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Solleviamoci: πόλεμος παντῶν πατήρ



La guerra è madre di tutte le cose. Divagazioni semiserie di un cuore irriducibilmente anarchico



Last Build Date: Sat, 28 Oct 2017 09:52:10 +0000

 



Aiutiamo un fratello... e aiutiamo noi stessi.

Tue, 18 Sep 2012 19:44:00 +0000

Premessa (fondamentale): non cliccate "mi piace" o commentate e basta... qui bisogna agire.Qui si parrà nostra nobilitate...Parliamo tanto di fratellanza, di diritti, di repulsione per gli abusi di potere e di solidarietà... vediamo se e quanto sono solo parole.E vediamo di non trincerarci dietro il fatto che, in questo caso, si parla di un'unica persona (mentre i princìpi suddetti dovrebbero essere applicati a tutto il genere umano). Un fratello in difficoltà lo si aiuta quando ne ha bisogno, non si aspetta certo che siano tutti impelagati nei problemi... secondo il motto kropotkiniano per cui “fai agli altri quello che, in analoghe circostanze, vorresti fosse fatto a te”. Secondo me, ma mi pare una questione di buon senso.E chi prende questa premessa come una critica personale sappia che dimostra soltanto una grande coda di paglia.Non so quanti di voi siano a conoscenza o si ricordino di una brutta vicenda di corruzione avvenuta nel carcere di Velletri (Roma), che ha avuto come correi un po' tutte le autorità carcerarie e parecchi secondini: quella in cui le derrate alimentari destinate ai detenuti venivano dirottate verso altri lidi (connessi al giro dei carcerieri): Ismail, un detenuto tunisino, ebbe il coraggio che mancò a tutti – tutti infatti, nel carcere, ne erano a conoscenza – e denunciò il fatto.Per questo pagò in modo inumano, con pestaggi ed abusi di ogni tipo, finché finalmente qualcuno gli diede retta, cominciò l'indagine (per quanti tentativi di insabbiamento sian stati compiuti) e finalmente siamo giunti al processo (veramente è iniziato l'anno scorso, ma si sa da noi quanto è lunga la giustizia). E lui è un teste chiave.Ismail non è un angelo: è un uomo che ha fatto anche dei grossi errori (ma li ha pagati) e che poi ha deciso di non piegarsi alle logiche del potere, pagandone tutte le conseguenze.Ora vive con un permesso di soggiorno a breve scadenza, sta cercando un lavoro onesto (anche perché un eventuale ritorno in prigione, per lui, significherebbe la morte sicura) ma non lo trova perché tutti si spaventano per il suo esser stato carcerato (certo, dicesse che ha fatto il parlamentare... tutte le porte gli si aprirebbero. Eppure noi sappiamo bene quanti delinquenti si aggirino per i palazzi del potere...).Deve presentarsi al processo a deporre, ma per arrivarci deve prendere un treno e non ha i soldi per il biglietto, vive con una persona fantastica che lo aiuta quanto può (straniera anche lei) e... insomma, ha bisogno di noi, di tutti noi.Non posso credere che siamo tutti disoccupati, invalidi, pensionati con la minima, lontani da Roma, mobilizzati o cassintegrati, sfrattati o senzatetto... non posso credere che non possiamo dimostrare ad Ismail che non tutti gli italiani sono uguali, che c'è anche una popolazione onesta, amante della giustizia e non razzista: vi chiedo, CI chiedo, di fare quel che possiamo.Possiamo aiutarlo a sopravvivere, facendo un versamento sulla carta Genius Card, IBAN numero: IT67V 02008 32974 001260228172 intestata ad Ismail Ltaief,  in modo che possa prendere il treno per raggiungere Roma senza dover viaggiare da clandestino, e poi tornare...Possiamo (potete, io purtroppo non riesco a muovermi... ma io sono invalida e non sto a Roma!) andare a sostenerlo al processo, dove probabilmente cercheranno ancora di intimidirlo e/o di farlo ritrattare o edulcorare i fatti, il 4 ottobre a Velletri (Roma), al Tribunale in piazza Giovanni Falcone, aula n. 5 – piano terra alle ore 15:00 (aggiunta del momento: la stampa non è ben accetta in aula... chissà poi perché!)Ma possiamo anche aiutarlo a trovare un lavoro: si adatta a fare qualsiasi cosa, è massaggiatore esperto e diplomato, può dare lezioni di pianoforte, è cuoco, esperto di computer, traduttore (inglese, francese, spagnolo, swahili, arabo ed italiano), giardiniere, badante per bambini e/o anziani, nella zona di Milano preferibilmente, ma è disposto a spostarsi ovunque.Una piccola parte della sua storia la trovate qui:  http://www.rad[...]



L'ultima spiaggia... è la riscoperta dei sogni nel cassetto.

Sat, 01 Sep 2012 22:19:00 +0000

Lo so: non passa giorno che non si legga notizia di giovani disoccupati, pensionati, cassintegrati, mobilizzati, over40 etc che non ce la fanno più e si suicidano per mancanza di speranza.Non passa giorno che le cronache non riportino di lavoratori che si abbarbicano - letteralmente, spesso - ai posti di lavoro in pericolo e cerchino di escogitare qualche forma di protesta eclatante per farsi notare, assurgere alle cronache e trovare, forse, la soluzione al loro problema.Purtroppo non mi pare che la classe politica al potere (e anche tanti che fingono di opporsi, ma che han cambiato lato della barricata... secondo me) e/o la finanza siano in grado  di dare risposte risolutive e convincenti; d'altra parte anche troppa parte del sindacato ha abdicato al suo compito e si comporta né più né meno come il partito politico di riferimento.D'altra parte, ancora peggio, la sinistra annaspa, non trova un terreno unitario da cui costruire un'alternativa valida e convincente.In mezzo a tutta questa confusione deprimente, c'è la mia convinzione che non verremo mai a capo di nulla se non siamo pronti a ridiscutere tutto. Non ha senso la difesa del posto di lavoro in quanto tale, ma non ha neppure senso mantenere le lotte "separate". Solo uniti si può pensare di vincere, e solo pensando ad un lavoro che rispetti gli individui e la loro dignità ma nel contempo non ne comprometta la salute e soprattutto serva (perché dai: a che erve continuare a produrre Panda se nessuno ha i soldi per comprarsele?) e tuteli l'ambiente, senza il quale siam destinati a sparire tutti, si può uscire dal tunnel, che sia una miniera, una fabbrica o un laboratorio.Appunto: uniti. Io purtroppo ho poco da unire... sono sempre stata parecchio isolata, non per scelta ma per contingenza, e non ho mai avuto il conforto di colleghi che spartissero le mie difficoltà.Intendiamoci: non credo nel "mal comune", anzi la trovo un'idea abbastanza stupida, però anche sentirsi soli poi, troppo spesso, porta a gesti estremi - né la solidarietà a parole di qualche compagno può fornire una via d'uscita.E dunque... dunque io penso per me, che poi se mi va bene "m'allargo" e diffondo la mia fortuna. Se mi andrà bene, perchè ci vuole tanta fortuna anche... e sono proprio all'ultima spiaggia.Chi mi conosce sa tutte le traversie che hanno caratterizzato la mia vita lavorativa: non sono mai stata una lavativa (ma una scomoda sì), ho fatto di tutto, eppure sono stata una delle prime vittime delle "riconversioni" multinazionali, e recidiva per di più.E poi, tanto per non farmi mancare nulla, ci si son messi pure problemi di salute, che mi hanno portato, da ultimo, ad un "intervento risolutivo" all'anca destra... talmente risolutivo che, dopo più di tre anni, quella (che non mi faceva manco male) è ancora dolorante, la sinistra poverina, che era la parte lesa già allora, è sempre più sofferente e, ultima entrata, adesso pure la schiena ne risente.Morale: son disoccupata da più di tre anni, ho venduto la casa e con quei proventi ci siamo mantenuti finora, ma non era un palazzo di cui qualcuno pagava l'affitto (o il mututo) a mia insaputa... e sono pure invalida. Ho persino smesso di andare a fare colloqui, perché di sentirmi dire, a turno, che son troppo esperta/vecchia/costosa/inesperta/malata mi son stufata.Che devo fare, incatenarmi davanti al municipio e minacciare di darmi fuoco? Temo che mi porterebbero un accendino... e non ho voglia di rischiare, grazie.Si torna dunque all'ultima spiaggia... dove si dimostra che, in fondo, non bisogna mai rinunciare ai propri sogni.Mi è sempre piaciuto scrivere, con molti amici ci siamo scambiati pacchi di lettere (altri tempi) e poi di mail... mi dicono che scrivo anche bene... e allora, voilà: i sono messa a scrivere. Come andrà? Non ne ho idea. Io ci provo.[...]



APPELLO: Verità e giustizia per i morti della "Marlane"

