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Il blog di Un-Guru



Consulenza Strategica di Impresa per la Qualità del Vivere



Last Build Date: Thu, 19 Nov 2009 16:18:51 +0100

 



A Fondazione ABIO 1,5 milioni di entrate

Wed, 18 Mar 2009 18:56:37 +0100

http://un-guru.blogspot.com/2009/03/fondazione-abio-15-milioni-di-entrate.html



AIESEC: i leader di domani si incontrano a Roma

Thu, 29 Jan 2009 17:38:59 +0100

AIESEC, la più grande organizzazione mondiale di studenti universitari che ha avuto tra le sue fila anche Bill Clinton, e Martti Ahtisaari, Nobel per la Pace 2008, presenta il suo meeting internazionale per la prima volta in Italia   AIESEC: i leader di domani si incontrano oggi a Roma   Il 51° Global Leaders’ Summit di AIESEC si terrà a Roma (17-26 febbraio) sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Aprirà i lavori Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri   Roma 26 gennaio 2009 – AIESEC, la principale organizzazione internazionale non profit di studenti universitari, presenta il 51° Global Leaders’ Summit, l’appuntamento mondiale che riunisce centinaia di partecipanti da 6 continenti e 107 paesi a Roma, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.   E’ la prima volta nel corso della storia dell’associazione, che compie quest’anno 61 anni, che l’evento si svolge in Italia e avrà inizio il prossimo 17 febbraio. Il congresso prevede la partecipazione di 4mila studenti romani e prevede un programma di eventi che si svolgerà tra il 17 febbraio e il 26 febbraio 2009.   La cerimonia di apertura è prevista per martedì 17 febbraio alle ore presso l’Università La Sapienza di Roma, alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dott. Gianni Letta. Interverranno inoltre numerosi ospiti e interlocutori dalle istituzione e dal mondo delle imprese che si confronteranno in 4 tavole rotonde sui seguenti temi: -          Innovation through Diversity, (innovazione attraverso la diversità) alla quale è prevista la partecipazione di Vodafone, Capgemini, Fondazione Internazionale Don Luigi di Liegro e Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione. -          A migration-driven market (le migrazioni quali fattori di sviluppo del mercato) alla quale è prevista la partecipazione di L'Oréal, DHL Express, Parlamento Europeo in Italia e PricewaterhouseCoopers. -          World Companies (società internazionali) alla quale è prevista la partecipazione di SIMEST e Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria. -          Sustainable Sources of Energy (fonti di energia sostenibili) alla quale è prevista la partecipazione di ABB e la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.   Per ulteriori informazione e per iscriversi ai panel di discussione: www.gls2009.org/Global Forum. La partecipazione è gratuita, previa registrazione.   AIESEC è una organizzazione universitaria internazionale per giovani talenti che mirano a scoprire e sviluppare il proprio potenziale con l’obiettivo di creare un impatto positivo nella società in cui vivono e prepararsi al mondo del lavoro. L’associazione è indipendente e interamente gestita dagli studenti. In Italia AIESEC è presente in 21 università ed è coordinata da un comitato nazionale, che viene eletto e ruota ogni anno, con sede a Milano. Nel 2009, si celebrerà il 61° anniversario di AIESEC a livello internazionale e il 55° anniversario di AIESEC in Italia.                              Contatti per la stampa: AIESEC Olivera Aritonoska: +39 320 5311127 olivera.aritonoska@gls2009org Valerio Cirillo: +39 339 1670505 valerio.cirillo@gls2009.org www.gls2009.org   UN-GURU Strategy & Sustainability Consulting PR contact: press@un-guru.it   Un-Guru è partner di Aiesec e del Global Leaders’ Summit. Un-Guru è un'innovativa società di consulenza, strategica e c[...]



Viadeo presenta la community per gli operatori dell’agroalimentare

Thu, 22 Jan 2009 20:52:39 +0100

La community nasce dall’esperienza di SimposioAgroalimentare.it Milano 22 gennaio 2009 – Viadeo, il social network dedicato al business, e SimposioAgroalimentare.it presentano la prima community on-line dedicata agli operatori del settore agroalimentare. L’idea nasce dall’esperienza del sito www.simposioagroalimentare.it. La community è attiva su www.viadeo.it e ha l’obiettivo di consentire lo sviluppo di relazioni tra i professionisti del settore, oltre che di opportunità di business e di carriera. La community Simposio Agroalimentare vuole essere un luogo di confronto e di dibattito, per favorire una comprensione più ampia di questioni anche complesse e si arricchirà di articoli, commenti e contribuiti sui temi dell’organizzazione, gestione e innovazione del comparto agroalimentare. La community è aperta a chi opera in azienda, nel mondo accademico e più in generale nel settore agroalimentare. "E' con estremo piacere che annuncio la creazione in Viadeo di un polo di eccellenza per quelle che sono le tematiche agroalimentari, cuore della nostra tradizione culinaria e caratteristica prima del nostro essere paese mediterraneo. Il valore delle competenze al centro di innovazione e tradizione. Un altro passo verso una cultura condivisa" dichiara Andrea Falzin, Direttore Generale di Viadeo Italia. “Sono approdato in Viadeo dopo esperienze di social network in BNI e poi in LinkedIn. Preferisco nettamente Viadeo rispetto agli altri in quanto il modello di Viadeo è più vicino al contesto socio economico del settore agroalimentare italiano in cui opero. Inoltre, credevo di conoscere la rete, ma sono stupefatto dell'efficacia e della possibilità di contatti professionali che Viadeo offre e di come con esso il virtuale possa diventare reale. Davvero un nuovo modo di lavorare. E' un'esperienza che ti porta dentro il cambiamento e che ti fa cogliere nuove relazioni e nuove modalità di business” aggiunge Gianfrancesco Meale, amministratore della community, oltre che Amministratore Delegato di MEALeFOOD, laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari all’Università di Milano e master presso la School of Management del Politecnico di Milano. Come funziona Simposio Agroalimentare La community è suddivisa in hub che raggruppano diverse categorie imprenditoriali, professionali o i segmenti merceologici dell'industria agroalimentare, della distribuzione e della ristorazione. Gli hub sono stati impostati per favorire l’incontro di persone che, diverse tra loro per imprenditorialità o professionalità, apportino nell'insieme maggior ricchezza in esperienze e opportunità. Questa scelta è motivata dal desiderio di rappresentare un’innovazione per l’intero settore. Gli hub attivi in Simposio Agroalimentare: Associazione Laureati in Discipline Agroalimentari Etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari Extra-virgin olive oil italian network Industria Agroalimentare e Sistemi Distributivi Processi, Tecnologie ed Impiantistica Agroalimentare Sportello Alimentare: cibo e salute Università, Ricerca ed Innovazione nel settore Agroalimentare Hub presenti e raggiungibili direttamente da Simposio Agroalimentare Alimenti dolciari: La produzione, la distribuzione e i consumi Alimentari freschi: La produzione, la distribuzione e i consumi Alimentari secchi: La produzione, la distribuzione e i consumi Beverage: La produzione, la distribuzione e i consumi del mercato delle bevande HUB in definizione: Materie Prime, Prodotti ed Alimentazione Qualità, Sicurezza e Modelli Organizzativi Produzione e logistica Società, Lavoro e Carriera Metodi e strumenti di management Information Technology/Operations Marketing e Comunicazione  Per ulteriori informazioniwww.viadeo.itwww.simposioagroalimentare.it Viadeo – www.v[...]



