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scum



l'organo di stampa della schiuma della società



Last Build Date: Thu, 17 Sep 2015 00:26:09 +0000

 



back in the game

Wed, 27 Jun 2007 09:42:00 +0000

...e questa volta sono male accompagnato.

there's nothing like the old skool.




Wed, 16 May 2007 14:00:00 +0000

fine


A life! A life, Jimmy, you know what that is?

Is that shit that happens
while you're waiting for moments that never come.

Detective Lester Freamon


Run up on his ass, and blast, like a rebel
Turn up the treble 'cause I hit you with the bass
Remember my name and remember my face
Remember these words and remember the taste
Snoop Dogg, Y'all gone miss me


days of posting wild: the best of scum



bulletproof on the t-shirts/because they hate us (extended version)

Mon, 16 Apr 2007 14:40:00 +0000

io e dj enzo la nostra massima ambizione nella vita è giocare a hattrick. non paghi abbiamo anche deciso di dare vita alle nostre squadre di hattrick ricreando tutti i giocatori dentro proevolutionsoccer. un cazzo di lavorone, però quando ci giochi sai esattamente per cosa cazzo hai faticato a fare. poi ancor meno paghi abbiamo anche deciso di ricrearci noi stessi e inserirci dentro le nostre squadre di hattrick ricreate dentro proevolutionsoccer. una roba da farci attribuire la schizofrenia onoraria. dj enzo è una tristissima mezza punta a fine carriera, evidentemente sovrappeso, logorato da una vita di eccessi, si trascina mestamente per il campo con una lentezza imbarazzante e ogni tanto lascia partire qualche sporadico colpo di classe. io invece sono un difensore dal tackle chirurgico con evidenti ambizioni centrocampistiche, un elegante stopper longileneo dalla chioma fluente e dagli zigomi taglienti, robusto ma tecnico, potente ma preciso, severo ma giusto. allora adesso abbiamo preso il giro che prima di andarci a sentire i dj set al venerdì sera lui passa di qui, mangiamo una roba e mentre parte il primo giro di amari domandiamo cortesemente alla first lady il permesso di alzarci da tavola per andare a far sgambettare i nostri alter ego virtuali. combinazione l'altra sera dj enzo ha ricevuto una raffica di schiaffi sulla faccia che se la ricorda fin che campa ma non ho certo aperto un blog per vantarmi delle mie imprese quindi passo oltre. asciugato il san simone prima di andar via abbiamo dato ancora una sorsata di grappa petrarca, cosa che ha veramente rischiato di esserci letale perchè neanche il tempo di sbarcare ai murazzi a dj enzo gli hanno fatto il portafoglio. ferma tutto. va bene che questi due giovani maghrebini loro hanno il vantaggio che passano le giornate a ciucciarsi il the verde contro noialtri che abbiamo invece questa passione per i digestivi che potrebbe costarci qualcosa in termini di lucidità. però intanto a questi due fenomeni che si credevano di poter fottere con la wrong pitching alliance gli abbiamo insegnato che devono ancora mangiarne di merda prima di poter mettere le mani sul budget settimanale disposto da dj enzo per i beveraggi del venerdì sera. e così pensando intensamente ai long drinks che rischiavamo di non bere per colpa dello scippo abbiamo ritenuto di reagire con tutta la brutalità richiesta dalle contingenze e riprenderci il portafoglio con tutti i soldi dentro e tutti i documenti in ordine, nonostante che a dj enzo gli avrebbe fatto comodo perdere la patente in modo da poter sostituire quella foto imbarazzante di lui diciottenne con una capigliatura afro. e comunque il punteggio della serata è grappa petrarca 1- the verde con la menta 0. questa vicissitudine ha fruttato qualcosa in termini di autostima ma purtroppo l'adrenalina pompante ha finito col dilapidare il patrimonio di ebbrezza che avevamo faticosamente costruito fino a quel momento, riportandoci alla sobrietà di partenza con un danno economico e morale dal valore incalcolabile. mentre aspettavamo che arrivassero i dj abbiamo iniziato anche a fare del nightclubbing vero e proprio migrando occasionalmente nel locale di fianco, perchè dj enzo lui sostiene che per una dieta bilanciata è consigliabile abbeverarsi da banconi diversi. per fortuna siamo ritornati in tempo per sentire il finale di gaiser, questo ragazzotto del michigan a cui evidentemente il flirt con i suoni sintetici mitteleuropei ha lasciato in eredità un taglio di capelli talmente poco presentabile che avrebbe potuto essere eseguito solo dalla mano di un parrucchiere tedesco. ma una tale prepotente esibizione di cattivo gusto è stata pesantemente mitigata da un finale di set semplicemente epico, affidato a una delirante rivisitazione di 25 bitches di troy pierce che si è presto trasformata in un interminabile incubo di marzialità minimale. fatti percuotere il cervello per mezz'ora da quello stillicidio di rullanti sordi, cassa elastica e oscillatori puntati verso il basso come un[...]



lullaby for the working class vol. 6: drink on duty and other professional felonies

Fri, 06 Apr 2007 14:18:00 +0000

l'inizio sono io che mi accompagnano dentro un convento, che sarebbe il posto dove mi han fatto dormire dentro per una settimana. prima bestemmia scaricata dopo tre minuti netti, quando sono inciampato uscendo dall'ascensore, perchè anche dentro la tana del lupo io non sono certo uno di quelli che si fanno intimorire. alla fine della fiaba invece ci sono io che me ne cammino via dal convento scosso dai fremiti della risacca che mi ha segato via le gambe. sento pure il cellulare che mi vibra addosso ma quando lo prendo in mano mi tocca constatare che la vibranza più che dal cellulare sembrerebbe essere provocata dalle pareti del mio stomaco che si stanno sgretolando rumorosamente in un doloroso processo autodigestivo provocato da un'overdose di amari alle erbe. gli amari son bastardi perchè quando hanno finito di digerirti la roba da mangiare incominciano ad attaccare gli organi interni e ti digeriscono pure quelli. la testa me la sento come se mi ci avessero cagato dentro e le ginocchia si stanno paurosamente piegando sotto il peso di questo borsone che mi penzola da una spalla. questo che mi zoppica di fianco è il fenomeno che mi hanno messo insieme in camera, un ragazzino di una ventina d'anni con la barba incolta che nonostante la tenerà età si sta già dimostrando una giovane promessa nell'antica arte dell'aggrappamento al bancone del bar. bisogna dire che la sua compulsione al sollevamento di piccoli contenitori di vetro e il suo bisogno ossessivo di visionare qualunque prodotto di natura audiovisiva mi ricordano in parte il me stesso pre-erasmus di una manciata di anni fa. il problema non sono tanto io che rivedo in lui me stesso da giovane, dovrebbe piuttosto essere lui a preoccuparsi del fatto di vedere in me un potenziale sé stesso da vecchio, una specie di memento mori ambulante inviatogli da dio in persona, un'epifania visiva che dovrebbe stampargli nel cervello la fotografia del miserabile fallito che potrebbe diventare tra qualche anno se non incomincia a raddrizzare il cammino. poi ci avevano messo a lavorare insieme anche una ragazza. il kaiser, che era il nostro capo (dio fa quando il nome ti prefigura il destino...), suppongo che l'avesse infiltrata per mettere un po' di buon senso e buon gusto all'interno del nostro microcosmo lavorativo. errore clamoroso, visto che sotto le spoglie di una composta laureata in lettere si nascondeva una trangugiatrice di aperitivi di rara veemenza, nonché la principale responsabile dell'annichilimento delle scorte di san simone del nostro bar di fiducia (l'immagine del titolare del bar che esce a comprare una bottiglia di san simone del bar di fianco mi resterà a lungo impressa nella memoria). per un sottooccupato come me, che per una volta che gli capita di lavorare una settimana gli piacerebbe magari far bella figura, affiancargli un personaggio che nel mezzo di una giornata lavorativa ti costringe a inghiottire dei negroni a stomaco vuoto è stata da parte del kaiser una palese scorrettezza, oltre che una trappola per testare i vacillanti confini della mia professionalità. tra l'altro non contenta di aver posto l'ennesima pietra tombale sulla mia carriera ella è stata anche la persona che mi ha gelato definendomi pubblicamente una persona irritante. essendo io abituato ad essere adorato alla stregua di un dio pagano da tutti gli individui ai quali concedo il privilegio di frequentarmi sono rimasto un attimo spiazzato e ci son voluti tre giri di amaro braulio prima che la mia autostima ritornasse al di sopra del livello di guardia. detta così c'è da chiedersi che bel lavoro che poteva combinare un team ben assortito come il nostro. invece per fortuna la direzione del festival si era premurata di nasconderci tutti e tre sotto l'ala protettiva di un astemio, un personaggio che io definirei il franco baresi dei responsabili di sala dei festival cinematografici: esperto, preciso, pulito negli interventi, tecnicamente e moralmente irreprensibile e padrone di una capacità di repu[...]



