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VoxEeurop | Informazione e nuove tecnologie



Le voci del continente



 



Libertà di stampa: L’Europa non è così sicura per i giornalisti

Tue, 24 Oct 2017 10:03:15 +0100

Il brutale omicidio della reporter maltese Daphne Caruana Galizia nell’esplosione in stile mafioso della sua auto il 16 ottobre è stato il primo di questo genere a Malta e il primo dopo molto tempo in Europa occidentale.

53 anni e tre figli, era tra i giornalisti più in vista dell’arcipelago, in particolare per la sua lotta per la trasparenza e contro la corruzione che attanaglia la politica e la società maltese. Si era fatta numerosi nemici all’interno della classe dirigente maltese, a causa delle sue indagini e delle sue rivelazioni, pubblicate sia sui giornali per i quali scriveva sia sul suo blog, uno dei più seguiti del paese. Aveva ricevuto molte minacce e di recente aveva sporto denuncia per questo motivo.

Il suo assassinio ricorda che anche se nell’Unione europea i giornalisti lavorano in condizioni globalmente buone, la libertà di stampa non deve essere data per scontato.

(image)

Dei quotidiani maltesi con la stessa prima pagina – "La penna vince la paura" – in segno di protesta dopo l'assassinio della giornalista Daphne Caruana Galizia

La maggior parte dei delitti contro i giornalisti finiscono impuniti. Secondo il Committee to Protect Journalists (Cpj), sugli 805 casi di giornalisti assassinati dal 1992 nel mondo, 695 non sono ancora stati risolti. L’impunità rappresenta una tendenza preoccupante anche a livello europeo, dove si registrano casi di omicidi di giornalisti non risolti dalla Croazia alla Spagna alla Polonia.

La mappa qui sotto mostra il numero di giornalisti uccisi nell’esercizio della loro professione in Europa dal 1992 per ogni paese. I dati sono forniti dal Committee to Protect Journalists, dalla Fédération Internationale des Journalistes e dall’International Press Institute e sono stati aggiornati il 23 ottobre 2017. Queste cifre non tengono conto dei giornalisti dell’Unione europea deceduti fuori dall’Europa, ad esempio nelle zone di guerra.

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Digital summit a Tallinn: L’Europa digitale unita è ancora lontana

Fri, 29 Sep 2017 08:27:46 +0100

Mentre i leader dell’Unione si riuniscono a Tallinn, in Estonia, per il Digital Summit, dove dovrebbero mettere in piedi la strategia per l’innovazione digitale che dovrebbe fare dell’Europa “il leader delle tecnologie dell’informazione e un leader globale del digitale in futuro”, abbiamo cercato di capire quanto digitali sono i cittadini europei.

Le mappe qui di seguito, basate sui dati raccolti da Eurostat, mostrano l’attività online degli europei in tre settori: l’utilizzo di internet in generale; le connessioni ai siti governativi e l’uso dei social network.

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Per quanto riguarda l’uso della rete, sottolinea Eurostat, “la proporzione della popolazione dell’Unione europea che usa regolarmente internet è cresciuta del 3 per cento nel 2016 rispetto al 2015. Quasi una persona su quattro (il 79 per cento) tra i 16 e i 74 anni ha usato internet almeno una volta a settimana.” I britannici, gli olandesi, i lussemburghesi e i danesi sono i più attivi.

Per quanto riguarda l’e-government, il rapporto con la pubblica amministrazione online, “meno della metà delle persone tra i 16 e i 74 anni nell’Ue ha usato internet per interagire con il governo nei dodici mesi precedenti l’inchiesta. Particolarmente attivi sono olandesi e scandinavi, mentre italiani, bulgari e romeni sono fanalini di coda.”

“Poco più della metà (il 52 per cento) delle persone tra i 16 e i 74 anni hanno invece interagito sui social network nell’Ue nel 2016. Il loro tasso, osserva Eurostat, “è più elevato nelle regioni delle capitali e nei paesi d’Europa del nord e occidentale. Fa eccezione la Francia, dove ampie regioni hanno tassi di utilizzo piuttosto bassi.”







Diritto all’informazione: Gli informatori, sentinelle fragili della democrazia

Mon, 19 Jun 2017 11:54:30 +0100

, – Mettono a repentaglio la loro vita privata e professionale per denunciare le malversazioni e le irregolarità di cui vengono a conoscenza nel loro lavoro, eppure i whistleblower non godono della protezione che spetterebbe loro. Ma qualcosa in Europa si sta muovendo. Leggi il resto.



Elezioni e hackeraggio: Qualche lezione per la Germania dall’attacco contro Macron

Wed, 17 May 2017 20:43:35 +0100

euobserver.com, Bruxelles – Il modo in cui la squadra di Emmanuel Macron si è difesa contro un tentativo di hackeraggio a pochi giorni dalle presidenziali può aiutare altri partiti in Europa a gestire casi simili, e in particolare in vista delle politiche di settembre in Germania. Leggi il resto.



Il Cremlino e le presidenziali in Francia: Interferenze russe

Sat, 22 Apr 2017 13:21:37 +0100

euobserver.com, Bruxelles – Inondando i social network francesi di fake news e sostenendo la leader di estrema destra Marine Le Pen, il Cremlino fa campagna per i candidati più ostili all'Ue in vista del primo turno del 23 aprile, rivela un rapporto dello studio Bakamo. Leggi il resto.



Informazione, bufale e propaganda: Abbiamo davvero bisogno di una radiotelevisione pubblica europea?

Thu, 13 Apr 2017 17:10:11 +0100

, – Una sfera pubblica europea si può realizzare al meglio con la creazione di un servizio televisivo pubblico sovranazionale, come è stato recentemente proposto? Roman Léandre Schmidt e Carl Henrik Fredriksson sono scettici: invece di creare un servizio artificiale, l’Ue deve dare incentivi alle emittenti esistenti per permettergli di europeizzare le loro attività. Leggi il resto.






