Subscribe: tachipirinha
http://tachipirinha.blogspot.com/feeds/posts/default?alt=rss
Added By: Feedage Forager Feedage Grade B rated
Language: Italian
Tags:
alla  anche  che  cosa  della  era  gli  lupina  mai  mamma  mio  nano  perché  poi  quando  questo  sono  tutto 
Rate this Feed
Rate this feedRate this feedRate this feedRate this feedRate this feed
Rate this feed 1 starRate this feed 2 starRate this feed 3 starRate this feed 4 starRate this feed 5 star

Comments (0)

Feed Details and Statistics Feed Statistics
Preview: tachipirinha

tachipirinha



Una Mamma Lupina ipercinetica, un Gig iperdistratto, un Nano schiacciasassi.



Last Build Date: Sun, 17 Sep 2017 10:27:13 +0000

 



Torno alla carica con un nuovo post di vita vissuta.

Thu, 26 Sep 2013 14:42:00 +0000

Sì, lo so, è una cosa vergognosa, è indegno, blablabla, non si tengono così i blog, eccetera eccetera.Lo so, nei blog si SCRIVE. E io non scrivo, perché sono vittima dei social network, di Pinterest, dei compleanni dei figlioli, del marito, non me ne va una a garbo signora mia, oimmena che caldo quest'estate non finisce, e altre amenità per mascherare il vuoto di senso micidiale che mi attanaglia quando mi chiedono "ma non scrivi più sul blog?"E invece scrivo. Scrivo oggi, per esempio.Scrivo che sono cretina, perché in un momento di debolezza mi sono iscritta in palestra.Ed ho già pagato un anno in anticipo.E per il primo mese NON CI SONO ANDATA.La signorina della palestra mi ha anche telefonato a casa per chiedermi se ero morta. Ed io le ho risposto che no, non ero morta (ma perché mi ha colto impreparata, altrimenti avrei camuffato la voce e le avrei risposto "no siniora non ciè, partita per baaaaamas, io badante pulisco casa lucccido mobili facio faciende, non so quando torna, forse mai. Arivederci" ), ma che ehm avevo avuto un sacco di problemi al lavoro, mi era scappato il cane, avevo la tallonite, ero senza macchina."Quando pensi che verrai ad allenarti?"Ed io, impreparatissima, ho realizzato che mi ero iscritta in palestra e che la cosa non finiva lì. Cioè, non è che ti iscrivi e paghi e poi stai a casa sul divano a guardare Uomini e Donne e come per magia poi stai divinamente. C'è una parte della cosa che prevede che tu ti scrosti da dove sei seduto e ti precipiti in questo luogo di perdizione ad allenarti."Ti fisso un appuntamento col personal trainer. Preferisci lunedì alle 16.00 o martedì alle 17.00?"E io, che di fronte ad una scelta tra due cose mi si brucia il cervello e scelgo sempre la seconda, ho balbettato un "martedì. Martedì va benissimo.""Allora ti aspettiamo! A presto!"Quindi si è concretizzata l'eventualità che temevo, ovvero andarci. Tralasciando la gita estemporanea da Decathlon, gita che mi è costata quasi un rene, perché io per andare in palestra non avevo NIENTE. Niente scarpe, niente calzini, niente pantaloni di morbido cotone misto-lycra, niente maglietta comoda ma avvolgente e traspirante. Ho anche voluto brindare alla sfiducia in me stessa comprando le cose che costavano meno: scarpe da palestra? Quelle da 13,00 euro. Completo della Puma carinocarino con la scritta glitterata? No, maglietta da 5 euro e pantaloni da 9,00 euro, non di più che tanto son soldi sprecati, non me lo merito, piglio quello da strappona, tanto è uguale, ma mi vedi santoddio?Arriva il martedì. Io preparo la mia borsina e vado in palestra.Arrivo in palestra e in reception mi accoglie un tizio con la barba, che mi comunica che Roberto (Roberto? E chi cacchio è Roberto?) arriva subito. E che intanto posso andare a cambiarmi.Quindi poso la mia borsetta nello spogliatoio, mi infilo la tenuta ginnica e mi appresto ad incontrare Roberto.E mi si para davanti una creatura celestiale, un giovane biondo con occhi azzurri, dal fisico statuario e dalla dentatura perfetta, di circa 25 anni, che mi invita a seguirlo in uno stanzino appartato, dove mi sottoporrà all'ennesima umiliazione: mi peserà e misurerà la mia massa grassa (che senza stare lì a guardare il centimetro, so già essere dimolta), mi farà stare in piedi ad occhi chiusi, mi guarderà i piedi, e con essi anche i polpacci con tutti quanti i peli (sì, non mi sono depilata porcaputtanaladra!), mi dirà hai i piedi piatti! e io eh lo so, sono nata così, ma non mi danno problemi a parte farmi cascare in terra ogni tanto, e mi dirà pure ma che strano, non ho mai visto una massa grassa così ben distribuita e io sì lo so, sono grassa sulle braccia quanto lo sono sulle gambe, a me piacciono le cose simmetriche e poi mi dirà di rimettermi le scarpe e mi comunicherà che la mia età biologica è 54 anni (ovvero, sette meno della mi' mamma, hurrà!).A questo punto, potevo anche rimettermi i miei vestiti borghesi e salutare il bel Roberto con una pacca sulla spalla, magari ci si vede una di queste sere per una birretta, eh, [...]



