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Film al Cinema



Novità e ricerche nel passato con le opinioni sui migliori film vedere.



Last Build Date: Sun, 23 Jul 2017 09:07:59 +0000

 



Un ragazzo di Calabria di Luigi Comencini

Thu, 29 Mar 2012 23:42:00 +0000

Se non sbaglio questo è il primo diretto dal regista Luigi Comencini che includo tra le recensioni di questo blog, così diamo inizio agli articoli su alcune sue produzioni partendo da Un ragazzo di Calabria in cui vediamo l'attore Gian Maria Volontè, che di recente è spesso ospite tra queste pagine, ed un giovane Diego Abatantuono che però avevamo già conosciuto con altre pellicole di successo girate in Italia.
Si mette molto in risalto la povertà e l'arretratezza di questa regione del sud e di quanto è difficile realizzarsi nei paesini in quegli anni, preciso che qui il racconto è ambientato nel 1960.
Il padre del bambino che si chiama Mimì vorrebbe far studiare suo figlio perché ritiene importante l'istruzione per uscire dalla condizione di miseria che affligge la sua famiglia da generazioni, come poi è la situazione economica della maggior parte della gente di queste zone, dove sono pochi quelli ricchi.
Sono molto d'impatto alcune scene quando si vedono i pochi fortunati che hanno avuto la possibilità di acquistare un televisore e riescono a vedere i programmi dell'epoca.
Ricordo che questo mezzo di comunicazione ha contribuito molto all'alfabetizzazione della popolazione per molti anni, riuscendo a far arrivare un po' di cultura in più nelle case della gente, anche se con il tempo questo servizio pubblico si è trasformato in un prodotto commerciale che non riesce più a fare un'ottima informazione per far crescere il livello medio della conoscenza.
Ma questa è anche colpa di quello che si sceglie di vedere, quindi non diamo solo la colpa ai direttori di rete, perché adesso che ci sono tante alternative interessanti, la maggior parte delle cose più seguite sono sempre e solo le trasmissioni più frivole.

Tornando ad alcuni accenni sulla trama di Un ragazzo di Calabria, quindi faccio una sintesi a puntate per non privarvi della sorpresa di immergervi in questo meraviglioso racconto che è a metà tra la rappresentazione storica della tristezza drammatica della vita nel meridione e nei paesi di quell'area povera.
Secondo me è molto toccante quando la professoressa davanti al padre severo e poco razionale di Mimì, legge il tema che ha scritto e che creato tutto un problema per un voto basso che ha ricevuto solo perché esprimeva il sogno di diventare corridore.
Si mette in risalto, dunque, l'ignoranza di chi non è nemmeno capace di intravedere la speranza di migliorare lo stato della sua vita, con una mentalità ristretta che è bloccata nei confini di un paese purtroppo senza futuro per via di questa mancanza di stimoli culturali.
Tutto questo capolavoro raccontato sapientemente dal grande Luigi Comencini, grazie anche all'interpretazione favolosa di Gian Maria Volontè e Diego Abatantuono, è incentrato sulla situazione economica e scarsamente intellettuale del periodo e della zona, nella difficoltà che serve maggiormente per chi ha talento per emergere in questa amara realtà. Spesso senza un aiuto adeguato si perdono molte menti che sarebbero capaci di cambiare il corso degli avvenimenti dell'uomo.
Però la passione per lo sport e per la corsa, insieme all'aiuto della madre e dell'affetto di un amico autista, riescono a portare Mimì a Roma e fargli ottenere la sua prima vittoria partecipando ai Giochi della Gioventù.
Da notare anche la presenza della giovanissima attrice Giada Desideri in Un ragazzo di Calabria, che adesso di sicuro conoscete in molte fiction televisive e che qui si vede in diverse scene, ma quella che mi piace su tutte è quando, interpretando la figlia dei ricchi, mentre lei è seduta davanti alla tv si vedono le Olimpiadi con la vittoria di Abebe Bikila che corre scalzo come anche il ragazzo che qui è protagonista.
Quest'ultimo, con il sogno di diventare un atleta, lo fa perché non vuole consumare le scarpe.



Posti in piedi in paradiso di Carlo Verdone

Wed, 07 Mar 2012 21:11:00 +0000

In questo periodo ci sono davvero molte belle produzioni proposte basandosi sulla tradizione della commedia italiana e in questo scenario non poteva mancare la sapiente regia di Carlo Verdone con Posti in piedi in paradiso, in cui ovviamente è presente anche come attore protagonista insieme ad altri due personaggi importanti nell'ambiente come Pierfrancesco Favino e Marco Giallini.
Se state pensando di andare a vedere solo per ridere, state commettendo un errore già prima di recarvi in sala a prendere il biglietto di ingresso, perché c'è un messaggio molto più profondo che tratta proprio la quotidianità dei nostri giorni.
Ci sono due difficoltà che probabilmente si vogliono mettere in risalto e che riguardano le persone di questi tempi, cioè la crisi economica e i problemi di famiglia che marito e moglie non riescono a risolvere in casa arrivando alla drammatica scelta del divorzio con tutte le conseguenze che comporta per i figli e per la vita degli ex innamorati coinvolti.
Ci diventa difficile raccontare come si sviluppa tutta la vicenda senza entrare nei particolari, così preferiamo non rischiare di svelare alcune parti importanti della trama oppure il finale per non privarvi del gusto di assaporare tutte le avventure fino al finale che lascia immaginare le diverse vie che possono verificarsi nel corso della vita quando pensiamo che tutta andrà in un determinato modo.
Ci limiteremo a rimanere nell'ambito del trailer che avrete visto di sicuro nel video che gira in questo periodo.

Ci sono alcune scene di Posti in piedi in paradiso che fanno ridere molto, perché poi mettere insieme in casa tre uomini divorziati di diversa estrazione sociale e con abitudini molto differenti, specificando che l'appartamento è abbastanza fatiscente e i protagonisti sono sempre senza soldi, diventa naturalmente un susseguirsi di episodi divertenti.
Ma, come dicevo, Carlo Verdone non si è mai limitato alla semplice e sterile risata nel suo modo di proporre la classica commedia all'italiana, perché ha sempre preferito raccontare le abitudini della gente comune in un determinato periodo in cui ha scelto di andare a produrre qualcosa da mandare in sala.
I successi sono tanti e vi invitiamo a riscoprire anche ciò che il nostro amato attore e regista ha realizzato prima, quindi, vi consigliamo di cercare la collezione in dvd.
Crisi economica, dissesto della famiglia, la ricerca della felicità con la speranza di vincere con i giochi, la nostalgia nei confronti del passato, sono tutti questi e tanti altri gli ingredienti che vanno fuori dalla comune comicità che pensiamo possa definirsi di un buon livello in questo periodo in cui non si vedono molte cose nuove che entusiasmano particolarmente.
Se lo avete già visto, condividetelo e scrivete in bacheca il vostro commento se vi è piaciuto Posti in piedi in paradiso di Carlo Verdone, aprendo il dialogo con i vostri amici di Facebook.

