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Oltre la distanza



"Nessun luogo è lontano" Una rete invisibile di rapporti lega il mondo... al di là di ogni distanza... (anche tra Genova e l'Africa)



Last Build Date: Sat, 18 Nov 2017 16:25:04 +0000

 



Dopo tanto...

Sun, 31 Aug 2014 16:07:00 +0000

Ciao,
lo so sono imperdonabile... non pubblico da una vita sul blog.
Ma vi assicuro che ero parecchio preso.

Come avevo anticipato il nuovo centro medico sarà presto una realtà.






Approfittando della venuta a Man di un caro amico informatico (Luca) e del fatto che dovevo tradurre il suo corso di Webmaster, ho imparato a fare un sito.
Conclusione: avrete notizie delle nostre attività anche dal sito, che spero più dinamico di questo blog.

http://www.cmsfocolari.com/

Fatemi sapere se vi piace, ok?
Carlo






Poliambulatorio virtuale

Thu, 03 Jan 2013 17:19:00 +0000

Siamo ancora sotto Natale e di solito in questo periodo ci piace ascoltare delle storie che infondano un po’ di speranza nel genere umano. Eccovi allora una storia che, in più, ha il pregio di essere vera.Nel nostro centro medico affluiscono pazienti di ogni tipo ed età: dal neonato al vecchietto. La gamma di malattie è davvero ampia. Il nostro problema è che qui scarseggiano gli specialisti cui inviare i casi troppo complicati che richiedono appunto uno specialista in un determinato campo. Il colmo è che per uno specialista la risposta ad un quesito nel suo campo è spesso ovvia, quindi gli basterebbero pochi minuti per “illuminarci”.Grazie ad alcuni contatti in Italia, persone davvero molto attive, una trentina di medici specialisti ha aderito alla proposta del “poliambulatorio virtuale”.Attraverso un forum su internet descriviamo i casi difficili e gli specialisti rispondono orientandoci agli esami necessari, suggerendoci la possibile diagnosi e terapia.Una rete di persone che collaborano con noi e tra loro per arrivare a risolvere il caso.L’esperimento dura da sei mesi e tra i casi risolti brilla quello di Louisette. Louisette è una ragazzina di 12 anni che da tre anni soffre di una grave epilessia che la fa cadere anche 30 volte al giorno, ferendosi. La sua vita era impossibile e la famiglia l’aveva rifiutata.I farmaci che si usano di solito non funzionavano e gli specialisti hanno consigliato Tac ed elettro-encefalogramma. “Mille grazie” mi veniva da dire “ e come faccio?”: gli esami erano troppo costosi e in più Louisette avrebbe dovuto andare ad Abidjan con un parente.Un piccolo miracolo di aiuti e collaborazione tra noi, un frate cappuccino, una zia, un amico italiano che aveva conosciuto Louisette a Man, ha reso questi esami possibili.Ora Louisette non ha quasi più crisi, ha ripreso ad andare a scuola ed è stata accettata dalla famiglia. Sembrava una “mission impossible”. Invece una rete di aiuti sul posto e a distanza (tramite il “poliambulatorio virtuale”) ha cambiato la vita di Louisette.C’è da pensare che il genere umano non sia poi così male; forse avrebbe solo bisogno di occasioni per spendersi per una buona causa.C’è nel cuore di ogni medico credo, nell'immaginario collettivo dei medici, il sogno di partire a “fare il dottore in Africa”. Poi non tutti partono e si capisce! Ma poter far qualcosa, sia pure a distanza, dà una grande gioia.E questo è Natale!P.S. Il forum è privato in modo che partecipino effettivamente dei medici o altro personale sanitario. Se vi iscrivete segnalate la vostra specializzazione. Sarete rapidamente abilitati. GrazieEcco l'indirizzo del forum:http://diagnosi-a-distanza.lefora.com/Louisette con la ziaSchermata di accoglienza del forum[...]



Ormai non ci stiamo più

Fri, 29 Jun 2012 19:04:00 +0000


Ecco il nostro dispensario immerso nella bruma del mattino.


Prima dose di farmaco ad un neonato.



 Il laboratorio sempre più equipaggiato.


Ormai facciamo test sofisticati che  prima richiedevano un viaggio fino ad Abidjan (500 km,)

Anche l'elettrocardiogramma: in questo caso ad un neonato con una malattia congenita.

Insomma tutto cresce, la gente è contenta... ma non ci stiamo più.


Si progetta un nuovo centro medico, più ampio e attrezzato che potrà ospitare in futuro altre specialità  (dentista, palestra di riabilitazione, ecografia...)


Vediamo se alla fantasia ed al coraggio si uniranno i mezzi necessari: io credo di sì.




Carriole e libri elettronici

Thu, 29 Mar 2012 21:02:00 +0000

Non piove! In quattro mesi, solo qualche spruzzata.

I pozzi sono secchi. La società dell’acqua raziona. Molti quartieri sono tagliati fuori.

Il nostro centro, per fortuna, aveva trivellato in profondità (60 metri), quindi disponiamo di ottima acqua anche in tempo di siccità.

Dovreste vedere la scena: dal quartiere (e oltre) una fila di carriole ci invade.

(image)

Sono spesso bambini che le spingono: all’andata i bidoni da 25 litri che portano sono vuoti; così sulla carriola sale un fratellino (a volte due) che prova l’ebbrezza della velocità.

Sono piloti esperti e, nonostante i miei timori, la carriola non si ribalta mai sul terreno ciottoloso.

Al ritorno portano invece 75-100 litri di acqua, nei loro bidoni e… nessun fratellino. Si tratta di 2-3 volte il loro peso: ma come fanno?


(image)


Solo a pochi metri il nostro centro informatico ha lanciato un progetto pilota, che sembra situarsi ad anni luce da questa popolazione che raziona l’acqua: la lettura di libri elettronici.

