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Commenti ai fatti della vita di tutti i giorni





Published: Fri, 17 Nov 2017 01:28:11 +0100

Last Build Date: Fri, 17 Nov 2017 01:28:11 +0100

 



Nonostante tutto ... androò a votare

Mon, 31 Mar 2008 00:00:00 +0200

Secondo il test del politometro proposto da Repubblica la mia posizione politica è esattamente sovrapponibile a quella di Bertinotti, nessuno novità per quanto mi riguarda, non avevo certo bisogno di questo test per verificare le convinzioni politiche.


Mai come in questa occasione sono tentato di non andare a votare. Dopo l'ultima esperienza di governo di centro sinistra, dopo la truffa del Partito Democratico pepretata sulle spalle di tutta la sinistra, dopo un mese di campagna elettorale sono sempre più convinto che difficilmente in Italia potrà cambiare qualcosa con questa classe politica il cui unico obiettivo serio è quello di mantenere e consolidare i propri privilegi. Se fra i candidati leader non ci fosse un uomo come Berlusconi sicuramente non andrei a votare. Fra ricadere il paese nelle mani del cavaliere concentrando ancora una volta in un solo uomo il potere economico, politico e dell'informazione è quanto di più disastroso possa accadere in Italia. Abbiamo già avuto un assaggio nella precedente legislatura di che cosa sia capace Silvio Berlusconi per mantenere e consolidare il proprio potere. Censura dei mezzi d'informazione, leggi tagliate ad hoc per la propria persona, clientelismo dei più sfrenati e senza nessun riguardo per il paese e per le classi più deboli. Senza contare che Silvio Berlusconi porterà al governo ancora una volta gli eredi del fascismo e soprattutto un partito come la Lega il cui unico obiettivo è dividere l'Italia ed eventualmente creare un altro stato come la Padania. Questi sono gli unici motivi che mi spingono ad andare a votare e naturalmente votare più a sinistra che si può anche se oggi la parola sinistra ha perso tutto il suo grande significato. Un gioco in cui si sono fatti trascinare tutti i leader storici, Bertnotti compreso, in un gioco revisionista che tenta di mettere sullo stesso piano fascismo e comunismo. Un paragone improponibile in Italia, fuori dal tempo e dalla storia. Forse può essere giusto mettere da parte certi simboli del passato che hanno fatto il loro tempo, ma gli ideali no quelli sono ancora solidi e validi qualora qualcuno si prendesse la briga di metterli in pratica seriamente. Utopia.



Partito democratico: tradimento portato a termine

Tue, 04 Mar 2008 16:32:00 +0100

(image) Con la candidature il bluff ed il tradimento del Partito Democratico è ormai palese e chiaro: Veltroni ha spostato definitvamente l'asse dell'ex più grande partito della sinistra italiana non al centro ma bensi' a destra. Il terreno per un accordo con Berlusconi e l'omonimo partito Pdl è ormai pronto. L'inserimento nelle liste elettorali di certi personaggi era l'ultimo tassello mancante a questo tradimento annunciato all'evidenza del quale anche gli ultimi irriducibili devono rassegnarsi.

(image)
Candidature come quella del generale Del Vecchio, del perfetto Sena, del questore Serra ed ultimo in ordine di tempo ma il più eclatante e scandaloso della seria, quella del capo di Federmeccanica Calearo, hanno definitvamente spostato Veltroni e la sua ciurma sullo stesso asse di Berlusconi e suoi pirati. Come può un partito nato dalle tradizioni della sinistra italiana, nato per difendere i diritti dei lavoratori, i diritti dei ceti sociali più deboli annoverare nelle sue file personaggi del genere. Come può un partito che si definisce ancora di sinistra essere rappresentato in parlamento da personaggi come Calearo che ha costretto i metalmeccanici a oltre 50 ore di sciopero per strappare 100 euro di aumento sui loro salari. In questi giorni i telegiornali e i mass media ci tartassano con il problema del potere d'acquisto dei nostri stipendi, con le famiglie che non arrivano alla terza settimana, con i prezzi che aumentano senza controllo, con l'inflazione che viaggia a ritmi non più sostenibili, e Veltroni come pensa di risolvere questi problemi ? Con un generale, con qualche imprenditore e con un rappersentante forte della controparte dei lavoratori, uno di quei personaggi cioè che ha contribuito con la sua azione a mantenere sotto la soglia della povertà milioni di famiglie. Qualcuno ancora crede in questo progetto ?



Programmi elettorali: ponte si ponte no

Sat, 01 Mar 2008 17:50:00 +0100

(image) Ora che i porgammi elettorali dei due principali contendenti alle prossimi elezioni, Berlusconi e Veltroni, sono noti entrambi, finalmente gli italiani sono a conoscenza su cosa dovranno decidere. Il punto di scontro è nientepopodimenoche' ... il Ponte di Messina. Si avete letto bene. Non l'economia che va a rotoli. Non i redditi che sono stati sallassati prima da Berlsuconi con la gestione dell'euro e poi da Prodi per rimettere in sesto i danni causati dal centrod estra. Non il lavoro che ormai si basa quasi esclusivamente sul precariato. Non sulle tasse che tutti vogliono ridurre ma non si sa come. Non sull'energia considerato che entrambi vogliono nucleare e rigassificatori, una sciagura per il paese. Tanto meno una legge elettorale seria che possa definirsi tale.

(image)
No niente di tutto questo, lo scontro reale sarà sul Ponte di Messina, l'unica vera differenza fra il programma di Silvio e quello di Walter. Il primo torna all'attacco, considerato tutte le promesse fatte alla mafia per un'occasione storica di fare quattrini ai danni dello Stato. Il secondo dice con forza No al ponte, considerato che in Sicilia i problemi sono altri e di più rilevante importanza per quella regione. Insomma qui la differenza è netta e chiara su tutto il resto, su tutti gli altri problemi di questo paese, le differenze, se ci sono, sono molto sfumate e molto interpretabili. Insomma andremo sapendo che chi vota Berlusconi lo fa sapendo che magari fra venti anni potrà arrivare a Messina guadagnando ben 30 minuti rispetto al tempo impiegato attualmente. Chi invece voterà Veltroni sarà condannato sempre a quell'affascinante attraversamento dello stretto con il Ferry Boat come si chiamava una volta.
Siamo sicuri che i voti inutili e dispersi saranno quelli che gli italiani dirotteranno sui partiti minori come sostengono i fidanzatini d'Italia ? Meditate gente meditate.



