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l'orgoglio di essere



Vuoi sentirti sicuro? La sicurezza si può avere in galera. Tre metri quadrati tutti per te senza affitto da pagare, senza conti della luce e del telefono, senza tasse, senza alimenti. Senza multe. Senza fermi per guida in stato di ubriachezza. Cure



Published: Fri, 14 Jul 2017 21:48:20 +0200

Last Build Date: Fri, 14 Jul 2017 21:48:20 +0200

 



Bella ciao ciao

Wed, 06 Sep 2006 23:06:00 +0200

Questo blog si trasferiscewww.verbavalent.com Dopo i fasti del trionfale trasloco di Lia, che si è tuffata in quella che ormai anche io sono convinta sia la città più bella e generosa del pianeta, Genova, ho deciso di cambiare casa. Non preoccupatevi, so quali sono i miei limiti e quindi non chiederò a nessuno di darmi una mano: considerato che non sono amabile come Lia, suppongo che invece di cercarmi un attico o una villa vista mare, i miei lettori abituali si precipiterebbero a mandarmi lugubri depliant di loculi a buon prezzo. Visto che non ho intenzione di mettere alla prova la mia (im)popolarità, vi rassicuro e vi dico che non cambio casa fisicamente, solo virtualmente. Orsù, mettete via i ceri. Una sola cosa mi dispiace, quella di lasciare la piattaforma: Iobloggo è speciale. Non credo di averlo mai detto ad Anija ed agli altri. Beh, lo faccio adesso. E mi dispiace di non averlo fatto prima. Le case cambiano, ed anche le cose cambiano. Il mio nuovo blog sarà moderatissimo. Non io, naturalmente. Solo il blog. Per intervenire, senza incorrere nelle forche caudine della mia barbuta moderazione, vi toccherà iscrivervi e loggarvi. Si tratta di cosa veloce, basta un click, scegliere il proprio pseudonimo, fornire un e-ddress valido dove ricevere una password, et voilà, les jeux sont faits. Naturalmente anche gli anonimi potranno intervenire, solo che i loro interventi verranno pubblicati - a mia discrezione - magari subito, o magari dopo un’ora o due. E tutto ciò non perché io non sarò al computer, ci sono praticamente sempre, ma solo perché i loro commenti saranno viziati dalla fastidiosa percezione che ne ho: quella di un gruppetto di sfigati vigliacchi, che interviene solo per scassare la minchia alla gente per bene come me. Non sapete quanto è rilassante e divertente cancellare con un solo, pigro click, il lungo e pensoso intervento di un demente. Per il resto, le regole restano quelle: non faccio sconti perché non ne chiedo. Fate altrettanto. Ringrazio molto i miei abituali (e giornalieri) lettori istituzionali, dei quali ho scoperto l’esistenza grazie alle analisi di Google: cosa sarebbe la vita di una ragazza senza qualche silente ammiratore che prende alacremente nota di ciò che scrive, mentre prepara una saletta sadomaso dove farla divertire? Come? Si tratta di una sala interrogatori? Accidenti, mi dovrò accontentare... Su, ragass, ci vediamo di la. Quando vi va, naturalmente. Dacia Valent www.verbavalent.com [...]



Domandina della Sera

Mon, 04 Sep 2006 21:01:00 +0200

Il presidente dell’UCOII da due giorni vive sotto scorta.

Ora, posto che Nour Dachan è l’uomo più malvagio d’Italia, e posto anche che i suoi “nemici” sono tutte brave persone (ebrei, Forza Italia, Lega Nord, Vittorio Feltri, Magdi Allam, e la più temibile di tutti, Souad ‘a animala Sbai), perché mai dovrebbe avere la scorta?

Dacia Valent




Gli ebrei sono nazisti. O islamici.

