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millefoglie





Updated: 2017-09-05T15:49:19.214+02:00

 



Se la cantano e se la suonano. RSVP: la campagna pubblicitaria dell'estate romana

2009-07-23T08:21:39.705+02:00

Ieri a ora di punta, mentre aspettavo da più di 20 minuti un autobus a piazzale Flaminio, in pieno centro a Roma, guardavo sotto un sole cocente il nuovo manifesto dell'estate romana 2009: "RSVP - Roma d'estate è tutta una festa". Quanti italiani sanno cosa vuol dire RSVP? Inutile cercare nella pagina il significato dell'acronimo. Su Exibart leggo: "Si respira aria nuova nella comunicazione istituzionale del Comune di Roma, uno degli aspetti dell'innovazione introdotta dall'assessore Croppi. Uno dei test di prova è il materiale prodotto per l'attesaEstate Romana: a cominciare dal nuovo website, chiaro e elegante fin dal claim RSVP". E davvero mi chiedo come si possa definire "chiaro ed elegante" questo messaggio. Io non ho studiato comunicazione, ma credo che la maggior parte dei destinatari del messaggio si fermi a chiedersi: R starà forse per Roma, ma il resto? Chi ha fatto questa campagna pubblicitaria, immagino, sarà un semifighettino della Roma bene, che si rivolge a un pubblico ristrettissimo di gente come lui, che ammicca sentendosi bene perché sa che cosa vuol dire RSVP, e si aggrappa a questa certezza come a un'identità che lo distingue dai coatti e dai bori che si ritroverà accanto all'estate romana. O forse no. Semplicemente chi ha fatto questa campagna pubblicitaria è talmente autoreferenziale che pensa davvero che tutti sappiano che cosa significa RSVP e su questa grossolana svista costruisce anche il senso del suo messaggio: siete tutti invitati, ricchi e poveri, belli e brutti, fighi o sfigati. L'estate romana è una festa per tutti. Non una sagra di paese però, ma una festa d'élite, una roba di classe, dove addirittura esibire l'invito, dove sentirsi scelti, per una volta, privilegiati. Nella città dei privilegi, sentirsi per una volta anche noi poveri cristi che aspettiamo l'autobus per mezz'ora sotto il sole di mezzogiorno dei privilegiati.Non avete il pane, mangiate brioche (o cornetti).Intanto l'autobus non passa e alla fine prendo un bus semivuoto della linea "Nuoto-Stz. Termini": per i mondiali di nuoto facciamo le cose in grande e allestiamo addirittura una linea speciale (come quella linea M che arriva diretta all'auditorium, come se chi va all'auditorium usasse i mezzi pubblici), dimenticandoci della normalità di tanti romani e turisti, che non hanno una macchina né un motorino e vorrebbero tempi umani per muoversi in città. [...]



'Perché lo Stato non mi ha difeso?' La lettera di un ragazzo del Tasso

2008-11-01T10:17:41.645+01:00

Copio e incollo la lettera di un ragazzo del liceo Tasso di Roma sugli scontri di piazza Navona del 29/10/08. I grassetti sono miei.
Il sottosegretario all'Interno Palma ha ricostruito alla Camera i fatti di mercoledì in maniera un po' diversa, lasciando fuori l'antefatto.

Sono uno studente del liceo Tasso che il 29/10/08 si trovava a manifestare a piazza Navona contro la riforma Gelmini, una manifestazione pacifica con cori simpatici assolutamente non violenta quand'ecco che si avvicina un camioncino con musica a tutto volume che vuole raggiungere la testa del corteo, ma non c'è posto per avanzare gli studenti sono troppi non possono smaterializzarsi, allora ecco che la tensione cresce, inizia una discussione con questi nuovi venuti, tutti ventenni di blocco studentesco, capisco che aria tira e mi metto ad osservare la scena in una postazione più defilata anche se mi sembra assurdo che si possa arrivare ad uno scontro violento, siamo ragazzi e ragazze la maggior parte quindicenni, addirittura scolaresche accompagnate dai professori e poi questi cantano "nè rossi nè neri ma liberi pensieri". Ma alla fine di questo coro si scatena la violenza, lo squadrismo di qusto gruppo di esaltati dichiaratamente neofascisti. I ragazzi di Blocco fanno spuntare manganelli, catene, coltelli, spranghe, un vero e proprio arsenale passato magicamente inosservato alla polizia; é il panico caricano chiunque trovino di fronte, un ragazzo prova a difendersi è circondato da 10 persone e massacrato di botte, chi può si rifugia nei bar, cerca scampo a questa violenza cieca scatenatasi tutt'ad un tratto davanti all'occhio sornione degli agenti.

Con questa prima carica Blocco si assicura la postazione migliore per governare la manifestazione, noi ragazzi siamo confusi, spaventati, il morale è a terra, ci si conta per vedere se un amico è rimasto ferito. Quelle bestie di blocco intonano ironicamente un coro: "siamo tutti studenti", i più temerari rispondono;"siamo tutti anti-fascisti" e di nuovo parte un'altra carica più feroce che ci sposta ancora più lontano dal centro di piazza navona, ancora feriti, ancora manganellate, ancora quella noncuranza da parte delle forze dell'ordine che mi sconvolge, mi atterrisce, perché in un paese democratico non posso essere difeso? E' una sensazione stranissima, di smarrimento, lo Stato che avevo sempre creduto dalla mia parte se ne fotte se prendo delle manganellate.
Tutto torna alla "normalità", Blocco ha ottenuto la postazione che voleva ma veniamo a sapere che ragazzi dei centri sociali delle università stanno arrivando, capisco che qui tra poco sarà l'inferno e con i miei amici torno al Tasso dove, inoltre, ci si aspetta un raid di blocco studentesco ma questa è un'altra triste storia di un paese dove i politici fanno passare i partigiani per assassini e i fascisti come vittime.

PS. sono venuto a sapere che il governo ha dichiarato che siamo stati noi studenti di sinistra ad aggredire Blocco, bene o noi siamo dei deficienti a non esserci accorti che un gruppo che massacra di botte dei ragazzi innocenti che avevano la colpa di trovarsi lì, lo fa per legittima difesa oppure forse siete voi che tentate di vendere ancora una volta la vostra vergognosa verità al punto di difendere anche lo squadrismo fascista.
(Lettera firmata)
(31 ottobre 2008)



Pasteur occupato

2008-10-27T15:05:07.932+01:00

Insegno nel liceo dove andava a scuola Giorgiana Masi, uccisa 31 anni fa durante una manifestazione pacifica a Roma per festeggiare la legge sul divorzio. 

