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Well, I wonder



Contenitore ipobarico di idee geneticamente modificate a basso consumo d'ossigeno: un blog stratosferico



Published: Wed, 18 Oct 2017 04:27:05 +0200

Last Build Date: Wed, 18 Oct 2017 04:27:05 +0200

 



L'eterno ritorno

Fri, 09 Jan 2009 01:31:00 +0100

Non sono tornato, ma so ritagliarmi i miei spazi: sarò "editorialista" di http://thedarksideofthecool.splinder.com . Un blog maledettamente indie e antindie, dove tante anime (in realtà due, quella di Lara Kasabian, e quella di Sweet Jane, coautrice dell'intervento su indie e classicità) si mescoleranno. Avrò la mia rubrica, e sarà un po' un Well, I wonder reloaded, decisamente inattuale e non al passo con i tempi. Ma pazienza, scrivere una volta al mese non è poi così drammatico.. See you there!




I know it's over.. maybe still I cling

Fri, 01 Jun 2007 21:50:00 +0200

Premessa: forse è destino che non debba scrivere questo post. Appena pensai di lasciar scritto qualcosa mi saltò internet e ora mi si è bloccata la tastiera...Tempo fa leggevo su un blog che l'autore odiava i diari virtuali lasciati incompiuti, senza neanche un saluto che stabilisse definitivamente la chiusura. Ci eravamo lasciati ormai qualche mese fa con la tassa sulle vacanze proposta e subito ritirata. In vacanza ci sono andato io alla fine, e questo blog è stato abbandonato. Come avrete capito non tornerò, almeno non in un futuro prossimo e neanche su queste pagine. Se si torna, si cambierà. Ma ho deciso che è giusto mantenere questo blog aperto per qualche futuro visitatore che voglia trovare una pseudorecensione del Codice Da Vinci oppure il ricordo di Italia-Germania 2-0. Tra l'altro auguri Sgt. Pepper's. Sono 40 anni. Portati più che degnamente. L'LSD combatte le rughe a quanto pare. In questo blog ho vissuto tanti piccoli Days in the Life, Ora ho altri Days in the Life, stessa vita, solo un pochino migliore di prima. Well, I wondered: Sì, è possibile. Sappiate solo questo. Quindi Well, I wonder chiude. Ma senza prima aver cercato di fare un breve riassunto delle migliori puntate precedenti, come un vero Best of. Cioè 2 o 3 post al massimo, altrimenti fermate gli orologi per favore.. E' importante non chiudere mai i blog, per non perdere la memoria. In fondo è un pezzo di vita che può servire da ricordo per sè stessi e per gli altri. Se dovessi riuscire a far ridere una persona grazie a questo blog, anche fra 10 anni, potrò dire di aver fatto qualcosa di buono nella vita. Anche se gli Oasis saranno diventati i Rolling Stones di oggi (nel senso peggiore del termine) e Morrissey avrà tagliato il ciuffo, per non diventare troppo ridicolo. Everyday I love you less and less verrà ballata nel club della stazione orbitante e la musica verrà ascoltata attraverso stimolazione cerebrale. Pensate solo agli AC/DC ascoltati così. Da diventare epilettici. Eppure un giorno non eravamo così... Well, I wonder: l'importanza della memoria. Finora ho solamente scherzato ma avere ricordi è una cosa fondamentale. Per cose molto più importanti. Potrebbe essere la base per rinviare la mortalità umana. E' la base dell'immortalità umana. Sopravviviamo solamente nella nostra civiltà a cui contribuiamo anche nei modi più semplici. Lo capite quando camminate per il Foro Romano e vedete i marciapiedi dove un tempo si giocava a dadi. Vi accorgete che solo camminando fra quei ruderi imponenti avrete la percezione della vostra esistenza intesa come storia. Anche un bosco potrebbe essere millenario, ma vi sentireste soli e insignificanti là dentro. Ecco perchè non chiudo, non elimino questo blog. Non che abbia dato contributi alla civiltà occidentale, per carità, ma è un modo di vedere la vita, e la sua eternità  Che durerà fin quando ci sarà qualcuno capace di leggere. Dopodomani Platone, Nietzsche, Shakespeare, Wilde, Morrissey e io potremmo essere la stessa cosa. Nulla.<



E magari così ci paghiamo la tassa sulla vacanza...

Sat, 11 Nov 2006 13:44:00 +0100

To:  COMMISSIONE EUROPEA - DIPARTIMENTO CONCORRENZA, MERCATO E CONSUMATORI - AUTORITA' ITALIANA GARANTE DEL MERCATO E DELLA CONCORRENZA

PER L'ABOLIZIONE DEI COSTI DI RICARICA PER I TELEFONI CELLULARI

E' una cosa che accade solo in Italia mentre in tutti gli altri paesi Europei si paga ciò che si consuma.

In Italia oltre al consumo devi anche pagare il "costo della ricarica" che altro non è che un'invenzione dei gestori telefonici per fare ancora piu' soldi a scapito di noi consumatori

CON QUESTA PETIZIONE I FIRMATARI CHIEDONO L'ABOLIZIONE DI QUESTI FAMOSI COSTI DI RICARICA,ANOMALIA TUTTA ITALIANA!

Sincerely,

The Undersigned

http://www.petitiononline.com/costidir/petition-sign.html?




Non è il canto del cigno, il cigno sta solo scaldando la voce...