(image)



L'antimiracolo documentario su San Nicandro Garganico

Sat, 03 Mar 2012 13:30:00 +0000

Con la regia e la scenografia di Elio Piccon ho scoperto da poco tempo questo documentario intitolato L'antimiracolo che racconta una storia del sud Italia prendendo come riferimento il territorio di San Nicandro Garganico.
Siamo a metà degli anni sessanta, precisamente nel 1965 e mentre al nord avviene il cosiddetto miracolo economico italiano, in questo prodotto si vuole raccontare il dramma vissuto da una parte della popolazione che è ancora immersa nell'arretratezza e non solo.
La questione meridionale ce la trasciniamo avanti già da diverso tempo e anche nei giorni nostri queste differenze non sono affatto sparite, purtroppo.
Questa di Lesina e dei paesi limitrofi della zona di Foggia, in Puglia, viene assemblata con una tecnica molto affine al documentario per sensibilizzare il pubblico di tutta la penisola sul livello di vita arcaico e l'arretratezza che ancora rappresenta la quotidianità di molti comuni.
Per far capire come le persone in molte zone vivono sotto il livello di povertà, mentre in una parte della nostra nazione c'è il pieno progresso, si prendono come protagonisti alcuni pescatori e si ripercorre con loro la tipica giornata lavorativa, ma si va anche oltre illustrando le tradizioni del luogo.

Lo sbocco occupazionale principale in questa città arretrata viene offerto da una misera palude, una laguna ostica per i pescatori che dovranno faticare molto duramente in condizioni estreme tra fango, alghe e zanzare. L'unico piatto del giorno per mangiare, inoltre, viene messo a disposizione solo dalla natura con le rane che si trovano in quantità e sono il cibo dei poveri mentre lavorano nel pantano di San Nicandro Garganico.
Qualcuno è più fortunato per aver ottenuto una zona più ricca dal punto di vista della presenza di anguille che poi verranno vendute per guadagnare qualcosa e mantenere la famiglia, mentre altri cercheranno nel dolore delle alternative che si trasformeranno in tragici fallimenti.
L'antimiracolo però non si sofferma solo sul durissimo lavoro del principale settore del luogo ambito da tutti, e qui c'è anche l'esempio di un giovane che aveva un bel lavoro pulito come operaio in Germania, dove lo stipendio era buono, ma è tornato nella sua terra nativa perché voleva stare con i suoi cari, perché fuori si sentiva solo.
Questa pellicola ci mostra la realtà difficile dell'Italia meridionale, anche dal punto di vista delle forti tradizioni e della cultura arretrata che è dettata spesso proprio dall'ignoranza in un luogo dove probabilmente la scuola non viene ancora considerata abbastanza con il suo valore per migliorare le condizioni di vita. Anche il dialetto è più diffuso, diventando la lingua madre.
Ma l'istruzione, spesso, viene negata anche perché le condizioni economiche non lo permettono, soprattutto perché i bambini arrivati ad una certa età devono imparare un mestiere ed aiutare a casa con un ulteriore reddito, anche se minimo e quasi insignificante.
Dalla palude dei pescatori ci si sposta in centro con la festa patronale di San Primiano, da notare che molte delle tradizioni ancora oggi vengono tramandate in quasi tutti i paesi del sud, dove le attrazioni unite al culto religioso non differiscono molto da quanto possiamo vedere in questo pezzo su San Nicandro Garganico.
Per il momento non voglio svelare nessuna scena in particolare sul documentario L'antimiracolo, però vi invito a cercare il Dvd per farvi un po' di cultura sul nostro passato, sulle radice della nostra nazione.



Il caso Mattei con Gian Maria Volontè

Tue, 28 Feb 2012 13:41:00 +0000

La capacità di interpretare i personaggi illustri della nostra storia per l'attore Gian Maria Volontè si è consolidata nel tempo attraverso una vasta gamma di stili impegnati che in tutto il suo periodo d'oro ci hanno offerto delle pellicole eccezionali che a distanza di anni possiamo gustare senza accusare minimamente la stanchezza del tempo che solitamente si può avvertire in altre produzioni.
Questo capolavoro italiano è stato diretto dal regista Francesco Rosi nel 1972 e con Il caso Mattei viene proposta una formula articolata che si divide tra la cronaca degli avvenimenti del tragico episodio della scomparsa del presidente dell'Eni ed un'accentuata parte in stile documentario in cui si parla dell'ascesa al potere e il pensiero di Enrico Mattei.
Si comincia con l'anno 1945, quando il protagonista viene nominato commissario straordinario dell'Agip nel ruolo di liquidatore perché c'è chi ha deciso di svenderla alle grandi compagnie e ai privati.
Ma lui crede, a ragione, che l'Italia nel sottosuolo è ricca di idrocarburi (soprattutto gas e poi anche petrolio), così facendo l'esempio del gattino con i cani vuole ridare dignità alla sua nazione e farla diventare una potenza industriale.

