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Kool-In-Air!



.: ĊOØК1אg @ 1t5 шØЯŠt :.



Updated: 2014-10-07T02:11:20.668+02:00

 



Ma i giornalisti del Corriere della Sera, sanno leggere (e interpretare) i numeri?

2010-05-18T17:09:43.563+02:00

Ovvero: "per un punto, il Corriere prese la cacca".L'occasione è troppo invitante.Sul Corriere della Sera di oggi, edizione on-line, c'è un articolo su un tizio che incontra una tipa in treno, ci scambia due parole, la perde di vista e cerca di re-incontrarla creando una pagina su Facebook.Fin qua niente di nuovo.Per dare alla sua ricerca un'aura di credibilità (?) il medesimo tizio avvia una raccolta di fondi (su www.justgiving.com) a favore di un ente che si occupa di ricerca sul cancro. La gente legge la sua storia, vede il collegamento e decide di donare qualche sterlina alla causa.Anche in questo caso, nulla di particolarmente rilevante.Ora, il Corriere della Sera riprende la notizia e - per darle ulteriore scalpore (quale, poi? Di cose del genere Internet è piena...) - usa la seguente frase:"l’obiettivo era di arrivare a 500mila sterline (poco meno di 600mila euro), ma siamo ben oltre, con 977,50 sterline già raccolte (pari a più di 1,1 milioni di euro) e se anche Keir ha deciso di interrompere la ricerca, per evitare che la ragazza diventi oggetto di “attenzioni indesiderate” da parte di qualcuno, ha chiesto comunque ai suoi seguaci di continuare a fare offerte per l’ente benefico, con l’intento di arrivare a 1 milione di sterline."Chiunque abbia fatto le sQuole elementari o abbia a disposizione una calcolatrice tipo quelle che uscivano una volta dal Dixan, non farà fatica a capire che c'è qualcosa che non va: che mi risulti, 977,50 sterline NON equivalgono affatto a 1,1 milioni di euro, ma a circa 1100 (milleecento).Vabbè, ci sarà un errore in quel 977,50 (novecentosettantasettevirgolacinquanta): saranno state 977500 (novecentosettantasettemilaecinquecento).E invece no: basta andare semplicemente sul sito che gestisce la raccolta fondi per accorgersi che l'obiettivo originale era di sole 500 (cinquecento) sterline, anziché le 500.000 indicate nell'articolo.E l'obiettivo raggiunto, nel momento in cui scrivo, è di 1020 (milleeventi) sterline.Forse che la malcapitata giornalista (?) non è al corrente del fatto che i paesi anglosassoni utilizzano il punto ('.') per separare le cifre decimali e la virgola (',') per separare le migliaia?Ma no, cosa vado mai a pensare.In ogni caso, 1.000 (con notazione anglosassone) complimenti al Corriere e alla sua oculatissima redazione.Cosa c'entra questo post in un blog che parla (vabbè...) di cucina?Beh, è la dimostrazione che la gente comune non è disposta a bersi qualsiasi fesseria, per di più quando a pubblicarla è una fonte che pretende(rà) di essere pagata per diffondere simili stronzate notizie imprecise...PS: Per scrupolo, allego un'immagine dell'articolo in questione e della pagina su justgiving che riporta quanto evidenziatoArticolo: Pagina della raccolta fondi:Aggiornamento delle 17.00:Piano piano, nella redazione del Corriere, stanno correggendo l'articolo... Nonostante abbiano cambiato il titolo (diventato ora: Cerca online la ragazza vista sul treno e raccoglie MILLE sterline in beneficenza rispetto all'originario un milione di sterline) e alcune parti dell'articolo stesso, al suo interno compare ancora il riferimento al milione (non quello di Marco Polo, ma pur sempre un'altra opera di fantasia). Fra un po', resisi conto della sostanziale inutilità dell'articolo, lo rimuoveranno del tutto per sostituirlo con un'altra, ennesima boutade social-networkiana...Attendiamo fiduciosi! ;)-- See what's cooking NOW @ Kool-In-Air!! [...]



Sòn qui...

2009-03-19T17:11:41.216+01:00

...tra le tue braccia amooooòr, avvinto come l'eeeeeeeeeeeeeeeeeederàaaaaaaaah..." (op.cit.)

(tutto 'sto chiasso per confermare che non sono ancora morto)

A presto! (Aspetta, che vengòoooh! Robberto Aksum, detto l'obelisco, pornattore precox)

ovvero


Appesto! (...perché, che succede se ti dài delle arie, eh? Franco Sozzoni, meteorista)

ovvero


Aprés... Tòh! (Commànt se dìs 'dopo' en fransè? Jerome LeClerq-Conad, professéur de langue d'oc)

ovvero


Apre? Sto! (Che ne dice di questa coppia di re? Gipo Cazzulati, giuocatore di pòcher)

ovvero


Ar pesto! (Còmme 'e gradischi oggi 'e linguine, 'a sòr Erose? Eros Brega, avventore òsterico)

ovvero


addio! :)(image)



Serendipità (ovvero: what the f*ck did bring you here?)

2008-08-19T10:08:55.534+02:00

Prima ancora che ci facessero un film, già sapevo (mi pare grazie ad un'approfondita lettura di un vecchio Selezione dal reader's digest celebratasi nel posto più consono ad una testata di tale caratura, ovvero la toilette) cosa fosse la serendipità.Al giorno d'oggi essa rappresenta il principio fondante su cui basano il proprio successo tutti i motori di ricerca del web, nessuno escluso (beh, diciamo che virgilio.it ne è stato maestro indiscusso).Attendevo con ansia questo momento, desiderando condividere con voi le (a volte) esilaranti scoperte che mi attendevano nel momento in cui ho cercato di capire chi (e soprattutto per quale motivo) finiva, navigando, su questo minuscolo spazio del microcosmo Internet.Ecco quindi un estratto di tali ricerche, gustoso quanto un cracker di miglio all'olio di colza, che vi giunge in collaborazione col sistema di reportistica di big G.Il numero a sinistra indica le visite relative alle keyword che seguono:6 - recipes pasta "pomodorini freschi"4 - sarcazzo3 - matt bianco samba in your casa2 - "odore di piedi"2 - formaggio "odore di piedi"1 - "boss hog" whiteout site:blogspot.com1 - "chondrochladia lampadiglobus"1 - "infezione da anisakis"1 - "sarcazzo"1 - allappamento cachi1 - amphitretus pelagicus1 - bagnasco bullet count1 - bardo pond1 - barry white - just another way to say i love you (1975)1 - beef fettina recipes1 - benthocodon1 - bi-sex bi-sex1 - blog piazza quadrata roma1 - blogitalia foggia1 - blogspot "matt bianco"1 - bucatini cacio pepe recipe1 - buon nefrologo milano1 - cacio pepe1 - cavallo aglio prezzemolo1 - che cosa e occhio delle fave occhio delle fave1 - chondrochladia lampadiglobus1 - ciambotta di pesce+ricetta+puglia1 - come cucinare il cefalo1 - cos'e' hummus1 - cos'è hummus1 - cosa è il fravaglio1 - daikirja1 - die eir von satan1 - fabio flowerside1 - fave cicorie vino1 - fettine di carne di cavallo1 - filo per sgombri1 - foggia l'inzivoso1 - formaggio succhiello1 - foto forno tandoor1 - fravaglio di triglia1 - gastrointestinale cavallo1 - giuseppe è inzivoso1 - grafite nel frigo1 - gugol foggia1 - head shop via oderisi da gubbio1 - hemp shop roma via oderisi da gubbio1 - hummus1 - hummus said1 - humus sesamo fave1 - i problemi della vita1 - i senzatetto in nz1 - immagini danzatrici del ventre casalinghe1 - immortadell1 - kool in1 - kool-in-air1 - la moglie di hans briegel1 - lato cottura salamella alla brace1 - link:www.leoncavallo.org1 - maccarello cottura1 - maccheroni cacio e pepe1 - marrus orthocanna1 - merluzzetti1 - milano pizza bordo farcito1 - mondare cos'è1 - pesce sgombro photo1 - pezzetti di carne di cavallo1 - pomodori in scatola puglia1 - probblemi1 - qui si parla italiano arquivio1 - recensioni ristorante zenobia1 - recensioni ristoranti zenobia1 - ricette + agliata + pomodorini secchi + pasta1 - ristorante zenobia recensioni1 - ruth brigitte tocki1 - salice salentino blog1 - scalogno cosa e'1 - scamiciato pronounced1 - sciapo1 - sciapò1 - scuole coriliano calabro1 - sgombro1 - sgombro cottura1 - sgombro pesce photo1 - spiedini cavallo1 - spurgare le vongole1 - spurgare vongola verace1 - sugo lurido1 - tonnarelli cacio e pepe1 - tonnarelli cacio et pepe, recipe1 - trattoria del mare ad anzio1 - troccolaturo1 - vermicelli di grano duro1 - via oderisi da gubbio smartshop1 - video della preparazione della bruschetta1 - video linea blu peschici1 - vongole surgelate spurgare sabbia1 - whiteout boss hog1 - zuppa di pesce di anzio rm1 - mara venier vuoi perdere peso?cacaQualcuno più sgamato di me utilizzerebbe tali risultati come uno strumento preziosissimo per migliorare la (penosa) posizione di questo blog all'interno dei maggiori motori di ricerca.Io, che sono fondamentalmente un cretino, mi limito a constatare con orgoglio che il frutto della mia (inde)fessa applicazione ha convogliato:Numerosi musicologi amanti di Barry White, di Matt Bianco, dei Boss Hog, dei Tool, degli Immortadell e dei Bardo Pond (davvero ne esistono?)Americani stufi del trash food che pensano di trovare sollievo gas[...]



