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Monica C'è





Last Build Date: Mon, 04 Sep 2017 21:58:24 +0000

 




Fri, 12 Aug 2016 15:24:00 +0000




THAILANDIA: UN'AMARA FESTA DELLA MAMMA

Fri, 12 Aug 2016 15:24:00 +0000

In primo luogo il bisogno di non lasciarsi prendere dall’emotività e dalla paura. Respirare a fondo, recuperare lucidità e analizzare i fatti, i dati e il contesto.Una serie di attentati nella notte del 12 agosto 2016 ha colpito il centro sud della Thailandia e in particolare alcuni centri turistici, ma non le attrazioni principali limitandosi quindi ad obiettivi minori. Le vittime sono quindi in numero limitato rispetto a un tale fronte di fuoco: al momento si parla di tre morti e alcune decine di feriti.Le prime esplosioni sono avvenute a Trang e a Hua Hin, la prima è una delle province del sud ma non di quelle dove è radicato il movimento separatista. Hua Hin è una località turistica a circa 200 chilometri dalla capitale, da sempre destinazione per la villeggiatura dei ricchi oligarchi di Bangkok. Hua Hin è nota anche per essere la città che ospita il palazzo estivo della corona, dove negli ultimi anni risiede in modo permanente l’anziano e malato re quando non è in ospedale.Le altre esplosioni hanno avuto luogo a distanza di poche ore in località del sud turistiche e non.Una prima chiave per comprendere cosa stia accadendo è la tempistica. Il dato più evidente è la data assolutamente non casuale. Il 12 agosto è il compleanno della regina, festa nazionale dedicata a tutte le mamme del paese. La regina oltre che madre del paese è madre dell’erede al trono, da lei sempre protetto e sostenuto. La successione è uno degli snodi di maggiore criticità che la Thailandia si troverà ad affrontare in un prossimo futuro. La data del 12 agosto scelta per questa serie di attentati può essere dunque letta come un avvertimento nei confronti dell’istituzione monarchica oppure può essere stata scelta affinché venisse interpretata in questo senso.Ma la tempistica offre anche un’altra chiave di lettura. Neanche una settimana fa si è svolto il referendum che ha approvato la nuova costituzione dando ampi poteri all’esercito. Ma l’esito delle urne non è stato il plebiscito che il capo del governo, il  generale Prayut, aveva auspicato. Solo il 55% degli aventi diritto si è recato alle urne e circa il 40% dei voti espressi è stato per il no. Il risultato è ancor più notevole alla luce del fatto che la giunta ha vietato qualsiasi propaganda per la non approvazione, arrestando chiunque abbia espresso parere contrario o critiche alla nuova carta costituzionale. La giunta si trova quindi a dover gestire il percorso verso le elezioni previste nel 2017 con un consenso davvero minoritario. L’instabilità e il clima di insicurezza generati dalla serie di attentati favorisce dunque delle prese di posizione forti da parte di chi detiene il potere, giustifica la limitazione delle libertà individuali e l’esercizio di un controllo capillare del territorio e delle persone. Proprio in questi giorni la giunta sta valutando di fornire agli stranieri presenti una SIM tracciabile per i cellulari, svelando questa necessità di tenere sotto controllo quelli che considera elementi di disturbo per la stabilità del paese.A trarre quindi vantaggio da questa ondata di attentati non può che essere la giunta militare che in questo modo alimenta da se stessa la necessità di detenere poteri speciali e arbitrari. Possiamo quindi ancora una volta prendere in prestito dall’esperienza italiana la definizione di “strategia della tensione” per indicare quanto sta avvenendo nel regno di Thailandia. La giunta che ha preso il potere con il colpo di Stato del 2014 si è data come nome quello di “National Council for Peace and Order” (Consiglio Nazionale per la Pace e l’Ordine). La pacificazione del paese è però rimandata a data da destinarsi.www.kondiaw.blogspot.com[...]



IO CHE NON SONO MADRE E MAI LO SARÒ

Tue, 01 Mar 2016 10:33:00 +0000

Io che non sono madre e mai lo sarò non ho parole abbastanza affilate per contrastare la violenza e gli insulti di quanti si ergono in questi giorni a censori severi di chi ha intrapreso percorsi di genitorialità nell'ambito di famiglie omoaffettive.Non sono madre ma mi sono presa cura di decine e decine di figli non miei, figli della povertà e della malattia, alcuni essi stessi malati, la gioia più grande era poterli restituire alle loro famiglie...ma certo ancora mi interrogo sul destino di quelli che una famiglia non l'avevano più o non l'avevano mai avuta.Sarà per questa mia storia personale che ho sempre avuto difficoltà nel comprendere quelle coppie etero che perseguono a tutti i costi una gravidanza che implica il sottoporsi a fecondazione assistita e a tutte le procedure mediche annesse. Mi sono sempre chiesta come poter giustificare tanta ostinazione quando i minori adottabili sono migliaia e la loro condizione anche nel migliore degli istituti è sempre penosa. E ovviamente posso solo inorridire nell'ascoltare storie di coppie che ricorrono all'utero in affitto, anche in quei paesi dove non è perseguito dalla legge. Perchè l'utero in affitto prevede donne in condizione di bisogno e senza alcun sostegno anche psicologico per affrontare il percorso. In questi giorni però inorridisco nel constatare che molti opinionisti e politici stiano intervenendo a sproposito su questo tema confondendo i termini e i contesti. L'accusa più ridicola che sento è proprio sul perchè anzichè farsi fare i figli da altri non li adottino. Quando è noto a tutti che alle coppie omoaffettive non è permesso l'accesso all'istituto dell'adozione, ma pur di screditare gli altri si è pronti a dichiarare qualsiasi cosa.Poi di seguito in modo scorretto e menzognero si fa confusione definendo utero in affitto quello che è la gestazione per altri. La gestazione per altri è regolamentata in pochi paesi tra cui il Canada e gli Stati Uniti che non sono certamente paesi in condizioni di sottosviluppo. Le donne che desiderano aiutare le coppie ad avere dei figli possono farlo ma in modo gratuito. Sono loro che scelgono le coppie a cui fare questo dono sia etero sia omo. Per ogni bambino saranno due le donne coinvolte: una donerà il proprio ovulo, l'altra porterà a termine la gestazione. Quindi non si tratta di storie di indigenza e sfruttamento, c'è una libera scelta da parte delle donne. Certo che si può mettere in discussione questa loro scelta e ognuno può avere un'opinione anche negativa su questo tipo di volontariato. E sia chiaro che le spese ci sono perchè vanno coperte le spese sanitarie per la gestante e per il neonato, ci sono i viaggi e la permanenza nel paese fino a quando il bambino possa viaggiare. I bambini non si comprano perchè nessuno li mette in vendita in questi paesi, ma certo tipo di spese sono inevitabili e dunque questa pratica non è certo accessibile a chiunque.Ma per favore confrontiamoci su dati di realtà e non su pregiudizi e dati distorti appositamente per avallare la propria opinione. Io che sono per l'adozione sempre ho diverse coppie di amici che hanno avuto figli tramite la gestazione per altri. Prima di scandalizzarmi ho voluto informarmi e capire, anche io avevo e ho dei dubbi. Ma fino a che non sarà possibile anche alle coppie omoaffettive adottare i propri figli credo che realizzare la genitorialità tramite la gestazione per altri sia l'unica strada praticabile e vorrei in qualche modo rendere merito a quelle donne che donano con generosità parti si se stesse in modo disinteressato e che non meritano di essere considerate come delle madri sciagurate, in miseria e sfruttate...www.kondiaw.blogspot.com[...]



CANGURI E GRILLI NEL DESOLANTE GIOCO AL MASSACRO SULLA PELLE DEI CITTADINI

Wed, 17 Feb 2016 16:10:00 +0000

Mi è capitato in più di un'occasione di riconoscere come vera l'affermazione che soprattutto in ambito istituzionale la forma è sostanza. E ne sono ancora convinta. Ma a fronte di quanto accaduto in queste ore in cui si sarebbe dovuto iniziare a votare il DDL Cirinnà è impossibile ricacciare indietro il senso di frustrazione e rabbia.

