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wetterfuehlig



shadows shuffle backwards she mumbles four words "I love the sun"



Last Build Date: Sat, 25 Sep 2010 09:17:14 +0000

 



To the solemn light of the moon's eye

Fri, 06 Aug 2010 14:15:00 +0000

shearwater. spiaggia. prima sera di ferie. due stelle cadenti.

perfection, i've seen you coming.



Sai ancora se vuoi? Hai volontà? O stai soltanto crollando con razionalità?

Thu, 22 Jul 2010 08:03:00 +0000

a circa 9 anni dal loro primo concerto, mi accorgo che manuel agnelli ha sempre ragione.
e ci regala un concerto tiratissimo, di quelli che mancavano da tempo, infilando una serie azzeccatissima di pezzi vecchi e culminando in un secondo bis con l'accoppiata strategie-bungee jumping. il tutto senza dire quasi nulla tra un pezzo e l'altro.

9 anni dopo scopro di sopravvalutare ancora le persone, di farmi deludere come se fosse il secolo scorso, di non essermi indurita come era stato previsto da qualcuno che (e non lo scopro certo ora) non mi conosceva affatto.

qui tra materassini spariti, raptus di follia altrui, gente senza coraggio, non ci si annoia di certo. ma, potendo scegliere, preferirei avere in mano un biglietto per sun kil moon alla union chapel la prossima settimana.



forse sei un congegno che si spegne da sé

Thu, 24 Jun 2010 22:41:00 +0000

e niente, per mesi ho pensato di ricominciare a scrivere parlando dei notwist a teatro a monaco, dei notwist alla union chapel, degli wilco in prima fila all'auditorium, dei pavement all'atp, dell'atp dei pavement o anche solo dei calexico senza quel paloinculo di vinicio capossela, e invece l'unica cosa musicale che mi passa per la testa è manuel agnelli vestito da donna alla casa139 che canta "se telefonando". o giorgio prette che si rivela la persona più stonata al mondo cantando "la vedova bianca". sono una di quelle che "mi piacciono gli uomini che mi fanno ridere" e non me n'ero mai accorta.



Und manchmal frage ich mich, ob der Morgen mit uns ist / Und wenn nicht, wo dann der Morgen ist

Thu, 24 Jun 2010 22:26:00 +0000

(perché se avessi 15 anni incollerei il testo di alles was du siehst gehört dir sulla smemo)

ma non avendo più 15 anni, mentre cose belle, ipotetiche e reali, mie e non mie, vanno a farsi benedire e non mi concedono di intervenire, mi sposto, mi verso un bicchiere di prosecco e parlo di kanak sprak, di come l'arabo di terza generazione potrà o non potrà seguire quello stesso modello (e sì, ho sbagliato, in italia non potremo avere una kanak sprak), mi verso dell'altro prosecco e continuo a discutere di linguistica e di modi raggelanti con cui rispondere a agenti immobiliari che evadono l'IVA e ti propongono di essere tua complice con persone tra il doppio e il triplo dei miei anni. cosa posso ottenere? nulla, ma del resto votando a sinistra ci sono abituata e mi sembra un po' tardi per cambiare abitudini e weltanschauung. almeno quelle, per ora, mi arrischierei quasi a definirle

certezze.



