Preview: Ostinatamente ZVen
OstinataMente ZVenIl mondo filtrato dai miei neuroni.Last Build Date: Wed, 08 Feb 2012 03:02:37 +0100
Svolta in California: le nozze gay tornano un diritto Wed, 08 Feb 2012 03:02:36 +0100 Sarà la Corte suprema degli Stati Uniti a pronunciarsi sulla costituzionalità dei matrimoni tra persone dello stesso sesso e adirimere così unacon traversia che da anni divide e tormenta l'America. Questa l'ipotesi più probabile dopo la sentenza della corte d'appello di San Francisco che ieri, con due voti a favore e uno contrario, ha invalidato la celebre Proposition 8, cioè la legge varata con il referendum del 2008 che metteva fine alle nozze gay. La decisione dei giudici della Corte d'appello rappresenta una vittoria importante per la comunità gay e più in generale per i sostenitori di regole matrimoniali non discriminatorie. Nelle 128 pagine della motivazione della sentenza, infatti, viene detto chiaramente che «la Proposition 8 ha avuto l'unico risultato di togliere alle coppie dello stesso sesso il diritto di ottenere licenze matrimoniali, danneggiando lo status e la dignità umana dei gay e delle lesbiche in California». In teoria Protectmarriage. com, il gruppo eterogeneo che riuscì a far passare la Proposition 8 con il 52 per cento dei voti, nonostante gli orientamenti liberal di Hollywood o di San Francisco, potrebbe chiedere ora un riesame da parte di un panel della corte d'appello allargato ail giudici. Ma tutti ritengono che il gruppo preferirà coinvolgere la Corte suprema di Washington. Circa 40 stati americani su 50 hanno già vietato i matrimoni gay, tra cui la California che, dopo un breve periodo di apertura in cui furono concesse 18 mila licenze, votò la Proposition 8. In altri sei stati importanti — New York, Massachusetts, Connecticut, Vermont, New Hampshire, Iowa—è stata invece approvata una legislazione che li normalizza, mentre il New Jersey e lo stato di Washington stanno muovendosi nella stessa direzione. La Corte suprema potrebbe imporre una direzione comune: macomeequando si pronuncerà? Nessuno pensa che una sentenza definitiva possa arrivare prima del 2013, visti gli impegni già in calendario. Di norma la massima istituzione giuridica del paese ha un orientamento più conservatore dei tribunali locali.
Berté-D'Alessio: il sì a Sanremo 2012, il no dei fan Thu, 02 Feb 2012 11:31:45 +0100 Sembra ufficiale, sono ormai confermati. Di certo Gigi D’Alessio e Loredana Berté, al di là dello scandalo che li ha coinvolti, rimangono una delle sorprese più interessanti (e criticate dagli stessi fan) di questo Sanremo 2012. Il loro brano, già presente sul web prima che venisse confermato come ufficiale all’interno del cast, ha fatto discutere. Il brano “Respirare” sembrava “appeso” fino a prima della conferenza stampa di ieri, ma già dalla recente intervista rilasciata a Vincenzo Mollica al Tg1, risultava chiaro che non c’era nessuna intenzione di escluderli dalla gara. E le ragioni sono più d’una. Ricordiamoci che Macy Gray, in sostituzione di Nina Hagen, canterà insieme al duo la versione inglese di “Almeno tu nell’universo“, brano cult della compianta sorella della Berté Mia Martini. Mentre si vocifera insieme a Celentano la presenza di Beppe Grillo sul palco dell’Ariston, la coppia salirebbe sul palco contravvenendo alle regole ferre (e sempre rispettate) della kermesse canora. Ma torniamo ai fan, i veri protagonisti. Anche se ormai l’idea di questo duetto è ormai consolidata, non mancano le voci critiche. E non sono poche, basta guardare la home page di Facebook dei due artisti. Una fan del cantante partenopeo si chiede in bacheca: “Ma come ti viene in mente andare a Sanremo con la Bertè?“. Un altro: “Non mi permetto di giudicare le tue scelte artistiche ma ci hai pensato bene?“. E ancora: “Perche cadi così in basso? Con la Bertè…No Gigi no!“. Sono solo alcuni dei tantissimi esempi. Dall’altra parte non se la passano meglio i fan della diva rock. Non a caso lei stessa scrive sulla sua pagine ufficiale: “Ciao, sono Loredana. Ho letto i vostri commenti relativi al mio duetto con Gigi. Ringrazio tutti per il sostegno e l’amore dimostratoci. Devo però ricordare ad alcuni di voi che, se siete liberi di non condividere tutte le mie scelte artistiche e di esprimere le vostre opinioni, non siete però autorizzati ad offendere me o i colleghi con cui ho scelto di lavorare. Chi continuerà a farlo sarà rimosso dalle mie amicizie su Facebook”. Linea dura quindi, di fronte a un duetto scandalo che sta facendo così discutere, da arrivare dritto in copertina di Chi di questa settimana, dove D’Alessio presenta il suo nuovo album, frutto del grande lutto che ha colpito la sua famiglia con la morte del fratello Pietro. Non ci resta che aspettarli, insieme per la musica ma contro tutti, sul palco dell’Ariston. Senza la benedizione dei loro ascoltatori, che evidentemente (al di là dei pro e contro) hanno due concezioni della musica molto diverse. Oseremmo dire: opposte.