the beauty and the bass

Mon, 12 Mar 2007 17:07:00 +0000

cazzo son rimasto deluso. il paradiso dei bassi sarà che l’avevo un attimo mitizzato, perché poi una volta che ci son camminato dentro non era mica quest’apoteosi di godimento che mi ero prefigurato nella mia distorta mente di adoratore del subwoofer. quando ci han detto che avevano fulminati i tweeter della casse, tutti i tweeter di tutte le cazzo di casse, io gli faccio, cazzo me ne frega, tanto io son venuto qui per pompare i bassi. tanto io il mio scopo nella vita è farti sentire le frequenze in cifra singola, scrostare l’intonaco dai muri durante anti war dub di digital mystikz, sentire gorgogliare gli stomaci per la malsana vibranza di revolution 5 di roots manuva feat. chali 2na. io che quando sbarco in consolle teatralmente come un wrestler la prima roba che faccio è giustiziare le alte e le medie attraverso un’opera di crudele smanopolamento. una volta è salito persino danilo, il dj viticoltore, a redarguirmi perché diceva che stavo esagerando. cazzo danilo secondo me è lui che sta esagerando con le sue manifestazioni di divismo da attrice del cinema muto. ormai è diventato il nostro pete doherty, noi altri tre che andiamo sempre a lavorare seri, posati, professionali, lui invece ormai si presenta alle serate stremato dagli eccessi. l’altra sera che io non c’ero ha sciolto un’aspirina dentro un bicchiere di nardini bianca e dopo era talmente sbarellato che è dovuto intervenire dj enzo per aiutarlo a schiacciare il tasto open del lettore cd perchè lui non riusciva. e questa sera qua uguale, si è barricato dentro il camerino in evidente stato di alterazione urlando che lui è un professionista e senza il tweeter non lavorava. voleva mandare mio cugino a smontare il pianale della macchina per collegarlo al nostro mixer, solo che anche mio cugino sulla punto aveva montato solo il subwoofer perchè dice che intanto quando passi per la strada alle ragazzine gli interessa sentire solo quello, quindi inutile che sprechi dei soldi per della componentistica audio che non favorisce la lubrificazione vaginale. bisogna dire tra l'altro che prima di venire lì nel locale siamo andati a cena al ristorante e lui e dj enzo han passato tutto il tempo a parlare di figa ad alta voce sperando di far colpo sulle due ragazzine sedute di fianco, che infatti si sono alzate e sono andate via a metà degli antipasti. e la roba divertente è che poi dj enzo mi ha scaricato come al solito la responsabilità su di me perchè secondo lui da quando ha incominciato a frequentarmi non va mai in buca una volta che sia una. non so, magari poi è veramente colpa mia, però per quel poco che mi ricordo dei sottili meccanismi della seduzione secondo me le donne quando ti vedono che ti scoli un pintone da un litro e mezzo di rosso del canavese tendono a non identificarti come potenziale padre dei loro figli. dopo quando andiamo nel locale bisogna dire che prima di noi c'era un gruppo che suonava la musica balcanica. in realtà erano delle bravissime persone, solo che purtroppo io ho questo problema con la musica balcanica che mi mette addosso una gran voglia di morire. io a sentire quei tromboni e quelle fisarmoniche che mi graffiano il cervello mi sento crescere dentro un preoccupante rancore nei confronti della persona di goran bregovic, il principale artefice della proliferazione di un costume musicale nato con il preciso intento di attentare alla mia sanità mentale. la gente intorno a me saltella felice. ogni saltello e ogni sorriso sono per me una rasoiata al basso ventre. vorrei cagare dentro quel trombone. immaginarsi cosa avrà potuto invece pensare di me la gente che cinque minuti prima saltellava felice e che adesso invece si trova immobile e corrucciata a fissare uno stronzo con la maglietta dei megadeth che da dietro la consolle non può fare nient'altro che investirli con una sventagliata di bassi lugubri e distorti. adesso sarei disposto a riascoltarmi tutta la notte la colonna sonora di gatto nero gat[...]



in it for free drinking: rise to power

Thu, 22 Feb 2007 17:21:00 +0000

io e dj enzo ci hanno chiamati per scrivere sul giornalino. pronti. loro ti mandano le email con quello che te devi scrivere, te lo scrivi e dopo glielo recapiti per tempo e sono tutti contenti. loro si ritrovano col giornalino ripieno del succo delle nostre ambitissime penne, noialtri andiamo in giro il sabato sera senza pagare e in più ci hanno anche fatto un articolo sul giornalino in cui hanno messo questa foto di noi quattro con lo sguardo liquido con sotto una didascalia che dice non chiamateli perché vi saccheggiano il bar e metton su della musica di merda. dj enzo ha anche avuto da recriminare perché dentro l’articolo non hanno scritto niente dei suoi progetti. io gli faccio, ma scusa, a me mi sembra che te non c’hai nessun progetto se non quello di andare in giro la sera a bere come un cretino e dar fastidio alle ragazze. allora per consolarlo abbiam fatto sfrecciare i polpastrelli sul gamepad e così ho fatto anche in tempo a fargli il culo a strisce a proevolutionsoccer finchè lo storione in umido non finiva di cuocere. al pueblo siamo di nuovo in formazione d’emergenza perché quel bastardo assenteista di danilo doveva andare al carnevale di ivrea a tirare delle arance con l’anima in ghisa brevettate per l'occasione. tocca tra l’altro spingere sull’acceleratore perché all’una dobbiamo schizzare via, io personalmente che avevo sprecato tutto il pomeriggio diffondendo bassi per il quartiere cercando di spalancare nuovi orizzonti delle percezione sonora mi sono poi limitato la sera a cercare di condensare l’intera discografia di king tubby dentro un set di 45 minuti, senza peraltro dimenticare di strizzare l’occhio alle nuove mutazioni del dubbismo più esasperato e impregnando la stanza di riverberi umidissimi in un’orgia di dolorose basse frequenze, perché anche se è sabato sera e tu hai solo voglia di divertirti e sbevazzare allegramente a me mi preme sempre ricordarti che il mondo non è nient’altro che un catino rovente traboccante di angoscia, miseria, morte e disperazione. salutiamo il povero fabietto che stasera pare proprio che gli tocca fare le veci dei nostri culi inaffidabili dietro la consolle per il resto della serata. arriviamo nel locale dove quelli del giornalino ci hanno dato l’accredito per entrare gratis, però è con somma indignazione che scopriamo che ci tocca fare la fila insieme a tutti quegli altri sacchi di merda che invece devono sganciare per entrare. a un certo punto bisogna anche dargli atto a dj enzo che ha provato ad avvicinarsi al buttafuori per chiedergli se c’era una corsia preferenziale per due pezzi grossi del giornalismo sabaudo come noialtri, solo che quest’uomo con degli enormi bicipiti conserti sul petto si è limitato a rispondergli con uno sguardo talmente carico di indifferenza mista a disprezzo mista a un’atavica predisposizione per mettere le mani addosso alla gente che abbiamo ritenuto di abbassare le orecchie per tornare in fila con gli altri ragazzini. però intanto quando siamo poi entrati ci hanno stampato sul dorso della mano destra questo timbro bluastro apposito per i giornalisti di livello che abbiamo scoperto che ti dava diritto ad andare al bancone e sussurrare nell’orecchio del barista i tuoi desideri più inconfessabili e lui era tenuto a soddisfarli senza che te dovessi dargli del denaro in cambio. tutti gli altri stronzi che si facevano timbrare il tesserino e prima di uscire gli toccava passare a farsi fare il conto, e noialtri invece con la sola esibizione della mano ordinavamo alla bottiglia di rovesciarsi dentro il bicchiere. il giorno dopo gli ho fatto vedere il timbrino a mia mamma, essendo questo il più grande successo riscosso nella mia vita da adulto. dj enzo considerava come si sarebbe sentito realizzato come persona potendo estendere per l'eternità il potere del timbro, in particolare coniugandolo a un altro timbro sul dorso della mano sinistra esibendo il quale tu[...]



