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UMAFEMINITA'



Il blog di Umafeminità



Last Build Date: Mon, 15 Jan 2018 14:03:19 +0000

 




Mon, 15 Jan 2018 14:03:00 +0000

UMAFEMINITA' su FACEBOOK

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Valeria Raimondi, POETI E TURISTI CONSAPEVOLI

Fri, 03 Apr 2015 17:26:00 +0000

“POETI E TURISTI CONSAPEVOLI” SARAJEVO – INCONTRI INTERNAZIONALI DI POESIA 2010-Ma quanto sono stronze le parole.TURISTI: non c’è mare né aria buona a Sarajevo,solo bianchi cimiteri di collina con date tutte ugualie lumache trascinate piano alla preghiera. Consapevoli: io non capisco.Non capisco la Città.Temo ci colpiscano i cecchini da dietro la collinami pare di vederli giocare nella nevema forse son bambini.Davvero io mi sporgo, mi agito, mi affanno ma son troppo distante oppure non capisco.Volteggio in questo finto autunno di polvere balcanica.Martire Città, ci provo ma non mi torna il conto:che c’entra questo fiume rosso con l’altro Rosso,questa viva con l’altra carne sparsa,con gli occhi buoni degli amicidi là dalla collina?No. Non posso, da questa finta Pace, da questa ignara Partecapire cos’è una guerra, dire chi sono le canaglie.E noi che ci spostiamo,suonatori e parolai,con piedi ben piantati e passi di pianura:Ore 20.Siam sempre puntuali in via Maršala Tita al Kamerni Teatar, 55(benedetti dall’alto da Saraljic)Ed io con gli altri qui ad ubriacarmi di Poesia,(Rakja che scalda il cuore)tra gli echi degli spari cessati già da un pezzovorrei saperlo ora il punto di vista di Dio,da quale parte guardaper giudicare il mondo.Così io ora e qui, io che non so nulla e muoio di Poesia, io qui sospendo tutto:la Rabbia ed il Dolore la Storia ed il Giudizio. [...]






Umafeminità, presentazione a Parma, 28 febbraio

Sun, 08 Feb 2015 16:38:00 +0000








Umafeminità, presentazione a Parma, Bar Cristallo (via Giosuè Carducci, 30B) 28 febbraio h 20,30.
Partecipano: Monica Boretttini, Nadia Cavalera, Maria Concetta Petrollo, Fausta Squatriti, Adam Vaccaro
Musiche al pianoforte di Giovanni Vezzani.


 Umafeminità, Parma,  Bar Cristallo_ locandina



Umafeminità. Cento poet* per un'innovazione linguistico-etica, in uscita nelle librerie

Thu, 13 Nov 2014 22:41:00 +0000

E' in uscita nelle librerieUmafeminità. Cento poet* per un'innovazione linguistico-etica a cura di Nadia CavaleraEdizioni Joker, € 13,00 Per gli ordini:ordini@edizionijoker.com[...]



Maria Pawlikowska-Jasnorzewska, Donna-Icaro e Una vecchia, traduzione di Anna Śnieżyńska

Mon, 10 Nov 2014 09:36:00 +0000

Qualche parola in merito ad un possibile nome polacco per il progetto “Uma-fem-inità” In polacco risulta difficile coniare un’espressione simile. Ora lo spiego. “umanità” = “ludzkość”/“człowieczeństwo”; “ludzkość” è un termine neutro, significa il complesso di uomini e donne, ma anche la natura umana, ovvero le qualità del genere umano; “człowieczeństwo” = la natura umana; tutte quelle qualità proprie dell’uomo “uomo”= “człowiek”/“mężczyzna” “człowiek” (“ludzie” al plurale) = termine neutro che indica o un uomo o una donna, senza distinzione di sesso“mężczyzna” (“mężczyźni” al plurale) = uomo = essere umano di sesso maschile “kobieta” = donna = essere umano di sesso femminile; “kobieta” (“człowiek”) + “mężczyzna”( “człowiek”) = “ludzie” (“uomini”) , termine a parte, di una radice diversa, che ingloba entrambi i sessiSi vede che noi polacchi siamo proprio neutri per quanto riguarda il termine per indicare la specie umana: etimologicamente non viene dalla parola “uomo” nel senso biologico, non ha una matrice linguistica maschile come in italiano, per cui secondo il mio modesto parere risulta impossibile creare il neologismo che interessi il progetto “Umafeminità”. Ciò nonostante, approvando l'idea di cambiare il vostro "umanità" (troppo legato nell'origine al termine "uomo") in "umafeminità" (rispettoso della donna),propongo due poesie della mia poetessa polacca preferita che visse nella prima metà del XX secolo, Maria Pawlikowska-Jasnorzewska, che fu una Donna consapevole dei propri pregi, colma di sensibilità unica e di desideri di cui non si vergognava mai.Maria Pawlikowska-Jasnorzewska Kobieta-IkarKobieta-Ikar leci dłużej, bo jest lżejsza. Powietrze ją unosi i wiatr ją chwyta pod ramię.Wzlatuje bez nadziei, uśmiechnięta jak gejsza - po czym spada tak ciężko                                       jak kamień. Donna-IcaroDonna-Icaro vola più a lungo perché non pesa niente.L’aria la solleva e il vento per il braccio l’afferra. S’innalza disperata, come una geisha sorridente -e poi come una pietra cade di piombo                                                         a terra. Stara kobietaZmęczona, ledwie idzie,na kiju się opiera,przejechana przez życiejak przez złego szofera.Oblicze jej pociętejak gdyby ostrym mieczem,wśród naszych młodych twarzyzawiewa średniowieczem.Jest złamana, pogięta,pocięta, poorana,i tylko jej kobiecośćto zagojona rana. Una VecchiaStanca, cammina a stento,si sostiene con un bastone,travolta dalla vita, come un pirata travolge un pedone.Il suo volto solcatopare opera di un tagliente pugnale,tra i nostri volti giovaniha qualcosa di medievale.È distrutta, storta,solcata, scavata,e solo la sua femminilitàè una ferita cicatrizzata. [...]