Mon, 04 Sep 2006 11:21:00 +0200

Davvero, non potevo lasciarlo tra i commenti. Quindi, beccatevi il (solito) incommensurabile Ritvan. Che se ogni tanto non si ziotommasse (spesso dimentica di far parte di un mondo che questo mondo rifiuta) sarebbe la mia guida spirituale. Dacia Valent UPDATE I miei accessi di "ziotommaggine acuta" sono dovuti al deplorevole fatto che non sono un fondamentalista islamico (e nemmeno musulmano tout court, se per questo) e/o comunista, pertanto penso sempre che chi viene in Italia per delinquere va cacciato a calci in culo. Nessuno è perfetto… Ritvan ANALOGIE MEIN KAMPF CORANO = CAMBIATE TAQQIYA (Pregevole studio dell'esimio studioso Joshua Pundit - al quale va, a questo punto, indirizzato l'appellativo di "scimmia" derivato dal delizioso sillogismo di marcell_o - riveduto e corrotto da Ritvan, con gran dolore del Suo Discepolo Lapalissus:-) ) Mein Kampf: Sostiene che i tedeschi siano la razza superiore e che la Germania è destinata a dominare il mondo, ed a dominare tutte le altre razze o nazioni. Corano: Sostiene che l'Islam ed i musulmani siano superiori al resto dell'umanità e che l'Islam è mandato da dio a conquistare il mondo e dominare tutte le altre religioni. Gli ebrei si autodefiniscono, supportati dalle loro scritture, “popolo eletto” poiché "l’Eterno, il tuo Elohim, ti ha scelto per essere il Suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra" (Devarim  6:4; 7:6). Gli ebrei sono quindi islamici o nazisti, a scelta[1]. Mein Kampf: Lo stato e le sue leggi devono avere il controllo su ogni aspetto della vita dei propri cittadini. Tutti dovranno sottomettersi a tali regole. Corano: L'islam e la sharia devono avere il controllo su ogni aspetto della vita. Tutti dovranno sottomettersi a tali regole. Il Vaticano sostiene che tutti debbano osservare "la legge di Dio" in ogni aspetto della vita, anche in camera da letto. Il Vaticano dunque è islamico o nazista, a scelta. Mein Kampf: I tedeschi hanno il dovere di reclamare il posto che dio ha assegnato loro nel mondo, a qualunque costo. La lealtà al "Volk" (popolo, razza), viene prima di qualsiasi altra considerazione di tipo etico. Corano: I musulmani hanno il dovere di praticare il Jihad e di estendere il dominio dell'islam sul mondo intero, a qualunque costo. La lealtà all'Islam viene prima di ogni altra considerazione etica. Gli ebrei hanno il dovere di reclamare il posto che dio ha assegnato loro nel mondo, a qualunque costo. Il posto si chiama "Eretz Israel" e, pertanto, gli ebrei sono musulmani o nazisti, a scelta. Mein Kampf: Gli uomini sono superiori alle donne e la vita delle donne deve essere limitata alla procreazione, alla casa ed alla cucina. Corano: Gli uomini sono superiori alle donne e la vita delle donne deve essere limitata alla procreazione, alla casa ed alla cucina. Pentateuco: Gli uomini sono superiori alle donne e la vita delle donne deve essere limitata alla procreazione, alla casa ed alla cucina. Pertanto, gli ebrei sono di nuovo musulmani o nazisti, a scelta.  Mein Kampf: Gli omosessuali sono "traditori della razza" e dovrebbero essere condannati a morte (molti lo furono davvero). Corano: Gli omosessuali sono "traditori di Allah" e dovrebbero essere condannati a morte (molti lo sono davvero). Lettera di San Paolo a certi amici suoi (e facente parte dei Vangeli): gli omosessuali, graziosamente definiti "sodomiti" vengono elencati - mi pare - fra le voci "assassini" e "parricidi". Anche San Paolo (o i Vangeli in toto?) sono indubbiamente musulmani o nazisti, a scelta. Mein Kampf: propone un piano dettagliato per la conquista del mondo, incluse le regole precise con cui i popoli sottomessi dovranno essere dominati dalla razza germ[...]



Santi subito

Wed, 30 Aug 2006 21:29:00 +0200

Non ho mai letto di persone più sconsolate dei detrattori dell’UCOII. Davvero. Viene quasi voglia di uscire, comprare loro una figurina del "feroce Saladino" da bruciare in piazza, e far si che smettano di tirare su col naso. Soffrono, ma tanto tanto. Ma giusto perché a soffrire non siamo noi. Anzi, la massima espressione di sofferenza musulmana in Italia, attualmente, è nell'immagine che ci regala l'incommensurabile Hamza Piccardo, scattata lo scorso w.e., in piena crisi. Infatti, mentre tutte queste sfigatissime prefiche petulavano con lo scopo di "cancellare l'UCOII dalle carte geografiche", il potentissimo portavoce dell'Ucoii - dopo aver valutato l'esatta densità politica e il preciso spessore umano di chi ci attaccava - decideva di andare a Gardaland, dove è giunto a bordo del suo tappeto volante, per divertirsi con una delle innumerevoli mogli del suo harem, parte del kit che viene distribuito ad ogni musulmano in Italia, e una piccola parte delle centinaia di migliaia di figli con le quali sta ripopolando (come ovviamente fa il resto della Umma) l'universo conosciuto. Ebbene si, diciamocelo, questi malvagi dirigenti musulmani - mentre l'imbarazzante, volgare e chiassoso corteo del Israeli Pride passava, completo di drag queen e improbabili "cavalieri mascarati" - si facevano beatamente i fatti propri, godendosi la vita, alla faccia degli scandalizzati democratici colpiti dal pericolosissimo annuncio dell'Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia. Quello più composto nel suo dolore, ma giusto perché è riuscito ad esibire un elegante e stoico pragmatismo, è Carlo Giovanardi, il gemello presentabile, che con voce sommessa, indirizzandosi al ministro Amato, sussurra: “Senti, se proprio non vuoi espellerli, almeno sospendili, uffa”. Quello più isterico, tipo una checca in finta fase premestruale, è il barboncino del Corsera, Magdi Allam, che in uno dei suoi soliti editoriali sgrammaticati non può che limitarsi ad alzare la zampetta e fare un po’ di pipì (pochina, sapete, la prostata, shhhh) sul piedistallo di quel monumento che si chiama UCOII. Poi naturalmente ci sono i post-fascisti alla Maurizio Gasparri, che ormai da 3 giorni continua ad ammannirci la stessa dichiarazione, che rende via via più truculenta, ma giusto per riuscire a farsela pubblicare: aveva iniziato - l’ometto che viene dal partito di Almirante, indimenticabile fan dei rastrellamenti degli ebrei durante il ventennio - chiedendo la semplice esclusione dell’Ucoii dalla Consulta, quindi, visto che non se l’è filato nessuno, ieri ha chiesto la bonifica della Consulta (o dell'Ucoii, boh, va à savoir). Scommetto che domani chiederà che il presidente Dachan venga strangolato con una corda di pianoforte. Se non nel suo stile, una cosa del genere ce l’ha senz’altro nel DNA. E che dire dell’avvocato Renzo Gattegna, un elegante Nessuno sponsorizzato dalla destra più becera delle comunità ebraiche (per capirci, gente che va a braccetto dei discendenti di Mussolini, con buona pace della Memoria, che definire selettiva sarebbe un complimento immeritato), che non vedendo andare a buon fine l’atto di vassallaggio che pretendeva (e continua a pretendere) da noi musulmani, ha protestato contro la mollezza del ministro Amato, reo di non aver fatto di più. Suppongo che gli sarebbe piaciuto che il ministro dell'interno, fez in testa, tuonasse: “Spezzeremo le reni ai perfidi islamici”, ordinando un altro rastrellamento di musulmani, ma giusto per non perdere l'abitudine. E, nel frattempo, tutte le denunce nei confronti dell'Ucoii sono state archiviate. Amen. Sentite, facciamo un giochino, su. Provate ad ipotizzare che domani la IADL avanzasse una precisa richiesta, facendola sostener[...]



