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...life is what happens while you're busy making other plans - la vita è quello che ti accade mentre fai progetti per il futuro (John Lennon)...



Last Build Date: Wed, 16 Sep 2015 16:00:40 +0000

 



Changing life

Wed, 18 Nov 2009 22:15:00 +0000

(image) (Orcadi - foto by Somis)

A volte si scrive perchè "si deve". Altre perchè gli ultimi post sono ormai così vecchi... altre ancora perchè qualcuno ti dice: "E' da tanto che non scrivi sul blog!", o perchè ti succede qualcosa che pensi sia meritevole di essere riportato sul blog.
Altre volte, invece, perchè pensi che metterli nero su bianco possa aiutarti a dare un ordine a tutti i pensieri che ti affollano la mente, a regalarti un momento in cui scollegarti dal mondo e pensare a te stesso, a trovare un collegamento tra cose che, pur molto diverse tra loro, fanno comunque parte della tua vita. Scriverle, metterle una in fila all'altra, è in un certo senso rassicurante: ti fa illudere che esse stiano ferme e che tu possa governarle, controllarle, e che non possano cambiare.
Questa, forse, è una di quelle occasioni. Una di quelle in cui ti metti a scrivere e non sai nemmeno perchè lo fai: metti su un po' di musica (magari natalizia, visto il periodo), apri il blog, e inizi...
Ti fermi un attimo e pensi ai mesi che stai vivendo. Mesi che solo l'anno scorso, quando tutte le mattine alle 7.24 avevo appuntamento con la 62 e alle 8 con la campanella, con verifiche e interrogazioni, aspettavo con impazienza, e che pure non sapevo come immaginarmi. O, anzi, forse sì: me li aspettavo come chi lavora aspetta le vacanze, con tanto tempo da dedicare a tante cose.
Adesso che questo momento lo vivo davvero, e non solo nella mia immaginazione, posso dire che sì, ho molto più tempo rispetto a prima per fare quello che voglio. Eppure mi ritrovo, talvolta, a rimpiangere la 62 delle 7.24 e la campanella delle 8. A rimpiangere quelle certezze, quei paletti, quegli obblighi che in qualche modo segnavano la strada, e dai quali non si poteva sfuggire. La libertà di gestirsi è qualcosa di molto importante, ma richiede una responsabilità molto più grande.
Ma c'è dell'altro. Oltre ai cambi di abitudine, ai cambi nel modo di organizzare la giornata, di concepire lo studio, di considerare amicizie e relazioni. C'è un cambiamento nel modo di vedermi. C'è che adesso mi sento davvero grande. O, forse, solo un po' più grande. Ma stavolta - dopo diciottesimi, timidi inizi di lavoro, passaggi dall'altra parte della barricata e maturità - mi sembra (fino a nuovo ordine) di avere fatto il salto decisivo. Perchè non è più un singolo fatto, ma tutto un insieme di cose, insieme allo sguardo che in questo periodo posso dare alla mia vita, a farmi dire che son cresciuto.
Oltre a quella sensazione di distacco, di "superamento", nei confronti di quei mondi che fino a poco tempo fa erano la mia vita, per cui mi arrabbiavo e mi preoccupavo, e che adesso fanno solo (come se fosse poco!) parte del mio passato.
In tutto ciò il Natale si avvicina, e forse questo misto di nostalgia e attenzione al futuro è dovuto anche a questo.



Estate agli sgoccioli

Wed, 02 Sep 2009 19:43:00 +0000

Con la fine di agosto e l'inizio di settembre è ufficiosamente finita l'estate. Anche se il calendario ricorda che abbiamo ancora una ventina di giorni "estivi", è arrivato l'inizio di un nuovo anno scolastico/universitario/lavorativo.
Questo settembre si porta via un'estate che è stata sicuramente densa, frizzante e entusiasmante. Del resto, quale estate non lo è? Ogni anno per motivi diversi (luoghi, esperienze, persone, crescita personale) mi ritrovo a dire che è stata un'estate importante, ma forse questa volta ancora di più.
Da quest'estate infatti sono maturato (nel senso scolastico :D), e ho finalmente chiuso quel grande capitolo chiamato "liceo". Certo, mi mancheranno il suono della campanella delle 8, gli intervalli a fare la coda alle macchinette, i compiti e le interrogazioni (questi forse un po' meno :D), ma guardando al futuro sono contento di approdare a qualcosa di nuovo.
Quello che quest'estate mi ha soprattutto regalato, infatti, è uno sguardo attento, curioso e "attivo" al futuro. Oltre ad apprezzare nuovamente la bellezza di avere del tempo libero, dopo un anno molto impegnativo sotto molti punti di vista (e - ovviamente - particolarmente sotto quello scolastico), la prospettiva di avere la possibilità di gestire maggiormente il mio tempo mi ha fatto fare parecchi programmi per il prossimo futuro.
In tanti momenti, in route piuttosto che a zonzo per le orcadi o ammollo nelle acque pugliesi, mi sono ritrovato a pensare ai mesi a venire - mesi vicini ma pur sempre percepiti come lontani fino all'ultimo giorno di vacanza. Mesi in cui voglio fare quello che per troppo tempo ho rimandato, ma anche mettere a frutto quello che ho imparato in questi anni e, anche, dalle esperienze vissute quest'estate.
La sfida che rivolgo a me stesso, ora, è di saper sfruttare al meglio quest'ondata di entusiasmo e di energia che viene dalle vacanze, e di saper trasformare in realtà i progetti che ho in mente. Ce la farà il nostro eroe?



