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VoxEeurop | Agricoltura



Le voci del continente



 



Uova contaminate: Menù d’estate

Thu, 17 Aug 2017 19:46:00 +0100

Cartoon movement, Amsterdam – Cartoon. Leggi il resto.



Sanzioni economiche: “Il conflitto tra l’Ue e la Russia colpisce già gli agricoltori”

Wed, 06 Aug 2014 10:11:10 +0100

Mosca sta studiando delle misure di ritorsione in risposta alle sanzioni imposte dall’Ue alla Russia per il suo sostegno ai separatisti filorussi nell’est dell’Ucraina, scrive Trouw.

Secondo il quotidiano olandese gli agricoltori europei stanno già subendo le conseguenze del gelo delle relazioni tra l’Ue e la Russia: dalla settimana scorsa infatti le importazioni di frutta e verdura polacche sono vietate in Russia, ufficialmente per motivi sanitari. Una misura che, secondo Trouw, potrebbe estendersi ad altri paesi europei.




Pesca: Il Mediterraneo è in agonia

Wed, 06 Nov 2013 15:28:22 +0100

Le scorte di pesce nel Mediterraneo sono in “agonia”, avverte La Repubblica dopo l’adozione del regolamento dell’European Maritime and Fisheries Fund (Emff) per il periodo 2014-2020. Secondo il quotidiano italiano

i dati parlano chiaro: il 95% degli stock ittici del Mar Mediterraneo è a rischio, minacciato dal sovrasfruttamento e senza possibilità di recupero, a meno che nei prossimi 5 anni lo sforzo di pesca non diminuisca almeno del 45-50 per cento.

Sfortunatamente le ultime tendenze sembrano andare nella direzione opposta. Secondo il quotidiano solo una minima parte dei 4,5 miliardi del budget Emff nel periodo 2006-2013 sono stati utilizzati per lo sviluppo di una pesca sostenibile. L’Italia è stata tra i peggiori, spendendo soltanto il 23 per cento dei 900 milioni di euro stanziati. La principale politica di “sostenibilità” adottata finora, il fermo biologico annuale di 45 giorni, è più che altro un modo per distribuire sussidi fraudolenti e non ha alcun effetto positivo sulle riserve di pesce. Di conseguenza nel periodo 2000-2010 la produttività è calata del 48,8 per cento, e gli introiti sono diminuiti del 31 per cento minacciando la sopravvivenza di migliaia i pescatori. Per quanto riguarda i consumatori, sottolinea La Repubblica,

Ci si prepari quindi a mangiare meduse, perché sembra che solo quelle siano in aumento.




Portogallo: “Le esportazioni fuori dall’Ue sono aumentate dell’11 per cento nel settore agroalimentare”

Mon, 04 Nov 2013 12:05:33 +0100

Le esportazioni extraeuropee dei prodotti agroalimentari portoghesi sono aumentate dell’11 per cento tra gennaio e agosto 2013 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un guadagno di oltre un miliardo di euro.

Secondo l’analisi regionale di Público le esportazioni verso l’Africa centrale, orientale e meridionale sono aumentate del 160 per cento, mentre quelle verso l’Europa orientale sono aumentate del 137 per cento. I consumatori del sud-est asiatico spendono il 34,6 per cento in più per compre prodotti agroalimentari portoghesi. Le esportazioni in Asia meridionale sono aumentate del 49 per cento, quelle in estremo oriente del 20,9 per cento.

In ogni caso, nonostante la crisi interna, la Spagna resta il maggiore consumatore di prodotti portoghesi, con il 36 per cento degli acquisiti. Secondo il quotidiano i prodotti più esportati dalle compagnie nazionali sono il vino, l’olio d’oliva, il pesce in scatola e la birra.




Polonia: “Imbrogli sulle sovvenzioni Ue”

Tue, 17 Sep 2013 10:45:06 +0100

Gli agricoltori polacchi hanno la tendenza a imbrogliare quando chiedono il pagamento diretto da parte dell’Ue, scriveRzeczpospolita aggiungendo che a volte le frodi sono commesse “inconsapevolmente” dato che non tutti gli agricoltori sono consapevoli delle restrizioni e dei regolamenti legati ai finanziamenti europei.

Secondo l’ufficio del procuratore i casi di frode che coinvolgono le sovvenzioni Ue per l’agricoltura sono passate dalle 1.5000 del 2011 alle 1.812 del 2012. Tra le infrazioni più comuni ci sono l’aumento ingiustificato dell’estensione del terreno e la falsificazione dei documenti. Nel periodo 2007-2013 la Polonia ha ricevuto 35 miliardi di euro della Politica agricola comune. Secondo Rzeczpospolita

nonostante le statistiche siano in aumento la Polonia non è tra i paesi peggiori quando si tratta di imbrogliare l’Ue. Ciò che accade in Italia, Romania e Bulgaria è molto peggio.




Biotecnologie: Monsanto rinuncia a coltivare ogm in Europa

Thu, 18 Jul 2013 13:49:33 +0100

Monsanto rinuncia ai suoi piani di coltivare ohm in Europa, riferisce Die Welt.

L'azienda statunitense ha annunciato il 17 luglio il ritiro di tutte le richieste di autorizzazione depositate presso la Commissione europea per coltivare mais, soia e barbabietole geneticamente modificati, perché non vede "più una prospettiva commerciale", spiega il quotidiano. Solo la richiesta relativa al mais transgenico Mon810 sarà rinnovata.