Svergognati

Tue, 29 Aug 2006 19:22:00 +0200

L’Ucoii è qui. Per restare. In effetti ciò che esce dal meeting straordinario convocato dal ministro Amato, fortemente voluto da un branco beante di iene e sciacalli, è un messaggio chiaro, limpido, cristallino: una sola organizzazione in questo paese ha la reale, effettiva, rappresentanza delle musulmane e dei musulmani, e il suo nome è UCOII. A nulla sono valse le pressioni esercitate dai soliti noti: l’UCOII è imprescindibile nel panorama politico italiano. Una Consulta, che ripeto ritengo uno strumento non solo inutile ma anche discriminatorio, non avrebbe senso senza l’Ucoii. Questo lo sanno anche i sassi. Sarebbe bastato che i sassi di cui sopra l’avessero fatto sapere anche ai vermi che si annidano sotto di loro, e ci saremmo risparmiati una settimana di passione, non vi pare? Ho preferito tacere fino alla soluzione (scontata, va detto) della querelle che ha visto la mobilitazione del mondo civilizzato uscito dalla civiltà dell’ammore contro i trogloditi musulmani, barbuti e malvagi. Ma oggi, con tanta calma e soprattutto, con la consapevolezza che abbiamo vinto, mi va di discorrerne. Non so quanti di voi abbiano letto l’annuncio dell’Ucoii. Lo trovate qui. Nel testo dell’annuncio non si parla mai di ebrei. Non si parla dello sterminio degli ebrei. Non si citano campi di concentramento, e gli unici pogrom ai quali si fa riferimento sono quelli iniziati contro la popolazione locale della Palestina, i Palestinesi, dal 1937, per mano dei terroristi ebrei dell’Haganah, dell’Irgun, alla Banda Stern e quindi dai vari governi che si sono succeduti alla guida dello stato israeliano. Nell’annuncio si parlava di Israele, di governo israeliano e di esercito israeliano. Qualcuno potrebbe arguire che Israele coincida perfettamente con gli ebrei. Ed in effetti si è molto lavorato in questi decenni per forzare questa sovrapposizione, che richiede invece un grosso sforzo di sospensione dell’incredulità. Ma non tutti gli israeliani sono ebrei. Lo è poco meno del 60% della popolazione. Su 6.350.000 persone di cittadinanza israeliana, solo il 76% sono di religione ebraica. Su questi 4.826.000 persone, 1.000.000 sono di dubbia religione, probabilmente cristiano-ortodossi, provenienti dalla Russia ed autodichiaratisi ebrei per convenienza, sono “parcheggiati”; gli unici tra questi nuovi immigrati ad accedere in tempi veloci alla cittadinanza sono quelli provenienti dalle file dell’esercito russo, e solo se si arruolano immediatamente. Di ebrei in Israele ce n’è solo 3.600.000 circa. Il resto della popolazione è musulmana e cristiana. Quindi, a rigor di logica numerica e storica, si potrebbe dire che Israele non è né uno stato “ebreo” né tanto meno è nato dall’Olocausto, visto che in Israele gli ebrei si sono trasferiti ben prima che iniziasse l’ordalia di sangue del Terzo Reich e la composizione della popolazione da tutta un’altra fotografia sociale. Quello che UCOII ha fatto è stato paragonare non le vittime, perché queste sono identiche nel dolore che hanno lasciato nei loro cari e nel solco che hanno arato nella nostra storia, bensì le azioni dei carnefici. Nella Polonia occupata, il comandante degli squadroni della morte, Werner Best, concluse che la risposta più efficace contro il “terrorismo” (così veniva definita la resistenza dai nazisti) erano le punizioni collettive. Dopo la caduta della Francia, fu lui a impostare la politica del controterrorismo del Terzo Reich nei paesi occupati dalla Germania. Nelle città dove si pensava che la popolazione opponesse resistenza passiva all’occupazione, venivano tagliati i fili del telegrafo/telefono, s’imponeva il co[...]



E adesso, Adecco

Sat, 26 Aug 2006 20:00:00 +0200

Ogni tanto mi piace occuparmi del popolo, voi sapete quanto buona ed umile di cuore io sia. Quindi, quando ho trovato quest’accorato grido d’aiuto del nostro giullare preferito, Andrea Sartori, altrimenti noto negli ambienti della mala pavese come Andrea 'O Animaletto Sartori, non ho potuto fare a meno di dargli un po’ più di visibilità, perché era perso tra gli annunci di Anna Bucioc (nota spammer rumena) che cerca insistentemente lavoro come badante. Su, facciamo qualcosa per questo esemplare stoico della razza umana: lo prendono tutti per il culo e lui, imperterrito continua a chinarsi, per prenderlo meglio. Dacia Valent §         CERCO LAVORO COME: correttore bozze, redattore, giornalista §     NOME e COGNOME: ANDREA SARTORI - ETA': 28 - TITOLO DI STUDIO: laurea in lettere classiche §         LINGUE STRANIERE:inglese e francese ottimi, discreta comprensione di spagnolo e cinese §         STATO OCCUPAZIONALE ATTUALE: disoccupato §         INTERESSATO PER LA SEGUENTE AREA GEOGRAFICA: Milano o Pavia e provincia §         EMAIL: aristocle77@yahoo.it - TEL.: 3387524471 ESPERIENZE LAVORATIVE: esperienza come insegnante privato a ragazzi delle superiori e ragazzi stranieri, esperienza di lavoro in un ristorante italiano a Londra[...]



