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antonioderose





Published: Tue, 09 Mar 2010 16:03:39 GMT

Last Build Date: Tue, 09 Mar 2010 16:03:39 GMT

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La Costituzione ha sessanta anni

Wed, 23 Jan 2008 15:10:00 GMT

a cura di Silvio Gambino, in Federalismi.it - Anno V - Nr. 2

Nel referendum istituzionale, svoltosi il 2 Giugno 1946, 12.717.923 italiani e italiane – queste ultime per la prima volta – si esprimono in favore della Repubblica, mentre 10.719.284 per la Monarchia, con uno scarto favorevole alla Repubblica di 1.998.639 voti. Con una decisione alla quale per la prima volta partecipano tutti gli italiani, in tal modo, il Paese cambia la propria forma di Stato, abbandonando definitivamente quella che era stata alla base della sua prima Costituzione liberale (lo Statuto albertino, che fu graziosamente “concesso” il 4 marzo 1848 dal re Carlo Alberto).

Il periodo che precede tale storico pronunciamento popolare (e che va dal 1943 al 1946) è denso di avvenimenti politici e istituzionali. Fra tali eventi di portata storica, in una rapida rassegna, ne ricordiamo almeno due: in primo luogo, sia pure dopo molti tentennamenti, la disponibilità del Re a mettere in questione la continuità del regime monarchico (implicita nell’accettazione di risultati referendari eventualmente contrari alla Monarchia); in secondo luogo, l’affermazione, per la prima vota nel costituzionalismo e nella prassi politica del Paese, dei partiti politici popolari. Riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) – l’organismo unitario predisposto per la guida politica del Paese uscito dal fascismo e per la stessa organizzazione della Resistenza alla occupazione nazi-fascista – questi ultimi costituiscono la vera architrave politica della nuova Costituzione che di lì a qualche mese sarebbe stata formalizzata in sede di Assemblea costituente... (Continua)

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Adesso Sì

Wed, 23 Jan 2008 11:48:00 GMT

Non ci vogliono far votare il referendum...

- di Enrico Trapazzo per www.referendumelettorale.ilcannocchiale.it -

Ormai il Governo passa da una settimana difficile, come quella passata, ad una - come quella che stiamo vivendo - a dir poco terribile. Mastella ha lanciato il suo siluro. E con ogni probabilità affonderà Prodi giovedì sera, costringendolo a rimettere il mandato nelle mani del Presidente Napolitano.

Tra le ragioni del siluro c’è di sicuro, forse prevalentemente, l’idea di far slittare il nostro referendum (in caso di scioglimento anticipato di almeno una delle Camere, il referendum slitta automaticamente di 365 giorni a partire dalla data delle elezioni, ndr). Se questo fosse approvato, verrebbe infatti azzerata la presenza parlamentare dell’UDEUR in quanto tale, così come quella degli altri partiti(ni) che tengono oggi in ostaggio l’iniziativa governativa con la collaudata tecnica dei veti incrociati.

C’è quindi chi si sta già battendo - ancor prima della caduta del Governo - per andare ad elezioni anticipate con l’attuale Porcellum, con buona pace del referendum (che slitterebbe di un anno, in attesa di essere nel frattempo definitivamente affossato con l’approvazione di un Porcellum 2, la vendetta…).

Ma è anche possibile che il referendum rappresenti invece una soluzione di mediazione tra le opposte richieste che, nel caso di una crisi, sarebbero avanzate al Capo dello Stato. Perché infatti non immaginare che la consultazione popolare possa aver comunque luogo il prossimo 20 aprile lasciando spazio ad eventuali elezioni anticipate da tenersi prima dell'estate? In questo scenario i cittadini non si sentirebbero “scippati” di una loro ormai legittima aspettativa e soprattutto sarebbero loro a decidere se andare alle prossime elezioni politiche con un Porcellum “cotto alla referendaria” ovvero così come mamma (?) l’ha fatto.

È certo però che se questo ragionamento fosse giudicato troppo ardito, non ci resterebbe che mobilitarci tutti - con tam-tam, catene di Sant’Antonio, segnali di fumo, etc. - e gridare a gran voce: “Non ci vogliono far votare il referendum…”.

PS Per essere comunque preparati a questa ultima eventualità, vi chiediamo intanto di essere dei nostri e cominciare a fare queste semplici 3 cose:
1. lasciare un commento a questo post diffondendone quanto più possibile il contenuto;
2. copiare ovunque l'immagine "Adesso Sì" e lo sticker qui accanto, inviando poi all’indirizzo adessosi@gmail.com commenti, foto e video pubblicabili sulla nostra campagna “Adesso Sì” (avete presente il tormentone di “Italia1”? ecco, deve essere lo stesso per “Adesso Sì”);
3. partecipare alle altre iniziative che a breve lanceremo sul nostro sito www.referendumelettorale.org e su questo blog.
Ancora grazie...