Ogni parola vola, di Antonella Barina

Mon, 03 Nov 2014 09:14:00 +0000

OGNI PAROLA VOLA(Venezia 2011, alle amiche, in occasione del Ventennale del Patto per un uso non sessista della lingua italiana, Venezia 1991)Sindaca, dissi senza conoscerla,grata immaginandola per l’atto miodi dirla donna e non deluderlaattribuendole genere incoerente.Meno grata mi fu sul principiol’assessora, ma fui intransigente.E declinando il femminile misianche il ‘la’ davanti a presidente.Semplice invece fu l’operatrice,termine di felice e nuovo conio,ma forse fui un po’ imprudentela volta che coniai procuratrice.Difficoltà non c’era per l’attrice,ma, a dir ministra il ministro, fudavvero da sudar sette camice.E il desk non m’affidarono mai più.Amica mia! Sai che dispiacere!Neologismi creando da manea sera, trasformai l’ingegnerein una brillantissima ingegnera.Noia mortale delle quattro murami portò a impratichirmi del vezzo:senza paura andavo trasformandoquel mio grezzo misogino presentein futuro di donna. Anzi: futura.  Battezzai avvocata l’avvocato,ed avvocato l’avvocata transche se pure aveva cambiato sessoavvocato restava per revanche.Folli universi crea la distoniadel linguaggio calatoci dall’alto,quando ‘il’ giudice si mette in malattiaperché da doglie vien preso d’assalto.16 17Se tu noti, non c’è mai difficoltàa chiamare una donna lavandaiae neppure in fondo, se è in galera,a declinar giostraio con giostraia.Su tutti c’è un caso che fa scuolapraticando la lingua egualitariaed è quando incontri la paroladi uso comune: segretaria.Nel caso che il soggetto nominatonon sotto, ma al vertice sia postodir ‘segretaria’ pare un gran reato:chiamarla ‘segretario’ sarà imposto.Allora ti accorgi con stuporedi vivere una favola malignadove tra escort che fan gran clamorebuono è il patrigno, mala la matrigna.Non badarci. Continua a declinarela donna ‘del’ signore con signorae prima o poi sentirai chiamareal femminile, per dottor, dottora.  Facile sarebbe cambiare il mondomutando solo l’ultima vocale,invece di parole un girotondovalor di differenza sessuale un giorno afferma, il giorno dopo nega,sicut giustizia ogni giorno annega.A un brindisi pertanto ora ti invitoin occasione di questo ventennale,che la diritta via abbiam seguitoe di sessismo abbiamo fatto scuola.Ora, dimmi tu se io davvero sonpoeta, e non poetessa, creatricedi linguaggio, grande sacerdotessadi parola! Ogni parola vola.[...]



crescita di spuma dà fiato, di Pasquale Della Ragione

Fri, 31 Oct 2014 10:39:00 +0000

Pasquale Della Ragionecrescita di spuma dà fiatoè già radice d’albero odorosouna volta passato il tramontoa far segno d’attraversare l’esitazionel’azzurro ardesia compensadel pallore esangue il chiarosgargiante dell’arancio potatoma il color vino giace sul pianodel tavolo dopo una lunga lottad’asta avoriata per l’amoresempre rettilineo ovesarà l’attrito a prosciugarela fantasia di corda sonoragrida vanno nel finito aduplicare il soffio dislegatura dormiente senzaferire ed è dimostratorun river north e dopo giù[...]