Al momento il mais è l'unica coltura transgenica coltivata a scopo commerciale in Europa, ricorda Die Welt. Per il resto Monsanto intende concentrarsi sulla commercializzazione nell'Ue di sementi tradizionali. Secondo Die Welt la decisione "riflette la delusione di molte imprese biotecnologiche di fronte allo scetticismo dell'Ue rispetto agli ogm":

Spesso l'Ue prende le decisioni con molti anni di ritardo. Mentre il mais Mon810 è stato ammesso nell'Ue, diversi stati membri tra cui la Francia, la Germania e l'Italia l'hanno proibito a livello nazionale in seguito alle iniziative dei cittadini. L'anno scorso il gruppo biochimico tedesco Basf aveva gettato la spugna delocalizzando la sua centrale biotecnologica negli Stati Uniti, perché la ricerca genetica è così contestata in Europa.




Politica agricola comune: Poveri agricoltori!

Tue, 02 Jul 2013 12:26:03 +0100

La Repubblica, Roma – La riforma della Pac negoziata a fine giugno non è all’altezza, si rammarica l’ispiratore del movimento Slow Food. Dipende troppo dagli stati membri e non fa abbastanza per promuovere la resistenza delle colture o la riduzione delle disuguaglianze tra gli agricoltori. Leggi il resto.



Politica agricola comune: Più verde ma non più equa?

Thu, 27 Jun 2013 13:29:35 +0100

“Verso un’agricoltura un po’ più verde”, annuncia La Libre Belgique all’indomani dell’accordo tra la Commissione, il Parlamento e il Consiglio europeo sulla Politica agricola comune (Pac) concluso il 26 giugno a Bruxelles. In base all’accordo, che prevede un budget da 53 miliardi di euro all’anno, il 30 per cento dei sussidi saranno dedicati alle misure per la tutela ambientale come la diversificazione delle colture.

Tuttavia nel suo editoriale il quotidiano sottolinea che

davanti alle numerose reticenze dei parlamentari europei e degli stati membri, la nuova Pac avrà l’aspetto di un progetto “cucito su misura”, pieno di disposizioni singole per consentire a ogni paese di adattarlo alla sua realtà. Dunque non è detto che l’Europa ci guadagni in coerenza e leggibilità, né che lo spirito europeo ne esca rafforzato 

Il sito romeno Hotnews spiega che la riforma abolisce alcune misure ingiuste “come le sovvenzioni per gli aeroporti e i golf club proprietari di terreni agricoli”, e prevede una ripartizione più equa delle sovvenzioni (fino al 2019 nessuno stato riceverà meno del 75 per cento della media comunitaria). Inoltre è previsto un aiuto per i giovani agricoltori durante i primi cinque anni di attività, oltre a regole specifiche in materia di concorrenza 

Secondo Público, che si rallegra per l’aumento dei sussidi per gli agricoltori portoghesi, si tratta della “riforma più profonda della Pac dell’ultimo decennio”, anche se “non corregge i difetti originali della Politica agricola comune”. Il quotidiano portoghese si domanda se le nuove misure potranno riequilibrare una Pac che non è stata certo un modello di equità e non è “riuscita a riavvicinare l’agricoltura dei paesi più arretrati, come il Portogallo, a quella delle nazioni più avanzate”: 

In futuro caleranno gli aiuti per i paesi che sono abituati a riceverne più degli altri, a vantaggio di quelli che attualmente sono meno finanziati. Il problema è che si tratta di un passo avanti molto timido. Nel 2019 un agricoltore portoghese riceverà in media 610 euro di aiuti all’anno, mentre il suo omologo danese continuerà a incassare 910 euro. Al Portogallo toccherà un aiuto inferiore a quello previsto durante l’ultimo ciclo dell’ultimo planning finanziario. Inoltre bisognerà capire in quale misura le esigenze ambientali colpiranno le aziende più competitive, come quelle che producono pomodoro e mais.




Regno Unito: “La rivoluzione agricola: il Regno Unito adotterà gli ogm”

Wed, 12 Jun 2013 12:13:50 +0100

Il Regno Unito vuole fare pressione sull’Ue affinché riduca le restrizioni sui cereali geneticamente modificati per consumo umano, scrive l'Independent.

La prossima settimana il segretario all’ambiente Owen Paterson dovrebbe annunciare che il Regno Unito aumenterà la produzione di alimenti ogm, una scelta approvata dal 60 per cento degli agricoltori britannici.Secondo il quotidiano

I ministri sperano che a Bruxelles aumenti il sostegno per un cambio di rotta sugli ogm, e la Germania potrebbe rivelarsi l'ago della bilancia.




Criminalità: La truffa del biologico

Tue, 21 May 2013 16:40:20 +0100

Die Tageszeitung, Berlino – Una rete italiana usa società maltesi e moldave per certificare come biologici alimenti e mangimi prodotti con metodi industriali. Le autorità dei paesi coinvolti non sembrano al di sopra dei sospetti. Leggi il resto.



Ritratto: Isabella Lövin, dalla parte dei pesci

Wed, 08 May 2013 14:26:05 +0100

Fokus, Stoccolma – Da quando è stata eletta, l’eurodeputata svedese ha un unico obiettivo: combattere lo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche, anche a costo di togliere il lavoro a migliaia di europei. Leggi il resto.



Agricoltura: “Romania, nuovo Eldorado per l’acquisto di terreni agricoli”

Wed, 08 May 2013 14:18:29 +0100

”La qualità della terra, i prezzi allettanti e le sovvenzioni attirano gli investitori esteri”, scrive Jurnalul Naţional riprendendo l’analisi di diversi giornali europei che definiscono la Romania un “nuovo Eldorado” agricolo.