HOWTO: zen or the art of rolling spaghetti

2007-10-18T11:19:12.150+02:00

Guten tag, my friends!This is my first international HOWTO and it's mainly aimed to help all of you outer world inhabitants (that is, you lucky people having the chance to live outside this waste land called Italy) in learning how to roll - and eventually EAT - a couple of spaghetti by simply using a fork *and* your hands.In doing so we have chosen to adopt the 'learn by example' method [1]: a practical alternative to the didascalic and maieutic ones, which are far too complex and hence not suited for this purpose.So, have a look at these pictures: they show my young little son Federico - a.k.a. 'Chico' (pronounced 'Kiko') - while struggling to roll and eat a bunch of 'spaghetti con le vongole' (spaghetti with claws and garlic), a typical seaside dish shown here in all its majesty as prepared by Mr. Mario of the 'Er Pioniere' ('Ye Pioneer') fame, in his small inn at the end of the 'Villaggio dei Pescatori' ('Fishmonger Village'), Fregene - Rome.The first stepThe second Step(pictures copyright 2007 by memyselfandi)It was my son first attempt ever, and it turned out to be quite successful, too.Consider that Chico is two years and nine months now: although he's quite an ingenious kid, and he does know how to spell 'pimpiripettenusa' in a whisper, he still is a kid (and definitely a cute one).Imagine what YOU could do.After all, you used to cross the oceans back and forth with ships made of metal (how could it be? weren't they supposed to sink?), you fled with huge airplanes at the speed of sound or higher (how could it be? weren't they supposed to fall?), you reached the moon many a time in the past years (how could it be? wasn't the moon just painted white over the black sky?), you successfully fought against Iraq, a VERRRRY serious menace for your faraway land (how could it be? you don't EVEN know where Iraq is!) yet you don't know how to decently eat a cup of spaghetti.Oh my!Now you're on your way to enlightenment: just sit back, surf the web and book ASAP a low cost, low risk, low satisfaction trip to Italy.Once there, find the best looking restaurant (or 'taverna', 'osteria', 'trattoria', 'hostaria', 'pompe funebri') you can, and order with confidence a wealthy portion of 'spageti boloniese'.Then, show everyone your craftsmanship and start splotching tomato (?) juice and meatballs all over the red-and-white-checked tablecloths.Beware all those people sitting at tables near you: they could turn out to be very hostile when bombed with someonelse's lunch, after all.Clean your mouths, wash your eyeglass (if any) and throw away your skirts: it's just time to relax and order a hot 'capuccino' with a Big Mac.Well done! Hope to see you soon again.Best regardsFJFNote:[1] - A replacement for the older 'Osserva, Sperimenta & Impara' method, (c) 1956 / 1988 by TraumFabrik productions-- See what's cooking NOW @ Kool-In-Air!! [...]



Ricetta per un Partito Democratico alla bene e meglio

2007-10-18T15:32:48.710+02:00

Orbene: passata è la tempesta, già s'odono gli augelli (anche quelli del malaugurio) far festa.Le primarie del Partito Democratico (Tornato Ringalluzzito) si sono appena concluse e a sinistra (sinistra?) è tutto un profluvio di elogi, autocompiacimenti incrociati e sguardi insolluccheriti.Più che di eLezioni si è trattato di eRezioni, datosi che per molti l'assopimento dei sensi è stato bruscamente e sorprendentemente interrotto da poderose crisi di priapismo che neanche ai tempi pre-Merlin (ambiente discreto, massimo comfort, citofonare Giusy).In radio (e TV) il ritornello che si ripete è sempre lo stesso: non è vero che gli italiani sono stufi della politica, il successo di queste elezioni ne è prova inconfutabile nonchè la migliore risposta a quel gufo di Beppe Grillo.Tant'è: beati coloro che dimostrano di possedere una capacità d'analisi degna del più stolto dei bonobo.In questo blogghe, oltre a fornire la ricetta vincente per quello che sarà (a detta di molti) il salvagente per il futuro politico della nostra (i)nazione, siamo lieti di mostrare alle masse - con uno scoop eccezziunale veramente proprio - i motivi del clamoroso successo riscontrato in tutta Itaglia dal John Fitzgerald Kennedy del quartiere Coppedè: l'unico attivista politico in grado di collezionare - in pieni anni di piombo - più figurine Panini che denunce a piede libero.Ma bando alle ciance (per quelle, basterà accendere l'aggeggio infernale nei prossimi giorni e - ahinoi! - nelle prossime notti) e andiamo giù di ricetta:Dicevamo, per confezionare un Partito Democratico bello fragrante servono:una massa di elettori delusi e sco9lionatiun battage pubblicitario di media entitàuna bella giornata di sole (per lo meno a Roma)tanti volontari che, credendo di sacrificarsi per la causa, altro non faranno che lavorare gratise come manco in Bulgaria sono adusiun candidato unico (anzi IL candidato)tanti pseudo-candidati fantoccio [1] (come definire gente che sa di competere per arrivare al massimo seconda e a trenta lunghezze dal cavallo di razza?)il solito clima politico al quale siamo abituati da tempoun'opposizione becera e livorosaLa preparazione è immediata: sfruttando il calore della bella giornata, mescolare elettori e volontari in un'atmosfera alla sagra di paese. Affinchè gli elettori (potenziali) accorrano in massa, è necessario far macerare ben bene l'annuncio dell'evento in un tourbillon pubblicitario e mediatico di almeno sei mesi.Scegliere diligentemente il candidato unico tra la moltitudine di papabili (maddeche?), osservandone attentamente l'occhietto tumido e badando che sia lesso. Prestare attenzione a non inacidirlo ulteriormente con un eccesso di critiche dettate dal solito clima politico e blabblabblà.Ogni tanto mescolare e riscaldare gli animi con exit-poll scelti ad arte affinchè il preparato, anziché nascere già stantio e insipido, acquisisca un minimo di consistenza e sapidità.Condire con una manciata di candidati già trombati prima del tempo e servire ben cotto (e stracotto) dosando ad arte i travasi di bile dell'opposizione in modo che non inaspriscano il risultato finale.Eccheqquà.Onde evitare che l'untuosità del preparato possa macchiare indefinitamente le tavole su cui verrà servito, si raccomanda di utilizzare a mo' di tovaglietta - che fa tanto self-service della Festà dell'Unità - una copia della scheda di voto abilmente trafugata da un gazebo elettorale e che alleghiamo alla presente (lo scoop da premio Pulitzer cui accennavamo). Elezioni primarie del Partito Democratico! Esprimi le tue preferenze barrando la casella di uno dei candidati elencati: X Walter Veltroni    Il figlio di Vittorio Veltroni    Veltroni Walter    L'attuale sindaco di Roma    Walter On. Veltroni    Il marito di Flavia Prisco    rosybindienricoletta[...]