Il Partito Democratico: un'accozzaglia di gente

Sat, 23 Feb 2008 10:42:00 +0100

(image) Se qualcuno aveva ancora dubbi del tradimento a sinistra perpetrato dai fari D'Alema, Fassino, Veltroni con la costituzione del Partito Democratico, ora è servito. Con la candidatura di Veronesi come capolista in Lombardia del PD le ultime riserve sono state spazzate via con un rapido colpo di spugna. Oltre cinquantanni di storia del Partito Comunista e dei Democratici di Sinistra cancellati con tanti colpi di spugna in cui la candidatura dell'oncologo milanese alle prossime elezioni non sono altro che l'atto finale che sancisce un percorso veramente indegno. Spazzati via simboli sostituendo falce e martello con un anonimo tricolore (senza mancare di rispetto alla nostra gloriosa bandiera naturalmente, raschiato via il rosso fuoco simbolo di tante lotte operaie con un verde del tutto uguale al colore dei secessionisti della Lega, calpestati ideali nei quali tante persone hanno creduto con l'affiliazione di un partito di centro come la Margherita e con l'annessione di un partito come l'Italia dei Valori. In questo percorso sciagurato la candidatura di Umberto Veronesi è solo l'ultimo atto di un processo scellerato che ha portato alla costituzione di un partito che pretende ora di difendere gli interessi di un barone della medicina come Veronesi e degli operai di torino sfruttati e massacrati per le logiche del più sfrenato capitalismo. Bertinotti l'ha detto chiaro e tondo, un partito non può difendere allo stesso tempo gli interessi degli imprenditori e dei suoi operai, è fuori da ogni logica. Ed ora oltre agli imprenditori abbiamo anche i baroni della medicina, quelli che fanno soldi sulla pelle della gente, quelli che mandano in malora la sanità pubblica per i loro interessi. Insomma il Partito Democratico sta diventando un'accozzaglia di personaggi con l'unico obiettivo di ramazzare voti da qualunque parte provengano.



Matrimoni, separazioni, divorzi e single

Thu, 14 Feb 2008 08:26:00 +0100

Giornata intensa quella di ieri per la campagna elettorale, una giornata che è sembrata più una puntata di beatiful piuttosto che un momento dell'avvicinamento alle elezioni. Matrimoni, separazioni, divorzi, tresche, single e chi più ne ha più ne metta. Ma andiamo con ordine.La prima notizia che scuote la giornata è quella della separazione fra Berlusconi e Casini. Il cavaliere aveva rotto gli indugi è aveva detto al bel Ferdinando “Basta ora lascia tutto e vieni ad abitare con me” Casini non si è fatto aspettare per la sua risposta ed ha fatto il gran rifiuto. “No” ha detto l'ex presidente della Camera “Io non rinnego il mio passato per venire a vivere con te, se mi ami continuiamo la nostra storia ma ognuno a casa sua” Il cavaliere non l'ha presa bene ed ora i due sono in attesa di presentarsi dal giudice per la prima sentenza di separazione. L'Italia è già divisa in due, spaccata a metà: da una parte coloro che credono in un ripensamento di Casini, dall'altra coloro invece che aspettano il divorzio definitivo. Chi vivrà vedrà.Per una relazione che si interrompe a destra ecco che ne nasce una nuova sinistra, beh insomma sinistra per modo di dire. Veltroni si accasa con Di Pietro e fa andare su tutte le furie i socialisti di Boselli. Ma si sa, Veltroni non è completamente libero nelle sue scelte. Il suo matrimonio segreto con Berlusconi gli impedisce di effettuare scelte senza l'appoggio del cavaliere. Silvio si sa, quando intravede il rosso diventa una iena, e allora ecco che il cavaliere ha detto a Veltroni “Di Pietro va bene ma Boselli no quello è un comunista”. E così ieri Veltroni, piangendo (non per aver lasciato il comune di Roma ma per non poter accasarsi con Boselli), ha annunciato la sua nuova relazione con l'Italia dei Valori. A sinistra invece si fanno sempre cose alternative e così ecco il triangolo. Bertinotti, Diliberto e Pecoraro Scanio annunciano la loro convivenza che naturalmente ha scatenato le ire di Ruini ed il Vaticano. Anche loro comunque hanno rinunciato a qualcosa, al simbolo della falce e martello e così ora sarà difficile chiamarli comunisti. Questa nuova esperienza è vista con sospetto anche da Berlusconi che ora non potrà più incazzarsi in quanto nel simbolo della triade è scomparso addirittura anche il colore rosso. Insomma alla fine della giornata il paese ha scoperto che al momento ci sono quattro candidati premier, che da destra a sinistra sono: Berlusconi, Casini, Veltroni, Bertinotti. Qualcuno ieri in uno dei tanti telegiornali ha avuto il coraggio di dire che in queste elezioni i partiti stanno attuando un processo di semplificazione. Semplificazione ? Mi sa che il giornalista era giorni che andava ad acqua e così non si è reso conto che siamo passati da due candidati premier delle ultime tornate elettorali a ben quattro. E mancano ancora 1 mese 4 settimane e 1 giorno all'eletion day, insomma tutto può ancora accadere. [...]



Aborto e tesoretto

Tue, 12 Feb 2008 23:33:00 +0100

Siamo a 2 mesi e 1 giorno dalle elezioni (come segnala il serpentello contatore) è vorrei scrivere un diario degli avvenimenti e del clima di queste giornate. Un clima particolare pervaso dalla sfiducia dopo che il mondo politico negli ultimi 8 anni ha completamente fallito nel governo del paese, sia da destra che da sinistra. Il centro destra prima con la gestione dell'euro e l'aumento incontrollato del deficit pubblico, il centro sinistra dopo tutto proiettato al risanamento del deficit hanno impoverito il paese e soprattutto il ceto medio. Berlusconi ha introdotto la politica dello scontro a tutti i costi e su ogni argomento ed il centro sinistra non ha saputo sottrarsi a questa vera e propria guerra scendendo sullo stesso piano del cavaliere. In questi anni la politica ha sempre più assunto l'aspetto di una vera e propria casta tesa e mantenere i propri privilegi. La campagna elettorale è iniziata in maniera veramente caotica con formazioni che nascono, si aggregano, si sfaldano, si dividono in un balletto frenetico teso alla conquista delle poltrone. Vale la pena registrare gli avvenimenti per confrontare tutto quello che viene detto e promesso in questi giorni con quella che sarà l'azione del futuro governo. Le star di oggi sono due: Giuliano Ferrara e Padoa Schioppa.Uno dei più grandi trasformisti del nostro paese, il giornalista Giuliano Ferrara, presenterà una lista propria il cui programma elettorale è uno solo: la moratoria contro l'aborto. Con tutti i problemi del nostro paese questo è veramente un problema di primo piano. D'altra parte non ci si può aspettare niente di meglio da un personaggio che è passato nel corso degli anni dal Partito Comunista, a quello Socialista, per finire ministro nel primo governo Berlusconi ed infine da laico passare dalla parte del cattolicesimo integralista per l'abolizione dell'aborto. Se racimolerà anche un solo voto sarà il segnale che questo paese ha ciò che si merita. Intanto il buon Ferrara, incurante anche di un minimo di etica professionale, pur apprestandosi a partecipare alle elezioni politiche continua a condurre una televisione televisiva su la 7. Il minimo che avrebbe potuto fare sarebbe stato lasciare il video, ma si vede che ha imparato bene la lezione del suo maestro il cavaliere.Altro protagonista della giornata odierna è stato l'ex ministro Padoa Scoppia che dopo mesi di favole su quel benedetto tesoretto, oggi candidamente ha dichiarato che il tesoretto non esiste. Insomma è stato tutto uno scherzo. Un bel tiro mancino ai partiti del centro sinistra. Una dichiarazione che non farà che peggiorare i sondaggi che danno perdente la sinistra rispetto al cavaliere e alle sue truppe cammellate. Dopo le sparate di Veltroni dei giorni scorsi, ecco che l'ex ministro dell'economia aggiunge benzina sul fuoco minando quel poco di credibilità che Prodi ed il suo governo ancora conservavano dopo la sfiducia. Vale la pena di sottolineare che questo giochetto del ora te lo faccio vedere, ora te lo nascondo, il tesoretto naturalmente, è stato giocato sulla pelle dei cittadini italiani che speravano in questo extra gettito per avere qualche sgravio fiscale. [...]



