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...subdolamente....................... sito in costruzione



e resterà perennemente in costruzione. come la mia vita la cui costruzione sabbiosa frana e si ricompatta ogni giorno. come la vita di tutti che non si può dire definitiva fino alla fine. ma, sprezzante del pericolo, ho deciso di rendere il cantiere ag



Last Build Date: Thu, 17 Sep 2015 05:18:42 +0000

 



composizioni

Sun, 16 Sep 2012 10:48:00 +0000

a volte la mattina comincia morbida, in penombra, anche le risate sono sussurrate, per non svegliare i mostri che dormono e ritardare l'inizio del delirio quotidiano. il sole basso del mattino filtra a macchie ovali dalla serranda semichiusa e ci colpisce insieme, in una casuale sintonia di colori: la sua gonna rosa chiaro con piccoli fiori più scuri sui miei pantaloni rosso bruciato, un incanto delicato di colori svelato appena da accenni di luce dorata.
un'immagine così perfetta e non ho una macchina fotografica. e anche avendola non avrei mani con cui scattare: devo tenerla, sempre. le mani sono nell'inquadratura, col suo profilo e le minuscole gambe abbronzate. le sbatte, si alza, mi guarda e apre un sorriso di gioia pura, e allora penso che quasi non era in grado di muoversi quando l'ho conosciuta qualche mese fa. e penso che sì, vale la pena svegliarsi all'alba e lavorare tutta l'estate, e penso che non serve neanche la macchina fotografica: certe immagini restano negli occhi.



agosto col bene che ti accosto (?)

Wed, 15 Aug 2012 11:57:00 +0000

oh. ferragosto. ferragosto a roma e un caldo mortale. ma umore ottimo e i soliti dettagli surreali che accompagnano la mia vita e le danno senso. la vodafone mi ha mandato vari avvisi di povertà e visto che arrivano messaggi che uno poi pare brutto se non risponde decido di andare a ricaricare, dopo aver indossato una gonna e una maglietta che si combinano su di me in un impensato look mimì ayuhara che per fare cento metri sotto casa a ferragosto va anche bene, quasi troppo ricercato. avevo deciso di arrivare anche al supermercato aperto, ma uscita dal portone il sole e l'odore di asfalto liquefatto mi hanno fatto scordare cos'è che mi serviva di così urgente visto che tanto vado a pranzo da mamma e con un po' di fortuna riuscirò anche a trafugare qualche avanzo di lusso (polpette di melanzane, peperoni ripieni.. god save lacucinadimamma). mezzoggiorno di fuoco e io riesco a fare la fila al bancomat. davanti a me un correntista bancoposta sta comprando titoli di stato peruviani, credo, se hai tutti questi soldi perchè non sei in barca ora? dopo ore tocca a me, ma nel frattempo arriva a farmi compagnia il matto di turno. tiene un comizio a volume altissimo, formalmente parlando al telefono, ma dopo un po' comincio a dubitare che dall'altra parte ci sia davvero qualcuno, o quanto meno che sia ancora cosciente. ilva, marchionne, juve-napoli, corona in un'unica lunga frase senza punti. allontanatosi lo speculatore del bancomat, in tutta la strada restiamo io lui e due turisti che si voltano inquieti, mi spiace solo non possano cogliere tutta la bellezza delle sue espressioni colorite. ora quello che manca per mettere davvero a frutto il vuoto ferragostano è riuscire a recuperare il mio nuovo bancomat che secondo i miei calcoli giace (dio non salvi il postino) nella cassetta delle lettere di un'amabile donna che vuole la mia morte (la storia è lunga..) e che anche ammesso che non sia animata dal desiderio di distruggere la mia posta, resterà lontana da questo condominio de matti ancora a lungo..vacanze brevi, povera. primo assalto fallito, ma tornerò armata.. il male non può trionfare, non a ferragosto!



