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Last Build Date: Tue, 07 Oct 2014 00:53:18 +0000

 



OXIGENIUS - ContainerArt

Tue, 04 Dec 2007 12:11:00 +0000

(image) (image)
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Ci siamo fatti aspettare parecchio ma tutto ha una ragione.
Domenica si è conclusa ContainerArt ( http://www.containerart.org/
).
Ieri abbiamo dismesso il nostro container tra urla di feriti sul campo e pianti di tristezza (i miei soprattutto).
OXIGENIUS era il nostro progetto: una campagna pubblicitaria, finta, paradossale, che però a quanto pare ha avuto il suo discreto successo e di questo ne siamo contenti tutti noi.
Si conclude così la prima, e si spera non ultima, operazione creativa di REDaRT...perchè guardare è affascinante ma lo è anche il farsi guardare.

link:



Dove siamo?

Sun, 30 Sep 2007 18:06:00 +0000

Vero. Siamo assenti da un pò.
Purtroppo vari impegni personali e non ci hanno tenuto un pò distanti dal blog e in generale dal nostro progetto....che si è arricchito di roba fresca! Non vi svelo ancora nulla però. Speriamo in settimana di riuscire a riempire un pò il vuoto.



Julian Schnabel "Paintings 1978-2006"

Thu, 12 Jul 2007 21:48:00 +0000

(image) Il nostro grande papà psichedelico Schnabel, recente vincitore della Palma d'Oro a Cannes per il film "Lo scafandro e la farfalla" come miglior regia, è da sempre stato restio a qualsiasi tipo di abbigliamento formale, di abito civile: nonostante le sue tele siano valutate più di quelle di Pollock o Warhol, Julian si è presentato all'inaugurazione della rerospettiva romana a Palazzo Venezia, davanti al cospetto di Veltroni, con indosso l'accappatoio e le mollette in testa, le pinze in stile "casalinga disperata".All'interno dell'esposizione troviamo una ventina di opere di formato monumentale, in stile neoespressionista, realizzate con materiali diversi (legno, colla, vernici, cartone...), inoltre fondali per il teatro Kabuki e ritratti religiosi su collages di piatti frantumati e incollati su armature lignee.L'effetto è di imponenza, di disperata vitalità, di una spiritualità quasi aggressiva.Non v'è però traccia delle opere di scultura presenti nei manifesti che pubblicizzavano la mostra per la città, coerentemente col fatto che questa prende in considerazione il percorso pittorico dell'artista, i paintings appunto; ma le opere esposte sono poche e sembrano perdersi, nonostante la loro monumentalità, nelle grandi sale affrescate del Palazzo.

Cri



Excuse me, is this a work of art?

Mon, 04 Jun 2007 11:19:00 +0000

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Mi è capitata sotto gli occhi l'immagine di "Fontana" di Duchamp e mi sono ricordato di un video che mi capitò di incontrare tempo fa girando per You Tube. Un video che con una buona dose di scetticismo e ironia ci introduce ad un tema caldo e mai come ora, sembra, attuale: cosa è arte? Cosa ci fa considerare un oggetto un'opera d'arte? Cosa lo avvolge di tanto fascino morboso da farlo diventare ai nostri occhi altro rispetto al suo essere? Sarà la storia a decidere e sento, punti di vista personali, che la storia è veramente molto vicina.

L




WK - www.wkinteract.com

Fri, 01 Jun 2007 19:12:00 +0000

Alcuni lavori di questo interessantissimo street artist che si muove agilmente sia in strada che in interni. Da notare la particolare attenzione che dedica alle "tattiche d'azione" (travestimenti, kit del buon attacchino, biciclette per spostamenti e fughe veloci).