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Moratorie

Tue, 15 Jan 2008 10:49:00 GMT

Quella sull'aborto, così com'è stata posta dal Foglio, è semplicemente un nonsenso. Se l'intento era quello di denunciare l'uso eugenetico dell'interruzione di gravidanza in paesi come la Cina o l'India perchè non lo si è fatto in termini univoci, senza ricorrere ad una terribile generalizzazione che vuole l'aborto come pratica assimilabile all'omicidio, come pena di morte legale? Ferrara ha precisato che l'obiettivo della sua provocazione non è, bontà sua, la legge 194 del 1978, ma l'aborto selettivo come negazione del valore che la persona umana realizza in sè a prescidenre dal sesso. Questa impostazione è condivisibile, logicamente, dai cattolici, dai laici credenti e dai non credenti. Bene. Non chiamiamola Moratoria dell'aborto, però. La drammatica scelta, individuale e volontaria, di interrompere anzitempo la gravidanza si giustifica a partire da alcune esigenze fondamentali: quella di tutelare la salute psichica e fisica della gestante e il diritto della donna a scegliere se, non dico come e quando, essere madre. Sono felice per il voto dell'Onu sulla pena di morte, considero aperta la questio antropologica sul diritto alla vita che investe anche il cosiddetto "statuto morale" dell'embrione, ma starei attento a non confondere i piani.

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Asinello

Tue, 08 Jan 2008 18:17:00 GMT

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Le lacrime di Hillary sono un “coup de theatre” niente male nella corsa alla nomination democratica. Mentre Obama incassa un primo successo in Iowa, la Clinton accusa il colpo e non nasconde il suo disagio. La strada verso le presidenziali è ancora lunga. Guai a dare per spacciata l’ex first lady, forte di connessioni con gli ambienti finanziari del midwest statunitense e della popolarità del suo piano di riforma del welfare.

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Elefantino

Tue, 08 Jan 2008 18:15:00 GMT

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Michael Huckabee, sedicente “leader cristiano”, fa una campagna speculare a quella del mio favorito tra i candidati repubblicani, il laicissimo Rudolph Giuliani. Vedremo se la sicurezza peserà ancora di più nelle determinazioni degli elettori americani rispetto alla tutela ambientale e al rischio recessione e, una volta superato lo scoglio delle primarie, se le posizioni in tema di diritti civili dell’ex sindaco di New York, favorevole all’aborto e al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto (anche omosessuali), varranno lo sfondamento nell’elettorato “liberal”.

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Ombre

Wed, 19 Dec 2007 21:15:00 GMT

La vicenda “Speciale” ha gettato pesanti ombre sul governo che io ho contribuito a far eleggere. Un viceministro dell’Economia ha chiesto, senza motivarlo, l’avvicendamento di quattro ufficiali delle Fiamme Gialle, in servizio presso la Procura della Repubblica di Milano e impegnati nelle delicate indagini sulla scalata di Unipol alla Banca Nazionale del Lavoro, al Comandante generale della Guardia di Finanza. Il quale, nell’esercizio legittimo delle sue prerogative, si è rifiutato di far seguito alla richiesta del viceministro. Il dicastero dell’Economia, nella persona del ministro Tommaso Padoa Schioppa, ha reagito rimuovendo il Generale Roberto Speciale dal suo incarico al vertice del corpo di polizia finanziaria. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, su istanza dello stesso Speciale, ha annullato il provvedimento di revoca perché illegittimo. Appena reintegrato, Speciale ha rassegnato le dimissioni rimettendo il suo incarico nelle mani del Capo dello Stato. Procedura “irrituale” secondo il presidente del Consiglio, Romano Prodi, in quanto il Comandante Generale della GdF dipende funzionalmente dal ministro dell’Economia. Tuttavia, la nomina, per diritto costituzionale, spetta al Presidente della Repubblica in quanto Comandante in capo delle Forze Armate, su indicazione del ministro dell’Economia di concerto con il ministro della Difesa.

Dal mio punto di vista l’atteggiamento del ministro Tommaso Padoa Schioppa, e ancor prima quello del viceministro Visco, è reprensibile sia sotto il profilo giuridico-formale che nella sostanza. Non è trascurabile per farsi un’idea, per giungere ad una valutazione di tipo politico sull’operato dell’esecutivo, la circostanza che l’indagine sulle scalate bancarie coinvolga un gruppo assicurativo “vicino” al partito di maggioranza relativa nella coalizione di governo. Non tanto da configurare un vero e proprio conflitto d’interessi. A sufficienza da indurre un osservatore mediamente attento alle vicende politiche a dubitare della integrità del ceto dirigente di quello stesso partito. Sull'uso privato di risorse pubbliche (l'aereo, ad esempio) Speciale risponderà alla procura militare. Certo, se fosse vero che il Generale utilizzava i mezzi in dotazione alla GdF per fini non istituzionali il governo dovrebbe spiegare come mai lo stesso Speciale era stato proposto come consigliere della Corte dei Conti. L'incarico non si addice ad un pubblico ufficiale che avrebbe sperperato il denaro dei contribuenti. O no?




