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VoxEeurop | Istruzione



Le voci del continente



 



Studenti d’Europa sudorientale: Mobilità oltre Erasmus

Mon, 30 Oct 2017 07:00:03 +0100

Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, Trento – Ogni anno migliaia di studenti dell'Europa sudorientale si iscrivono in università all'estero. La maggior parte di loro, però, tende a rimanere nelle regione a causa degli ostacoli burocratici e finanziari sulla via delle facoltà d'Europa occidentale. Leggi il resto.



Giovani: In Europa più di uno su dieci non lavora né studia

Fri, 13 Oct 2017 12:29:15 +0100

Alternatives économiques, Parigi – Non lavorano, non sono iscritti all'università ma possono rimanere inattivi per molto tempo. Si tratta dei Neets, un fenomeno che si concentra soprattutto nell'Europa meridionale e che è esploso dopo la crisi del 2008. Leggi il resto.



Test Pisa: Gli studenti europei sempre più indietro

Wed, 04 Dec 2013 14:37:27 +0100

L’ultimo rapporto Pisa pubblicato il 3 dicembre evidenzia il peggioramento nei risultati degli studenti europei e l'avanzamento dei loro omologhi orientali. Lo studio, che misura le competenze degli allievi di 15-16 anni in lettura, matematica e scienze, è particolarmente severo nei confronti dei paesi nordici e della Francia. La Finlandia perde il primo posto in classifica a beneficio della Corea del sud, e dunque non è più “il paese delle meraviglie dell’istruzione”, si rammarica Helsingin Sanomat. Secondo il quotidiano finlandese il risultato

non è sorprendente, ma nessuno è stato in grado di trovare una spiegazione plausibile per il fenomeno […]. I finlandesi sono abituati a dare per scontata l’eccellenza della formazione nel paese, e soprattutto la forza del sistema scolastico elementare in nove anni.

Il danese Jyllands-Posten contesta i risultati. “Le cose non stanno così”, accusa il quotidiano:

Abbiamo la scuola pubblica più cara del mondo, ma non esistono prove che la nostra popolazione sia la più stupida del pianeta. Di conseguenza non c’è motivo per dubitare che la scuola più cara fornisca la migliore formazione e dunque la popolazione più istruita”. Tuttavia Berlingske, altro quotidiano danese, sottolinea che “è arrivato il momento che gli stati assistenziali dell’occidente rivedano radicalmente il proprio sistema scolastico”.

Lo studio Pisa ha sconvolto la Francia, che perde due posti in classifica e si piazza appena 25esima su 65 paesi. Le Figaro sottolinea che la scuola francese è “ingiusta e inefficace”:

Lo scarto continua ad aumentare tra i buoni e i cattivi scolari […]. Siamo ancora in grado di formare futuri premi nobel in fisica e medicina, ma produciamo sempre più somari.

Il quotidiano conservatore porta l’esempio della Germania, che delusa dai Pisa nel 2001 ha “immediatamente reagito” e registrato evidenti progressi. Il sistema scolastico tedesco è diventato “più equo, e i suoi scolari ottengono risultati migliori”, rileva Der Spiegel :

di solito uno shock psicologico va di pari passo con un momento di paralisi, seguito dal disorientamento. […] Poi arriva l’assimilazione e successivamente la guarigione, ed è lì che è arrivato il sistema scolastico tedesco. […] È il momento di sostituire l’espressione “shock da Pisa” con “progresso da Pisa”.




Grecia: Studenti senza futuro

Tue, 26 Nov 2013 12:25:02 +0100

To Ethnos, Atene – A causa della protesta contro i tagli che blocca le università da due mesi, gli studenti greci stanno perdendo altro terreno rispetto ai loro coetanei che sono andati a studiare all’estero. Leggi il resto.



Università: Nuova vita per l’Erasmus

Thu, 07 Nov 2013 14:11:23 +0100

“Altro che estinzione, Erasmus raddoppia”, titola Il Sole 24 Ore. Il programma per la mobilità degli studenti europei, a rischio cancellazione dopo aver esaurito i fondi nel 2012, ha ricevuto un’iniezione di energia il 7 novembre con l’annuncio di un accordo tra la Commissione cultura del Parlamento europeo e il Consiglio europeo per il finanziamento di un piano Erasmus+.

Secondo i termini dell’accordo per il periodo 2014-2020 saranno messi a disposizione 14 miliardi, il 40 per cento in più rispetto all’ultimo budget settennale. L’aumento dovrebbe far raddoppiare il numero di studenti coinvolti, portando il totale attorno ai 5 milioni. Erasmus+ offrirà inoltre sussidi per un tirocinio all’estero per le persone sotto i 30 anni che non sono iscritte all’università e prestiti per svolgere dei master.

La notizia verrà accolta con entusiasmo soprattutto negli stati dell’Europa meridionale, dove il programma (che recentemente ha compiuto 25 anni) “è considerato il trampolino più accessibile (ed economico) per un'esperienza fuori dai confini nazionali”, sottolinea il quotidiano economico.




Erasmus: “Il ministero dell’istruzione ritira la borsa Erasmus a migliaia di studenti ad anno in corso”

Tue, 05 Nov 2013 11:16:47 +0100

Il 29 ottobre il ministero dell’istruzione spagnolo ha annunciato che limiterà il finanziamento delle borse Erasmus agli studenti che beneficiano già di una borsa di studio per ragioni finanziarie. Si tratta di una “sgradevole sorpresa” per i 40.000 studenti spagnoli che si trovano in un altro paese Ue con una borsa Erasmus quando ormai l’anno scolastico è già iniziato, commenta El País.

Le sovvenzioni statali – tra 100 e 180 euro al mese – rappresentano uno dei tre pilastri del finanziamento delle borse Erasmus in Spagna insieme a quelli delle regioni e dell’Ue, spiega il quotidiano. La Spagna è il paese Ue che invia più studenti Erasmus all’estero e quello che accoglie più studenti stranieri.

Il budget stanziato dal governo per aiutare gli studenti all’estero è stato tagliato del 71 per cento dal 2011, precisa El País.