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(image) per conoscere i progetti e vedere altre immagini http://www.wkinteract.com/

per vedere i "Making Of" dei suoi progetti http://www.youtube.com/profile?user=yaelreich

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Critical Mass - 25/26/27 maggio - Roma

Thu, 24 May 2007 13:43:00 +0000

Concepirere uno spazio urbano in maniera alternativa, decontestualizzare la strada e restituirla al suo originale intento: muoversi su di essa.Il fallimento dell'automobile, o meglio dell'uso che l'uomo na fa, e il paradosso di un mezzo inventato per facilitare spostamenti veloci che collassa su se stesso e si blocca...(vedesi GRA alle 8 di mattina). Alla faccia dei futuristi tutti in bicicletta :-) "...un nuovo modo di vivere nelle nostre citta’ inquinate. Per costruire una nuova rivoluzione nel sistema dei trasporti non hai null’altro da fare che prendere la bici e unirti a noi. Per tutti quelli che credono che un’auto di meno in circolazione sia uno scopo comune."Cos'è Critical Mass?Critical Mass è un evento internazionale che si tiene in più di 400 città del mondo, avviene ogni ultimo venerdì del mese quando i ciclisti, spontaneamente, vanno in massa a percorrere le strade delle loro città normalmente occupate dalle automobili. Critical Mass si concentra sul diritto di utilizzare le strade in modo altro che non semplici luoghi dove far circolare ed ammassare le automobili. Punta anche l'attenzione sul deteriorarsi della qualità della vita, a partire dai livelli di inquinamento dell'aria e dell'inquinamento acustico, che i mezzi a motore creano nelle città. Critical Mass avviene in molte città del mondo ed è sempre diversa stante le differenze del numero dei partecipanti da una città all'altra, le leggi sul traffico e la risposta della polizia e degli automobilisti. Critical Mass è un'idea, un evento, un'attitudine... non ha leader, non ha un'organizzazione... semplicemente Critical Mass è fatta da chi partecipa alla pedalata, non c'è un volantino da dare, ma ognuno/a cerca di produrre il proprio da distribuire lungo il percorso, improvvisato e mai prestabilito, della CM.alcuni link utili per capirne di più: Critical Mass Roma (sito "non ufficiale")Critical Mass ItaliaRoma Nord Est Critical MassRoma pedala - Il blog dei ciclisti romaniCiclo-Officina Magliana - Via Pieve Fosciana 82 (Magliana)Ciclofficina Popolare "Don Chisciotte" - Via Prenestina, 173 (Pigneto)Ciclofficina Centrale - Via Baccina (Rione Monti) Qui invece trovate il documentario della Critical Mass Interplanetaria dell'anno scorso:http://alessios4.blogspot.com/2007/02/critical-mass-il-film-live-bicycle-roma.html[...]



seen FACE ADDICT

Mon, 21 May 2007 21:21:00 +0000

Immaginiamo di essere in possesso di un macchinario magico che ci teletrasporti in tempi passati e luoghi lontani. La meta del viaggio è la New York di fine anni ’70 inizio anni ’80. Periodo di particolare fermento per la grande mela: da questo momento infatti, comincia a muovere i primi passi una comunità di artisti conosciuta con il nome di “Downtown scene”.Se il viaggio fosse possibile, una volta giunti a destinazione, rimaremmo sicuramente affascinati dall’umanità varia e pittoresca, dal genio e dalla sregolatezza che questa comunità avrebbe offerto alla nostra vista. Nostro malgrado, però, la macchina che compie viaggi spazio/temporali non esiste ma possiamo ritenerci ugualmente fortunati perché Edo Bertoglio, fotografo svizzero che collaborò con Wahrol alla rivista Interview , ha deciso di ripercorrere per noi le tracce, munito di macchina da presa, dopo 20 anni da questa esperienza alla quale egli stesso ha partecipato. Il titolo del film/documentario risultato del viaggio è “Face Addict”, traducibile letteralmente come “dipendenza dai volti”.“A quali volti si riferisce il nostro cicerone Bertoglio?” Ebbene sì, proprio ai volti che emersero dall’esperienza della “Downtown scene” del calibro di Jean-micheal Basquiat, Keith Haring, Jim Jarmush, Debbie Harry di Blondie, John Lurie e molti altri. Il gruppo era accomunato dalla volontà di sperimentare nuovi linguaggi artistici, una forte voglia avanguardista che rese coloro che ne fecero parte dipendenti dalle droghe, vissute non come pura evasione ma come esperienza di alterazione percettiva della realtà, capaci di portare lo slancio creativo. Considerato una sorta di rito a cui propedeutica è la creazione artistica.Nella ricerca della comunità perduta Bertoglio è accompagnato dall’amico Walter Steding, ex assistente di Andy Wahrol, pittore e musicista. L’esperienza di Walter Steding è particolarmente poetica. L’artista denuncia la necessità di vivere per l’arte , comporre musica, dipingere: questo è il suo mestiere. Afferma continuamente la sua completa devozione all’arte. La sua personalità, sensibile e determinata al contempo, incarna perfettamente il mio personale stereotipo dell’artista genio, dalla vita sregolata e piene di eccessi. Steding può essere considerato l’unico vero superstite di quell’esperienza, l’unico a rimanere fedele a quei luoghi, l’unico che non avverte la necessità di evadere nonostante la piena consapevolezza dello stile di vita discutibile.Durante la visione si ha la percezione di camminare nelle strade newyorkesi attraverso i primi scatti di Bertoglio che si materializzano davanti ai nostri occhi. Scatti che impressionano le eclettiche personalità dal look impeccabile che sorridono felici; gli stessi volti che Walter Steding dipinge nei suoi quadri. Un viaggio nel passato guardando al presente; un passato dalle personalità indimenticabili. Face Addict, dipendenza quindi condivisa da Bertoglio come da Steding, dalle facce della tossicodipendenza.Edo Bertoglio ci conduce per mano all’epilogo spalancandoci le porte della passata esistenza della “Downtown scene”. Grazie a questa simbolica apertura del regista divengono ancor più poeticamente evocativi i volti impressionati dalla luce della sua macchina fotografica, che si trasformano in miti. Consiglio caldamente, a chiunque voglia, di lasciarsi condurre attraverso questo film in un passato ormai svanito. Bon voyage! Mari[...]



