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Cronache di Raul



Blog ad uso e consumo di tutti coloro che vogliono avere mie notizie e intendono mantenere i contatti con me, di tutti coloro che in qualche misura sentono la mia mancanza o sono semplicemente curiosi di sapere che cosa succede.



Last Build Date: Wed, 01 Oct 2014 06:53:27 +0000

 



RadioRaul 31agosto 2006

Fri, 01 Sep 2006 00:43:00 +0000

(image)
Torna RadioRaul Bahamas dopo un lungo periodo di silenzio. Forse è solo stata una lunga pausa di riflessione. Un episodio brevissimo, ma pieno di significato. Un saluto a tutti. Clicca qui se vuoi ascoltare RadioRaul direttamente da qui oppure vai al sito di Radio Raul Bahamas da qui.



Riflessioni varie

Tue, 29 Aug 2006 00:39:00 +0000

Recentemente, incontro diversi italiani che sono venuti qui a trascorrere le vacanze. Li riconosco al volo io gli italiani. Il Dodo di Pomellato al collo, spesso il Rolex al polso, la Lacoste, i jeans colorati o gli shorts di moda. L'italiano in vacanza è la persona più ingenua del mondo. Primo perché viene qui ad agosto (stagione degli uragani e delle pioggie), secondo perché è incantato da questa isola. L'altro giorno ho incontrato una coppia di italiani al Citymarket, il supermercato vicino a dove vivo: "Siete italiani?" gli ho chiesto. "Sì" risponde lui. "Sì" conferma lei un po' infastidita (ti da quasi fastidio incontrare dei connazionali quando ti spingi lontano, dove dovrebbe esserci il Paradiso per pochi fortunati). Dopo qualche sguardo di reciproca valutazione, lui (considerando le mie giacca e cravatta) domanda: "Tu vivi qua?". "Sì!" rispondo. "Che fortuna!" commenta lui. Gli avrei spaccato il bastone della scopa che avevo appena comprato sulla testa. "Senti ma qui c'è possibilità di aprire un ristorante? Io e M.......a stavamo pensando di fermarci qui. Lei è bravissima a cucinare.Sono cari gli affitti?". Da due giorni a Nassau, impiegati di banca. Forse le Bahamas sono un luogo della mente, come Cuba, Rio, Los Angeles. Io a tutti gli italiani che incontro parlo delle formiche che ho in casa. Le descrivo in modo kafkiano. Tutti incominciano a grattarsi dopo il secondo minuto. Dal blog ricevo decine e decine di mail da persone che non conosco e che mi invidiano. Perché io vivo alle Bahamas. Non che non siano belle queste isole (ieri il mare era indescrivibilmente bello e pieno di pesci, i gabbiani solcavano il cielo per poi posarsi sulla spiaggia, il cielo era azzurro come... non so neppure descriverlo, il sorriso dei bambini splendeva come tanti diamanti), ma non puoi essere preda di questi miti. Il grande viaggio è quello che fai dentro di te. Aggiungo una constatazione: agli italiani che viaggiano, non gliene frega assolutamente niente di conoscere altri italiani. Pochissimi ti chiedono informazioni (poi tanto io gli parlo di formiche e diamanti). Ma gli italo americani... Appena sanno che sei italiano, vedono solo te. Esisti solo te. Alcuni ti abbracciano. Parlerebbero con te per ore. Nel negozio dove lavoro ne arrivano tanti. Molti vivono a New York, a Miami, Tampa, Orlando, Philadelphia, Chicago, Boston. Sono quasi tutti abbastanza ricchi. Conservano i loro sogni, quei sogni che loro o i loro genitori si erano portati da Napoli, Bari, Reggio Calabria, Messina, Gela, Palermo. Appena sanno che sono italiano sorridono. Comprerebbero qualsiasi cosa. Ora sono più cauto, dopo il fatto che vi ho raccontato. Molto più cauto. Se mi chiedono "Sei sicuro che mi stai trattando bene?" io rispondo: "Se senti che c'è qualcosa che non va, non comprare! Se senti di non fidarti, non comprare!". Ma loro comprano ancora di più. Piene di italo americani, le navi da crociera. Ce l'hanno nel corredo genetico, le navi, gli italiani. Andarono in America in nave, tanti anni fa, con le valigie di cartone. Ora girano le Americhe in nave, perché i sogni non finiscono mai. Ne incontro di tutti i tipi. Alcuni danno l'idea di aver di gran lunga superato i propri destini, pescando il talento chissà dove. Altri sono forti come rocce. Italiani. Grande gente.Per il mio compleanno, le commesse del mio negozio hanno pensato di farmi un regalo: una cassa di birra Kalik con un fiocco color lavanda e un dolcissimo biglietto di auguri. Non credevo, non me l'aspettavo. Quando a fine giornata abbiamo chiuso le porte del negozio, Tiffany, la più tosta di tutte, quella con cui mi scontro quotidianamente, ha pronunciato il mio nome e il mio cognome. Erano tutte lì, schierate. E hanno tirato fuori la cassa di Kalik. Mi hanno commosso. Anche perché tirare fuori un dollaro da questi qui è dura. Cercano sempre loro di farlo cacciar fuori a te. Nei modi più stupidi. Ti scroccano (scroccherebbero, perché da me non avranno mai nulla) di tutto. Se cedi una volta sei fottuto. Come con le formiche. Domani è p[...]