Sat, 04 Nov 2006 15:26:00 +0100

Well, I wonder, in qualità di contenitore ipobarico di idee, decide di dare una svolta cultural-retrò al suo blog, e per l'occasione si avvale di un'importante collaborazione con un'esperta di classicità greca e latina che ci mostra come in realtà il nuovo è vecchissimo e che il cosiddetto movimento indie ha dei precedenti nella storia dell'Occidente. Chiudete gli occhi, sforzarvi di ricordare qualche reminiscenza liceale e immaginate un mondo in cui, tra guerre e conquiste, l'arte era fatta di grandi nomi e promesse mai mantenute, big next things e opere leggendarie. Sorprendenti coincidenze tra l'oggi e l'altro ieri verranno presentate in questo articolo. Un Orazio come Lou Reed o un Catullo come Pete Doherty? Ecco le prove.A Roma i poeti erano dannatamente indie. Il letterato-tipo era generalmente un giovane di buona famiglia, mandato a Roma da ogni angolo d’Italia a perfezionare i propri studi, che puntualmente interrompeva come gesto di ribellione nei confronti del pensiero dominante. Un giovane borghese contro sistema e le sue costrizioni, fino al momento in cui non avrebbe votato se stesso all’Impero, magari sotto la falsa maschera di un circolo di Mecenate qualsiasi. Questi, dal canto suo, sapeva esattamente come riconoscere ogni eventuale talento, carpirne capacità e potenzialità e fruttarne totalmente l’immagine in virtù e a favore dell’Impero. Ma se Mecenate è l’Alan McGee dell’ età Augustea, l’emblema della rockstar mancata, intellettualoide e maledettamente maledetta è certamente Valerio Catullo. Colui che fece della sua sofferta storia d’amore adultera con Clodia (Lesbia nei suoi versi), la groupie degli ambienti altolocati romani, l’oggetto della propria arte. Cornice ed occasione del celebre Liber è infatti un amore travagliato e dissoluto, costantemente minacciato dall’ombra del tradimento e dell’infamia, che assume pero’ nella dimensione letteraria connotati incredibilmente delicati e a loro modo innocenti. Quelli di un sentimento sincero, seppur incapace di stabilizzarsi, in perenne bilico tra infantilismi esasperati e disperate dichiarazioni d’amore eterno, intervallate da corna degne di un alce siberiano. Catullo e Lesbia come Pete Doherty e Kate Moss. I vari Tibullo e Properzio, che forse avrebbero meritato di restare sconosciuti assieme agli altri autori minori, e che invece per motivi a me oscuri (anche se probabilmente sono l’unica persona a pensarlo) hanno mantenuto la memoria dei loro nomi attraverso i secoli, dal canto loro erano, proprio per questo motivo, degli indie tra gli indie, come dei Forward Russia o dei Test Icicles qualsiasi. I giovani dell'epoca che leggevano il Novus Musicalis Expressus (di cui Sallustio, in virtù delle sue ampie conoscenze in materia di gossip in alti ambienti imperiali, sarebbe stato un giornalista di prim'ordine) si sarebbero radunati alla Suburra, zona sociologicamente simile a quella del romano Qube, per l'evento più cool dell'anno, di quelli che ve ne sono una volta a settimana, ovvero la gara di elegie. Come in ogni società commerciale, pero’, esistevano allora, come esistono oggi, quei personaggi-istituzione che, pur facenti parte di mondi luccicanti di "major discografiche" e onorificenze varie, costituiscono dei punti di riferimento per i vari fenomeni di ieri e di dopodomani. Cosi’ Virgilio, autentico baronetto di Ottaviano, seppe sfruttare la propria posizione di potere all’interno della cultura imperiale, facendo in modo, da bravo Paul McCartney del suo tempo, di non permettere che quella ne influenzasse la libertà artistica, senza per questo risultare falso nelle vesti di Voce dell’Impero.                          &nb[...]



John Peel Day

Thu, 12 Oct 2006 21:02:00 +0200

2 anni fa lo storico dj radiofonico della BBC chiudeva, non per volontà sua e senza saperlo, la sua carriera con un as usual, thank you. Sono in molti che invece devono ringraziare John. Ragazzi, ormai adulti, alla caccia di sonorità nuove quando solo poche frequenze davano la possibilità di ascoltare i singoli più alternativi del momento (da scordarsi perfino l'esistenza di MTV, nei primi anni di Peel alla BBC) e altri ragazzi, alcuni famosissimi, altri molto meno, alla ricerca di qualche minuto di celebrità con la propria band avranno provato un momenti di tristezza all'annuncio della morte del DJ. Io non posso dire certamente di averlo conosciuto e neanche di averlo mai ascoltato, per ragioni anagrafiche e nazionali, ma i suoi programmi sono state pietre miliari del rock n roll. Ci sono in giro tante Peel Sessions nella rete a testimonianza dell'importanza di questo spazio per giovani che desideravano, al momento di imbracciare per la prima volta una chitarra, partecipare con le loro canzoni, segnando così un punto di svolta per se stessi. Un attimo da incorniciare nella loro vita. Un momento di estasi. Grazie John per aver regalato soprattutto tanta felicità senza alcun pregiudizio di sorta a persone che magari ora fanno i giornalai o gli impiegati, caduti completamente nell'anonimato. Un saluto sportivissimo a un vero indie, anche a 60 anni e passa, da chi è sempre restio, per congenita sfiducia, ad ascoltare nuovi gruppi. Nella nuova playlist un infimo, e mainstream, ricordo delle canzoni che tanto gli piacevano. Che comincia con You'll Never Walk Alone, lo storico e invidiatissimo inno del Liverpool, sua squadra del cuore.

Qui il podcast di Planet Rock in omaggio al John Peel Day (via Blutarsky, l'ANSA della blogosfera, che cita Polaroid)




Massì dai, parliamo di una Sick City.

