’acqua

Mon, 26 Mar 2012 16:04:08 +0100

Ha’aretz, Tel Aviv – La dichiarazione dell’Alta rappresentante per la politica estera dopo la strage di Tolosa ha scatenato reazioni spropositate in Israele. Insistere col vittimismo è inutile controproducente. Leggi il resto.



Crisi dell’euro: Lezioni dall’America latina

Wed, 09 Nov 2011 16:36:53 +0100

El País, Madrid – La crisi del debito che attanaglia l'Europa ricorda per molti aspetti quella che ha colpito le economie latinoamericane negli anni novanta. E quello che ha funzionato per loro potrebbe funzionare anche per noi. Leggi il resto.



Eurozona: L’Europa fa tremare l'America

Thu, 13 Oct 2011 15:46:31 +0100

"In Europa il crollo economico distrugge l'unità", titola Usa Today, che pubblica un lungo articolo sulla spaccatura sempre più ampia tra "gli stati più virtuosi dell'Ue" e i loro vicini più poveri. Cosa ne sarà degli infelici greci, degli sfortunati irlandesi che emigrano in massa e delle "migliaia di spagnoli senza lavoro" che "presto potrebbero ritrovarsi anche senza casa"? E per quanto tempo ancora potranno contare sull'aiuto dei "furenti" tedeschi e dei Veri finlandesi?

Come ha spiegato Herman Van Rompuy, il modello sociale europeo non è più sostenibile. La sua malattia finanziaria potrebbe innescare un effetto domino in grado di "far collassare le banche greche, poi quelle francesi e infine quelle statunitensi". Il Washington Post condivide questa visione pessimistica, e sottolinea che finora i leader europei non hanno fatto altro che trascinare il problema. "Per l'Europa si avvicina il giorno della resa dei conti sulla crisi finanziaria". I governi del vecchio continente avranno bisogno "di trovare un'intesa alla svelta, per evitare che Sarkozy, Merkel e i loro colleghi vengano ricordati in futuro come i leader che hanno portato l'Europa e il mondo sull'orlo del disastro economico e poi giù nell'abisso".




Euro: A testa bassa verso il baratro

Mon, 26 Sep 2011 16:00:19 +0100

The New York Times, New York – Dopo l'allarme dell'Fmi i governi europei si sono impegnati ad adottare "tutte le misure necessarie" per evitare il collasso dell'Eurozona. Ma tutto fa pensare che continueranno sulla strada percorsa finora: quella sbagliata. Leggi il resto.



Medio Oriente: L’Europa inciampa sulla Palestina

Wed, 21 Sep 2011 15:41:00 +0100

An-Nahar, Beirut – Stretti tra le promesse fatte ai palestinesi e il timore di irritare Stati Uniti e Israele, i paesi Ue non hanno ancora una posizione comune sul voto per il seggio dell'Anp all'Onu. E il compromesso proposto non accontenta nessuno. Leggi il resto.



Schengen: La frontiera dei milionari

Mon, 05 Sep 2011 13:05:40 +0100

The New York Times, New York – Nonostante i massicci investimenti nella sorveglianza, i confini orientali di Romania e Bulgaria sono ancora permeabili a causa della corruzione dei doganieri. L’ingresso dei due paesi nell’area di libero transito rischia di slittare ancora. Leggi il resto.



Democrazia: Bruxelles non ci sente

Wed, 24 Aug 2011 15:46:02 +0100

The New York Times, New York – Su una cosa gli euroscettici hanno ragione: l'Ue non ascolta i suoi cittadini. La risposta alla crisi dell'euro non fa che confermare la tendenza a prendere tutte le decisioni a porte chiuse e a renderne conto soltanto alle elite dei tencocrati. Leggi il resto.



Visto dagli Stati Uniti: Lezioni di storia per l'Europa

Fri, 12 Aug 2011 12:12:33 +0100

"Il declino e la caduta dell'Europa". Questo lo spaventoso titolo scelto da Time magazine. "L'unione economica del Vecchio continente si sta sgretolando e gli Stati Uniti sono un partner commerciale troppo debole per essere in grado di aiutare l'Europa e salvare l'euro", sottolinea la rivista statunitense. "E dunque dite addio al vecchio ordine costituito".