A-social network

Mon, 07 May 2012 12:35:00 +0000

Ci abbiamo pensato a lungo, ne abbiamo discusso tra le mura domestiche e pure fuori, ma alla fine l'abbiamo fatto: siamo su Facebook.Nell'epoca dei socialnetwork, noi Lupini non potevamo permetterci di rimanerne fuori. Abbiamo dunque posato per un momento la zappa e il badile, e ci siamo iscritti in questo meraviglioso mondo fatto di cazzi altrui.Sì, dai. Diciamo la verità: Facebook, Twitter e compagnia bella servono sostanzialmente a farsi i cazzi degli altri in maniera discreta ed elegante. Perché spendere in telefonate alle amiche, nella speranza che ti diano informazioni su cosa fa quella e chi ha sposato quell'altra, quando con un click puoi connetterti col mondo e guardare le foto degli album altrui e trarre le debite conclusioni?Io poi ho scoperto che in Facebook c'è tutta l'Armata delle Tenebre, ovvero l'esercito dei miei ex fidanzati al completo. Che tra le altre cose sono tutti amici tra loro, cosa che mi inquieta moltissimo. Li immagino a mandarsi messaggi privati in cui parlano male di me, di quanto non capissi le loro esigenze di maschio, fino poi a scivolare sugli apprezzamenti estetici sulla mia cellulite e sull'alitosi mattutina che talvolta mi affliggeva in gioventù. D'altro canto, io mi vendico mentalmente nella mia piccola solitudine meschina notando i loro difetti fisici: il gozzo, la calvizie, il prolasso dei muscoli facciali, l'addome rilassato, il culo basso, le bagioge. A me alle superiori piaceva uno che era bello e dannato, e naturalmente non mi cacava di striscio. E non mi caca di striscio neanche adesso visto che ha lasciato in sospeso la mia richiesta di amicizia (L., se mi leggi, MALAFFACCULO!). La mia mamma, invece, si era convinta che dovessi frequentare un altro ragazzo, uno che piaceva tanto a lei. Uno con la faccia raccomandabile, alla Fabrizio Frizzi. "Tanto carino, tanto educato, si vede che è di buona famiglia, guarda che gusto nel vestire!" Nonna Ansia, yuu-huu?! Guarda un po' il ragazzino che ti piaceva tanto come è carino, nelle sue foto a torso nudo? Toh, hai visto cara mamma che il tuo beniamino, alla veneranda età di 38 anni, non si è sposato  e fa il vetrinista? Hai visto, cara mamma, che intensa vita sociale? E quanti amichetti che ha! Millequattrocentododici, tutti maschi. Chissà come mai nelle foto dei profili sono anche loro a torso nudo? Lo vuoi vedere, mamma, il suo album delle vacanze a Formentera? O preferisci quelle a Mykonos?Se sei una che ama i glitter e le k, su Facebook puoi trovare sfogo ai tuoi istinti. Puoi crearti una pagina piena di  glitter lucenti e sfarfallanti, riempirla di foto di gatti e di bambini e scrivere cose tipo sono trp triste ke è morto Gim Morrison ke nn sapevo nemmeno ke stava male, e bearti dei millemila "mi piace", oppure collegandoti dal cellulare, dal palmare, dal cosochenonmiricordomaicomesichiama - ah sì - l'iPad, informare il mondo in tempo reale sulle cose tue personali, tipo ho mangiato gli asparagi e adesso mi puzza la pipì. Sì, perché ci sono persone che fanno anche questo.Oppure quelli che fotografano tutto quello che mangiano.O che scrivono sul proprio status quello che stanno cucinando.A queste persone vorrei dire solo questo: sappiate che qui c'è gente a dieta. Innanzitutto. E poi che se   scrivete un post drammatico su come siete diventati ciccioni e di come la vita sia tragica quando si è costretti ad un rigido regime alimentare, non mettete le foto di Natale, quelle in cui vi strafogate di torrone e  di struffoli, che perdete di credibilità.E poi ci sono quelli che gli piace.Tu scrivi ho mal di testa e loro gli piace.Ti è morto il gatto e loro gli piace.Hai il ciclo assai doloroso e copioso, e loro gli piace.A questa gente gli piace tutto. A volte non fai in tempo a scrivere qualcosa, che a loro già gli piace.Potrebbero commentare il tuo status dicendo sono dispiaciuto per l'improvvisa dipartita del tuo amato gatto, oppure partecipo con con vivo rammarico ai tuoi dolori mestruali, e invece loro gli piace.Poi li incontri per strada, quelli che [...]



Esempi molto poco calzanti

Sat, 21 Apr 2012 01:41:00 +0000

Il caro Nano è ormai diventato grande, ma non ha abbandonato le vecchie abitudini di un tempo: continua ad aggirarsi curvo per il giardino, con un secchiello in mano.
Se qualcuno gli si avvicina e si interessa alla sua strana attività, egli sarà lieto di mostrargli il contenuto del suo (apparentemente) innocuo secchiello: un pot pourri di orrendi lumaconi bavosi, insetti orripilanti e disgustose larve bianche di coleottero (ma lui dice che sono di fenicottero. Ed in effetti, viste le dimensioni...), il tutto frammisto a foglie di insalata smangiucchiata dalle povere bestie, ed abbondante cacca di lumaca.
Ho provato a distrarlo trasportandolo nella meravigliosa magia degli animalini di peluche e degli album delle figurine dei cucciolotti, ma non è servito a niente se non ad impoverire il conto corrente familiare e riempire la cameretta con l'ennesimo ciarpame di produzione cinese: egli continua a camminare come il gobbo di Notre Dame su e giù per il giardino, urlando di gioia alla scoperta di una ennesima bestiolina da catturare ed osservare.

Il problema è che poi non vorrebbe separarsene.

"Vedi caro Nano, queste bestiole* sono prigioniere. E come tali, soffrono"
"Mamma, ma cosa vuol dire prigioniere?"
"Vuol dire che sono prive della libertà, ed è una cosa brutta. Vedi," continua la mamma, arrampicandosi sulla ripa scoscesa dei diritti umani " questo secchio è una stanza, e tutti questi insetti sono bambini: sono certa che non ti piacerebbe affatto starci rinchiuso per tutto il giorno, senza poter uscire e senza la libertà di poter fare come ti pare"
"Ah, ho capito. E' una cosa tipo l'asilo. Allora ho ragione a non volerci andare."

Ecco. Quando si dice darsi la zappa sui piedi.


*leggasi creature schifose ed abominevoli, brrr.



Mio figlio è un genio

Mon, 07 Nov 2011 13:57:00 +0000

Ed ho le prove.


Oggi, al bar dove facevamo merenda, due signore parlavano di Berlusconi.
Ad un certo punto, il Nano si intromette nella conversazione.

"Berlusconi è uno sporcaccione, lo sapevate?"
Le due signore si voltano, interdette.

"Non si lava nemmeno il sedere dopo che ha fatto la popò".



Gita

Wed, 26 Oct 2011 02:52:00 +0000

"Allora, Nano, dove ti hanno portato le maestre?
"Mah, era un posto pieno di roba vecchia. C'erano un sacco di piatti e tazze rotte."

Vi abbiamo presentato il Nano e la gita al museo archeologico.



Inquietudini notturne

Tue, 17 May 2011 16:38:00 +0000

E' notte, sul Lupinaio.
La famiglia dorme, ognuno nei suoi lettini (see, magari).

Ad un certo punto, un frullo di coperte ed un tonfo, ed il giovane Nano è lì, sopra la mia testa.
"Mamma?"
"Eeeh"
"Ma io... sono un adulto?"
"No, caro. Sei un bambino. Torna a letto."
"Ah, menomale. Mi stavo preoccupando."
E torna nel suo letto.

Le inquietudini dei giovani non hanno orario.



Il camper. Ovvero, come rovinarsi coraggiosamente le vacanze.