lullaby for the working class vol.5: cronache di un lungo viaggio alla ricerca del fondo

Thu, 08 Feb 2007 16:13:00 +0000

non so com'è che mi è venuto in mente comunque l'altro giorno sono andato a cercarmi un lavoro. mai più una roba del genere. che praticamente io avevo fatto la telefonata giusto per provare a fare qualche colloquio dimostrativo da dargli in pasto ai miei per fargli vedere che mi stavo almeno sbattendo, e questi qua mi convocano subito il giorno dopo e mi tocca saltare sul tram per davvero fino a un posto della periferia torinese che andrebbe raso al suolo e incriminato per istigazione al suicidio. sarà che il cielo è grigio, sarà che sono io che non c'ho voglia, ma a me mi sembra che qua ci sono solo dei gran cazzo di benzinai e concessionari e infatti mi sbatto in giro a cercare il numero e finisco in una stradina laterale in mezzo alle sterpaglie e le siringhe usate, che combinazione passa sul retro di un benzinaio e porta nel cortile di un concessionario. dal cortile del concessionario vai dentro un capannone merdoso talmente sporco che andrebbe sterilizzato con un incendio doloso e seguendo le emanazioni di un subwoofer finisco dentro uno stanzone con dentro solo una scrivania dell'ikea e delle casse che mandano della tribal house della peggior specie. dietro la scrivania praticamente c'è questa ventenne con addosso delle badilate di eyeliner e i pantaloni ficcati dentro gli stivali. augurandomi che la pratica di ficcarsi i pantaloni dentro gli stivali venga presto repressa nel sangue e punita con una decina d'anni di carcere senza condizionale la contemplo e penso di essere quasi sicuro di averla vista già vista, probabilmente mentre eseguiva un pompino dietro la porta del cesso di un noto locale da ballo torinese, ma non si può mai dire, visto e considerato il grado di spaventosa omologazione estetica che sembra affliggere la quasi totalità delle generazioni emergenti. vengo fatto accomodare dentro l'ufficio di un'altra persona con i fottuti pantaloni dentro i merdosissimi stivali e non posso fare a meno di domandarmi che cazzo di colloquio è un colloquio nel quale non vengo mai interpellato e sono invece costretto ad ascoltare una petulante filippica sul dinamismo e il lavoro di squadra, proprio io che ho fatto della staticità e della sociopatia i miei cavalli di battaglia. del lavoro che devo fare non ho capito un cazzo, ma considerando che mentre parlava non ascoltavo mi sembra il minimo. nell'annuncio c'era scritto organizzazione eventi che combinazione è proprio il mio ramo, quindi dico che va bene e vacca troia mi convocano il mattino dopo ore otto e fottute trenta per una giornata di ulteriore selezione con incluso di pupparsi l'affiancamento coi loro dipendenti. mentre esco mi viene intimato di vestirmi bene e decido di sorvolare sul fatto che il pulpito predicante è una 40enne vestita come una cubista in declino. volo via a testa bassa perché il massimo del mio concetto di benvestirsi l'avevo esibito per il colloquio e ripassando mentalmente il mio guardaroba mi tocca constatare che sono fottuto. evidentemente non abbastanza, visto che decido di peggiorare la situazione scegliendo di farmi accompagnare da mio padre in giro per gli squalliderrimi outlet che sorgono negli angoli più luridi di questa città e nel contesto di una giornata grigia con la prospettiva di una sveglia all'alba e un lavoro di merda all'orizzonte bisogna dire che un viaggio negli abissi dell'abbigliamento dozzinale è una stretta di cappio intorno al collo. considerando poi che io da quando mi vesto da solo non ho mai indossato nient'altro che non fossero i jeans, gli anfibi e le magliette dei gruppi, e considerando che mio padre da quando si è sposato si fa vestire da mia madre, il risultato di questo triste pomeriggio edipico mi è quasi costato la fine di un legame sentimentale lungo un decennio, visto che quando ho esibito le mie conquiste la first lady l'ho vista veramente sul punto di fare le valigie per il disgusto. io subito non mi sono reso conto, [...]




Fri, 26 Jan 2007 18:28:00 +0000

free dj drama!



stop that train (i gotta get away): a fat man in bardonerchia

Tue, 23 Jan 2007 21:30:00 +0000

un paio di chilometri più lontano dal livello del mare, però praticamente per me l’unica differenza tra l’inverno e l’estate è che invece dei vassoi col fritto misto mi ficcano in mano delle terrine col dentro la polenta e le salsicce al ginepro, questo sabato qui recapito veloce perchè c’è da rincasare, docciare, nutrire i felini e ripartire veloce come il vento, non per dire però con l’ultimo caffè servito ancora caldo nella tazza io son già lì che infilo tornanti e scalo in seconda e riprendo con la micra ruggente giù per le strade e chiedi pure al casellante che quando ha visto l’ora scritta sul biglietto non ci credeva, pont saint martin-torino 45 minuti da casello a casello con gli antineve montati, che alle otto abbiamo il treno speciale traboccante di cacciatori di beat in trasferta di nuovo su per le montagne migriamo alla caccia del dj set del superproduttore venuto dal grande nord che sul finire dell’anno ci aveva fatto sospirare come le ragazzine sul suo disco di intimismi dub superlevigati e certi cantati femminili potentemente erettili. sembrano tutti più che altro dei sedicenni in libera uscita ingobbiti sotto il peso dei bottiglioni di cabernet del discount e delle casse di birraccia crauta, noialtri niente, dj enzo sciabola una mezza minerale che gli era rimasta nello zaino, io c’ho un mars che ho fregato prima di venir via nel bar dove ho lavorato e quegli altri due parassiti di fabio e cristian niente, neanche una fruit joy da segare in quattro per pomparsi almeno le endorfine dello zucchero. a me a vedere delle vagonate di preadolescenti che trangugiano mi viene una sete che cederei la verginità anale in cambio di pochi centilitri di hollandia traditionally brewed stagnante sul fondo di una latta spiegazzata, ma alla fine abbiam fatto bene perchè il viaggio di merda durava una madonna e noialtri quattro poveri vecchi di merda se attaccavamo a bere ci scappava da pisciare ogni cinque minuti. fatto sta che non passa un cazzo e la mia irritazione sobrioindotta aumenta esponenzialmente a causa del fatto che dj enzo non mi vuole mai dire quanto manca. caliamo giù dal treno speciale dopo una quantità irragionevole di tempo e sfociamo finalmente a bardonerchia, cittadina montana di rara inutilità che verrà presto rasa al suolo per farci approdare una linea ferroviaria superveloce, il che è un bene perchè primo il viaggio dura meno e secondo quando arrivi almeno non ti trovi più di fronte questa cittadina che si riduce a una spaventosa salita che scoraggia subito i nostri fragili corpi martoriati da un ventennio di abusi. rimaniamo dunque a bivaccare a fondo salita infilandoci dentro tutti i bar raggiungibili senza sbattimento, cosa che deve aver provocato in alcuni baristi una sensazione di deja vu perchè a un certo punto abbiamo dovuto ricominciarli da capo. bello il luogo preposto ad accogliere il nostro dj scandinavo, una centrale montana dell’enel che per una serie di contingenze sembrava una megadiscoteca di airasca la domenica pomeriggio, essendosi popolata di una quantitativo imbarazzante di sedicenni col maglione di lana aderente sulla pelle nuda, lo scollo a v che si apre su toraci imberbi e l’elastico che scompare sotto la fibbia della cintura ricoperta di finti brillanti a testimoniare tutto il disagio e il male di vivere di una generazione che ho pregato che una turbina si ribellasse e gli scaricasse addosso una tempesta di kilowatt per porre fine allo scempio. l’unico che sembra sguazzare piacevolmente in questo scenario di serpeggiante immoralità è il solito dj enzo, che è anche riuscito a farsi più volte palpare il pacco da una ragazzina in evidente overdose di vodka e redbull, suscitando peraltro un certo quantitativo di invidia da parte dei suoi compagni di viaggio visto che la serata non ha offerto molto altro, dal momento ch[...]