Ma quanto siete incazzati ?

Thu, 07 Feb 2008 08:37:00 +0100

Scorrendo la consueta rassegna dei blog che seguo ho letto questo post "Momento di esasperazione" di floria1405. Avevo dimenticato questa scena del film Quinto Potere e la riporto sul mio blog. Questa scena credo che si adatti bene alla situazione italiana del momento. Il cittadino italiano non può che essere incazzato nero di destra o di sinistra che sia credo che questo stato d'animo possa accumunare tutti. Qui non c'entrano i colori politici, non mi interessa di sapere se la situazione che stiamo vivendo sia stata causata dal centro-destra o dal centro-sinistra, io credo che i nostri politici, i governi che si sono succeduti in questi ultimi quindici anni, tutti indistintamente sono responsabili. Non c'è lavoro e quello che c'è per i nostri ragazzi non consente di fare programmi per il futuro. Ci dicono che l'inflazione è al 2,9% ma le famiglie italiane sanno benissimo che è il dato reale è molto più pesante. L'inflazione viene calcolata tenendo conto di un certo numero di beni di consumo, il famoso paniere, che viene rivisto periodicamente. Nell'ultima revisione è stato inserito nel paniere il navigatore satellitare, ora mi domando ma sapere che il calcolo dell'inflazione è legato al costo di un navigatore satellitare non vi fa incazzare ? A me si. L'euro prima, il petrolio dopo, hanno fatto scendere drasticamente il valore di acquisti dei nostri stipendi. Mentre chi ci governa non ha questo problema naturalmente. Anche l'Europa ci ha detto che i nostri salari sono i più bassi della comunità europea. E questo fatto non vi fa incazzare ? A me si. Il governo cade perchè in due anni chi governava ha pensato ecslusivamente a costruire un partito e perchè un ministro della giustizia è stato indagato dalla magistratura, fregandosene altamente del bene del paese. E questo fatto non fi incazzare ? A me si. Andremo a votare con una legge definita da chi l'ha pensata una porcata, perchè fra le tante truffe di questa legge toglie al cittadino il voto di preferenza lasciando tutto in mano ai partiti. Andare a votare con questa legge non vi fa incazzare ? A me si.
Potrei continuare ancora per una giornata intera, allora un invito a tutti i blogger incazzati, urliamolo non come proponeva questa scena del film del 1976 ma inserendo il filmato sui nostri blog.



La legge 194 sotto attacco congiunto

Sun, 03 Feb 2008 19:22:00 +0100

(image)

Ormai gli attacchi alla legge 194 che regola l'aborto in Italia sono diventati quasi quotidiani. Dopo la proposta scandalosa di Giuliano Ferrara, che intende accomunare pena di morte ed aborto, chiesa e partiti del centro destra fanno di tutto per tentare di modificare quella legge. Oggi l'attacco è congiunto, come se ci fosse un accordo sotterraneo, da parte della chiesa e dei medici delle università romane. La Chiesa per parola del Papa afferma che la vita va difesa anche prima della nascita, i medici stilano un documento dove si dice che, qualora il feto nascesse vivo dopo un'interruzione di gravidanza, questo dovrebbe essere mantenuto in vita anche contro il volere della madre. Belle parole. Quelle del Papa sono ormai un cliché usuale e naturalmente insito nella morale cattolica, una morale che ai tempi della nascita delle legge, non si scagliava altrettanto violentemente contro chi praticava l'aborto clandestino. Quelle dei medici sono una novità nel panorama del dibattito su questa legge. Un fatto nuovo che praticamente se ne infischia dell'autodeterminazione della donna ed è indirizzata a salvaguardare esclusivamente la coscienza e la morale del medico neonatologo. Questi medici che sono sempre pronti a far prevalere la loro coscienza quando si tratta di aborto, per dimenticarla del tutto all'interno degli ospedali dove esercitano per la maggior parte senza un minimo di umanità verso chi soffre. Insomma salvaguardiamo il feto, ma calpestiamo la dignità dell'essere umano che soffre.

Il discorso comunque è trito e ritrito, ma vale sempre la pena ricordarlo quando si tenta di minare una delle leggi più sofferte del nostro paese, ma anche una delle più efficaci che ha visto diminuire negli anni la pratica dell'aborto. Nessuno ha mai pensato di utilizzare l'aborto come strumento di controllo delle nascite anche se per tanti anni è stato l'unico strumento possibile considerata l'arretratezza del nostro paese in materia. Sotto il controllo nella chiesa nessuno ha per anni potuto parlare di metodi contraccettivi, di profilattici, di pillola, ma solo di avere rapporti per avere figli oppure meglio astinenza. La legge 194 è servita anche a questo, sebbene con una immensa fatica. Insomma tutti pronti a tentare di limitare o meglio abrogare (una parola che nessuno nella chiesa e nel centro destra pronuncia, ma che in molti pensano molto intensamente) la legge che regolamenta l'aborto, ma nessuno che faccia proposte serie per fare in modo che il ricorso a questa pratica tremenda sia un evento eccezionale a cui rivolgersi solo in casi estremi. In questi casi la coscienza viene sempre messa davanti a tutto, per scordarcene, della coscienza, quando poi si tratta di problemi legati all'efficienza del nostro sistema sanitario.