Arisa: "Il Paradiso non è un granchè" Thu, 02 Feb 2012 11:12:40 +0100 (image)«Vorrei comprare una casa per non avere più l'incubo dell'affitto». Anche Arisa è alle prese con la crisi economica nonostante i tanti progetti che la vedono protagonista nell'ultimo periodo. La cantante si racconta in un'intervista al settimanale Gente, tra Sanremo, X Factor e il suo esordio letterario. «Nel libro - dice Arisa parlando del suo primo romanzo, Il paradiso non è un granché - ho tirato fuori il mio lato amaro, tipico di chi è abituato a impressionare con la comicità. Per scrivere ho attinto ai racconti della mia famiglia, alla mia fantasia, alla vita di chi mi ha sempre circondato». Arisa nel suo romanzo racconta la storia di Marisa, il suo alter ego, che amava cantare al pascolo, ma che non aveva alcuna possibilità di riuscire ad entrare nel mondo della musica. La storia è ambientata nella Basilicata degli anni Settanta e Marisa si limitava ad interpretare i brani dei cantanti più apprezzati in quegli anni. Tra i protagonisti, c'è un personaggio ispirato all'ex fidanzato di Arisa, Giuseppe Anastasi: «Amore assoluto - lo definisce la cantante - con il quale condividi tutto. Poi però le luci si concentravano su di me e questo ci ha allontanato». A Sanremo vedrete un'Arisa nuova - SuX Factor, Arisa afferma: «Mi ha dato tanta visibilità e mi ha fatto crescere. Sono arrivata spaurita, poi ho saputo mordere quando hanno cominciato a escludere i miei ragazzi». Infine una battuta su Sanremo 2012 dove porterà il brano «La notte»: «Vedrete un'Arisa nuova. La canzone parla di una ragazza che scrive su un foglio il dolore per la perdita di un amore e per la solitudine di quei momenti».
Ps. your cat is dead Wed, 01 Feb 2012 04:53:41 +0100 Un film di Steve Guttenberg, Usa 2002 Con Steve Guttenberg, Lombardo Boyar e Cynthia Watros. (image) Vigilia di capodanno: la coppia in crisi Jimmy e Kate consuma il loro ultimo furibondo litigio, non accorgendosi che nel frattempo un ladro sta svaligiando la loro casa. Dopo che Kate lascia l'appartamento, Jimmy rimane solo con il ladro gay Eddie; tra i due nasce un confronto fatto di dialoghi, in cui Jimmy si mette a nudo, ponendosi delle domande fino ad allora nascoste: e se anche Jimmy fosse gay? Frase chiave. Ps. your cat is dead (image) (image)
La storia di Pier Paolo Pasolini (XXV° parte) Wed, 01 Feb 2012 04:52:23 +0100 (image)Durante l'estate del 1970 scrisse la sceneggiatura di dieci novelle tratte, tra quelle tragico-comiche, dal Decamerone che ambienterà nel mondo napoletano. Nel settembre dello stesso anno iniziò a girare a Caserta Vecchia le prime riprese per proseguire, con Ser Ciappelletto, a Napoli e a Bressanone. Era la prima volta che appariva in un film il corpo nudo di un uomo. Nel frattempo si propose di pubblicare tutte le sue poesie, dal primo libretto in lingua friulana del 1942 al volume che non ancora era stato pubblicato Trasumanar e organizzar, e intitolarlo Bestemmia. All'inizio del 1971 realizzò un documentario, dal titolo 12 dicembre, con la collaborazione di alcuni impegnati di "Lotta continua" sul tema della strage alla Banca dell'Agricoltura di Milano e a marzo presta il suo nome come direttore responsabile dello stesso quotidiano. Ad aprile venne denunciato per "istigazione a delinquere e apologia del reato", ma non dimostrò di essere preoccupato e scrisse: « Se mi mettono in carcere, non me ne importa affatto. È una cosa di cui non mi curo: per me non fa nessuna differenza, nemmeno dal punto di vista economico. Se finirò in prigione, avrò modo di leggere tutti i libri che altrimenti non sarei mai riuscito a leggere. »crisse nel frattempo una recensione a "Satura" di Montale e in aprile uscì la sua ultima raccolta di poesie Trasumanar e organizzar accolta da lettori e critici distratti. Si accinse a scrivere la sceneggiatura dei Racconti di Canterbury tratti da Chaucer e il 28 giugno al Festival di Berlino, "Il Decameron" ottenne il secondo premio. Sempre nel giugno 1971 fu tra i firmatari dell'appello pubblicato sul settimanale L'Espresso sul caso Pinelli. Nel 1972, accolto dalla solita indifferenza da parte della critica, pubblicò la raccolta di saggi Empirismo eretico e continuò a lavorare al romanzo, Petrolio, del quale, in tre anni, aveva compilato più di cinquecento pagine dattiloscritte e che pensò dovesse impegnarlo: "forse per il resto della mia vita".