In mancanza di libri di carta…

(image)

Vedeste con che entusiasmo, leggono il loro primo libro… il primo nella loro vita!

Gli stessi bambini: carriola e computer!


(image)

(image)





Costa d'Avorio : a che punto siamo ?

Wed, 16 Nov 2011 22:37:00 +0000

La Costa d'Avorio si avvia (finalmente) alla pacificazione e si prepara al turno elettorale delle legislative di dicembre.Il paese sembra ripartire , ma molte sono ancora le sfide e le incognite : riconciliazione, sicurezza, ripresa economica, riassetto delle infrastrutture (strade, acqua elettricità), sanità, scuole, riapertura delle università ecc. Per la sanità assistiamo ad un paradosso : é stata decretata la gratuità delle cure, ma in realtà la gente paga più di prima, causa l'esaurimento (dopo le prime settimane) delle scorte di farmaci e reattivi di laboratorio : di fatto si é costretti a rivolgersi alle farmacie e alle cliniche. In questo contesto vorrei fare un bilancio del nostro dispensario : avevamo inaugurato la nuova struttura a gennaio 2008, quindi a breve saranno 4 anni. All'inizio ci sembrava spazioso e avveniristico con le 2 sale di consultazione, le sale di degenza diurna, il laboratorio, la farmacia... ora ci stiamo davvero stretti. Anche perché, per fornire un servizio all'altezza, abbiamo dovuto aumentare il personale. Recentemente abbiamo toccato le venti persone, stagisti compresi, ma vista la folla di pazienti sono tutte molto utili. Nella foto la nostra equipe, la sera della festa di saluto a Ezio e Vanilla.L'affluenza non cala : una media di 70-80 pazienti al giorno che - nello spazio della mattinata (7.30-14.30) - vengono visitati, curati in day hospital, analizzati i valori di laboratorio, diagnosticati e inviati a casa con la loro terapia (« ma neanche in Italia... »). Un' equipe compatta, motivata, che lavora bene insieme e che ha a cuore davvero ogni malato. Altro sogno : rendere la salute un bene non di lusso, ma alla portata di tutti. Da cio' la « politica » del ticket forfettario che include visita, flebo e famaci per casa. Che io sappia siamo i soli a farlo e ad un prezzo col quale, altrove, non si comprano nemmeno i farmaci ! Devo pero' dire che nel periodo della crisi, tra gennaio e maggio 2011 siamo stati aiutati : in un momento nel quale il paese non aveva più farmaci e non si poteva farli arrivare dall'estero, qualcuno li pagati per noi e ce li ha portati fino a casa, da uno stato vicino, correndo non pochi rischi : meglio di cosi' ! Inoltre una coppia di Udine (lei infermiera) si é trasferita qui e ci ha aiutato per un anno. E poi, inaspettatamente qualcuno trova ancora il link per fare una donazione o trova le nostre coordinate bancarie…Sono spesso perfetti sconosciuti, a volte bambini (conosciuti) che rinunciano magari ai regali della Prima Comunione per aiutare i bambini di qua.Quindi approfitto per un grazie di cuore da tutti noi!!! Abbiamo ancora un sogno: allargare la struttura o costruirne una nuova, adeguata alle attuali esigenze, con accanto magari il centro per la malnutrizione. Sognare non costa nulla e quello che sogniamo insieme prima o poi diventa realtà. P.S. per Natale farò un salto in Italia... magari ci vediamo! [...]



Isolati ma non disinformati

Mon, 21 Mar 2011 15:59:00 +0000

Non c'è come quando si è stati male, che poi si apprezza la salute...
Non c'è come quando si è isolati, che si apprezza l'accesso alle informazioni.

Infatti qui a Man, città singolarmente calma nel panorama ivoriano, si soffre l'isolamento: difficili gli spostamenti, difficile avere informazioni sul paese. I più fortunati si dotano di un impianto satellitare col quale captano le TV straniere (in chiaro); molti frequentano la biblioteca o il CIF (dotate di sale informatiche e buona connessione a internet).
Anche noi godiamo di questi mezzi e quindi non ci sentiamo così tagliati fuori dal mondo.

Questo per le notizie, ma a me piace leggere e qui: niente giornali, né librerie.
Così mi sono riconverto da divoratore di libri di carta (che ero) a lettore digitale.
Dapprincipio storcevo il naso: "mai nulla potrà eguagliare la sensazione di tenere un libro in mano" sentenziavo.

Ma alla fine si fa di necessità virtù e... devo dirvi, non è poi così male!
Per fortuna avevo barattato il mio voluminoso Pc portatile con un net-book (molto + piccolo e leggero).

Ho provato a leggere qualche romanzo (in formato e-book) da seduto, ma anche da sdraiato (massimo del rilassamento): dopo un po' ci si dimentica di non aver in mano un libro e viene quasi il gesto di sfogliarlo.

Lo stesso vale per un settimanale in francese (Jeune Afrique) molto puntuale sulla realtà africana: evidentemente non si trova a Man e nemmeno più tanto facilmente ad Abidjan.
L'idea è piaciuta e forse lo proporremo in lettura ai nostri cybernauti (nelle sale informatiche).

Insomma benedetti mezzi!
Il paradosso è che potrei aver letto prima di voi - io che sto quasi in mezzo alla foresta - l'ultimo libro di Ken Follet o il bellissimo "Bianca come il latte, rossa come il sangue".

Niente male, no?



Una nazione in preda alla febbre

Sat, 12 Mar 2011 15:50:00 +0000

Tanti mi chiedono come va in Costa d'Avorio, quindi mi sono deciso a scrivere.
"Male"... direi, "lo stato del paziente è preoccupante".