Due anni di governo da dimenticare

Wed, 30 Jan 2008 19:58:00 +0100

(image) Questa crisi di governo ed i suoi sviluppi non fanno che approfondire il solco che divide il mondo politico dal cittadino comune e soprattutto sono un ulteriore delusione per l'elettore del centro sinistra. Dopo i cinque anni del governo Berlusconi (2001-1006) chi ha votato a sinistra ed ha visto la vittoria, seppur risicata, di Prodi e dell'Unione sperava che immediatamente il governo si mettesse all'opera per cercare di porre rimedio almeno a qualcuno dei disastri del centro destra. E' vero c'era il deficit pauroso da sanare per rientrare nei parametri dell'europa, ma era anche il momento di intervenire immediatamente su tre fronti: le legge elettorale, la famosa porcata di Calderoli, il conflitto di interessi, per evitare che un capo del governo di trovasse nelle condizione di avere in mano potere politico, economico e dell'informazione, ed infine alcune leggi ad personam che il cavaliere si era tolto lo sfizio di mettere in pista. Ed invece il centro sinistra si è dato alle "seghe mentali" scusate il termine, fregandosene di questi problemi e mettendo in pista il Partito Democratico con un dispendio di energie non indifferente. Ed ora i nodi vengono al pettine
Che ora con Marini si riesca a fare una legge elettorale decente è quasi impossibile con tutto il centro destra sicuro di avere in pugno la ex maggioranza e quindi non avendo nessun interesse a cambiare una legge che potrebbe portarli al governo stabilmente per i prossimi cinque anni.
E' proprio di oggi la notizia dell'assoluzione di Berlusconi nel processo SME per il falso in bilancio, ma non perchè il cavaliere non abbia commesso il reato, bensì per il cavaliere ha pensato bene di depenalizzarlo durante il suo governo e quindi non è più reato.
Il conflitto d'interessi non è stato nemmeno toccato e quindi l'Italia avrà ancora una volta un presidente del consiglio padrone del paese e questa volta statene certi approfitterà ancora di più di questa ulteriore opportunità che gli viene messa su un piatto d'argento.
Insomma due anni di governo di Prodi avranno un po' rimesso in sesto il disavanzo dello stato, ma il paese è per buona parte ridotto a pezzi con salari non più adeguati al costo della vita, difficilmente si potrà andare a votare con una legge che abbia una parvenza di democrazia e che restituisca ai cittadini veramente un potere decisionale, e per concludere avremo di nuovo l'aspirante dittatore Silvio Berlusconi alla guida del paese. Tutto questo grazie ad un uomo politico che ha già fatto tutti questi danni senza sedere in parlamento: Veltroni. Un vero record.



Auschwitz: un viaggio che tutti dovrebbero fare

Mon, 28 Jan 2008 09:35:00 +0100

Il miglior modo per non perdere la memoria è quello di fare una visita in uno di quei luoghi in cui è stato perpretato uno dei peggiori crimini dell'umanità. Sono stato ad Auschwitz circa 9 anni fa e non ho più bisogno di una giornata della memoria per ricordare degli avvenimenti storici che per fortuna non ho vissuto. Trascorrere un intero giorno nel campo di concentramento è come fare un salto nel tempo, come rivivere momenti drammatici che dopo rimarranno impressi per sempre non solo nella memoria, ma nel cuore nell'anima e ti fanno vergognare di appartenere all'umanità. Appena si varca quel cancello, il silenzio avvolge ogni cosa, si entra in un mondo di cui si è sempre sentito parlare ma che improvvisamente diventa vivo e reale. Camminare in quei lugubri viali delimitati dal filo spinato ti fa sentire il dolore e la sofferenza che ancora pervade tutto il campo. E' come se fossi isolato dal tempo e dallo spazio e i turisti, i visitatori che ti cirocondano sembrano far parte di quelle ombre, di quegli essere umani ridotte a larve che popolavano Auschwitz in attesa della morte. Si passa da un blocco ad un altro e appena varchi una porta la sofferenza ti entra nelle ossa per non abbandonarti più. Senti i lamenti, senti le grida dei bambini, senti la disperazione che ormai ha intriso ogni cosa, muri, cortili, viali, porte, non si può sfuggire. Il peso che ti opprime appena entri non ti lascerà più. Ecco l'interno degli alloggi. Ecco quelle brande di legno che sono intrise di morte. Passi da una stanza ad un'altra e gli occhi si riempono di immagini lugubri. Accatastate le bombolette di gas utlizzate per procedere allo sterminio di un popolo. Uno dei tanti modi utilizzati per compiere quella atrocità. I più fortunati, quelli che venivano fucilati, per somministrare anche a loro un po' di sofferenza prima della morte, era tenuti per 48 ore in stretti sgabuzzini in cui potevano stare solo in piedi. Molti non arrivavano alla fuculazione e morivano in piedi. Un mucchio di valige con i nomi dei proprietari ti fanno sentire presente nel passato e pensi che il tempo si sia fermato in quei luoghi, che la sofferenza continui, che quelle persone siano ancora lì in attesa di essere liberate. L'ultimo viale prima di uscire. E quando sei fuori ti accorgi di aver trascorso diverse ore con il fiato sospeso, senza respirare, il cuore fermo come a non voer disturbare il silenzio che regna in quel luogo. Un silenzio spettrale ma che ti porta nell'anima tutta la sofferenza provocata da quelle atrocità. Quando poi ti sei ripreso, quando torni alla vita, quando il ritmo della respirazione torna normale, ti assale una nuova angoscia al pensiero che tutta quella sofferenza non è servita a niente: l'umanità non ha imparato niente, le guerre continuano, gli scontri razziali non sono terminati e il genere umano spesso ripercorre strade già battute.[...]



La giustizia del cannolo

Sat, 26 Jan 2008 11:59:00 +0100

(image) L'Italia è un paese strano dove ogni persona con un minimo di testa pensante non può che trovarsi a disagio. Non può essere altrimenti. O si beve tutto ciò che la politica, i giornali, la televisione ci passa quotidianamente senza tiflettere, senza pensare, senza spirito critico ed allora forse si può vivere felici e contenti in questo paese. Ma se per puro caso ci si sofferma su qualsiasi singolo fatto del nostro paese, di qualunque natura, politica, cronaca, sport, allora non si può che rimanere senza parole. Un paese ormai senza un valore, un paese dove si può dire tutto e il contrario di tutto, un paese dove la politica da il peggio di se ogni giorno e dove l'informazione è veramente assente e completamente asservita alla politica stessa.
In questo paese dove ci sono cittadini pronti a scendere in piazza perchè la squadra di calcio della propria città viene retrocessa in seguito al fallimento e si protesta non contro il presidente della squadra ma contro la federazione. In questo paese dove ci sono cittadini pronti a mettersi in fila per assistere ad un processo per un atto feroce come la strage di Erba o l'uccision da parte della madre del proprio figlio. In questo paese dove il governatore della Sicilia, Cuffaro, viene condannato a cinque anni di reclusione con l'interdizione da ricoprire cariche pubbliche per aver favorito dei mafiosi e tutti stanno in silenzio quando Cuffaro annuncia che non si dimetterà. Ecco in questo paese per ottenere giustizia occorre alla fine un vassoio di cannoli.  Si perchè all'indomani della sentenza, qualcuno porta a Cuffaro un vassioio dsi cannoli e di paste alla mandorla, e lui, non contento della sua sfrontatezza, festeggia la condanna a 5 anni offrendo cannoli e paste a tutti. Per fortuna che un fotografo lo immortala e fa fare il giro del mondo a queste immagini e allestisce anche un sito www.cuffarodimettiti.eu e allora finalmente si scatena la protesta che porterà probabilmente alle dimissioni del presidente della regione sicilia, non mafioso, non colluso con la mafia, ma semplice favoreggiatori di alcuni mafiosi, una sottgilezza che sfugge al cimune cittadini. Insomma per fare giustizia in Italia ci vogliono i cannoli