L'intervista a Cossiga dei giorni scorsi, dove l'ex presidente della Repubblica incita all'uso della violenza per sedare le proteste contro il decreto Gelmini, mi fa venire la pelle d'oca visto che l'onorevole invita le forze dell'ordine a non avere pietà e 

"mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano". 

"Anche i docenti?" chiede l'intervistatore.

"Soprattutto i docenti (...). Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che in-dottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale".

Ora, io rientro in pieno nella categoria visto che ho 31 anni. Sono nata in quel 1977 di piombo in cui veniva uccisa Giorgiana Masi. 
Nella mia scuola c'è una lapide a lei dedicata e si vorrebbe far lezione lì per ricordare la libertà di insegnamento sancita dalla nostra Costituzione all'art. 33. 

Alla luce di quanto dichiarato nei giorni scorsi da Cossiga, che all'epoca dei fatti era ministro dell'Interno, una deputata radicale del Pd ha chiesto di istituire una Commissione d'inchiesta sulla morte di Giorgiana Masi. 

Oggi gli studenti del Pasteur hanno deciso di occupare la scuola, dopo un'assemblea a cui abbiamo partecipato anche noi docenti, preso la parola per controproporre una cogestione legale della scuola e mettere in luce i rischi dell'occupazione.
Ma anche loro sono liberi di scegliere. Anzi proprio il richiamo a non farsi strumentalizzare e a dimostrare la propria autonomia ha fatto presa sulla massa, quando si è trattato di votare per l'occupazione. 

Faccio fatica a districarmi in questa lotta. Io combatto in quanto precaria appena entrata in graduatoria nella scuola. Saranno su di me e su quelli come me che taglieranno 87.000 posti di lavoro. Senza cassa integrazione e senza sussidio di disoccupazione. 
Non saranno licenziamenti veri e propri, perché noi precari non siamo assunti. Siamo supplenti che giriamo per le scuole e per le cattedre altrui, o per le cattedre di nessuno come la mia, mia fino alla nomina dell'avente diritto
Dei precari non si parla molto, perché molti di noi già da quest'anno se ne restano a casa, non sono stati chiamati per nessuna supplenza, quindi di fatto non esistono
Un professore mi ha detto: "Sarà sempre di più così, fino a quando non si parlerà più di voi e sarete svaniti nel nulla". 




Dimissioni con classe

2008-01-17T15:58:45.012+01:00

Sono a casa con la febbre e leggo leggo leggo. Leggo della signora Mastella che cucina tanto bene, che va in visita dal sindaco di Ceppalonia, suo marito, in veste di presidentessa del Consiglio della regione CampaniaLei ricambiò compiendo a Ceppaloni il primo viaggio ufficiale da presidentessa, accolta dal marito ministro e sindaco del paesello sannita con la fascia tricolore: «Signor sindaco...», «Signora presidente...».Sembra di spiare nelle fantasie sessuali di una coppia matura: facciamo che io mi travesto da presidentessa e tu da sindaco con la fascia tricolore, e ci diamo del lei, anzi del voi.E poi leggo la lettera di dimissioni di Franca Rame dalla carica di senatrice, pubblicata a tutta pagina su Repubblica. Leggo la lettera, perché non se ne dà notizia altrove.Scrive a proposito del SenatoA volte mi capita di pensare che una vena di follia serpeggi in quest’ambiente ovattato e impregnato di potere, di scontri e trame di dominio. L'agenda dei leader politici è dettata dalla sete spasmodica di visibilità, conquistata gareggiando in polemiche esasperate e strumentali, risse furibonde, sia in Parlamento che in televisione e su i media. E spesso lo spettacolo a cui si assiste non “onora” gli “Onorevoli”.In Senato, che ho soprannominato “il frigorifero dei sentimenti” non ho trovato senso d’amicizia. Si parla... sì, è vero... ma in superficie. Se non sei all’interno di un partito è assai difficile guadagnarsi la “confidenza”. A volte ho la sensazione che nessuno sappia niente di nessuno... O meglio, diciamo che io so pochissimo di tutti.Quanto è umana nel dire questo! Chi di noi non ha sofferto per il fatto di sentirsi escluso da un gruppo, non inserito, ignorato, o non si è lamentato per certi ambienti freddi, in cui nessuno ti chiede sinceramente 'come stai?'. Quanto è ovvio eppure quanto è inedito un simile richiamo all'umanità. E quanto la dice lunga sulla distanza tra gli italiani e i politici. Ieri Tremonti da Vespa diceva che gli italiani, soprattutto i piccoli, non ne possono più di questa ingerenza arbitraria della magistratura nella politica. Ma bastava leggere i primi esultanti commenti dei lettori su Repubblica alla notizia delle dimissioni di Mastella per vedere che era vero il contrario.In Aula, quotidianamente, in entrambi gli schieramenti (meno a sinistra per via dei numeri risicati), vedi seggi vuoti con il duplicato della tessera da Senatore inserita nell’apposita fessura, con l’intestatario non presente: così risulti sul posto, anche se non voti e non ti vengono trattenuti 258 euro e 35 centesimi per la tua assenza, dando inoltre la possibilità ai “pianisti” di votare anche per te, falsando i risultati.Questo comportamento in un Paese civile, dove le leggi vengono applicate e rispettate, si chiama “truffa”.Parla anche di webLa vita del Senatore non è per niente comoda e facile per chi voglia partecipare seriamente ed attivamente ai lavori d’Aula. Oltre l’Aula ci sono le commissioni. Ne ho seguite quattro: Infanzia, Uranio impoverito, Lavori pubblici e comunicazione, Vigilanza Rai.A volte te ne capitano tre contemporaneamente e devi essere presente ad ognuna o perché è necessario il numero legale o perché si deve votare.E’ la pazzia organizzata!Se queste riunioni si facessero via web si ridurrebbero i tempi e si potrebbe arrivare velocemente alle conclusioni, ma l'era del computer non ha ancora toccato i vertici dello Stato!Dopo l'abbuffata di dichiarazioni, interviste e comunicati fa effetto leggere qualcosa di diverso. La senti subito l'onestà intellettuale, il rigore, l'intelligenza. A Franca Rame tutta la mia stima e solidarietà.[...]



Anno europeo delle Pari Opportunità. Chi l'ha visto?

2007-12-21T12:17:51.065+01:00

Mercoledì 20 dicembre, all'uscita da scuola, ho notato sugli autobus di Roma la pubblicità dell'anno europeo delle Pari Opportunità. Sulle prime, stordita dalla scuola, non ci ho fatto caso. Ma l'anno in questione è il 2007, o forse dovrei dire era.
Perché hanno tappezzato gli autobus alla fine dell'anno europeo delle Pari Opportunità?
Che senso ha?