"L'Unione europea ha creato una moneta unica ma non ha raggiunto una profonda unità politica e fiscale", prosegue Time. Non si riesce ancora a trovare un accordo sul futuro dell'Europa: centralizzare ulteriormente il potere o sciogliere l'Unione europea? La storia riporta precedenti significativi in entrambi i sensi: dopo il collasso dell'Urss i paesi ex sovietici hanno cercato di mantenere in uso il rublo, ma le "discrepanze economiche tra loro erano troppo grandi" e non c'è stato niente da fare. Al contrario, nel 1992 la crisi degli Accordi europei di cambio spinse diversi paesi a "raggiungere una maggiore integrazione economica". "La crisi mette l'Europa davanti a una scelta. E la scelta dev'essere fatta".




Medio oriente: L’occasione dell’Europa

Thu, 28 Jul 2011 16:10:55 +0100

Al Hayat, Londra – Da tempo relegata in secondo piano, l'Unione europea potrebbe giocare un ruolo fondamentale nelle relazioni con il mondo arabo, inserendosi tra Stati Uniti e Russia, che si dimostrano sempre meno all'altezza della situazione, sottolinea una giornalista di Al Hayat. Leggi il resto.



Ue- Stati Uniti: Un continente troppo vecchio

Wed, 29 Jun 2011 13:02:54 +0100

The New York Times, New York – Impotente di fronte alla crisi del debito, incerta sulla strategia da seguire in Libia e in Afghanistan: non solo l’Europa è sempre più debole, ma sta anche diventando un problema per gli Stati Uniti. L’analisi del New York Times. Leggi il resto.



Visti dagli Usa: La hubris dei padri dell’euro

Mon, 17 Jan 2011 12:04:50 +0100

"È possibile salvare l'Europa?" La rivista domenicale del New York Times dedica una serie di articoli alle sventure economiche del vecchio continente, iniziando con le valutazioni di Paul Krugman. "Non è un caso che l'attuale crisi europea sia iniziata in Grecia", scrive l'economista premio Nobel. "I problemi dell'Europa presentano tutti gli aspetti di una tragedia greca classica, dove un uomo di nobile spirito è sconfitto a causa della fatale debolezza della hubris". Secondo Krugman la tracotanza dell'Europa risiede nell'adozione dell'euro, "che avrebbe dovuto essere il momento più radioso di una nobile impresa: il tentativo di portare pace, democrazia e prosperità comune in un continente che in passato era stato spesso sconvolto dalla guerra. Tuttavia gli architetti dell'euro, inebriati dalla grandezza e dal romanticismo del progetto, hanno ignorato le banali difficoltà che la moneta unica avrebbe potuto incontrare, oltre alla mancanza delle istituzioni necessarie a farla funzionare. Hanno invece sposato un pensiero irrazionale, comportandosi come se la nobiltà della causa potesse trascendere simili preoccupazioni".

Il direttore della redazione parigina, Steven Erlanger, descrive la "strana coppia" che sta al centro di quello che Krugman definisce "eurocaos": la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy. "In privato lei sfotte il suo modo di camminare e parlare, la sua gestualità rapida e spasmodica e le sue smorfie. Lui la scimmiotta per la sua cautela, la sua riluttanza e la prudenza matronale…Questi due sono la migliore speranza dell'Europa per un'unità duratura, ma non si piacciono per niente". Affinché l'euro funzioni, in ogni caso, "Sarkozy e Merkel dovranno andare d'accordo".




Visto dagli Usa: L’Europa sta morendo

Thu, 02 Sep 2010 15:49:35 +0100

The Washington Post, Washington – Rinazionalizzazione della politica, recessione, allargamento eccessivo, populismo: agli occhi di Washington i mali dell'Ue cominciano a sembrare insanabili. Leggi il resto.



Medio Oriente: L’Europa fuori dal processo di pace

Thu, 02 Sep 2010 13:51:09 +0100

Il 2 settembre israeliani e palestinesi hanno inaugurato a Washington un nuovo tentativo di riavviare il processo di pace. Ma mentre le discussioni riprendono sotto l'egida degli Stati Uniti, l'Unione europea è completamente assente dalle trattative. È incomprensibile che "il presidente Obama allontani l'Ue dai negoziati", si stupisce Yossi Beilin su La Vanguardia. L'ex ministro della giustizia israeliano, presidente dell'Iniziativa di Ginevra ed negoziatore agli incontri di Taba nel 2001, ricorda che le "principali tappe del processo negoziale degli ultimi venti anni hanno tutte avuto luogo in Europa: la conferenza di Madrid nel 1991 e gli accordi di Oslo (1993), Parigi (1995) e Ginevra (2003).