I'm alone at last with every other me

Sun, 25 Jan 2009 22:48:00 +0000

da quando ho un giradischi (un giradischi! io! ho un giradischi!) sono diventata una di quelle ascoltatrici spocchiose che non ascolta altro che vinili. mi passerà, e se non passasse da sola, passerà grazie a un taglio ai fondi.ma ad oggi, se mi stacco dal giradischi, è solo per riguardare questo video.in breve, tornare in germania, freddissimo ma asciutto, einebutterbretzelbitte, ritrovare tutte quelle cose che mi mancano dopo i miei due lunghi soggiorni lassù, vedere i notwist per la quarta volta in un anno ma come se non li avessi mai visti, giocavano in casa, in un teatro, con l'orchestra, parlavano tedesco. ed è stato bellissimo.è che quello dei notwist, da quando mi è stato passato il link all'album "filtrato", era già disco dell'anno. non ho quasi ascoltato altro, o perlomeno "non in quel modo". non c'era nulla in grado di prendermi così, e per me il 2008 sarà l'album dei notwist.e dei fuck buttons. perché li ho visti 24 ore dopo essere tornata da bristol, e mi sono imbarcata in una teoria su quanto i fuck buttons siano la rappresentazione musicale della patria del trip-hop, di quello che ho visto le due volte che l'ho visitata, di quello che mi ha raccontata reuben che ci ha vissuto, della distanza fisica e non tra clifton e l'avon. del clifton bridge.non ricorderò altri album.ma molti concerti.i primi cinque.notwist a lubiana. quando la perfezione musicale incontra la migliore predisposizione emotiva. magico.sigur rós a barcellona. volevo parlare di questo viaggio, che avevo promesso a me e ad auro almeno tre anni fa. a parte la bellezza di due giorni da dedicare a me stessa, a girare da sola la città, regalandomi tutto il tempo necessario per realizzare che ehi! sto bene!, c'è stato questo concerto: non è stato solo un ritorno ai bei tempi delle nottate in stazione per vedere concerti via da forlì. suoni perfetti, atmosfere che solo loro sanno creare, e poi migliaia di coriandoli colorati (sì lo so che queste cose le fanno anche gli arpionatori di balene prestati alla musica indipendente (cit.), però è stata tutta un'altra cosa)afterhours al palasharp (dicembre). come molti altri ho perso il conto dei loro concerti che ho visto. 3 volte nel 2008, le prime due dei set troppo brevi per un gruppo che normalmente suona per 2 ore. mancava solo bungee jumping per definirlo il concerto perfetto, probabilmente il loro miglior concerto, con manuel che quasi scende a picchiare un idiota nel pubblico, cosa si può chiedere di più? non sopporto dell'era, ma l'inedito in cui lui canta non concede repliche. anche se continuo a sentire la mancanza di ciffo, è innegabile che il polistrumentista gabrielli (già assurto a mia nuovo eroe personale) abbia dato nuova energia alla formazione. qui non si vede l'ora di rivederli.radiohead all'arena civica. sono sempre loro, ma non uguali a loro stessi. ripagano di averli vistiin passato, regalando uno show sempre nuovo e sempre perfetto. dopo i loro concerti non riesco a dire altro che "wow".massimo volume. chi c'era sa.i secondi cinque.efterklang. la casa139 non ci ha mai regalato un'acustica simile. un gruppo che ti fa dire "un'altra scandinavia è possibile".menomena. per il secondo anno consecutivo uno dei dieci concerti dell'anno. e non è solo perché justin harris è per il secondo anno consecutivo il musicista più figo dell'anno. c'è molto di più: un trio che suona per dieci, dei pezzi che si attaccano e non ti abbandonano facilmente. io personalmente li amo. justin di più.tunng. continuano ad essere uno dei miei gruppi live preferiti. il terzo album non mi ha convinta quanto i precedenti, ma dal vivo non perdono un colpo.explosions in the sky. il concerto che ho sottovalutato maggiormente. lì per lì mi era parso bello ma niente più. a mesi di distanza continua a crescere. sarà stato il contesto dell'atp (non so di quanti altri concerti di quel festival potrei parlare: della pazzia di berninger? degli okkervil dalla prima fila? della pieg[...]



fakcing the books

Fri, 05 Dec 2008 09:30:00 +0000

non riesco a capacitarmi del fatto che aver assistito all'anteprima della prima del don carlo mi faccia entrare di diritto nella "facebook generation".