Spesso nei suoi discorsi parla della sofferenza delle popolazioni che hanno sul loro territorio queste risorse e nonostante ciò soccombono al potere politico e agli interessi delle sette sorelle, ovvero le più ricche compagnie petrolifere mondiali di provenienza anglo-americana.
Cerca di offrire condizioni più vantaggiose ai paesi arabi e africani che sono i maggiori produttori di greggio, ma ovviamente nel suo modo di concepire un cambiamento del potere come è stato da sempre fino a quel momento finisce per farsi molti nemici.
Gian Maria Volontè, come abbiamo imparato dalle sue interpretazioni, riesce a ricostruire in modo eccellente il personaggio nel caso Mattei, inoltre, il contributo del giornalista Mauro De Mauro diventa un tassello prezioso scelto dal regista Francesco Rosi, anche se poi in seguito alla sua partecipazione alla ricerca delle informazioni commissionate per la realizzazione di questa pellicola, viene sequestrato e non si sono trovate più tracce di quest'uomo.
Tra le tante cose merita una speciale menzione la nascita dei Motel Agip e le ultime ore di vita quando va in Sicilia a Gagliano (vicino Enna).
In particolare lo stile da inchiesta e reportage televisivo della produzione sembrerebbe lasciare intendere che nessuno voleva accompagnare il presidente dell'Eni nel suo ultimo viaggio a Milano con l'aereo privato, come se qualcuno sapesse. Almeno questa è l'idea che secondo me traspare.
Il caso Mattei è uno di quei gioielli culturali che andrebbero trasmessi spesso in tv e fatti vedere a scuola invece di continuare a far imparare solo a memoria gli eventi storici dei personaggi italiani senza lasciare un segno decisivo nella coscienza collettiva dei ragazzi che diventeranno il futuro della nostra nazione.



Grandi Speranze di Charles Dickens

Sat, 18 Feb 2012 02:58:00 +0000

Sicuramente in molti conoscono bene il romanzo, come tutti i racconti del celebre scrittore Charles Dickens ed in particolare il più famoso Canto di Natale (A Christmas Carol) che è stato ripreso in tantissime versioni.
Tra le varie produzioni di Grandi Speranze mi è piaciuta moltissimo quella recente a colori diretta da Mike Newell.
Così mi sono incuriosito e sono andato a cercare anche quello in bianco e nero che, effettivamente, è un po' datato (anche ovviamente) ma, come tutte queste storie di grande spessore, riesce a resistere nei decenni per la sua grandezza.
Tra l'altro è di altissimo e pregiato spessore ed è ritenuto da molti critici come un libro molto sofisticato e tra i più popolari dell'autore.
Io adoro tutte le produzioni che trattano l'Inghilterra nel passato, per la precisione tra l'inizio e la metà dell'800 e questo capolavoro viene ambientato nella bellissima Londra con l'inizio che ci fa comprendere anche la situazione storica nelle campagne, mostrando le differenze tra la vita nell'entroterra e la modernità culturale ed economica della città.

Il titolo originale in inglese è Great Expectations, cioè Grandi Speranze e Charles Dickens parla del piccolo orfano Philip Pirrip, detto Pip, seguendo tutte le vicende del protagonista nella ricerca della maturità.
Dalla povertà della palude con il cognato fabbro e la sorella che lo maltratta, grazie ad una sua buona azione nei confronti di un "apparente" furfante, riesce a far cambiare la sua vita.
Nel frattempo viene invitato nella villa di una signora nobile del luogo in un luogo dall'aspetto spettrale e in questa situazione conosce la giovane Estella, una fanciulla che lo farà innamorare alla follia anche se viene cresciuta da questa donna che è senza cuore.
Ma per lui che non è benestante e non ha educazione ci saranno ad aspettarlo solo tante umiliazioni e difficoltà, poi però cambia totalmente la sua vita grazie ad una grande opportunità che gli viene offerta da un anonimo benefattore, così si trasferisce a Londra per diventare un gentiluomo.
Ma qui non voglio andare oltre, anche se sono tentato, quindi gustatevi il romanzo e la nuova produzione tratta dal capolavoro di Charles Dickens, sono sicuro che Grandi Speranze vi appassionerà tantissimo.



Amici miei come tutto ebbe inizio

Thu, 17 Mar 2011 00:57:00 +0000

Non so se sia effettivamente positiva la prospettiva per i nuovi remake e continuazioni di vecchi successi del passato. Prendo questa commedia all'italiana di Amici miei come tutto ebbe inizio per fare l'esempio e spiegare meglio di cosa parlo.
Ultimamente mi piacciono di più le serie tv e non a caso su Facebook tra commenti e link sto consigliando diverse produzioni con le puntate che sono molto più interessanti di quello che si propone prima in sala e poi in dvd negli ultimi anni.
La maggior parte delle produzioni ultimamente proposte, e mi riferisco a quelle originali, sono scialbe e poco interessanti, la maggior parte delle volte mi fanno venire sonno dopo poco tempo e perdono la mia attenzione per non parlare quando si arriva alla fine e non c'è proprio niente di bello da raccontare.
Così i registi e gli attori oltre ai produttori cercano di coprire la mancanza di idee e storie come i romanzi scritti con classe andando a pescare quello che in passato ha sbancato ai botteghini.

Adesso però sottolineo che forse questo che sto presentando non sarà il massimo, ma in futuro quando avremo riciclato tutto quello che è stato proposto anni fa, cosa andremo a trovare?

Detto questo, informazioni delle prime recensioni e la scheda tecnica le riportiamo come fanno tutti, ovvero, con la regia di Neri Parenti e con gli attori Christian De Sica, Michele Placido, Giorgio Panariello, Paolo Hendel, Massimo Ghini, vediamo come tutto ebbe inizio in quello che ha fatto ridere tante generazioni con Amici miei e i successivi atto I e II.
Tra l'altro una pagina per fan su Facebook con i numerosi iscritti, sembrerebbe aver fatto pensare al regista di presentare al pubblico un prequel. L'anticipazione è su Youtube e in sala è già in programmazione in tutte le città.



I Puffi blu film dei cartoni animati con Puffetta

Mon, 14 Mar 2011 00:14:00 +0000

I piccoli eroi dei cartoni animati sbarcano da noi, esce infatti questa riproduzione intitolata I Puffi con una pellicola tra reale e animazione che in un certo senso può essere paragonata ad Alvin Superstar per l'inserimento di disegni realizzati al cumputer con persone vere.
Il trailer in inglese con Puffetta è già disponibile, mentre aspettiamo di vedere quello in italiano che dura più tempo, sicuramente arriverà dopo l'estate considerando che l'uscita di questa novità nelle sale è stata fissata per settembre.
Chissà se gli ometti di colore blu hanno ispirato Mark Zuckerberg per il suo social network Facebook che è della stessa tinta, gli utenti però subito hanno fatto questo abbinamento nei link delle immagini per FB, visto che da tempo venivano condivise le foto da taggare.

Personaggi del cartone animato dei Puffi, come Gargamella e il gatto che si chiama Birba, ci hanno tenuto compagnia con le loro belle storie con il lieto fine per tanti anni quando eravamo bambini e ancora adesso i piccoli in tv rimangono incantati nel guardare i simpatici amici blu.
Adesso non c'è la sigla cantata da Cristina D'avena, però la curiosità c'è ed è veramente enorme per i grandi che un tempo erano bambini.