Aggiornamento: in seguito alla polemica e alle pressioni del suo partito il ministro dell'istruzione José Ignacio Wert ha annullato la decisione.




Università: Dove medicina è meno amara

Tue, 20 Aug 2013 12:31:52 +0100

International New York Times, Parigi – Grazie ai bassi costi d’iscrizione e alla facilità d’ingresso, le università ungheresi, ceche e slovacche che offrono corsi in inglese attirano sempre più studenti occidentali. Leggi il resto.



Romania: “In 10 per un posto di lavoro ben pagato nell’Ue”

Tue, 23 Jul 2013 10:55:36 +0100

L’università di medicina e farmacia di Bucarest ha registrato un afflusso record ai test d’ingresso, constata România Liberă: 10 candidati per ogni posto a stomatologia e 5 per un posto a medicina generale.

Il quotidiano sottolinea che

l’interesse per la medicina e la voglia di sottoporsi a un test così difficile (…) possono sembrare paradossali se pensiamo che al salario medio di un medico romeno [300-400 euro al mese]. Ma le facoltà romene preparano laureati per l’Ue – il Regno Unito, la Francia e i paesi del nord. Dall’ingresso del paese nell’Unione, nel 2007, 14mila medici specializzati sono emigrati dopo che lo stato ha speso 3,5 miliardi di euro per la loro formazione.




Danimarca: “È possibile proteggere le nostre borse di studio dai cittadini Ue”

Fri, 19 Jul 2013 10:50:24 +0100

La Danimarca attendeva con inquietudine il verdetto emesso il 18 luglio dalla Corte di giustizia europa sull’attribuzione delle borse di studio in Germania, sottolinea il Jyllands-Posten.

Il tribunale, appoggiandosi al principio di libera circolazione dei cittadini Ue, ha deciso che la Germania non ha il diritto di rifiutare l’aiuto finanziario agli studenti che non risiedono sul territorio nazionale da 3 anni. Il governo danese pretende che gli studenti stranieri risiedano 2 anni nel paese durante i 10 anni precedenti alla richiesta di una borsa di studio, e dunque teme che la sentenza della Corte faccia giurisprudenza e obblighi la Danimarca a concedere i sussidi a tutti i cittadini europei che li dovessero richiedere. Tuttavia secondo gli esperti interpellati dal Jyllands-Posten è possibile aggirare il verdetto della Corte:

Le borse di studio possono per esempio essere trasformate in prestiti, e si potrebbe pretendere che uno dei genitori del richiedente lavori nel paese. […] Se la Corte di giustizia sostiene che è illegale, noi possiamo sempre adattare la nostra legislazione.




Università: L’Erasmus non conosce crisi

Tue, 09 Jul 2013 14:32:47 +0100

“La popolarità dell’Erasmus cresce con la crisi”, scrive La Vanguardia. Secondo un rapporto presentato dalla commissaria europeo all’istruzione Androulla Vassiliou il programma di interscambio universitario ha superato la soglia dei tre milioni di partecipanti dalla sua creazione nel 1987.

Il programma, che sarà presto riformato, “è stato scelto da un milione di studenti negli ultimi quattro anni, mentre nel continente si aggravava la crisi economica”. Tra le novità previste ci sarà l’introduzione di una somma minima (oltre a quella massima già esistente) fissata da Bruxelles per ogni borsa a seconda del paese di destinazione. Secondo La Vanguardia

essere un Erasmus in Spagna o in Lettonia non è la stessa cosa: nel paese baltico ogni studente riceve 641 euro al mese, mentre la Spagna sta dalla parte opposta della lista con appena 123 euro al mese per studente, la cifra più bassa di tutta l’Unione. Altri paesi, in particolare quelli dove il reddito è più basso, hanno scelto il modello opposto: inviare meno studenti ma con borse di studio più sostanziose. La Commissione europea vuole riformare il sistema per cancellare queste divergenze e lasciare senza argomenti coloro che definiscono l’Erasmus ‘una borsa di studio per ricchi’.

La Spagna, con quarantamila partecipanti nel 2012, è il paese che accoglie più studenti e ne invia di più all’estero, precisa il quotidiano, secondo cui 

il budget per l’Erasmus Plus è uno dei pochi a essere stati rafforzati nel nuovo budget comunitario. Dal 2014 al 2020 saranno stanziati 14,5 miliardi di euro, il 40 per cento in più rispetto agli ultimi sette anni.




Università: L’Austria contro l’invasione degli studenti tedeschi

Tue, 28 May 2013 12:38:30 +0100

“Vienna chiede aiuto all’Ue per limitare il numero di studenti tedeschi”, scrive la Süddeutsche Zeitung. Secondo il quotidiano i dati del ministero dell’istruzione austriaco mostrano che uno studente del primo anno su nove viene dalla Germania. In alcuni casi, come le facoltà di psicologia di Salisburgo o Innsbruck, alla frontiera con la Germania, gli studenti tedeschi superano l’80 per cento.

Per questo motivo “il ministro della scienza e della ricerca Karlheinz Töchterle vorrebbe dare la priorità agli studenti del paese”, titola il quotidiano austriaco Kurier.

Töchterle ha chiesto alla Commissione europea che l’Austria – come anche la Svezia, la Danimarca, i Paesi Bassi, il Belgio e altri paesi europei oggetto di un afflusso eccessivo di studenti stranieri – abbia il diritto di prendere provvedimenti per “evitare che lo squilibrio crei un ambiente antieuropeo” nelle università. Secondo la Süddeutsche Zeitung:

Per il momento non è chiaro quali potrebbero essere i criteri di distinzione tra studenti stranieri e autoctoni. Soltanto nelle facoltà di medicina esiste una quota del 75 per cento riservata agli studenti austriaci.

Finora ogni forma di limitazione dei posti per gli studenti stranieri è stata considerata un ostacolo alla libera circolazione delle persone all’interno dell’Ue, ricorda Kurier.