L’Ue e l’incitamento all'odio: Lancia in resta contro le tv russe

Tue, 14 Mar 2017 08:10:42 +0100

Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, Trento – Le derive propagandistiche, la diffusione di notizie false e l'incitamento alla violenza da parte di alcune reti televisive russe ha spinto diversi paesi dell'ex blocco comunista a sospenderne le trasmissioni, con il sostegno della Commissione europea. Leggi il resto.



Mezzi d'informazione, bufale e propaganda: È ora di lanciare una tv pubblica europea

Fri, 24 Feb 2017 08:19:42 +0100

Der Spiegel, Amburgo – Mentre la propaganda ottiene più attenzione sui social network delle notizie vere e la politica s’avvicina sempre più alla post-verità, l’Unione europea dovrebbe creare il suo canale di trasmissione televisiva per contrastare la diffusione di notizie false, per progettare insieme l’Europa e difendere la democrazia. Leggi il resto.



La stampa britannica e la Brexit: Un settimanale per gli affezionati all’Europa

Fri, 08 Jul 2016 15:41:57 +0100

, – In soli dieci giorni un gruppo di giornalisti affezionati all’Ue ha lanciato una rivista euro-entusiasta dedicata a quella quasi metà dei britannici che non ha votato per la Brexit. Leggi il resto.



La Bulgaria e i profughi: Dinko, il vergognoso “super-eroe” antimigranti

Sun, 20 Mar 2016 15:42:57 +0100

Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, Trento – bTV, tra le principali emittenti televisive del paese, esalta la figura di un uomo che dà la caccia ai migranti e auspica la loro morte. Leggi il resto.



Pugno di ferro di Ankara contro la stampa: Il buco nelle notizie

Mon, 07 Mar 2016 07:18:31 +0100

Jyllands-Posten, Aarhus – Cartoon. Leggi il resto.



Referendum nel Regno Unito: Il “Brexit”, una sfida anche per i mezzi d’informazione

Mon, 15 Feb 2016 16:46:47 +0100

, – Il 2016 sarà segnato dalle discussioni sul terremoto che provocherebbe l'uscita del Regno Unito dall’Unione dopo il referendum annunciato dal premier David Cameron. Un dibattito che non riguarda solo gli inglesi, ma tutti i cittadini europei, sostiene il direttore del consorzio radiofonico Euranet Plus. Leggi il resto.



Festival Dilema Veche 2015: Perché...

Tue, 18 Aug 2015 10:56:06 +0100

Dilema Veche, Bucarest – In occasione del Festival di Dilema Veche, che si svolge ad Alba Iulia, in Romania, dal 21 al 23 agosto, i giornalisti di VoxEurop e delle altre testate che partecipano hanno scritto per il settimanale un testo sul loro rapporto con la Romania, la loro esperienza con il paese e i motivi che li portano ad Alba Iulia. Leggi il resto.






Dopo l’attacco a Charlie Hebdo: “E’ tutto perdonato”

Wed, 14 Jan 2015 12:38:22 +0100

Una settimana dopo che un gruppo di jihadisti ha ucciso dieci membri della redazione, fra i quali cinque disegnatori, e altre sette persone, il settimanale satirico Charlie Hebdo è di nuovo in edicola. La copertina rappresenta Maometto che tiene un cartello di solidarietà “Io sono Charlie”. I superstiti della strage del 7 gennaio sono ospitati dal quotidiano Libération e usano materiale prestato dal gruppo Le Monde. Sono stampate cinque milioni di copie, contro le solite 60mila. Il giornale è anche stato tradotto in cinque lingue.

Nel suo editoriale, il giornale ringrazia i milioni di persone che si sono dichiarate “Charlie” nei giorni scorsi, aggiungendo che rifiuta l’insinuazione secondo la quale, provocando i musulmani, si è messo nei guai. E aggiunge che

in una settimana questo giornale ateo ha fatto più miracoli di tutti i santi e i profeti messi insieme. Quello del quale siamo più orgogliosi è che state tenendo in mano il giornale che abbiamo sempre fatto, insieme a quelli che lo hanno sempre fatto.

Nel frattempo, Al Qaeda nello Yemen ha rivendicato l’attacco del 7 gennaio.







Retata nei mezzi d’informazione turchi: “Giornata nera per la democrazia”

Mon, 15 Dec 2014 14:28:01 +0100

“31 persone in tutto — dirigenti dei mezzi d'informazione, direttori e produttori di serie televisive — sono state arrestate" il 14 dicembre dalla polizia turca in diverse località del paese, riferisce Zaman. Sono accusate di "aver formato, diretto o di far parte di un'organizzazione terrorista, di frode e di diffamazione", precisa il giornale, il cui caporedattore, Ekrem Dumanlı, fa parte delle persone arrestate, insieme a Hidayet Karaca, direttore del gruppo televisivo Samanyolu.

Zaman e Samanyolu “hanno criticato il governo per i casi di corruzione da quando due scandali sono stati resi pubblici, nel dicembre 2013". L'operazione di polizia è intervenuta alla vigilia dell'anniversario della vicenda, il 17 e 25 dicembre, e "poco dopo che il parlamento ha approvato una legge che consente ai PM di fermare le persone sulla sola base del ragionevole sospetto", specifica nella sua edizione in inglese Zaman, in tempo vicino al powers islamo-conservatore el presidentei Recep Tayyip Erdoğan e ora all'opposizione.

Per l'editorialista Yavuz Baydar,

gli avvenimenti di ieri non lasciano alcun dubbio sulla direzione autocratica che Erdoğan sta prendendo. Non ci sarà posto per la critica, il dissenso o la responsabilità. La retata è senza dubbio un duro colpo a quanto è rimasto come giornalismo libero e indipendente.

Nel video: l'arresto di Ekrem Dumanlı, il 14 dicembre negli uffici di Zaman.