E' vero che le procedure devono essere rispettate in quanto la mancanza di tale rispetto potrebbe inficiare il regolare processo democratico, ma è anche vero che l'abuso degli strumenti atti ad esercitare la funzione parlamentare induce ad  ulteriori abusi e ottiene lo svuotamento di senso delle forme, privandole della loro sostanza.

In epoca di strumentazione telematica è estremamente semplice dotarsi di un generatore automatico di emendamenti. Quindi nel momento in cui una parte politica vuole fare ostruzionismo non deve far altro che generare migliaia o milioni di emendamenti creati sulla base di algoritmi e dunque senza alcuna attenzione ai contenuti. Si tratta solo di cavilli grammaticali che nulla hanno a che vedere con il bene dei cittadini che dovrebbe essere lo scopo ultimo dell'azione legislativa.

E dunque come contrastare il fiume in piena di emendamenti la cui quantità impedisce di programmare una qualsiasi discussione se non in termini di ere geologiche? Si ricorre ad un mezzo altrettanto antidemocratico: l'abbattimento degli emendamenti in virtù della loro somiglianza o collegamento con il primo non approvato e così via. 

In tutto questo il contenuto del DDL, il testo di legge proposto non interessa a nessuno dei membri dell'assemblea legislativa. 
Siamo quindi a quel formalismo estremo che svuota di sostanza l'azione legislativa. Il punto più estremo di lontananza tra le istituzioni parlamentari e i cittadini.

Un organo parlamentare è oggi costretto a discutere di trucchetti grammaticali e linguistici, perdendo di vista il quadro generale in cui sono però incastrate le vite reali di migliaia di persone, le loro storie, i loro legami di sangue e di amore. Perchè sia chiaro che le famiglie omoaffettive già esistono e hanno bisogno che esista una normativa che regolamenti alcuni aspetti fondamentali della loro esistenza. Sia chiaro che queste famiglie non scompariranno per il solo fatto che non verrà approvato il DDL Cirinnà, i loro bambini continueranno ad andare a scuola e ad avere un punteggio più alto nelle graduatorie per gli asili nidi perchè figli di genitore single...e il genitore non biologico dovrà ancora una volta presentare una delega per poter riprendere i suoi figli... Ancora le coppie omoaffettive andranno a sposarsi all'estero o a fare testamento per poter dare un segno tangibile del loro percorso di coppia.

E intanto il parlamento si interrogherà su emendamenti come questo






QUANDO HANNO AMMAZZATO PASOLINI AVEVO 12 ANNI

Tue, 03 Nov 2015 10:45:00 +0000

Quando hanno ammazzato Pasolini avevo 12 anni. Non avevo ancora letto i suoi libri e non avevo visto i suoi film. Sapevo chi fosse, perché in quegli anni lì era una figura importante, un intellettuale di riferimento, sicuramente famoso…Quaranta anni fa me li ricordo bene i telegiornali ed anche gli imbarazzi dell’Italia di allora. Insomma in qualche modo dovevano raccontare di un personaggio famoso ammazzato da un marchettaro minorenne con cui si stava intrattenendo in auto. Nessun’altra modalità di morte avrebbe potuto essere più rappresentativa della sua vita, una vera e propria messa in scena appunto…Già quaranta anni fa provai più pena per Pino Pelosi che da allora sarebbe stato per sempre l’assassino di Pasolini. Con i suoi diciassette anni vissuti da escluso, ai margini, parte di quell’umanità dolente tipicamente “pasoliniana”...sacrificato e trasformato ad incarnare il mezzo, lo strumento, l’arma del delitto.Poi negli anni ho letto quasi tutti i libri di Pasolini e visto credo tutti i suoi film o quasi, alcune sue poesie le avevo imparate a memoria ed ancora oggi ne so citare alcuni versi. Ultimo vero poeta civile che l’Italia abbia avuto.  In questo quarantesimo anniversario tutti si lanciano ad elogiarlo e parlano della sua capacità di previsione, di anticipare la realtà. Mi chiedo se non fosse stato ammazzato e se avesse continuato a colpire ed accusare “il potere” saremmo ancora pronti ad apprezzarlo e a metterci in discussione grazie alle sue provocazioni? Lui espulso dal PCI e grande accusatore della DC che giudizio avrebbe dato degli schieramenti politici odierni? degli attuali leader politici? Se anzichè commemorare il quarantesimo anniversario della sua morte, se oggi si fosse dovuto ricordare i quaranta anni dall’uscita di “Salò o le 120 giornate di Sodoma” quale sarebbero stati i giudizi e gli articoli commemorativi? ...leggo, ascolto le lodi e i grandi interpreti del suo pensiero e all’improvviso mi assale il dubbio che alla fine sarebbe finito in uno qualsiasi dei tanti tritacarni sbattuto in prima pagina con il “marchettaro di turno e tutti i particolari clicca qui” . Forse sarebbe finito anche lui a fare l’opinionista un tanto al chilo per qualche reality o talk-show? Sarebbe stato capace di mantenere la sua lucidità o sarebbe stato sopraffatto dalla voracità dei media asserviti al potere?Intanto contemplo basita gli elogi, le citazioni e gli atti di devozione che hanno invaso social-network e perfino le reti generaliste, con la bocca dello stomaco chiusa per un preciso senso di nausea per l’indigeribile ipocrisia.www.kondiaw.blogspot.com[...]



LE BOMBE DI BANGKOK

Wed, 19 Aug 2015 14:01:00 +0000

In primo luogo dobbiamo considerare che non ci sono state rivendicazioni di alcun tipo quindi tutte le riflessioni sono semplicemente delle speculazioni empiriche. Credo poi sia importante valutare quello che avrebbe dovuto essere questo attentato e quello che invece è stato in realtà. Nell'immediato sono state diffuse informazioni circa il ritrovamento di altri due ordigni non lontano dal luogo dell'esplosione. Se tali ordigni fossero dello stesso potenziale possiamo ipotizzare che quella progettata dagli autori fosse una vera e propria ecatombe, roba da far impallidire gli attentati di Madrid e Londra per intenderci. Un attentato di questa portata nel cuore di Bangkok è assolutamente inusuale nel quadro della conflittualità politica locale. Gli attentati con esplosivo sono abbastanza frequenti nel sud del paese dove il conflitto separatista è di antica data. Ma si tratta sempre di ordigni piuttosto rudimentali e non a così alto potenziale. Inoltre mi sembra improbabile che la guerriglia del sud possa essere riuscita ad organizzare un attentato di questo tipo che avrebbe richiesto ovviamente anche una base logistica, complicità ed organizzazione così distanti dalla loro zona di azione. Sono più propensa  a credere a manovre e azioni inerenti il momento politico. La giunta sta per varare la nuova costituzione che molti considerano fortemente anti-democratica, nei giorni scorsi due cittadini sono stati condannati a 60 anni di carcere per lesa maestà per dei post su Face-Book, la giustizia anche ordinaria viene amministrata dai tribunali militari, le elezioni vengono posticipate in continuazione. Quindi o i gruppi di dissidenti hanno deciso di alzare il tiro e cambiare la loro strategia, abbandonando le azioni dimostrative pacifiche che finora hanno caratterizzato la loro azione oppure il regime, o chi per esso, ha deciso di dover trovare una giustificazione alla sua azione anti-democratica e repressiva (una sorta di strategia della tensione in chiave asiatica). Un'ulteriore suggestione può essere letta nel fatto che proprio il giorno prima dell'attentato si era svolta in tutta la Thailandia una manifestazione ciclistica a cui sono stati dati significati di dimostrazione dell'unità nazionale e di sostegno alla monarchia. Il cuore della manifestazione è stato a Bangkok ed è stata promossa e guidata dal Principe ereditario in un chiaro tentativo di accattivarsi simpatie e popolarità che non gli appartengono. Ma allora sarebbe stato più logico scegliere un obiettivo che da un punto di vista simbolico avesse qualche attinenza.Gli uomini del governo sembrano sicuri che l'attentato sia attribuibile al movimento delle camicie rosse da sempre schierato con l'ex primo ministro Shinawatra, destituito con il colpo di Stato del 2006, come poi sua sorella con quello del 2014. E se da un lato possa sembrare possibile per Thaksin finanziare l'acquisto dell'esplosivo e l'organizzazione logistica dell'attentato, dall'altro lato credo non possa sfuggirgli che non è questo il modo per accattivarsi simpatie e sostegno per il suo ritorno sulla scena politica locale. Infine non è mancato chi abbia indicato la motivazione dell'attentato nel provvedimento di rimpatrio in Cina degli Uiguri, minoranza etnica di fede islamica. Il governo tailandese pochi mesi fa ne ha rimpatriati un centinaio nonostante sia noto che in patria siano perseguitati. Questo aveva già provocato un assalto del consolato thailandese in Turchia. Alcuni ipotizzano che l'attentato del 17 agosto sia stata una sorta di vendetta anche perchè il luogo è molto frequentato da turisti cinesi. Però a questo punto rimarrebbe inspiegabile che non ci sia stata alcuna rivendicazione.Le immagini dell'uomo che ha collocato l'ordigno mostrano che non si tratta di un thai, questo potrebbe avvalorare una pista internazionale, confermata sembra anche dalle immagini dei complici che la polizia non avrebbe anco[...]



