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Rete delle donne di Bologna



Il Blog/Archivio della rete di donne e lesbiche che tra il 2006 e il 2009 ha creato un movimento trasversale e visibile, indipendente e femminista a Bologna. Una mailing list ancora attiva e transitata da più di 400 compagn* e tutta l'eredità che il mo



Updated: 2017-10-20T00:58:20.270+02:00

 



Incontro per organizzare la mobilitazione nazionale del 13 Febbraio

2011-02-03T15:51:36.083+01:00

http://www.women.it/cms/index.php?option=com_events&task=view_detail&Itemid=&agid=5784&year=2011&month=02&day=07

lunedì 7 febbraio · 20.30 - 23.30

Bologna, Centro delle donne, Via del Piombo 7


L'Associazione Orlando invita chi vuole continuare a prendere parola e agire contro questo stato di cose ad un incontro pubblico lunedì 7 febbraio alle ore 20,30 al Centro delle donne (Palazzina, via del Piombo 7), per organizzare la mobilitazione, discutendone le forme e i contenuti.



Ombrelli Rossi per il 13 Febbraio

2011-02-03T13:42:37.024+01:00

DA: http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2011/02/02/13-febbraio-saremo-la-massa-critica-con-gli-ombrelli-rossi/

Il 13 Febbraio, a Roma, (o in ogni città che vorrete) andremo in piazza con striscioni e volantini, ci metteremo a fine corteo e presenzieremo agli “eminenti” politici che sfileranno sul palco del popolo viola.

Donne e uomini siete invitati a collaborare!! (image)

Questo perché ignorare la manifestazione sarebbe segnare un sconfitta.

Andarci e porre in rilievo che il vero problema non è Berlusconi ma come veniamo trattate nelle case e nella società, riteniamo sia un nostro DOVERE.

I volantini riporteranno le informazioni relative alla mancanza di donne nei partiti che sbandiereranno la solidarietà in piazza, alle violenze domestiche e fuori casa che stanno aumentando di pari passo con i femminicidi.

Vogliamo formare una critical mass:

- cappellini rossi/ ombrelli rossi/ rossetti rossi (per chi lo porta).

siete invitati a portarli!! (image)

In appoggio alle sex workers e alle donne migranti che vengono emarginate quando si parla di diritti delle donne come se loro fossero da non considerare.

Per chi vuole stare con noi, seguite gli ombrelli rossi.

Appuntamento da stabilire dopo aver saputo qualche notizia.




Altra Città Lista Civica di donne invita all'ASSEMBLEA APERTA ALLA CITTA’

2010-02-26T19:47:56.731+01:00

ASSEMBLEA APERTA ALLA CITTA’

La lista civica ALTRA CITTA’ invita tutte/i le/i bolognesi a un incontro che si terrà il 10 marzo alle ore 21 alla sala del Baraccano per discutere in merito alla situazione politica che si è verificata in città in seguito alla dimissioni del sindaco e in previsione delle prossime elezioni comunali in data ancora da stabilire.

Bologna è commissariata: la scelta è ricaduta su una donna e forse è un debole tentativo per riconquistare la molto provata fiducia della cittadinanza.
O forse è la vecchia abitudine maschile di allargare le maglie del potere quando ci sono patate bollenti da togliere dal fuoco, per poi richiuderle quando i tempi saranno migliori.

Ma ci saranno tempi migliori?

Assistiamo alla totale incapacità del centro sinistra di valutare candidature al di fuori della logica delle lobby in strenua lotta per conservare e accrescere la loro area di influenza in città. Assistiamo alla totale deresponsabilizzazione del candidato di turno che si accinge a "governare" senza tenere in considerazione quelle che potrebbero essere le ricadute delle proprie scelte personali sulla cosa pubblica, sulla fiducia della cittadinanza nelle istituzioni e nelle figure politiche che le rappresentano.
Moltissime elettrici e tutti coloro che hanno votato consci dell’importanza che la politica ha sulle nostre vite si sentono presi in giro, traditi.

Già nella scorsa legislatura avevamo proposto con "Altra città, Lista Civica di Donne" la candidatura di una sindaca con un programma che esprimeva finalmente un progetto politico di donne per il buon governo della città, al di fuori dei giochi delle parti e dei sofisticati equilibri delle lobby all’interno dei partiti. Oggi possiamo dire che avevamo ragione, visti i risultati e gli inutili sforzi finanziari e umani per soli 7 mesi di insediamento a Palazzo d’Accursio, un vero record.

Ci pare importante fare riferimento all’esperienza che abbiamo fatto in questa città e metterla a disposizione di tutte, per ripensare il nostro modo di essere cittadine, per portare anche nei luoghi della politica, in prima persona, la ricchezza delle nostre esperienze, la nostra onestà e capacità di gestione.
Per scegliere e non per essere scelte, perché vogliamo fare qualcosa di più che sostenere le donne che si presentano nelle liste dei partiti appoggiandone indirettamente il candidato prescelto con il risultato che sappiamo. E ci riferiamo sia a Del Bono che a Cofferati.


Troppi uomini che "entrano in politica", a prescindere dallo schieramento o dal partito, lavorano per la loro carriera senza ideali e passione e troppi considerano il sesso un prolungamento della politica.

Su tutto questo, il silenzio non si addice alle donne di Bologna.

Altra Città Lista Civica di Donne



8 Marzo 2010 - Campamento femminista per le donne di Haiti

2010-02-21T21:18:48.087+01:00

L'8 Marzo del 2010 molte donne a Bologna si ritroveranno a Piazza Nettuno dalle 14.30 per rispondere all'appello delle femministe haitiane.Dal seminario femminista di Santo Domingo è uscita la proposta di costruire un "Campamento Feminista International "dedicato alle tre femministe fondatrici dei centri antiviolenza e centro di documentazione delle donne di Port au Prince morte sotto il terremoto: Myriam Merlet, Anne Marie Coriolon e Magalie Marcelin.Questo il documento:>>La tragedia sofferta dal popolo fratello di Haiti lo scorso 12 gennaio, ha fatto appello alla solidarietà femminista di tutto il mondo e soprattutto a quella delle femministe dell’America Latina e dei Caraibi che, riunite qui a Santo Domingo il 26 e 27 gennaio, presente una rappresentanza del movimento delle donne haitiane, hanno deciso di concretizzare la loro solidarietà per le donne di Haiti e le loro comunità, attraverso la creazione del Campamento Feminista Internacional "Myriam Merlet, Anne Marie Coriolan y Magalie Marcelin".Si sa che le donne – in particolar modo nei paesi poveri, tra cui Haiti – vivono in una grave situazione di disuguaglianza e d’emarginazione, mentre le loro necessità sono rese invisibili e quasi mai soddisfatte. Questa situazione – riconosciuta anche da organismi internazionali, movimenti femministi e delle donne – peggiora nei momenti d’emergenza e nei disastri.Allo stesso modo è anche riconosciuto che quando le risorse e gli aiuti sono messi nelle mani delle donne e delle loro organizzazioni, questi arrivano a chi ne ha bisogno, oltre ad essere meglio amministrati e usati.Abbiamo saputo dalle nostre sorelle haitiane che, nelle drammatiche condizioni esistenti, l’attenzione alle necessità specifiche delle donne è molto scarsa. Tra questi limiti emerge soprattutto che:• L’attenzione ai parti e alle emergente ostetriche – inclusi gli aborti spontanei avvenuti in seguito al terremoto, così come il trattamento di infezioni vaginali – è praticamente scomparsa, anche negli accampamenti e centri d’aiuto umanitari, con gravi pericoli e rischi di danni e morti delle madri.• Vogliamo garantire immediatamente l’attenzione psico-sociale, rispettando le necessità delle donne di ogni età e assicurando le condizioni che permettano loro di elaborare il lutto.Segnalano anche che:• E’ urgente adottare misure per prevenire, proteggere e sanzionare la violenza di genere in tutte le sue manifestazioni, la cui incidenza, è dimostrato, aumenta in situazioni come la attuale, soprattutto negli accampamenti e luoghi di rifugio.• Prendere in considerazione che il rischio di tratta delle persone – soprattutto donne e bambine/i – aumenta in situazioni di emergenza e caos, come nel nostro caso.Campamento Feminista Internacional"Myriam Merlet, Anne Marie Coriolan y Magalie Marcelin"Quello che chiedono è di dedicare l'8 Marzo alle donne femministe morte sotto il terremoto e di aderire a questa campagna di costruzione del Campamento feminista International.Le donne, ragazze, femministe e lesbiche di Bologna sarannoin Piazza Nettunodalle 14,30a diffondere le parole delle compagne haitiane e creare una rete di solidarietà da Bologna.Per adesioni:retedonnebologna@women.itQui la convocazione dell'8 marzo ad Haiti (pdf)L'evento su facebook:http://www.facebook.com/editapps.php?ref=mb#!/event.php?eid=346750536203&ref=tsRete delle Donne di Bologna[...]