42

Thu, 24 Aug 2006 04:07:00 +0000

Oggi 24 agosto è il mio quarantaduesimo compleanno.Altre cose meno importanti legate al 24 agosto:79: Pompei, Ercolano, Stabia - Eruzione del Vesuvio410 - I Visigoti di Alarico saccheggiano Roma per tre giorni.1349 - 6.000 ebrei vengono uccisi a Magonza poiché incolpati dell'epidemia di peste bubbonica. 1391 - Ebrei vengono massacrati a Palma de Mallorca.1456 - Viene completata la stampa della Bibbia di Gutenberg.1511 - I portoghesi conquistano Malacca.1572 - Massacro di San Bartolomeo: Su ordine del re Carlo IX di Francia, comincia il massacro degli Ugonotti (protestanti francesi).1608 - Il primo rappresentante ufficiale britannico in india sbarca a Surat.1690 - Viene fondata Calcutta (India).1814 - Truppe britanniche invadono Washington e bruciano la Casa bianca e diversi altri edifici. 1831 - A Charles Darwin viene chiesto di viaggiare sulla HMS Beagle.1847 - Charlotte Brontë termina di scrivere Jane Eyre.1853 - Vengono preparate per la prima volta le patatine.1857 - Inizio del Panico del 1857, una delle peggiori crisi economiche della storia degli Stati Uniti. 1858 - A Richmond ( Virginia), 90 neri vengono arrestati con l'accusa di "apprendimento".1891 - Thomas Edison brevetta la cinepresa.1909 - Gli operai iniziano a versare il cemento per il Canale di Panama.1912 - L'Alaska diventa un territorio degli Stati Uniti.1914 - Le truppe tedesche catturano Namur.1929 - Turchia e Persia firmano un trattato di amicizia.1931 - Francia e Unione Sovietica firmano un trattato di non-aggressione.1942 - Seconda guerra mondiale: Nella Battaglia delle Isole Salomone orientali, la portaerei giapponese Ryuho viene affondata.1949 - Entra in vigore il trattato che istituisce la NATO.1954 - Negli USA entra in vigore l'Atto di Controllo dei Comunisti. Il Partito Comunista Americano viene messo fuorilegge.1960 - La temperatura di -88°C, viene registrata a Vostok, Antartide, è la più bassa mai registrata.1981 - Mark David Chapman viene condannato a 20 anni di prigione per l'uccisione di John Lennon.1989 - I signori della droga colombiani dichiarano la "guerra totale" al governo colombiano.1989 - La sonda spaziale Voyager 2 oltrepassa Nettuno.1990 - Un giudice americano sentenzia che il gruppo heavy metal Judas Priest non è responsabile per la morte di due giovani che si erano suicidati dopo aver ascoltato la loro musica. 1990 - Sinead O'Connor si rifiuta di esibirsi al Garden State Arts Plaza di Holmdel (New Jersey) se The Star Spangled Banner verrà suonata prima del suo concerto, come d'abitudine.1991 - Mikhail Gorbachev si dimette da capo del Partito Comunista dell'Unione Sovietica.1991 - L'Ucraina dichiara l'indipendenza dall'Unione Sovietica.1994 - Accordo iniziale tra Israele e l'OLP sull'autogoverno parziale dei palestinesi della Cisgiordania.1995 - Windows 95 viene messo in circolazione.2003 - La sonda statunitense Voyager 2 era distante 71 unità astronomiche dalla Terra e sta uscendo dal Sistema solare alla velocità di circa 3,3 AU all'anno (ca. 15 km/s). Entro 40.000 anni Voyager 2 raggiungerà un altro sistema planetario.2006 - L'Unione Astronomica Internazionale declassa Plutone a pianeta nano.Nati1113 - Goffredo Plantageneto, conte d'Angiò, padre di Enrico II d'Inghilterra 1198 - Alessandro II di Scozia 1358 - Re Giovanni I di Castiglia, sovrano di Castiglia († 1390) 1393 - Arturo III, il Giustiziere, Duca di Bretagna 1591 - Robert Herrick, poeta inglese 1669 - Alessandro Marcello, compositore († 1747) 1759 - William Wilberforce, attivista contro la schiavitù 1772 - Re Guglielmo I Dei Paesi Bassi (1814-1840) 1787 - James Weddell, esploratore antartico († 1834) 1817 - Aleksei Tolstoi, romanziere e poeta 1837 - Théodore Dubois, compositore e insegnante († 1924) 1856 - Anselmo Bassani, matematico italiano († 1911) 1863 - Dragutin Lerman, esploratore croato († 1918) 1865 - Re Ferdinando I di Romania 1880 - Joshua Lionel Cowen, inventore del trenino elettrico 1881 - Vincenzo Lancia, fondatore dell'indutria omonima 1884 - Earl Derr Biggers, scrittore († [...]



Formiche

Sun, 20 Aug 2006 23:08:00 +0000

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Odio le formiche. Ne uccido milioni. Chi di voi prova un brivido di disgusto per quello che ho appena detto venga qui. Anch'io ero abituato ad un'idea della formica come di una instancabile lavoratrice, intelligente, innocua, quasi tenera. C'era stato un periodo nella mia infanzia in cui mi preoccupavo di non calpestarle, fortunatamente durò pochi giorni. Avrò usato mille volte l'espressione "non farebbe male a una formica" per commentare la bontà di qualcuno. Il fatto è che qui di formiche ce ne sono miliardi di miliardi solo a casa mia. Non solo qui, sia chiaro: ovunque. Miliardi di miliardi di formiche in ogni singola casa, ufficio, negozio. Di ogni dimensione, ma le più piccole sono in schiacciante maggioranza. Se lasci cadere una briciola dentro casa sei finito. Lasci una bottigia di Coca Cola aperta, quando torni a berla inghiottisci migliaia di formiche. Le vedi passeggiare sullo schermo del computer, sulle pentole, sul tappo della schiuma da barba, sullo spazzolino da denti, sul letto, in mezzo alle camicie, addosso a te. Nassau è la patria delle formiche. Ho dovuto sigillare lo zucchero, la pasta, il riso, il tappo della boccia dell'acqua (solo quella si può bere e fa schifo). I sei piccoli gechi che vivono dentro casa mia (non gli ho messo alcun nome) crescono rapidamente. Non so quante formiche possa mangiare un cucciolo di geco, ma anche se avessi miliardi di cuccioli di geco dentro casa non basterebbero per far sparire la metà delle formiche che ci sono. Prego chi sa qualcosa su ritmi e modalità riproduttive delle formiche me lo faccia sapere. Oggi è domenica e sono tornato prima a casa, piove (dopo giorni e giorni di bel tempo) quindi non ho altro da fare. Guardo film, penso a Camilla e scrivo sul mio blog. A voi.



Feriae Augusti

Sun, 13 Aug 2006 23:42:00 +0000

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In origine Ferragosto non cadeva il 15 di agosto, ma durava tutto il mese. Risale al 18 a. C., quando il primo imperatore romano istituì le feriae Augusti, cioè le ferie in onore di Augusto. Una delle celebrazioni più importanti era quella dedicata alla dea Diana, il 13. Alla festa - presso il tempio sull’Aventino - potevano partecipare sia i padroni sia i servi, infrangendo, almeno per un giorno, la regola della distanza tra classi. Diana era la dea legata alla vita nei boschi, alle fasi lunari e alla maternità. Proprio per quest’ultima qualità, le donne appendevano alle pareti del tempio, per tutto l’anno, tavolette votive per ottenere un parto facile e felice. Oggi, il 15 agosto, i credenti celebrano la festa per l’Assunzione della Vergine Maria, che risulta imparentata con le feste antiche di cui sopra. In realtà pare che l’origine di questa festività sia orientale. In questo periodo veniva onorata la Grande Madre, la dea siriana Atagartis, metà donna metà pesce, patrona della fertilità e del lavoro nei campi. Tale funzione fu trasferita alla Madonna durante la diffusione del Cristianesimo. Comunque, BUON FERRAGOSTO A TUTTI VOI!!



