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jj escalante



..una camera in Cameroun..



Last Build Date: Mon, 04 Sep 2017 22:44:46 +0000

 



13 giugno 2010 - Marmellata di colori

Wed, 09 Jun 2010 08:34:00 +0000

A più di un anno di distanza,
riprendiamo queste pagine per un nuovo evento a Milano dedicato al Cameroun, con la partecipazione dei "Djamboutou sessions". Segue il comunicato ufficiale, maggiori informazioni sul sito di Last e su facebook.


LAST- Laboratorio Artistico Società Trasversali vi invita domenica 13 giugno 2010 a una giornata dedicata alle contaminazioni tra Italia e Camerun, paese che per la sua elevata biodiversità è considerato un’ “Africa in miniatura”.

La giornata ruoterà attorno alle contaminazioni nell'arte plastica con l'esposizione di Afran (http://www.ioarte.org/artisti/Afran/), nella musica con l'aperitivo in compagnia dei Djamboutou Sessions (myspace.com/djamboutousessions), e nel teatro con lo spettacolo "Ammorbati" di MaschereNere per la regia di Olivier Elouti.



INDIRIZZI E ORARI:

Presso “LAST”, Via Graziano Imperatore 40, Milano. Ingresso da via Bianchi d'Espinoza (cortile delle associazioni). 

Contatti LAST: mail: info@associazionelast.itFacebook LAST - 320 2107285 (Paolo)

Ingresso gratuito



Djamboutou sessions dal vivo!

Sat, 28 Mar 2009 13:06:00 +0000

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E' per me un immenso piacere invitarvi alla prima esibizione pubblica milanese delle Djamboutou Sessions, la band che si è presa la briga di arrangiare le canzoni nate nel mio anno di servizio civile a Garoua endiffuse in parte su questo blog durante la mia
permanenza in Cameroun. Dopo un anno di lavoro in sala, un concerto in una scuola e una data nel magentino, Venerdì 3 Aprile (dalle 21) saremo lieti di offrirvi la nostra musica presso il Salone Gregorianum di Via Settala 27 a Porta Venezia, un palco "familiare" che ha accolto
con entusiasmo la nostra proposta.
Il concerto è organizzato da Laboratorio Artistico Società Trasversali (LAST), un'associazione culturale nascente, che ci ha dato una grossa mano nell'allestimento dello spettacolo.
L'ingresso è libero ma chi vorrà potrà lasciare a fine serata un contributo che sarà interamente devoluto in favore dell'ampliamento del reparto di Maternità del Centre d'Animation Socio-Sanitaire di Yaoundé. Il CASS, oltre ad essere un centro di aggregazione giovanile, è un ospedale da anni impegnato nel sostegno di donne affette da AIDS. Uno degli impegni di questo centro è impedire la trasmissione del virus HIV da madre a bambino e i risultati fin ora sono stati molto positivi perché il rischio è stato ridotto dal 20 % all'1,5%.
Quindi quasi tutti i bambini nati al CASS e seguiti dallo staff medico del centro sono riusciti a non contrarre il virus in fase di gestazione e allattamento.

Vi aspetto numerosi! Diffondete l'invito ad amici e parenti!



Secondo video degli Ebénè Ivoire - Down by The Riverside

Sat, 12 Jan 2008 18:46:00 +0000

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secondo video deglie Ebénè Ivoire

per augurarvi un incredibile 2008

vi regaliamo una versione nuda e cruda di down by the riverside, riesumata dagli archivi de materiale video sugli ultimi giorni a garoua

si ringrazie Luigi per il filmato



Primo video degli ébène et Ivoire

Thu, 25 Oct 2007 12:48:00 +0000

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Ripresa video: Warguiza, Yves, Smirne

Montaggio: Smirne, JJ Escalante, Alibricca


testo e mp3



25/10/07 - da quasi un mese nella capitale mondiale della moda

Thu, 25 Oct 2007 10:34:00 +0000

Carissimi,
sono da quasi un mese nella capitale mondiale della moda, che per i primi giorni ho vissuto da turista meravigliandomi di quanto sia buono il cibo, quanto vecchia la popolazione e quanto ordinata la vita. Il salto da Garoua a Milano è esagerato. Non nego che tornare dopo 9 mesi d’africa e sbarcare qui, sia altamente disorientante.
Ovviamente è bellissimo farsi coccolare da famiglia e fidanzata, ritrovare gli amici, la musica, una città con così tante opportunità...ma è a anche vero che in un nanosecondo ci si accorge di come le opportunità siano troppe, di come il privilegio di poter scegliere sia in realtà un illusione, e di come questa società sia studiata apposta perché non si possa non cadere tra le braccia della subdola ma affascinante sirena che ogni giorno ti invita ad essere qualcuno che non sei.
Vorrei condividere con voi questo passo di un libro che avevo già citato in precedenza su questo sito, ovvero Il banchiere dei poveri di Muhammad Yunus.
Siamo a cavallo tra gli anni sessanta e settanta ed il premio Nobel, appena approdato dal Bangaladesh in una delle più rinomate università statunitensi, incappa in un pranzo con gli amici americani, incarnando con questa scena farsesca le difficoltà di uno straniero davanti ad un insolita possibilità di scelta.

Un giorno Cheryl mi domandò:
“Come le vuoi le uova?”
“Cosa intende? Non capisco la domanda…”
“Le vuoi al tegamino, strapazzate, sode in camicia, o vuoi una frittata...”
“Al tegamino.”
“Va bene, e come te le faccio?”
“Gliel’ho appena detto…al tegamino.”
“Si, ma col rosso in alto o rivoltate?”
“Non ha importanza.”
A quel punto i miei amici si erano fatti attorno per consigliarmi, ridendo della mia sprovvedutezza e cercando di spiegare a Cheryl che noi bengalesi eravamo diversi.
“Allora col rosso in alto,” dissi alla fine, imbarazzato per la mia indecisione e consapevole del fatto che stavo dando spettacolo.
“Morbide o ben cotte?”
“Come le sembra meglio.”
“Con il pane, le cialde o le fette tostate?”
”Mi va bene qualsiasi cosa.”
“E per contorno cosa desideri: patate fritte, purè o crocchette di patate?”
Per un po’penai che lo facesse apposta per rendermi ancora più ridicolo di fronte agli altri. Ma poi capii che l’America era quella: la possibilità di scegliere tra una gamma infinita di cose.