Sat, 18 Feb 2012 23:34:00 +0000

Alla Marlane di Praia a Mare, in provincia di Cosenza, industria tessile del gruppo Marzotto, si è consumata una tragedia del lavoro della quale si parla poco. Ben oltre 100 lavoratori si sono ammalati di tumore di varia natura e a decine sono deceduti (secondo fonti attendibili e realistiche sono oltre 80). Purtroppo questi numeri, che nascondono vite spezzate, sono destinati a crescere nel tempo. Il Tribunale di Paola, il 12 novembre 2010 ha rinviato a giudizio Pietro Marzotto ed altri 11 dirigenti della Marlane, della ex-Lanerossi, della Marzotto, con l'accusa di omicidio colposo plurimo, aggravato dalla omissione delle cautele sul lavoro, lesioni colpose gravissime, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e disastro ambientale doloso, per aver sversato e interrato nell'area antistante lo stabilimento tessile, tonnellate di rifiuti speciali di cui la maggior parte di natura altamente cancerogena. Dopo anni di indagini e tra mille difficoltà, la Magistratura ha deciso di procedere per raggiungere quella verità richiesta dai lavoratori, dalle famiglie, dalle organizzazioni sociali e associazioni ambientaliste, dalle amministrazioni locali che si sono costituiti parte civile (le parti offese sono oltre 180). Il processo doveva iniziare il 19 aprile 2011 ma la prima udienza è stata rinviata ben 5 volte (l’ultimo rinvio è del 30 dicembre 2011) per vizi di forma, errori di notifica ed eccezioni procedurali presentate dagli avvocati degli imputati. Il dibattimento, quindi, non è ancora veramente iniziato. La prossima udienza dovrebbe svolgersi il 24 febbraio 2012 ed il rischio di prescrizione aumenta con il passare del tempo. Noi crediamo che sia giusto che emerga con chiarezza quanto accaduto alla Marlane. Riteniamo necessario, quindi, che il processo abbia finalmente inizio e che non ci debbano essere ulteriori impedimenti di varia natura che ostacolino il suo normale svolgimento. Perché i morti, gli ammalati, le loro famiglie e la popolazione chiedono verità e giustizia. A Vincenzo Benincasa, Lorenzo Bosetti, Salvatore Cristallino, Antonio Favrin, Giuseppe Ferrari, Ernesto Fugazzola, Jean De Jaegher, Carlo Lomonaco, Pietro Marzotto, Lamberto Priori, Attilio Rausse e Silvano Storer, imputati del processo Marlane, vogliamo fare un appello: non chiedete ulteriori rinvii delle udienze, non autorizzate i vostri avvocati ad agire in tal senso: pretendete di raggiungere un verdetto in tempi ragionevolmente brevi. Questo è un vostro preciso diritto, un dovere e una condizione indispensabile per fugare qualsiasi dubbio e rendere giustizia ai lavoratori della Marlane ed alle loro famiglie. ADERISCI INVIANDO UNA EMAIL ALL'INDIRIZZO APPELLOMARLANE@GMAIL.COM LEGGI LA LISTA DELLE ADESIONI (aggiornata al 2 febbraio 2012) DOPO L’APPELLO SULLA MARLANE HANNO SCRITTO: vicenzapiù la nuova vicenza il gazzettino l’unità il manifesto L’APPELLO È PUBBLICATO IN: marx21.it comunisti-italiani.it articolo21.org cadutisullavoro.blogspot.com olivierobeha.it portogruarovive.it vicenzapiù.com nuovavicenza.it ilfattoquotidiano.it ilmanifesto.it dongiorgio.it (don giorgio de capitani) contropiano.org tg3.rai.it laltrariva.net controlacrisi.org rossoverona.org usb.it miogiornale.com ildialogo.org allasalutesel.it pane-rose.it rifondasandona.it tucondividi.com blogtortora.it dirittiglobali.it informarexresistere.fr salutesicurezzalavoro.over-blog.it cobaspisa.it fdc.ilcontemporaneo.it pane-rose.it bastamortesullavoro.blogspot.com paola.virgilio.it liberivicentini.it rassegna.it ilchisciotte.it maratea.virgilio.it e-io-scrivo.over-blog.it glvart.blogspot.com informazionecontro.blogspot.com(a cui vanno aggiunti maipiuthyssenkrupp.blogspot.com e questo blog)fonte: http://www.marx21.it/italia/sindacato-e-lavoro/838-appello-verita-e-giustizia-per-i-morti-della-qmarlaneq.html[...]



D'Italia e di Grecia

Tue, 14 Feb 2012 15:19:00 +0000

Ma che bello: il riposo coatto da FB mi dà il tempo di postare qualcosa con più tranquillità e dar sfogo pubblico ai miei pensieri.Cominciamo dalla buona notizia: la sentenza di Torino ha finalmente portato un po' di giustizia nel mondo del lavoro e delle malattie "professionali" (che definire malattie da profitto dei padroni mi parrebbe più equo): 16 anni a Schmidheiny e a De Cartier (ex vertici della multinazionale Eternit) son poca cosa rispetto ai morti provocati, ma dimostrano senza ombra di dubbio che la lotta paga... chinare sempre la testa no.Qualche dubbio sulla sentenza - che non ho letto in originale - mi viene leggendo che "... il "disastro ambientale" (ma non la "rimozione di cautele") provocato dagli stabilimenti di Napoli-Bagnoli e Rubiera (Reggio Emilia) è prescritto." (fonte: http://qn.quotidiano.net/cronaca/2012/02/14/667933-eternit-sentenza-reazioni.shtml): se è vero che Napoli e Reggio Emilia son state, come dire, messe a tacere, condivido l'opinione che non possono esistere morti di serie A e di serie B (ma questo è un annoso discorso e non riguarda solo le morti peramianto, mi sembra).Altre cose positive in Italia non mi sembra di vederne, a parte forse il fatto che stasera alla serata inaugurale del festival di Sanremo la valletta-modella sarà probabilmente assente (ne sentiremo la mancanza? io sicuramente no, anche perché non ho manco l'intenzione di accendere la TV... come ormai da troppo tempo).Intanto in Grecia un governo non troppo diverso dal nostro quanto a miopia e sceltescellerate continua a massacrare il suo popolo con leggi affamanti, secondo i diktat dei grandi potentati europei (che nulla hanno a che fare con i popoli). Di conseguenza la Grecia brucia, perché i Greci non ci stanno. E hanno ragione.Personalmente non approvo la violenza, non mi piace vedere negozi o automobili o biblioteche andare a fuoco, non perché non capisca la rabbia ma perché non ne vedo il costrutto (come dice anche Mario Badino nel suo post), soprattutto in considerazione del fatto che, i Greci, un partito di opposizione dura e seria ce l'hanno. E qualche idea sensata nei confronti della Merkel e di questa Europa pure.Non come da noi... il nostro migliorista napoletano conciona rassicurante che noi non siamo la Grecia ed i nostri partiti hanno già dato prova di senso di responsabilità (sicuramente si riferisce alla lega, ritengo io. Ma è solo un'ipotesi...)Dormite, Italiani, dormite narcotizzati e tranquilli... tanto quello che sta succedendo in Grecia non vi riguarda, anche se tra Omsa, Binario 21, Fincantieri, Fiat e altre "piccole" realtà di chiusure forse dovreste aprire gli occhi e farvi qualche domanda... dormite e non pensate, cullatevi nei vostri sogni teletrasmessi, che tra un festival di Sanremo e una telenovela o un reality la realtà si sfuma e potete continuare a credere al potere salvifico di Monti e del suo governo "diverso"... dormite e sognate di un piddì che difende i vostri interessi ed il futuro dei vostri figli... soprattutto dormite, ché se vi svegliate rischiate di restarci male.Senza contare poi che in Grecia la polizia s'è schierata dalla parte dei cittadini (Cuba-Italia blog, post del 12 febbraio) con questa frase: "Qualora continuiate con le vostre politiche distruttive, vi avvisiamo che non riuscirete a farci combattere contro i nostri fratelli. Ci rifiutiamo di fronteggiare i nostri genitori, i nostri figli e tutti i cittadini che protestano e chiedono un cambiamento nelle politiche". Vi pare poco? Pensate che da noi succederà lo stesso? Mi piacerebbe crederlo, ma di Ennio Di Francesco non mi sembra ce ne siano in giro poi tanti... e per ora i tutori dell'ordine de noantri han preso ben altre posizioni (senza stare a rivangare il G8 di Genova, bastano le ultime manifestazioni di pescatori e studenti, mi sembra).Ma posso finire un post così, con questa lamentazione pessimista? No, non me la sento. E allora vi lascio con due proposte - alternative maanche no, si possono fare entra[...]



Facebook e la censura dei sepolcri imbiancati (io non ci sto)

Sun, 12 Feb 2012 16:02:00 +0000

Tanto per cambiare, Facebook ne ha combinata un'altra delle sue. La spiegazione è tutta in questo video:http://youtu.be/Uc7YFQUZtAIIn breve, la storia è questa: qualche giorno fa il mio amico Marco pubblica questa foto (poi mio avatar) e Facebook provvede subito a censurargliela, avvisandolo che ha violato le condizioni di FB e che se persiste gli bloccano l'account.Quale sarà mai la regola violata? Forse la riconoscibilità dei minori, che non hanno i visi completamente "oscurati"? No, pare proprio che la difesa della privacy dei bimbi non c'entri.Cos'è dunque a disturbare tanto? Stando alle richieste di spiegazioni di Marco, che non hanno avuto riscontro (così funziona la democrazia di FB: loro decidono, impongono e non spiegano. L'han fatto anche con me, e ancora sto aspettando di sapere quale immagine abbia causato le loro ire furibonde), pare che l'immagine a fianco abbia "contenuti sessuali espliciti" (come dire che si vedono i capezzoli? mah).Inutile dire che mi sono (ci siamo) incupiti di brutto. Ma come, una mamma che allatta è immagine che scandalizza e questa invece (che ho rubato ad un contatto, sempre su FB) passa tranquillamente senza suscitare alzate di scudi?E notare che mi sono limitata, che a me la pornografia non interessa e la mercificazione dei corpi ha sempre causato ribrezzo... e poi, ho la mia faccia da difendere io, mica voglio inquinarmi con certe schifezze che invece navigano tranquillamente con il beneplacito di Fb stesso medesimo... pedofilia, razzismo e fascismo compresi - un piccolo esempio di quello che si può liberamente trovare nella comunità dei benpensanti FB lo trovate nel video stesso.Allora una pensa: vuoi vedere che l'aspetto che più disturba FB è proprio il fatto che la mamma allatti? Evidentemente i signori son cresciuti a biberon e non sanno che l'allattamento al seno è una cosa naturale e sana... o forse sono sponsorizzati da qualche ditta che, appunto, produce latte in polvere (e lo manda in Africa, dove l'acqua è inquinata ma almeno la loro opera buona l'han fatta... con buona pace delle loro coscienze).Oppure ancora, il problema è che la mamma è nera ed il bimbo è bianco... e siccome siamo tutti uguali ma qualcuno lo è di più, pare che dovremmo difendere la purezza della razza bianca e quindi impedire ad una donna non candeggiata di allattare uno dei nostri preziosi cuccioli. Che magari è albino, ma tant'è, prevenire è meglio che usare il cervello... così pare.Allora, qui non è un fatto di femminismo o comunismo: si tratta di puro e semplice buonsenso. Ed è per questo che chiedo a tutti i blogger ed agli amici che hanno un profilo su Facebook di unirvi alla nostra protesta: sciopero di presenza su FB appunto, da lunedì 13 febbraio h. 7:30 a mercoledì 15 febbraio h. 23:30.Con preghiera di massima diffusione... per favore.[...]



Sì: devo farmi per forza un partito.