GITA IN CAMPAGNA

Sun, 03 May 2015 12:24:00 +0000

Oggi ho fatto un lungo giro in motorino. Sono arrivata a Lamphun dove c'è un bel tempio e poco altro, ma la bellezza è stata nel viaggio in sè più che nella meta. Ho scelto strade secondarie e non le superstrade veloci. Avvicinandomi con lentezza lungo la Chiang Mai-Lamphun all'andata, osservando le case di legno e i campi di riso. Giunta a destinazione ho visitato con calma il tempio, che ha un'altissima densità di venditori di amuleti da tutti i prezzi, da 59 bhat a oltre 5000. Il Wat Phra That Haripunchai è molto articolato con vari edifici. C'è una struttura che ospita due sculture molto insolite e le cui offerte si caratterizzano per il colore nero, fiori, caramelle, semi, pietre, tutti neri.Sarà necessario informarmi meglio su questa devozione particolare...Poi ho proseguito visitando un ponte coperto dove si svolge un mercato di prodotti artigianali e ho intrapreso la strada del ritorno, scegliendo una strada ancora più secondaria, lungo il fiume Ping. La strada ha curve molto dolci che seguono l'andamento del fiume. Il verde, o meglio tutte le sfumature del verde, caratterizzano il paesaggio. Tra alberi di mango e fioriture giallo vivo e altre rosso intenso. Ho guidato così rilassata che più di una volta mi sono resa conto di non percepirmi più straniera...attraverso territori già miei e già in me. E l'anima sempre più spesso precede la mente...Davvero una bella gita nella campagna tailandese...ve la consiglio.www.kondiaw.blogspot.com[...]



COSA CI SONO VENUTA A FARE A PAI? (LA VERITA' SU PAI, SIGNORI, PER FAVORE)

Tue, 17 Mar 2015 16:14:00 +0000

"I have lost any interest I might have had in visiting Pai. And the tourism authorities can blame the movie Pai in Love (ปายอินเลิฟ) for putting me off wanting to check out the idyllic tiny northern Thailand village."  (Wise Kwai)Premetto che sono una che ha sempre associato la parola vacanza al mare e quindi l'unico motivo di disappunto del vivere a Chiang Mai è proprio il fatto di essere lontana dal mare.Accade che avendo solo quattro giorni di ferie arretrate a disposizione decida di trascorrerle in una decantata località di montagna a soli 130km da Chiang Mai, Pai. Vi avevo trascorso poche ore quest'inverno e vedendo tante attrazioni turistiche ho pensato meritasse una visita più approfondita. In primo luogo va detto che nei 130 chilometri sono comprese 766 curve, di cui molte a gomito, per cui sono tre ore e mezza di viaggio abbastanza pesanti (fortunatamente non soffro di mal d'auto). Si giunge quindi a Pai e hai la sensazione di essere in una sorta di parco a tema e che il tema sia "Facciamo finta di essere in Thailandia". Le strade centrali sono piene di ristoranti e guest house, tutte con wi-fi gratuito ovviamente... La densità demografica di strutture ricettive è paragonabile soltanto a quella della riviera romagnola tra Gatteo-Mare e Cesenatico... La presenza di farang supera sicuramente la popolazione locale, che si frega le mani inventandosi attrazioni che in realtà non esistono... I farang perlopiù sembrano aver occupato questo paese con i loro usi e costumi. Se ne incontrano tantissimi a piedi nudi e a me verrebbe voglia di fermarli uno ad uno e spiegargli che stanno facendo una cosa senza senso. Il piede nudo favorisce il contatto con la natura e ti fa entrare in maggiore sintonia con madre terra. Ho lavorato anni all'orto e in giardino nella mia precedente vita tailandese e non avrei mai concepito di farlo con le scarpe. Ma come cazzo fai ad andare scalzo sull'asfalto? Cosa hai nel cervello? il catrame che ti è risalito dai piedi? Poi la sera prima di andare a letto devono lavarsi con il napalm... E magari sono di quelli che mangiano solo alimenti organici, perchè sai quante porcherie ingurgiti se non fai attenzione... Insomma a Pai si danno convegno gli hippy dell'era digitale quelli tutti Mac e marjuana, 'mbriachi ciucchi fin dalla mattina...pero' un sacco liberi... Oggi c'era un tizio che sullo skate-board si faceva trainare da un suo sodale sullo scooter ovviamente in mezzo alla strada piena di gente e motorini. Ma proseguiamo il racconto. Le attrazioni di Pai. Il Budda bianco. Un'enorme statua a metà collina. Quando arrivi lì scopri che in realtà è ancora in costruzione. Per arrivare ai piedi della statua devi salire una scalinata ancora in cemento armato grezzo, roba che se inciampi te scartavetri e magari te la fai dritta fino a Chiang Mai. Pero' cavolo sei in alto, chissà che vista da lassù... Eggià. Peccato che qui stia bruciando tutto, anzi che tutto sia già bruciato ma i fumi persistono e aumentano ogni giorno così vedi 'na beata minchia!!!! Il secondo giorno che ero qui decido di andare alle hot-spring. Arrivo, fortunatamente pago soltanto 70 baht e non i 300 baht che vengono richiesti ai turisti e quello che trovo è desolante...a parte il paesaggio lunare post-incendio, la totalità delle vasche era vuota...c'era un rigagnolo d'acqua con a mollo alcuni turisti credo più per tigna che per piacere...del tipo: "sticazzi ho pagato 300 baht vuoi che neanche mi bagni?!" Un po' sull'onda decido di provarci comunque...entro in un capanno che la scritta in thai indica come spogliatoio e come metto il naso dentro vedo due enormi kinka (sorta di lucertole o camaleonti) che si vanno a nascondere tra le foglie della copertura. Delle hot-spring ne ho abbastanza... Tornando indietro mi fermo in una di quelle che vengono indicate come "cose da fare" a Pai: la [...]