The Books @ Palladium (Roma 16/05/2007)

Mon, 21 May 2007 00:42:00 +0000

Ero partito coi migliori propositi da paparazzo, videocamera e macchina fotografica nello zaino, sperando di riuscire a tirar fuori materiale interessante. Poi il concerto è iniziato e mi sono scordato i miei intenti, da attento fan sono stato fermo sulla poltrona a fare il bravo spettatore...alle volte ci si casca volentieri.
Il palco si presenta scarno: due sedie, effetti a pedale, quello che sembra un lettore dvd, e uno schermo sul fondo; ben lontano da quel muro di console aerospaziali che ci si aspetta da chi fa elettronica. Mi sembra di essere in piazza, tutto sa di familiare, di intimo, anche i video che accompagnano la performance sembrano tirati fuori dai super 8 di famiglia. In totale sembrano voler dichiarare se stessi, nei loro suoni, nei brani accuratamente scelti tra quelli "suonati", nelle loro immagini e nella loro presenza (e nell'elettronica questo è raro). La loro è una musica che mi permetto di definire "quotidiana".
L.


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The BOOKS signing autographs on Vimeo



seen DOWNTOWN 81

Tue, 15 May 2007 21:53:00 +0000

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Dopo la proiezione al Cineclub Detour di "DOWNTOWN 81", il regista svizzero Edo Bertoglio, presente in sala e evidentemente imbarazzato, comincia a scusarsi del suo lavoro!!!
"Ecco...il direttore della fotografia era un ex-elettricista senza esperienza...", "Avevamo una troupe di 10 persone e non si presentava mai nessuno sul set...", "Faceva freddo..."!!!

In soldoni ci consiglia come rimedio di andare a vedere "FACE ADDICT", al cinema Farnese fino al 17/05, ideale sequel di "Downtown 81" e, dalle sue parole, molto meglio riuscito in quello che dichiara essere l'intento di entrambi i progetti: restituire l'atmosfera punk-eccentrica-cotonata che si respirava nella Grande Mela degli anni '80, dove potevi far accadere qualsiasi cosa (a dispetto di chiunque tu fossi) e assumere qualsiasi droga e finire sulle cover delle riviste patinate e ottenere questi benedetti 15 minuti di celebrità...
Bertoglio lavorava proprio come fotografo per la regina delle reviews: INTERVIEW del maestro Warhol, centro propulsore-riflettente del fenomeno. Il film non è un documentario, come si era detto, ma una sorta di reality-show/docusoap dove i personaggi interpretano se stessi, ed effettivamente restituisce quelle allucinazioni e quello stile di vita da poeta maledetto che tutti cercavano di avere, sebbene l'estetica dominante sia quella di un video di Madonna dell'epoca...(Madonna che con Basquiat c'era pure stata....e non scordiamo che la produttrice del film, Maripol, allora fidanzata di Bertoglio, é la creatrice del look "Like a Vergin"!). Jean-Michel Basquiat, che si firmava SAMO, "same old shit", sulle pareti della metropoli decadente, era all'epoca 19enne, semisconosciuto e bellissimo. La sua giornata-tipo lo vedeva percorrere i vicoli con la bomboletta spray in una mano e una canna nell'altra, eroe romantico e ribelle, sprezzante le convenzioni sociali e portavoce dell'intifada afro. Morirà 8 anni dopo famoso in tutto il mondo e sfasciato dalle droghe, a 27 anni come una vera rockstar, come 2 dei suoi miti, Jimi Hendrix e Janis Joplin.

