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Renault4





Last Build Date: Fri, 15 Sep 2017 07:57:13 +0000

 



Legge di Murphy per le raccomandate

Fri, 13 Jan 2017 14:35:00 +0000

La fila allo sportello delle Poste sarà sempre
lenta e lunga, a meno che tu non debba
compilare e inviare una raccomandata con
ricevuta di ritorno. In quel caso il tuo turno
verrà prestissimo, e sarai costretto quindi a
compilare in tutta fretta i moduli, combinando
ovviamente un casino e commettendo tutti
gli errori possibili.

Corollario del Canone RAI
Non ha importanza quando invierai la
raccomandata A/R per comunicare allo
Stato che tu non possiedi un televisore.
Per quanto tu abbia rispettato i termini,
tornato a casa scoprirai comunque che
era troppo tardi, e quindi almeno mezzo
canone per una cosa che non possiedi, ma
che in maniera folle lo Stato da per scontato
tu possieda, dovrai pagarla. Così è.



È uscito "A4" numero 6

Thu, 22 Dec 2016 13:42:00 +0000

(image)

L'incipit, il link per il pdf, notizie
su chi ha scritto il racconto di
questo numero: si trova tutto
qui:

https://aquattro.org/2016/12/22/a4-n-6-dicembre-2016/



Niente

Tue, 20 Dec 2016 11:03:00 +0000

Ho letto questa recensione all'ultimo libro di
Giorgio Vasta:
http://www.minimaetmoralia.it/wp/lamerica-giorgio-vasta/
Ammetto di avere capito poco e niente, soprattutto
in certe parti tipo questa:

"Le note sociologiche pur presenti (…) attingono a
una sedimentazione discorsiva cresciuta fino a
diventare una sorta di serbatoio comune del
pensiero sugli USA (non luoghi, nomadismo, tensioni
utopiche, confusione di realtà e finzione, ecc.). Ma
l'America di Vasta è soprattutto un pretesto, qualcosa
di funzionale al testo, alla scrittura. I luoghi visitati
non sono neutri, semplicemente valgono su un piano
simbolico più che aneddotico, cronachistico o altro."

O questa:

"Ogni cosa si trasfigura nella lente di Vasta, ogni
minuzia diventa oggetto di una polimorfa e puntigliosa
perlustrazione onomastica dove Il pensiero si agita
irrequieto tra connessioni e digressioni."

O questa:

"Il deambulare randomico tra vuoti e sparizioni diventa
esso stesso un vuoto, un memoria che dilegua nell'atto
della trascrizione."

Ma forse è un problema mio. Anzi, sicuramente.



La vergogna

Sat, 17 Dec 2016 17:03:00 +0000

Ieri pensavo di liberarmi della gran parte
dei libri che ho. Libri che ho letto una volta
e poi mai più e che occupano solo spazio e
accumulano polvere. Poi però ho pensato, E
se mi viene a trovare qualcuno e non vedendo
libri pensa che sono una capra? Che vergogna.
Poi ho pensato, Ma sei pazzo? Non faresti qualcosa
per paura di quello che potrebbe pensare la gente?
Vergògnati! E poi ho pensato, Dai, non essere
così severo con te stesso, càpita di preoccuparsi
di quello che pensano gli altri, è normale.
E alla fine ho pensato che, insomma, mi stavo
vergognando per avere provato vergogna per
essermi vergognato al pensiero di qualcosa.
Che vergogna.
(Che tra l'altro è una parola molto bella, secondo
me. Se uno la ripete un po' di volta di fila
come ho fatto io, sembra quasi qualcosa da
mangiare.)



Duecentomila

Tue, 13 Dec 2016 20:46:00 +0000

Ho appena visto una puntata di una serie
in cui un uomo e la moglie (americani) si
chiedono come fare ad andare avanti con
appena duecentomila dollari all'anno, e io
pensavo fosse una cosa satirica, che gli
autori volessero prendersi gioco di questi
due newyorkesi che non sapevano come
avrebbero fatto a mandare il figlio in una
prestigiosa scuola privata, solo che aspettavo
e aspettavo traccia di questa satira, ma
niente, gli autori volevano proprio che noi
spettatori provassimo empatia per queste
persone dagli armadi grandissimi e pienis-
simi che, poverini, chissà come avrebbero
fatto ad arrivare a fine mese, e io mi sono
adeguato, per un po' l'ho anche provata
un po' di empatia.