Dolcenera: "Ci vediamo a Sanremo" Wed, 01 Feb 2012 02:51:47 +0100 «Non mi piacciono mai i titoli che fanno i giornali alle mie intervista, quindi poi non le leggo!», dice Dolcenera, alla nascita Emanuela Trane, dopo l'incontro con Libero. «Io lavoro con le parole», aggiunge, «e mi da fastidio quando vengono distorte». È una ragazza franca, intensa, ha 34 anni, è cantautrice,suonadiversistrumentieci tiene a precisarlo per distinguersi da altri artisti: «Io lavoro con le parole, e mi da fastidio quando vengono distorte». Impossibile distorcere quello che dice alla vigilia del suo quarto Sanremo: partecipa con un con brano dal titolo Ci vediamo a casa (che sarà inserito nella ripubblicazione di Evoluzione della specie, il 15 febbraio) e parla della difficoltà di oggi nel comprare un appartamento: mutui, banche... Difficoltà che lei stessa, insieme al fidanzato di lungo corso, ha avuto di recente. Racconti. «Non è un solo episodio, sono tante storie: c'è quella personale, ma anche quella dei miei amici. Ho scritto questo brano a giugno. Ho fatto domanda per il mutuo, in un momento storico di crisi le banche cercano più sicurezza, tante volte non gliela puoi dare. Io, per esempio, non ho una busta paga, non so quello che farò l'anno prossimo, tra due anni, o fra venti». Tutti si immaginano: va in tv, sarà ricca. «Comprare una casa è una cosa grossa. È logico che guadagno più di un operaio, ma ci sono periodi in cui lavoro e altri in cui sono ferma ascrivere. La mia non è una vita regolare, le banche cercano certezze». E alla fine come hai fatto? «Sono riuscita a spiegare il mio lavoro e ho fatto il mutuo come tanti: 25 o 30 anni, non ricordo». Nel brano parla anche di «questa eredità, di forma culturale, che da tempo non fa respirare». Con chi ce l'ha? «L'eredità è quella del motto "Andate a studiare, perché quella carta serve". A un certo punto la laurea non è servita più. I ragazzi cosiddetti mammoni non nascono così, è la società che li spinge a farsi mantenere. Se avessi un figlio in età da università gli direi di lavorare, a dispetto della frase "se non ti lau rei a28 anni sei uno sugato". Oggi sono tutti fregati. C'è crisi totale, incertezza e senso di rabbia. Forte». È arrabbiata «Sì. Per forza, son tutti incazzati». A cosa possiamo aggrapparci? «Non c'è più nemmeno la casa, come dicevo. Non ci si aggrappa a nulla». Cosa pensa dell'attuale governo? «Non mi sono fatta idea precisa. Ci spero. Non ho capito fino in fondo se è totalmente libero o governato da lobby». Perché a novembre disse: «Sanremo? No!».«Forse ho detto "no" perché non ero sicura che il Festival fosse interessato a una tematica come questa. Invece... Vai a Sanremo se hai qualcosa da raccontare, se lo fai solo per la promozione sei morto». C'è qualche cantante in gara con lei che ammira in modo particolare? «Sono amica di Samuele Bersani e anche di Francesco Renga». Secondo lei è vero che Renga è il favorito insieme ad Emma?«Non ho sentito le canzoni, ma mi sembra un pronostico credibile». E poi «Loredana Bertè mi è sempre piaciuta. Non conosco la Civello. Di Emma conosco solo la canzone coi Moda, di Nina Zilli il primo singolo...». Diciamo che ascolta poca musica italiana...«Sono più esterofila come gusti. Mi piaccio no i giovani rapper, sono i nuovi cantautori perché dicono la verità. Beh, poi Vasco!». La sera del giovedì canterà proprio Vita spericolata. «Un'idea di Gianni Morandi, c'è questa versione della canzone, My Life il mine. Il mio ospite è il rapp[...]