Thu, 28 Apr 2011 16:11:00 +0000

C'era una volta una famiglia. E, toccandoci freneticamente le palle, per fortuna c'è ancora.Questa famiglia pianificò un viaggio in un posto a caso nella Penisola, un viaggio che constava di diverse tappe, e che perciò veniva a costare uno sproposito. Ed era anche una cosa scomoda mettersi lì a cercare alberghetti e b&b, così alla capofamiglia di sesso femminile venne in mente una brillante, fulgida idea: ma perché non si chiede al tu' babbo se ci presta il camper , eh Gig?Il Gig, dopo una iniziale pausa riflessiva durata giusto il tempo di una seduta in bagno, decise che sì, si poteva fare.E da qui nasce questa piccola guida al camperismo familiare, che mi pregio di diffondere attraverso le paginucce di questo blog.Innanzitutto, il camper compratelo. Oppure noleggiatelo.NON fatevelo prestare dal parente di turno, specie se pensionato e con la mania dell'ottimizzazione.Mio suocero, ovvero Nonno ASL, ce lo aveva ottimizzato davvero splendidamente. Innanzitutto, ci ha gufato per benino al momento della partenza."Andate tranquilli, funziona tutto BENISSIMO. In dodici anni che ce l'ho, non ha mai perso un colpo."Difatti, a Roncobilaccio il motore ha cominciato a fare un rumorino strano."O Gigghe, o che c'è un'ambulanza dietro a noi?"Il Gig osserva con attenzione gli specchietti"No, non mi pare proprio""Ma sì, senti che c'è un fischio... sembra l'effetto doppler dell'ambulanza, una specie di NENINENINENI. Hai presente?""In effetti lo sento anch'io. Ma come mai se accelero aumenta di volume?"E proprio nel mentre eravamo tutti intenti nella discussione, SBONF! il camper si guasta.Non è che ci lasci a piedi, eh. Diciamo che smette di andare avanti ai 100 all'ora, e si aggiusta placidamente sui 60, regalandoci sonore strombazzate dagli automobilisti dietro di noi, e magnifici scorci di tratto appenninico.Allora, mio marito è un bravissimo ragazzo nonchè assai piacente e bello, diciamolo. Anche dotato di un certo savuarfér, che non guasta mai e piace tanto alle donne. E' anche un omino che non perde mai la calma, se non in tre occasioni: 1. al volante diventa una bestia: 2. non sopporta dover dare delle notizie spiacevoli a suo padre; 3. diventa idrofobo in presenza di nani che chiedono di continuo ma quando si arriva? non siamo ancora arrivati? perché non si arriva mai? ma dove andiamo? dove siamo diretti?.Ah, dimenticavo: 4. non sopporta gli spazi angusti e chiusi.Direi che la vacanza è cominciata in maniera decisamente incoraggiante.In pratica, abbiamo percorso circa 300 km a 60 all'ora, con un frastuono micidiale nelle orecchie, perché fondamentalmente siamo due cazzoni incapaci.Per fortuna il Gig ha avuto il lampo di genio di aprire il cofano del motore, e guardarci dentro.Eh lo so, forse era la prima cosa da fare, ma noi siamo due dementi ed abbiamo cominciato ad aprire gli sportellini, no, qua c'è il cestino del pane, no, qua c'è la caffettiera, no, qua ci sono i tovagliolini di carta... Alla fine era un tubo staccato.E' bastato che il Gig lo rinfilasse a forza con quelle sue manone al posto giusto, ed abbiamo ricominciato a viaggiare come le persone normali.Peccato che eravamo già arrivati, ma vabbè.Per il camper, dicevo, ci vuole il fisico adatto.Dopo i primi minuti in cui eravamo fermi ed in procinto di vivere la nostra esperienza da veri camperisti, abbiamo realizzato con terrore la prima, grande verità: il camperista deve essere una persona magra, possibilmente bassa e con un fisico armonioso e flessuoso. E noi invece siamo uno una stanga di quasi due metri, l'altra una ignobile cicciona.Difatti abbiamo cominciato immediatamente a starci vicendevolmente sul culo."Ma stai attenta a dove metti i piedi!""Che cazzo vuoi, che sei sempre in mezzo?!""E levati un po' dai coglioni!""Ma sempre al cesso, sei?""Porca puttana che testata che ho preso in questo stracazzo di letto, ma vaffanculo!"E via dicendo.Difatti, a distanza di una settimana [...]



Ikea, the day (almost) after

Tue, 15 Feb 2011 21:23:00 +0000

Due settimane fa abbiamo affrontato un gran casino e siamo andati all'IKEA.
Pioveva.
La Fiorentina non giocava.

quindi

tutta la provincia di Firenze convergeva verso l'IKEA. Ma di questo, abbiamo già abbondantemente disquisito.

Abbiamo comprato un bellissimo letto sopraelevato per il Nano, con tanto di copertura in stoffa con fantasia di astri e spazio siderale.

Ieri glielo abbiamo montato.

Cioè, IO gliel'ho montato.
E' venuto appositamente mio suocero al mattino, per aiutarmi a montare questo stupendo lettino.

Siccome mio suocero è un uomo tutto d'un pezzo, lui le istruzioni non le guarda. E siccome mio suocero è anche un fottuto superuomista e non tollera che le donne sappiano fare i lavori maschili, mentre io guardavo le istruzioni e riordinavo le viti per affrontare più serenamente il montaggio, con la sua brugolina personale avvitava, avvitava, avvitava dei pezzi a casaccio.

"Guardi che sta facendo un macello" gli comunico (io a mio suocero do del lei)

Mi lancia uno sguardo di disprezzo "Eh ma si capisce benissimo che questo pezzo va qua".



Il risultato finale è stato un letto che non stava in piedi. Aperto su un lato.

I buchi per le viti non combaciavano.

"Questo letto è sbagliato, dovete riportarlo all'IKEA, vi siete fatti gabbare. Lo sapevo che vi fregavano anchevoinondatemairettaseandavatealmobilificiovimontavanotutto. Adesso vado a pranzo e poi nel pomeriggio avrò altri impegni, se avete bisogno chiamate, eh"

Si è cacciato in tasca la sua brugolina personale, ed è scomparso nel nulla.

Io allora mi sono messa lì ed ho smontato tutto, con sottofondo musicale di parolacce.
Ci sono diventata scema.
La cosa peggiore che può capitare ad uno che deve montare un letto IKEA, a parte la perdita della brugola o delle viti, è il dover smontare qualcosa montato male e doverlo rimontare.
C'è veramente da perdere il cervello.
Alla fine, verso sera, ho avuto la meglio sul maledetto trabiccolo, e a furia di menare mazzate, sono riuscita a montarlo.

Quando il Nano è tornato dall'asilo, era tutto un grido di felicità per questo lettino nuovo.
Ha telefonato a tutti per raccontare del suo lettino nuovo, e non vedeva l'ora di andare a letto.
Difatti si è messo il pigiama di corsa, e si è lanciato nel suo lettino tutto felice.
Si è svegliato ancora entusiasta, ha raccontato a tutti i suoi amici del suo bellissimo lettino nuovo, non ha pensato altro per tutto il giorno.
E quando è arrivata la sera, si è coricato tutto contento.
Nel nostro.



Ikea

Sun, 30 Jan 2011 21:05:00 +0000

Certo che a volte noi Lupini abbiamo veramente dei momenti di vuoto esistenziale.Oppure mentale, vai a sapere.E fu così che in una domenica di pioggia, si prese la macchina e si andò all'Ikea.L'Ikea è un parallelepipedo blu di muratura e metallo prefabbricata, sorto in pochissimo tempo sulla Pianura degli Ipermercati. Un giorno c'era un campo di ceppite ed erbacce, e tu ci passavi accanto in autostrada, e guardandolo dicevi toh, che bel campo di ceppite ed erbacce in mezzo a tutti questi ipermercati, ci sta proprio bene . Poi un giorno arrivano degli omini col caschetto che misurano tutto per benino, poi arrivano le ruspe che ruspano, poi arrivano le betoniere che betonano et voila, in un batter d'occhio sorge come un simpatico fungo svedese allucinogeno l'Ikea, la grande casa nordica dell'arredamento a basso prezzo.L'Ikea è piena di colori, di attrattiva, di nordico fascino. Proporre l'Ikea ad una famiglia che si annoia mortalmente in una domenica piovosa è come invitarli ad una festa. Evviva!Si sale in macchina felici, si percorrono 100 km su una superstrada dissestata e costellata di autovelox col cuore gonfio di felicità e di aspettative. L'Ikea! Com'è bella, tutta blu in mezzo alla campagna! Come dà la sensazione di casa!Poi quando si arriva lì ci si rende conto che tutta la popolazione delle province toscane, data la giornata di pioggia, ha avuto la tua stessa pensata.E difatti sono tutti lì, accanto a te, in macchina, a cercare parcheggio. E ti guardano MALISSIMO, incastonati nei loro abitacoli, perché l'idea brillante di andare all'Ikea pensavano di averla avuta LORO e NESSUN ALTRO, e allora cosa ci fai anche te lì a rompere i coglioni? Eh?All'Ikea una delle prime cose che devi imparare a fare è pazientare. Anzi, per l'esattezza, pazientare in fila.Prima devi pazientare per trovare parcheggio.Poi devi pazientare per entrare.Poi devi pazientare per pisciare, che dopo 100 km a cantare la macchina del capo e era una notte d'acqua a catinelle/io me ne andavo senza le bretelle ti si secca la gola e di solito inframmezzi le canzoni con delle gran gozzate d'acqua, che poi da qualche parte deve uscire, e naturalmente in bagno c'è la fila.Poi devi pazientare per cambiare il pannolino al bimbo piccino, che il fasciatoio è occupato dalle borse di una anziana signora che deve ritoccarsi il rigo di matita marrone intorno alle labbra. Poi devi pazientare per l'ascensore, pazientare per il minipellegrinaggio negli ambienti arredati con le brillanti soluzioni Ikea che comporta una serie interminabile di spintoni, pazientare coi bimbetti che continuano a passarti sui piedi, pazientare per fare 25 minuti di fila per mangiare le tanto decantate swedish meatballs - e poi scoprire che sono nientemeno che POLPETTE, quelle che faceva sempre la tu' nonna quando eri piccino.Quando hai pazientato abbastanza in queste fasi preliminari, devi pazientare per parlare con un addetto di reparto (perché c'è sempre qualcuno prima di te), pazientare per trovare gli articoli da te annotati nell'oscuro reparto Elimina le code e i costi, serviti da solo! in cui i numeri di scaffale e reparto non sono mai quelli che hai scritto sul fogliolino di carta riciclata con quel cazzo di mozzicone di matita che ti trascinerai in borsa per il resto dei tuoi giorni, a sporcare con la sua squallida grafite tutti i tuoi fazzolettini di carta, coi quali ti soffierai il naso inaugurando la moda del baffo alla Stalin anche per le componenti del sesso femminile.Poi c'è da pazientare per pagare, perché c'è la cassa per persone con evidenti diverse abilità motorie (io oggi per esempio ero zoppa ma non mi hanno fatto passare), quelle per donne in evidente stato di gravidanza (io oggi per esempio ero anche grassa, ma non mi hanno fatto passare neanche a quella), quelle per chi ha meno di 10 pezzi, quelle per chi ha più di 100 pezzi tut[...]