Ecco, quell’America del ’68 per un bengalese, somiglia tantissima a quest’Italia d’oggi per me.
Non che un anno fa fosse diversa ma probabilmente una parentesi anche non lunga in un luogo in cui lo stile di vita è così diverso, contribuisce a farmi stupire di alcune facce di una realtà che credevo di conoscere e che invece mi risulta così curiosa dopo nove mesi di cameroun.
Mi trovo disorientato.
Probabilmente sono alla domanda “Con il pane, le cialde o le fette tostate?” e poi anch’io stremato dovrò rispondere forse rassegnato che mi va bene qualunque cosa.
Non per ripudiare una conquista sociale che va a vantaggio dei tanti che, buon per loro, sono capaci di districarsi in questo marasma di possibilità, ma la prima impressione di un espatriato che si imbatte nuovamente nel suo vecchio mondo è che forse c’abbiamo un po’calcato la mano.

Con un universo rigurgitante di colori ancora fresco negli occhi vi saluto regalandovi (nel prossimo post) un nostalgico souvenir di una delle esperienze più divertenti degli ultimi giorni passati a Garoua: la realizzazione del video di “Ide mada odo Sakli am”, che abbiamo appena finito di montare e che ora è a disposizione del grande pubblico.
Con affetto
jj escalante



29-09-07 - una notte e 4000 Km mi separano da casa

Sun, 30 Sep 2007 15:49:00 +0000

Carissimi amici,

una notte e 4000 km mi separano da casa: domani a quest'ora sarò già avvolto nel familiare caos dell'insonne e rumorosa Milano, col cuore in gola probabilmente e ansioso di riprendermi quello che per questi lunghi mesi ho lasciato.

Erano esattamente nove mesi fa, ero nello stesso posto alla stessa ora. Quella volta Nsimalen puzzava di nuovo e io ero straniero. Oggi sono sempre straniero ma l'aeroporto non puzza più.

Caro jj, come back to what you know. Il tuo mondo ti accoglie affamato di storie e tu gliele darai. Per un po' farà male e ti sentirai più straniero che a Nsimalen ma cederai alla voglia di racconti esotici fatti di stregoni col granchio, di scimmie di Amougou e di ragazzi senza casa. Ti dimenticherai dei discorsi sull'assenza di tensione professionale, sul progredire senza cedere all'occidentalizzazione e sull'evoluzionismo antropologico. Te ne dimenticherai proprio perché questa volta parti per un mondo che tu conosci e che sai cosa vuole.

Una volta tornato chiuderò la porta della camera in Cameroun, questo spazio infinito che ha permesso a tanti di sognare. Chissà, forse la finestra si aprirà domani sulle pampas o sugli ignoti deserti diffonici della Mongolia Quel che è sicuro è che per un po'si affaccerà sulla meno curiosa ma non meno meritevole via Tadino, con le sue persone e i suoi racconti.

E' difficile dire cosa mi mancherà, la lista sarebbe infinita ma sono tante anche le cose che mi sono mancate, tante davvero.

E' difficile mettere un punto ad una storia così, ma è bello sapere di poter cominciare la prossima con la lettera maiuscola.

E' difficile selezionare i momenti più belli, ma ci sono alcune immagini che neanche il tempo potrà cancellare.

Non mi scorderò del penultimo viaggio in treno per Yaounde quando cominciando a intravedere il saliscendi dei quartieri periferici il mio compagno di stanza esclamò con entusiasmo"benvenuto nella città dai sette colli!" E della sorpresa presto ricambiata quando gli dissi che di città dai sette colli ne esisteva una anche da me. Ci siamo messi a ridere pensando a quanto siamo chiusi nei nostri piccoli universi.

Nessuno mi porterà via il senso di incomprensione e di maledetta impotenza davanti alle parole di una mamma che confessava con disarmante onestà di ricorrere sovente ad una catena di ferro per impedire al suo bambino (di sei anni) di scappare continuamente da casa.

Non mi dimenticherò mai di quella bambina che, un giorno che camminavo tranquillo in quartiere, corse verso di me e con due occhi esitanti e sospettosi mi chiese
"Est-ce que tu es vraiment blanc?". Da allora mi è capitato più volte desiderare di addormentarmi e risvegliarmi nero, perché ci sono delle cose di questo mondo che da bianchi è pretenzioso sperare di capire.

Dell'Africa non è possibile lavarsi una volta tornati a casa e anche se la mia Africa non è vittima di guerre né muore di fame, non per questo il ricordo di certi vissuti sarà meno rovente.

Non basteranno certo quei quattro batik appesi al muro a rendere il reinserimento più facile, nè le lettere, né le fotografie, né i cd dei Faadah Kautal, ma sono contento di rivedervi e di potervi raccontare una volta di più tutto questo cammino.