L'undicesimo indice Tue, 31 Jan 2012 10:21:57 +0100 (image) Per l'undicesima volta compaio negli indici di Libero. L'ultima il 28 luglio 2008. Ma non è questo il punto. Non è un lamento il mio; anche perchè quando Libero ha scelto di pubblicizzare un mio articolo ha sempre scelto i più minimalisti o comunque ha stravolto il contenuto ( e questo è il caso attuale). Quelle frasi "Famosi o miracolati? Da Cecchi Paone a Valeria Marini, da Rubicondi a Flavia Vento. I reciclati sull'Isola si sprecano" è stata scritta da chi non ha assolutamente letto il mio pezzo e ha emesso un giudizio di parte che non rappresenta per niente quello che avevo scritto io, anzi è proprio il contrario. Il punto è che con Libero capita sempre così. Il mio blog è aperto ormai da sette anni e Libero usa gli articoli dei blog a proprio piacimento: preferendo sempre gli articoli più frivoli e non seguendo il pensiero che il blogger scrive nell'articolo. Capite ora il perchè non me ne frega niente se si sono ricordati di me dopo quattro anni?
L'ultimo oltraggio a Scalfaro Tue, 31 Jan 2012 02:47:09 +0100 Scalfaro non rubava. Non firmava le leggi incostituzionali (tipo il decreto-spugna Amato-Conso del '93). Era religioso dunque non clericale. Difendeva la Costituzione e l'indipendenza dei magistrati dunque era contro le bicamerali e i conflitti d'interessi. Era un intransigente dunque era contro gli inciuci e i "terzismi" paraculi dei berlusconiani travestiti da equidistanti ("chi si dice equidistante fra il ladro e il carabiniere, sta dalla parte del ladro"). Per questo non piaceva a B. e ai suoi servi, ma nemmeno ai fìnti oppositori di sua maestà. E bene ha fatto B. a non dire una parola sulla sua scomparsa, evitando di scegliere tra lo sputo sulla bara e l'ipocrisia dell'elogio postumo. Invece Renato Schifani, presidente del Senato, ha molto lacrimato per la dipartita di Scalfaro, che "lascia un vuoto nella politica e nelle Istituzioni carico di tristezza. Per chi lo ha conosciuto, per chi ha apprezzato nel corso degli anni il suo impegno a difesa della Costituzione, la ferita della sua scomparsa è particolarmente dolorosa. Scalfaro ha caratterizzato con la sua esperienza e la sua dedizione alla cosa pubblica l'intera stagione dell'Italia repubblicana, fornendoci un esempio insostituibile di senso civico. Ha incarnato e presenta ai cittadini di oggi e di domani un'immagine della Repubblica cui tutti teniamo gelosamente: una Repubblica baluardo dei diritti dell'uomo e della pace. Desidero ricordarlo, collega tra i colleghi, quando entrava in aula e non faceva mancare il suo contributo nei dibattiti. Ciascuno di noi, pur nella difesa delle proprie convinzioni, ascoltava con attenzione e rispetto i suoi interventi che hanno sempre avuto il carattere di un altissimo magistero istituzionale e morale. Con quest'immagine, che porterò sempre affettuosamente con me, desidero ricordarlo". Sempre apprezzato? Ferita dolorosa? Esempio insostituibile e baluardo? Attenzione e rispetto? Gelosamente e affettuosamente? Chissà se Schifani conosce quel tale che il 26.9.2002 si scagliò contro Scalfaro, reo di aver definito "servile" la politica estera di B. con Bush: "Se c'è qualcuno che non conosce la democrazia è proprio Scalfaro, visti i suoi precedenti. Scalfaro ha avallato il più grande tradimento della volontà popolare. Ha cambiato la storia d'Italia consentendo che venissero politicamente ingannati i cittadini. Non accettiamo lezioni da chi è troppo abituato alle congiure di palazzo, ai 'non ci sto' su vicende che sono ancora avvolte da fìtte nebbie. Il senatore avita abbia almeno la compiacenza di risparmiarci le sue litanie. Lui è l'ultimo che può fare la predica. Non ci sono dubbi il senatore Scalfaro sta invecchiando male". Quel tale, autore della solita legge (anzi, "lodo") per abolire i processi al suo padrone, il 5.6.2003 aggredì Scalfaro che osava opporsi alla porcata: "Noi vogliamo tutelare il mandato popolare. Noi non abbiamo bisogno di chiedere un messaggio in diretta tv dicendo 'io non ci sto, io non ci sto'. Un intervento che congelò l'azione penale. Noi il processo lo vogliamo" (Ansa, 5 giugno 2003). Scalfaro rispose che il "non ci sto" del '93 non congelò alcun processo (poi finito in archiviazione): era una replica alle "accuse che mi erano mosse da due personaggi trovati con le mani nel sacco dei servizi": i ladroni del Sisde. Quel tale il 28.4.2006 insulto Scalfaro che, 87enne e febbricitante, presiedeva il Senato nella maratona notturna per eleggere il nuovo presidente Marini: "Quel che accade al Senato è sconcertante. Il presidente facente funzioni Scalfaro, con un colpo di mano, ha disposto d'autorità il rinvio di una seduta già fissata, per consentire a numerosi parlamentari del centrosinistra di tornare a votare. Un atteggiamento gravissimo, che prosegue il vu/nus di elezioni gi[...]
