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Tanhauser



La vita immessa nell’artificio trascina in basso la stessa idea di vita umana. L’artificio tecnologicamente avanzato, capace di sfiorare il limite della perfezione, rivela all’uomo come la sua stessa vita non sia che un pessimo surrogato



Published: Mon, 14 Sep 2015 13:30:23 +0200

Last Build Date: Mon, 14 Sep 2015 13:30:23 +0200

 



Toglietemi di torno gli "zerovirgola"

Thu, 07 Feb 2008 16:39:00 +0100

Per un volta sono assolutamente d'accordo con Christian Rocca. Ad aprile non farò differenze tra Berlusconi e Veltroni: voterò per il grande partito che avrà il coraggio di presentarsi agli elettori senza il codazzo di partitini arroganti, rissosi e pretenziosi.
Mi dissocio invece, questo sì, dalle spallate alla magistratura. E non solo per motivi familiari.



Caro Bacialli, proviamo a ricordare insieme?

Tue, 05 Feb 2008 19:52:00 +0100

Caro Bacialli, ho sfogliato il tuo "Casta stampata" e non ti nascondo che ho provato un certo imbarazzo. Per sei anni sei stato il direttore del mio giornale  - "Il Gazzettino" -  di cui, grazie a te e alla precedente proprietà, erano rimaste solo macerie fumanti (quasi 50 mila copie in meno rispetto al giorno in cui arrivasti). Mi chiedo (ti chiedo): ma tra tutti quei giornalisti paraculi, disonesti, imbroglioni, sfaticati e tromboni, tu dov'eri? Che cosa hai fatto perchè la situazione migliorasse o quantomeno non peggiorasse?  Scusami per l'impertinenza, ma rispondo io: non hai fatto nulla, hai assistito senza muovere un dito al declino del giornale, accettando passivamente la destrutturazione dell'impianto editoriale e incentivando la volgarizzazione dei contenuti. Così giusto per rinfrescarti la memoria: la fantasmagorica sezione "Nordest", quel casino di fascicolo del lunedì con accorpamenti improbabili tra province, Monabomber, l'immagine del feto morto, le paginate per sputtanare i tuoi giornalisti davanti ai lettori, e qui mi fermo per decenza. Risultato: come si diceva quasi 50 mila copie in meno. Certo, noi abbiamo tante colpe, io riconosco senza problemi le mie che indubbiamente ci sono, e tu? «Passione, umiltà, curiosità, entusiasmo, gioco di squadra, qualche frazione di cultura e tanto, tanto spirito di sacrificio», così riassumi il mio lavoro nel tuo libro. Umiltà, gioco di squadra? Ricordo che negli ultimi tre anni sei rimasto chiuso nel tuo ufficio senza avere il minimo contatto con la redazione. Pensa un po' che io avevo la sensazione che la casta fosse di casa nel tuo ufficio. Ricordi quando avevi abolito la riunione con i capiservizio, quella delle 15, il confronto da cui nasce il giornale? Ma tu non gradivi il confronto. Parlare di una notizia, di come trattarla, non ti piaceva, come non ti piaceva evidentemente essere contraddetto. Così, via la riunione: le notizie del giorno venivano inviate al tuo ufficio centrale con fredde mail. Tu decidevi e comunicavi ai capiredattori che poi passavano ufficio per ufficio a riferire quali erano le tue scelte, insindacabili. E così capitava che in alcuni giorni il giornale del Nordest su una decina di testate ne avesse due o tre di Esteri, anche in assenza di notizie degne di tale nome. Perchè? Perchè non c'era nessuna idea. Se il tal giorno la politica e la cronaca buttavano poco, noi parlavamo di Asia, America Latina, Africa e Oceania dimenticandoci di quanto accadeva a casa nostra. E così per anni, fino a quando i lettori ci hanno fatto marameo e se ne sono andati.Questo era il giornale che ti piaceva. Forse l'unico che sapevi fare? E i giornalisti? Fastidiose e inutili appendici, un deprecabile costo a bilancio. Buoni solo se dicevano signorsì.  Nel tuo "Casta stampata" mi sarei aspettato un po' di autocritica. Una minima analisi di come i giornali siano cambiati rispetto a quando dici di aver fatto il  "mestieraccio" (cito con disagio un tuo termine che odiavo quasi come il "fondazzo", sì i tuoi editoriali in cui la firma - per tuo preciso ordine - doveva avere un corpo enorme rispetto alle altre della prima pagina, giusto per far capire ai lettori chi comandava). Pensa un po' che io oggi lavoro con un direttore che, quando la redazione è in difficoltà, non ha problemi a sobbarcarsi pagine intere (passa i testi, titola, fa pure le didascalie). Cosa che dall'alto della tua austera considerazione del ruolo di direttore non ti saresti mai sognato di fare. Nel libro sembri quasi meravigliato che il nuovo editore ti abbia "lasciato libero" (usiamo questo eufemismo) da un giorno all'altro. Ma che doveva fare, darti pure un premio? Senza arrivare a conclusioni superficiali, mi limito a dire che non ho visto code di editori alla tua porta pronti ad affidarti l[...]