Strano posto, Nassau II

Mon, 07 Aug 2006 04:49:00 +0000

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Strano posto, Nassau. Alla fine probabilmente quest'isola mi conquisterà. Alla fine, probabilmente, questo qui sarà stato uno dei periodi più intensi della mia vita (badate bene, non ho detto uno dei periodi più belli). Rimarrà dentro di me per sempre. La vita del resto è fatta di reazioni chimiche. Anche quello che chiamiamo amore è una deliziosa caotica sequenza di reazioni chimiche. L'amore è riconoscersi dall'odore (Finardi docet). Ma gli odori persistono nelle nostre memorie olfattive. Mi accade abastanza spesso di tornare indietro nel tempo in virtù di uno specifico profumo. Per questo ho acquistato un profumo che indossavo tanti anni fa, Kouros ( a proposito, qui i profumi costano la metà!!): mi aiuta a sognare. Oggi, mentre me ne stavo sdraiato a leggere Marguerite Yourcenar sulla spiaggia ho sentito il profumo del sole, di questo sole. So che vi sembrerà strano, ma è così. Ho scoperto che il sole imprime il suo odore così come un fiore, o i capelli di Camilla. E il sole delle Bahamas, questo sole forte e dolce al tempo stesso, che non ti brucia, ha davvero un buon odore. Quando capisci e conosci gli odori di un luogo, capisci e conosci il luogo stesso. Naturalmente non ci sono solo profumi a Nassau, a volte vieni assalito anche da miasmi, soprattutto in Down Town, o negli autobus. Ma il sole, il mare, i fiori, quelli hanno davvero un buon odore. Sì, strano posto Nassau. I suoi abitanti sono felici, calmi, pigri. Hanno sempre voglia di ridere, di ballare. Non lascerebbero la loro isola per niente al mondo. Ecco perché non c'è un gemmologo, qui. Nessuno dei bahamensi se la sente di assentarsi da casa per qualche mese, trasferirsi in California o in Europa e poi tornare qui. Quelli che si avventurano non tornano più indietro. Si fermano a vivere negli Stati Uniti, qualcuno a Londra. Ma sono pochissimi.Gente semplice, ma solo apparentemente ingenua. I caucasici vengono qui a lavorare (ci massacrano di lavoro), e loro continuano a bere kalik, a fumare ganja, a farsi il bagno al mare vestiti (giuro).Già, ci fanno lavorare per loro. Loro si accontentano di quello che hanno: ieri parlavo con una mia commessa, che lunedì scorso è stata sospesa senza paga per una settimana in seguito ad una discussione con la mia assistente. Io non c'ero, mi ero preso un giorno libero, e nemmeno a farlo apposta le altre commesse si sono vendicate delle prestazioni di questa commessa (stava vendendo davvero molto) deferendola per un ritardo di dieci minuti. Hanno aspettato che non ci fossi io perché sanno che non avrei agito contro di lei (che senso ha punire i migliori?) e l'hanno fatta sospendere. Insomma parlavo con lei e mi ha detto una cosa che mi ha fatto riflettere: io mi preoccupavo del fatto che la sospensione prevede anche la privazione dallo stipendio, e lei ha commentato: se non ho quei soldi non ho bisogno di quei soldi. E le altre ragionano più o meno allo stesso modo. Prendono la vita per quello che gli offre. Non chiedono molto. Soprattutto, vogliono starsene nella loro isola.



Kalik!

Sat, 05 Aug 2006 23:27:00 +0000

Non posso non parlare di lei. E' una mia compagna inseparabile, nelle serate attorno alla piscina con gli amici, la chitarra e la conch salad. O nelle sere trascorse da solo, a scrivere il blog o a preparare il lavoro per il giorno successivo.
Kalik, la birra delle Bahamas, è appunto la birra più venduta alle Bahamas, ed è molto popolare sia fra i bahamensi che i turisti. La CBL, Commonwealth Brewery Limited, fa della produzione di questa birra una questione di orgoglio nazionale. La Heineken, che ha investito 30 milioni di dollari nel 1983, ne è coproprietaria. Il problema è che se volevi bere una Kalik, fino a qualche giorno fa, dovevi andare per forza alle Bahamas. Adesso, siccome gli americani impazziscono letteralmente per questa bionda, puoi trovarne anche a New York e Sarasota, ma solo in alcuni bar. Questa birra è davvero deliziosa, ma di certo l'ambiente la rende ancora più buona. La morbidezza è la caratteristica principale di questa birra, così come la caratteristica principale delle Bahamas. Tutto è tranquillo ma niente è comatoso. La Kalik è una birra adatta a tutti i momenti della giornata. Anche se ne bevi due o tre, arrivi dove vuoi arrivare, fai quello che devi fare. Si beve rigorosamente dalla bottiglia, rigorosamente ghiacciata. Sembra che il nome Kalik sia una parola onomatopeica ad indicare il suono prodotto dalle cowbells, i campanacci (ricordate il junkanoo?). Comunque... Pochi paesi hanno la loro birra nazionale, e pochissimi proteggono la loro birra come un tesoro, e solo nelle Bahamas trovi una birra di questa qualità.
Davvero fantastica, la Kalik.



Junkanoo

Thu, 03 Aug 2006 23:53:00 +0000

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Come ogni giorno quando chiudiamo la porta del negozio per ritirare i gioielli dalle vetrine e metterli in cassaforte, operazione che richiede del tempo, anche oggi ho messo della musica ad alto volume per alleviare le mie commesse e me stesso dalle fatiche della giornata. La musica che ho scelto oggi era il Junkanoo, una musica tipicamente bahamense, diversa da ogni altra musica che abbia sentito fin ora. Sonorità chiassose, tessuto ritmico caotico, disordinato, elementare, ma talmente felice che ti fa davvero venir voglia di ballare. Tutte le commesse ballavano e ridevano, mentre riordinavano la mercanzia. E io le osservavo divertito. Vi parlerò del Junkanoo, oggi. La musica che chiamiamo Junkanoo è molto primitiva, ma davvero molto contagiosa. Gli strumenti principali sono i tamburi di pelle di pecora suonati con le mani, I campanacci, gli ottoni, le maracas. E' talmente una festa di suoni e di colori che voglio davvero cercare di rappresentarla in qualche modo. ma per chi lo volesse, è possibile ascoltare un brano cliccando qui.
Il Junkanoo, carnevale delle Isole Bahamas reso popolare grazie ad uno dei più classici film della serie 007, Thunderball, è uno dei momenti più attesi dal popolo bahamiano che trascorre un intero anno preparandosi al grande evento.
Ogni anno il Junkanoo attira oltre 50.000 spettatori. Le sfilate si svolgono in varie isole dell'arcipelago, su Gran Bahama, Eleuthera/Harbour Island, Bimini e Abaco, ma la parata più importante si svolge a Nassau. I partecipanti giungono nella città da ogni angolo dell'arcipelago per esibire su Bay Street le coreografie e i costumi preparati con cura ed originalità dai vari gruppi e aggiudicarsi il premio in denaro messo a disposizione da numerosi sponsor. L'origine del Junkanoo è controversa. Ad oggi l'ipotesi più accreditata è quella che fa risalire il Junkanoo al XVII secolo quando a Natale i proprietari delle piantagioni davano tre giorni liberi agli schiavi africani (25, 26 Dicembre e 1° Gennaio) per festeggiare insieme alle proprie famiglie con canti, musiche e danze tradizionali. Il termine Junkanoo si fa derivare, infatti, dal nome John Canoe, capotribù africano. Altri fanno derivare il termine dal francese "gens inconnus" che vuol dire "popolo sconosciuto" ad indicare le maschere indossate dai partecipanti durante le sfilate. Ai giorni nostri il Junkanoo è diventata una vera e propria festa nazionale che si svolge il 26 Dicembre nel "The Boxing Day" e il 1° Gennaio nel "New Year's Day" attirando migliaia di visitatori. Durante le sfilate i gruppi di partecipanti, anche molto numerosi eseguono le coreografie impegnandosi a vincere il primo premio. Uno degli aspetti più importanti del Junkanoo è rappresentato dai coloratissimi costumi che vengono curati nei minimi dettagli e preparati in gran segreto nei mesi che precedono la manifestazione. Una mia commessa mi ha detto che un tempo questi costumi erano fatti di tanti pezzi di carta colorata.
Ascoltate questa musica e fatemi sapere, se volete, le vostre impressioni.