Mastella prepara l'arrosto, Veltroni lo brucia

Fri, 25 Jan 2008 00:09:00 +0100

(image) Questa volta il proverbio tutto fumo e niente arrosto non è adeguato alla situazione. L'arrosto c'è stato ma purtroppo qualcuno l'ha fatto bruciare. Mastella ha fatto l'arrosto, Veltroni l'ha bruciato. Il nascituro Partito Democratico in pochi mesi di vita ha distrutto una debole alleanza, l'Unione, che nonostante la legge truffa di Berlusconi, era riuscito a sconfiggere il centro destra. Mastella, politico con nel suo DNA i geni del vecchio democristiano, una volta raggiunta la poltrona di ministro non si è accontentato ed ha sfruttato il suo potere e la sua carica, ministro della giustizia, per cercare di mettere a tacere giudici scomodi e per farsi favore a se stesso e ai suoi amici. Questo il bell'arrosto che ha messo al fuoco. Una volta scoperto non aveva che da dimettersi ma il suo partito avrebbe sempre potuto appoggiare il governo.
(image)
Ecco allora che entra in campo il leader del nuovo partito democratico, Veltroni. Avrebbe dovuto fare in modo che l'arrosto si cuocesse lentamente per arrivare alla fine della legislatura. Il sindaco di Roma però infatuato dal potere di prendere le redini del maggiore partito, sulla carta, del nostro paese si è subito montato la testa e ha dichiarato: "Il Partito Democratico andrà avanti da solo, l'Ulivo e l'Unione non esistono più" Insomma maldestramente ha alzato la temperatura del forno e l'arrosto è bruciato. Come prima mossa del nuovo partito che avrebbe dovuto rappresentare la svolta della politica italiana e della sinistra in particolare, non c'è male.
E cosi' Veltroni con la sua smania di accordarsi con Berlusconi ha completato la fritata. Ed ora il cavaliere, che fino a due settimane fa era soddisfatto del suo nuovo matrimonio con il sindaco della capitale, gia' stasera dichiara: "Abbiamo una buona legge elettorale, possiamo andare subito al voto"
Caro Partito Democratico e caro Veltroni avete ora capito con chi avete a che fare ? Bene se lo avete capito ora non vi resta che aspettare altri cinque anno, quelli del prossimo governo del cavaliere, prima di poter tentare ancora una volta di governare questo paese ormai a pezzi e che dopo questa batosta non si risllevera' tanto facilmente.
Spero solo che gli italiani disertino le prossime elezioni per alzare una volta tanto la voce, ma dubito che accadra', ci ritroveremo tutti in fila a mettere le croci sui soliti simboli e sui soliti nomi.



La seconda repubblica finisce come la prima

Tue, 22 Jan 2008 18:15:00 +0100

Da manipulite in poi con l'uscita di scena di Craxi e del PSI e con lo smembramento dello democrazia cristiana sì è sempre parlato di seconda repubblica, ma a giudicare dai fatti di questi giorni siamo ancora abbondamente alla prima. I governi ora come allora si fanno cadere per interessi personali e non per motivi seri e questo nonostante la consuetudine introdotta da Berlusconi di presentare un programma di governo prima delle elezioni. Ecco che la sceneggiata di Mastella appare più irriverente e bizzosa di quanto fosse quelle dei Repubblicani, Socialdemocratici, Liberali negli anni 60-70 quando facevano cadere governi a ripetizioni senza motivi seri se non quello delle poltrone da spartire. Ma prima, seconda o terza repubblica i nostri politici perdono forse il pelo ma non certamente il vizio e se non li mandiamo a casa tutti, nessuno escluso, la musica non cambierà. Berlusconi con un atto teatrale nel 2001 aveva presentato il suo programma di governo in 5 punti, dichiarando che non si sarebbe presentato alle successive elezioni se il programma non fosse stato completato. Sappiamo tutti come è andata. La riduzione delle tasse non c'è stata, anzi si è verificato un primo impoverimento generale del paese grazie all'euro. La sicurezza nemmeno a parlarne. La giustizia è rimasta quell'enorme pachiderma che era e il cavaliere si è limitato a qualche legge pro domo sua, la riforma costituzionale sappiamo che fine ha fatto, anche perchè non ci credeva nemmeno lui. Silvio è stato solo astuto, grazie anche alla schiacciante maggioranza che aveva, a mantenere le fila dei suoi alleati e soprattutto il più agitato, la Lega. Con il contentino della riforma costituzionale che ha lasciato alla fine della legislatura (sapeva benissimo che il paese non lavrebbe mai accettata) ha tenuto buoni Bossi e company. Poi prima di chiudere bottega ha messo una bella trappola al centro sinistra che i sondaggi davano in vantaggio schiacciante: la porcata della legge elettorale. Naturalmente nonostante il fallimento del programma si è ripresentato alle elezioni politiche. Prodi ha avuto si una maggioranza risicata, ma anche sicuramente una minore scaltrezza rispetto al cavaliere. Ha scritto un programma troppo vasto per tutti compresi i suoi alleati che ogni tanto se ne uscivano con una sparata che andava contro quello che tutti avevano sottoscritto. Ha cercato di rimediare in corsa riducendo il programma in 10 punti, ma il taglio forse è stato troppo drastico senza pensare che avrebbe dovuto mettere insieme Rifondazione, cioè l'unica espressione del comunismi degli anni 60 70, e l'Udeur di Mastella, figlio riconosciuto con tanto di imprimatur del Dna della peggiore tradizione democristiana. Mastella avrebbe già avuto modo di dimettersi quando il suo partito ha votato contro la comissione d'inchiesta sul G8. In quella occasione sarebbe stato comprensibile: un ministro della giustizia che manca un obiettivo scritto nel programma avrebbe dovuto andarsene a casa. Invece non solo non si è dimesso ma ha anche votato contro il programma che aveva sottoscritto. Oggi Mastella giustamente si dimette per i suoi problemi giudiziari, ma al grido "Muoia Sansone con tutti i Filiestei" toglie l'appoggio al governo mandandolo di fatto a casa. Il motivo ? Prodi si è rifiutato di approvare una mozione d'ordine pro il ministro indagato. Prodi a dire il vero ci aveva pensato ad accontentarlo, ma il risultato non sarebbe cambiato, in quel caso sarebbe stato Di Pietro a togliere le tende. Ed ora ci si appresta ad una crisi di governo dove si rischia di andare a votare con la stessa legge truffa di Calderoli.[...]