wpa: the movie!

Tue, 16 Jan 2007 18:59:00 +0000

bisogna dargli atto a vj enzo che questa volta ha fatto le robe come andavano fatte. una roba che non diresti per uno che ha trascorso il week end trascinando in giro per il piemonte una bottiglia di pampero aniversario (purtroppo priva di relativa guaina protettiva) e che in uno dei suoi momenti di maggiore lucidità ha esclamato "cazzo che bella vigna" di fronte a una piantagione di fottutissimi kiwi. andrebbe detto che ha portato la cinepresa al cinastic con il solo intento di avvicinare le ragazzine ubriache fingendosi l'amministratore delegato di una televisione locale, però fortunatamente mi sono impegnato io a scacciare tutte le ventenni disinibite che ci ronzavano intorno, riuscendo ad irritarle con una serie di incontrovertibili e petulanti argomentazioni storico-musicali nel corso delle quali vj enzo, che si era presentato alla serata col preservativo già infilato, ha progressivamento visto sfumare la prospettiva del congresso carnale a cui si era illuso di banchettare. peccato. egli ha dunque deciso di rivolgere la telecamera contro noi stessi e farla finita, regalandoci un agghiacciante spaccato di insipienza djistica narrata con un livido stile documentaristico e stradaiolo.
lasciate pure perdere il secondo filmato, visto che notoriamente i contenuti speciali lasciano sempre un po' il tempo che trovano.
e allora avanti:
pochezza tecnica! mancanza di vergogna! bicchieri vuoti! occhi languidi! lettori cd che saltano! volgarità assortite! la fine della musica! la morte della dignità! la pietra tombale sulla carriera di un noto cantautore siciliano!
tutto questo e poco altro in wpa: the movie! l'incubo del sabato sera si aggira per il canavese.

atroC.T.X.Z.B.tion




alcoholiday

Thu, 04 Jan 2007 13:49:00 +0000

...e tra l'altro mi ero ripromesso anche di trascorrere la notte di capodanno all'insegna dell'abuso di alcol e infatti il mio esordio nel 2007 è stato prontamente contraddistinto dall'archetipica immagine di me chino sulla tazza del cesso con una bottiglia di alcol a fianco. eppure non è tutto oro quel che luccica e a volte le cose non sono quelle che sembrano, pertanto l'unica cosa che luccicava nelle mie prime ore dell'anno nuovo era la ceramica bianca che risplendeva sotto i colpi di uno straccio imbevuto di un liquido rosa altamente infiammabile.
iniziare l'annata disincrostando i water di un locale pubblico è stato un gesto sinistramente premonitore del lento e costante processo di umiliazione e disfacimento della mia esistenza e confesso che pur facendo ampio ricorso alle mie latitanti scorte di ottimismo vedendo il mio volto riflesso dentro l'acquetta del cesso non ho potuto fare a meno di pensare che dio fa si vede subito che questo qui è l'anno buono.

atroC.T.X.Z.B.tion



in it for the prosecco

Fri, 29 Dec 2006 21:48:00 +0000

mi ero ripromesso che nel 2006 gli avrei dato a mia madre la soddisfazione di trovarmi un lavoro decente. avendo invece perduto anche quello indecente che avevo, per il 2007 l'unica cosa che posso ripromettermi è di provare a fare il mio ingresso definitivo nel mondo dell'emarginazione. fossi più giovane imboccherei il tunnel della droga ma con l'età che ho e col fatto che la povertà mi costringe a indossare ancora i miei vestiti del liceo gli spacciatori mi scambierebbero di sicuro per un maresciallo sotto copertura travestito da giovane degli anni '90.
intanto a capodanno vestirò come al solito i panni del cameriere, fedele al mio credo secondo il quale la qualità di un lavoro non è data dal prestigio o dall'ammontare dello stipendio ma dal numero di prosecchi gratis che ti permette di ingurgitare.
spero di avervi intrattenuto adeguatamente nel corso di un anno solare nel corso del quale l'inedia mi ha impedito di scrivere quanto avrei voluto. questa fotografia di zazie dentro il cappuccio della mia felpa dei gorilla biscuits vuole essere un augurio ai lettori di scum per un 2007 di ebbrezza e prosperità, oltre che una patetica scusa per continuare impunemente a pubblicare fotografie dei miei gatti.

atroC.T.X.Z.B.tion

(image)



the scum guide to 2006 top sound (updated!)

Wed, 20 Dec 2006 15:40:00 +0000

album burial – s/t (hyperdub)ellen allien and apparat – orchestra of bubbles (bpitch control)skream! – s/t (tempa) ; skreamism vol. 2 (tempa)rhythm & sound – see mi yah remixes (burial mix)snoop dogg – tha blue carpet treatment (geffen)white mice - s/t + white mice: versions (basic replay) (NEW ENTRY!)knife – silent shout (rabid)scarface presents the product - one hunid (koch)herbert – scale (k7)infadels – we are not the infadels (wall of sound)alex smoke – paradolia (soma)midlake – the trials of van occuphanter (bella union)unai – a love moderne (force tracks)girl talk – night ripper (illegal art)belle & sebastian – the life pursuit (matador) compilation james holden – at the controls (resist)m.a.n.d.y. – at the controls (resist)vv. aa. – total 7 (kompakt)alex smoke – sci.fi.hi.fi. vol. 3 (soma)vv. aa. – back to backs (mobilee)j. dilla – donuts (stones throw)optimo – bbc 1 essential mix (bootleg)ame – ame mixing (sonar kollektiv)tiefschwarz – fabric 29 (fabric)vv. aa. – superlongevity 4 (perlon) youngsta & hatcha – dubstep allstars vol. 4 (tempa)herbaliser – fabriclive 26 (fabric)vv. aa. - innervision. where we at (sonar kollektiv)heidi – monza club ibiza compilation vol. 1 (get physical)matthew dear as audion – fabric 27 (fabric) pezzi skream! – dutch flowerzburial – u hurt merhythm & sound – lightning storm (françois k. remix)alex under – fortuitotroy pierce – 25 bitchesaudion – mouth to mouthanja schneider & sebo k – rancho relaxopetter – some polyphonyclaude vonstroke – whose afraid of detroitblack devil disco club – the devil in usskream – blipstreampaul kalkbrenner – keulethomas schumacher – rotordonnacha costello – 6.2snoop dogg feat. ice cube - LAX averci ancora una memoria a lungo/medio termine uno potrebbe portargli più rispetto anche a quelli che sono usciti prima di settembre, ma quando incominci a passare una percentuale significativa del tuo anno solare picchiando i polpastrelli sulla superficie di un bancone bisogna accontentarsi di ragionare un mese per volta e tutto il resto provare a andarlo a ripescare giù nel buco nero con l’ausilio di forme più o meno collaudate di archivismo. io comunque ho provato e pensandoci un attimo bisogna dire che sul finale dell’anno sono rimasto schiacciato sotto il peso della bass culture profetizzata un venticinquino di anni fa dal messia linton kwesi johnson. il dubstep è stata una di quelle robe che mi hanno beccato a pisciare in mezzo ai binari proprio mentre stava passando il treno. che poi ti vai a riascoltare dub come save me di roots manuva o non lo so, certo tricky terminale, indietro fino a king tubby, insomma, è una roba con le radici belle profonde, però per me è stata l’epifania e sospetto che sia perché tutto quello che ha a che fare col dub in generale ti costringe in qualche modo a fare i conti con la storia della manipolazione del suono, con gli echi, i riverberi, i battiti, i ritardi, un enorme vuoto sferragliante che si raggomitola nel cervello e inizia a pulsartici dentro e te non capisci più da dove viene perché i coni delle casse te l’hanno trasferito dentro la scatola cranica e adesso sembra che spinga direttamente da lì dentro. e bisogna dire che questi ragazzi qua del dubstep sanno scome spingerti un basso nel cervello, le pareti vibrano e nonostante che la partita la stai giocando tutta su un manipolo di frequenze vicine allo zero com’è/come non è gli orizzonti si spalancano. burial più di tutti gli altri perché ha (hanno?) recapitato un disco tutto intero, organico, certo c[...]