Un cielo che amava la notte, le donne, le stelle, di Giovanni Della Ragione

Fri, 31 Oct 2014 10:36:00 +0000

Giovanni  Della RagioneUn cielo che amava la notte, le donne, le stelle                                                benedetta vitabenedette foglie rosache timide e fortiresistete all’invernotrattenutedall’acqua e dalla lucedegli occhi tuoicerto domanile tue mani saranno ancoraforti di insonnia e di terrapersiane sul mio cuore notturnocustodi dei  sognie dell’azzurro nascosto tra la sabbia  qui oratutto si fa caldo di teil rosa pallido del tramontoil tuo vestito che imbianca  ogni cosail nome tuospedito in una notte d’agostoha fatto di me un altronon più quello di primaioche son fatto dell’amor tuo. [...]



La guerra trascina, di Rossana Bucci

Tue, 28 Oct 2014 17:03:00 +0000

Rossana BucciLa guerra trascinaVoragine di dolorecorpi straziati dilaniatischegge impazziteall’impazzatatudentrovolutodove non sei volutoper altrui voleresenza saperesenza poterein un lampoluce improvvisatuonata dentro teNON SEI PIU’.Morte le speranzeporti via memorta da vivagli occhi sbarratifinitaincredula in continua attesae ancoranella voraginefigli non natisogni spezzatianima incapacela mente distruttae ancorae ancoracase distruttericordi annientatitutto da ricostruiremaniche da rimboccaree orale ali dell’economia in quotasoluzione estremadi benessere effimero!?[...]



Ero in esilio, di Maria Pia Lotti

Tue, 28 Oct 2014 16:53:00 +0000

Ero in esilio ed esperte, mirabilidalle grandi ali aperte furonole sirene. Come figure della patriail loro soave canto e la lingua madre. Battei le strade rettilineesapendo che laggiù oltrec’era la luce, ma la selva siaddensava a volte come nebbia esmarrimento. Allora aggiustoil cammino, e spera la mia mente, ilcuore rinchiuso. Solo tengo gliabbracci ai compagni della miatristezza, e mi salva più voltel’amore provvisorio nel me-riggio rosa e il sapore fraternodella sera.***Poi venne la notte, ritiratiI ponti mobili in un sospetto di assedio, si spengono tutti ifuochi e basta il lattice biancodel pensiero. Allora il pane scabro, corti i passi e solotalvolta il dono parco di un verso.*** Quando venne il dolore, ormainon c’erano più germogli, lapioggia ha smesso di bagnareil campo, che fu a volte feconda e a volte pianto. ***Scendono le ginocchia fino a terra, il volto corrottotra le mani. Afona la gola e ognibisbiglio cerca di condurre fuori dalle ossa le croci stanche e il tremito errante.***Quando venne la pace, il primo a ritornare fu il canto. Cantai incredula nel coro della chiesa il salmoche fu l’alto canto distintodella mia giovinezza. L’inno saliente e perduto trovò una voce leggera in fondo  alle caverne. Non era ancora il cuore, ma fu la voce di Arianna fuori dai mostri.***Seconda venne l’offerta, la casache si apre forse prima del cuoree severa la veglia sulla mente che guarda vischiosa senza mani.Allora venne il sapore alato deldono, il vento leggero del tu e riposano i gravi, respirano le spalle.              Ridiamo a cena conla tovaglia a fiori e i valigini di verza come la mamma. 2014[...]



Conclusa l'operazione antologia "Umafeminità", riprende la pubblicazione di altri contributi sul blog

Wed, 01 Oct 2014 14:25:00 +0000

Conclusa il 30 settembre la raccolta dei testi per l'antologia, in numero paritetico (50 poete e 50 poeti), a breve riprenderà la pubblicazione su questo blog di altri autori/autrici che condividono l'iniziativa.
Per l'antologia in cartaceo ci sono  i tempi editoriali.Sui quali vi terrò informati.