Rousay e Scapa Flow

Sun, 16 Aug 2009 19:40:00 +0000

Aberdeen Airport (Scozia) & Heathrow Airport (Inghilterra), sabato 15 agosto 2009, ore 15.50

Come i miei venticinque lettori capiranno agevolmente dall’intestazione di questo post, non mi trovo più alle Orcadi. Oggi infatti per me è arrivato il momento di tornare a Milano (una Milano che – mi dicono – sarà piuttosto calda, a differenza degli 11 gradi che abbiamo toccato ieri). Approfittando dei due scali che mi separano da Malpensa, però, volevo raccontarvi degli ultimi due giorni alle Orcadi.
Giovedì, su suggerimento della nostra padrona di casa, Sally, siamo andati sull’isola di Rousay, una delle isole Orcadi non collegate dalle barriere, ma raggiungibili solo via mare. Purtroppo il traghetto, piuttosto piccolo (6 macchine; ma in passato ne abbiamo visti di più piccoli, che ne portavano solo due), era disponibile solo con degli orari che ci hanno permesso di restare sull’isola solo 4 ore. Abbiamo così fatto il giro dell’isola (sull’unica strada che la percorre) passando da tutti i punti panoramici o archeologicamente importanti. Il bel tempo ci ha aiutati, e ci ha permesso di vedere degli scorci magnifici sul mare.
L’isola, come ci aveva detto Sally, è molto tranquilla, e questo permette spesso di osservare le foche. E, infatti, siamo riusciti a vederne qualcuna, ma soprattutto a goderci per qualche ora il silenzio di questo luogo.
Ieri invece il tempo non è stato così clemente, e la giornata è stata piovosa e fredda. Abbiamo quindi fatto un giro in macchina sullo Scapa Flow, una delle baie più belle delle Orcadi. Siamo riusciti anche a camminare su una delle grandi spiagge create dalla bassa marea, approfittando di un momento in cui non pioveva. Poi pausa tecnica (leggi: pranzo) a casa e giro nella parte meridionale delle isole, tra St Margarets Hope (dove, dopo essere sbarcati, non eravamo più arrivati) e altri paesini intorno.
…e quindi… la mia avventura alle Orcadi è finita (anzi, sta finendo adesso che mi sto per imbarcare per Malpensa). Spero che ai miei venticinque lettori sia piaciuto seguire le nostre avventure da queste pagine, alla prossima!



A spasso per le Orcadi

Sun, 16 Aug 2009 19:37:00 +0000

Burray (isole Orcadi), Scozia, mercoledì 12 agosto 2009, ore 22.09

Ed eccomi qui a raccontarvi quello che abbiamo visto in questi primi due giorni sulle Orcadi!
In generale, queste isole offrono paesaggi spettacolari dal punto di vista naturale e luoghi interessanti per la loro storia: sono infatti molti i resti lasciati da uomini preistorici che abitavano qui.
Per il momento ci siamo concentrati sui posti che offrono l’isola principale (Mainland, che ospita il paese più grosso, Kirkwall) e quelle che sono ad essa collegate attraverso le Barriere di Churchill. Si tratta di ammassi di blocchi di cemento voluti dal primo ministro inglese durante la seconda guerra mondiale per impedire ai sottomarini tedeschi di entrare nelle baie ad affondare le navi della flotta britannica. Sopra i blocchi sono state costruite delle strade, e così le barriere mettono in collegamento tra loro alcune delle Orcadi. Domani, tempo permettendo, andremo invece a Rousay, una delle isole che sono rimaste scollegate e raggiungibili solo via mare.
Ieri abbiamo visto per prima cosa la cappella italiana che si trova sull’isola di Lamb Holm. Durante la seconda guerra mondiale quest’isola ha ospitato un campo di prigionia, nel quale si trovavano molti italiani catturati in Africa. La necessità di avere un luogo di preghiera li spinse a chiedere al comandante del campo di poter costruire una cappella. E così, unendo due baracche e decorandola, nacque per opera di un gruppo di italiani quella che ora vediamo. Quindici anni dopo la sua realizzazione, quando la guerra era ormai finita, l’italiano che aveva progettato e realizzato la cappella è tornato a restaurarla, lasciandola definitivamente alle cure degli abitanti dell’isola. Fa strano, comunque, vedere da queste parti sventolare una bandiera italiana.
Sempre ieri siamo stati anche a Kirkwall, la cittadina principale delle Orcadi. Non è una metropoli ma, quando appare dopo un interminabile susseguirsi di campi e di pascoli fa il suo effetto, specialmente perché le case del centro sono tutte molto simili e molto scure.
Dopo aver lasciato Kirkwall abbiamo visitato luoghi importanti per le tracce della loro storia antica che ancora mostrano, ma non meno importanti per i paesaggi e i giochi di colori che offrono. Ring of Brodgar ricorda Stonehenge: una serie di pietre disposte a cerchio. L’insieme di questi blocchi di pietra verticali con le distese di erica e i pascoli popolati da mucche e pecore sono veramente spettacolari. Interessante anche Skara Brae, museo a cielo aperto che dopo un breve sentiero che ripercorre all’indietro le tappe dell’evoluzione umana mostra i resti di un villaggio dell’età della pietra, con tutte le interpretazioni e gli studi che ne sono stati fatti.
Infine abbiamo visto Yesnaby, bello scorcio sulle scogliere e sul mare. Peccato solo per la pioggia che ci ha accompagnato per tutto il pomeriggio ed è continuata anche tutta sera, impedendoci di godere dello stupendo panorama che abbiamo fuori dalla finestra della nostra casa.
Oggi invece giro tra i luoghi panoramici tra l’isola di Deerness e la parte del Mainland che non siamo riusciti a vedere ieri. Prima quindi una passeggiata a Mull Head e The Gloop, poi Brough of Birsay, Marwick Head e la Bay of Skaill. Tutti luoghi interessanti, che nel pomeriggio non siamo però riusciti a goderci appieno per colpa del brutto tempo che, per fortuna, non è però continuato in serata. E così, nonostante le nuvole, ci siamo potuti godere un bel tramonto sul mare.
Domani, come detto, isola di Rousay, che la nostra padrona di casa ci ha descritto come molto tranquilla e luogo in cui è possibile vedere foche e i puffin, gli uccelli tipici delle Orcadi che purtroppo non siamo ancora riusciti a vedere. Stiano tranquilli i miei venticinque lettori che farò loro sapere cosa avremo visto!



Post veloce

Wed, 12 Aug 2009 17:40:00 +0000

Oggi post veloce, che mi sta per scadere la connessione, tra l'altro leeeeenta leeeeenta.
Le Orcadi sono veramente belle, ci sono paesaggi e colori spettacolari. Prossiamente vi racconterò nel dettaglio quello che abbiamo visto.
Purtroppo in questi giorni il tempo non è dei migliori, con nuvole, pioggia e vento. Ma, nel limite del possibile, non ci si può far fermare dal tempo.
Oggi ho visto anche l'aeroporto di Kirkwall, da dove partirò sabato per tornare a Milano. Credo basti dire che non ci eravamo nemmeno accorti che fosse l'aeroporto. E' piccolo, gli aerei che vi transitano sono solo quelli a elica... ovviamente vi racconterò anche del viaggio via Aberdeen e Londra Heathrow!
Alla prossima!



