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«Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo.»



Last Build Date: Sat, 08 Oct 2011 16:19:40 +0200

 



Solidarietà con Red Lady e Locanda Almayer

Sat, 08 Oct 2011 16:19:39 +0200

(image)

Questo post di solidarietà a Red Lady e il suo blog "Locanda Almayer", bannato il 15 settembre, è stato censurato dallo staff di Libero.

Il blog di Red Lady non è stato riaperto e, qualche giorno dopo, altri blog (quelli di Melacar e Blanche Revenant, tra altri)  che contenevano post  di critica allo staff e alla gestione della community sono stati bannati.

 

Il blog di "Red Lady", "Locanda Almayer", è stato bannato Giovedì 15 Settembre.

Ho sempre considerato il blog di Reddina uno spazio web bello ed elegante, con una veste grafica accurata e contenuti non banali, schierati in modo netto contro l'attuale coalizione di governo, ma senza sconti all'opposizione, soprattutto laddove questa insegue la destra sui temi dei diritti civili (legalizzazione delle coppie omosessuali, testamento biologico).

Mi è sempre piaciuto il suo stile schietto e diretto, il suo dire pane al pane e vino al vino, il suo atteggiamento che non si trincerava dietro perifrasi o frasi di circostanza e denunciava una classe politica che, nel giro di qualche anno, è riuscita a sfasciare l'economia di questo paese, ha visto un drammatico incremento dei casi di corruzione, combatte una guerra senza quartiere contro la magistratura e i presidi della legalità, ha seminato a piene mani degrado morale e abusi di potere.

Ho dato un'occhiata alla copia cache del suo blog e francamente non ho capito quali violazioni possa aver commesso. Forse la parola "rompicoglioni" in un box laterale? Forse una citazione tratta dal blog di Arcureo in cui si apostrofa l'attuale maggioranza con il termine di "pagliacci"? Forse qualcuno si è sento disturbato dall'espressione " qui sul blog parlo dei cazzi miei"? Mistero.

Secondo quanto riferisce lo staff di Libero, sarebbe state accertate "violazioni commesse e ripetute per decine di post. Non si tratta di segnalazioni infondate o strumentali, le verifichiamo tutte".

Però però... nel mio caso non è andata precisamente così. Il 17 dicembre dell'anno scorso il mio blog è stato bannato perché qualcuno ha creduto che il numero 48541 per raccogliere fondi a favore dei terremotati di Haiti, numero che campeggia in cima ai post, potesse essere il numero del mio conto personale. Almeno questa la spiegazione ufficiale. Il 20 Dicembre il mio blog mi è stato restituito. Quindi, il fatto che le segnalazioni vengano tutte verificate è quanto meno dubbio. E se venissero verificate, lo staff potrebbe mandare una mail alla persona che ha commesso la violazione con l'ingiunzione di eliminare il materiale che viola le condizioni d'uso.

Più in generale, chi gestisce la community dovrebbe considerare i bloggers alla stregua di risorse preziose che la qualificano e non come servi sciocchi che si possono cancellare con un click, in modo unilaterale e senza appello.

Chiedo che il blog "locanda Almayer" sia riaperto e restituito alla community. Chi condivide questo appello, può manifestare la sua adesione al mio post nei modi che ritiene più opportuni.