Bentagliati di farina di grano duro e uova, con purea di pesce azzurro in salsa di liliacea, erbe aromatiche e poivre noir a velo

2007-10-04T09:02:28.612+02:00

Bònjour,questo post è un'evidente giuoco scherzoso (gli inglesi direbbero "pun", i francesi "pastiche", gli spagnoli "olè!") dedicato a tutti quei fini connoisseurs, un po' masochisti, che preferiscono cibarsi di piatti per i quali ci voglia più tempo a pronunciarne il nome che a consumarne le scarne porzioni servite presso i ristoranti più à la page.Di solito, presso tali ristoteche, l'importo del conto risulta direttamente proporzionale al numero di parole che compongono i titoli delle libagioni, ovvero inversamente proporzionale alla grammatura delle medesime.La popolazione culinar-blogghesca, soprattutto italiana, è strapiena di aspiranti cuochi et professionisti conclamati che ritengono sia un dovere descrivere la preparazione di un piatto nel nome del piatto stesso, realizzando così una sorta di pangramma assolutamente superfluo e inconcludente a fini gastronomici, ma che fa tanto scena.Se nella preparazione vengono convogliati ingredienti che non si troverebbero manco nel gabinetto del dottor Caligari (es: il tamarindo) tanto meglio, secondo loro.E l'uso del francioso risulta, per tali apprendisti stregoni, funzionale quanto l'aceto balsamico sulla burrata.Giusto per chiarire come stanno qui le cose, questo post dovrebbe servire a preparare - qualora lo si desiderasse davvero - uno strepitoso piatto di cucina 'povera', che - in barba all'inflazione galoppante più di un'orda di cavalieri tartari lanciati alla conquista dell'Europa - mantiene tutt'ora le sue caratteristiche di economicità e sapidità.In pratica, se non ci siete arrivati, stiamo parlando dei troccoli con le alici, ovvero di un piatto parente alla lontana della fantomatica pasta con le sarde di tradizione trinacriense.Per prepararlo vi servono:farina di grano durouova (una ogni etto abbondante di farina)alici fresche sfilettatequalche spicchio d'aglioolio d'olivaprezzemolo frescopepe neroCon la farina e le uova va preparato il classico intruglio per la pasta fatta in casa. Se non sapete come fare potete:comprarla già fatta (ottima soluzione, a meno di non rivolgersi a quelle abominevoli preparazioni industriali vendute sotto vuoto nei supermercati)cercare su GoogleQualora decidiate di farla da voi seguendo l'opzione 2) allora dovete munirvi di un troccolaturo, ovvero un mattarello zigrinato che permette di tagliare la sfoglia in sottili strisce (in realtà prismi a base rettangolare) noti come troccoli o spaghetti alla chitarra.Per il resto, l'aglio schiacciato e scamiciato (mi raccomando!) va fatto soffriggere in abbondante olio d'oliva e quindi estratto prima che il suo colorito cominci a diventare troppo scuro.Nel frattempo avrete sfilettato e quindi tritato grossolanamente le alici FRESCHE, privandole altresì della coda e della testa.Sulla scelta delle alici la questione è meno semplice di quanto si creda.Presso il mercato Macaluso (sotto casa mia) ci sono due pescherie situate una al fianco dell'altra: la prima è gestita da una combriccola di tipi loschi, quasi sicuramente ex-galeotti condannati per reati contro il patrimonio, che probabilmente racimola il pesce che smercia prelevandolo dal fondo dei camion incustoditi utilizzati per il trasporto degli scarti ittici.La seconda, invece, è amorevolmente accudita da una tenera sòra romanesca, ex sarta della casa reale, che per vocazione si è convertita all'agroittico.Quando la signora non è impegnata nel retrobottega a mostrare ai suoi aiutanti (quasi sempre nordafricani) il modo migliore per maneggiare l'anguilla e il capitone, si dimostra venditrice accorta e coscenziosa.Orbene, quando mi sono recato in cerca di alici ho come al solito sondato il terreno presso la prima e dunque la seconda pescheria.Le alici erano presenti su entrambi i banchi: nel primo caso, il colorito nero-verdastro e il prezzo sui 2 (due!) euro al kg mi ha fatto desistere immantinente. Va bene tenere in conto il portafoglio, ma la vita è pur sempre un bene prezioso, quasi [...]



Vermicelli alla vietnamita

2007-09-21T09:17:51.149+02:00

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The title says it all.

Sulla falsariga dell'infame parmesan teutonico, l'ennesimo caso di sfruttamento di un marchio DOP al di fuori dei nostri confini nazional-popolari.

Dove andremo a finire, di questo passo?

In ogni caso, un'ottima fonte di proteine e sali minerali, da includere in ogni dieta che si rispetti...

E adesso vorrete scusarmi, ma vado a vomitare in un cespuglio qua vicino.(image)



Musicooking (reprise)

2007-09-11T17:55:46.033+02:00

Come promesso, eccovi la traduzione dell'esoterico testo culinario propostovi in collaborazione con i Tool nel mio post precedente.Per fare sfoggio delle mie capacità linguistiche ve ne propongo la versione in napoletano, a dimostrazione e controprova del fatto che, qualora la città partenopea dovesse divenire - come molti auspicano - stato a sè, avrei un impiego assicurato presso le Nazioni Unite in qualità di traduttore simultaneo di lingue morte (e chìtàmmuòrte).Ciò mi conforta, anzichenò.Ma procediamo con la traduzione:'e 'uàllare / ll'òva 'e Barzabùcco'na miéza tàzzulélla 'e zùccar' 'mpòvére'nu quàrt' 'e cùcchiaréll' 'e sàle'na pònta 'e cùrtiéll' d'àscìscio tùrcomànno'ddùje ett' 'e 'bbùtìrro'nu cùcchiaréll' 'e zùccar' vanigliàt''ddòje ett' 'e fàrìn'n' etto e 'mmiéz' 'e nùcélle sbriciulàten' àto pùcuréll' 'e zùccar' 'mpòvére...e niént' òvaAmmùllàt' ògne ccòs' rìnt' a 'nà zupperèllaaggiungìtéce 'o 'bbùtìrrodòppo 'e nùcélle sbriciùlate e'mpastàt' 'a squàrcéllaCu' 'sta squàrcélla, facìtéce tànta 'uàllare gruòss' còmm' a n'aùliva 'e Cérignòlaruòtolàtele rìnt' 'o zùccar'e 'ricìte 'e 'ppàròl càbbalìstiche:"Aglio, fràvaglie, fàttura ca nùn quàglie; còrna, bìcòrna, càpe 'e àlice e càpe d'aglio"Schiaffàtéle rìnt' a 'na tòrtiéra ùnta àssaje e'nfùrnat' a 'dduìciént' gràd' pe' 'nu quàrto d'òra...E NIÉNT' ÒVAinfùrnat' a 'dduìciént' gràd' pè 'nu quàrto d'òra...e niént' òvaLa poesia di questo testo è, per me, assolutamente struggente, al pari di alcune liriche del sommo Raffaele Petra, Marchese di Caccavone.Qualora i più acculturati tra voi notassero errori di traduzione o di translitterazione nel passaggio dall'originale in lingua germanica verso l'antico (ma sempre attuale) idioma partenopeo, mi gioverebbe se ciò venisse segnalato tra i commenti.In ogni caso, abbiate un po' di pietà per un derelitto diplomatosi per corrispondenza presso il celebre istituto di lingue parteuropee 'Zappulla Carmelo' di Caivano (NA).Jàmme bèlle, jà! :)-- See what's cooking NOW @ Kool-In-Air!! [...]