Croazia: “Reintrodurre l’educazione sessuale nelle scuole”

Fri, 24 May 2013 10:22:02 +0100

Il Consiglio nazionale per l’istruzione si oppone alla Corte costituzionale, che il 22 maggio ha deciso di sospendere i corsi di educazione sessuale nelle scuole primarie e secondarie per un “vizio di forma”.

Secondo la Corte il governo avrebbe dovuto consultare le associazioni dei genitori prima di introdurre i corsi nel programma scolastico, mentre secondo il Consiglio non spetta ai genitori decidere il contenuto dei programmi, e lo stato deve difendere i valori superando gli interessi personali.

Jutarnji List sottolinea che la Corte ha esaminato il ricorso delle associazioni di genitori vicine alla Chiesta cattolica con insolita rapidità, e spiega l’accaduto con “l’ondata conservatrice” sostenuta dalla chiesa.

Le associazioni cattoliche chiedono un referendum per inserire nella Costituzione una definizione del matrimonio come unione tra un uomo e una donna, e hanno già raccolto 400mila firme.




Repubblica Ceca: “Zeman minaccia la libertà delle università”

Mon, 20 May 2013 13:13:11 +0100

Il presidente ceco Miloš Zeman è stato criticato da accademici, politici e giornalisti per aver bloccato la nomina a profgessore dello storico della letteratura Martin C. Putna da parte dell'università di Praga.

Il capo di stato si è detto contrario a promuovere l'autore di Omosessualità e cattolicesimo per le sue opinioni liberali e la sua partecipazione al Gay pride.

"Il ruolo del presidente nella nomina dei professori è puramente cerimoniale. La cerimonia della firma dei decreti è un retaggio dell'Impero austro-ungarico", commenta Lidové Noviny, secondo cui Zeman ha oltrepassato le sue competenze.




Spagna: “Gli insegnanti della scuola pubblica scendono in piazza contro la riforma dell’istruzione”

Fri, 10 May 2013 11:01:41 +0100

Il 9 maggio gli insegnanti della scuola pubblica hanno scioperato contro le riforme proposte dal ministro dell’istruzione José Ignacio Wert. La presentazione delle riforme, prevista in occasione dell’incontro settimanale del gabinetto di venerdì, è stata rinviata.

Secondo gli organizzatori hanno partecipato alla protesta il 72 per cento degli insegnanti e il 90 per cento degli studenti, mentre il governo parla di una partecipazione non superiore al 20 per cento.

Nel suo editoriale, El Pais sottolinea che “non c’è stato un consenso” e che “una riforma rifiutata così nettamente non dovrebbe essere imposta”. Le riforme prevedono tagli alla spesa per circa 6,7 miliardi di euro.




Ungheria: “La sfiducia scende in strada”

Tue, 12 Feb 2013 10:19:03 +0100

L’11 febbraio il rientro universitario è stato segnato dalle manifestazioni degli studenti che hanno occupato diverse facoltà per protestare contro il progetto del governo di emendare la Costituzione e obbligare chi ha usufruito di una borsa di studio a restare in Ungheria dopo gli studi (o rimborsare lo stato). Lo stesso giorno diverse migliaia di persone hanno manifestato davanti al parlamento di Budapest in occasione del rientro parlamentare, chiedendo la revisione del codice del lavoro che impone ai disoccupati e agli inattivi lavori di interesse generale in condizioni spesso durissime e degradanti.




Regno Unito: Londra elimina l’Ue dai programmi di geografia

Fri, 08 Feb 2013 14:13:55 +0100

“L’Ue è stata cancellata dal programma di studi nazionale nel timore che le lezioni siano squilibrate a favore dell’integrazione europea”, titola il Daily Telegraph dopo la notizia che dal programma di geografia del Regno Unito sono spariti i riferimenti all’unione politica ed economica. Il documento sostituisce il curriculum introdotto dall’ultimo governo laburista, in cui era previsto che gli studenti della scuola primaria e secondaria dovessero studiare l’Unione europea. Secondo il quotidiano i funzionari di Whitehall sono convinti che essendo un blocco politico ed economico l’Unione non dev’essere citata durante le lezioni di geografia. 

I nuovi programmi di storia ed educazione civica fanno riferimento alla relazione del Regno Unito con l’Europa, ma non citano l’Ue. La notizia allieterà di sicuro gli euroscettici conservatori, poche settimane dopo che David Cameron ha promesso un referendum “dentro o fuori” sull’Europa se i Tory vinceranno le prossime elezioni generali.




Scuola: L’Europa perde terreno rispetto all’Asia

Wed, 12 Dec 2012 14:23:55 +0100

Ormai da anni le prestazioni delle scuole asiatiche sono migliori di quelle europee. Il divario continua a crescere, come rivelano le inchieste Pirls e Timss 2011 pubblicate l'11 dicembre dall'Associazione internazionale per la valutazione del successo scolastico (Iea). La Timss valuta il livello delle conoscenze matematiche di 600mila studenti di otto anni in 63 paesi e il Pirls le competenze nella lettura di 300mila bambini di 9-10 anni in 49 paesi. Nella classifica Pirls dominano gli studenti di Singapore, Corea del sud e Hong Kong. Nella classifica Timss, Hong Kong, Russia e Finlandia occupano i primi tre posti. In molti paesi la stampa ha espresso delusione per i risultati ottenuti.

La prestazione degli studenti spagnoli è deludente – al di sotto della media dell'Ue. Secondo La Vanguardia l'istruzione spagnola "ristagna nella sua mediocrità". Per il quotidiano catalano "la cosa più inquietante […] è la stagnazione o addirittura il deterioramento delle competenze dei nostri studenti".

Nrc Handelsblad osserva che

L'arretramento nel campo della lingua e della matematica degli studenti olandesi si è stabilizzata in quattro anni. Ma i Paesi Bassi sono scesi in classifica perché le prestazioni degli studenti degli altri paesi sono migliorate. L'inchiesta ha anche mostrato che il nostro è il paese che riesce meglio ad aiutare gli studenti con difficoltà di apprendimento a ottenere un livello sufficiente. L'altra faccia della medaglia è che i Paesi Bassi nonno ha studenti con prestazioni eccellenti.