Nonna Lupina

Mon, 27 Dec 2010 20:49:00 +0000

"Mamma, quando sarò grande come te avrò un bimbetto nella pancia.
Sarà una femmina e si chiamerà BUDELLA. Poi farò anche un figliolino maschio, e lo chiamerò GIANCARRO.
Con i miei due figliolini andrò in giro, li legherò ad un filo e li trascinerò per una gamba.
Staranno sempre sempre sempre con te, mamma.
Vedrai come sarai felice!"

Figlio mio, è proprio necessario?



Natale

Sat, 25 Dec 2010 20:41:00 +0000

Sarebbe un giorno come gli altri, per noi non credenti-non cattolici-non praticanti.

E invece è un giorno diverso.
Te ne accorgi dalla quantità di carta e cartone al bidone dell'isola ecologica.
Te ne accorgi dal fatto che per cena prendi uno squallido theino striminzito con due crackerini, e ti viene il vomito solo a pensare alla parola pandoro.
Ma soprattutto, te ne accorgi dal fatto che la tua casa risuona di voci chiocce ed intollerabili, vagamente metalliche, che cantano tanti biscottini/per i tuoi spuntini, giragira il mondo/tutto tondo, sono il bruco golosone/mangio mele in un boccone.
Avevo dimenticato quanto fossero mostruosi i giocattoli sonori per poppanti.

Ce li avevamo già.
Ce ne eravamo appena liberati

Ce li hanno ri-regalati.

Auguri a tutti!



Lo STROMBO

Thu, 16 Dec 2010 20:58:00 +0000

In principio fu la Femmina.E la Femmina si truccava, si piastrava i capelli, usava i prodotti giusti.La Femmina MAI sarebbe uscita con lo smalto sbeccato, il collant smagliato, il tacco sbagliato.Mai mai mai.La Femmina si sbiancava i baffi con l'apposita crema, pensando che non si vedessero. Poi una sua amica le fece notare che al sole sembrava Rasputin, e quindi la Femmina, pervasa di furore panico, corse dall'estetista e se li fece pelare selvaggiamente con la ceretta, poi già che ci siamo fammi anche un po' le sopracciglia che mi sembra di essere l'uomo di Neanderthal, un po' di più, fammele più fini, più fini, più fini, più fini - occazzo, ecco, troppi fini, ora sembro un mignottone. Vabbè pazienza, ricresceranno.La Femmina come spuntava un brufolo si disperava, si chiudeva in casa, correva in bagno e ci metteva sopra l'acquafresh, e se la mattina dopo il fetente era ancora lì, lo strizzava senza pietà.Ma poi si pentiva per la cicatrice, ohi ohi che dolor, mea culpa mea culpa, mea maxima culpa! e allora ci dava dentro di cipria e fondotinta, ma il bastardo era ancora lì.La Femmina poi si depilava le parti basse.Sì, quelle parti lì.Quelle che insomma. Eh.E anche le ascelle. ENTRAMBE.Se vi chiedete il perché di tutta questi maneggi, sappiate che la Femmina li fa per un unico motivo. Ma lei vi dirà che si comporta così perché si sente a posto, perché le piace l'ordine, perché insomma bisogna sentirsi a proprio agio, perché le va così, perché boh.In realtà, il fine ultimo è quello: trovare un maschio di bell'aspetto e dal corpo proporzionato, che possa garantire alla specie una eccellente prosecuzione attraverso l'atto primario, ovvero l'accoppiamento.E se il maschio di bell'aspetto e dal corpo proporzionato si è già trovato, i maneggi sono finalizzati a garantire molteplici e soddisfacenti accoppiamenti.E così fu per Lupina.Fino a quando non sopraggiunse lo STROMBO.Lo STROMBO innanzitutto va scritto grosso, non tollera le minuscole. Lo STROMBO ha bisogno di essere nominato spesso.Lo STROMBO è uno stato di grazia.O meglio, un colpo di grazia.Lo STROMBO è quella cosa che a letto, prima di dormire, fa sì che la gamba lasciva del partner si insinui sotto le lenzuola, a cercare quel tepore, quel calore del corpo femminile.E quel corpo femminile, debitamente ricoperto da pigiama anticoncezionale, si rigira di là e minaccia no eh, non è mica il caso. Buonanotte.Lo STROMBO è quella cosa che prima pigliavi per il culo la tua amica dopo che aveva avuto il bimbo, perché si era tagliata i capelli in quella maniera inguardabile, poi dopo che l'hai avuto capisci anche tu perché l'ha fatto.Lo STROMBO è quella cosa che vai all'Ikea per comprare un tavolinetto Lack per il soggiorno, ed esci con il serpentone verde, che è una di quelle cose che tutte le donne incinte o con bambini piccolissimi non possono fare a meno di comprare, e che poi una volta giunti a casa, come per magia nessuno caga più di striscio e diventa un paraspifferi.Lo STROMBO è quando ti depili il meno possibile, giusto quei baffazzi che escono fuori dal seminato, il minimo sindacale per andare in piscina, e poi ti guardi allo specchio e ti pare di aver fatto anche un bel lavoro.Lo STROMBO è la bottiglia di profumo intonsa e polverosa sulla mensolina accanto al lavandino, è la calza smagliata rimessa con nonchalance, è uscire con un calzino nero e un calzino blu, è la mamma impietosa che ti rimprovera ma quanto sei ingrassata, ma vai dal parrucchiere, ma come ti conci.Lo STROMBO è fatto di maglie slabbrate, di pile del marito, di pantaloni con le borse alle ginocchia, di mutande a rovescio di cui ti accorgi dopo 6 ore che le porti perché d'improvviso ti rendi conto che non hai più perizomi nel cassetto, e che quella roba che conti[...]