Tue, 17 Jan 2012 13:37:00 +0000

Basta. Mafaldescamente basta. Non ne posso più. Ma davvero questa volta.Sono maledettamente stanca delle solite tiritere, delle solidarietà a parole, delle belle frasi cui non segue alcun costrutto.Saranno almeno tre anni che il mio segretario (per ora ex, visto che non ho ancora rinnovato la tessera) parla della necessità di riunificare i comunisti in un unico grande partito, un partito dalle percentuali berlingueriane per capirci e non un'armata brancaleone sempre alle prese con lo zero virgola. E infatti siamo ancora tutti belli divisi, anzi alla lista nel frattempo se n'è aggiunto qualche altro - poi a una non deve venire il sospetto che al di là delle teorie divergenti ci sia l'interesse per il proprio orticello.Sono anni anche che si parla della crisi, della solidarietà al mondo del lavoro (chi ancora ce l'ha) e infatti il modello Marchionne impera, l'articolo 18 viene sistematicamente attaccato, per quel che riguarda la sicurezza sul lavoro è meglio stendere un velo pietoso e di sicurezza del lavoro proprio non c'è ombra.Si evita di scatenare guerre tra poveri (giovani contrapposti a "maturi" o addirittura ai pensionati), giustamente anche, ma non si risolvono i problemi di fondo e ci si limita a ribadire ad ogni pié sospinto la solidarietà... una volta alle lavoratrici della OMSA, una volta a Fincantieri, una volta a Pomigliano e poi al Binario 21 e così via, ma di concreto non si fa nulla. E intanto, oltre a continuare a fare la conta dei morti sul lavoro, ora ci possiamo pure dilettare con la conta dei morti senza lavoro: disoccupati, pensionati, commercianti... è un continuo bollettino di guerra quotidiana, al punto che non si tratta più di emergenza ma di routine.Ma si continua a parlare di "crescita", anche da parte di tanta sinistra. Che ci sarà mai da crescere, dico io? I figli... la pace... la tolleranza, la cultura, la salute, il benessere di tutti (inteso proprio come "stare bene", non solo e non tanto in termini biecamente materiali di avere e consumare) sì, devono crescere. Non la produzione, non il PIL, non l'economia.Le persone devono crescere. E già questo lo dicono in pochi. La decrescita sembra una parolaccia, ancora per troppa sinistra. E siccome la sinistra (occhio: sto parlando di sinistra, non di piddì e simili) è troppo debole per far qualcosa oltre ai proclami, ecco che si sprecano incontri, dibattiti, assemblee sulla necessità di UN partito COMUNISTA. Uno, e comunista, appunto. Ho detto niente.Ci credo ancora, io, nella frase "da ognuno secondo le sue possibilità, ad ognuno secondo i suoi bisogni". Ma a quanto pare non è così semplice, perché se non c'è un grande partito che garantisca una equa distribuzione delle risorse e delle ricchezze (basterebbero anche un po' di uomini onesti, ma sono introvabili come il suddetto partito, mi pare), chi ha avrà sempre di più e chi non ha continuerà a non avere.D'altra parte non mi pare di vedere segnali positivi neppure dalla parte sindacale... possibile che non si possa pensare ad uno sciopero totale, generale, ad oltranza ma solo a sciopericchi di categoria e perdipiù a tempo determinato? E che razza di incidenza avranno mai?E allora la soluzione è farmi un mio partito, visto che nessuno dei presenti risponde prefettamente e totalmente al mio pensiero? Ovvio che no, il titolo è solo una provocazione sull'onda di un ricordo gaberiano.Per tanti motivi, non mi faccio un partito.Primo, ho sempre detto che un altro partito non serve.Secondo, sono pigra e non ho proprio voglia di mettermi a pensare per tutti, perché una delle mode più deleterie - e frequenti - degli ultimi tempi è aspettare il leader carismatico, che può anche essere un emerito imbecille ma se è un trascinatore ed è disposto a dire cosa dobbiamo fare, va benissimo.Terzo, proprio perché sono una convinta assertrice del motto "per criticare bisogna conoscere" e nel contempo riconosco la mia ignoranza colossale (d'altr[...]



Meteo: di responsabilità e di umanità. Maancheno.

Mon, 07 Nov 2011 18:44:00 +0000

Le precipitazioni - che definire abbondanti è mero eufemismo - abbattutesi in particolare sulla Liguria in questi ultimi giorni hanno causato danni ingenti, non solo alle cose (che, per quanto possa dispiacere, son sempre sostituibili) ma anche alle persone. Ci sono state delle vittime - e ad una perdita di questo tipo non c'è rimedio. Normale, logico quindi lo sgomento, l'angoscia e anche la rabbia.C'è stato chi ha sostenuto che non era il caso di buttarla in politica, chi ha chiesto il taglio di teste, chi ha operato distinguo, chi ha provato tra le righe a dar la colpa a Crozza reo di aver osato scherzare con santi e madonne, chi ha perfino scomodato i Borboni... insomma, un po' di tutto, compreso lo sdegno (per me giustificatissimo) nei confronti di certe alte cariche dello stato che hanno disertato il funerale di Sandro Usai, reo di non essere un milite morto portando la "pace" all'estero.Non voglio prendere posizione sulla necessità di dimissioni dei vari sindaci - ma soltanto perché penso che giudicare spetti ai rispettivi cittadini, non perché ritenga che non abbiano alcun tipo di responsabilità... ma ecco, è proprio di questo aspetto che voglio parlare.Da cittadini, è facilissimo criticare. Per esempio io potrei dire che l'amministrazione di Sanremo in questa circostanza ha peccato di eccessiva precauzione, visto che abbiamo le scuole chiuse da venerdì (domani si replica) e in fondo non è successo nulla. Ma, a parte l'indubitabile fatto che preferisco sapere mia figlia a casa "per nulla" piuttosto che in giro a rischio, c'è un'altra considerazione che mi preme: è facile criticare standosene comodamente in poltrona a casa. E' facile dar la croce addosso a chi ci governa, quando sbaglia. Attenzione: non sono una giustificazionista, chi sbaglia secondo me deve pagare, chi si impegna a fare il bene della sua città (o comune o stato o quel che è) deve farlo e non pensare unicamente al suo tornaconto. Ma una cosa non ho letto da nessuna parte (il che non significa che qualcuno magari non l'abbia anche scritto, mica posso leggere tutto): la richiesta di una maggiore partecipazione da parte della cittadinanza.Parlo per esperienza: è molto più comodo starsene tranquilli nelle proprie case che "perder tempo" in riunioni dei consigli comunali, dove si parla di cose incomprensibili per le quali abbiamo delegato altri. Poi quegli altri fanno qualcosa che non ci piace e noi gli diamo addosso, ma morire che qualcuno si prenda la responsabilità di ESSERCI.Allora, non è che voglio assolvere i politici in carica, ci mancherebbe. E neppure quelli che li hanno preceduti, indipendentemente dal fatto che siano di destra o di (cosiddetta) sinistra. Vorrei solo che tutti i cittadini capissero che la città, il paese, il quartiere, l'isolato sono "anche loro" e che sono loro in prima persona a doversi muovere se vogliono cambiare le cose. Anche cambiando partito di riferimento se serve, superando paure ataviche di comunisti mangiabambini, giovani violenti e quant'altro.Perché poi spesso si scopre che la solidarietà, la responsabilità stanno proprio dove meno ce la si aspetterebbe: ad esempio le Brigate di Solidarietà Attiva (che fanno capo a Rifondazione Comunista) si sono attivate da subito per portare soccorso ai paesi colpiti, come già avevano fatto a L'Aquila in passato. E su Facebook Sabrina dichiara di mettere a disposizione il suo B&B gratuitamente per qualche genovese sfollato e bisognoso... e i ragazzi (ma non solo i ragazzi) partono dall'Abruzzo e dalla Brianza e dal pavese per occuparsi dello sgombero volontariamente, senza tanti riflettori e riconoscimenti ma con tanta umanità e solidarietà. Quella che mi pare manchi a taluni leghisti:Lega shock: "Grazie a pioggia sgomberati campi rom a Torino"Il maltempo, dichiara Davide Cavallotto, deputato del Carroccio,è riuscito laddove aveva fallito Fassino: l'evacuazione dell'insediamento [...]



DICIAMO NO AL CENTROSINISTRA, SI ALL'UNITA' DEI COMUNISTI

Thu, 11 Aug 2011 14:52:00 +0000

Per aderire e sottoscrivere, manda una mail a: adesioni22ottobre@gmail.com con nome, cognome, città ed eventuale partito di appartenenza. UNITI E COMPATTI VINCEREMO! FINO ALL'UNITA' LOTTEREMO! Diciamo no alle alleanze con il centrosinistra, e sì all'Unità dei Comunisti. Siamo un gruppo di compagne/i appartenenti alla moltitudine dei partiti comunisti e alla diaspora.La situazione sempre più reazionaria della destra e il comportamento sempre più complice dei partiti borghesi (PD e SEL), la mancata risposta dei partiti comunisti, la poca credibilità e la subalternità al pd e alla nuova sinistra moderata nonchè i comportamenti settari e autoreferenziali, ci impongono di scendere in piazza, subito prima dei due congressi del Pdci e del PRC, rivolgendoci però a tutti i partiti comunisti.Questa volta la manifestazione la faremo in casa – tra comunisti- e siamo convinti che le dirigenze di tutti i nostri partiti, sensibili alle rivendicazioni, alle richieste ed alle volontà dei loro compagni, non si esimeranno dal darne seguito e risposta.Dopo quindici anni di tattiche erronee e sempre simili a se stesse, dopo decenni di disfatte e revisionismi, è ora di dire basta con la subalternità al governismo e alle alleanze a tutti i costi col PD. Eliminare la destra del paese è un compito per noi prioritario ed ineludibile ed è per questo che ci battiamo da sempre nelle piazze per raggiungere questo obiettivo che però non può più essere strumentalizzato per sostenere un futuro governo di centrosinistra che flirta con Confindustria, sostiene le missioni militari all'estero ed è in linea con i poteri forti come Vaticano e BCE. Abbiamo ormai un'esperienza e un bilancio chiaro sulle esperienze fallimentari dei governi di centrosinistra che portano tutti a dover riconoscere che questa prospettiva è a sua volta nemica dei lavoratori e del popolo italiano.Consci che la eventuale presenza di quattro parlamentari in un parlamento che, al di là dei giochi di ruolo e dei copioni, è compatto a favore dei padroni, non modificherà di una virgola le decisioni filo-capitalistiche e le controriforme dei partiti del cosiddetto "centrosinistra". Crediamo sia venuto il momento definitivo per ricominciare a costruire un partito alternativo, autonomo ed in opposizione anche al PD e ai suoi accoliti. Un partito che sia avanguardia, che sia riconoscibile nelle lotte e nelle scelte politiche come strumento per la lotta di classe, un partito che non tentenni tra lo stare dalla parte dei lavoratori o degli accordi scandalo sottoscritti in campo sindacale, un partito presente e unitario,che lotti senza compromessi per l’eliminazione del precariato e della legge 30. Un partito dunque che si riconosca nei principi comunisti tutti i giorni e a tutti i livelli. Un partito che non abbia paura a fare opposizione e che lo faccia mettendo sempre al centro gli interessi e i programmi delle classi subalterne che deve rappresentare, che non sia morbido verso le scelte politiche o sindacali solo in prossimità di appuntamenti elettorali,che tralasci gli opportunismi a chi dell'opportunismo è maestro e per questo inviso da noi compagni e compagne. Un partito che sia credibile e non sia oggi contro la TAV senza se e senza ma e che poi invece frena e concede in vista di possibili accordi elettorali futuri con il PD, che non sia a parole per l'acqua pubblica e la sanità pubblica, ma contemporaneamente preghi per l’unità con sinistra e libertà che calpesta queste parole d’ordine a partire dalla Puglia, che non sia per la pace e contro le guerre imperialiste ma contemporaneamente supino alle alleanze con i guerrafondai del centrosinistra e lo supporti nel finanziare le missioni militari.Tutto questo è film già visto e ci ha portato all'ulteriore declino e frammentazione, se non al vero allontanamento, abban[...]