Umafeminità o solo Feminità, di Angela Giuffrida

Mon, 29 Sep 2014 08:18:00 +0000

UMAFEMINITA’ o solo FEMINITA’?di Angela GiuffridaDa tempo sostengo che la parola “uomo” non sia adatta a designare l’intera specie “perché di fatto è la donna che, essendo allo stesso tempo artefice della vita e della civiltà, comprende l’uomo così nel corpo come nella mente, negli aspetti naturali come in quelli culturali”[1]. Nego quindi sia la presunta uguaglianza che la complementarità dei due sessi convinta che, se ”umanità gronda ingiustizia, violenza e sangue da tutte le parti”, come dice giustamente Nadia Cavalera, non sia possibile un’integrazione con feminitàper contribuire alla pari alla “costruzione di una nuova era”.  Da circa cinquemila anni c’è un’occupazione maschile delle comunità che ripete, declinandolo in forme diverse, il medesimo, perverso copione. Ovunque il fine ossessivamente e tenacemente perseguito è garantire agli uomini potere sulle donne e, all’interno del genere maschile, assicurarlo ai più prepotenti. Non a caso tutte le società androcratiche senza eccezioni sono organizzazioni della dominanza che devono la possibilità di esistere all’uso della violenza, da cui discende la cieca distruttività che annienta viventi, saccheggia e guasta la natura, sperpera e polverizza le risorse, favorendo estesamente e capillarmente la sofferenza e la morte, anziché la vita e la gioia di vivere. Fare dono della vita e sostenerla gratuitamente costituiscono invece la civile quotidianità della stragrande maggioranza delle donne nel mondo. D’altronde la vita e la gioia di vivere rappresentavano il centro propulsore delle antiche società matristiche che hanno guidato il processo di civilizzazione della specie[2]e lo sono anche di quelle attuali che, sparse sul pianeta, resistono al patriarcato autoritario[3]. In esse servire la vita è il mestiere in assoluto più nobile che alimenta tutte le attività, ragion per cui la guerra è esclusa - non vi sono tracce di armamenti e fortificazioni – e le relazioni sia pubbliche che private si ispirano  al riconoscimento e al rispetto e sono dettate dall’empatia e dalla solidarietà.  Si tratta, insomma, di comunità pacifiche e sostanzialmente egalitarie al contrario di quelle maschiocentriche basate su prevaricazione e gerarchizzazione, in cui il conflitto come regola di vita produce non solo la guerra guerreggiata, che peraltro rappresenta la voce di spesa più cospicua degli stati a livello planetario, ma anche un antagonismo esasperato, diffuso a tutti gli ambiti della vita comunitaria. La prima e più odiosa guerra è infatti la brutale oppressione delle donne, sempre in vigore malgrado la sua palese irrazionalità dato che è diretta contro le madri della specie. Ma guerra è anche l’ignobile politica del dominio, la meschina economia del profitto centrata sull’universale sfruttamento e affamamento delle masse per foraggiare pochi privilegiati, così come la dissennata predazione del pianeta che ci ospita e il singolare disprezzo per i corpi biologici e le loro necessità[4]. Gli uomini da viventi fanno paradossalmente la guerra alla vita. Il loro è un mondo morto abitato da cose. L’organismo non rientra tra le categorie del pensiero filosofico quindi non compare in nessuna disciplina, comprese la biologia e le neuroscienze le cui ricerche si focalizzano in genere sugli elementi ultimi che costituiscono l’insieme, non sull’insieme stesso. In tal modo il corpo svanisce come soggetto unitario, trasformandosi da fonte primaria di conoscenza qual è in mero oggetto da conoscere.                            [...]



L'occhio di Allah, associazione Annassim

Sun, 31 Aug 2014 08:10:00 +0000

L’OCCHIO DI ALLAHL'occhio raffigurato al centro della mano di Fatima è detto l’occhio di Mashallah ed è un amuleto contro il malocchio che serve a invocare laprotezione di Dio e a proteggere dalle malattie. In Marocco si mette in casaproprio per allontanare le negatività. Nazar Boncuk in Turco, oppure chiamatoin Italiano come "Occhio di Allah", è un oggetto molto tradizionale in Turchia; è una perla di vetro blu utilizzata come talismano per proteggersi dal malocchio. Lungo la storia dell'umanità, in ogni cultura ed in ogni fede religiosa la figuradell'occhio è concepita come un talismano che scaccia il male.Tradizionalmente, le perle di Nazar sono fatte di vetro blu, con cerchi bianco,  giallo, e poi blu di nuovo nel centro. Ma oggi ci sono diversi tipi e diversi coloridi Nazar Boncuk che si usano anche per motivi decorativi.Solitamente, le perle contro il malocchio hanno la forma di un occhio umano,poiché secondo la tradizione e' la finestra che si apre verso il mondo el'occhio e' considerato come il primo punto di partenza dei pensieri buoni ocattivi. E' per questo che per proteggersi dagli sguardi cattivi o dal malocchio,si sono usate delle pietre di colore blu che, secondo la credenza popolare,hanno un potere di assorbire questi sguardi negativi. La parola Allah si trova nella lingua Sanscrita. Nella lingua Sanscrita Allah, Akka ed Amba sono sinonimi. Significano una Dea o una Madre. Il termine "ALLAH" forma una parte dei canti Sanscriti per invocare la dea Durga, anche conosciuta come Bhavani, Chandi e Mahishasurmardini. La parola Islamica che indica Dio non è quindi un'innovazione (bida), ma è l'antico termine Sanscrito conservato dalla tradizione Islamica. Allah significa Madre o Dea e Madre Dea. Abbiamo raccolto e riflettuto sui segni e sui simboli portati a noi  dalle donne migranti soprattutto provenienti dall’area mediterranea ,  dal mondo arabo e del Medio oriente                                                                                   Abbiamo ascoltato i loro racconti orali  , raccolto oggetti e tradizioni dei loro paesi di provenienza , riflettuto sulla  loro lingua e il  suo valore semantico, sicchè risulta evidente come siano portatrici inconsapevoli dei segni della Grande Dea   oscurata dal potere della religione monoteista dell’UNICO DIO MASCHIO  e come lo stesso lessico sia stato espropriato e capovolto nel significato, ad eslusiva esaltazione del maschile                                                                                                                             Le donne native e migranti di ANNASSIM …L’occhio della Dea ci è stato portato da Songul dalla Turchia le fonti orali sono  amiche turche e marocchine L’impostazione grafica di Donata Vultaggio [...]