Conformemente al trattato di adesione all’Ue, il mercato fondiario sarà liberalizzato a partire dal primo gennaio 2014, permettendo agli stranieri di acquistare terreni senza restrizioni. I precedenti limiti non hanno comunque impedito a diversi imprenditori di acquistare già il 10 per cento della superficie totale dei terreni agricoli attraverso compagnie romene. In Romania ci sono 11 milioni di ettari di terreni coltivabili, ma soltanto 10 milioni sono ufficialmente sfruttati.

Jurnalul Naţional teme che le multinazionali agricole specializzate nella monocoltura possano cacciare i piccoli coltivatori romeni dai loro terreni. È per questo che il ministro dell’agricoltura Daniel Constantin ha negoziato con le banche un’agevolazione del credito per i contadini romeni e soprattuto la possibilità di garantire un prestito con il terreno acquistato, che in precedenza non esisteva.




Polonia: “Gli slovacchi ce l’hanno con noi”

Wed, 27 Mar 2013 11:42:13 +0100

Le autorità ceche e slovacche stanno portando avanti una “campagna mediatica negativa” contro il cibo polacco, sottolineando che la sua qualità è “il più delle volte” molto bassa, spiega una fonte governativa citata dal quotidiano. Un ispettore capo dell’igiene ceco ha persino dichiarato in un programma televisivo che “non comprerebbe mai cibo polacco”.

“Le esportazioni alimentari sono diventate la specialità della Polonia, e nel 2012 Varsavia ha venduto all’estero prodotti alimentari per 17 miliardi di euro. Nel 2008 gli incassi si erano fermati a 11 miliardi”, spiega il quotidiano aggiungendo che “i produttori locali [cechi e slovacchi] non riescono a competere con la Polonia”.

Di conseguenza soltanto il 42 per cento del cibo venduto in Slovacchia viene prodotto nel paese. La “guerra del cibo” sarà tra gli argomenti principali in occasione del vertice polacco-slovacco che si tiene oggi a Poprad, in Slovacchia.




Repubblica Ceca: “Nečas taglia gli euro-sussidi per gli agricoltori più del necessario”

Wed, 13 Mar 2013 10:11:46 +0100

Gli agricoltori cechi hanno scoperto che perderanno 300 milioni di euro di sussidi a causa dei tagli alla spesa per l’agricoltura nel bilancio europeo 2014-2020.

I tagli al Fondo per lo sviluppo rurale sono stati sanciti con l’approvazione del primo ministro Petr Nečas, in modo da aumentare le risorse del Fondo di coesione. Tuttavia Nečas non ha informato dei tagli il governo e il parlamento.

Secondo il Financial Times Nečas è uno dei grandi sconfitti del vertice di febbraio sul budget. Gli agricoltori si rivolgono in massa al ministero dell’agricoltura per protestare contro la decisione.




Parlamento europeo: Bruxelles limita la pesca eccessiva

Fri, 08 Feb 2013 14:15:38 +0100

Con 502 voti a favore e 137 contrari, il 6 febbraio gli eurodeputati “hanno adottato una politica comune per la pesca sostenibile. Sembra una sottigliezza, ma in realtà è un voto storico”, annuncia Libération. L’obiettivo del decreto è quello di “riportare gli stock ittici a un livello che permetta il rinnovamento nel 2020”. La decisione, precisa La Vanguardia, costituisce un netto “cambiamento di rotta”, in particolare considerando che a partire dal 2014 tutto il pesce pescato dovrà essere scaricato in porto e sarà vietato rigettarlo in mare (una pratica che riguarda il 23 per cento del pescato comunitario):

La necessità di ripristinare le riserve esaurite limitando l’attuale ipersfruttamento e la presa di coscienza che bisogna ridurre le flotte di pescherecci sono i pilastri dell’attuale cambiamento in favore di una pesca razionale e sostenibile. […] La politica della pesca si ammanta di valori etici per superare l’inaccettabile abitudine di ributtare in mare i pesci che non sono interessanti dal punto di vista commerciale. […] Finora le decisioni della vecchia politica sulla pesca hanno soltanto provocato un eccessivo sfruttamento delle riserve europee: il 48 per cento della fauna stimata dell’oceano atlantico e quasi il 90 per cento di quella del Mediterraneo sono ipersfruttate.

Tuttavia, sottolinea Le Monde, il divieto di rigetto in mare non è condiviso all’unanimità:

Una volta arrivati in porto i pesci attualmente rigettati in mare alimenteranno la produzione di farina di pesce destinata all’alimentazione animale, a rischio di sviluppare questa pesca che in teoria dovrebbe essere 'accidentale', sottolineano i detrattori della nuova procedura.

La Süddeutsche Zeitung si domanda se con la svolta verso una pesca sostenibile l’Europa, terza al mondo per numero di pescherecci, non si troverà in una posizione svantaggiata rispetto ai concorrenti internazionali.

Sarebbe ingenuo credere che i grandi rivali [Cina e Perù] seguano l’esempio dell’Europa. Ma vista la potenza della flotta europea sarebbe già un buon risultato se i pescherecci del vecchio continente rispettassero i principi di sostenibilità quando si trovano in acque non europee.




Pac: Voglia di rivoluzione per l’agricoltura europea

Wed, 30 Jan 2013 15:59:12 +0100

La Repubblica, Roma – L’imminente riforma della Politica agricola comune dovrebbe garantire maggiore equità ed efficienza, ma le lobby stanno cercando di affossarla. I cittadini devono sostenere il Parlamento europeo in questa battaglia. Leggi il resto.



Geopolitica: Romania, il nuovo granaio d’Europa

Tue, 08 Jan 2013 11:42:59 +0100

Adevărul, Bucarest – Nel 2013 la dipendenza dell’Ue dalle importazioni continuerà ad aumentare e la lotta per le risorse si farà più dura. La Romania potrebbe accrescere la sua importanza puntando sulla produzione agroalimentare. Leggi il resto.



