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PIERLUIGI LUPO



RACCONTI



Last Build Date: Thu, 09 Apr 2015 18:47:16 +0200

 



Ora ti leggo una storia

Sun, 07 Jul 2013 12:21:04 +0200

Ieri pomeriggio, alla libreria Feltrinelli di via Orlando, nei pressi di piazza della Repubblica, si è realizzato il mio sogno. Dopo tanti anni che entro nelle librerie di tutto il mondo e apro con curiosità i libri degli altri, finalmente ho trovato un libro con sopra il mio nome e dentro una mia storia. Dopo averlo preso in mano, con delicatezza, quasi con timore, ho cercato il mio racconto e ho letto le prime righe con attenzione, quasi per convincermi che fosse proprio il mio. Subito dopo, fissando la bambina con le trecce bionde, raffigurata in copertina, non sapevo bene che cosa farci. E poi ho fatto una cosa un po’ stupida, ma che in quel momento mi sembrava la cosa più giusta da fare. Ho appoggiato il libro sul piano dello scaffale, in modo da rendere ben visibile la copertina. Poi da una tasca, ho preso il cellulare e ho scattato una foto, come se il libro fosse una persona viva. Quando sono uscito dalla libreria, ero un po’ dispiaciuto, mi sembrava di lasciare solo un nuovo caro amico.  Non ho pagato un centesimo per la pubblicazione e nella raccolta di racconti ci sono finito per aver vinto un concorso letterario della Dino Audino Editore. Per chi avesse voglia e curiosità di leggere il mio racconto, potrà farlo acquistando il volume “Ora ti leggo una storia” (Dino Audino Editore).  http://www.audinoeditore.it/libro.php?collana_id=T&collana_progr=10[...]



Lezioni individuali di scrittura creativa

Sun, 28 Apr 2013 11:36:36 +0200

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Di solito chi ama scrivere, prende carta e penna (oppure accende un computer) e inizia a mettere insieme parole e frasi per pagine e pagine. Così facendo compie un atto creativo e al tempo stesso istintivo. Se in una prima fase, scrivere senza pensare troppo, può andar bene. Subito dopo, quando si vuole dare ordine a quello che si è appena scritto, è necessario essere a conoscenza di tutti quegli elementi che ci aiutano a trasformare una storiella appena abbozzata in un racconto coinvolgente, emozionante e magari anche indimenticabile.

A questo proposito le lezioni di scrittura si propongono di affrontare tutte le tappe fondamentali per arrivare con successo al traguardo: dall’idea di partenza (può essere una semplice immagine), fino alla prima stesura e revisione del testo.

L’obiettivo è offrire la conoscenza approfondita e quindi la padronanza degli strumenti utili alla costruzione di un buon racconto o romanzo.

Inoltre nel corso delle lezioni, saranno esaminati brani celebri di testi classici e contemporanei, per individuare lo stile dello scrittore e quello proprio. E non mancheranno degli esercizi pratici per affinare le varie tecniche.

 

Argomenti trattati durante le lezioni: la voce narrante, il punto di vista, il personaggio, l’ambientazione, la descrizione, il dialogo, lo stile, il ritmo, la trama (il plot), incipit e finale, la revisione (l’editing).

E inoltre: le figure retoriche, la punteggiatura, analisi di testi classici e contemporanei, esercizi per stimolare la creatività. 




Flavia Vento su Twitter

Wed, 03 Oct 2012 15:36:03 +0200

Flavia Vento neanche su Twitter trova pace. La insultano, più o meno garbatamente, un po’ tutti, sia uomini che donne, e lei risponde per le rime. C’è chi, come Lorenzo, l’accusa di non usare la punteggiatura, e altri che le consigliano, senza troppi riguardi, di starsene zitta. Ma Flavia scrive, anzi twitta e non si stanca, ribadisce la sua posizione: “A me se non lo avete capito non mi interessa proprio cosa pensa la gente ma proprio un bel nienteeeeee.” E in un tweet, che successivamente ha cancellato, dava delle “poveracce” a tutte quelle persone che continuano a seguirla al solo scopo di insultarla. Ma tornando ai tweet in cui non è impegnata a difendersi dagli attacchi, troviamo: “A Berlino ci sono le zanzare”, poi in un altro tweet: “In Islanda nevica ma io vorrei andare alle Hawaii con Tom.” Chi è Tom? Leggendo i messaggi precedenti si scopre che si tratta di Tom Cruise. Ogni tanto Flavia gli manda dei messaggi inequivocabili (pure in inglese!), ma lui non risponde mai. E lei insiste con: “Romeo Romeo dove sei Romeo?” Tania le suggerisce di smetterla, altrimenti Tom potrebbe denunciarla: “Al suo posto ti denuncerei per stalking.” “Quanti messaggi ma solo uno non arriva sigh!!!” scrive l’inconsolabile Flavia, aspettando ancora la risposta di Tom. Poi finalmente si rassegna: “Tom Cruise non mi segue me ne farò una ragione.” E dal momento che Tom non se la fila per niente, si butta su Giacomo Leopardi. “Giacomo ti sogno sempre tutte le tue poesie se non fossi morto saresti l’uomo della mia vita ma ci rincontreremo in un’altra.” E ancora: “Leopardi io ti amo sul serio ti penso ogni notte guardo la luna e tu ci sei noi siamo una cosa sola poesia.” Poi, passando ad altro, se la prende con i programmi televisivi: “La televisione di oggi è solo popolata da culi e tette, di chic non ha nulla, mercificazione delle donne.” Come se lei provenisse da trascorsi televisivi degni di merito. Ma le vere perle sono i pensieri incomprensibili, i tentativi goffi di poesia e i suoi desideri più profondi come questo: “Cercasi principe azzurro con cavallo bianco e castello.” [...]