È morto l'ex presidente Oscar Luigi Scalfaro Sun, 29 Jan 2012 11:54:13 +0100 Il presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, è morto questa mattina a Roma. Aveva 93 anni. La notizia del decesso è stata diffusa inizialmente via Twitter. I funerali avranno luogo in forma privata lunedì alle 14 nella chiesa di Santa Maria in Trastevere, nel cuore della Capitale. Sarà però allestita una camera ardente per consentire anche alla gente comune di portare il proprio saluto all'ex capo di Stato nella chiesa di Sant'Egidio, sempre lunedì dalle 10.30 alle 13.30. Nato a Novara il 9 settembre 1918, vedovo di Maria Inzitari dalla quale ha avuto una figlia, Marianna, si era laureato in Giurisprudenza nel 1941. E' stato capo dello Stato dal 1992 al 1999 e prima della nomina al Quirinale è stato ininterrottamente deputato per l'intera storia repubblicana, a partire dal primo Parlamento eletto nel 1948 e, prima ancora, dall'assemblea Costituente del 1946. Più volte ministro, non è mai stato presidente del Consiglio: nell’aprile del 1987, dopo le dimissioni di Bettino Craxi, l'allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga gli conferì l’incarico di formare il nuovo governo ma, constatata l’impossibilità di comporre un gabinetto di coalizione, Scalfaro rinunciò all’incarico dichiarandosi indisponibile a formare un governo monocolore democratico-cristiano. Così come era successo a due altri suoi predecessori, Pertini e De Nicola, ha ricoperto anche le altre due principali cariche dello Stato, ovvero la presidenza del Senato, seppure in via provvisoria all'inizio della XV legislatura, e quella della Camera. Sul banco principale di Montecitorio sedette dal 24 aprile 1992 al 25 maggio dello stesso anno, quando venne appunto eletto presidente della Repubblica. Nel ruolo di numero uno dell'Assemblea fu lui stesso a leggere ad alta voce lo spoglio delle schede della votazione delle Camere riunite in seduta comune che portò alla sua elezione al Quirinale.
Isola dei Famosi 9 - I° puntata - La Ventura aleggia nell'aria, Rossano tra gli eletti, Arianna ... Thu, 26 Jan 2012 14:35:12 +0100 25 gennaio 2011Questa edizione dell’Isola inizia con un filmato dedicato alle otto precedenti culminato da un breve saluto di Simona Ventura che dichiara di potersi guardare finalmente il programma da casa e augura una buona edizione a chi le è succeduta. Al suo ingresso Nicola Savino ringrazia Simona Ventura per le otto edizioni splendidamente condotte e ricorda benevolmente che se non era per lei starebbe “giocando al calcetto”. Di seguito parte un video di presentazione delle tre opinioniste di queste edizione: Laura Barriales, Lucilla Agosti e Nina Moric. Savino prima di anticipare che tra i partecipanti di quest’anno ci sono dei ritorni chiede alla Moric se avesse accettato di ritornare: lei dice che questa esperienza una volta nella vita si deve fare; ma la seconda sta meglio da opinionista. Vladimir Luxuria inviata/co-conduttrice dall’Honduras fa il suo ingresso su un peschereccio/scuolabus con tanto di bambini dietro e dice che ci sono dei posti in cui i bambini non possono andare a scuola. Ci spiegano che quest’anno i concorrenti si divideranno tra eroi (dieci personaggi che hanno già partecipato all’Isola nelle scorse edizioni) e gli eletti (cinque new entry famose). Poi dopo averci fatto vedere l’ultima mangiata degli eroi, viene fatto vedere un video che li presenta. I primi tre eroi si buttano dall’elicottero: Enzo Paolo Turci, Valeria Marini e Cristiano Malgioglio. Mentre i primi due non fanno tante storie, il terzo fa tantissime storie. Poi ricordano ancora i problemi di emorroidi di Enzo Paolo nella scorsa partecipazione in un video. Anche se ironico, se lo potevano evitare. Le condizioni del mare sono abbastanza ventose e come se non bastasse Cristiano dopo essersi buttato