Ultime sulla nuova viabilità di Torrevecchia

2007-12-17T19:06:07.016+01:00

Ecco il sito del comitato Vivi Torrevecchia, che ha pubblicato il resoconto del tavolo che si è tenuto venerdì scorso. Notizie allettanti anche su navette di collegamento e nuove linee di autobus.



Per la nuova viabilità di via di Torrevecchia

2007-12-17T19:06:31.215+01:00

E' da quasi un anno che vivo qui a Torrevecchia, prima come 'ospite' ora è casa mia. Quando siamo arrivati, il 31 dicembre 2006, il tratto che collega via di Torrevecchia a via Trionfale era ancora a doppio senso. Solo che qui non stiamo ai Parioli, di vigili se ne vedono pochi, e così c'erano sempre macchine in doppia fila su entrambi i lati, gli autobus e le ambulanze (tante perché in questa zona ci sono 2 ospedali e alcune case di cura) faticavano a passare e si creavano ingorghi infernali.
Dalla nostra finestra, che dà su una via laterale, si sentiva il continuo sottofondo del traffico e le sirene delle ambulanze erano così frequenti che a metà mattina ne avevamo sempre già contate più di 10.
Poi la viabilità è cambiata. Una sperimentazione. Ce ne siamo accorti piano piano, prima pensavamo a dei lavori. Non sapevamo che a volte il Comune cambia le cose in meglio. Senso unico, traffico ridistribuito su alcune vie laterali e su una via parallela sempre deserta tra un parco e una caserma dei pompieri.
Gli effetti sono stati immediati. Ora è un quartiere vivibile. Meno smog, meno rumore, meno traffico.

Però i commercianti che hanno fatto? Si sono lamentati che le vendite erano diminuite, senza dire perché, però sembra che diano la colpa alla viabilità sperimentale. La domanda più ovvia è: ma che la gente fa shopping lasciando la macchina in doppia fila? Ma sarà meglio poter passeggiare e guardare le vetrine, senza che un'ambulanza ti perfori un timpano e senza respirare i gas di scarico?
I commercianti di via di Torrevecchia sono andati avanti, hanno coinvolto gli anziani e quelli che 'comunque si stava meglio quando si stava peggio'. Hanno affittato dei pullman, loro che possono, e sono andati a parlare prima al Comune, su su fino al ministero dei Trasporti. Si chiama ricorso gerarchico.

Si sono arrogati il diritto di parlare a nome della maggioranza dei cittadini, ma nessuno ha mai chiesto il mio parere.

Anzi sì. Il sito del XIX municipio spiega nei dettagli il senso della sperimentazione e fornisce i primi risultati del monitoraggio della nuova viabilità. Lì puoi compilare una scheda per esprimere la tua opinione, il tuo giudizio sulla sperimentazione.
L'ho fatto e poco dopo sono stata contattata dal presidente del municipio, Fabio Lazzara.
Questo per dire che non è inutile, anche in Italia, esprimere la propria opinione. Certo un po' di fatica costa sempre, informarsi, leggere i dati, guardare le mappe, scaricare e compilare la scheda, spedirla.
Sono andata alla riunione al municipio, dove abbiamo capito che se non facciamo sentire la nostra voce, a favore della nuova viabilità, si tornerà per poche voci, ma forti e arroganti, a quella vecchia. Così è nato un comitato ed è stata sottoscritta una petizione.

Chi tace acconsente, si dice. Ma a volte non basta.



Qui Roma

2007-12-17T19:07:02.869+01:00

Ieri in autobus sono salite 3 controllori donne. Erano belle ragazze con la faccia simpatica, generosa. L'autobus era un po' pieno ma non troppo. Arrivate al centro hanno beccato 2 stranieri, forse rumeni. Non li ho visti in faccia perché ero seduta, ma ascoltavo, come tutto il resto dell'autobus, quello che succedeva.
Le ragazze hanno chiesto loro il biglietto, che non avevano, e poi un documento o una fotocopia del passaporto. I due uomini continuavano a dire di non avere niente e di chiamare pure i carabinieri.
Uno dal pubblico ha detto: - Mò voglio proprio vedere che je fai.
Le donne hanno chiesto di fermare l'autobus e li hanno fatti scendere, perché c'era un gabbiotto di vigili urbani a pochi metri. Li abbiamo guardati scendere. Ho pensato che deve essere dura fare il controllore donna. Loro non sono scappati.

Quello dal pubblico che ha chiesto una punizione esemplare, non l'ho visto in faccia. Non aveva una voce molto più rassicurante di quella dei due uomini stranieri.
Ho ripensato a un articolo di Ilvo Diamanti uscito su Repubblica poco dopo l'uccisione del tifoso e gli atti vandalici di Roma.
Scriveva che gli italiani ormai sono un popolo di dissociati, con due pesi e due misure. Se a sbagliare è un extracomunitario o un rumeno, si scatena un orgoglio civile che unisce la nazione. Peccato che non succeda lo stesso quando degli ultrà italiani distruggono un quartiere o il treno su cui viaggiamo, o quando a dover pagare le tasse è mio padre, mio marito o mio figlio.

A proposito di sgomberi forzati, che sono seguiti a mò di punizione esemplare dopo l'omicidio della donna romana, volevo segnalare questo articolo:

Pochi giorni fa, ai primi di novembre 2007, l’Alto Commissariato dell’Onu per i Diritti Umani ha richiamato l’Italia per il mancato rispetto delle norme internazionali in materia di diritti delle popolazioni rom. In particolare, sono state messe sotto accusa le azioni di sgombero forzato degli insediamenti ‘legali’, oltre che di quelli abusivi, a Roma e in alcune altre città italiane. In questi insediamenti vivevano comunità ‘storiche’ rom, insieme ad altre di più recente immigrazione. Si tratta di una vera e propria ‘ripulitura del territorio’ ai fini del decoro pubblico, come sembra sostenere il sindaco Walter Veltroni. La condanna dell’Onu segue quella dell’aprile 2006, sancita dal Comitato Europeo per i Diritti Sociali (CEDS): con questa l’Italia viene accusata di sistematica violazione del diritto delle popolazioni rom ad un alloggio adeguato, in riferimento all’art. 31 e art. E della Carta Sociale Europea Revisionata .