Tutte le trappole per Prodi

Sat, 19 Jan 2008 14:11:00 +0100

(image) Ora è chiaro il motivo per cui Prodi è anadato a trascorrere le vacanze natalizie in montagna, è stato previdente e soprattutto veggente il nostro Presidente del Consiglio. Lui aveva previsto ciò che lo attendeva dopo l'epifania: un percorso pieno di trappole sul quale avrebbe dovuto districarsi come in uno slalom degno della coppa del mondo di sci. La prima trappola arriva dal ministro Mastellone e dal suo partito. Il ministro, con la moglie agli arresti domicialiari, è a sua volta indagato dalla magistratura ed eccolo quindi ribellarsi a questa giustizia che improvvisamente ha cambiato colore. Va in parlamento e tiene un discorso che fa impallidire perfino Berlusconi per gli attacchi veementi ai magistrati. La Camara lo applaude a scena aperta, i suoi colleghi di partito lo osannano, insomma un successo e poca importa se lui è indagato e non si sa nemmeno per che cosa, con tutti i delinquenti che siedono in parlamento non poteva che essere un plauso unanime. Solo Di Pietro si astiene e si scandalizza. Sulle ali del successo Mastella non si accontenta. Prima si dimette e poi dichiara che per avere ancora il suo appoggio il governo dovrà fare approvare in Parlamento una mozione di fiudcia nei suoi confronti e di pieno appoggio al suo discorso. Ripeto nemmeno il cavaliere ha mai osato tanto contro i magistrati. Ora come farà Prodi ad avere il consenso dell'Udeur per continuare a governare costringendo tutto il centro sinistra a condannare i magistrati perchè hanno osato toccare uno dei maggiori rappresentanti della mafia dei politici ?
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Come se non bastasse oggi arriva la sparata di Veltroni che sta studiando intensamente da premier e soprattutto sta facendo di tutto per togliersi di mezzo tutti i partitucoli in modo da spartirsi il potere con Berlsuconi. Veltroni oggi praticamente dice: "Ce ne freghiamo di tutto il centro sinistra, il Partito Democratico prosegue da solo e invita Forza Italia a fare altrettanto" Insomma o tutto il centro sinistra entra nel PD oppure sarà spazzato via dal matrimonio ormai conclamato fra il Berlusca ed il sindaco-dittatore di Roma. Chi si era illuso che il nuovo partito iniziasse una nuova stagione è servito. La stagione è sempre uguale e la musica è sempre la stessa, lotta serrata e senza quartiere per accaparrasi quante più poltrone possibili.
E così il povero mortadella che si apprestava a schivare il paletto Mastella con un bel cristiana a monte, ora si trova davanti un altro paletto inaspettato e dovrà prontamente recuperare spostando il peso a valle magari facendo una bella grattata con gli sci sul ghiaccio della pista gelate. Speriamo che abbia le lame affilate altrimenti rischierà uno scivolone gigantesco che lo farà rotolare fino a valle da dove non si rialzerà più.



Il Papa, Mastella, legge elettroale, la casta, i giornali ... un paese da rifondare

Fri, 18 Jan 2008 09:32:00 +0100

I fatti di questi giorni non possono che avere un unico devastante: dare l'immagine di un paese che difficilmente ha la possibilita' di risollevarsi dal fango dove sta cadendo ogni giorno di piu'. Il motivo e' che tutti stanno contribuendo a questo sprofondamento quotidiano: politici in prima piano seguiti a ruota dagli organi di informazione che mai come in questi giorni si sono dimostrati al servizio del potere politico. La vicenda della mancata visita del Papa alla Sapienza, delle dimissioni di Mastella a causa delle sue vicende giudiziare, del continuo tira e molla sulla legge elettorale hanno visto schierarsi tutti i politici e tutti i giornali dalla stessa parte, pro Papa pro Mastella contro la riforma elettorale, un dispiegamento di forze unilaterale come a difendere i propri privilegi e mai come in questi giorni il termine di Casta e' apparso piu' appropriato. Sul Papa tutti ad affermare in maniera ipocrita che gli e' stato impedito di parlare, mentre in realta' c'e' stato solo un dissenso sulla sua partecipazione alla cerimonia di apertura dell'anno accademico e sull'onda del gran polverone sollevato dai giornali, il Papa ha preso la palla al balzo per soffiare sulla polvere. Tutti poi a preoccuparsi della figura che il nostro paese sta facendo in europa e nel mondo, quando in europa questa vicenda e' stata completamente ignorata. In germania, la nazione del Papa, solo un giornale ne ha parlato in sesta pagina e dedicando una colonna, in un servizio dove si sottolineava fra l'altro l'esagerata ingerenza della Chiesa nella politica italiana.Per la vicenda Mastella altro muro alzato dai politici tutti a difendere il povero Ministro e a mettere alla gogna la magistratura. La parte piu' vergognosa qui la svolta il centro sinistra che, mentre nei cinque anni di governo Berlusconi ad ogni voce di indagini sul cavaliere o su qualche ministro si alzava in piedi chiedendo le dimissioni del governo, oggi fa quadrato e si schiera apertamente contro i magistrati. Il tutto tributando un tifo da stadio al "povero" Ministro gia' dichiarato ingiustamente perseguitato dalla magistratura che fino a ieri era rossa oggi di che colore e' diventata ? Naturalmente al plauso di Prodi e company si e' subito schierato Berlusconi con la sua allegra compagnia in un coro unanime di accusa della giustizia prima ancora di conoscere fatti e accuse. E cosi' i muri sono diventati due. Naturalmente anche qui i giornali fanno da spettatori e l'informazione ormai va a farsi benedire (si il Papa dara la sua benedizione a Mastella, magari scomunica chi per pieta' aiuta un povero malato terminale a passare ad altra vita, ma il politico va salvaguardato ad ogni costo). Infine la vicenda ridicola della riforma elettorale dove probabilmente saranno i cittadini a dover dire la loro in un referendum per il quale quasi tutti i partiti si schiereranno nel invitare a non andare al voto. Un referendum che fra l'altro non prevede la reintroduzzione della preferenza e che quindi toglie al cittadino uno strumento democratico di notevole importanza. Intanto Veltroni e Berlusconi mentre ufficialmente dopo le nozze parlano subito di crisi, sotto sotto stanno mettendo a punto una trappola gigantesca contro i partiti piu' piccoli nel tentativo di dividersi la torta del potere in due parti e togliere di mezzo i partiti del dissenso. Partiti che nascono come voce della protesta di categorie di cittadini che non si sentono rappresentati ma che finiscono poi per essere fagocitati e per ingrassare la casta. In questo caos totale i giornali fanno la loro parte con un'informazione di pessimo livello e non potrebbe essere altrimenti considerato che la politica fornisce loro cospicui fina[...]