Alla radio

Sat, 10 Dec 2016 15:16:00 +0000

Ascoltando la radio che parla della crisi
politica attuale, stamattina pensavo che
a me, quello che mi pare di capire, è questo:
quelli che comandano hanno un problema;
devono trovare presto qualcuno che comandi
e che metta d'accordo tutti quelli che comandano
in modo che trovino il modo migliore di scegliere
chi deve comandare la prossima volta.



Orphans

Tue, 06 Dec 2016 08:41:00 +0000

Per una decina d'anni, cioè dal 1998 al 2008,
più o meno, ogni volta che capitavo in una videoteca,
in qualunque parte d'Italia o del mondo, prima
di andare via chiedevo sempre se avevano un film,
"Orphans" di Peter Mullen. Ma non ce l'avevano mai.
Io volevo vederlo perché nel 1998 "Orphans" era stato
alla mostra di Venezia, e qualsiasi articolo leggessi sulla
mostra, qualsiasi intervista o dichiarazione, spuntava
fuori sempre questo "Orphans", ne parlavano tutti come
il film più bello che avessero mai visto. Solo che poi
al cinema non l'hanno dato (almeno dove abitavo
io), e per quanto passassi al setaccio la programmazione
di Fuori Orario, non sono mai riuscito a vederlo
in televisione, e in videoteca quando lo chiedevo mi
guardavano storto. Tutto questo per dire che ieri finalmente
sono riuscito a vederlo, e in effetti è un gran bel film,
anche se forse nel 1998 aveva più senso il suo incrocio
di più stili -- drammatico, comico, surreale ecc. --
e comunque sono contento di averlo visto, finalmente.
Ce l'ho fatta, pensavo ieri mentre scorrevano i titoli
di testa.



Pratica legenda per i riferimenti temporali nel mondo dell'editoria, anzi, in Italia in generale

Thu, 01 Dec 2016 14:24:00 +0000

Se qualcuno ti dice… = In realtà intende…

- - - - -

Più tardi = Domani

Domani = Settimana prossima

Settimana prossima = Fra tre, quattro settimane

Fra un paio di settimane = Tra un mese

Il mese prossimo = Fra sei mesi

Fra qualche mese = L'anno prossimo

L'anno prossimo = Mai



Fridài

Sat, 26 Nov 2016 12:32:00 +0000

Prima l'annunciatrice del radiogiornale di
Radio Uno – l'annunciatrice - del radiogiornale -
di Radio Uno – ha detto che ieri in America
era il black "fridài" (sic). E io ho pensato
che probabilmente cinquant'anni fa
l'annunciatrice del radiogiornale di Radio
Uno lo sapeva come si pronuncia "friday",
e se non lo sapeva, faceva qualche ricerca,
s'informava, perché era importante dire
"friday" nel modo corretto, almeno durante
il radiogiornale di Radio Uno. Oppure diceva
"venerdì nero", non so. Però, lo stesso.



I dibattiti

Fri, 25 Nov 2016 17:01:00 +0000

La sera alla radio provo a seguire i dibattiti
sul referendum, vorrei andare a votare ma
ancora non ho le idee chiare. E non è facile
averle, perché quelli che votano sì pensano e
dicono che ci vota no è un folle, quando va bene.
Quelli che votano no pensano e dicono che chi
vota sì vuole il male del paese, quando va bene.
E spesso nei dibattiti succede quella cosa irritante,
uno dei due dice qualcosa tipo, "Se vince il sì/no
succederà questo e quello", e subito dopo il suo
avversario dice, "Non è vero! Non ha letto il testo
della riforma!" E in quei momenti vorrei che
la trasmissione s'interrompesse, e il conduttore
chiamasse in causa un giudice supremo dei dibattiti,
il quale dovrebbe decidere chi dei due sta mentendo
-- perché uno dei due sta mentendo, non possono avere
ragione entrambi. E una volta scoperto chi dei due sta
mentendo (o è semplicemente impreparato, il che
forse è peggio), in un mondo ideale il giudice
supremo dei dibattiti prenderebbe per un braccio
il reo e lo accompagnerebbe alla porta, per fare
spazio a uno più preparato, o uno meno abituato
a dire bugie.