LETTERA APERTA AL PRESIDENTE EGIZIANO, dell'associazione Annassim di Bologna

Mon, 25 Aug 2014 15:56:00 +0000

    LETTERA APERTA  AL PRESIDENTE  EGIZIANO  AL SI SI       perché l’Egitto torni al suo antico ruolo di faro del medio oriente       E ALLE DONNE ARABE  DI ORIENTE E DI OCCIDENTE “Verrà il tempo in cui i responsabili dei crimini contro l’umanità che hanno accompagnato violenze stupri, torture  repressione minacce contro le donne  di tutti i paesi il conflitto israelo palestinese e altri conflitti in questo passaggio d’epoca,·          saranno chiamati a rispondere davanti ai tribunali degli uomini o della storia, accompagnati dai loro complici e da quanti in Occidente  e in altre parte del mondo hanno  scelto il silenzio, la viltà e l’opportunismo.”Sono nata e cresciuta al Cairo, sposata all’età di 16 anni con un cittadino italiano , sono in Italia da 16 anni  madre di tre figli  Ho la  cittadinanza italiana , ho educato i miei figli nei valori dell’islam e nel riconoscimento e rispetto della civiltà egiziana Lo scorso anno ho partecipato alle manifestazioni di piazza Taharir  con giovani e donne ed ho sperato in un futuro migliore per il mio paese In Italia le notizie internazionali arrivano frammentate. E’ difficile avere una visione chiara e corretta   della situazione nei paesi arabi Ricevo notizie dalle mie sorelle che vivono  in Egitto Capisco  che non bastano spontanee rivolte di piazza per cambiare la realtà Capisco che la situazione è complessa e difficile ,Capisco che si sta determinando un nuovo assetto geopolitico dopo il crollo delle dittature  ma so anche  che lei  Presidente Al- SI SI  sta attuando dei provvedimenti per favorire le fasce più povere, perché  affrontino con  dignità la fame e la povertà  Di questo il popolo gliene è grato  ma ancora è troppo poco…Io in Italia  sto sperimentando, anche se fra molte difficoltà materiali,  cosa significhi scegliere la propria vita, avere idee proprie, educare i figli nel rispetto degli altri, nell’osservanza delle leggi, nel non avere paura ad esprimere le proprie idee con dignità  AVERE DEI DIRITTI Ho una figlia di 16 anni che frequenta il liceo classico con chiari progetti  di suo futuro professionale  .  Ama lo studio e l’impegno.  Ha scelto di velarsi sfidando ogni critica con coraggio e assunzione di responsabilità .E’ stimata e rispettata anche  per questo.,dai suoi insegnanti compagni e compagne.  Soffre, come soffro io, per la condizione delle sue amiche coetanee  e  delle donne in  Egitto. Condizione, già tragica, notevolmente peggiorata negli ultimi anni.Oggi l’Egitto viene considerato paese estremamente a rischio per le donne. Tacciono le voci di protesta,  di rivendicazione dei diritti più elementari, di libera espressione artistica arte di creatività che pure , in passato,  ci sono arrivate dai paesi del Mahgreb e del medio oriente non esclusa l’Arabia Le donne anche dai paesi martoriati dalle guerre, hanno elevato in passato,  le loro voci creando  pagine letterarie e scrittura poetica di grande valore,  producendo espressioni artistiche significative Oggi ci fa male anche  il loro silenzio. Vogliamo romperlo in maniera significativa  per cominciare a lasciare segnali indelebili nel mondo e contribuire a distruggere gli stereotipi culturali  diffusi in occidente contro le donne arabe  SU QUESTO RIVOLGIAMO UN APPELLO  A COLLEGARCI PER COMINC[...]