nuotava in direzione opposta alla spiaggia: Savino spiega che per non trovarlo in Nicaragua sono intervenuti con un barchino a soccorrere lui e gli altri. Mentre Rossano Rubicondi, Flavia Vento e Aida Yespica si preparano per lanciarsi, i primi tre eroi affrontano la prova leader. Luxuria spiega il percorso in cui dovranno passare sotto degli assi di legno e poi in una vasca gelida; arriveranno quindi in una parte in cui sono nascosti dei feticci da trovare; ma dovranno aiutarsi con la bocca perché hanno le mani legate. Una volta trovato un feticcio prenderlo con la bocca e metterlo sul tavolo. Mentre Cristiano non è stato mai in partita; Enzo Paolo e Valeria battagliano. Alla fine la manche è vinta da Valeria con il punteggio di 4 minuti 3 secondi. Tra più paurosa tra del secondo gruppo a lanciarsi è Flavia, ma fa molte meno storie e soprattutto arrivano tutti in spiaggia con le loro forze. Ci viene presentata la spiaggia degli eletti dove Guendalina Tavassi, Mariano Apicella, Otelma, Max Bertolani e Eliana Cartella si presentano. Savino dice che saranno come una casta e decideranno le sorti degli eroi. Man non spiega come. Nella seconda manche Aida e Rossano partono spediti, mentre Flavia arranca. Aida super veloce la vince in solo 1 minuto venticinque secondi, battendo quindi anche Valeria che aveva fatto decisamente di più. Si buttano anche gli ultimi quattro: Alessandro Cecchi Paone, Arianna David, Dan Harrow e Carmen Russo. Tutti lanciatesi senza alcun problema. In video ci illustra come Otelma abbia voluto portare la sua palandrana con se e la produzione ha acconsentito perché immagina che non la potrà usare con tutto quel caldo. Lui dice di si. Si accettano scommesse. Ultima manche con gli ultimi arrivati. E’ un testa a testa fino al perimetro in cui cercare il feticcio con il solo Alessandro che resta arretrato. Poi Carmen con un guizzo trova il feticcio e oltre a battere i suoi compagni di manche, batte anche Aida mettendoci solo 1 minuto quattordici seco[...]
Finlandia. Presidenziali: al ballottaggio due filo-Ue Tue, 24 Jan 2012 03:32:14 +0100 Si affronteranno al ballottaggio previsto il 5 Febbraio prossimo i due candidate che hanno ottenuto il maggior numero di voti al primo turno delle elezioni presidenziali tenutosi ieri in Finlandia. Il grande favorito, il conservatore Sauli Niinistö, ha ottenuto il maggior numero di voti, il 37% dei suffragi, piazzandosi in testa all’ecologista Pekka Haavisto, fermo al 18,8%. I media locali e internazionali evidenziano come I finlandesi abbiano massicciamente votato a favour di candidate pro-europeisti, eliminando, invece, I due candidate “euroscettici” il centrista Paavo Väyrynen e il nazionalista Timo Soini, rispettivamente terzo e quarto col 17,5% e il 9,4% dei voti. Secondo le cifre ufficiali, il 72,7% dei 4,4 milioni di finlandesi aventi diritto si è recato alle urne. Un’affluenza più bassa rispetto al 73,9% fatto registrare al primo turno delle presidenziali del 2006. Niinistö, membro del partito della Coalizione nazionale del primo ministro Jyrki Katainen era il grande favorito dello scrutinio, ma la sua popolarità ha subito un brusco calo nelle ultime settimane: secondo i sondaggi realizzati a dicembre, Niinistö contava sull’intenzione di voto del 51% dei finlandesi, ma l’ultima rilevazione demoscopica fatta venerdì scorso lo accreditava solo del 32% delle intenzioni di voto. Al contrario, il candidato ecologista della Lega Verde ha fatto un balzo in avanti nei gradimenti negli ultimi giorni, conquistando il diritto al secondo turno con lo spoglio della seconda metà dei voti. La campagna elettorale, sottolineano gli osservatori, nelle ultime settimane si è fortemente incentrata sulla politica europea della Finlandia e gli elettori sembrano aver premiato i due candidati che hanno difeso l’Unione Europea e la zona euro.