Mastella: così, giusto per capire

Sat, 02 Feb 2008 21:12:00 +0100

Lancio un accorato appello da questo piccolo blog, poco frequentato e poco aggiornato. Mi piacerebbe tanto scambiare due chiacchiere con un elettore di Clemente Mastella. Si badi bene, non con un elettore dell'Udeur qualsiasi (magari di Fabris o di lord Barbato, quello dello sputo, delle corna e della pistola mimata con la mano), ma proprio con un autentico sostenitore di Clemente. Così giusto per fare due chiacchiere e per capire cose che oggi mi sono incomprensibili. Io sono qua, Mastella Boys se ci siete battete un colpo!



Magistrati predicatori e ministri folcloristici

Thu, 08 Nov 2007 12:25:00 +0100

Quei due non mi piacciono, e ancora meno mi piace quell'altro. Clementina Forleo, gip del Tribunale di Milano, Luigi De Magistris, pm della procura di Catanzaro e lui, Clemente "poltrona" Mastella, improbabile ministro della Giustizia.
In confidenza: la Forleo, per quello che ho visto ad Annozero, mi dà l'impressione di una persona con un equilibrio psicologico precario. Fragile, autocelebrativa e assolutamente incapace di comunicare (lo so, non è il suo lavoro, ma se decide di aprirci gli occhi davanti alle telecamere perlomeno dovrebbe riuscire a non farmi assopire sul sofà).
De Magistris mi sa tanto da cinico. Un freddo calcolatore che, a fronte di qualche marachella giudiziaria di troppo, ha deciso di impugnare le redini dell'opinione pubblica indossando i panni della vittima predestinata. Una cosa li unisce: entrambi sono poco chiari. Prima sparano nel mucchio ad alzo zero contro tutto e tutti poi, quando dovrebbero entrare nel particolare, ti gelano con il classico "questo non posso dirlo". Di denunce generiche ne ho le tasche piene.
Che dire di Mastella? Stendiamo un velo pietoso. Troppo facile coglierlo in castagna per i De Magistris e le Forleo di turno. Mi fa quasi pena, e di questo un po' mi vergogno.



Non sono sportivo

Thu, 09 Aug 2007 17:40:00 +0200

Il titolare di questo blog non ha mai nascosto la sua fede calcistica. Bianconero, con orgoglio, fino al midollo. Quello che mi sta sul gozzo quest'anno sono gli attestati di simpatia pelosa che ci arrivano da destra a manca. Da Moratti a Galliani, al resto della congrega di tramaccioni graziati da calciopoli (lo dico con fierezza: noi abbiamo pagato gli altri no).
Simpatia pelosa, dicevo, perchè è evidente che ci snobbano. Ben altro sarebbe il trattamento se ci considerassero avversari pericolosi (le antenne di Telecom-Moratti sono sempre pronte a colpire, Galliani ora ha l'amico Collina - ricordate la telefonata di Meani per fissare un appuntamento tra i due pelati su richiesta del fischietto senza macchia? - al vertice degli arbitri).
 Ecco, giusto per evitare ipocrisie: noi juventini odiamo tutti, interisti e milanisti in particolare. Ma anche Torino, Roma, Lazio, Napoli, Genoa, Livorno, Reggina ecc. ecc.
Lo dico adesso per non ripeterlo più: nelle coppe europee ho sempre, dico sempre, tifato per le avversarie delle milanesi alle quali auguro una precoce eliminazione della Champion's League. Poi se proprio una delle due dovesse vincerla, spero ardentemente che non sia l'album di figurine Panini che papà Moratti ha regalato a simpatia-Mancini.
Lo so, non sono sportivo. A voi non potevo nasconderlo.




Se il sacerdote si autoassolve

Tue, 07 Aug 2007 13:56:00 +0200

Dell'inchiesta sui presunti abusi sessuali che vede coinvolto don Gelmini, so poco. Come poco sanno coloro che che si sono scatenati per tutelare aprioristicamente il sacerdote indagato. Il mio giudizio si basa solo sulla scomposta reazione del diretto interessato che, tra le tante schiocchezze, ha rilanciato parlando anche di un complotto giudaico-massonico nei suoi confronti. Lasciando perdere il confronto con il passato (Hitler, Mussolini e chi più ne ha ne metta), mi ha lasciato perplesso anche le sua frase riportata oggi dal Corriere della Sera: "L'unico vero giudice è la coscienza, e io sono in pace con la mia". No, caro don Gelmini, non basta. Finchè saremo a questo mondo lei, come tutti noi, dovrà piegarsi al giudizio degli uomini. L'autoassoluzione a noi comuni mortali non è concessa.
 Colpevole o innocente, lo vedremo, ma il fatto di avere importanti amicizie politiche non la esclude dalle regole che valgono per tutti. Se chi l'ha denunciata ha raccontato il falso sarà adeguatamente punito se, invece, ha detto la verità, lei, caro don Gelmini, pagherà come saremmo costretti a pagare noi. Con tutto il rispetto per la sua coscienza.