Musicooking

2007-09-11T17:56:03.456+02:00

Il binomio musica e cucina non si è mai dimostrato riuscito. Nel senso che musicare una ricetta è sempre stato ritenuto lessicalmente molto difficile, e a ragion veduta.Soprattutto in italiano, dove amore può far rima con frullatore e poco altro.E lo stesso dicasi per tu (sartù / ragù), cuore (sbattitore), sogno (scalogno cipolla), figlia (vaniglia), giorno (forno), sole (scarole), paradiso (insalata di riso), bacio (cacio), pelle (animelle) e bambina (margarina).Non c'è Mogol che tenga.Pertanto, sia lode ai Tool per essere stati - se non tra i primi [1] - per lo meno i più efficaci in questo arduo compito.In particolare mi riferisco alla loro enigmatica Die eier Von Satan, un incrocio musicale tra i rumori assordanti di una pressa idraulica e i sussulti nazisteggianti di una folla in delirio, arringata in tètèsco da un bestione pelato, presumibilmente strizzato in un infausta divisa marrone un po' retrò.La canzone (mi sia concesso chiamarla così) è contenuta in quel capolavoro assoluto che è Ænima, l'opera che a partire dal 1996 contribuì a far conoscere maggiormente al grande pubblico la miscela esplosiva e affascinante di ritmi dispari e inconsueti, tecnica sovrumana sebbene mai fine a sè stessa, immaginario esoterico e sensibilità fuori dal comune che caratterizzò da quel momento in poi il quartetto californiano.Ma ciancio alle bande, ed eccovi il testo:Die Eier von SatanEine halbe Tasse StaubzuckerEin Viertel Teelöffel SalzEine Messerspitze türkisches HaschischEin halbes Pfund ButterEin Teelöffel VanillenzuckerEin halbes Pfund MehlEinhundertfünfzig Gramm gemahlene NüsseEin wenig extra Staubzucker...und keine EierIn eine Schüssel gebenButter einrührenGemahlene Nüsse zugeben undDen Teig verknetenAugenballgroße Stücke vom Teig formenIm Staubzucker wälzen undSagt die ZauberwörterSimsalbimbamba Saladu SaladimAuf ein gefettetes Backblech legen undBei zweihundert Grad für fünfzehn Minuten backen...und KEINE EIERBei zweihundert Grad für fünfzehn Minuten backen...und Keine EierSe proprio ci tenete ad ascoltarla, allora fatelo tramite il simpaticissimo jukebox fornito da RadioBlog che trovate nella colonna destra di questa pagina. Ricordatevi che le connessioni filtrate da firewall e proxy, che pongono limiti sulle dimensioni e sulla natura dei file scaricabili, possono dare luogo a qualche problema...In alternativa, acquistate il CD che ne vale la pena.La traduzione del testo seguirà in un prossimo aggiornamento, tanto per lasciarvi un po' sulle spine (lo so che state fremendo, curiosoni che non siete altro... :)Vi basti sapere, o miei giovani virgulti, che nulla è come sembra...Ecco cosa può capitare qualora si venga invitati ad un barbecue a casa di M.J. Keenan (picture courtesy of toolshed.down.net)Note:[1] - Tra i pochi altri grandi artisti che si sono cimentati in un compito analogo giova ricordare (in rigoroso ordine cronologico):Prophilax con Tronco Cionco (da Il Signore Delle Fogne, 1993)Tom Waits con Philipino Box Spring Hog (da Mule Variations, 1999)Ornella Vanoni con Rossetto e Cioccolato (da Noi, Le Donne Noi, 2003)e scusate se è poco.Link e testi cercateveli voi, bàmbascioni!-- See what's cooking NOW @ Kool-In-Air!! [...]



HOWTO : far spurgare le vongole

2007-08-27T11:46:41.044+02:00

Bentruàti.Con il post di oggi si inaugura la categoria degli howto (pron.: autù), che poi altro non sono se non "mini-guide per l'esecuzione di compiti più o meno comuni in ambito culinario", fist-fucking escluso.Questo primo howto è dedicato alla preparazione delle vongole come atto propedeutico alla poièsis di piatti che ne necessitano in ragguardevoli quantità (esempi: tegamata di linguine alle vongole, zuppa di vongole, impepata di vongole e vongole in salsa di vongole).Sono riuscito a non dire sautèe.Ricordatevi, qualora non lo sapeste già, che le vongole sono molluschi ESTREMAMENTE diffidenti.Una volta eradicate dal loro habitat sabbioso e salmastro, tristi e immalinconite tendono a chiudersi introspettivamente in sè stesse, senza il benchè minimo accenno ad una qualsiasi riapertura della loro coriacea conchìzza.Il che presenta alcuni sgradevoli inconvenienti.Primo tra tutti, quello di ritrovarsi a gustare squisite linguine alla sabbia di Marghera, la quale oltre ad essere aromatizzata al tetracloruro di carbonio, al bromoformio e ai trialometani, ha anche il poco piacevole side-effect (mi si perdoni l'anglismo) di attaccarsi, eccome!, al lavoro del vostro dentista.Distruggendolo.Affinché ciò non accada è possibile prendere delle semplici precauzioni - ognuna delle quali è da intendersi alternativa alle altre - che mi accingo or ora ad elencare:Acquistare vongole già sgusciate e pulite. Surgelate o in salamoia, poco cambia: fanno schifo uguale e probabilmente sono state preparate da bambini pakistani nel poco tempo libero a loro disposizione tra la cucitura di un pallone da calcio e l'altroAttendere che l'evoluzione faccia il suo corso, spostando l'habitat naturale del simpatico mollusco dalle coste sabbiose agli scogli calcarei (a là cozze e patelle, per intenderci). Detti scogli saranno sicuramente più facili da individuare ed eliminare dal piatto, di quanto non lo siano i maledettissimi granelli di sabbiaSeguire pedissequamente questo howtoOrbene, preambolo a parte, ciò che vi servirà sarà un recipiente di capienza adatta a contenere le infingarde, da riempire con le medesime indi con la quantità d'acqua strettamente necessaria a coprirle a filo.Poi sarà il caso di aggiungere una quantità di sale grosso tale da portare i livelli di salinità dell'acqua presente nel contenitore a valori analoghi a quelli dell'ambiente dal quale le bastarde sono state prelevate.Qualora non conosciate tale valore, potrete rivolgervi al laboratorio di analisi dell'università di Pavia, come suggerito sulle etichette delle più note marche di acque minerali, o più semplicemente sbattervene le palpebre e andare a casazzo (credo che da qualche parte ci sia un refuso dettatomi inconsciamente dal comune senso del pudore).L'aumentata salinità dell'acqua fara sì che le stronzissime credano di essere state riportate a casa loro, ammesso che si possa chiamare 'casa' un tratto di mare basso e limaccioso, e quindi si decidano - dopo circa due / tre ore di straniamento - a tirar fuori la capuzzella per dare un'occhiata e vedere chi c'è in giro e che si dice, ma più che altro per capire che fine ha fatto tutta quella dannatissima sabbia.Le sciocchine non sanno però che così facendo contribuiscono a perdere la fragrante impanatura silicea di cui sono ripiene, agevolandovi il compito.Ed è a questo punto che intervenite voi, selezionando accuratamente le vongole aperte, e quindi ancora vive e verosimilmente pulite, da quelle chiuse, probabilmente defunte o più timide delle altre e comunque più insabbiate di un bambino di due anni a spasso sul litorale di Ostia.Una risciacquatina alle fortunate che hanno passato la selezione, male non fa.A questo punto le bestiacce sono pronte per essere trasferite nella loro tomba sfrigolante, con enorme soddisfazione vostra e buona pace de[...]



L'orrore, l'orrore!

2007-08-02T23:44:16.001+02:00

Joseph Conrad mi perdonerà se ho scelto di utilizzare le ultime parole di Kurtz (buonanima) per dare un titolo a questo post.

Ma quanti di voi avranno la pazienza (e il fegato) di osservare il video qui sotto, non potranno non convenire con me che tali parole sono l'unico epitaffio adatto ad un simile scempio.

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Interessanti e costruttivi i commenti postati al video su youtube.

A questo punto mi auguro che il simpatico foodguru.com venga denunciato URGENTEMENTE presso il Tribunale Penale Internazionale per crimini contro l'umanità.