Mentre vi invito a condividere questa immagine che è blu come i nostri pupazzi dei cartoni animati, vi rendo partecipi di una curiosità. Come mai i personaggi sono tutti maschi e l'unica ad avere un ruolo femminile è la biondina Puffetta del film I Puffi? Poi è stata aggiunta un'altra nel villaggio, ma chissà perché questa scelta dagli autori e disegnatori dell'epoca.

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Immagini di cartoni animati su Facebook

Fri, 19 Nov 2010 13:41:00 +0000

Perché gli utenti di FB hanno messo come prima foto del profilo personale le immagini di cartoni animati su Facebook?
Si tratta di una iniziativa che sta avendo un enorme successo all'interno del social network, dedicata all'evento che si chiama la settimana dei diritti dell'infanzia.
In modo pacifico la gente ha cambiato l'aspetto della community con la faccia degli eroi che ci hanno fatto compagnia da piccoli e da grandi nelle loro fantastiche avventure.
La mattina prima di andare a scuola, oppure il pomeriggio su Bim Bum Bam (reti Fininvest, ora Mediaset) e su Solletico (su Rai 1) siamo stati tutti incollati davanti alla tv per vedere i nostri eroi preferiti, ma anche i bambini di oggi seguono con molto interesse le storie per piccoli su Boing.

Cosa aspettate, partecipate anche voi alla settimana per l'infanzia, basta cambiare la foto del profilo, se osservate la rete ormai è piena, le persone hanno risposto molto favorevolmente a questa iniziativa.
Questo è anche un segnale di quanto possa essere forte l'unione della comunicazione come avviene in questi ultimi anni grazie a internet.
Inoltre non dimenticate di condividere questa proposta delle immagini di cartoni animati con gli altri su Facebook.

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Lie to me puntate

Tue, 02 Nov 2010 21:37:00 +0000

La serie tv Lie To Me mi ha colpito subito, le puntate scorrono con bellezza e si imparano anche tanti aspetti delle persone che mai avremmo immaginato.
In un certo senso l'idea degli autori potrebbe essere nata guardando The Mentalist (molto simile), ma credetemi se vi dico che in questo telefilm c'è una qualità superiore.
La prima stagione, quando inizia ti prende completamente, sarà anche grazie all'ispirazione scientifica degli studi del dottor Paul Ekman, uno studioso del comportamento umano che si basa sul linguaggio del corpo e le espressioni facciali.
Il Dr. Cal Lightman condurrà con il suo personaggio in un mondo molto intrigante con cenni di tecniche come cinesica, prossemica e semiotica.

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Mentre pensavo di aver già visto tutto nei generi delle serie tv ho scoperto, in ritardo purtroppo, le puntate di Lie To Me che in Italia vengono mandate in onda con la seconda stagione, mentre negli Stati Uniti c'è già la terza nella programmazione attuale, ma per chi conosce l'inglese può sempre aiutarsi con i sottotitoli per non aspettare un altro anno e vedere il seguito in anteprima.

Certo, nella vita reale sarà difficile scoprire chi dice le menzogne guardando le espressioni facciali e i movimenti del corpo, anche se dopo la visione siamo tentati dal mettere in pratica quello che viene fatto dai personaggi visti, perché ci vorrebbe tanta esperienza e studi molto approfonditi, ma alcuni piccoli trucchi e segreti si possono sempre capire e farli propri nel bagaglio culturale personale.



Eureka serie tv di fantascienza

Mon, 11 Oct 2010 12:50:00 +0000

Per chi non può fare a meno di guardare strane e misteriose trame, vorrei consigliare la serie tv di fantascienza Eureka, un telefilm bello che vi aiuterà a superare la mancanza di due colossi come Lost e Battlestar Galactica che sono arrivati alla fine con le ultime stagioni del 2010.
Di che cosa parla? Siamo in una città molto strana, costruita per volere di Albert Einstein, dove vivono le migliori menti del mondo, un piccolo paese ai confini della realtà, se vogliamo definirlo così, dove ci sono scienziati che sperimentano e inventano le cose più bizzarre che possiamo immaginare e che un giorno serviranno all'intera umanità.
Una sorta di luogo immerso nel futuro per gli strumenti all'avanguardia già in possesso dagli abitanti, ma siamo sempre nei giorni nostri.

La Global Dynamics dunque è il laboratorio di Eureka dove si fanno ricerche e si creano invenzioni impossibili, ma i disastri sono all'ordine del giorno e i protagonisti mettono in pericolo la propria vita per risolvere i problemi e salvare il segreto.

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Lo sceriffo Carter, il vice Jo Lupo, Allison Blake e tanti altri simpatici personaggi di Eureka, vi terranno compagnia con curiosità dalla prima alla quarta stagione, quest'ultima sta andando in onda in questo periodo.



I Griffin stagione 7

Thu, 15 Apr 2010 20:03:00 +0000

Il fatto che mandano in tv in una fascia protetta la stagione 7 dei Griffin è strano perché questo cartone animato è tutto tranne che adatto ai bambini, ma forse è meglio che crescano con programmi come questo che li fanno riflettere piuttosto di tanta spazzatura di reality show che mandano continamento sullo schermo.
Notavo in uno dei precedenti articoli la somiglianza di Giatrus il primo uomo con Simpson, e così anche questa tipica famiglia americana segue lo stesso stile, anche se questa saga è differente e sembra essere più esplicita nel linguaggio e nei messaggi tra umorismo e demenzialità.
C'è da dire che non sempre c'è un senso logico, ma probabilmente così potrebbe sembrare a noi italiani visto che i riferimenti trattano maggiormente gli stereotipi esteri con quello che succede in una cultura che nonostante la globalizzazione ha differenze sostanziali dalla nostra.

Quella dei Griffin è veramente una serie folle che mi sta piacendo tanto quando la guardo in tv dopo l'ora di pranzo.
Peter è veramente incredibile, così come il figlio Stewie, neonato molto intelligente e diabolico.
Chris è un obeso ingenuo e la sorella Meg ha i classici problemi da ragazza adolescente, poi c'è la moglie Lois, casalinga e Brian il cane parlante.
Tutto è ambientato nella città di Quahog, ovviamente immaginaria.