Lettera aperta ai cittadini israeliani

Mon, 25 Jul 2011 21:44:00 +0000

Riporto integralmente la lettera, che copio dal blog dell'amico Loris:Cittadini di Israele, noi siamo Cittadini d'Italia ma, insieme a voi e ai Cittadini di qualunque altro Paese, siamo cittadini del mondo. E' in qualità di Cittadini del Mondo che desideriamo parlarvi. I confini geografici possono essere una necessità ma limitano il riconoscersi tutti nel comune sentire di semplici Esseri Umani, ognuno con le proprie paure, le proprie fragilità, i propri sogni. "Siamo tutti sulla stessa barca", diciamo in Italia. Sarà per questa simbologia, forse, che siamo tanto legati alla Freedom Flotilla. Ne avete, sicuramente, sentito parlare; magari, vi avranno detto che i suoi passeggeri sono cattivi, terroristi, che vogliono la vostra fine. Non è così! Chi si imbarca su quelle navi è convinto che tutti i Cittadini del Mondo debbano vivere liberi, da assedi e da paure, e decidere da sé come vogliono essere governati. È convinto che nessuna "ragione di Stato" può essere una giustificazione per togliere ad altri la libertà e la dignità. "Dignità" è anche il nome di una piccola barca che, stamattina, si è diretta a Gaza. Il vostro Governo l'ha bloccata con mezzi militari e ha costretto i suoi passeggeri ad andare al porto di Ashdod. A questo punto del racconto, vogliamo farvi riflettere con noi su alcuni particolari: l'anno scorso il vostro Governo ha assalito la Mavi Marmara, facente parte della prima Freedom Flotilla, uccidendo 9 persone e ferendone molte altre. Da quasi tutti i Governi del Mondo si sono levate voci di critica. Anche l'ONU ha condannato l'atto, dichiarandolo illegale, sia perché svoltosi in acque internazionali sia per la brutalità dell'esecuzione. Quest'anno, il vostro Governo non ha avuto bisogno di uccidere nessuno. Ha, semplicemente, comprato altri Governi (compreso il nostro). Alcuni li ha comprati economicamente, altri politicamente. Il risultato non cambia. Sapete questo cosa significa per un Cittadino del Mondo? Che, se domani, un qualunque Governo riuscisse a comprarsene altri, nessuno di noi sarebbe più libero di muoversi. Noi come voi. Il vostro Governo ha abbordato la piccola Dignité e ha condotto i suoi passeggeri nel porto di Ashdod, dove verranno interrogati e rimandati nei rispettivi Paesi oppure processati per "essere entrati, illegalmente, in Israele". Vi possiamo assicurare che i passeggeri della Dignité non avevano intenzione di entrare in Israele. La loro destinazione era Gaza, come da sempre dichiarato e riportato da tutti i media del Mondo. D'altronde, non è proprio per questo che Israele si è data tanto da fare per impedirglielo, annunciando al Mondo che nessuno entrerà mai a Gaza, via mare, e che avrebbe usato qualunque mezzo per fermarli? E dunque, non suona schizofrenico costringere chi voleva andare a Gaza ad andare a Ashdod e, poi, accusarlo di essere entrato illegalmente in Israele? Il vostro Governo giustifica qualunque sua azione con la motivazione di doversi difendere. Continua a bombardare Gaza, a togliere da vivere a un altro Popolo, impedendo ai pescatori di pescare e ai contadini di coltivare i loro campi. Per farlo, non esita a sparare su persone inermi. E bombarda voi, il suo Popolo, con la propaganda sul complotto per distruggervi. Siete tutti terrorizzati, Palestinesi e Israeliani, chi per un motivo chi per un altro. Siete tutti rinchiusi dal muro che il vostro Governo ha eretto, intorno alla vostra dignità, vostra e dei vostri fratelli Palestinesi. Vi chiediamo: se il vostro Governo ha talmente paura da impedire anche a chi non ha armi di esprimere il proprio dissenso e di impegnarsi perché le regole che chi governa il Mondo ci sta imponendo, bypassando leggi nazionali e internazionali, conquistate in decenni di lotte civili dai nostri genitori, in quale modo possiamo e[...]



MEA CULPA, MEA CULPA, MEA MAXIMA CULPA...

Sun, 24 Jul 2011 13:21:00 +0000

Mi rincresce turbare questa domenica estiva (però il tempo non è un granché... quindi magari vi faccio pure un favore) con questa nota che non avrei mai pensato di scrivere... ma secondo me l'accaduto è grave, gravissimo, e non essenzialmente perché riguarda me. Vedo di non dilungarmi troppo... l'altro giorno trovo in bacheca da un amico di FB questa immagine: (qui immagine e commenti) e scrivo: “non aderisco, spero mi perdonerai... son stufa di 150 partitini, ne voglio UNO e GRANDE! e finché non ci mettiamo d'accordo sto dove sono... obtorto collo a volte, ma che senso ha passare da un partitino a un altro???” rapida la risposta di un certo PMLI Londra: “E INFATTI SONO GLI ALTRI PARTITI DELLA FALSA SINISTRA CHE DEVI MOLLARE...IN QUANTO NON LOTTANO PER ABBATTERE IL CAPITALISMO.....MA PER "MIGLIORARLO"...NOI DEL PARTITO MARXISTA-LENINISTA ITALIANO INVECE STIAMO CRESCENDO OGNI GIORNO A MACCHIA D'OLIO E SEMPRE PIU' PERSONE CI STANNO SEGUENDO PROPRIO PERCHE' HANNO CAPITO CHE NOI LOTTIAMO NON PER "MIGLIORARE" IL CAPITALISMO MA PER DISTRUGGERLO CON LA RIVOLUZIONE E PER IL SOCIALISMO. POI FA LA TUA SCELTA !” ribatto: “il capitalismo si abbatte, non si cambia... voglio essere islandese!!! be' insomma, è un inizio... :)” e mi si replica: “NON PERDIAMO NEMMENO TEMPO CON QUESTO QUALUNQUISMO...TU FAI PURE QUELLO CHE VUOI E CONTINUA A SOGNARE DI "ESSERE ISLANDESE" E AMARE IL CAPITALISMO.....NOI COMUNISTI DEL PMLI SEMINIAMO TRA IL POPOLO PER IL NOSTRO DISEGNO POLITICO. MA A QUESTO PUNTO SE NON TI INTERESSA IL NOSTRO PARTITO EVITA DI SCRIVERE QUI COSI ENTRAMBI EVITIAMO DI PERDERE TEMPO.OK? ...GRAZIE !!! NOI DEL PARTITO MARXISTA-LENINISTA ITALIANO INFATTI LE VOGLIAMO UNIRE LE FORZE E LE STIAMO UNENDO....MA CON CHI VUOLE LOTTARE VERAMENTE.....QUINDI PER LA RIVOLUZIONE E L'ABBATTIMENTO DEL SISTEMA CAPITALISTICO PER IL SOCIALISMO......CON CHI INVECE SI PIANGE ADDOSSO E VUOLE LIMITARSI A QUALCHE RIFORMA MIGLIORE O PEGGIO ANCORA VUOLE CHE CI SIA UN'ALLEANZA CON CRIMINALI FALSI COMUNISTI COME VENDOLA, BERTINOTTI, PISAPIA, DE MAGISTRIS, FERRANDO, FERRERO E DILIBERTO (tra l'altro sempre piu' odiati dalle stesse masse) CHE TUTTO SONO TRANNE CHE DA AVERE VICINI IN QUANTO SONO PARTE DELLA STESSA BORGHESIA DA COMBATTERE....QUELLO NO !.......L'UNIONE SI....MA CON CHI VUOLE VERAMENTE COMBATTERE E NON SOLO QUESTO GOVERNO NEO FASCISTA....MA L'INTERO SISTEMA CAPITALISTICO...VERO MARCIO DI FONDO !!! RIBADIAMO PER LA SECONDA VOLTA....CHE CHI NON E' INTERESSATO...VA BENE....PERO' CHE EVITI DI SCRIVERE QUI IN QUANTO E' UNA PERDITA DI TEMPO PER ENTRAMBI ! GRAZIE !” Mi incupisco un po', non solo perché non mi pare un buon metodo per confrontarsi con chi non la pensa al millesimo come te, ma per il fatto che non ero sulla bacheca di PMLI Londra, quindi non capivo bene come si permettessero di fare i padroni a casa degli altri. Fatti loro, comunque. Certo è che, se non vado a ribattere sulla bacheca di questo amico (perché semmai litigo a casa mia... o sulla bacheca del diretto interlocutore), non me ne sto zitta e buona. E infatti, pubblico da me: “sono stata democraticamente invitata a non intervenire più dal PMLI Londra... eseguo, ma ciò non mi impedisce di commentare (a casa mia) il fatto che mi sembrano molto ma molto autoreferenziali... e poi io detesto quelli che hanno il vangelo in tasca. Più son piccoli, più son spocchiosi... io la vedo così.”( qui) Arriva qualche commento, tra cui uno che mi invoglia a fare una nota in cui taggo parecchi amici di svariate collocazioni politiche – non tutti perfettamente allineati con me, ma questo per me non è mai stato un problema: si discute, ci si confronta, se si arriva ad un punto di incontro bene, altrimenti ognuno si tiene la sua idea... troppo facile forse). La nota parte, con tutti gli interventi riportati sopra, [...]



Appello ai politici italiani in Israele. Firmato: gli Italiani in Palestina.