Cartolina cinese; affrancatura austriaca

Thu, 24 Nov 2016 08:49:00 +0000





Il mio nuovo podcast preferito

Tue, 22 Nov 2016 16:41:00 +0000

(image)

(E non solo mio; credo sia il più scaricato in assoluto in decine di
paesi nel mondo.)

Info e scaricamenti:
http://apple.co/2fZs4kn






Rimozione

Mon, 14 Nov 2016 11:54:00 +0000

Poi ieri pensavo a quella cosa chiamata Rimozione,
che se ho capito bene è quando a uno gli succede
qualcosa di brutto, di traumatico, talmente scioccante
che la sua mente lo cancella, lo rimuove, appunto,
dai propri ricordi. E pensavo che allora, se le
cose stanno così, tutti potremmo avere
potenzialmente una quantità infinita di ricordi
rimossi, che siccome sono rimossi, non sappiamo
di avere. Io potrei benissimo avere assistito
a un omicidio, potrei avere subito violenze
e abusi eccetera; o potrei non avere mai
vissuto niente del genere. Sono entrambe
vere, queste affermazioni, perché non c'è modo
di scoprirlo. La nostra mente, insomma, ha
un funzionamento quantistico, in un certo
senso.



Il presidente

Sat, 12 Nov 2016 09:04:00 +0000

E la mattina, quando accendo la radio,
al telegiornale a un certo punto c'è sempre
Mattarella, il presidente, che fa un discorso
a qualcuno. E questi discorsi che fa Mattarella
a me sembrano sempre un po' retorici,
com'è giusto che siano i discorsi di un presidente,
forse. Ma quelli di Mattarella vanno un po' oltre,
la retorica, mi sembrano tutti scritti come quei
temi di attualità che si trovavano ai miei tempi
nelle raccolte di temi di attualità per prepararsi agli
esami di stato.



Offendersi

Thu, 10 Nov 2016 09:07:00 +0000

E una cosa per cui mi offendo,
anche se so che non dovrei,
è quando una persona mi racconta
uno stesso aneddoto due volte, magari
a distanza di poco tempo una dall'altra.
Mentre questa persona mi racconta
per la seconda lo stesso aneddoto io
penso, Ma come fai a non ricordarti di
avermelo raccontato già l'altro ieri con
le stesse identiche parole, con le stesse
espressioni facciali, magari con gli stessi
gesti? A chi pensavi di raccontarlo
la prima volta? Di sicuro non a me,
perché altrimenti non me lo racconteresti
di nuovo. Sono così anonimo?, mi chiedo
quando cominciano a raccontare la seconda
volta. Così insignificante? Così nessuno?
Ma come ti permetti di farmi sentire nessuno?,
penso, magari mentre annuisco come sentissi
l'aneddoto per la prima volta, perché sotto
sotto non voglio che questa persona, nonostante
mi stia facendo sentire nessuno, ci resti male.



Istruzione

Mon, 07 Nov 2016 15:33:00 +0000

Ed è un periodo che mi sveglio prestissimo,
alle sei e mezza, alle sette massimo, e lo faccio
perché così ho più tempo per leggere a colazione,
che secondo me è il momento più bello della
giornata, leggere un libro mentre mangio, in sottofondo
le notizie del radiogiornale regiornale. E a proposito
del radiogiornale regionale, uno dei conduttori
parla in un modo siciliano, con una tale pronuncia
siciliana… Stamattina per esempio doveva
dire "istruzione", ha detto "ish-ruzione", come
dicono i vecchi che non hanno studiato,
solo che lui conduce il radiogiornale, avrei
voluto dirgli stamattina.



Sempre ieri

Sun, 06 Nov 2016 15:53:00 +0000

E sempre ieri, un altro telecronista doveva
informare gli ascoltatori che uno stadio
era semivuoto, ha detto "non c'è il
pubblico delle grandi occasioni, stasera".



Understatement

Sat, 05 Nov 2016 19:00:00 +0000

Da quando ascolto Radio 1 mi capita di
sentire molte partite di calcio, e una cosa
che mi piace delle partite di calcio di Radio 1
sono i telecronisti, che hanno una capacità
ammirevole di dire le cose senza dirle,
understatement credo direbbero gli inglesi.
Per esempio poco fa un giocatore non è arrivato
a recuperare una palla, che così è andata fuori,
e il telecronista per non dire che quel giocatore
secondo lui è lento ha detto invece che
"la velocità non è la sua migliore qualità".