Assemblea nazionale di donne femministe e lesbiche a Bologna e manifestazione nazionale 28/11/2009

2009-11-03T10:07:22.696+01:00

Care tutte,Il 31 ottobre si è tenuta press il Centro delle donne l’assemblea nazionale delle donne, femministe e lesbiche chiamata dall’assemblea cittadina bolognese.Ne è uscito un documento che motiva il perché della partecipazione ad una manifestazione che in questo momento ci appare importante e opportuna.L’assemblea non ha ritenuto di poter aderire all’indizione su www.torniamoinpiazza.it, ma ha voluto in ogni caso puntare sulla partecipazione.Segue il testo dei due documenti.Nei prossimi giorni definiremo alcuni aspetti organizzativi (pullman, orari ecc.).1.L'Assemblea Nazionale che si è riunita a Bologna il 31-10-2009 ha stabilito di non poter aderire tout-court al testo di indizione della manifestazione perchè privo di alcune parole per noi imprescindibili ed anche perché non scaturito da una pratica politica condivisa.Ha stabilito comunque di dover partecipare alla Manifestazione del 28\11\'09 perchè la denuncia della violenza maschile contro le donne e le lesbiche è tema centrale e continuativo del lavoro politico di molte ed interesse certo di tutte.Saremo in Piazza a Roma il 28 con la piattaforma che segue.2)Il 25 Novembre è la giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne.Dal 2007 noi donne, ragazze, femministe e lesbiche scendiamo in piazza, tante e unite, per denunciare una cultura e una politica sessiste, violente e degradanti.L’ASSEMBLEA NAZIONALE di donne, femministe e lesbiche, tenuta a Bologna il 31 ottobre 2009, ha riconosciuto l’importanza e l’opportunità di farlo anche quest’anno e ha deciso di partecipare alla MANIFESTAZIONE NAZIONALE indetta a ROMA il 28 novembre e alla MANIFESTAZIONE indetta a MONTALTO DI CASTRO il 29 novembre.La violenza maschile su donne e lesbiche ha molte facce e si esercita in molti luoghi, in casa innanzitutto, nelle strade, nel lavoro.Sentiamo perciò la necessità di tornare in piazza e lo facciamo- ricordando che la maggior parte delle violenze avviene in famiglia e che le politiche familistiche la coprono e la favorisco;- combattendo una battaglia fondamentale, ma non scontata, per l'inviolabilità del corpo e la difesa della nostra integrità psicofisica;- indignandoci perché a 30 anni da "Processo per stupro" siamo ancora noi e il nostro comportamento sotto accusa per le violenze che subiamo, come accade a Montalto di Castro e in processi a Bologna e altrove;- individuando la violenza verso le lesbiche non solo come lesbofobia (fobia, cioè paura) ma come odio verso soggetti che si sottraggono all'eterosessualità obbligata;-contrastando il diffondersi di una cultura sempre più violenta e machista che si accanisce contro chiunque non si adegui al modello di normalità, siano lesbiche, trans o omosessuali;- rifiutando l'uso politico e commerciale del corpo delle donne;- ricordando che l’espulsione delle donne dal mercato del lavoro e il loro confinamento nel precariato toglie indipendenza economica e autonomia;- denunciando una violenza istituzionale che si manifesta nello scarso stanziamento di fondi ai centri antiviolenza, in sentenze sessiste, nella indifferenza per la violenza che avviene tra le mura domestiche, i cui colpevoli troppo spesso restano impuniti;- riaffermando il principio di laicità e denunciando un patriarcato religioso che trova eco e sostegno in partiti e istituzioni;- vigilando affinché nuovi e vecchi fascismi, che sempre hanno oppresso la donna richiamandola al suo ruolo di moglie e madre alle dipendenze dell’uomo, non si diffondano, azzerando memoria e libertà femminile;- rifiutando il razzismo crescente che si manifesta nelle leggi, nei respingimenti di donne e uomini immigrati, nel rifiuto dello status di rifugiato per persecuzioni di genere, negli abusi e violenze, soprattutto verso donne, dentro i Centri di Identificazione ed Espulsione;- contrastando la logica della paura e dicendo no tanto agli stupratori quanto alle ronde dei giustizieri;DICIAMO STOP AL FEMMINICIDIOper d[...]



Assemblea nazionale di donne femministe e lesbiche a Bologna!