“Green Jobs”, il Rapporto dell’ONU sugli eco-lavori presentato in Italia

Sat, 17 Jan 2009 17:29:31 +0100

Martedì, 20 gennaio 2009 - ore 10.00Roma, Centro Congressi Cavour (via Cavour n.50/a)“Green Jobs”, il Rapporto dell’ONU sugli eco-lavori presentato in Italia Roma, 17 Gennaio 2009 – Sarà A. Daniele Iannotti presidente della società di consulenza per lo sviluppo sostenibile UN-GURU a moderare il convegno organizzato dal Polo Energia Ambiente della Regione Lazio e dalla rivista di scienza e natura Modus Vivendi.Scopo del convegno è la conoscenza del mercato globale e locale del lavoro legato all’ambiente e, in particolare, allo sviluppo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica.Saranno presentate le sintesi di rapporti internazionali, nazionali e del mondo delle imprese di settore con ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) e ISES Italia (International Solar Energy Society).Il Polo Energia Ambiente della Regione Lazio presenterà i risultati del primo anno di attività (corsi realizzati, attività di ricerca, fabbisogni formativi) e il lancio del secondo anno di attività.Presiede: Umberto Cerri, Presidente del Polo IFTS ambiente energia Regione LazioInterviene: Silvia Costa, Assessore all’Istruzione, diritto allo studio e formazione Regione LazioRELAZIONI“Green Jobs Report – UNEP/International Labour Organization”Ana Belen Sanchez, Climate Change Specialist, Policy Integration Department, ILO“La formazione e l'occupazione per lo sviluppo sostenibile – ISFOL”Maria Teresa Palleschi e Rita Ammassari, responsabili dell’area Progetto ambiente Ifolamb, ISFOL“Il POLO IFTS per l’ambiente e l’energia del Lazio: i risultati 2008”Elisabetta di Girolamo, direttrice Polo Energia Ambiente Regione Lazio“Il POLO IFTS per l’ambiente e l’energia del Lazio: i progetti 2009”Marco Dell’Isola, Università di Cassino, direttore scientifico del Polo Energia Ambiente Regione Lazio“Il mondo del vento – il Rapporto ANEV”Simone Togni, Segretario Generale dell’ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento)“Il mondo del sole – il Rapporto ISES Italia”Giovanni Battista Zorzoli, Presidente ISES (International Solar Energy Society) Italia “Le opportunità dell’efficienza energetica”Andrea Forni, ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente) Sono stati invitati: l’assessore regionale all’Ambiente e Cooperazione tra i popoli della Regione Lazio Filiberto Zaratti, l’assessore alla formazione e al lavoro della Provincia di Roma Massimiliano Smeriglio, la direttrice generale del ministero dell’Università e della ricerca Maria Grazia Nardiello, il direttore generale per la ricerca ambientale e sviluppo del ministero dell’Ambiente Corrado Clini. Per ulteriori informazioni (riservato alla stampa):UN-GURU Strategy & Sustainability ConsultingPR contact: press@un-guru.it“Green Jobs”, il Rapporto dell’ONU sugli eco-lavori presentato in Italia Roma, 17 Gennaio 2009 – Sarà A. Daniele Iannotti presidente della società di consulenza per lo sviluppo sostenibile UN-GURU a moderare il convegno organizzato dal Polo Energia Ambiente della Regione Lazio e dalla rivista di scienza e natura Modus Vivendi.Scopo del convegno è la conoscenza del mercato globale e locale del lavoro legato all’ambiente e, in particolare, allo sviluppo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica.Saranno presentate le sintesi di rapporti internazionali, nazionali e del mondo delle imprese di settore con ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) e ISES Italia (International Solar Energy Society).Il Polo Energia Ambiente della Regione Lazio presenterà i risultati del primo anno di attività (corsi realizzati, attività di ricerca, fabbisogni formativi) e il lancio del seco[...]



Aiesec lancia il suo progetto per l'Etiopia

Fri, 16 Jan 2009 17:35:12 +0100

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Il progetto AIESEC in Etiopia parte dall’Italia

Fri, 09 Jan 2009 13:38:31 +0100

Nero su Bianco: diverse prospettive di un continente in crescita. Il progetto AIESEC in Etiopia parte dall’Italia Roma – 9 gennaio 2009 – AIESEC, la più grande organizzazione mondiale di studenti universitari, presenta „Africa” la conferenza dedicata all’apertura della nuova sede dell’Organizzazione in Etiopia, progetto curato e sostenuto dai ragazzi di AIESEC Italia.L’incontro si terrà a Roma il 14 gennaio 2009 presso la facoltà di Economia dell’Università Roma Tre a partire dalle ore 10.00 e costituirà l’apertura del primo Congresso Nazionale 2009 di AIESEC Italia. AIESEC è la più grande organizzazione internazionale non-profit interamente gestita da studenti da 60 anni e presente in 107 paesi in tutto il mondo. AIESEC Italia è impegnata da più di un anno nel portare avanti il progetto di apertura di una nuova sede dell’Organizzazione in Etiopia. Fine ultimo del progetto è dare ai ragazzi del paese africano le stesse opportunità che in tutto il mondo AIESEC offre a tutti i suoi membri grazie al supporto delle aziende partner. Il progetto di apertura della nuova sede vede infatti coinvolti diversi attori, non solo del mondo studentesco, ma anche del mondo imprenditoriale ed istituzionale. Cuore dell’attività AIESEC sin dalla sua nascita è infatti creare un link forte tra aziende leader nel mondo e giovani talenti internazionali.  La conferenza si apre con la presentazione del progetto da parte del presidente nazionale di AIESEC Italia e prevede l’intervento di diversi esponenti del mondo imprenditoriale ed istituzionale che si alterneranno nell’analisi delle potenzialità del paese in forte sviluppo economico.  Il programma dei lavori- Saluti Istituzionali: Carlo Maria Travaglini - Preside della Facoltà di Economia della Università degli studi di Roma Tre - “Il Progetto AIESEC in Etiopia” Davide Moleti - Presidente Nazionale di AIESEC Italia- “Le iniziative di KPMG per il suo 50° Anniversario„ –  Il progetto AIESEC in Etiopia Lucia Silva - KPMG Spa- “La situazione economico – sociale dell’Etiopia„ Ambasciata Etiope in ItaliaModera l’evento : Antonella Tagliabue -  Amministratore Delegato di Un-Guru e columnist de Il Sole 24 Ore.La partecipazione all’evento è libera, la registrazione dei partecipanti avrà inizio alle ore 10:00 del 14 gennaio 2009, la conclusione dei lavori è prevista per le 12:30.  Università di Roma Tre - Facoltà di Economia, Via Silvio D'Amico, 77 – Roma Per ulteriori informazioni, riservato alla stampaDora Salemi – Responsabile ComunicazioneAIESEC Italia www.aiesec.org/italyd.salemi@aiesec.itt. +39 339 3544399 UN-GURU press@un-guru.itTel. +39 02 48021956[...]



