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Sfinge



I Miei Enigmi



Last Build Date: Thu, 19 Nov 2009 21:03:03 +0100

 



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Sun, 05 Jul 2009 16:30:02 +0100

Nemmeno mi ricordo più come si faccia, nemmeno mi ricordo più che font usassi, di che grandezza...
Non mi ricordo nemmeno più come lo usassi questo blog e cosa ci scrivessi.
E' passato così tanto tempo che a fatica mi sono rammentata il login.

Sembra trascorsa una vita. E forse lo è veramente. Perchè con tutto quello che sto passando sono di certo una persona diversa. Non so se migliore o peggiore. Di certo diversa. E mi sto trovando ad affrontare quella che per ora è la cosa più grande della mia vita, quello di fronte al quale non pensavo avrei potuto reagire così, quello che mi ha spezzato le gambe e poi rimessa in piedi così in fretta. Con così tanta forza e senza che riesca più a trovare un'unita di misura sufficiente a calcolare la larghezza delle mie spalle. Sto affrontando su di me il peso di un tradimento. Un tradimento dalla persona con cui sto/avo da dieci anni. E' una cosa gigantesca.

Forse mettendo nero su bianco le mie sensazioni potrò gestire meglio ciò che mi sta accadendo. Forse.




Per chi è andato a sQuola

Mon, 29 Sep 2008 13:09:26 +0100

Non so dire se questo ritorno sia definitivo, se la mia presenza potrà essere un po' più costante da queste parti. Quel che è sicuro è che questa non potevo non condividerla. Notizia avvistata stamattina, sullo schermo del televisore, al lavoro. Occhi strabuzzati. Questa è la versione telematica, ma l'orrore che provoca è lo stesso.

(image)



Senza titolo

Tue, 01 Jul 2008 01:59:34 +0100

Il punto è che mi sento arrabbiata. Non incazzata.
Sono due condizioni diverse. L'incazzatura è qualcosa che sale all'improvviso per qualcosa di ben preciso. La rabbia è qualcosa che cresce piano piano, alimentata da piccole briciole che giorno dopo giorno si trasformano in una baguette.
L'errore è quello di non gettarle ad una ad una, quelle briciole; quello di farle accumulare fino a non sopportare più niente. E adesso tutto è rancore.
Freddezza, distacco. Come forma di difesa.
Per dissimulare le urla che vorrei cacciare fuori a volume assordante.
E di nuovo a chiedermi 'che ci faccio ancora qui?'.



Senza titolo

Wed, 18 Jun 2008 00:17:46 +0100

Non fosse che, installando un qualche strano programma, la tastiera del computer si è impostata su una lingua diversa dall'italiano e che per scrivere questo post dovrò tirare a indovinare per usare il simbolo che mi occorre, mi verrebbe proprio da ridere.

Un po' perchè sarà che è quasi estate - almeno sul calendario - e c'è gente che non ha proprio una beata ceppa da fare, ma mi pare un po' eccessivo fare i caroselli per strada perchè la nazionale di calcio ha passato il turno agli Europei. Io manterrei un basso profilo, considerato che nella prima partita siamo stati orrendi e l'abbiam persa; nella seconda abbiamo pareggiato senza poi troppo brillare e quindi, di fatto, su tre partite ne abbiam fatta una decente... per altro contro una squadra che... boh? C'era davvero qualche avversario in campo o era una decina di manichini vestiti di blu?

Poi mi viene anche da ridere a vedere in tv il mento dei giornalisti sportivi che tocca terra dallo stupore. Questo perchè effettivamente, come era stato promesso, l'Olanda ha giocato la sua partita. Come era giusto che fosse. Ma siamo talmente abituati a fottere e a essere fottuti, che ormai restiamo senza parole quando qualcuno non fa il gioco sporco. E' vero, c'è stato il precedente, ma questo non significa che in tutto il mondo l'approccio primario verso l'esistenza sia quello di ottenere il meglio per sè a scapito degli altri. C'è anche chi il meglio lo ottiene con onestà e usando solo le proprie forze. E' possibile che sia diventato così difficile da credere??
(image)



Senza titolo

Fri, 30 May 2008 10:17:37 +0100

Mi rendo sempre più conto che la verità è che ci sta bene così. Che non vogliamo cambiare. Che siamo solo capaci di lamentarci. Anche quando le cose vanno meglio di come le conosciamo. La verità è che troviamo divertente, evidentemente, annaspare nella nostra stessa merda.

Sono stata per qualche giorno all'estero, con un gruppo di Italiani. Per me è stata la conferma che altrove ancora un po' di civiltà esiste, che il rispetto è ancora un principio che molti considerano basilare per l'esistenza. Automobili lasciate aperte perchè tanto nessuno le ruberà. Giornali distribuiti in un sacchetto non sigillato, appesi ai pali della luce. Con un aggeggio per lasciare le monetine che occorrono per pagarli, con la consapevolezza che, anche se la rivista si può prendere a tradimento, lì nessuno lo farà. Nè tantomeno sradicherà dal palo la scatoletta metallica con le monete.
Sui mezzi pubblici, alle fermate, i passeggeri in salita attendono in maniera ordinata che tutti scendano prima di travolgere chi va nella direzione opposta, come si fa da queste parti.
Cose che sembrano così semplici, ma che riescono a stupire perchè qui non si adottano quasi più. Piccoli accorgimenti che sono stati in grado di liberarmi dallo stress e dalle solite ansie più di quelle goccine omeopatiche che ingurgito ogni tanto per lavarmi il batticuore.
Però è stato avvilente sentire alcuni miei compagni di viaggio lamentarsi di questi atteggiamenti. 'In Italia non sarebbe proponibile niente del genere - e fin qua temo di essere d'accordo - e poi comunque è veramente esagerato, è il sinonimo di una popolazione ammaestrata e anonima'. Non mi risulta che 'civile' sia sinonimo di 'burattino' e di 'privo di personalità'. Con questi commenti non ho potuto che convincermi che non cambieremo mai, che non dobbiamo stupirci di avere i politici che abbiamo, la criminalità che abbiamo, l'inciviltà che spesso un po' tutti mostriamo. Ci siamo dimenticati cosa significa vivere in pace e quando abbiamo la possibilità di farlo non siamo nemmeno in grado di capirne il valore. Tutto quello che è marcio in questo paese, in definitiva, ci sta bene, forse ci piace addirittura!