rodimento d'aprile

Sun, 06 May 2012 18:49:00 +0000


Insomma c'è questo bar di lusso dove vado a prendere il caffè, ci vado perché anche il cesso è di lusso e il caffè è buono, meglio ancora il cappuccino, e alla fine costa solo 10 centesimi di più del bar col cesso zozzo con le macchie di muffa e il mocho buttato in un angolo e le gocce sul pavimento che dici vabbè, ve la do io una passata a terra già che il mocho è qui a portata di mano? Insomma, il bar di lusso. mi ci sono quasi affezionata in questi mesi, nonostante i legni e gli ottoni da bar di lusso e i camerieri di lusso logorati dalla loro vita di camerieri di lusso che sono gentilissimi e ormai forse mi riconoscono pure, ma un sorriso neanche a morire. non mi piace, troppi specchi, troppa gente in giacca e cravatta, troppe messe in piega, ma mi ci sono affezionata perchè risponde ai miei bisogni e tanto basta: caffeina dentro piscia fuori, sono una ragazza semplice, dammi il minimo e ti darò il massimo. ma il vero valore aggiunto del bar di lusso, e tutto questo era pura divagazione per arrivare a parlarne, è l'oroscopo. sì perchè nel bar di lusso troneggia un enorme televisore al plasma, dove trasmettono pubblicità locali prive di interesse ma anche un fantastico oroscopo mensile, scritto probabilmente da qualcuno dei camerieri di lusso durante la pausa pranzo per burlarsi degli odiati avventori. beh insomma, io ordino il mio caffè sorridendo invano e mentre aspetto o mentre lo sorseggio con l'esasperante lentezza con cui sono solita bere il caffè, volgo lo sguardo verso la tv. immancabilmente, qualsiasi spot o segno zodiacale ci sia sullo schermo quando mi volto, entro pochi secondi compare l'oroscopo del sagittario, perchè loro lo sanno, non so come ma lo sanno. ed è l'oroscopo d'aprile che ha sancito il mio amore, e anche qualcosa che si avvicina a una devota fedeltà, per il bar di lusso. il mio aprile "teso e nervoso" era introdotto più o meno così: questo mese le stelle ce la metteranno tutta per farvi arrabbiare, ma più che le stelle saranno i parenti, gli amici ipocriti, la gente che non si fa gli affari suoi. la sfiducia dell'oroscopista nei transiti planetari e l'invito a guardarsi dai transiti umani mi ha definitivamente conquistata, nè si può dire che abbia torto, particolarmente per questo mio aprile. ora maggio. ancora non ho avuto modo di leggere le previsioni, baratro o risalita? il 1°maggio è stato sgradevole come da tradizione ormai consolidata, ma pace, per il resto del mese mi aspetto qualcosa di buono.. no?



deviazioni

Mon, 30 Apr 2012 14:56:00 +0000





se parare o segnare

Tue, 27 Mar 2012 01:15:00 +0000

in effetti ho qualche problema con le chiusure. non le lampo, cioè anche quello volendo, ma non ultimamente che son pure dimagrita e mi va tutto largo. dicevo, fatico a chiudere. partire è un po' morire, staccarsi e cadere nel vuoto, c'è a chi piace. io mi abbarbico piuttosto, alle più nefaste situazioni e alle più nocive persone. esagero come sempre. però... per dire, fare le tre di notte senza riuscire a mollare un lavoro noioso che potrebbe occupare senza difficoltà la mattinata libera di domani, che a questo punto dovrò passare a dormire, con nefaste conseguenze sul mio bioritmo e sulle condizioni igieniche della casa. nottata al computer, così, per amore della scienza, dell'arte, dell'umanità. amore che così a freddo, interrogata, negherei con forza di avere. boh. è solo che se mi si chiede una cosa la faccio. presto e bene. e gratis, neanche a dirlo. ma al di là di questo apparente masochismo pervasivo, che poi masochismo secondo me non è ma qui il discorso sarebbe lungo e non era quello che mi ispirava questa notte che ormai non dormirò, mi interessava invece l'impossibilità di fermarmi, mettere un punto e far calare il buio e il sonno. neanche fosse un addio... o sì? di nuovo, il buio che tutto inghiotte e chissà se restituirà mai qualcosa. quindi nel dubbio si continua a scrivere fino a consumarsi. come non so smettere di mangiare o di baciare fino a che non si vuota il piatto o l'anima e continuo ad avvitarmi fino a che non fa male davvero, e davvero fra un po' sorge il sole e sono ancora sveglia e non ho scritto come volevo e neanche volevo che prorpio non lo so perchè neanche questo blog lo riesco a chiudere, lo lascio a languire ma non mi decido a metterci un punto, così, dove viene, senza fronzoli e morali finali, come un post nato male che non aveva niente da dire e si allunga a singhiozzi con una virgola dietro l'altra senza trovare la pace di un punto, e basta. così.