Tre settimane a scuola di ECO-MARKETING

Wed, 07 Jan 2009 00:40:17 +0100

30/12/2008Centro Studi CTSTre settimane a scuola di ECO-MARKETINGPartirà a gennaio 2009 il primo corso pratico di marketing ambientale, organizzato dal Centro Studi CTS insieme al mensile Modus vivendi e all’agenzia Un-Guru.Non c’è dubbio che ormai ogni settore della produzione sia interessato dai temi dell’ecologia e dell’ambiente, da quello automobilistico a quello alimentare, dalle energie rinnovabili al turismo.Secondo i dati del Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite il volume del mercato globale di prodotti e servizi ecologici si aggira attualmente intorno a circa 1.000 miliardi, con una prospettiva di 2.200 miliardi nel 2020 (dati UNEP 2008).Il corso affronta il marketing ambientale in un’ottica strategica di lungo periodo. Verranno spiegati tutti gli strumenti operativi, le nuove tendenze e verranno analizzati diversi casi di studio, nell’ottica di una pianificazione collegata agli obiettivi e alla misurazione dei risultati.Il programma comprende anche esercitazioni pratiche durante le quali i corsisti elaboreranno un piano di marketing che preveda specifici obiettivi, la scelta dei mezzi operativi (valutando per ognuno di essi pro e contro) e la valutazione della sua efficacia e fattibilità.Il modulo si rivolge a tutti coloro che operano o intendono operare nel marketing e nella comunicazione, trattando le tematiche più innovative. L’obiettivo è comprendere come il marketing ambientale possa essere una risposta, soprattutto in tempi di crisi, per affrontare mercati e reti di relazione sempre più affollate e complesse, in una fase di grande trasformazione delle tecnologie e dei mezzi di comunicazione. Il corso avrà durata complessiva di 36 ore, dal 12 gennaio per tre settimane ogni lunedì e martedì, presso il Training Center Albalonga, via Albalonga 3 a Roma.Ammissione e iscrizione: inviare il curriculum vitae all’indirizzo info@tcaformazione.it, rif: marketing ambientale. I candidati saranno contattati dalla segreteria organizzativa che provvederà ad inviare la modulistica relativa all’iscrizione e le informazioni relative al pagamento. I DOCENTI Antonella Tagliabue: Amministratore Delegato e CSR Director di Un-Guru, società di consulenza  di impresa per la qualità del vivere. Autrice di due rubriche per Il Sole 24 Ore sui temi del non profit e di numerosi articoli sullo sviluppo sostenibile, oltre che docente presso numerosi corsi e master sul marketing e la comunicazione e la responsabilità sociale e ambientale di impresa.A. Daniele Iannotti: Presidente e Chief Strategist di Un-Guru. Vanta 25  anni di esperienza nella consulenza per azienda nazionali e internazionali e nella formazione del top management. Ideatore del benchmark per Il Sole 24 Ore “Esami di bilancio”  è opinionista  per diversi media e relatore sui temi dello sviluppo sostenibile.PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONITraining Center Albalonga Via Albalonga n.3, 00183 Roma, tel. 06 64960387 - fax 06 64960366INTERNET: www.centrostudicts.it   E-MAIL: info@tcaformazione.it Comunicato stampa: Centro Studi CTS Contatto: Centro Studi CTShttp://www.university.it/notizie/vedi_notizia.php?COD_NOTIZIA=34512[...]



Corso di Marketing Ambientale

Wed, 07 Jan 2009 00:33:55 +0100

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Dal Centro Studi Cts corso pratico di marketing ambientale 
Partirà a gennaio il primo corso pratico di marketing ambientale, organizzato dal Centro Studi Cts insieme al mensile Modus vivendi e all’agenzia Un-Guru. Secondo i dati del Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite il volume del mercato globale di prodotti e servizi ecologici si aggira attualmente intorno a circa 1.000 miliardi, con una prospettiva di 2.200 miliardi nel 2020 (dati Unep 2008). Il corso affronta il marketing ambientale in un’ottica strategica di lungo periodo. Verranno spiegati tutti gli strumenti operativi, le nuove tendenze e verranno analizzati diversi casi di studio, nell’ottica di una pianificazione collegata agli obiettivi e alla misurazione dei risultati. Il programma comprende anche esercitazioni pratiche durante le quali i corsisti elaboreranno un piano di marketing che preveda specifici obiettivi, la scelta dei mezzi operativi e la valutazione della sua efficacia e fattibilità. Il corso avrà durata complessiva di 36 ore, dal 12 gennaio per tre settimane ogni lunedì e martedì, presso il Training Center Albalonga, a Roma.




Senza titolo

Mon, 22 Dec 2008 15:30:49 +0100

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Season's Greetings
and
Best Wishes
for a Prosperous 2009




Per Intervita anno a due facce

Mon, 15 Dec 2008 16:29:03 +0100

Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore del 15 dicembre 2008 Lo scorso 25 novembre si è celebrata la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. In Nicaragua circa il 30% delle donne che subiscono violenza sessuale sono bambine e adolescenti; sono i dati resi noti da Intervita, organizzazione non governativa che nel 2008 ha aiutato 150 donne nella denuncia e che per il 2009 si propone di seguire almeno 900 donne.L’associazione è attiva in America, Asia e Africa ed è parte del network internazionale Intervida World Alliance, a cui aderisce anche la spagnola Fundación Intervida, coinvolta in accertamenti giudiziari per la gestione dei fondi in alcuni paesi.A questo proposito Intervita ha avviato in Italia “un indispensabile lavoro di riorganizzazione interna”: ciò, in base a quanto dichiarato nel rapporto delle attività 2007, ha portato all’elezione di un nuovo consiglio direttivo che ha sospeso la collaborazione con i Paesi coinvolti nell’indagine – vale a dire Guatemala, Perù e Bolivia – sino al termine degli accertamenti giudiziari e dato il via a una verifica sulla gestione dei progetti.Il rapporto contiene anche il rendiconto gestionale e la relazione della società di revisione esterna. Dall’esame di bilancio emerge che Intervita ha raccolto e speso nel 2007 poco più di 15,5 milioni di euro, cifra che risulta in calo dell’8,5% rispetto al 2006. Il 76% delle entrate 2007 derivano dal sostegno a distanza, scelto da circa 55mila donatori che consente di aiutare oltre 58mila bambini, 3.300 adozioni in meno rispetto all’anno precedente. Lombardia, Campania e Lazio sono, nell’ordine, le regioni con il maggior numero di sostenitori.La diminuzione dei proventi e degli oneri è bilanciata da un deciso miglioramento nella gestione delle risorse: l’80,5% degli impieghi nel 2007, circa 12,5 milioni di euro, è dedicata all’attività di missione, mentre nel 2006 la quota era del 74,3 per cento.Diminuisce anche l’incidenza dei costi di sensibilizzazione che rappresentavano il 10,9% nel 2006 e sono scesi al 5,1% nel 2007, per una cifra di poco inferiore agli 800mila euro. I costi di gestione, invece, ammontano a oltre 2,2 milioni di euro, il 14,3% del totale, contro il 13,6% dell’anno prima.Il calo dei sostenitori è collegato, secondo Intervita, alla sospensione dei progetti oggetto dell’indagine spagnola, la cui gestione ha rallentato le attività di promozione.Nonostante Intervita sia intervenuta in situazioni di emergenza o di catastrofi naturali, nei Paesi dove è presente, generalmente opera seguendo una logica di lungo periodo e prevede la permanenza dai 20 ai 30 anni nelle singole zone di intervento poiché ritiene che questa sia la sola modalità per rendere le popolazioni autosufficienti.Sul suo sito – www.intervita.it – l’associazione pubblica l’appello al Governo italiano, che assumerà da gennaio 2009 la presidenza del G8, in tema di lotta contro l’Aids. Secondo l’ultimo rapporto dell’agenzia dell’Onu, Unaids, la stima del numero delle persone sieropositive è aumentata da 29,5 milioni nel 2001 a 33 milioni nel 2007 con quasi 7.500 nuovi casi al giorno.L’Africa sub-sahariana rimane l’area del mondo maggiormente colpita dall’HIV, con il 67% dei sieropositivi e il 72% delle morti nel 2007, pari a 2 milioni, in calo rispetto agli anni precedenti.Nel 2005 i paesi del G8 si erano impegnati a garantire, entro il 2010, l’accesso universale ai servizi di prevenzione e cura a tutti coloro che ne abbiano bisogno. Nonostante alcuni progressi, nei Paesi più colpiti l’impatto dell’epidemia si aggrava. I risultati, inoltre, sono carenti nel campo della prevenzione: anche se la somministrazione a livello mondiale degli antiretrovirali è aumentata del 42% rispetto al 2006, infatti, solo il 30% dei malati nei Paesi in vi[...]