Estonia: L’e-residenza per tutti

Fri, 05 Dec 2014 14:50:34 +0100

Il New York Times racconta come gli estoni, grazie alla loro carta d'identità a microchip possano accedere a circa 4mila servizi, dalla banca alla registrazione di un'azienda o alla licenza di pesca. I cittadini possono consultare le loro cartelle cliniche e ordinare le medicine prescritte sulle ricette via smartphone. Quasi tutti fanno la dichiarazione dei redditi online in pochi minuti e circa un terzo degli elettori vota ormai online. Da dicembre tutti i cittadini dell'Unione europea e dei paesi terzi possono domandare una carta di e-residente in Estonia, spiega Eesti Päevaleht, a condizione di "recarsi almeno una volta in Estonia per provare la propria identità presso un'istituzione nazionale". In seguito potranno accedere ai servizi attraverso il portale e-estonia.com. Il giornale inoltre precisa che la carta di e-residente è un documento simile a una carta di identità. Ma a differenza di quest'ultima, che i cittadini estoni e i residenti permanenti in questo paese portano in tasca, non c'è fotografia. Questa carta quindi non permette di dimostrare la propria identità nel mondo reale. In compenso può servire nel mondo virtuale per connettersi agli e-servizi estoni e utilizzare la firma digitale. La e-residenza non permette agli stranieri di partecipare alle e-elezioni, perché questo diritto, osserva il quotidiano, è "riservato ai cittadini estoni e ai residenti permanenti". Il giornale aggiunge che La e-residenza favorirà prima di tutto gli imprenditori, i lavoratori o gli studenti che hanno un legame con l'Estonia la e-residenza favorirà prima di tutto gli imprenditori, i lavoratori o gli studenti che hanno un legame con l'Estonia. Oggi la gente che non vive in Estonia in modo permanente ma che vi si reca spesso non ha la possibilità di accedere agli e-servizi. Ma il fatto di avere una carta d'identità digitale "la cui sicurezza è garantita dallo Stato estone" può rivelarsi interessante anche per chi non ha alcun legame diretto con l'Estonia, e ciò spiega "la corsa all'e-residenza". La trasformazione dell'Estonia in paese all'avanguardia dell'e-government ha potuto farsi "con mezzi ridotti", scrive il *New York Times" il paese spende circa 50 milioni di euro all'anno nelle tecnologie dell'informazione. […] La maggior parte di questo denaro va alle compagnie locali, nate nei centri di ricerca aperti durante il periodo comunista. La decisione dell'Estonia di indirizzarsi verso il mondo digitale è stata in gran parte dettata dal fatto di non avere altra scelta. Quando la cortina di ferro è caduta, l'Estonia disponeva di poche risorse umane e finanziarie per rilanciare la sua economia. I responsabili estoni si sono rapidamente resi conto che non avrebbero potuto offrire dei servizi di tipo occidentali senza delle nuove tecnologie, compreso il web, per mantenere i costi più bassi. Il sistema si fonda su due pilastri, osserva ancora il quotidiano americano: a 15 anni tutti gli estoni ricevono una carta d'identità con un microchip sul quale sono presenti le informazioni personali e che dà accesso ai servizi pubblici e commercial. Per proteggere i dati ogni utente dispone di un codice personale che deve inserire prima di ogni operazione. Il secondo pilastro è rappresentato dalle infrastrutture, chiamate X-Road, che collegano le banche dati pubbliche e private ai servizi digitali. Tutti i dati personali sono memorizzati in server separati e protetti da sistemi di sicurezza controllati da agenzie governative. Tuttavia se gli utenti lo autorizzano il sistema permet[...]



Cyberspionaggio contro l’UE: L’inchiesta punta verso gli Stati Uniti e il Regno Unito

Thu, 27 Nov 2014 22:13:43 +0100

I servizi di intelligence americani e britannici sono sospettati di essere dietro agli attacchi informatici contro l’Unione europea e una sociétà di telecom belga, scrive The Intercept.

Il sito di attualità spiega che un malware (un virus che ruba dati dai computer infettati facendo credere di essere un software regolare) chiamato Regin, “è stato trovato in acluni sistemi informatici e server di posta elettronica di Belgacom, una compagnia telefonica e di fornitura di accesso a internet semipubblica belga” bersagliata l’anno scorso da “un’operazione di sorveglianza compiuta dal General Communications Headquarters britannico” e che “è stato indentificato ugualmente negli stessi computer dell’Ue che erano stati oggetto di sorveglianza da parte della National Security Agency” (Nsa) americana.

L'hackeraggio contro Belgacom e l’Ue “è stato rivelato l’anno scorso dai documenti comunicati dall'informatore della Nsa Edward Snowden”, aggiunge The Intercept. Ma l’identità del malware non era stata rivelata prima di domenica scorsa, quando la sua esistenza è stata resa pubblica dalla società di sicurezza informatica Symantec.

De Volkskrant aggiunge per parte sua che Regin ha infettato computer nel mondo intero da almeno sei anni e che è stato usato per sorvegliare Belgacom da settembre 2013, quando milioni di email erano state intercettate senza che nessuno se ne accorgesse. Il quotidiano olandese nota ugualmente che Belgacome era “un bersaglio di prima scelta, poiché gestisce le comunicazioni della Commissione europea e — attraverso una filiale — il traffico proveniente dall’Africa, dall’Asia e dal Medio Oriente”.




Ungheria: “Annunciata la tolleranza zero”

Wed, 29 Oct 2014 14:17:57 +0100

Diverse decine di migliaia di persone hanno manifestato martedì a Budapest, rispondendo all’appello delle organizzazioni che si oppongono alla tassa su internet e chiedono le dimissioni del premier Viktor Orbán. Il governo ha presentato all’inizio della settimana un disegno di legge che prevede che le imprese paghino una somma massima di 16 euro al mese.

Diverse associazioni professionali “hanno pubblicato un comunicato comune per protestate contro la tassa internet”, scrive Népszabadság, nel quale “affermano che la tassa avrà effetti disastrosi diretti nei confronti dei fornitori di accesso a internet (Isp) e indiretti nei confronti del pubblico”. In effett, sottolinea il quotidiano,

queste organizzazioni denunciano il fatto che la diffusione e l’uso di internet e dei servizi online sono state per molto tempo una priorità del governo. In passato gli Isp hanno fatto molti sforzi per fare in modo che il pubblico potesse godere di numerosi servizi online, consentendo all’economia ungherese di guadagnare in efficienza e competitività. La tassa internet produrrà effetti completamente contrari.