2011-06-04T01:30:07.985+02:00

Il 25 Novembre è la data internazionale contro la violenza maschile sulle donne. Dal 2007 noi donne, ragazze, femministe e lesbiche scendiamo in piazza (tante e unite) per denunciare una cultura e una politica sessiste, violente e degradanti. Dal 2007 la rete Sommosse ha promosso analisi condivise e pratiche politiche sulla violenza di genere in tutte le sue forme.L'assemblea bolognese, che ha riunito donne singole, di associazioni, collettivi femministi e lesbici, invita tutte all'ASSEMBLEA NAZIONALE DEL 31 OTTOBRE 2009 in vista della MANIFESTAZIONE NAZIONALE organizzata dalle donne e indipendente dai partiti. La violenza maschile su donne e lesbiche ha molte facce. Sentiamo la necessità di tornare in Piazza:- ricordando che la maggior parte delle violenze avviene in famiglia- combattendo una basilare, ma non scontata, battaglia per l'inviolabilità del corpo e la difesa dell'integrità psicofisica- denunciando l'uso politico del corpo delle donne e la rappresentazione degradante- rifiutando un razzismo incalzante che prende la forma di sequestri e torture dentro i C.I.E.- Centri di Accoglienza ed Espulsione - (sopratutto per le donne) e di leggi razziste- indignandoci perché a 30 anni da "Processo per stupro" siamo ancora noi le reali imputate delle violenze che su di noi vengono agite (vedi i processi di Montalto di Castro, Bologna ecc.ecc.)- individuando la violenza verso le lesbiche non solo come lesbofobia (fobia-paura) ma odio eterosessista verso soggetti che si sottraggono all' eterosessualità obbligatoria- vigilando affinché nuovi e vecchi fascismi, che sempre hanno perseguito un'idea di donna alle dipendenze della specie, non si diffondano azzerando memoria e libertà- contro il diffondersi di una cultura sempre più violenta e machista che si accanisce contro chiunque che non si adegui al suo modello di normalità, come omosessuali, lesbiche, trans...- rifiutando la logica della paura e dicendo no tanto agli stupratori quanto alle ronde dei giustizieri.- dicendo stop al Femminicidio- riaffermandoci come "Indecorose e libere", sia per una questione di riconoscibilità e continuità ma anche per il contenuto dello slogan, di una certa attualità dato che nelle motivazioni della recente sentenza si sostiene che mettendosi in certa situazione poco decorosa una donna rinuncerebbe implicitamente alla propria incolumità.Invitiamo tutte all'assemblea nazionale del 31/10/2009al Centro di ricerca e iniziativa delle donne in Via del Piombo 5 a BolognaDalle 10.00 alle 18.00 Per la costruzione condivisa di una manifestazione nazionale efficace. Consapevoli della regressione politica e sociale che in Italia viviamo, noi donne femministe e lesbiche crediamo che l'assemblea nazionale potrà rappresentare un luogo di confronto sulla piattaforma, sull'organizzazione della manifestazione, che, a partire dal lavoro della rete Sommosse e nella prospettiva di coinvolga tante tante donne.INVITIAMO TUTTE LE COMPAGNE CHE NON POTRANNO PARTECIPARE A FARCI PERVENIRE CONTRIBUTI IN FORMA SCRITTA, SINTETICI POSSIBILMENTE.Contatti:Barbara 3381057693Claudia 3407908309 maragridaforte@inventati.org http://www.torniamoinpiazza.it/ >>Contro la violenza maschile sulle donne, per la libertà di scelta sessuale e di identità di genere. Per la civiltà della relazione tra i sessi. Per una informazione libera e non sessista. Contro lo sfruttamento del corpo delle donne a fini politici ed economici. Per una responsabilità condivisa di uomini e donne verso bambine/i, anziane/i e malate/i, nel privato come nel pubblico. Contro ogni forma di discriminazione e razzismo, per una scuola che educhi alla convivenza civile tra i sessi e le culture diverse----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Ecco il report dell'assemblea bolognese per esteso:Ieri 26 ot[...]



PRESIDIO Piazza Nettuno, Bologna > L’Italia finanzia le violenze contro le donne migranti

2009-09-23T15:42:15.479+02:00

DA: PRESIDIO Piazza Nettuno, Bologna > L’Italia finanzia le violenze contro le donne migranti L’Italia finanzia le violenze contro le donne migrantiMercoledì 23 Settembre dalle ore 18PRESIDIOPiazza Nettuno, BolognaSono tante le testimonianze dei soprusi e delle torture subiti dalle persone detenute nei centri di concentramento libici, ma per le donne, oltre alle torture, il trattamento prevede violenze sessuali e stupri di gruppo! L’Italia, finanziando la polizia e le carceri libiche e respingendo donne e uomini verso la Libia, è complice di queste atroci violenze.Dalla frontiera meridionale libica ogni anno entrano migliaia di migranti e rifugiati sprovvisti didocumenti, alcuni dei quali poi continuano il viaggio verso l’Italia. Anche se uomini e donne africani che arrivano via mare rappresentano una minima parte dei migranti senza documenti presenti in Italia, il governo italiano ha concentrato attenzione e risorse sugli sbarchi, poiché essi rappresentano il simbolo della prospettiva emergenziale costruita da anni sul tema dell’immigrazione: sul regime di paura alimentato dalla menzogna dell’”invasione” si gioca la propaganda razzista e criminalizzante del governo, ormai istituzionalizzata nel pacchetto sicurezza.In base agli accordi tra il governo italiano e il governo libico e alle nuove politiche migratorie inaugurate dall’Italia, le donne e gli uomini provenienti dalla Libia, anche se quasi mai di nazionalità libica, vengono “respinti” senza avere la possibilità di arrivare in Italia e di presentare richiesta di diritto d’asilo, di cui la maggior parte di loro è a tutti gli effetti titolare. Da quando sono cominciati i respingimenti in mare sono stati finora oltre 1.200 le persone che le autorità italiane hanno riconsegnato alla Libia. Durante la detenzione nelle carceri libiche, uomini e donne subiscono violenze inaudite e vere e proprie torture, “Abusi, vessazioni, maltrattamenti, arresti arbitrari, detenzioni senza processo in condizioni degradanti, torture, violenze fisiche e sessuali, rimpatri di rifugiati e deportazioni in pieno deserto. Crimini che l’Unione europea finge di non vedere…” queste le amare conclusioni di un rapporto curato da Fortress Europe nel 2007.Le donne in particolare subiscono, oltre alle violenze fisiche e psicologiche, stupri ripetuti e collettivi. In seguito alle violenze sessuali, molte di loro rimangono incinte e sono costrette a ricorrere ad aborti clandestini, che spesso le uccidono.E non è che le cose in “patria” vadano meglio: nei CPT (oggi CIE) viene applicato lo stesso progetto repressivo e violento. Ne è una prova la protesta al CIE di via Corelli a Milano, soffocata dalla violenza delle Forze dell’Ordine. I processi si svolgeranno il 21 e il 23 settembre e vedono implicato anche l’ispettore capo di servizio al centro, accusato da una partecipante alla protesta di tentata violenza sessuale.Paradossalmente tutto questo viene fatto al fine di garantire la “sicurezza “ dei cittadini e delle cittadine italiane e anche in nome della violenza contro le donne. La ministra Carfagna ha sostenuto, nell’incontro con Gheddafi dello scorso giugno, di voler aiutare le donne africane, e ha presieduto in questi giorni un G8 contro la violenza alle donne escludendo i centri antiviolenza. Di fatto però l’Italia finanzia attivamente le violenze contro donne e uomini migranti con importanti stanziamenti finanziari e di mezzi alla Libia. Del corpo delle donne viene sempre fatto un uso strumentale, viene data risonanza mediatica solo agli stupri di stranieri su donne italiane, quando le violenze commesse da uomini migranti costituisce solo una minima parte delle violenze agite sulle donne nel nostro paese. La maggior parte della violenza avviene all’interno della famiglia cosiddetta “normale”, promossa e protetta e al centro di tutte le politiche sociali.Vogliamo che s[...]