"Mistah Kurz - he dead.
A penny for the Old Guy!"(image)



Bruschetta garganica

2007-07-27T01:38:30.783+02:00

Visti i recenti eventi succedutisi a Peschici e dintorni, quale occasione migliore per presentare questa ricetta regionale - che comunque riscuote un grosso successo in tutto lo stivale - con buona pace di quei pochi e malmostosi ecologisti che hanno sempre da ridire su tutto.Ingredienti:le coste del Garganoun ulivetoun manipolo di idioti criminaliaccendini / fiammiferi / lanciafiamme q.b.vento teso di scirocco45°c all'ombra0% di umiditàla protezione civile illanguidita dalle ferie5.000 turisti inconsapevolipochi e stremati Canadair d'anteguerraPreparazione:In una calda giornata di scirocco, accertarsi innanzitutto che si presentino le giuste condizioni di temperatura e umidità. Indi recarsi in un uliveto e dare principio ad un minuscolo focherello con i mezzi d'innesco che risultano più congeniali, accertandosi alfine che la fiamma si alimenti bene sino a diventare subito viva.Confidando nell'endemica omertà dei villici, affidarsi alle correnti d'aria ed alla proverbiale reattività della protezione civile, badando che l'allegro scoppiettìo delle braci si diriga veemente verso le coste che dovranno necessariamente essere strapiene di bagnanti provenienti da ogni latitudine.Aggiungere qualche spruzzo di Canadair tiepido, che lungi dall'inficiare la riuscita del piatto può fungere da lieve rinfrescante senza alcun impatto significativo sul gusto finale.La pietanza, tipicamente estiva, va consumata quando la preparazione è ancora calda, condita d'una buona dose di polemiche stantìe e retorica cerchiobottista dannata (l'apostrofo è volutamente assente), per la gioia di giornalisti, speculatori edili e bracconieri.Ottima l'abbinata con un vivace Inferno DOCG della Valtellina, sperando che la bottiglia non risulti troppo annacquata.Se durante la preparazione doveste percepire penetranti afrori di lentisco, pino d'Aleppo, origano, ginepro ed altre erbacce tipiche della macchia garganica e mediterranea, non preoccupatevi più di tanto (siete pur sempre un manipolo di idioti criminali, no?) ma limitatevi ad annusarle con avidità: potrebbe trattarsi dell'ultima volta.Da preparare ascoltando:The Cure - Fire in Cairo (Three Imaginary Boys - 1979)The Clash - London's Burning (The Clash - 1977)Disclaimer: le immagini d'accompagnamento (copyright repubblica.it) costituiscono un semplice suggerimento di presentazione per il piatto. La preparazione attuale può differire per particolari più o meno rilevanti, senza comunque discostarsi troppo da quanto mostrato.-- See what's cooking NOW @ Kool-In-Air!! [...]



Dogmaclastìa

2007-07-25T15:25:13.201+02:00

Ovvero:"Le regole sono come le ginocchia degli attaccanti avversari: esistono solo per essere infrante." (Hans-Peter Briegel)In ambito gastronomico-culinario (tra tutti i possibili contesti di discussione, quello che decisamente genera i fomenti più astiosi) esistono una serie di precetti che - secondo il senso comune - NON vanno mai violati, pena le occhiate di disapprovazione dei vostri ospiti.Tali occhiatacce sono generalmente accompagnate da una sequela di balloon da fumetto che recitano cose del tipo:"Ai piatti di pesce va abbinato SOLO il vino bianco!""ll succo di limone va aggiunto POCO PRIMA di servire il piatto, sennò si ossida!""Nel soffritto non si usa MAI la cipolla, bensì lo scalogno!""L'aglio va lasciato SEMPRE incamiciato!""Il dado da brodo è ASSOLUTAMENTE da evitare!""Il sale grosso deve essere RIGOROSAMENTE integrale!""L'olio extravergine d'oliva DEVE NECESSARIAMENTE essere di prima spremitura a freddo e possibilmente lavorato in un frantoio del neolitico!""GIAMMAI condire funghi e pesce con il formaggio!"e altre minchiate d'ordinanza.Ora, io che di cucina ne capisco poco meno che di fisica quantistica ("...mi scusi un attimo, signor Planck, ma in questo momento non posso darle troppa attenzione: l'aspetto domani sera in Via Panisperna per quel convivio cui accennava Niels...") mi sono sempre curato poco di tali dogmi e ho sempre anteposto la curiosità e il gusto personale a qualsiasi tipo di precetto talebano.Ecco perchè mi è spesso capitato di proporre, in cucina, l'equivalente culinario di un bestemmione a piena gola sotto il baldacchino del Bernini in San Pietro, un rutto fragoroso al culmine del pathos durante la rappresentazione - al Piccolo! - dell'Otellas di Nekrosius, un romanzo di Baricco in libreria, un'auto bianca e azzurra targata L'Aquila e parcheggiata davanti al Roma Club di Testaccio, oppure (gasp!) pagare anzichè essere pagati per andare a vedere un film di Muccino.Alcune di queste blasfemìe, lungi dall'essermi state ispirate dall'oppio o da una cassoeula consumata a tarda sera, sono il frutto di sporadici e temerari tentativi di provare qualcosa di nuovo nelle rare volte in cui mi è capitato di andare a cena fuori.Ed è proprio durante una di queste escursioni extramurarie che mi sono imbattuto nella Trattoria del Mare, ad Anzio (RM), un piccolo locale apparentemente senza pretese che giace spaparanzato sul molo del porto commerciale a pochi metri dall'imbarco dei traghetti per Ponza.La trattoria è gestita da alcuni giovani anziani, e sulle prime non pare proporre nulla di particolarmente innovativo: solito trionfo di antipasti di mare (almeno 15 tipi diversi in un'unica voce sul conto), soliti primi ben curati e secondi altrettanto.Dei vini non so dire: di lì a poco avrei dovuto guidare su strade parzialmente ignote, e non ho potuto apprezzare - pertanto - la possibilità di tracannare il mio solito litro e mezzo di Gotto d'Oro, da cui il mio disinteresse.Orbene è stato con spavalderia mista ad un certo grado di ingenuità che ho osato ordinare degli spaghetti ai moscardini. La cameriera mi sorprende chiedendomi: "Ce lo vuole il formaggio sopra? Perchè sa, noi siamo soliti aggiungerci un po' di pecorino romano..."."Come no!" è stata la mia poco convinta risposta, al punto che la cameriera mi richiede conferma, che giunge alfine positiva e un po' più decisa.Questo il preambolo.All'arrivo del piatto, in realtà una vera e propria còfana larga almeno quaranta centimetri e rorida di spaghetti e condimento, mio figlio (due anni e mezzo e nel pieno di una fase di avversione ferina nei confronti di tutto ciò che ha natura casearia) prorompe - a narici tappate - in un candido "Ghe bùzza!".In effetti l'odore di pecorino misto al sugo di moscardini risul[...]



Strange days

2007-07-19T09:40:00.192+02:00

Rebibbia, ore 8.29 di un torrido Venerdì di fine Giugno.

Sotto la canicola, vicino alla palina gialla che indica gli autobus che transitano in questo luogo dimenticato da dio e dalla regina Elisabetta, un signore di 50+ anni, in tuta blu, arrota su una mola artigianale che spunta chissà come dal sellino della sua Vespa vintage, un coltellaccio che ha tanti centimetri quanti lui anni e rughe in viso.

Il culo del sellino trasformato in un'improvvisata postazione da arrotino (macellaio?) con tanto di motorino collegato a ciò che resta dell'omologo che muove(va) la gloriosa.

Dal tizio, assorto com'è nella gioia del suo lavoro, non giunge alcun suono o parola. Niente di niente.

Neanche un 'Donne! E' arrivato l'arrotino e l'ombrellaio...' che mi possa tranquillizzare prima ancora che farmi incazzare come al solito.

Nel frattempo la folla di ucrainealbanesitalianistudentipensionateturisteammericane lo guarda con occhi a metà tra l'incuriosito ed il seriamente preoccupato.

Fondamentalmente strabici.