Quote elevate alla “mission”

Mon, 15 Dec 2008 16:25:58 +0100

Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore del 8 dicembre 2008  “Écoles sans frontières”, scuole senza frontiere, è la sezione della Fondazione Butterfly che progetta e realizza strutture scolastiche chiavi in mano, per bambini e ragazzi che altrimenti non potrebbero accedere all’istruzione. L’insegnamento è a cura di personale locale e il programma include corsi di lingua inglese.Butterfly si concentra su progetti che riguardano l’istruzione, sia primaria che professionale, oltre che l’approvvigionamento idrico ed è presente in Asia, Africa e sud America (Brasile e Argentina).Anche Funima International opera in America Latina, nei Paesi dell’area andina. Nata per iniziativa di un imprenditore argentino, discendente di emigrati italiani, e di un giornalista italiano, ha l’obiettivo di alleviare la povertà dei minori che vivono nelle zone più isolate dalla Cordigliera. L’associazione ha iniziato a operare attraverso alcune mense, i “comedores”, ed è oggi in grado di assistere e accogliere circa 1.500 bambini.Funima, come Fondazione Butterfly, è impegnata in progetti riguardanti l’acqua: aderisce infatti al coordinamento nazionale Cipsi, che raccoglie 44 associazioni, e alla Campagna “Libera l’acqua” per consentire l’accesso all’acqua potabile a oltre 400mila persone in 13 Paesi. Secondo i dati pubblicati sul proprio sito Internet 1,8 milioni di bambini, 4.900 al giorno, muoiono ogni anno per malattie connesse alla mancanza di acqua potabile e nel 2025 oltre 4 miliardi di persone soffriranno la penuria d’acqua.Dall’esame di bilancio, relativo al 2007, emerge che nell’anno in questione Butterfly ha raccolto  poco più di 328mila euro. Gli impieghi sono di poco inferiori ai 309mila euro e sono destinati per l’89,2%, più di 275mila euro, all’attività istituzionale. I costi di promozione, relativi alla realizzazione di alcune pubblicazioni, incidono per il 3,9% (quasi 12mila euro) e quelli di gestione per il 6,3%, circa 20mila euro. Il bilancio che è disponibile online insieme a una sintetica nota integrativa, non contiene informazioni sulla tipologia dei donatori; inoltre, manca  il confronto con l’anno precedente.Il bilancio di Funima, anch’esso pubblicato sul sito Internet, permette l’analisi comparativa: rispetto al 2006 scendono di oltre il 22% i proventi che, nel corso dell’anno in esame, sono di poco inferiori ai 127mila euro. Gli impieghi sono superiori ai 150mila euro e sono destinati per il 72,6%, circa 111mila euro, all’attività di missione. I costi di promozione incidono per il 16,6%, 25mila euro, e quelli di gestione per il 9,8%, poco meno di 15mila euro.Per ogni euro di entrata sono 87 i centesimi dedicati da Funima agli scopi sociali, risultato che deve tener conto del disavanzo di oltre 25mila euro. Nel 2007 l’associazione non ha ricevuto fondi da enti pubblici.Funima pubblica online l’elenco dei progetti urgenti, tra i quali la costruzione di una cisterna e un serbatoio per completare un pozzo ad Alto La Junta in Argentina, e una struttura polifunzionale in Paraguay per i bambini di strada, realizzata in collaborazione con l’associazione locale Justicia y verdad.Per quanto riguarda Butterfly, che ha chiuso il 2007 con un avanzo di poco superiore i 19mila euro, sono 84 i centesimi destinati agli scopi sociali per ogni euro di entrate.L’associazione è impegnata anche in progetti in Italia: a Forlì gestisce una residenza educativa e terapeutica per accogliere fino a 11 adolescenti affidati temporaneamente ai servizi sociali e a Genova ha realizzato alcuni laboratori didattici nelle scuole medie, voluti per ragazzi extracomunitari. [...]