sembra ch'io parli di neve, invece parlo di gelo

Fri, 03 Feb 2012 20:11:00 +0000

ormai che sono una guidatrice consumata (più corretto forse dire logorata), quasi un'autista di professione, guido anche su strade ghiacciate spalando neve coi tergicristalli e maledicendo l'umanità e i datori di lavoro fuori dal mondo. sopravvivo e mi ritrovo per di più d'improvviso con pomeriggio e serata liberi. la depressione è la logica conseguenza. mi piace ancora e sempre veder cadere i fiocchi di neve, ma altre nevicate mi avevano emozionata tanto quanto questa mi indispone. eppure è così spessa corposa e candida, eppure ci rimette al nostro posto di esseri umani, che non è detto che si debba sempre poter andare dove diavolo ci pare, in fretta, senza ostacoli, onnipotenti e immortali, eppure è così estetica e molesta, morbida e scivolosa, lieve e invalicabile.. dovrei semplicemente adorarla. anche solo per quel "scusa ma proprio non ce la faccio ad arrivare" colpevolmente piacevole per scolastico imprinting.
è che salta anche lo spettacolo, annullato per neve. e avevo tanta voglia ed ero pronta - quasi addirittura con le battute a memoria - e soprattutto era l'ultimo, l'addio a uno spazio amatissimo dall'affitto ormai troppo caro. e in queste sere di prove un po di commozione veniva, un'altro posto che è stato casa va salutato per sempre.. non ci tornerò e se ci tornerò non sarà riconoscibile, spero solo non ci facciano l'ennesimo locale fighetto. mi affeziono troppo ai luoghi, è sempre stato così. la vita è tutta una perdita, il punto è come l'affronti.
e poi la caldaia scompensa di nuovo - soffre terribilmente il freddo, decisamente un'ottima dote per una caldaia. vorrei accendere il camino ma senza compagnia mi fa strano. posso scaldarmi benissimo da sola è chiaro, ma si sta così meglio con delle braccia attorno. ed andrebbe bene qualsiasi pupazzo con una bottiglia di vino. e questo è il pensiero che mi rattrista più di tutto.



sensi di marcia

Tue, 03 Jan 2012 23:41:00 +0000

avviarsi a piedi verso trastevere come se fosse ancora estate, tornare alle quattro come se fossimo ancora giovani. sotto la pioggia. mi sento mentre parlo e mi trovo convincente, anche lo sconosciuto che mi ascolta sembra convincersi, sono acuta e competente, appassionata, si direbbe che il mio lavoro sia fichissimo e io brava a farlo. lo saluto certa di avergli cambiato la vita, anche se neanche lui ricorderà il mio nome.
il tempo si polverizza ancora più in fretta durante le vacanze, sparisce e m'angoscia. la casa sembra esplosa, continua a produrre spazzatura e il riordino pare infinito. oggi ho piantato il mio primo chiodo, queste pareti sono un tale tripudio di chiodi inutili che non ho mai avuto bisogno di piantarne uno da che sto qui, tredici mesi giusto ora. era il mio scorso compleanno, e pare una vita fa. quest'anno ho teso del filo verde tra i chiodi in salotto e ho creato la scheletro di un albero di natale, l'ho decorato e ho acceso il camino come fossi pervasa dallo spirito natalizio. come quei giorni che proprio non usciresti di casa, ma visto che devi almeno ti metti un po' di matita sotto gli occhi e ti sembra di diventar presentabile.
avrei voglia di camminare per ore, ritrovare questa città, ma mi si rovescia sotto gli occhi: ora anche la strada dove vivo andrà all'incontrario, proprio come il treno dei desideri, dei miei pensieri.
io intanto canto, che mi migliora sempre l'umore.
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evitando bilanci e bilance