A day off!

Mon, 31 Jul 2006 23:10:00 +0000

Un giorno libero. Mi sono svegliato alle 8 con lo squillo di una telefonata di Paolo Parroni, che poi è mio suocero. Avrei voluto dormire un po' di più, ma fa sempre piacere quando qualcuno ti cerca. Ho lavorato per ore ad un programma di formazione sui diamanti che devo presentare a breve. Sono andato in spiaggia, forse un paio d'ore. Mi sono tuffato diverse volte in un mare stupendo e caldo, accanto a me nuotavano tanti pesci e qualche bambino di colore. Sulla sdraio, continuavo a lavorare. Accanto a me una famiglia svedese appena trasferitasi a Nassau: li osservavo, una bella famiglia unita. Felici del loro trasferimento.Poi sono uscito a fare la spesa e sono rientrato. Ora lavoro un po' sul mio blog. Sempre più persone lo visitano, da tutto il mondo. Mi piace fare cose che piacciono. Era così per le canzoni, per i miei racconti, per un romanzo a cui lavoro da anni. Ora è così per il blog. E questo blog ha successo, e io ne sono davvero felice. Non ho cercato nessuno, oggi. Voglio stare solo. Ieri sera sono uscito come annunciato con Luca e Laura. Siamo andati al Dicky Mo's, un localino simpatico dove abbiamo bevuto birra e mangiato un conch burger assurdo. Questi bahamensi con la conch (un frutto di mare che è un po' la cosa più importante che ci sia qui) ci fanno davvero di tutto. Il bello è che avevamo chiesto un cheeseburger!!!! Abbiamo parlato a lungo, poi io sono stato vinto dalla stanchezza e dall'alcool e ce ne siamo andati a casa. Loro due questa mattina presto sono partiti per New York, poi andranno in Italia, beati loro. Lo so che a voi sembra assurdo che qualcuno si riferisca con "invidia" a due amici che tornano in Italia. Sono alle Bahamas, dovrei essere felice. Bah, traete le vostre considerazioni. Io penso solo a lavorare, qui. Se dovessi dire che mi diverto, direi una colossale menzogna. Non è certo la prima volta che vivo all'estero per un lungo periodo, ma questa volta è diverso. Tranquilli, non mi metterò a parlare di quanto possa mancarmi mia figlia. Lo sapete già. Sapete già che peso grava sulla mia anima.L'altra sera, come quasi ogni sera, ci siamo riuniti nel parco del complesso dove vivo, di fronte alla piscina. C'è gente, è proprio il caso di dirlo, che viene da tutto il mondo: c'è Roger, scozzese, Paul, di Manchester, Olaf, Olandese, un altro Paul che ha una storia intricata, è vissuto un po' tutto il mondo prima di finire qui (è l'ingegnere che si occupa di regolare il traffico degli autobus di Nassau), c'è Greg, americano di Los Angeles, Carlton, bahamense di carnagione chiara, Maggie, cinese, qualche giapponese, alcuni belgi, svedesi, tailandesi, francesi, svizzeri, un paio di filippine (una, Mercury, è la mia governante, una professionista come se ne trovano poche al mondo)... Un ambiente davvero internazionale, e molto davero molto bello. Poi tutti insieme, ogni sera, birra, chitarra, canzoni, risate. Tutti hanno un'aria un po' triste, comunque, non credo sia un mio filtro mentale. Le Bahamas ti alienano. Sei tagliato un po' fuori dal mondo. Ora li raggiungerò e canterò con loro per cercare di scacciare questa malinconia.Prima ho telefonato a mia moglie. Questa mattina alla mia piccola dolce bambina, a cui ho dimenticato di dire che la lumachina sul terrazzo non era morta, sta benone e si sposta di qualche centimetro ogni giorno. Già perché qui è pieno di lumache, di lucertole, gechi, colibrì, farfalle, uccelli che non saprei definire, formichine. Non so che considerazioni abbiate tratto voi dal mio blog circa la mia famiglia. Lo ripeto, questo blog è un cuore nudo. Per favore portategli rispetto e portatene anche alla mia famiglia. Credo la maggior parte di voi si trovi o stia per recarsi in vacanza. Sarete alle prese con i bagagli, la macchina. Avrete il cuore un po' più leggero. Ecco... Io il cuore leggero forse non ce l'ho. Non perché non[...]