Il piccolo vampiro

Wed, 19 Sep 2012 18:31:39 +0200

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Adesso a Roma non si fa che parlare del piccolo Ivan Piris, che nel linguaggio dei tifosi romanisti è diventato “il vampiro”. Non va in giro di notte a succhiare il sangue, ma di sicuro ci ha tolto il sonno. Mi sono un po’ informato ed ecco che cosa ho scoperto. A parte il fatto che si tratta del primo paraguaiano della storia giallorossa e qui la battuta verrebbe anche troppo facile, ma poi ho scoperto che nel campionato scorso Piris è stato un vero disastro. Allora, mi chiedo: Sabatini noto per seguire tutto il calcio sudamericano, minuto per minuto, non sapeva che Piris nel San Paolo aveva perso il posto da titolare? Le ultime giornate non le ha passate neanche in panchina, ma in tribuna.

Per non buttarmi troppo giù, ho cercato altre notizie e mi è capitata una scheda tecnica del calciatore, ne riporto qualche brano: “Si fa preferire per le sue qualità difensive più che per gli spunti d’attacco. In particolar modo, ha mostrato di sapersi destreggiare egregiamente sia come laterale in una difesa a quattro che come marcatore in uno schieramento a tre. Le sue abilità principali risiedono nella rapidità sul breve che gli permette di fronteggiare avversari con notevole corsa, situazione di gioco dove raramente si fa trovare impreparato. Ha qualche lacuna nei cross.”

A leggerla oggi questa scheda viene da ridere. Il fatto che non sa crossare, quando nei terzini di Zeman il cross è tutto. Poi c’è la prima frase che sembra quasi una barzelletta. Se Piris è così bravo in difesa, figuriamoci in attacco che cos’è. Insomma, un altro Jose Angel e pure col fiato corto, perché oltre la metà campo non l’abbiamo ancora mai visto. Forse per un po’ sarà meglio non vederlo per niente.




Riabilitiamo il più “sfigato” tra i cantautori italiani

Tue, 19 Jun 2012 16:14:38 +0200

Si è parlato anche troppo del Masini come portatore di iella, una calunnia che di fatto lo ha escluso dal “circuito maggiore” per parecchio tempo, relegandolo alle piazzette. Personalmente l’ho visto cantare, qualche anno fa, a Fontana Liri Superiore, un paesino della ciociaria che si fatica a trovare sulle cartine geografiche. Questa diceria di “portasfiga” nata un po’ per scherzo è diventata col tempo una vera iattura per il cantautore toscano. Lo stesso Masini ha raccontato in un intervista che la gente nei negozi non osava nemmeno toccare i suoi cd, per paura di beccarsi la iella. Insomma, nel giro di pochi anni, viene marchiato come un personaggio “nefasto” e nessuno lo invita più a cantare, soprattutto in televisione. L’abisso viene raggiunto da un giornalista che alla notizia di un ragazzo suicida, titola “Ascolta Masini e s’ammazza” solo perché ascoltava un suo disco prima di morire. Il 17 aprile 2001 il cantautore, stufo di tutta questa situazione, annuncia il ritiro dalle scene proprio a causa del trattamento persecutorio che gli impedisce di divulgare i suoi album nei principali canali di promozione.  Dalle canzonette ci si aspetta uno svago, qualche rima allegra, al massimo una lacrima sul viso, ma non si accettano temi pesanti come il niente, l’abbandono, la solitudine, la morte. E poi anche tutte quelle parolacce: stronza, vaffanculo, vita del cazzo. In un ambiente musicale fatto solo di fiori e “amici”, uno come Masini stona, è poco personaggio, anzi è l’antipersonaggio. Si può discutere sulla musica che di sicuro non è esaltante, ma sui testi non si può rimanere indifferenti. I testi portano la firma tra gli altri di Giuseppe Dati, paroliere anche di Raf che al contrario si mantiene su temi più leggeri. Quindi la scelta di Masini è precisa. Vuole essere sincero. E lo dice apertamente “un po’ di verità non può farmi male.” La necessità di dire tutto, senza peli sulla lingua, urlato a squarciagola. Lui che non ha problemi a cantare: “Invece mio padre da bravo ragazzo, ci crede davvero a una vita del cazzo. Ormai non parliamo, non stiamo più insieme, ma lui ci riesce a volermi anche bene, un bene invisibile che sembra assente, è un uomo capace di credere al niente…” E riguardo al niente si potrebbe scomodare il filosofo italiano Emanuele Severino che sosteneva che le cose provengono dal niente e ritornano al niente, dopo essersi trattenute provvisoriamente nell’essere. Ma tornando a Masini come non citare la canzone che forse meglio lo rappresenta “Vaffanculo”, dove racconta in maniera cruda ma sincera tutte le difficoltà di un ragazzo per farsi largo nel mondo della musica. Aveva smesso perfino di studiare per dedicarsi interamente alle canzoni. Le case discografiche, però, trovano i suoi testi strani e fuori dal comune. Masini non funzioni, che è peggio di “le faremo sapere.” Per concludere mi piace citare due versi della canzone “Raccontami di te” che nel 2000 a Sanremo si conquistò la penultima posizione, com’era già capitato a Vasco Rossi. “Questo vivere aspettando che qualcosa cambierà…” e “la tua felicità è un treno in corsa verso il mare.” [...]