Wed, 13 Jul 2011 22:40:00 +0000

Leggo su The alternative Information Centre il seguente appello, che condivido e pubblico:Siamo un gruppo di cittadini italiani. Per motivi diversi, dal lavoro allo studio alla solidarietà, siamo attivi in Israele e nei Territori Palestinesi Occupati, per cercare di dare il nostro contributo alla realizzazione di una pace basata sulla giustizia e sul rispetto dei diritti umani fondamentali.Sappiamo che da domenica una delegazione di giovani politici italiani sta partecipando a un tour organizzato dall’Ambasciata israeliana in Italia. Non ci stupisce il fatto che il tour non preveda nessun incontro con la società civile palestinese. Non ci stupisce che il Governo israeliano cerchi di auto-promuovere le sue politiche, le sue innovazioni tecnologiche e le sue strategie militari. Quello che chiediamo ai nostri coetanei che stanno partecipando all’iniziativa è di aprire gli occhi e notare chi saranno i grandi assenti del loro viaggio. Nonostante i tentativi di Israele di impedire il libero accesso ai Territori Palestinesi Occupati oltre il muro (illegale) esistono un mondo e un tessuto sociale che devono essere conosciuti per poter far sì che la politica italiana dia un contributo sincero alla fine delle discriminazioni e delle violenze che il popolo palestinese subisce da oltre 60 anni. Questa lettera-appello non mira a riassumere qui questa situazione di illegalità e ingiustizia: fior di dossier, report e risoluzioni delle Nazioni Unite si possono rintracciare con facilità in rete. Questa lettera-appello è un invito che vi facciamo, come concittadini, a partecipare a una delle innumerevoli iniziative di turismo politico e turismo responsabile che vengono organizzate in Cisgiordania: dal campo Bridges instead of walls dell’organizzazione israelo-palestinese Alternative Information Center, ai tour di Hebron promossi dagli ex soldati israeliani di Breaking the silence. Da uno dei diversi itinerari dell’Alternative Tourism Group, al giro di Gerusalemme organizzato dall’Israeli Committee Against House Demolition. Le possibilità sono molte. Crediamo di poterci appellare alla vostra volontà perché la giovane politica italiana dimostri di essere vicina alle voci e alle storie dei suoi pezzi di società che si mettono in gioco nella solidarietà agli esseri umani che vivono, ancora e nonostante tutto, in questa terra. 1 2 3 4 5 6 7 8 PS. Ci piacerebbe poter sottoscrivere questo appello con i nostri nomi e cognomi, ma a causa delle politiche israeliane attuate nei confronti di chi vive e lavora nei Territori Palestinesi Occupati, rischieremmo di non poter avere più l’occasione di visitare queste terre. http://www.nena-news.com/?p=11436 Per adesioni inviare una mail a: italianinterrasanta@gmail.com-----------------------------Non posso certo non aderire a questa iniziativa, dopo che in questi ultimi giorni Israele ha spadroneggiato nel mondo in tutti i modi e senza che il mondo stesso gli mettesse un freno... sia chiaro: per Israele intendo l'attuale governo israeliano, NON tutto il popolo israeliano e tantomeno tutti gli ebrei - molti di loro si stanno opponendo a questo... diciamo eccesso di autodifesa perpetrato dal loro governo!Israele non solo ha ricattato la Grecia per impedire alle imbarcazioni della Freedom Flotilla 2 di salpare per Gaza, non solo ha fornito alle compagnie aeree non sue un elenco di "indesiderabili" che nessun rispettivo governo ha difeso (indesiderabili perché appartenenti alla Flightilla), non solo ha trattenuto, malmenato e incarcerato gli attivisti atterrati all'aeroporto Ben Gurion (certo, se ci fosse un aeroporto a Gaza, chi ci passerebbe da Israele? ma no, loro vogliono decidere per tutti...), continua ad imporre il limite di pesca entro le tre miglia, so[...]



il mondo, Israele, la Palestina e la Freedom Flotilla

Fri, 01 Jul 2011 20:38:00 +0000

Copio dal blog della Stefano Chiarini l'ultimo comunicato stampa:Il Mediterraneo non è proprietà di Israele – comunicato stampa Freedom Flotilla Italia – Comunicato stampa 1 luglio 2011La nave Statunitense “Audacity of Hope” ha deciso di tenere fede al proprio nome ed è salpata, per essere bloccata dopo un quarto d’ora di navigazione dalle autorità portuali greche che hanno intimato agli attivisti di tornare in porto ad Atene minacciando l’equipaggio ed i passeggeri con le armi. Stesso tentativo e stesso esito per la nave canadese Taharir. Intanto una nota del Ministero per la sicurezza interna greco mostra tutta la subalternità del governo di Papandreou alle politiche israeliane, dichiarando che la Grecia vieta alle barche della Freedom Flotilla 2 di salpare per Gaza. Nel mare greco, in queste ore, si sta giocando un vero e proprio braccio di ferro tra i sostenitori del diritto internazionale e quelli del diritto di Israele, diritti che come è dimostrato sin dalla nascita dello Stato di Israele non fanno che confliggere. Come ignora Gianni Letta che risponde alla sollecitazione della Freedom Flotilla Italia con un comunicato dove dice che non è in grado di garantire la sicurezza degli italiani diretti a Gaza “…trattandosi di iniziative in violazione della vigente normativa israeliana”. “Non immaginavamo che tutto il Mediterraneo fosse proprietà di Israele” hanno commentato dalla FF2 gli attivisti internazionali determinati a portare a termine la missione, non solo umanitaria, ma soprattutto politica di fare approdare le navi a Gaza. L’obiettivo è quello di rompere un assedio che si protrae da troppo tempo ai danni di una popolazione che subisce una punizione collettiva, laddove sono proprio il diritto internazionale, le convenzioni e i trattati, nati per salvaguardare le popolazioni oppresse, ad affermare che tutto questo oltre a essere inumano, è fuorilegge. MOBILITIAMOCI PER FARE PRESSIONE SUL GOVERNO GRECO Freedom Flotilla Italia indice un presidio davanti all’Ambasciata greca in Via Mercadante a Roma Lunedì 4 luglio alle 17,00 e invita alla mobilitazione in tutta Italia Invitiamo tutte e tutti a scrivere all’ambasciata di Grecia in Italia, all’indirizzo gremroma@tin.it, a telefonare al n. 06-8537551 e ad inviare fax al n. 06-8415927. Per adesioni: roma@freedomflotilla.it Contatti: 333/5601759 – 338/1521278Sono indignata. Non basta l'arrendevolezza e l'indifferenza colpevole del nostro governo o le minacce della Clinton agli Americani, non basta la campagna di bugie sperticate messa in atto da Israele, non bastano neanche i sabotaggi che le navi della Flotilla subiscono misteriosamente, (non una sola...), non bastano gli appelli al "restare umani" (o tornare ad esserlo, o diventarlo che dir si voglia) che ogni persona di buona volontà rivolge ai propri "rappresentanti al governo", non basta neppure che un giornalista americano dichiari che le accuse dell'IDF non hanno basi sicure. Non basta nemmeno che intanto Israele inasprisca le condizioni di vita dei prigionieri Palestinesi, no, adesso Israele si mette pure a fare pressioni indebite quanto ricattatorie (ovviamente con l'aiuto dei suoi fedeli alleati americani e pure di qualche europeo, forse con la coscienza ancora sporca... ammesso che la coscienza certi individui ce l'abbiano). Non è nemmeno sufficiente che ci siano ebrei che sostengono il boicottaggio di Israele e la Flotilla.Eggià. Israele ha il diritto di difendersi, evidentemente anche in modo preventivo e in ogni parte della terra. Se domattina il Mossad vi bussa alla porta e vi arresta perché esponete la bandiera della Freedom Flotilla 2, non stupitevi e non proclamate il vostro essere italiani: Israele deve difend[...]



Italia, il bel Paese (nuovamente!) dove il dolce sì suona...

Tue, 14 Jun 2011 10:54:00 +0000

Hanno vinto i sì. Gli Italiani hanno dimostrato che non ne possono più di esser rappresentati da personaggi improponibili e che non si fanno circuire dai diktat di partito, che sono coerenti e che quando dicono "NO al nucleare" non si rimangiano quel NO! nemmeno dopo 24 anni. E finalmente, di nuovo, c'è un venticello che spira ed il dolce SI' risuona...Evidente che sono contenta... almeno un po'.Non starò a tediarvi con analisi sociologiche (di esperti ne abbiamo a sufficienza) o esternazioni di gaudio smodato... voglio solo fare alcune considerazioni personali.Innanzitutto ci tengo a ringraziare quel 5% circa di elettori che sono andati a votare "NO" ai quattro quesiti referendari. Grazie perché non avete disertato le urne e avete dato il vostro contributo al raggiungimento del quorum. Certo, con il senno di poi si potrebbe obiettare che ci saremmo arrivati comunque... appunto: con il senno di poi. Nessuno, credo, aveva grossi dubbi sulla predominanza di sì (almeno per quel che riguardava i primi tre quesiti, perché il quarto...), qualsiasi fosse l'affluenza alle urne: il problema era solo il raggiungimento della benedetta soglia che impedisse che l'espressione popolare venisse inficiata. Questo comportamento mi ha favorevolmente colpito, lo devo ammettere, soprattutto dopo aver litigato su FB con un astensionista che sosteneva il suo rispetto per l'ambiente proprio non andando a votare... che importa se così dimostra rispetto nullo per gli altri? Io cerco di rispettare le opinioni altrui, ma vorrei anche che gli altri rispettassero le mie... e lo so che adesso questo discorso lascia il tempo che trova, ma insomma: la libertà di espressione è un bene prezioso e non andrebbe invocata solo quando riguarda i NOSTRI interessi...http://youtu.be/GNv3BRkZ_ucPasso ora ad un semplice calcolo matematico (con le sue debite conseguenze, o almeno quelle che ne traggo io). Semplice perché lo semplifico oltremodo, anzi dico subito che lo sballo, lo estremizzo... a tutto vantaggio degli "oppositori".Traggo i dati da wikipedia, che non mi sembra sia un pericoloso covo di comunisti... dunque: avevano diritto al voto 47.118.352 elettori più 3.300.496 residenti all'estero, per un totale di 50.418.848 votanti (e già qui pare che siamo nel campo delle opinioni... secondo Wikipedia il totale è 50.594.868: ma che calcolatrice hanno usato?). Di costoro si è effettivamente presentato ai seggi il 54% (arrotondato per difetto), pari a 27.226.178 individui ed il 94% di loro ha votato SI' (sempre arrotondando per difetto, in modo da non poter essere accusata di faziosità o voler dimostrare tesi preconcette).Dunque 25.592.607 persone hanno votato sì, cioè vogliono che l'acqua resti pubblica, che le centrali nucleari non vengano costruite in Italia e che la giustizia sia uguale per tutti i cittadini, cariche governative o meno. Più della metà degli Italiani aventi diritto.Sempre da wikipedia traggo i dati relativi alle politiche del 2008 (solo la Camera, Valle d'Aosta esclusa), quando l'unto del Signore ha riscosso un plebiscito di successo personale. Gli aventi diritto al voto erano allora 47.295.978 ed i voti validi son stati 36.452.305. Di questi, 13.629.464 sono andati al PDL, cioè - per semplificare - a Berlusconi. E va bene, aggiungiamoci pure i 28.357 della val d'Aosta ed i 322.437 provenienti dall'estero: arriviamo a 13.980.258: vogliamo dire che la percentuale (che non ho voglia di calcolare con tutti i crismi perché ovviamente quelle riportate su Wiki si riferiscono al singolo comparto: percentuale estera per voti esteri etc, quindi non sommabili... ma forse è proprio quello che ha fatto il nostro: si arriva a ben l'86,8%!) di preferenza espressa per il nostro arriva al 40%? Lo so, esagero... m[...]