Wed, 11 Oct 2006 15:29:00 +0200

Emergono dal passato carte segrete impregnate d'acido lisergico. Vista la lunga pausa blogghistica, desidero ringraziare tutti i miei lettori che hanno continuato a visitare questa landa sperduta con la pubblicazione di questo mio inedito, scritto 1 anno e mezzo fa. Io vivo a Roma, ma la redazione di Well, I wonder è sita a Magliana, un quartiere che nell'articolo verrà descritto, ironicamente e autorevolmente, come nazione. E così sia: siamo un mondo a parte, come molti altri ve ne sono in altre realtà. E, al di là della fama da cronaca nera che circonda questa zona, vorrei ricordare che qui si può abitare in santissima pace. Senza inferriate e senza giubbotti antiproiettile (e a essere sinceri e precisi il covo della Banda era in una specie di altura che sovrasta la Magliana), e soprattutto con un bel ricco mutuo da pagare.Magliana Natzione, Sick CityMagliana - Stato indipendente all'interno del territorio romano di circa 80.000 abitanti. Situato in posizione strategica tra l'aeroporto di Fiumicino e il centro di Roma, nato originariamente come quartiere operaio, di recente ha conquistato l'indipendenza grazie al suo grande dinamismo economico in controtendenza con il resto d'Europa e all'azione dei reduci della Banda della Magliana. Ha un governo presidenziale il cui presidente è Maurizio Abbatino, importante esponente del gruppo separatista. Secondo fonti storiche sull'origine del nome di Magliana, nell'XI secolo si parlava di un fundus manlianus posseduto dall'antica famiglia romana dei Manilii o Manlia, da cui molto probabilmente derivò il termine per una successiva corruzione in Magliana.La Magliana è stato teatro di scontri durante la seconda guerra mondiale nell'occasione dell'invasione nazista a Roma, con 17 caduti tra i carabinieri. Nel boom edilizio degli anni 70, la Magliana è diventata uno dei quartieri operai più importanti di Roma, benchè abbia avuto periodi di grande degrado sociale. Negli anni 80 ha avuto episodi a dir poco agghiaccianti, come la storia del Canaro oltre che le famose "avventure" della Banda della Magliana. Degli uomini dello spettacolo, la Magliana vanta Teo Mammucari. La Magliana da quando è diventata una nazione possiede 3 banche, 5 scuole, 2 circoli sportivi (di cui uno vicino al Tevere), un irish pub aperto da pochi giorni, 3 chiese, 3 supermercati, un'agenzia di scommesse, 4 farmacie e tanti altri negozi che permettono un'autosufficienza completa. Da segnalare ai turisti stranieri il Cornettaro Violento sulla via per andare verso la Stazione del treno Villa Bonelli sulla linea Fiumicino-Fara Sabina, dove dalla mezzanotte si possono gustare veneziani tendenti all'eversione dell'estrema destra tedesca.I Maglianensi si dividono in sboroni con le visiere e ragazzi senza visiere che possiedono una parvenza di normalità. Da 2 anni è stata costruita una piazza dedicata a Fabrizio de Andrè che è situata proprio davanti alla parrocchia principale. Questa piazza è diventata un luogo di ritrovo per la gioventù maglianense, dove d'estate è possibile ammirare tanti ragazzi sfoggianti in modo orgoglioso le loro visiere, segno di distinzione e di appartenenza al gruppo, con in mano una buona canna, anch'essa segno di appartenenza al gruppo (dei tossici). Il principio gerarchico è fondamentale nella vita di comunità: si hanno 3 luoghi di riunione differenti, e per accedere a questi e ai relativi gruppi è necessario avere questi requisiti: Piazza De Andrè: età 13-16 / curriculum: aver fumato almeno una volta una canna e fumare regolarmente sigarette / possedere un motorino (da quest'anno è obbligatorio NON possedere il patentino) e una visiera. In alcuni punti vengono distribuiti degli antivisiera-radardetector, che permettono la localizzazione di visiere nel raggio [...]



San Natale, prega per noi, San Tommaso, prega per noi, Sant'Alessio, prega per noi