Fai la cosa SBAIata

Thu, 24 Aug 2006 03:22:00 +0200

Beh, a me viene un pochino da sorridere. Oggi sono venuti i carabinieri in sede e mi hanno notificato una querela. Fino qui, tutto normale, ne arrivano a quintali e, fino ad oggi, tutte quante archiviate. Ma questa è particolare, lo giuro, è buffissima, per due motivi. Allora, la sera del 9 di ottobre dell’anno scorso, ho telefonato a Souad Sbai. Voi vi chiederete “ma perché una personcina ben nata come te, Dacia, chiama al telefono una marocchina camerieradentro un po’ maniaca?”. Semplicemente perché erano settimane che sui nostri blog imperversavano una serie di sgrammaticati e sgarrupatissimi personaggi, molto maleducati, che si firmavano con molti nick (completi di provenienze diverse tra loro), salvo poi postare i commenti dalla stessa macchina. Per capirci: Abdul di Catania e Caterina di Milano, benché scrivessero da una enorme distanza fisica, lo facevano a pochissima distanza temporale l’uno dall’altra. Invidiosissima del fenomeno della moltiplicazione dei troll sul blog di Sherif (ché voglio essere quella che ne ha di più), sono andata a spulciare questi IP, giungendo alla sbalorditiva scoperta che quasi tutti i commenti partivano dalla sede romana dell’Angelo Costa SpA, quando in orario d’ufficio, da casa Sbai, quando in ore notturne o giorni festivi. A questo punto, dopo aver chiacchierato un pochino con Angelo Costa nel pomeriggio, mi sono preparata alla “grande telefonata”: il Cohiba della sera, scatoletta di fiammiferi in legno di sandalo, portacenere, calice di Brunello, Debussy in sottofondo, il device per registrare la telefonata sul portatile e quindi, voilà. La chiamo. Ora, nella querela che ha proposto, Souad Sbai sostiene una serie di cose che suppongo le abbia dettato il maggiordomo del Corsera: che io l’ho minacciata, che le ho detto che sono una donna molto potente e che se non avesse smesso di frequentare Magdi Allam mettendosi a frequentare me, l’avrebbe pagata, che la IADL l’avrebbe messa a tacere per sempre, svuotandole il conto in banca. Tutto ciò, naturalmente, inframmezzato con qualche fatwa e altre diavolerie del genere. Ora, però, si da il caso che conoscendo le mie polle - Maghe e Magdaleni compresi - la consegna che abbiamo in organizzazione riguardo le telefonate che facciamo a una certa tipologia di appartenenti al genere umano (per caso, suppongo), è “non parlate MAI se non avete acceso un registratore”. Per me sarebbe davvero morta li. La questione, non la Sbai, cosa avete capito? Adesso mi è toccato salvare l’mp3 delle nostre 2 conversazioni su CD, salvare tutti i commenti, completi di intestazione, speditici sia dalla Angelo Costa sia dal suo domicilio, le mail diffamatorie inviate dalla sua casella di posta con lo stesso IP dei commenti a banche ed altre istituzioni, le mail ricevute dalle persone che hanno scoperto che lei firma con i loro nomi improbabili appelli contro gli immmigrati e i musulmani, quindi chiudere la denuncia per calunnia, e perdere un paio d’ore del mio tempo per andare a depositare il tutto. Mi sono comunque divertita. A tutti quelli che hanno presentato una qualche querela sostenendo che io abbia profferito minacce durante una delle mie conversazioni telefoniche, voglio ricordare che la querela si può rimettere solo previa accettazione del querelato. E vi assicuro, che anche se ritenessero opportuno rimetterla - dopo quello che succederà a questa poveretta - mi verrà comunque notificata, e in ogni caso io non firmerò MAI l'atto di accettazione. Questo tango lo si balla fino in fondo. Vi dicevo all’inizio che ritenevo questa particolare querela assolutamente buffa. E adesso vi dico quali sono i motivi. Per gi[...]



Domandina della sera

Wed, 23 Aug 2006 21:46:00 +0200

Se per porgere la solidarietà ad Israele si va in Sinagoga, per protestare per la cancellazione del Libano dalle carte geografiche, ci si deve rivolgere sempre in Sinagoga?

Dacia Valent




L'antisemita

Tue, 22 Aug 2006 20:45:00 +0200

(image) «Io sono stato nel Libano. Ho visto i cimiteri di Sabra e Chatila. È una cosa che angoscia vedere questo cimitero dove sono sepolte le vittime di quell'orrendo massacro. Il responsabile dell'orrendo massacro è ancora al governo in Israele. E quasi va baldanzoso di questo massacro compiuto. È un responsabile che dovrebbe essere bandito dalla società»