Appello per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa - URGENTE!

Wed, 08 Jun 2011 07:01:00 +0000

Premessa In questi giorni la Val di Susa sta vivendo momenti di tensione che ricordano quelli dell’autunno 2005 quando fu usata la forza per imporre l’apertura di un cantiere in vista della realizzazione del TAV Torino-Lione. Da allora nessun cantiere è stato aperto ma le promesse di governi di diverso colore di aprire un dialogo e un confronto con le istituzioni locali si sono dimostrate un inganno e le amministrazioni democraticamente elette, critiche sulla realizzazione della grande opera, non sono state riconosciute dal governo quali interlocutori affidabili e sono state estromesse dai tavoli di confronto. Decine di migliaia di persone chiedono semplicemente di essere ascoltate, chiedono un confronto vero, pretendono che alle loro ragioni - scientificamente documentate - si risponda entrando nel merito. In cambio ricevono insulti e l’accusa di voler difendere il loro piccolo cortile, di volersi opporre al progresso, di non rispettare le regole: slogan e accuse infondate in risposta ad argomenti seri, a pratiche di protesta pacifica, all’utilizzo rigoroso di ogni spazio previsto da leggi e procedure. L’opposizione al TAV Torino-Lione è diventata in questi anni un esempio di partecipazione democratica dal basso, di democrazia vera, di resistenza all’illegalità ed al sopruso in difesa dei beni comuni: un’opposizione popolare che può contare sul sostegno della comunità montana e di ben 24 consigli comunali. Viceversa il governo e le potenti lobby che governano l’economia e la finanza, con l’appoggio di partiti di maggioranza e minoranza, non hanno esitato a stravolgere procedure, infrangere leggi e ingannare l’Unione Europea pur di assicurarsi un grande business da cui anche la grande criminalità organizzata e le mafie contano di trarre profitto. Hanno scatenato una grande campagna mediatica per nascondere le dimensioni e le ragioni dell’opposizione, per screditare il movimento notav presentandolo come covo di estremisti e sovversivi: la criminalizzazione del dissenso è un’arma micidiale a cui ricorre solo chi disprezza il confronto democratico e le regole condivise.Oggi, fallito ogni tentativo di comprare il consenso e la benevolenza di cittadini e sindaci, il governo sta preparando una nuova prova di forza: il Prefetto assicura che “sarà il Questore a decidere tempi e modi” per installare il primo cantiere. E mentre la campagna di disinformazione si intensifica rispuntano le intimidazioni mafiose e le provocazioni che si ripetono puntuali dal 2005 ad oggi, dagli incendi dolosi dei presidi notav alle buste con le pallottole. In nessun caso indagini serie hanno portato a individuare i responsabili, ogni volta il movimento notav ha denunciato la natura mafiosa di tali gesti, ha riaffermato e rivendicato con orgoglio il carattere pacifico della propria lotta, ha invitato a cercare esecutori e mandanti tra chi ha interesse ad avviare i cantieri. Se questo è il quadro non possiamo rimanere indifferenti, non possiamo rimanere in silenzio e ci rivolgiamo a singoli cittadini, associazioni, sindacati, movimenti, esponenti del mondo della cultura affinché si uniscano a noi in questo appello. Appello per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa Come singoli cittadini, associazioni, sindacati, movimenti, esponenti del mondo della cultura: rifiutiamo l’idea che la realizzazione di una grande opera possa ridursi ad un problema di ordine pubblicocondanniamo senza riserve l’invito ad usare la forza e a militarizzare il territorio lanciato nei giorni scorsi da rappresentanti d[...]



riprendo dagli amici di Pino Masciari...

Mon, 06 Jun 2011 17:00:00 +0000

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Questo è un appello degli amici di Pino Masciari: al momento non abbiamo notizie da Pino, che sappiamo al sud ma appiedato e senza scorta; tutti gli amici di Pino sono allertati, perchè non sappiamo cosa stia realmente accadendo nè in quali condizioni di sicurezza sia Pino.

Stiamo cercando di capire se è necessario organizzarci per andarlo a prendere, ovunque si trovi.

Speriamo a breve di poter fornire ulteriori dettagli.

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Gli Amici di Pino Masciari





fonte: http://www.nuovaresistenza.org/2011/06/06/articolo-archivio-blog-degli-amici-di-pino-masciari/comment-page-1/#comment-8694


Media Files:
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24 aprile 2011: chiuso per lutto.

Sat, 23 Apr 2011 22:00:00 +0000

Ciao Vik.Nessuna alta carica ha pensato di tributarti un omaggio, né un giorno di lutto nazionale, né funerali di stato, né altro, solo poche parole per puro dovere, sembra... gli onori sono riservati ad altri.Lo so, tu non te ne curi, non te ne sei mai curato, anzi... ma oggi, giorno in cui hanno luogo le tue esequie, io sto in silenzio. Per ricordarti.Questo il testo della tua canzone preferita, Unadikum: "I'm calling you I shake your handsI kiss the ground beneath your feetAnd say, "I'd die for you. I will redeem you"I dedicated to you the light of my eyesAnd I give you the warmth of my heartAnd the tragedy that I live is that my fate is the same of yoursI have not become worthless in my countryNor have I shrunk in fearI stood in the face of my oppressorsA naked, barefoot orphanI've carried my blood on my hands and never half-masted my flagsAnd I've preserved the green grass on the graves of my ancestors."e queste sono alcune tue frasi, tratte dal tuo blog:"...Il leone accumula stagioni e cicatrici,non ha certo il passo slanciato di una volta,ma non abbassa di un pelo la criniera.Fiero del mio passato, non curante del mio presente.Perché è questo il tempo di spendersi, piuttosto che accaparrarsi un futuro agiato e comodamente distorto,a quelle vittime innocenti a cui non abbiamo concesso neanche l'ascolto, per un attimo,delle loro grida di dolore.Spendersi affinché ogni diritto umano sia rispettato.Tutto il resto non ha più importanza, semmai ne abbia mai avuta una.Bisogna saper riconoscere la matrice della propria anima,anche se ciò è spaventevole e significa solitudine, ostracismo, utopia, Don Chisciotte,ingratitudine anche da chi verso cui si è dato tanto, si è speso tutto.Ad aspettare nel fuoco si rischia di bruciarsi.A Gaza è come se si fosse in autunno,e io sono nato sotto il segno dell'autunno.Per cui se fuori piove,perdonatemi,a volte piove anche dentro.restiamo umani.Vostro Vik dalle tenebre dell'assedio..."Che la terra ti sia lieve, fratello... arrivederci. elenaVoci da verificare mi informano che dalle 16:30 Radio Popolare (107.6 Mhz), emittente alla quale Vik collaborava con le sue corrispondenze da Gaza, seguirà in diretta il funerale.[...]



Ciao Vik

Fri, 15 Apr 2011 05:37:00 +0000

Ciao Vittorio. Vorrebbero che ti ricordassimo come ti hanno ridottoma io ti ricordo così:che la terra ti sia lieve. Noi, restiamo umani."E SE HO ANCORA LA FORZA DI RACCONTARE DELLA LORO FINE E' PERCHE' VOGLIO RENDERE GIUSTIZIA A CHI NON HA PIU' VOCE, FORSE, A CHI NON HA MAI AVUTO ORECCHIE PER ASCOLTARE." (Vik)[...]



17 marzo 2011: viva l'Italia?

Wed, 16 Mar 2011 22:42:00 +0000

Ebbene sì, lo ammetto: sono un po' frastornata. Sarà perché non mi sono mai considerata nazionalista (sostengo di essere cittadina del mondo) o perché mi son sempre rifiutata di sentirmi italiana in occasione dei mondiali di calcio... sarà perché la storia che mi hanno raccontato comincia a mostrare la corda (ce ne ho messo ad arrivarci, lo so, ma dacché son nata e cresciuta al nord, in una famiglia tipicamente lombarda e quindi senza contraddittorio fino a pochissimo tempo fa... già: strano, a pensarci ora, ma nessuno dei meridionali che ho incontrato finora mi ha mai raccontato una storia diversa da quella tradizionale dei libri scolastici... l'unica voce fuori dal coro è stata il film "Bronte: cronaca di un massacro" che era un po' un must dei cineforum, ai miei tempi).Sarà che mi ci riconosco molto poco, in questa Italia attuale, così egoista e chiassosa e bigotta, sarà che sento tanti italiani dire che non c'è nulla da festeggiare, anzi... sarà che sono troppo affezionata all'immagine di Garibaldi eroe, magari pure incompreso ed incompiuto ma sempre eroe... insomma, ho i miei bravi dubbi a calarmi nella parte della patriota.Eppure... in fondo lo sono. Non di quel patriottismo che difende i confini o la razza, intendiamoci: di quelli faccio volentieri a meno. Di quello invece che pensa che uniti si possano risolvere i problemi, di quello solidale e attivo che vede mobilitarsi insieme tutte o quasi le teste migliori del paese, come in caso di calamità grosse, che da noi non mancano mai. E non sulla base di un generico "volemose bene" o "chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato", ché io penso che i debiti vadano saldati. Ma perché mi pare che siamo già abbastanza divisi e frazionati e questo fa solo il gioco dei potenti che cavalcano i vari malcontenti per farsi impuniti i fatti propri.E lo so anche io che questa Italia è l'Italia dei furbetti, dei raccomandati, dei lacché e delle cortigiane... ma è anche l'Italia dei Rubbia e dei Baracca, dei Borsellino e della Hack, di De Magistris e della Boccassino... giusto per citare solo alcuni nomi. So anche che è l'Italia in cui poliziotti e carabinieri, invece di difendere i cittadini, li massacrano e si mettono al servizio dei potenti che li affamano, so che le nostre carceri così come i nostri luoghi di lavoro sono posti insicuri e per precise responsabilità e volontà, so che gli extracomunitari vengono giudicati in quanto tali, so che il parlamento è ridotto come il Tempio che Gesù distrusse, dove invece di pensare al bene di tutti si pensa solo ai fatti propri... le so queste cose, ma so pure che accanto a questi obbrobri ci sono tante persone per bene, persone che fanno il loro dovere senza nemmeno il giusto riconoscimento verbale (ché di soldi proprio non si parla...) ed è per tutti costoro, per i giovani che credono nei loro diritti di una scuola che li prepari e li formi, per i cittadini che chiedono una cultura al servizio di tutti, un'informazione reale e non imbavagliata o pilotata, una sanità che funzioni e un lavoro sicuro in tutti i suoi aspetti, è per tutti quelli che non vogliono piegare la testa che oggi il tricolore sventolerà anche dalla mia finestra.ORA E' SEMPRE RESISTENZA.[...]