Molte dunque le somiglianze e similitudini con i Simpson, come anche gli altri personaggi assurdi con cui si scherza e fanno ridere senza distinzione tra problemi reali o meno, non si risparmia veramente nessuno.
Per quanto riguarda la famiglia media italiana, da noi ricordo solo Fantozzi, mentre non mi sembra che abbiano mai fatto cartoni animati demenziali di questo genere come i Griffin, purtroppo.



Basilicata Coast to Coast

Thu, 15 Apr 2010 00:24:00 +0000

Dopo aver trovato il trailer su Youtube sono andato a vedere Basilicata Coast to Coast di Rocco Papaleo dove c'è lui stesso come attore oltre ad altri grandi come Alessandro Gassman, il cantante e musicista Max Gazzè, Paolo Briguglia e Giovanna Mezzogiorno che adoro in molte delle cose che hanno fatto.
Non è forse troppo una sorpresa il successo, anche se è insistente la notizia che sta sbancando ai botteghini arrivando addirittura al primo posto in classifica, questa settimana (dopo l'esordio al terzo), e sta raggiungendo un incasso da produzioni internazionali.
Siamo tutti d'accordo che è veramente bello, mentre la critica e le opinioni di chi è andato a vederlo in sala si dividono tra positive e chi in modo negativo commenta che la pellicola non rappresenta bene la regione, infatti il regista nella sceneggiatura si concentra sulle bellezze paesaggistiche lucane, quelle più incontaminate che in realtà fanno sembrare tutta la zona più arretrata rispetto al presente.

Ma non è una colpa, la bellezza di tutta l'opera è proprio questa ricerca delle tradizioni, poi basta fare qualche approfondimento anche su Google per appurare che turismo e strutture moderne ci sono anche a Matera, Potenza e tutti i paesi della provincia.
Piuttosto chiaro è l'omaggio di Basilicata Coast to Coast a Cristo si è fermato a Eboli con Gian Maria Volonté, che viene citato quando attraversano anche il paese di Aliano.
Stavo dimenticando di scrivere la trama, ma vi rimando anche alle immagini del video su Youtube, invece anticipo soltanto il gruppo di musicisti composto dallo stesso regista, e gli attori Alessandro Gassman, Max Gazzè (al suo esordio che fa la simpatica parte di un muto per scelta), Paolo Briguglia e Giovanna Mezzogiorno che svogliatamente partecipa come cameraman e giornalista che partono da Maratea per arrivare a Scanzano Jonico (dove si trova? Nel metapontino, in provincia di Matera) dove li attende un festival.

Durante il percorso si vedranno attraversare paesi e storie simpatiche che vengono raccontate sulle tradizioni come Tramutola (questa non ve la perdete), Lauria, Craco, Trecchina e tante altre sorprese che stanno avendo un bel successo in tutte le sale italiane e naturalmente nella stessa Lucania dove leggendo anche i commenti dei profili su Facebook, Rocco Papaleo sta diventando una star locale ancora più di come era conosciuto fino ad ora.
Chissà che turisticamente parlando non porti anche nuovi arrivi in estate tra le spiagge del mare che non mancano di certo per bellezza oppure attrazioni di montagne e parchi come il Pollino.

Piccolo appunto per la scelta di Scanzano Jonico in Basilicata Coast to Coast, probabilmente o sicuramente per via del deposito unico di scorie e la celebre e storica unione della popolazione per respingere una decisione così poco democratica da parte del Governo nazionale.



Cado dalle nubi di Checco Zalone

Thu, 03 Dec 2009 18:28:00 +0000

Tra le produzioni italiane del mese di dicembre, Cado dalle nubi di Checco Zalone è stata veramente una bella sorpresa del genere commedia che fa ridere prima di vedere altre pellicole in sala.
Stupendo, ecco i commenti che troviamo su Facebook di chi lo ha visto, fa crepare dalle risate sono le opinioni dei miei amici su Msn Messenger che erano andati prima di me per vedere il comico.
Concordo pienamente con tutti, perché è veramente esilarante.
Finalmente qualcosa che mi ha divertito come facevano Aldo Giovanni e Giacomo o, rimanendo nelle recenti novità, direi anche come mi ha fatto ridere Nati Stanchi di Ficarra e Picone, usciti quest'anno con il nuovo Baaria.
Di dov'è Checco? E' nato a Bari e vive a Capurso, infatti vedrete molti riferimenti ai piccoli paesi pugliesi, alle tradizioni (luoghi comuni soprattutto) e alle battute in dialetto barese di molti degli attori presenti nella produzione.

Divertente il partito del nord quando vede ospitare il classico cantante meridionale e il padre di Marica, ragazza di cui è innamorato il protagonista. Anche se all'inizio è Angela la sua fidanzata, musa ispiratrice di un cd con i testi delle canzoni che parlano tutti di lei, anche l'ultima, ma guardate in sala o in dvd quando uscirà il perché.
Questi, però, sono solo alcuni momenti demenziali del comico che ha raggiunto il successo con Zelig, ed è proprio la voglia di diventare famosi dei giovani talenti uno dei temi portanti di Cado delle nubi di Checco Zalone.
Qui, invece di X Factor, c'è I want you, un talent show che naturalmente richiama il famoso programma tv in onda su Rai 2.

Riuscirà a conquistare Marica dopo che è andato a vivere a Milano? Ah ecco, dimenticavo di parlare della sua partenza dalla Puglia verso il nord Italia con il suo amico di colore che gli dovrebbe fare da manager.
Un ignorante che fa ridere? Ecco la sua qualità (parlo del personaggio interpretato) e vi consiglio di vedere tutte le scene di Cado dalle nubi.



Survivors I Sopravvissuti

Thu, 26 Nov 2009 12:31:00 +0000

Una serie tv che mi ha catturato durante il mese di novembre è Survivors, uscito in Italia con il titolo tradotto I Sopravvissuti.
Non sono riuscita a vederlo quando è stato fatto per la prima volta in Inghilterra nell'anno 1975 perché non ero ancora nata, così eccomi ritrovata a guardare la prima puntata e così tutta la serie nelle tre stagioni, nel giro di poche settimane, perché è veramente bello per chi ama questo genere di fantascienza.
Creato e prodotto da Terry Nation (lo conoscete anche per Doctor Who) per la BBC che ha realizzato veramente tante pellicole interessanti, nella prima stagione, seconda e terza, parla di un virus che ha colpito la popolazione mondiale, anche se è incentrato nelle terre britanniche.