Tuttavia, osserva Beilin, Barack Obama è "consapevole della grande esperienza europea" e "sa che si farà ricorso all'Europa per i tre problemi di carattere internazionale" di un accordo israelo-palestinese: il finanziamento, la partecipazione a una forza multinazionale e l'assorbimento dei profughi palestinesi. In queste condizioni, osserva Beilin, l'Europa non deve "mendicare" un ruolo nel nuovo processo, ma essere "costantemente implicata nelle discussioni". Del resto è quello che è successo in occasione della conferenza di Madrid, nella quale "gli europei hanno assunto un ruolo chiave e sono risultati decisivi" per l'avanzamento dei negoziati. Per Beilin tocca "agli Stati Uniti e alle parti coinvolte chiedere [all'Europa] di assumere un ruolo centrale nei negoziati".




Visti dalla Cina: Bello come un europeo

Wed, 11 Aug 2010 14:12:30 +0100

"Gente pacifica e romantica", che vive "in un solo paese" da cui "la Cina ha molto da imparare". Ma anche un popolo di persone "alte, belle e bionde", che "affrontano i problemi in modo responsabile". Secondo La Vanguardia è questa l'immagine che i bambini cinesi hanno degli europei, almeno stando ai risultati di una ricerca condotta dalla società di produzione spagnola Pda sui bambini tra i 7 e i 12 anni di una scuola di Pechino, nell'ambito dell'iniziativa "A un metro dal suolo. I bambini immaginano l'Europa", sostenuta dalla presidenza spagnola dell'Unione. C'è di che "far piangere di gioia" i padri fondatori dell'Unione, commenta il quotidiano.




Austerity: La medicina europea per gli Stati Uniti

Tue, 13 Jul 2010 13:14:44 +0100

NRC Handelsblad, Amsterdam – I provvedimenti di austerity europei sono stati criticati dagli economisti americani. Secondo Melvyn Krauss, la perplessità degli statunitensi è la conseguenza di un'interpretazione errata dell'economia europea e delle attitudini dei consumatori del vecchio continente. Anziché storcere il naso, gli Stati Uniti farebbero bene a imitare l'Europa. Leggi il resto.



Israele-Palestina: L’Europa ha ragione da trent’anni

Mon, 14 Jun 2010 15:51:06 +0100

The New York Times, New York – Nel 1980 l’Unione europea si schierava a favore dell’autodeterminazione del popolo palestinese con la dichiarazione di Venezia. Dopo anni di rifiuto, Stati Uniti e Israele sono stati costretti ad accettare almeno in parte i principi alla base di quel documento. Leggi il resto.



Ue-Usa: La svolta della Turchia è colpa di Bruxelles

Thu, 10 Jun 2010 11:29:49 +0100

Secondo gli Stati Uniti l'allontanamento di Ankara dall'occidente è dovuto in gran parte all'ostruzionismo della Ue nei confronti della domanda di adesione della Turchia, riferisce il Financial Times. L'accusa è stata formulata il 9 giugno dal segretario della difesa Robert Gates, dopo che Turchia e Brasile hanno votato contro la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu sulla proroga dell'embargo parziale per le armi destinate all'Iran e sull'ispezione delle navi iraniane. I due paesi, membri non permanenti del Consiglio, avevano concluso a metà maggio un accordo con Teheran sull'arricchimento del'uranio, inaugurando una linea diplomatica autonoma rispetto alla chiusura dei paesi occidentali.




Diplomazia: La fine del sogno cinese

Tue, 08 Jun 2010 15:42:52 +0100

Hindustan Times, New Delhi – Fino a pochi anni fa la Cina era la grande speranza dell'Unione, convinta di poterla guidare con profitto nel suo percorso di occidentalizzazione. Oggi quest'illusione si è rivelata in tutta la sua drammatica inconsistenza. Leggi il resto.



Opinioni: Che abbiamo fatto di male?