Oggi

Sun, 30 Jul 2006 01:27:00 +0000

Qui è ancora sabato ma in Italia, la mia dolce Italia, è già domenica. Sono appena rientrato dal lavoro. Ho avuto una discreta giornata; discrete vendite. Mercoledì ho avuto la migliore giornata da quando mi trovo qui. Ho venduto di tutto, ma soprattutto due diamanti piuttosto importanti. Un diamante da 3.26 carati taglio smeraldo ad una coppia statunitense che non avevo mai visto prima ed un diamante da 3.06 carati taglio smeraldo ad una coppia danese che era già entrata nel negozio quattro giorni prima, poi ha fatto il giro di tutti i gioiellieri di Nassau e infine ha comprato il diamante da me. Una grande soddisfazione, credetemi. In tutti e due i casi. La prima coppia perché non ha girato altre gioiellerie e si è fidata di me. La seconda perché ha girato altre gioiellerie ed è tornata da me. Ho creato la "diamond experience": vendere un diamante non è solo trasferire un oggetto meraviglioso da una cassaforte al dito di una donna, è piuttosto creare un momento magico, concretizzare un sogno, donare gioia. In tutti e due i casi si trattava di persone facoltose, anche perché qui si paga prima: davvero, prima paghi e poi ritiri (mi riferisco all'incastonatura, paghi prima di ritirare il diamante incastonato sulla montatura che hai scelto), nessuna eccezione. Qualcuno paga in contanti: ho avuto un cliente che ha estratto 35000 dollari in contanti da uno zainetto per pagare un diamante, tempo fa. Davvero, questo qui, per i diamanti, è un mercato incredibile. Ne vendi anche quattro o cinque al giorno, di quelli sopra il carato. Io sono davvero un grande in questo. Ho uno stile mio. Il bello è che ho sedotto le mie commesse, e tutte cercano di imitare quello che faccio. Anche questo per me è motivo di grande orgoglio: perché funziona. Ieri Michelle ha venduto tre tanzaniti allo stesso cliente. Sono quattro giorni che Angellica vende come una tigre, e aggredisce i clienti come faccio io, come io le ho insegnato. E Marissa, che è la più introversa di tutte, la più timida, sta sviluppando anche lei un buon fatturato. Credetemi, questa è una grande soddisfazione, perché io le sto formando, io ogni giorno trasmetto a queste ragazze la mia concezione della vendita di gioielleria, e funziona. Sono felici, forse non credevano neppure loro di riuscirci. Ancora Angellica, che mi da grandi soddisfazioni: l'altro giorno ero con una cliente, avevo capito che avrebbe comprato, ho teso la mano, aperta, e ho detto: "la terrò così fin quando lei non la stringerà e dirà: lo compro!". Beh, Angellica ora lo fa spesso, e ripete la stessa frase. Lo so, è solo una piccola cosa, ma sono riuscito a lasciare una traccia dentro di loro, ho aggiunto qualcosa alle loro vite, e, soprattutto, gli sto dando la possibilità di guadagnare molto denaro, trasferendo su di loro tutto o quasi tutto quello che so. Il concetto è semplice: non lasciare che un cliente esca senza aver comprato qualcosa. Ah... Devo raccontarvi un aneddoto: una settimana fa circa, è entrato nel negozio un cliente con la moglie e due figlie, che ha comprato un anello. Il cliente in questione è di origini siciliane, abita a New York e ha una gran brutta faccia. Quando ha pagato mi ha detto: "listen Raul, io pago ma se c'è qualcosa che non va io torno qui e ti vengo a cercare". L'ha detto con un brutto sorriso, e poi si è fatto fare una foto dalla figlia insieme a me. Io ho capito solo dopo. Credo tutti voi pensiate a quello che ho pensato anch'io quando me ne sono reso conto. Quindi, dovesse succedermi qualcosa, sapete che sono in fondo al mare con le scarpe di cemento. Ne ho parlato con Toni, ha detto che sono un bambino. Ne ho parlato con mia moglie, anche lei dubita dell'effettivo pericolo. Mio fratello (a proposito auguri fratellone) dice che mi stupreranno e che mi piacerà. Vabbeh, forse amplifico un po' gli e[...]



Edizione speciale di RadioRaul

Sun, 23 Jul 2006 20:51:00 +0000

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Edizione speciale di RadioRaul, l'unica radio che trasmette in lingua italiana direttamente da Nassau, Bahamas. Un ospite d'eccezione vi racconterà il suo punto di vista su quest'isola.



La follia di Almayer

Sun, 23 Jul 2006 19:33:00 +0000

“Nina si alzò in piedi e lo guardò. La violenza stessa di quel grido la rassicurava nella convinzione intuitiva dell'amore del padre, e la ragazza si strinse al cuore i poveri resti di quel sentimento con l'avidità priva di scrupoli delle donne che si attaccano disperatamente ai brandelli dell'amore, di qualsiasi tipo d'amore, come a una cosa che di diritto appartiene loro ed è l'anima stessa della loro vita. Posò le mani sulle spalle di Almayer e, guardandolo fra il tenero e lo scherzoso, gli disse:«Dici così perché mi vuoi bene».Almayer scosse la testa.«Sì, mi vuoi bene», insistette piano Nina; poi, dopo una breve pausa, aggiunse, «e non mi dimenticherai mai».Almayer rabbrividì leggermente. Lei non avrebbe potuto dirgli una cosa più crudele.«Ecco, c'è la barca che sta arrivando», disse Dain, il braccio teso verso una macchiolina nera sull'acqua fra la costa e l'isolotto. (...) Almayer non si mosse. Intorno all'isolotto l'aria era piena del chiacchiericcio dell'acqua gorgogliante. Le ondine increspate correvano sulla spiaggia audaci e allegre, con la leggerezza della gioventù, e morivano subito, docili e gentili, nelle ampie curve di schiuma trasparente sulla sabbia gialla. Sopra, le nuvole bianche correvano rapide verso sud, quasi volessero raggiungere qualcosa. Alì sembrava in ansia.«Padrone», disse timidamente, «è ora di tornare a casa. Sarà lunga con la canoa. È tutto pronto, signore».«Aspetta», bisbigliò Almayer.Ora che era andata via, il suo compito era di dimenticare, e aveva la strana sensazione che questo si dovesse fare sistematicamente e con ordine. Con gran disappunto di Alì, si inginocchiò, e, strisciando sulla sabbia, cancellò accuratamente ogni traccia dei passi di Nina. Raccolse piccoli mucchi di sabbia, lasciandosi dietro una fila di tombe inminiatura che scendevano fino all'acqua. Dopo aver sepolto l'ultima lieve impronta dei piedi di Nina si alzò, e girandosi verso il promontorio dove per l'ultima volta aveva visto il praho, fece uno sforzo per gridare di nuovo forte la sua ferma risoluzione di non perdonare mai.”“La follia di Almayer” è il titolo di un libro di Joseph Conrad, un libro che ho letto tanto tempo fa. Mi è tornato in mente questa mattina, mentre guardavo mia figlia che si allontanava, seduta sul sedile posteriore di un'automobile. Si è voltata per guardarmi, la mia bambina, e non ha tolto lo sguardo fin quando la macchina non è uscita dal cancello. Conosco quello sguardo: significa “ma a te dispiace, papà?”, perché la mia Camilla si preoccupa sempre se quello che fa possa o non possa dispiacere.Camilla è partita oggi. Il vuoto che ha lasciato è difficilmente rappresentabile. Il suo sorriso e il suo profumo avevano riempito ogni fessura di questa casa, saturato l'aria che respiro, il mare; Camilla era ogni cosa su cui posavo il mio sguardo, ogni mio pensiero. Camilla qui era il tempo e la pienezza della vita.Nassau ha reagito alla sua partenza con un violento temporale, il più forte da quando sono qui.Manco a questo blog più o meno dalla data del suo arrivo. Il tempo è volato, in sua compagnia. Purtroppo, il lavoro mi ha impedito di dedicarle tutte le attenzioni che avrei voluto e mia moglie (o meglio quello che resta di lei, perché la persona che è venuta qui non era la donna che ho sposato sette anni fa) ha complicato una situazione già di per sé abbastanza difficile; ma di lei parlerò un'altra volta.Ora, come Almayer, andrò in spiaggia a ricoprire di sabbia le impronte della mia Camilla.[...]