Puzzle-Lavoro

2007-12-17T19:09:02.788+01:00

Scrivo in diretta con Ballarò.
Si dice che 1 su 2 italiani trovi un lavoro tramite un famigliare, un amico, un conoscente.
E l'altro 50%?

A settembre sono andata a convivere con Alberto.
Frequento il 2° anno della SSIS per prendere l'abilitazione all'insegnamento di Storia e Filosofia.
Dal 1° ottobre aiuto nei compiti per 6 ore a settimana Elena, 8 anni e mezzo. Il mio compenso è di 100 euro a settimana, 400 euro al mese. Questo lavoro l'ho trovato grazie a Mylene. L'idea è semplice: mettere in contatto la domanda con l'offerta. Ho pagato 20 euro per iscrivermi e credo ne sia valsa la pena.

A metà novembre mi ha contattato un'agenzia di eventi. Probabilmente gli avevo mandato il cv un anno fa, non ricordo. Ho lavorato come hostess al pre-WEC a Roma e ho guadagnato circa 140 euro in 2 giorni. Mi pagheranno a febbraio. Mi hanno richiamato per offrirmi un lavoro più consistente e durevole, la prima proposta di lavoro con un contratto da circa 2 anni, da quando ho iniziato a cercare un lavoro. In questo momento però la mia priorità è finire la SSIS.

Un mese fa mi ha contattato Carocci, la casa editrice. Non so più quando gli ho mandato il cv, ma so di averglielo mandato. Mi piacciono i loro libri. Ero molto emozionata anche se era solo per una correzione di bozze. Pagano 77 centesimi di euro a cartella, lorde. Ho fatto una prova di correzione di bozze e mi hanno richiamato dopo 2 settimane, per dirmi che era andata mediamente bene e che se volevo iniziavamo a collaborare. Mi hanno dato un libro di 166 pagine, ho fatto i conti e guadagnerò circa 100 euro in 1 settimana. Però hanno tanto lavoro. Inoltre ti insegnano un mestiere. Mi hanno fatto vedere i refusi che non avevo corretto nella prova di correzione.

Ecco, l'unico lavoro che mi hanno passato, in questi 3 mesi, è stata la sbobinatura di 2 ore di interviste a immigrati. 130 euro per circa 4 ore di lavoro.

Fino a un po' di tempo fa mi sentivo una sfigata. Tutti, bene o male, chi prima chi dopo, trovavano uno straccio di lavoro. Chiedevi come e ti rispondevano: un amico di mio zio, la sorella di un collega di mia madre, mia suocera.
Voleva dire che a me non mi volevano abbastanza bene, che i miei genitori non si davano abbastanza da fare per me, che i miei amici avevano amici più amici da segnalare quando sentivano di un lavoro.

Mi domando perché ho accettato di correggere questo libro di 166 pagine per soli 100 euro. Ho un dottorato di ricerca, una specializzazione, alcune pubblicazioni. Però mi rende orgogliosa andarmene in giro con quelle bozze, portare a casa il mio lavoro e metterlo in alto alle mie priorità quando si avvicina la consegna. Mi piace andare da Elena 3 volte a settimana e insegnarle l'analisi logica. Mi piace pensare che nessuno, né un famigliare, né un amico, né un conoscente mi ha aiutato per trovare questi lavori. Sommando questo puzzle spero di riuscire a fare qualche regalo di Natale.



"Muore il Santa Maria della Pietà"

2007-12-17T19:07:43.649+01:00

Una delle cose che mi piacciono di questo quartiere, Oldtower, periferia nord di Roma, è la vicinanza dell'ex-manicomio del Santa Maria della Pietà. Nato nel '500, fu il più grande manicomio di Europa, fino a quando non cominciò a cadere in rovina, dopo la legge Basaglia (ma credo che gli ultimi ricoverati siano stati dimessi nel 1999).

Ora è un bellissimo parco, decadente ma faticosamente tenuto in vita, con più di 30 padiglioni, molti ancora in stato di abbandono, alcuni recuperati e rimessi a posto.
In uno fanno yoga e aikido, in un altro il caffè solidale, in un altro ancora c'è la bilbioteca, l'archivio storico e il museo della mente (non l'ho ancora visitato, ma pare che sia una ricostruzione del manicomio, dove ci si rende conto di che cosa significasse entrare e non uscire più). Col museo alcune scuole di Roma, l'anno scorso, hanno fatto un progetto intitolato Diversi da chi?, per familiarizzare i giovani con la realtà del disagio e della salute mentale.

Ora sembra che l'università La Sapienza abbia comprato alcuni padiglioni e intenda trasferirci la nuova facoltà di scienze dell'educazione. La zona forse si rivaluterebbe, si animerebbe dal punto di vista culturale (magari aprirebbe qualche libreria).
Ma alcuni, quelli dell'associazione ex-lavanderia che da anni si battono per la tutela e la valorizzazione del Santa Maria della Pietà, credono che ci sia qualcosa che non va. L'associazione chissà che fine farebbe, ma non è quello il problema:

"Nuove reti, più moderne ed a norma di quelle abbattute del vecchio manicomio divideranno il Comprensorio ed il suo parco. Ogni soggetto sottoscrittore avrà il suo brandello e deciderà liberamente cosa farne. Automobilisti privilegiati attraversano ed attraverseranno l’ex parco botanico già trasformato in strade di scorrimento e parcheggi, fino a che nessun podista, nessuna mamma, nessun bambino, nessun ciclista avrà più il coraggio di passeggiarci".

In altre parole, verrebbe distrutto il sogno di Basaglia, quello di un manicomio aperto al pubblico, ai cittadini, al quartiere, ma non cancellato nella sua identità e unità storica, nella sua archeologia.



Weekend romano

2007-04-29T23:40:09.711+02:00

Capita raramente di doversi inventare un finesettimana, quando si è in due. Ci si lascia trascinare dai capricci del momento, a volte dalla prigrizia a volte dallo spirito di avventura. Ma si è in due e passa la paura.
Questo weekend invece la mia dolce metà era a Genova e io qui a Roma, indecisa se fuggire al mare o godermi la città. Ho scelto di restare.

Venerdì sera Centocelle by night. A Centocelle c'è un cinema dove fanno i film in prima visione ma a 5 euro. Ho visto Mio fratello è figlio unico e mi è venuta voglia di ballare il twist :-) Ero con i miei compagni della ssis e dopo il cinema abbiamo camminato per il quartiere, tra i villini di una periferia che presto diventerà cool.