L'epidemia sembrava una banale influenza, all'inizio, mentre poi si trasforma in un virus letale che risparmia solo l'1% della popolazione di tutto il mondo.
I sopravvissuti (Survivors) dopo la catastrofe devono riorganizzarsi in tante comunità ed imparare a vivere con il lavoro e il sudore delle proprie mani nelle fattorie abbandonate per ottenere le materie prime, soprattutto il cibo per nutrirsi.
Si affidano alla coltivazione agricola e l'allevamento di animali con le poche conoscenze e si creano i leader che gestiscono le comunità.
Tanti diventano sciacalli in un dualismo tra bene e male che dura per tutte le puntate della serie televisiva.
Tanti i principi messi in evidenza in questo bellissimo capolavoro del passato.
Un remake è stato fatto anche di recente, solo che in Italia il nuovo è stato bloccato forse perché non ha ottenuto il giusto interesse.
A dicembre 2008 il DVD di Survivors è stato ristampato dalla Yamato video e io l'ho subito comprato su eBay. Il filmato della sigla degli anni '70 di Sopravvissuti spiega in un certo senso anche l'introduzione della catastrofe.



Orphan trailer e trama

Sun, 18 Oct 2009 22:45:00 +0000

Aspettavo un bel horror dagli trama con svolti psicologici, thriller e misteriosi come Orphan in questi giorni nelle sale, infatti questa nuova produzione del regista Jaume Collet-Serra è fresca dell'anno.
La durata non è breve, infatti dura quasi 2 ore e parla di una coppia con già due figli che, per trovare la tranquillità e serenità della propria famiglia a causa della prematura perdita di una bambina ancora nella pancia della mamma, decide di adottare Esther che sembra tenera e brillante quando viene conosciuta in orfanotrofio.
Ma probabilmente la suora conosce già qualcosa di strano in quella fanciulla, visto che già tra gli altri piccoli della comunità era accaduto qualcosa di malvagio.
Il regista lo conosciamo di sicuro con La Maschera di cera, ma adesso, con Orphan, come potrete vedere ci offre il terrore puro.
La paura è nata da un aspetto psicologico e thriller attorno alla bambina che si chiama Esther.

Una buona dose di suspance per tutte e due le ore della durata con un finale tutto a sorpresa sulle origini della fanciulla adottata in orfanotrofio.
Non mi piace solo un aspetto, cioè quello che sa di già visto in altre produzioni cinematografiche, ovvero che il padre e gli altri personaggi non credono alla madre che ha sospetti già da subito per poi pentirsene alla fine, anche se forse è troppo tardi.
Questa più o meno è una scheda, se si vuole chiamare così, adesso possiamo vedere l'anticipazione del trailer su Youtube.



2012 L'avvento del male

Sun, 04 Oct 2009 15:50:00 +0000

Catastrofi naturali dovute ad una predizione, ecco cosa troviamo in 2012 L'Avvento del Male.
La fine è stata annunciata proprio per il giorno 21 dicembre di quest'anno secondo i Maya, confermata dagli Opi Indiani d'America e con i saggi tibetani che confermano l'effetto e così illustri nomi come Gordon Michael Scallion che preannuncia l'affondamento di intere nazioni o i testi ebraici che parlano di una meteorite che distruggerà la terra.
Da qui si capisce che la pellicola del regista Brian Trenchard Smith, in uno stile catastrofico tra horror e genere fantastico, potrebbe essere gradita da chi adora questo tipo di cose.
Personalmente ho trovato, nonostante gli effetti speciali da grandi budget, un prodotto che non decolla, un insieme di scene che non mi ha fatto saltare dalla sedia come è capitato ad esempio con The Day After Tomorrow, Indipendece Day o Vulcano – Los Angeles 1997 che ritengo tra gli altri delle bellissime produzioni che parlano di cataclismi.

In 2012 L'avvento del male, il protagonista Stone Alexander, da bambino è malvagio, poi cresce e si capisce che impersonifica il diavolo e che vuole impadronirsi del mondo, diventare l'uomo più potente della Terra.
Come fa per ottenere questo? Forze e strategia militare unita all'imponenza mediatica, come è facile immaginare nei nostri anni in cui tutto passa per tv, radio, internet e stampa in generale.

A contrastare il diavolo che è in Stone Alexander c'è il fratello David che diventa alla fine anche Presidente degli Stati Uniti d'America (ovviamente sempre considerata la più grossa potenza economica mondiale).
Cosa dire, piacevole da vedere in dvd, ma sono certo che non ha le forze per diventare un classico, un cult di questo genere tra catastrofi naturali e cataclismi.
Da precisare che c'è un'altra produzione con lo stesso nome che è quella di reale successo, mentre questa è stata presentata nello stesso periodo con meno considerazione, per fortuna e giustamente.

Cosa succederà veramente il 21 dicembre? Ci sarà davvero un 2012 l'avvento del male? Difficile credere alle storie narrate dagli antichi in forma di previsione, per quanto possano sembrare reali.



Segnali dal futuro

Fri, 25 Sep 2009 18:08:00 +0000

Comincio la recensione di Segnali dal futuro, presto in uscita dvd, notando che il tempo passa per tutti, infatti trovo Nicolas Cage invecchiato, di conseguenza se ho avvertito questo suo cambiamento nell'aspetto fisico significa che anche io sto cambiando.
Breve parentesi su un attore che trovo molto bravo prima di parlare di una storia veramente intrigante.
Quella che parte dall'anno 1958 quando ai bambini durante l'inaugurazione di una nuova scuola elementare viene chiesto di preparare dei disegni da inserire in una "capsula del tempo" da sotterrare.
In America vanno molto di moda queste simpatiche pratiche, infatti non sarà la prima volta che in una produzione cinematografica vedo questo gioco di mettere tutto sotto terra.

Dopo molti anni (i giorni nostri) viene aperta la capsula chiusa ermeticamente e una bambina dice di sentire delle voci (come un altro episodio simile verificatosi nel passato) e trova un foglio senza disegno ma con dei numeri che sembrerebbero senza senso.
Il padre, il professor Ted Myles (Nicolas Cage), che è anche affascinato dai misteri dell'universo, scopre che non si tratta di informazioni inspiegabili, ma di una lista di numeri che contengono un messaggio in codice che prevedeva con sconcertante esattezza date, luoghi e il numero delle vittime di tutti i principali disastri avvenuti negli ultimi 50 anni.
Segnali dal futuro mi è piaciuto molto, gli regalo un bel voto alto tra quelli consigliati per chi adora la fantascienza ben fatta.