Fri, 29 Sep 2006 14:20:00 +0200

Secondo voi quanto vale un 28 a un esame di inglese da 14 crediti? Secondo voi quanto vale un lettore mp3 Creative comprato da pochi giorni su Ebay e pagato 150 euro? Se qualcuno ritiene necessario avere santi in Paradiso per ottenere buoni risultati e ottime ricompense, si sbaglia di grosso.Basta solo:1) essere tremendamente sbadati di natura e ancor di più nel pallone quando si esce da una situazione complicata in grande allegria e scioltezza d'animo2) essere studiosi quanto basta, ma non troppo, giusto per non essere perfettamente preparati a domande non difficili ma inaspettate3) essere eruditi in materia di rock britannico, con conoscenza approfondita di Franz Ferdinand e Oasis, e basi di Radiohead.4) avere una ragazza in facoltà che mostra interesse per il rock britannico pur partendo da zero5) essere perennemente sotto acidiIl resto vien da sè.Dopo aver sostenuto l'esame in lingua con l'assistente in maniera buona mi reco allegro e incosciente dal professore, un personaggio famoso per bocciare in virtù di pronunce errate e di scarsa conoscenza di figure retoriche come anadiplosi o poliptoti. Speranzoso e un pochino timorato del Prof, mi reco alla sua cattedra per chiudere l'esame. Premessa: anche chi parte da 26 può venir senza alcuna remora essere bocciato (con tanto di "non hai mai aperto il libro", "non sai nulla" e urla e alti guai vari, detto da uno che, tra l'altro, difficilmente saprebbe comprare un fish n chips a Londra). Dopo la lettura di un regolamento europeo e traduzione, arriva il momento sintattico-morfologico. "Parlami dell'ordine di parole", la domanda. Risposta piuttosto inalberata finchè non riesco a risalire dalle sabbie mobili dell'incertezza e indecisione.  "E l'ordine degli aggettivi?". Qui l'illuminazione: la traccia numero 4 di The Bends mi da la risposta. Fake Plastic Trees è la costruzione che mi era stata chiesta, la risposta che chiude l'esame e mi fa conquistare il 28, in extremis, all'ultimo allungo. Un guizzo mentale degno del miglior Doc, e grazie a Thom Yorke mi porto a casa la preziosa "ricevuta". Il rock n roll fa male alla salute, sì, ma fa bene alla media universitaria.Baldanzoso e sollevato per l'impresa, mi reco in un'altra aula, e poco dopo incontro una mia compagna (sì, come alle elementari, va bene?) a cui avevo regalato un cd mp3 con gli album degli Oasis e Franz Ferdinand, per aprirle un mondo per il quale aveva mostrato interesse. "Bellissimo il cd, grazie!" è il suo commento appena mi vede. Dall'alto della mia esperienza di ignoranza, ai tempi del madferittismo, la invidiavo per quanta bella musica potrà ancora ascoltare, e pensavo che un giorno avrebbe potuto ascoltare la roba del mio ipod. Ipod??? Una corsa sfrenata verso l'aula dell'esame, con lei e altri che mi guardano interdetti, perchè mi accorgo di aver dimenticato il giacchetto nell'aula, con l'ipod dentro. Se non fosse stato per quel disco di cui si parlava, e se non fosse stato per il suo entusiasmo nel ringraziamri, ora avrei un ipod in meno (ipod senza mela, mica la voglio pagare 100 euro solo quella eh, come Stankovic per Zeman nel 97), appena comprato. Se non fosse stato per la mia vecchia passione per Noel Gallagher e Alex Kapranos ora il mio patrimonio sarebbe sceso di 150 euro, perchè difficilmente sarei tornato lì per trovarlo intatto. Da escludere anche l'ipotesi di raddoppi e triplicamenti di lettori mp3, ovviamente.La morale del racconto è che la musica ti para il culo, sempre. Sia quando vuoi intrattenere rapporti sociali come argomento di conversazione, sia quando sei un po' sbadato e gli altri ti ricordano le cose dimenticate giocando al gioco delle pulci con i tuoi neuroni. Fake. E' sempre un'opinione, mai un fatto.  [...]



Il secondo sogno per il derby di quest'anno...

Tue, 19 Sep 2006 10:28:00 +0200

...E' vincere (magari il ritorno) con un rigore del genere: in questo caso sono prevedibili reazioni a catena che porterebbero rapidamente a un conflitto nucleare (un po' come il mitico prezzo delle uova che porta alla guerra in Febbre da Cavallo nella splendida elucubrazione del Mandrake)



Un sogno per il derby di quest'anno...

Wed, 13 Sep 2006 14:53:00 +0200

...E' vincerlo con un gol così: da quel momento in poi la vita dell'arbitro dovrebbe essere cronometrata per stabilire il record di sopravvivenza in condizioni a dir poco estreme. Oltre a una carneficina per la calca rabbiosa in Curva Sud che supererebbe qualsiasi Heysel, scatterebbe una feroce caccia all'arbitro negli spogliatoi da parte di calciatori, dirigenti, allenatori, raccattapalle (anche quello che ha segnato), polizia imbestialita che carica con l'aiuto dei tifosi, giornalisti alla caccia dell'ultimo scoop, dietrologi in pensione, vigili del fuoco con il napalm, squadristi alla bisogna, muezzin pronti a condannare l'infame e empio giuoco del calcio, CIA pronta ad arrestare i muezzin che condannano il libero e democratico giuoco del calcio, Carlo Mazzone, Luciano Gaucci rimpatriato con il primo aereo disponibile che a costo di farsi mettere al gabbio deve malmenare un direttore di gara, liberi professionisti con il pallino per il pallone, nani e ballerine. I metodi Moggi sarebbero ampiamente superati. Perchè un arbitro così demente è, come l'interdetto, al di sopra di ogni sospetto.




Israele interrompe il blocco, pure io (solo per poco)

Wed, 06 Sep 2006 17:59:00 +0200

Ma questo tizio qui quant'è testa di merda da 1 a 10 alla 10a? Perchè non lo mandano in Iraq e non ce lo lasciano per sempre? Oppure si aprisse una bancarella a Viale Regina Margherita per vendere le magliette.
http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/politica/calderoli-atomica/calderoli-atomica/calderoli-atomica.html