Il Papa si ritira: vittoria della democrazia

Wed, 16 Jan 2008 08:40:00 +0100

Quando in Italia su un problema o su una qualsiasi questione sono tutti d'accordo, sinistra, centro, destra, giornalisti, commentatori televisivi e via dicendo, c'è qualcosa che non va ed è il momento di provare a ragionare ancora di più con la propria testa per analizzare meglio i fatti. E' quello che sta accadendo con la vicenda della decisione del Papa di non presenziare alla cerimonia di apertura dell'anno accademico alla Sapienza di Roma, un vicenda che ha messo tutti d'accordo in Italia: è una sconfitta per la democrazia. E se invece fosse una vittoria della democrazia ? Una vittoria dove finalmente nel nostro paese un gruppo di cittadini ha saputo far valere le proprie ragioni contro il potere, quello del Rettore della Sapienza e quello della Chiesa ? Proviamo ad analizzare i fatti da un punto di vista diverso da tutti i discorsi che si sono ascoltati in queste ore. Il rettore della Sapienza invita Papa Ratzinger alla cerimonia di apertura dell'anno accademico. Non quindi ad una visita qualsiasi o ad un dibattito qualsiasi all'interno dell'Università, ma ad una cerimonia ufficiale e di particolare importanza per un Ateneo. Una cerimonia in cui si dovrebbero tenere sempre presenti gli obiettivi e la missione dell'Università, ricerca e didattica, una cerimonia in cui non c'è un dibattito, e quindi invitare un personaggio come Ratzinger che da sempre professa e teorizza la dipendenza della scienza dalla fede (arrivando addirittura a giustificare e ritenere giusto il processo a Galileo Galilei) e dalla religione cattolica, non può che essere vista come un'offesa alla scienza ed alla ricerca e soprattutto come un riconoscimento alle sue teorie. Insomma una specie di asservimento della scienza al potere religioso della Chiesa. Alcuni docenti e gli studenti della Sapienza hanno messo in atto una protesta civile contro il Rettore e contro la presenza del Papa alla cerimonia di apertura dell'anno accademico. La protesta è stata civile, come ha ammesso lo stesso rettore ieri in occasione dell'occupazione del rettorato, ed era stata annunciata anche in occasione della cerimonia incriminata. Quindi niente attacco alla democrazia ma semplicemente il dissenso di un gruppo di persone che si sono sentite offese dalla presenza del Papa in un momento così importante e significativo per la vita dell'Università. Nessuno ha impedito al Papa di partecipare alla cerimonia ma il Papa ha deciso di non andare. Tutti ieri ed stamani si sono scagliati contro i manifestanti che avrebbero impedito al Papa di andare e di parlare. No i manifestanti hanno solo espresso il loro dissenso, hanno annunciato una protesta civile ma ferma, e nessuno ha impedito al Papa di recarsi all'Università ma è stato il Papa stesso ha decidere in merito rinunciando al confronto. Un confronto che per altro non ci sarebbe stato in quanto la cerimonia non lo prevedeva. Questo è l'atteggiamento tipico della Chiesa e di questo Papa, il peggiore che potesse avere la chiesa cattolica e che sta riportando indietro la chiesa stessa di centinaia di anni, l'atteggiamento di non dialogare, di non mettere in discussione le proprie teorie e tesi, l'atteggiamento dell'infallibilità che però non è riconosciuta universalmente. Insomma alla fine la vicenda è una lezione di democrazia a mio parere. Finalmente qualcuno in Italia ha saputo ribellarsi e protestare energicamente e civilmente contro l'ingerenza della Chiesa nella vita sociale del nostro paese e finalmente questa protesta ha avuto un risultato positivo. Il papa ha molti modi per far conosc[...]



Lo stato al servizio della chiesa

Tue, 15 Jan 2008 14:16:00 +0100

(image) Finalmente era ora che qualcuno in Italia sollevasse una protesta contro l'ingerenza del Papa della vita del nostro paese tanto a farlo avvicinare sempre di più ad un paese islamico. E' vero che questa volta la responsabilità di questa ennesima ingerenza non è direttamente del Papa tedesco ma soprattutto del Rettore della Sapienza che ha sostituito il ministro Mussi, che avrebbe dovuto presenziare alla cerimonia di apertura dell'anno accademico, con Papa Ratzinger. Un evento che porta l'Italia indietro nel tempo addirittura, ai tempi di Galileo Galilei il cui processo lo stesso Ratzinger ha definito a suo tempo ragionevole e giusto. Purtroppo l'ingerenza della chiesa nella politica italiana e' diventata sempre piu' pressante anche a causa dell'immobilita' e dell'eccessivo rispetto della coalizione del centro sinistra, una coalizione dove sono presenti politici che non sono in grado di fare distinzione fra la loro anima cattolica e le responsabilita' di governo di un paese laico. Ratzinger e' il papa che sostiene la tesi della inseparablita' fra fede e conoscenza, come si evince dalle parole pronunciate nel famoso discorso di Ratisbona in cui dichiaro': " Nel profondo.., si tratta dell'incontro tra fede e ragione, tra autentico illuminismo e religione. Partendo veramente dall'infima natura della fede cristiana e, al contempo, dalla natura del pensiero greco fuso ormai con la fede, Manuele II poteva dire: Non agire "con il logos" è contrario alla natura di Dio». Insomma la conoscenza legata a doppia mandata e dipendente dalla fede, una teoria inaccettabile per una luogo, l'Universita', deputato alla ricerca della conoscenza ed all'insegnamento.
L'atto di presenza del papa ad una cerimonia ufficiale come quella dell'apertura dell'anno accademico e' un atto di sottomissione grave e di ricnoscimento di una logica che non puo' essera la guida della ricerca scientifica.
Purtroppo a protestare sono solo alcuni docenti e un manipolo di studenti che sicuramente saranno fatti passare come irrispettosi di un'autorita', quella del Papa, che ormai nel panorama politico del nostro paese e' diventato un punto di riferimento per le scelte di governo, come avviene appunto nei paesi islamici fondamentalismi, tanto criticati e combattuti, dove la legge religiosa e' anche legge di stato.

(La lettera di protesta del professor Cini sottoscritta da diversi docenti della Sapienza)



Veltroni tenta il triangolo, Berlusconi lo scopre subito

Mon, 14 Jan 2008 15:39:00 +0100

(image) Il triangolo no, Berlusconi non lo aveva immaginato ed ieri ha sbattuto i piedi per terra con l'intento di far capire al suo nuovo amore, Veltroni, che non si stava comportando bene. Veltroni infatti dopo aver dichiarato il suo amore a Berlusconi e avergli promesso fedeltà, contemporaneamente va a strizzare l'occhio a Prodi assicurando il mortadella che dopo la legge elettorale avrebbero messo mano al conflitto di interessi ed alla legge sulle televisioni. Veltroni insomma ha tentato il doppio gioco.
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L'ingenuo Prodi, fiducioso per la strizzata d'occhio ricevuta da Veltroni, ha subito annunciato ai quattro venti che il governo avrebbe affrontato il conflitto d'interessi e la legge Gentiloni tanto odiata dal cavaliere. Il mortadella non aveva subdorato che il prode Walter stava giocando a mettere in piedi un bel triangolo: da una parte amore eterno al cavaliere, mentre dall'altra parte rassicurava il suo amante Prodi. Un gioco vecchio come il mondo ma che non sarebbe stato scoperto senza le esternazioni entusiaste del capo del governo.