TERNI, LA TERNI: UNA CITTA', LA FABBRICA

Mon, 13 Oct 2014 10:29:00 +0000

Parto da un'immagine. Il centro storico della città e la sua acciaieria: Terni e la Terni. Quello che colpisce sono le dimensioni, la fabbrica è grande quanto il centro della città. Il legame di Terni con la sua industria è indissolubile da più di un secolo. La fabbrica ha cambiato pesantemente il destino di una piccola realtà all'interno di una conca tra colline verdi. Il paesaggio stesso è stato profondamente modificato e stravolto. Le descrizioni che si leggono nei reportage dei viaggiatori inglesi del Grand Tour testimoniano l'immagine di una Terni poi sacrificata alla grande industria.E tutto nella nostra città è determinato, condizionato, forgiato dalla fabbrica: la cultura e anche la Chiesa locale. Esiste il cappellano di fabbrica e nel piazzale all'interno della fabbrica esiste forse l'unica immagine di un Gesù carpentiere e non falegname. Il papa venne a Terni nel giorno di san Giuseppe lavoratore e venne alla Terni a partecipare al Consiglio di fabbrica, mangiando alla mensa con gli operai. In più di un'occasione i vescovi locali hanno partecipato alle manifestazioni operaie.Tanto che oggi l'immagine che tanti ternani stiamo mettendo come immagine del profilo Facebook è quella dell'elmetto che san Giovanni Paolo II indosso' nel corso della sua visita in fabbrica.Fabbrica e città: La Terni e Terni, città e fabbrica: Terni e la sua economia.L'enfasi e l'apice si raggiungono durante il ventennio fascista e la visita del Duce è la visita alla fabbrica. E poi c'è La Terni rappresentata nel cinema: il film Acciaio è del 1933 con soggetto di Luigi Pirandello. Luchino Visconti gira all'interno alcune scene de "La caduta degli dei". Infine alcune famose scene de "La vita è bella" di Roberto Benigni.Infine la fabbrica nei canti operai: "Il 12 dicembre a matina" e ancora più significativa la "Ternitudine" degli Altoforno  (e sarà mica un caso se il gruppo musicale che ne è autore si è dato questo nome?).A Terni anche i monumenti sono di acciaio e costruiti dentro la fabbrica, la grande pressa macchinario straordinario è poi diventata essa stessa monumento. E in tanti rimpiangono il "grande maglio" quasi un essere mitologico che faceva tremare l'intera città.So di essere una eccezione. Nella mia famiglia nessuno lavora o ha mai lavorato alla Terni. E i miei ricordi sono quelli di bambina alle elementari: la sirena di mezzogiorno! Allora capivamo che stava per suonare la campanella. E noi abitavamo praticamente in centro. Il tempo quotidiano dei ternani è scandito dal cambio turno degli operai. Il tempo della città è segnato dalle lotte sindacali e dalle minacce di chiusura. Il 1953 per i ternani è l'anno "de li duemila" ovvero l'anno dei duemila licenziamenti. Ora la domanda è se la città possa sopravvivere alla morte della sua fabbrica. Terni e La Terni, in simbiosi l'una ha bisogno dell'altra. L'una senza l'altra non ha più identità. La fabbrica chiude e non è possibile sintetizzare il perchè. Venerdì 17 l'intera città sarà in piazza ne sono certa e se ci sarà una qualche trasmissione streaming seguiro' da qui quanto accadrà. L'intera città perchè non è solo una questione economica, ma è tutta l'esistenza e l'identità di un luogo che si perderà se La Terni chiuderà. allowFullScreen='true' webkitallowfullscreen='true' mozallowfullscreen='true' width='320' height='266' src='https://www.youtube.com/embed/ivbLsQPKs-c?feature=player_embedded' FRAMEBORDER='0' />www.kondiaw.blogspot.com[...]



THAILANDIA: ADDIO DEMOCRAZIA...QUANDO NESSUNO E' BUONO

Fri, 23 May 2014 07:02:00 +0000

 Nell'ultimo volume di Asia Maior, "Il drago cinese e l'aquila americana sullo scacchiere asiatico", il capitolo sulla Thailandia è intitolato "Thailandia: involuzioni democratiche". Non so se l'autore Vitaliano Civitanova avesse idea che il processo involutivo sarebbe arrivato fino al punto di non ritorno raggiunto ieri. Sicuramente oggi quel titolo appare quanto mai profetico: ieri 22 maggio 2014 è morta la fragilissima democrazia tailandese. Il senso di frustrazione per chi osserva è dato dal fatto che in questo conflitto politico non ci sono i buoni da una parte e i cattivi dall'altra: tutti sono indifendibili! Muore la democrazia e nessuno è innocente. Un recente editoriale del "The Nation" titolava "A country full of guardians and rebels but not values" e argomentava che il problema della Thailandia è che ci sono troppi custodi della democrazia e troppe poche persone che rispettino i principi democratici. Da un lato abbiamo la classe sociale costiuita dalle elites aristocratiche e conservatrici, terrorizzata dall'idea di perdere privilegi e potere. Dall'altro masse popolari che per la prima volta sono state coinvolte e trascinate in politica nel 2001 da Thaksin Shinawatra, che non è certo un eroe rappresentante del ceto povero. Ma soltanto un politico che ha avuto l'idea di coinvolgere i ceti più emarginati per sostenere il suo progetto politico.A partire dal 2001 tutte le tornate elettorali sono sistemicamente vinte dal partito di riferimento di Thaksin Shinawatra. Per un semplice dato numerico: i poveri, gli appartenenti alle classi emarginate sono più numerosi degli aristocratici. Ma Shinawatra, e quanti della sua parte hanno svolto il ruolo di capo del governo, non rappresentano certo un modello democratico. Non si possono dimenticare i tremila morti ammazzati nel febbraio 2003 per la delirante definitiva guerra alla droga, i morti di Tak Bai soffocati nei cassoni dei pick-up. Le politiche dello Shinawatra-pensiero hanno prodotto danni economici al paese come accaduto con i sussidi per i produttori di riso, ma non è che i governi precedenti si siano mai presi a cuore la salute e le condizioni economiche dei coltivatori e delle famiglie disagiate.Nel 2010 il governo guidato da Abhisit Vejjajiva e  Suthep Thaugsuban represse nel sangue le proteste dei sostenitori di Shinawatra. Oggi Suthep ha guidato per sette mesi la protesta contro il governo, definendo la sua come una battaglia per la democrazia. Suthep dunque è uno dei tanti autoproclamatisi difensori della democrazia senza comprenderla e senza rispettarla. La sua richiesta di destituire il governo eletto e istituire un comitato di "nominati" per avviare un processo di riforme è apparsa fin da subito inaccettabile. Non fosse altro perchè viene da chi rappresenta una minoranza. L'esercito da sempre ha un ruolo fondamentale nella politica del paese. I governi possono essere definiti più o meno stabili in base alla qualità della loro relazione con le forze armate. Secondo alcuni analisti Yingluck Shinawatra aveva stabilito una sorta di patto di non belligeranza con l'esercito e per questo era riuscita a scampare il loro intervento in precedenza. Guarda caso il colpo di Stato è arrivato a pochi giorni dalla decisione della Corte Suprema che ha destituito definitivamente l'ex-premier per abuso di potere. Personalmente non riesco a schierarmi per una delle due parti. Mi devasta constatare la morte della democrazia e un profondo senso di impotenza. I militari si terranno il potere a lungo e prima di tornare a libere elezioni verranno avviate riforme istituzionali senza che venga ascoltata l'opinione dei cittadini.  Giovedì 22 maggio 2014: un giorno di lutto.www.kondiaw.blogspot.com[...]



AMAZING CONDO AVAILABLE FROM JULY 2014

Thu, 15 May 2014 18:26:00 +0000

Available from July 2014More Info Click here!!!Size : 30 sqmBedrooms : Studio Bathrooms : 1 Furnished : Fully Airconditioned : Fully Floor : 6Chareon muang Rd. Soi 8 (Soi Kai Daeng) 1y contract : 5,500 THB/month 6m contract : 6,000 THB/month Nice and well-designed studio room. Very cozy fully furnished including flat screen TV, air-con, full kitchen with fridge, microwave and more!! Located close to Train Station and Super Highway.Full Description: This modern very light new renovated studio with Western style kitchen is located in green area on internal street. The position of the Condo is near Big C Extra, Central Festival shopping center, Arcade bus terminal and a public transportation. The living area of the Studio has a sofa, a flat screen TV with TV stand, a coffee table and a dinning table with chairs. The separated sleeping area has a bed and a wardrobe. An office table with a chair are also available. This price is included condo fees. The extra payment is only 100 THB for water and electricity by government price. WiFi is available for 250 THB per month. www.kondiaw.blogspot.com[...]