Bilancio Ue: Basta con la Pac

Tue, 27 Nov 2012 17:02:32 +0100

The Guardian, Londra – Tra i motivi del mancato accordo sul bilancio Ue ci sono anche i sussidi all'agricoltura. In tempi di rigore assoluto, Bruxelles spende miliardi per sovvenzionare proprietari terrieri e distruggere ecosistemi. Leggi il resto.



Ungheria: La corsa alle terre è cominciata

Tue, 30 Oct 2012 16:32:50 +0100

Le Monde, Parigi – Nel 2014 scade il divieto di acquistare terreni agricoli ungheresi per gli stranieri. Ma il governo di Viktor Orban sta facendo di tutto perché questa fonte di ricchezza resti in mano ai suoi elettori. Leggi il resto.



Romania: La nuova frontiera agricola

Mon, 30 Apr 2012 11:27:41 +0100

Le Monde, Parigi – Attirati dal basso prezzo dei terreni, migliaia di agricoltori dell’Europa occidentale stanno ripopolando le campagne romene, incrociando nuove tendenze e vecchie tradizioni. Leggi il resto.



Ambiente: L’Ue è troppo morbida sui pesticidi

Wed, 04 Apr 2012 12:33:01 +0100

Le procedure europee di omologazione dei pesticidi non sono abbastanza rigorose: è la conclusione di un rapporto pubblicato il 3 aprile da due ong, riferisce Le Monde.

Pesticide action network-Europe(PAN-Aurope) e Générations futuressono convinte che la Commissione europea e gli stati dell’Ue abbiano permesso l’omologazione di una cinquantina di molecole (comprese in una decina di pesticidi) sospettate di avere affetti nocivi sull’uomo o sull’ambiente. Le sostanze hanno ricevuto il via libera grazie a una procedura di “ripresentazione” che permette di aggirare la direttiva europea del 1991 sulla valutazione dei rischi associati alle molecole fitosanitarie in uso nei diversi stati dell'Ue.

“Come accade spesso quando si parla di Europa e regolamenti, la questione è complicata”, constata le Monde. Secondo il quotidiano

Gli industriali hanno potuto ritirare volontariamente dal mercato una sostanza in corso di valutazione e beneficiare di una proroga fino al 2011 prima del ritiro effettivo… giusto in tempo per riproporre un mini-dossier di omologazione [presentando meno dati sulla tossicità del prodotto]. A Bruxelles ribadiscono che questa procedura di accelerazione è possibile soltanto “a condizione che non ci siano state indicazioni chiare di effetti nocivi durante la prima valutazione condotta dallo stato che presenta il prodotto”. Le ong vedono la situazione in modo molto diverso. Secondo François Veillerette, presidente di Générations future, questa “omologazione al ribasso” è un regalo all’industria. Per le due ong 87 molecole avrebbero intrapreso questa via abbreviata, e 64 avrebbero già ottenuto l’omologazione definitiva. Secondo gli attivisti il “regalo” è la conseguenza di un compromesso con l’industria per ridurre il rischio di contenziosi.




Ue-Marocco: L’accordo sulle importazioni agricole danneggia la Spagna

Fri, 17 Feb 2012 14:06:15 +0100

"L'agricoltura [spagnola] indignata per l'accordo tra Ue e Marocco", scrive El País. L'accordo di libero scambio approvato il 16 febbraio dal Parlamento europeo permetterà di aumentare il volume delle importazioni di prodotti marocchini nei paesi dell'Unione europea, in modo particolare i pomodori. Concluso per "sostenere le riforme democratiche in Nordafrica", l'accordo è un "duro colpo" per l'agricoltura spagnola, principale esportatrice verso gli altri paesi Ue. Secondo Vidal Mate, giornalista specializzato in agricoltura, l'accordo

facilita le importazioni che interessano i paesi del nord come consumatori, perché aumenta l'offerta e fa calare i prezzi. La Spagna è il paese più danneggiato.

L'analista critica l'atteggiamento dell'Ue, che il 14 dicembre scorso aveva rifiutato il rinnovo degli accordi sulla pesca con il Marocco sostenendo che non tenessero conto degli interessi delle popolazioni del Sahara occidentale, una decisione che aveva suscitato la collera di Madrid.

Al di là delle preoccupazioni per i diritti umani e dei problemi del Sahara, si è imposto l'interesse politico di far felice l'amico Marocco, che per l'Europa è una porta e allo stesso tempo uno scudo. […] Inoltre hanno prevalso gli interessi economici dei paesi a nord dei Pirenei.




Pesca: Il Sahara affonda l’accordo Ue-Marocco

Thu, 15 Dec 2011 12:05:45 +0100

"Il Parlamento europeo pone il veto sull'accordo per la pesca con il Marocco a causa del Sahara", titolaEl País. Il 14 dicembre gli eurodeputati hanno deciso di non rinnovare l'accordo che scade nel febbraio 2012 e permette a 119 imbarcazioni europee (di cui 100 spagnole) di pescare nelle acque marocchine. In cambio della concessione, Rabat riceve 36 milioni di euro all'anno.

La Commissione europea sperava di prolungare l'accordo per un altro anno, nell'attesa di trovare un nuovo compromesso, ma "tutto è saltato a causa del Sahara occidentale e dell'ecologia". "Strasburgo ha infatti manifestato perplessità rilevanti sul rispetto dei diritti del Sahara", sottolinea il quotidiano spagnolo.