jj escalante



28-08-07 Cari compagni di viaggio

Tue, 28 Aug 2007 14:11:00 +0000

Cari compagni di viaggio,vi immagino ancora su spiagge dorate intenti a perfezionare l'immancabile tintarella estiva da sfoggiare ad amici e parenti al ritorno dalle ferie. Io quest'anno sarò sotto quest'aspetto molto deludente, l'Africa non ha dato alla mia pelle quel colore cioccolato che tutti si aspetterebbero dopo nove mesi di sole equatoriale, ma in compenso ha saputo lasciare sul mio corpo un segno ben più esclusivo. L'ultimo battesimo a questa terra è stata infatti una malaria che mi ha bloccato per qualche giorno ma che per fortuna non ha lasciato troppi strascichi, se non un esagerato stato di spossatezza che ho combattuto mangiando senza limiti e drogandomi di polase e fermenti lattici durante tutta la convalescenza.So quanta paura possa incutere questa malattia in noi, che ci nutriamo di statistiche e inghiottiamo qualsiasi verità mediatica, in realtà qui il paludisme (questo il nome francese) è solo una forte influenza curabile facilmente se presa in tempo. La prevenzione rimane sempre la via preferenziale per evitare di incapparvici ma è anche vero che una terapia prolungata può risultare più dannosa per l'organismo che la contrazione della malattia stessa. In ogni modo mi son fatto una settimana di letto senza la forza per fare nulla , mi sparavo gran puntate di destins croisées (una telenovela venezuelana ignorantissima), flebo, mille pastiglie e pisolini a ripetizione, aspettando di riprendermi. D'altro canto devo dire che se il palu ti colpisce quando il corpo è fragile, io gli ho spianato il terreno perché la settimana dell'inaugurazione del Murales di fatica ne ho accumulata tanta, ed è bastato un giorno di sedimentazione perché la febbre salisse fino a quarantuno trasformandomi in uno straccio. E'un'esperienza che non auguro certo a nessuno ma resterà una di quelle cose da raccontare un giorno ai nipotini, come mio nonno aveva fatto con me, solo che lui la malaria, in guerra, l'aveva curata coi fichi.En tout cas, è valsa la pena di faticare perché il 14 Luglio abbiamo fatto un regalo ai cugini francesi inaugurando nel giorno della loro festa nazionale un piccolo capolavoro d'arte concettuale.La pittura murale della MJC, intitolata Faadah Meden, è stata contemplata e osannata da tanti, che ne hanno rimarcato i tratti quasi caravaggistici, si parva licet.In quanto coordinatore del progetto devo dire che tutto il lavoro è stato molto bello, difficile, ma stimolante. Siamo riusciti a rispettare le tappe e gli obiettivi che ci eravamo posti anche se nell'ultima fase la mano degli artisti ha prevalso nettamente su quella dei bambini. Purtroppo in questo paese il fatto che una cosa sia vistosa e magnificente, soprattutto agli occhi delle autorità, è superiore a tutto, e lottare con questa mentalità è stata forse la sfida più grande. C'è stato comunque un buon ponte tra il lavoro degli amatori e quello dei professionisti, il Murales di staglia come un imponente totem identitario al centro della struttura e le coppie di sposi già vengono a scattare le loro pose ricordo davanti all'opera…Con la conclusione di questa attività, e passata la malaria, le mie giornate hanno guadagnato tempo, che ho impiegato sia nell'animazione coi bambini di quartiere sia nelle ultime uscite con gli "Eben Ivoire". Per quanto riguarda quest'ultimi è ovvio che andando via il collante bianco le probabilità che il gruppo continui con la stessa costanza si abbassano notevolmente ma il collettivo è determinato e soprattutto sembra aver capito che non serve che un po' di impegno per riuscire ad ottenere dei buoni risultati. La presenza di un leader e l'entusiasmo di questi mesi possono essere le carte vincenti per ripartire l'anno prossimo col piede giusto e guadagnarsi un angolino nel panorama musicale della città, ma soprattutto per essere una risorsa della struttura e un esempio per le nuove generazioni di giovani "artisti" cresciuti nella c[...]



Les Oiseaux

Thu, 16 Aug 2007 21:36:00 +0000

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C’est l’histoire des enfants africains de chez nous
qui célèbrent aujourd’hui leur fête
et veulent aussi réclamer leurs droits
Ils demandent aussi qu’on leur donne la joie de vivre
Il demandent aussi qu’on soit avec eux
Ils ont besoin d’amour ils ont besoin de vivre comme tous les enfants
Que je les aime, que j’aime le temps quand ils s’envolent
Que je les aime, que j’aime le temps quand ils s’envolent

A vous parents en ce jour ci
Ces enfants célèbrent leur fête
Ils demandent que vous lanciez en coup d’oeil
Pour essayer de réussir leur vie
Ils ont le droit a l’éducation
Ils ont aussi le droit a vivre
Donne leur le goût de vouloir vivre aussi
Comme tous les enfants de ce monde
Ils ont le droit a rester auprès de vous et non dans la rue
...

E’ la storia dei nostri ragazzi africani
Che celebrano oggi la loro festa
E vogliono soprattutto reclamare i loro diritti
Chiedono che gli sia donata la gioia di vivere
E ci chiedono di stare con loro
Hanno bisogno d’amore hanno bisogno di vivere come tutti i ragazzi
Perchè li amo, perchè amo il momento in cui spiccano il volo

A voi genitori in questo giorno
Questi ragazzi celebrano la loro festa
Chiedono di essere considerati
Per cercare di realizzarsi nella vita
Hanno diritto all’educazione e diritto a vivere
Incoraggiamoli a vivere
Come tutti i ragazzi del mondo
Hanno il diritto di restare vicino a voi e non sulla strada.



ide mada odo sakkli am

Tue, 10 Jul 2007 21:32:00 +0000

You caught me in a warm black nightjust like those pit-a-pat dreams that pass sometimesthere had to be something attractive in youperhaps the spotless charm of the things so purewake up my dormant desiresand I will try to leave you a trace of minewaiting for the rain to comesingin'ide ma-da odo sakkli amide mada odo sakkli amTo nangue urti mii taratha doTo djemma nasti nda mi danata doMi anda nangue mi anda doydiFatima yel am warle yetcham leeFatime ande mindo yetcham leeTo djamni ha mi hepta hiide madaNgabani do koko andu miIde mada odo sakkli amFatima fatimatu yetcham leeTo djamni ha mi hepta hiide madaNgabani do walla ko mbaumi ga miIde mada odo sakkli am...Col tuo amore mi hai fatto perdere la testaMi hai preso in una notte calda e scuraProprio come quei sogni batticuore che capitano ogni tantoCi doveva essere qualcosa di attraente in teForse il fascino immacolato delle cose cosi’ pureSveglia i miei desideri sopiti e cerchero’ di lasciarti una parte di meAspettando che arrivi la pioggia, cantandoIde mada odo sakkli amSe il sole se ne va non posso camminareQuando arriva la notte non riesco a domireNon conosco giorno non conosco sonnoLa mia Fatima viene a dirmiFatima oggi te lo sto dicendoE se è possibile, che io conosca il tuo amorePerchè così io non conosco nullaCol tuo amore mi hai fatto perdere la testaFatima, mia piccola Fatima dimmeloE se è possibile che io conosca il tuo amorePerchè così non ho capito nullaCol tuo amore mi hai fatto perdere la testaDownload Video[...]