Due presidenti, banche chiuse, trasporti difficili, embargo anche di farmaci, scuole in gran parte chiuse, violenza (ma non qui da me) ecc.
Non si sa come andrà a finire, malgrado la posizione abbastanza netta della comunità internazionale.

Davvero la democrazia in Africa non è ancora un dato acquisito: la metà dei paesi che ci circondano (in Africa Ovest) non è considerato democratico.
E quello che succederà qui sarà un esempio per gli altri: 15 nazioni africane andranno alle elezioni nel 2011.

Speriamo che il meglio finisca per accadere, speriamolo per un continente che ha già troppo sofferto.



Organizzarsi la vita e aiutare qualcuno?

Mon, 03 Jan 2011 18:21:00 +0000

Sul mio ultimo articolo avete letto di una bella storia... che continua.
Sono una sessantina ad aver pigiato quel bottone e a ad aver fatto una donazione per il dispensario e la cosa non si limita al Natale.

Qualcuno mi ha chiesto di quel libro "ZTD, Zen To Done" che ha fatto da scintilla e come averlo.
Una buona notizia: SE lo acquistate attraverso questo link (qui sotto), i soldi del libro saranno inviati al conto del dispensario.

Non ci credete? Mi assicurano che è vero e che la pubblicità li ripaga di questa buona azione.

Insomma sembra che organizzarsi e la vita si coniughi col verbo aiutare: bello, no?

Allora Buon Anno!

Ecco l'immagine da cliccare :







E' quasi Natale

Sat, 18 Dec 2010 15:44:00 +0000

Vi racconto una bella storia.Mettetevi comodi.Agosto 2010. Rientro da un periodo di intense attività, qui a Man, soddisfatto ma davvero un po' stanchino. Guardo al mia stanza ancora piena di resti di quelle attività. La scrivania ingombra, delle relazioni da fare, dei conti da chiudere...Certo una bella vacanza mi farebbe bene, ma non sarà subito: il dispensario chiama.Guardo, dopo giorni, la mail e mi cade l'occhio su una proposta pubblicitaria... tra le tante: una organizzazione propone, con un forte sconto, la traduzione italiana di un famoso libro che insegna un "metodo" per organizzarsi la vita. Però!Il prezzo è buono e lo propongono in formato ebook (libro elettronico), che quindi posso ricevere subito, senza aspettare i tempi biblici della posta dall'Italia alla Costa d'Avorio.Clicco e la mia carta prepagata (su cui tengo pochi euro) fa il resto.Il libro si chiama "Zen to Done" e scorre bene in un italiano fluido: le proposte sono concrete e inizio a "usare il metodo". Dicono di insistere per prendere delle "buone abitudini" e mi ritrovo dopo un mesetto con la camera che non sembra più un magazzino, la scrivania sgombra, con le cose che ormai trovo a colpo sicuro; ma il più bello è che a sera ho l'impressione di aver fatto davvero le cose importanti.Sarà un abbaglio mi dico, poi passa. Ma no dopo due mesi funziona ancora!Gli autori, che si premurano di seguirti con mail regolari, invitano a scrivere sul loro blog. Allora scrivo a Viviana e Leonardo di "Ifeeelgood" ringraziandoli e dicendo che anche ad un medico in Africa, un tale metodo era servito.Ma qui comincia la parte insolita.Loro sono incuriositi e mi chiedono dettagli di quello che faccio qui. Altra mail e leggono questo blog. Proposta: "sei contento se pubblichiamo questo materiale sul nostro blog e invitiamo gli associati (migliaia di persone) a farti un regalo di Natale?" (per il dispensario e l'attività coi bambini malnutriti).Sono stupito e dubito che fuzionerà: e invece si. Dieci giorni prima di Natale la cosa va in porto con tanto di pulsante da cliccare per fare la donazione. Sono già in una quarantina ad aver cliccato e hanno lasciato bellissimi commenti di incoraggiamento. (clicca qui per leggere).Incredibile.Che sia davvero Natale?Allora auguri a tutti! P.S. Pregate per la Costa d'Avorio che non gode di buona salute, anzi![...]



La carica dei 100.000

Sun, 31 Oct 2010 15:58:00 +0000


Esagerato, non erano 101?
Sì, ma questi non sono i mitici dalmati di Disney, sono i nostri pazienti visitati al dispensario.
Da quando li contiamo, cioé nel 2004, stiamo per toccare quota 100.000.

Parecchi vero?
Se li mettete nello stadio Olimpico, a San Siro o al Delle Alpi ne restano fuori 15 mila... peccato però di non poterlo fare, sarebbe un gran bel colpo d'occhio!

Il loro numero è pari anche a tutta la popolazione di Man.

Magari festeggeremo questo traguardo, vi farò sapere.



La mia Africa (già sentito?)