nobody dance, nobody get hurt: the dio canavese sessions vol. 2

Mon, 04 Dec 2006 23:39:00 +0000

proseguono i tristi sabati sera del dj-cameriere che quando gli altri dj attaccano a suonare lui va a dormire perché il giorno dopo deve andare a lavorare. il tempo di venir via veloce da un pranzo sociale dei pensionati che mi infilo in camerino per sostituire il gilerino e il cravattino con la storica longsleeve dei sepultura che mi ero fatto comprare da mia mamma quando ero al liceo e che si è meravigliosamente conservata grazie ai suoi lavaggi a mano e stiraggi all’incontrario. mi ripasso la scaletta in macchina mentre fendo la provincia vercellese con le colline canavesane che si stagliano all’orizzonte, ritorno sulle strade che mi hanno visto muovere i primi passi, emettere i primi vagiti e tuonare le prime bestemmie. sigillo il finestrino mentre passo sotto casa di mia nonna per non svegliarla con l’eco dei bassi, nonostante che le ragazzine di provincia preferiscono vederti passare col gomito fuori e il subwoofer in evidenza. giusto una sosta lungo il percorso per raccattare sul ciglio della strada mio cugino/il rasta di borgo_masino, che viene a vederci per la prima volta e mi chiede se abbiamo il vocalist, mettendo subito in evidenza la carenza che a mio parere è sempre stato il principale ostacolo all’evolversi delle nostre carriere, insieme al fatto che siamo brutti, lavoriamo da ubriachi e non sappiamo mixare. parcheggiamo e come inizio di serata trascorriamo mezz’ora sul marciapiede al freddo come degli spacciatori di crack dal momento che quell’uomo di merda di dj enzo aveva ritenuto opportuno raccomandare la massima puntualità per poi dilungarsi in qualche bettola a sorseggiare voluttuosamente delle selezioni di digestivi locali. quando il freddo inizia lentamente a serpeggiare su per l’intestino vaffanculo dj enzo entriamo nel locale da soli dove scopriamo con orrore che ha appena attaccato a suonare un merdaiolo con una chitarra enorme (bravissimo, ero io che non ero tanto dell’umore) che nessuno ha idea di quando cazzo finirà e di quando cazzo potremo attaccare noi e le mie rimostranze sul fatto che dio fa io domani devo alzarmi presto che alle otto son già lì attaccato al cavatappi elettrico tendono a cadere nell’ilarità generale e alcuni avventori di scarsa sensibilità mi fanno anche notare che sono solo cazzi miei e che se magari invece del dams facevo ingegneria chissà che adesso mi ritrovavo con un lavoro meno di merda. l’attesa sortisce il solo effetto di aumentare a dismisura il magnetismo esercitato dal bancone del bar, e per il piacere della statistica dobbiamo riscontrare che quando hanno capito che non pagavamo il bere i gestori del locale per la seconda volta su due hanno ritenuto opportuno fingere un guasto allo spillatore. come inizio devo dire che un venerdì sera passato a scartabellare nel mio archivio discografico di provincia mi ha riportato fra le mani il variopinto some girls dei rolling stones ed è stato con immenso piacere che ho mandato per aria miss you, splendido tentativo di indicare una via rock’n’roll alla disco music. dopo ero lì che smezzavo la consolle con danilo e noialtri ci facciamo spesso prendere dalla tentazione caraibica, soltanto che con tutto che danilo è un mio amico e lo stimo molto e gli voglio bene devo confessare che mentre era chino sulla valigetta dei dischi sono stato accarezzato dall’idea di contunderlo con un mixer a 64 canali, occultarne il cadavere, rasarmi a zero e imparare a suonare quello strumento a corde che suona lui. il tutto al solo scopo di assumerne l’identità e conquistarmi così il diritto ad accedere alla sua playlist e poter mettere dutch flowerz di skream!, la più drammatica epifania sonora mai prodotta dal reggae digitale, una specie di fia[...]



the last big weekend: how to live an arabstrapless life

Mon, 27 Nov 2006 16:37:00 +0000

adesso che vorrei togliere philophobia da dentro lo stereo ma invece dentro la custodia di philophobia ci trovo per qualche motivo the trojan producer series box set disc one e il verde acquoso caraibico in contrasto col rosa sintetico chemikal underground è una specie di sciagura cromatica che non ho voglia di correggere in uno dei lunedì mattina più inspiegabilmente malcagati in cui mi sia mai capitato di imbattermi da quando ho incominciato a vestirmi da solo, e non mi sarà di alcun conforto fendere la nebbia oscillando per raggiungere l’edicolante e far scivolare i polpastrelli sulla carta del giornale in mezzo alle cronache calcistiche del giorno prima dove passo malvolentieri da un articolo all’altro perché intanto da quando la mia squadra l’hanno messa a giocare al sabato pomeriggio a me del giornale del lunedì difficilmente me ne potrebbe fottere di meno. appoggiato alle piastrelle della doccia mentre l’acqua calda lavora per strapparmi via dalla pelle i residui di doppio malto mi chiedo se sono davvero pronto a vivere in un mondo senza più gli arab strap, mi chiedo se valga veramente la pena di togliere the trojan producer series box set disc one dalla custodia di philophobia o se non sia piuttosto il caso di riporre ogni volta il disco che tolgo dentro la custodia del disco che metto e provare a passare così i prossimi dieci anni a incasinare tutto per poi vedere se sono davvero capace di riparare il danno e chissà che non ci scappa un bel viaggio all’indietro in mezzo a tutte le canzoni che mi sono dimenticato o che non ho neanche ascoltato per colpa dell’ansia di passare al disco successivo. intanto la custodia di philophobia la prima volta che l’ho aperta avevo diciottanni e incominciavo a farmi strada da solo dentro i postumi del punk rock e mi sembrava un miracolo di riuscire ad incollarmi a questi suoni scheletrici che magari erano solo una specie di risacca o tardo riverbero delle chitarre iperdistorte e dei bpm in tripla cifra, come attaccare l’orecchio alla parete che finiva di assorbirsi il suono della canzone che avevo appena finito di ascoltare. è un bel cazzo in culo certe volte riprendere in mano le vecchie robe, sarà perché ti viene il dubbio che archiviata una decade te sei sempre ancora allo stesso punto morto di prima, sarà perché ti fai suggestionare da delle merdate che non sarebbe il caso di perderci troppo tempo sopra o magari che commuoversi a fine concerto per una the shy retirer solo chitarra e voce è la prova inconfutabile che a quasi trent’anni non ti sono ancora scesi i coglioni e sarebbe il caso di cominciare a scartabellare tra le vecchie carte di tua madre per cercare il numero del tuo pediatra, sempre che riesca a sentirti sotto quei tre metri di terra che lo separano dal terreno sul quale cammini. mi piacevano gli arab strap, nonostante che per colpa della schizofrenica morfologia psicoacustica che abita il mio cervello e che mi impedisce di stabilizzarmi su coordinate sonore stabili negli ultimi anni li ho ascoltati a intervalli irregolari, arrivando sulle ultime uscite con qualche mese di colpevole ritardo e mischiandoli inopportunamente ad ascolti indegni di condividere con loro i coni degli altoparlanti. non riuscivo a capire come una voce così monocorde e cavernosa, muovendosi all’interno di uno spazio di manovra così ristretto, potesse riuscire a scavarti tanto in profondità. solo dopo mi sono ricordato che la vera classe la vedi negli spazi stretti, che a dribblare in mezzo alle praterie son buoni tutti. una delle robe che mi sono sempre piaciute dei loro pezzi era sentire l’attacco della drum machine e aspettare che arrivassero la voce e la chitarra ad[...]