Tue, 13 Dec 2011 19:13:00 +0000

homework: organize your ideas.
dev'essere uno scherzo, per domani? perdonami. sbaglio scrivendo, sbaglio vivendo. non ho mica nulla da farmi perdonare io. perdo mani.
basta giochi di parole. basta giochi che lasciano segni indesiderati. basta giochi.
arrivi a trent'anni e ti chiedi se sei mai stata importante per qualcuno o hai solo accumulato giorni senza morire e senza vivere, sfiorando altre vite senza intaccarne la superficie.
sono pensieri che vanno smontati un po' alla volta con cacciavite brugola e pazienza, lasciando sciogliere gli ultimi pezzi tra le bollicine dei molti brindisi. ce la fai? non troppo, ma ti aiutano. e ti aiuta la botta maniacale che ti fa rimbalzare da un festeggiamento a un altro scordando il sonno e con lui gli appuntamenti e le telefonate da fare (e dico scordando, non facendo finta di scordare, per me è una novità). poi il compleanno passa e si ricomincia, planare giù non è mai facile e la prima sera libera, che hai tanto desiderato e difeso, si rivela meno piacevole del previsto. stanca e nervosa dopo una giornata pesante, finisci davvero a riordinare le idee, svegliando inevitabilmente qualche fantasma. finisce insomma per diventare una di quelle sere in cui scrivi sul blog, facendo troppo tardi a limare parole e aereoplanini di carta. e dantoti inappropriatamente del tu.



son stata brava?

Sun, 20 Nov 2011 21:28:00 +0000

poi arrivano ogni tanto certe sere di magone. non il supermagone, quello se deve venire viene di mattina, quel magoncino un po' così, che sei stanca ma non ti va di dormire e ti pare troppo presto per essere stanca e accendi il computer ma ti friggono gli occhi e faresti qualcosa ma non ti va di far niente e ti viene un po' freddo ma non ti va di cercare qualcosa per coprirti e non pensi niente di particolarmente drammatico e magari neanche pensi ma c'è sul fondo quel senso di non so che che non si capisce di che sa ma ha qualcosa che non va e sta storto e non va a posto. e hai capito, perchè ormai l'ho capito, che basterebbe una carezza, che come tutte le persone hai bisogno di persone e, forse più di altre persone, hai bisogno che qualcuno ti ricordi che non è un problema se esisti e magari anzi è una cosa buona.. ma non ti va di cercare nessuno o non c'è nessuno da cercare. c'è sempre qualcuno, questo è il problema, ma la voce si impiglia sulla banalità e la frivolezza della domanda che si sceglie di non fare.



dal tramonto all'alba

Wed, 02 Nov 2011 20:33:00 +0000

finocchi a gratinare, birra, chat, lavatrice quasi pronta da stendere. cosa manca in fondo? routine, piaceri, progetti.. non è detto che tutto vada male, ma anche se fosse? a che serve pensare al peggio se non a vivere nel peggio? mi ripeto che sto bene, non so se è per convincermi o solo perchè mi sorprende questa sensazione quasi inedita. però funziona. bastarsi non vuol dire rassegnarsi: son così stanca della rassegnazione, mi fa male anche a pensarla da lontano, in vite tristi e atomiche, lontane lontanissime, per fortuna lontanissime. inedito benessere sì, si può curare e incatenare con la stessa mano, con lo stesso rassicurante avvolgente gesto, e così uccidere e salvare con un unico colpo. cicatrizza. così quest'autunno che temevo tanto si sta rivelando dolce e complesso. non riesco proprio a fare ordine e i puntelli cedono a turno, ma al cuore di questa sbilenca costruzione c'è un amore sconfinato, e non è altro che il mio respiro drogato d'aria.(image)