Oggi era una splendida domenica, sui giornali avevo letto di alcune mostre di fotografia (c'è il festival in questi giorni), così ho chiamato un'amica inglese e ci siamo date appuntamento in centro.
Nel pomeriggio sono andata con mia madre a vedere il film Frank Gehry. Creatore di sogni. Nella fila davanti a noi era seduto Nanni Moretti, in completo di lino bianco. Ero convinta che mia madre lo avesse riconosciuto e che fosse così snob da non farmi neanche un cenno. Ma poi all'uscita, quando per scrupolo le ho buttato lì: - Hai visto che c'era Nanni Moretti!, lei è caduta dalle nuvole. Avrei scommesso che l'aveva visto e faceva finta di niente.

Il film è BELLISSIMO.
Chiunque fa un lavoro creativo dovrebbe vederlo. Inizia con lui che racconta di quando deve mettersi alla scrivania e incominciare un nuovo progetto. Prima fa tutta una serie di gesti e di azioni irrilevanti per allontanare il momento fatidico, costantemente con la paura di non sapere come iniziare, col timore di non aver più niente da dire.
La fase più importante, quella che ti resta sulla pelle, secondo Gehry, è tutto il lungo processo di elaborazione. Il risultato poi ti sembra uscito da un cappello magico, tu stesso fai fatica a riconoscerlo, a sentirlo tuo.

Mi sarebbe piaciuto andare a Genova, è una città che non ho mai visto ma che ti impolvera prima ancora di andarci. Soprattutto mi sarebbe piaciuto conoscere Enrica, ma sarà per un'altra volta.



Restyling

2007-04-28T10:22:51.916+02:00

Anche se nessuno ci credeva, ho sempre detto che il rosa di millefoglierosa non me l'ero scelto, mi era capitato.
Ecco una variante più soft. Chi sa dirmi che città è quella sulla mappa accanto al titolo e con la statua in mezzo alla piazza? Parigi? Berlino?



Organizzare un archivio di ricerca

2007-04-21T14:00:35.434+02:00

Eccomi di nuovo in gioco. Ho accettato di partecipare a un progetto di ricerca collettivo all'università. Ognuno di noi svilupperà un argomento all'interno di un grande contenitore tematico.
Sono piena di buoni propositi, vorrei partire bene, organizzare da subito il materiale che raccolgo disordinatamente in modo da ritrovarlo al momento giusto e ordinato secondo un senso. E' il sogno di tutti quelli che fanno ricerca, credo.

Vorrei sapere dettagliatamente, a costo di essere noiosi, come schedate i vostri libri, come ordinate i contenuti (rinvii bibliografici, appunti veri e propri), dove vi appuntate e spuntate i testi che volete andare a vedervi.
Usate il pc come un quaderno, e evidenziate in vari modi i punti salienti, o usate programmi che vi aiutano a dare una gerarchia e delle priorità al materiale?
Io ho pensato di usare il tiddlywiki, ma non ha delle schede precreate per i libri, diverse dagli appunti.
Datemi una mano!



Scimmie o persone?

2007-04-12T22:28:55.464+02:00

Tra le tante discussioni intorno al bullismo nella scuola c'è chi celebra il diritto dei ragazzi di fare le scimmie. Viva le scimmie e la critica all'autorità verticale imposta dalla scuola e dai suoi gregari!
Di questo nei giorni di Pasqua abbiamo discusso con Alberto, lungo l'autostrada Roma-Pescara. Io, che ormai mi appresto a diventare un'insegnante di storia e filosofia nei licei, mi sento chiamata in causa, chi dice abbasso la scuola, che male c'è, viva la libertà d'espressione, giù il perbenismo. E mi sembrano queste parole e pensieri in libertà più che un'opinione argomentata di chi di scuola ne capisce qualcosa, perché la fa.
E questi non sono i giornalisti che cavalcano l'onda, né i filosofi diventati esperti di educazione. Ma per esempio noi della SSIS che abbiamo quest'occasione speciale di osservare che cosa succede nelle classi, durante le cinque ore di tirocinio quotidiano passate ai banchi, anche noi, a guardare e imparare qualcosa, non sappiamo ancora cosa.
Domanda: La scuola deve continuare a sanzionare comportamenti poco sociali nel senso del decoro pubblico o perché apertamente violenti?
Che senso ha, dice qualcuno, parlare di decoro pubblico, quando ognuno di noi vede i cartelloni pubblicitari che vengono affissi per strada, e che cosa c'è di più pubblico della strada? Per non parlare di quello che va in onda in tv.
Ho l'impressione che chi cavalca l'onda mediatica degli eccessi nella scuola, sia unendosi all'indignazione generalizzata, sia esprimendo solidarietà ai giovani (e chi sono poi questi Giovani?), giochi allo stesso gioco. Quello di perpetuare lo stato di minorità dei giovani italiani, quelli a cui la società continua a proporre stage non pagati perché tanto ci pensano mamma e papà.
La scuola in tutto questo continua a svolgere, tra molte contraddizioni e difficoltà, la sua funzione sociale, di istituzione pubblica, che ha il compito di trasformare un individuo in un cittadino, di mettere nel mondo e fuori dalla famiglia i ragazzi. Perché se fai la scimmia o lo striptease al lavoro ti prendono per scemo e ti licenziano.

La società in cui viviamo è un prodotto culturale, dove vigono certe regole e certe norme di comportamento, relative e storiche io credo, che l'individuo deve tuttavia imparare per entrarne a far parte. Ed è solo padroneggiando questo linguaggio e le regole del gioco che si è in grado di muovere una critica intelligente e se possibile costruttiva a questa stessa società.



Ti capita mai di?

2007-04-05T23:07:56.504+02:00

Ti capita mai di ripetere tra te e te quello che hai appena detto a qualcuno, e che ti suona un po' strano, un po' fasullo?
Ecco, c'è una nuova ospite a casa mia, in effetti è un'inquilina, le abbiamo messo a disposizione una grande stanza per un paio di mesi, io l'ho conosciuta solo qualche giorno fa. E' di poco più giovane di me, quindi si suppone che facciamo amicizia o quantomeno che chiacchieriamo amabilmente di tanto in tanto. Prima di cena le ho detto che mi sarebbe piaciuto sentire questo gruppo di cui va pazza e per cui ha comprato i biglietti per tre date diverse (Dublino, Bruxelles e Londra). L'ho detto un po' così per dire, per fare conversazione. Dopo cena, ecco arrivare il cd. Così l'ho messo su, mentre navigavo, e ho sentito qualche brano. Io non ne capisco nulla. Mi ha solo fatto pensare a quando ero un po' adolescente, al tipo di musica che sentivo all'epoca, forse. Comunque, dopo un po' lei è ripassata casualmente nelle vicinanze della mia porta, così le ho detto che avevo sentito qualche pezzo, e se me lo imprestava ancora per un po'. E poi ho aggiunto: - Sì, mi sembra musica country, molto americana.
Del tipo che country so a malapena come si scrive. E poi tra me e me mi son detta: - Ma ho proprio detto così, musica country, americana??
Pensi che queste cose capitino solo nei film di Woody Allen e invece.