La Tageszeitung osserva invece che il sistema scolastico tedesco "non brilla per equità". Secondo il quotidiano di sinistra

i ragazzi provenienti da famiglie più povere hanno meno possibilità di andare al liceo rispetto ai figli di genitori che hanno studiato. […] Gli ostacoli per i bambini che vengono da ambienti 'lontani dall'istruzione' sono cresciuti negli ultimi anni. I loro risultati devono superare quelli dei loro compagni provenienti dall'alta borghesia per convincere i professori che meritano di andare al liceo.




Istruzione: L’Erasmus è in bancarotta

Thu, 04 Oct 2012 13:03:37 +0100

“L’Ue ha finito i soldi per le borse di studio Erasmus”, scrive La Vanguardia. Secondo il quotidiano di Barcelona Bruxelles ha chiesto un contributo agli stati per salvare il famoso programma di interscambio studentesco, insieme ad altri progetti e programmi di ricerca i cui rimborsi sono previsti per gli ultimi mesi dell’anno. La Vanguardia sottolinea che Bruxelles

ha difeso la causa simbolica dell’Erasmus nella sua battaglia con le capitali Ue e gli europarlamentari, evidenziando i problemi derivati dai tagli passati e futuri specialmente nei paesi in crisi come la Spagna, le cui università sono in cima alla lista per l’accoglienza di studenti da altri paesi Ue e per le borse di studio assegnate.

Citato da EUbusiness.com, il capo della commissione bilancio del Parlamento europeo Alain Lamassoure ha avvertito che

l’European Social Fund è in bancarotta e non è in grado di rimborsare gli stati. La prossima settimana toccherà al programma studentesco Erasmus, e alla fine del mese sarà il turno del Research and Innovation Fund.

Secondo Lamassoure il deficit ammonta a 10 miliardi, e dunque nelle prossime settimane è probabile che il commissario al bilancio Janusz Lewandowski chiederà agli stati Ue di versare “diversi miliardi di euro” per appianare il buco, riferisce Dziennik Gazeta Prawna.

Nonostante la Commissione europea non abbia confermato i dati forniti da Lamassoure, La Vanguardia annuncia che il 23 ottobre verrà approvata una “sostanziale” modifica del budget per evitare la “cessazione dei pagamenti”. Nel frattempo la Commissione ha già versato 420 milioni di euro per pagare i conti più urgenti. Secondo Dziennik Gazeta Prawna è altamente improbabile che gli stati assegnino fondi extra, perché i problemi sono dovuti al rigore adottato dai contribuenti netti al budget Ue, che per quest’anno ammontano a 4 miliardi di euro.




Romania: Ricominciare dall’ortografia

Mon, 12 Sep 2011 12:16:00 +0100

"Oggi la Romania manda a scuola una nuova generazione di astronauti, piloti e tutti gli altri mestieri che i bambini di 6-7 anni sognano di fare un giorno", scrive l'editoriale di Jurnalul Naţional. "Ma al di là dei 3 milioni di alunni che entrano a far partee del sistema scolastico, il ministero dell'istruzione fa un passo avanti mettendo fine alle menzogne". E così quest'anno "la scuola media durerà un anno in più e il liceo durerà tre anni anziché quattro", spiega il quotidiano. "I cambiamenti dimostrano che lo stato ha imparato la lezione del disastro della maturità 2011 [quando più della metà degli studenti furono bocciati]: controllo delle presenze degli allievi e degli insegnanti; obbligo di cantare l'inno nazionale; introduzione di corsi di ortografia per migliorare la comprensione", perché "tutti i test dimostrano che l'alunno romeno legge, ma non capisce."




Università: Oxford addio

Tue, 30 Aug 2011 16:53:41 +0100

De Volkskrant, Amsterdam – Iscrizioni più semplici, rette meno costose e corsi di laurea in inglese: tra i giovani britannici studiare all'estero è sempre più di moda. E i Paesi Bassi sono in cima alle preferenze. Leggi il resto.



Belgio: I nordafricani fuggono dalle scuole

Tue, 30 Aug 2011 12:10:15 +0100

"I figli degli immigrati delle classe media fuggono in massa dalle scuole miste", scrive De Morgen. Secondo il quotidiano di Bruxelles "i marocchini non vogliono essere nella stessa classe degli europei dell'est". Paul Mahieu, professore dell'università di Anversa e studioso della segregazione nelle scuole primarie, è convinto che il sistema educativo sia alle prese con una "fuga nera" comparabile alla "fuga bianca", ovvero la decisione dei genitori autoctoni di ritirare i figli dalle scuole frequentate da un gran numero di alunni di origine straniera. "Il meccanismo della fuga" si innesca quando gli alunni stranieri superano il 30 per cento e quelli dei genitori alloctoni il 50 per cento, precisa Paul Mahieu. Secondo il ricercatore si tratta di un problema di natura psicologica, poiché "i genitori sono convinti che l'insegnamento sia migliore nelle scuola con un numero maggiore di allievi autoctoni". Mahieu è inoltre convinto che la fuga continuerà, e potrebbe aggravare i problemi già esistenti. "La diversità" nelle scuole non è necessariamente sinonimo di problematiche, sottolinea De Morgen. "A meno che non rinneghiamo l'idea che l'insegnamento è un motore per la mobilità sociale, le scuole miste dal punto di vista socio-economico saranno sempre necessarie".




Romania: La generazione Google affonda alla maturità

Mon, 04 Jul 2011 11:37:32 +0100

"Il valore reale della generazione 'Google': un disastro alla maturità", titola Evenimentul Zilei. Più di centomila studenti, la metà di quelli che si sono presentati all'esame finale della scuola superiore, sono stati bocciati. È il peggior risultato dalla rivoluzione di 21 anni fa. "Di chi è la colpa?", si domanda il quotidiano, puntando il dito contro il ministero dell'istruzione, i professori e gli studenti. I genitori degli alunni bocciati hanno protestato per le prove ritenute troppo difficili e denunciato lo "stile poliziesco" usato durante gli esami, con videocamere installate in tutte le aule d'esame. "Il livello degli studenti è sceso drammaticamente negli ultimi cinque anni", dicono i professori. Secondo gli insegnanti la colpa è del cambiamento di valori e del fatto che le nuove generazioni ignorano l'essenza delle cose importanti, come il piacere dell'imparare. Gli ispettori [scolastici] sottolineano che i risultati riflettono il livello di preparazione degli studenti.