Sandro Pertini



We, the people

Sat, 19 Aug 2006 23:59:00 +0200

Pare che oggi gli israeliani ebrei abbiano violato la tregua bombardando il Libano, portando così a 73 il numero di risoluzioni delle Nazioni Unite violate. Facendo inorridire gli israeliani cristiani e musulmani, che da giorni stanno chiedendo le dimissioni di Olmert. Per amor del vero, anche molti israeliani ebrei le stanno chiedendo, la maggioranza dei quali - naturalmente - per motivi opposti a quelli dei loro concittadini: a differenza dei musulmani e i cristiani, gli ebrei malvagi gli augurano di andare a raggiungere Sharon, ma solo perché ne ha ammazzati pochi di libanesi e ci sta mettendo un po’ troppo per concludere il fastidioso dossier del genocidio dei palestinesi, utile a completare il furto della loro terra, iniziato nel 1948. Queste settimane di guerra sporca, come tutte le guerre nelle quali sono stati coinvolti - sia come vittime sia come carnefici - gli ebrei, ci hanno presentato uno spaccato della società israeliana da far accapponare la pelle. Dalle bruttissime bambine che firmano le bombe alle microonde (quelle che cuociono gli organi interni delle vittime, anche a distanza), a ministri del turismo che hanno lo scolapasta in testa e le mani sporche di sangue innocente, fino al sindacalista di sinistra membro di Peace Now che manda le truppe ad uccidere civili inermi. Sul fronte libanese, invece, un manipolo di coraggiosi partigiani, che hanno combattuto fino all’ultimo giorno, impedendo l’avanzata dei macellai dalla stella di David, e che oggi sono impegnati a fianco del loro popolo nella ricostruzione. Su fronte palestinese, il Padre di Mazen ha annunciato l’accordo che istituisce il governo di unità nazionale per guidare la Palestina, la cui nascita è prevista per la fine di agosto. Il Libano perso, la Palestina unita grazie al coraggio di Hamas e di Hezbollah e del Libano intero, popoli che si stanno stringendo intorno alla meravigliosa resistenza che molti coraggiosi hanno opposto a chi voleva annientare lo spirito e il futuro, grazie alle armi ed agli appoggi di un paese diventato grande grazie al genocidio dei nativi americani ed allo sfruttamento per secoli del lavoro non pagato di milioni di schiavi Neri. Il piccolo Davide armato solo di Katiuscia ha ricacciato lo spropositato Golia dei droni e dei missili teleguidati nell’inferno che merita e che si è costruito con le sue proprie mani. La lezione che abbiamo imparato è semplice: forse Israele può battere gli stati, ma perderà sempre contro i popoli. E il popolo, per Dio, il popolo siamo noi. Dacia Valent[...]



Io ti ho fatto e io ti distruggo

Thu, 17 Aug 2006 18:39:00 +0200

Vediamo di capirci: davvero pensate che ci si beva la storiella secondo la quale il corteo di piagnucolosa - ed indignata - condanna del gesto crudele e disumano di Mohammed Saleem provi un minimo di pietà per Hina Saleem? Se Hina fosse stata una giovane musulmana tradizionalista, ed avesse deciso di vivere con un bravo ragazzo musulmano tradizionalista, crescendo bravi bambini musulmani tradizionalisti, e fosse stata uccisa da un rapinatore perché ribellatasi invece di giacere supina come gli altri rapinati o magari da un poliziotto perché non si era fermata ad un posto di blocco, nessuno delle prefiche odierne troverebbe fossanche una parola di cordoglio. Questa vittima, invece, è “un cadavere spendibile”: per lei nessuno passerà le immagini della fossa nella quale l’hanno sepolta, o le macchie di sangue della sua camera da letto, alla lente di ingrandimento, no, lei è il simbolo, la prova defunta, che la maggioranza delle musulmane vorrebbero abbracciare i valori occidentali, diventare veline, farsi qualche pera ogni tanto, ed in quanto apostate rischierebbero di essere uccise da un qualche barbuto. Nessuno di questi lacrimanti moralizzatori si è posto il problema di capire che, oltre alla religione, ci sono mille altre, piccole ed impercettibili, correzioni di rotta che hanno portato Mohammed Saleem a trasformarsi da padre magari burbero ma pur sempre amorevole come di solito sono i padri, nell'assassino di sua figlia. La vita di una ragazza che - generalmente - sarebbe stata la disperazione della sua famiglia è stata annichilita dalla mano di suo padre, certo, ma anche dall’ignoranza e dal gap esistente tra i genitori ed i parenti arrivati da poco (cresciuti altrove, con altre tradizioni e metodi educativi), e il suo essere cresciuta in questo paese. Qui Hina - e tutte le altre piccole e grandi Hine - aveva acquisito una percezione diversa della vita e di ciò che da essa si aspettava, affrontandola in maniera forse più liberale, forse più spudorata. Ebbene, la sua povera vita spezzata è diventata un altro terreno dove coltivare la pianta dell’odio per i musulmani. Nessuno, però, che si fermi a analizzare la contiguità tra cose che accadono anche in una miriade di famiglie italianissime e cristianissime: incapacità di dialogo, una figlia sempre più distante, un padre che non capisce perché le cose siano cambiate così, un fidanzato (in questo caso italiano, che di regola è l’orgoglio delle famiglie immigrate ed anche una porta per la cittadinanza) che però di sposarla non vuole sentirne parlare, magari ex tossicodipendente con problemi di giustizia, una ex-bambina per la quale si erano immaginati ben altri scenari che torna a casa ogni settimana, con un tatuaggio in più, con un altro piercing, che si teme abbia cominciato a drogarsi. Certo, non è giustificabile. Certo, è orribile. Certo. Ma quell’uomo è un’eccezione, non la regola. Io penso anche a Jennifer Zacconi, prima venduta dalla sua famiglia ad un uomo molto più vecchio di lei, in cambio della remissione di un debito e quindi sepolta viva con la sua creatura in grembo, per difendere l’onore del suo amante. Io penso anche a Bruna Morabito, giovane avvocato sopravvissuta per miracolo a 4 colpi sparatigli alla testa da suo fratello, perché colpevole di aver avuto un figlio senza essere sposata, e di aver così macchiato l'onore della sua famiglia. Io penso anche a Samuele Lorenzi, un bimbo ucciso da sua madre perché questa donna temeva che fosse ritardato, e che la sua stessa vita potesse insudiciare l'o[...]