Oggi quinoa!

2007-04-04T12:37:00.945+02:00

Ieri mentre aspettavo nell'anticamera di uno studio medico (diciamo così, in realtà era il mio psicanalista) ho furtivamente strappato la pagina di una rivista dove c'erano delle ricette a base di quinoa.
E' un cereale del sud America, anticamente conosciuto dalla gente delle Ande, molto nutriente e non contiene glutine quindi è perfetto anche per i celiaci.
Oggi dopo scuola sono passata da un negozio equo e l'ho comprato. Fosse per me mangerei sempre riso a pranzo, così non mi dispiace provare un cereale nuovo.
Sono piccolissimi granelli sferici, che durante la cottura dovrebbero sbocciare e aprirsi. Il bello coi cereali è che li puoi condire anche solo con due zucchine avanzate o con un po' di pomodori, o con niente, sono buoni comunque. Vediamo se questi comfermano la regola.

Mmm, durante la cottura emana un odore strano.



Luglio 2007: 2 laboratori di illustrazione, scrittura creativa ed editoria per ragazzi

2007-03-29T17:51:20.363+02:00

A Formia Cactus Studio organizza un corso di scrittura creativa ed editoria per ragazzi con Manuela Salvi dal 2 al 6 luglio e un corso di illustrazione con Maurizio Quarello dal 9 al 13 (per esordienti) e dal 16 al 20 luglio (per professionisti). Qui trovi tutte le informazioni.

Sul Monte Amiata invece dal 9 al 15 luglio c'è un Laboratorio residenziale di illustrazione riservato ai bambini dai 6 ai 12 anni. Si chiama Al limitar del bosco e a tenerlo saranno Gek Tessaro e Roberta Angeletti, illustratori professionisti.

Pensi che sia troppo presto per lasciare che i tuoi bambini scorazzino da soli sul Monte Amiata? Non è così! le mie prime vacanze "da sola" le ho fatte a 8 anni, ero in camera con altre 5 bambine, un giorno abbiamo visto un gatto nero passeggiare nel prato e ci siamo convinte che fosse una pantera arggghhh



SSIS e dintorni

2007-02-26T20:17:24.360+01:00

Tutti i pomeriggi, da qualche mese, mi ritrovo coi miei compagni di specializzazione alla SSIS (Scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario). Dalle 15 alle 18, a volte anche fino alle 18.45, assistiamo perplessi alle lezioni di professori che dovrebbero insegnarci a insegnare. Ogni settimana è un avvicendarsi di due/tre professori diversi, perché ogni corso dura solo tre lezioni. Le lezioni sono a frequenza obbligatoria, paghiamo le tasse (più o meno equivalenti a normali tasse universitarie), ci aspetta un esame alla fine del primo anno e un esame di Stato alla fine del secondo.C'è grande malcontento in aula. Il nostro gruppo (circa 50 persone) è composto da tante realtà diverse, chi proviene da filosofia, chi da storia, chi da psicologia o da scienze della formazione, chi da scienze della comunicazione o da storia dell'arte.Abbiamo eletto dei rappresentanti di classe e di indirizzo per far valere i nostri diritti e le nostre esigenze. Presto faremo un'assemblea.Dai discorsi che ho sentito, la maggior parte di noi invita alla moderazione e alla lotta su obiettivi minimi, come il fatto di rendere note le materie e i programmi di esame con un ragionevole anticipo (non soltanto un mese prima!), visto che in classe ci sono donne in avanzato stato di gravidanza e un non vedente che ha bisogno di farsi trascrivere i testi in braille.Un ragazzo però dice che gli piacerebbe sfruttare questo tempo (due anni) per imparare qualcosa. Certo nessuno potrà insegnarci a insegnare, ma proporci delle lezioni più pensate per l'insegnamento, come dei moduli o delle unità didattiche, magari con delle simulazioni, una specie di tirocinio attivo e metascolastico che si affianchi al tirocinio osservativo che facciamo le mattine a scuola.Tuttavia, molti di noi, pur convenendo sul fatto che le lezioni pomeridiane, così come sono organizzate, sono assolutamente inutili (quando chiedi a uno di noi come sta, la risposta il più delle volte è: -Depresso), sono però convinti che portare avanti l'esigenza di una didattica più efficace e in parte autogestita sia del tutto inutile, illusorio e anzi controproducente. Sento frasi come: - E' meglio non alzare un polverone, perché se poi si incazzano, all'esame ci fanno un ... così. Oppure: -Tu ti fidi troppo degli interlocutori che hai davanti, li sovrastimi.Quel ragazzo replica che ci troveremo tutta la vita davanti alla necessità di far valere le nostre ragioni e i nostri diritti, ma soprattutto, aggiungo io, di negoziare il nostro tempo e la qualità del nostro tempo. Rinunciare in partenza mi sembra una follia.Tanti hanno preso la parola e ti accorgi che ci sono idee così diverse anche su princìpi minimi, su obiettivi che tu dai per scontato. E' la democrazia, baby. Uno mi ha domandato a che cosa servirà chiedere dei cambiamenti nella didattica, dal momento che è chiaro che non ci saranno concessi. Io ho risposto che è importante chiederli e basta, a nome di un gruppo. Ha detto che si aspettava che volessimo andare avanti a oltranza, fare la rivoluzione. A tal punto abbiamo perso la fiducia nel normale esercizio del nostro diritto di rappresentanza.Io mi sto divertendo molto, al di là di tutto. Umanamente è un'esperienza magnifica. Anche tutta questa diversità di persone, di opinioni: a 16 anni non la tolleri, ora guardi a come mediare, come essere concreto, come esprimere una voce comune. Certo, ho sempre un moto di stizza quando sento quei richiami al quieto vivere, poi mi ricordo che c'era chi li faceva già a 16 anni e allora guardo avanti.[...]



Oops

2007-02-21T12:32:51.056+01:00

Sono stata costretta a eliminare il mio ultimo post (e il commento di Enrica) perché mi sono resa conto che sul cv avevo scritto il nome del mio blog!