Gvc, entrate in calo e più oneri di gestione

Tue, 25 Nov 2008 11:16:51 +0100

Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore del 24 novembre 2008Raccogliere 450mila euro per ripristinare 268 sorgenti, costruire 103 nuovi pozzi e 26 impianti idrici per centri di salute e scuole primarie: è l’obiettivo della campagna “Il Burundi ha sete” che Gvc (Gruppo di volontariato civile) sta sostenendo per aiutare i villaggi della provincia di Kirundo, dove l’associazione lavora dal 1994.Il progetto, della durata di tre anni, interessa un’area in cui vivono oltre 500mila persone, duramente colpita dalla siccità e da dodici anni di guerra tra la popolazione di etnia hutu (l’83%) e i tutsi (14%), Gvc è un’organizzazione non governativa, con sede a Bologna, nata nel 1971. E’ attualmente presente in 27 paesi dove operano 80 cooperanti italiani, cui si aggiungono 5mila persone che vivono nelle zone d’intervento.Dall’esame di bilancio, relativo al 2007, emerge che Gvc si finanzia principalmente con contributi pubblici e che – nell’anno in questione – ha raccolto quasi 13,4milioni di euro, cifra in calo del 15,8% rispetto all’anno precedente.Gli oneri sono di poco inferiori (l’avanzo è pari a 26mila euro) e sono dedicati per il 92%, oltre 12,2 milioni di euro, all’attività istituzionale: nel 2006 era del 94,7 per cento. Crescono invece gli oneri di gestione, circa 740mila euro, che rappresentano il 5,6% delle uscite contro il 4% dell’anno precedente.Il bilancio è disponibile online, sul sito www.Gvc-italia.org, insieme con alcuni grafici relativi a contributi, enti finanziatori e distribuzione dei fondi erogati: il 30% di questi ultimi è destinato all’Africa.Sul proprio sito l’associazione prende inoltre posizione rispetto al dibatto in corso sul biodiesel rispetto al quale – si legge - “chi si occupava di queste cose … si è trovato a passare da operatore di miracoli a untore”, soprattutto con riferimento al Brasile.L’organizzazione evidenzia che con il riso, alimento base in gran parte del mondo, e con il frumento nessuno sta producendo biodiesel; e che in Brasile il biodiesel è prodotto con soia, girasole e altre coltivazioni per le quali non si è avuto un aumento significativo dei prezzi. Secondo Gvc il biodiesel rappresenterebbe un rischio solo se si decidesse di sostituire le coltivazioni di ortaggi, frutta, verdura, cereali con la soia, in modo da pregiudicare la produzione di cibo per uomini e animali. Allo stato attuale l’associazione ritiene che nessuno possa dimostrare seriamente che l’incremento dei prezzi alimentari sia collegato al biodiesel. Gvc afferma, inoltre, che biodiesel e biocombustibile non possono essere comunque la soluzione finale ai problemi di surriscaldamento del pianeta, ma solo uno dei mezzi da utilizzare (rispettando le soglie della sicurezza alimentare e ambientale) nell’arco dei prossimi 15-20anni, periodo necessario per lo sviluppo di energie davvero pulite. [...]



Senza titolo

Tue, 25 Nov 2008 11:15:20 +0100

Greenpeace, migliorano tutti gli indici di gestione Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore del 17 novembre 2008Elevatissimi risparmi nella spesa in combustibili fossili nei prossimi 20 anni ,sostegno all’occupazione e lotta alle emissioni di gas serra e ai conseguenti cambiamenti climatici. E’ la rivoluzione energetica – Energy [R]evolution - presentata da Greenpeace a fine ottobre: si basa sull’investimento immediato in tecnologie rinnovabili come una scelta vincente per l’economia, l’ambiente e la sicurezza. Greenpeace è uno dei principali movimenti ambientalisti al mondo e si finanzia esclusivamente con il contributo di singoli individui. Gli uffici nazionali si occupano delle campagne locali e sostengono con il 18% delle loro entrate Greenpeace Internazional, che cura la ricerca, le campagne internazionali e si occupa della manutenzione della flotta: l’associazione è infatti conosciuta soprattutto per l’utilizzo delle imbarcazioni nelle campagne contro i test nucleari e la caccia alle balene.Greenpeace Italia da qualche anno sta affrontando un processo di ristrutturazione, sulla base di un piano quinquennale approvato nel 2006, che prevede una crescita accompagnata da un miglioramento costante dell’efficienza organizzativa.In base all’esame di bilancio, relativo al 2007, emerge che nell’anno in questione l’associazione ha raccolto quasi 3 milioni di euro, cifra in crescita di oltre il 33% rispetto all’anno precedente. Oltre il 63% delle entrate (più di 1,8 milioni di euro) deriva da contributi di sostenitori già iscritti, mentre il cinque per mille ha consentito di raccogliere oltre 340mila euro. Gli oneri superano di poco i 3 milioni di euro, per un disavanzo a 64mila euro.Rispetto al 2006 Greenpeace Italia registra un generale miglioramento degli indici: il 37,6% è dedicato alla missione (era il 37,4% l’anno prima), il 33% alla promozione (era il 35,2%), il 20,4% alla gestione (contro il 20,9%), il disavanzo scende al 2,2% (era il 7%).Il bilancio è disponibile su internet (www.greenpeace.it), insieme alla nota integrativa e a una relazione sulla gestione in cui si valutano i progressi delle principali campagne sostenute nell’anno: energia e clima, mare, Ogm, foreste e inquinamento.  Da segnalare che Greenpeace si distingue per l’impegno in trasparenza con particolare riguardo ai fondi impiegati per la promozione e la raccolta fondi: a questo proposito l’associazione prevede l’aumento costante dei sostenitori, che deve però accompagnarsi a una riduzione dei costi collegati per l’acquisizione. Il 2007 ha registrato comunque un record di sostenitori attivi, oltre 39mila. L’obiettivo dell’anno in corso è quello di una riorganizzazioni dei volontari oltre che un ulteriore rafforzamento delle sue attività in Rete, dove nel 2007 erano già attivi 20mila cyberattivisti.Online è possibile firmare la petizione al Governo per ridurre le emissioni di CO2 e sviluppare misure le fonti rinnovabili. Secondo l’International Energy Agency, i consumi mondiali di energia primaria sono destinati a raddoppiare entro il 2050. Greenpeace ritiene possibile stabilizzare i consumi al livello attuale grazie a misure di efficienza energetica e all’aumento del contributo delle rinnovabili. Sempre entro la metà del secolo, secondo Energy [R]evolution, sarà inoltre possibile dimezzare le emissioni d CO2 per contenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi centigradi, soglia oltre la quale il processo rischia di divenire irreversibile. [...]