Croazia: nel referendum il 66,2% dice si' alla Ue Tue, 24 Jan 2012 03:08:02 +0100 I croati, pur senza l'euforia tipica delle precedenti fasi di allargamento, hanno detto chiaramente sì all'adesione all'Unione europea. Con oltre il 98% delle schede scrutinate nel referendum tenutosi ieri nel Paese, il 66,24% si è pronunciato a favore dell'adesione, rispetto al 33,17% di contrari. A partire dal primo luglio 2013 la Croazia, secondo paese ex jugoslavo dopo la Slovenia, diverrà così il 28/mo Stato membro dell'Unione europea. A testimoniare la mancanza di ottimismo e una certa rassegnazione della popolazione, vi è il tasso di partecipazione di appena il 43,55 per cento dei 4,4 milioni di aventi diritto, il più basso mai registrato in una qualsiasi tornata elettorale tenutasi in Croazia. Finora l'affluenza più bassa in un referendum sull'adesione alla Ue era quella registratasi in Ungheria nel 2003, quando votò il 45,6 per cento degli aventi diritto."La Croazia ha detto il suo grande sì all'Unione europea dalla quale si attende molto, e sono convinto che i croati sapranno cogliere questa occasione", ha dichiarato il presidente della Repubblica, Ivo Josipovic dopo l'annuncio dei risultati."Abbiamo preso una decisione storica, cruciale per il nostro futuro, ma il successo dipenderà solo da noi stessi", ha commentato il primo ministro Zoran Milanovic, che insieme a tutti i ministri, i deputati e altre cinquecento personalità della vita pubblica croata ha preso parte nel palazzo del Parlamento a una celebrazione ufficiale.I leader del fronte del no, per lo più composto da organizzazioni nazionaliste e ultraconservatrici, sostengono che la bassa affluenza, al di sotto del 50 per cento degli aventi diritto, mette in dubbio la legittimità, seppur non la legalità, del referendum, e hanno chiesto la sua ripetizione. Intanto, sui profili di utenti croati delle reti sociali in Internet, uno dei link più diffusi ieri sera era il video del vincitore del festival della canzone europea nel 1990, l'Eurosong, tenutosi proprio a Zagabria, quando Toto Cotugno trionfò con il brano "Insieme" dedicato all'Europa unita dopo la caduta del muro di Berlino. La campagna referendaria si è svolta all'ombra della crisi dell'eurozona, e molti croati negli ultimi mesi hanno visto affiorare dubbi sull'opportunità di unirsi a una comunità in grande difficoltà. Alla fine ha prevalso il pragmatismo con la convinzione che una nazione piccola, ormai già economicamente legata ai Paesi dell'Ue e con la valuta nazionale, la kuna, di fatto vincolata all'euro, non ha una vera alternativa e che comunque si stia meglio dentro che fuori. Molti altri vedono l'adesione come il compimento di un sogno nazionale, iniziato nel 1991, al momento della proclamazione dell'indipendenza dalla Jugoslavia socialista, e l'ingresso in Europa significa lasciare per sempre alle spalle il passato balcanico, contrassegnato da tensioni etniche, instabilità politiche, più di una volta nel corso del Novecento sfociati in sanguinose guerre civili.I negoziati di adesione sono durati quasi sei anni e durante questo processo la società croata è cambiata a vista d'occhio.Il grado di difesa dei diritti umani e la protezione delle minoranze etniche, in primo luogo quella serba, è oggi a un livello inimmaginabile negli anni Novanta. La lotta alla corruzione e al crimine organizzato, uno dei criteri più importanti posti da Bruxelles, hanno portato in carcere decine di imprenditori e ex ministri, incluso l'ex premier Ivo Sanader.Ora la parola passa ai Parlamenti dei Paesi membri che, prima della data prevista per l'ingresso effettivo, a luglio 2013, dovranno ratificare il Trattato di adesione della Croaz[...]
La Dea del successo Tue, 24 Jan 2012 03:02:17 +0100 Un film di Albert Brooks, Usa 1999 Con Sharon Stone, Andie Mac Dowell, Albert Brooks, Jeff Bridges, James Cameron, Rob Reiner e Martin Scorsese. (image) Lo sceneggiatore di successo Steve Phillips viene improvvisamente licenziato dal giovane direttore degli studios per i quali lavora perché sembra aver esaurito la vena creativa. In preda al panico, Steve si rivolge al collega Jack Warrick in cerca di aiuto. Jack gli confida di aver superato una prodonda crisi creativa grazie all'aiuto di Sarah, una splendida Musa arrivata direttamente dall'Olimpo per aiutare gli scrittori a entrare in contatto con la loro creatività. In cambio chiede pasti in ristoranti lussuosi, alloggio in uno splendido albergo, una macchina con autista e la disponibilità telefonica di Steve 24 ore su 24. Nonostante il disappunto della moglie Laura, Steve stringe il patto con Sarah. Dopo qualche tempo, però, i soldi iniziano a scarseggiare e, a risollevare le sorti economiche della famiglia sarà Laura con le sue torte fatte in casa e l'aiuto di una nuova amica, Sarah, che si è trasferita a casa loro. La vita di