(nel terzo atto il santo inquisitore piega al potere ecclesiastico il monarca di spagna... chissà se domenica a qualcuna delle autorità presenti verrà una sensazione di dejà-vu)



But if you are feeling sinister

Tue, 04 Nov 2008 10:42:00 +0000

appena ho messo piede a ingolstadt ho verificato in prima persona che il secondo motivo che rende famosa la città, ossia aver dato i natali a frankenstein, è più che calzante.
è una cittadina carina, tipicamente bavarese, ma la raggiungo e la lascio avvolta da una foschia che lascia intravedere solo i campanili assurdamente barocchi delle varie chiese e rende il tutto enormemente sinistro.
dal canto mio, forse non ero realmente interessata al lavoro che mi veniva offerto, ma più che altro allettata dall'idea che qualcuno in baviera si fosse preso la briga di farsi piacere il mio cv (anzi, sicuramente un errore di sistema ha abbinato al mio nome un cv fighissimo di una traduttrice con moltissima esperienza) e di pagarmi viaggio e albergo per "avere il piacere di conoscermi". io volevo solo mangiare una butterbrezel e passeggiare un po' lungo il danubio.
ingolstadt non è colonia, il danubio non è il reno, e la foschia non è certo ideale per schiarirsi le idee, ma mi ritengo molto fortunata ad aver "vinto" queste 24 ore, in cui ancora una volta non ho capito cosa fare o dove andare, ma ho continuato "il naturale processo di eliminazione" su cosa non voglio.
(per il resto, trovando conoscenti di conoscenti, scopro anche anche che "nel nostro giro di traduttori in fondo siamo sempre gli stessi". omioddio, faccio parte di un giro e non ho nulla da mettermi?)

invece a monaco c'è il sole, c'è il karstadt, c'è la s-bahn, ci sono i lebkuchen più kitsch del mondo, ci sono le librerie, le edicole fornitissime, un'ampia scelta di luoghi poco salutisti dove mangiare aspettando un treno poco frequentato e che scivola via più veloce del solito. l'idea di tornarci per un weekend a gennaio è una di quelle cose che in germania fanno dire "ich freue mich schon drauf"


postilla: mentre aspettavo l'intercity per verona hanno annunciato un treno che fermava a weilheim, e io ho seriamente pensato di salire e andare a suonare a casa markus acher, ma poi mi sono detta: "se non gli ho detto un cazzo a torino, quando era a 7 metri da me che scartabellava scatole di vinili, quando influenti esponenti della blogosferma mi hanno spinta ad andarci a parlare, quando ero probabilmente una delle 15 persone presenti in grado di parlargli nella sua madrelingua, cosa ci vado a fare a weilheim? a dirgli che voglio sposarlo e avere dei figli bilingui? suvvia". e niente, sono andata a consolarmi da starbucks.



how to (make someone) disappear completely (sì, di nuovo)

Mon, 28 Jul 2008 16:56:00 +0000

#4 - sfruttare agganci lavorativi e tappezzare casa con immagini delle collezioni di questa casa di lingerie. o con screenshot di questo spot che venerdì ho dovuto vedere (sempre per lavoro). a differenza di un banale intimissimi che mi farebbe dire "ah che bel reggiseno, peccato che mi starebbe di merda" la visione di guepiere, frustini e copricapezzoli con nappina non mi farebbe questo grande effetto. forse anche perché il burlesque, se fatto bene, mi piace molto.

(e, se qualcuno se lo stesse chiedendo, ovviamente lavoro in un sexy-shop)



I'll send you a letter from the front line please send applause and some good advice

Mon, 28 Jul 2008 16:53:00 +0000

nella cassetta della posta c'era un pacchettino dal salento.
e quindi sì, pare che davvero qualcuno venga a ritirarlo il prossimo weekend, direttamente da barcellona.