Il giornale calcola che “oltre un centinaio di piccoli Isp falliranno per colpa della tassa internet” e ricorda inoltre che la commissaria europea uscente per l’agenda digitale Neelie Kroes aveva espresso il suo sostegno alle proteste contro la tassa internet.




Antitrust: “Facebook chiede all’Europa di ‘likare’ l’accordo”

Thu, 29 May 2014 11:36:03 +0100

Per evitare una potenziale inchiesta antitrust in Europa "Facebook ha chiesto alle autorità dell'Ue competenti di esaminare l'accordo da 19 miliardi di dollari [13,9 miliardi di euro] sull'acquisto del servizio di instant messaging WhatsApp", scrive il Wall Street Journal Europe. Il quotidiano aggiunge che

La mossa giunge a sorpresa, poiché l'acquisto è stato approvato negli Stati Uniti e non era previsto che venisse esaminato dalla Commissione europea, l'authority antitrust centrale dell'Ue. Ma, alla luce di potenziali inchieste da parte delle authority degli stati membri, Facebook punta su un'inchiesta che lo coprirebbe in tutti e 28 i paesi.




Presseurop: “Si chiude una finestra sulla vita degli europei”

Thu, 19 Dec 2013 16:05:45 +0100

In occasione del lancio di Presseurop, nel 2009, “fu proprio l'allora commissario responsabile, Margot Wallström, a descrivere Presseurop come ‘espressione della nostra volontà di facilitare, incoraggiare e sostenere la creazione di un forum pubblico europeo per la comunicazione, la discussione e il dibattito’”, ricorda Lettera 43. Oggi, osserva il sito di informazione italiano,nonostante gli attestati di stima e i riconoscimenti professionali, a pochi mesi dalle elezioni europee del maggio 2014, momento in cui i cittadini sono chiamati a conoscere, votare e decidere per il futuro delle istituzioni, Bruxelles ha preferito ridurre l'informazione."Una finestra sulla vita degli europei si chiude", osserva La Croix. "Una finestra aperta da Presseurop", ricorda il quotidiano francese, che si denunciauna perdita per la conoscenza reciproca degli abitanti dei 28, a sei mesi dalle elezioni europee annunciate come una possibile affermazione degli euroscettici."Per quattro anni l'Europa ha avuto un interessante e indipendente media transnazionale", osserva VillaMedia. Secondo il sito olandesePresseurop sembrava essere un modo eccellente per instaurare un dialogo tra l'Ue e i suoi cittadini. […] Invece di lasciargli il tempo di maturare, questo prezioso progetto è stato eliminato."Quando ho aggiunto [Presseurop] ai miei preferiti, non ne conoscevo né l'utilità né il prestigio né, tanto meno, le ripercussioni", racconta il blogger europeo Nacho Segurado.Lo tenevo semplicemente come fonte perché mi sembrava una pubblicazione preziosa, l'embrione di quel grande media paneuropeo che manca a molti di noi. Se l'Europa vuole diventare una nazione – con tutte le implicazioni che questo comporta – è di importanza vitale che abbia la sua stampa.[[Presseurop "ha fatto credere che il sogno europeo sia concreto"]], [scrive Mircea Vasilescu](http://adevarul.ro/international/europa/presseurop-moare-comisia-europeana-nu-preda-1_52a88b77c7b855ff56a13e30/index.html°, il direattore del settimanale Dilema Veche, in un editoriale su Adevărul:Dando la possibilità a tutti i lettori di commentare, ognuno nella propria lingua, importanti temi europei, [Presseurop] ha compiuto un grande passo in avanti verso la creazione di uno spazio pubblico europeo. Quello che da tanti anni la Commissione europea vuole, ma che non riesce a realizzare. […] Il mondo di certo non finirà con la scomparsa di Presseurop. Ma decidere di chiudere questo sito è un brutto segnale per il futuro europeo. […] Senza Presseurop gli ideali della costruzione europea diventeranno sempre di più vuota retorica.Dopo quattro anni e mezzo di attività e diversi mesi di incertezza sulla sorte del nostro sito, "la scomparsa di Presseurop dimostra l'isolamento di cui soffrono gli affari europei sui media", commenta il blog Décrypter la communication européenne:Tra i media europei, concentrati sulla complicata macchina di Bruxelles e ridotti a un pubblico di esperti specializzati, e i media nazionali lontani dal cuore del potere europeo e che affidano al loro corrispondente il minimo indispensabile di informazione, Presseurop era fuori dagli schemi, esplorava un terreno sconosciuto e per questo dava fastidio. […] Presseurop, una sintesi la cui scomparsa attesta la morte di una certa idea di mezzo di informazione sull'Europa e per gli europei.[...]



Informatica: Microsoft e l’Ue, vent’anni di matrimonio

Tue, 17 Dec 2013 13:14:12 +0100

Mediapart , Parigi – Nonostante il suo impegno contro i monopoli, la Commissione è legata al gigante americano da contratti poco trasparenti e rifiuta di passare all’open source come chiesto da molte associazioni. Leggi il resto.



Siria: “Un sms è l’ultima traccia”

Wed, 27 Nov 2013 10:10:07 +0100

Il 23 novembre due giornalisti svedesi — il reporter Magnus Falkehed e il fotografo Niclas Hammarström — “sono stati rapiti da sconosciuti mentre lasciavano una zona di guerra” sulla strada tra la città siriana di Yabrud e la frontiera libanese, riferisce Dagens Nyheter.

“La loro ultima traccia è un sms inviato [il 22] da una località sconosciuta, in cui dicono che va tutto bene”. Falkehed e Hammarström “erano entrati in Siria il 18 attraverso il Libano”, precisa Dagens Nyheter:

Dovevano realizzare dei ritratti di medici che lavorano in condizioni molto difficili. […] Gli esperti della polizia di Stoccolma sono già impegnati nelle ricerche.