Cornicione

Thu, 03 Nov 2016 09:04:00 +0000

Il gatto nero che ogni mattina alle sette
saltava sul cornicione della finestra della
mia camera da letto e miagolava fino a quando
io non mi svegliavo e gli aprivo, e che poi
entrava in casa, mangiava qualcosa, beveva,
poi dormiva accoccolato su una sedia, e la sera
si stiracchiava e, miagolando dietro la porta,
chiedeva di uscire per andare a fare i suoi giri per
tutta la notte, e poi l'indomani mattina stessa
storia, da qualche giorno non viene più a svegliarmi
alle sette sul cornicione della finestra della mia
camera da letto. E io mi sento un po' più solo.



Sampdoria

Mon, 31 Oct 2016 09:29:00 +0000

E ieri pomeriggio è stato stranissimo,
ascoltavo la radio, radio uno, c'era la diretta fiume
per seguire gli sviluppi dalle zone del terremoto.
E il conduttore parlava piano, serio, un po' triste,
come si conviene, forse, a chi sta intervistando
per telefono persone spesso in lacrime perché
avevano perso la casa, tutto quanto. Poi, ogni
tanto, anzi spesso, succedeva che il conduttore diceva
cose tipo "un attimo, abbiamo un aggiornamento da
Genova", e allora interveniva il telecronista
di una partita di calcio, che informava tutti che
una squadra aveva appena segnato, in sottofondo
si sentivano i tifosi esultare. "Quindi
Sampdoria-Inter, uno a uno, a te la linea" diceva
il telecronista, e poi ricominciavano le interviste tristi,
una cosa stranissima, non riuscivo a staccarmi dalla
radio, per quanto era strana questa cosa.



Ho vinto un premio letterario

Thu, 27 Oct 2016 16:28:00 +0000

(image)

Si chiama "Le giovani parole", era la prima edizione.
Me l'hanno consegnato delle persone in gambissima
a Foggia.



Domani e dopodomani qui

Mon, 24 Oct 2016 07:12:00 +0000

(image)




Luci

Mon, 17 Oct 2016 15:06:00 +0000

Mi piace moltissimo, quando guardo un film,
notare i trucchetti che usano i registi e i direttori
della fotografia per dirigere lo sguardo dello spettatore
su un dettaglio o un personaggio.
In questa scena dell'ultimo film di Woody Allen,
per esempio, ci sono tre personaggi: un marito,
una moglie, e la cognata (la sorella della moglie).
Seduti a un tavolo, sono illuminati dalla lampada
che si vede al centro. Nella prima immagine la
voce off parla del marito e della moglie, e quindi
il cameriere, convenientemente, nel riempire i
bicchieri fa ombra con la bottiglia alla cognata,
in modo che lo sguardo dello spettatore sia attirato
dai personaggi colpiti dalla luce: marito e moglie, appunto.

(image)


La seconda immagine è di transizione: la voce off
parla ancora dei coniugi, ma preparandosi a passare
alla cognata. Il cameriere prepara questo passaggio
poggiando la bottiglia davanti alla lampada, ma dalla
parte dei coniugi, in modo da mettere anche loro in ombra
per un istante.

(image)


Nella terza immagine, nel momento in cui la voce off
fa entrare in scena la cognata, il cameriere se ne va,
togliendo così il braccio da davanti alla lampada, che
adesso illuminerà proprio lei, la cognata. Ecco che
l'attenzione dello spettatore si sposta dalla coppia
alla ragazza.

(image)




Poverine

Sun, 16 Oct 2016 14:27:00 +0000

E stamattina pensavo a quelle parole,
poverine, che si usano solo in certe locuzioni,
e che nessuno, io per primo, sa cosa significhino
di preciso. "Tra il serio e il faceto" per esempio.
Io "faceto" l'ho incontrato solo in questa forma,
mi sembra, e non sono sicuro di cosa voglia
dire. Oppure "uscire dai gangheri". Che cos'è
un ganghero? Boh. E le carabattole? Cosa
sono le carabattole?