(e sì, sono un'inguaribile romanticona. quando voglio io)

(e ovviamente sì, smerciamo droga)



how to (make someone) disappear completely (2° puntata)

Tue, 15 Jul 2008 20:25:00 +0000

#3 - io - girare per casa con la maglietta della mia setta satanica preferita

(credits: l'idea è mia, ma indirettamente ispirata da frà)



how to (make someone) disappear completely

Tue, 15 Jul 2008 19:55:00 +0000

tentativi a tempo perso per far fuggire il neocoinquilino bigotto (gente in terrazza dopo cena che discute del dogma dell'immacolata concezione, canti ecclesiastici al mattino)

#1 - coinquilino veneto - "ora esco e tiro un bestemmione dei nostri"
#2 - io - ascoltare ad alto volume e con la porta della stanza aperta il cd allegato a "il meraviglioso tubetto", concentrandosi sulla fine di GDC

(to be continued)



è venuto il momento di andare e di dimenticare ciò che era e ciò che è stato

Mon, 14 Jul 2008 19:00:00 +0000

appena arrivati sotto il palco, sulla parola rimbaud, dopo l'inevitabile tuffo al cuore "che davvero sì, sono i massimo volume e sono io", ho dato un'occhiata al pubblico, vincendo le scommesse che avevo fatto con me stessa durante la giornata, prima a eataly e poi alla mole "secondo me loro sono qui per i massimo volume". e sull'applauso dopo "il primo dio" ho pensato che mi sarebbe piaciuto raccogliere tutte le storie di chi era lì, alle 8 di un sabato sera, per un gruppo scioltosi anni fa. sono certa che tutti i presenti avessero una storia legata a quel gruppo, dei conti in sospeso, dei ricordi.se la pioggia non ci avesse dispersi, avrei voluto chiederle almeno a chi era a fianco a me, o alle facce che avevo riconosciuto ad uno sguardo veloce. chiedere chi erano i destinatari degli sms, o delle chiamate (perlomeno ho scoperto con chi urlava al telefono il mio quasi vicino di posto).del concerto ci sono in giro ottime recensioni, foto e video.allora io non posso fare altro che iniziare con la mia storia.li ho scoperti tardi i massimo volume, manco a dirlo. di solito in queste situazioni mi giustifico dicendo che sono piccola, ma non basta.li ho scoperto qualche mese prima dei tanto attesi diciott'anni. una brutta storia, di midollo non compatibile e del banco vicino al mio rimasto vuoto, all'inizio della quinta. li ho scoperti quando ho preso progetti e sogni e li ho messi via, insieme a tutto il rock storico e il cantautorato italiano che io e marco ascoltavamo dividendo un paio di cuffiette in fondo all'aula. il vantaggio dell'essere secchiona era che i prof non mi stressavano molto. ho preso tutto e l'ho nascosto lontano, e ho cominciato a cercare facce nuove, nuovi progetti, ma soprattutto musica nuova.le cose si sono intrecciate, e dalle prime chattate su mirc ne ho tratto le due facce della stessa medaglia, dei miei confusi quasidiciott'anni. da un lato la rozzezza adolescenziale dei verdena, con cui mi sono sfogata per tutti i primi tempi, la colonna sonora con cui mi intrattenevo mentre aspettavo i weekend etilici bassanesi. non ricordo di essermi mai ubriacata davvero, mi rimaneva sempre un fondo di lucidità che nemmeno un numero smisurato di grappe alla mela verde è mai riuscito ad affogare.poi lentamente si è fatta strada la poesia di emidio clementi, soppesare le parole per poi farsi straziare appena meno te lo aspetti. gli stessi versi generazionali che il pubblico urlava sabato.cercare lentamente un piano b, cercarlo lontano da quello che conoscevo e sentirmi sostenuta da parole che mi colpivano come null'altro prima. Quel giorno ho fatto un patto/un giuramento con me stesso/Non sarei mai più tornato a casa.il punto credo sia che davvero erano gli ultimi istanti di quella che da allora in poi avrei chiamato 'la mia vita precedente, ma all'epoca non ne ero ancora certa.ora che lo sono, riesco a commuovermi su dopo che, e a pensare che tra qualche anno penserò a quel piccolo evento, quando emidio clementi ha alzato il dito per avere conferma di vento a favore e un attimo dopo i primi, enormi, goccioloni.e noi? noi gridavamo, lo sai che è nella pioggia il nostro grido.(e poi, oltre alla pioggia, ricorderò le prestigiose mantelline da bambini, la pozzanghera in cui sono entrata fino ai piedi, le mie scarpe direttamente in lavatrice, atto definitivo sentita da lontano, ma recitando ugualmente La cena che domani sera mi spetterebbe di diritto? ma soprattutto le persone squisite con cui ho circa condiviso il concerto. ché quando io mi prendo male, mi dimentico di tutto, anche dell'incredibile squisitezza umana)[...]