Sanremo: non sono solo canzonette...

Sun, 20 Feb 2011 09:10:00 +0000

Lo so: mezzo mondo è a fuoco e l'altra metà lo sta guardando con un misto di indifferenza ed interesse (dove "interesse" significa solo avere interessi da proteggere, purtroppo), quindi parlare di Sanremo e del festival della canzone italiana può apparire insensato, o una specie di fuga dalla realtà.Niente di tutto ciò. Sono ben ancorata alla realtà (però, non avendo presunzioni di tuttologia, su certe questioni preferisco astenermi, in attesa di capire cosa effettivamente sta succedendo), e quasi tutti i miei amici blogger stanno postando come dei matti sulla politica internazionale... quindi io mi dedico al mio angolino di mondo, anche perché voglio provare a dire cose che pochi altri (se qualcuno l'ha fatto) fanno circolare.Contrariamente alle mie (sane) abitudini passate, questa volta ho deciso di guardarmelo (sì insomma: non stare attaccata al video, ma almeno accendere la TV... visto che pago il canone, mi pare giusto poter protestare a ragion veduta! Almeno ogni tanto, ché di più non reggo), soprattutto sulla scia della polemica scatenata dalla vicenda "Bella Ciao".E subito iniziano le conferme: ad un Morandi un po' sotto tono (impressione personale) fanno da spalla Luca e Paolo, prudentemente "senza contratto" con mamma RAI, così non hanno vincoli su cosa si può e cosa non si può dire... e infatti hanno detto tanto, senza per questo far solo ridere: lo scambio di opinioni "da bar" a proposito di Berlusconi era godibilissimo, ma - nei casi di personalità sensibile quantomeno - poteva anche scatenare una bella critica ed autocritica. Per non parlare de "Gli indifferenti" di Gramsci... sempre molto attuale.http://video.excite.it/video-di-luca-e-paolo-recitano-gli-V65638.htmlBe', loro son promossi, almeno da me. E qui cominciano le dolenti note... perché una dice: è appena passata la giornata in cui le donne son scese in piazza a rivendicare la loro dignità... e sul palco chi ci sta? Due belle ragazze, per carità (mica sono una che rosica, io! Almeno, non da quel punto di vista!), ma sostanza pochina... era troppo pretendere anche un po' di carattere? Ossignur: vero è che per pareggiare i conti con le Iene ci sarebbero volute personalità come la Guzzanti o la Dandini, pure una Littizzetto... ma il problema forse è proprio qui. La par condicio avrebbe fatto presupporre la necessità di una satira di destra... già, ma chi? Anche a sostituire le Iene con le due di cui sopra e dare l'incarico di fustigatori di costumi da destra a un paio di... ehm... stavo per scrivere "satiri"... di comici, chi avrebbero potuto scritturare? A me non viene in mente alcuno... forse la satira è solo di sinistra, son passati i bei tempi di Guareschi, che sarà pure stato di destra ma almeno faceva ridere, ancorché a denti stretti... quindi, ok. Le donne continuano ad essere le bellocce che poco sanno fare (c'è da sperare che la poesia della Canalis gliel'abbiano scritta... quanto al tango di Belen, be' sorvoliamo) ma tanto servono solo per apparire. Con buona pace di quelle che hanno un cervello e lo usano (e infatti, che ironia: Vecchioni dedica la sua vittoria alle donne e chi viene inquadrato se non le due bellocce? ma, forse, Vecchioni non intendeva proprio "quelle" donne, che hanno detto di ritenere inutile la manifestazione di cui sopra... per carità: anche io avevo qualche dubbio in proposito e l'ho anche postato, ma insomma: io sono anche stanca di fare la maggioranza silenziosa).Nel frattempo, le canzoni. Molte in stile sanremese, cioè proprio festivaiole (e quindi non di mio gradimento), ma qualcuna degna di nota: a part[...]



Se non ora, quando?

Sat, 12 Feb 2011 20:19:00 +0000

Già, quando? Magari trent'anni fa... ed era già tardi. Avremmo dovuto approfittare di quel momento storico particolarissimo e glorioso che fu la Resistenza, dove le donne diedero in prima persona il loro contributo e non si limitarono a ruoli secondari o "femminili"... e invece... invece ci siamo lasciate rimettere le catene.Però... siccome notoriamente sono una "pensatrice libera" e di adeguarmi al sentire comune, se non è il mio, manco ci penso, ecco che - puntuale come l'influenza - dico la mia. Il che ovviamente non significa che non aderisco... ma puntualizzo.Per cominciare, le donne non sono una classe: non sono come gli operai che, per quanto variegati e sostenitori delle più disparate ideologie, se non altro sai che da alcuni punti di vista sono uguali (ad esempio i bassi stipendi e il lavoro ripetitivo, monotono ed alienante). No, sostenere l'"essere uguali" di individui come la Marcegaglia o la Santanché con la Hack o le mie amiche Silvana o Martina o Manuela o persino me stessa è un assurdo che non meriterebbe neppure approfondimenti, non fosse che Martina e Silvana e Manuela (e tutte le altre che non nomino ma che ho ben presenti, tutte proprio tutte!) non "hanno fatto carriera" per vie traverse, si sudano il loro stipendio (o se lo son sudate finché non le hanno gentilmente messe alla porta) e si impegnano in quel che fanno, sapendo che i loro sforzi devono essere almeno doppi rispetto a quelli dei loro colleghi maschi. Perlomeno in campo lavorativo, perché nell'impegno sociopolitico a volte va meglio. A volte, non sempre: esistevano ai miei tempi di gioventù gli "angeli del ciclostile" come esistono ora le quote rosa... peraltro nemmeno rispettate. Sul lavoro invece... lì sì che ci sono soddisfazioni... per quelle che scelgono la via facile. Il tono ovviamente è ironico.Ma non vi sembra un po' limitativo e fuorviante scegliere adesso come momento per accorgersi che l'Italia non è uno stato civile? Solo perché un povero vecchietto malato di protagonismo, terrorizzato dall'idea di tornare al nulla cui appartiene (e magari anche di saldare qualche debito, non con la giustizia di cui se ne frega allegramente, ma con qualcuno di ben più temibile: la mafia) e con la passione della carne giovane riunisce in sé il peggio del peggio dei difetti di un popolo (sì perché, fuori dai denti: il problema dell'Italia non è solo Berlusconi, ma tutto ciò che costui incarna, leghisti compresi), allora ci si scatena contro di lui, come se bastasse esorcizzarne la presenza per risolvere tutto... ma quello che abbiamo dentro, i nostri difetti e le nostre debolezze, se la ridono di un esorcismo. Il lavoro da fare è molto più ampio e profondo. E comporta anche una bella dose di autocritica, oltre che critica (in quella siamo tutti bravissimi).Già: Berlusconi non è che la punta dell'iceberg, non è che il palesarsi di quello che da anni (decenni!) bolle in pentola. Non è che è arrivato lui e sono iniziate le copertine osé di Panorama ed altri giornali "seri", non è che prima di lui nessun capufficio abbia mai allungato le mani su una sua sottoposta con l'allettante promessa di farle fare carriera. Non è che non ci sia mai stata alcuna violenza sulle donne, tanto per dire le cose come stanno. Solo che adesso, a quanto pare, "abbiamo superato la soglia della decenza". Mi pare un po' ipocrita come discorso... la decenza non c'era manco prima. Solo che facevamo finta di non vederlo. Oddio: a voler essere oneste, qualcuna non faceva finta di nulla e si opponeva... pagava un prezzo piuttosto alto, ma[...]



La memoria non basta.

Fri, 28 Jan 2011 23:17:00 +0000

«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.»Così recita Wikipedia. E così, dal 2000 (strano che ci siano voluti 55 anni per arrivarci... o forse non è strano per nulla), tutti gli anni ricordiamo la bestialità nazista. Che poi, bestialità: mai visti animali comportarsi così. Loro uccidono per mangiare, non per divertimento, esperimento o per idee e "questioni di razza". Non ho ascoltato alcun discorso, non ho partecipato a commemorazioni "tradizionali"... ho solo meditato in proprio e assistito alla presentazione di un libro, che di questi tempi revisionisti è decisamente fuori dal coro.Limitiamoci all'Europa, teatro di quegli orrori: se allarghiamo lo sguardo a tutto il mondo lo spettacolo è ancora più sconfortante: per tutti, cito soltanto quello che i democratici USA hanno fatto e continuano a fare a Cuba (dalle bombe alle epidemie provocate al'incarcerazione delle "spie", come i famosi cinque) e quello che gli israeliani fanno in Palestina.Proprio loro, gli israeliani, epigoni delle vittime principali della follia nazista... non hanno imparato niente.E noi? Neanche, mi pare.Non solo una buona fetta di italiani (parlo di quelli che c'erano) tende a minimizzare il tutto e cerca di far passare l'idea che in fondo in Italia non è successo nulla di grave, razzialmente parlando, e che da noi i campi di concentramento non c'erano (con buona pace dei pochi documenti ufficiali dell'epoca miracolosamente scampati alla distruzione - non necessariamente fatta dai fascisti - che parlano espressamente di "campi di concentramento" per dissidenti e indesiderati vari), ma anche gli altri, quelli più giovani e che hanno la responsabilità dell'educazione dei giovani, spesso e volentieri abdicano al loro compito in nome di un "volemose bene" revisionista che non fa bene a nessuno. Perché chi non capisce la storia è destinato a ripeterla.Dunque: "noi italiani buoni" avevamo le nostre brave leggi razziste, che se la prendevano con gli ebrei e con gli zingari (a proposito di zingari, leggete questo articolo, è un po' lungo ma ne vale la pena). Non solo: abbiamo anche internato gli italiani di etnia slovena, quelli residenti a Gorizia e nei territori conquistati alla Jugoslavia dopo la prima guerra mondiale. Per "favorire il processo di italianizzazione". Perché poi non è che gli jugoslavi siano tutti pazzi sanguinari, non è che i titini si siano svegliati un giorno e abbiano deciso di dar la caccia agli italiani perché la stagione venatoria contro le quaglie era chiusa... forse i martiri delle foibe (di quelle sì che si può parlare, anzi! si deve!) hanno qualche spiegazione diversa dalla follia comunista... invece di questo bisogna tacere, i fascisti passati ed attuali per questioni di comodo (meglio far le vittime e dar la colpa ai comunisti mangiabambini) e gli altri, troppi altri, perché ormai comunisti non sono più e di raccontare la verità non gliene importa il classico fico secco. Tant'è vero che un narratore (non storico, lo dice anche lui) come Pansa può provare a far passare la sua visione della sto[...]