Blogday 2006: intervista all'esperto

Thu, 31 Aug 2006 00:00:00 +0200

Dal momento che Luke temporaneamente è in pausa blogghistica e mi ha chiesto espressamente di tornare dopo una lunga assenza su questi schermi per celebrare in modo degno il giorno di festa di tutti i blogger, eccomi qui per introdurre un'intervista che Well, I wonder ha realizzato con il professor Luca Consoli, esperto in nuove comunicazioni e attento studioso del fenomeno blog. A: Buonasera Professor Consoli, entriamo subito in medias res parlando del fenomeno blog. Cosa significa avere un blog, sia come risvolti estetici, psicologici e umani? Chi c'è dietro un blog? Perchè si tiene un blog? Cosa si cela dietro quel nickname e dietro quelle parole? LC: Innanzitutto bisogna considerare due aspetti: il desiderio dell'apparire e il desiderio del comunicare. Il primo è sintomatico di una società che incontra tra i giovani sempre più resistenze e difficoltà nell'approcciare con le altre persone nel senso più profondo del termine. Il blog mette in mostra le proprie presunte qualità e le proprie piccole grandi sofferenze quotidiane, spezzando il senso di solitudine che pervade le vite dei bloggers. Un luogo di sfogo che raccoglie e commercializza, nel senso di rendere scambiabile, i propri sentimenti, cosa altrimenti non realizzabile nei gruppi da parte di persone con palesi difficoltà di interazione. Spesso sono solitudini che incontrano altre solitudini per essere un pochino meno sole. Chi invece desidera puramente comunicare i propri punti di vista in uno stile pseudo-giornalistico utilizza il blog come una forma di democrazia diretta dell'idea. Da qui i problemi con i blog cinesi, che, superando i confini nazionali, possono essere visti, con disappunto delle autorità, in tutto il mondo.A: Cosa bisogna fare per avere un blog di successo?LC: Se si inizia a parlare di estetica trascendentale o di teorie transustanzialistiche si può avere la certezza matematica di fare colpo solo su qualche seminarista o dottore di filosofia. Il pubblico desidera argomenti lievi, senza troppi giri di pensiero, che sforzano la mente quando questa vuole solo rilassarsi dopo una dura giornata alle prese con Verissimo o Uomini e Donne o con letture del calibro di Chi. E dunque cosa c'è di meglio che informarsi di cosa sta facendo in quel momento il tuo idolo, con la possibilità di chattarci? Il Blog di Paola e Sasi è primo nella classifica di Iobloggo con 874886 visite totali in 10 mesi, e questo dimostra come attraverso una grande frequenza di semplici post e un'ampia gamma di categorie (interessanti le poesie per Paola scritte dai suoi fans: versi migliori la tua testa è piena di ogni concetto e ti sei comprata l'anima della gente / spogliandoti di ogni abito) si possa avere centinaia di frequentatori assidui. Addirittura sono segnalati tutti i recapiti di Mediaset per far sentire l'appoggio popolare a questa Paola, ed è un altro segno di come da un blog si possa costruire un regime totalitario. Basta un: Paola domani andrà al Quirinale per le consultazioni del Presidente Napolitano per diventare premier, e migliaia di mail arriveranno a Mediaset chiedendo che le vengano dati i plenipotenziari, non prima però di essersi chiesti chi sia 'sto Napolitano, se è il rivale di Costantino o una nuova scoperta di Maria de Filippi. A: E' più importante la forma o la sostanza?LC: E' meglio sposare Flavia Vento o Margherita Hack? Il quesito non ha senso, dipende dai punti di vista. Un ottimo compromesso di successo invece è raggiunto con il blog di Giulia: contenuti pessimi e forma aberrante, uno dei pochi diari online che ha più anni del cervello dell'autore. Preso uno, gli altri sono tutti uguali: carattere illegibile con co[...]



L'esegesi del tutto

Sat, 12 Aug 2006 00:19:00 +0200

No, in realtà è solo scappato in Australia, dove ha cambiato identità e vive con moglie 3 figli, un wombat e una riserva intera di animali australi come canguri e koala. La sua vita ora è simile a quella di Jim Morrison a Parigi: scrive poesie inzuppate all'acido, alternandole con ampi reportage sul Club Marconi di Melbourne sul quotidiano sportivo locale e post su un blog supersegreto dove commenta in modo satirico le vicende italiane. Scappato proprio sotto il governo di sinistra? Troppo moderato per i suoi gusti. Pare che stia attendendo con impazienza la prima partita della Juventus in serie B, da buon torinista, ma ha il grande timore di un ripescaggio. Anche per questo, per non avvelenarsi troppo il sangue, è scappato dall'Italia. Se n'è andato da Campione del Mondo, e ora porta questo titolo nel globo terracqueo. Frequenta come dj i club indie più esclusivi dell'Australia, sta per diventare manager dei Lucksmiths e infine ha intenzione di insidiare, nel prossimo futuro, Rupert Murdoch come uomo più ricco del continente. Vorrei in realtà che fosse così, ma purtroppo non lo è. E' morto uno dei miei padri spirituali, frittole. Come direbbe Nick Hornby, è brutto morire in mezzo a una stagione senza sapere il destino della tua squadra. Ma, aggiungo, è ancor più brutto non vedere per la prima volta i tuoi nemici giurati in serie B. Tutto questo per pochi giorni. Dopo Syd Barrett e Arthur Lee, un altro uomo geniale se ne va. Se esiste questo blog, e se poco poco vi dovesse anche piacere, è anche merito suo. I suoi post così vivaci intellettualmente e carichi di umorismo mi mancheranno tantissimo.                                                                                                  Shine on you crazy blogstar                                            Il mio ricordo, a testimonianza del mio affetto intellettuale nei suoi confronti, è dato da questo post suo, incollato su questo blog nei suoi primi giorni di vita (era il settimo post) e presentato da me.CONTAMINATIO? INCOLLATIO!               (28/01/2005) Visto il titolo latino, visto il nome della sezione in latino, mi permetto di fare come gli autori latini, che prendevano un pezzo di un'opera di un altro scrittore-poeta, lo sbattevano sulla propria composizione, e tutti erano felici e contenti. I diritti d'autore esistevano nell'Antica Roma? A quanto pare no, e in Britannia, al di qua del Vallo di Adriano, gli Oases (plurale greco) avrebbero goduto di celebrità purissima e cristallina, e Marc Bolan e John Lennon avrebbero fatto salti di gioia senza reclamare nessun plagio, ma sarebbero stati onorati del taglia e cuci melodico-strumentale, perchè la contaminatio all'epoca era cosa buona e giusta. Pipae et spiritus sarebbe diventata una grande hit a Roma e gli Oases avrebbero fatto sold out al Circo Massimo (per festeggiare l'invasione di Roma a Mancunia e la deportazione, con conseguente passag[...]