attesa creativa

Mon, 24 Oct 2011 18:05:00 +0000

momenti di grande lucidità, quasi raggi luminosi che attaccano una cosa a un'altra e a un'altra e poi resti a chiederti: è davvero così semplice? e perchè non l'ho capito prima? la prima risposta è no, di semplice non c'è niente, le illuminazioni semplificano ed evidenziano ma poi tutto torna complicato e contorto, e aggiungo anche per fortuna sennò sai che noia e che meccanicità. la risposta due è perchè no. le cose si capiscono quando è il momento di capirle e quando c'è abbastanta tempo e spazio, ovvero un vuoto dove farle girare. tipo una fermata dell'autobus, per quanto mi riguarda.(image)



scorrono le notti

Sat, 01 Oct 2011 01:23:00 +0000

guido bene alle tre di notte.
è un fenomeno misterioso, ho bisogno del vuoto intorno per dare il meglio di me.
avrei continuato a guidare senza meta tutta la notte se non si fosse accesa la riserva, stavolta forse l'avrei fatto, accelerando e accarezzando le curve. perchè guido meglio la notte, anche da sobria, e non mi sarei più fermata. sola su strade deserte, tanto inquieta da sentirmi bene, scordando le incertezze, i bivi, la via di casa.
in questa stanza sono altrettanto dispersa, ma questo vuoto è tanto meno veloce, ci scivolo dentro anziché sopra.
dentro da noite veloz.



lunedì, settembre, 2011, perchè allora sono così tranquilla?

Mon, 12 Sep 2011 08:45:00 +0000

uno dei compiti rimandati a lunedì che ora non riesco a ricordare era sicuramente dare una pulita a casetta, ma, per l'appunto, non lo ricordo. c'è puzza di gas in cucina e di trementina in salotto, ignoro il rischio esplosione e confido nelle esalazioni tossiche, con il mio fisico ormai prossimo al cedimento definitivo che mi guarda con rassegnazione. nel frattempo ho aggredito le pareti e la loro bruttezza armata di una matita nera - don chisciotte me fa na pippa, diciamolo. il bello è che sono abbastanza soddisfatta del risultato, minimalista e concettuale. e colorare la carta da parati è un lavoro così ipnotico che potrei continuare per sempre, con una giusta musica di sottofondo. nel mio continuo sforzo per non pensare sto pensando molto, sono così giunta alla conclusione che non mi libererò mai di me. ma potevano toccarmi compagnie molto peggiori, col tempo magari faremo pure amicizia.



di sollievo e sollevatori

Wed, 24 Aug 2011 14:13:00 +0000

mi ha colpita la parola sollevare oggi, così, dal nulla e con forza. ho pensato, e non c'entrava molto col contesto, che avrei davvero voluto essere sollevata, da un vento forte o da un extraterrestre, essere portata altrove, per sempre o anche solo per un po', oppure restare nell'aria, sospesa e veloce. capovolgermi. perché invece ho la sensazione di aver sempre creduto di dover essere io a sollevare, ad alleviare, o allevare persino, e magari mi mancava la forza e restavo schiacciata sotto pesi inamovibili non sempre e non solo miei.
poi mi sono ricordata quanto mi terrorizzi staccare i piedi dal suolo, perdere il mio controllo e la mia gravità, essere in balia della forza altrui. fatico ad affidarmi, in ogni senso, e questo mi rende un peso scomodo e spesso urlante. sono convinta, e questo è il punto, che nessuno possa reggermi.
passeggio su queste idee, sconfinando e riconfinando tra reale e simbolico, e come al solito viene fuori che i miei pensieri scuri non sono poi così veri, che tanto e tante volte sono stata presa in braccio nelle ultime settimane, da anonimi sorrisi e dalle mani più care, nelle danze e nei tormenti. sono diventata sollevabile in qualche modo, più leggera e forse più densa. sollevata da telefonate e inviti, ascoltata e rincuorata, presa sulle spalle per vedere un concerto sopra le teste degli altri, sostenuta a suon di gelati e birre e abbracci e chiacchiere e "ho capito che non vuoi mangiare, preparo per me (questo mezzo chilo di pasta) poi magari se ti va ne assaggi un poco", trascinata in cambi di programma e notti sotto le stelle che a star vicini ci si scalda, sballottata dalle onde e dalle note, afferrata lanciata e ripresa al volo.. e così mi sento proprio di dover dire grazie a tutte le persone che mi hanno tirata su, a chi è passato per caso e a chi c'è sempre stato, e a me che un pochino ho imparato a fidarmi e un pochino a volare da sola.