Bamboo blues, di Eugenio Lucrezi

Thu, 21 Aug 2014 16:53:00 +0000

Bamboo blues uno                                                                                       a Pina Bausch, in mortem Non credo a quel che vedo, la fotografiascattata quasi a caso, di pomeriggio,a te che prendi il vento negli ariosicapelli, e ad Agropoli muovi un impercettibilepasso di danza, torcendoappena un poco il busto mentre alzile braccia all'altezza del viso che si profiladi spalle nel cielo caricatodi sole e di calante azzurrità commossae respirante fiati e fiati di vitediffuse e riposanti nei filaccid'estate, ad occhi chiusi a fresco,in memoria del mare,con le ascelle che bevono lucemoderata alla fine, che accogliela grazia del tuo passo, e di tuo figlioche ti guarda da presso,dice l'amore incredulo che piangia Pina in un istante, e sei tuttaabbraccio intorno al nulla, concentrata.Bamboo blues dueLe tue ossa flessibili alla finepure si piegheranno all'incantesimodel movimento che cessa fuori deltempo che adesso le assomigliaal bamboo blues di prima che anche Pinamorisse. L'archeologoche ci verrà a cercare si stupiscegià adesso della liscia superficiedei tuoi due femori feliciintatti e levigati da carezze.[...]



Terra amissa, di Raffaele Ragone

Wed, 13 Aug 2014 19:06:00 +0000

Terra amissa
di Raffaele Ragone

Mi colgo a ripensarti preda nuda,
terra di montagna, polvere che suda,
terra scoperta a caso, che innesca
la catena del principio e della fine,
a vagheggiarti, dunque, terra di fragaria,
prodiga nei bocci, segreta nei recessi,
aspra come roccia, dischiusa all’aria.
Invece sei la terra impervia di confine,
astratta, senza l’oltre né l’altrove,
fuori portata, invitta nell’altezza,
dove il vuoto è l’aria che s’inspira.
E devo immaginarti immaginaria,
la terra amissa che mentono che sia,
terra che fosti qui e in ogni dove,
cui pure un dì appartenni, e ch’ebbi mia!



Un altro tipo di Gesù, di Michele Nigro

Tue, 12 Aug 2014 12:41:00 +0000

Un altro tipo di Gesù – A new kind of JesusCristo uomo, Cristo donna... L'immagine di una ipotetica figlia di Dio scandalizza gli affiliati ad una chiesa-setta in via d'estinzione. Si accetta la natura una e trina della divinità ma non quella uomo-donna. La religione cattolica vive di icone standardizzate e intoccabili che hanno il preciso compito di provocare una tristezza catartica e un profondo senso del sacrificio che è storicamente maschio. Trovo questa immagine di un Cristo donna (tratta dal film di Wakamatsu Koji “Violent Virgin”) bellissima e per niente irrispettosa di una falsa sensibilità che ha fatto il suo tempo: un'immagine utile a dimostrare che la distinzione tra un figlio di dio maschio o femmina è del tutto inutile ed esistente solo nella mente fallocratica e fallocentrica di chi desidera una chiesa congelata, bloccata nel tempo e nello spazio, vittima di una visione catechistica della spiritualità. Un'immagine che potrebbe anche rappresentare degnamente le tante donne vittime di femminicidio e che a loro modo sono dei “cristo in croce”. Ma alla donna non si addice il ruolo di protagonista del dolore che cambia il mondo: la donna deve avere il ruolo di madre o tutt’al più di pia donna posta ai margini del progetto, fondamentale coprotagonista, questo è sicuro, indispensabile mezzo di comunicazione con il dio che decide di diventare uomo, portatrice sana di dolore materno, ma mai protagonista fino in fondo. Essere cristiani non dovrebbe significare "smettere di pensare" o adagiarsi sui dogmi, bensì essere anche capaci di esplorare nuove forme di rappresentazione di un messaggio che ognuno può personalizzare senza scandalizzare o scandalizzarsi. Ma le risposte ricevute dopo questa lettura alternativa del messia sono state caratterizzate da posizioni “da manuale”, ineccepibili, dogmatiche, apparentemente logiche nell'ottica di un insegnamento che non può essere alterato... Si tratta di litanie ripetute all’infinito, di immagini ereditate di cui ci si innamora nevroticamente senza percepirne il vero significato trasversale, acquisite frequentando in tenera età le madrasa cattoliche. Immagini approvate dai signori della fede che allontanano, non avvicinano, chi ha una fede vacillante ma curiosa, inflazionando un messaggio bisognoso di un silenzio visivo o di altri scenari umani legati all’esistente e non solo al divino. La risposta da parte dei cosiddetti “uomini di fede” è rappresentata da un muro che non vuole comprendere, ma che impone una “non vista” del mondo. Dietro il rispetto insindacabile e violento per l’immagine del Cristo uomo si nasconde l’incapacità di una religione di occuparsi di spiritualità. Una spiritualità seppellita sotto tonnellate di affreschi famosi, basiliche, marmi pregiati e figure inamovibili e senza pietà. La sete di potere (di un potere semiotico che esclude la polisemia), e non certamente la provvidenza, ha tenuto in piedi nei secoli l’organizzazione umana chiamata chiesa. Te ne accorgi nel momento in cui il bigottismo attecchisce persino nei social network, proponendo nuove inquisizioni informatiche contro chi non è allineato con il dogma e bannando timorosamente immagini scomode ma piene di compassione e amore, come quelle (o forse di più) presenti nei luoghi di culto e approvate dai governanti vaticani. È bello stare al calduccio nel solco sicuro del dogma che è il pannello di controllo dell’autorità! Ed è per questo che paradossalmente, nonostante il forte potere accumulato nei secoli [...]