PagineaColori

2007-02-12T23:34:45.362+01:00

Mostra di illustrazione per bambini e ragazziTarquinia, 17 febbraio-11 marzo 2007Palazzo dei Priori, sala SacchettiInaugurazione sabato 17 febbraio 2007 ore 17:30A Tarquinia sarà Vincenzo Cerami a inaugurare, il 17 febbraio 2007, la mostra d’illustrazione per bambini e ragazzi “Pagine a colori” allestita nel Palazzo dei Priori, presso la sede della Società Tarquiniense d’Arte e Storia fino all’11 marzo 2007.“Pagine a colori” è il frutto della collaborazione tra la biblioteca comunale di Tarquinia impegnata in maniera significativa a promuovere la lettura e la conoscenza dell’editoria per ragazzi e l’associazione CTG Roma Insieme che da tempo spende le sue energie per incoraggiare una partecipazione ampia e diffusa ai linguaggi dell’arte, specialmente tra i piccoli.La proposta è rivolta ai più giovani ma vuole raggiungere anche gli insegnanti, i genitori e tutti coloro che hanno a cuore l’educazione dei bambini. Tiene conto della necessità di far avvicinare il mondo degli adulti a tematiche di grande rilevanza per la crescita dei bambini stessi fra le quali spicca l’educazione alla bellezza. Una bellezza che riguarda sia il testo che l’immagine presenti nei libri illustrati di qualità.Filo conduttore della rassegna è la presentazione di alcune case editrici e di un piccolo gruppo di illustratori - noti ed emergenti – legati al Lazio i quali, negli ultimi anni, hanno saputo imporsi sul mercato attraverso libri illustrati ben fatti e curati. Nel complesso la mostra attesta l’impegno degli editori come Orecchio Acerbo, Nuove Edizioni Romane, Sinnos, Anicia, Falzea, Carthusia, Edizioni Corsare, Kyowon a proporre sempre nuovi testi nella prospettiva di un assoluto rispetto, d’una vera e propria dedizione verso le esigenze, i bisogni intellettuali, le aspettative del lettore bambino.Troviamo i lavori di Roberta Angeletti, Alida Massari, Alessandro Ferraro, Lucia Sforza, Serena Intilia, Mauro L. Evangelista e Giovanna Ranaldi; ma anche i disegni di autori non legati al territorio come Gek Tessaro, Maurizio A.C. Quarello e Michele Ferri che, tuttavia, sono stati scelti da editori del Lazio.Non poteva mancare, infine, un omaggio a Tarquinia città dell’UNESCO, “custode” di un patrimonio mondiale dell’umanità che gli illustratori hanno reso attraverso una serie di tavole tematiche allo scopo di innalzare la conoscenza e l’attenzione, soprattutto dei più giovani, verso un bene di valore eccezionale costituito dall’ampio complesso della necropoli dei Monterozzi, con le sue numerosissime tombe dipinte.InformazioniLuca Gufi, Biblioteca comunale di Tarquiniatel. 0774.849224 biblioteca@tarquinia.netClaudia Sonego, CTG Roma Insiemetel 338.2890576 www.ctgromainsieme.comQui di seguito il programma dettagliato.Lunedì 12 febbraio 2007 ore 16:30Leggere le figure, guardare le parole. I libri illustrati per bambini e ragazzi e il piacere della lettura.Incontro con Manuela Salvi (scrittrice) e Claudia Sonego (storica dell’arte)rivolto ad insegnanti e genitori presso la Scuola elementare “Corrado e Mario Nardi” di TarquiniaSabato 17 febbraio 2007 ore 17:30Inaugurazione della mostra alla presenza di Vincenzo CeramiPalazzo dei Priori, sala SacchettiFiabe del Lazio, piccolo racconto per voce narrantea cura di Vincenzo Cerami (scrittore e sceneggiatore)Figure di sabbia, piccolo racconto per disegni, suoni e lavagna luminosaa cura di Gek Tessaro (illustratore)Sabato 24 febbraio 2007 ore 11:00-16:00L’attività di promozione della lettura nelle biblioteche di base.L’illustrazione [...]



How would y say "allappare" in english? Quello che le ragazze non dicono

2006-12-11T15:31:41.954+01:00

La scorsa settimana sono andata al primo addio al nubilato della mia vita. In realtà, era solo una cena tra amiche. Solo che la festeggiata è mezza spagnola e mezza svizzera, e ha studiato in Inghilterra, quindi era una cena multietnica. Una etiope, una lituana, una francese, un'inglese, e in minoranza romane de' Roma.
Tutti i ragazzi chiedono di cosa chiacchierano le ragazze quando sono sole, ed ecco qua.

Io ero seduta vicino all'inglese, che è già un po' che è a Roma ma non spiccica una parola di italiano. Parlando del più e del meno, non so come il discorso è caduto sui cachi (o cachì). Io avevo già bevuto un paio di bicchieri, che per me è più che sufficiente, e così mi sono messa a spiegarle di quando ero piccola e trovavo nei semi dei cachi i servizi di posate: coltelli, cucchiai e forchette in miniatura, bianchi, che poi staccavo dalla polpa del seme e accumulavo in una bottiglietta di vetro. L'inglese mi aveva appena detto di aver scoperto i cachi a Roma, perché in Inghilterra non ne aveva mai visti (qualcosa di simile mi era già successo con un mio amico tedesco della Germania dell'Est che non aveva mai assaggiato le castagne). Quindi la mia storia acquistava credibilità. Ne ho parlato anche alle romane sedute di fronte, le ho esortate a provare, perché a me i cachi non piacciono più. Qualcuna si è lasciata suggestionare e ha detto di ricordarsi anche lei di qualcosa di simile. Coltelleria nei semi di cachi. Io l'ho vista, me ne ricordo benissimo.
Dai cachi si è passati naturalmente a parlare di quando i cachi allappano. E come glielo spieghi a un'inglese che ha appena scoperto i cachi e li adora, che ogni tanto potrebbe capitarle di trovarsi con quella stucchevole sensazione in bocca, che gratta nel palato, che ...cruspcrusp, che è un po' come avere ...dust in your mouth?



Conversazioni con mio padre

2006-11-29T10:39:44.682+01:00

Il lunedì mattina mio padre telefona a casa, perché vive a un isolato da qui, parla un po' con mia madre e poi mi si fa passare.
Padre:- Che hai fatto ieri? Hai fatto il bagno (al mare, in pieno inverno, N.d.A.)?
Io:- No, ieri no, c'era vento.
Padre:- Ah. E che hai fatto, sei andata in montagna?
Io:- No, perché avevano messo le previsioni brutte.
Padre:- (Previsioni, what's?) Ah. E allora che hai fatto?
Io:- Niente, siamo stati con Alberto a casa a vedere film e leggere.
Padre:- Ah.
Io:- E tu? Sei andato al mare?
Padre:- No, siamo stati a pranzo da Vittorio.
Io:- Vabè, allora ciao.
Padre:- Ciao, ci sentiamo dopo.