Sat, 23 Oct 2010 16:55:00 +0000

Tra mail, skype, facebook c’è ancora posto per un blog?Forse sì, se si lo usa bene. La mail è personale (e si svilisce se la inviamo a una lunga serie di “sconosciuti-tra-loro”). Skype è personale e istantaneo (ma si risponde quando si ha tempo): in genere brevi frasi, ma se i due ne hanno voglia, ne risulta un simpatico scambio. Facebook… non so bene (sono neofita), ma mi sembra che i più danno solo il link di una cosa che gli piace o dicono una breve frase su quello che stanno facendo. Quindi ho l’impressione che il blog abbia ancora un suo spazio, che permettere di riflettere, di comunicare meno superficialmente. Ma “torniamo alle nostre pecore” come dicono qui i francofoni. Sono stato in Italia in settembre e rieccomi di nuovo in Africa. Questa volta con un sentimento diverso: io abito qui. Qualcuno, specie giovani (ma non solo), mi dice: “ Che bello! Posso venire - magari un mese - ad aiutare?”. Ottime intenzioni, intendiamoci. Ma la realtà è diversa. Aiutare come? Si pensa spesso all’Africa come ai campi profughi delle guerre, alle carestie per la fame o più semplicemente alla foresta vergine dove manca tutto. Ma l’Africa, se Dio vuole, non è così, non è solo così. L’Africa è un continente enorme con 52 paesi diversi, molto diversi tra loro, con una infinità di lingue e costumi. Mi è già capitato che qualcuno mi voglia affibbiare un pacchetto dicendo: “Vai in Africa no? allora portalo ai padri tali…” che magari vivono in Zambia o in Kenia. E’ come se qualcuno qui mi dicesse:” Visto che rientri in Europa puoi consegnare questo pacchetto a Mosca?”. Di Africa non si parla molto perché conta ancora poco nell’economia mondiale, salvo poi bramare le sue materie prime. Cosicché se in un paese si trova il petrolio, può essere una maledizione per la gente che non solo non beneficerà di questa ricchezza,ma che vedrà la sua povertà in molti casi aumentare. Quasi un miliardo di persone, tantissimi giovani, che hanno le stesse nostre aspirazioni: lavoro, scuola, salute, musica, calcio… Quindi si può certo venire “ad aiutare”, ma non pensando di portare “la salvezza”: con molta umiltà, per dare il proprio, necessariamente piccolo, contributo. Come hanno fatto Valentina che è stata da noi per 3 mesi e ha dato un impulso decisivo al nostro centro informatico con corsi di Access, montaggio video e altro, lasciando ampia documentazione per i prossimi docenti. O come il dr. Carlo-Arturo che mi ha affiancato in ambulatorio per un mese, con grande disponibilità a dare e anche ad imparare. Ma veniamo a me. Qualcuno mi ha detto “Ti ammiro”… io rispondo sempre:” in realtà mi diverto!”. Ed è così: io abito qui, questa è ormai casa mia e mi ci trovo bene. Faccio quello che farebbe chiunque al mio posto: impiego al meglio (spero) quello che so fare (dispensario, progetto internet, attività coi giovani…) ricevendone una grande soddisfazione. Lontano da pastoie, vedo qualcosa realizzarsi. E vi pare poco? [...]



Dispensario e viaggio in Italia

Thu, 19 Aug 2010 10:25:00 +0000

Ciao a tutti! Lo so scrivo troppo di rado per immaginare di essere ancora letto, ma tanté… E’ solo per dirvi che presto sarò a Genova per 2-3 settimane (dopo il 20 settembre), quindi magari ci vediamo. Nel frattempo l’elettricità è ritornata stabile! Riassunto delle “puntate precedenti”. Dispensario: siamo ormai in 15 a lavorarvi. La sfida di mantenere dei prezzi molto accessibili si sta rivelando difficile a mantenere; gli attuali 2000 CFA di ticket (3 euro circa) - con i quali i pazienti hanno diritto alla visita medica, i farmaci per casa e al day-hospital - non coprono le spese. Questo è forse dovuto delle enormi difficoltà a importare medicine che ci costringe ad acquistarle sul posto (a prezzi superiori). Il laboratorio che speravamo apportasse un “plus” per sostenere il resto per ora copre quasi solo i suoi costi. Il fatto è che anche il day-hospital è compreso nel ticket: una alternativa, rispetto ad aumentare il ticket per tutti, sarebbe quella di scorporare il day-hospital, di chiedere un contributo a parte… vedremo. Insomma la parità economica è ancora un sogno, ma ci arriveremo. Per il resto questo lavoro ci porta un’enorme soddisfazione: tutte le grosse ONG vengono a curarsi da noi e ci dicono che siamo un centro di eccellenza. Una sera una responsabile della Croce Rossa mi presentava ad un collega con queste parole: “Questi sono quelli che ci salvano” e io schernendomi “ Ma come ? non è la Croce rossa che salva il mondo?” … risate. Il clima di fiducia con la gente è totale. Abbiamo sempre la coda di persone. Quando si chiede come mai vengono da noi, anche da distante, dicono: 1. l’accoglienza, 2. qui si guarisce davvero, 3. il prezzo è meno caro, 4 la pulizia del centro. Di 4 motivi solo uno è direttamente medico: interessante, no? C’è in programma la telemedicina: Elettrocardiogramma refertato a distanza, probabilmente ad Abidjan. A giugno abbiamo avuto la presenza da Genova (Recco) del Dr. Belli Carlo Arturo: una bellissima esperienza di collaborazione per me; una scoperta per lui di una galassia di malattie sconosciute in Italia. Parla francese ed è molto disponibile ed esperto, quindi anche un breve periodo (un mese) ha portato i suoi frutti. Magari l’esperienza si potrà ripetere con altri colleghi, chissà. Allora arrivederci a presto! Carlo [...]



Senza corrente

Mon, 22 Feb 2010 18:14:00 +0000

Rieccomi a Man, dopo una lunga vacanza italiana che mi ha davvero ritemprato. I chili accumulati cominciano a sparire complice il gran caldo, le sedute mattutine di corsa, il frigo non più pieno di tentazioni. Ho ripreso il lavoro al dispensario: ne avevo proprio voglia di ritrovarmi in mezzo a questa folla di pazienti per cui rappresentiamo un sorta di "tocca-sana"; per ora lavorare mi diverte, non avverto stress. Il nostro progetto satellite aveva segnato in questi mesi una battuta di arresto a causa di guai seri dei" macchinari". Ma il modem satellitare che ho portato dall'Italia e le istruzioni telefoniche di Cesare (da Roma) hanno riprestinato il sistema: abbiamo l'Internet! Valentina, volontaria che ha viaggiato con me e si fermerà tre mesi come insegnate di informatica, sta scoprendo l'Africa e mi sembra ben motivata. Insegnerà tra il resto il ritocco fotografico e i montaggi video! Qualcuno si iscrive? Ma... c'è un ma. Dal primo febbraio in Costa d'Avorio danno la corrente a sprazzi: a Man solo la notte, quindi dalle 8 alle 18 niente! Al nostro centro c'è, per fortuna, un generatore che azioniamo 4 ore al mattino (di più è troppo caro). All'ospedale ne hanno uno che azionano per ora solo per le urgenze... vedremo. E' un'esperienza insolita vivere senza elettricità: tutto si ferma. All'inizio ti senti in vacanza. Poi prendi carta e penna e, per la prima volta, scrivi un articolo per il blog senza computer. Notevole, no? Intanto mille idee di energie alternative brulicano il mio cervello: pannelli solari, batterie da caricare... fino a immaginare una bici-generatore: qui i muscoli per azionarla non mancherebbero![...]