Millantanni, di Antonella Doria

Mon, 04 Aug 2014 10:14:00 +0000

da MILLANTANNI, di Antonella Doria    *     foco o lingua       questo artificio ardente       questo fonico fendente      ha gambe per passare mari      ha ponti per salvare sogni         miraggi che fragili non sono          sono dense durevoli parole      parole enigma maschera     parole dono e carezza     parole eros invisibile tonda     parola indistruttibile       C’era una volta …      e la volta ritorna presente     ritorna a battere selvaggio      il cuore  in pancia alla terra     madre corpo  madre sguardo     madre braccia culla e canto                                                           un movimento circolare      rinasce il tempo a narrare creare     mondi  alchimia di parola che         senza fine  cura e sana          …     *      sana l’inganno     del tramonto  il dubbio      l’incubo di ombre insonni        nel tempo delle metropoli          nella bruma foresta di corpi         abitati  l’anima impietrita      in occhi di Medusa       in un mare sudario     sana l’affanno     nel conto gravoso      dei giorni del guadagno       e della perdita  in questa     materia in corso una partita      giocata tutta  in difesa      sana la paura     matrigna nell’urlo nero       della terra nel dolore che dà           vita alla vita  instancabile corsa          al senso che nel cerchio racchiude            il corpo a corpo con la madre       sorgente del suo ritorno     …         *     Vedrai …     ritorna Mnemόsyne     ancòra intatto in bocca     un seme tiene …  viene     nel passo che serba il colore       la forma del segno  segue        a occhi chiusi il rivo il verso     il vento come la prima volta     a dire il mondo …  come     la prima aurora  lo stupore     della parola   ritorna     camminando verso    [...]



Malina, di Ingeborg Bachmann

Fri, 01 Aug 2014 22:11:00 +0000

Un brano (proposto da Paola Nasti) tratto da  Malina, di Ingeborg Bachmann Verrà un giorno in cui gli uomini avranno gli occhi di oro nero, vedranno la bellezza, saranno liberati dalla sporcizia e da ogni peso, si solleveranno nell’aria, andranno sott’acqua, dimenticheranno i calli e le miserie. Verrà un giorno, saranno liberi, tutti saranno liberi, anche dalla libertà che volevano. Sarà una libertà più grande, sarà oltre ogni limite, sarà per una vita intera….Verrà un giorno in cui gli uomini riscopriranno le savane e le steppe, sciameranno fuori e metteranno fine alla loro schiavitù, gli animali sotto il sole alto si avvicineranno agli uomini ormai liberi e vivranno in armonia, le tartarughe giganti, gli elefanti, i bisonti, e i re della giungla e del deserto troveranno un accordo con gli uomini liberati, berranno alla stessa acqua, respireranno l’aria purificata, non si sbraneranno, sarà l’inizio, sarà l’inizio di una vita intera…Verrà un giorno in cui le donne avranno gli occhi di oro rosso, i capelli di oro rosso, e la poesia del loro sesso sarà ricreata…Verrà un giorno in cui gli uomini avranno occhi di oro rosso e voci siderali, le loro mani saranno fatte per l’amore, e la poesia del loro sesso sarà ricreata……e le loro mani saranno fatte per la bontà, prenderanno i beni più grandi con mani innocenti, perché non debbono, gli uomini non debbono, non dovranno aspettare eternamente…Verrà un giorno in cui le nostre case cadranno, le nostre macchine saranno trasformate in rottami, saremo liberi dagli aerei e dai missili, rinunceremo alla scoperta della ruota e della fissione nucleare, il vento fresco scenderà dalle colline azzurre e ci allargherà il petto, saremo morti e respireremo, sarà la vita intera.Nei deserti l’acqua si seccherà, potremo andare di nuovo nel deserto e avere le rivelazioni, le savane e le acque nella loro purezza ci inviteranno, i diamanti resteranno nella roccia e ci illumineranno tutti, la foresta vergine ci toglierà dal bosco di notte dei nostri pensieri, cesseremo di pensare e di soffrire, sarà la redenzione.(da: Ingeborg Bachmann, Malina, pp. 108/125 )[...]