lullaby for the working class vol. 4: on the road again

Tue, 07 Nov 2006 23:28:00 +0000

mio bisnonno faceva il carrettiere, problema che per quello che mi raccontano quel carrettino lì non andava dritto neanche per sbaglio, certi lo imputano che è per colpa di quel lago di garda di barbera rancido che si sarà tracannato in vita, così almeno abbiam capito che gli occhi grigi li ho presi da parte mia madre ma le labbra viola hanno saltato un paio di generazioni dalla parte del padre. mio cugino invece ha un furgoncino che lo usa per andare in giro a consegnare le bombole del gas, certe volte anche le stufe di ghisa su per le scale di certi vecchiazzi che son troppo tirchi per pagare il gas allora bastardi si comprano la stufa. io invece come mestiere in questo momento qua faccio l’addetto stampa, che è un mestiere della minchia non soltanto mentre lo fai ma pure mentre lo racconti. stai tutto il giorno davanti al computer a mettere i nomi dei giornalisti nel databeis e dopo che li hai messi i nomi dentro il databeis ti attacchi al telefono e incominci a martellarli i coglioni. che dopo che gli hai martellato i coglioni a uno, prendi il databeis e scrivi che a questo personaggio qua gli hai martellato i coglioni. è questo che lo spaventa al sottoscritto, la burocrazia del martellamento di coglioni. parlare tutto il giorno con della gente che quando capisce chi sei bestemmia la madonna, metti giù con questo e attacchi con il prossimo, sperando che arrivi quello che pur di farti smettere di telefonargli ti trafiletta la tua merdosa notizia, così te il giorno dopo come se non bastasse che fai un lavoro un lavoro di merda e stai tutto il giorno dentro l’ufficio a tracannarti i caffettini della macchinetta ti tocca pure scendere a comprarti il giornale e ritagliarti il trafiletto. io come addetto stampa c’ho la filosofia di puntare soprattutto le radio e i televisori, perché almeno loro quando ti danno la notizia non devi sbatterti a ritagliare i trafiletti, che è una roba grama perché star lì a tagliare e incollare tutto il giorno ti sembra che sei tornato alle scuole elementari con questa differenza che non sei più spensierato, non sei più felice e non c’è più nessuno a casa che ti compra da vestire. nove ore così per forza quando torni non saluti neanche e ti richiudi nel frigo a ciucciarti un paio di morettoni da 66 prima che trovi il coraggio di rivolgergli la parola a qualcuno. oggi almeno al mattino son stato fuori dell’ufficio, che non sembra ma andare in giro per le strade al mattino come quando eri disoccupato è una roba che ti spalanca il cuore dalla felicità. mi ha persino dato uno scatolone da portare in giro, allora ho preso su il mio scatolone e mi son messo a camminare sotto i portici col sigarettino penzolante. devi vedere le ragazzine dell’università come mi guardavano. perchè le ragazzine se gli dici che stai tutto il giorno seduto dentro l’ufficio a farti agonizzare gli spermatozoi sicuro cambian strada, invece se ti vedono che scarichi e trasporti le robe in giro garantito che pensano quello lì sotto quello scatolone deve averci una nerchia chilometrica. lo scatolone lui sembra una cazzata però alla fine certe volte ti da il risultato di una polo fred perry senza che hai dovuto cagare le ottanta zucchine per comprartelo. allora ho trasportato questo scatolone e sono andato nel posto dove abbiamo fatto la conferenza stampa, che di tutto il lavoro è l’unica roba che vale la pena perchè almeno quando il vento tira dalla parte giusta è capace che ti capita che ti ciucci dei prosecchini gratis all’ora di pranzo, che con quello che costano i prosecchini e con quello che guadagnano gli addetti stampa è una roba da leccarsi le balle. certi miei colle[...]



chronicles of the worst night ever

Sun, 29 Oct 2006 15:43:00 +0000

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questo post è stato rimosso su consiglio del mio legale dj enzo, conosciuto anche come il lionel hatz della consolle. verrà distribuito eclusivamente via email ai lettori che ne faranno esplicita richiesta. è prevista una rigida selezione all'ingresso.

info e liste scumofsociety[at]gmail.com



il titolo di questo post è stato rimosso al fine di tutelare l'immagine della WPA

Mon, 23 Oct 2006 11:50:00 +0000

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(il volantino è stato rimosso al fine di tutelare l'immagine della WPA)


puppatevi il manifestino e desumetene le informazioni che ritenete rilevanti. potete anche provare a consultare il nostro blog nella speranza di trarne ulteriori dettagli ma in realtà ormai lo usiamo soltanto per fare i cazzoni nei commenti.
io personalmente grazie alla mia nuova mansione lavorativa ho definitivamente perduto la voglia di vivere, di conseguenza ho approntato un dj set che consisterà nel mettere in loop wilderness dei joy division per 45 minuti, andare al bancone del bar ad annichilirmi di distillati caraibici e ingaggiare un vocalist che snoccioli in ordine alfabetico il mio repertorio di bestemmie aggiornato, riveduto e corretto.
avendo perduto parallelamente alla voglia di vivere anche la stima e il rispetto di me stesso vado ora ad infrangere l'ultimo grande tabù eterossesuale pubblicando di seguito le foto dei miei gatti.
saluti.

atroC.T.X.Z.B.tion

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carl craig + wrong pitching alliance @ supermarket cinastic