Spionaggio: Bruxelles avverte gli Stati Uniti sui dati degli europei

Tue, 26 Nov 2013 13:15:57 +0100

Secondo i dettagli di un nuovo rapporto della Commissione europea rivelati dal Financial Times il governo americano ha costretto le compagnie tecnologiche Usa a consegnare i dati dei consumatori europei, e ora deve interrompere questa pratica se non vuole essere obbligato a rispettare le strettissime norme Ue sulla privacy.

Il rapporto, che sarà pubblicato il 27 novembre, è una revisione dell’attuale accordo “Safe harbor” che permette alle compagnie tecnologiche come Google, Facebook e Microsoft di operare in Europa senza il controllo dell’Ue. Il testo suggerisce che Bruxelles dovrebbe “muoversi nella direzione” di una cancellazione del patto, a meno che Washington non cambi il suo modo di gestire i dati dei cittadini Ue, precisa il quotidiano.

La cancellazione dell’accordo Safe harbor è una delle armi più potenti in mano all’Ue per punire Obama e gli Stati Uniti dopo la rivelazione delle intercettazioni degli europei da parte dell’Nsa. Una decisione di questo tipo scatenerebbe il caos per tutte le compagnie tecnologiche Usa che operano in Europa.




Repubblica Ceca: “Babiš vuole rafforzare la sua influenza sui media”

Wed, 20 Nov 2013 11:15:52 +0100

Dopo aver acquisito a giugno i due principali quotidiani cechi, Mladá Fronta Dnes e Lidové Noviny, il miliardario e politico Andrej Babiš sta per acquistare Radio impuls, l’emittente più seguita del paese con oltre un milione di ascoltatori al giorno.

Secondo uomo più ricco del paese e leader del nuovo partito populista Ano, arrivato secondo alle legislative del 25 e 26 ottobre, quello che molti definiscono il “Berlusconi ceco” non nasconde la volontà di allargare il suo impero mediatico, sottolinea Hospodářské Noviny:

Bisogna chiedersi se un imprenditore il cui partito politico ha guadagnato quasi il 20 per cento alle ultime elezioni e che con ogni probabilità parteciperà alla formazione del nuovo governo ceco consideri davvero l’acquisto di Radio impuls un progetto commerciale o se invece i mezzi d’informazione saranno asserviti presto o tardi a fini politici.




Spionaggio: “Proteggere meglio i cittadini Ue”

Tue, 19 Nov 2013 10:45:19 +0100

Il 18 novembre a Washington la commissaria europeo alla giustizia Viviane Reding ha incontrato il ministro della giustizia statunitense Eric Holder per discutere delle conseguenze delle rivelazioni sullo spionaggio dell’Nsa, riporta il Luxemburger Wort.0

La commissaria, “tra i critici più ferventi degli Stati Uniti nello scandalo di spionaggio”, chiede una maggiore protezione dei dati personali dei cittadini europei. “La protezione dei dati è un diritto fondamentale in Europa, e non può essere negoziato”, ha sottolineato Reding pretendendo che i cittadini europei negli Stati Uniti godano della stessa protezione giuridica che spetta agli americani in Europa, indipendentemente dalla loro nazionalità, riporta il quotidiano:

Il governo americano sa che la commissaria, al contrario del trambusto senza conseguenze dell’opinione pubblica, può nuocere agli interessi americani.




Lituania: “A quali generali obbedisce il soldato della giustizia?”

Tue, 12 Nov 2013 10:45:00 +0100

Il giudice Gediminas Viederis ha scatenato un’accesa polemica intimando a un giornalista dell’agenzia di stampa baltica Bns di rivelare le sue fonti dopo la pubblicazione di un documento interno dei servizi segreti lituani.

Il giornalista, di cui il quotidiano non rivela il nome, ha scritto che la Russia si prepara a lanciare una campagna per screditare la presidente lituana Dalia Grybauskaitė in vista del vertice sul partenariato orientale che si terrà a Vilnius a fine novembre, spiega Lietuvos Rytas. Le rivelazioni sono state confermate dall’interessata.

Le persone che hanno diffuso l’informazione volevano proteggere la presidente dalle sgradevoli conseguenze”, nota il quotidiano constatando che “il trambusto provocato è stato molto più dannoso per lo stato” del contenuto stesso della nota.

Secondo Lietuvos Rytas la ragione fondamentale è “il principio per cui tutto ciò che dicono o scrivono i servizi segreti deve essere riservato”.




Consiglio europeo: La protezione dei dati è rimandata a dopo le europee

Tue, 29 Oct 2013 13:27:11 +0100

“Nonostante le rivelazioni di Edward Snowden […] e il nervosismo degli eurodeputati che chiedono misure contro Washington, i membri dell’Unione europea continuano a tergiversare”, scrive Le Monde.

Il Consiglio europeo del 24 e 25 ha infatti rinviato al 2015 l’applicazione di regole più vincolanti. Secondo il quotidiano a questo punto un’azione contro i giganti di internet (soprattutto americani) è rinviato a “dopo le elezioni europee della primavera 2014 e dopo l’insediamento di una nuova Commissione e di un nuovo Parlamento”:

A breve termine i dati personali dei cittadini europei rischiano (nonostante l’insistenza della Commissione e del Parlamento europeo) di non essere più protetti dall’utilizzo che ne fanno i giganti americani di internet e da lì i servizi segreti, soprattutto la National security agency (Nsa).”




Prism: Spetta all’Europa creare il web 3.0

Wed, 23 Oct 2013 16:26:08 +0100

Le Monde, Parigi – Di fronte alle intercettazioni dell'Nsa e alla sistematica raccolta di informazioni sugli utenti, l'Ue deve promuovere un nuovo modello digitale più responsabile e condiviso. Leggi il resto.