Senza titolo

Sat, 28 Jul 2007 09:23:54 +0200

Software Libero per la tua libertà Perché non ci si può fidare di software che non si può controllare. Richard Stallman     Il controllo del nostro software dalla parte di un'azienda di software proprietario, che sia essa Microsoft, Apple, Adobe o Skype, vuol dire il controllo su quello che possiamo dire e a chi. Questo minaccia le nostre libertà in tutti i campi della vita... Gli Stati uniti non sono l'unico paese che non rispetta i diritti umani, per cui mantenete i vostri dati sul vostro computer personale e i vostri backup sotto la vostra custodia. E utilizzate il software Libero sul vostro computer. Lo sappiamo in tanti che i governi possono minacciare i diritti umani attraverso la censura e la sorveglianza di Internet. Non molti si rendono conto che il software che utilizzano, a casa o al lavoro, potrebbe costituire una minaccia anche peggiore. Pensando che il software sia "solo uno strumento", suppongono che obbedisce loro, invece, in effetti, obbedisce ad altri. Il software che gira nella gran parte dei computer è software non-libero, proprietario, e cioè controllato dalle aziende produttrici di software e non dai suoi utenti. Gli utenti non possono controllare quello che questi programmi stanno facendo, né possono impedire che facciano qualcosa di indesiderato. Molte persone accettano tutto ciò perché non conoscono altre possibilità. Ma è semplicemente sbagliato lasciare agli sviluppatori [di software] il potere sui computer degli utenti. Questo potere ingiusto, come sempre, induce chi lo possiede a compiere ulteriori misfatti. Se un computer comunica su una rete e voi non controllate il software, esso può facilmente spiarvi. Per esempio, Microsoft Windows spia i suoi utenti, riferisce le parole che l'utente cerca nei suoi file e i programmi che ha installato. Anche RealPlayer spia; riferisce quello che l'utente ascolta o vede. I cellulari sono pieni di software non-libero che spia. I cellulari mandano segnali di localizzazione anche quando sono "spenti". Molti [cellulari] possono inviare la vostra posizione Gps, che voi lo vogliate o no. E alcuni modelli si possono accendere da lontano per utilizzarli come apparecchiature per l'ascolto. Gli utenti non possono porre rimedio a queste caratteristiche perché non ne hanno il controllo. Alcuni software proprietari sono progettati per limitare ed attaccare i loro utenti. Windows Vista ha fatto un grosso passo avanti in questo campo; il motivo per cui richiede nuovo hardware è che i nuovi modelli sono progettati per fornire il supporto per delle restrizioni insuperabili. Così, Microsoft richiede che gli utenti paghino per delle manette luccicanti. E' progettato anche per permettere degli aggiornamenti forzati dalla parte delle autorità corporate. Perciò la campagna BadVista.org raccomanda agli utenti Windows di non "upgradare" a Vista. Anche il MacOS contiene delle caratteristiche progettate per limitare l'utente. In passato, Microsoft ha installato delle "porte di servizio" [backdoors] a beneficio del governo statunitense (vedi heise.de). Non possiamo controllare se oggi ci sono dei successori. Altri programmi proprietari possono avere delle "porte di servizio" o no, ma siccome non li possiamo controllare, non ce ne possiamo fidare. L'unico modo per assicurarsi che il tuo software sta lavorando solo per te è insistere sull'utilizzo del software libero. Questo vuol dire che gli utenti ottengono il codice sorgente, sono liberi di studiarlo e di modificarlo, e sono liberi di ridistribuirlo con o senza cambiamenti. Il sistema Gnu/Linux, sviluppato specificatamente per la libertà degli utenti include applicazioni office, giochi, multimedia, e tutto quello che vi serve veramente far girare su un computer. Vedi gNewSense.org per una versione completamente Libera di Gnu/Linux. Si affronta un problema particolare quando gli attivisti per il progresso sociale utilizzano software proprietario poiché i suoi sviluppatori, che lo controllano, possono essere delle azien[...]



Senza titolo

Sat, 14 Jul 2007 20:07:37 +0200

NI OLVIDO ,NI PERDON,PAREDON!!!!
NI OLVIDO ,NI PERDON,PAREDON!!!!
DESAPARECIDOS, ARGENTINA VUOLE GIUSTIZIA
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BUENOS AIRES - L'Argentina continua a misurarsi con il suo più recente tragico passato. La Corte Suprema di giustizia, con una risoluzione approvata da quattro dei suoi sette membri, ha dichiarato inconstituzionale l'indulto che l'ex presidente Carlos Menem aveva concesso nel 1989 all'ex generale Santiago Omar Riveros, accusato di crimini contro l'umanità commessi durante la dittatura (1976-1986). In quegli anni sono scomparse (desaparecidas) oltre 30 mila persone.