Hina Saleem

Mon, 14 Aug 2006 12:54:00 +0200

È stato arrestato. Gironzolava intorno ai Carabinieri in Val Trompia. Sotto le unghie - forse - ancora il sangue di sua figlia: sgozzata da dietro, come l’agnello di Dio. La gola finita di aprire con le mani, il coltello che la ferisce, dopo morta nel resto del corpo. E nella testa l’idea che è stato Dio a volere questo scempio. Ora non voglio parlare di quello che è successo, non ce la faccio. Prima devo pensare, prima devo piangere, prima devo pregare. Dacia Valent ADNK (CRO) - 14/08/2006 - 15.27.00 BRESCIA: DACIA VALENT, HINA SALEEM MARTIRE DELL'ISLAM ZCZC ADN0489 7 CRO 0 RTX CRO RLO BRESCIA: DACIA VALENT, HINA SALEEM MARTIRE DELL'ISLAM = ''VITTIMA DI UN MODO DI VIVERE LA RELIGIONE CHE E' DIABOLICO'' Brescia, 14 ago. - (Adnkronos) - “Ciò che questo macellaio ha compiuto è un abominio religioso, oltre ad essere un reato gravissimo. La grande professionalità dei carabinieri, guidati dal colonnello Valentini, la sua umanità ha prevalso su uomini-bestia che delle donne hanno una considerazione barbarica, indegna della civiltà umana. Come donne e come musulmana non posso che rabbrividire e piangere per la vita di una giovane donna, spezzata dall'ignoranza e dalla bestialità di un uomo che avrebbe dovuto difenderla e proteggerla”. Lo ha dichiarato Dacia Valent, portavoce nazionale della Islamic Anti-Defamation League, la Lega Anti-Diffamazione Islamica, che fornisce gratuitamente difensori legali agli appartenenti alle minoranze etniche e religiose. “Esiste il diritto, per gli imputati, di avere la migliore difesa possibile - ha sottolineato Valent - di fronte a questo omicidio osceno, se mai dovessimo essere contattati, ci dovremo porre il problema tutto politico, e anche religioso, di cosa fare. Inizialmente la risposta è «no», ma se neghiamo la difesa a un malvagio cosa garantirà i buoni il nostro sostegno. Allah non voglia che veniamo interpellati, è l'unica cosa che riesco a sperare. Quella giovane donna è una martire musulmana, vittima dell'ignoranza, vittima dell'emarginazione, vittima di un modo di vivere la religione che è diabolico”. (segue) (Mzz/Pe/Adnkronos) 14-AGO-06 15:28 NNNN   ADNK (CRO) - 14/08/2006 - 15.37.00 BRESCIA: DACIA VALENT, HINA SALEEM MARTIRE DELL'ISLAM (2) ZCZC ADN0514 6 CRO 0 RTX CRO RLO BRESCIA: DACIA VALENT, HINA SALEEM MARTIRE DELL'ISLAM (2) = ''COMUNITÀ MUSULMANA ITALIANA SI PREPARI A GRANDE DIBATTITO INTERNO'' (Adnkronos) - “È necessario che la comunità musulmana italiana si prepari ad un grande dibattito interno - ha osservato portavoce nazionale della Islamic Anti-Defamation League - perchè è intollerabile che si voglia importare in Italia un Islam che cozza con le tradizioni culturali e politiche di questo paese, quelle che ci hanno costruito come soggetti politici attivi di questa società. È nostro compito, quello dei dirigenti musulmani nazionali, quello di trovare una via italiana all'Islam, così come il Profeta ha insegnato a tutti noi”. “Non siamo né in Pakistan né in Arabia Saudita - ha concluso Dacia Valent - noi donne e uomini musulmani italiani, siamo figli di un percorso politico, culturale, economico, sociale e storico che nulla ha a che vedere con questa barbarie. Da musulmana italiana, rivendico il dovere, e sottolineo «dovere», di imporre di nuovo l'umanità della nostra religione, perché non viviamo nè nella povertà economica del Pakistan o della Somalia né nella limitatezza culturale di società che escludono le donne dall'istruzione e dall[...]



Tacitamente

Mon, 14 Aug 2006 10:29:00 +0200

Palestina, Afghanistan, Iraq, Libano: auferre, trucidare, rapere falsis nominibus democratia, atque ubi lanienæ faciunt, pacem appellant.

Dacia Valent




Cicci bombe

Sat, 12 Aug 2006 22:29:00 +0200

Elicottero israeliano abbattuto dai partigiani libanesi nel villaggio di Yatar. I troppi cioccolatini ingurgitati hanno reso il velivolo troppo pesante e difficile da manovrare.

Dacia Valent



Corsi e ricorsi

Fri, 11 Aug 2006 20:33:00 +0200

In effetti va detto. Non è vero che gli ebrei israeliani, e i loro alleati in giro per il mondo, sono come i nazisti.  Sono molto meglio: loro i forni ce li hanno a microonde.

Dacia Valent




I partigiani

Wed, 09 Aug 2006 13:05:00 +0200

Lo avrai camerata Olmert il monumento che pretendi da noi palestinesi e libanesi ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi. Non coi sassi affumicati dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio non colla terra dei cimiteri dove i nostri compagni giovinetti riposano in serenità non colle cime inviolate delle montagne che per tanti anni ti sfidarono non colla primavera di queste valli che ti videro fuggire. Ma soltanto col silenzio dei torturati Più duro d'ogni macigno soltanto con la roccia di questo patto giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono per dignità e non per odio decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo. Su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai morti e vivi collo stesso impegno popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre RESISTENZA [...]