Italia: “Telecom passa agli spagnoli”

Tue, 24 Sep 2013 11:34:13 +0100

Il 23 settembre il gigante spagnolo Telefónica ha chiuso un affare da 800 milioni di euro per aumentare la sua partecipazione in Telco – la holding che controlla Telecom Italia, il maggiore gruppo di telecomunicazioni italiano – portandola dal 46 al 66 per cento, riporta Il Messaggero.

Telecom Italia, ex compagnia statale privatizzata nel 1997, era da anni gravata dai debiti e alla ricerca di capitali freschi, ma la vendita è stata interpretata come l’ennesimo segnale del declino e della perdita di sovranità economica dell’Italia.

Per calmare questi timori Telefónica ha accettato di limitare il suo diritto di voto al 46,2 per cento, lasciando così una teorica maggioranza combinata agli azionisti italiani.




Croazia: “Neelie Kroes sopprime il ‘roaming croato’”

Mon, 16 Sep 2013 11:06:29 +0100

L’11 settembre la commissaria europea per l’agenda digitale Neelie Kroes ha presentato il suo progetto di mercato unico delle telecomunicazioni.

Secondo Polsovni Dnevnik l’iniziativa sarà accolta con grande favore in Croazia, anche perché i clienti degli operatori croati hanno scoperto di non essere coinvolti dal taglio delle tariffe roaming introdotto nell’Ue il primo luglio, lo stesso giorno in cui la Croazia è entrata nell’unione.

Attualmente i croati pagano per le chiamate con i cellulari verso altri paesi Ue più del doppio rispetto alla tariffa minima fissata dalla Commissione europea. Gli operatori croati sottolineano che le riduzioni tariffarie non riguardano questo genere di chiamata, ma unicamente quelle effettuate dall’estero.




Unione europea: Una potenza atonica

Mon, 09 Sep 2013 16:31:36 +0100

Rue89, Parigi – La passività sulla crisi siriana e la perdita del primato tecnologico esemplificata dalla cessione di Nokia sono l'ennesima prova della pericolosa apatia in cui sta scivolando l'Europa. Leggi il resto.



Paesi Bassi: “Gli informatori avranno il loro canale”

Mon, 09 Sep 2013 10:26:51 +0100

I Paesi Bassi avranno il loro “WikiLeaks nazionale”, annuncia Trouw: il 9 settembre 15 testate olandesi lanciano il sito web Publeaks.nl, che permetterà agli informatori di trasmettere anonimamente documenti, video e immagini relativi a fatti di interesse pubblico.

I file pubblicati online potranno essere aperti soltanto dalle testate scelte dall’informatore, precisa Trouw, aggiungendo che la caratteristica principale di Publeaks.nl è che

quasi tutti i media olandesi più importanti hanno collaborato al progetto. In altri paesi i media non offrono un accesso sicuro agli informatori, o in alternativa lanciano un proprio sito indipendente.




Finlandia: “Gli uomini che hanno venduto Nokia”

Wed, 04 Sep 2013 10:08:33 +0100

Il nuovo capo di Nokia Timo Ihamuotila, il presidente Risto Siilasmaa e l’ex capo Stephen Elop hanno annunciato il 2 settembre la cessione del ramo di telefonia mobile dell’azienda finlandese al gigante americano Microsoft per 5,44 miliardi di euro.

“Nokia produce già l’80 per cento degli smartphone che utilizzano Windows Phone, il sistema operativo di Microsoft”, sottolinea Helsingin Sanomat. Secondo il quotidiano

Microsoft ha provato senza successo per dieci anni sfondare sul mercato dei telefoni cellulari. Senza Nokia era quasi impossibile.




Finlandia: Nokia passa la linea a Microsoft

Tue, 03 Sep 2013 14:29:22 +0100

Nokia, uno dei fiori all’occhiello dell’industria finlandese, ha annunciato il 2 settembre la cessione delle attività di telefonia mobile e dei brevetti relativi al gigante americano Microsoft per 5,44 miliardi di euro. A questo punto il ramo mobile di Nokia dovrebbe chiudere nel primo trimestre del 2014, precisa Helsingin Sanomat.

Il quotidiano aggiunge che “circa 32mila dipendenti di Nokia dovranno passare con Microsoft, di cui 4.700 in Finlandia”. I telefoni Nokia utilizzano già il sistema operativo Windows Phone 8, di cui rappresentano l’80 per cento delle vendite. Secondo il quotidiano l’ex leader mondiale dei telefoni cellulari, penalizzato dall’avvento degli smartphone,

si concentrerà sulla fornitura di strumenti per le reti di telecomunicazioni al suo partner tedesco Siemens, e sulla cartografia online.

Helsingin Sanomat sottolinea che

Nokia è riuscita a vendere il ramo delle telecomunicazioni quando era ormai quasi in bancarotta, all’ultimo minuto e a un buon prezzo.




Telecomunicazioni: Bruxelles ha un piano per abolire il roaming

Fri, 30 Aug 2013 15:02:46 +0100

L’Ue non punta più all’abolizione del roaming ma a “incentivare la sua cancellazione”, scrive La Vanguardia citando il piano della commissaria all’agenda digitale Neelie Kroes che sarà presentato ai governi e al parlamento europeo l’11 settembre.

Secondo il quotidiano spagnolo il piano dovrebbe essere adottato entro il 2014, dato che sulla questione i lavori sono già in fase avanzata. La Commissione europea ha iniziato a occuparsene nel 2007 e nel 2012 ha già ottenuto una riduzione delle tariffe.

Alcuni paesi membri, come Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi hanno già presentato un piano per eliminare il roaming, che dovrebbe essere messo in atto in autunno.




Paesi Bassi: “Bloccato l’acquisto di Kpn”

Fri, 30 Aug 2013 11:21:11 +0100

Quando l’acquisto dell’azienda olandese delle telecomunicazioni Kpn da parte del gigante messicano América Móvil sembrava cosa fatta, gli azionisti hanno bloccato la procedura emettendo un 50% di azioni supplementari “per mantenere la propria voce in capitolo”, riferisce De Volkskrant.