SCENE DI VITA QUOTIDIANA IN UN TEMPIO

Sat, 15 Mar 2014 20:25:00 +0000

Ieri pomeriggio avevo ancora un'ora libera prima di andare al lavoro. Ero di quell'umore che a Bologna regolarmente mi portava ad entrare in una delle tante chiese. Una a caso, perchè poi tanto una Madonna con cui scambiare due chiacchiere c'era sempre. Qui a Chiang Mai trovare una chiesa con facilità non è possibile e così sono entrata in un tempio. In uno dei tanti templi. Cercavo silenzio e ispirazione. Sono entrata e mi sono fermata a metà navata. Ai lati ci sono due fila di sedili in legno per i monaci. Su uno di quelli di destra è seduto un monaco vecchissimo. Mi sono seduta ad una certa distanza perché alla fine sono sempre piuttosto infastidita dall'eccesso di norme che indicano quale deve essere il tuo comportamento al cospetto dei monaci. Poi è entrato un addetto alle pulizie che ad un certo punto dopo un breve colloquio si è seduto poco distante dal monaco per terra. Nel frattempo è entrata una farang che per tutto il tempo si è aggirata tenendo le mani nel wai, palmo contro palmo, che sembrava le avesse incollate. Ma poi la scena è stata presa da un'ingombrante perpetua con tanto di piumino per la polvere. Dapprima ha chiesto al collega come mai non stava pulendo. Sentita la risposta si è rivolta al monaco: "Senti sa' ma non te poi mette a sede dall'altra parte che qui c'avemo da puli'? Almeno ce sbrigamo...". Tutto questo continuando ad agitare il piumino sulle varie suppelettili.Il monaco ha forse farfugliato qualcosa. Poi si è alzato e lentissamente ha attraversato la navata...camminando con un lungo bastone... Giunto a breve distanza da me si è fermato. Io ho subito pensato che volesse darmi una bastonata perchè non mi è venuto neanche da fargli un wai. Invece mi ha guardato e mi ha chiesto "Da dove vieni?" Ed io "Dall'Italia". "Ah, Italia...bene, bene..." e ha proseguito il suo percorso. Si è seduto sull'altro sedile. Intanto la signora con il wai paralizzato lo ha raggiunto e gli ha detto: "Io vengo dalla Spagna" e il vecchio l'ha guardata con sguardo vuoto. E lei ha insistito: "Espana, Spain. Spagna". Il monaco aveva l'aria sempre piu' persa...E intanto la perpetua continuava a spolverare e il suo collega a passare la scopa sui sedili...Tutta la scena era abbastanza surreale. Chissà se la signora spagnola è ancora in giro con le mani incollate alla ricerca di un improbabile guru che neanche sa dove è la Spagna o forse addirittura ne ignora l'esistenza. La perpetua pero' continuerà a fregarsene di regole e deferenza (sono quasi sicura di averla vista spolverare un Budda ).E sì, io sono uscita senza aver trovato il senso dell'esistenza dell'Universo ma sicuramente con umore migliore di quando sono entrata.NB: I dialoghi si sono svolti tutti in Thai. Ho cercato di riprodurre l'eccesso di confidenzialità della perpetua utilizzando un italiano informale ancorchè non un un vero dialetto.www.kondiaw.blogspot.com[...]



ATTRAVERSARE LA NOTTE (Chiang Mai addormentata)

Fri, 17 Jan 2014 19:57:00 +0000

Quando torno a casa da sola alla fine del turno di lavoro mi piace guidare piano e attraversare la città...anche il suo centro storico. E' una città che dorme o meglio sonnecchia. Per le strade si aggirano prostitute e dipendenti della CLBS... La maggior parte degli innumerevoli ristoranti con le ruote sono in chiusura...e le uniche vetrine accese sono quelle degli indispensabili 7-eleven (mi chiedo sempre come l'Italia possa sopravvivere senza?).
Il cuore della città dorme. Ma i draghi posti a guardia dei templi non sembrano così spaventosi, e la quiete della notte regala fantastici riflessi e giochi di luce delle facciate e delle guglie. Attraverso la città subendone il fascino, percorro le strade che in altri momenti ospitano mercati di qualsiasi tipo in una routine quotidiana di esposizione della merce e riorganizzazione e pulizia. Qua e là incontro farang da soli o in gruppo. Mi chiedo se questa sia la Thailandia che stessero cercando... Io nello stupore di trovarmi improvvisamente in stato di equilibrio mi sorprendo a pensare di essere forse in un luogo già mio, in un percorso già attraversato...
Per la prima volta mi sento nel luogo dove vorrei essere. Per la prima volta non percepisco l'inquietudine... 
E va bene così.




SENTIRSI A CASA A 10.000KM DI DISTANZA

Thu, 28 Nov 2013 11:34:00 +0000

Questa mattina sono uscita da sola. Voglio iniziare ad orientarmi con le distanze, la collocazione dei luoghi e così via.Mi sono avviata a piedi e poco dopo un saengtaew (taxi collettivo) ha accostato. La signora seduta di fianco all'autista mi chiede: Where are you going? E io chiedo a mia volta: khun pai thi nai kaa (dove andate?) e lei where you want, ed io chan ja pai pratu tapae dai mai kaa (vorrei andare a porta Tapae, va bene?). Mi fa cenno di si e di salire nella parte dietro adibita al trasporto passeggeri. In una frazione di secondo mi rendo conto di non aver trattato il prezzo. Mi fermo chiedo iisip bhat chai mai (venti bhat, vero?) In realtà la tariffa è fissa ma di solito con i farang (gli stranieri) tentano di alzare il prezzo. Il tipo alla guida sorride e alzando due dita mi conferma iisip bhat. Monto dietro e comincio a guardarmi intorno, sono l'unica passeggera ma poco dopo carichiamo una signora anziana. La saluto e dopo un bel tratto in silenzio la signora sottolinea il fatto che parlo thai. Io rispondo nit noy (poco). Ma lei alza il pollice e si complimenta. In pratica il ghiaccio è rotto. Subito la tipa con aria di disappunto mi mette una mano sulla coscia, appena sopra il ginocchio. La guardo rassegnata e divertita: dichan luu dichan pen uan (lo so sono grassa). Probabilmente spiazzata dalla mia consapevolezza  la mia co-passeggera, invece di continuare a sottolineare la mia obesità, mi chiede da dove vengo. Quando sente che sono italiana si esalta e mi racconta di aver vissuto due anni in Italia e poi anche in Francia e Germania. Le chiedo se parla italiano e mi dice: ciao Milano finito e ride. Mi chiede quanto tempo intendo fermarmi in Thailandia e le rispondo in inglese spero tutta la vita... Nel frattempo sono arrivata, la saluto e mentre sto scendendo mi lancia un sentito chock dee (buona fortuna), contraccambio di cuore anche io, un incontro così non può che metterti di buon umore.Mentre pago la signora seduta vicino all'autista mi chiede da quanti anni sono in Thailandia. Cerco di rispondere che ci ho vissuto nove anni, ma che manco da dieci. In realtà mi incarto e credo sia ripartita pensando che sia qui da nove anni e che veramente il mio thai non sia così buono come pensava.Poi da porta Tapae ho iniziato la mia perlustrazione, percorrendo il centro cittadino in direzione est-ovest. Chiunque pensi che nelle città italiane ci sono troppe chiese dovrebbe venire a contare i templi presenti a Chiang Mai. ne ho visitato una minima parte perchè quello che mi interessava veramente era orientarmi e guardarmi intorno. Sono arrivata fino al wat prah singh. Poi seguendo solo il mio intuito ho ripreso la direzione verso sud. Mi sono fermata in un primo residence di cui avevo consultato il sito e sono entrata a chiedere informazioni. Un'impiegata molto gentile mi ha mostrato le tre tipologie di stanze ma devo dire che sono piuttosto squallide, soprattutto poi gli ambienti esterni: hall, corridoi, ecc.. Ma le stanze sono tutte tra il settimo e nono piano, con vista sulle montagne...Proseguo sempre a piedi e mi ritrovo al mercato Tippanet, dopo qualche incertezza decido di fermarmi a mangiare. Ordino pad-thai con carne. C'è solo clientela thailandese a parte altri quattro farang. Diciamo che la cucina, l'ambiente, il servizio sono davvero only for thai people. Mi aspetto anche qui qualche tentativo di farmi pagare di più e invece iisipi haa bhat (25 bhat) poco più di 50 centesimi. Pago e riprendo il mio cammino.Lungo la strada vedo il residence che maggiormente mi ha fatto sognare consultandone il sito dall'Italia. Vado a chiedere informazioni. Peter, giovane figlio del titolare, mi illustra le tariffe e mi informa che hanno disponib[...]