Cristina



altro dall' INTERNATIONAL POSTER ART

Tue, 15 May 2007 18:33:00 +0000

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From INTERNATIONAL POSTER ART on Vimeo

musica by POPOLOUS



INTO ME / OUT OF ME (macro future)

Fri, 11 May 2007 17:28:00 +0000

(image) "Into Me. Out of Me" è la proposta azzeccatissima con cui viene inaugurato il nuovo spazio espositivo MACRO FUTURE: nessun luogo (postmoderno!?!) più di un ex-mattatoio poteva ospitare, nei 2 grandi macelli all'ingresso del complesso, questo ricco repertorio di cadaveri, mutilazioni, torture e secrezioni varie in modo più adeguato. Una volta usciti non è difficile figurarsi davanti agli occhi le bestie all'interno delle staccionate rimaste in fondo al cortile del museo, mentre vengono scuoiate,sventrate, sezionate...ma anche cucinate, servite alle nostre tavole, masticate e poi fatte scivolare lungo il nostro apparato digerente proiettato in fondo a un piatto.L'analogia non sarà certo sfuggita al curatore, Klaus Biesenbach, che ha raggruppato i migliori nomi di coloro che, negli ultimi 40 anni, del corpo (post)umano hanno indagato tutto, dall'epidermide alle viscere, e l'hanno esteso, appunto come accade anche ai visitatori (più sensibili/deboli di stomaco), oltre l'esperienza sensoriale, nell'allucinazione...Però,Lieber Herr Biesenbach, se posiziona una fila di schermi ad altezza polpaccio e dietro dispone un invitante tappeto di caramelle, al fruitore, già abbastanza provato, resterà difficile sopportare la visione dei filmati per più di qualche minuto senza desiderare accovacciarsi sui dolciumi...e io, dopo aver abbracciato il sedere di una statua di Wim Delvoye che mi offriva il suo telescopio anale, ho preferito non fare altri danni....
Cristina