“In rete per l’Africa”

Sat, 09 Jan 2010 14:23:00 +0000

Internet a Man: una chance per lo sviluppo?Sono in Costa d’Avorio da quasi 6 anni, a Man una cittadina di 100mila abitanti molto colpita dalla guerra civile. Per anni abbiamo puntato sulla sanità, sviluppando al nostro centro una nuova struttura, completa di laboratorio, farmacia e day-hospital che arriva a visitare fino quasi 2000 pazienti al mese. Il motivo di tanto afflusso é (ci dicono) l’accoglienza, la qualità delle cure, i prezzi molto contenuti e la pulizia dei locali. Siamo stati sostenuti da amici in Europa e da organizzazioni che operavano a Man (Medici senza Frontiere e la Croce Rossa Internazionale, la Regione Liguria, l’Ambasciata Svizzera tra gli altri) con denaro, con attrezzature, con farmaci. Ora questo aiuto sta venendo meno anche perché, per fortuna, la pace sta tornando e con essa una certa normalitàAttualmente vi lavoriamo in 14 persone e , malgrado che il ticket che chiediamo ai pazienti sia molto basso, siamo ormai in pareggio economico: riusciamo cioè a sostenere il costo del personale, della struttura, dei farmaci senza ricorrere praticamente più ad aiuti esterni.Ma in questi anni si è aperto un altro fronte. Ci siamo resi conto dell’isolamento che la guerra aveva accentuato .Siamo lontani dalla capitale e i servizi sono carenti. Non c’è una libreria in tutta la regione; arriva qualche quotidiano di dubbia obbiettività. Per continuare gli studi dopo il liceo i ragazzi si trasferiscono ad Abidjan (ad oltre 500 km. di distanza). Lo stesso si dica per la formazione sanitaria di medici ed infermieri: chi vuole fare una specializzazione finisce per trasferirsi e così Man per le teste migliori.Sperare che Man diventi a breve una piccola Abidjan è davvero utopico. Abbiamo allora scommesso su una risorsa innovativa che potesse fare la differenza: portare in città la connettività ad internet veloce e usarla per lo sviluppo.Così il nostro centro “Focolari” e l’Ospedale si sono accordati per pilotare un progetto sostenuto poi da Esa e da una ONLUS italiana (Sguazzi).Da Maggio scorso sono operativi: una parabola satellitare bidirezionale, un sistema via radio per connettere diverse strutture al nostro centro e all’Ospedale, due sale informatiche (per un totale di 20 PC), costantemente in rete e a servizio della popolazione.In questi mesi le attività hanno compreso corsi di informatica e di utilizzo dell’internet, corsi di inglese, videoconferenze mediche (che collegavano specialisti da varie parti del mondo), possibilità per i cittadini di accedere a informazioni e di comunicare facilmente col resto del mondo, applicazioni di telemedicina (elettrocardiogramma con interpretazione a distanza).Vengono a navigare giornalisti che devono inviare articoli e foto ai loro giornali, studenti che ormai non si trasferiscono, ma fanno corsi a distanza, funzionari di ONG. Inoltre apprendere l’uso del PC aiuta i giovani a trovare lavoro. Gruppi di ragazzi si incontrano in videoconferenza con coetanei di altri paesi per uno scambio culturale che non potrebbero mai permettersi viaggiando.Tempo fa discutevamo col ministro dell’educazione nazionale sulla possibilità che Man diventi, grazie al progetto, sede universitaria, dapprima con corsi a distanza. Al ministero delle Nuove Tecnologie si sono meravigliati che a Man avessimo potuto fare tanto e dicono che saremo il centro pilota per un progetto che vogliono estendere a tutto il paese.Certo sostenere attività simili non è facile: specie all’inizio non riescono a mantenersi da sole.Vorremmo andare avanti, ma per almeno un anno sarà necessario integrare gli stipendi del personale al nostro centro informatico (CIF). Due o tre persone per garantire i corsi e la presenza in aula per [...]