Bye Bye Bologna: le parole, le immagini, ...la musica

Sat, 02 Nov 2013 22:40:00 +0000

Nell'ultimo giorno bolognese ho girato le immagini di alcuni dei luoghi amati di Bologna ed ho pensato di fonderle alle parole di un precedente post che ha suscitato tante emozioni ed apprezzamenti...
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E SE DOMANI USASSIMO LE PAROLE GIUSTE?

Thu, 24 Oct 2013 16:11:00 +0000


Nei giorni scorsi a Terni una giovane transessuale è stata aggredita a causa della sua identità di genere. L'episodio è stato riportato dalla stampa locale e il sindaco Leopoldo Di Girolamo ha espresso il suo pensiero in un comunicato stampa pubblicato sul sito del Comune. Certo anni fa i giornali avrebbero descritto il fatto con toni di colore e figuriamoci se un sindaco si sarebbe scomodato!

Ma c'è qualcosa che stona. E se il comunicato stampa del sindaco titola "La violenza di genere va respinta in tutte le sue forme" poi sembra in realtà non sapere di quale genere si tratti.

Ma le parole sono importanti come Nanni Moretti ci insegna.

Proprio perchè le parole sono importanti dobbiamo usarle in modo corretto. A Terni è accaduto un grave episodio di transfobia nei confronti di una giovane transessuale. Dobbiamo esigere correttezza sia dalle istituzioni, sia dalla stampa. Ho letto tutti gli articoli online ed anche il comunicato stampa del sindaco. Tutti usano il maschile facendo riferimento alla vittima, molti poi fanno riferimento all'omofobia e non alla transfobia. E infine anche il comunicato stampa di E se domani Terni LGBT cade nello stesso errore (e questo mi sembra ancora più grave)... C'è qualcosa di peggio della discriminazione ed è il far diventare invisibile. Le trans e i trans vengono costantemente confusi nel lessico giornalistico e non. Confusi tra loro e confusi con le persone omosessuali. Se poi tale confusione viene perpetrata anche dalle associazioni di categoria si fornisce alibi a quanti preferiscono ignorare e fare informazione in modo scorretto. 

Mi auguro che la giovane ternana possa recuperare al più presto superando non solo il trauma fisico ma soprattutto la ferita morale che gli è stata inferta da gente indefinibile e non giustificabile in alcun modo.



Cerca il beat | Soggettiva 2013 | VII edizione dal 26 ottobre al 2 novembre

Thu, 17 Oct 2013 13:19:00 +0000

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BYE BYE BOLOGNA...

Sun, 13 Oct 2013 14:06:00 +0000

...in questi giorni ripercorro le strade e i vicoli del centro storico immersa nella consapevolezza delle ultime volte. Colleziono immagini suggestive da raccogliere in una cartella denominata "Immagini dell'addio". Realizzo di giorno in giorno l'avvicinarsi di un evento ormai inevitabile "bye, bye Bologna"!Sono arrivata in questa città poco più di quattro anni fa...con il complesso da provinciale che mi fosse concesso un privilegio. Bologna per me era non solo una vecchia signora dai fianchi un pò molli e capace di amore e capace di morte. Bologna era per me il laboratorio politico e artistico. Era la città delle giornate degli autonomi, del '77...era l'Università per eccellenza. Ero affascinata all'idea di attraversare quei luoghi dove Irnerio spiegava il diritto a futuri nuovi giuristi, inventando così la prima università della Storia. Bologna era la città ferita squarciata quel 2 agosto del 1980, senza mai cicatrizzare...ogni bolognese che ho conosciuto prima o poi mi ha raccontato di quel giorno, dov'era, cosa stava facendo e di quel dolore. E per ogni treno che ho preso in questi anni mai ho dimenticato di sostare davanti allo squarcio cercando poi con lo sguardo il nome di Sergio Secci, ternano, che avevo incrociato purtroppo poche volte prima di quel giorno.E poi Bologna di Ustica e della Val di Sambro. Bologna ferita mai finita. E poi l'orrore della Uno Bianca, Bologna non dimentica.E poi Bologna avanguardia del movimento LGBT: finalmente per me condivisione e comunità, finalmente a casa.E così arrivo qui con un profondo senso di rispetto. Studio, imparo e conosco. Salgo a piedi a presentarmi alla Madonna di San Luca. Sorpresa dalla tanta devozione della città: un culto civico non religioso!Ho consumato le scarpe percorrendo le strade del centro, letto tutti i libri di Loriano Macchiavelli, di Carlo Lucarelli per imparare i luoghi e l'antropologia della città. La Sala Borsa come la libreria di casa. Conosciuto i suoi sette segreti, scoperto gli angoli suggestivi come i tramonti da San Michele in bosco. Sostato in ammirata contemplazione del Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell'Arca. Ho mangiato da Vito e da Bertino. Ho passeggiato sui colli e nutrito l'anima all'Eremo di Ronzano.Bologna sono i luoghi in cui avrei voluto andare, ma non ce l'ho fatta: salire sulla torre degli Asinelli, pranzare almeno una volta al Diana e passare una notte al Baglioni. Una partita della Virtus al palasport e una del Bologna al Dall'Ara.Bologna è il luogo dove in tanti si son persi forse per sempre, ma ora è Bologna che sembra perdersi incapace di reagire alla mancanza di lavoro, di soccorrere i nuovi poveri, all'emergenza dei troppi sfrattati. Bologna scandalizzata e colpevole quando un cinno muore di freddo tra le sue braccia. E intanto i disperati salgono sul Nettuno e sulle gru. C'è una sospensione nell'aria, la città trattiene il fiato attende una soluzione, che si torni a crescere e che si possa finalmente ripristinare un wellfare degno di questo nome.E intanto Bologna piange, l'è morto un figlio: Lucio Dalla. Tutta la città è in lacrime e sfila alla camera ardente. I funerali celebrati proprio il 4 marzo e in San Petronio, in quella piazza Maggiore ormai trasfigurata nella sua piazza Grande!E neanche due mesi dopo Bologna smarrita: è morto il Cev, anzi si è suicidato...dal palazzo della Regione. E' un lutto indicibile che la città non sa celebrare e neanche elaborare. E Cevenini si porta via un modo di essere della politica di questa città.Ma poi tutti travolti dal doppio terremoto: 20 e 29 maggio. Io intanto ho terremotato la mi[...]



LO SPOT CHE COMMUOVE IL MONDO E A ME FA TANTA TRISTEZZA

Sun, 22 Sep 2013 14:12:00 +0000

E' ormai un fenomeno virale e le lacrime versate devono ormai aver raggiunto la misura di qualche litro... Mi riferisco allo "spot (tailandese) che sta facendo commuovere il mondo" e che sta rimbalzando di profilo in profilo condiviso in base ad una sorta di rito collettivo... Tutti gli utenti rivelano di aver pianto guardandolo. Lo ammetto anch'io ho pianto. Devo dire che gli autori sono stati straordinari nel riuscire a sintetizzare in tre minuti una storia così coinvolgente. Guardandolo è facile dimenticare che si tratta di una campagna pubblicitaria di una società di telecomunicazioni la "True Move", forse in scia sulle campagne Telecom di qualche anno fa: ricordate il discorso di Gandhi? Lo slogan è molto intrigante "dare è la migliore forma di comunicazione".

Personalmente mi sono sentita molto coinvolta in una successione di emozioni e sentimenti. 