Il voto del Parlamento è stato determinato dal rapporto del deputato europeo Carl Haglund, che ha sollevato forti dubbi sulla legalità di un accordo che include la pesca al largo del Sahara occidentale. L'Ue non riconosce infatti l'annessione de facto del territorio al Marocco dell'ex colonia spagnola, e l'accordo non comporta benefici precisi per la popolazione saharawi. Il rapporto del deputato liberale finlandese pone l'accento anche sullo " sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche" e sullo "scarso rapporto tra costi e benefici" dell'accordo.

Secondo El País la decisione va "contro il parere della Commissione europea e degli stati membri", e suscita l'opposizione del governo spagnolo. Le autorità marocchine hanno immediatamente ordinato alle imbarcazioni europee di abbandonare le acque territoriali di Rabat, comprese quelle al largo del Sahara occidentale.




Agricoltura: La nuova Pac sfida i grandi proprietari

Thu, 13 Oct 2011 14:40:45 +0100

Il 12 ottobre il commissario europeo all'agricoltura Dacian Cioloş ha presentato a Bruxelles la riforma della Politica agricola comune (Pac). Secondo Adevărul "la Romania, come altre consorelle dell'est, riceverà più fondi nel periodo 2014-2020. La nuova riforma ha un occhio di riguardo per gli stati [dell'Europa orientale], che riceveranno il 30 per cento in più di sovvenzioni, a scapito dei paesi occidentali".

Le novità principali nel bilancio della Pac [55 miliardi di euro all'anno, ovvero il 40 per cento dell'intero budget Ue], consistono in una semplificazione dei pagamenti individuali, un'aiuto ai giovani che avviano nuove attività e una diminuzione delle restrizioni per gli agricoltori. L'obiettivo della riforma è permettere agli agricoltori di essere più flessibili e adattabili ai mercati.

Inoltre, prosegue il quotidiano romeno, "gli aiuti ai grandi coltivatori avranno un tetto, e le sovvenzioni saranno concesse in funzione della superficie del terreno agricolo effettivamente coltivato e non più della superficie totale o della capacità di produzione. Inoltre il budget assegnato all'innovazione e alla ricerca sarà raddoppiato, mentre il 30 per cento degli aiuti diretti concessi dall'Ue sarà legato alle misure per la protezione dell'ambiente".

In Romania, dove si trova il 32 per cento dei terreni coltivati di tutta l'Unione europea, la riforma è stata accolta favorevolmente. Al contrario, i grandi proprietari terrieri britannici e spagnoli sono preoccupati dalle conseguenze del cambiamento:

"L'Unione europea limiterà gli aiuti ai cosiddetti 'agricoltori da sofà'", titola Público. Secondo il quotidiano spagnolo la Commissione ha intrapreso "una crociata per rivoluzionare gli aiuti all'agricoltura". L'elemento più innovativo della nuova proposta riguarda la riduzione degli aiuti ai grandi proprietari terrieri, soprattutto quelli per i quali l'agricoltura non rappresenta l'attività principale: "questo aspetto colpisce in particolar modo i grandi proprietari come la regina d'Inghilterra o il principe Alberto di Monaco, mentre in Spagna è simbolico il caso della duchessa d'Alba", precisa il quotidiano.




Ambiente: Il biogas brucia le campagne

Thu, 18 Aug 2011 14:52:38 +0100

La Repubblica, Roma – Per far fronte alla crisi gli agricoltori italiani stanno passando a coltivare mais destinato alla produzione di combustibile. Dietro all'etichetta dell'energia pulita, però, i rischi per l'ambiente sono enormi. Leggi il resto.



Polonia: Il business delle false biocolture

Mon, 08 Aug 2011 15:51:36 +0100

Polityka, Varsavia – In materia di frodi all'Ue, ognuno ha le sue specialità: i greci hanno inventato gli olivi di plastica, gli italiani gli agrumeti virtuali, in Polonia invece sono di moda le finte aziende biologiche. Con la differenza che Varsavia le considera assolutamente legali, racconta Polityka. Leggi il resto.



Polonia: La Vistola non è più un eldorado

Tue, 02 Aug 2011 14:17:37 +0100

NRC Handelsblad, Amsterdam – A partire dagli anni novanta centinaia di agricoltori provenienti da tutta Europa, e in particolare dall'Olanda, si sono trasferiti in Polonia sfruttando i terreni a buon mercato. Ma ora Varsavia vuole favorire i piccoli coltivatori locali a scapito di quelli stranieri. Leggi il resto.



Irlanda: La guerra della torba

Thu, 23 Jun 2011 14:50:10 +0100

The Guardian, Londra – Una direttiva europea ha vietato l'estrazione del combustibile naturale per proteggere il delicato ecosistema delle paludi. Ma per migliaia di irlandesi che dipendono da quest'attività è solo un altro sopruso di Bruxelles. Leggi il resto.



Escherichia coli: Solo spiccioli per gli agricoltori danneggiati

Wed, 08 Jun 2011 11:33:24 +0100

"La Spagna conta poco in Europa", titola La Razón con un gioco di parole: "importar un pepino" significa anche "importare un cetriolo". Ed è quello che ha fatto letteralmente l'eurodeputato del partito UPyD (Unión, Progreso y Democracia) Francisco Sosa-Wagner, la cui foto, cetriolo alla mano nell'atto di prendere la parola al Parlamento europeo, è riportata in prima pagina dal quotidiano. Ma a Madrid non c'è molto da scherzare, all'indomani dell'annuncio da parte della Commissione europea di un aiuto economico da 150 milioni di euro per gli agricoltori europei danneggiati dall'allarme E.coli. La somma stabilita dalla Commissione è definita da La Razón "una manciata di spiccioli" di fronte alle perdite causate dalla crisi, stimate nell'ordine dei 200 milioni di euro alla settimana. Secondo il quotidiano la Germania, "accusata ieri da Bruxelles di eccessivo allarmismo e incompetenza, non può venirne fuori fresca e candida come una rosa". Se il cetriolo spagnolo se la passa male, quello romeno approfitta della crisi, "sconfiggendo l'E.coli e circolando liberamente in Europa", scrive România Libera. E mentre tutti guardano con sospetto il cetriolo del tipo "farbio" (di grandi dimensioni e molto diffuso in Europa), il piccolo cetriolo romeno si vende alla grande.