Orcadi!

Tue, 11 Aug 2009 17:48:00 +0000

Burray (isole Orcadi), Scozia, lunedì 10 agosto 2009, ore 23.00

…e finalmente: eccoci alle Orcadi!
Ebbene sì, cari i miei venticinque lettori, dopo le tante tappe di avvicinamento finalmente posso scrivervi dalle Orcadi.
Ma siamo rimasti indietro di un giorno, quindi rapido aggiornamento. Ieri mattina, dopo il caloroso saluto della Susi, la nostra padrona di casa appassionata dell’Italia, abbiamo lasciato l’Inghilterra e, procedendo sempre più verso nord, siamo arrivati in Scozia e a Inverness.
In questa cittadina eravamo già stati cinque anni fa (allora non c’erano ancora queste pagine a ospitare il diario di bordo), nel nostro precedente viaggio in Scozia. Allora, dopo giorni e giorni vissuti in un paesino sperduto in fondo ad una single track road (le caratteristiche strade ad una sola corsia, con qua e là degli slarghi per permettere il passaggio delle macchine che si incrociano nei due sensi di marcia), Inverness ci era sembrata una metropoli, e ci eravamo tuffati in un centro commerciale per “riprendere contatti con la civiltà”. Ora quest’esigenza non c’era più, e forse anche perché vista di sera (il nostro B&B era qualche chilometro fuori da Inverness, dove siamo andati solo per cenare) ci è apparsa nelle sue dimensioni reali: una cittadina, non una metropoli. Cena comunque interessante in un pub, nonostante la pioggia che ci ha accompagnati per tutta sera.
Un capitolo a parte andrebbe aperto sui padroni del B&B che ci ha ospitato. Casa in un gruppo di abitazioni piuttosto sperduto, con giardino curato ma abbastanza pacchiano, noi avevamo a disposizione il piano superiore/mansarda. La padrona, una simpatica nonnetta dalla parlata davvero stretta e spesso incomprensibile che stamattina abbiamo scoperto originaria delle Orcadi, ha dato del suo meglio quando ieri sera abbiamo suonato per entrare dopo cena. È venuta ad aprirci a piedi nudi (e non è che facesse molto caldo) con indosso un accappatoio che sembrava confezionato scuoiando un orso polare.
Stamattina invece abbiamo lasciato Inverness per dirigerci ancora più su, fino a Wick e poi Jill’s Bay, da dove ci siamo imbarcati per le Ocadi su un traghett(in)o che portava più italiani di un tram milanese, o quasi. Prima di lasciare la terraferma (se così si può chiamare quella che rimane pur sempre una grande isola), abbiamo approfittato del tempo che ci restava per vedere le scogliere nei dintorni.
Adesso siamo a Burray. Fino a sabato avremo a disposizione un appartamento enorme (all’inizio c’era da perdersi). I proprietari sono veramente due persone squisite. Sally, la padrona, è stata veramente gentile e disponibile nell’accoglierci. Mi ha spiegato tutto in un inglese comprensibilissimo ma, consapevole che non potevo ricordarmi come si usa tutto ciò che c’è in casa, mi ha ripetuto più volte di non esitare a chiedere loro aiuto. Si è preoccupata di farci trovare il riscaldamento acceso, sapendo che se fossimo arrivati direttamente dall’Italia avremmo sofferto ancora di più il freddo. E in casa, oltre al pacco di benvenuto con prodotti tipici dell’isola, tante piccole attenzioni per farci sentire a nostro agio.
E da domani… inizia l’esplorazione delle Orcadi!

N. d. S. mi scusino i miei venticinque lettori per la latitanza degli ultimi giorni, ma non ho avuto la possibilità di collegarmi ad internet. Adesso invece mi trovo con il mio simobook nella reading room di un albergo che ha il wireless e ho postato gli aggiornamenti che mi mancavano!



Fountains Abbey

Tue, 11 Aug 2009 17:42:00 +0000

Ripon, Inghilterra, sabato 8 agosto 2009, ore 22.19

Oggi, dopo tre giorni di viaggio, siamo rimasti pressoché fermi.
Abbiamo infatti visitato Fountains Abbey, i ruderi di un’abbazia trecentesca che si trovano a qualche chilometro da qui.
(image) Dell’abbazia non è rimasto molto, perché da secoli è ormai abbandonata, ma quello che il National Trust (l’omologo del Fai italiano) ha fatto è stato di sistemarne il giardino. Così è possibile passeggiare lungo il corso d’acqua che confluisce nel lago che si trova accanto all’abbazia, nei vasti terreni che una volta appartenevano ai monaci e ne permettevano il sostentamento. Tutto quello che nell’abbazia veniva consumato, infatti, proveniva dai campi coltivati dai fratelli laici.
(image) Nel territorio dell’abbazia c’è anche un mulino, che serviva a macinare la farina per i monaci. Successivamente il mulino è stato adibito a segheria e anche a caseificio, e durante una delle due guerre mondiali è stato utilizzato come rifugio per gli sfollati.
Quello che è sempre interessante notare nei siti gestiti dal National Trust è la presenza di volontari all’interno dello staff. Spesso si tratta di persone anziane, che probabilmente una volta in pensione hanno deciso di dedicare parte del loro tempo alla conservazione dei beni del loro paese. È anche grazie a loro che questi luoghi sono visitabili.
Nel pomeriggio siamo invece stati in due paesi qui vicino: Pateley Bridge e Ripley.
La vitalità di questi paesi del Yorkshire (la regione in cui ci troviamo adesso) mi ha stupito, abituato in altre parti della Gran Bretagna a trovare meno movimento.
Stasera cena allo stesso ristorante di ieri e poi nella piazza di Ripon ad assistere al suono del corno: ogni sera, alle 21 in punto, il suonatore di corno (una carica che da quel che ho capito è molto importante qui) con i suoi quattro fischi (nelle quattro direzioni) permette a tutti di sincronizzare gli orologi.
Da qui direi che è tutto, domani sarà un altro giorno di viaggio che ci porterà in Scozia. Ci fermeremo infatti vicino alla città di Inverness.