Sabato alla Piramide Cestia

2006-11-27T18:17:39.956+01:00

Sabato mattina si è celebrato il funerale di una mia lontana zia ultraottantenne.
Ci sono andata per continuare a ricostruire pezzi della mia storia, della mia famiglia. Riallacciare legami o gettare le basi per nuove amicizie. Fare pace con la mia storia o almeno gettare un sasso in quella direzione. Il gesto di perdonare per me è rappresentato dal gettare una cucchiaiata di terra dentro la fossa, insieme ad alcuni petali di fiori. Non che io avessi niente da perdonare a questa zia, che conoscevo appena, ma insomma tutti noi abbiamo qualcosa da lasciarci dietro legato ai nostri genitori e ai loro parenti, che poi sono anche i nostri.

Il funerale si svolgeva nel Cimitero acattolico di Roma, nel giardino della Piramide Cestia. E' un posto molto bello, ideale per una passeggiata in cerca di quiete. Ci sono le tombe dei poeti inglesi Keats e Shelley, il figlio di Goehte, Gramsci, e altri. Camminando leggi i nomi scritti sulle lapidi, donne dai nomi esotici, diventate italiane, e ti immagini la loro storia, il loro viaggio, la loro scoperta dell'Italia, la loro scelta di essere sepolte a Roma.

In fondo arrivi alla cappella. Quel giorno c'era una donna a celebrare la funzione, perché mia zia era inglese. Una cerimonia in inglese e in italiano, per pochi intimi e un gatto, che si è piazzato sulle gambe di mia cugina e poi ha seguito il corteo alla tomba.

Poi siamo andati tutti a pranzo da Fortunato al Pantheon, secondo le ultime volontà della morta. La famiglia italiana e quella inglese, rappresentata dal fratello novantenne e da due dei suoi figli, Paul e Charles.
Io ero seduta vicino a Charles, che ha ordinato ossobuco e allora io ho avuto il tatto di parlare della mucca pazza (crazy caw). Questo Charles sembra un lord inglese. Non so se è lord, ma vive in campagna, ha sette figli, cavalli, maiali e gatti, e in cima ai suoi pensieri ci sono i cavalli. Ha chiesto a tutti che cosa facessero nella vita, e quando io gli ho chiesto perché la moglie fosse in Australia, è scoppiato a ridere diventando tutto rosso e ha risposto che era col suo boyfriend (era una battuta).
Alla fine, salutandoci, il vecchio ci ha fatto promettere di andarli a trovare in Inghilterra. Chissà. Ora c'è un cane bigle da adottare, per chi fosse interessato.



Una canzone per Sabina

2006-11-17T00:06:18.493+01:00

Tra una ventina di minuti si entra nel nuovo giorno. Domani sarebbe stato il compleanno della mia amica Sabina, che invece non c'è più da tre anni, un luglio di tre anni fa se n'è andata in un incidente di moto. Un'esperienza nuova per me, nuova sulla pelle.
Ci eravamo salutate a Roma circa una settimana prima, in giro per negozi a via del Corso, e poi a casa sua, o meglio, dei suoi genitori che erano sempre in viaggio e le davano la sensazione di vivere da sola, anche a me che a volte mi trasferivo da lei. Così quella sera siamo arrivate fino a casa sua, io mi sono fatta una doccia e lei mi ha regalato un vestito arancione che non le piaceva più e che a me stava benissimo, quel pomeriggio mi ero appena comprata degli orecchini arancioni. Il suo letto al centro della stanza era il luogo di questi scambi, consigli, chiacchierate, sbuffi, risate, sbadigli. Siamo state un po' lì, mentre prima una poi l'altra ci vestivamo, e poi siamo andate a mangiare una pizza sotto casa. Era tutto così leggero quella sera, col sapore del caldo che si allevia e ti dà sollievo. Io avevo un lucidalabbra nuovo e lei nell'aprirlo ha rotto la molla, così in cambio mi ha regalato un campione di rossetto fucsia che aveva trovato su un giornale.
Avevamo scoperto da un po' un nostro modo di essere buffe. Ci piaceva stare insieme, ma non avevamo tante cose in comune. Era più qualcosa di rassicurante, come ci si immagina una relazione di lunga data. Una relazione in cui quando meno te lo aspetti scopri dei lati dell'altro che non avresti mai detto, che ti fanno ridere, che ti fanno ritrovare.
Mi manca non averla vicino, ma soprattutto che chi ora ho vicino non l'abbia conosciuta. Cerco a volte la vicinanza della sua famiglia, di sua sorella, di suo fratello, di sua madre. Ma c'è sempre qualcosa di strozzato, di trattenuto, mi sento di non avere il diritto di chiedere un po' di memoria, di storie, di foto.
E' una domanda senza risposta, ogni pensiero che si dirige a lei, ogni ricordo, ogni nostalgia. C'è solo la certezza di quanto è semplice stare bene assieme.



Spettacolo di Gek Tessaro e mostra di illustrazioni sul mare

2006-11-15T10:33:28.603+01:00

In occasione del Festival internazionale dell’immagine sottomarina (Roma, 13-19 novembre), il CTG Roma Insieme ha curato una mostra di illustrazione che ha come tema il mare (con tavole di Gek Tessaro, Roberta Angeletti, Svjetlan Junakovic, Mara Cerri, Pia Valentinis, Alida Massari, Cristiana Cerretti, Serena Intilia, Giovanna Ranaldi, Lucia Sforza, Yana Bukler, Volf Bulba, Elham Asadi, Mauro Evangelista – di Roma – Francesca Carabelli, Valentina Mai, Cristina Mancini, Valeria Valenza, Fabio Finocchioli) e una serie di iniziative collaterali con la partecipazione di Gek Tessaro.

Venerdì 17 novembre, di pomeriggio, a Ostia, nella Biblioteca Elsa Morante (via A. Cozza, 7), ci sarà lo spettacolo con lavagna luminosa di Gek Tessaro All’ombra dei pesci. Appuntamento alle ore 17.30, meglio un po' prima per prendere posto, nella sala ragazzi della biblioteca. L’ingresso è libero. Età consigliata: 3-99 anni.

La mostra di illustrazioni sul mare, sempre presso la Biblioteca Elsa Morante di Ostia, è aperta con orari 10-13 e 15-19.