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UMBRIA



QUANDO I SOGNI ABITANO TRA LE COLLINE



Last Build Date: Tue, 02 Aug 2011 01:22:24 +0200

 



notizia

Tue, 02 Aug 2011 01:22:24 +0200

RIAPRO...




Tornata

Wed, 05 May 2010 10:44:43 +0200

Il ritorno della Pulce


CIAO A TUTTI! Spero qualcuno si ricordi di me...




CALL CENTER

Mon, 13 Apr 2009 22:18:11 +0200

Io cavia nel call centercronaca di una vita precaria di SANDRO DE RICCARDIS  MILANO - Sono l'operatore 172. Ho risposto a un annuncio su Internet spedendo via e-mail il mio curriculum, e dopo il colloquio sono qui, con le cuffie in testa e il microfono che mi sfiora le labbra, a proporre a decine di titolari di partite Iva di lasciare Telecom e passare a Infostrada. Ho lavorato una settimana alla Mastercom, azienda di telemarketing e teleselling nella zona industriale di Assago, hinterland di Milano, un cubo di vetri a specchio e cemento a pochi passi dalla tangenziale Ovest, costola di un gruppo in espansione con nuove sedi a Roma e Benevento. Dopo la selezione, ho trascorso giorni in azienda senza aver firmato nessun contratto. Ho visto i 1200 euro lordi assicurati dai selezionatori, al colloquio e nei primi due giorni di formazione, diventare 800 al mese lordi (appena 640 netti), mentre le provvigioni promesse si sono ridotte in ventiquattr'ore della metà. Ho conosciuto universitari che non ce la fanno a pagarsi gli studi, ragazzine appena diplomate reduci da altri call center, segretarie trentenni licenziate e sostituite da giovani con contratto da apprendista, laureati con titoli improvvisamente inutili. Tutti senza altra chance che essere qui. Mi pagano 4 euro netti l'ora. Contratto di collaborazione occasionale per trenta giorni, poi a progetto. Otto ore al giorno - 4 e mezzo il part time - di fronte a un monitor che passa in automatico i dati degli abbonati Telecom da contattare. Promettono un mensile di 1200 euro e provvigioni di 20 (contratto Voce) e 25 euro (contratto con Adsl) per ogni nuovo cliente rubato alla concorrenza. "Qualcuno qui guadagna più di me - spiega Massimo, il selezionatore, al colloquio -. La media dei contratti di ogni operatore è di 3,9 al giorno". Nessuno però spiega il trucco contabile: il calcolo dell'azienda è su 30 giorni lavorativi perché alla Mastercom si lavora dal lunedì al venerdì. Così trenta giorni, il loro "mensile", corrispondono a sei settimane. Un mese e mezzo. E i 1200 euro promessi diventano nella realtà 800 euro al mese. Lordi. Appena 640 netti. Pagati a 60 giorni. Una cifra che nessuno pronuncia mai, un equivoco che gli altri 16 ragazzi che entrano con me in azienda capiranno molto tardi. Alla Mastercom il turnover di operatori è continuo: ogni lunedì entrano tra i dieci e i venti nuovi lavoratori, altrettanti abbandonano. Con me ci sono quattro ragazzi e 12 ragazze. Dai 19 anni di Antonella e Giovanna, appena uscite dalle superiori, ai 38 di Carla e agli "oltre 40" di Alessandra, che s'imbarazza a rivelare l'età e a dire che sta provando a riprendere a lavorare dopo nove anni, dopo un divorzio. Ci sono anche 4 stranieri: Frida che viene dal Ghana e Salomon dal Camerun, Betsy dall'Ecuador e Lidia dal Venezuela. Tutti ventenni, seconda generazione di famiglie arrivate in Italia quando loro erano bambini. Sono i nuovi italiani: scuole a Milano, ottimo italiano, ambizioni di un futuro diverso da quello dei genitori. Molti arrivano dai call center di Monza, Cesano Boscone, Milano città, "dove si lavora 24 ore su 24, dal lunedì alla domenica, come robot". O da centri commerciali, ristoranti, locali nel cuore della movida milanese dove "una notte di lavoro, dalle 19 all'alba viene pagata 50 euro in nero a fine serata". I primi due giorni di formazione - non retribuiti, anche se è a tutti gli effetti attività lavorativa che dev'essere pagata dal datore di lavoro - sono una full immersion di marketing e psicologia della vendita. Con qualche trucchetto per produrre di più. Uno riguarda il modem per Internet. "Si può noleggiare o acquistare - spiega chi ci istruisce - . Al telefono col cliente, abbassate la voce come se state rivelando un segreto poi sussurrate: "Guardi, glielo dico senza farmi sentire sennò mi licenziano. Lo compri, costa solo 17 euro, le conviene piuttost[...]



Sentimenti

Mon, 13 Apr 2009 21:53:41 +0200

Anche oggi pomeriggio mi sono ritrovata a pensare con ansia al ritorno al lavoro di domani mattina. Eppure oggi era festa e avrei dovuto rilassarmi e lasciarmi andare. L'Umbria in primavera è favolosa. Invece ecco che sale per lo stomaco quell'ansia che conosco bene, quel senso di nausea...non ce la faccio più. Da 2 anni sto tirando la corda perchè lo stipendio mi serve ma sono troppo stanca. Il mio lavoro è monotono, ripetivo eppure pieno zeppo di momenti di tensione. Chi non lo ha mai svolto forse non può capire ma lavorare su un call center è molto dura. Mi sto lamentando, è vero, ho una laurea in filosofia e sicuramente sono una illusa ma voglio un lavoro che mi dia qualcosa e che non prenda solamente...scusate lo sfogo...