 In pratica la decisione della Corte Suprema di giustizia apre la strada alla revoca degli indulti che lo stesso ex capo di stato ha concesso a diversi altri ex capi militari, molti già condannati e altri addirittura mai processati, ma tutti accusati appunto di crimini contro l'umanità che, specifica la sentenza, "per la loro gravità vanno contro non solo alla Costituzione nazionale, ma anche all'intera comunità internazionale".

   In questo modo, tra gli altri, dovranno riprendere a scontare le loro pene gli ex comandanti Jorge Videla ed Emilio Massera, già condannati all'ergastolo come membri della prima giunta militare che prese il potere dopo il golpe del 1976. E perderanno il beneficio dell'indulto, oltre a Riveros, numerosi altri ex militari, tra i quali l'altro ex presidente de facto ancora vivo Leopoldo Galtieri e l'ex capo dell'esercito Cristino Nicolaides.

   Con l'odierna misura della Corte Suprema si chiude un ciclo iniziato nel 2004 quando il tribunale - rinnovato in gran parte dopo un deciso intervento pubblico del presidente Nestor Kirchner - dichiarò che i reati contro l'umanità non possono cadere in prescrizione. A ciò fece seguito, nel giugno del 2005, una risoluzione che dichiarò incostituzionali le leggi, cosiddette di Punto Finale e Obbedienza Dovuta, approvate durante il governo del presidente Raul Alfonsin (1983-1989).

   Appunto in seguito a questa misura sono stati riaperti almeno 950 processi contro ex militari che hanno violato i diritti umani tra il 1976 ed il 1983, sono stati effettuati oltre 200 arresti, e sono in corso indagini su casi di torture, sequestri ed omicidi avvenuti in 498 centri clandestini di detenzione. In pratica la sentenza costituisce per Kirchner il coronamento di una linea politica impostata con determinazione fin da quando entrò nella Casa Rosada nel 2003 con l'obiettivo di evitare l'impunità a quanti avevano commesso gravissimi reati durante la dittatura.




Senza titolo

Sun, 08 Jul 2007 12:55:06 +0200

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                                                 CI PRENDONO PER IL CULO!!!!






Senza titolo

Wed, 27 Jun 2007 12:24:28 +0200

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             SE SI VENDONO,  SI TROVERANO CON QUESTO:



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                           IL POPOLO  NELLE STRADE!!!!!!!!
sognare non mi costa, pero, non ci credo.