Nuova lettera sulle Fantastiche 4 e il Consiglio Comunale del 16 luglio a Ravenna

2009-07-17T12:48:06.181+02:00

Al vicepresidente della fondazione Flaminia Giannantonio MingozziAl prorettore delegato alla Romagna Guido GambettaAl prorettore vicario Luigi BusettoAi responsabili di Serinar e UniriminiE. p.c.Al rettore Pier Ugo CalzolariAl Comitato Pari Opportunità dell’Alma Mater StudiorumAl Sindaco di RavennaAlla Assessora alle Pari Opportunità del Comune di RavennaAlla Assessora alle Pari Opportunità della Provincia di RavennaGentilissime e Gentilissimi,facciamo seguito alla nostra lettera del 13 luglio 2009, con la quale si affermava che la pubblicità delle “Fantastiche4” rappresenta una gravissima forma di discriminazione di genere effettuata da una Istituzione pubblica, e di conseguenza chiedevamo l’immediata rimozione da ogni luogo pubblico dei manifesti pubblicitari sopra citati, una immediata lettera di scuse a tutte le studentesse e studenti da parte dei responsabili della campagna pubblicitaria, l’immediata rielezione dell’indispensabile Comitato Pari Opportunità universitario, e, per le affermazioni rilasciate, le immediate dimissioni da ogni incarico pubblico di Giannantonio Mingozzi, vicesindaco di Ravenna.Abbiamo apprezzato molto la scelta di rimuovere i manifesti incriminati, e le numerose espressioni di condanna dell’immaginario sessista cui esso alludeva, nonché quanti comunque si sono distanziati da tale scelta di marketing.Tuttavia, è triste e grave che in molti, e nello specifico Giannantonio Mingozzi, continuino a difendere a spada tratta la legittimità di una scelta tanto palesemente discriminatoria.E’ intollerabile che Giannantonio Mingozzi abbia liquidato la scelta del manifesto pubblicitario come “una leggerezza” e “una cosa negativa” e che, in sede di consiglio comunale, in veste istituzionale, abbia di nuovo ripresentato la questione in termini di “visibilità” e di “senato accademico che rema contro la Romagna”, continuando a non rendersi conto – lui e le/gli altri quindici che con lui hanno scelto l’immagine, evidentemente!- della gravità dell’accaduto, perlopiù ironizzando su una sensibilità di genere che secondo lui dovrebbe rimanere prerogativa dell’Assessora alle Pari Opportunità, e non del consiglio comunale tutto.Mingozzi infatti in quella sede ha ribadito che non e' stato un "errore", ma che a decidere la campagna "eravamo in sedici, di cui tre donne, e a nessuno e' venuto il dubbio che fosse offensiva. Credevamo solo di dare una rappresentazione fumettistica delle facolta' romagnole, che per la prima volta si promuovevano insieme".E per il futuro ha ironizzato: "D'ora in poi, prima di approvare qualunque manifesto, lo faro' prima vedere all'assessore Piaia".Per tale motivo interveniamo nuovamente per esprimere la nostra indignazione in riferimento alle affermazioni del vicesindaco Mingozzi e di quanto con tali argomentazioni lo hanno supportato.Nella nostra precedente lettera abbiamo illustrato con chiarezza che, anche in riferimento a quanto stabilito dalla Convenzione Europea per l’Eliminazione di ogni Forma di Discriminazione nei confronti delle Donne e dalla Carta Europea per le Pari Opportunità nella vita locale, la pubblicità delle “Fantastiche4” è lesiva della dignità della donna e discriminatoria in quanto veicola stereotipi di genere.Quello che noi esigiamo con fermezza è una presa di consapevolezza da parte di tutte le Istituzioni coinvolte (Rettorato, Senato Accademico, Prorettore, Responsabili del poli decentrati, Sindaci delle città ove sono stati affissi i manifesti, Consigli comunali) che quel manifesto è discriminatorio e veicola stereotipi sessisti. Di conseguenza, chiediamo un fermo impegno da parte di tutti nella riflessione sulla pervasività degli stereotipi di genere e sul loro impatto negativo nella lotta per l’autodeterminazione delle donne e le pari opportunità in ogni ambito sociale.Ribadiamo la richiesta di dimis[...]



Le Power Revenge invitano tutt* in Piazza del Popolo a RA giovedi 16 alle 16.00!

2009-07-14T16:25:02.251+02:00

(image)

Car* Tutt*
Le POWER REVENGE e la Fatina Viola sono corse a lottare contro il sessismo al Consiglio Comunale di Ravenna del 13 Luglio...portando un documento che chiede la rimozione delle pubblicità ALMA MATER, le scuse pubbliche e le dimissione del più strenuo difensore della campagna, l'acerrimo nemico Capitan Mingozzi. Giovedi 16 luglio 2009 alle 16.00 sarà discusso all'ODG il Documento ...
E' importante esserci, non più come eroine ma come ragazze donne femministe e lesbiche. Pure gli uomini non-velinomani devono alzare la testa!
Tutt* in Piazza del Popolo!
I manifesti devono sparire!

Un po' di rassegna stampa:

http://www.romagnanoi.it/News/Romagna/Ravenna/Politica/articoli/41189/Eroine-contro-veline-da-manifesto.asp

http://ravennanotizie.it/main/index.php?id_pag=23&id_blog_post=28394


http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2009/14-luglio-2009/fantastiche-4-proteste-ravenna-1601566454425.shtml



Le Power Revenge + Fatina Viola

(image)



Stop agli spot sessisti dell'Alma Mater - firma l'appello!

2009-07-13T13:49:02.531+02:00

Al prorettore delegato alla Romagna Ugo Gambetta Al vicepresidente della fondazione Flaminia Giannantonio Mingozzi Ai responsabili di Serinar e Unirimini E. p.c. Al rettore Pier Ugo Calzolari Al Sindaco di Ravenna Al Sindaco di Cesena Al Sindaco di Forlì Al Sindaco di Rimini Alla Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Ravenna Alla Assessora alle Pari Opportunità della Provincia di Ravenna Alla Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Cesena Alla Assessora alle Pari Opportunità della Provincia di Cesena Alla Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Forlì Alla Assessora alle Pari Opportunità della Provincia di Forlì Alla Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Rimini Alla Assessora alle Pari Opportunità della Provincia di Rimini Gentilissime e Gentilissimi, con la presente siamo a chiedere l’immediato ritiro della pubblicità raffigurante quattro giovani e piacenti ragazze, in tutina aderente bianca, con la dicitura “Le Fantastiche 4. Il meglio per i tuoi studi universitari”. La pubblicità rappresenta una gravissima forma di discriminazione di genere effettuata da una Istituzione pubblica, ed in quanto tale inaccettabile, poiché lesiva della dignità di studentesse e studenti, nonché dell’immagine stessa dell’Alma Mater Studiorum. E’ inverosimile ed estremamente grave il fatto che ben quattro sedi della Università più antica d’Europa, e tra le più prestigiose, scelgano, al fine di promuovere la propria immagine ed attirare nuove matricole, l’immagine di quattro “wonderwoman” con sguardi vacui, capelli al vento e corpo esibito in sexy tutine. Questa pubblicità non raffigura certo la studentessa modello di uno dei poli universitari, posto che negli stessi non si tengo né corsi di Laurea in Astronautica, né in Cinematografia. Nulla identifica le ragazze in manager, economiste, giuriste, biologhe: quello che si offre sono dei bei corpi, come se i poli universitari distaccati rappresentassero una sorta di “estensione” del divertimentificio romagnolo in cui la giovane matricola fuori-sede possa trovare fantastica “merce”. Altro che “offerta scientifica”! E’ proposto un modello femminile estremamente eroticizzato, non pertinente con lo sviluppo di nessuna professionalità, se non quella di attitudine alla seduzione ed alla soddisfazione di un immaginario sessuale maschile, anch’esso stereotipato (due bionde, due brune, seno incastonato nei wonderbra, tutina stile manga). Il manifesto comunica esplicitamente il messaggio che, iscrivendosi ai poli distaccati, si possano trovare le più avvenenti bellezze (Fantastiche 4), e che ciò rappresenti “il meglio” per gli studi universitari…di chi? Di giovani maschi “utilizzatori finali”? Altresì, l’immagine veicola la concezione stereotipata che la bellezza in primo luogo, e non solo e non anche le qualità intellettuali, rappresentino l’eccellenza, e fantastiche bellezze, prive di qualità intellettuali, siano il meglio che, rispetto ad altre università, questi poli abbiano ad offrire. L’“eroismo” femminile emergente da questa pubblicità sta nell’avvenenza, non nella professionalità. E dunque, non si può censurare come mero moralismo la critica al manifesto pubblicitario, posto che è evidente che per promuovere l’immatricolazione ai poli universitari romagnoli ci si è serviti nella comunicazione di stereotipi sessisti ben radicati nell’immaginario collettivo. La “modernità” non può e non deve passare attraverso un uso strumentale del corpo femminile e dell’immaginario ad esso connesso. Il fatto che una Istituzione quale l’Università abbia scelto di promuovere un’immagine stereotipata della donna -studentessa- e dell’Università stessa, distrugge le[...]