I just go crazy like the good old days

Thu, 15 May 2008 15:15:00 +0000

qualche mese fa, appoggiata sulla ringhiera di questo ponte (e per fortuna che c'è la targa dei samaritans), giuravo e spergiuravo che no, a bristol mai più. avevamo lasciato la soleggiata bath per venire bidonate dai decemberists, essere paccate dal mio circense preferito, stava iniziando a diluviare, e ci saremmo viste l'eliminazione degli all blacks. poteva bastare.
invece qui si sfida la sorte, si rimette piede nella patria del trip-hop per poi dirottare qui. ovviamente sto partendo con il massimo del pessimismo, che aspettarsi?

nel frattempo ho fatto anche del sano vipspotting, ma cedo tutti i diritti in merito al mio legale di fiducia. da domani dovreste trovare un post su cosa succede quando vai a prendere un aperitivo nel posto meno milanese di milano. star! occhiali finti! negroni senza gin! bambine portate ad aperitivi perché "alimentazione sana is an overestimated value"!
tutto questo e molto altro, da domani, chez icepick



quando ne ho voglia alzo gli occhi e guardo il sole

Fri, 09 May 2008 10:27:00 +0000

in questa casa ho avuto la fortuna di entrare quando la sig.ra Felicia era ancora viva. è stata una delle cose più emozionanti che mi sia mai capitata.
non è rimasto molto di peppino, oltre alla casa di famiglia non ci sono molte altre tracce della sua esistenza, tranne a terrasini, dove c'è ancora la sede di radio aut. la radio. la musica.
la musica.
oggi, a 30 anni dalla morte di peppino impastato e di aldo moro, e un anno dopo i marlene kuntz, i marta sui tubi regalano un pezzo in cui musicano una poesia, una come queste.
(...in realtà non sono ancora riuscita a scaricarlo, ma l'ho già sentito, perchè fra le altre cose fa parte di questo spettacolo, che a me è piaciuto molto. è difficile essere intensi e non fastidiosamente buonisti, su queste cose. basti a pensare ai modena city ram-brrrr-lers...)



e i CCCP non ci sono più da un bel po'

Wed, 07 May 2008 07:42:00 +0000

e andiamo a vedere le luci della centrale elettrica giorgio canali gratis.
(anche se, poi, voglio dire: maroccolo, andato. lindo ferretti, già sai. e anche canali i suoi primi segni di cedimento comincia a darli... Io attendo allucinato la situazione estrema)