Drag Me to Hell

Mon, 21 Sep 2009 01:35:00 +0000

Ritorna il regista Sam Raimi con l'horror Drag Me to Hell, mi spiego meglio, non è che sia sparito, perché ha fatto una trilogia di successo in questi ultimi anni, ovvero Spider-Man.
Ma era da tempo che non ci faceva vedere qualcosa di paura, terrificante, ovviamente mettendoci un pizzico di comicità per far ridere durante alcune scene disgustose.
Non a caso è stato lui l'autore della serie La Casa che conoscono tutti i fans dei generi americani degli anni '80 e '90 e gli estimatori di produzioni cult.
Come si può capire bene anche dal trailer delle anteprime di settembre, la storia della protagonista Christine Brown è in un'ascesa di successo con una carriera avviata in banca oltre ad avere un fidanzato dolce che la ama nonostante sua madre non digerisca la ragazza perché proviene da una fattoria mentre lei per il figlio avrebbe voluto un avvocato o comunque una donna ricca.

Poi un giorno Christine scopre che è candidata a diventare vice direttore, ma potrebbe sfumare l'occasione a causa di un nuovo arrivato in ufficio che cerca di scavalcarla a tutti i costi.
Poi entra in azione la paura e la comicità di Drag Me to Hell con l'entrata di una vecchia anziana che è veramente terrificante di aspetto e maniere.
Cerca una proroga per non perdere la sua casa e la supplica, ma Christine decide di non darla per farsi notare dal suo capo ed assicurarsi la promozione in banca, così la vecchia zingara si arrabbia e la segue nel garage mandando alla protagonista una maledizione che l'accompagnerà in terrificanti scene.

Bella l'unione di scene orrende e da brividi con tanto di tensione miste alla comicità che ricorderete nella serie cult La Casa dello stesso regista (spero non lo ricordiate solo per la trilogia Spider-Man).
Come uno dei grandi romanzi che tanto si producevano negli anni '80 e '90 in America, è decisamente uno spettacolo da andare a vedere Drag Me to Hell con gli amici o la fidanzata per farsi abbracciare quando ha paura.



Flash of genius auto Ford e tergicristalli

Tue, 15 Sep 2009 19:06:00 +0000

Un prodotto veramente avvincente è questo Flash of Genius che parla della lunga battaglia legale del professor Robert Kearns e dell'auto Ford Motor Company che gli ruba negli anni '40 l'idea del tergicristalli regolabile ad intermittenza.
La sua invenzione parte da un incidente che ha avuto durante il viaggio di nozze con la moglie, quando, per aprire una bottiglia di champagne, il tappo gli finisce nell'occhio sinistro rendendolo in parte cieco.
Per fortuna il professore universitario grazie al brevetto ed alla sua perseveranza nella battaglia legale (tra l'altro anche senza avvocato, visto che nessuno crede a fondo nel caso e prende da solo le sue difese), dopo tanti anni riesce ad ottenere un risarcimento di molti milioni dalla Ford per l'idea rubata dei tergicristalli elettrici ad intermittenza e soprattutto il riconoscimento del suo genio brevettato.

Flash of genius è una di quelle idee molto belle, avvincenti e capace di provocare curiosità una scena dopo l'altra.
Cosa aggiungere se non consigliare senza pensarci due volte la storia del tergicristalli della Ford, come del resto ho già fatto anche con tutti i miei amici su Facebook.
Infatti converrete con me che il social network è diventato uno dei mezzi più affidabili per conoscere prima qualcosa e, detto con sincerità, credo che siano le migliori proposte da andare a trovare.



I viaggiatori la fantascienza di Sliders

Fri, 29 May 2009 14:53:00 +0000

Ultimamente mi è presa una fissa per i telefilm ed in particolar modo per le serie televisive degli anni '80 e '90, come quella statunitense chiamata I Viaggiatori, il titolo originale è Sliders.
Chiaramente di fantascienza, gli episodi sono incentrati sulla ipotetica realizzazione del ponte di Einstein-Rosen.
I protagonisti affrontano viaggi, spesso pericolosi ed insoliti, attraverso le dimensioni parallele della loro realtà.
Cosa dire, quando lo guardavo in tv sul piccolo schermo ne ero molto attratto ed aspettavo con molta impazienza i nuovi episodi che si facevano il pomeriggio su Telenorba se non ricordo male, le repliche poi andarono anche di notte.
Come l'ho ricoperto? Ero su Facebook ed un amico mi ha suggerito il gruppo di questo genere, mi sono iscritto ed eccomi qua a cercare le stagioni, che sono 5 e in Italia sono andate in onda dal 2000 al 2003, anche se originariamente sono state prodotte dall'anno 1995.

Questa specie di macchina del tempo fatta da un vortice temporale che si apre con il timer di un telecomando è stata inventata da Quinn Mallory (l'attore è Jerry O'Connell che aveva interpretato qualche anno prima il telefilm di successo "Il mio amico Ultraman"), tra i protagonisti principali insieme al cantante di colore Rembrandt "Crying Man" Brown (Cleavant Derricks), al Professor Maximillian P. Arturo (John Rhys-Davies), e la ragazza Sabrina Lloyd (Kary Wuhrer).

Per chi adora le serie tv anni '90 con i viaggi nel tempo, la fantascienza di Sliders è da rivedere, io l'ho appena ritrovato e sto guardando qualche puntata in questi giorni.



V Visitors serie tv anni '80 di fantascienza

Sun, 03 May 2009 11:59:00 +0000

Sembra strano non aver ancora trovato una pagina dedicata alla miniserie tv di V Visitors su Facebook Italia, eppure questo telefilm ha avuto (almeno per la prima parte) molto successo nella nostra nazione.
Nella prima puntata intitolata semplicemente V si vedono decine di dischi volanti posizionarsi sulle principali città del mondo, poi gli alieni si mettono in contatto con i terrestri dicendo di essere venuti sulla terra in pace, ma il reporter televisivo Mike Donovan scopre che in realtà i Visitatori vogliono conquistare il mondo e dietro l'aspetto simile al loro si nascondono dei lucertoloni che mangiano topi vivi.
Nel frattempo gli scienziati vengono eliminati proprio per impedire agli umani una possibile ribellione ed è molto interessante la memoria storica di un nonno che paragona il comportamento degli alieni Visitors a quello dei nazisti di Hitler con le persecuzioni verso gli ebrei.