Sun, 15 Oct 2006 20:41:00 +0000

non fosse che adesso sto pagandone gli eccessi con gli interessi, sotto la forma di questa risacca psichica che mi attanaglia l’autostima e la voglia di vivere, direi che quello trascorso potrebbe avvicinarsi abbastanza al mio weekend standard ideale. vista la buona impressione che ci aveva fatto al pukkelpop per la nostra seconda uscita abbiamo scelto carl craig come dj spalla, solo che l’abbiamo fatto esibire in un altro posto e in un altro giorno. da attempati narcosperimentatori quali siamo io e dj enzo ci presentiamo ai cancelli del supermarket sotto l’effetto di un micidiale cocktail di san simone & pro evolution soccer, cosa che comunque non ci impedisce di riconoscere all’orizzonte la sagoma del buon vecchio maxcar, che aveva un lavoro stabile, un carattere mite, un’intelligenza superiore alla norma, eppure è caduto anch’egli vittima del suono sintetico che al venerdì sera ti instilla il desiderio di fonderti con questa impresentabile massa di rissosi quattordicenni dediti alla ketamina, alla violenza e alla promiscuità. se poi ti chiami enzo e ti piace millantare di essere un dj ci sono forti possibilità che tu trascorra buona parte della serata dispensando sigarette alle ragazzine delle magistrali augurandoti di riceverne in cambio favori sessuali che non arriveranno mai.del set di carl craig cosa volete che vi dica? solitamente in questi casi ricorro a un formula di due parole che chiama in causa una nota divinità monoteista e un quadrupede scodinzolante. ma in via del tutto eccezionale eviterò di bestemmiare solo perché covo in me la certezza che la più credibile divinità monoteista attualmente sul mercato risponda proprio al nome di carl craig. il culmine del set è stato l’incontro/fusione di mouth to mouth di audion con the bells di jeff mills, pezzo che era già potentemente risuonato contro queste stesse pareti qualche mese fa per mano del suo autore. questa volta è stata una the bells rallentata e piuttosto rarefatta, in realtà nemmeno esibita troppo scopertamente, che però a contatto con la scheletrica danse macabre di audion è letteralmente esplosa in un’epifania sonora di rara intensità, come uno squarcio improvviso sulla superficie di un velo che mi obnubilava la visuale sugli ultimi trent’anni di musica e sulla sintesi, manipolazione, distorsione e creazione del suono in generale.sabato arriviamo al cinastic sotto la pioggia, senza danilo ma con enzo e fabio decisamente sul piede di guerra in fatto di bpm e una sparuta schiera di adepti al seguito. in primis la first lady, decisamente avversa alla musica che porto in giro ma costretta a sottomettersi al sacro vincolo in questo momento della nostra unione che credo per lei rientri nella categoria “nella cattiva sorte” (e quando mi guarda con quegli occhioni traboccanti disperazione e mi chiede “ma ritornerai mai ad ascoltare della musica normale?”…). seguono un GG garella che per uno strano scompenso ormonale sta assumendo le fattezze di un narcotrafficante portoricano e un mich che per lo scompenso ormonale che tutti auspicavamo ha dismesso le fattezze da giovane cocciante che ancora campeggiano sulla foto della sua patente. è capitato che oggi qualcuno mi chiedesse “c’era gente?” e io francamente non so cosa cazzo rispondergli. nel senso che si è verificato questo strano fenomeno per il quale sono arrivate svariate decine di persone, direi una fottutissima folla, solo che tendevano a entrare per prendersi da bere, buttavano un orecchio alla nostra proposta sonora e poi facevano letteralmente a sberle per uscire [...]



in it for free drinking

Wed, 11 Oct 2006 12:19:00 +0000

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occasione di riscatto per chi fosse stato così stronzo da perdersi la serata del pueblo.
affrontiamo la nostra prima trasferta in formazione d'emergenza, privi di danilo che per inderogabili ragioni di codardia ha rifiutato di esibirsi di fronte al pubblico di casa sua. per tutte le ragazzine che amavano eccitarsi guardandolo ammiccare verso il pubblico mentre spingeva i bassi di sexual healing di marvin gaye, muovendo anche le labbra durante il ritornello, rimandiamo alla prossima data torinese.
personalmente la mia playlist conoscerà un sostanziale intamarrimento. verrà dato molto più spazio al mio nuovo idolo matthew dear aka audion. talmente tanto spazio da non escludere che io butti dentro il suo ultimo fabric per andare al bancone a sfondarmi di birre gratis. seccamente smentite le insistenti voci di una mia imminente svolta dubstep.

wrong pitching alliance @ cinastic

atroC.T.X.Z.B.tion




last night a dj screwed my night part 2 (the dj fade into the waiter dj scum re-edit)

Mon, 25 Sep 2006 17:18:00 +0000

per voi poveri stronzi che lo vivete solo di riflesso dovete sapere che lo show business è una roba bellissima. che una volta che sei dentro schiudi gli occhi a mezzogiorno col cervello ronzante e non puoi far altro che rigirarti e sorridere maliziosamente pensando a tutte quelle inutili merde che vengono ai tuoi set per dimenticare la loro vita di stenti e di lavori umilianti e logoranti che gli bastano appena per mettere da parti i dieci neuri che gli servono al sabato sera per ingoiare un paio di beveraggi per sentire meglio il battito che tu gli stai dispensando. il problema sovviene caso mai quando ti accorgi che non è mezzogiorno ma sono le nove e mezza, che è sabato mattina ma che tu dio cane devi andare lo stesso a lavorare perché più che il dj a guardarla dalla giusta prospettiva fai il cameriere ai matrimoni e i sabati di settembre pare proprio che alla gente gli piace un sacco di sposarsi e tu sarà il caso che alzi il culo visto che ti sei indebitato per comprare i dischi da mettere su la sera prima. e invece che l’esaurimento di tutti i cicli di sonno che ti starebbero spettati a darti la sveglia è Micho el mas Macho, che sta provando a leccarti via dalle braccia quella patina maleodorante di whisky & cola che hai trasudato nella notte. e quando la first lady non dorme con te Micho el mas Macho è già piuttosto incazzoso di suo ma quando gli va in circolo il whisky & cola diventa una bestia assetata di sangue e si avventa sul tuo corpo reso inservibile dagli eccessi della sera prima e mentre stringe i denti sul tuo avambraccio non puoi far altro che biascicare che quando ti riprendi gliela farai pagare cara. in realtà quando ti sarai ripreso sarai ormai lontano, dentro un grosso salone illuminato, una pillola di ginseng ti sta rilasciando nello stomaco il suo blando potenziale eccitante e hai addosso un gilet nero in tinta con il cravattino che umilia il ricordo della t-shirt dei cramps che esibivi la sera prima dietro la consolle. sei di nuovo chino ma sotto di te un vassoio di carne sanguinante ha preso il posto del mixer e invece del ragazzo calvo che ti guarda con ammirazione chiedendoti “oh, ce l’hai villalobos?” ti ritrovi davanti agli occhi il padre della sposa che cortesemente ti fa presente che magari sì, un’altra fetta di carpaccio di manzo con rucola e castelmagno la prenderebbe volentieri. e le tue dita scorrono sul metallo e pinzano un brandello rosso fuoco con la stessa abilità e con la stessa eleganza con cui hai lasciato che i bassi rotolanti di just a man di audion deflorassero dolcemente il beat frantumato di her (jms dub) di soulphiction. e tu lo sapevi che sarebbe successo perché l’hai sentito nella cuffia, quello strumento di preveggenza sonora che ha il potere di elevarti al di sopra delle masse, il canale audio che gli altri non hanno, l’ulteriore organo di percezione sensoriale che tutti ambirebbero ad avere e che comunque come strumento di lavoro è sicuramente più accattivante di questo farfallino che ti stringe la carotide.e comunque la serata è andata via alla grande.molto bene danilo e fabio, decisamente sotto tono dj enzo, probabilmente a causa delle randellate sulle orecchie ricevute a pro-evolution soccer poche ore prima del suo set. una lezione di calcio, di vita e di umiltà che purtroppo lo ha segnato nel profondo, lasciandolo per tutta la sera in modalità cagnolino bastonato. un colpo durissimo, difficile da digerire, che però dovrebbe restituirlo al mondo con una nuova consapevolezza. noi altri tre me[...]



last night a dj screwed my night

Wed, 20 Sep 2006 17:55:00 +0000

una volta tramontato il mio ambizioso progetto di clonatore di drink card mi trovo a dover prendere atto del fatto che di tutti i sotterfugi inventati dall’uomo per bere gratis quello di improvvisarsi dj è senza dubbio il più nobile. in compagnia di altri tre valorosi freedrinkers, fedeli compagni di carenza tecnica e assenza di talento, mi accingo a fare il mio ingresso nello sfavillante territorio dei passaggi sbagliati e delle piste svuotate, augurandomi che almeno questo, dopo la sconvolgente serie di fragorosi fallimenti che sono il vero marchio di fabbrica della mia esistenza, possa essere l’inizio di una carriera luminosa.
l’appuntamento è per venerdì 22 settembre, ore 22,30, al circolo pueblo, corso palestro 3, Ibiza. ingresso gratuito con tessera arci.
giusto per non fare la figura di quegli allenatori codardi che nascondono la formazione per non avvantaggiare l’avversario raccolgo tutta la spavalderia di cui sono capace e comunico la playlist in anticipo, rimpolpando ulteriormente il vostro già florido bouquet di ragioni valide per stare a casa

the streets – turn the page
tricky with dj muggs and grease – she said
carl craig – dominas
deep dish – summer’s over
fuckpony - 93 @ 4am
anja schneider & sebo k – rancho relaxo
the field – over the ice
akabu – phuture bound (ame remix)
audion – mouth to mouth
elektrochemie – don’t go
boom bass & etienne de crécy – bit torrent
isolée – bleu
oxia – domino
petter – some polyphony
paul nazca – svell
troy pierce – 25 bitches (matt john’s 25 pitches remix)
smash tv – yellow asteroids

e a questo punto spero arrivi qualcuno a darmi il cambio.
saluti.