Agricoltura: L'Europa in crisi di zucchero

Wed, 23 Feb 2011 11:38:38 +0100

"Crisi dello zucchero per l'Unione europea", titola Dziennik Gazeta Prawna. Rispetto allo scorso anno i prezzi dello zucchero sono aumentati del 30-40 per cento. Secondo il quotidiano economico la colpa è delle quote di produzione imposte dall'Ue, delle calamità naturali a livello mondiale e dei raccolti, più poveri rispetto agli altri anni. La riforma del mercato dello zucchero nell'Unione, lanciata nel 2006, ha ridotto del 36 per cento il prezzo minimo garantito e ha portato alla chiusura delle fabbriche in perdita. Di conseguenza la produzione dello zucchero nell'Unione europea ha cominciato a scendere. Dai 17,35 milioni di tonnellate del 2008-2009, nel 2009-20010 è passata a 16,25 milioni di tonnellate. L'anno scorso la Polonia ha prodotto 1,43 milioni di tonnellate di zucchero, ma a causa dei limiti imposti dall'Unione europea può utilizzarne soltanto 1,40 milioni ed è costretta ad esportare il resto fuori dall'Ue. La quota concessa non è però sufficiente a soddisfare la crescente domanda interna, il che significa che sarà necessario importare dai paesi esterni all'Ue una quantità di zucchero sempre maggiore. Sul mercato internazionale il prodotto però scarseggia per la povertà delle colture causata dalle calamità naturali. "Un innalzamento del prezzo dello zucchero è inevitabile", avverte il quotidiano. Dziennik Gazeta Prawna prevede un'ondata di fallimenti per le compagnie dello zucchero e per le pasticcerie, i cui affari si stanno avvicinando alla soglia di profittabilità.




Pac: Tra status quo e rivoluzione

Fri, 19 Nov 2010 12:06:21 +0100

La nuova Politica agricola comune "sarà più ecologica, più equa, più efficiente e più efficace", assicura il commissario Dacian Cioloş, che il 18 novembre ha presentato le sue proposte di riforma. "Ecco lo slogan", commenta Libération. Il testo propone prima di tutto un riequilibrio degli aiuti a favore dei piccoli agricoltori, dei nuovi stati membri e di un'agricoltura più verde, e "un massimale di aiuti diretti agli agricoltori, osteggiato da Parigi e Berlino". Libération ritiene che il progetto sia "un invito a un ripensamento ambizioso" per restituire legittimità a una politica che rappresenta circa il 40 per cento dell'Ue. Dacian Cioloş non sposa "né l'opzione radicale che consiste nell'abbandonare progressivamente gli aiuti al reddito degli agricoltori per privilegiare soltanto obiettivi ambientali, né una riforma al minimo per correggere esclusivamente le disparità e garantire una maggiore equità nella ripartizione degli aiuti diretti dagli stati agli agricoltori", spiega Le Monde. La nuova Pac non vedrà dunque "né un [mantenimento dello] status quo, come sognano Francia e Germania, grandi beneficiarie dell'attuale politica, né una diminuzione drastica degli aiuti, come chiede la Gran Bretagna", conclude Les Echos.




Bilancio Ue: Pac: così complessa, così essenziale

Thu, 18 Nov 2010 11:46:48 +0100

Svenska Dagbladet, Stoccolma – Il 18 novembre la Commissione europea presenta le linee di riforma della politica agricola comune. L'obiettivo principale è riequilibrare le spese fra gli stati e gli aiuti fra i produttori. Un compito tutt'altro che semplice. Leggi il resto.



Svezia-Danimarca: La guerra del merluzzo

Mon, 15 Nov 2010 11:03:09 +0100

"Qui la Svezia combatte la guerra contro i pirati della pesca danesi": in una lunga inchiesta il Göteborgs-Posten accusa i pescherecci danesi di violare il divieto di pesca in alcune acque del mare del nord, deciso nel 2009 dall'Unione europea per proteggere il merluzzo dall'estinzione. Il quotidiano sottolinea che dall'istituzione del divieto i guardacoste svedesi hanno scoperto 70 imbarcazioni "pirata" nelle acque territoriali svedesi, di cui 16 sono state segnalate alle autorità. "Non peschiamo nelle acque proibite – risponde il portavoce dei pescatori danesi – vogliamo proteggere il merluzzo come tutti gli altri".




Agricoltura: Il caldo innesca la crisi del grano

Fri, 06 Aug 2010 12:24:19 +0100

L'ondata di caldo in Europa, le piogge torrenziali e gli incendi in Russia sono le cause del panico sul mercato globale del grano, scrive Gazeta Wyborcza, che prevede forti rincari. "Il prezzo del grano e quello della farina crescono ogni giorno. Alla borsa di Parigi l'aumento giornaliero è di 6 euro, dai 110 del mese scorso ai 210 di ieri", prosegue il quotidiano. Dziennik Gazeta Prawna sottolinea che il costo del frumento è cresciuto del 60 per cento nel corso dell'ultimo mese, il rialzo più rapido dal 1959. La situazione è stata ulteriormente aggravata dalla decisione del governo russo di proibire l'esportazione del grano, "il che significa che i paesi arabi, i più grandi importatori di grano al mondo, sono costretti a importare dall'Unione europea o dagli Stati Uniti, conclude il quotidiano di Varsavia.