Senza titolo

Mon, 25 Jun 2007 19:15:40 +0200

Con Evo Morales: “il movimento indigeno è la riserva morale dell’umanità”   lunedì 25 giugno 2007  - 07:11:25, in America Latina, Il primo governo indigeno nella storia della Bolivia, ha vissuto pericolosamente il suo primo anno e mezzo di vita. Tra difficoltà ed errori, soprattutto sul fronte di un’Assemblea Costituente oramai in fase di stallo, e successi come quello della nazionalizzazione del gas, incontriamo Evo Morales, primo presidente indigeno del paese. Gennaro Carotenuto intervista Evo MoralesEvo, come tutti lo chiamano, non è stato cambiato per nulla dal potere e continua ad essere lontano dallo stereotipo del capo di stato. Nonostante il decoroso giubbino che sostituisce la tenuta presidenziale all’occidentale dei suoi predecessori, continua ad essere il sindacalista che per una vita ha difeso quegli indigeni che da 5.000 anni in Bolivia coltivano la pianta di coca, la base identitaria della cultura andina. La sua cultura continua ad essere altra, antitetica a quella Occidentale. Ascolta attentamente, parla piano, senza iattanza, con modestia. Il suo parlare è semplice, diretto, privo di retorica o artifici. Tanto la cultura aymara, alla quale appartiene, come la tradizione sindacale, fanno del dialogo, della trattativa, delle decisioni condivise che maturano lentamente, la base di ogni processo democratico.Lo incontriamo a Cochabamba, dove ha inaugurato il “V Incontro mondiale di intellettuali e artisti in difesa dell’umanità”, nel quale si è discusso per due giorni di media e diritto all’informazione. E’ un tema chiave anche in Bolivia dove, secondo uno studio dell’Università Cattolica, Evo Morales ha il 66% di appoggio popolare ma ha l’80% dei media contro. Morales mi corregge: “E’ il 66% nelle città, dove la gente ha il telefono e risponde ai sondaggi. Ma nelle campagne abbiamo l’80%. E’ importante discutere di democratizzazione dei media perché spesso, per mancanza di informazione, non si hanno i mezzi per cercare giustizia ed equilibrio nella società. Sono preoccupato dalla concentrazione mediatica, ma allo stesso tempo sono contento, perché nel mondo stanno crescendo fonti di comunicazione alternativa che si interessano alle necessità dell’essere umano”. Per marcare la differenza, come primo atto del suo governo, Evo dimezzò il suo stipendio, portandolo a 1.500 € al mese. Altrettanto fece con ministri e parlamentari. Qualcuno lo considererà demagogico, ma il ragionamento è opposto a quello occidentale: solo chi accetta di entrare in politica rinunciando ad un’ascensione di carriera, lo farà per spirito di servizio. Poi stabilì che se i boliviani avevano bisogno del visto per entrare negli Stati Uniti allora anche gli statunitensi avevano bisogno del visto per entrare in Bolivia. Qualcuno sorrise, ma i boliviani sentirono che per la prima volta non erano più cittadini di serie B. Ma, soprattutto, lo scorso anno Evo fece parlare di sé per la nazionalizzazione degli idrocarburi, creando uno scandalo internazionale. La settimana scorsa ha chiuso i conti, acquistando per 112 milioni di dollari le raffinerie di proprietà di Petrobras, dimostrando che contrasti col Brasile dell’amico Lula non ve n’erano. Evo, sulla stampa italiana qualcuno ti definì un “narcoindio fuori di testa”. Sorride: “Il nostro impegno è quello di rifondare la Bolivia. Su basi etiche ma anche su basi economiche. Per farlo abbiamo nazionalizzato gli idrocarburi”. Oggi perfino i mercati appaiono tranquilli, e pochi discutono che sia stato il tuo più grande successo: “Pochi giorni fa ho visitato un municipio poverissimo nei dintorni di Potosí. Fino al 2005 aveva un bilancio di 840.000 bolivianos (la moneta locale, circa 85.000 €, ndr). Nel 2007 ha un bilancio di oltre 9 milioni di bolivianos (930.000 €). Ed è così in tutto il paese e speriamo che questi soldi si[...]



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Sat, 09 Jun 2007 01:33:48 +0200

saluti da Marta

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BUON FINE SETTIMANA,

MARTA E MAURO




Senza titolo

Wed, 30 May 2007 21:11:41 +0200

Lettera dal fronte

Al Comando Generale dell’Unione
Palazzo Chigi, Roma

Nord d’Italia, lì 29 maggio ‘07

Il sottoscritto tenente Vergara Antonio comunica quanto segue:
Le truppe del generale Berlusconi hanno sfondato sul versante settentrionale occupando diverse città che controllavamo. Le camicie verdi del colonnello Bossi imperversano da sud-ovest a sud-est. Le nostre resistenze sono state vinte, siamo riusciti a conservare solo qualche avamposto e per fortuna i porti di Genova e La Spezia. Le perdite sono state ingenti.

La truppa è demotivata e in stato confusionale, molti non rispondono più agli ordini: le camicie rosse di Bertinotti non fanno che gesticolare e parlare di piattaforma sociale, i diessini erano un’armata e ora sono ridotti a pochi plotoni, i socialisti vanno solo alla ricerca dei loro parenti, i democristiani sono come sempre nelle retrovie. Anche la popolazione si è rivoltata contro perché il comando di Vossignoria non è più in grado di garantire l’ordine pubblico, ma anche perché non arrivano approvvigionamenti e i salari sono bassi. Anche i preti si sono messi col nemico.