Lavoro di equipe

Mon, 23 Nov 2009 17:38:00 +0000

(image)
Nulla vale una buona equipe
Lo so, lo so... non scrivo un granché...
Una immagine per presentarvi l'equipe del dispensario dove lavoro.
Non vi spiego altro ma ... leggetevi questro brano e ... capirete.
Il buon senso di un'oca.
Il prossimo autunno, quando vedrete le oche selvatiche puntare verso sud per l’inverno in formazione di volo a V, potrete riflettere su ciò che la scienza ha scoperto riguardo al motivo per cui volano in quel modo.
Quando ciascun uccello sbatte le ali, crea una spinta verso l’alto per l’uccello subito dietro. Volando in formazione a V, l’intero stormo aumenta l’autonomia di volo di almeno il 71% rispetto ad un uccello che voli da solo.
Coloro che condividono una direzione comune ed un senso di comunità arrivano dove vogliono andare più rapidamente e facilmente, perché viaggiano sulla spinta l’uno dell’altro.
Quando un’oca si stacca dalla formazione, avverte improvvisamente la resistenza aerodinamica nel cercare di volare da sola e, rapidamente, si rimette in formazione per sfruttare la potenza di sollevameno dell’oca davanti.
Se avremo altrettanto buon senso di un’oca, rimarremo in formazione con coloro che procedono nella nostra stessa direzione.
Quando la prima oca si stanca, si sposta lentamente ed un’altra oca prende il suo posto di guida. E’ sensato fare a turno nei lavori esigenti, che si tratti di persone o di oche in volo verso sud.
Le oche gridano da dietro per incoraggiare quelle davanti a mantenere la velocità.Quali messaggi mandiamo quando gridiamo da dietro?
Infine (e questo è importante) quando un’oca si ammala o viene ferita da un colpo di fucile ed esce dalla formazione, altre due oche ne escono insieme a lei e la seguono per prestare aiuto e protezione. Rimangono con l’oca caduta finché non è in grado di volare oppure finché muore, soltanto allora si lanciano per conto loro, oppure con un’altra formazione, per raggiungere di nuovo il gruppo.
Se avremo il buonsenso di un’oca, ci sosterremo a vicenda in questo modo.





Una scommessa

Fri, 31 Oct 2008 21:53:00 +0000

Come promesso (anche se con « tempi africani ») vi parlo stavolta di telemedicina e di progetti connessi.Ma andiamo per ordine.Qui c’era la guerra e la ONG “Medici senza Frontiere” aveva riabilitato e fatto funzionare l’ospedale di Man (che serviva tutta la regione).Correva l’anno 2004 e tra il personale straniero vi erano anche un medico e un’infermiera italiani, parecchio sensibili ai problemi della gente (Mirco e Raffaella).Prima di rientrare in Italia si erano accorti del bisogno di cultura e d’aggiornamento che il personale locale aveva.Detto fatto, avevano attrezzato un piccolo ambiente a biblioteca con un po’ di libri.Dall’Italia avevano poi inviato tre PC e pagato uno stipendio al bibliotecario.La cosa però, anche se non era morta, languiva…Ad un certo punto, qui al nostro centro, ci avevano chiesto di preparare un progetto sull’utilizzo dell’informatica e delle telecomunicazioni per lo sviluppo: interessava la nostra situazione di ripresa dopo la guerra. In particolare ESA (Agenzia Spaziale Europea) voleva dimostrare che l’uso del satellite dava una chance in più rispetto ad altri interventi.Insomma abbiamo pensato (con Mirco e Raffaella e altri amici a Roma) ad un progetto su due fronti: quello più sanitario all’ospedale, l’altro più educativo-culturale da noi.Non vi racconto i 2 anni di lavoro, trattative, sogni…Ora qualcosa già si vede: la biblioteca dell’ospedale con la vecchia sala adibita alla custodia dei libri (ormai 700) e un’altra molto più grande che contiene i tavoli per la consultazione e 10 PC nuovi in rete collegati ad internet.Da noi (al centro dei Focolari), da qualche giorno è attiva un’altra sala informatica con 6 PC.Aspettiamo, tra 2-3 mesi, l’istallazione di una parabola che finalmente ci darà (via satellite) un collegamento veloce.Quali le idee?Fare delle formazioni a distanza (in campo medico, ma non solo), scambi culturali tra giovani di paesi o continenti diversi (con la tele-conferenza), la ricerca di informazioni mediche grazie alla possibilità di accedere a 4000 riviste specializzate, la telemedicina (o consulto a distanza, con interpretazione di lastre, elettrocardiogrammi e altro ancora).E chissà… se in futuro questa tecnologia non potesse veicolare corsi universitari da Abidjan o da altri atenei nel mondo!Sogniamo?Forse! Ma ad occhi aperti perché le cose, ormai, si stanno davvero realizzando.Certo che parlando in Italia di questo progetto ho trovato raramente una vera comprensione; quando parlo del dispensario allora sì che tutti capiscono, ma il satellite? in Africa?La verità è che in Europa siamo abituati a pensare all’Africa in modo stereotipato: o i leoni o i rifugiati! Ma l’Africa è anche una società che tenta di evolvere, che studia e si specializza, che cerca di produrre, anche se le trappole della corruzione e della guerra, nelle quali cade, ne ostacolano spesso lo sviluppo.E’ proprio per creare, con la gente del posto, un’alternativa che un progetto così ha senso: non è l’ennesimo piatto di minestra che portiamo e che quando ce ne andiamo scompare con noi. E’ una possibilità di crescere, di svilupparsi.Una scommessa, insomma![...]



Vacanze in Italia e "pieno" di rapporti

Thu, 09 Oct 2008 12:58:00 +0000


Oggi riparto per la Costa d'Avorio dopo un mesetto in Italia: un po' di vacanza, ma soprattutto tanti rapporti riallacciati; e questo sono forse il capitale più prezioso che mi porto via.
Oltre al riposo, ho fatto qualche viaggetto (Torino, Trieste, Roma, Bergamo).

Speciale ed emozionante la pizza coi compagni di classe al liceo: non l'avevamo mai fatta in tanti anni (che ero a Genova). Incredibile la partecipazione di ben 16 compagni e due professori; qualcuno veniva da apposta Trento o Grosseto.

Bella, toccante la rappresentazione teatrale in genovese offerta, per il nostro poliambulatorio, da una compagnia di Castiglione Chiavarese.

E poi tante cene, aperitivi: una scusa per ritovarsi e raccontarsi (avevo portato anche delle foto e un video). Certo queste occasioni hanno rinfrancato lo spirito e... "arrotondato" le forme, ma era previsto. Come dire di non a tanti gusti che a Man non trovo? (ce ne sono altri... niente paura!).