Si-Cura nel Parco - sabato 16 Maggio alle 11.00

2009-05-16T04:20:19.040+02:00

Clicca sull'immagine per ingrandirla!


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Manifestazione Notturna Contro la Violenza sulle Donne - 7 Marzo 2009

2009-02-27T12:14:53.616+01:00

LA VIOLENZA SULLE DONNE NON È UNA QUESTIONE DI ORDINE PUBBLICO È UN PROBLEMA “CULTURALE” SOCIALE ED IN SOSTANZA POLITICO La violenza sulle donne è la 1° causa di morte e di invalidità permanente per le donne fra i 14 ed i 66 anni in Europa, ciò nonostante siamo convinte che la violenza non sia il nostro destino. Per questo vogliamo combatterla alle radici prima che si manifesti, nelle strade ma soprattutto nelle case dove ha la sua espressione più continuativa e massiccia e con l’aiuto della scuola luogo di formazione per tutte e tutti. Denunciamo l’uso e l’abuso del corpo della donna sempre esposto, disponibile e lascivo, tanto nei media quanto nella pubblicità che genera la “cultura” dello stupro. Quello che prima era silenzio sulle violenze ora che con l’aumento delle denunce non può più essere tale, diventa strumentalizzazione. Tutti parlano e barattano interessi politici sui nostri corpi. Rifiutiamo qualsiasi provvedimento in chiave razzista e autoritaria fatto in nostro nome. Per noi la violenza è “solo” maschile e non dipende dal passaporto di chi la agisce. Ci ripugna la logica violenta tanto degli stupratori quanto delle ronde dei giustizieri. Per noi una strada è sicura quando è piena di donne. Rifiutiamo la logica della paura ed affermiamo la nostra libertà! Per bloccare la violenza, crediamo nella solidarietà fra donne e lesbiche, nella denuncia dei maschi violenti, e nella necessità di dotarci di strumenti per l’autodifesa. PRENDIAMO INSIEME PAROLA PUBBLICA DICIAMO NO ALLA VIOLENZA MASCHILE SABATO 7 MARZO’09 CORTEO NOTTURNO DI DONNE E LESBICHE CONCENTRAMENTO ALLE H.20 IN PIAZZA DELL’UNITÀ ASSEMBLEA CITTADINA DI DONNE E LESBICHE (BOLOGNA) Rete delle Donne di Bologna[...]



28 Febbraio 2009 Convegno sul Matriarcato ad Armonie!

2009-02-22T10:38:26.200+01:00

(image) Clicca sull'immagine per ingrandirla e leggere il programma!



Assemblea!!

2009-02-18T10:20:36.685+01:00

Care tutte,
le violenze sulle donne, e sulle ragazze si susseguono.
E sono molto più numerose di quelle di cui veniamo a conoscenza,
dato che tante sono ben protette dall’omertà delle mura domestiche.

E oltre alle violenze fisiche sui nostri corpi sempre su di noi
si susseguono le violenze delle strumentalizzazioni a fini razzisti,
le violenze delle battaglie e degli scambi politici,
le violenze di un governo che fomenta
la cultura dello stupro e di un’opposizione
che più che fare ombra si fa di nebbia.
Tutti parlano e sparlano ma è evidente che a nessuno
interessa la nostra libertà.

Ci pare che sia urgente che a prendere parola siamo noi donne e lesbiche per frenare quest’inarrestabile
scivolone che ci sta portando pericolosamente ogni giorno più indietro.
Sulla base di queste semplici ma gravi considerazioni abbiamo pensato di vederci in assemblea cittadina.

Al fine di organizzarci per una data cittadina a ridosso dell’8 marzo (7-8) che ponga al
centro queste questioni.
Tutti prendono parola…
è ora che siamo noi a dire come la pensiamo.

Invitiamo tutte ad esserci .
LUNEDI 23 FEBBRAIO ALLE ORE 20..30 NELLA SEDE
ASSEMBLEA CITTADINA DI DONNE E LESBICHE


C/O Ass. ARMONIE
VIA EMILIA LEVANTE* N 138 BUS19 – 27


Quelle che non ci stanno
maragridaforte@inventati.org



Donne insieme per dire basta al massacro di Gaza 4 Febbraio 2009

2009-02-02T19:52:59.849+01:00

Terzo Presidio in p.zza Nettuno mercoledì 04/02 dalle 18 alle 19 Donne insieme per dire basta al massacro di Gaza Senza giustizia non ci sarà mai pace Ancora bombardamenti e chiusura di valichi, appena completato il "ritiro da Gaza" dell'esercito israeliano che si è lasciato dietro un cumulo di macerie, 1340 morti e zone di Gaza completamente desertificate dall'opera dei tank, a Jabalya sono state distrutte tutte le case, aranceti, oliveti e un vandalismo portato avanti con odio e accanimento si e abbattuto perfino sui sanitari delle case presi a martellate mentre scritte umilianti o contro Hamas coprono i pochi muri rimasti in piedi in uno scenario lunare terrificante, intere famiglie sono state trucidate, più di 400 bambini sono morti. Già l'esercito israeliano sta esercitando il "diritto" ad attaccare i tunnel di Gaza, mentre intorno a Gerusalemme est, area della città che dovrebbe costituire la capitale di un eventuale stato palestinese, si stanno costruendo nuovi insediamenti destinati ad accerchiarla, se il muro di otto metri costruito per chilometri non bastasse. Niente è risolto, le donne invisibili e disperate che sono morte o sono rimaste ferite gravemente nella trappola di Gaza rimarranno dimenticate se le donne del mondo non si incaricheranno di dare loro visibilità, vogliamo che sappiano che siamo al loro fianco I bambini che non sono morti dovranno superare gravi traumi nel corpo e nella psiche e non sarà facile per loro dimenticare o pensare a un futuro di convivenza senza guerra e senza soprusi e umiliazioni. Bisogna operare dunque per garantire la cessazione di qualunque attività militare, bisogna garantire l'evacuazione totale dei militari israeliani da Gaza, deve definitivamente terminare l'occupazione militare dei territori palestinesi che dura da 61 anni, garantire la riapertura di tutti i valichi perché le palestinesi e i palestinesi abbiano libertà di movimento insieme alle merci in entrata e in uscita. Si deve operare per la riconciliazione fra palestinesi che questo ulteriore massacro non ha certo aiutato, il territorio palestinese deve essere unitario sia in senso territoriale che politico, quindi "NO AI BANTUSTAN" ma definizione dei confini e ritiro dai territori occupati e riconsegna ai palestinesi della terra rubata. Il ritiro deve avvenire da tutti i territori palestinesi sia da un punto di vista militare che degli insediamenti dei coloni ricordiamo che in Cisgiordania tutto il territorio è disseminato di colonie e di presidi militari, dovranno inoltre essere eliminati i check-point ed instaurati normali passaggi di confine. Sono successi anche fatti positivi che testimoniano un atteggiamento diverso nei confronti delle politiche di guerra israeliane ad esempio il Belgio ha deciso di fermare la vendita di armi ad Israele perché le usa in azioni che non rispettano i diritti umani oltre che perché arma anche minorenni, sono state fermate armi per Israele in porti greci, ambasciatori hanno rifiutato il vino offerto da Israele perché prodotto da vigne coltivate su terreni rubati (ai palestinesi), in molte città pacifisti israeliani manifestano ogni giorno per chiedere che Israele risponda dei crimini di guerra perpetrati, diventa per tanti più chiaro anche all'UE come non giovi alla pace permettere allo stato israeliano di fare strame dei diritti umani e di operare in sostanza per ridurre sempre più il territorio occupato dalla popolazione palestinese, le mappe che abbiamo già distribuito e che si possono vedere su vari siti internet, mostrano come sia diminuito dal 48 ad oggi. Lo stesso Abu Mazen ha dicharato che Israele non sembra avere alcun[...]