Post di passaggio

Tue, 08 Aug 2006 21:38:00 +0200

Tra qualche giorno parto per la residenza estiva, quindi lascio questo blog a marcire per un altro po'. Ma per aprire un attimo le finestre e far cambiare aria, soddisfo la vostra irresistibile curiosità di conoscere le squadre per cui tifano i nostri/vostri idoli musicali. Perchè anche le star hanno un cuore. Here we go.

Roger Waters Arsenal
David Gilmour Arsenal
Ray Davies Arsenal
Roger Daltrey Arsenal
Graham Coxon Arsenal
Noel Gallagher Man City
Johnny Marr Man City
Mani Man United
Bernard Sumner Man United
Chemical Brothers Man United
Richard Ashcroft Man United
Steven Morrissey Man United
Bobby Gillespie Celtic Glasgow
Bono Vox Celtic Glasgow
Damon Albarn Chelsea
Ian Brown Man United
Tim Burgess Man United
Johnny Rotten Arsenal
Ocean Colour Scene Aston Villa
Kelly Jones Leeds
Lee Mavers Everton
Paul McCartney Everton
Jarvis Cocker Sheffield Wednesday  
Alex Turner Sheffield Wednesday  
Elton John Watford
Alex Kapranos Sunderland
Pete Doherty Queen's Park Rangers (anche Carl Barat dovrebbe tifare QPR)
Mick Jones QPR
Robert Smith QPR

Se ne conoscete altri, sapete dove scrivere.



Scandalopoli

Wed, 26 Jul 2006 14:58:00 +0200

In questo appello alla Corte Federale il giudice Sandulli ha ritenuto opportuno sfruttare il periodo di saldi per dimezzare le punizioni per il caos di Calciopoli. Eppure...Cobolli Gigli: "Sentenza incredibile, la Juve farà ricorso"Berlusconi: "Ingiustizia"Lotito: "Faremo ricorso al TAR"Della Valle: "Avanti così fino a riavere la Champions"Se qualche persona non al corrente della sentenza dovesse leggere queste dichiarazioni sommarie potrebbe, a buon diritto, pensare che le sentenze di primo grado siano state quantomeno confermate. La Juventus, con a carico plurimi illeciti sportivi che avrebbero fatto apparire le "mazzette" di Preziosi di Genoa-Venezia una lauta quattordicesima anticipata per non meglio precisati servizi al presidente veneziano e nulla più, partiva dalla serie B -30, con disparità di trattamento nei confronti di Lazio e Fiorentina, poste nella medesima serie bianconera. Risultato: Serie B confermata con 17 punti di penalizzazione. Ma, in virtù degli sconti per Lazio e Fiorentina, in A con rispettivamente -11 e -19, la Juventus si sarebbe sentita in diritto e in dovere di chiedere la serie A, nonostante le molteplici ed evidenti responsabilità dirette che comportano quantomeno la serie B. Da qui le polemiche sul presunto capro espiatorio rappresentato dalla società bianconera e della illegittima discriminazione. Cobolli Gigli potrebbe portare a sua discolpa il fatto che la società è stata rinnovata e che quindi meriterebbe credito e fiducia. Se questo teorema dovesse prendere piede ogni società, per difendersi, potrebbe corrompere arbitri e varie autorità cambiando vertici societari ogni anno, mantenendo così l'impunibilità. Lotito ha dovuto pagare i debiti lasciati dalla precedente gestione. Se ha ottenuto un trattamento di favore, questo non cancella il suo dovere di saldare i vecchi conti. Falsare un intero campionato (solo quello emerso dalle intercettazioni, ma con fortissimi dubbi su quelli precedenti) con i conseguenti intrighi di Palazzo e il potere di tenere in mano il coltello che divide la torta dei diritti tv costa solo una retrocessione e 17 punti di penalizzazione, esclusi ricorsi alle varie Camere di conciliazione e giustizia ordinaria. Un affare conveniente. Il compito di questa sentenza era soprattutto quello di dare un segnale forte di irrigidimento della severità nei confronti di un sistema ormai lasso e abituato alla mancanza di regole. Poichè ogni società sportiva, come qualsiasi azienda in un mercato, è solita a ragionare in termini di costi/benefici, punizioni leggere verranno sempre di più sopportate in futuro, in cambio di un mantenimento di un'anarchia guidata dall'alto. In America le società produttrici di tabacco vengono spesso multate di milioni di dollari al fine di rendere più conveniente un aumento della qualità dei prodotti che il pagamento del risarcimento. Le altre sentenze: non è stata una vergogna perchè lo scalino di differenza è stato ripristinato, ma rimane una vera pagliacciata. La Lazio è riuscita a trasformare facilmente la responsabilità diretta in oggettiva grazie (presumo) a un impianto difensivo basato sull'imperizia e imprudenza delle conversazioni troppo "audaci" e quindi contrarie solo alla lealtà. Noi abbiamo avuto solo stralci, e in effetti dire: "E' importante" in riferimento a una partita vuol dire tutto o nulla. Il problema sta soprattutto nel fatto del r[...]