Opinion leader

Wed, 24 Nov 2010 20:22:00 +0000

"E IO NON VADO ALL'ASILO SE NON MI TRUCCHI!"
"Ma ragiona, sei un bambino!"
"IO VOGLIO ESSERE TRUCCATOO!"
"Non posso truccarti, figlio. Le femmine si truccano, tu sei un maschio."
"E ALLORA TRUCCAMI DA MASCHIO!"
"I maschi non si truccano."
"E allora disegnami qualcosa sulla faccia. Disegna qui" e si indica la zona tra il naso ed il labbro superiore, "Fammi i baffi come babbo."

E fu così che Lupina si armò di matita per occhi e si mise a disegnare un bel paio di mustacchi pelosi, infilò il grembiulino al Nano e lo condusse all'asilo.

E quando alle 16 meno un quarto tornò a prenderlo, vide una torma di bambini e bambine uscire dal cancello, tutti quanti coi i baffi disegnati col pennarello.

E per ultimo il Nano.
Ma lui aveva anche la barba.



La roba

Sun, 21 Nov 2010 22:22:00 +0000

Il Blobfish ha ormai nove mesi, il Nano ha 4 anni, e noi lupini ci dilettiamo in bilanci.In questo caso, i lupini si chiedono ma come cazzo abbiamo fatto ad accumulare tutta questa roba in così poco tempo? Quattro anni-e qualcosa fa entravamo in questa casa con un simpatico poppante sotto l'ascella, ignari della quantità di roba che irrimediabilmente ci saremmo tirati dietro.Adesso siamo all'impasse.Innanzitutto, ci convinsero dell'inevitabilità di possedere una culla.La culla doveva essere di vimini, dal design un po' retro, e completamente foderata con stoffine con piccoli disegni, possibilmente che non fossero troppo da checca. Serviva quindi una culla foderata di stoffa da vero duro, roba virile e non da mammolette, quindi ci si è dati da fare per cercarla, imbastirla, cucirla, lavarla, scucirla perchè non andava bene, ricucirla, in previsione di tante meravigliose nanne.Bene, i miei poppanti - entrambi- si sono sempre rifiutati categoricamente di dormirci dentro. Ho passato ore ad addormentare alla puppa il primogenito e tentare di straforo di mettercelo dentro. Ma come il suo corpicino poggiava sul morbido materassino fatto fare apposta per lui con tanto amore dalla Vecchia Signora Che Fa i Materassi a Mano Come Si Usava Un Tempo, apriva gli occhi e mi guardava con lo sguardo che Lele Mora deve aver lanciato a Nina Moric quando ha rivelato l'inciucio del marito, dopodichè si azionava l'avvisatore acustico, e si ricominciava tutto da capo.Adesso abbiamo rispolverato la culla. Per forza, è arrivato il secondogenito!Ottima per tenerci i panni da stirare, con le sue rotelle di legno silenziate con morbidi gommini incollati a mano da qualche operoso manifatturiere cinese, essa viene trascinata da una stanza all'altra in previsione della stiratura.La culla l'hai usata poco? No problem, vorrà dire che poooooi lo abituerete a dormire nel lettino.Ma guardate questo ottimo oggetto in legno massello, con ganci in lega di titanio, paracolpi imbottito con morbido vello di pecora lunare, pagato TANTISSIMO (non da noi, ovviamente, ma dai nonni amorevolissimi), ammiratene le raffinate rifiniture! E guardate che meraviglia, la soffice copertina in pendant!Ma soprattutto, guardate come ci dormono bene dentro, i gatti!Eh sì, finalmente qualcuno che apprezza le cose raffinate. Nella culla non ci dormivano per via del fastidioso rollio dovuto alle famigerate ruote, che in effetti dà fastidio a dei poveri gattini che si devono anche un po' grattare, ma nel lettino, ben fermo sulla terra con le sue potenti gambe di legno massello tornito, ahhhh, che meraviglia! Che spulciate poderose!E quanti accessori irrinunciabili, per una coppia di neogenitori che vogliono vivere bene la maternità. Il piumino polare in neoprene con camera d'aria a gas ultraisolante, che comodità! In queste latitudini poi! Vabbè, è vero che fa freddo 15 giorni all'anno e che a novembre si continua ad andare al mare, ma sai mica te se arriva una glaciazione d'improvviso e ti strina i figlioli? Almeno quello piccino è salvo, la stirpe può continuare.Non l'abbiamo nemmeno tirato fuori dalla busta sottovuoto in cui l'avevo risucchiato 4 anni fa.Ai tempi del Nano, i nonni si affrettarono a tornare dalle ferie per aiutarci ad addobbare una cameretta."Una cameretta? Già adesso? Ma non ci dormirà, non almeno i primi tempi"Nella mente lupiniana non esistevano ne' cosleeping ne' allattamento a richiesta, Gonzales era il nome di un odioso topo cartone animato e Estivill un calciatore della nazionale spagnola, nonostante ciò qualcosa suggeriva che no, non ci sarebbe stato bisogno di una stanza apposita per contenere un corpicino di pochi chili."Ma tu sei PAZZA" mi informava Nonna Ansia con l'occhio fuori dall'orb[...]



Scemi del villaggio

Wed, 17 Nov 2010 20:21:00 +0000

Io ho una specie di calamita per gli scemi del paese. Ce n'è uno, che non è proprio scemo poveraccio, diciamo solo che è un po' troppo originale, e che da anni mi perseguita. Me lo trovo dappertutto, e mi tocca fare esercizi funambolici per scansarlo.
Questo individuo è ovviamente di sesso maschile (per una strana congiunzione astrale, la maggior parte degli scemi del mio paese sono maschi), molto corpulento e villoso, e dotato di un vocione tonante. E parla persino in dizione.
Mi attacca sempre dei bottoni micidiali, tutti a scopo autocelebrativo. Ovviamente, racconta delle cazzate di rara intensità.
Vi lascio immaginare il mio entusiasmo.

Una volta, in fila al Supermercato Germanico Pieno di Troiai*, mi ha raccontato che lui era stato contattato dal coro del Festival di San Remo ma che poi aveva dovuto rinunciare perchè da qua in bicicletta era un problema, caricarla sul treno, scaricarla dal treno... insomma, alla fine ha rinunciato. Ma hanno insistito, eh, non si rassegnavano.

Un'altra volta, mentre ero seduta su una panchina a controllare che il Nano grande non si sfracellasse al suolo mentre correva sulla trave dei giochi del parchetto cittadino, mi ha deliziato con una perla di valore inestimabile sulla sua nascita sovrappeso (6 kg), sul fatto che era in pericolo di vita per un'infezione non si capisce bene dove, e sui particolari splatter della sua signora madre, povera donna, mentre lo partoriva. E che dovizia di particolari!
Alla mia domanda "ma come fai a sapere tutte queste cose? Te le hanno raccontate?" ha risposto "No, me ne ricordo".