América Móvil, di proprietà del miliardario Carlos Slim, detiene già quasi il 30% delle azioni di Kpn. All’inizio di agosto aveva lanciato un’opa da 7,2 miliardi di euro sul resto delle azioni.

Gli azionisti hanno considerato “ostile” l’opa di América Móvil e insufficiente la cifra offerta. Hanno quindi deciso di far valere il loro diritto di opzione e vogliono che América Móvil rinegozi la sua offerta con Kpn e lo stato olandese.




Portogallo: “Anche Microsoft ha consegnato dati personali alle autorità”

Thu, 29 Aug 2013 11:42:37 +0100

Dopo l’ammissione che Facebook ha fornito informazioni sui suoi utenti alla polizia di molti paesi, Diário de Notícias rivela che l’anno scorso anche Microsoft ha consegnato dati riservati alle autorità portoghesi.

Gli investigatori portoghesi hanno avanzato 548 richieste relative a 710 utenti di Outlook, Hotmail e Messenger, secondo un rapporto della stessa azienda.

Entrambe le compagnie hanno assicurato che le richieste di dati sono conformi alla legge e che la privacy e la sicurezza delle persone interessate sono state rispettate.




Internet: “Facebook e Google consegnano i dati di mille portoghesi alle autorità”

Wed, 28 Aug 2013 10:32:59 +0100

Facebook e Google forniscono regolarmente alla polizia portoghese i dati personali degli utenti, rivela Diário de Notícias.

Il Portogallo è uno dei 71 paesi che richiede abitualmente questi dati. Nei primi sei mesi del 2013 Facebook ha ricevuto circa 25mila richieste relative a 38mila utenti in tutto il mondo, secondo il rapporto "Global Government Requests Report" presentato dall’azienda il 27 agosto.

Il quotidiano portoghese elenca i paesi europei che hanno inoltrato più richieste: Regno Unito (1.975), Germania (1.886), Francia (1.547), Spagna (479), Portogallo (213) e Grecia (122). Al primo posto nel mondo ci sono gli Stati Uniti con oltre undicimila richieste.




Prism: I giornali scandinavi contro le violazioni della libertà di stampa

Mon, 26 Aug 2013 13:47:37 +0100

In una lettera aperta indirizzata al primo ministro britannico e pubblicata il 24 agosto, i direttori di quattro grandi quotidiani scandinavi — Aftenposten (Norvegia), Dagens Nyheter (Svezia), Helsingin Sanomat (Finlandia) e Politiken (Danimarca) — accusano il governo di David Cameron di mettere in pericolo la libertà di stampa nel mondo. Questa presa di posizione, rinnovata al Regno Unito da The Observer, arriva in seguito al fermo del compagno del giornalista del Guardian Glenn Greenwald, che aveva rivelato i casi di spionaggio di cui parecchi alleati degli Stati Uniti sono stati fatti oggetto da parte dell’Agenzia nazionale per la sicurezza americana (Nsa, National Security Agency). Nella loro lettera i quattro firmatari scrivono, tra altre cose, che: Gli avvenimenti delle ultime settimane nel Regno Unito suscitano profonda preoccupazione. […] Possiamo non essere d’accordo sul punto esatto nel quale si trovano la linea di spartiacque e il punto di equilibrio tra la sicurezza e la difesa della libertà, ma non dovremmo essere in disaccordo circa la nostra determinazione a proteggere un dibattito aperto su queste questioni fondamentali. In ogni caso, dovremmo restare uniti per difendere le persone implicate in questi dibattiti. “Difendiamo la libertà di stampa”, titola Dagens Nyheter. Per il quotidiano svedese, il fatto che i servizi d’intelligence britannica abbiamo imposto al direttore del Guardian di distruggere gli hard disk contenenti i file dell’ex agente dell’Nsa Edward Snowden è “grave” e “rischia di mettere in pericolo la libertà di stampa nel mondo intero”. Il giornale ritiene del resto che il fatto che Stati Uniti e Regno Unito siano tra gli stati più potenti del mondo e “i principali difensori della libertà e della democrazia della storia moderna” rende ancora più grave il loro cportamno: Se i regimi di Cina e Iran fanno distruggere gli hard disk dei computer dei giornali e perseguono i giornalisti è perché questi paesi sono dittature. Se noi facciamo altrettanto diciamo che è per difendere la democrazia. Anche il norvegese Aftenposten condivide questa opinione : “Siamo profondamente delusi”, scrive nel suo editoriale, “che un paese con un’onorata tradizione liberale rischi di rinunciare ai propri principi per combattere il terrorismo”. Le azioni del governo britannico: Assomigliano a quelle che i regimi autoritari lanciano senza incontare opposizione contro i media, le organizzazioni e i singoli cittadini che sfidano il monopolio delle autorità sul potere. [...]



Prism: La Commissione europea chiamata in causa

Tue, 20 Aug 2013 13:57:06 +0100

"Le commissioni di vigilanza sull'informatica e sulle libertà europee chiedono l'intervento della Commissione", riferisce Le Monde dopo che il 19 agosto il G29, un organo consultativo europeo indipendente sulla protezione dei dati e della vita privata, ha inviato una lettera alla commissaria europeo per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza Viviane Reding. Il G29 "ha deciso di fare appello al vicepresidente per valutare le conseguenze del programma di sorveglianza americano Prism sulla privacy dei cittadini europei".

Il quotidiano spiega che il G29 interviene "mentre è stato istituito un gruppo di lavoro Stati Uniti-Unione europea sull'accesso da parte dei servizi segreti americani ai dati dei cittadini europei". Gli organismi europei per la protezione della privacy vogliono assicurarsi che questo gruppo di lavoro valuterà "in modo indipendente" le potenziali violazioni del diritto europeo.

Le Monde spiega che "il G29 vuole anche individuare e analizzare i sistemi di sorveglianza europei simili a Prism".




Informazione: La stagione dei cetrioli

Wed, 14 Aug 2013 14:53:16 +0100

SME, Bratislava – Cartoon. Leggi il resto.