Spazio Schengen: La strategia del riccio

Fri, 13 May 2011 15:39:39 +0100

Die Presse, Vienna – Con la reintroduzione dei controlli alle frontiere, decisa il 12 maggio dai ministri dell'interno europei per alcune circostanze speciali, l'Ue manifesta una preoccupante tendenza a chiudersi in se stessa. Se i Ventisette non invertiranno la rotta, l'Europa unita è destinata a sparire. Leggi il resto.



Paesi Bassi: Lo scandalo dei diplomifici

Fri, 29 Apr 2011 11:37:31 +0100

"Dubbi sul valore del diploma hbo", titola De Volkskrant dopo la notizia che la hbo [alta scuola di studi superiori] Inholland ha rilasciato diplomi a studenti privi dei requisiti necessari. In un rapporto pubblicato il 28 aprile l'ispettorato dell'insegnamento ha rivelato che quattro dei cinque corsi della Inholland controllati (tra i quali comunicazione e ingegneria meccanica) hanno mostrato grosse lacune. I corsi propongo "percorsi di studio alternativi" che permettono agli studenti di ottenere i crediti di studio europeo (Ects) con il lavoro a casa anziché attraverso i classici esami. Secondo il quotidiano anche "il livello di 4 corsi di altre hbo è allarmante". Il segretario di stato all'istruzione Halbe Zijlstra ha annunciato che le hbo e le università saranno sottoposte a controlli più severi e che le istituzioni in questione pagheranno un'ammenda.




Polonia: Un netbook per ogni studente

Mon, 28 Mar 2011 12:37:01 +0100

"Chi vuole un computer portatile?", chiede Gazeta Wyborcza riferendosi al progetto del governo di assegnare un netbook a tutti gli alunni del primo anno della scuola primaria (a settembre il sistema scolastico dovrebbe accogliere 350mila nuovi studenti). Il progetto, nato per garantire "pari opportunità formative ai bambini delle zone rurali e per prevenirne l'emarginazione digitale", dovrebbe costare circa 250 milioni di euro. Un piano simile era stato annunciato nel 2008 dal primo ministro Donald Tusk, che aveva promesso un pc per ogni studente di scuola superiore, ma era stato abbandonato a causa della crisi economica. Gazeta Wyborcza si domanda se la nuova iniziativa andrà incontro allo stesso destino, ma sottolinea che stavolta una grossa fetta dei fondi sarà versata dai gestori di telefonia mobile, che entro il 2020 dovranno pagare allo stato circa 900 milioni di euro per la licenza relativa alla rete 3G. Le stime del ministero delle infrastrutture polacco mostrano comunque che circa il 90 per cento delle famiglie con bambini in età scolastica possiede in casa almeno un computer. "Quindi forse il problema principale non è la mancanza di computer, ma l'accesso a internet", conclude il quotidiano.




Slovacchia: Il paradiso dei dottorandi

Fri, 25 Mar 2011 11:32:18 +0100

Un numero sempre maggiore di studenti stranieri "viene in Slovacchia per ottenere un dottorato", riferisce Sme. Il quotidiano di Bratislava precisa che circa il 10 per cento dei dottorandi del paese sono stranieri, con specializzazioni diverse a seconda della nazionalità: i tedeschi, i più numerosi, studiano management, i cechi diritto, gli austriaci economia e i polacchi teologia. La maggior parte dei dottorandi prepara la tesi a distanza, pagando tra i tremila e i cinquemila euro per un corso annuale. Per le università slovacche si tratta di un'ottima fonte di reddito, e il paese sta diventando meta di una sorta di "turismo accademico", commenta Sme. Il quotidiano critica la facilità con cui è possibile ottenere un diploma universitario di terzo livello in Slovacchia, dove esiste la possibilità di comprare gli esami.




Repubblica Ceca: La sfida con l'Asia inizia a scuola

Tue, 01 Mar 2011 11:16:52 +0100

Il consiglio economico del governo ceco ha presentato "il nuovo piano: le scuole insegneranno ai bambini come vincere contro la Cina", annuncia Mf Dnes. Il nuovo sistema formativo dovrà preparare le nuove generazioni a essere più competitive dei loro coetanei cinesi o coreani, scrive il quotidiano praghese. Il nuovo piano si concentrerà su una conoscenza migliore di una sola lingua straniera, l'inglese, delle tecnologie dell'informazione, della matematica e della basi della finanza. "Il governo si prepara a cambiare il sistema formativo più rapidamente possibile", sottolinea Mf Dnes. "La prima generazione di bambini che dovrà vivere in un contesto di competizione globale sta iniziando la scuola in questo momento", ha dichiarato un economista citato dal giornale, sottolineando che in Asia l'educazione è già "una priorità assoluta".




Paesi Bassi: La scuola multietnica non è più una priorità

Mon, 07 Feb 2011 11:24:48 +0100

"Il governo accetta le scuole nere", ovvero gli istituti in cui la maggioranza degli allievi proviene da famiglie di immigrati, titola De Volkskrant. In un'intervista rilasciata al quotidiano il ministro dell'educazione Marja van Bijsterveldt spiega che il governo non concede più la priorità alla lotta contro la segregazione scolastica. Attualmente in alcune città i genitori devono iscrivere i propri figli nelle scuole del loro quartiere, e questo favorisce la mescolanza etnica negli istituti. Il ministro cristiano-democratico assicura che il criterio principale in futuro dovrà essere "la qualità dell'insegnamento. Che sia bianco o nero non ha più importanza". Volkskrant nota che la posizione di van Bijsterveldt segna un "cambiamento significativo" nella politica multiculturale olandese.