Nelle altre puntata Donovan viene catturato sull'astronave madre da Diana, ma uno degli alieni, amico dei terrestri, riesce a farlo fuggire, quando le vere intenzioni escono a galla si forma un gruppo di Resistenza.
Dalla terza alla quinta puntata della serie tv anni '80 (intitolata V: The Final Battle) si vedono battaglie tra la Resistenza e gli alieni e verso la fine la ragazza Robin fa nascere due gemelli.
Una bambina sembra del tutto umana (anche se ha poteri incredibili), mentre l'altra è extraterrestre, poi il bello non voglio togliervelo raccontandolo in questo post.

E' quasi impossibile trovare il Dvd o le Videocassette di questo telefilm.
Questa saga di fantascienza degli anni '80, di recente ha portato un seguito e comunque mi sembrava strano che non erano stati ancora pubblicati dei supporti da collezione in Italia come poteva essere incredibile anche la mancanza di fan tra i gruppi e le pagine di Facebook.
Gli episodi successivi non hanno avuto molto successo, infatti dopo la puntata numero 19 hanno interrotto la trasmissione, ma sembra che stanno preparando un seguito, vedremo. Ecco il video della vecchia sigla.

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Beverly Hills 90210 serie televisiva

Wed, 22 Apr 2009 02:10:00 +0000

Quest'anno mi sono fatta prendere dalla serie televisiva che viene trasmessa su Rai 4, creata da Aaron Spelling e Darren Star degli anni 90, il titolo non vi sarà nuovo, perché Beverly Hills 90210 ha appassionato tanti di quei ragazzi di quella generazione che i personaggi erano diventati degli idoli al punto che si compravano i poster da appendere nelle camerette, maglie, libri e tanti altri articoli e gadgets del telefilm.
Da un po' di tempo stanno mandando le stagioni in onda e non me ne sto perdendo nemmeno una, però non voglio finire come quando lo mandarono su Mediaset (su Italia 1) che mi persi alcune puntate perché nel 1991 non tutti avevamo il videoregistratore come adesso.
E' divertente rivedere i personaggi come la famiglia Walsh con i fratelli gemelli Branda e Brendon, la madre Cindy e il padre Jim, entrambi che raffigurano un esempio di genitori all'antica e tradizionali in un certo senso, ma sempre pronti a dare consigli e insegnamenti saggi ai figli e agli amici.

Kelly Taylor era la biondina di punta del programma, una bellezza californiana per quei tempi, amante dello shopping, delle frivolezze ma non solo, un po' come Steve Sanders grande amico di Brendon Walsh.
Donna Martin (il vero nome è Tori Spelling) tra l'altro è anche la figlia del produttore, piena di soldi nella vita reale, dunque non solo nella finzione del ricco quartiere di Los Angeles California, Beverly Hills 90210, appunto come il nome del telefilm.
Andrea Zuckerman è l'intellettuale del gruppo di amici e nella prima serie è un esempio importante di dedizione allo studio e alle attività extra scolastiche, come quella di far parte di una redazione per un giornale scolastico.
Personaggio di punta della serie tv è Dylan McKay (al secolo Luke Perry) che diventa un simbolo per la generazione degli anni novanta per il suo modo di fare e il look trasgressivo un po' alla James Dean, idolo americano e in tutto il mondo.

E' davvero stimolante poter rivedere le puntate e notare come stavano avanti in California, infatti adesso può sembrare normale quello che fanno i ragazzi ma, credetemi, quasi 20 anni fa in Italia erano cose lontane anni luce.
Ed è anche una soddisfazione sapere che gli argomenti sono tutti importanti per la vita sociale dei giovani, mentre adesso si è attenti quasi in tutto all'apparenza e ai reality show dove si mostra tutto e si lanciano pochi messaggi istruttivi o addirittura nessuno. Ricordiamo anche la mitica sigla.



Albakiara trailer e Vasco Rossi con colonna sonora

Mon, 20 Oct 2008 01:07:00 +0000

I giovanissimi sembrano già grandi con telefonini e riprendono tutto quello che accade per poi pubblicarlo sul web su siti di video condivisione come Youtube.
Apparire è importantissimo per le ragazze di questa generazione, basta guardare anche un sito di chat dove più si hanno pose migliori e più si è popolari tra i coetanei.
Dal trailer di Albakiara, viene a galla che la colonna sonora è la vita di oggi e, come la canzone di Vasco Rossi, rappresenta Chiara, cioè il nickname della protagonista. Una che va al liceo, vista dai genitori come la figlia ideale, con il viso angelico, insomma, la figlia ideale che tutti i genitori vorrebbero avere.
Ma in realtà non è come può apparire a loro.
A scuola va, ma non ha voglia di studiare e mentre "si veste svogliatamente", questa è molto attenta al look.
Le piacciono i soldi facili, ecco perché fa un sito osè e si fa vedere in webcam con le amiche in riprese che le portano soldi facili e veloci.
Questo prodotto di Stefano Salvati racconta la vita reale di molti giovani d'oggi, come ogni tanto esce a galla dalla cronaca che vediamo nei telegiornali in tv.
Non è di pura fantasia, non immaginate quanti ragazzi si divertono a fotografare con il solo gusto di apparire o di fare soldi.
Sarà che la televisione spazzatura sta dando i frutti "marci" di tanti anni di veline, vallette, letterine, reality show come Il Grande Fratello, Uomini e Donne, tronisti, L'Isola dei Famosi?

Eppure tanti italiani, compresi i genitori in questo momento li stanno guardando insieme alle figliolette e ai figli in tv o su Sky, hanno regalato proprio loro l'abbonamento al digitale terrestre per vederli, e allora, quando scopriamo che nostra figlia fa queste porcherie, prendiamoci la nostra fetta di colpa!

I genitori dovrebbero vedere e anche i giovani per capire che la libertà è bella, ma è meglio non abusare.
E ve lo diciamo noi del blog, che non siamo di certo conservatori, solo che quando si raggiunge il limite è meglio cercare di rimediare.
La colonna sonora, ovviamente, è di Vasco Rossi e Albakiara è un ottimo riferimento generazionale del modello di vita attuale.