Assenteismo

Thu, 02 Aug 2007 13:16:00 +0200

Un post interlocutorio, non vorrei che Iobloggo mi chiudesse il blog per "assenteismo". Ci sono, sto riflettendo. Tra un po' torno.
Ciao a tutti



Complimentoni mitico Dallas!!!

Thu, 22 Mar 2007 13:09:00 +0100

Il mio amico Dallas (Carlo Felice Dalla Pasqua, ma anche il direttore Papetti ormai lo chiama con il soprannome, quindi mi adeguo) è stato nominato vicecapocronista della redazione di Treviso del Gazzettino. Poco per lui che meriterebbe molto di più per capacità umane e professionali (ma accetto scommesse che tra un annetto sarà capocronista), molto per il nostro giornale che finalmente ha preso la strada di valorizzare le professionalità che stagnavano da anni. Andando avanti così ce la faremo ad uscire dalla crisi.
Grande Dallas, complimentoni!!!



Veronica, consentiMi...

Wed, 31 Jan 2007 11:34:00 +0100

Ma Silvio ora le risponderà con una lettera su Libero? Già me la vedo: "Cara Veronica, consentiMi... "



Guantanamo Resort

Thu, 18 Jan 2007 07:59:00 +0100

Questo è l'articolo più assurdo che abbia mai letto, arrivo in ritardo ma voglio comunque segnalarlo. Christian Rocca sul Foglio (7 giugno 2005) descrive il lager di Guantanamo come una specie di hotel di lusso per jihadisti annoiati (calcio, volley, spiaggia, una ricca biblioteca con i gialli di Agatha Christie e altre primizie da non perdere). Passi  l'integralismo politico di Rocca - cieco sostenitore della dottrina di Bush - ma il suo resoconto è tragicamente esilarante.
Possibile che non ci sia una via di mezzo tra il Manifesto e Rocca?




Giù la mani dagli onesti, bastano i piedi

Wed, 17 Jan 2007 11:32:00 +0100

Giù le mani dagli onesti. In atto un torbido tentativo per infangare la cristallina onestà della società che mandava in campo calciatori con i passaporti falsi, spiava e pedinava i suoi campioni, costruiva dossier su dossier contro i rivali grazie alle lunghe orecchie del signor Telecom e, dulcis in fundo, taroccava i bilanci per potersi iscrivere alla serie A. Sì, questa è la squadra che porta sul petto uno scudetto assegnato ad honorem per "onestà e rettitudine".
(image)

E questo è un vero signore.



Saddam & Pinochet

Tue, 02 Jan 2007 11:05:00 +0100

Sulla questione ho lasciato un commento flash in un blog amico, lo riprongo qui perchè altrimenti va a finire che mi chiudono il blog per assenteismo. Qualcuno mi spiega perchè il feroce dittatore iracheno Saddam è stato giustiziato mediante impiccagione mentre l'altrettanto feroce dittatore cileno Pinochet è morto serenamente nel suo letto? C'è qualcosa che mi sfugge...



Manina santa

Wed, 04 Oct 2006 10:51:00 +0200

Un casino indegno per l'applicazione dello sconto di pena di tre anni per Luigi Chiatti, il "mostro di Foligno", che potrà uscire dal carcere nel 2020 invece che nel 2023.
Ieri sera mi sono venuti i brividi nel leggere il seguente richiamo in quella che sarebbe stata la prima pagina di oggi del mio giornale: CLAMOROSO (testatina in grigio). Mostro di Foligno libero grazie all'indulto". Poi, per fortuna, una manina saggia, meno ottenebrata dalla politica e dalla demagogia, ha provveduto a correggere in un più accettabile: Il mostro di Foligno uscirà tre anni prima grazie all'indulto (testatina in grigio: uccise un bimbo).
Il "clamoroso" però è rimasto nel testo del richiamo. Considerata l'età, non so se l'autore della prima stesura ci sarà ancora quando Chiatti uscirà di galera. Chissà se ci ha pensato, dubito.




"Intelligence"?