Finlandia: Il primato nell’istruzione vacilla

Wed, 08 Dec 2010 11:22:59 +0100

"Un giovane su dieci legge troppo male", riferisce Aamulehti. All'indomani della pubblicazione dello studio Pisa sulle prestazioni scolastiche dei ragazzi di quindici anni nei paesi Ocse, la FInlandia è ancora considerata come il punto di riferimento europeo nel settore. Tuttavia il quotidiano evidenzia i punti deboli del sistema finlandese. "Il dieci per cento degli alunni male alfabetizzati ha difficoltà a trovare un lavoro", constata Aamulehti, precisando che i risultati del paese sono in calo rispetto all'ultima graduatoria, nel 2000, che verteva su lettura e la scrittura . "Il successo della Finlandia nella graduatoria Pisa dipende dalle ragazze, di cui una su cinque è eccellente in lettura e scrittura, contro appena un ragazzo su dieci", aggiunge Aamulehti.




Italia: La rivolta dell’università

Wed, 01 Dec 2010 12:30:31 +0100

"Sì alla riforma, università in rivolra", titola La Repubblica dopo che la camera ha approvato il decreto Gelmini che introduce nuove regole per le assunzioni del personale, tra cui i contratti a termine per i ricercatori, in nome dello svecchiamento e della meritocrazia. Il 30 novembre migliaia di studenti hanno manifestato contro la riforma nella maggior parte delle città universitarie italiane, bloccando strade e ferrovie. Alla protesta hanno partecipato anche gli studenti Erasmus in tutta Europa. L'opposizione sostiene che la misura distruggerà istruzione e ricerca. Non è d'accordo Irene Tinagli de La Stampa, secondo cui "non è tanto la riforma che arrecherà danno all’Università, ma [...] la carenza di fondi, che nonostante la riduzione dei tagli resta un problema, e [...] l’evidente strumentalizzazione politica attorno a questo provvedimento".




Istruzione: Università per tutti, ma chi paga?

Mon, 15 Nov 2010 14:07:18 +0100

Dagens Nyheter, Stoccolma – La manifestazione degli studenti a Londra ha riportato in primo piano la questione del finanziamento dell'istruzione superiore: sia il sistema pubblico che quello di mercato hanno difetti insanabili. Serve un compromesso che garantisca qualità e accessibilità. Leggi il resto.



Gran Bretagna: La rabbia degli studenti

Thu, 11 Nov 2010 11:02:27 +0100

"Questo è solo l'inizio", titola il Guardian dopo che il 10 novembre più di 50mila studenti hanno manifestato nella capitale britannica per protestare contro l'aumento delle tasse scolastiche (che potranno superare i diecimila euro) e contro il taglio del 40 per cento del bilancio per l'insegnamento universitario. La protesta, "di gran lunga la più grande e drammatica in risposta alle misure di austerity del governo", è sfuggita al controllo quando un gruppo di manifestanti è piombato sul quartier generale del Partito Conservatore. "I contestatori hanno distrutto le vetrine e sventolato bandiere anarchiche dal tetto dell'edificio, mentre attivisti mascherati si scontravano con i poliziotti urlando 'Feccia Tory'" – un'espressione che ricorda le violente proteste contro il governo Thatcher. Dalle pagine del quotidiano londinese un professore universitario sottolinea che "la protesta – nella sua dimensione pacifica ma anche in quella violenta – è segno che per la prima volta da anni il paese non ha paura di reagire e lottare".




Belgio: L’università prende le distanze dalla chiesa

Thu, 07 Oct 2010 11:38:40 +0100

"Cambio di rotta per l'Ucl", titola De Standaard. Secondo il quotidiano l'Università cattolica di Louvain (Ucl), una delle più antiche d'Europa, intende eliminare la menzione religiosa nella sua denominazione. Per il direttorio dell'Ucl l'obiettivo è preservare il nome dell'istituto dopo i numerosi scandali di pedofilia che hanno colpito la chiesa cattolica, oltre che di rimarcare la distanza con il Vaticano dopo le critiche della Santa sede all'ultimo premio nobel per la medicina. "Il messaggio cattolico non ha più spazio all'interno dell'Università", afferma il presidente dell'istituto Mark Waer, aggiungendo che "un quinto degli studenti sono stranieri": devono sapere che "il Vaticano non influenza le nostre decisioni" e che l'Ucl ambisce ad avere un ruolo importante nel campo della genetica.




Gran Bretagna: Le lingue perdono fascino

Wed, 25 Aug 2010 10:54:21 +0100

"Non. Nein. No – la crisi linguistica nelle scuole britanniche", titola l'Independent. Per la prima volta in assoluto, rivela il quotidiano londinese, "il francese è uscito dalle 10 materie più popolari al Gcse" (General Certificate of Second Education, solitamente conseguito all'età di 16 anni). Solo uno giovane su quattro sceglie il francese, e le cifre sono crollate dai 341.604 scolari nel 2002 ai 177.618 attuali. Nello stesso periodo gli studenti di tedesco si sono quasi dimezzati, passando da 130.976 a 70.619. "Il declino nelle lingue è cominciato all'inizio del decennio ed è proseguito a causa della decisione del governo di introdurre la scelta delle materie per gli studenti tra i 14 e i sedici anni di età", sottolinea l'Independent. L'unica nota positiva è l'interesse crescente verso la lingua spagnola, che sta scalzando il tedesco dal secondo posto (dietro al francese) nella classifica delle lingue più popolari a scuola.