Donne insieme per dire basta al massacro di Gaza 28 Gennaio 2009

2009-01-23T14:17:00.692+01:00

Secondo Presidio in p.zza Nettuno mercoledì 28/01 dalle 18 alle 19 Donne insieme per dire basta al massacro di Gaza Si sta “compiendo” il "ritiro da Gaza" dell'esercito israeliano che si lascia dietro un cumulo di macerie, 1340 morti e zone di Gaza completamente desertificate dall'opera dei tank, a Jabalya sono state distrutte tutte le case, aranceti, oliveti e un vandalismo portato avanti con odio e accanimento si e abbattuto perfino sui sanitari delle case presi a martellate mentre scritte umilianti o contro Hamas coprono i pochi muri rimasti in piedi in uno scenario lunare terrificante. Naturalmente le operazioni di ritiro saranno parziali nel senso che ci sarà comunque a Gaza una presenza militare israeliana inoltre Livni si è premurata di affermare che Israele ha diritto ad attaccare i tunnel di Gaza. Niente è risolto, le donne invisibili e disperate che sono morte o sono rimaste ferite gravemente nella trappola di Gaza rimarranno dimenticate se le donne del mondo non si incaricheranno di dare loro visibilità, I bambini che non sono morti dovranno superare gravi traumi nel corpo e nella psiche ma magari mentre si cercherà di operare in tal senso ricominceranno le bombe e le violenze, bisogna operare dunque per garantire la cessazione di qualunque attività militare, bisogna garantire l'evacuazione totale dei militari israeliani da gaza, deve definitivamente terminare l'occupazione militare dei territori abitati dalla popolazione palestinese, garantire la riapertura di tutti i valichi perché le palestinesi e i palestinesi abbiano libertà di movimento insieme alle merci in entrata e in uscita. Si deve operare per la riconciliazione fra palestinesi che questo ulteriore massacro non ha certo aiutato, il territorio palestinese deve essere unitario sia in senso territoriale che politico, quindi "NO AI BANTUSTAN" ma definizione dei confini e ritiro dai territori occupati e riconsegna ai palestinesi della terra rubata. Il ritiro deve avvenire da tutti i territori palestinesi sia da un punto di vista militare che degli insediamenti dei coloni ricordiamo che in Cisgiordania tutto il territorio è disseminato di colonie e di presidi militari, dovranno inoltre essere eliminati i check-point ed instaurati normali passaggi di confine. Consideriamo fatte "NON IN NOSTRO NOME" le offerte di Berlusconi al summit convocato da Mubarak, egli infatti si è impegnato a pattugliare il mare davanti a Gaza così come il valico di Rafah con i carabinieri italiani perché non entrino armi per Hamas, questo ignora che i valichi da cui sono venute le bombe sono quelli israeliani quindi il pattugliamento eventuale dovrebbe impedire i soprusi nei confronti dei palestinesi, gli impedimenti all'uscita e all'entrata delle merci e delle forniture mediche oltre che delle persone, ignora inoltre che la guerra su Gaza era stata già preparata da mesi per scopi elettorali ma non solo e quindi si sta svolgendo un teatrino che ignora i diritti umani della popolazione palestinese mentre aleggia attorno a questa orribile pagina di storia dell’area, un consenso all’operazione che sarebbe stato dato da paesi occidentali e non solo. Intanto la stampa nostrana sulla quale svetta per menzogne il Corriere della Sera, e i media meritano un riconoscimento ufficiale come campioni di menzogne, fatte certamente le dovute eccezioni. CHIEDIAMO CHE SIA DATO SEGUITO ALLA DENUNCIA DELL'ONU DEI CRIMINI DI GUERRA COMMESSI DALL'ESERCITO ISRAELIANO LO STATO D'ISRAELE RISPONDA DAVANTI A UN TRIBUNALE INTERNAZIONALE PER QUESTI CRIMINI CONTRO I DIRITTI UMANI NEI CONFRONTI DELLA POPOLAZIONE DI GAZA DONNE I[...]



VITA TERRA E LIBERTA´ PER LA PALESTINA - 24 gennaio 2009

2009-01-23T12:04:29.326+01:00

Contro l’occupazione sionista
VITA TERRA E LIBERTA´ PER LA PALESTINA

Manifestazione regionale per la Palestina
Bologna sabato 24 gennaio, piazza dell’Unità
Partenza corteo 17.30

La tregua a Gaza, non ferma l´occupazione israeliana in Palestina. Gaza è un cumulo di macerie, e continuano le provocazioni e le vessazioni a danno della popolazione palestinese in Cisgiordania. Si è ampliato il problema dei profughi e dei prigionieri politici palestinesi.
La popolazione palestinese è riuscita a difendere Gaza, e saluta giustamente come una vittoria il ritiro delle truppe israeliane. Vi è stata una ritrovata unità da parte delle organizzazioni e movimenti arabo-palestinesi sul fronte della resistenza contro i sionisti.

Da un punto di vista internazionale si è sviluppato in pochi giorni un vastissimo movimento di solidarietà con la lotta del popolo palestinese che ha attraversato tutte le città del pianeta. In Europa vi è stata una massiccia presenza di arabi che hanno manifestato contro l´imperialismo e il sionismo. I paesi progressisti e socialisti del sud america: Bolivia, Venezuela, Cuba hanno manifestato concretamente il loro appoggio alla causa palestinese.

Noi uomini e donne solidali con la lotta del popolo palestinese possiamo promuovere una campagna che mini e denunci i rapporti economici tra i paesi europei e Israele. Sul piano locale chiediamo la revoca degli accordi commerciali tra la Regione Emilia Romagna e Israele. Inoltre vogliamo l´immediato ritiro delle truppe italiane dal Libano e ci opporremo alla proposta di invio di truppe italiane in Palestina. Promuoveremo la campagna internazionale BDS - Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni - contro la politica distruttiva di Israele, approvata da una vastissima coalizione di forze progressiste palestinesi ed internazionali - quali, sindacati europei, nordamericani e sudafricani - ma ideata e lanciata, sin dal 2001, proprio da una rete di ebrei che lottano contro l´occupazione israeliana della Palestina.

Come segno di solidarietà al popolo palestinesi appendiamo una bandiera palestinese ai nostri balconi e alle nostre finestre. Fate una fotografia e inviatela ai giornali e a forumpalestina@libero.it indicando la città. Infine è importante sostenere la rinascita di una prospettiva popolare araba, che rilanci la lotta della comunità araba contro l’imperialismo e il colonialismo sia nelle terre d’origine sia in Europa.