Thu, 03 Jun 2010 16:55:28 +0100

euobserver.com, Bruxelles – Nonostante l'Europa si consideri una potenza benevola, nel resto del mondo è considerata sempre più un'eterogenea associazione di ex colonialisti, chiusa in sé stessa e sottomessa agli Stati Uniti. È ora di cambiare immagine. Leggi il resto.



Ecologia: L’Europa surclassa l’America

Fri, 21 May 2010 12:18:06 +0100

The Walrus non ha dubbi: "l'Europa eclisserà l'America del nord entro il ventunesimo secolo". Secondo la rivista canadese, nel vecchio continente si stanno sviluppando "nuove idee, nuove tecnologie e nuovi stili di vita". "Dopo un secolo in cui è stata un campo di battaglia e un museo a cielo aperto, oggi l'Europa sta tornando ad essere un think tank e un laboratorio". Il settimanale canadese è arrivato a queste conclusioni alla luce dopo un "Grand Tour" ecologico, con tappe a Vauban (Germania), Berlino, Copenaghen e Siviglia. L'inviato di The Walrus è andato a cercare gli elementi che hanno conferito all'Europa un ruolo di spicco nella lotta ai gas serra, come le case a impatto zero, le piste ciclabili, gli impianti di energie rinnovabili e i treni ad alta velocità.




Economia: Vince l’Europa

Tue, 20 Apr 2010 11:28:31 +0100

Finalmente una buona notizia: "L'Europa vince", titola l'edizione internazionale di Newsweek. "Contrariamente al cliché del dinamismo statunitense e dell'immobilismo europeo, nell'ultimo decennio le aziende europee hanno battuto quelle statunitensi (per non parlare di quelle giapponesi) con un ampio margine", scrive il settimanale. "Nonostante l'ascesa della Cina e tutto il resto", l'Europa ha saputo "mantenere attorno al 17 per cento la sua quota di esportazioni mondiali dal 2000, mentre gli Stati Uniti sono calati dal 17 all'11 per cento". Nella lista delle tremila imprese più grandi del mondo, le europee mostrano una crescita dei profitti più consistente – "una media del 13 per cento all'anno tra il 1998 e il 2008, il doppio rispetto al 7 per cento delle statunitensi" – e sono più abili a conquistare mercati esteri. Newsweek sottolinea che il 39 per cento delle vendite delle compagnie europee è diretto fuori dall'Ue, mentre per le imprese statunitensi e giapponesi il dato scende al 30 per cento.




Economia: L'Europa non è poi così male

Tue, 12 Jan 2010 14:27:51 +0100

The New York Times, New York – Mentre gli oppositori della riforma sanitaria accusano Barack Obama di voler imporre la socialdemocrazia a Washington, il premio Nobel per l'economia Paul Krugman difende il modello europeo tanto odiato dai conservatori statunitensi. Leggi il resto.



Sinistra europea: La fine del socialismo

Tue, 29 Sep 2009 13:41:30 +0100

"Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro della lenta fine del socialismo”. Si apre così l’articolo pubblicato oggi in prima pagina dall'International Herald Tribune. All’indomani della cocente sconfitta incassata dall’Spd tedesca alle elezioni in Germania, l’illustre quotidiano americano riporta alla ribalta il dibattito sulla scomparsa della sinistra europea. "Dove è al potere, come in Spagna e in Gran Bretagna, la sinistra è sotto attacco. Dove è all'opposizione, come in Francia, in Italia e ora anche in Germania, è divisa e letargica" si legge sul quotidiano. Tutto ciò è ancor più ironico se si tiene conto che il mondo è nel bel mezzo di una “delle più grosse sfide al capitalismo degli ultimi 75 anni, come dimostra lo sfacelo del sistema finanziario”. Le spiegazioni addotte per motivare un simile declino sono riconducibili alla recente adesione da parte del centrodestra a idee tradizionalmente socialdemocratiche come “generosi welfare, assistenza sanitaria nazionalizzata, restrizioni alle emissioni di anidride carbonica, cessione di parte della sovranità nazionale all’Unione Europea”. Tony Judt del Remarque Institute di New York a proposito dei problemi europei ha detto: "Non credo che il socialismo abbia più un futuro in Europa. Tenuto conto che si tratta di una componente fondamentale del consenso democratico europeo, questa è sicuramente una brutta notizia".