Karlheinz Stockhausen - Proiezione del suono

Tue, 08 May 2007 20:48:00 +0000

(image) Nasce il 22 agosto 1928, facendo due calcoli 80 anni di vita sulle spalle. Non ci credresti mai a vederlo (completamente vestito di bianco) alla luce pulsantedegli 8 canali che ondeggiano, scattano e rotolano davanti a lui. Una luna. Solo una piccola luce che disegna come una luna che brilla pallida nell'oscurità di una notte nebbiosa. Solo quella piccola luce il Maestro ha deciso di lasciare a noi timidi ascoltatori seduti in attesa. E la meraviglia inizia con le istruzioni per l'uso, il Nostro sale sul palco e spiega il programma che ci attende (parla in italiano). Inizieremo ascoltando Mittwochs-gruss (saluto del mercoledì). Poi un estratto da "Licht (luce): "Die 7 Tage der Woche" ( I sette giorni della settimana). Una pausa depressurizzante e "13th Hour: Cosmic Pulses" (Ora tredicesima: pulsazioni cosmiche), e per finire da "Klang" (suono): "Die 24 Stunden des Tages" (le ventriquattro ore del giorno). Poi suggerisce: per apprezzare la musica elettronica che ho composto, musica che crea un nuovo spazio e un nuovo tempo, vi consiglio di muovere la testa un pò a destra, poi a sinistra, in alto o verso il basso....E il Maestro va a sedersi nella sua postazione, lo spettacolo comincia. Il buio di una luce che come la fine di un tunnel ci indica la via di uscita, ma verso dove? C'è da chiederselo. Verso dove porterà questo mondo che si sviluppa dalle orecchie al cervello e dal cervello verso il cuore. La musica elettronica di uno dei padri fondatori è tridimensionale. Tra i più diversi suoni che saltellano nel buio lontani e poi improvvisamente vicini (ti assaltano alle spalle e ti fanno letteralmente saltare sulla poltroncina) ci sono anche voci umane campionate; voci riconoscibili come umane, ma spinte ad altezze sonore misteriose. Mittwoch-gruss è terrorizzante, come un film horror, anzi molto di più di un film perchè è come se fossi sospeso e inerme preda di qualsiasi attacco. Poi Die 7 Tage der Woche arriva e da un respiro, ti solleva e sembra che il tunnel alla fin fine porterà a qualche cosa di buono. E' qui che una voce continua a suggerire "Luce"(ebbene si, in italiano) facendo spazialmente il giro della Sala Sinopoli; che c'è ma che non sembra neache più là. L'intervallo è quasi inappropriato, serve solo alle funzioni organiche e a constatare che molti degli impavidi ascoltatori hanno optato per la fuga...silenziosa, fortunatamente! Poi è impossibile spiegare. Le pulsazioni cosmiche ti spingono oltre, già la sala aveva cominciato a sbiadire e adesso,dove siamo? E' come essere usciti da Roma, dall'Auditorium, dal Corpo stesso. I suoni ci avvolgono e ci trapassano, non ci sono più giorni presenti o passati, tutto è diventato come un'unica materia e noi siamo un unico e perfetto orecchio che ci apre alla 4ta dimensione. E alla fine il suono di Klang (Die 24 Stunden des Tages). La purezza spazza via anche l'ultimo rimasuglio di coscienza. Non c'è neanche più il cervello, non ci sono più metafore, c'è solo lospazio di Karlheinz Stockhausen e noi dentro.
Federica



CROMIAE - graffiti a roma

Sun, 06 May 2007 22:46:00 +0000

(image) Un bell'evento che vede per la prima volta seriamente impegnato il Comune di Roma (che si sia adattato finalmente?) nello sponsorizzare la creatività di strada. Dare spazio ai "talenti" della pittura murale. Cromiae - spazi tranquilli liberamente nostri - parte dal parcheggio della stazione metropolitana Laurentina. Mille metri di spazio libero divisi tra dodici writers vip e altri 'graffitari'.

altre foto:
per saperene di più:
http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/!ut/p/_s.7_0_A/7_0_21L?menuPage=/Area_di_navigazione/Sezioni_del_portale/Dipartimenti_e_altri_uffici/Ufficio_per_il_Decoro_Urbano/&targetPage=/Area_di_navigazione/Sezioni_del_portale/Dipartimenti_e_altri_uffici/Ufficio_per_il_Decoro_Urbano/Homepage/Ultime_Notizie/cROMiAE/index.jsp



Anche l"avatar è arte (?)

Sun, 06 May 2007 10:42:00 +0000

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Parte il Creative Avatar Award, il primo concorso internazionale che premia il miglior avatar per blog, chat, forum o instant messaging. Ma che cos'è l'avatar?
Vera e propria icona rappresentativa del secondo millennio, straordinario concentrato di creatività in una manciata di pixel, l'avatar resta uno degli ultimi avamposti della creatività senza limiti.Destinato a rappresentare il nostro alter ego in territorio virtuale, è l'emblema di un vero e proprio fenomeno di massa, rappresentativo del costume e degli orientamenti di stile, ma anche politici e sociali che caratterizzano il passaggio dal XX al XXI secolo.
Per saperne di più e scaricare il bando di conocorso: http://www.ilas.com/creativeavataraward/it/



INTERNATIONAL POSTER ART

Sat, 05 May 2007 13:43:00 +0000

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Arriva alla seconda edizione l' "International poster art". StreetArtist di tutto il mondo hanno contribuito riempiendo i 500 e passa metri quadri dell' Esc con i loro lavori. Di sicuro una bella dimostrazione di maturità da parte di un'arte ancora, e solo per il momento, non presa seriamente in considerazione in territorio italiano. Caldamente consigliata.
L.