Ripon

Tue, 11 Aug 2009 17:40:00 +0000

Ripon, Inghilterra, venerdì 7 agosto 2009, ore 22.52

Ed eccomi di nuovo a scrivervi raccontandovi del nostro viaggio!
La giornata di oggi ci ha portato da Canterbury a Ripon, cittadina a metà dell’Inghilterra nella quale ci fermeremo fino a domenica.
Stamattina abbiamo passato anche il fatidico ring di Londra, la tangenziale (molto più esterna di quella milanese però, tanto che è circondata da campi), dove siamo rimasti imbottigliati in un ingorgo per più di due ore. In realtà le code e gli intasamenti ci hanno accompagnati per tutto il giorno, forse complice il venerdì di inizio vacanze o semplicemente il sovraffollamento delle strade.
Pensate che abbiamo trovato coda anche per entrare nell’area di servizio per andare in bagno dopo il primo maxi ingorgo. Anche perché qui le aree di servizio non si trovano in autostrada, ma all’esterno, quindi il traffico di chi esce si unisce a quello di chi si vuole fermare. Area di servizio enorme, che sembrava la succursale di un centro commerciale ed era piena di fast food. Inutile dire che era affollatissima, ma per fortuna c’erano tanti bagni e almeno lì non abbiamo trovato coda.
Finalmente siamo arrivati a Ripon da Mrs Susi, un’adorabile signora inglese che ci ha accolti tutta contenta di avere degli italiani come ospiti. Infatti è stata più volte nel nostro paese, se non abbiamo capito male ci ha anche vissuto per del tempo e infatti sa un po’ di italiano. Ci viene il dubbio che oltre alla sana allegria ci siano gli effetti di qualche bicchiere di troppo quando mentre portiamo dentro i bagagli ride tra sé dalla contentezza: “Oh… italians! Italians!”.
Cena buona in un ristorante con cucina spagnola, camerieri gentilissimi e anche lì qualche parola di italiano è scappata, complice il nonno italiano (di Salerno) di una delle cameriere, nata però in Colombia.
Domani visiteremo con calma Ripon e i luoghi d’interesse qui intorno… alla prossima!



Da Milano a Canterbury

Thu, 06 Aug 2009 21:41:00 +0000

Waltham, Inghilterra, giovedì 6 agosto 2009, ore 22.40

Buonasera, cari i miei venticinque lettori che non vedevate l'ora di ritrovare il diario di bordo su queste pagine :D
Breve aggiornamento sui nostri spostamenti: siamo partiti ieri mattina (mooolto presto) da Milano e dopo aver attraversato un'insolita Svizzera soleggiata (la maggio parte delle volte che ci siamo passati negli anni scorsi pioveva...) ci siamo fermati in un paesino sperduto della Francia centrale.
Molto bello, nell'ultimo tratto, uscire dall'autostrada e attraversare la campagna lungo strade meno grandi che ci hanno permesso di assaporare i fantastici colori dei campi e dei covoni di fieno.
Oggi invece altro attraversamento della campagna francese fino al traghetto che ci ha portato dall'altra parte della Manica.
E, strano ma vero, c'era il sole e siamo riusciti a vedere le famose bianche scogliere di Dover!
(image) Stanotte dormiamo sperduti nella campagna poco lontano da Canterbury, la cittadina famosa meta di pellegrinaggio durante il medioevo (ricordate le Canterbury Tales?). Ecco la sua cattedrale:
(image)
A Canterbury abbiamo cenato e fatto una piacevole passeggiata serale. Cittadina interessante, che mi ha piacevolmente sorpreso per la sua "vitalità", che non eravamo abituati a vedere nei piccoli paesi in cui siamo stati da queste parti negli anni scorsi, dove dopo le 21 non c'era più anima viva in giro.
Di divertente e curioso posso raccontarvi che per pagare 1,5 sterline per il parcheggio alla macchinetta abbiamo usato la carta di credito, perchè non avevamo monetine da inserire. Probabilmente l'acquisto più piccolo effettuato con carta di credito!
...per stasera è tutto, alla prossima!!!



Da Bose alle Orcadi, passando per lo shopping agostano a Milano

Tue, 04 Aug 2009 19:07:00 +0000

...e rieccomi qui!
Finalmente riesco a tirare il fiato e a tornare a postare!
In queste settimane infatti mi sono reso conto che era solo un'illusione quella che mi faceva immaginare di avere tanterrimo tempo libero dopo la maturità. La verità è che non mi sono fermato un attimo, e forse ho fatto più cose di quando stavo preparando l'esame.
Ma sono state settimane molto belle, in cui ho potuto dedicarmi a tutto ciò che per un anno avevo rimandato per lasciare spazio allo studio.
È stato bello ospitare a Milano i ragazzi di Gerico, portarli a spasso per Milano e sfruttare l'occasione per salire in cima al Duomo dopo anni che non mi capitava, invitarli a cena, tentare di capirsi con un misto di inglese-italiano-arabo.
È stato bello trasformarsi per qualche giorno in Rama il cambusiere per il branco di un altro gruppo scout: un'esperienza che mi ha dato molto, diversa da quella dell'anno scorso e forse ancora più entusiasmante per il bel rapporto che sono riuscito a creare con i bimbi e con una staff che non conoscevo prima e nella quale mi sono inserito in corsa.
È stato bello farmi trasportare da questa esperienza e dalle emozioni che mi ha regalato per farmi decidere come spenderò parte del mio tempo dell'anno prossimo, questo anno così strano, nuovo, scintillante e colorato che mi aspetta, che io conto di trovare così diverso da quelli precedenti ma che forse alla fin fine non sarà poi niente di completamente diverso - ma chi vivrà vedrà, who knows, è prematuro pensarci troppo adesso.
È stato bello vivere una route per la quale, a causa di impegni precedenti, non mi ero preparato più di tanto, e trarre tutto ciò che di positivo, di nuovo, di interessante poteva offrirmi.
È stato bello trovarsi, finalmente durante questa route dopo due anni in un clan vero e proprio, con un numero adeguato e un "clima da clan" che si è mostrato in quello che abbiamo vissuto insieme.
È stata bella, soprattutto, la leggerezza, la spensieratezza, la tranquillità con cui sono riuscito a vivere tutti questi momenti, senza paure, ansie, aspettative eccessive. Solo la consapevolezza che ce la potevo fare, e che tutto (o quasi) era nelle mie mani e dipendeva dal modo in cui decidevo di vivere questi momenti.
...e adesso si riparte! Da domani in viaggio verso le Orcadi, da dove poi, dopo una breve pausa a Milano, volerò in Puglia.
Nel frattempo, oggi mi sono regalato una mattinata di shopping agostano. Complice il freschino atipico per questo periodo dell'anno, è stato bello passeggiare per vie semivuote, entrare in negozi stranamente non affollati, ma soprattutto comprare con grandi sconti articoli estivi ormai fuori stagione tra i vestiti invernali che ormai affollano gli scaffali.
Dalle vacanze doverei tenere il consueto diario di bordo su queste pagine. Quest'anno, tra l'altro, sarò agevolato dal SimoBook, il netbook che mi sono regalato (fatto regalare) per la promozione e che mi accompagnerà in questo viaggio.
Alla prossima!