on the road

Wed, 10 Aug 2011 08:56:00 +0000

tutta protesa a sfidare i miei limiti, ad essere un'altra: positiva aperta saggia indipendente bella, sorpresa dalla facilità con cui i pensieri si allontanano nel vento e mi lasciano libera e rilassata.
e poi una conversazione mi riporta indietro di dieci anni, diciamo dieci che il ciclo decennale va forte per adesso, e non è un bel riportare. non volendo dare un'immagine di me per come sono adesso, o meglio non potendo visto che mi pare di non essere, finisco per ricadere in una me stessa che non pensavo di incontrare più, muta e ostile sotto pressante interrogatorio. m'affascina il dolore degli altri ma non riesco a rendere affascinante il mio, che poi non è neanche detto che uno debba incontrarsi per forza sul dolore giusto?
elaboro con palese ritardo queste riflessioni e non posso neanche star qui a seguirle o a riferirle, c'è un curriculum da riscrivere e mandare in fretta e uno zaino da vacanza ggiovane ancora da riempire.
è un'estate adolescente questa mia, o forse quest'estate è la mia adolescenza. ci voleva, onestamente, ma è un po' spiazzante, e ancor di più lo è il pensiero ancora così incerto dell'autunno che seguirà.
ok, una cosa per volta.. deve ancora finire questo agosto bello strano e necessario, e nel fare i bagagli cercherò di scordarmi a casa la testa.



finalmente la luce riesce a entrare

Tue, 19 Jul 2011 15:45:00 +0000

quando vuoi due cose opposte e inconciliabili con la stessa intensità, o quando non vuoi nessuna delle due ma è tra quelle due che devi scegliere, o quando una stessa cosa la vuoi e non la vuoi con la stessa intensità. o, come in questo caso, tutto un po' insieme mischiato.
sto allenando la mia tolleranza al conflitto.
e questo mi fa sentire molto fica (ed è solo uno dei tanti motivi).
poi, purtroppo o per fortuna, decisioni da prendere non ne ho, mi godo i sentimenti in tutta la loro complessità, immensa e dolorosa, senza subire la responsabilità della scelta.
in fondo è un privilegio. qualcuno ha scelto per me e non mi resta da fare altro se non quello che preferisco al mondo: cercare di capire.
ma temo che ne avrò ancora per un po'.

odio le canzoni.



se non avessi così sonno mi dilungherei

Wed, 22 Jun 2011 21:38:00 +0000

mi sorprendo a star bene, ma certo non posso dirlo qui come sto. non sto in nessun modo molto a lungo, per ora, la variabilità di umori e sensazioni è il dato più rilevante rilevabile. il secondo dato sono io, e quello che faticosamente in tanti anni mi sono concessa di essere. sono un regalo per chi mi incontra. capita ancora, per pigrizia o pudore, che mi tenga incartata, però so chi sono, so dove sono. cioè a casa mia, e sotto le finestre estivamente aperte strillano e imprecano, alla fine di una giornata lunghissima e gratuita, con i postumi di una sbornia triste che con un colpo di coda virano in manie di grandezza. è così che si vive, voltando le spalle alla morte. e di vivere ormai ne ho molta voglia, non posso farci niente.



chiodi

Wed, 27 Apr 2011 10:21:00 +0000

(image) se il vuoto sia spazio o naufragio, mancanza o possibilità.
forse più semplicemente non è, non ha parole.
mentre mi interrogo con interrogatori serrati su voglie e volontà e sulla più banale realtà delle cose, presenti e da venire, le pareti continuano ad essere come sono, deturpate dagli anni e dalla mania espositiva degli antenati.
è che un po', onestamente, mi piacciono. vecchie, segnate, svuotate, cariche di storie e di niente, spogliate e aperte a nuove possibilità.
e mi sono ritrovata, spiazzata dal mio star bene, con un desiderio indecente di normalità di cui non so proprio che fare.
quindi nell'attesa lo appenderò a uno dei tanti chiodi rimasti là, a prender polvere, e mi farò riprendere dall'angoscia mattutina, dai dubbi, dagli scambi di persona. dai vuoti senza spazio. che è meglio.