Campioni del Mondo!!!

Mon, 10 Jul 2006 01:18:00 +0000

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Voglio solo dire... Grazie Ragazzi! Grazie di tutto cuore...

Vola solo chi osa farlo.

Camilla è qui a Nassau, sapete... Scusate se non sarò molto presente. Ciao




E Luca è lì, fra gli eucalipti ed il mare...

Tue, 04 Jul 2006 00:28:00 +0000

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Voglio presentarvi un amico. L'ho conosciuto qui, a Nassau. Ma lui è da un'altra parte del mondo. In Australia. Con la sua ragazza, un'irlandese che ha un nome ed un sorriso dolcissimi, Nollaig. Ci sentiamo spesso, a volte in Skypechat, altre volte direttamente con una chiamata vocale attraverso Skype. Abbiamo anche seguito insieme la partita Italia vs. Australia, grazie a Skypecasts. Io l'ho conosciuto per caso, ma la sua energia è sorprendentemente simile alla mia. Energie raminghe. Viaggiatori che troppo indugiano, come piume vagabondi. Vorrei che al mondo ci fossero più persone come Luca. Se volete incontrarlo anche voi, cliccate qui.



In bocca al lupo ragazzi!!

Mon, 03 Jul 2006 23:55:00 +0000

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Ragazzi, vogliamo ogni goccia della vostra energia, tutte le vostre capacità, la vostra creatività, il vostro grande cuore italiano per battere la Germania e andare a Berlino. Mostrate a tutti quanto vale un italiano. Mostrate a tutti che l'Italia ha un grande cuore, pieno di vita, di energia. Viva l'Italia!
Da parte mia, domani metterò in vetrina il tricolore, e seguirò la partita al Caffè Europa, sorseggiando un pessimo cappuccino.



A day

Thu, 29 Jun 2006 04:28:00 +0000

(image) Ho pubblicato un nuovo video su TeleRaul Nassau. Il titolo è "A day", e si tratta appunto della cronaca di una giornata tipica, dall'inizio alla fine. Vedrete alcune commesse del mio negozio, alcuni Security Officers, incontrerete Luca e laura. Lasciate il vostro commento e comunque fatevi sentire, bastardi! Potete vedere il video cliccando direttamente qui



RadioRaul 24 giugno 2006

Sun, 25 Jun 2006 02:01:00 +0000

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Un nuovo episodio di RadioRaul tutto da ascoltare. Sentirete parlare di Skype, di Luca, Filippo, Piero, e della vita qui a Nassau che scorre serena con un sole magnifico che è tornato a risplendere sulla mia testa.
Vai alla pagina principale di RadioRaul da qui e clicca sul bottone "24 giugno".
Ciao



TeleRaul prova generale...

Tue, 20 Jun 2006 02:37:00 +0000

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Pubblico il primo appuntamento con TeleRaul Nassau. Si tratta di un breve video, privo di audio. Credo che sia una prova generale. Il titolo è "Da Londra a Nassau", rappresenta quindi il viaggio di andata e alcune immagini di quest'isola. C'è anche una bella panoramica del complesso dove vivo.
Fatemi sapere se vi è piaciuto, almeno ne preparerò altri. Ciao.CLICCA QUI PER VEDERE è necessario Windows Media Player. Quando si apre Windows Media Player, cliccate su PLAY. Le dimensioni del file sono adatte solo ad una connessione a banda larga.



Father's day

Sun, 18 Jun 2006 22:45:00 +0000

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Qui oggi è la Festa del Papà, Father's Day. Quindi buona Festa del Papà a tutti i papà, vicini e lontani. Ai papà che qui hanno ricevuto un dono realizzato dai propri figli, o magari un sorriso, quelli che hanno ricevuto anche solo una telefonata. Buona festa del Papà a chi è già padre, a chi vorrebbe esserlo e a chi lo sta per diventare: Z....a, amico mio romano, a te e alla tua bella e dolce compagna un abbraccio grande come l'Oceano Mare; sapere che una vostra creatura sarà in mezzo a noi mi rende felice.



What's going on...

Sat, 17 Jun 2006 23:45:00 +0000

E' passato qualche giorno, dall'ultima volta che ho aggiornato il blog, e in quell'occasione ho manifestato un'emozione che non avrei voluto manifestare. Non volevo tristezza, mai. Malinconia sottile, quella sì. Perché fa parte di me, è la voce che sento dentro di me, che mi parla, mi racconta le cose che vedono i miei occhi; una malinconia sottile profondamente felice, credetemi. Felice ogni giorno di vedere il cielo, il sole. Felice perché si ha bisogno di poche cose per essere felici, ovunque e comunque. Felice perché la vita con me è stata buona, e io buono con la vita: l'ho sempre rispettata, vissuta, respirata. Non c'è niente di più noioso della morte che ci restituisce ad un ordine che non conosciamo, che non vediamo. La vita, invece, riempie tutto. Tutto è così pieno di vita. Non sappiamo molto della vita, tranne che vogliamo più o meno tutti viverla, fin quando ce n'è. Io la mia non la cambierei mai. Con tutti i miei casini, le mie contraddizioni, le mie paranoie. E' la mia voce, ripeto. Che mi racconta le cose, così come le vede. E si stupisce di fronte ad un tramonto, ancora adesso, come se non ne avesse mai visto uno. Non ha bisogno di grandi spazi la mia voce. Vuole solo cose da raccontare, così come esse accadono, fuori e dentro di me.Ho avuto qualche piccolo problema, qui. Non riguardanti me direttamente, ma qualcuno del mio personale. Poiché non sono autorizzato a darne notizia, avendo firmato un contratto che mi vincola alla massima segretezza ed essendo un blog un luogo pubblico, letto da almeno venticinque persone qui a Nassau, non ne parlerò. Ma è una cosa molto brutta, per cui non ho dormito una notte intera. Ma non c'era davvero nulla che io potessi fare. Quanto accaduto, mi ha allarmato molto, comunque. Ripeto, qui la vita ha un valore diverso che da noi. La giustizia segue logiche diverse dalle nostre, forse non c'è un concetto di giustizia vero e proprio, punto, bensì un suo surrogato sartoriale, che calza di volta in volta a seconda di chi la deve indossare.Ho iniziato a gestire il mio negozio. Più piccolo dell'altro, fatturato più basso, ma più controllabile. Ho dato subito una impronta molto personale. Musica: quella che piace a me, compresa La Compagnia dell'Anello!!!, Brigante se more, Pino Daniele ecc. "Dress code": dovreste vedere.... Vestono non dico bene, ma decentemente. Fanno di tutto per migliorare il loro aspetto: pettinature, igiene personale, abiti... Stanno facendo dei progressi incredibili. Gli ho imposto il mio concetto di trattativa: usare sempre un vassoio, per isolare visivamente il gioiello dagli altri, accarezzare tre volte con un panno apposito il gioiello prima di mostrarlo al cliente, accarezzarlo altre tre volte prima di riporlo. Guardare il cliente negli occhi. E loro... Fanno quello che io gli chiedo. Docilmente, perché sono riuscito a sedurli. Perché sono un professionista. "Guardate il cliente negli occhi, dite il prezzo, non togliete lo sguardo, aggiungete sempre una frase al prezzo usando la congiunzione and, non lasciate mai da solo il prezzo ecc. ecc.": E loro lo fanno. Quasi sempre. Poi se non li controlli, si sbragano un po', e allora devi mostrarti serio, altrimenti non ti credono più. Devi saperli punire. Davvero. Diversi da noi. Fanno cazzate che noi non conosciamo. Li ho fatti sognare. Manterrò, spero, la mia promessa.Oggi sono addirittura riuscito a vedere un tempo di Italia USA(Italia Ghana l'ho seguita attraverso skypecasts, grande! commento Gialappa's)!! L'ho visto al Cafè Matisse, un ristorante italiano gestito da u[...]