Illustrissima Eccellenza Prodi, noi facciamo quel che possiamo ma i ragazzi si lamentano pure che non possono più andare a puttane nella città di Padova: voi capirete che senza sigarette e bordelli il morale della truppa è basso. In ogni caso siamo riusciti a contenere le perdite, ma il rischio di accerchiamento è imminente.

Gli aiuti che avevamo richiesto non sono arrivati, in compenso si è presentato tale Migliavacca, qualificandosi come coordinatore dei 45, ma onestamente nessuno l’ha preso in considerazione. Fedeli al vecchio motto resistere, resistere, resistere, noi resistiamo. Ma non per molto.

Tratto da antoniovergara.wordpress.com

Cablogramma da Ceppaloni per il tenente Vergara
Il reparto del maresciallo Mastella ha disertato ed è passato con il nemico. Si temono altri casi di ammutinamento. Si propone di dirottare la polizia militare con i cani poliziotto dalle scuole pubbliche alle segreterie di partito.




Senza titolo

Sat, 05 May 2007 07:08:38 +0200

Segreto di Stato: a Genova ci fu un disegno repressivo, prima condanna per la Polizia del G8
leggete QUI:
                                  GENARO CAROTENUTO



 



Sul dibattito a sinistra

Sat, 07 Apr 2007 12:12:54 +0200

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Nell'ultimo periodo si è aperto un dibattito a Sinistra sulle prospettive di quest'ultima in considerazione del fatto che, la nascita del futuro Partito Democratico, determinerà un riposizionamento di tutte le forze politiche italiane, a partire, appunto, da quelle di Sinistra, visti anche gli spazi che si apriranno in seguito alla scomparsa del principale Partito della Sinistra italiana, ovvero i Ds.

Ha "aperto il fuoco" la dichiarazione di Fabio Mussi, storico leader della Sinistra Ds, che ha detto chiaramente che, finito il congresso, la minoranza Ds non parteciperà al processo costituente del Pd ma avvierà un "cantiere della Sinistra" per verificare la possibilità di creare un soggetto unitario della Sinistra italiana. Nel giro di alcune settimane si sono pronunciati in merito, sia Fausto Bertinotti che di fatto ha accantonato il progetto della Sinistra Europea ed aperto la porta alla proposta di Mussi, sia Franco Giordano, segretario Prc, che addirittura si è spinto oltre prospettando la nascita del "Partito della Sinistra" già per le Europee del 2009. Successivamente è intervenuto anche Diliberto, segretario del Pdci, che ha proposto di riunire tutte le anime della Sinistra attraverso un processo confederativo che garantisse l'identità dei singoli Partiti.

Personalmente ritengo che tra tutte queste, la proposta più sensata sarebbe quella espressa da Oliviero Diliberto che, però, alla luce dei fatti, appare estremamente minoritaria ed, addirittura, mi sembra che ci sia il tentativo, da parte di Sinistra Ds e Prc, di tenere fuori dal dibattito il Pdci. Ciò dimostra, a mio avviso, che purtroppo ancora una volta si sta procedendo nella direzione sbagliata: ovvero vi è il tentativo concreto di creare un nuovo Partito a partire, non da una discussione ampia che coinvolga tutte le anime e soggettività della Sinistra italiana, ma, al contrario, a partire dall'unione di gran parte del ceto politico di Rifondazione Comunista con parte del ceto politico dei Ds. Tale soggetto politico, tra l'altro, visto che sarebbe legato a livello europeo al Pse, rappresenterebbe di fatto un arretramento delle posizioni politiche rappresentate dal Prc.

Insomma si aggrega a Sinistra con l'effetto di diminuirne l'influenza; che dire, se accadesse un vero capolavoro dell'assurdità!!!