Steve, questa volta, sta veramente per cambiare radicalmente... Frase chiave. Steve racconta le sue disavventure lavorative all'amico Jack e quest'ultimo gli rivela il suo segreto: "Tu sai cos'è una musa?" Steve: "Credo di si!" Jack: "Parliamo di mitologia: le muse erano figlie di Giove ed erano nove. Ispiravano tutte le arti". E' da loro che viene la parola musica" Steve: "Non lo sapevo! Interessante! Ma veniamo al dunque ..." Jack: "E se io ti dicessi che esistono ancora?" Steve: "Le muse?! E se io ti dicessi che sono venuto qui su un unicorno?!" Jack: "Parlo seriamente. Voglio che tu ascolti ciò che sto per dirti con il massimo della concentrazione. Quella donna che hai visto salire su quel taxi: lei era una musa". (image) (image) (image)
La storia di Pier Paolo Pasolini (XXIV° parte) Tue, 24 Jan 2012 03:00:30 +0100 (image)Pubblicò intanto su Nuovi Argomenti un saggio dal titolo Manifesto per un nuovo teatro in cui dichiarava il suo completo rifiuto del teatro italiano con un giudizio negativo sui testi scritti di Dario Fo. Il 27 novembre rappresentò, al Deposito del Teatro Stabile di Torino, Orgia che venne accolta malamente dal pubblico e dai critici e, alla fine del 1968, ebbero inizio le riprese di Porcile. Porcile ha come sfondo, per il suo episodio "metastorico", l'Etna ed era stato pensato da Pasolini già nel 1965 quando aveva visto il film di Buñuel, Intolleranza: Simon del deserto. In seguito, per girare l'episodio moderno, la troupe si sposterà per le riprese a Villa Pisani a Stra. Dopo Porcile, che l'autore ritenne "il più riuscito dei miei film, almeno esteriormente", realizzò Medea e chiamò per interpretarlo Maria Callas. Le riprese del film vennero girate in Cappadocia, a Grado, a Pisa. Durante la lavorazione del film compì un viaggio in Uganda, Tanzania e Tanganica per cercare i luoghi dell'ambientazione del film che pensava di girare subito dopo Porcile: Appunti per un'Orestiade africana. Intanto era arrivato il 30 agosto e il film venne rappresentato alla Mostra di Venezia ma, ancora una volta, fu giudicato film poco gradevole e incomprensibile.
Con Noemi non "Sono solo parole" a Sanremo Mon, 16 Jan 2012 22:28:00 +0100 Noemi, tra i Big del prossimo Sanremo, plaude l’arrivo di tante presenze femminili sul palco dell’Ariston. “Non vivo la musica come ‘maschi contro femmine’ – precisa la cantante lanciata da X Factor e al suo secondo festival – ma forse le canzoni delle artiste sono state casualmente giudicate più piacevoli. Con questo – aggiunge ironica – non vogliamo dire che abbiamo più gusto degli uomini, assolutamente…”. A Sanremo torna con Sono solo parole, un brano scritto per lei da Fabrizio Moro e arrangiato da Corrado Rustici. “Spero di essere all’altezza, è un testo sull’incomunicabilità,(image) sull’importanza dei gesti al di là delle parole, sul fatto di riuscire a risolvere i problemi e ad andare sempre avanti nella vita. Sono stata molto fortunata, ed è un pezzo con un bellissimo arrangiamento”. E duetterà in To Feel in Love con Sarah Jane Morris nella serata-omaggio “Viva l’Italia!”, giovedì 16: “Ho voluto lei perché la ritengo una grande artista, una grande voce blues e soul. Canteremo una versione di Amarsi un po’ di Battisti, un brano che fu pubblicato negli Usa nel 1977. L’orchestra, gli archi avranno molto peso. Poi con il maestro Melozzi, che mi dirigerà, abbiamo arrangiato il pezzo. Sono molto contenta di portare un’artista di grande valore come lei”. Rispetto all’Ariston ammette di avere “sempre un po’ di timore, è un palco molto importante”. Noemi a Sanremo c’era stata nel 2010, quando al timone della manifestazione c’era Antonella Clerici, l’edizione vinta per un soffio da Valerio Scanu e che vide e le contestazioni per la coppia Pupo-Emanuele Filiberto, oltre ai fischi e agli spartiti lanciati in aria dagli orchestrali dell’Ariston. Ma Noemi non si augura che questa sia un’edizione più tranquilla, “altrimenti ci annoiamo”. Lei, intanto, si occupa di rendere sempre più fiammeggiante la sua chioma rossa rossa, “mi piace come marchio di bottega, più che di fabbrica: i capelli rossi si allacciano a una tradizione di interpreti importanti. Rihanna mi ha rubato l’idea, se li è fatti rossi dopo di me!”. Quanto alla presenza forte di questa edizione, Adriano Celentano, “con lui si alza il livello, sono convinta che piaccia anche ai giovani, ha attraversato un bel pezzo di musica italiana ma è ancora molto attuale, attraverso l’impegno politico: è sempre al passo coi tempi”. E se dovesse arrivare all’Ariston anche Stevie Wonder, come vorrebbero alcune indiscrezioni, “vado subito a chiedergli un autografo, non posso morire senza”. Un commento lo merita anche la strana coppia D’Alessio-Bertè: “Davvero singolare. Sono curiosa di ascoltare il pezzo, magari ci sorprendono. Non bisogna mai porre limiti alla volontà…”. |
||||||||