Romania: La repubblica delle banane

Wed, 21 Jul 2010 11:14:05 +0100

"Romania, paese delle banane", titola România Libera. Nel primo trimestre di quest'anno la Romania, paese ben lontano dai tropici, ha esportato più banane (oltre le mille tonnellate), agrumi, mango, ananas e noci di cocco che pomodori, cetrioli e patate. Il segreto della "tropicalizzazione del paese", spiega il quotidiano, è l'import-export di frutta prodotta altrove e già transitata da un altro paese. In questo modo la Romania "importa più banane dall'Ungheria che da Panama". I prodotti vengono poi rispediti all'estero, principalmente verso altri paesi dell'Unione europea.




Austria: Lo speck in via d’estinzione

Wed, 24 Mar 2010 13:42:01 +0100

La proposta di direttiva europea sull'igiene degli alimenti mette in pericolo lo speck austriaco fatto in casa, scrive Der Standard. L'imposizione degli stessi standard validi per i grandi gruppi industriali complicherà parecchio la vita dei piccoli produttori. Saranno infatti obbligati, quale che sia il volume di produzione, a "mettere alcuni capi a disposizione del veterinario o macellare e sezionare le carcasse in camere separate". Risultato: "700 piccole imprese hanno già interrotto la macellazione" e l'abbattimento in fattoria si è ridotto dell'80 per cento. I benefici, nota il quotidiano viennese, vanno tutti alle grandi compagnie di macellazione e "all'industria alimentare austriaca".




Ogm: Patata bollente per Barroso

Wed, 03 Mar 2010 12:20:28 +0100

"Che cosa è successo a José Manuel Barroso, finora considerato un fine stratega?", si chiede Le Soir all'indomani della decisione della Commissione europea di autorizzare la coltivazione della patata geneticamente modificata Amflora, prodotta dalla tedesca Basf. "Era proprio necessario che la Commissione, ufficialmente in nome dell''innovazione responsabile', andasse contro quel principio di precauzione che l'aveva guidata per 12 anni?", si domanda il quotidiano di Bruxelles. Le Soir critica inoltre una decisione "presa all'unanimità, ma senza un vero dibattito tra i membri della Commissione e alla fine di una procedura scritta", e la scelta del momento: "La commissione Barroso non aveva ancora preso alcuna decisione importante. Ed ecco la prima!"




Allevamento: Del maiale non si butta via niente

Mon, 22 Feb 2010 17:24:07 +0100

De Morgen, Bruxelles – Gli allevatori ne farebbero volentieri a meno, figurarsi i maialini: la castrazione serve soltanto a soddisfare i capricci dei consumatori tedeschi, e la grande distribuzione dovrebbe smettere d'incoraggiarla, afferma uno scrittore fiammingo. Leggi il resto.



Ogm: Barroso ci riprova

Mon, 15 Feb 2010 15:26:19 +0100

Adevărul, Bucarest – Subito dopo il suo insediamento, la nuova Commissione europea ha rilanciato il dibattito sull'introduzione degli organismi geneticamente modificati. Un argomento sul quale gli stati, le lobby e Bruxelles si scontrano da tempo.  Leggi il resto.



Grecia: Gli agricoltori contro l'austerity

Tue, 26 Jan 2010 16:27:32 +0100

"Infarto", titola To Ethnos dopo la paralisi imposta dagli agricoltori greci al paese e ai suoi vicini. "Da dieci giorni strade, porti e dogane della Grecia centro-settentrionale sono bloccati", constata il quotidiano. "Il governo bulgaro ha dovuto intervenire presso la Commissione europea per ottenere la riapertura di qualche via di comunicazione, ma il movimento degli agricoltori greci non si è ancora calmato. Anzi, almeno cinquecento di loro hanno manifestato nelle strade di Atene" il 25 gennaio. "Principali destinatari degli aiuti europei negli anni ottanta, oggi gli agricoltori reclamano un sostegno finanziario" di circa un miliardo di euro, spiega il quotidiano. "Ma le casse dello stato sono vuote e Bruxelles continua a fare pressioni sul governo perché risani l'economia. La carenza di materie prime comincia a farsi sentire e gli agricoltori minacciano di portare il paese al collasso, ma il premier Papandreou ha dichiarato che non cederà".




Romania: Un caro 2010

Mon, 04 Jan 2010 13:32:47 +0100

Il 2010 è appena iniziato e diversi prodotti hanno già registrato un rincaro dal 5 al 10 per cento, rivela România liberă, che pubblica la lista dei beni più colpiti: carburante, energia, pane, verdura e sigarette. Il primato però spetta alla carne, con un rincaro del 50 per cento per quella bovina e dal 20 al 30 per cento per il pollame, soprattutto a causa della soppressione dei sussidi agli allevatori dovuta alle nuove politiche comunitarie. Denunciando che "il mercato non può reggere a un simile aumento", il quotidiano riferisce che gli agricoltori hanno chiesto al governo di "ottenere una deroga da Bruxelles in modo da poter riprendere a erogare i contributi".




Vino: Le guerre del Tokaj

Wed, 23 Dec 2009 16:46:49 +0100

Polityka, Varsavia – Da oltre 40 anni, l’Ungheria combatte una battaglia senza quartiere per il riconoscimento del vino Tocaj come prodotto DOC  (denominazione di origine controllata ) ungherese. Dopo aver avuto la meglio su Unione Sovietica, Francia e Italia, deve adesso affrontare ancora la piccola Slovacchia, che resiste tenacemente.   Leggi il resto.