atroC.T.X.Z.B.tion



i like the smell of cheap beer in the morning: the scum guide to pukkelpop 2006 (extended version)

Mon, 21 Aug 2006 22:49:00 +0000

appena montati in sella alla fiesta di mia mamma fatico già a contenere l’esuberanza di vj enzo che lui dai che andiamo prima in olanda, arriviamo facciamo vediamo rolliamo che tanto io dio fa trofarello-maastricht otto ore da casello a casello. salvo poi rimanersene rintanato tutto il tempo in prima corsia a veder sfrecciare le audi degli altri e guardandosi bene dal mandare il contachilometri in tripla cifra. infatti per colpa sua arriviamo a maastricht che son le nove e mezza di sera, piove, fa freddo, abbiamo già dato fondo a tutto il nostro repertorio di bestemmie che doveva bastarci fino alla domenica, non abbiamo un posto dove andare e quando cerchiamo di nutrirci ci infiliamo in un pub e mi affido all’esperienza di master chef enzo che consiglia la baguette con le uova e il bacon, che quando le vediamo arrivare ci verrebbe da dirgli al cameriere, scusi eh, guardi che forse qualcuno ha vomitato sui nostri panini. dubbio sciolto dal primo assaggio grazie al quale il sospetto diventa inesorabile certezza. visto e considerato poi un panino con dentro un’aringa cruda assaggiato un paio di giorni dopo, anch’esso made in holland, mi sento di poter decretare l’inserimento della cucina olandese nell’elenco dei grandi mali del mondo al fianco del nazismo, del cattolicesimo e del milanismo. l’incursione dalla vaga ambizione narcoturista che ci aveva spinto lì si conclude mestamente dopo neanche mezz’ora con un’ingloriosa ritirata dentro i confini belgi, dove non vendono la droga al bar così almeno i cuochi non vanno a lavorare fatti di crack.alla vigilia del festival ci viene regalato l’unico sole settimanale nel momento in cui affrontiamo l’odissea dell’ingresso in campeggio, coi bagagli in spalla in coda per ore alla ricerca di nuove divinità da bestemmiare, fino a quando non approdiamo al rettangolino di erba che ci è stato assegnato, proprio di fianco a una gigantesca merda di vacca talmente grande che io l’avevo scambiata per il lussemburgo. vj enzo che era venuto lì per fare strage di groupies deve mettersi il cuore in pace quando si rende ridicolo di fronte all’intera popolazione festivaliera aggirandosi disperato per il campeggio strillando “mi hanno rubato i bagagli! mi hanno rubato i bagagli! e adesso che cazzo faccio? voglio tornare a casa!”. quando si è accorto che i bagagli erano situati a circa trenta centimetri dal suo culone flatulento era evidentemente ormai troppo tardi per rimediare alla gigantesca croce che le migliaia di ragazze presenti avevano tracciato sulla sua persona. ci riprendiamo la sera con una sortita in giro per hasselt, che ci viene indicata come la capitale della moda belga e infatti per non saper né leggere né scrivere mi aggiudico una giacca di velluto talmente di livello che quest’autunno quando la metto su mi sembra già di sentire il rumore delle vagine che si lubrificano al mio passaggio. la sera proviamo battere la nostalgia di casa in compagnia di dietnam, yoshi, le rispettive consorti e simona e valentina, con queste ultime due che ci danno una mano ad asciugare la boccia di san simone che avevamo travasato da casa con tutta la perizia e la sapienza che si addicono al digestivo che più che un liquore per noi è stato un vero maestro di vita. a proposito di digestione il destino cinico e baro ha voluto che io ritrovassi la mia regolarità intestinale proprio in questa landa di latrine malariche e maleodoranti, dove dopo la prima esperienza ho giu[...]



le anime morte

Wed, 26 Jul 2006 17:50:00 +0000

bastardi. brutti bastardi questa volta mi avete fatto davvero scuotere la testa in segno di rassegnato, sdegnoso e profondo diniego. pure a me che avevo detto che avrei accettato in silenzio la serie b, la serie c, la radiazione, la penalizzazione, la pubblica gogna, il ludibrio generale e incondizionato, delle curve, delle piazze, dei banconi del bar, degli edicolanti e di tutte quelle categorie dello spirito e della mente che unite vanno a formare il giudizio del popolo. come un fottuto samurai avrei accettato il triste e ignominioso naufragio del mio club e di una parte della mia esistenza. una sola condizione avevo posto alla serena accettazione del verdetto: che fosse per il bene del calcio e per l’annientamento sistematico e definitivo di quella generazione di reggenti che l’avevano lasciato scivolare nella merda. avrei accettato di scendere di una categoria ulteriore pur di poter mettere la pietra tombale sulla carriera di quel poltronissimo manovratore che invece da domani, anzi da oggi, potrà tornare a dirigere federazioni, presiedere leghe, magari organizzare europei e mantenere in piedi quel sistema talmente tanto vituperato che finito il processo che avrebbe dovuto affossarlo è più forte di prima. sento già parlare di ipotesi matarrese alla lega calcio e di alessandro gaucci dirigente del genoa. gongolano presidenti bancarottieri e falsificatori di passaporti, colpevoli di reati penali per i quali non sono stati perseguiti nemmeno dalla giustizia sportiva. i monopolisti che tenevano 40 squadre per i coglioni con i diritti televisivi, che istruivano guardalinee tramite un “collaboratore” e che facevano pagare l’opposizione politica interna alla lega calcio con torti arbitrali e conseguente retrocessione potranno ricominciare a correre sorridenti sui manti erbosi di mezza europa, con una penalizzazione talmente ridicola che non fa che legittimare la loro improbabile presunzione di innocenza. magari è solo che dovendo mangiare il piattino di merda avrei ardentemente desiderato una lista più estesa dei commensali, eppure vivrò per sempre con la certezza che questo processo nato come fulgida espressione dell’etica sportivo-giudiziaria si è rivelata una triste guerra intestina al sistema la cui sola conseguenza alla luce dei fatti è stata quella di liberare una posizione di potere al fine di lasciare spazio a nuovi (nuovi un cazzo) occupanti.comunque noi altri sgambettiamo rassegnati su quei campetti di periferia di cittadine che un tempo ci ospitavano nel precampionato e che adesso ci ospiteranno pure in campionato. i più eminenti membri della curva che si accoltellano fuori dal ritiro, forse sperando di fare clamore con la notizia dei due accoltellati mentre la notizia veramente tragica è che sia sopravvissuto qualcuno. il nuovo allenatore l’ho stimato talmente tanto da giocatore che non posso non dargli fiducia, ho solo qualche riserva sulla scelta di affidarsi a un tecnico che così giovane ha già dimostrato una spiccata propensione a perdere le finali di champions come un suo illustre predecessore (ma intanto per un bel po’ non sarà un nostro problema). l’allenatore vecchio si è scagliato sul cadavere ancora caldo della sua vecchia squadra per farne scempio delle spoglie con un cinismo e un bastardismo che mi hanno schifato nell’intimo, adeguandosi per altro allo stile di uno dei club più ributtanti e indegni della storia del calcio (spero perdano tutto il [...]




Wed, 12 Jul 2006 08:14:00 +0000

el bajon postmundial