Passaparola!

Wed, 08 Jul 2009 11:46:00 +0000

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È da qualche giorno che in tv circola uno spot (qui il video), firmato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che invita alla lettura.
Il messaggio è chiaro: leggere fa bene, è importante che persone di tutte le età (dal bambino all'anziano, come dimostrano i protagonisti del filmato) si facciano trasportare dalla potenza della lettura, ci si immergano.
Per la campagna è stata scelta l'estate, momento della lettura per eccellenza (almeno per me): complici il maggior tempo libero, il caldo che in certi momenti obbliga a stare in casa, l'opportunità di leggere, nelle ore meno calde, all'aperto...
Eppure è triste che debba essere la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con una Pubblicità Progresso, a ricordarci che è importante leggere. Perchè leggere è un piacere, o almeno dovrebbe esserlo, svincolato dalle logiche scolastiche che ti fanno vedere qualunque libro come un mattone e un atto di sadismo da parte del professore che l'ha assegnato da leggere e dell'autore che l'ha scritto.
Mi rendo conto che anche io per tanto tempo ho letto poco, troppo poco, forse perchè preso da altri impegni, forse perchè dopo una giornata di scuola e di studio non avevo voglia di leggere altre cose.
In questi giorni invece mi sto regalando un po' di tempo per leggere, perchè per quest'estate mi sono posto l'obiettivo di leggere alcuni libri che da un po' voglio leggere ma che sono sempre rimasti impilati sui ripiani della libreria.
E mi sto nuovamente accorgendo di quanto sia bello lasciarsi cullare, trasportare in mondi lontani: nei luoghi remoti del mondo in cui avvengono i fatti di cui ci parla un quotidiano, o in tempi e spazi lontani, quasi sfuggenti, dove ci può portare un libro.



Pulizie di lugliembre

Tue, 07 Jul 2009 15:59:00 +0000

È incredibile quanta carta sia riuscito a produrre in cinque anni di liceo. Ieri sera ho iniziato a sfrondare tutto il superfluo, e finora non ho smesso un attimo di distruggere fogli.
Essì, perchè il bello non è tanto sfogliare e dire: "Questo lo butto", ma stracciarlo fino a ridurlo in pezzetti. Ed è così che adesso di fianco alla mia scrivania c'è un sacchettone pieno di pezzetti di carta che un tempo componevano pagine e pagine di esercizi, fotocopie inutili, appunti ormai inservibili.
Accanto, mucchietti di tutto ciò che è stato classificato "da tenere", e quindi da riordinare e sistemare in buste e cartellette.
E così - vedendo i primi esercizi di greco (correva l'anno scolastico 2004/2005), la prima versione di latino e gli appunti delle lezioni di storia più indimenticabili (che infatti sono sopravvissuti alla strage di fogli e sono stati conservati gelosamente) - la memoria torna indietro a questi cinque anni così pieni, colmi, rigonfi di eventi, di persone, di momenti, di emozioni. Anni che non tornano più, dice qualcuno. Certamente è vero. Questo non significa che quelli che verranno dopo avranno un minor valore, ma sicuramente gli anni del liceo rimarranno scolpiti da qualche parte in quel piccolo grande archivio che è la mia memoria, e nel ricordarli proverò quella malinconia che avvolge tutto ciò che è passato - forse per il semplice fatto che è passato.

N.d.S. (che casomai i miei venticinque lettori se lo fossero dimenticato sta per Nota di Simone): per quanti si fossero meravigliati di questo mio ritorno su queste pagine, ringraziate:
1) la scuola che è finita e la maturità che è passata;
2) Milady-de-Winter (approposito: se non conoscete il suo blog, correte a curiosare, che ne vale la pena!).

N.d.S.2 Per quanto riguarda il titolo: ogni riferimento al fatto che stamattina, gurdando fuori dalla finestra appena sveglio, ho pensato di aver dormito per quattro mesi è puramente casuale



A volte ritornano

Mon, 06 Jul 2009 19:33:00 +0000

Ebbene sì.
Nonostante i miei venticinque lettori ormai disperassero (già vi vedevo pronti a strapparvi i capelli per la mancanza dei miei post :D), sono tornato.
Dopo un anno intenso e faticoso, adesso che sono finalmente in vacanza torno a scrivere sul blog.
Come tutti i ritorni, non è facile: non è semplice riprendere a postare dopo un silenzio "blogghistico" durato quasi un anno.
Però rieccomi qui. E allora, per iniziare in modo soft, permettetemi di partire con un semplice "bentornati" a tutti i miei aficionados.
A presto!