Morrissey live at Ostia Antica

Fri, 21 Jul 2006 23:03:00 +0200

Far pagare a Morrissey un mio periodo di apatia blogghistica e non non lo ritengo giusto e dunque voglio scrivere qualche riga sullo spettacolo di domenica. A dire il vero il fatto che sia stato un concerto e che dunque ci fosse un qualche muro sonoro su cui si potesse inserire una melodia vocale era del tutto superfluo. Dal momento dell'entrata sul palco del bellissimo Teatro, sceneggiatura perfetta per un incontro fra ciò che è stato tantissimi anni fa, ciò che è stato tanti anni fa e ciò che è adesso, al momento del saluto al pubblico alla fine di Italian Blood, English Heart, l'elemento musica, così importante nelle esibizioni di musicisti-cantanti, era un semplice e apprezzabile orpello nella mente dei fans, ipnotizzati da un sentimento di incredulità nel vedere quelle movenze che tanto abbiamo amato a 3 metri di distanza. Il momento in cui riuscii a capire che realmente avevo Morrissey davanti è stato dopo 1 ora, quando, mostrando il suo inconfondibile profilo, ho compreso che non era solo un sogno. L'immagine che ho più presente di quel concerto è stato il tatto del sudore che invadeva le prime file. Il resto è una carrellata di contorni magnetici mobili ma quasi senza tempo, luci verdi su Life is a pigsty, la camicia che vola dal palco e che sono riuscito ad afferrare conquistandone un pezzetto che conservo come farebbe un devoto di Padre Pio con le sue bende, Mamma Roma, la battuta su Bob Dylan. Questa non è una recensione di un concerto, perchè sono troppo parziale e fanatico, anche se ci sono stati dei lati negativi (alcune esecuzioni troppo lente, la mancanza di Still Ill in scaletta). Avere a 3 metri un uomo che ha raccontato tanti aspetti della tua vita fa pensare che in realtà quello sia solo un sosia con la sua stessa voce messo su un palco per allietare i fans. Il vero Morrissey non esiste. Il vero Morrissey esiste in ognuno di noi che sono andati a vederlo. It was too close to home.  



The Concert+Gol Caressa

Sat, 15 Jul 2006 20:17:00 +0200

Vista la clamorosa popolarità di questo remix da discoteca di Dj Mad e soprattutto la straordinaria diffusione del "popopo", ho deciso di creare questo mix celebrativo per la grande vittoria dei Mondiali, con la voce del mitico Fabio Caressa, che ha rappresentato ciò che gli italiani avrebbero voluto sentire durante un'appassionante Coppa del Mondo con lieto fine. Non sono proprio tutti i gol, ma sicuramente i più significativi. Mettetela in macchina e fate sentire ai passanti per tanti altri giorni chi è Campione del Mondo!

http://www.yousendit.com/transfer.php?action=download&ufid=1C5239D266B9CAA6

E lancio una specie di catena di San't Antonio: (intestazione) qual è stata la vostra scaramanzia prima della finale dei Mondiali (o in generale lungo il torneo) che è risultata "decisiva"? Ogni tifoso ne ha una, e la scaramanzia ai Mondiali ci rende veramente tutti scemi. Io ne scrivo 3, il numero è libero, si può pure dire che non siete scaramantici: vi fa onore.
1) Ho detto sempre al fischio d'inizio della partita "si va"
2) Mi sono seduto sempre sulla stessa sedia a casa di The Roxford, dove abbiamo sempre visto l'Italia vincere in questo Mondiale.
3) Ho una fascetta di capitano francese che ho tirato fuori come amuleto per la partita Francia-Togo 2-0 perchè mi serviva la vittoria della Francia per vincere al matchpoint, dopodichè l'ho lasciata fuori e ha sempre vinto finchè non l'ho riposta nel cassetto prima della finale, con i risultati che abbiamo visto.

Parola a baker, The Roxford, Tommy



Ciao diamante pazzo

Tue, 11 Jul 2006 16:16:00 +0200

Syd Barrett se n'è andato fisicamente 2 giorni fa, dopo che da anni la sua mente era rimasta incastrata in altre dimensioni. Buon viaggio, Diamante Pazzo. 
  
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                                                         06.01.1946-09.07.2006
                                                         What exactly is a dream?
                                                        And what exactly is a joke?
 




9 Luglio 2006

Mon, 10 Jul 2006 13:15:00 +0200

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Tre generazioni, un Italia-Germania