09-07-07 Carissimi amici

Tue, 10 Jul 2007 20:22:00 +0000

Carissimi amici, non sarà facile scrivervi dopo così tanto tempo ma i ricordi, i volti e le voci sono ormai troppi e troppo forti. Mi farò aiutare da un sano blues e dal piacevole venticello che stasera prevale persino sulla fittissima zanzariera avvolgendo la mia stanza di un'insolita frescura. L'ispirazione potrebbe essere turbata soltanto dalle moustiques che nonostante le barriere trovano dei pertugi per entrare e ronzarmi nell'orecchio senza pace, e dalla caotica celebrazione di un deuil che sospetto fortemente andrà avanti fino all'alba.Come si dice da queste parti, on va faire avec. I mesi passano veloci ed eccomi già a luglio. L'Africa ti mangia, ti consuma, ti risucchia nel suo abisso senza tempo. In questo solo continente al mondo le lancette girano e pagine di calendari se ne vanno senza che ce ne se possa rendere conto; paradossale che questa sensazione sia così forte in un luogo dove le agende sono così povere di impegni e dove le giornate scorrono all'ombra di un nymie aspettando che qualcuno o qualcosa rompano la patina atrofizzante che avvolge la maggior parte delle persone. La verità è che qui il futuro è un concetto talmente aleatorio che nella testa della gente ogni giorno nasce e muore con se stesso, la prospettiva non guarda mai al domani, ed il tempo appare come monco del suo elemento più distintivo, la continuità. I miei genitori e la mia sorellina sono venuti a trovarmi a Garoua. Un grande grazie a voi per aver deciso di spendere qui parte delle vostre vacanze, per aver sentito il desiderio di condividere con me questa esperienza e complimenti a tutti e tre per la capacità di adattamento. Mia mamma è sfuggita al serpente più pericoloso della zona che le è passato a fianco delle infradito, mio padre parlava in milanese-corso cercando consensi nei visi dubbiosi degli autoctoni, mia sorella ha dovuto vedersela con le innumerevoli proposte di matrimonio collezionate in meno di due settimane.E il destino ha voluto che i miei arrivassero a Garoua il giorno in cui era stato programmato il viaggio di reinserimento familiare per i nostri ragazzi di strada. Così tutti mi prendevano in giro e dicevano che anch'io quello stesso giorno sarei stato reinserito in famiglia: non tornavo a casa come loro, ma era casa che veniva da me. Intanto la stagione delle piogge sta entrando a pieno nel suo corso: il 20 maggio, festa nazionale del Cameroun, la grande parata cittadina di studenti e militari con tanto di inni parafascisti e gigantografie di sua eminenza Paul Biya, è stata bruscamente interrotta da un acquazzone allucinante (con un cielo alla donnie darko) che ha rovinato la manifestazione, ma non impedito ai manifestanti di raggrupparsi nei bar a scolarsi frizzanti 33 express brindando all'indipendenza del paese. Da allora ha piovuto quasi tutte le domeniche e ogni tanto durante la settimana.Garoua vive di momenti corali. Quelli ordinari, come appunto il 20 mai, e quelli straordinari come l'arrivo dei lions indomptables in città. La notizia era nell'aria da tempo; vista l'indisponibilità dello stadio Omnisport di Yaounde, la nazionale avrebbe giocato qui una partita di qualificazione per la coppa d'Africa 2008 contro il Rwanda. Notizia confermata, esaltazione collettiva, e inizio della caccia al biglietto. Domenica 17 giugno, giorno atteso da una vita, le vie della città erano impraticabili e allo stadio, nel leggendario sciabà (il settore più caldo, in tutti i sensi) dalle undici del mattino la testa di un solitario nassara spiccava curiosamente tra tutte le altre. Cinque ore di attesa sotto un sole cocente, armato di panino con le sardine e succo Foster ho acclamato i Leoni, ho visto Ngandò (un obeso cosmico dipinto in verde rosso giallo che da anni è il supporter numero uno della squadra) ballare e il Cameroun vincere. Un suda[...]



Borse e foto..

Sun, 01 Jul 2007 13:35:00 +0000

E' arrivato un nuovo carico di borse, zainetti e grembiuli! Ecco alcune foto in anteprima:Visione d'insiemeLe tre borseIl primo carico è stato esaurito in fretta, per informazioni sulle vendite contattatemi direttamente (jjescalante@gmail.com). Siamo anche interessati a fiere, feste e simili dove sia possibile venderle!Infine ecco alcune foto inedite dal Cameroun..[...]