Senza titolo

Tue, 20 May 2008 15:10:03 +0100

Non passa giorno che non abbia dei pensieri che voglia riportare qui. Riflessioni, pareri, giudizi personali. Ma la verità è che tutto dura lo spazio di qualche secondo, scivolando poi in quella che in breve si può riassumere in una parola sola: indignazione.
Perchè se una mattina mi sveglio all'alba assillata da ansie personali, dal letto accendo la tv, consulto il televideo e la carrellata di notizie è quella che riporto, non si può non provare qualcosa di simile all'indignazione. Il nuovo governo vuole introdurre la clandestinità come reato. Come se non avessimo già una burocrazia giudiziaria in completo collasso, come se non avessimo già le carceri sovraffollate. Il ministro-soubrette Carfagna si rifiuta di patrocinare il gay pride, asserendo che ormai i gay sono completamente integrati in società e non servono manifestazioni di questo genere. Per non parlare di altre sue considerazioni di un moralismo che poco è coerente con una che fino all'altro ieri senza alcun cruccio si presentava in tv beatamente scosciata (e - dice il suo mentore - con qualche pelo superfluo...). E che dire di Famiglia Cristiana, che afferma con entusiasmo che ora ci sono i numeri per cambiare finalmente la 194? Sono seriamente indignata, sì. E preoccupata. Per tutto questo. Ma non basta.
Sono preoccupata che con l'arrivo della stagione calda si sviluppi seriamente la tanto paventata emergenza sanitaria dovuta al perenne accumulo di rifiuti nel napoletano. Il tutto mentre non si fa che parlare di epurazione dal paese di quei zulù, di quegli incivili, sporchi, puzzolenti criminali degli stranieri. Con una nota di riguardo per le colf, però. Perchè poi altrimenti chi gliela spolvera e lucida la villa al mare?
Ma noi siamo poi così sicuri di poterci permettere di dare degli incivili agli stranieri? Facendo una sana analisi di coscienza, questi giudizi non arrivano forse da un pulpito un po' traballante? Siamo sicuri che noi le regole le rispettiamo tutte? Siamo sicuri di nutrire un sincero rispetto per il prossimo? Siamo davvero certi di essere una società così civile, noi italiani? Io da un po' di tempo a questa parte questa certezza l'ho persa, e mi basta camminare per strada per capire che c'è qualcosa che non va prima in noi stessi che negli altri.




Oceano

Thu, 03 Apr 2008 17:39:03 +0100

(object) (embed) Oggi il mio spirito va di pari passo con questa canzone.



Senza titolo

Wed, 12 Mar 2008 09:18:14 +0100

Dopo aver riassaporato un po' di euforia, eccomi di nuovo coi piedi per terra. La strada è tutta in salita e la presunta meta non si vede, è cosparsa da un alone di nebbia. La sensazione costante che ho è quella di buttare via i miei giorni, le mie ore, i miei minuti, i miei secondi... senza costruire nulla di davvero concreto, in attesa di un miracolo che tanto non avverrà. Il tutto mi rende così apatica! 



Senza titolo

Sat, 08 Mar 2008 22:17:47 +0100

Mi sono sentita troppo vuota e arida, ultimamente, per avere qualcosa da dire e da scrivere. Ho vagato sconsolata, affrontando ogni giorno come fosse una scalata ritta e pericolosa. Oggi finalmente ho quella strana sensazione che si avvicina, sfiorandola, alla pace. Quel senso di leggerezza che non provavo da tanto. So che non durerà, i problemi non sono risolti, anzi è probabile che comincino ora. Ma accetto la sfida con lo sguardo fiducioso rivolto in avanti.

Per la prima volta, da tanto, ho preso una posizione. Ho pensato a me stessa. Ho detto basta e questo mi fa stare incredibilmente bene. Sono stata coerente con quello che ho deciso in quel guizzo di tempo in cui ho capito che, se fosse andato tutto bene avrei dovuto smetterla. Chiudere. Voltare pagina. Mi sono anche messa alla prova, m sono data qualche giorno di tempo per capire se non sarei tornata sui miei passi. Non è successo. Ho capito che a volte chiudere un capitolo ti fa riguadagnare un po' di vigore, ti fa riacquistare quelle energie che ormai credevi perse.

Sarà poi che oggi l'ultima cosa che mi aspettassi era di ricevere un rametto di mimosa. Nemmeno lo desideravo, detesto i simboli, i clichè, cerco sempre di andare oltre. Ma forse proprio perchè inaspettato mi ha riempito il cuore, mi ha fatto sentire così bene.

E' come se avessi la sensazione di avere finalmente trovato la chiave del lucchetto che legava con la catena una palla al mio piede.
Ora rimane da trovare quella che sia in grado di liberare anche l'altro.





Illuminiamoci Di Meno

Fri, 15 Feb 2008 21:44:13 +0100

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