meglio del perdersi in fondo all'immobile

Mon, 05 May 2008 20:50:00 +0000

(ap-punti da un festival nella bergamasca)
  • ape regina era in scaletta. e non l'hanno fatta. sono stata a "tanto così" dal risentire ape regina. e sono quasi certa che è perché, lì davanti, qualcuno ha urlato troppe volte festa mesta e ape regina. destino beffardo.
  • morgan è stato rapito dagli alieni. non so cosa sia quel coso che ci hanno lasciato in cambio, ma non è il morgan dei miei sedici anni. diciassette anni. diciotto anni.
  • nemmeno megahertz sembra passarsela tanto meglio.
  • cristiano godano è invecchiato. come osservava intelligentemente ale (ti ho detto che sei intelligente, ora tagliati i capelli per favore!), non è più il godano che sputa fuori (LETTERALMENTE) l'anima. e non solo quella. no. però quando spara l'esangue deborah o nuotando nell'aria, i miei sedici anni-diciassette anni-diciotto anni fanno capolino di nuovo. sissignore.
  • ai musicisti la paternità dona. era dai tempi del video di valvonauta che un certo cantante bergamasco non mi pareva così... interessante.
  • i bassisti sono interessanti anche senza paternità. sono... interessanti e basta.
  • le compagne dei musicisti si riprendono dalle gravidanze con la velocità con cui una persona normale si riprende dall'influenza. non so come facciano, ma le mamme dei figli dei musicisti sono splendidamente in forma anche dopo aver appena partorito.
  • i bimbi musicisti sono bellissimi. tobia è bellissimo, il pupo in braccio a giuliano dottori era bellissimo. ed entrambi erano tranquillissimi. addirittura se la dormivano. anche durante il set del teatro degli orrori, momento in cui io invece volevo darmi fuoco.
  • gli amor fou si confermano un gran gruppo dal vivo. al terzo concerto che vedo in pochi mesi, nonostante queste non fossero le circostanze migliori, convincono. se ora qualcuno riesce a convincere raina a tornare quello "di una volta" vivremo tutti felici e contenti.
  • certe persone profumano di casa anche se non le vedi per mesi. profumano come il pane appena sfornato, sarà l'orto, saranno le valli, sarà che (casualmente?) sono tre bassisti, o sarà che banalmente sono le persone che conosco da più tempo, nel raggio di decine di km. casa. orto. pane. lula. cane. rido. anni.
  • un festival in provincia di bergamo il cui menù non comprenda i casonsei è un'offesa al pubblico.
  • l'ho già detto che ape regina era in scaletta?



everything is static (pt. 2)

Fri, 02 May 2008 17:31:00 +0000

chissà se il fatto che il fonico dei notwist metta the swimming season prima dell'inizio del concerto possa convincere qualcuno che il tanto biasimato punk not diet era davvero un disco della madonna. come gli altri album dei gdm, del resto.



remember the good lies when...

Thu, 01 May 2008 18:57:00 +0000

... quando tua madre reagisce alla notizia che hai ospitato un *tuo* circense in casa a milano con la stessa reazione che avrebbe se le diresti che vuoi sposare un detenuto o avere un figlio con un tossicodipendente.



due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai, potranno scegliere imbarchi diversi, saranno sempre due marinai

Tue, 29 Apr 2008 15:43:00 +0000

il bisogno di mettere nero su bianco che è stata una settimana eccezionale. e sì, F-E-L-I-C-E.
iniziata con un viaggio notturno verso i colli piacentini, con troppo vino rosso in circolo, così tanto da farmi dubitare della possibilità che quelli su radio 105 fossero davvero gli slut. "sono tedeschi secondo te questi? no perchè forse sono troppo ubriaca". sì ero troppo ubriaca. sì erano tedeschi. sì erano gli slut. su una radio italiana. stupore.
e la musica crucca mi ha portata fino a lubiana, a 80 cm da markus acher. sentire le suole delle sue scarpe (onitsuka, dettaglio féscion) stridere sul palco mentre batteva il tempo col piedino. su "pick up the phone". roba da stramazzare a terra, non fosse che eravamo troppo concentrati a capire a cosa servissero i controller della wii che martin gretschmann ha maneggiato per tutto il concerto. un uomo in grado di farmi riconsiderare il concetto di geek. però vedere un gruppo così, in un locale grande quanto lacasa139, senza transenne, senza nessuno tra me e LORO, è come rimanere al freddo per tutto un inverno e poi essere avvolti improvvisamente da un manto di profumata primavera.
e credo sia quello che sta accadendo.
(nel mezzo, tra sabato e sabato, ci sono i miei amici delle olimpiadi, vino pessimo e vino favoloso, gnocco fritto, freddo cane, tornanti maledetti, verdeverdeverde. e poi. le scale della stazione centrale. "cosa pensavi mentre andavi al binario?" "mah, mi è passata tutta la vita davanti. passato, presente, futuro" "futuro?" "sì ethan hawke, lo so che alla fine ci sposeremo" "ah beh, e io che pensavo che fossi presa male". insomma, dopo due anni e mezzo, in cui ci siamo incrociati senza vederci, e rincorsi senza trovarci, rivedere il mio circense preferito è più che emozionante. forse tutto ciò è banalmente la risposta che mi serve quando mi chiedo il senso di seminare affetti in giro per il mondo. è tutto qui, nulla di più.)