Skypefather... o Skypepapà, fate voi.

Mon, 12 Jun 2006 17:50:00 +0000



Mia moglie mi ha appena inviato alcune immagini. Ritraggono mia figlia il giorno della sua festa di compleanno. Non potete capire che gioia vederle, ma allo stesso tempo, quanta malinconia. Non mi vergogno a dirlo, ho pianto come un bambino. Del resto questo blog è un grande cuore completamente nudo, il mio cuore. Il cuore di un padre che parte per dare un futuro migliore a sua figlia. Scrivo di getto, non voglio neppure rileggere queste righe. Nessuna mediazione. Parole sincere. So quanto la mia scelta sia stata "socialmente" discussa (per usare le parole del mio amico Fefè che saluto e ringrazio), ma non mi importa di quello che si dice, perché la mia coscienza è il posto più pulito del mondo. Non avevo mai conosciuto l'invidia, prima d'ora. Credetemi. Solo piccole invidie, per cose stupide. Mai pensato che qualcuno avesse qualcosa che io potessi o dovessi invidiare. Ma ora sì. Invidio i padri che portano a cavalluccio i propri figli, che li accarezzano, che parlano con loro, che li abbracciano, sentono il loro profumo, guardano dentro i loro occhi. Qui, ogni settimana, attracca la nave da crociera della Disney. Famiglie allegre che sbarcano, piene del loro essere una famiglia, il luogo perfetto. Io sono uno Skypefather. Vedo mia figlia attraverso una webcam, sullo schermo del mio pc. In qualche modo le sono vicino, in qualche modo sa che ci sono. Grazie a Skype, il mondo è più piccolo, mia figlia è un po' più felice, io respiro il tempo meraviglioso che cresce dentro di lei, offrendola al mondo. Io sono un padre fatto di pixel e di pacchetti di dati che però interagisce con sua figlia, a migliaia e migliaia di chilometri di distanza. Non ho paura, so che sarò sempre il suo papà. Perché il primo uomo di ogni donna è il suo papà. Ma questo l'ho già detto. Camilla, non vedo l'ora che tu sia qui con me. Ti porterò a giocare con i delfini, e non smetterò di accarezzarti e di guardarti.
Ciao piccolina. Il tuo papà.



Dai diamanti non nasce niente... (Dissertazione)

Mon, 05 Jun 2006 22:42:00 +0000

"Ama e ridi se amor risponde, piangi forte se non ti sente, dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori..."Qualcuno, io so chi, ha lasciato questo commento "radical chic" ad un mio post, e queste parole - tratte da una splendida canzone di Fabrizio De André, Via del Campo - mi hanno fatto molto pensare. Non perché non siano belle, certo l'amore così su due piedi è più importante di un diamante, certo il letame favorisce la crescita dei fiori, mentre se sotterri un diamante non favorisci nulla. Dal diamante, fisicamente, non nasce assolutamente niente. Quindi chi ama le gemme, stando a questo commento, tendenzialmente non ama l'amore, non ama la vita. E' un materialista. Ama qualcosa di freddo, immobile, materiale, senz'anima.Io (pur ringraziando con affetto l'autore del commento) non condivido assolutamente questa opinione. Cercherò di trasmettere la mia concezione metafisica delle gemme. Cercherò di trasmettere a voi, amici miei, la mia idea in base alla quale le proprietà fisiche (colore, indice di rifrazione, peso specifico, proprietà cristallografiche ecc.) delle gemme, non siano altro che la parte sensibile di proprietà e luminosità di ben altri Ordini.Partiamo da una antica parola in sanscrito, asman: un'unica parola designava pietra preziosa e cielo, come se non ci fosse alcuna differenza fra una "fredda" gemma e il cielo dove per antonomasia risiedono gli dei, dove splendeva e splende il sole di giorno, e di notte si accendevano lontani fuochi di bivacco, le stelle, mentre la luna d'argento brillava e brilla tutt'ora impassibile. Come se le gemme fossero un'emanazione del cielo, forse la cristallizzazione della Parola di Dio (o comunque di una Volontà superiore).Il diamante. Il solo nominarlo evoca una moltitudine di concetti ed immagini. Il diamante è un minerale, una sostanza cristallina naturale, la forma trasparente del carbonio puro. Il diamante è superbo, il re delle gemme, che lancia bagliori e simboleggia la forza e la purezza. Accompagna i fidanzamenti, la promessa di un amore eterno. È indomabile, la sostanza più dura che si conosca in natura. Si è formato nelle viscere della terra ed è arrivato a noi attraverso l’attività vulcanica. È probabile che sia anche la cosa più antica che abbiate mai posseduto, con buona approssimazione circa 4 miliardi di anni, di certo più di due terzi dell’età del nostro pianeta.Oggi il diamante simboleggia ricchezza, durevolezza, qualità e rarità. Attraverso le diverse culture millenarie, il diamante è stato associato all’invulnerabilità, al fulmine, alla magia, alla guarigione, alla protezione, all’avvelenamento. La parola diamante deriva dal greco adamas, invincibile. Riuscire a tagliare un diamante (la sostanza più dura ripeto esistente in natura) per gli antichi rappresentò un passo evolutivo determinante. Non mi dilungherò su che cosa le antiche culture associassero al diamante, in termini di proprietà curative, talismaniche. Oggi si tende a tradurre il diamante, come ogni gemma, in termini di valore. Ma chi studia, anzi chi ama le gemme, capisce di essersi inserito in un contesto che va al di là della storia, al di là del tempo, del flusso caotico degli avvenimenti, ben al di là del loro valore commerciale. L’universalità delle gemme, la loro intrinseca superiorità alle cose contingenti, alla storia, alla vita, ne fa un elemento unificatore di tutte le Grandi Tradizioni.So che cosa molti di voi pensano: comunque io vendo diamanti e altre gemme,[...]