Comunicazioni: “Appello per un organo paneuropeo delle comunicazioni, le proposte dei regolatori di Bruxelles divergono”

Wed, 14 Aug 2013 10:04:48 +0100

Un rapporto del commissario europeo alla concorrenza Joaquín Almunia afferma che la proposta di un mercato unico delle telecomunicazioni "manca di ambizione" e propone l'istituzione di un organo di controllo paneuropeo, scrive il Financial Times.

Secondo il rapporto, definito dal quotidiano "una critica insolitamente schietta" alla proposta di Neelie Kroes, rimpiazzare gli organi di controllo dei 28 paesi membri con una sola istituzione sarebbe "il modo più efficace di rimuovere le divergenze nazionali".

Il Financial Times avverte che

una riforma così ambiziosa sarebbe controversa, data la volontà di alcuni paesi europei di mantenere il controllo delle infrastrutture nazionali e i lucrosi ricavi generati dalle aste delle frequenze.

Per il quotidiano il mercato unico consentirebbe agli operatori di lavorare facilmente in tutta la regione, avere accesso alle frequenze necessarie per la telefonia mobile e ridurre i costi del roaming.




Crimini informatici: “Il Belgio indifeso di fronte agli hacker”

Wed, 07 Aug 2013 10:17:17 +0100

Il Belgio dovrà affidarsi al Grande fratello americano per contrastare i cyberattacchi. Lo ha affermato il vice capo di stato maggiore Eddy Testelmans in un’intervista a MO, scrive Le Soir.

Il quotidiano spiega che dal 2013 i servizi segreti belgi, incapaci di bloccare un virus, hanno fatto ricorso al Cyber command, un ramo della National security agency (Nsa). L’Nsa sarebbe già intervenuta in passato per “condividere informazioni su una possibile minaccia terroristica contro il Belgio. Secondo Le Soir

Le dichiarazioni del vice capo di stato maggiore rivelano almeno una cosa: i servizi segreti belgi non sono stati capaci di cavarsela da soli contro i cyberattacchi e le minacce terroristiche.




Ue-Cina: Risolta la disputa sul solare, ma un’altra è già cominciata

Tue, 06 Aug 2013 14:07:00 +0100

Il difficile accordo tra Cina e Unione europea sull'importazione di pannelli solari cinesi, in vigore dal 6 agosto, scatenerà una battaglia "feroce" tra i produttori del paese asiatico, che dovranno rispettare il tetto alle importazioni e il limite minimo di prezzo, scrive China Daily.

L'accordo, approvato dall'Ue il 2 agosto, permette alla Cina di vendere fino a 7 GW di capacità in Europa ma a un prezzo minimo di 56 centesimi per watt, e scongiura l'introduzione di una tassa punitiva del 47 per cento sulle importazioni cinesi dopo l'accusa da parte dell'Ue secondo cui le compagnie cinesi ricevono aiuti statali e vendono i loro pannelli sotto costo, una pratica conosciuta come "dumping".

Il quotidiano accoglie con favore il meccanismo di riconciliazione sottolineando la necessità di introdurre un sistema permanente per risolvere dispute future.

La recente soluzione per i pannelli solari […] si è dimostrata un buon esempio di impegno per risolvere le beghe commerciali attraverso comunicazioni di alto livello, al punto tale che adesso gli esperti chiedono un meccanismo fisso in grado di appianare le divergenze future

Intanto il Financial Times rivela che l'Ue ha intenzione di rinviare una nuova inchiesta sulle controverse pratiche commerciali della Cina (stavolta nel settore delle telecomunicazioni) fino a quando la compagnia di stato China Mobile non concederà alle compagnie internazionali un contratto per partecipare all’ammodernamento della sua rete wireless. Secondo il quotidiano

alcuni funzionari sostengono che il commissario europeo al commercio Karel De Gucht è disposto a interrompere la procedura se le compagnie europee riceveranno un ruolo rilevante in un progetto che dovrebbe rappresentare la metà degli investimenti globali nel settore delle comunicazioni dell'anno prossimo.




Germania: “Un nuovo gigante sul mercato della telefonia mobile”

Wed, 24 Jul 2013 10:10:45 +0100

”Grande fusione sul mercato della telefonia tedesca: la compagnia di telecomunicazioni olandese Kpn vende la sua filiale E-plus per 5 miliardi di euro a O2 Germania, di proprietà della spagnola Telefónica”, annuncia la Süddeutsche Zeitung.

Con 43 milioni di clienti, O2 spera in questo modo di diventare il leader del settore in Germania. Il quotidiano sottolinea che prima di essere effettiva la fusione dovrà essere approvata dagli azionisti e dalle autorità per il controllo della concorrenza europee e tedesche.

Se l’operazione andrà in porto i clienti devono aspettarsi un aumento dei prezzi. Per i provider tedeschi Deutsche Telekom e Vodafone, O2 rappresenterebbe un “nuovo concorrente insidioso”, spiega la SZ.




Unione europea: “Gli Usa fanno pressione nell’ombra per limitare la norma sulla privacy”

Mon, 22 Jul 2013 10:45:42 +0100

“La più grande campagna di lobbying mai vista a Bruxelles” viene portata avanti dall’amministrazione Obama e dalle “grandi aziende americane (Google, Microsoft, Facebook)” per fare in modo che “le leggi europee non ostacolino il loro principale giro d’affari: la raccolta di dati personali degli utenti di internet e il loro sfruttamento a fini commerciali”, scrive El País.

Secondo il quotidiano spagnolo gli Usa hanno organizzato incontri, pranzi e workshop per influenzare il percorso del disegno di legge Ue in preparazione dal dicembre 2011, che nonostante sia “una priorità rischia di non essere pronto prima della scadenza del mandato parlamentare”.

Altri metodi per influenzare il documento, come lo scandalo sullo spionaggio Usa nei confronti dei partner, evidenziano quella che il deputato francese Jan Philipp Albrecht ha definito un’enorme pressione nei confronti dei politici Ue per ammorbidire la posizione europea in materia di privacy e dati personali.