Tanti hanno voluto sostenere la nostra attività e li ringrazio di cuore.

Riparto più in forze e con più entusiasmo.
La prossima volta vi racconterò del progetto di telemedicina che ormai è ben avviato.

Allora a presto... tanto le distanze non esistono!



A volte ritornano

Sun, 20 Jul 2008 15:45:00 +0000

E’ possibile che un blog, rinasca dalle sue ceneri?
Che dopo mesi… quasi un anno, di silenzio mi rifaccia vivo così, come niente fosse?
Forse in Africa, il tempo scorre con un ritmo diverso… forse il cavo telefonico tagliato per mesi … forse un’altra epoca della mia vita…
Comunque la voglia di comunicare non si è spenta e allora perché non riprendere a scrivere almeno ogni tanto?

Allora qualche notizia di qua.

Da gennaio ci siamo trasferiti nel nuovo dispensario, davvero molto bello, costruito con l’aiuto dell’ambasciata svizzera.
Comprende 2 ambulatori di visita medica, 2 sale di “day-hospital”, una per le medicazioni, un box farmacia con 2 sportelli al pubblico e il laboratorio. Questo ultimo è la più grossa novità e soddisfazione. Facciamo già una quindicina di analisi e, con le 2 macchine che sono già in viaggio da Genova, ne aggiungeremo altre. I pazienti sono contenti e affluiscono con regolarità: una settantina al giorno (in media).
All’inaugurazione la rappresentante della sanità locale ha definito il nuovo dispensario un gioiello.
“Vedete da soli la metà dei pazienti della città!” ci diceva scherzando (o forse no?).
In ogni caso hanno iniziato a chiedere le nostre statistiche; così abbiamo istituito una postazione informatica che registra pazienti e visite (fantascienza, credetemi).
Il dato positivo è che ora abbiamo la storia del paziente anche quando questi ha perduto il libretto sanitario (cosa assai frequente).
Il personale è aumentato e l’altra sera ad una “cena sociale” eravamo in 12 (compreso qualcuno in stage) e non eravamo tutti!

In generale la situazione politica va migliorando e, probabilmente, a novembre ci saranno le elezioni. In città la strada conserva il suo stile “far-west”, con i suoi grossi buchi che sconsigliano l’utilizzo di auto normali, ma in compenso hanno ridipinto la posta e riaperto un supermarket… che la pace stia davvero arrivando?

Ultima notizia.
Se niente cambia a settembre sarò a Genova per un po’ di vacanze: ho voglia di rivedere i vecchi amici!

A presto… chissà.

Carlo



Bilancio

Sat, 01 Sep 2007 17:07:00 +0000

(image)
Tre mesi dall’ultimo articolo sono davvero tanti…
Ma permettono di fare un bilancio.

Il corso di informatica si è concluso felicemente con le sessioni di internet, posta elettronica e chat. Ora sono pronti per il grande salto al cybercafè… in attesa del famoso Pc da 100 dollari.

Intanto alla biblioteca dell’ospedale ho fatto alcune lezioni ai medici e altro personale (soprattutto per la ricerca di informazioni scientifiche sulla rete) in attesa di un progetto che dovrebbe portare l’internet veloce, le videoconferenze e … forse la telemedicina.

Le ultime settimane ero in Burkina Faso per una Mariapoli e… ovviamente il dispensario è rimasto chiuso, ma lunedi si riprende a lavorare. Il nuovo ambulatorio è quasi pronto: entreremo a metà settembre, mentre a Genova si stanno dando da fare per le macchine di laboratorio.

Insomma le cose procedono nel senso giusto, anche grazie al sostegno di tanti amici che sanno rendersi vicini… oltre la distanza.




Saranno dei "bloggers"?

Wed, 30 May 2007 16:52:00 +0000

(image) Solo due righe per dire che il corso prosegue abbastanza bene: la credevo una impresa meno impegnativa, ma dà certamente soddisfazione.
In foto li vedete tutti schierati sui 3 portatili. Se imparano bene ho voglia di metterli in rete e dargli l'emozione di stampare davvero "su carta".
Chissà, se tutto procede bene finiranno per fare un blog tutto loro!



Informatico a tempo perso

Sun, 13 May 2007 22:40:00 +0000

(image)
Scrivo oggi , appena finita la seconda lezione della scuola di informatica a Man (Costa d’Avorio). I partecipanti (6 o 7) sono entusiasti. Arrivano addiruttura in anticipo e insieme installiamo l’”aula”. Si’ perchè non c’è un posto ove lasciare tutto installato (anche per motivi di sicurezza).
Oggi oltre ai tre portatili usati da loro c’era anche il mio che mi serviva per proiettare e spiegare. Sul primo PC ci sono due adulti (uno assolutamente digiuno), negli altri i giovani.
Oggi ho iniziato con un questionario per vedere se avevano assimilato: si sono spremuti parecchio per rispondere e tutto sommato... non male!
Uno ha già chiesto se puo’ aprire una “boite” (attivare un indirizzo email), ma... tempo al tempo.
Grazie ad Enzo (informatico vero, lui) ho fornito anche le dispense della lezione scorsa...in francese! Enzo ha trovato un sito che sembrava fatto apposta per me. Naturalmente una sola copia (di 8 fogli) : si possono rivolgere allo studente più anziano, che la custodisce, per farne delle fotocopie; cosi’ anche loro fanno qualcosa per la propria formazione (la formula “tutto gratis” alla fine non va).
Mi ha fatto piacere il sostegno “a distanza” di diversi amici del sito web4unity, di cui condivido gli scopi (http://www.web4unity.net/), oltre ai commenti in diretta sul blog.
Qualcosa mi dice che ne vale la pena, no?
E poi non è escluso che il progetto diventi una cosa seria e stabile... chissà!
“I have a dream...”