Simone



I 100 passi scout/ La forza dei testimoni

Sun, 08 Mar 2009 21:24:00 +0000

[Simone si accorge che sta scrivendo il primo post dell'anno a marzo inoltrato, ma pensa che, come ha già detto altre volte, non importa]

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"Sei andato a scuola, sai contare?"
"Si so contare"
"E sai camminare?"
"So camminare"
"E contare e camminare insieme lo sai fare?"
"Credo di si"
"Allora forza, conta e cammina.. 1,2,3,4.."
"Ma dove stiamo andando?"
"...Conta e cammina..95,96,97,98,99,100..lo sai chi ci abita qui? U zio Tanu ci abita qui.. cento passi ci sono da casa nostra, cento passi"
Anche uno dei mali che devasta con più ferocia il nostro Paese, la mafia, non è un concetto astratto, qualcosa di sfuggente (anche se questo sarebbe uno degli obiettivi della mafia, e uno dei modi in cui prospera).
Anche la mafia è fatta di persone, ma soprattutto sono persone con un volto, una voce, due occhi capaci di piangere o di sorridere quelle che la mafia la combattono, che hanno una storia da raccontare, che se hai la pazienza, la voglia, l'attenzione di ascoltarle sprigionano un'energia straordinaria. Un'energia che promana dalle esperienze che hanno vissuto, dalla scelta che hanno fatto di cambiare qualcosa che sentivano profondamente ingiusto.
Persone che, come Michela e Gregorio, non sono rimaste indifferenti, ma che hanno detto un sonoro "No!".
Persone che, durante e dopo tutto questo, sono diventate testimoni, colorate di quel rosso "colore rubino del sangue di un testimone" che - come ricorda una canzone cara a tutti gli scout - contraddistingue noi Rover e Scolte.
Persone che, attraverso il racconto di momenti importanti della loro vita, riescono a trasmetterti quell'energia che spesso a te manca nelle piccole cose. E loro invece l'hanno avuta quando si sono trovati ad affrontare qualcosa di più grande di loro. Senza voltarsi dall'altra parte.
E adesso le loro lacrime e i loro sorrisi, alternati nel ricordare momenti difficili o momenti di contentezza, servono per dare a te la forza di fare altrettanto.
Servono a ricordarti che non serve perdere due fratelli ammazzati dalla mafia ed essere costretti a rinunciare a testimoniare al processo per non mettere in pericolo l'incolumità dei tuoi cari, o non serve veder morire un prete, ma prima di tutto un uomo, anzi uno zio di tutti, "Zio Pino", per essere un po' "eroi", per contribuire a cambiare il mondo. Servono a ricordarti che, nel tuo piccolo, puoi fare molto, a partire dalle scelte che quotidianamente ti trovi a fare. E un po' della loro energia serve a mettere in moto quella che c'è dentro di te, ancora latente, bisognosa di una scintilla che l'accenda.



2008 è stato...

Wed, 31 Dec 2008 08:00:00 +0000

[Simone torna finalmente a scrivere su queste pagine, apparte la parentesi augurale, dopo un silenzio lungo e vergognoso. E in differita (il post è stato preparato, ovviamente, prima di partire). Ma in fondo, con tutti i "doveri" che abbiamo, almeno che il blog sia un piacere!]

È una frase che ripeto tutti gli anni, ma in fondo è sempre vera, anche se ogni anno in modo diverso e per diversi aspetti: è stato un anno intenso.
E a pensarci, adesso che è ormai agli sgoccioli, sono successe tantissime cose quest'anno.

(l'ordine è puramente casuale)

2008 è stato... "adesso sì, che sono diventato veramente grande"
2008 è stato... diciottesimi
2008 è stato... Anassimene cambusiere
2008 è stato... Gerusalemme, viaggio e preparazione
2008 è stato... pensieri per il futuro post-liceo
2008 è stato... Svezia&Stoccolma
2008 è stato... Berlino
2008 è stato... Slovenia&Triglav
2008 è stato... chiacchierate che durano ore
2008 è stato... pensieri e scacciapensieri
2008 è stato... sorprese
2008 è stato... Discoradio
2008 è stato... Merci, Cla e Roby
2008 è stato... punti di vista cambiati, radicalmente o solo di una lieve sfumatura
2008 è stato... cose pensate e non scritte o dette
2008 è stato... sorrisi amici scoperti su visi di persone che fino a poco tempo prima non conoscevo, o non avrei mai considerato tali
2008 è stato... tutte le cose più o meno importanti che sono successe e adesso mi sfuggono

Mi auguro che il 2009 possa essere un anno altrettanto "pieno" di cose nuove, e di potermi trovare, tra 365 giorni, a provare la stessa soddisfazione, voltandomi a guardare il cammino percorso.

L'augurio è che anche per voi di poter essere soddisfatti, quando sarà agli sgoccioli, di questo anno che sta per iniziare. Buon 2009 a tutti!



Aggiornamenti

Mon, 29 Dec 2008 20:23:00 +0000

Per gli ultimi aggiornamenti sulla route in Terrasanta, potete andare direttamente sul sito del gruppo: www.milano68.org

un saluto a tutti

Simone



News from Gerico

Sun, 28 Dec 2008 11:37:00 +0000

Ciao a tutti,
vi scrivo dal computer della famiglia che ospita me, emi, anto e franesco.
Abbiamo dormito da loro due notti (e fra poco sara' pronto il pranzo) e sono veramente disponibili e gentili. Una bella famiglia numerosa con cinque figli con cui giochiamo. Mentre vi scrivo, anto e emi stanno giocando a calcio con loro in giardino.
Anche gli altri, che sono ospiti di altre famiglie, si trovano bene. Oggi messa con la comunita' cristiana di Gerico, meta' in arabo e meta' in italiano. E poi visita ad un sito archeologico.
Abbiamo saputo di quanto accaduto a Gaza ieri mattina. Qui si sente molto quello che e' successo, a Gerico oggi molti negozi sono chiusi per questo. Ma qui siamo lontani da Gaza, e Gerico e' comunque una delle citta' palestinesi piu' tranquille, quindi la situazione e' molto calma.
Ieri abbiamo sperimentato cosa vuol dire avere a che fare con i soldati (che, come dice Abuna Feras, il parroco di qui, sono tutti ministro della Difesa), che non ci hanno lasciati andare a Qumran. Ieri quindi abbiamo fatto il giro che avremmo dovuto fare domani, visitando il monastero di S. Giorgio a Koziba, e domani ritentiamo con Qumran. Vediamo se stavolta ci lasciano passare.
Oggi pomeriggio, dopo il pranzo ciascuno nella sua "famiglia adottiva", andiamo in un monastero, dobbiamo ancora vedere se a piedi o con la teleferica.
Per altri aggiornamenti, vediamo se prossimamente avremo ancora a disposizione internet.
Un saluto da tutti
Simone



In partenza

Thu, 25 Dec 2008 20:28:00 +0000

Quello di quest'anno è stato un Natale molto diverso.
Molto meno clima natalizio, molto più clima prepartenza. Ed è giusto così.
Visto che a capodanno non potrò farvi gli auguri, mi porto avanti prima. Quindi: buon 2009!
Ma comunque la magia di blogger.com farà in modo che venga pubblicato qualcosa anche quando sarò via.
A presto!