Io, mezzo stordito dall'arsura e dal boccheggìo cui mi ha costretto la dannata linea B della metropolitana, formulo tra me e me le seguenti ipotesi:
  1. Il tizio è un vero arrotino, solo un po' taciturno
  2. Il tizio è malato di mente e ora ci squarta tutti urlando 'verso l'infinito e oltre!'
  3. Guarda cosa vanno a pensare 'sti pubblicitari per invogliare i 'ggiovani ad andare a vedere Hostel part II che esce proprio oggi al cinema
Poi, dopo aver atteso il 443 per più di mezz'ora, ho un'illuminazione.(image)



Vuoi perdere peso?

2007-06-22T10:33:33.518+02:00

Caga.

(Un grazie a Mara Venier per il suo suggerimento e a Magma per avercelo ricordato, visto che sul web non si trova più traccia di tale fulgido esempio di scatologia televisiva).(image)



Sgombro coatto

2007-06-22T10:38:04.921+02:00

Negli ultimi otto anni il prezzo della casa a Roma è per lo meno triplicato (fonte: UMVDC [1]).Ora capisco perchè da giovane guardavo con simpatia e tenerezza a quelle garbate realtà milanesi - Roma non era ancora neppure un pensiero minuzzolo nella mia capa santa - di occupazione abusiva e pacifica quali il COA T28 in Via dei Transiti o il CSOA Leoncavallo e le sue infinite migrazioni.Poi capita che uno legge gli annunci immobiliari dell'agenzia sotto casa (ma quale casa?) e allora si prospettano due (2!) sole possibilità:denunciare i titolari dell'agenzia presso l'Ente di Protezione della Lingua Italiana (terrazzatissimo? cieloterra? pluribalconato? Come gli viene!?!?!)denunciare i titolari dell'agenzia presso la Camera di Commercio (che fanno, lasciano ancora i prezzi in Lire? 595.000 per un 90mq in via Cardano: ci dev'essere un refuso da qualche parte, forse mancano due o tre zeri...)this option intentionally left blankEd è proprio riflettendo su tali temi, oltre che tornando col pensiero ad un mio vicino, moroso laureato (no, non era un fidanzato modello ma un pidocchio che non pagava la pigione manco se gli staccavano le unghie dei piedi a tenagliate) che mi si è presentata l'ispirazione per questa pietanza.Al lettore sarà chiaro quanto prima il perchè del nome.Non può sfuggire, com'è ovvio, l'ingrediente principale: lo sgombro, o come lo chiamano a Roma e dintorni, il maccarello.Curioso come in ambito agroalimentare il genio italico abbia fatto propri alcuni termini anglosassoni, storpiandoli (in)consapevolmente e trasformandoli nelle caricature autarchiche di sé stessi: è così che il mackerel si trasforma in maccarello, la herring in aringa e lo stockfish in stoccafisso. Ma anche la beef steak in bistecca, per par condicio.Poi si deridono gli emigranti che Broccolìno al posto di Brooklyn. Mah.Fine dello sfogo (un grazie alla mia personale crema contro gli eczemi).Lo sgombro (uno per commensale) è meglio procurarselo da un pescivendolo di fiducia se non si vuole fare la fine di quello chef francese cui asportarono d'urgenza parte dell'intestino a causa di un infezione da anisakis (mortacci!). Altri riferimenti qui, qui e qui.In alternativa, si può eviscerare *bene* l'animale prima che un chirurgo sia costretto a fare lo stesso con noi.Meglio ancora lasciare a riposo il simpatico pesciolino per96 ore a -15° C, oppure60 ore a -20° C, oppure12 ore a –30° C, oppure9 ore a -40° C in modo da azzerare le funzioni vitali del fastidioso nematode (e non sto parlando di vostra suocera).Ah, già, la cottura in forno risolve altrettanto bene il problema... :)Ce l'avete il coriandolo? Bene: farciteci ciascuno sgombro - sventrato - unitamente ad uno spicchio d'aglio. Diciamo che un cucchiaino di coriandolo cadasgombro può andar bene. E anche un filo d'olio e un briciolo di sale grosso.Avvolgete ciascun maccarello in un foglio d'alluminio e infornatelo per una ventina di minuti almeno: sarà la vostra esperienza pluriennale nel coitus interruptus a indicarvi il momento più opportuno per tirare fuori il pesce prima che sia troppo tardi.Ora comincia il bello.Ciascuno sgombro va lasciato raffreddare quindi - nell' ordine - spellato, spinato e sminuzzato grossolanamente, senza curarsi della presenza di eventuali semi di coriandolo rimasugli della cottura.Se durante la spinatura doveste imbattervi in strane larve filiformi di circa 1 - 3 cm, tipo queste, accertatevi almeno che siano morte.Indi bisogna depositare i pezzettoni di sgombro in una zuppiera, e infine aggiungere cipolle affettate a spicchi grossi, capperi sott'aceto, olive nere e succo di limone. Completa il tutto una pudica innaffia[...]



'bbrasciòla di cavallo al zùco

2007-06-27T23:54:51.127+02:00

Foggia è una città ben strana.A Foggia molte cose perdono il loro vero nome per acquisirne un altro che poi, per consuetudine, si sostituisce al primo nell'immaginario collettivo (e spesso ignaro) sino a diventare più vero del vero.Ad esempio, da tempo immemore (cioè da quando io ho facoltà di ricordare) a Foggia esiste una Piazza Libanese. Che a me, già da régazzino, mi pareva un nome inusuale: quando mai s'è vista una piazza aggettivata? Libanese, poi.E perchè non Etiope o Tagìka?Ma quando la sentivo appellare così financo da due solide e concrete casalinghe quali mia madre e mia nonna materna, beh, allora mi rassegnavo ai miei dubbi adolescenziali.Poi all'improvviso ho scoperto quali fossero gli altri significati della parola libanese, in seguito quale fosse l'attività clandestina per cui la piazza omonima era famosa, e quindi - finalmente! - il perchè di quei capannelli di 'ggiuv'n uagghiùn' [0] assiepati nottetempo in Parco Volontari della Pace.Più che ingenuo sono duro di comprendonio, lo ammetto.Esistono anche altri casi eclatanti di perdite d'identità anagrafica, riferite solitamente alla toponomastica degli esercizi commerciali.Il chiosco La ghiacciaia, sebbene così registrato alla camera di commercio, in realtà non è mai esistito in quanto tale: il suo nome originario è da sempre soppiantato nella memoria dei foggiani dal più familiare 'a cantìn' d' P'ppùzz' [1], universalmente nota a causa dei tappi di birra Raffo incastrati dagli avventori con inusitata perizia nell'asfalto innanzi all'ingresso, e per i rùtt' [2], sgàrrùtt' [2bis] e quàtt' chitàmmùrt [2ter] che prorompono dagli avventori stessi ad ogni minima occasione, anche la più inutile.Poco distante, nascosto in una viuzza a senso unico di fianco all'Accademia di Belle Arti e non molto lontano dalla vecchia questura, giace un altro esempio caratteristico di tali identità commerciali multiformi: la taverna / pizzeria La grotta azzurra, nota ai foggiani - e dunque al mondo intero - con l'affettuoso appellativo di 'u 'nz'vùs [3].Ed è proprio dall'Inzivoso [4] che ho potuto riassaporare una delle massime espressioni di quel caratteristico piatto foggiano della domenica di festa che è, per l'appunto, la 'bbrasciòla di cavallo al zùco.Neanche a farlo apposta, a Foggia la 'bbrasciòla (braciola) non è quello che sembra.Uno dice "braciola!" a Milano, e si vede servire un bel pezzo di carne alta un dito, ancora attaccata all'osso e cotta alla brace (da cui il nome).Uno dice "braciola!" a Roma, e uguale.A Napoli, idem.A Foggia no: a Foggia la braciola è l'involtino di carne cotta nel sugo. Tenuta insieme a volte da un doppio filo di cotone, a volte da stuzzicadenti o spiedini di metallo, e comunque farcita d'aglio, prezzemolo, formaggio e pepe. Presso i più nobbbili, anche di prosciutto cotto e omelette (la frittatina, certo!).Per prepararla non occorre particolare perizia ma gli ingredienti giusti, quelli sì.Nell'ordine:agghij' (aglio)ogghij' (olio)sàrz' d'pùmmadòr' (salsa di pomodoro)p'trùsìn' (prezzemolo)p'cùrin' (formaggio saporito)pèp' nìr' (pepe nero macinato)carn' d'cavall' p'ì 'bbrasciòl' (fettine di carne di cavallo tagliate a medio spessore)carna gràss' p'anzapurì 'u zùg' (carne meno pregiata, tipo maiale o muscolo, tagliata a pezzi grossi, utile per dare un fondo più robusto al sugo)Parte dell'aglio va tritata insieme al prezzemolo, quindi mischiata al formaggio grattugiato ed al pepe e utilizzata per farcire le fettine di carne, disponendo il composto ad uno degli estremi della fettina, in modo che arrovogliando quest'ultima su sè stessa e cominciando proprio da tale [...]