Germania: Il federalismo fa male alla scuola

Mon, 05 Jul 2010 11:13:22 +0100

"Fermate il caos scolastico!". Lo Spiegel lancia una campagna per promuovere l'unificazione del sistema scolastico tedesco. Secondo il settimanale di Amburgo, la Repubblica federale, che ha un sistema educativo diverso per ognuno dei sedici Länder, è paralizzata dai particolarismi in materia di istruzione, che mettono a rischio le sue risorse più importanti: lo spirito e l'esperienza. Il risultato è che tra la scuola secondaria bavarese e quella berlinese – la prima tradizionalmente di buon livello, mentre la seconda solo quindicesima nella graduatoria federale – c'è una grande differenza in termini di formazione degli insegnanti e di qualità, contenuti e durata della didattica. Di conseguenza molti genitori che vivono in un Land con scuole poco affidabili decidono di mandare a studiare i propri figli in un'altra regione o si rassegnano a pagare la retta di un istituto privato.




Germania-Austria-Svizzera: La guerra dei professori

Thu, 24 Jun 2010 10:28:18 +0100

Tra Germania, Svizzera e Austria è scoppiata "la battaglia dei professori", titola Die Presse, preoccupata dalla diminuzione del numero di insegnanti nei tre paesi. Da qui al 2025, infatti, circa la metà dei professori andrà in pensione, "e il ricambio non è affatto assicurato". Le cause vanno ricercate nei bassi salari, che spingono i giovani insegnanti a puntare sul settore privato. Berlino, Berna e Vienna si fanno la guerra per attrarre i giovani laureati dei paesi vicini. Secondo il quotidiano viennese a farne le spese è l'Austria, dove i salari di partenza sono i più bassi in assoluto.




Ue-America latina: Un Erasmus transatlantico?

Wed, 02 Jun 2010 12:20:36 +0100

Lo Spazio europeo dell'istruzione superiore raggiungerà il nuovo mondo? El País fa il punto sulle iniziative in atto dal 2005 per estendere la mobilità di studenti e professori – obiettivo del processo di Bologna – all'America latina. "Il processo è stato lento e difficile", commenta il quotidiano. Come spiega un ex ministro dell'istruzione cileno, la nozione di uno spazio comune è stata finora inconcepibile per l'eterogeneo e autonomo sistema universitario del continente. Il progetto sta però ricevendo un nuovo impulso dal secondo incontro dei rettori organizzato da Universia (finanziato dalla banca Santander) a Guadalajara, in Messico. L'obiettivo è creare un programma Erasmus tra Europa e America latina, che comporti la parità e la convergenza dell'istruzione nei due continenti.




Università: L’Estonia ossessionata dalle spie

Thu, 06 May 2010 14:02:13 +0100

"Il mese scorso a Tartu una conferenza di etnologi ed esperti del folklore è stata improvvisamente interrotta da due ufficiali di polizia", scrive Eesti Päevaleht. Le forze dell'ordine erano "interessate" a un folklorista di origine indiana, arrivato in città per un dottorato. Le autorità estoni cercano di impedire l'accesso ai giovani studiosi e ricercatori stranieri, temendo "uno spionaggio industriale e di ricerca". Gli studenti più temuti sono quelli provenienti da Cina, Russia e India, sempre più numerosi e particolarmente attenti al campo delle biotecnologie, della ricerca militare e delle innovazioni tecniche. Il ministero della pubblica istruzione cerca di controllare l'accesso degli studenti stranieri ai settori più importanti della ricerca estone. I servizi di sicurezza sono impiegati in numero massiccio per analizzare le candidature degli studenti. "Il vero problema però è un altro", sottolinea Rein Raud, rettore dell'UIniversità di Tallin: "Lo sviluppo della ricerca in Estonia è ostacolato soprattutto dagli scenziati che hanno lavorato nelle università del paese, hanno fatto delle scoperte e poi sono andati all'estero a raccogliere i frutti".




Università: Via libera alle quote per stranieri

Wed, 14 Apr 2010 13:51:44 +0100

“La Corte di giustizia dell'Unione europea conferma le quote per gli stranieri nelle università”, titola Der Standard. È la risposta a una domanda della corte costituzionale belga, avanzata dagli studenti europei contrari al decreto che fissa al 30 per cento la quota massima di studenti stranieri ammessi nelle facoltà del regno. Secondo Le Soir, la Corte ha stabilito che il Belgio ha facoltà di porre dei limiti al diritto all'accesso all'insegnamento superiore, al principio di non-discriminazione e di libera circolazione se dimostra che l'eccesso di studenti stranieri minaccia la qualità dell'insegnamento universitario. Der Standard accoglie con soddisfazione la decisione della Corte: il quotidiano viennese ricorda infatti che le facoltà di medicina austriache sono prese d'assalto ogni anno dagli studenti tedeschi – come avviene in Belgio con gli studenti francesi – che non hanno superato i test di ammissione nel loro paese.




Università: La crisi si abbatte sugli atenei

Tue, 30 Mar 2010 15:55:37 +0100

Adevărul, Bucarest – In Europa il settore dell'istruzione è tra i più colpiti dai tagli di personale e investimenti. In molti paesi le università sono sull'orlo del fallimento. E gli atenei più prestigiosi potrebbero ben presto scomparire dalle classifiche internazionali.  Leggi il resto.



Repubblica Ceca: Due mele, tre arance e un mutuo

Thu, 21 Jan 2010 13:31:21 +0100

Immaginate di avere una famiglia e un reddito di mille euro al mese: così comincia un nuovo manuale ceco destinato agli studenti della scuola elementare. Gli studenti impareranno a gestire il proprio denaro e a non indebitarsi. "La crisi economica introduce una nuova materia a scuola", riporta Lidové Noviny. "Le trappole dell'indebitamento esistono fin dalla più tenera età", spiega al quotidiano la direttrice della Banca nazionale ceca Eva Zamrazilová, che organizza i seminari per gli insegnanti del corso di educazione economica e finanziaria. Secondo la ministra dell'istruzione Miroslava Kopicová, la crisi economica ha sottolineato l'importanza di questa materia nelle scuole, perché in Repubblica Ceca la più indebitata è la fascia dei 20-35 anni. Le scuole elementari e secondarie potranno finanziare questo corso con le sovvenzioni dell'Unione europea, osserva il quotidiano di Praga.