Una “mission” che vale 8 milioni

Mon, 24 Nov 2008 17:13:15 +0100

Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore del 20 ottobre 2008Siamo ancora in tempo? Probabilmente si, ma c’è molto da fare. La domanda si riferisce agli Obiettivi del Millennio, adottati nel 2001 dall’Onu, e che prevedono, entro il 2015 specifici risultati in tema di eliminazione della povertà e della fame, nonché di  salute, istruzione, sviluppo nel rispetto dell’ambiente e parità tra i generi.Alcune tra le maggiori Ong italiane, riunitesi nel progetto Link2007, hanno realizzato uno studio per verificare quanto è stato fatto. Il documento si focalizza sul ruolo dell’Italia che, in base ai dati Ocse, nella classifica dei 22Paesi donatori che dedicano all’aiuto pubblico allo sviluppo più percentuale di Pil, si colloca al 18° posto nel 2007, con lo 0.19 per cento. Anche se, al netto della cancellazione del debito, le risorse destinate dal nostro paese sono aumentate del 46,7%, un incremento secondo solo a quello messo a segno dalla Spagna.L’obiettivo assunto a livello internazionale è di destinare allo sviluppo lo 0,7% del Pil entro il 2015 e alcuni Stati membri Ue, visto il ritardo, hanno stabilito delle tappe intermedie che prevedono la destinazione dello 0,51% del Pil nel 2010.Tra le organizzazioni promotrici del progetto c’è anche Medici con l’Africa Cuamm che opera da oltre 50 anni in campo sanitario ed è attualmente impegnata con 56 progetti e la gestione di  16 ospedali, 25 distretti sanitari, tre centri di riabilitazione motoria, quattro scuole infermieri e tre università.Il bilancio dell’associazione, relativo al 2007, è sottoposto a revisione esterna e disponibile on-line insieme a un annual report in cui si analizzano le attività svolte. Il bilancio è collegato alle tre diverse strutture di cui si compone l’Opera San Francesco Saverio Cuamm: la Fondazione, la Ong-Onlus Medici con l’Africa (cui si riferisce il grafico) e il Collegio per la formazione di studenti in medicina.Le entrate della Onlus, nel corso dell’anno in esame, sono pari a 9,87 milioni di euro (mentre superano i 10,1 milioni di euro quelle dell’intero sistema), in crescita del 10,8% rispetto al 2006. Tra i finanziatori figurano la Ue, con oltre 1,3 milioni di euro, il ministero degli Esteri, con un milione di euro, mentre le agenzie internazionali contribuiscono con oltre 1,6 milioni di euro.Le uscite sono pari a 10,16 milioni di euro(sono 10,4 milioni quelle dell’intero sistema) e sono destinate per l’81,2%, oltre 8,2 milioni di euro, all’attività di missione, per l’8,2% (poco meno di 831 mila euro) alla promozione e l’8,1% (823mila euro) alla gestione. Per ogni euro di entrate i centesimi destinati agli scopi sociali sono 84, risultato che deve tenere conto del disavanzo di oltre 290mila euro.Attualmente l’associazione è impegnata nella raccolta di fondi in occasione del prossimo Natale. I biglietti di auguri serviranno a finanziare l’apertura di un Centro malnutrizione dedicato ai bambini all’interno dell’ospedale di Wolisso, in Etiopia. Proprio in questa località, lo scorso 11 ottobre, Medici con l’Africa ha inaugurato il nuovo reparto di ortopedia, dotato di due sale operatorie, che servirà un territorio abitato da oltre 1 milione di abitanti. Secondo i dati dell’Oms l’Africa registra il 24% di tutti i pazienti traumatizzati mondiali ma ha disposizione solo il 3% del personale sanitario.   [...]



Una “mission” che vale 8 milioni

Mon, 24 Nov 2008 17:06:03 +0100

 Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore del 20 ottobre 2008 Siamo ancora in tempo? Probabilmente si, ma c’è molto da fare. La domanda si riferisce agli Obiettivi del Millennio, adottati nel 2001 dall’Onu, e che prevedono, entro il 2015 specifici risultati in tema di eliminazione della povertà e della fame, nonché di  salute, istruzione, sviluppo nel rispetto dell’ambiente e parità tra i generi.Alcune tra le maggiori Ong italiane, riunitesi nel progetto Link2007, hanno realizzato uno studio per verificare quanto è stato fatto. Il documento si focalizza sul ruolo dell’Italia che, in base ai dati Ocse, nella classifica dei 22Paesi donatori che dedicano all’aiuto pubblico allo sviluppo più percentuale di Pil, si colloca al 18° posto nel 2007, con lo 0.19 per cento. Anche se, al netto della cancellazione del debito, le risorse destinate dal nostro paese sono aumentate del 46,7%, un incremento secondo solo a quello messo a segno dalla Spagna.L’obiettivo assunto a livello internazionale è di destinare allo sviluppo lo 0,7% del Pil entro il 2015 e alcuni Stati membri Ue, visto il ritardo, hanno stabilito delle tappe intermedie che prevedono la destinazione dello 0,51% del Pil nel 2010.Tra le organizzazioni promotrici del progetto c’è anche Medici con l’Africa Cuamm che opera da oltre 50 anni in campo sanitario ed è attualmente impegnata con 56 progetti e la gestione di  16 ospedali, 25 distretti sanitari, tre centri di riabilitazione motoria, quattro scuole infermieri e tre università.Il bilancio dell’associazione, relativo al 2007, è sottoposto a revisione esterna e disponibile on-line insieme a un annual report in cui si analizzano le attività svolte. Il bilancio è collegato alle tre diverse strutture di cui si compone l’Opera San Francesco Saverio Cuamm: la Fondazione, la Ong-Onlus Medici con l’Africa (cui si riferisce il grafico) e il Collegio per la formazione di studenti in medicina.Le entrate della Onlus, nel corso dell’anno in esame, sono pari a 9,87 milioni di euro (mentre superano i 10,1 milioni di euro quelle dell’intero sistema), in crescita del 10,8% rispetto al 2006. Tra i finanziatori figurano la Ue, con oltre 1,3 milioni di euro, il ministero degli Esteri, con un milione di euro, mentre le agenzie internazionali contribuiscono con oltre 1,6 milioni di euro.Le uscite sono pari a 10,16 milioni di euro(sono 10,4 milioni quelle dell’intero sistema) e sono destinate per l’81,2%, oltre 8,2 milioni di euro, all’attività di missione, per l’8,2% (poco meno di 831 mila euro) alla promozione e l’8,1% (823mila euro) alla gestione. Per ogni euro di entrate i centesimi destinati agli scopi sociali sono 84, risultato che deve tenere conto del disavanzo di oltre 290mila euro.Attualmente l’associazione è impegnata nella raccolta di fondi in occasione del prossimo Natale. I biglietti di auguri serviranno a finanziare l’apertura di un Centro malnutrizione dedicato ai bambini all’interno dell’ospedale di Wolisso, in Etiopia. Proprio in questa località, lo scorso 11 ottobre, Medici con l’Africa ha inaugurato il nuovo reparto di ortopedia, dotato di due sale operatorie, che servirà un territorio abitato da oltre 1 milione di abitanti. Secondo i dati dell’Oms l’Africa registra il 24% di tutti i pazienti traumatizzati mondiali ma ha disposizione solo il 3% del personale sanitario.  [...]