La pigrizia del creativo

Fri, 07 Jan 2011 16:56:00 +0000

XX: Tu non scriverai un bel niente.

AA: E perché?

XX: Passi troppo tempo sul divano.

AA: Sto raccogliendo le idee, studio l'argomento...

XX: Sì, sì...

AA: Adesso mi ci metto. Domani, guarda: domani!

XX: Né domani né dopodomani. Ti conosco bene.

AA: E va' bene, che me ne importa? Fra un anno. L'importante è che il libro maturi! E allora casca da solo.

XX: Campa cavallo!


Sławomir Mrożek, Emigranti.




delirio da febbre bassa

Fri, 17 Dec 2010 16:30:00 +0000

caffè nero in tazza bianca mentre fuori scende la neve.
se non avessi il raffreddore uscirei a prendermelo. è bella la neve.
sì, soprattutto vista dalla finestra col caffè caldo in mano, lo riconosco.

la gente felice mi mette a disagio. anch'io, quando sono felice mi metto a disagio. fortuna che non dura mai troppo a lungo.
ingenuità e cinismo mi indignano allo stesso modo, sarà mica una ferita aperta?

la seduzione triste dei fiocchi di neve, come i pensieri romantici che lascio sciogliere, è questione di un momento. poi pioggia buio silenzio e qualche linea di febbre.
il primo giorno malaticcio è coccoloso, il terzo è depressivo.

troppi sbalzi d'umore in un solo pomeriggio, devo fare la convergenza gomme o qualcosa del genere. non si può scrivere su un filo di pensieri che dondola e si perde.

non sembra, ma preferisco le frasi lunghe e chiare. di rado mi preferisco in effetti.
mai avuto idee chiare in vita mia, e quando lo sono non c'entrano niente con la realtà e le devo mollare là, a sciogliersi nella pioggia.



il post di novembre, prima che sia troppo tardi

Tue, 30 Nov 2010 17:32:00 +0000

ho progettato molti post questo mese. un giorno qualcuno mi dovrà spiegare dove finiscono le ore, e le idee che ci si incollano sotto.(image)



dimanche

Sun, 31 Oct 2010 14:31:00 +0000

uno talvolta si porta sfiga da solo. premonizione, autolesionismo, noia o magari eccessivo ottimismo. forse l'ultima ipotesi, la convinzione che non si può davvero perdere, sarebbe un'ingiustizia. siamo più forti.
questa domenica vuota e piovosa mi ricorda i vecchi tempi e non è, onestamente, che fossero un granchè. eppure è cambiato tutto, riesco a volermi bene persino. persino oggi.
cercavo una foto bella da caricare e ho incontrato questa, che non è paradisiaca come avevo in mente ma almeno è divertente, surreale ma verissima. tipo me.
(image) "bisogna misurare le parole"
parigi, rue de belleville



al palo

Sat, 23 Oct 2010 10:29:00 +0000

(image)



blue

Thu, 07 Oct 2010 16:37:00 +0000

pare volare col peso di tutto quel grigio sulle ali, nonostante il peso.
(image) nonostante la poesia, mantengo intatta una certa antipatia per i gabbiani.



che poi in realtà avrei un sacco di cose da dire

Tue, 28 Sep 2010 17:11:00 +0000

le scadenze mi deconcentrano.
Finisci entro un'ora!
no, un'ora non mi basta. comunque intanto aggiorno il blog che, sai, non ho trovato il tempo in due mesi in cui tutto sommato non ho fatto nulla di che, quale momento migliore di questo.
(image)








io filo la tela
io mi ci aggroviglio
io mi mangio


si diceva? ha rinfrescato eh? ieri ero in giro e avevo freddo e stavo per comprermi un trench. la mano di dio e il portafoglio vuoto mi hanno salvata anche stavolta. in fondo basta camminare svelti e ci si scalda..

un post sul tempo dopo settimane di silenzio, le piccole gioie della blogger in pensione.