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Testimonianze di operatori call center

La mia vita è appesa a un filo, ma non sono una malata terminale. Sono al guinzaglio di una cuffia telefonica e sto per compiere il terzo compleanno da operatrice di call center. Che cosa devo espiare? Due peccati originali: nascita in una regione economicamente depressa e la laurea in lettere; forse me la sono andata a cercare, oppure no! Perché dove lavoro io siamo al 70% laureati e la varietà di titoli si spreca!


La paga: 5,20 euro lorde all'ora. Quando passa l'addetto alle pulizie, per carità, con tutto il rispetto, sai che guadagna più di te... Buoni pasto, ferie, malattia, gratifiche, sono chiaramente una chimera...”


“Non solo sfruttamento, ma anche frustrazioni. Loro distruggono la nostra personalità, loro ci sfruttano perché noi abbiamo la necessità. Noi abbiamo dei sogni ma ci dobbiamo accontentare, e intanto il sistema va avanti così e non ci possiamo fare niente.




Santa Pasqua

Sun, 12 Apr 2009 23:26:43 +0200

Oggi, durante la Messa di Pasqua, un bimbo piccolissimo correva spedito, con i suoi passetti ancora incerti, tra i banchi...e su di lui mille sguardi, mille sorrisi...i nostri. In quei momenti era figlio di tutti...ecco. L'augurio che vi faccio oggi è questo: possa la mano di Dio proteggervi e sorreggervi sempre, con amore.

Buona Pasqua a tutti

 

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lacrime

Sun, 05 Apr 2009 23:42:54 +0200

(image) Venerdì, durante la pausa caffè (gli addetti al call center ne hanno una obbligatoria ogni 2 ore...) mi accorgo che una collega sta in disparte. Mi avvicino per parlarle  e poco dopo ecco che le lacrime iniziano a rigarle il viso per poi espodere in un silenzioso pianto. Dato che è incinta di 5 mesi, subito penso che siano gli ormoni a farle qualche brutto scherzo, invece, mi racconta....il contratto le scade ad agosto (come me!) e non le hanno detto se glielo rinnoveranno, anzi, le hanno detto che non sono affatto obbligati a rinnovarglielo. Pensate che questa ragazza lavora in questo call center da 4 anni! Hanno l'affitto da pagare, un bimbo di 7 anni e un altro (un maschietto) in arrivo tra una manciata di mesi. e le dicono che sapranno se le rinnoveranno il contratto solo il giorno prima! Che dire? siamo videosorvegliati, possiamo andare al bagno solo nella pausa, se stai male e non puoi andare al lavoro ti becchi la sgridata telefonica del responsabile....sono solo una manica di zozzi, ignoranti, immorali, STRONZI!!!  mi fate sapere il vostro parere su precariato e diritti inalienabili del lavoratore?  baci dall'Umbria....




lavori

Fri, 03 Apr 2009 22:07:26 +0200

(image)

Avete presente quelle postazioni tutte uguali? e il chiasso di sottofondo? aggiungere un paio di cuffiette con microfono incorporato, l'obbligo di stare seduti per due ore di fila, l'ansia crescente di fissare gli appuntamenti per i consulenti...avete capito bene: lavoro in un call center. Per certi aspetti è anche divertente, come quando le persone se ne escono con certi commenti, ma sono più le volte che ti mandano al diavolo! E voi, che lavoro fate? e soprattutto: vi piace il vostro lavoro??




ritorno

Fri, 03 Apr 2009 21:20:41 +0200

BENTORNATA A ME! Eccomi finalmente a voi dopo lunghissima assenza. C'è una bellissima novità: sono diventata mamma di un bellissimo bimbo! tra famiglia e lavoro...il tempo è davvaro poco ma prometto di essere nuovamente tra di voi almeno per pochi minuti al giorno!!!!!!!!!




Senza titolo

Thu, 21 Aug 2008 14:06:04 +0200

Pesto

cari amici, vi siete mai chiesti come si possa sentire una genovese a sentir parlare di pesto in terra d'Umbria? vi dico sono che ieri stavo per metter le mani addosso a mia suocera (santa donna) che stava candidamento raccontandomi come certe sue amiche/parenti, preparano, e dico preparano, il pesto! Cominciamo da chi, ainoi, ci mette la panna. Stendiamo un velo pietoso. Poi si passa a chi non ci mette il formaggio. Quest'ultima, dice, che con il formaggio "cambia il sapore"...e io mi chiedo, "ma cambia il sapore di cosa, se il pesto senza parmigiano "non esiste"??? Non nego che questi, per così dire, prodotti culinari, non siano magari anche buoni, ma NON sono pesto! sono sughi! e che cavolo! Mia suocera mi guarda con aria assente, si starà chiedendo che cosa vorrà mai questa qui con il suo pesto. Starebbe per bofonchiare qualcosa a proposito di un fantomatico "pesto rosso" ma il mio sguardo la raggela!





Senza titolo

Fri, 15 Aug 2008 00:03:36 +0200

BUON FERRAGOSTO A TUTTI gli amici del blog Umbria!
Spero che il sol leone non ci abbrustolisca tutti!
Buone scorpacciate di granite e chiaccioli...