Ma non ho potuto fare a meno di rattristarmi pensando alle tragedie che si consumano quotidianamente In Thailandia dove la sanità è a pagamento, con il risultato che per molte famiglie è impossibile accedere alle cure. Dove negli ospedali accade normalmente che i medici ti informino che devi essere sottoposto d'urgenza a determinate terapie e per questo devi pagare migliaia e migliaia di bhat. E la famiglia decida di portarsi via il malato perchè non ha soldi per affrontare quella spesa.
O magari un bambino ha una frattura scomposta ad un braccio e per essere operato chiedono alla madre una cifra per lei impossibile, così il bimbo rimarrà con un braccio menomato.

Ecco ogni volta che vedo condiviso il video e leggo della commozione, dei pianti, dei groppi in gola a me viene da pensare a queste scene viste negli ospedali, ascoltate e piante...

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LA PORNOGRAFIA E' SOLO TUA (ovvero l'ennesima brutta figura della Curia bolognese)

Wed, 28 Aug 2013 13:53:00 +0000

Nei giorni scorsi la Curia di Bologna si è espressa contro l'esposizione «Body Worlds» ideata da Gunther von Hagens, ovvero la mostra di corpi plastinati secondo una tecnica brevettata dall'anatomista.Personalmente sono convinta che l'arte debba sempre essere avanguardia e svolgere un ruolo di provocazione. Sono quindi contraria a forme di censura tese a inibire tale ruolo. Nel caso ritenga che una manifestazione artistica possa disturbare eccessivamente la mia sensibilità mi astengo dal visionarla o assistervi. Quindi ritengo le varie voci che si sono espresse per impedire che tale mostra venga allestita a Bologna assolutamente inopportune. Ma a lasciarmi ancora più perplessa è appunto la presa di posizione della Curia di Bologna.Perché se c'è un'istituzione che ha fatto dell'esposizione dei corpi o di loro parti un aspetto fondante della propria esistenza questa è la Chiesa Cattolica. E pensando a Bologna non si può pensare a quella che ritengo essere una delle reliquie più macabre di tutto il cattolicesimo ovvero il cadavere della povera Caterina de Vigri esposto nel monastero della "Santa" in via Tagliapietre. allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="//www.youtube.com/embed/JeB4wfCUPRs" width="560">E che dire di quei corpi che costituiscono elemento fondativo di culti locali, incomprensibilmente definiti incorrotti, quale segno distintivo di santità, ma nient'altro che cadaveri mummificati. Penso a san Francesco d'Assisi o anche a san Pio da Pietralcina, a quest'ultimo è stata addirittura applicata una maschera di silicone con tanto di barba. Un'operazione estetica davvero di dubbio gusto. Quelli citati sono i più noti ma rappresenterebbe un impresa davvero impossibile redigere un elenco esaustivo di corpi esposti in chiese e santuari meno conosciuti. In bassa Umbria ad esempio è noto quello del beato Antonio Vici in posizione semi sdraiata.Questo limitandoci ai corpi interi, se poi si volesse ampliare il discorso alle reliquie di singole parti rischieremmo di perderci nel magma di brandelli, parti anatomiche e quantità eccessive di braccia, dita, femori, ecc... attribuiti ad un singolo corpo (per tacere pietosamente dei sette prepuzi di Gesù). Così quando la Curia di Bologna definisce "pornografia" l'esposizione dei corpi plastinati mi sorge il dubbio che diventa subito certezza che abbia perso l'ennesima occasione di stare zitta ed evitarsi una pessima figura.www.kondiaw.blogspot.com[...]



Bologna Pride 2013

Sat, 29 Jun 2013 22:41:00 +0000

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LUCILLA GALEAZZI, LE DONNE E I TAMBURI

Fri, 21 Jun 2013 16:58:00 +0000

Il 20 giugno 2013 all'anfiteatro Fausto è andato in scena uno spettacolo straordinario. Un concerto di "Voci magiche del Mediterraneo". Dieci donne: cinque italiane e cinque magrebine ma mai come in questo caso abbiamo visto i confini scomparire e le anime fondersi in un unico rito collettivo. Voci straordinarie accompagnate da percussioni. Per consuetudine stavo per scrivere accompagnate da "sole" percussioni ma sarebbe un grave errore considerare la scelta di un'unica tipologia strumentale come una riduzione. La ricchezza degli strumenti era esaltata dalla straordinaria abilità delle musiciste e di voci eccezionali. E anche se la tammorra è lo strumento con cui vengono raffigurate le dee madri in via di eccezione la sacerdotessa di questo straordinario rito è stata l'unica cantante ad esibirsi con chitarra e castagnette: Lucilla Galeazzi. Risulta difficile raccontare la sua bravura e le sue doti canore non possedendo sufficienti conoscenze tecniche. Ma credo sia doveroso esprimerle la gratitudine per il suo instancabile lavoro di ricerca che va di pari passo con  l'impegno di divulgazione e trasmissione dei canti popolari umbri e non solo. Un impegno che ha portato nella serata di ieri ad aprire la serata con una esibizione del coro "Canti eTerni" sua ultima creatura. Quindici entusiasti cantori che hanno voluto restituire al pubblico ternano quanto hanno imparato da loro straordinaria Maestra.La serata è poi proseguita con esibizioni alternate del gruppo magrebino B'Net Haouijat e delle italiane Valeria Cimò, Valentina Ferraiuolo, Enza Pagliara ed Enza Prestia tutte del Centro-Sud. Le prime a lasciarsi coinvolgere dalla magia dei suoni sono state le donne magrebine presenti nel pubblico che hanno immediatamente iniziato una sorta di colloquio con le loro conterranee in un gioco di rimandi sonori e gesti di apprezzamento. Complici i ritmi terapeutici della musica gnawa e delle tarante salentine il coinvolgimento si è esteso poi a gran parte del pubblico che ha espresso vitalità ed energia che evidentemente si riverberavano sulle musiciste che hanno suonato con entusiasmo e gioia!Lucilla Galeazzi ha raccontato che da dieci anni inseguiva questo sogno di portare le B'Net Haouijat in Italia e di coinvolgerle in un progetto con musiciste italiane. Siamo felici che lo abbia realizzato e soprattutto che sia stata Terni la prima città coinvolta. Grazie, grazie, grazie!B'Net HaouijatLucilla GaleazziValentina Ferraiolowww.kondiaw.blogspot.com[...]



Papa Francesco, sarà un piacere scontrarci

Sat, 16 Mar 2013 15:04:00 +0000

E' con una emozione controversa che mi vado convincendo che papa Francesco sia davvero un santo. E mi sono sentita in sintonia con quanto scritto da Michela Murgia in questo post dal titolo significativo "Bergoglio e pregiudizio".
Il fatto che sia santo e povero non gli ha impedito di esprimersi con irruenza contro l'approvazione in Argentina della legge sul matrimonio per le persone dello stesso sesso. Il crederlo santo non impedirà a noi cristiani omosessuali di fargli notare il grave errore. Non ci impedirà di stabilire una dialettica se necessario dura e aspra. Ma come cattolica praticante l'idea che oggi da questo papa posso aspettarmi gesti impensabili da chi lo ha preceduto, mi apre il cuore.
Disapproverò se dovesse prendere posizione contro noi persone omosessuali. Ma posso solo lodarlo per essersi rifiutato di incontrare l'arciprete di Santa Maria Maggiore, cardinal Law, il grande insabbiatore dei casi di pedofilia nella diocesi di Boston.
Per la prima volta sento possibile un vento che sarà più di pulizia che non di innovazione. E in questo senso credo sia molto più in sintonia con san Francesco di quanto si possa pensare. La figura di san Francesco troppo spesso è associata ad una sorta di rivoluzionario o fustigatore dei costumi del clero del suo tempo. In realtà il poverello di Assisi non mise mai in discussione le autorità ecclesiali dell'epoca. Quando il papa non volle approvare la prima versione della sua regola, ritenendola eccessivamente rigida, Francesco non protestò. Avrebbe potuto dichiarare che chi viveva nel lusso non aveva voce in capitolo per criticare la sua regola. Invece tornò indietro, corresse la regola e la ripresentò al papa (che intanto era cambiato). Ho sempre letto in questa modalità di agire un profondo rispetto per me a tratti incomprensibile. Per non parlare poi del fatto che Francesco non si ritenne mai degno di essere sacerdote. Inoltre non vedeva di buon occhio che i suoi confratelli studiassero.
Eppure oggi lo ricordiamo come un contestatore.
Mi sembra possibile che papa Francesco possa agire contro la pedofilia e contro la corruzione, perché ritiene siano una cancrena; ma non sarà disposto a mettere in discussione certe posizioni che ritiene siano fondanti della dottrina cristiana.