Disavanzo, problema comune

Mon, 24 Nov 2008 16:00:11 +0100

 Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore del 6 ottobre 2008  La sindrome di Down ha origine genetica ed è dovuta a un’anomalia, di cui non si conosce la causa, che determina la presenza di tre cromosomi, invece che due, nella coppia cromosomica 21. Ci sono tre tipi di sindrome di Down anche se nella maggior parte dei casi (95%) si presenta nella forma cosiddetta “trisomia 21 libera”. In Italia ne sono affette circa 40mila persone.La sclerodermia, letteralmente “pelle dura”, è una malattia autoimmune, cronica ed evolutiva che colpisce nel nostro paese 30mila persone e che comporta un ispessimento della cute. Il problema può nel tempo estendersi all’apparato gastrointestinale, a polmoni, reni e cuore, con diversi livelli di gravità. La malattia, che non è contagiosa, colpisce soprattutto le donne. Non se ne conoscono le cause e la diagnosi è molto spesso difficile.Agpd, Associazione genitori e persone con sindrome di down, e Gils, Gruppo italiano lotta alla sclerodermia, sono due associazioni che si occupano di assistenza, supporto a pazienti e famiglie, oltre che di svolgere attività di sensibilizzazione e di promozione della ricerca relativamente alle due patologie da cui prendono il nome.Entrambe utilizzano il sito internet per fornire informazioni sulla malattia, su terapie e centri di cura, oltre che notizie sulla vita associativa, tra le quali figura il bilancio.Nel 2007 Agdp raccoglie poco più di 280mila euro, mentre le uscite hanno superato i 312mila euro. Gils ha totalizzato oltre 330mila euro di entrate e le uscite sono di poco inferiori a 417mila euro. Agdp dedica all’attività di missione circa 180mila euro, il 57,4% delle uscite, mentre Gils investe nello scopo 320mila euro, il 77%, di cui oltre 164mila per un congresso che ha coinvolto 180 medici e che ha prodotto 83 abstract sulla malattia, oltre a consentire l’assegnazione di cinque borse di studio per la ricerca.Per Agdp i costi di promozione e sensibilizzazione incidono per il 13,4% e quelli di gestione per il 28,5%, mentre per Gils sono pari, rispettivamente, al 9,1% e al 13 per cento.Per quanto riguarda l’allocazione delle risorse occorre però considerare che entrambi i bilanci si chiudono in disavanzo, di circa 32mila euro Agdp e di 86mila euro Gils: in quest’ultimo caso la perdita rappresenta oltre il 20% degli impieghi.Da sottolineare che entrambe le associazioni hanno evitato di inserire a bilancio i proventi derivanti dal cinque per mille, in attesa della loro effettiva liquidazione, che avrebbero inciso fortemente sul risultato finale, avendo raccolto preferenze per oltre 78mila euro (Agpd) e oltre 74 mila (Gils).A differenza di quanto avviene per Gils, il cui bilancio 2006 non è disponibile online, per Agdp è consentito fare un confronto tra gli ultimi due documenti contabili e, di conseguenza, valutare il trend della gestione: diminuiscono, anche se di poco, le entrate (-4%), in calo i fondi raccolti presso i privati, che avevano registrato un picco nel 2006, e aumentano leggermente i costi (+2%). Inoltre è possibile desumere dal documento la tipologia dei donatori; cresce, a questo proposito, il contributo da parte di enti pubblici, che passa da 30mila a 50mila euro.Nel 2007 Agdp ha supportato 272 persone per un totale di 1.977 interventi. L’associazione conta su 285 soci mentre, in base al bilancio, sono 1.250 quelli di Gils.Lo scorso 28 settembre Gils ha organizzato, in 100 piazze d’Italia, la Giornata del Ciclamino allo scopo di raccogliere fondi per finanziare la ricerca.Il prossimo 12 ottobre, invece, Agdp celebrerà la Giornata nazionale della persona con sindrome di Down: in oltre 200 punti d’inco[...]



Icei al raddoppio delle entrate

Mon, 24 Nov 2008 15:02:36 +0100

 Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore del 29 settembre 2008 I dati della Fao dicono che nel mondo sono 854 milioni le persone che nel mondo devono fare i conti con la mancanza di cibo. Intanto nel 2008 il costo totale delle importazioni alimentari dei Paesi a basso reddito con deficit alimentare raggiungerà i 169 miliardi di dollari, 40% in più rispetto all’anno precedente.Ciò nonostante durante l’anno in corso molte colture registreranno livelli di produzione record: la produzione cerealicola mondiale, ad esempio, raggiungerà un valore di 2.192 milioni di tonnellate, in aumento del 3,8% rispetto al 2007.Secondo Icei (Istituto cooperazione economica internazionale) sono numerosi i fattori che spiegano perché il cibo c’è ma è così mal distribuito. Innanzitutto occorre considerare i fattori climatici: essi obbligano alcuni Paesi a importare beni che fino a qualche tempo fa producevano. Vi sono poi la speculazione sui raccolti e l’incidenza del costo del petrolio e dei suoi derivati sull’intera filiera agricola. Per quanto riguarda invece l’influenza dei biocombustibili sull’aumento dei prezzi dei cereali le cifre sono molto diverse; 60% per la Banca Mondiale e 8% (in prospettiva 15%) per la Fao. I paesi più duramente colpiti sono quelli dell’Africa, un continente dove, a fronte di un miliardo di ettari coltivabili censiti, soltanto 210milioni sono quelli sfruttati.A questo proposito Icei sostiene in Congo un progetto contro la malnutrizione infantile, di cui soffre l’8,8% dei bambini di età inferiore ai cinque anni. L’attività si svolge attraverso un centro dove, oltre all’assistenza ai più piccoli, si educano le madri.Icei, nata nel 1977, è attualmente presente anche in Niger, Sri Lanka e in Centro e Sud America. Dall’esame di bilancio, relativo al 2007, emerge che nell’anno in questione l’organizzazione ha raccolto circa 2,45 milioni di euro, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. L’aumento è legato alla crescita sostanziale di finanziamenti pubblici, che rappresentano il 70% del totale, soprattutto da parte del ministero degli Affari esteri, con una cifra che supera gli 800mila euro, e dell’Unione europea, con oltre 680mila euro.Gli oneri sono pari a 2.440.047 e sono dedicati per l’87%, oltre 2,1 milioni di euro, all’attività istituzionale. I costi di promozione incidono per il 2,8%, 67mila euro, e quelli di gestione per l’8,2% (200mila euro).Il bilancio, sottoposto a revisione esterna, è disponibile on-line su www.icei.it.Sul sito si trovano informazioni su tutti i progetti sostenuti. L’associazione ha scelto di intervenire in base a tre filoni tematici: turismo responsabile, agricoltura biologica e appoggio alle piccole e medie imprese.Attualmente Icei è però anche impegnata nel riconoscimento da parte delle autorità e degli organi scientifici ufficiali dell’utilizzo di una pianta – l’Artemisia – per il trattamento della malaria.La malattia, che rappresenta la terza pandemia del pianeta dato che il 40% della popolazione mondiale ne è esposta, colpisce ogni anno mezzo miliardo di persone e, di queste, quasi due milioni muoiono. Secondo l’associazione l’Artemisia rappresenta una soluzione efficace e a bassissimo costo. I suoi derivati sarebbero da cinque a dieci volte più efficaci delle altre molecole normalmente utilizzate per confezionare i tradizionali farmaci antimalarici e, inoltre, ridurrebbero notevolmente il rischio di formazione di resistenze. Icei sta sostenendo la coltivazione e il successivo utilizzo a fini terapeutici in Brasile e in numerosi Paesi dell’Africa con l’obiettivo di rendere auto[...]