Union europea e Israele: Un articolo minaccia i rapporti Israele-Ue

Mon, 24 Aug 2009 17:11:20 +0100

Presseurop, – La visita del primo ministro israeliano in Europa, il 25 agosto, non avrebbe potuto svolgersi sotto i peggiori auspici: la presidenza svedese dell'Unione deve infatti fare i conti con una crisi diplomatica con Israele dopo la pubblicazione, la settimana scorsa, di un articolo sul quotidiano di Stoccolma, Aftonbladet, che accusa i soldati israeliani di aver ucciso nel 1992 dei palestinesi per prelevare i loro organi. Leggi il resto.



Moldavia: Scontro di civiltà a Chisinau

Tue, 28 Jul 2009 16:44:51 +0100

Timpul, Chisinau – Quattro mesi dopo le contestate elezioni, il 29 luglio i moldavi tornano alle urne per le legislative anticipate. Al di là del successo o meno del governo comunista, è il rapporto di forza tra occidente e spazio ex sovietico che è in gioco, sostiene Timpul. Leggi il resto.



Crimini di Guerra: Karadzic, da boia a santone

Mon, 27 Jul 2009 13:58:58 +0100

Negli anni novanta, mentre la Jugoslavia andava in frantumi, Radovan Karadzic spinse i serbi di Bosnia a proclamare la loro repubblica. Aiutato dal governo di Slobodan Milosevic a Belgrado, mise in atto una brutale campagna contro i musulmani bosniaci. A tredici anni dalla sua condanna da parte del Tribunale penale internazionale per la ex-Jugoslavia (Icty) per genocidio e crimini contro l'umanità, e un anno dopo il suo arresto e trasferimento all'Aia, Jack Hitt, dell'edizione domenicale del New York Times è andato a cercare questo latitante riemerso nel 2005 a Belgrado nei panni del guaritore new age Dragan Dabic.

Pesantemente travestito – secondo un testimone sembrava "un monaco che ha fatto qualcosa di sbagliato con una suora" – Karadzic si era fatto rapidamente un nome nel bizzarro mondo della medicina alternativa, lavorando con uno specialista del ringiovanimento dello sperma e gestendo un'impresa di pillole vitaminiche basata in Connecticut. Secondo Hitt, tra i serbi la sua immagine è controversa. Considerato "il prode difensore della purezza serba", molti provano nostalgia per "il mite spiritualista" che amava tanto la vita che "non avrebbe fatto male a un'ape".




Visto dalla Moldavia: Un amore europeo

Thu, 11 Jun 2009 18:05:55 +0100

Contrafort, Chisinau – Lo scrittore moldavo Vitalie Ciobanu ricorda l'idillio tra sua nonna e un soldato italiano durante la Seconda guerra mondiale. Nel loro amore vede una metafora del rapporto tra la Moldavia e l'Europa. Leggi il resto.



Turchia: Ankara non teme l'ondata blu

Wed, 10 Jun 2009 17:44:03 +0100

Referans, Istanbul – Le elezioni europee hanno visto la sconfitta dei socialisti e la vittoria dei partiti di centro ed estrema destra, che si oppongono all'adesione della Turchia all'Unione. Ma il successo dei Verdi compensa in parte questo risultato, sostiene il quotidiano Referans. Leggi il resto.



Integrazione europea: Zidane for president

Wed, 10 Jun 2009 14:47:48 +0100

A proposito della scarsa affluenza alle elezioni del Parlamento europeo, sul Wsj Europe Gareth Harding sostiene che l'Europa ha creato delle istituzioni, ma non è riuscita a creare "un elettorato, o un demos". C'è un solco tra Bruxelles e "la grande maggioranza degli europei che vede la politica attraverso una lente nazionale."

Le linee aeree low cost, comunque, permettono agli europei di "andarsene in giro per il continente come mai prima d'ora". L'integrazione continentale deve tanto al boss della Ryanair Michael O'Leary quanto ai padri fondatori dell'Unione. Un'altra prova del lento emergere di un popolo europeo è il successo della Champions league. "Se lo sport può diventare europeo", conclude, "non c'è motivo per cui non possa diventarlo anche la politica. Ci serve soltanto un equivalente politico di Zinedine Zidane".