My Serenade

Fri, 01 Jun 2007 08:53:00 +0000

When this lad of twenty twohe went looking for a moon That could brighten more than your eyes He left home and past behind Filled his bag of chimeras He started walking among the stars But I hope you understand by the footsteps on the sand we're hand in hand when the silence all around makes a noise you cannot stand and you get no way to hide all the music you have inside if you're listening to me as you only could make it wanna tell you that I'm sure I will never find a moon as bright as you Strumming a wail on my old strings guitar Wild serenades without no lover nearFeel a little nostalgia that grows in the heartBut I know you can hear me can't erase the memory When you made me taste the sea That September how's it far But you see now where we are How much road under the feet How much life we've still to live and don't worry if you're confused I can’t see a better cure than stay with you Well I know I made my faults what I found I still don't know but the will of painting again kill the fears and wash the blames I'm not able with the words so accept this kind of song it's the answer of a lad, with a red nose in his sack, who wants you back...Quando questo ragazzo di ventidue annipartì a cercare una lunaChe potesse brillare più dei tuoi occhiHa lasciato dietro di sé la casa e il passatoRiempito il suo zaino di chimere,Ha cominciato a camminare tra le stelleMa spero che tu capiscaGrazie alle orme sulle sabbiaChe stiamo camminando mano nella manoQuando il silenzio tutt’intornoFa un rumore che non puoi sopportareE non hai modo di nascondereTutta la musica che hai dentroSe mi stai ascoltando in questo momentoCome solo tu potresti fareVoglio dirti che sono certoChe non troverò mai una lunaChe brilli quanto teStrimpellare un gemito sulla mia vecchia chitarraSerenate selvagge senza un’amante accantoSento una lieve nostalgia che cresce dentroMa so che tu puoi sentirmiNon è possibile cancellare il ricordoDi quando mi hai fatto assaggiare il mareQuel settembre com’è lontanoMa lo vedi dove siamo arrivatiQuanta strada sotto I piediQuanta vita da vivere ancoraE non ti preoccupare se sei confusaIo non vedo una cura miglioreChe stare con teLo so che ho fatto I miei erroriAncora non so cos’ho trovatoMa la voglia di dipingere ancoraUccida le paure e lavi I biasimiNon sono bravo con le paroleAllora ti prego accetta questa specie di canzoneÈ la risposta di un ragazzoCon un naso rosso nello zainoChe ti rivuole con séDownload[...]



16-05-07 a Djambotou

Wed, 16 May 2007 19:04:00 +0000

Carissimi amici,
a Djambotou sono le otto e ventiquattro di un martedì mattina che non ha ancora regalato al cielo la consueta luce brillante. Sdraiato sul mio letto, con una mezza giornata di riposo, dopo tanti giorni senza notizie, vi invito ancora una volta a spiare questo mondo dalle tendine della mia camera in Cameroun (o "cameroom" come qualcuno ha cominciato a chiamarla) sapendo che queste parole che si snoderanno in mezzo a congegni capaci di far loro percorrere quattromila chilometri in qualche secondo avrei voluto dirvele a voce, tenendovi le mani e guardandovi negli occhi per riuscire a trasmettere il colore e il calore che questo posto è capace di regalare.

(image)
Un mese e qualche giorno, i cugini francesi abbracciano il loro nuovo presidente, il Bel paese nelle piazze incorona l'Inter campione d'Italia, e anche qui senza fare troppo rumore si vive e la gente continua a portare avanti le proprie sfide quotidiane.
In realtà un po'di avvenimenti meriterebbero la prima pagina. Innanzi tutto, piove. Dopo due mesi e mezzo di scene alla Tarantino per combattere il caldo infernale, un roboante temporale liberatorio ha restituito a Garoua la gioia dell'acqua: i miei ragazzi di strada hanno cominciato a lanciarsi nudi nelle pozzanghere del campo da basket della MJC , le mama danzavano fuori dalle botteghe ringraziando Allah per l'immenso regalo, nei bar si brinda al primo grande acquazzone dell'anno.
(image)
Io non vi nascondo che non avevo mai goduto così del profumo della pioggia.
(image) Ma la cosa più incredibile è che sono bastati tre sporadici temporali per cambiare l'intero paesaggio: giorno dopo giorno si è cominciato a intravedere un manto verde rivestire i secchi campi di mais e manioca e in due settimane tutto ciò che era giallo ha preso un nuovo colore.
Sempre in prima pagina, a parte l'aereo della Kenya Airlines che è precipitato nella zona di Douala -notizia che è rimbalzata sulle vetrine dei telegiornali internazionali-, un altro paio di storie di cronaca urbana hanno segnato la vita di Garoua trasformandola in una sorta di Twin Peaks.

JJ




On met l'ambiance au quartier

Tue, 27 Feb 2007 08:19:00 +0000



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Mon frère écoute ce blues qui se lève du profond
Sous un angle du ciel oublié par le monde
Mettez vous a l'aise et couchez vos enfants
Parce que ce soir on va ensemble dans le mapaan
Ce soir ce soir
On met l'ambiance au quartier

C'est ça la musique qui prend sa source de la terre
un message de partage lancé a l'Afrique entière
Ma mission mes amis c'est de vous faire bouger
En réchauffant toutes les âmes avec ce rythme sincère
Fait froid mais ce soir
On met l'ambiance au quartier

Suivez- vous la guitare qui s'installe dans la tête
Je respire le climat d'un pays tout en fête
Une soirée de couleurs marquera la naissance
Du peuple du blues, d'un esprit qui s'avance
Ce soir, ce soir
On met l'ambiance au quartier
On met l'ambiance au quartier
On met l'ambiance au quartier

...

Fratello ascolta questo blues che s'alza dal profondo
sotto un angolo di cielo dimenticato dal mondo
Mettetevi a vostro agio e mettete a letto i bambini
perché questa sera si va dove non è consentito
Stasera, stasera
portiamo l'atmosfera in quartiere

Questa è la musica che ha le sue radici nella terra
è un messaggio di condivisione lanciato all'Africa intera
La mia missione, amici miei, è di farvi ballare
riscaldando tutti gli animi con questo ritmo sincero
fa freddo ma stasera
portiamo l'atmosfera in quartiere

Seguite la chitarra che si impianta nella testa
mentre respiro il clima di un paese tutto in festa
questa serata di colori segnerà la nascita
di un popolo del blues, di uno spirito che avanza
stasera, stasera
portiamo l'atmosfera in quartiere