Ai.Bi sconta il calo delle entrate

Mon, 24 Nov 2008 14:30:19 +0100

 Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore del 10 novembre 2008  “L’adozione non ha prezzo” è il titolo della campagna promossa dall’associazione Ai.Bi (Amici dei Bambini) per ottenere la gratuità dell’adozione internazionale, attraverso una legge che preveda la totale detraibilità dalle tasse delle spese di procedura e di quelle di viaggio fino a una cifra massima di 5mila euro.Oltre ad agevolare chi intende adottare,  il provvedimento dovrebbe offrire una possibilità in più ai bambini senza famiglia. L’abbandono dei bambini è stata infatti identificata come la quarta emergenza umanitaria del ventunesimo secolo: secondo le statistiche sono oltre 145 milioni nel mondo i minori orfani (o che vivono fuori dalla famiglia): di questi – secondo dati dell’Unicef che hanno “fotografato” la situazione nel 2005 - 87,6 milioni si trovano in Asia e 43,4 nell’Africa Sub-sahariana. Ai.Bi si occupa di bambini abbandonati da oltre venti anni. E’ presente in 25 paesi, oltre all’Italia, e interviene attraverso adozione e affido e con programmi di cooperazione allo sviluppo.Il bilancio 2007 di Ai.Bi ha fatto registrare una lieve flessione rispetto all’anno precedente. Le entrate, pari a 8,6milioni di euro, registrano un calo del 4,4% rispetto al 2006, determinato principalmente dalla diminuzione di proventi pubblici per la cooperazione allo sviluppo, che in un anno sono passati da oltre 1,5 milioni a 470mila euro.La conclusione di grossi progetti finanziati dal ministero degli Affari esteri e dall’Unione europea ha determinato uno spostamento nella composizione dei donatori: i soldi pubblici rappresentavano il 38% delle entrate nel 2006 mentre sono pari all’11% nel 2007; è cresciuta, per contro, l’incidenza del contributo dei privati, che ha raggiunto il 73% nel 2007, mentre era del 61% nel 2006. Gli oneri, superiori agli 8,5 milioni di euro, sono destinati per il 79,9% (oltre 6,8 milioni di euro) all’attività di missione, mentre il dato del 2006 era pari all’83,1 per cento. I costi di promozione incidono per il 9,3% (790mila euro), in crescita rispetto all’anno precedente (5,8%): il cambiamento nella composizione dei donatori e un “ambiente a competitività crescente” hanno portato a un maggiore investimento nella raccolta fondi. Sono invece in lieve calo i costi di gestione, pari al 9,2 per cento.La flessione negli impieghi per l’attività caratteristica è collegata alla conclusione dei progetti di cui sopra, ed è considerata da Ai.Bi un “momento di consolidamento”. Il bilancio, disponibile on-line sul sito www.aibi.it, è sottoposto a revisione esterna e accompagnato dal bilancio sociale e da una dettagliata relazione di missione, in cui i numerosi indicatori di performance sono analizzati anche in serie storica. Nell’elenco delle attività figura l’assunzione di un lobbista a tempo pieno e la costituzione, a dicembre 2007, dell’associazione “La Pietra Scartata” che riunisce le famiglie della comunità di Ai.Bi.Per il 2008 l’associazione si propone di dare il via alle pratiche di adozione in Congo: l’Africa rappresenta infatti uno dei maggior impegni per il prossimo futuro. E’ prevista anche l’apertura di un ufficio negli Stati Uniti. Nel corso dell’anno si concluderanno invece le attività in Ecuador, dato che le autorità “non ritengono di primaria importanza le attività legate alla missione dell’associazione”; i progetti in corso saranno affidati a partner locali.Per alcuni paesi Ai.Bi denuncia invece la difficoltà a ottenere i riconoscimenti necessari: nel caso di Marocco, Ucraina e Nepal i[...]



Sfida sul sostegno ai bambini

Mon, 24 Nov 2008 14:26:46 +0100

 Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore del 3 novembre 2008 “Il Trentino in Mozambico” e il parallelo “Il Mozambico in Trentino” danno vita a un progetto che, dal 2001, prevede interventi in campo educativo, sanitario, sociale e di sostegno economico. Vi partecipano la Provincia di Trento e alcune associazioni, tra le quali Apibimi (Associazione promozione infanzia bisognosa del mondo impoverito): il sodalizio gestisce un orfanotrofio che svolge anche funzione di centro nutrizionale. L’associazione, che nel 2008 festeggia i 20 anni, ha sede a Volano, in provincia di Trento, e opera in Africa, Asia e Sud America.Anche Il Sole si occupa di sostegno all’infanzia e, come Apibimi, utilizza lo strumento delle adozioni a distanza, cui si affianca il finanziamento a specifici progetti di cooperazione.Il Sole, che ha ottenuto il riconoscimento come organizzazione non governativa, ha sede a Como ed è presente in Etiopia, Burkina Faso e India. Nel corso del 2007 l’associazione ha interrotto il finanziamento di progetti in Sri Lanka, a parte 70 adozioni a distanza, motivando la decisione con “problemi politici” e con “l’impossibilità di valutare su basi oggettive le reali necessità dell’infanzia locale”.Dall’esame di bilancio, relativo al 2007, emerge che Apibimi raccoglie poco meno di 900mila euro, in crescita di oltre l’8% rispetto all’anno precedente. Le entrate di Il Sole sono invece di poco inferiori a 1,2 milioni di euro; in questo caso non è disponibile il confronto con il 2006 perché i dati del rendiconto gestionale, a differenza dello Stato Patrimoniale, non sono comparati al precedente esercizio essendo mutati “i criteri di rappresentanza del documento”.Per entrambe le organizzazioni le adozioni a distanza rappresentano la principale fonte di finanziamento: oltre 522mila euro Apibimi (58%), e 506mila euro Il Sole (42%).Apibimi dedica all’attività di missione 864mila euro, il 93,4% del totale (quota superiore a quella del 2006), mentre i costi di promozione incidono per il 1,1% (circa 10mila euro). I costi di gestione, 2,7% (24mila euro), sono in lieve crescita rispetto all’anno precedente ma comunque risultano ampiamente entro la soglia del 4% che l’associazione si è posta come obiettivo.Il Sole registra uscite per circa 1,3 milioni di euro, con un disavanzo di oltre 100mila euro: il 66,8%, 868 mila euro, è dedicato all’attività di missione, il 14,8%, 192mila euro, alla promozione e il 13,7%, 178mila euro, alla gestione. L’associazione pubblica un bilancio preventivo per il 2008 in base al quale prevede entrate per oltre 1,3 milioni di euro, con un aumento dei fondi per l’attività di missione che dovrebbero superare il milione di euro, pari al 75% del totale. Nella relazione, inoltre, fa riferimento a un rinnovamento della struttura operativa e organizzativa, in corso dal 2006, che prevede l’adozione di nuovi strumenti di monitoraggio dei costi e dell’efficienza sia dei progetti che delle attività amministrative e di raccolta fondi. La relazione che accompagna il bilancio contiene dati relativi al personale e ai soci (250 nel 2007), ai quali si affiancano circa 30 volontari attivi.A questo proposito entrambe le associazioni sono alla ricerca di nuovi volontari e Apibimi lamenta la mancanza di traduttori che si prestino per la corrispondenza con i centri sparsi per il mondo.Sia Apibimi che Il Sole pubblicano il bilancio on-line e sui rispettivi siti sono disponibili informazioni sui progetti sostenuti. In particolare Apibimi è impegnata, tra le altre, nell’assistenza ai ragaz[...]



Certificazioni etiche

Fri, 21 Nov 2008 16:11:33 +0100

a cura di Elio Silva e Antonella Tagliabue.
Articoli pubblicati su Il Sole 24 Ore dell'11 Agosto 2008.

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