Aiutini ad Israele

Tue, 08 Aug 2006 22:25:00 +0200

Accipicchia signori, non possiamo rimanere inerti di fronte ai pericoli che corre il piccolo stato più democratico dell’universo mondo, la cui immagine immacolata più della Madonna è distorta dalla stampa ormai asservita al Califfato. Mobilitiamoci tutti quanti per mandare aiuti ai poveri ebrei israeliani che stanno morendo a nugoli, come le mosche, per colpa degli agguerriti terroristi libanesi. Un paio di poveri israeliani sono morti l’altroieri quando un razzo li ha colti dopo che avevano cercato rifugio in un ristorantino alla moda di Haifa, che poi abbiano approfittato per ordinare un carpaccio con rucola, insalata di pompelmi rossi, macedonia, caffè e grappa kosher, è stato puramente incidentale: non crederete che i poveri israeliani terrorizzati vadano per ristoranti, con i tempi che corrono e gli aumenti causati dall'euro? E se ci vanno, lo fanno certamente per riaffermare il loro diritto allo shopping, allo spinning e alla techno music. Ah, e all'esistenza. Non sono mica come gli Hezbollah, quei fondamentalisti estremisti religiosi, che teleguidano i loro micidiali missili dal bordo della piscina dello Sheraton di Beirut, mentre 72 vergini li spalmano di olio abbronzante, quando non sono - invece - occupati nei casinò della città, a giocare alla roulette con una mano mentre con l'altra assassinano bambini da spacciare come vittime dei volantini - fermi e gentile, quantunque indignati - ai quali i nostri beniamini israeliani hanno affidato la loro reazione contro le aggressioni di quei Binghi-Bonghi mangiacouscous e con i quali stanno inondando il Libano, mentre la stampa internazionale, asservita agli interessi della potente lobby musulmana fa opera di disinformazione sostenendo che si tratta di bombe. Sono ormai moltissimi i morti per gli attacchi dei terrorizzanti terroristi libanesi, perché non va dimenticato che a quelli di oggi vanno sommati i 6 milioni provocati dal Gran Mufti di Gerusalemme durante la WW2. Tra loro spiccano un'anziana infermiera di sala operatoria in pensione defunta d’infarto, un operaio della centrale nucleare deceduto per occlusione intestinale, un colono coltivatore diretto morto in un incidente automobilistico dopo aver investito 6 terroristi palestinesi travestiti da bambini delle scuole elementari che - respirando un sacco d'aria - attentavano al suo diritto all'esistenza, un'operatrice turistica per un tumore all’utero causato dalla bandoliera con i proiettili all'uranio impoverito che indossava quando andava a fare campeggio con le girls scout di David, un anziano assicuratore in pensione che si è spento nel sonno a 114 anni. E tutti questi, che a prima vista potrebbero sembrare morti per cause più o meno banali e/o naturali, sono stati in realtà uccisi da potentissime bambole islamovoodoo, sulle quali dei malvagi Hezbollini hanno vergato - con dei pennarelli naturalmente marca “Osama” - delle sentenze agghiaccianti: "arresto cardiaco", "tumore del pancreas", "morte per vecchiaia", "delitto passionale", "incidente d'autovettura", "stitichezza" ed altri stermini di massa. La malvagità di questi nazislamiciarabi, anche di quelli bonsai, è davvero infinita. Per questo motivo, di fronte alla catastrofe umanitaria che ha colpito il popolo d'Israele, urge una grande, grandissima, mobilitazione per portare speranza, per dare sollievo ai poveri profughi israeliani, che vagano  - di nuovo - raminghi per il deserto, alla ricerca di una bou[...]



Tra golem e vitelli d'oro

Fri, 04 Aug 2006 18:21:00 +0200

Piango per i morti della guerra. E piango solo per i morti libanesi e palestinesi. Davvero, non sento nessuna pena se penso agli israeliani ebrei, mi preoccupo e sono in ansia solo per gli israeliani arabi, cristiani, buddisti, musulmani, atei ed agnostici che vivono nelle zone che possono essere raggiunte dalle batterie libanesi (gli Hezbollah hanno razzi imprecisi, alla 'ndo cojo cojo, mica c'hanno il Santa Klaus dell'orrore che li rifornisce di missili teleguidati, raggi laser e razzi fotonici...). E la cosa grave, ma veramente grave, è che non mi sento nemmeno in colpa per questo, au contraire, mi sento meravigliosamente bene, meravigliosamente libera. E questo mi preoccupa assaje. Generalmente provo un moto di compassione per chiunque, anche per i serial killer o i pedofili, quando penso alla vita terribile che hanno avuto ed alla violenza che hanno subito, per trasformarsi nei mostri che sono diventati. Nel caso di Israele, è vero che gli ebrei israeliani - quelli che si nutrono nel trogolo sionista -, così come gli ebrei e cristiani sionisti nel resto del mondo, sono equiparabili ai serial killer, ma non riesco a provare solidarietà per loro. Perché da questo mondo seminuovo (o quanto meno un usato sicuro), quello uscito faticosamente dall’incubo dell’ultima guerra mondiale, hanno avuto il meglio: la simpatia, il sostegno, la solidarietà del mondo intero. Nulla potrebbe giustificare la loro mostrificazione. Stanno massacrando due paesi, la Palestina e il Libano, e con essi il proprio capitale di credibilità internazionale, costruito sulla monumentale catasta di cadaveri prodotti non solo ad Auschwitz, Dachau, Bergen Belsen, San Sabba, ma anche in tempi meno recenti nei pogrom cristiani in Spagna, Inghilterra, Polonia e nel resto d'Europa. Per un paese che del senso di colpa altrui ha fatto la sua arma principale, dimostrare di non avere la capacità di provare rimorso di fronte alla morte e distruzione che cagiona all'intera umanità è letteralmente suicida. Questo atteggiamento sprezzante delle regole del vivere civile - ché non siamo mica nelle caverne - logora seriamente la capacità di comprensione e di partecipazione di tutti coloro educati a considerare Israele, anche con tutti i problemi di diritti civili che ha al suo interno, come uno stato democratico, perfettibile, ma sicuramente democratico. Per la prima volta da anni gli USA sono stati costretti ad esercitare il diritto di veto su una risoluzione del sempre attento e tiepido Palazzo di Vetro, perché questa volta la condanna della crudele ferocia israeliana c’era. Eccome se c’era. Per la prima volta le immagini dei bambini israeliani, educati nell’odio all’odio per gli arabi, musulmani e cristiani, che firmano sorridenti le bombe che distruggono vite, speranze e strutture, hanno fatto il giro del mondo, senza censure. Per la prima volta l’Europa dice di NO al diktat americano e rifiuta di inserire Hezbollah nella lista delle organizzazioni terroriste, come richiesto da Israele e dal suo badante internazionale. Non è necessario essere Sun Tzu, Vo Nguyen Giap o Chaka Zulu per capire che il metodo di battaglia adottato dai fratelli in Libano è un modello che si è rivelato vincente ogni volta che è stato utilizzato. In effetti loro la guerra l’hanno già vinta, dal punto di vista mediatico (che nella nostra società dell’immagine è il terreno di scontro che conta)[...]