Ieri ero al mercato, a comprare un portafogli.
Lui era lì, con la sua misteriosa cartella di cuoio portadocumenti ed il suo completino balneare (lui d'estate porta completi da cerimonia in lana per le occasioni eleganti, oppure giacche di tweed corredate di sciarpa e berretto da sciatore, mentre d'inverno vive in shorts e maglietta a maniche corte, vai a sapere perchè), e naturalmente la fedele bicicletta a fianco.
Si mette a guardare una borsa da donna piuttosto vistosa e pacchiana, e sento il cambiamento nell'aria, quella reazione della chimica del corpo che precede un attaccamento di bottone micidiale.
Vai, mi tocca, mi dico. E invece una tipa più o meno mia coetanea, e nelle stesse condizioni di disfacimento fisico, urta per sbaglio la sua bicicletta - parcheggiata rigorosamente in mezzo alle palle - e la fa cadere.
E giustamente si mette ad inveire contro chi, in un mercato gremito di gente che sgomita, parcheggia a cazzo di cane le biciclette, che poi la gente picchia le palle nel manubrio e si fa male.
Lui mi guarda con occhio porcino e mi confida: "Ma guarda te che sfacciata, è incredibile. Certe donne per essere notate farebbero di tutto! A me poi OVVIAMENTE capita sempre, io piaccio tantissimo alle donne"
Ed io, impassibile, fingo di controllare la chiusura a scatto di un ombrello.
"Comunque voi donne siete proprio delle scostumate. Ma lo sai l'altro giorno cosa mi è successo? Ero in giro con la mia bici, ed una signora - che poi era pure di una certa età, una vecchia insomma - , eh - dicevo, questa signora per farsi notare DA ME, lo sai cosa ha fatto?

Ha fatto finta di mettere un piede in fallo. Ed è cascata!".


* Che c'è da chiedere? Ma il LIDL, ovviamente!



Eroe domestico.

Mon, 15 Nov 2010 21:23:00 +0000

"Mamma, ti racconto una storia.
C'era una volta un bambino
che non dava mai retta alla sua mamma
specialmente quando erano per strada, lui disAbbediva e non dava mai la mano.
Un giorno si DISTRAGGUE e attraversò la strada senza guardare
quando arrivò un CAMIO che lo investì TUTTO.
Gli passò sopra e lo SPICCICO', e gli uscirono tutte le budella.

Quando poi tornò dalla mamma, lo sai cosa successe?
La mamma lo sgridò che era stato scemo

e anche che gli aveva sporcato tutto il pavimento con le sue budellacce di fuori.

E lo sai come si chiamava quel povero bimbetto sciocchetto?"

Si chiamava ELLIS SHTUPIDEL, ed era il nostro nuovo eroe domestico.



Pranzo coi Nanetti

Mon, 08 Nov 2010 19:40:00 +0000

Alla scuola dell'infanzia del Nano hanno inventato uno strano gioco a premi.
Lo strano gioco a premi prevedeva l'offrirsi volontari per dare disponibilità come scrutatrici per l'elezione dell'Interclasse ed impiegare due mattinate della propria esistenza presso la suddetta scuola. Il premio invece consisteva in un meraviglioso pranzo coi nani dell'asilo, circa 80 creature tra i 3 e i 5 anni, seduti in una seggiolina bassa bassa, con le ginocchia in bocca, in mezzo ad un delirio di urla e croste di pane volanti.
E Lupina, che di solito nella vita ha pochissimo culo metaforico e moltissimo di quello fisico, HA VINTOO! Yeppa!

Per il Nano è stato un giorno memorabile. Non la finiva più di ripetere questa è la mia mamma, e mi baciava di continuo. Aveva tutta la faccia che rideva, gli occhi, la bocca, persino il naso ed i capelli sembravano ridere.
A tavola, decide di presentarmi agli amichetti.

"Ehi bimbetti, questa qua è la mia mamma. Lei non ce l'ha il pisello!"
Ma loro non lo cagavano.
"Il mio babbo invece ce l'ha, uno GRANDISSIMO!"


Da allora in poi, ci hanno cagato TUTTI.



Il bambino indaco

Mon, 13 Sep 2010 13:44:00 +0000

E' mattina, e Lupina in compagnia dei due minorenni si avvia placida e ballonzolante come Baloo verso il mercato cittadino del martedi.Prima tappa, acquisto di focaccia unta unta unta per il sollazzo palatale del Nano grande (ma anche del Nano piccolo sotto forma di briciole, solo che a sette mesi bisogna far finta di dargli le minestrine e gli omogeneizzati di verdura, e soprattutto i pediatri NON devono sapere), seconda tappa, il mio detestatissimo parco giochi del centro città.Io devo dire che non sono del tutto asociale, e mi piace persino parlare con la gente, anche se spesso pesantemente decerebrata. Diciamo che riesco sempre a trovare degli ottimi argomenti un po' con tutti. L'unica volta che ho avuto dei grossi problemi è stato con una famiglia di profughi curdi che tentavano disperatamente di dirmi qualcosa in curdo che io non capivo (ma che poi a casa ho realizzato, avevo una lunga coda di carta igienica che mi era rimasta infilata tra i collant e la gonna, praticamente ci sono andata in giro per tutto il paese illudendomi che la gente mi guardasse con ammirazione per quanto ero dimagrita, e invece porca vacca no).Insomma, io non sono asociale, ma mi metto lì con un neonato in braccio nel mio angolino di panchina, e non pretendo che mi si venga ad attaccare bottone per forza, eh.Posso anche star lì senza dire una parola se non "stai attento! Non correre sulla trave che ti sfracelli al suolo" senza necessariamente fare conversazione con la gente, non muore mica nessuno.Ma siccome una tettona seduta in un angolo con un neonato in braccio a mandare sms è una visione che rompe troppo i coglioni, arriva sempre qualcuno con una grandissima voglia di fare combriccola e familiarizzare con la sottoscritta, e così va a finire che io invece di scrivere coraggio scrivo boschio e paura invece che scusa, così chi riceve il mio messaggio ha una prova scritta del fatto che mi sono completamente bevuta il cervello.E pure l'altro giorno ero lì con il Nano spericolato sulla trave e quello pacioccone in braccio, e tentavo di mandare un messaggio ad una mia amica, quando una mamma veramente veramente veramente alternativa mi si avvicina per -naturalmente- conversare amabilmente di pisce/cacche/pappe/pannolini/dupalle."Oddio che carino!" indicando il poppante che masticava placido il laccio di plastica del telefonino, "ma ha la collanina d'ambra per i denti?" mi chiede un tantinello eccitata. No, gliel'ho messa perchè adoro che lo scambino per una femmina, sogno di allevare il nuovo Renato Zero. Ma invece rispondo "Sì, gliel'ho messa un mesetto fa, veramente non so se crederci o meno..."La mamma-veramente alternativa incrocia la gamba sotto il gonnellone a fiorami. "Ma guarda che funziona veramente, eh! L'ambra ha un GRANDISSIMO potere antisp... antisc... insomma, fa benissimo ai denti, eh! Anche la mia bimba l'ha portata tanto. Tesoro, vieni a vedere che bel bambino piccolo che ha questa signora!"Dallo scivolo scende un ciclone nano, una bambina di circa 4 anni, dalle leve lunghe, che corre COMPLETAMENTE SCOORDINATA.E quasi contemporaneamente, arriva anche il Nano, scarmigliato, sudato e anch'esso COMPLETAMENTE SCOORDINATO, il quale si mette a dar fastidio alla bambina scoordinata, creando un quadro d'insieme disturbante come una gita in barca un giorno che c'è il mare grosso (glub, se ci ripenso mi viene la nausea pure adesso e mi vado a mettere i braccialetti anti-mal di mare)."Nano ti prego, non dar fastidio alla Bambina Col Nome Indiano Che Mi Continua Ad Uscire Dalla Testa e Che Per Ovviare al Problema Chiameremo da Adesso in Poi Basmati""Ma no, non lo devi s[...]