Belusconi ha capito subito che il suo caro Walter, poche ore dopo aver confessato il proprio amore per lui, già lo tradiva con il nemico odiato di sempre, Prodi. E allora ha dato subito in escandescenze, ha alzato il telefono ed in diretta ha dichiarato alla convention di Forza Italia e Roccaraso: "Niente riforma elettorale e niente matrimonio con Veltroni se Prodi insiste con la legge sulle Tv". Insomma la relazione appena nata era già in piena crisi.
Stamani sembra tutto rientrato. Si dice che Veltroni non abbia dormito tutta la notte, che abbia fatto la spola fra Milano e Bologna per ricomporre il rapporto fra il suo amore ufficiale, Berlusconi, e il suo amante appena scoperto, Prodi. Non si sa ancora esattamente che cosa abbia promesso ai due, soprattutto al cavaliere che sembrava il più agitato ieri sera, ma di certo Walter ha avuto da fare stanotte per ricondurre quel triangolo che stava tentando di mettere in atto ad una figura geometrica più consona e più soddisfacente per entrambi gli schieramenti. Berlusconi da parte sua ha sistemato tutto con la solita affermazione: "Sono stato frainteso, non era quello che volevo dire". Purtroppo il caro Silvio è ormai certo che soffra di dislessia, pensa una cosa e ne dice un'altra, oppure dice una cosa e ne pensa un'altra e poi la colpa è di chi trascrive le sue dichiarazioni o di chi ascolta il telegiornale mentre sta cenando o pranzando. Come si fa ad essere attenti alle notizie se si ascoltano mentre si mangia ?
Insomma per ora il caro Veltroni non emulerà le gesta del presidente francese Sarcosy, ma dovrà accontentarsi di mostrarsi con il suo amore ufficiale, il Silvio nazionale. La situazione è comunque in continua evoluzione e si attendono sviluppi da un momento all'altro.



La scienza al servizio del profitto

Sat, 12 Jan 2008 17:36:00 +0100

(image) Anche l'Europa, sulla scia degli Stati Uniti, intende consentire la commercializzazione di prodotti alimentari provenienti da animali clonati, come latte e carne. Questa notizia, pur essendo allarmante, non è tanto sorprendente. Ormai la nostra società è basata non sul rispetto dell'essere umano ma soprattutto e quasi esclusivamentet sul profitto, sul denaro, sul potere e quindi l'introduzione nella nostra catena alimentare di animali clonati era solo questione di tempo. Quello che fa più sgomento e per certi versi paura è che non si intende nemmeno dare la poissibilità al cittadino di scegliere se consumare questi prodotti oppure temerli e starne alla larga. Se infatti l'Europa proseguirà sulla strada tracciata dagli Stati Uniti, sulle etichette dei prodotti messi in vendita non sarà indicata la provenienza e quindi il consumatore non potrà mai conoscere la provenienza dei prodotti che sta aquistando. Un fatto grave e allarmante sul quale peroò anche le associazioni dei consumatori tendono a minimizzare.
La scienza, in maniera presuntuosa, afferma che il consumo di prodotti provenienti da animali clonati è privo di rischi, ma quante volte la scienza ha sbagliato soprattutto nel campo della biologia e della vita umana ? Molte volte e disconoscere la propria ingoranza è molto grave soprattutto quando a subirne le consequenza sarà l'essere umano. Ma questa è la società che abbiamo costruito, una società dove appunto il profitto è diventato il padrone ed il dio assoluto. Un dio trasversale al quale ubbidiscono i governi di tutto il mondo, figlio diretto della globalizzazione, un dio che probabilmente porterà l'essere umano verso un futuro molto nebuloso che non fa prevedere niente di buono per il nostro pianeta.



La casta colpisce ancora

Thu, 10 Jan 2008 17:17:00 +0100

La Gazzetta Ufficiale dovrebbe essere un giornale da leggere ogni giorno per capire quante ... stronzate ... fanno i nostri governi. Lì ci sono i fatti e non i discorsi e le parole che ogni giorno ascoltiamo alla televisione o leggiamo sui giornali. Ecco che cosa ho scoperto durante una consultazione della gazzetta per motivi di lavoro. Il 10 dicembre 2007 è stato pubblicato un decreto del Ministero della Pubblica Istruzione e del Ministero dell'Ecconomia e delle Finanze composto da un solo articolo che riporto di seguito: Art. 1. Beneficiari, oggetto e validita' temporale I docenti delle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, anche nondi ruolo con incarico annuale, nonche' i professori, ordinari eassociati, e i ricercatori presso le universita' statali (di seguito:docenti) ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisichepossono avvalersi di una detrazione dall'imposta lorda e fino acapienza della stessa pari al 19% delle spese documentate, sostenuteed effettivamente rimaste a carico, fino ad un importo massimo dellestesse di 1.000 euro per l'acquisto, nel corso del 2007, di un solopersonal computer nuovo di fabbrica.Traduzione per il cittadino medio (grazie ad un amico che fa il commercialista). I Traduzione per il cittadino comune (grazie anche ad un amico commercialista). I docenti delle scuole pubbliche e ... attenzione ... delle Università che hanno acquistato un computer nell'anno 2007 possono beneifciare di una  detrazione dell'imposta lorda nella prossima dichiarazione dei redditi per un importo pari al 19% della spesa sostenuta fino ad un importo massimo della spesa di 1.000 euro. Insomma i docenti delle scuole pubbliche e dell'università che hanno acquistato un computer nel 2007 possono usufruire di una detrazione al massimo di 190 euro. Ora io non conosco le condizioni dei docenti nelle scuole pubbliche (elementari, medie, medie superiori) me conosco molto bene quella dei docenti universitari che sono stati citati di proposito a scanso di equivoci. Questi personaggi percepiscono uno stipendio netto che si aggira mediamente sui 4.500-5.000 euro ma che raramente è inferiore ai 3.000 euro. Non hanno obblighi di orario e soprattutto non hanno controlli particolari sulla loro attività sia di ricerca che di docenza. Gestiscono fondi per le loro ricerche con i quali naturalmente si dotano di computer portatili e da tavolo. Hanno un trattamento stipendiale agganciato a quello dei nostri parlamentari per cui non hanno contratti scaduti, non hanno potere d'acquisto eroso dall'inflazione e dall'aumento sconsiderato dei prezzi, insomma  sono una categoria di lavoratori privilegiati e non fatevi incantare dalle loro sporadiche proteste condotte sempre per il bene delle università. Questa categoria o meglio questa casta ha un'altra prerogativa di cui non possono benificiare i cittadini comuni: sono rappresentati TRASVERSALMENTE in parlamento dove circa il 30-35% dei parlamentari sono anche professori universitari. Detto questo credo che siano chiare le motivazione che hanno spinto il nostro governo ad emanare un simile decreto. Peccato che nel frattempo ci siano famiglie che non sono più in grado di pagare mutui e persone che non riescono più ad arrivare alla fine del mese .... loro non hanno diritto a nessuna detrazione, ma tanto non avrebbero nemmeno avuto i soldi per comprarsi un computer. Ecco uno dei tanti motivi per cui quando in Italia di aandr&agr[...]