I problemi della vita...

2007-06-01T14:54:19.090+02:00

Da repubblica.it:

Roma, 1 Giugno 2007: traffico impazzito per un incendio, tangenziale chiusa per ore nelle due direzioni

Niente di che, solite cose. Se non fosse per quelle due righe, sparpagliate tra cima e fondo dell'articolo:

"(...) Le cause dell'incendio sono ancora da chiarire ma l'ipotesi più probabile è legata al surriscaldamento dei cavi in fibra ottica della Telecom: ne sono andati distrutti 300 e 4500 utenze sono state interrotte. (...)"


"(...) Sotto la rampa del ponte Nomentano avevano allestito alloggi di fortuna alcuni senza-tetto, che sono stati tratti in salvo dalle forze dell'ordine intervenute sul posto. (...)"

Ah, quanto li capisco quelli che poi si lamentano perché l'ADSL non va, Telecom ladra!

Come se non bastasse, le notizie allarmanti continuano.

Se abitate a Roma, fermatevi un attimo, fate un bel respiro a pieni polmoni e leggete qua, tutto d'un fiato:

Il Cnr: cocaina nell'aria di Roma insieme a cannabis, nicotina e caffeina

(notizia tratta sempre da repubblica.it, però del 31 Maggio)

Ed ora, salutate i parenti e preparatevi ad un bel soggiorno in comunità, drogati di me*da! :)


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Calderone di pesce bentonico

2007-06-22T16:19:03.156+02:00

Sia lode alla chef Claire Nouvian per aver finalmente svecchiato gli ambienti della cucina internazionale proponendo una variante eccezionalmente ricca e articolata dell'arcinota zuppa di pesce (o cacciucco o bouillabaisse o ciambotta che dir si voglia).E allora: via i gamberetti, salutate gli scampi, dite addio al palombo e all'umile grongo! Al diavolo le teste di triglia e quelle di cefalo, i merluzzetti, le mazzancolle e il fetentissimo scorfano...Vi basteranno, semplicemente, delle quantità variabili di:Tiburonia GranrojoRidgeia PiscesaeGrimpotheutisBenthocodonLatrunculia ApicalisCareproctus LongifilisRiftia PachyptilaStauroteuthis SyrtensisStomias BoaAmphitretus PelagicusChondrochladia LampadiglobusGonatus OnyxWinteria TelescopaCaulophryne JordaniHimantolophus PaucifilosusParaliparis Copei CopeiBathylagus PacificusMunnopsisMarrus OrthocannaCome base, a parte la salsa di pomodoro fresco, è necessario un discreto quantitativo di brodo primordiale (privo di glutammato e alghe azzurre, mi raccomando).Nel pentolone ove avrete preparato il sugo, lasciate macerare gli ingredienti per un periodo compreso tra i tre e i cinque miliardi di anni, mescolando energicamente allo scadere di ogni era geologica.Mon dieu: les jeux sont fait!Se il vostro pisciaiuolo di fiducia non dovesse riconoscere 'a voce' alcuni degli ingredienti su menzionati, potete sempre pensare di indicarglieli nell'ottimo specchietto riepilogativo che trovate qui di seguito:(c) press.uchicago.eduNdA: Nel caso in cui risultiate tra quei pochi sfortunati che non digeriscono la Winteria Telescopa, allora potete sostituirla con l'ottima (ed economica) Mertensia Ovum, senza per questo rovinare la fine palatalità del piatto.Da preparare ascoltando: Fishbone - Give a Monkey a Brain And He'll Swear He's the Center of the Universe (1993)-- See what's cooking NOW @ Kool-In-Air!! [...]



White Ragoo

2007-05-31T13:04:23.441+02:00

Lo ammetto, il titolo è pretenzioso e fuorviante.Primo, perchè è in inglese (lift yer handz all ye who know how to properly read - not daring 2 say 'understand' - some pidgin-Englischer words, aye! Me, I'm not).Poi, perchè "ragù" (o meglio: "raù") si scrive così e non colì.Infine, perchè non è un ragù nel senso vero e proprio del termine, visto che non ci vogliono 12 (dodici!) ore per la sua preparazione e non servono 852 (tanti!) tipi di carne diversa.Basta un po' di sarciccia, di quella a punta di coltello o macinata grossa, non piccante e priva di semi di finocchio, come si usa a Mosca.Astenersi luganeghe.La sauciccia (o LE saucicce, a seconda di quanta ce ne si vuole mettere dentro) va spellata, spiaccicata con una forchetta e restituita per quanto possibile alla sua originaria costituzione 'a pezzettoni'.Nel frattempo avrete avuto cura di soffriggere in poco olio un cipollotto sminuzzato (no: non ho detto scalogno) insieme ad un piccolo rametto di rosmarino fresco.Contemporaneamente, lavate tre o quattro foglie di salvia e altrettante di alloro.La prima, di solito, me la procuro in uno smart shop in via Oderisi da Gubbio (RM), anche se è di una varietà meno adatta alla cucina.Il secondo, a parte prelevarlo dalla ormai smunta e rinsecchita corona con cui mi cinsi la testa (di minchia) aprés la laureà, lo trovo nel parcheggio del mio posto di lavoro o incastrato nel filtro dell'aria della mia macilenta Ford Orion bordeaux del '91, Khorakhanè edition.Il gusto di quest'ultimo può rivelarsi un po' - come dire - pesantuccio: colpa del piombo tetraetile, forse.Fregatevene, e prima che il soffritto sia solo un vago ricordo abbrustolito, aggiungete la sàvizicchia triturata e una gollata generosa di tavernello bianco o equivalenti in cartone.Quando la salamella è a metà cottura (solo dio saprebbe come dedurlo: per interrogarlo, provate a chiamare uno di questi numeri e tenetemi aggiornato) si aggiunge al pasticcio un rametto di rosmarino per ciascun commensale, poi la salvia e quindi l'alloro.Ho dimenticato di dirvi l'ovvio: e cioè, cuocete la pasta (media e contorta, tipo fusilli, se è fresca meglio ancora) , sinnò co' che v'o magnate 'sto schifo?Se la saucisson è di buona qualità, manterrà un colorito chiaro senza sconfinare nel rosa o peggio nel fucsia fosforescente (come solo poche salsicce sanno fare, tipo quelle spacciate al TODIS).La pasta, scolata, va mantecata rimestata nella pentola del soffritto e quindi ricoperta con una dose generosa di pecorino grattugiato.Se proprio volete fare la figura dei gran signori, utilizzate i rametti soffritti di rosmarino (ricordate? uno per commensale, 'tacci loro!) per guarnire i piatti, badando a portarli a tavola con il dito pollice mollemente adagiato nel contenuto del piatto stesso ed il mignolo sollevato che neanche all'acme di una crisi da priapismo.Al termine del pasto, e solo allora!, potrete dire a loro (i commensali) dove avete preso l'alloro e quanto gli verrà a costare - all'ora - il consulto di un buon nefrologo.Spero abbiate avuto cura di abbinare al piatto un buon antigelo o al massimo il medesimo tavernello del soffritto, ché non si butta via niente.Qualora necessitiate di un ulteriore ausilio alla pennica post-prandiale, potete abbinare al piatto qui descritto una lettura in lingua originale del mirabile Trattato sull'Astrolabio di Geoffrey Chaucer.Da prepararsi ascoltando:Boss Hog - Whiteout (2000)White Stripes - Get Behind Me Satan (2005)Barry White - Just Another Way To Say I Love You (1975)Matt Bianco - Samba In Your Casa (19[...]