A chi vuol sapere come mai non scrivo più tanto spesso

Tue, 07 Sep 2010 21:02:00 +0000

risponderò con la sincera verità: non ce la faccio.
I due nanacci mi vessano ad intermittenza con richieste improbabili, mamma lo so che è notte ma io voglio mangiare gli Scooby snack - ngueeeeee - mamma picchio un po' il fratellino sulla testa con questo mestolo di legno - ngueeeeeeeeè - mamma mi voglio ricoprire di chiocciole e andare in giro così - nguèèèè - mamma il fratellino sta mangiando un foglio di plastica.

Avrei molto da dire.

Ma non ce la faccio.

Ma presto tornerò. Forse.



Amiche cozze

Mon, 19 Jul 2010 20:50:00 +0000

"Passi poco tempo col povero Nano" sussurra dall'alto della mia spalla sinistra Nonna Ansia, il mio senso di colpa portatile, "non vedi poverino come sta soffrendo? E' pieno di bolle addosso, amore di nonna sua, si vede che somatizza la tua assenza.""Mamma, ma son punture di zanzara!" ribatto io, già sopraffatta dal dolore schiacciante della colpa."Uff, vabbè, pinzi, bolle, che differenza c'è? Fatto sta che è pieno di pustole purulente ed ha tanto bisogno di stare con la sua mamma. Te invece sei sempre con quel coso* appresso, non lo coinvolgi mai il nostro povero nanino!" E lì finalmente Lupina comprese perchè il nostro Nano da un po' di tempo si autodefinisce Povero Nanino / Nano poverino.E fu così che Lupina lo porto nientepopodimenochè al Conad a fare la spesa.Embè? Lo so che è una meta un po' del piffero**, ma al momento non avevamo grosse alternative e soprattutto niente di buono per cena."Mamma guarda, ci sono delle conchiglie nere dentro quel vetro!" mi informa il Nano entusiasta, indicando la vetrina della pescheria."Tesoro, quelle cose nere sono cozze. Non le avevi mai viste?""No, sono strane ma sono anche belle. Compriamole, mamma, compriamole!"E così, Lupina si fa preparare un chiletto di cozze freschissime, e comincia copiosamente a sbavare al solo pensiero di cucinarle con un filo d'olio, aglio, peperoncino e pomodoro fresco a pezzi (slurp), che poi se le mangia solo lei perchè al Gig fanno francamente schifo (ma ella fingerà di dimenticarsene - oh, come ho potuto essere così sbadaaaata, vorrà dire che mi ritaglierò un piccolissimo pezzettino di pane e me le mangerò TUTTE da sola)"Mamma, le voglio CAREZZARE. Apri la busta!""Tesoro non posso, siamo alla cassa e devo pagare.""Mamma poverine, hanno bisogno di coccole! Apri la busta, gli do i baci!""Amore di mamma, sono cozze. Cioè, naturalmente hanno tutto il mio rispetto, ma non è che... beh insomma.... vabbè, ti apro la busta e le puoi accarezzare, ok?"E lì, Lupina viene vagamente sfiorata da un'idea. Ma proprio vagamente, eh. Mezz'ora dopo, Lupina ancora sbavando, sta facendo il battutino d'aglio e peperoncino.Sul tavolo in cucina troneggia un sacco trasparente pieno di cozze nere e lucide.Un bambino le sta tirando fuori e sistemando con cura in un'insalatiera.Il bambino parlotta tra se' e se', a voce bassa e chioccia."Ciao piccolo NIMALINO, sei proprio bello con tutta questa corazza nera. Ora ti faccio fare un bel bagno in questa piscina verde. Pronto a tuffarti?" Sciaff, avanti un altro!"Nano, mi dai le cozze per favore?""Ma non posso, mamma, ci devo giocare!""Tesorino, io le devo CUCINARE."Il silenzio cala nella nostra cucina.Un bambino in mutande, con l'occhio lucido e una cozza in ogni mano, mio guarda come la giuria popolare di un processo per stupro guarda l'imputato, colto in flagranza di reato."Mamma, non si mettono le mie amiche nel FOCO"."Ehm, amore mio, ma sono la mia cena di stasera... facciamo una cosa: scegline un po' e mettile nell'insalatiera, poi domattina le porti al mare con il nonno e dai loro la libertà. Le altre le mangia la mamma.""E va bene. Allora scelgo questa, poi questa, poi anche questa, poi questa e anche questa, quella piccola lì, quella con la conchiglia appiccicata addosso...""Ehm, ma alla mamma non ne lasci nemmeno una?"Il Nano mi lancia un'occhiataccia di fuoco, roba che i miei occhiacci in confronto hanno la stessa credibilità degli haiku di Bondi (pubblicati su Vanity Fair, una roba da incubo) ."Tieni, ti lascio queste qua""Nano, ma sono solo 5! Questa qua è rotta, questa è minuscol[...]



Amore fraterno

Fri, 16 Jul 2010 12:36:00 +0000

"Nano, tesoro, smettila di tenere la manina sul naso e sulla bocca del fratellino contemporaneamente, non lo vedi che ... ehm, non gli piace granchè? Guarda che se lo facciamo piangere, arrivano gli infermieri con l'ambulanza e se lo riportano via in ospedale, eh?!"

"Mamma?"

"Dimmi tesoro."

"E' aperto il cancello del giardino, vero?"



Istantanee di un'estate

Sun, 11 Jul 2010 07:59:00 +0000

Nel mio giardino c'è un albero grande.Ci vogliono più di due persone per abbracciare il suo tronco. Questo albero è una quercia da sughero, forse la più grande che io abbia mai visto. Si pensa che abbia 600 anni, ma è difficile darle un'età. Sotto la sua chioma c'è l'altalena arancione, la panchina per le chiacchiere, il bordo del pozzo se siamo in troppi e sulla panchina non ci stiamo, un cespuglio di rosmarino che si sparpaglia in maniera caotica in ogni direzione, il tavolo di pietra."C'è anche lo spazio sopra per costruirci una casetta!" constatava Luca quel giorno, gli occhi in alto a misurarne le fronde."E' vero, ma nessuno si azzarda perchè abbiamo paura che si offenda. Questo albero è qui da talmente tanto tempo che ormai deve avere anche un'anima, e tutti noi abbiamo paura di fargli involontariamente qualche dispetto. Una volta sono venuti i tecnici del telefono, a riparare la linea, ed il filo passa proprio tra quei rami. All'albero non è andata giù che degli sconosciuti gli salissero addosso, ed ha tentato di spingerli giù rompendo volontariamente i suoi rami.""Però un appartamentino ci starebbe proprio bene. Costruisci una bella piattaforma e ci installi sopra una casetta di legno, poi la affitti a mille euro a settimana" conclude Luca con un sorriso.L'ultimo ricordo che ho di Luca è lui che raccoglie le piccole figlie della quercia da sughero, in mezzo ai cespugli di rosmarino ce ne sono a decine, nate dalla pioggia di ghiande che ogni anno il nostro sempreverde ci regala.L'istantanea che ho nella mente lo ritrae curvo e impegnato a sfilare via dalla terra morbida queste piccole pianticelle, facendo bene attenzione a non rovinare le radici, la luce che filtra dalle foglie scure e macchia di giallo la penombra."Perchè raccogli queste piante?" chiede Irene al papà."Perchè così le piantiamo in giardino. Ti piacerebbe avere un albero grande come questo?""Oh sì, è proprio bello!" Irene sorride, ma come i bambini viaggia a doppia velocità, ed è già volata a fare la pipì dietro un cespuglio. Questa è l'istantanea che ho di Irene, un riflesso sulla lente degli occhiali, un sorriso curioso, un ciuffo di capelli che scappa via dalle mollette.Irene quando sorride è come un frullo di ali di uccellini. La nostra Irene, così speciale con le sue parole grandi e la sua testa piccina, una donna-bambina.Il Nano, oltre che per il look strepitoso total pink e per le scarpe brilluccicanti, ha capito esattamente quanto sia affascinante e pericolosa la grazia di Irene, e ogni sera prima di andare a letto si assicura che Irene sia da qualche parte lì intorno, e che un giorno poi andranno insieme al mare, perchè la Bimba Con Gli Occhi Dentro Agli Occhiali avrà di sicuro un costume bellissimo con i luccichii.Damiano che quel giorno non c'era. Ma era come se ci fosse, perchè quando una mamma lascia a casa un bambino ammalato, pensa che senza di lei si annoierà a morte. E invece magari lui è lì che ritaglia le figure da un giornale, o aiuta la nonna a fare pasticci, e alla mamma non ci pensa nemmeno. Ma siccome c'è un filo di ragnatela che si dipana dal cuore di una mamma a quello di un bimbo, e che questo filo si torce e si tira quanto più l'uno pensa all'altro, Damiano in un certo senso c'era anche lui. Non so se mi sono spiegata.L'istantanea che ho di Damiano lo raffigura in piedi, vicino ad una porta, tutto intento a giocare con una macchinina. Ma con lo sguardo rivolto dietro di se', come distratto, perchè in quel momento preci[...]