La vera storia d'Israele

Fri, 04 Aug 2006 11:33:00 +0200

Giusto perché è giusto che i giusti possano sentire la campana giusta: quella dalla parte del torto. Dal sito di Miguel Martinez, che non va confuso con il suo blog, il mitico Kelebek su Splinder. Dacia Valent Visto che ci siete, potete dare un'occhiata anche alla Questione dei Parazzi e all'articolo di Michael Neumann sul rapporto tra antisemitismo e conflitto israelo-palestinese. Di Fiamma Nait e Deborah Firenstein Caro, simpatico popolo italiano (un bacino a Oriana!), siamo due nonne israeliane. Proprio come voi, viviamo in villette a schiera con i nanetti nel giardino e le telecamere sopra i cancelli. Proprio come voi, mandiamo i nostri nipotini a lezione di pianoforte e di nuoto, sapeste come sono vispi! E proprio come voi, purtroppo, abbiamo tanti extracomunitari: la nostra vita sarebbe un piccolo paradiso, se non ci fossero loro. Voi non sapete come stanno veramente le cose qui, perché noi non siamo bravi come gli extracomunitari a fare pubbliche relazioni. Sappiamo tutti come vanno le cose in Italia, dove sei reti TV su sei appartengono ai comunisti. Sappiamo anche quello che succede tutti i giorni al “Corriere della Sera”: come i terroristi pakistani, travestiti da venditori di fiori, entrano nel ristorante sotto la sede del giornale e mettono il sonnifero nel cibo dei redattori che stanno cenando, mentre i loro compari tunisini, fingendo di vendere accendini, entrano direttamente dentro le redazioni, inserendo nei computer notizie false, degne di Goebbels. Insomma, da voi regna sovrana e incontestata la più becera propaganda antisemita. E per rispondere, noi due abbiamo deciso di scrivere la vera storia d’Israele. Una storia obiettiva e non di parte. Ve la raccontiamo in breve, perché anche noi nonnine abbiamo molto da fare: adesso Fiamma sta stirando i pantaloni di quel birichino di Avi, mentre io devo spolverare sotto i centrini. Tutto è cominciato il 21 marzo del 2.044 avanti era volgare, quando D-o ha convocato nel suo ufficio il nostro bis-bis-bisnonno, assieme a un notaio. Hanno stilato un documento con cui D-o ha regalato l’intero Medio Oriente al nostro avo. Gli arabi e i comunisti fanno finta di non saperlo, ma sono bravi a mentire: le loro sono bugie degne di Streicher. Infatti, D-o, che non per niente è quello che è, aveva previsto tutto: fece giurare a tutti sulla Bibbia, mica quella in ebraico che non la capisce nessuno, ma sulla King James Version in inglese, che l’inglese lo capiscono tutti. Anche quelli di noi che sono atei – perché Israele è una democrazia laica, non lo sapevate? – sanno che il Contratto è vero. E se lo capisce anche uno che a D-o non ci crede, quei fanatici di musulmani che passano metà giornata con il sedere per aria a pregare dovrebbero capirlo a maggior ragione. La terra è di D-o e lui ne fa quello che vuole, non vi pare? Ma un sacco di gente ci è rimasta male. Erano gelosi per via del petrolio e delle benedizioni e dei datteri, che se li prendevano tutti gli ebrei, e a loro niente. Così tre giorni dopo il Contratto, il Mufti di Gerusalemme si è riunito con i suoi camerati in una birreria e ha fondato l’Antisemitismo. Il Mufti era un tedescone di Schweinfurt che trincava dalla mattina alla sera, ma all’epoca andava in giro con una curatissima barba a riccioli di tipo assiro. Il Mufti diffuse il suo farneticante credo di odio in tutto il mondo, ed è grazie [...]



Maieutica

Wed, 02 Aug 2006 09:49:00 +0200

Il 29 di luglio, complici il caldo ed un’inesistente cultura nazionale, 4 ragazzoti hanno imbrattato le pareti ed i vetri della Moschea El Hidaya di Sanremo di scritte e simboli nazisti.

Ça va sans dire che nessuno dei nostri solerti e solenni antirazzisti di maniera (Napolitano, Fini, Amato, Prodi e compagnia salmodiante) ha sentito il compulsivo bisogno di condannare l’accaduto e porgere un grammo di solidarietà alla comunità musulmana.

Molto più prosaicamente la polizia di Sanremo ha fatto il suo lavoro (egregiamente va detto) ed ha identificato i razzisti responsabili dello sfregio. Sono 4, il più “vecchio” ha 18 anni, il più giovane 15.

E questo mi porta a pormi - e porvi - qualche quesito.

Come mai quelli che fanno le svastiche sulle sinagoghe non vengono mai, dico mai, beccati?

E come mai per “attaccare” la comunità ebraica i malvagi "antisemiti" vanno a profanare cimiteri invece di picchiare o uccidere qualche ebreo per strada come fanno con i musulmani, insomma, perché se la prendono con i morti e mai con i vivi?

L’omino travestito da Mickey Mouse a Disneyland, quando i turisti gli scattano una foto ricordo, sorride sotto la maschera sorridente?

A voi l’ardua risposta.

Dacia Valent