Hide my eye(s) in the hurricane

Sun, 04 Jun 2006 16:30:00 +0000

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Novità su RadioRaul. Ascolta l'unica radio che trasmette in lingua italiana direttamente da Nassau, The Bahamas. Sentirai parlare di uragani, di tramonti, di bucato, di volatili, di Luca e Laura, di Camilla e Brunella, di Giovanni Mattei, di tropical thunderstorms e di Raul.

Vai alla pagina di RadioRaul direttamente da qui, clicca sul bottone 3 giugno per ascoltare l'ultimo episodio del mio podcast.




Sono un pirata ed un signore...

Fri, 02 Jun 2006 00:23:00 +0000

È passato un mese. Chissà, forse ho imparato a rispettare il tempo, anche se non ho mai indossato strumenti per misurarlo. Forse è solo un esorcismo, il mio: niente orologi. Gli orologi che indossavo, poi, misteriosamente si rompevano, quasi sempre.Non lo puoi misurare il tempo, perché non esiste. Esiste solo un'eternità incondizionata, assoluta, in cui noi ci muoviamo come piccoli pesci che non hanno idea di quanto sia grande il mare.Eppure senti che il tempo ti scivola addosso, e cominci ad aver paura quando capisci che devi prepararti per l'eternità, e non sai davvero da dove incominciare: ci hanno insegnato che c'è un Dio che si preoccuperà della nostra vita ultraterrena, che ci giudicherà, forse avrà cura di noi, delle nostre povere anime, delle nostre solitudini. Avrà catalogato i nostri peccati. Un Dio burocrate, che ci ascolta e ci osserva sempre.Una ventata di filosofia dalle Bahamas, amici miei. Se qualcuno di voi si sta affannando a distillare tristezza dalle mie parole, non lo faccia. Proprio allegro io non lo sono stato mai, ma adesso non sono triste. Guardo le cose. Ascolto i miei pensieri, i pensieri di chi osservo. Dovrei fare il bucato, stirare, ma ho anche voglia di scrivere: mi piace troppo organizzare le parole. Il mio problema è proprio questo: mi piacciono troppe cose, e – fino a prova contraria – ho solo una vita. Quindi probabilmente andrà a finire che non avrò fatto niente nel miglior modo possibile, ma un po' di tutto, in modo discreto. Tanto meglio. Essere famoso mi mette paura. Sono nessuno.Vivo a Nassau da un mese e un giorno. Tutte le mattine vado al lavoro. Prendo l'autobus numero 10, da Cable Beach a Downtown Nassau. Qualche giorno fa, vicino al conducente, si era seduto un ragazzo, un “bad boy”, anelloni e catenone d'oro, che raccontava ad alta voce di come due sere prima aveva picchiato un uomo colpevole di avergli detto “stai attento”. “Nobody scares me but Jesus” aveva risposto lui, “ho paura solo di Gesù” (forse il loro Dio è ancora più temibile del nostro), e poi lo avrebbe colpito, non ho capito se con le mani o con cosa. Fatto sta che alcuni turisti che erano nel bus si sono affrettati a chiamare la fermata, e sono scesi visibilmente turbati.Ho iniziato a conoscerla meglio, Nassau, proprio grazie all'autobus numero 10. Ora lo prendo anche per il ritorno, declinando l'offerta del passaggio di Dorian, il mio collega di Antigua.C'è una coppia di italiani, due fidanzati carini, che lavorano al Cafè Matisse, si chiamano Laura e Luca. Sono di Milano. Hanno lasciato l'Italia perché mettere qualcosa da parte in Italia è difficile; hanno lasciato la loro casa per costruirsi un futuro. Li incontro spesso. Sembrano felici. Parlano sempre, sottovoce, si guardano attraverso le lenti scure degli occhiali da sole, ti dispiace quasi interromperli.Autobus numero 10. Difficile incontrare due volte lo stesso conducente. Quasi sempre chi guida è al telefono. Ti saluta quando entri, ti saluta quando esci, tende la mano per prendere il dollaro della corsa. Questa mattina mi sono messo a parlare con uno di loro. Aveva una faccia simpatica, un sorriso cordiale. Gli ho chiesto qualcosa a proposito delle Altre Isole (Exuma, Eleuthera ecc.) e non ha mai smesso di parlare. Si è messo a telefonare per informarsi sui prezzi degli aerei, sulla disponibilità dei voli. Mi ha elargito una dovizia di informazioni che neppure l'Ente del Turismo avrebbe potu[...]



Camilla oggi compie 5 anni!!!

Mon, 29 May 2006 23:20:00 +0000



La mia bambina oggi compie 5 anni!!!
Il tempo dei pannolini, delle pappe, dei passeggini sospinti con cautela, sembra ormai così lontano... Quante volte ti ho tenuto in braccio, ti ho cantato canzoncine, letto favole; quante volte ho accarezzato i tuoi capelli, baciato le tue guance, stretto la tua manina. Ogni momento trascorso insieme a te, ora che siamo così lontani, risuona dentro di me. Ma mi fa sentire ancora di più la tua mancanza. Voglio essere il primo a farti gli auguri perchè questa volta non potrò essere il primo ad abbracciarti.
Fino a pochi giorni fa ti accompagnavo ogni mattina a scuola, a volte in bici, a volte in macchina. Ti venivo a prendere io all'asilo, entravo in silenzio, per osservarti, me ne stavo lì zitto zitto, ti guardavo giocare, fin quando tu non ti accorgevi di me. Poi ce ne andavamo a casa, magari c'era qualche altro bimbo con noi, e giocavamo insieme. Oppure andavamo alla passeggiata, o a nuoto. La sera guardavamo playhouse Disney, abbracciati sul divano. Era tutto così perfetto, amore mio, avrei davvero voluto che quel tempo non finisse mai. Ma tu stai crescendo, bambina, stai diventando grande, e papà deve fare molte cose. Perchè tu sei la cosa più preziosa della mia vita.
Auguri amore mio. Papà è vicino a te, e ti abbraccia forte forte.