La necessaria parola, di Met Sambiase

Wed, 30 Jul 2014 09:13:00 +0000

La necessaria paroladi Met Sambiase Misuriamo il benessere occidentale con i grammi dei silenzile porte chiuse dietro le bare che si portano a spallale declamazioni di coprifuochi lontani quanto le storie di guerra della tua vecchia nonna che mangiava le bucce di patatee proteggeva suo cugino disertore nel sottoscala della cucinaaspettando che si liberasse l’aria, l’unico elemento che respira per tuttiabbiamo finito ora di raccogliere l’umanitàcontando i profitti variabili delle vendite di  Kalašnikovche si costruiscono in perfette fabbriche sterilizzate con il ferro e il fuocobenedizione di tutte le guerre giuste e sante qui lo dirai - quando tornerai a parlare -che è solo il male che arriva dappertuttoe non puoi parlare di cose che non conosci e non hai mai visto i martiri ma i santi li conosci negli affreschi della chiesale figurine di presepi malsicuri s’incarnano ammassandosiin Palestina o in Kossovo s’inginocchiano per vivere appenanegli affamati che non ritorneranno più in terra e negli ostaggi, nei bersagli mobili fra gli stati canaglia e quelli conigli, lo spread della distruzione di massalo stupro etnico,  la nuova collezione della razza perfettala razza umana è il tuo parente poverola nutria dei fiumi, il passo delle diaspore dietro i montiil putiferio dei demoni, il vicino che parte di nottei materassi gettati nei pavimenti di vecchie scuole, la durezza del giudiziol’organismo perfetto dell’inverno,qui o in luoghi mai visitati  le storie scoppiano uominifin quando non ti concederai di parlare[...]



être /ange, di Paola Nasti

Sat, 26 Jul 2014 14:39:00 +0000

être /ange(selon J.Lacan) di Paola NastiNon tutta,  non ancora, non più. Mi superie non mi raggiungi,nel mentre mi colmo di vento, divento tutta fuggendo. [...]



Donne, grammatica e media, di Cecilia Robustelli

Sat, 26 Jul 2014 09:52:00 +0000

Nel telegiornale di ieri, (al 16',30 -non riesco a esptrapolare la parte che interessa) (link rimosso) un servizio molto interessante circa il sessismo linguistico (già considerato dagli anni ottanta con molteplici pubblicazioni), a proposito di una pubblicazione di Cecilia Robustelli, dell'Università di Moidena: "Donne, grammatica e media".
Non so bene di cosa si tratti (nella libreria Feltrinelli di Modena non c'è ancora), ma è evidente che la nostra proposta di fondare il termine "umafeminità" dovrebbe rientrare appieno in questo progetto.
Anzi sarebbe il passaggio successivo, il primo, fondamentale, nella modifica dei nomi collettivi...

Umafeminità: qualità propria dell'uomo e della donna - natura dell'uomo e della donna.

ALTRO MATERIALE sullo stesso argomento (Laura Boldrini alla Camera e Cecilia Robustelli a "Detto fra noi")
http://www.comunitaitalofona.org/dl/portali/site/articolo/ContentItem-77afb3c9-a95b-4747-b3b4-dad3e3639050.html








Mi scanso e Orfeo e Euridice, di Lucianna Argentino

Fri, 25 Jul 2014 10:12:00 +0000

Mi scansodi Lucianna Argentino Mi scanso, mi scostofaccio posto a quanto di me chiedete,sgombro il tavolobutto giù libri e quaderni.Metto su una tovaglia di pizzoe un vaso di fiori:cose normali, ordinariee metto a tacere anche Dio se volete. Orfeo e Euridicedi Lucianna ArgentinoChe importa ormai saperese c'è o non c'è più tempoper placare l'impazienza di Orfeose sono io – Euridice – a voltargli le spallea non volerlo seguire?[...]