Mon, 02 Oct 2006 10:12:00 +0200

 Gli 007 dell'Inter hanno scavato per mesi nella vita privata, intercettazioni telefoniche comprese, dell'arbitro De Santis e dell'allora consorte senza trovare uno straccio di indizio sulla sua presunta corruzione. Attività di "intelligence"...



Lo scudetto della cupola

Thu, 27 Jul 2006 12:39:00 +0200

"A Massimo Moratti, a Roberto Mancini e al Commissario federale, Guido Rossi, i più vivi rallegramenti per la straordinaria impresa sportiva" (Giancarlo Padovan, Tuttosport).



Vi chiedo scusa, hanno fregato anche me (ma dopo è successo di peggio)

Thu, 11 May 2006 16:48:00 +0200

MODIFICATO IL 27 LUGLIO 2006: confermo quanto scritto più sotto. Ma questo processo tra primo e secondo grado è stato qualcosa di grottesco che non merita commenti.
 Il sistema guidato da Moggi-Giraudo che avrebbe condizionato i campionati dell'ultimo secolo non esiste più, gli arbitri vanno assolti, Milan-Fiorentina-Lazio riconosciute colpevoli di illecito sportivo restano in A con i rossoneri riammessi in Champion's, il potentissimo Carraro, garante del sistema-Juve, se la cava con un'ammendina, la Juve  (l'unica nei confronti dei quali l'Inquisizione  del bar sport non è riuscita nemmeno ad ipotizzare l'illecito) finisce in B con una mega-penalizzazione.
 Così voleva la piazza: giustizia è fatta!
NB: i tramacci di Moggi meritavano più rispetto da parte di investigatori, inquirenti  e giudici del bar sport e dal titolare dell'esercizio, l'ex dirigente dell'Inter Guido Rossi.

Chiedo pubblicamente scusa a tutti gli amici con i quali - da juventino - in passato ho scatenato furiose discussioni di calcio difendendo la pulizia della mia squadra da quelli che ritenevo luoghi comuni.
A quanto pare era più pulita la tazza del water del bagno di un bar di quarta categoria.
 
Se tutto ciò che leggo è vero, entro nell'esercito di milioni di tifosi presi per i fondelli. E non me ne frega niente se anche venisse fuori che gli altri facevano lo stesso. Io so solo che questa società e, a quanto pare, questa squadra, hanno tradito i loro tifosi.
Ora io chiedo giustizia. Voglio che la mia Juventus, se giudicata colpevole, restituisca gli scudetti rubati e riparta dalla serie B. Meglio con l'Albinoleffe con onore che con il Milan con il dubbio.
 



Il cuore, il cervello e la pancia

Sun, 02 Apr 2006 18:55:00 +0200

Il mestiere di giornalista non è facile, a volte si coglie il centro della questione, altre si prendono topiche colossali. Nel primo caso si gonfia il petto, nel secondo, nella maggior parte dei casi non si fa proprio niente. Si glissa lasciando al tempo il compito di cancellare parole improvvide. Sul caso dell'orribile morte di Tommaso e dei mille sospetti che per settimane hanno pesato sul padre, propongo il pezzo di un giornale e di un giornalista che ammiro e quello di un direttore che - come si sarà capito -  non stimo. Il Corriere e Marco Imarisio e il Gazzettino e Luigi Bacialli: uno scrive per il cervello e per il cuore, l'altro per la pancia.



Verso le elezioni

Sat, 25 Mar 2006 10:10:00 +0100

Per ricapitolare ecco i risultati degli ultimi sondaggi prima del black-out imposto dalla legge nei 15 giorni che precedono il voto.



Al Gazzettino si vola alto

Wed, 15 Mar 2006 19:09:00 +0100

Giorgio Lago è stato, e per me resta, "il direttore" del Gazzettino. E' il grande professionista che ha dato un'identità al giornale portandolo al boom di vendite, esattamente il contrario di ciò che ha fatto colui (Luigi Bacialli) che oggi occupa il suo ufficio e che al momento di commemorare l'anno dalla scomparsa di Lago si è distinto ancora una volta per signorilità e compostezza. Leggete, a voi il giudizio.



Giornali: chi sciopera e chi no

Sun, 12 Mar 2006 12:01:00 +0100

Sottoscrivo in pieno la proposta di Carlo. Un modo per far capire ai colleghi-sciacalli di Libero-Padania-Il Giornale ecc. che è facile non scioperare (e magari prendere un simpatico incentivo dall'azienda per sabotare l'azione sindacale dei colleghi) per poi godere di ciò che il resto della categoria ottiene rinunciando al corrispettivo di parecchi giorni di lavoro. Massimo rispetto per chi rivendica il diritto a non scioperare ma, prego, si accomodi per firmare una dichiarazioncina con la quale rinuncia agli aumenti economici e ai miglioramenti normativi che otterranno sulle spalle degli altri colleghi. Questione di rispetto reciproco. O no?