Wed, 05 Jul 2006 03:53:00 +0200

Nell'attesa della semifinale ero solito pensare che questa sfida sarebbe stata un testimone consegnato da una generazione all'altra per avere l'accesso alla Storia del calcio. La generazione della cosiddetta Meglio Gioventù ha avuto Italia-Germania 4-3, quella del Paese in lotta fra terrorismo e crisi della Prima Repubblica l'Italia-Germania 3-1. E questa? L'interrogativo si è sciolto stasera. Sono state ore tese, di grande frenesia. Italia-Germania è ormai una parola sola, un tutt'uno che ha una propria storia fatta di campioni e di emozioni, con un fil rouge che ci sorride. Stasera la nostra generazione doveva partecipare a un pezzo di storia del calcio, quella che non ha mai ascoltato Martellini, se non in repertorio d'epoca. Abbiamo Fabio Caressa, altro stile, figlio di altri tempi, di una tv che si fa pagare. Diversi modi di esultare per il gol, il primo compassato con emozione, il secondo con estrema partecipazione. L'altro ieri Riva, Rivera, Mazzola, ieri Conti, Rossi e Scirea, oggi Toni, Totti e Cannavaro. Tre generazioni diverse, così come tre generazioni diverse di tifosi. La Germania questa volta non era nè in Messico, nè in Spagna, ma a Dortmund. Mai perso in casa a Dortmund, la Napoli tedesca, mai vinto l'Italia nelle ultime due edizioni dei Mondiali contro le squadre di casa. Ma ogni 12 anni dal 1970 va in finale... Dov'è la verità? La verità è stata in 120 minuti di grandissima passione in cui l'Italia ha fatto la partita aggressiva che ci aspettavamo e che forse i tedeschi no, secondo il luogo comune con fondo di verità genetica del catenacciarismo. Il primo tiro in porta tedesco è avvenuto nel secondo tempo supplementare. Cannavaro imperiale, è stato l'uomo decisivo di questo Mondiale. La Germania in realtà ha rispettato le sue premesse della vigilia con un gioco piuttosto mediocre che si affida a folate e qualche colpo di testa provvidenziale di Klose, oggi inesistente. Nei tempi regolamentari meglio l'Italia, con un arbitro che però mostrava segnali di favoreggiamento verso i teutonici negli ultimi 10 minuti della partita. Porchetta in arrivo? Chissà. Si va ai supplementari, come nel 1970. Pronti via, palo di Gilardino e traversa di Zambrotta. Cominciano le emozioni che solo Italia-Germania, un vero derby, sa regalare. E cresce la sfiducia e la paura che questi siano segni del destino. La Germania non ha fatto nulla per vincere la partita ma tutti sanno che ai rigori sono infallibili. Secondo tempo supplementare, non si parte dal 3-2 per l'Italia ma dallo 0-0. Nella mente di tutti più si avvicinava il 120o e più si aveva l'impressione di soccombere non potendo evitare una sconfitta certa ai calci di rigore. In molte case si saranno vissuti momenti da finale di Febbre a 90 gradi, con il tifoso dell'Arsenal che, nel match scudetto decisivo contro il Liverpool, perde le speranze con il passare dei minuti. "In pratica è come se stessimo 1-0 sotto", penso. E penso che Buffon che non accelera la rimessa è troppo fiducioso non tanto verso di sè quanto verso i suoi compagni. C'è rassegnazione per i rigori, quei due legni ricordavano tanto il gol sfiorato da Baggio in Francia-Italia che sarebbe stato il golden gol. C'è però anche chi dice che in fondo l'Italia ha giocato meglio ed è in credito con la fortuna. Il calcio spesso è crudele e beffardo, e l'Italia lo sa, nel bene (Italia-Olanda) e nel male [...]



From Noel85 to yourselves

Wed, 28 Jun 2006 23:55:00 +0200

Tra gli assidui frequentatori di questo blog ci saranno sicuramente molti che conoscono una chat che in passato, prima dell'esplosione del fenomeno Messenger, andava per la maggiore, come sorella maggiore, e più matura, di C6, altro client per chat che personalmente non ho mai usato e sempre poco tollerato. Parlo del mitico mIRC. Chi non ricorda la mitica faccia di quell'israeliano biondo nell'entrata prima di settare la connessione e il nick? Chi non tira un sospiro di nostalgia pensando ai propri esordi e a come fosse tutto sommato estremamente divertente a 15 anni creare propri canali dai nomi più strani che non duravano più di 2 giorni, dopo aver spammato in ogni dove affollatissimo al fine di attirare gente nel proprio canale, e per questa pubblicità venir bannati? Oppure quando si veniva cacciati e messi in ban automatico dai bot del canale solo perchè improvvisamente stavi sul cazzo al proprietario del canale, che era impegnato nel frattempo quasi 24 ore su 24 in lotte contro altri hackers in lunghe e inutili guerre di conquista come succedeva nel medioevo fra feudi, con l'unico scopo di vedersi conosciuti e rispettati dalle altre crew? E quanto tempo avete impiegato per capire per quale motivo all'improvviso tanti utenti del canale contemporaneamente uscivano, lasciandoti da solo anche per una mezz'ora? Ma vogliamo parlare invece della corsa all'op? Con tutte le mafie che gestivano i vari canali e tu agognavi quella chiocciolina come una ragion di vita giusto per poter dire di essere stato op del #canale e di aver kickato ripetutamente con le motivazioni più strane colui che amavi prendere in giro ma che in fondo rimaneva il tuo idolo bonario? E non dimentichiamoci di quando entrava il faggiano di turno, inesperto di chat, che faceva domande del genere: perchè non parlate? sù, dite qualcosa per poi immediatamente staccare. Oppure di quello che tentava di fare il piacione con le ragazze e querava esclusivamente qualsiasi nick che ricordasse vagamente un nome di genere femminile. Mirc è stata una svolta per molti timidi con un grande cuore e soprattutto con un spessore intellettuale, spesso oscurato dal vivo da una problematica e non voluta superficialità nei rapporti con il mondo: sono sbocciati amori tra quelle finestre bianche, amori difficili, a volte impossibili, e forse mai esistiti per davvero. Ma ogni volta che quella icona con il nick prediletto in alto si illuminava di rosso era un tonfo al cuore, aspettando una risposta che poteva valere più di 1000 altre risposte messe insieme, e con la paura che potesse essere quella che non avresti mai voluto leggere. Fosse tutto vero, non si sapeva, ma in quel momento non contava molto. Introversi, outsiders, latin lovers solo nella propria fantasia, in mIRC hanno trovato un luogo dove poter forgiare mondi propri, imperi di polvere e castelli di sogni, dove per creare facilmente un potere venerabile dagli altri erano necessarie solo le conoscenze giuste dell'hacker giusto che prendeva in gestione tutte le diavolerie del canale, come i bot, quegli strani utenti che non parlavano mai e a volte apparivano inquietanti, come un costante occhio del Grande Fratello che osservava giorno e notte. Sono nati mondi ad uso e consumo proprio, dove la realtà e la fantasia erano due concetti relativi alla credibilità di ciò che veniva scritto, dove sembrare = essere, in negativo e in positivo, mondi[...]