Pesca: Il baccalà torna in tavola

Tue, 15 Dec 2009 13:14:41 +0100

Dopo 11 anni di moratoria, i portoghesi hanno di nuovo diritto a pescare i merluzzi, elemento principe della loro cucina nazionale, al largo del Canada. Da settembre le acque amministrate dall'Organizzazione della pesca dell'Atlantico nordoccidentale (Nafo) sono state riaperte alla pesca del merluzzo e dello scorfano atlantico, spiega Público, che riferisce che la quota totale di pesca riservata all'Ue per il 2010 è di 3.136 tonnellate, di cui un terzo spetta al Portogallo. Le trattative in corso a Bruxelles sulle quote 2010 mirano a fermare l'ipersfruttamento di cui secondo la Commissione è vittima l'80 per cento delle specie. Ecco perché, nota La Stampa, essa vorrebbe ridurre del 25 per cento la produzione globale (con picchi del 90 per cento per specie come lo spinarolo), il che porterà a un sensibile aumento dei prezzi al dettaglio.




Allevamento: I Paesi Bassi tremano per la febbre Q

Thu, 10 Dec 2009 11:46:53 +0100

Un nuovo flagello è in arrivo: è la febbre Q o coxiellosi, che si prepara a fare strage negli allevamenti dei Paesi Bassi. Tutte le capre e le pecore incinte, malate o no, saranno abbattute nelle prossime settimane, annuncia NRC Handelsblad. Presente nel paese dal 2007, la malattia provoca aborti negli animali che ne sono colpiti ed è molto contagiosa, sia per gli animali che per gli esseri umani. Sei persone sono morte nel 2009, rivela il quotidiano. La decisione di abbattere i capi di bestiame “farà rivivere lo shock dei dieci milioni di maiali abbattuti nel 1997 e nel 1998, in occasione dell’epidemia di febbre aftosica” prevede NRC. Il giornale stima anche che se il governo avesse preso provvedimenti adeguati di prevenzione e lotta contro le epidemie del 2007, si sarebbe potuto evitare un vero e proprio “massacro”.




CO2: L'Europa inquina a tutto campo

Mon, 23 Nov 2009 15:17:17 +0100

Le Figaro, Parigi – Il primo bilancio dei flussi di anidride carbonica dell’Unione Europea evidenzia che i gas serra prodotti dall’agricoltura superano la capacità di assorbimento degli ecosistemi. Un'altra tegola sull'agricoltura intensiva, scrive Le Figaro. Leggi il resto.



PAC: La dolce frode

Tue, 17 Nov 2009 15:34:34 +0100

International New York Times, Parigi – In nessun'altra parte del mondo lo zucchero costa quanto nell'Unione europea. Questa anomalia ha due ragioni: i generosi sussidi della Politica agricola comune a questa industria da 5 miliardi di euro, e le lucrose truffe di chi ne beneficia, gli zuccherifici europei. Leggi il resto.



Crisi del latte: Meglio una bistecca oggi

Tue, 20 Oct 2009 14:05:40 +0100

La Repubblica, Roma – Il recente crollo del prezzo del latte in Europa ha colpito duramente gli allevatori, tanto che alcuni trovano più conveniente macellare i propri capi che continuare la produzione. Ecco perché chiedono all'Unione di non abbandonare la controversa politica delle quote e delle sovvenzioni. Mentre Bruxelles ha deciso il 19 ottobre di stanziare altri 280 milioni di euro per il settore, nel pavese gli allevatori sono disperati. Leggi il resto.



Economia: La crisi del latte divide l'Europa

Mon, 21 Sep 2009 16:40:59 +0100

Le Monde, Parigi – Liberalizzare o regolare? Di fronte agli scioperi e agli spargimenti di latte per strada organizzati in diversi paesi europei dai produttori in difficoltà, la domanda divide gli stati membri e la Commissione europea. Un dibattito che sarà difficile risolvere, sottolinea Le Monde. Leggi il resto.



Pac: Com'era verde il mio sussidio

Thu, 03 Sep 2009 17:02:11 +0100

The Daily Telegraph, Londra – Mentre il settore agricolo francese incassa da solo un quinto dei sussidi erogati dalla Politica agricola comune, paesi come la Gran Bretagna sono sempre più irritati perché la maggior parte degli aiuti fluisce nelle multinazionali che hanno ben pochi rapporti con l'agricoltura tradizionale. Per i piccoli e medi agricoltori francesi tuttavia la Pac è indispensabile per sopravvivere.   Leggi il resto.



Politica agricola comune: Non toccate le quote latte

Thu, 23 Jul 2009 16:25:07 +0100

"L'Europa è sorda di fronte alle grida di aiuto degli agricoltori", titola La Libre Belgique all'indomani del rifiuto della Commissione europea di ridurre le quote di produzione di latte. Confrontati a una grave crisi, gli agricoltori reclamano da diversi mesi un blocco o una riduzione delle quote per fermare la caduta dei prezzi. La Commissione ha proposto una serie di misure di aiuto ma non vuole modificare la linea decisa nel 2008 con la nuova Politica agricola comune. Per salvare il settore lattiero bisogna consumare i suoi prodotti, ha dichiarato Mariann Fischer Boel, il commissario europeo incaricato dell'Agricoltura, prima di criticare i consumatori che preferiscono "la Coca Cola il cui prezzo oscilla fra 1 e 1,26 euro al litro", cioè molto di più del latte. "Un argomento (…) che traduce comunque un certo disorientamento", osserva il quotidiano belga.