في محاربة الصهيونية
حياة و ارض و حرية لفسلطين
عاشت المقاومة العربية الفلسطينية
من اجل قومية عربية في مواجهة الأمبريالية

COMITATO PALESTINA BOLOGNA

comitatopalestinabologna@gmail.com
http\\: comitatopalestinabologna.blogspot.com



Informazione Libera da Gaza

2009-01-19T18:57:23.700+01:00

Testi e immagini

Guerrilla Radio >> Il blog di Vittorio Arrigoni dell'ISM da Gaza

Electronic Intifada >> News e commenti in inglese

Free Gaza >> Comenti ed analisi

Palsolidarity >> Commenti ed analisi

Indymedia Israele >> News da chi si oppone alla guerra in Israele

Indymedia Italia >> Aggiornamenti continui in italiano da Gaza e sulle mobilitazioni contro la guerra

Video

Da Gaza >> Il video-blog in italiano di Stefano Savona, l`unica telecamera italiana all'interno della Striscia di Gaza

Repository di Al Jazeera >> I video sotto Creative Commons da Gaza




CON LE DONNE DI GAZA, INSIEME IN PIAZZA PER DIRE BASTA AL MASSACRO

2009-01-18T14:09:30.573+01:00

A ROMA IN 150000...ANDIAMO AVANTIMercoledì 21 gennaio dalle 17 alle 19 saremo in Piazza Nettunodonne singole, di associazioni, della rete delle donne, per tentare di far sentire la nostra vicinanza e sorellanza alle donne di gaza così drammaticamente colpite dal massacro portato avanti dall'esercito israeliano, per esprimere il nostro BASTA AL MASSACRO, la nostra volontà di chiedere che lo stato israeliano sia chiamato a rispondere davanti al tribunale internazionale per i crimini di guerra e contro i diritti umani che ha compiuto e sta compiendo in nome di una fantomatica sicurezza mentre nega dignità alla popolazione palestinese e infligge a donne e uomini, bambine e bambini, umiliazioni e violenze infinite, sradica ulivi, ruba terra ogni giorno di più, costruisce muri, check point dove nega il passaggio verso un ospedale e costringe le donne a partorire dietro un masso senza curarsi se questo procurerà la morte della madre o del neonato o di entrambi. C'è un'opposizione in Israele composta da donne e uomini che dedicano la maggior parte del loro tempo a manifestare, a compiere piccoli e grandi atti definiti di "tradimento dello stato ebraico", a cercare di impedire soprusi, a difendere legalmente i palestinesi, a lottare accanto ai palestinesi, a chiedere che si metta fine al massacro, siamo qui anche per sostenere questa opposizione che per quanto minoritaria, fa tutto quello che è possibile fare continuando a ripetere che bisogna cessare l'occupazione dei territori oltre che smettere di massacrare la popolazione di Gaza. Se guardiamo l'evolversi negli anni della carta geografica del territorio Israelo palestinese, con il progressivo ridursi dei territori dove i palestinesi possono vivere come in bantustan , vediamo chiaramente "Chi vuole mandare via chi": Lo stato israeliano esiste ed è riconosciuto dal mondo benché non fa hamas mentre lo stato palestinese senza la restituzione dei territori rubati non potrà mai esistere. Siamo qui anche per denunciare le menzogne della maggior parte della stampa e dei media italiani che operando autocensura preventiva,si schierano con Israele dimostrando una mancanza di umanità e ormai una assuefazione alla menzogna che fa veramente orrore, il giornalismo crediamo debba essere un'altra cosa, un massacro è un massacro non è né una guerra, né un conflitto. Siamo qui anche per denunciare l'uso ancora una volta interno che la politica italiana fa della questione di gaza mettendo in evidenza tutto il suo cinismo e la sua amoralità, qualche esempio positivo di impegno e generosità non fa altro che mettere maggiomente in evidenza la pochezza generale ed i giochi di potere che prevalgono. Siamo inoltre qui per denunciare lo scarso coraggio dell'Europa, di fronte all'ingiustizia fatale di quanto accade a Gaza, meno male che per iniziativa di Luisa Morgantini e altri parlamentari si sta rallentando l'iter della procedura di perfezionamento dei rapporti con Israele che avrebbe dovuto rafforzare ancora di più i legami prima di tutto economici e poi politici che legano con nodi strettissimi l'Europa e Israele. Siamo qui per dire che bisogna inventare sempre nuove forme di lotta per dire no alla violenza, perché si metta fine alla mattanza avviando un vero cammino di pace che riconosca l'esistenza e la dignità di tutti.Rete delle Donne di Bologna[...]



INCONTRIAMOCI PER GAZA 16 Gennaio 2009

2009-01-13T19:33:01.932+01:00

INCONTRIAMOCI PER GAZA
VENERDI' 16 GENNAIO 2009, ORE 17.30
IN VIA SAN FELICE 24
Carissime tutte,
giovedì 8 alla manifestazione in piazza Nettuno ci siamo incontrate, alcune della rete, donne in nero, associazione Orlando, donne palestinesi, donne del centro Zonarelli e, dalla disperazione rispetto alla drammatica situazione della popolazione di Gaza e il senso di impotenza che come donne e pacifiste proviamo di fronte a qualcosa di mostruoso che non riusciamo a fermare, in cui vediamo coinvolte amiche di cui non sappiamo la sorte, donne con cui abbiamo intessuto relazioni e progetti o che semplicemente abbiamo incontrato visitando Gaza tanti o pochi anni fa, è nata l'idea di incontrarci per discutere insieme e trovare un modo di dare il nostro contributo che sia di solidarietà e sorellanza, che sia di aiuto o di informazione e testimonianza alla popolazione della città, vedremo insieme cosa, in ogni caso un contributo per unirci a quante/i nel mondo cercano in ogni modo di far cessare questo orribile massacro.
INCONTRIAMOCI PER GAZA
VENERDI' 16 GENNAIO 2009, ORE 17.30
IN VIA SAN FELICE 24



Manifestazione 17 gennaio a Roma - Free Palestine

2009-01-10T11:01:36.019+01:00

Fermiamo il massacro dei palestinesi a Gaza
Basta con l'impunità del terrorismo di stato israeliano
Rompere ogni complicità politica, militare, economica tra lo stato
italiano e Israele
Le bombe uccidono le persone, l'informazione manipolata uccide le coscienze

Sabato 17 gennaio
Manifestazione nazionale a Roma
per maggiori info: www.forumpalestina.org

partenza da bologna ore 9 autostazione Bologna

Organizziamo tutti/e la partecipazione alla manifestazione nazionale
E' IMPORTANTE PRENOTARE PER I PULMAN da Bologna per Roma telefonare: 3409892393

comitato palestina bologna

______________________________
______

Incontro-dibattito x la palestina
per conoscere le ragioni della resistenza popolare palestinese e per
sapere ciò che oggi succede a Gaza

XM24
mercoledi 14 gennaio
ore 21.00
via fioravanti 24

In preparazione della manifestazione nazionale per la palestina del 17
gennaio, il Comitato Palestina di Bologna promuove una incontro
pubblico con rappresentati della comunità palestinese in Italia e
rappresentanti delle organizzazioni giovanili palestinesi di Gaza

Baha HUSSEIN
Unione dei Giovani Progressisti Palestinesi (Gaza)

Shokri HROUB
Unione Democratica Arabo-Palestinese

Comitato Palestina Bologna

--
Informazioni e contatti:
http://comitatopalestinabologna.blogspot.com/
comitatopalestinabologna@gmail.com