Il conto aperto con il progresso

Fri, 14 Dec 2007 16:18:00 GMT

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Mentre scrivo si svolgono i funerali dei quattro operai morti nel rogo delle acciaierie ThyssenKrupp. Strage che suscita un forte risentimento per le condizioni dei lavoratori dell'industria pesante e una profonda amarezza per il disimpegno di quegl'imprenditori che, volendo massimizzare i loro profitti, trascurano la risorsa umana. Delle responsabilità nell'accaduto vanno ascritte, secondo me, anche ai sindacati che di recente hanno spuntato 105 euro di aumento sul contratto dei metalmeccanici, ma dovrebbero anche vigilare sul rispetto della normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro mantenendo alta la tensione su un tema importante quanto la salvaguardia dei livelli occupazionali e di reddito.La competizione del nostro sistema produttivo sul mercato globale è persa se l'unica regola è che non ci sono regole. Le morti bianche nei paesi emergenti sono all'ordine del giorno, rappresentano il "giusto" prezzo per la rincorsa alle posizioni di vertice nel ranking dell'economia mondiale. Un prezzo che l'Italia pagò nel secondo dopoguerra, quando bassi salari e turni di lavoro disumani resero possibile il "boom". Gli anni sessanta e settanta segnarono un'inversione di tendenza, riscattarono in parte il mondo del lavoro con una sensibile redistribuzione della ricchezza, il potenziamento dello "Stato del benessere", l'inverarsi di quel modello di convivenza civile, che rinvia direttamente alla Costituzione repubblicana, fondato sulla solidarietà. Le vicende di questi giorni, la tendenza più generale alla precarizzazione economica e normativa dei rapporti di lavoro, ci pongono di fronte ad una sconcertante evidenza: il conto con il progresso, con quella che una volta avremmo definito "emancipazione del lavoro salariatro", è ancora aperto. Per saldarlo occore ripensare il sistema delle garanzie che, per conto mio, fanno un paese civile. Perchè? Perchè costano troppo. Ora, se per rincorrere Cina e India dobbiamo accettare nostro malgrado che il già insopportabile divario tra ricchi e poveri aumenti, così come gli agenti di rischio sul lavoro, mi sorge giusto un dubbio: che non si tratti di progresso.

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Scenari

Fri, 16 Nov 2007 16:05:00 GMT

Prova di forza La finanziaria è passata al Senato senza il ricorso al voto di fiducia da parte dell’Esecutivo. Non accadeva dal 2002. La spallata preconizzata dal Cav. per il 14 di Novembre non c’è stata, la maggioranza ha tenuto. Il fatto che la “prova di forza” sia venuta proprio da palazzo Madama, però, non deve trarre in inganno. Gli accordi che hanno reso possibile il successo dell’Unione sono precari. Non so se l’etica della responsabilità di Lamberto Dini tornerebbe a prevalere su quella dei principi, in occasione del prossimo voto su previdenza, lavoro e competitività (c.d. protocollo sul welfare), se l’intesa già raggiunta con le parti sociali non fosse rispettata alla lettera.

Non mi rassegno Intanto il Governo ha guadagnato tempo, il centrosinistra lo spenderà ricercando il consenso dell’opposizione sulla legge elettorale. Meglio così. (leggi tutto)




"...a scopo intimidatorio"

Mon, 12 Nov 2007 18:08:00 GMT

"Colpo in aria a scopo intimidatorio". In settimana abbiamo avuto due esempi di questo atteggiamento "ordinario" delle forze di polizia in azione. Il 5 novembre scorso, fuori da una villa di Giardinello (PA) la Sezione Catturandi presso la questura di Palermo ha eseguito in maniera esemplare e non particolarmente cruenta l’arresto di Salvatore Lo Piccolo, esponente di spicco di Cosa Nostra ricercato da 24 anni, e di altri affiliati. Hanno sparato in aria, gli agenti; hanno urlato, dopo aver preso posizione intorno al covo del boss, per ordinare la resa ai malviventi. Dopo pochi minuti sono scattate le manette (leggi tutto)




Locride

Thu, 08 Nov 2007 15:45:00 GMT

La Santa Sede ha annunciato nel suo bollettino quotidiano che monsignor Giancarlo Maria Bregantini lascierà l'arcidiocesi di Locri-Gerace. Dopo terdici anni di lotta alla mafia e alla massoneria deviata, Bregantini è stato nominato Arcivescovo metropolita di Campobasso-Boiano. Promoveatur ut amoveatur.