while the radio keeps playing the same song

Thu, 10 Apr 2008 07:38:00 +0000

nel 2008 il modo migliore per eludere il filesharing mi sembra che sia "prenderlo in giro". tipo fare una band, chiamarla slut e fare un album dal nome still no. 1

(per i tre fan italiani degli slut: al secondo ascolto e mezzo pare deludere. se nothing will go wrong e all we need is silence non erano nulla di nuovo, derivativi ma belli, stillno1 è derivativo ma boh. molto boh. poi magari tra 3 giorni è il mio album dell'anno, ma magari no.)



Left the town with the circus boy

Wed, 09 Apr 2008 20:09:00 +0000

non serviva null'altro che guardare fuori dalla finestra per essere certa che fosse arrivato.
con un carico di fucking british weather.
il modo migliore per testare se davvero my wandering days are over (almeno per un po')



Le case in cui ho vissuto erano cieli chiusi dentro ad una scatola

Mon, 07 Apr 2008 21:22:00 +0000

partire all'alba per arrivare a forlì alle 10 ed essere accolti dal cielo grigio cemento che ha accompagnato 3/4 della mia lunga permanenza romagnola è stato davvero una bastardata. perché poi finisco col chiedermi come posso sentire la mancanza di una cittadina che mi ha regalato umidità, lunghe scarpinate per l'assenza di mezzo pubblici dopo le 20 e un discreto campionario di casi umani tra coinquiliname e compagni di corso.
è comunque raggelante scendere dal treno e accorgersi che in sette mesi (ma potrei dire direttamente dal 13 settembre 2001) non è cambiato assolutamente nulla. il nostro bar preferito ha chiuso, sostituito da una nuova gestione, e da un'altra ancora. il giovedì pomeriggio, se fossi ancora un'assegnista, non ci sarebbe nessuno a scaldarmi la brioche alle quattro, e la coop sotto la facoltà è stata rimpiazzata da una galleria commerciale decisamente fighetta. ma mi è bastato guardare la stazione per ritrovare immagini di giorni e orari diversissimi, gli arrivi alle dieci del lunedì mattina, i ritorni dal velvet alle quattro di notte, specialmente quello del 30 ottobre 2004, io auro e i 60 minuti in più dono dell'ora solare. i saluti annacquati da storia a distanza, e l'ansia sciolta nel vino prima di un concerto assolutamente irrilevante ma per me importantissimo, da cui mi sono portata a casa una frase come "sei un miraggio".
penso che nessuna di noi qualche giovedì fa pensasse che si stava meglio quando si stava peggio (perché è innegabile, si stava peggio), ma vedere per l'ultima volta per un tempo che potrebbe tendere all'infinito la statua di aurelio, infilarsi sotto i portici di corso mazzini senza gettare uno sguardo alla casa di fede o cedere alla tentazione di andare a vedere almeno una delle mie vecchie case non poteva di certo lasciarmi indifferente.
perché ho amato entrambi i miei studentati tedeschi e la mia tenda montata dentro un tir parcheggiato a edimburgo, ma i 3 appartamenti (e mezzo) forlivesi erano una parte infinitesima di casa.