Happy Christmas!

Wed, 24 Dec 2008 17:39:00 +0000

(image)
We wish you a Merry Christmas,
we wish you a Merry Christmas,
we wish you a Merry Christmas,
and a happy New Year!

Auguri!


Simone



Coming back soon

Wed, 12 Nov 2008 17:32:00 +0000

Per chi se lo fosse chiesto (e anche per chi non se l'è chiesto), sono ancora vivo, solo un po' tanto impegnato e con poche cose interessanti da riportare su queste pagine.

...coming back soon...



Succede al Carrefour di Assago

Tue, 16 Sep 2008 19:31:00 +0000

C'è una storia che in questi giorni sta facendo il giro della blogosfera. Una storia di discriminazione e di violenza verbale, ancora più grave perchè avvenuta in un contesto che sarebbe dovuto essere di divertimento e più subdola perchè nei confronti di un bambino.
Purtroppo per uno di questi episodi di discriminazione che viene alla luce molti altri rimangono nell'ombra. Ed è per questo che penso sia importante dare visibilità a notizie come questa.
Qui trovate il racconto di Barbara, la mamma del bambino protagonista della triste vicenda. E qui la replica di Carrefour.



L'estate sta finendo, e un anno se ne va...

Sun, 14 Sep 2008 20:17:00 +0000

(image) (Slovenia, sul Triglav - foto by Somis)

Ormai è una tradizione fissa. Alla fine ufficiale dell'estate (almeno per me, con l'inizio del nuovo anno scolastico), ogni anno faccio un piccolo bilancio di quello che sono state le mie vacanze.
Ogni anno mi ritrovo a dire che è stata un'estate intensa, che ho fatto nuove esperienze, ho conosciuto persone nuove. E, a costo di essere ripetitivo, lo scriverò anche quest'anno. Ogni anno, in fondo, è diverso: crescendo, i traguardi raggiunti e le esperienze nuove sono diversi, ma sempre importanti.
E non posso certo dire che quest'estate, la prima post 18, non sia stata intensa. Un collage di esperienze, di luoghi, di persone, di sensazioni che all'inizio di giugno, quando sui banchi di scuola pensavo alle vacanze, non mi sarei aspettato.
Di tutte queste esperienze che ho vissuto, ho apprezzato il fatto che ognuna di esse mi ha lasciato qualcosa. Ognuna, un po' più in positivo o un po' più in negativo, con quelle sfumature, quei grigi e quei chiaroscuri che danno tanta varietà alla vita, mi ha fatto conoscere un pezzo di mondo, un'anticipazione di quello che mi piacerebbe fare in futuro, un ambiente che non conoscevo, se non dall'esterno.
Ma, soprattutto, ognuna mi ha messo addosso una forte carica, una grande voglia di fare, di vivere appieno l'anno che viene. Un anno che sarà certamente intenso sia dal punto di vista scolastico (la maturità che incombe) sia per il resto (una route in Terrasanta che sicuramente assorbirà parecchie energie). Ma che, comunque, non voglio dedicare interamente solo alla scuola. Quest'estate mi ha fatto capire che ci sono tante altre cose, altri ambiti, che mi interessano, e che non voglio abbandonare.
In questa fine d'estate mi circolano per la testa tanti impegni che mi prendo, tanti progetti per l'anno che viene, tante idee, tanta voglia di fare. E vorrei veramente che la carica che mi hanno dato questi mesi mi possa accompagnare e sostenere fino alla prossima estate.

N.d.S. Anche se è facilerrrrrima, chi indovina la citazione del titolo del post?



Giocando con Jonathan

Mon, 08 Sep 2008 16:24:00 +0000

(image)
Voglio tornar bambino! diceva Cirilli a Zelig qualche anno fa.
E io, ieri, bambino per qualche ora lo sono un po' tornato. Jonathan, il mio cuginetto di secondo grado, è venuto a casa mia e per farlo giocare ho rispolverato i giocattoli di quando "ero piccolo" (ah, come mi sento vecchio a dire così!), quei bidoni chiusi nell'armadio che da un po' di anni stavano lì, quasi dimenticati.
È stato bello parlarci (l'ultima volta che l'avevo visto, tanto tempo fa, non parlava ancora) e giocare insieme con le palline, le macchinine, la mia collezione di puffi e di Topo Gigio (che - ho scoperto - non conosce: bisognerà fargli un bell'aggiornamento, quando ero piccolo mi piaceva un sacco!).
È stato bello vedere da grande quei giochi che qualche anno fa erano tutto il mio mondo: quando non c'erano computer, radio, cellulare, libri, cd (al massimo qualche cassetta dello Zecchino d'Oro... ah che nostalgia!), e bastava una cassa del supermercato giocattolo per farmi divertire per un pomeriggio intero.
È stato bello vedere con occhi diversi la zia (per me, nonna per Jonathan) e la mamma giocare con un bambino... quando "una volta" il bambino con cui giocavano ero io.
Per l'ennesima volta quest'anno mi sono trovato a pensare che sono diventato grande.

N.d.S. Giocare con Jonathan, convincerlo a interrompere i giochi per andare a mangiare, portarlo in braccio, rispondere ai suoi "come si fa?" e "dov'è?" mi ha fatto ripensare a qualcosa di cui mi accorgo di non aver ancora scritto, qui sul blog: l'esperienza di servizio con i disabili dell'associazione Kolbe. Avrei voluto farlo più volte, poi ho sempre rimandato in attesa del momento giusto. Penso che prossimamente ci dedicherò un post.