download



15-02-07: Carissimi compagni di viaggio

Thu, 15 Feb 2007 20:48:00 +0000

Carissimi compagni di viaggio,avrete ormai capito che il mio silenzio si fa tanto più lungo quanto più sono impegnato nelle attività, il tempo per dormire si riduce di giorno in giorno ma nonostante tutto cercherò di non mancare mai questo appuntamento premiando la vostra pazienza e il vostro interesse con questi piccoli resoconti che mi date la possibilità di scrivere. Ringrazio ciascuno di voi per la costanza, l'intimità e la profondità delle vostre mail. Sento il vostro appoggio, il vostro coinvolgimento e mi auguro che questa camera in Cameroun dove ogni tanto ci ritroviamo assieme per raccontarci storie fantastiche possa ricambiare in qualche modo la vostra amicizia.Dopo un viaggio di 15 ore ieri pomeriggio sono arrivato a Garoua, caldissimo capoluogo della provincia del Nord, dove passerò il periodo più lungo del mio anno di servizio civile.Come mi era stato accennato da molti non serve un occhio particolarmente addestrato per accorgersi di come tutto il Nord del Cameroun sia un'altra terra rispetto al resto del Paese. Spazi infiniti, luce bianca, e sotto gli scheletri di alberi bruciati il nero della cenere ricorda che in questo posto nulla può vincere la forza devastante del sole. Il viaggio, prima in treno e poi in car è lungo ma assolutamente sopportabile e la fatica viene ripagata in pieno dalla vista di paesaggi stupendi che accompagnano il viaggiatore durante tutto il tragitto –babbuini e ippopotami inclusi-Qui la casa è accogliente, ho una bella camera che ho già arredato dato che sarà la mia stanza per almeno cinque mesi. Dopo cinquanta giorni da volontario errante e menestrello itinerante so con certezza che qui potrò mettere radici. Non posso nascondere né a voi né a me stesso che la cosa mi fa impressione: paradossalmente la stabilità per colui che si sente eternamente in cammino è una condizione di insicurezza. Ma l'Africa insegna ad affidarsi al cielo e a vedere tutto come una sfida. E io sfido Garoua.Ci eravamo lasciati a Mbalmayo. E per me, prima di questi giorni, Mbalmayo non era altro che il nome di un posto. Una tappa di passaggio, uno scalo, questo doveva essere. Per fortuna o purtroppo non è stato così. Lì ho vissuto qualcosa che non è possibile sintetizzare anche usando le parole più belle di un dizionario, dunque mi affiderò ancora una volta ai versi di colui che con le parole riusciva a dipingere e cantare gli uomini con una facilità inarrivabile. Con tanta nostalgia ti confesso, cara Mbalmayo, che è stato meglio lasciarsi che non essersi mai incontrati.Tutto molto diverso da Yaounde a partire dall'approccio. Se nella capitale la mia attività, come già vi avevo accennato, era stata quella di osservare, per ambientarmi gradualmente alla realtà e alle regole di un paese straniero, l'inserimento a Mbalmayo, distante 50 km e un universo da Yaounde, è stato brusco e inatteso. In teoria io sarei dovuto solamente transitare da questa cittadina per poi salire a Garoua che già mi "reclamava" da tempo. Una cosa di due o tre giorni, tanto per farsi un idea del tipo di struttura e di lavoro svolto in questa che è la sede più antica del COE in Cameroun. Ma voi prendete 600 ragazzi, i preparativi per un imminente festa nazionale (la fête de la jeunesse, festa della giovinezza), una voglia incontenibile di musica…e pensatemici dentro!Risucchiato dalla preside del college che mi ha scambiato per una star internazionale (o peggio per un musicista) ho contribuito alla preparazione di alcune esibizioni in vista del tradizionale spettacolo, quindi programma serrato con sveglia alle sei, chitarra in spalla già dalle prime ore del mattino e giornata piena di note in mezzo ai ragazzi di ogni età,[...]



18-01-07: Sono vivo e sto bene

Thu, 18 Jan 2007 19:30:00 +0000

Cari amici,scusate l'attesa; sono vivo e sto bene, mi ero promesso di scrivervi molto prima ma qui il tempo vola davvero, c'è sempre qualcosa da fare e mi rendo conto che alla fine chi ci rimette siete voi che vivete di riflesso questa mia avventura. Ieri sera ho salutato Yaounde con il dispiacere di quando si torna a casa dopo le vacanze estive, quando in due settimane ti sei affezionato tanto a persone, luoghi, abitudini che ti sembra siano parte della tua vita da sempre, ma poi sei obbligato a capire che quei volti e quelle immagini non sono stati altro che il contenuto di una bella parentesi nell'economia di un lungo romanzo. Punto e virgola. Si riparte.Le mie due settimane a Yaounde sono state intense; è una metropoli caotica ma estremamente viva: la polvere rossa che si leva con il minimo accenno di vento accompagna i gesti, le danze, le bagarre di migliaia di camerunesi che ogni giorno popolano le strade, dal centro, multietnico e occidentalizzato, ai quartieri dimenticati, dove capita di trovare bambini d uno o due anni che non hanno mai visto un bianco (di bianchi ce n'è tanti ma evidentemente in certi luoghi non ci passano).Forse mi ha conquistato perché è simile alla mia Milano, anche se più esasperata ed invadente.Yaounde è una città dove tutto è più prepotente.Yaounde sono i taxi gialli che per 200 franchi ti portano ovunque e che si riempiono fino a che non trovi la gente seduta sul freno a mano, yaounde è il rumore dei clacson, le fiumane di persone, le parate militari, yaounde sono le galline che cercano di sfuggire dalle borse dove sono state appena infilate assieme ai pomodori e a un sacchettino di riso per il pranzo della domenica, yaounde sono i mercati infiniti, l'odore di pesce essiccato e i colori delle spezie, yaounde è l'hilton che guarda dalle sue finestre finemente illuminate il "palazzo della morte", di giorno costruzione fatiscente di cui si nota solo l'enorme scritta votez Paul Biya in bomboletta nera, di notte dimora senza leggi dei ragazzi di strada.Yaounde sono la birra 33 express e la castel, le magliette di etò fils indossate con fierezza da adulti e ragazzini, yaounde sono le donne impegnate a pettinare sorelle, figlie e amiche, in strada, a qualsiasi ora della giornata.Yaounde sono i campi da calcio inventati in qualsiasi spazio aperto e affollati dall'alba al tramonto.Yaounde sono le botteghe sintonizzate su canal plus.Yaounde sono le chiese, le sette, i ritrovi religiosi, l'associazionismo delle tontines.Yaounde sono le ambasciate, i ristoranti italiani, i centri culturali, la voglia di emergere.Ma Yaounde è soprattutto la capitale di uno stato africano dove domina la contraddizione.Difficile farci un'idea da su; difficile anche per me. Tina mi ha raccontato di un prete italiano a cui erano stati donati dalla sua chiesa un milione e mezzo di lire per la sua missione in Cameroun e alla domanda di due parrocchiani "Padre, dipendesse solo da lei, come impiegherebbe questi soldi?" questi aveva risposto "Vi pagherei il biglietto aereo perché possiate scendere giù a vedere le cose coi vostri occhi". Da noi domina ancora troppa mala-informazione (o comunque informazione ridotta) e appena sentiamo la parola Africa il nostro cervello la associa alle pance gonfie dei bambini, alla povertà, ai tamburi, alla gente pitturata. E già inconsciamente ci poniamo in una situazione di superiorità. Nella nostra testa proprio non riusciamo a vedere un Africa che cammina.Qui non passa un giorno intero senza che almeno una persona ti abbia rivolto la fatidica implorazione "mon ami amene moi en Italie avec toi" (amico, portami in Italia con te). Poi dell'Italia cosa sanno?cosa han[...]