Ha dei probblemi...

2007-06-22T11:36:33.323+02:00

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...tipo: dove trovare delle pappardelle all'altezza?

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Hugo

2007-05-24T13:35:23.700+02:00

(image) (c) Aline Smithson

La sua storia è questa.

(image)



φέτα ε τσυκιηε

2007-05-25T16:51:01.839+02:00

Questa sera si disputerà in quel di Atene la finale di cèmpsionlìg (pronunciata in accordo alle regole della fonetica galeazziana): ma questo blog non parla di arte pedatoria, né tampoco di calcio moderno.Però bisogna constatare che non v'è occasione migliore di un evento di tale por[ct]ata, per decidersi a cucinare un piatto greco (ma ROTFL!) la cui esistenza mi è stata svelata da un bergamasco biondo y tinto, presunto bisex e fan di Madonna (via quel 'presunto'!), con cui coabitavo a Milano, in BözenStraße 1.In verità in verità vi dico che il tipo (ciao Giulio!) era solito preparare la pietanza in un minuscolo microonde (bontà sua): nel ripetermi qui a Roma, in assenza del suddetto microonde, ho scoperto che un comune forno a gas è più che sufficiente, financo quella fetecchia che ho in casa.Ordunque, come si capisce facilmente dal titolo del post, per incominciare l'avventura abbisognate di:τσυκιηεφέταun fornouna tegliamentre i più fantasiosi di voi possono optare per l'aggiunta di una spezia a scelta tra:pepe neronoce moscataLe τσυκιηε vanno lavate, circoncise in modo da eliminare il prepuzio e il postpuzio alle due estremità, e tagliate in pezzi piccoli, di mezzo centimetro di spessore e dalla forma di quarto di circonferenza.Se la trigonometria non fa per voi, beh, allora tagliatele come più vi aggrada, anche a forma di patatine playstation™, nel qual caso potreste trovare preferibile usare un bulino o un succhiello anzichè un comune machete da cucina.Avete affettato le τσυκιηε? Bene, mettetele temporaneamente da parte (detto con voce alla Lucarelli e con le mani congiunte a formare l'immagine di un ragnetto che cammina su uno specchio).Procedete in modo analogo con la φέτα, ovviamente senza lavarla, pur sapendo che non è pastorizzata (a meno che non siate degli sporchi igienisti: nel quel caso, FUORI DI QUI!).Sminuzzatela in cubetti della dimensione di una zolletta di zucchero e unitela alle τσυκιηε preparate in precedenza.Ammischiate il tutto come streghe che rimestano il calderone del sabba, indi depositate il risultato nella teglia che avrete poi cura di informare del fatto che state per infornarla.Paura, eh? (sempre con la voce del Lucarelli di cui sopra)Al solito, non preoccupatevi troppo della temperatura del forno, a meno che ad un certo punto non sentiate provenire dalla vostra cucina uno strano odore di plasma gassoso.Ora, forse non tutti sanno che (cfr. "La Settimana Enigmistica") la φέτα ha un punto di fusione prossimo a quello dell'acciaio temperato misto all'amianto: a tal proposito si pensi che i pompieri di Θεσσαλονίκη sono soliti ungersi il corpo con essa prima di addentrarsi nel ventre degli edifici in fiamme (con il risultato che i pompieri si ustionano lo stesso, mentre gli inquilini rimasti intrappolati trovano il coraggio di fuggire via all'istante a causa del fetore e non devono essere portati in salvo singolarmente).Perciò, non vi aspettate che la φέτα si sciolga per giudicare finalmente ultimata la cottura: diciamo che la scomparsa delle τσυκιηε - sostituite da un composto nerastro simile alla grafite - è indizio che siete andati un tantinello oltre.Ovviamente, dovete avere la pazienza e la perseveranza di rimestare ogni tanto l'amalgama con una cucchiara di legno.Potete ritenervi soddisfatti quando la φέτα si è ben rosolata sino a divenire superficialmente arancione (anche se non ripete un mantra Hare Krishna, v[...]



Evualà!

2007-05-22T17:20:42.069+02:00

Completato il trasloco da splinder (che ringrazio) verso la piattaforma blogger.com, allo scopo di avere un po' più di controllo sul layout della pagina.

"Chissene", direte voi. E così sia.

Bentrovati (ma cos'è questa eco?)(image)



Sciapò!

2007-05-22T17:21:37.305+02:00

C'è chi i funghi li coltiva, chi li raccoglie nei boschi, chi li compra al mercato e chi li fa crescere con noncuranza nel proprio frigorifero.Non so voi, ma io appartengo all'ultima categoria, come conferma il fatto che il cattura odori che ospito nel frigidaire vi giace stoico sin dal remoto Luglio 2004, in barba alla sua dichiarata durata semestrale.Semmai vi ritrovaste degli sciampignòn abbastanza grandi (non sto qui a questionare sulla loro provenienza e poi io mi trovo bene anche con gli agarici bisporosi) potreste avere la malsana idea di sbarazzarvene come segue.Dopo averli lavati, ripuliti della terra e della pellecchia che hanno in cima, scappellateli (dialettale) e tranciate la parte finale del gambo, quella che è di solito a contatto col letame, anche se non siede in parlamento.Nel frattempo, pìjate un bel pezzo di guanciale (o di materasso, se preferite) - non piccante - e ricavatene tanti pezzi quanti sono le cappelle di cui sopra.Essendo fungi, dette cappelle dovranno per l'appunto fungere da contenitori per il guanciale, per cui badate a che i pezzi che avete tagliato dal salume non siano né troppo grandi né troppo piccoli per tale scopo.Farcite ogni cappella con un pezzo di guanciale (orsù! sbrigatevi, che il tempo e tiranno e il pupo piange...)Contemporaneamente (va bene anche in una dimensione parallela, se ci riuscite) sminuzzate i gambi e saltateli in padella per dieci minuti, a fuoco basso, con aglio, olio (poco!), e una stilla di concentrato di pomodoro, aggiungendo del tamari verso metà cottura.Se siete tamarri potete pensare di aggiungere all'intruglio anche del prosciutto cotto sminuzzato, che dà al preparato un tocco decisamente zen.Occhio che il tamari è SALATO, ergo non aggiungete sale...Amalgamate spesso durante la cottura, assaggiando di tanto in tanto giusto per assicurarvi che i funghi utilizzati siano davvero sciampignòn e non amanite falloidi (se avete questo dubbio, in verità, è meglio che ad assaggiare sia il gatto o la suocera in visita).Preparato il preparato, usatelo per ricoprire il contenuto delle cappelle (come sopra) in modo da riempire gli eventuali interstizi tra il guanciale e il resto, laddove - di solito - si annida il pigiama o l'uomo nero.Infornate e informatevi ogni tanto sullo stato di cottura.Quando i funghi si sono un po'putrefatti e hanno scolato acqua & tamari, estraeteli dal forno con dei guanti da saldatore, quindi ricopriteli con pepe nero macinato fresco e prezzemolo tritato.Magnateveli alla facciaccia mia, ed affrettatevi a chiamare il micologo al primo accenno di vomito fosforescente: nel caso, il sintomo descritto può essere dovuto alla scarsa qualità del passito di Pantelleria con il quale li avrete accompagnati (Veronelli dei miei stivali!)Per discutere di eventuali allucinazioni e stati sciamanici contattate pure Carlos Castaneda, se ci riuscite (un piccolo aiutino lo trovate qui).Il piatto è multiforme, nel senso che a seconda della quantità pro-capite di cappelle (no pun intended) può fungere (no pun intended - reprise) sia da secondo che da contorno: ai postumi l'ardua sentenza.Da preparare ascoltando: Bardo Pond - Amanita (1996)A.M.E.N. (Acqua Minerale Effervescente Naturale)-- See what's cooking NOW @ Kool-In-Air!! [...]