Francia: Sarkozy lancia la sfida a Harvard

Tue, 15 Dec 2009 13:28:33 +0100

Il 14 dicembre Nicolas Sarkozy ha annunciato la creazione di dieci poli universitari d'eccellenza, finanziati dallo stato per circa 10 milioni di euro su un totale di 35 miliardi. "University of Sarkozy", titola Libération, secondo cui il presidente francese vuole degli atenei in grado di rivaleggiare con Harvard o Berkeley. Il quotidiano appoggia la scelta di affiancare l'investimento statale a quello privato per finanziare questi poli, "fonte di innovazione ed impiego", ma obietta che copiare modelli basati sulla concentrazione geografica come quello della Silicon Valley rischia di non funzionare in Francia. "Nessuno di questi siti è stato costruito su progetto dello stato", spiega Libé. Un'altra lamentela riguarda "il carattere troppo scientifico, economico, per così dire utilitarista" del progetto. Il giornale avrebbe voluto un impegno simile anche per le facoltà di scienze sociali, psicologia, letteratura e storia.




Repubblica Ceca: L'esclusione dei rom comincia a scuola

Tue, 08 Dec 2009 16:03:51 +0100

Respekt, Praga – Un terzo dei bambini rom cechi finisce in scuole per disabili mentali. Un'assurdità che finisce per ritorcersi contro lo stato, che deve subirne i costi sociali ed economici. Leggi il resto.



Università: Riforme alla bolognese

Thu, 26 Nov 2009 16:21:56 +0100

Presseurop, – La riforma europea dei corsi di laurea scuote sistematicamente gli atenei. Da qualche settimana, inoltre, gli studenti tedeschi protestano per esami troppo difficili e condizioni di studio inaccettabili. E il dibattito sulla pertinenza del “processo di Bologna” divampa sui giornali tedeschi. Leggi il resto.



Gran Bretagna: Buona istruzione, un diritto regale

Wed, 18 Nov 2009 11:45:33 +0100

Che cosa significa “una buona istruzione”? Essere esperti di scienza? Riuscire a trovare un posto di lavoro? Essere beneducati come la Regina d'Inghilterra? Le opinioni in proposito assai varie, ma secondo il Daily Telegraph il governo britannico ha deciso in ogni caso di considerarlo un diritto. Nel suo prossimo discorso al Parlamento, Elisabetta II svelerà il piano per creare una serie di “garanzie” per gli alunni e i genitori. Tra queste ci saranno “un’alimentazione sana, uno stile di vita attivo, benessere psichico”. I genitori – prosegue il quotidiano londinese – “potranno rivolgersi direttamente al difensore civico locale in caso di mancato rispetto di tali garanzie da parte delle scuole e delle amministrazioni. In caso di necessità, la loro ‘ultima risorsa’ potrà essere quella di far causa alle scuole”. L’associazione britannica dei presidi delle scuole e dei college (Ascl) ha aspramente criticato il piano. “I presidi scolastici temono che queste ‘garanzie’ possano trasformarsi per i genitori più litigiosi in altrettanti motivi di lamentela”.




Università: A scuola di autonomia

Fri, 13 Nov 2009 15:16:39 +0100

Cafébabel.com, Parigi – Oltre ai cortei di protesta, le riforme dell'università francese hanno dato origine anche a un nuovo modello di educazione superiore. Le università autogestite mirano ad abolire le gerarchie e ribadire che l'istruzione è un fine e non un mezzo. Leggi il resto.



Austria: Un miliardo per gli studenti

Fri, 06 Nov 2009 13:46:42 +0100

Il movimento è arrivato alla sua terza settimana di vita. Il 6 novembre gli studenti austriaci sono nuovamente scesi in strada per protestare contro le pessime condizioni del sistema e la riforma dovuta al processo di Bologna. Ma le autorità sono hanno cominciato la “caccia al miliardo per le università”, titola Die Presse con un fotomontaggio dei principali interessati, nel quale compaiono il rettore dell’università, il cancelliere Werner Faymann e i ministri della ricerca, delle finanze e dell’economia. Il budget delle università – spiega Die Presse – era stato l’unico ad aumentare nel 2009 e il cancelliere socialdemocratico ha promesso più fondi, ma per il 2020. Se il conflitto si protrarrà, avverte il quotidiano, le simpatie dell’opinione pubblica per il movimento studentesco potrebbero trasformarsi in un movimento sociale.




Università: Università gratuita, un'utopia?

Fri, 30 Oct 2009 15:38:25 +0100

Der Standard, Vienna – A metà ottobre gli studenti hanno occupato l'Università di Vienna per rivendicare l'istruzione gratuita per tutti. Ma la questione del finanziamento dell'insegnamento superiore non dovrebbe essere un tabù, scrive l'economista Andreas Schibany sullo Standard. Leggi il resto.



Minoranze: Chi sono gli ebrei?

Wed, 28 Oct 2009 14:04:59 +0100

La Corte Suprema della Gran Bretagna è chiamata a decidere su “chi può essere senza dubbi considerato un ebreo”, riporta il Guardian. Il caso si riferisce a una disputa sui criteri di ammissione della Jew's Free School di Kenton, a Londra. La scuola non ha accettato un bambino perché la madre non ha origini ebraiche. La legge sull'uguaglianza britannica considera gli ebrei una minoranza non solo religiosa, ma anche etnica, e una precedente sentenza della corte aveva già giudicato l'applicazione del criterio matrilineare da parte della Jfs come un'inaccettabile discriminazione razziale. La Corte dovrà anche stabilire se le “leggi pensate per proteggere le minoranze” possano essere usate per condannare i costumi ebraici. Il Guardian si chiede se non “sarebbe meglio separare le ammissioni scolastiche dalle questioni di fede e così liberare la legge dalla religione”.




Danimarca: Højskole, a scuola di libertà

Fri, 16 Oct 2009 10:30:27 +0100

Cafébabel.com, Parigi – Nelle Højskoles danesi non ci sono esami né ritmi fissi e si fa un uso libero del tempo. Cafebabel applaude questo modello che permette agli studenti di esprimere la propria creatività. Leggi il resto.