9-01-07: Sotto un cielo azzurro

Tue, 09 Jan 2007 19:25:00 +0000

Sotto un cielo azzurro dominato dai falchi, che si ergono nottegiorno a vigili custodi delle città e delle campagne; tra echi di bikutsi e makossa (le musiche più in voga nella regione centrale) che si confondono con le note della radio del vicino sintonizzata 24 ore su 24 su qualche frequenza locale esclusivamente female pop; con il naso tappato – raffreddore- ma comunque obbligato a cedere agli odori troppo forti che si mescolano nell'aria; con un sottofondo incessante di versi, canti, movimenti di animali e animaletti che cicalecciano senza sosta, un po'stanco,siedo sul mio letto accanto alla finestra a raccontare ancora un po'di Cameroun ad ognuno di voi.Ogni giorno cerco di segnarmi su un taccuino le cose che mi piacerebbe farvi sapere ma il bombardamento (diverso da quello che ci rende passivi dopo 3 ore di televisione) di immagini, di storie, di sensazioni è talmente forte che devo fare una grossa selezione nella mia testa perché il tempo per scrivervi, invece, è sempre molto ridotto!Questo weekend abbiamo fatto una gita nell'Ovest, una delle dieci regioni in cui è suddiviso il Cameroun. Il capoluogo di regione è l'africanissima Bafoussan, roccaforte dei Bamiléké, una delle etnie dominanti nella zona, con una cultura e tradizioni ancora molto vive. Siamo partiti in 5, da Yaounde sono più o meno quattro ore di macchina (ho guidato anch'io il 4x4!) ed è bellissimo osservare come man mano la foresta tropicale lasci spazio a paesaggi più aperti e diradati tipici del pre-savana. Viaggiare in macchina è sensazionale: le strade, finchè non arrivi in città, sono abbastanza gestibili, larghe e completamente asfaltate. Gli occhi godono del rosso della terra che caratterizza questo paese, dei mercatini e delle bancarelle di ananas e papaye se va bene, di topi cotti e tenuti penzoloni dai venditori, quando sei meno fortunato –mai prendere uno spiedino di carne sulla strada perché per loro mangiare ratti è più che normale tanto che tina ha raccontato che una volta due guardiani del CASS verso sera si sono presentati alla porta chiedendo se poteva prestar loro un po'd'olio e cipolla per un soffittino per far prendere sapore alla pantegana appena catturata -.Si attraversano agglomerati di case, paesini e cittadine più grandi ma tutti (o perlomeno la maggior parte) accomunati da una stesso destino: i nomi di questi posti cominciano tutti con la B, perché in Bamiléké la B indica la pluralità, dunque tu non ti ricordi mai qual è l'ultimo paese che hai passato, di indicazioni ce n'è poche e quindi va a finire che sei costretto ogni 10 minuti ad interpellare degli autoctoni pronti a darti qualsiasi indicazione, se non a salire in macchina con te, ma spesso non molto preparati Nell'ultimo tratto di strada lo sguardo cade inevitabilmente sui tetti conici in lamiera tipici delle chefferie, luoghi dove i capi tradizionali ricevono in udienza i loro sudditi, diversi dalle regge, che sono le loro abitazioni vere e proprie. I capi tradizionali sono riconosciuti dal governo statale e sembra, dalla comunità internazionale, hanno pieni poteri a livello giudiziario (se viene condannata a morte una persona da uno chef il governo non può intercedere per il condannato) e si tramandano il potere ereditariamente, mentre in passato era il cacciatore più abile a guadagnarsi il trono. Noi abbiamo visitato la chefferie di Bandjoun una delle più belle della zona, nonostante l'incendio intenzionale (motivi di successione) che l'ha devastata due anni fa. Tra una chefferie e l'altra un tempo c'era ostilità, ora c'è più cooperazione (anche perchè i loro rappresentanti per fare lobbyng a[...]