Topless in ufficio. Perché no?

Wed, 07 Jul 2010 13:52:00 +0000

E' un giugno afoso. Lupina ha terminato la maternità, ed è finalmente giunto il momento di rientrare dentro l'ufficio-acquario, dal quale contempla con occhio smarrito il resto dell'umanità che scorrazza felice in costume da bagno (inconsapevole della propria bruttezza, ma questo Lupina è meglio che non lo scriva fuori dalle parentesi, che non è mica tanto messa meglio).Purtroppo le cose non si mettono bene col Blobfish: la creatura ciclostomica mal volentieri si priva dell'amata puppa, e come il fratello alla sua età, dopo due ore neanche reclama a gran voce l'amata mammella. Viene quindi acquistato un tiralatte, col quale Lupina già un mese prima del rientro al lavoro tenta di tirarsi il latte. Peccato che la puppa lupiniana non sia scema a tal punto da non riconoscere la differenza tra bocca del fanciullo e membrana mezza plastica-mezza silicone, e dopo mezz'ore di tlac-tlac-tlac, si rifiuti di far uscire anche una singola goccia. In compenso il capezzolo si deforma orribilmente durante la pratica, e Lupina alla fine capitola: il Blobfish, grazie al suo carattere amabile e ben poco frignone, verrà caricato in macchina e spostato alla volta del Campeggio.Cade in questi giorni assolati di luglio, la scadenza della rata d'iccampeggio dei fiorentini, che già da maggio si piantano qua con tutto il pargolame e non si levano dai coglioni fino a settembre inoltrato, recando seco gioia di vivere e grandi ricchezze per noi toscani della costa, rinomati per la nostra povertà d'animo e di denari.Capita quindi che l'acquario lupiniano si animi di grida disumane di neonato famelico, e capita pure che con impudicizia si sfoggino topless mozzafiato, a solo scopo nutritivo e molto poco di sollazzo. Capita pure che l'Ospite di turno si imbarazzi. Ma a noi, testimonial della campagna allattamento al seno autunno-inverno ma anche primavera-estate, degli imbarazzi non ce ne frega niente e ci mostriamo così come siamo, nudi e crudi nella nostra mammelluta bellezza.Cliente Fiorentino: "Bongiorno, e son venuto a pagà la rata di'ccampeggio, che tu ce l'hai i' bbancomat?"Lupina, che sta allattando e quindi ha una delle sue spropositate puppone di fuori: "Certo, mi dia qua che facciamo in un attimo" (così poi si leva dai coglioni alla velocità di una fucilata, ma questo Lupina non lo dice)Cliente Fiorentino, strabuzzando gli occhi: "Uh diobonino, ma magari torno dopo, visto che sta... ehm..."Ecco che cala sul Cliente Fiorentino la solita cappa di imbarazzo. Proprio su di lui che faceva tutto il ganzone, è bastata la visione di una orribile tetta deformata con tutte le vene bluastre a fargli passare la voglia di scherzare.Lupina, con aria stupefatta: "Tornare dopo? E perchè mai? Suvvia, mi dia il bancomat e mi dica a chi devo intestare il pagamento"Cliente Fiorentino, sempre più imbarazzato: "Ma sa, per il bambino... son cose intime...."Lupina: "Ma che cose intime, la mi' nonna dava la puppa al mi' babbo direttamente nel campo*, e poi si rimetteva a zappare! Un attimo che le stampo la ricevuta fiscale"* cosa assolutamente falsa: la mia nonna faceva l'insegnante e non ha mai toccato una zappa in vita sua, ma è un'immagine che in quanto a pathos non la batte nient'altro.[...]



Bon ton al parco

Tue, 06 Jul 2010 20:13:00 +0000

"Mamma! Mamma! Mamma!" arriva il Nano concitatissimo, la manina stretta a pugno davanti al naso, "ho trovato un NIMALINO!"
Lupina si prepara all'ostensione dell'ennesima bestiaccia mezza mutilata, cosa non si fa per i figli.
"Davvero? E che animalino è?"
"Un RUZZOLAMERDA!"
"Ehm, amore, preferirei che tu lo chiamassi stercoraro"

"Io però perferisco RUZZOLAMERDA. Me lo ricordo meglio."



L'occhio di Lupina terrorizza anche l'occidente.

Sat, 03 Jul 2010 21:36:00 +0000

Gente, un altro successone del mio articolo da sgridamento nanico preferito!

Mi stavo recando come ogni santo giorno nel mio ufficetto, quando una pattugliona di carabinieri con mitraglietta, giubbotti antiproiettile, pullmino nove posti ed elicottero (giuro!) parcheggiato in mezzo ad un campo, mi si para davanti con stolida tracotanza.
Io in quel momento ero una disarmata ed inerme madre di famiglia alla guida di una Twingo azzurra, con un neonato regolarmente denunciato seduto sul seggiolino posizionato sul sedile posteriore, e ripassavo mentalmente il bollo l'ho pagato? sono in regola con l'assicurazione? ho la macchina un po' sudicia, non è che infrango il codice stradale? mi chiederanno se prima di salire in macchina ho fatto l'antitetanica?, quando un baffuto giovanotto in divisa mi pianta in faccia la paletta, costringendomi a fermarmi (porco cane, faccio tardi).
Si affaccia al finestrino e mi chiede patente e libretto.

Io decido di passare al contrattacco. Mi dico: io ci provo. O la va o la spacca.
E metto in pratica uno degli atti più kamikaze che un essere umano può fare: mi volto lentamente verso il carabiniere, e gli spiaccico in faccia sfacciatamente (una sequenza di allitterazioni veramente notevoli) un paio di terribili Occhiacci (sentito che roba?).
Oddio, che ne sarà adesso di me? Ho osato sfidare la Pubblica Autorità, mi arresteranno per oltraggio a pubblico ufficiale?


Il carabiniere rimane molto colpito.
Non lascia nemmeno che io prenda il portafogli dalla borsa, e con voce timida, quasi pentita, mi comunica Vada pure, mi scusi tanto.

Che risultato strepitoso!

Allenatevi, gente! Allenatevi all'occhiaccio lupiniano, che nella vita fa sempe comodo!