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Papa Francesco e l'illusione breve

Thu, 14 Mar 2013 19:58:00 +0000

Una ventina di giorni fa passeggiavo per Bologna insieme ad un amico con buone conoscenze ecclesiali. Inevitabile chiedergli chi secondo lui potesse essere favorito come pontefice. La sua risposta era stata molto sconfortante "non ce ne è uno che si salvi..." Personalmente ero terrorizzata, ma sicura dell'elezione di Angelo Scola, personalmente ho sempre aborrito il movimento di Comunione e Liberazione.Non appena ho visto la fumata bianca mi sono convinta che il prescelto fosse proprio lui, l'attuale arcivescovo di Milano. E quindi con animo sconfortato attendevo l'annuncio ufficiale e i vari commentatori televisivi continuavano a dire che quasi sicuramente si trattava del Cardinale Scola.Così quando Mons. Tauran ha letto la formula e anziché Angelum ha pronunciato quel doppio nome che lì per lì non avevo neanche compreso sono stata travolta da una sensazione tra incredulità e soddisfazione... E poi "sibi nomen imposuit"? Francesco! Ha scelto di chiamarsi Francesco: il santo sposo di Madonna Povertà! Incredibile pensavo: anche il mio amico si era sbagliato, ce ne era almeno uno che valeva la pena!Frenetiche ricerche in rete e apprendo che è un gesuita, come il cardinal Martini, e vai! Poco dopo arriva la prima notizia negativa: la sua presa di posizione durissima contro i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Si, va be' ma mica si poteva pensare una rivoluzione così...Intanto Francesco era uscito sul balcone...vestito di bianco, senza mozzetta, senza stola e pizzi. La croce di ferro. Prega e si inchina mentre i fedeli pregano su di lui. E intanto leggi che non ha voluto festeggiamenti per la sua nomina a cardinale, invitando a spendere i soldi per fare beneficenza. Abita in appartamento e va in episcopio con la metro e bus... Evvai...Ha rimproverato duramente i parroci che rifiutavano il battesimo ai figli delle ragazze madri. Ottimo.Poi leggi di una sua dichiarazione sul ruolo della donna e pensi che insomma deve essere proprio conservatore: pauperista e conservatore.Però intanto arrivano inquietanti notizie sul suo comportamento durante la dittatura di Videla. Non ha mai preso posizione ufficiale contro... e provi a pensare che lo abbia fatto per poter evitare limitazioni eccessive e poter continuare a dare assistenza al popolo... Poi leggo una nota di Cazzullo, sono cenni biografici per una scheda pre-conclave, scrive che le accuse sono infondate e che in realtà ha salvato laici e religiosi.Ma poi a prevalere sono le accuse, le pagine di un libro pubblicato anni fa raccontano un suo pesante coinvolgimento e oltretutto falsi gesti a sostegno... Negazione di essere a conoscenza del sequestro di minori per darli in adozione, mentre fatti e documenti dimostrerebbero il contrario... Una situazione troppo grave e credo impossibile da sanare.Nel 2000 in occasione del giubileo ha guidato la Chiesa argentina nell'atto penitenziale, nella richiesta di perdono...Ma sembra che papa Francesco non abbia mai fai fatto penitenza pubblica per gli atti di cui è accusato e non abbia mai voluto chiarirli...E così termina l'illusione breve di papa Francesco...Pregherò per la sua conversione...anche Monsignoe Romero si era convertito. Però certo quando penso che oggi la croce pettorale del martire salvadoregno l'indossa quel nano di Monsignor Vincenzo Paglia mi convinco che l'illusione non poteva che essere breve a confronto di una eterna delusione...www.kondiaw.blogspot.com[...]



Il non rispetto delle regole ed io scrutatore non votante mancato

Sat, 23 Feb 2013 17:49:00 +0000

Non avevo mai dato la mia disponibilità a svolgere il ruolo di scrutatrice elettorale. Un paio di mesi fa sono andata a compilare il modulo presso l'Ufficio Elettorale di Bologna. L'impiegata molto gentile mi ha informato che per questa consultazione elettorale non sarei potuta essere convocata, ma questo già lo sapevo... Poi però mi fornisce un'informazione in più di cui non ero a conoscenza. Posso recarmi presso un qualsiasi seggio il sabato prima delle 16 e dare la mia disponibilità nell'eventualità ci sia qualche assente tra i convocati. E aggiunge che il criterio di scelta è alternativamente il più anziano e il più giovane, aggiungendo anche esempi pratici: qualora manchi un solo scrutatore viene scelto il più anziano, se ne mancano due il più vecchio e il più giovane se ne mancano di più si riparte dal più vecchio di quelli rimasti. La settimana scorsa ho anche scaricato il regolamento e verificato che fosse esattamente così (Articolo 9 del IV capitolo delle Istruzioni per le operazioni degli uffici elettorali di sezione).Così oggi alle 15.30 esco di casa sotto la neve, ma di strada ne ho dovuta fare poca...arrivo al seggio in via Beroaldo 34. Davanti alla porta di ingresso c'è una piccola folla tra presidenti, scrutatori convocati e rappresentanti di lista. Quando cominciano ad entrare ci riconosciamo un piccolo gruppo di aspiranti supplenti. Ci si avvicina una presidente di sezione informandoci che a lei mancano tutti gli scrutatori, aggiungendo di aspettarla lì. Poco dopo ritorna e dice "veramente ho trovato una ragazza che non sapevo fosse anche lei per sostituire... ed era qui da prima di voi, così... e poi ora vediamo aspettiamo ancora perché potrebbero arrivare un po' in ritardo, magari mettetevi d'accordo tra di voi". Così faccio notare che c'è un regolamento e i criteri da seguire sono scritti lì, che se fosse valso il criterio di chi arrivava prima sarei andata lì fin dalle 8 di mattina! La presidente se ne va, senza aggiungere nulla. E quindi già contiamo una scelta fuori dalle regole.Siamo sempre in attesa. Arriva un ragazzo con un foglio in mano da cui legge a voce alta un nome, nessuno risponde. Chiede ancora conferma che nessuno dei presenti risponda a quel nome. Dopo di che lancia un'occhiata ad una coppia di ragazzi e con un cenno della testa gli indica di andare verso il seggio. Noi 'comuni mortali' ci guardiamo allibiti. E quindi contiamo la seconda e, probabilmente, la terza scelta fuori dalle regole.Siamo ancora lì. Arriva il presidente della sezione 336 e chiede chi è disponibile. Ovviamente rispondiamo tutti, siamo almeno cinque o sei. Un signore brizzolato dice che lui ha già fatto lo scrutatore cinque volte. Il presidente si rivolge ad un ragazzo che non dimostra più di 30 anni e gli chiede se ha già esperienza. Non sento la risposta perché tutti cominciamo a far notare che non è quello il criterio di scelta. Io dichiaro ad alta voce di avere 49 anni, cosa che si rivelerà un errore fatale... Così il presidente si rivolge ad una signora che sembra occuparsi della logistica "ma come si fa a scegliere adesso? tu conosci qualcuno di loro?" La signora lo guarda "ma stai scherzando?" Il presidente della sezione se ne va. Siamo tutti tra l'allibito e l'incazzato. Qualcuno ipotizza di andare a provare in altri seggi, ma tra la neve e l'orario tutti rinunciano. Io comincio ad ipotizzare di far valere il mio diritto di anzi[...]