3-01-07: L'avventura comincia

Sun, 07 Jan 2007 14:14:00 +0000

cari amici è bellissimo ricevere tutte le vostre mail i vostri pensieri, i resoconti dei capodanni, le confessioni. vorrei potervi rispondere uno ad uno per farvi capire quanto le vostre parole mi diano forza e mi facciano sentire bene. spero che tutti voi possiate capire che quello che fate per me è importante. questa può apparire una mail collettiva ma in realtà è una chiaccherata a quattr'occhi con ciascuno di voi.sono a yaounde, la capitale amministrativa di questo paese incredibile. la capitale economica, nonchè la città più grossa e il polo commerciale è invece douala, che si trova sulla costa. i 50 km tra mbalmayo e yaounde sono sostanzialmente solo brousse (spero si scriva così) foresta tropicale a tutti gli effetti. il verde qua è un altro colore che penso non corrisponda a nessuno di quelli che ognuno di noi ha impressi nella sua tavolozza immaginaria. noi li abbiamo percorsi col gippone, la strada è asfaltata e scorre benissimo senonchè qui vanno come dei pazzi e quindi ogni tanto ti trovi una sagoma nera sul ciglio con scritto sopra 16 morti e allora magari un po'rallenti..sui lati baracchini ogni tanto, pedaggi legali o meno, bimbi di 3-4 anni che camminano da soli chissà alla ricerca di chi o di cosa.poi arrivi in yaounde. e te ne accorgi. la massa di gente taxi ovunque senza un codice ne stradale ne morale galline polli baracche mercati, pompe funebri ogni dieci metri (per ora vincono le paradis e le derniere voyage), ti ferma chiunque, chi era tuo compagno alle elementari e chi si offre di portarti a fare il giro della città.gente, gente e gente. e poi il mito di etò. qui quest'uomo è una divinità, è una sorta di profeta. il papa, i presidenti o le star del cinema gli fanno un baffo. è intoccabile. tutti hanno la sua maglietta, gigantografie, cartelloni, fa publicità a qualisasi prodotto..perchè?perchè nel '94 il cameroun ha partecipato con successo ai campionati del mondo e da lì il calcio è diventato LA POSSIBILITA'. ora pensare che questo sia uno dei giocatori più forti al mondo ha incentivato il fenomeno perchè se ce l'ha fatta etò magari ce la fai anche te (comunque non penso sia molto diverso da quello che maradona è stato per napoli anche se non era un compatriota, ma qui la discussione è aperta. stupisce solo il potere di cui possa disporre un uomo che tira dei calci a un pallone. potere che condiziona le scelte di milioni di persone, di un popolo intero e quindi la storia)il CASS di yaounde dove alloggerò per una decina di giorni è immerso nel quartiere di nkolndongo, terra rossa e baracche, chi è fortunato ha mura di cemento e tetti in amianto ma sono pochi. i bambini giocano tranquilli negli enormi cassoni di pattumiera. gli acquitrini con pantegane grosse come gatti scorrono in mezzo alle "case", impressionante il numero:a)dei parruchieri - le donne e le bambine ogni giorno hanno una pettinatura diversa, spesso improbabile ma sempre affascinante-b)delle chiese, intese come congregazioni.sette.ce n'è di ogni sorta.e la gara è a chicanta di più e più forte. la prima notte che ho dormito qua la chiesa batista è andata avanti a cantare in mezzo alla strada coi megafoni a 20 metri da casa fino alle 7 e mezza del mattino.il CASS che cos'è?letteralmente Centre d'Animatione Sociale e Sanitaire. rispetto al pur grosso e funzionale centro di mbalmayo l'utilità di questa struttura l'ho colta con molta più immediatezza.c'è una maternitè. le donne vengono a partorirci, costa meno delle cliniche statali e il servizio è migliore. in media ci sono 10-15 parti al giorno. quindi aggiungete ai fanatici batisti [...]



30-12-06: JJ è in Camerun

Sun, 07 Jan 2007 14:11:00 +0000

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JJ é in Cameroun. Dopo neanche 24 ore di permanenza ci sono già mille cose che vorrei raccontarvi o che mi piacerebbe voi vedeste con i vostri occhi. La flora e la fauna sono impressionanti. Alberi altissimi e verdissimi, vegetazione fitta e animali assurdi. i ramarri corrono da tutte le parti, farfalle e uccelli tropicali di mille colori sbucano da ogni antro; di notte cantano e se uno si immagina che l'Africa sia un posto silenzioso si sbaglia di grosso! caldo, quasi quaranta gradi ma sopportabile. le mie valigie non sono arrivate ma abbiamo dato dei soldi ad un tizio che da quanto ho capito vive in areoporto e ci chiamerà nel caso ci sia qualche novità. ma comunque non mi fanno mancare nulla: qui a mbamlmayo ho una camera tutta per me, con anche una specie di doccia. si mangia tanto e bene, io oggi ho preparato dei pompelmi grossi tipo come meloni con sopra zucchero e liquore. gustosissimi. ho fatto un petit tour dela struttura per vedere le svariate attività; anche se ogni impressione risulta falsata perchè, come da noi, in questo periodo é vacanza (si segue ancora il calendario francese) e quindi c'é in giro qualche ragazzino, un po' di "personale" ma nulla in confronto ai 1200 ragazzi che vi approdano ogni giorno durante l'anno scolastico. ho visto pero' aperto il nuovo (ha 4 anni) centro di arte applicata (CAA per l'appunto) che è un un funzionale e moderno laboratori per la ceazione, la produzione e la vendita di oggetti in ceramica. le prime due fasi vanno alla grande la terza no, anche perché qua un insegnate di scuola primaria guadagna in media 10000 franchi CEFA (valuta dei paesi francofoni dell'Africa occidentale) al mese, che sono più o meno 15 EURO. indi, avendovi citato una categoria già considerata benestante o perlomeno inborghesita, mercato locale è chiuso, se non per i camerunesi d'alto rango e per i diplomatici, gli ambasciatori o gli impresari che vogliono fare un bel regalo alle loro mogli. peccato perché sono oggetti di altissima fattura, realizzati da artisti a tutti gli effetti. qui c'é anche un ospedale, un centro di documentazione per la prevenzione dell'AIDS, un centro di formazione per animatori, più tutto il ciclo di scuole dalla prematerna al college. tutto privato, perché bisogna pagare il personale (tutto camerunese, più o meno 150 persone) e di altre entrate non ce n'è molte. devo ancora capire se questa cosa sia giusta o meno. comunque domani lascio mbalmayo per spostarmi in capitale e li rimarro' con tutta probabilità per un paio di settimane. questo periodo sarà prevalentemente di conoscenza, poi mi sposteranno a garoua dove gradualmente mi inseriranno nelle attività. state tranquilli perché non ci sono rischi e mi trattano bene. per ora vi saluto andiamo a piedi fino in centro a comprare una sim camerunese per il sottoscritto. vi augurio buon anno e vi penso, ricordandovi tutti. qualunque domanda, richiesta curiosità sono qui, non garantisco solo la prontezza di una risposta.
vs. JJ

p.s. con il francese pensavo peggio invece riesco a dire delle cose che sembrano quasi intelligenti