Stoccolma (2)

Fri, 22 Aug 2008 06:40:00 +0000

Aereo Stoccolma-Bruxelles, Mercoledì 20 agosto 2008, ore 12.20Rieccomi qui!Come potete vedere dall'intestazione, ci sto scrivendo dall'aereo del ritorno, perchè ormai la mia vacanza in Svezia è giunta al termine. I miei genitori continueranno per la Lapponia, io invece fra qualche giorno partirò per una nuova avventura. Ma non vi ho ancora raccontato degli ultimi giorni a Stoccolma.Lunedì siamo stati sull'isola di Djugarden, nel centro della città. Provando l'ebbrezza della metropolitana di Stoccolma abbiamo raggiunto il museo Vasa, in cui è esposta una nave del 1628, affondata il giorno dell'inaugurazione e ripescata qualche secolo dopo.Il museo, che nelle forma dell'edificio ricorda un'arca, contiene diverse sezioni con spiegazioni di com'era la vita all'epoca, di come si viveva sulla nave e di come è stata recuperata. Interessante, nonostante l'affollamento.Quindi siamo entrati allo Skansen, museo all'aperto con case dei secoli passati provenienti da tutta la Svezia (e qualcuna anche dalla Norvegia, perchè ai tempi della fondazione i due stati erano ancora uniti) e ricostruite nel parco. Dentro alcune case, personaggi in costume o negozi in stile dell'epoca.Peccato solo che, data la stagione non più alta (le scuole hanno già riaperto) molti stand fossero chiusi, e peccato per il tempo, con una pioggerellina tanto fastidiosa che ci ha accompagnato per buna parte della giornata.Al pomeriggio prendiamo il tram 7 per tornare in centro. Tram ancora vecchio stile con bigliettaio a bordo (che deve anche aprire manualmente le porte alle fermate). Curioso vedere che, quando buca i biglietti, non butta per terra i "buchi", ma se li mette nella tasca della giacca.Scesi dal 7 ci regaliamo un giro nella zona più commerciale di Stoccolma: sembra di essere in una di quelle grandi città che si vedono nei film, con vie affollate e trafficate, grandi palazzoni nuovi e tante insegne luminose. Penso che senza passare dalle zone "vissute" dagli abitanti di una città si perda un punto di vista piuttosto importate sulla vita in una grande capitale come Stoccolma.Ieri, invece, battello per raggiungere la villa reale, un po' fuori Stoccolma. La traversata è molto piacevole (nonostante il battello piuttosto affollato), e offre una bella visuale su quartieri più moderni, sugli innumerevoli ponti che collegano le varie isole che compogno la città e sulla vegetazione che si trova lungo le rive appena fuori dal centro.Visitiamo i giardini reali (chiamati la Versailles del nord, ma il paragone ci pare un po' azzardato). Dopo una parte con fontane e siepi, vasti prati con alberi e attraversati da un corso d'acqua (no, non puzzolente come il Lambro!). L'ingresso ai giardini è gratuito, e quindi sono frequentati anche dagli abitanti della città come un parco pubblico. Ma decisamente tenuti meglio dei nostri parchi.Entriamo quindi nel padiglione cinese, e poi decidiamo di non visitare l'interno della villa. Ci godiamo la restante parte dei giardini e la traversata, e poi torniamo a casa.Mi sembra che per questo diario di viaggio possa essere tutto. Spero di avere interessati almeno un po' i miei venticinque lettori con i miei racconti. Se qualcuno di voi sta programmando un viaggio in Svezia e vuole qualche altra info, ci sono i commenti e la mail ;)Al prossimo diario di bordo![...]



Stoccolma (1)

Wed, 20 Aug 2008 21:18:00 +0000

Sodertalje, domenica 17 agosto 2008, ore 21.10

Buonasera!
Lo so, sono un po' indietro con gli aggiornamenti, quindi ecco le ultime!
Venerdì abbiamo preso il traghetto che da Gotland ci ha portati sulla terraferma, dalle parti di Stoccolma. Visto che eravamo in anticipo, ne abbiamo approfittato per fare un giro sulla costa vicino a Visby, ma niente di particolare.
Traversata piacevole, c'è il sole e non fa troppo caldo. Ci perdiamo un po' a Sodertalje, ma finalmente troviamo il campeggio. Pernottiamo (e ci staremo fino a mercoledì) in una "casa mobile", una casa prefabbricata. Una volta adattati agli spazi un po' angusti ci si sta dentro bene, se non fosse per qualche lampadina mancante, il riscaldamento che non funziona, lo scaldabagno che si spegne...
Ieri abbiamo preso il treno (incluso nella Stockholm Card) che in 45 minuti ci ha portati in città. Treni molto moderni e confortevoli, altro che certi nostri! Stazione di Stoccolma immensa, con bagno a pagamento (10 corone = circa 1 €) ma pulito.
Quindi giro a piedi per le strade e i vicoli (tra cui il più stretto, che è veramente stretto). Mentre siamo nella catedrale (ingresso sempre compreso nella Stockholm Card), ci propongono un giro sul campanile. E' da pagare a parte (25 corone = circa 3 €), ma ne vale veramente la pena. La guida parla un inglese molto comprensibile, per fortuna. Quindi altro giro nella "Gamla Stan (la città vecchia) e poi prendiamo un battello (anche questo incluso nella Stockholm Cad) che ci porta a vedere la Djugarden (isola con musei che visiteremo nei prossimi giorni e un piccolo Gardaland svedese in riva al mare) e i quartieri nuovi delal città. Molto interessante.
Gelato con cono fatto "dal vivo" in vetrina e poi treno per tornare a Sodertalje. Qui cerchiamo un supermercato aperto, ma l'unico che troviamo al sabato chiude alle 18. Per fortuna riusciamo a recuperare, in negozi diversi, quello che ci serve per la colazione.
Oggi saremmo dovuti tornare a Stoccolma, ma la pioggia ci ha fatto cambiare programma. Prima siamo andati a vedere il Gripsholm Slott, castello cstruito su un'isoletta del lago Maren (ingresso compreso nella Stockholm Card). Interessante, ma forse ci aspettavamo qualcosa di più. Poi visita al vicino paese di Mariefred (pace di Maria), abbastanza carino.
La pioggia ci costringe a risalire in macchina, e ci dirigiamo verso Sigtuna. Un ponte levatoio (qui ce ne sono tanti, essendo pieno di laghi) bloccato ci impedisce però di raggiungerlo, e allora andiamo al castello di Skokloster. Approfittiamo di un momento in cui la pioggia è diminuita e scendiamo a fare qualche foto anche alla vicina chiesa.
Nel ritorno passiamo da Sgituna (il ponte levatio era stato nel frattempo sbloccato), ma non ci sembra particolarmente interessante.
Mi sembra che sia tutto, alla prossima!