Scuola di informatica

Sat, 05 May 2007 14:53:00 +0000

Colmare il ritardo tecnologico in Africa : quasi uno slogan che spesso si ripete. Mentre aspettiamo i PC da 100 dollari “a manovella” promessi dagli americani mi sono chiesto se non si riusciva a trovare qualche computer portatile a basso prezzo; cosi’ nel mio viaggio in Italia, alla fiera del radioamatore ne ho recuperati 2, onesti anche se non sfavillanti: mi serviranno tra qualche mese nel nuovo ambulatorio, ma per ora stanno nel cassetto. Un terzo notebook ormai dato per morto, si è rimesso (miracolosamente) ad andare, grazie a una piastra di raffreddamento da 15 euro.

Allora, visto il desiderio di parecchi di imparare e l’impossibilità per quasi tutti di avere un “personal” computer a casa, l’idea di una scuoletta di informatica ha preso subito corpo.
Per ora avro’ 6 alunni (tra giovani e attempati): 2 per ogni pc... non male no? Ma ho dovuto raccomandare di non spargere la voce!
Non serve nemmeno una sala apposita: attrezzo in 15 minuti 2 tavoli con i 3 portatili e 6 sedie.
Precauzione contro i “pestatori” di tastiere delicate: mouse e tastiere esterni.

Domani si comincia... avverto entusiasmo e tanta attesa.
Speriamo bene!
P.S. Vi terro’ informati.



Ritratto

Mon, 23 Apr 2007 21:57:00 +0000

(image)

Diversi mi hanno chiesto di conoscere meglio Romeo, anche visivamente ; cosi’- per la prima volta - metto una foto direttamente sul mio blog, da sempre un po’ spartano.
Risale a qualche mese fa: era già malato, in ospedale ad Abidjan.
Stiamo preparando la sua storia per una rivista di qua... chissà, forse più avanti vi raccontero’ ancora qualcosa di lui.



Romeo

Thu, 12 Apr 2007 17:05:00 +0000

… è partito… stanotte (11/4).
Le cure non hanno potuto trattenerlo tra noi.
18 anni da poco compiuti, era rientrato a Man da 4 mesi, paralizzato e bisognoso di assistenza: risedeva , con la famiglia, al nostro centro, unico paziente “stabile” tra le migliaia di altri che curiamo e rimandiamo a casa il pomeriggio.

Una cosa mi solleva: difficilmente avrebbe trovato assistenza migliore… qui, ma anche in Europa.

Medici e infermiere quotidianamente presenti per le cure e le medicazioni.
La famiglia: il papà Jean Marie (che lavora con me) e la sorella grande Janette avevano imparato ogni sorta di manovra di assistenza. Janette specialmente era entrata praticamente in simbiosi col fratello e lei sola riusciva a decifrare, alla fine, le sue richeste e necessità.
Il sostegno continuo di amici e parenti che assicuravano per 4 mesi anche i pasti.
Il suo letto ospedaliero a tre snodi (donati dai militari francesi).
Il materassino ad aria (con pompa) per limitare le piaghe (inviatomi dagli amici di Castiglione), fino agli speciali cuscini che gli avrebbero permesso di sedersi…gli ha dato gioia vedere che erano arrivati (grazie, sempre agli amici della Tassano!).
E ancora i frequenti consulti (telematici) col dr. Garetto e i colleghi dell ospedale di Torino…
Ma la lista sarebbe ancora lunga... senza contare la parte attiva di Romeo stesso: quante volte passavo a salutarlo pensando di essere forse io a tirarlo su e me ne andavo contagiato dal suo coraggio, dal suo sorriso e il suo saluto col pollice in su a indicare l’intesa tra noi.

C’è coda stasera alla sua stanza.
Il corpo non c’è più, ma qualcosa attira… e la gente vuole venire a dirci che ci è vicina.
Queste pareti potrebbero raccontare molto: dolore certo, ma anche tanto, tantissimo amore.



Ma chi te lo fa fare?

Sat, 31 Mar 2007 21:44:00 +0000

Stamane ricevo la visita di Fabio: un ragazzo italiano che lavora per una segheria (italiana).
Era stato da me 3 giorni fa in uno stato pietoso, con una malaria da cavallo.
Oggi va meglio: la febbre è passata, anche se è ancora debole.
Gli offro un mitico caffè lavazza e i biscotti fatti in casa.
Parliamo a lungo. Il suo lavoro è snervante: praticamente a ciclo continuo per 5 mesi, senza orari (lo chiamano a volte anche di notte se ci sono problemi). Forse per questo ha aspettato un po’ troppo a curarsi… rischiando grosso. Ogni 5 mesi passa una vacanza di un mese in Italia.
Guadagna bene… molto bene.

Mi chiede di noi.
“Ogni quanto rientrate in Italia?”
“Ogni 2-3 anni”
“ Ma come fate?”
Il discorso cade sul periodo della guerra e dei ragazzi del centro che hanno scelto di restare anche quando era pericoloso, mentre tutti gli stranieri partivano (io ero ancora a Genova).
Quando capisce che per curare una marea di pazienti ricevo solo 215 euro è allibito, anche se qui basta ampiamente per vivere.

Chiaramente le sue motivazioni non sono le nostre e… comincia a capirlo.
“Come è tranquillo qui da voi!”.
Chiede come acquistare i biscotti dalla nostra piccola pasticceria e offre la sua disponibilità per qualsiasi cosa abbiamo bisogno.

In fondo la domanda è “ma chi te lo fa fare?”.
Ma a ben vedere la mia risposta è più semplice della sua.
Tutta questa gente che quando mi incontra mi dice “merci toujour, docteur”, con un gran sorriso è la mia motivazione, ben solida.
La sua, è lui stesso a dirmelo, regge molto meno: i soldi, anche tanti, non valgono una vita.