Sì ai diritti, no ai ricatti: appello di Camilleri, Flores d'Arcais e Hack

Wed, 05 Jan 2011 22:38:00 +0000

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Le pretese di Marchionne non riguardano solo i lavoratori della FIAT, e molti ormai l'hanno capito. Per questo motivo pubblichiamo l'appello, con preghiera di firma e diffusione... grazie.

Il diktat di Marchionne, che Cisl e Uil hanno firmato, contiene una clausola inaudita, che nemmeno negli anni dei reparti-confino di Valletta era stata mai immaginata: la cancellazione dei sindacati che non firmano l’accordo, l’impossibilità che abbiano una rappresentanza aziendale, la loro abrogazione di fatto. Questo incredibile annientamento di un diritto costituzionale inalienabile non sta provocando l’insurrezione morale che dovrebbe essere ovvia tra tutti i cittadini che si dicono democratici. Eppure si tratta dell’equivalente funzionale, seppure in forma post-moderna e soft (soft?), dello squadrismo contro le sedi sindacali, con cui il fascismo distrusse il diritto dei lavoratori a organizzarsi liberamente.

Per questo ci sembra che la richiesta di sciopero generale, avanzata dalla Fiom, sia sacrosanta e vada appoggiata in ogni modo. L’inaudito attacco della Fiat ai diritti dei lavoratori è un attacco ai diritti di tutti i cittadini, poiché mette a repentaglio il valore fondamentale delle libertà democratiche. Ecco perché riteniamo urgente che la società civile manifesti la sua più concreta e attiva solidarietà alla Fiom e ai lavoratori metalmeccanici: ne va delle libertà di tutti.

Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Margherita Hack

Primi firmatari: don Andrea Gallo, Antonio Tabucchi, Dario Fo, Gino Strada, Franca Rame, Luciano Gallino, Giorgio Parisi, Fiorella Mannoia, Ascanio Celestini, Moni Ovadia, Lorenza Carlassarre, Sergio Staino, Gianni Vattimo, Furio Colombo, Marco Revelli, Piergiorgio Odifreddi, Massimo Carlotto, Valerio Magrelli, Enzo Mazzi, Valeria Parrella, Sandrone Dazieri, Angelo d'Orsi, Lidia Ravera, Domenico Gallo, Marcello Cini, Alberto Asor Rosa.

(4 gennaio 2011)

Il testo dell'appello è qui mentre potete firmare (e controllare il numero di firmatari) cliccando su FIRMA L'APPELLO in fondo alla pagina linkata. Se avete un blog ripostate il testo, se avete un profilo su qualche aggregatore condividetelo... insomma, passate parola!



Buon 2011

Sun, 02 Jan 2011 22:33:00 +0000

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"E un comunista, non ha voglia di divertimenti e di festicciole. Sta con i lavoratori e con le loro donne, incalzati dalla disoccupazione e dalla miseria.
L'Italia, del resto, è già divisa così: tra coloro che osano fare ancora brindisi e coloro che non sanno più essere felici finché c'è in giro tanta disperazione."

Fortebraccio, L'Unità, 30 ottobre 1974

mi associo. elena



Anche quest'anno è natale...

Fri, 24 Dec 2010 18:53:00 +0000

... e siamo tutti più buoni.Forse voi. Io no. Io sono la solita vecchiaccia ipercritica e non ne posso più di tutto questo buonismo, di questi inviti al "volemose bene" che tanto non cambiano la vita di alcuno. Di questa corsa al regalo ed alla tavola di prelibatezze dal costo proibitivo. Che poi magari il tuo vicino ti sta pure antipatico, ma è natale e non glielo puoi dire... e questo è proprio il meno.Sono stanca di un babbo natale che sarà pure rosso, come dice Crozza, ma è anche parziale e fazioso, visto che continua a portare il superfluo a chi non sa che farsene e agli altri, se va bene, nulla.Data la premessa, non credo vi stupiranno i miei auguri... che cominciano con una "frase storica":"Caro Gesù Bambino, ti ringrazio per aver esaudito i miei desideri dell'anno scorso. Ti avevo chiesto di eliminare la fame nel mondo, ed infatti quelli che avevano fame sono quasi tutti morti." (Giobbe Covatta)e adesso, una galleria di immagini. Nemmeno tutte, sono stata attenta a non disturbare troppo la sensibilità di qualcuno...Infine gli auguri veri e propri: ai diseredati della terra, agli emarginati, ai diversi, agli studenti incupiti, ai lavoratori cassintegrati precarizzati sfruttati disoccupati mobilizzati, alle parti civili dei processi contro aziende criminali, ai profughi, agli immigrati in cerca di futuro e pace, ai preti di strada, a chi combatte mafia e poteri forti, ai poliziotti democratici, ai malati, ai giudici coscienziosi, ai volontari, agli aquilani traditi, ai napoletani presi per i fondelli, ai comunisti in cerca di casa, a chi fa quello che dice, agli anarchici bastonati, agli ultimi ed agli umili ed a tutti gli amici che condividono le mie passioni e le mie lotte va il mio pensiero e l'augurio che l'anno nuovo ci porti una società più equa e solidale e pacifica (senza scordare che ce la dobbiamo conquistare).A tutti gli altri, gerarchie ecclesiastiche e politiche, ai potenti della terra, ai sepolcri imbiancati di qualsiasi tipo e natura ed ideologia, alle forze dell'ordine dal manganello facile, ai duri con i deboli e servi con i forti, ai carrieristi, ai liberisti, ai ladri, ai collusi, ai dittatori più o meno in atto... auguro che si possano svegliare un giorno con il dio in cui dicono di credere che chiede loro conto del comportamento tenuto, e che li giudichi con giustizia.Perché per me, o è natale per tutti, o non lo è per alcuno.[...]



Democrazia: per qualcuno è solo una parola

Tue, 07 Dec 2010 19:26:00 +0000

Avevo in mente tutt'altro argomento, per riaprire questo blog. Poi mi hanno informato di un fatto, anzi più d'uno, che mi han fatto cambiare le priorità.Quello di oggi è un tema, temo, che non si può liquidare in quattro parole, anche se i fatti son pochi - e abbastanza chiari, per chi li vuole interpretare.La sede di via Ferrini, che attualmente ospita FdS, SEL ed Insieme per Pavia, è stata presa a sassate nella notte tra il 24 e 25 novembre (già era successo a marzo dell'anno scorso, quando ospitava il solo PdCI).La notte dopo è toccato alle vetrine della sede del PD.Nella notte tra l'1ed il 2 dicembre di nuovo colpita via Ferrini. Non mi piace. Non mi piace per nulla. La Provincia Pavese parla di "atti vandalici o gesti intimidatori", come dire che potrebbero anche essere le gesta di sfaccendati con poco cervello o di qualcuno che vuole provocare paura - e quindi inattività. Ma la Provincia Pavese non parla del secondo attacco alla sede di via Ferrini, e anche nell'articolo ad essa dedicato è, come dire, parziale (se dici che è la sede di tre forze politiche tre, perché poi fai parlare solo i rappresentanti di due, che tra l'altro sono anche quelli arrivati dopo?). E qui ci starebbe proprio bene una dissertazione sulla cosiddetta libertà di stampa, che, chissà perché, sembra essere sempre la libertà di dire quello che pare allo sponsorizzatore di turno, più che la realtà dei fatti. Già, perché anche sottacere le cose fa parte del fare informazione mirata. Resta aperto anche il discorso dei possibili autori: a mio avviso è abbastanza stramba l'ipotesi che si tratti di vandali per così dire "sciolti", visto che son stati colpiti solo e sempre partiti di opposizione (sì vabbé: più o meno), quindi resta l'ipotesi di atti a stampo politico. E chi potrebbe essere mai stato? Mah... Forse quelli di Forza Nuova potrebbero saperne qualcosa, visto che proprio venerdì 26 novembre a Voghera, nell'ambito della Festa dei Giovani di Sinistra, si sarebbe tenuta un'assemblea per discutere di una targa commemorativa affissa al Castello in ricordo dei caduti della RSI.La discussione non sembra essere terreno gradito a FN, che infatti finisce il suo comunicato (qui: http://www.forzanuovaforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=10711) con la frase: "Se la decisione sarà quella di concedere all’individuo Ferrari di prendere parola, Forza Nuova sarà lì ad impedirlo."Non stupisce: è del 13 novembre la sentenza che condanna a 14 mesi Diego Di Sopra (di FN) per l'aggressione del 15 ottobre 2008 a danni di ragazzi che stavano andando al Barattolo (non si capisce perché solo lui sia stato incriminato, visto che non ha operato da solo!). La precisione inoltre non sembra essere cosa nota al coordinatore di FN, che gioca su un cognome comune come Ferrari per dare del terrorista ad un giornalista che avrebbe poi partecipato all'assemblea: http://ricerca.gelocal.it/laprovinciapavese/archivio/laprovinciapavese/2010/11/25/PZ1PO_PZ104.htmlMi pare quindi quantomeno "originale" l'invocazione della democrazia da parte di personaggi che se ne riempiono la bocca per difendere i propri "diritti", ma che non si peritano di calpestare - troppo spesso impunemente o con la collusione di chi dovrebbe essere preposto alla sicurezza pubblica - quella altrui.Non penso proprio di aver liquidato così rapidamente né libertà di stampa e ruolo dell'informazione, né fascismo, anzi. E' solo che io in via[...]