La Guerra è mancanza. Iniziative a Bologna

2009-01-07T01:24:21.761+01:00

A Bologna presidio l'8/01/2009 alle 18.00 in Piazza NettunoDa Femminismo a SudNon ho una notizia. Non sono in Palestina. Non sono una di quelle bambine spaventate che a Gaza stanno crepando di infarto. Non vivo la guerra. Sono arrabbiata e mi sento impotente. Provo a immaginare come deve essere e vorrei andare oltre la retorica e non so se sono in grado di farlo. Quando penso alla guerra mi viene in mente la parola “mancanza”. Forse è un momento in cui ti manca tutto. Senza preavviso. Ti mancano le cose, le tue cose, il tuo ossigeno, il tuo letto, la tua televisione, il tuo phon, i tuoi occhiali. E io davvero non saprei come vivere senza i miei occhiali. Una cieca. Ecco cosa sarei.Ti mancano gli assorbenti e penso al sangue che scorre a fiotti lungo le gambe perché le mestruazioni non seguono il tempo della guerra e della pace. Il sangue non si inibisce alla vista di altro sangue.Ti mancano le culle perché le donne incinta prima o poi dovranno pur “sgravare”, come animali che non potranno fermare le doglie e proveranno a schivare i colpi senza interessarsi agli altri morti e proveranno a raggiungere un buco, un riparo, un appiglio per buttare il proprio figlio tra i detriti e i cadaveri. Ed è sicuro che rimarrà lì, ucciso alla vista di tanto orrore prima che per colpa dei proiettili. Ti manca lo shampoo, perché sono certa che a qualcuno mancano le cose più sciocche, e senza lo shampoo i capelli puzzano. Non potrei restare un solo giorno con i capelli puzzolenti.Ti manca il calore della tua stanza, le foto della tua festa di compleanno, quella dove eri così bella, con il vestito nuovo che ti aveva regalato tuo padre. Ti manca tuo padre, perché nel frattempo qualcuno ha deciso che la vita di quell’uomo era superflua. Un effetto collaterale ragionevole.Ti manca l’elettricità e non puoi ricaricare la batteria del tuo cellulare. Senza quello non sai come comunicare. Non puoi trovare gli altri che forse soffrono della tua mancanza.Ti mancano gli elettrodomestici. Quelle cose stupide trattate con disprezzo in giornate ordinarie. Quando sbattevi lo sportello del tuo frigo perché eri arrabbiata per qualcosa o prendevi a botte la tivu’ perché non si sintonizzava sul canale che ospitava il tuo cantante preferito.Ti manca il quotidiano, un giornale, quello che potrebbe dirti cosa sta succedendo e ti mancano i libri perché il fuoco e le bombe non risparmiano proprio niente, neppure la cultura.Ti manca la vista della tua città dall’alto. Con le case oramai sventrate e il mare che sembra ribollire come se qualcuno lo avesse racchiuso in una pentola messa sul fuoco per la cena.Ti manca un bagno, una doccia, uno specchio, un pettine, un rubinetto per lavarti le mani. Odio sentire sporco sulle mani. Ti manca un cesso per poterci pisciare dentro. Per poter depositare merda. Eppure non c’e’ merda sufficiente se non hai mangiato abbastanza. Perché quello che hai visto tutt’attorno non lo hai digerito ancora. Ti manca la carta igienica e senti il culo che ti prude perché non c’e’ neppure l’acqua e tenersi la pelle sporca ti fa sentire un tutt’uno con le macerie. Sei polvere, sei carne marcia, quasi morta, come tutto il resto.Ti manca il cibo. Hai sete e fame. Quanti giorni potrei resistere senza profanare un corpo per bere il suo sangue e nutrirmi con la sua carne?Ti mancano quelle scarpe che ti piacevano tanto e passi una intera giornata a scavare tra i resti della tua casa distrutta perché se ritrovi quelle scarpe la tua vita r[...]



La befana vien di notte a salvarti dalle botte

2008-12-18T00:30:22.055+01:00

(image)
Sabato 20/12 ore 18 P.zza Nettuno

Irrompiamo nel natale con un presidio itinerante, ricordando che la violenza
maschile su donne e lesbiche non va in vacanza. Saremo quindi presenti nelle
strade con cartelli, volantini e altro per proporre una befana femminista
che diffonda informazioni su forme di contrasto alla violenza e che
solleciti a tenere sempre alta l'attenzione su di se e sulle donne e
lesbiche chi ci stanno accanto.

Unitevi numerose e portate cartelli contro la violenza e se vi va
travestitevi da befane ..o .. come volete!

Coordinamento "Quelle che non ci stanno" - Bologna



Video 25 novembre 2008

2008-12-03T17:04:20.507+01:00

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Testimoni silenziose from Server Donne on Vimeo.



Bilancio di genere - 5 Dicembre 2008

2008-11-27T19:58:14.704+01:00

Ciao a tutte,con estremo ritardo vi giriamo info e appuntamenti sulla prima e concreta possibilità di sperimentazione del bilancio di genere nel comune di Bologna...La Rete delle donne si riunirà in assemblea Giovedi 4 dicembre 2008 alle 20.30 ad Armonie in Via Emilia Levante 138.Partiamo dall'inizio:Il 6 Novembre 2007 la rete delle donne di bologna ha incontrato Cofferati in un'assemblea sul Bilancio di Genere . Abbiamo ottenuto alcune cose, tra cui il punteggio per le donne sole con figli nell'assegnazione delle case popolari Acer e il bando (vinto da Orlando) per l'urbanistica partecipata nella progettazione della nuova Bolognina.I nostri cartelloni (con le richieste) li potete vedere su questo post.Il 17 Novembre 2008:alcune donne di associazioni hanno incontrato Milli Virgilio e l'ufficio delle politiche alle differenze sul Bilancio di genere. In particolare è stata concordata la necessità di incontrarsi con tutte le associazioni femminili femministe e lesbiche, reti comprese, il 5 Dicembre 2008 per discutere del Bilancio Comunale che verrà approvato il 31 dicembre.L'incontro non vuole essere dispersivo, ma concreto e efficacie nel definire le priorità delle donne alla luce della scarsa possibilità di fondi decretata da questo governo nei tagli agli enti comunali.1) Perciò siamo invitate a leggere il documento"Bilancio di Genere, dalla sperimentazione alla partecipazione", che rappresenta il primo consuntivo delle politiche comunali effettuato in base all'impatto di genere, scaricabile dai siti "Politiche delle Differenze" e "Programmazione, controlli e statistiche" alle pagine:http://www.comune.bologna.it/politichedelledifferenze/dettagliodifferenzeNews.php?newsitemID=157&channelID=12www.comune.bologna.it/rendicontazione-sociale/index.php2) Siamo invitate a discutere il documento sul forum on-line: http://www.comune.bologna.it/forum/list.php?21 prima del 5 Dicembre!!Dovremmo cioè confrontarci sulle priorità e individuare i singoli temi che ci interessano anche singolarmente, in modo da poter creare più gruppi di discussione all'incontro di venerdi 5 dicembre in grado di affrontare temi specifici...3) Siamo invitate a partecipare ai focus groups per il giorno Venerdi 5 dicembre, alle ore 14,30 presso le sale riunioni dell'Assessorato in Via Cà Selvatica 7. Per eventuali problemi rivolgersi a renato.busarello@comune.bologna.it Ecco i cartelloni (clicca per ingrandirli!!): Rete delle Donne di Bologna[...]