solo una parte infinitesima



I am a laser burning through your eyes

Tue, 11 Mar 2008 19:39:00 +0000

sms: "ragazza di bassano fa strage di tifosi interisti con spada laser"

purtroppo non è andata così, ma mi sarebbe piaciuto molto. invece mi sono fatta 3 chilometri a piedi perchè tra tutti i posti in cui potevo fare 'sta terapia, e tutti i giorni in cui potevo iniziare, mi è capitato di dover andare oggi. dietro allo stadio meazza. alle 19. ossia quando l'atm ha alterato le corse per traghettare gli interisti da piazzale lotto a san siro. e così mentre mi sparavano questo laser che mi costa (non per essere venale) 1 euro e 20 al minuto, praticamente più di una telefonata dall'estero, mi toccava indossare degli occhiali protettivi tipo bono nel periodo the fly e sorbirmi i cori da stadio e l'inno ufficiale della champions league. fortuna che almeno ero in ottima compagnia, ed è solo un dettaglio che fossi l'unica priva di pensione (e di questo passo non è che non me la danno, ma non arrivo proprio all'età utile!)
no dico, che bell'immagine. dove sono i venditori di spade laser quando servono?



Stops to let the music come around

Sat, 08 Mar 2008 23:01:00 +0000

credo che il mio amore per i tunng abbia a che fare con le parti e il tutto. come siano i dettagli a fare la differenza, e le piccole cose belle a determinare il proprio stare più o meno bene.
forse senza i campanellini, le conchiglie suonate con i piedi, il *tamburello* a stella, il picchio che batte il becco, potrebbero essere un gruppo alt-folk come molti altri (o forse no, perché sarebbero comunque un gruppo più sorridente e più *pucci*). e del resto, questo periodo sarebbe quasi privo di nota, se non fosse per una lunga serie di concerti, sperimentazioni culinarie, traduzioni a tempo (e denaro) perso, e google docs in cui appuntare desiderata, cose da fare, pregi altrui.
non c'è tempo per annoiarsi, ad un concerto dei tunng, perchè anche alla quarta volta che li vedi riescono a sorprenderti con una versione di soup ancora più tirata, o prog, come la definisce mike. prima di questo, ti stendono con beautiful and light, con una jenny again particolarmente toccante, soprattutto se l'hai ascoltata un numero di volte sufficiente ad anticipare pause e basi musicali, così che "jenny... so shy" ti metta i brividi. non ci vuole molto in fondo, possono anche permettersi di non fare il mio pezzo preferito, engine room, o di omettere it's because... we've got hair, previsto in scaletta prima dell'ultimo pezzo, bullets, per il quale era salita l'attesa durante tutto il concerto. e se tanto mi dà tanto, mi sto convincendo che anche la crescente attesa per l'ATP festival sarà adeguatamente (e proporzionalmente) ripagata.

(ci sarebbe da spendere più di qualche parola sui los campesinos!, questi gallesi che mi piacciono sempre di più, e non solo in quanto gallesi. ma è stato scritto già tutto qui, e nei successivi commenti. quanto al signor e.els, non credo di essere in grado di parlarne. non che sia in grado di parlare nemmeno di altri, ma con lui è peggio. i girls in hawaii? vengono da una nazione che per quanto mi riguarda non è degna nemmeno dell'articolo prima del nome, che ha come piatto nazionale cozze e patatine fritte e come simbolo un bambino urinante, ossia da belgio. cos'altro c'è da aggiungere?)



I've been waking I've been waiting

Wed, 05 Mar 2008 16:00:00 +0000

è eccessivo avere un pregiudizio di album dell'anno?

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